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N.

280/2013 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE TOSCANA composta dai seguenti magistrati:

Francesco PEZZELLA Carlo GRECO Paola BRIGUORI ha emesso la seguente

Presidente

Consigliere relatore

Consigliere

SENTENZA sul giudizio di di responsabilit, e promosso iscritto dalla al n.59169/REL regionale del nei

Registro

segreteria

Procura

confronti del dr. Andrea Riccardo GENAZZANI, nato il 22 gennaio 1942 a Firenze e residente a Calci (PI) in via Castellana n. 2, rappresentato e difeso dallAvv. Fabio MERUSI del Foro di Pisa, elettivamente domiciliato presso lo studio dellAvv. Francesco

GESESS del Foro di Firenze con studio in Lungarno Vespucci n.20.

Visto

latto

di

citazione

del

Vice

Procuratore

Generale

presso questa Corte datato 20 luglio 2012;

Uditi,

nella

pubblica

udienza

del

19

dicembre

2012,

con

lassistenza del Segretario Armando GRECO, il relatore consigliere Carlo GRECO, lAvv. Valeria NUCERA alluopo delegato per la parte convenuta ed il pubblico ministero in persona del Vice Procuratore Generale Letizia DAINELLI;

Visto comma 17,

lart.132 legge

c.p.c.

(cos da

come

modificato

dallart.45, anche al

n.69/09)

ritenersi

applicabile

processo contabile per effetto del rinvio di cui allart.26 del R.D. 1038/33 (cfr. sentenze di questa Sezione nn. 85/12 165/12 232/12 233/12 335/12);

Esaminati gli atti e i documenti tutti della causa;

Ritenuto in FATTO Nel merito della fattispecie il Pubblico Ministero contabile ha convenuto in giudizio il nominato per sentirlo condannare al pagamento, in favore dellUniversit di Pisa Azienda Ospedaliero -Universitaria Pisana della somma di euro 408.609,30 o di quella diversa

ritenuta di giustizia, oltre rivalutazione, interessi legali e spese di giudizio.


Circa i fatti materiali di cui si discute, dallatto di citazione emerge che la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pisa ha trasmesso alla Procura erariale informativa sullesercizio dellazione penale (n. 5852/11 R.G. notizie di reato) nei confronti del convenuto imputato cos articolata: A) per i reati di cui agli artt. 81 cpv. c.p. 640 c.2 n. 1 c.p., perch in qualit di direttore del Dipartimento Medicina procreazione ed et evolutiva c/o Universit di Pisa, avendo optato nell'ambito dell'azienda Ospedaliera Universitaria Pisana per lo svolgimento di attivit professionale di ginecologo intramuraria cd. Allargata, ed essendo stato autorizzato a svolgerla presso la Clinica di San Rossore in Pisa e presso strutture mediche convenzionate ubicate in Modena c/o Exacta s.r.l. in Viale Medaglie D'Oro e in Roma c/o Casa di cura Quisisana Eurosanit s.p.a. in Piazza dei Caprettari 70, ed in Siena sino al luglio 2007, con artifici e raggiri consistiti nell'aver omesso di segnalare le sedi dell'attivit medico privata effettivamente svolta e per quanto riguarda le visite effettuate a Cagliari, nel far risultare dai cartellini giustificativi segnatempo in uso presso l'azienda ospedaliera Universitaria Pisana la sua presenza in servizio o in congressi e/o convegni, con automatico riconoscimento di orario lavorativo pari a sei ore e venti minuti: a) in particolare dal 2006 una o due volte al mese visitava pazienti privatamente, in assenza di autorizzazione, presso il Centro di Cura San Michele srl con sede a Cagliari, via dei Passeri 4/8/16; b) dal gennaio 2009, in assenza di autorizzazione, una o due volte al mese visitava privatamente presso lo studio medico del Prof. MOLINELLI Giorgio di Siena, sito in via Campania, 7 incassando i relativi proventi, in violazione dell'art. 8 del regolamento emanato dall'azienda ospedaliero universitaria Pisana per la disciplina dell'attivit libero professionale intramuraria; c) in una serie di giorni (di cui al prospetto riportato a pagg. 2-3 dellatto di citazione) pur avendo riportato sul cartellino presenze il giustificativo "congresso", trascorreva le mattine dei venerd in Roma a svolgere attivit intramoenia autorizzata in violazione dell'art. 11 c. 1 del citato regolamento per la disciplina dell'attivit libero professionale intramuraria, recandosi nel pomeriggio in Cagliari per svolgere attivit professionale privata o non si trovava impegnato in attivit di congressi o convegni; d) in un altro gruppo di giorni (vedi atto di citazione pagg. 3-4) gli orari di uscita risultanti dal sistema informatico erano contraddetti dalla riscontrata presenza del convenuto in altre strutture sanitarie inducendo in tal modo in errore l'azienda ospedaliera Universitaria Pisana, circa lo svolgimento dell'attivit lavorativa istituzionale effettivamente svolta, e circa lottemperanza all'obbligo di "esclusivit" conseguente alla esercitata opzione per lo svolgimento di attivit professionale intramuraria, con proprio illecito profitto consistito nell'aver incassato, oltre ai proventi dell'attivit privata svolta, mensilmente la somma di . 1.539,44 a titolo di "indennit di esclusivit e il riconoscimento economico, pari ad . 1.305,42 al mese, percepito in forza della carica ricoperta quale dirigente medico con incarichi di capostruttura, incarico spettante per legge esclusivamente ai medici svolgenti attivit "intramoenia", con pari ingiusto danno patrimoniale per l'amministrazione di appartenenza per il periodo ottobre 2005-ottobre 2011.

B) Per i reati p. e p. dagli artt. 81 cpv, e 314 c.p. perch in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, in numerose occasioni, (come meglio evidenziato nel prospetto di cui pag. 5-6 dellatto di citazione) svolgendo attivit cd. di "intramoenia allargata" presso la Clinica di San Rossore in Pisa e presso la Casa di cura Quisisana Eurosanit s.p.a. in Piazza dei Caprettari 70 Roma, strutture convenzionate con l'Azienda Ospedaliera Pisana, si faceva corrispondere personalmente in contanti o con assegni "mio proprio" i proventi delle visite svolte pari a euro 200, 250 o 350 euro, anzich indirizzare i pazienti presso le "receptions" addette ai pagamenti, ometteva di rilasciare ricevuta e di versare la percentuale spettante all'Azienda Ospedaliera Pisana sull'onorario di 250,00 stabilito per singola visita, (30% dell'onorario per le visite di San Rossore, e 18% dell'onorario per le visite in Roma) appropriandosene. I capi di imputazione di cui sopra per i quali, allo stato, non ancora iniziata la verifica dibattimentale ad opera della Autorit giudiziaria ordinaria si fondano, in primo luogo, su una accurata disamina delle prove acquisite in relazione al danno erariale derivante dallindebita percezione di somme a titolo di indennit di esclusivit nonch a titolo di indennit dincarico denominato trattamento aggiuntivo dincarico variabile aziendale costituente il capo di imputazione sub A). In particolare nel corso degli accertamenti delegati dalla Procura della Repubblica di Pisa la Guardia di Finanza Compagnia Pisa Sezione Operativa Volante ha acquisito atti e documenti, informazioni da persone informate dei fatti, ha eseguito perquisizioni e sequestro di documenti e di materiale informatico, riscontri tutti analiticamente descritti a pagg. 7-28 dellatto di citazione. Per quanto concerne invece la disamina delle prove acquisite relativamente al danno derivante dalle minori fatture emesse relativamente allattivit professionale svolta presso la Casa di Cura Quisisana sita in Roma e presso la Clinica San Rossore sita in Pisa, di cui alla imputazione sub B), sempre in sede di atto di citazione (pagg. 28-32) stata riscontrata lattivit svolta dal prof. Genazzani presso le suddette strutture individuando differenze tra le certificazioni fiscali e le prenotazioni registrate presso le strutture convenzionate, che in alcuni casi supererebbero il 70% del totale delle visite. In relazione a quanto sopra, la Procura, con atto datato 13 marzo 2012 e ritualmente notificato in data 19 marzo 2012, ha contestato nei confronti del Prof. Andrea Riccardo Genazzani di aver arrecato con la propria condotta, connotata da dolo, plurimi profili di danno allAzienda Ospedaliero-Universitaria Pisana cui conseguiva la richiesta di risarcimento. Alla contestazione del danno erariale, sono pervenute, in data 17 aprile 2012, le controdeduzioni dellinteressato, sottoscritte anche dallavv. Fabio Merusi. Con tale atto stata eccepita, in relazione alladdebito di cui al capo A) di imputazione, in via preliminare, la parziale prescrizione della pretesa non rilevando, pertanto, le visite che la procura ritiene essere state svolte dal prof. Genazzani presso il Centro di Cura San Michele di Cagliari dallottobre 2005 al 19 marzo 2007 ci in quanto i fatti da cui oggi la Procura deduce la sussistenza di un danno erariale non sono mai stati occultati allamministrazione considerato che il prof. Gennazzani sin dallanno 2004, inform lallora Direttore Generale dellAOP della sua attivit presso Centro di Cura cagliaritano. Sempre sul punto stato eccepito che le attivit svolte a Cagliari erano non solo ben note allAOP ma anche da essa autorizzate e che il rilascio dei bollettari per le visite in Sardegna costituisce, di per s, una prova evidente di tale autorizzazione, che esclude il presupposto stesso della contestazione.

Inoltre, anche a voler considerare, per assurdo, che lautorizzazione sia intervenuta solo implicitamente lelemento psicologico addebitale allinteressato non avrebbe i connotati n del dolo n della colpa grave azionabile. Sempre in via di eccezione, il convenuto ha asserito che, comunque, perlomeno dallaprile del 2010 non sarebbe configurabile una vera e propria attivit professionale presso il centro cagliaritano e che, per quanto concerne le visite svolte presso lo studio medico Molinelli di Siena, lAOP sarebbe stata informata fin dallottobre 2007. Infine le pretese incongruenze sul cartellino presenze integrerebbero solo discrepanze meramente formali. Come ultima considerazione, relativamente alladdebito concernente le presunte omissioni nellesercizio dellattivit c.d. di intramoenia allargata presso la Clinica di San Rossore di Pisa e presso la Casa di Cura Quisisana di Roma, la Procura sarebbe incorsa in due errori: - nellaver ritenuto che il prof. Genazzani abbia applicato alle visite contestate un onorario per visita pari ad euro 250,00; - la tabella riportata nellinvito a dedurre riporterebbe dei dati approssimativi per quanto concerne il numero delle visite effettuate. Valutate non esaustive le argomentazioni acquisite in sede di invito a dedurre, la Procura ha formalizzato il presente atto di citazione cui seguita rituale costituzione in giudizio mediante patrocinio legale. Nel merito dei fatti, in via preliminare stata avanzata richiesta di sospensione del presente giudizio contabile processo contabile in attesa dellesito dellazione penale intentata ma non ancora concretizzatasi, almeno fino alla emanazione della sentenza di primo grado. In ordine alle singole contestazioni, circa il Capo A), in primo luogo stata ribadita leccezione di prescrizione, la discordanza tra gli importi oggetto di invito a dedurre e quelli indicati nellatto di citazione, lassenza di contradditorio nellesame delle prove e la data di cessazione delle prestazione presso le struttura di Cagliari e di Siena, nonch le incongruenza nella valutazione delle timbrature. Circa il Capo B) la ricostruzione delle poste economiche che sarebbero state sottratte si fonderebbe su importi unitari presunti e su un volume di visite che sfugge ad ogni certezza probatoria. Allodierna discussione orale al rappresentante della Procura in primo luogo stato contestato il deposito di atti fuori termine (nota di deposito del 7 dicembre 2012) che il Collegio ha, conseguenzialmente, valutato inammissibile. In secondo luogo stata affrontata la richiesta di sospensione in pendenza di giudizio penale, contestata dal rappresentante la Procura su cui il Collegio ha ritenuto di non pronunciarsi preliminarmente invitando le parti ad entrare nel merito della causa. Al riguardo anche leccezione di prescrizione stata confuta dal Pubblico ministero per il quale il contestato occultamento doloso del danno renderebbe inoperante la prescrizione invocata.

Parimenti non sarebbe fondata leccezione che sottolinea la diversa entit della richiesta risarcitoria tra linvito a dedurre e la citazione, discordanza che si fonderebbe proprio sullarco temporale di riferimento dei comportamenti censurati, estesi in citazione nei limiti della non riscontrata prescrizione. Come ultima considerazione la Procura ha rettificato (in diminuzione) alcune poste di danno per il c.d. capo B). Diversamente argomentando il legale di parte convenuta ha sottolineato che, in mancanza di verifica dibattimentale, le prove raccolte nella fase di istruttoria penale costituirebbero meri atti di indagine e su tali presupposti il giudizio passato in decisione. Considerato in DIRITTO 1. In via preliminare la parte convenuta ha ipotizzato la sospensione del presente giudizio di responsabilit amministrativa in virt della pendenza del processo penale, attivato sui medesimi fatti di causa Al riguardo questa Corte ha ripetutamente osservato che il legislatore, nel nuovo codice di procedura penale, non ha riprodotto la disposizione contenuta nellart.3, comma 2, del codice abrogato, con conseguente eliminazione di ogni riferimento alla cosiddetta pregiudiziale penale dal contenuto dellart.295 cod. proc. civ., applicabile al presente giudizio in virt del rinvio dinamico di cui allart.26 del R.D. 13 agosto 1933, n.1038. Tale scelta ha reso palese lintenzione del legislatore di superare il principio dellunit della giurisdizione e della prevalenza del processo penale su quello civile, cui risultava ispirato il precedente ordinamento, sostituendolo con il principio della piena autonomia e separazione dei due giudizi, tranne ipotesi particolari e tassative; il processo contabile, pertanto, deve seguire il proprio corso e il giudice pu procedere ad unautonoma valutazione ed accertamento dei fatti, senza essere vincolato dallesito del giudizio penale (cfr. Corte dei conti, Sez. Sicilia, 3 agosto 2011, n.2905). Daltronde, come recentemente ricordato dalla giurisprudenza dappello di questa Corte (cfr. Corte dei conti, Sez. I, 12 marzo 2012, n.122), occorre richiamare il principio di autonomia del processo contabile rispetto a quello penale: il primo incentrato sullaccertamento dei danni erariali, quale conseguenza della violazione degli obblighi di servizio da parte di agenti pubblici, fra i quali si annoverano quelli in rapporto di servizio con lAmministrazione mentre il secondo attiene alla violazione tipica dei precetti penali. In altri termini evidente lessenziale discostamento dei parametri di riferimento per laccertamento della responsabilit amministrativa (violazione degli obblighi connessi con il rapporto di servizio con la pubblica amministrazione) e della responsabilit penale (violazione del precetto penale). Analoghe considerazioni sono rinvenibili nella giurisprudenza civile (cfr. da ultimo Cass. Sez. VI ordd. n.5583 del 6 marzo 2013 e n.9603 del 19 aprile 2013) e, quindi, il Giudice contabile libero nelle proprie valutazioni decisorie, valutazioni che necessariamente si pongono in unottica propria, non automaticamente condizionata da eventuali pronunce in sede penale e, questo, determina la reiezione della richiesta sospensione del giudizio.

2. Sempre in via preliminare stata richiesta la parziale maturata prescrizione quinquennale. Sul punto il Collegio ritiene detta eccezione priva di fondamento in quanto va infatti osservato che, ai sensi dellart. 1, comma 2, della legge 14 gennaio 1994 n. 20, come modificata dalla legge 20 dicembre 1996 n. 639, il diritto al risarcimento del danno si prescrive in cinque anni decorrenti dalla data in cui si verificato il fatto dannoso, ovvero, in caso di occultamento doloso del danno, dalla data della sua scoperta. Nel caso di specie loccultamento doloso del danno deve ritenersi in re ipsa, stante la commissione, da parte dellodierno convenuto, di fatti penalmente rilevanti che implicano, nella loro esecuzione, anche modalit che ne consentono loccultamento(cfr. Corte dei conti, SS.RR. n. 3/1999; Sez. I App. n. 508/2008; Sez. II App. n. 296/2007), per cui la prescrizione del diritto al risarcimento del danno erariale decorre dalla comunicazione alla Procura regionale della Corte dei conti per la Toscana del provvedimento di rinvio a giudizio in sede penale, che nel caso in esame avvenuta in data 21 febbraio 2012, cui seguita in data 12 marzo 2012 apposita denuncia da parte della Struttura ospedaliero-universitaria danneggiata. Considerato che linvito a dedurre risulta notificato in data 16 marzo 2012, lazione erariale stata attivata nei termini prescrizionali di legge. 3. Nel merito dei fatti la pretesa risarcitoria, azionata con il presente atto presenta i presupposti previsti dalla normativa: rapporto di servizio con una pubblica Amministrazione, nesso causale fra comportamento e danno erariale nonch elemento soggettivo connaturato da dolo o colpa azionabile. Ci premesso, circa gli elementi costitutivi dellazione di responsabilit erariale: 3.1. Rapporto di servizio Il ruolo ricoperto dalla parte convenuta nella struttura amministrativa per tabulas determina la soggezione della stessa alla giurisdizione di questo Giudice contabile. In dettaglio si tratta di un dipendente avente un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con una Azienda Ospedaliera Universitaria. 3.2. Nesso causale Nel caso di specie gli elementi probatori forniti dalla Procura indicano un danno erariale connesso alla condotta di parte convenuta le cui azioni, direttamente od indirettamente, avrebbero determinato un depauperamento patrimoniale della Amministrazione di appartenenza. Quanto sopra sia direttamente (percezione di competenze non spettanti per ipotizzata violazione del regime di esclusivit) che indirettamente (minori introiti per ticket sanitari non riscossi e/o evasi). 3.3. Danno erariale Circa il danno diretto la tesi accusatoria solo parzialmente fondata in quanto le contro argomentazioni difensive inducono il Collegio a riconsiderare il danno (ad oggi) ascrivibile.

Come ampiamente illustrato in narrativa il convenuto dovr rispondere in sede penale di due distinti capi di imputazione. Il capo A) ha per oggetto ipotesi di truffa continuata ai danni dello Stato il cui riflesso economico, in questa sede contabile, consiste nella illecita percezione delle indennit premiali connesse al rispetto del c.d. regime di esclusiva della prestazione sanitaria. Come testualmente riportato in citazione (cfr. pagg. 35-36) si tratterebbe di un: danno correlato allindebita percezione sia dellindennit corrisposta a titolo di indennit di esclusivit sia di quella a titolo di indennit dincarico denominato trattamento aggiuntivo dincarico variabile aziendale a far data dal 1 gennaio 2003 al mese di ottobre 2011. In ordine alla quantificazione del danno patrimoniale, la Procura regionale ha richiamato quanto emerge dallannotazione di PG - informativa di reato della Guardia di Finanza - Compagnia Pisa del 27/10/2011, nonch dagli allegati n. 1 e 3 della stessa (pag. 1027-1029 e 1032-1034 del CD). La Procura regionale richiama, altres, le puntuali informazioni rese dal direttore dellUO Politiche e Gestione delle Risorse Umane dellAOUP dott.ssa Grazia Valori in data 25 ottobre 2011 (pag. 1037-1039 del CD), sia in ordine alla quantificazione delle somme corrisposte al prof. Genazzani, sia in ordine ai riferimenti normativi. Pertanto, in relazione alle risultanze istruttorie, la Procura Regionale ha ritenuto di poter ascrivere al Prof. Genazzani la responsabilit amministrativa a titolo di dolo per un importo di euro 245.810,30. Al riguardo, lorgano requirente rileva che detto importo diverge da quello indicato nellinvito a dedurre in quanto, da una pi approfondita disamina della documentazione acquisita, stato ritenuto di imputare la responsabilit per il danno cagionato allAOUP in relazione alle somme indebitamente riscosse nel periodo 1 gennaio 2003 - ottobre 2011, e non solo a partire dallottobre 2005, essendo manifesto loccultamento doloso del danno e che quindi le somme percepite dal gennaio 2003 allottobre 2005 non siano coperte da prescrizione. Ci premesso, quello che qui rileva sotto il profilo del danno erariale risarcibile non tanto lesatta individuazione e quantificazione delle assenze totali o parziali dal servizio ma la percezione di competenze economiche in violazione degli obblighi contrattuali, cui consegue per il convenuto lobbligo di restituire il quantum percepito nellintero arco temporale in esame. Si tratta, come gi detto, della c.d. indennit di esclusiva e del trattamento aggiuntivo dincarico variabile aziendale. Come risulta dagli atti (nota delUniversit di Pisa n.272/05/UNICO del 20 gennaio 2003) il convenuto, non avendo esercitato lopzione prevista, stato collocato ex art. 6 del D.Lgs. 21 dicembre 1999 n.517 a rapporto esclusivo dufficio a decorrere dal 1gennaio 2003, con il beneficio dellindennit di esclusiva negli importi previsti dallart. 5 del CCNL 1998-2001 (biennio economico 2000-2001). A quanto sopra deve aggiungersi il trattamento aggiuntivo ex art. 59. comma 2, della legge regionale 24 febbraio 2005 n.40.

Avverso la quantificazione economica delle somme di cui trattasi (pari ad . 245.810,30), di cui agli allegati processuali in atti e richiamati dalla Procura (informativa di reato della GdF datata 27 ottobre 2011), la parte convenuta ha incentrato la difesa sulla parziale prescrizione del danno, sulla discordanza tra invito a dedurre ed atto di citazione senza fornire prove, se non meramente enunciate, del rispetto del regime di esclusivit. Diversamente le prove in atti indicano assenze dal servizio in misura comunque gi idonea ad integrare la violazione delle norme del rapporto di servizio, comportamento censurabile in sede contabile la cui verifica in sede penale incider sullentit della eventuale condanna per truffa ai danni dello Stato ed in questi termini la richiesta risarcitoria deve essere accolta. Circa il capo B) che ha per oggetto ipotesi di peculato continuato il cui riflesso economico, in questa sede contabile, consiste nella illecita percezione di compensi professionali non fatturati e, quindi, sottratti pro-quota alla casse erariali, la tesi accusatoria non pare azionabile. Testualmente (cfr. atto di citazione pagg. 36-37) la Procura indica un danno correlato alla condotta illecita correlata alle rilevanti discrasie emergenti dallesame dei documenti afferenti le prenotazioni e le corrispondenti fatture emesse relativamente allattivit professionale svolta presso la clinica Quisisana sita in Roma e presso la clinica San Rossore sita in Pisa ed In relazione al suindicato profilo di danno questa Procura ritiene possa essere operata la seguente quantificazione, valutando una percentuale - nella misura pari a un 20% rispetto alle prenotazioni effettuate - di visite non effettuate presso le Case di cura. In altri termini il danno erariale contestato si baserebbe sulla ricostruzione di un volume di onorari professionali per il quale, ad oggi, non stato raggiunto un sufficiente grado di certezza. In effetti lesame del verbale di sommarie informazioni rese da persona informata dei fatti redatto in contradditorio con la d.ssa Anna Gaspari il 23 gennaio 2012, circa le modalit di svolgimento dei rapporti in convenzione presso le diverse strutture sanitarie che hanno visto la presenza del convenuto, fornisce un quadro probatorio non soddisfacente circa lentit del compenso unitario (contestato dalla parte convenuta) nonch la quantificazione complessiva delle visite mediche effettuate dal convenuto. A conferma di quanto sopra la stessa Procura, con la nota di deposito n.2 del 7 dicembre 2012, intendeva offrire in comunicazione un doveroso supplemento di indagine ad integrazione di quanto gi in atti. Tale deposito (tardivo rispetto alla celebrazione dellodierno processo) stato contestato dalla parte convenuta che ne ha rifiutato il contradditorio ed avendo il Collegio accolto tale eccezione, il supplemento di indagine di cui alla nota della GdF n.469731 del 6 dicembre 2012 non pu essere valutato ai fini della presente azione. Tutto ci premesso la pretesa risarcitoria ex capo B), non contenendo e/o fornendo univoci elementi di prova integra una domanda generica non ammissibile con conseguente assoluzione della parte convenuta proprio sotto il profilo della carenza probatoria. 4. Addebito del danno La parte convenuta, assolta per la richiesta risarcitoria ex capo B) deve essere invece condannata a risarcire, per danno diretto accertato nei termini sopra illustrati, la somma di . 245.810,30 di cui al capo A).

Tale responsabilit consegue alla riscontrata colpa che, diversamente dalla prospettazione difensiva, il Collegio valuta quantomeno grave. Al riguardo deve essere disattesa la ricostruzione dei fatti opposta dalla difesa. Le eventuali comunicazioni, effettuate dal convenuto a soggetti della struttura sanitaria, della propria attivit esercitata extramoenia non possono costituire implicita autorizzazione della stessa e, pertanto, venuto meno il diritto alla percezione delle competenze accessorie. Si tratterebbe di benefici economici percepiti in aperta violazione dei propri obblighi contrattuali (cfr. CCNL sopra citato) e, quindi, censurabili almeno sotto il profilo della riscontrata colpa grave. Per le considerazioni che precedono la pretesa attorea, cos rideterminata, deve essere accolta e sulle somme, per le quali pronunciata condanna, trattandosi nella specie di obbligazione

originariamente pecuniaria e, quindi di debito di valuta ed avendo la Procura regionale richiesto sia il danno che la rivalutazione, deve aggiungersi (cfr. in senso conforme Sez. Toscana n.320 del 19 giugno 2012 e n.435 del 24 settembre 2012), con decorrenza da ciascuna percezione, quantificata cumulativamente al 1gennaio

successivo allesborso, il maggior importo tra interessi legali e rendimento medio netto dei titoli di Stato con scadenza non

superiore a dodici mesi (cfr. Cass. SS.UU. n. 19499 del 2008 e Sez.2, n. 12828 del 2009) fino alla pubblicazione della presente sentenza.

Sulla somma come sopra determinata, vanno poi corrisposti gli interessi legali dalla data di pubblicazione della presente

sentenza fino al soddisfo. Le spese di giudizio seguono la soccombenza e vanno, quindi, poste a carico della parte convenuta condannata;

PER QUESTI MOTIVI la Sezione giurisdizionale della Regione Toscana della Corte dei conti, definitivamente pronunciando sul giudizio n.59169/REL, in parziale conformit delle conclusioni del Pubblico ministero ASSOLVE Il dr. Andrea Riccardo GENAZZANI dalla richiesta risarcitoria in ordine alla contestazione sub B); CONDANNA Il convenuto, in relazione alla richiesta risarcitoria sub A), al pagamento dellimporto complessivo di . 245.810,30 (duecentoquaranta-cinquemilaottocentodieci/30) a favore dellUniver-sit di Pisa, Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana. Limporto per cui condanna va infine maggiorato delle somme aggiuntive secondo il criterio di calcolo indicato in motivazione e, sullimporto cos rivalutato, vanno corrisposti gli interessi legali dalla pubblicazione della presente sentenza fino

all'integrale soddisfo. Segue la condanna al pagamento delle spese processuali che, fino alla presente decisione, sono liquidate in .943,37 (novecentoquarantatre/37) Manda alla Segreteria le comunicazioni e le notificazioni di rito Cos deciso in Firenze, nelle camere di consiglio del 19

dicembre 2012 e del 27 febbraio 2013.

IL CONSIGLIERE ESTENSORE F.to Carlo Greco

IL PRESIDENTE

F.to Francesco Pezzella

Depositata in Segreteria il 13 AGOSTO 2013

IL DIRETTORE DI SEGRETERIA F.to Paola Altini