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P r e s e nt a

P e r a s c o l t a r ei s e g u e n t i i n t e r v e n t i c l i c c a r es u i l i n k

S o n oi n t e r v e n u t i a l l ac o n f e r e n z a :

S i n d a c oC h i a v a r i R o b e r t oL e v a g g i h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = 1 p J F v B T a I o A s s . M a t t e oR o s s i _ A s s e s s o r er e g i o n a l ea l l os p o r t h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = O z d 5 D j I _ 1 8 Q A v v o c a t oD e b o r aM o r i n i h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = M e 3 q F h M x 2 4 I D o t t . C l a u d i oP u p p o h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = q s WA T r E Wk V 0 C r i s t i n aC a mi s a s c a_ h pv o l t r i er o l l e r c l u b h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = t S G v t G 6 D 3 L s D o t t . D i e g oM i n n i c e l l i _ V e g e t a l p r o g r e s s h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = e j e 2 D z Q X H U D o t t . G i a n n i T e s t i n o _ V i c e p r e s i d e n t es o c i e t a l c o l o g i a h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = c I w y R y 8 N F 1 M D o t t . L e oB o z z o _ P a n a t h l o nI n t e r n a t i o n a l h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = t c Q b U mr F w I D o t t . M a s s i moB r a v i n _ N u t r i z i o n i s t a h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = G Y E WT U 0 a H R o D o t t . M o h a mma dN a t o u r _ A g o p u n t o r e h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = O A O j 9 y WX K S k A r c h i t e t t oR i c c a r d oC a p o z z i h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = v 6 D p P H l o Z T o D o t t . s s aS a b r i n aB e n v e n u t o _ P s i c o l o g as p o r t i v a h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = 0 O 2 7 C X b d N O s V i t t o r i oP o d e s t _ C a mp i o n emo n d i a l eh a n d b i k e h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = q k 6 7 D P D j D g 0

LA RESPONSABILITA DEL GESTORE DI IMPIANTI SPORTIVI IN SEDE CIVILE E PENALE. Avvocato Deborah MORINI
La pratica sportiva ha subito come a tutti noto una forte modernizzazione trasformandosi da attivit svolta con il prevalente intento di apprendimento di una specica disciplina sportiva (agonistica o meno) ad una a pi ampio raggio basata su motivazioni di ricerca del benessere sico, attenzione alla cura del corpo per scopo riabilitativo, estetico, attivit di tipo ricreativo e di aggregazione sociale. Alla luce di tali cambiamenti la denizione generale di gestore di impianto sportivo cui collegare la trattazione dei proli di responsabilit civile e penale, non certamente cosa facile in quanto in essa vi possono rientrare svariate entit, con ne dilettantistico, con ne imprenditoriale o misto, in forma di associazione in forma di societ di persone, capitali o cooperativa. Il gestore potr rivestire, poi, la gura assai rara di proprietario dellimpianto sportivo o quella pi frequente di detentore in considerazione di un atto concessorio o di contratti privatistici (locazioni aftti aziendali). Potr rivestire la gura di datore di lavoro o piuttosto intraprendere rapporti di collaborazione lavoro autonomo con soggetti abilitati allinsegnamento della pratica sportiva (istruttori et). ---------------------------------Ecco che numerosi potranno essere i proli di responsabilit sia civile che penale in cui potr incorrere la gura del gestore, ovvero di colui riveste la gura di titolare di una posizione di garanzia, per i danni subiti dai soggetti che, a vario titolo, abbiano avuto a che fare con lesercizio della relativa attivit [come detto in qualunque forma essa sia organizzata] e quindi atleti/clienti utenti accompagnatori/spettatori collaboratori /dipendenti terzi in genere. ---------------------------------Sia dal punto di vista penale che civile, nella gran parte dei casi, si tratta di una responsabilit per OMISSIONE riconducibile generalmente allaver omesso di adottare tutte quelle misure di sicurezza tese ad evitare levento dannoso. Partendo dalla responsabilit penale, rilevano le condotte contro lincolumit delle persone (LESIONI COLPOSE OMICIDIO COLPOSO) attraverso omissione--- NON IMPEDIRE UN EVENTO CHE SI HA LOBBLIGO DI IMPEDIRE EQUIVALE A CAGIONARLO (art. 40cpv c.p.). N.B. Si tratta di norma penale in bianco (ogni volta da integrarsi con la normativa inerente). La Corte di Cassazione, pi volta vista a pronunciarsi in argomento, ha qualicato la posizione del gestore come di TITOLARE DI UNA POSIZIONE DI GARANZIA AI SENSI DELLART. 40 CPV C.P. in quanto tale EGLI E TENUTO A PREDISPORRE UN IDONEO SERVIZIO DI ASSISTENZA DEGLI UTILIZZATORI DELLA STRUTTURA MEDESIMA AL FINE DI TUTELARE LINCOLUMITA FISICA (Cass. Penale sezione quarta, n. 4462/2005 ex plurimis). Il vericarsi di un evento dannoso potr essere riferito al comportamento omissivo del gestore tutte le volte, quindi, in cui sia individuabile un OBBLIGO GIURIDICO di impedire levento. Cosa si intende per OBBLIGO GIURIDICO? un obbligo che trovi riferimento in una fonte normativa (di legge, di regolamento) in una obbligazione contrattuale, etc Nelloccasione della preindicata sentenza, la S. C. ha rilevato che il gestore di una piscina (in cui era deceduto un minore per sincope ed annegamento) tenuto ad organizzare lattivit sportiva, oltre che a vigilare sullosservanza delle regole interne e delle disposizioni emanate dalla F. I. N. (Federazione Italiana Nuoto) al ne di evitare il superamento del limite del rischio tipico correlato alla normale pratica sportiva. (nel caso di specie egli avrebbe dovuto predisporre un adeguato servizio di assistenza dei frequentatori della piscina che, come tale, avrebbe potuto garantire un tentativo di salvataggio della giovane vittima). Tale precedente segue lindirizzo consolidato della Corte di Cassazione secondo la quale il responsabile delle attrezzature sportive e ricreative, destinate alluso di una comunit, titolare di una posizione di garanzia riconducibile alla previsione di cui allart. 2051 c.c. [ CIASCUNO ERESPONSABILE DEL DANNO CAGIONATO DALLE COSE CHE HA IN CUSTODIA, SALVO CHE PROVI IL CASO FORTUITO] e volta alla protezione dellincolumit personale di coloro che le utilizzano, con la conseguenza che a suo carico la responsabilit per i danni provocati dalle strutture medesime per effetto di condotte contrarie ai dettami della posizione di garanzia. -------------------------------------Da un punto di vista civilistico il gestore di impianti sportivi, individuato sulla base delle caratteristiche sopra descritte, sar chiamato a rispondere degli eventuali danni cagionati nellesercizio della propria attivit, in

primis, ai sensi dellart. 2043 c.c.[qualunque fatto doloso o colposo che cagioni ad altri un danno ingiusto obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno]. A prescindere dalla possibile sovrapposizione di forme di responsabilit contrattuali (su cui torneremo), si evidenzi sin dora che la responsabilit ex art. 2043 c.c. sia quella che richiede la forma pi rigorosa di onere della prova a carico del danneggiato. Ed, infatti, il danneggiato avr lobbligo di fornire la prova i seguenti elementi essenziali: Danno ingiusto; Dolo o colpa del gestore; Nesso causale tra condotta ed evento dannoso. -------------------------------------------Vi sono altri titoli in base ai quali, pi soventemente e con rischi processuali molto superiori, il gestore di impianto sportivo potr essere chiamato a rispondere civilisticamente. In particolare ai sensi dellart. 2050 c.c. (responsabilit per lesercizio di attivit pericolose); dellart. 2051 c.c. (danno cagionato da cose in custodia); dellart. 2052 c.c. (danno cagionato da animali); dellart. 2053 c.c. (rovina di edicio). Vediamole nel dettaglio: 1)Art. 2050 c.c. (responsabilit per lesercizio di attivit pericolose) CHIUNQUE CAGIONA UN DANNO AD ALTRI NELLO SVOLGIMENTO DI UNATTIVITA PERICOLOSA, PER SUA NATURA O PER LA NATURA DEI MEZZI ADPERATI, E TENUTO AL RISARCIMENTO SE NON PROVA DI AVER ADOTTATO TUTTE LE MISURE IDONEE AD EVITARE IL DANNO. Risulta evidente dal testo come tale disposizione riguardi tutte quelle attivit che sono destinate a provocare danni con un grado di probabilit molto alto pur essendo attivit lecite a causa dello loro utilit sociale (es. quelle sportive). Come ben si pu rilevare solo attraverso una mera lettura della disposizione normativa sopra menzionata il criterio di imputazione della responsabilit civile non viene considerato il dolo o la colpa bens lesercizio stesso dellattivit pericolosa. A differenza, quindi, dellipotesi di cui allart. 2043 c.c., in questo caso lonere probatorio non sar pi posto a carico del danneggiato bens sul danneggiante mediante negativa (quasi sempre probatio diabolica). Egli, infatti, sar escluso dalla responsabilit civile solo nel caso in cui riesca a dimostrare di aver adottano tutte le misure idonee ad evitare levento dannoso, non essendo sufciente la prova di non aver commesso violazioni di sorta alle normative di legge o di comportamento. Per entrare in nuce occorre chiedersi se lattivit sportiva sia da considerarsi pericolosa in senso lato ed in tutti i casi (ovviamente tenendo conto dei precedenti giurisprudenziali). Per alcune attivit la qualicazione di attivit pericolosa riesce piuttosto semplice, si pensi alla box (natura) allautomobilismo, motociclismo, karting (mezzi utilizzati). Per altre i dubbi interpretativi dovranno essere risolti dal giudicante che, di volta in volta, dovr qualicare la natura pericolosa dellattivit con criteri ex ante a prescindere dalla portata dellevento dannoso. Ecco come la giurisprudenza abbia in talune circostanze giudicato lo stesso tipo di attivit sportiva (es. equitazione, nuoto, ciclismo, ginnastica,) in taluni casi attivit pericolosa in altri no proprio sulla base della ricostruzione del caso concreto. Nel caso Juventus (Trib. Torino 2004) tifoso romanista colpito da fumogeno (lesioni permanenti amputazione di arto) il Giudicante, dovendo rispondere alla richiesta danni rivolta dal tifoso alla societ Juventus per non aver evitato il danno, applica lo specico criterio di analisi sopra meglio enunciato: ed infatti il Tribunale di Torino ha stabilito che lattivit (partita di calcio professionisti) va qualicata come pericolosa in quanto la stessa STATISTICAMENTE cagiona o minaccia di cagionare incidenti anche di natura molto grave. Si evidenzi luso del criterio statistico unito ad elemento tecnico e regole di comune esperienza. In taluni casi, come in quello appena menzionato, il gestore di impianto sportivo, assume la funzione di organizzatore di evento sportivo con accesso di pubblico spettatore. Evidentemente, il gestore organizzatore, attraverso la vendita del biglietto inerente la manifestazione assumer nei confronti dellutente /spettatore una responsabilit contrattuale inerente il prolo della garanzia della sicurezza. Le eventuali clausole di esonero dalla garanzia potrebbero in ogni caso essere giudicate nulle per violazione di regole imperative dellordinamento. Sia sotto il prolo riempitivo della norma penale in bianco gi precedentemente analizzata (art. 40 cpv c.p.) che nel caso della responsabilit civile, in particolare quella da attivit pericolosa, spesso le parti del processo si trovano ad entrare in contatto con normative di natura regolamentare predisposte a livello federale dalle varie categorie sportive. Quid iuris? Il regolamento federale si trova a ricoprire il ruolo della c.d. coperta troppo corta in quanto da lato il pedissequo rispetto delle relative disposizioni non viene giudicato scriminante delleventuale responsabilit del

gestore (tenuto come dicevamo a dimostrare negativamente di aver assolto a tutte le misure di sicurezza) dallaltro, quando invocato dal danneggiato come unico sostegno delle proprie ragioni risulta alquanto debole se non accompagnato da ulteriori criteri (tralasciando casi macroscopici). Caso sentenza di Trib. Mondov dove la pista di go kart era strutturata in violazione del regolamento FIK secondo il quale luscita ai box dei mezzi circolanti su pista doveva essere svolta attraverso corsie di decelerazione / accelerazione protette e a distanza. _______________________________________________________________________________________ 2) dellart. 2051 c.c. (danno cagionato da cose in custodia) CIASCUNO E RESPONSABILE DEL DANNO DELLE COSE CHE HA IN CUSTODIA, SALVO CHE PROVI IL CASO FORTUITO. Il gestore di impianto sportivo, poi, potrebbe essere chiamato a rispondere in qualit di mero custode del bene a titolo di responsabilit oggettiva. Ed, infatti, anche nel presente caso il criterio di imputazione della responsabilit avverr solo attraverso laccertamento della posizione di custodia del bene. Al ne di mitigare la portata del contenuto della disposizione normativa indicata, la giurisprudenza ha provveduto ad indicare gli elementi essenziali che in ogni caso dovranno essere comprovati dal danneggiato per ottenere il risarcimento ai sensi dellart. 2051 c.c. ovvero: posizione di custodia; danno nesso causale tra la cosa in custodia ed il danno. Il danneggiato, quindi, avr lonere della prova di dimostrare che levento dannoso si vericato come conseguenza normale della particolare condizione potenzialmente lesiva posseduta o assunta dalla cosa non essendo sufciente allegare la circostanza di fatto tale bene ha prodotto tale danno per potersi avvalere della presunzione di colpa ex art. 2051 c.c. Dallaltra parte di non semplice uscita la strada del gestore custode che debba, al ne di essere escluso dalla responsabilit ex art. 2051 c.c., dimostrare la vericazione del danno PER CASO FORTUITO. Si tratter di dimostrare che levento dannoso si vericato a causa di un FATTORE IMPREVEDIBILE e ESTRANEO AL CONTROLLO UMANO (tipico per fatto del danneggiato o per fatto del terzo etc) CON EFFICACIA CAUSALE IN AUTONOMA E NON CONCORRENTE. (orientamento costante di recente sesta civile n 5977/12) (CAMPO CALCETTO POLISPORTIVA ROMA) CADUTA DISLIVELLO (APP. ROMA 2009 RESPINGE MANCA NESSO) (GESTORE IMPIANTO SCIISTICO TRASPORTO CUSTODIA CADUTA SASSO (TRIB. SULMONA 2011 RESPINGE MANCA NESSO) 3) dellart. 2052 c.c. (danno cagionato da animali)-- IL PROPRIETARIO DI UN ANIMALE O CHI SE NE SERVE PER IL TEMPO IN CUI LO HA IN USO E RESPONSABILE DEI DANNI CAGIONATI DALLANIMALE SIA CHE FOSSE SOTTO LA SUA CUSTODIA, SIA CHE FOSSE SMARRITO O FUGGITO, SALVO CHE PROVI IL FATTO FORTUITO. (EQUITAZIONE CASISTICA). 4) dellart. 2053 c.c. (rovina di edicio) - IL PROPRIETARIO DI UN EDIFICIO O DI ALTRA COSTRUZIONE E RESPONSABILE DEI DANNI CAGIONATI DALLA LORO ROVINA, SALVO CHE PROVI CHE QUESTA NON E DOVUTA A DIFETTO DI MANUTENZIONE O A VIZIO DI COSTRUZIONE. Di frequente pu accadere che il gestore di impianto sportivo sia solo il mero detentore del bene immobile in cui viene esercitata lattivit sportiva. E ci in quanto gli viene trasferito mediante concessione amministrativa da ente pubblico o attraverso atti negoziali di natura privata (locazioni, aftti aziende, comodati). In questo caso la prima fonte giuridica che dovr essere analizzata per valutare lapplicabilit della responsabilit ex art. 2034 c.c. a carico del gestore di impianto sar per lappunto latto concessorio o la scrittura privata, allinterno delle cui clausole dovrebbero essere regolamentate le spartizioni degli oneri inerenti la manutenzione ordinaria (in genere spettante al gestore) nonch quella straordinaria (in genere in capo al proprietario delledicio). [Spesso concessioni di edici vetusti su cui impegno ente pubblico a provvedere al pi presto.] Ecco che, ove la causa della vericazione del danno sia addebitabile ad un mero difetto di manutenzione ordinaria, il gestore risponder teoricamente in via esclusiva del risarcimento dei danni mentre, nel caso in cui, il danno discenda da vizi strutturali o da situazioni di opere straorinarie, parallelamente alla responsabilit gestoriale, si potr congurare anche quella del proprietario del bene. Anche in questo caso di responsabilit speciale invocata comporta che vi sia la necessit di provare da parte del danneggiato: lappartenenza del bene; il danno il nesso causale tra il danno e la propriet delledicio.

Dallaltra parte la responsabilit verr esclusa solo a condizione che il soggetto sia in grado di dimostrare (ancora una volta una prova in negativo) che il danno non dovuto a difetto di manutenzione o vizio strutturale. ------------------------Come detto il gestore di impianto sportivo potr rivestire le pi svariate forme dallente senza scopo di lucro (associazione riconosciuta o non riconosciuta) alla forma imprenditoriale. In ogni caso, il gestore, potr rivestire la gura di datore di lavoro con ci obbligandosi ad una serie di norma imperative di sicurezza del posto di lavoro, assicurative, previdenziali nei confronti dei propri dipendenti. Ecco che il gestore potr essere chiamato a rispondere degli eventuali danni cagionati dai propri dipendenti /o comunque dai propri collaboratori istruttori durante lo svolgimento dellattivit sportiva. In tale senso lente in questione risponder ai sensi dellart. 2049 c.c. secondo il quale I PADRONI RISPONDONO PER I DANNI ARRECATI DAL FATTO ILLECITO DEI LORO DOMESTICI E COMMESSI NELLESERCIZIO DELLE INCOMBENZE A CUI SONO ADIBITI. Siamo di fronte ad una responsabilit che presuppone un rapporto di preposizione (che come detto non necessariamente deve essere commesso dal lavoratore subordinato ma anche da collaboratore anche temporaneo od occasionale) con conseguente assunzione di obbligo di controllo e sorveglianza sulle relative attivit da parte del gestore. Chiaramente, nel caso di specie, la responsabilit del gestore concorrer on quella del collaboratore (spesso si tratta dellistruttore) il quale dovr adeguare la propria condotta. Cenni in materia previdenziale.