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Pontificia Universit Lateranense Adriano Roberto da Silva Corso: 50930 Prof.ssa F.

Marcacci
S. Hawking La teoria del tutto. Origine e destino delluniverso Rizzoli, Milano, 2003 Presentazione del libro: Il libro composto di sette lezioni, dove si cerca di presentare un quadro di che si ritiene essere la storia delluniverso. (specificamente, dal big bang ai buchi neri.) Come sono organizzate le 7 lezioni? 1. Idee sulluniverso. Hawking parte da un breve esame su la concezione delluniverso che sono sostenute in passato fino arrivare alla nostra immagine attuale. Aristotele, Tolomeo Geocentrismo), Copernico (eliocentrismo), Galileo (osservazione del cielo con il telescopio scopre, diversi piccoli satelliti nella orbita di Giove, e conclude che non tutto i corpi celeste dovevano per forza orbitare direttamente intorno alla Terra). a. Da Aristotele (trattato Caelo sostenga la sfericit della Terra A. Lombra proiettata dalla Terra sulla Luna durante eclissi sempre circolare; B. Stella Polare: basandosi sulla differenza nella posizione apparente della Stella Polare osservata dEgito e della Grecia; C. Nave nellorizzonte: quando una nave si sta avvicinando, allorizzonte si scorgono dapprima le vele, e solo in un secondo momento lo scafo.) b. Arrivando a Edwin Hubble (Legge de Hubble - che ha teorizzato che l'universo in espansione => Le osservazione di Hubble suggeriva che in un determinato istante (quello del cosiddetto Big Bang) luniverso era stato infinitamente piccolo e, quindi, infinitamente denso. 2. Luniverso in espansione. Hawking ci mostra che la legge della gravit di Newton e Einstein ci portano a concludere che luniverso non pu essere una realt immobile. Questo implica che devesserci stato un tempo in cui la densit delluniverso aveva un valore infinito: il cosiddetto Big Bang, col il quale sarebbe iniziata la storia delluniverso. 3. I buchi neri. La terza lezione parla dei buchi neri, che si formano quando una stella dalla massa sufficientemente grande o anche un corpo astronomico di dimensione maggiore (nebulosi o galassie) collassa su se stessa, sotto la propria forza di attrazione gravitazionale. Stando alla teoria della relativit generale formulata da Einstein, chiunque fosse abbastanza folle da cadere in un buco nero sarebbe perduto per sempre. Non sarebbe cio pi possibile, per lui, uscirne; la sua storia si concluderebbe definitivamente in questo evento. Tuttavia, dobbiamo tenere presente che la relativit generale una teoria classica: essa, cio, non tiene conto del principio di indeterminazione della meccanica quantistica. 4. I buchi neri non sono cosi neri. Nella quarta lezione Hawking descrive come, in base alla meccanica quantistica, possibile che un buco nero emetta radiazioni energetiche. I buchi neri, detto in altri termini, non sono poi cos neri come lisi dipinge.

5. Lorigine e il destino delluniverso. Si vede nella quinta lezione come possibile applicare i principi della meccanica quantistica al big bang e alle origini delluniverso. Sviluppa lidea secondo la quale lo spazio e il tempo, pur avendo unestensione finita, possono essere privi di un confine, di un margine esterno che li delimiti; un po come la superficie della Terra, ma con due dimensione in pi. (sviluppa lipotese che il tempo e lo spazio, prese assieme, avrebbero potuto formare una superficie che, pur avendo dimensioni finite, non fosse racchiusa da alcun confine, da alcun margine esterno. 6. La direzione del tempo. Nella sesta lezione Hawking mostra come questa nuova proposta di interpretazione dei limiti dello spazio-tempo sia in grado di spiegare perch il passato nonostante la simmetria che contraddistingue le leggi della fisica sia cos palesemente (chiaramente) diverso dal futuro. 7. Nellultima lezione Hawking cerca di presentare suoi sforzi di trovare una teoria unificata che includa, in ununica spiegazione coerente, la meccanica quantistica, la forza di gravit e le altre interpretazioni di cui parla la fisica, al fine di realmente capire luniverso e la posizione che occupiamo in esso.

Luniverso in espansione. Hawking ci mostra che la legge della gravit di Newton e Einstein ci portano a concludere che luniverso non pu essere una realt immobile. Questo implica che devesserci stato un tempo in cui la densit delluniverso aveva un valore infinito: il cosiddetto Big Bang, col il quale sarebbe iniziata la storia delluniverso. a. VIA LATTEA - Per lungo tempo, gli uomini hanno creduto che essa costituisce lintero universo. Soltanto em 1924 che Hubble dimostr che la Via Lattea non tutto luniverso o lunica galassia, ma che ce ne sono molte altre, separati da immensi spazi vuoti. b. Hubble: Luniverso stava se espandendo. Non era statico, immobile. Hubble ha osservato che quanto pi una galassia era lontana, tanto maggiore era la sua velocit di allontanamento. (conclusione per mezzo della luminosit delle stelle apparente e reale. Anni dopo se percepisce per mezzo delleffetto Doppler red shift che le frequenze delle onde luminose provenienti dalle galassie risultava ridotta se conclude che le galassie si stavano allontanando da noi.) c. I modelli di Fridman La strata percorsa da Fridman fu quindi quella di fare due semplici assunzioni sulluniverso: che esso sembra identico in qualunque direzione guardiamo, e che ci varrebbe anche se lo osservassimo da qualunque altra posizione. Bench Fridman ne abbia identificato soltanto uno, ci sono in realt tre diversi tipi di modelli che obbediscono ai suoi due assunti fondamentali: i. Nel primo tipo lespansione delluniverso avviene a una velocit sufficientemente ridotta, tale che la forza di attrazione gravitazionale fra le diverse galassie riesce via via a rallentarla fino a fermala; le galassie inizieranno quindi a muoversi luna verso laltra e luniverso entrer in una fase di contrazione. La distanza fra le due galassie, che inizialmente pari a zero, cresce fino a raggiungere un massimo per poi diminuire fino ad azzerarsi nuovamente. ii. Nel secondo tipo, lespansione delluniverso avviene a una velocit talmente elevata che lattrazione gravitazionale, pur rallentandola di un po, non sar mai in grado di arrestarla. Secondo questo modello, allinizio la distanza fra le

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galassie vicine pari a zero, e alla fine esse si allontanano luna dallaltra a una velocit costante. iii. Terzo tipo, la velocit di espansione delluniverso appena sufficiente a evitare che esso torni a contrarsi sotto la forza di attrazione gravitazionale. Anche in questo caso la distanza fra le galassie parte da zero e aumenta allinfinito. La differenza di quanto avviene nel, secondo modello, qui la velocit alla quale le galassie si allontanano le une dalle altre diventa via via pi piccola, pur senza raggiungere mai lo zero. Una caratteristica degna di nota che emerge dal primo tipo di modello di fridman questa: Luniverso non infinito nello spazio, e tuttavia lo spazio non ha alcun limite esterno, non ha confini. La gravit ha una forza tale che lo spazio si incurva su se stesso (paragone con la superficie della Terra se uno continua a camminare sulla superficie terrestre muovendosi in una qualche direzione, non si imbatter mai in una qualche barriera invalicabile, n cadr nel vuoto una volta raggiunto un ipotetico limite estremi di questa superficie: alla fine del suo cammino, semplicemente, si ritrover allo stesso punto da cui era partito). Lo spazio, secondo il primo modello di Fridman, rappresentabile in questo stesso modo, solo che ci sono tre dimensioni al posto delle due della superficie terrestre. Anche la quarta dimensione (il tempo) ha unestensione finita; a differenza dello spazio, per, il tempo qui visto come una linea racchiusa fra due punti estremi (o limiti), un inizio e una fine. Note: Secondo Hawking unendo la relativit generale col principio di indeterminazione della meccanica quantistica, possibile concepire tanto il tempo quanto lo spazio come finiti ma privi di limiti (Se non mi sbaglio, qui si apre la possibilit di parlare della Teoria delle Stringhe. Ma non il mio obiettivo entrare in questo argomento. Per un'analisi pi approfondita: 50930_Marcacci_11_SM.ppt slides 25-29 ). DOMANDE: Ma quale, fra i modelli di Fridman, descrive realmente il nostro universo? Un giorno luniverso finir di espandersi per iniziare a contrarsi, o continuer invece a espandersi per sempre? Per rispondere a questa domanda dovremmo conoscere lattuale velocit di espansione delluniverso e la sua densit media. 1. Se a densit inferiore a un determinato valore critico (dipendente dalla velocit di espansione), lattrazione gravitazionale risulter essere tropo debole per arrestare lespansione. 2. Se invece la densit supera questo valore critico, verr un tempo in cui lattrazione gravitazionale finir per arrestare lespansione delluniverso e lo far quindi ricollassare su se stesso. Ma come possiamo determinare lattuale tasso di espansione delluniverso? Grazie alleffetto Doppler, possiamo determinare le velocit alle quale le altre galassie si allontanano della nostra. Attraverso delleffetto Doppler sappiamo che luniverso si espande di un valore compreso fra il cinque e il dieci per cento ogni miliardo di anni. Ma e la densit media delluniverso? (qui la incertezza cresce un po) Ma vediamo: se sommiamo le masse di tutte le stelle che possiamo vedere nella nostra e nelle altre galassie, il totale che otteniamo meno di un centesimo di quanto servirebbe per arrestare lespasione delluniverso, anche attenendoci alla pi bassa fra le stime del tasso di espansione. Sappiamo che la nostra e le altre galassie devono contenere una grande quantit di materia oscura. Anche aggiungendo tutta questa materia oscura, per, arriviamo soltanto a un decimo della massa necessaria per arrestare lespansione delluniverso. Tuttavia, rimane ancora la possibilit che esista qualche altra forma di materia che non abbiamo ancora scoperto e che potrebbe portare la densit media delluniverso al di sopra di quel valore critico necessario per fermare lespasione.

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Secondo Hawking, i dati attualmente disponibili suggeriscono quindi che, probabilmente, luniverso continuer a espandersi per sempre. Tutto ci di cui possiamo dirci veramente sicuri che anche qualora luniverso fosse destinato a ricollassare, ci non accadrebbe comunque prima di altri dieci miliardi di anni, dato che la sua espansione dura da almeno altrettanto tempo. (La cosa importante di non preoccuparsi perche il genere umano sar gi scomparso da parecchio tempo poi il sole si estinguer prima che luniverso a meno che esista la possibilit di fondare colonie al di fuori del sistema solare). possibile predire o parlare di qualcosa prima del big bang? Per arrivare a questa risposta, secondo nostro autore, dobbiamo stabilire un rapporto (una relazione) fra il big bang come un evento singolare, la densit delluniverso e la curvatura dello spazio-tempo. Abbiamo visto i tre modelli di Fridman. Loro presentano un tratto in comune: vengano tutti ad affermare che, in un tempo compreso fra i dieci e i venti miliardi di anni fa, la distanza fra le galassie vicine deve essere stata pari a zero. In un momento che noi chiamammo di Big Bang, la densit delluniverso e la curvatura dello spazio-tempo avrebbero dovuto essere infinite. Ci significa che la teoria generale della relativit, sulla quale si basano le soluzioni di Fridman, predice lesistenza di una cosiddetta singolarit nelluniverso. Tutte le teorie scientifiche sono formulate in base allassunto per il quale lo s paziotempo lascio, quasi piatto, ossia con un livello di curvatura prossimo allo zero; esse, pertanto, perderebbero la propria validit in presenza della singolarit del big bang, dove la curvatura dello spazio-tempo assume un valore infinito. Ci implica che, anche qualora ci fossero stati degli eventi prima del big bang, non sarebbe comunque possibili servirsene per determinare che cosa avrebbe dovuto accadere dopo, visto che in concomitanza con esso verrebbe meno ogni possibilit di fare predizioni scientifiche. Parallelamente, se conoscessimo solo ci che accaduto dopo il big bang, non saremmo in grado di determinare che cosa successo prima. CONCLUSIONE: PER QUANTO CI RIGUARDA, GLI IPOTECI ENVENTI ANTERIORI AL BIG BANG NON POSSONO AVERE ALCUNA CONSEGUENZA NELLAMBITO DELLA REALT ATTUALE, E PERTANTO NON DOVREBBERO ENTRARE A FAR PARTE DI UN MODELLO SCIENTIFICO DELLUNIVERSO (In altri termini, dovremmo escluderli dal nostro modello e dire che il tempo ha avuto inizio con il big bang). Hawking e Penrose pubblicano in 1970 un articolo in cui dimostrava che allorigine delluniverso doveva esserci stata la singolarit di un big bang, sotto le uniche condizioni che la teoria della relativit generale fosse corretta e che luniverso contenesse tanta materia quanta ne osserviamo.