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P r e s e nt a

P e r a s c o l t a r ei s e g u e n t i i n t e r v e n t i c l i c c a r es u i l i n k

S o n oi n t e r v e n u t i a l l ac o n f e r e n z a :

S i n d a c oC h i a v a r i R o b e r t oL e v a g g i h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = 1 p J F v B T a I o A s s . M a t t e oR o s s i _ A s s e s s o r er e g i o n a l ea l l os p o r t h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = O z d 5 D j I _ 1 8 Q A v v o c a t oD e b o r aM o r i n i h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = M e 3 q F h M x 2 4 I D o t t . C l a u d i oP u p p o h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = q s WA T r E Wk V 0 C r i s t i n aC a mi s a s c a_ h pv o l t r i er o l l e r c l u b h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = t S G v t G 6 D 3 L s D o t t . D i e g oM i n n i c e l l i _ V e g e t a l p r o g r e s s h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = e j e 2 D z Q X H U D o t t . G i a n n i T e s t i n o _ V i c e p r e s i d e n t es o c i e t a l c o l o g i a h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = c I w y R y 8 N F 1 M D o t t . L e oB o z z o _ P a n a t h l o nI n t e r n a t i o n a l h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = t c Q b U mr F w I D o t t . M a s s i moB r a v i n _ N u t r i z i o n i s t a h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = G Y E WT U 0 a H R o D o t t . M o h a mma dN a t o u r _ A g o p u n t o r e h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = O A O j 9 y WX K S k A r c h i t e t t oR i c c a r d oC a p o z z i h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = v 6 D p P H l o Z T o D o t t . s s aS a b r i n aB e n v e n u t o _ P s i c o l o g as p o r t i v a h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = 0 O 2 7 C X b d N O s V i t t o r i oP o d e s t _ C a mp i o n emo n d i a l eh a n d b i k e h t t p s : / / w w w . y o u t u b e . c o m/ w a t c h ? v = q k 6 7 D P D j D g 0

VIVI LA SFIDA

Analisi degli ostacoli oggettivi, ben oltre le barriere architettoniche, per lavvicinamento allo sport delle classi svantaggiate,dei disabili, della terza et Lattivit sportiva come mezzo rivolto al reinserimento sociale e non solo come attivit agonistica Il ruolo della scuola Esperienza personale come docente di sostegno e allenatrice sportiva

LORA DI EDUCAZIONE FISICA EDUCAZIONE

LO SPORT A SCUOLA

Integrazione Una parola densa di significato, ma raramente compresa tanto da poterla mettere davvero in pratica. Cosa chiedono i bambini disabili? Vogliono essere parte del gioco Sentirsi accettati dal gruppo e importanti quanto gli altri

Il sogno di palestre integrate anche per la disabilit

"La seriet di un abuso a livello emotivo non pu essere sottovalutato. Ci distruttivo ai ni della stima di s stessi e rinforza il sentimento di inferiorit nel bambino". "I bambini disabili possono e devono esprimere le loro opinioni su questioni che li riguardano. Gli adulti possono imparare ad ascoltare le loro opinioni e prenderle sul serio"..........

TRE ELEMENTI
-sentirsi inclusi nel gruppo, accettati, chiamati a giocare. -sentirsi considerati giocatori al pari degli altri - avere amici veri su cui contare.

Aspetto sociale
Vivere esperienze gratificanti allinterno di un gruppo "E' frequente che i bambini disabili vengano identicati anzitutto per la loro menomazione, piuttosto che essere considerati prima di tutto come bambini, che hanno una menomazione. Come risultato, gli approcci al lavoro con bambini disabili tendono concentrarsi principalmente sul trattamento della menomazione piuttosto che dedicarsi ai bisogni e ai diritti pi ampi del bambino". [..]

Programmare attivit che non limitino e nello stesso tempo non escludano Sensibilizzare tutti gli alunni al problema inclusione partendo dal concetto che si pu rimanere esclusi anche se normali

Suggerimenti

I genitori
Iperprotezione Negazione del problema

Gestire le lezioni prevedendo adattamenti e varianti Trasmettere alla classe limportanza di vivere esperienze sportive gratificanti senza operare esclusioni Gratificare gli alunni che si dimostrano sensibili al problema

Linsegnante : che fare?

La presenza nella classe di un alunno portatore di handicap rappresenta un arricchimento se:


la proposta didattica modulata opportunamente per i diversi livelli di abilit linsegnante sa trasmettere agli alunni limportanza della collaborazione per raggiungere un fine comune

il documento FALCUCCI 1975 costituisce la MAGNA CHARTA dell'integrazione degli alunni portatori di handicap e in esso sono contenuti i principi ispiratori della legge 104/92

Un punto di arrivo un obiettivo, non un sogno. A scuola lintegrazione deve prevedere:


- un coinvolgimento di tutti gli insegnanti e di tutti gli operatori scolastici, evitando di delegare tutte le responsabilit allinsegnante di sostegno e usufruendo in modo collaborativi e integrato delle sue competenze speciche; - una losoa dellintegrazione che diventi cultura e modo di essere nel quotidiano, un substratum per integrare tutte le diversit; - una modalit di approccio che non sia centrata solo sugli obiettivi (i programmi), ma anche sulle relazioni (gli aspetti affettivi): in questo contesto si colloca in modo particolare il ruolo del personale non docente; - Il passaggio da un modo chiuso di intendere la scuola, come istituzione volta prevalentemente a fare apprendere determinate materie, a uno aperto in cui tutto sia, in un certo senso, scuola;

Una progettualit di questo tipo non si improvvisa: rimane un punto di partenza, non di arrivo.
- un approccio il pi possibile individualizzato; - un equilibrio e un senso della misura nel fornire quel sostegno necessario con intensit, frequenza e durata commisurate al bisogno di ciascun alunno (e non solo dellallievo con disabilit);

- il potenziamento delle risorse residue o esistenti in ciascuno (da parte degli insegnanti e degli operatori che collaboreranno);

- la coerenza degli interventi da stabilire non solo in sede di Collegio dei docenti, ma anche in riunioni con i non docenti: lavoro in gruppo e lavoro di gruppo;

I bambini in et scolare, specialmente a partire dai 5/6 anni, iniziano a manifestare il desiderio di praticare uno sport BENEFICI FISICI BENEFICI PSICHICI

LO SPORT NELLE SOCIETA SPORTIVE

LO SPORT UNA SPERANZA PER I GIOVANI


LATTIVIT SPORTIVA COME SCUOLA DI VITA REGOLE CORRETTEZZA RISPETTO ONESTA VALORI OBIETTIVI Per essere efcace e produrre risultati duraturi e tangibili all interno del mondo giovanile, il sistema sportivo dovra essere in grado di conciliare la sua dimensione economica con quella popolare, educativa, sociale e culturale: solo cos riuscir ad allargare la sua sfera di inuenza ai giovani.

Carta dei diritti del bambino nello sport CARTA DEI DIRITTI DEL BAMBINO NELLO SPORT 1. diritto di divertirsi e di giocare come un bambino 2. diritto di fare lo sport 3. diritto di beneficiare di un ambiente sano 4. diritto di essere trattato con dignit 5. diritto di essere allenato e circondato da persone qualificate 6. diritto di seguire allenamenti adeguati ai propri ritmi 7. diritto di misurarsi con giovani che abbiano la stessa probabilit di successo 8. diritto di partecipare a gare adeguate 9. diritto di praticare il suo sport nella massima sicurezza 10. diritto di avere tempi di riposo 11. diritto di non essere un campione