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LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt
mercoled 29 gennaio 2014

Unicuique suum
Anno CLIV n. 22 (46.564)
.

Citt del Vaticano

Boko Haram attacca una chiesa e rade al suolo un villaggio causando 74 morti

Giovani e dibattito sullaborto

Cieca violenza in Nigeria


Contro i fedeli fuoco allimpazzata e lancio di granate
NAIROBI, 28. La furia di Boko Haram tornata ad abbattersi sul nord-est della Nigeria: in due distinti raid, in altrettanti villaggi, i terroristici islamici hanno provocato la morte di 74 persone. Decine i feriti. I miliziani hanno attaccato, con bombe e armi pesanti, una chiesa dove erano radunati i fedeli per la messa domenicale, uccidendo 22 cristiani, e il mercato di un altro villaggio, dal quale si sono allontanati dopo aver lasciato dietro di loro 52 vittime. Lintero abitato stato poi messo a ferro e fuoco, secondo quanto hanno riferito testimoni oculari. I due massacri sono avvenuti domenica, ma le tragiche notizie su quanto accaduto sono arrivate solo ieri. Si tratta di un altro terribile capitolo della storia di un Paese segnato da violenze e massacri. In cinque anni di aspri combattimenti non si riusciti ad arginare con efficacia la violenza scatenata dagli estremisti islamici. Si stima che dal 2009 siano state pi di 1.200 le persone rimaste uccise. Le violenze si concentrano soprattutto nelle regioni remote del vasto e popoloso nord, a maggioranza musulmana, e soprattutto negli Stati dove Boko Haram ha le proprie roccaforti dalle quali lancia i suoi attacchi, sia contro la minoranza cristiana, sia contro le forze di sicurezza federali. Obiettivo della furia di Boko Haram, gli Stati nord-orientali di Adamawa e di Borno, teatro dei massacri di domenica. Nel primo, i terroristi hanno preso di mira la chiesa cattolica di Waga Chakawa. Sono arrivati a bordo di camionette, hanno fatto irruzione in chiesa sparando allimpazzata e gettando granate contro la folla di fedeli. Diversi abitanti del villaggio sono stati tenuti in ostaggio per tutta la durata dellattacco durato, riferiscono testimoni, pi di quattrore. Durante lassalto, sono stati minati edifici e capanne. Spazzato via completamente, secondo il racconto dei sopravvissuti, il villaggio di Kawuri, nel Borno, dove i miliziani di Boko Haram, arrivati in forze su veicoli armati di mitragliatrici pesanti, sono entrati in azione approfittando del mercato domenicale, che attira gente da tutta la regione, per potenziare al massimo gli effetti della loro violenza. Per non provocare subito la fuga della gente, i terroristi hanno finto di voler fare acquisti al mercato. Ma la trappola mortale scattata quando i miliziani hanno cominciato a spara-

Un nuovo scenario
di LUCETTA SCARAFFIA

Limmagine di repertorio di un villaggio nigeriano attaccato dagli estremisti islamici

re, provocando in pochi minuti una carneficina. Hanno piazzato bombe artigianali in diversi punti strategici del villaggio prima di attaccare la popolazione ha detto un sopravvissuto citato dalla France Presse. Altri testimoni, citati dai media, hanno riferito che i terroristi sparavano a chiunque uscisse dalle case in fiamme. Nessuna casa rimasta in piedi ha denunciato un altro sopravvissuto, che riuscito a raggiungere il capoluogo del Borno, Maiduguri, dopo aver percorso, in una fuga piena di paura, 70 chilometri: e ora non sa se

e quanti suoi familiari siano ancora vivi. Fonti della sicurezza dello Stato di Adamawa, allindomani del nuovo attacco di Boko Haram, hanno de-

Monoteismo e violenza

Teologia biblica e semplificazioni culturali


PIERANGELO SEQUERI
A PAGINA

nunciato che nel corso dellultima settimana le violenze dei terroristi hanno colpito pi di 30 comunit, costringendole alle fuga, tra cui quelle di Bama, Gwoza e Damboa. Di fronte allennesimo, sanguinoso assalto sferrato dai miliziani di Boko Haram, Alhaji Bukar Aji, capo del Servizio civile della Federazione nigeriana (Nocsf), ha dichiarato che la lotta contro il terrorismo e i crimini deve essere una responsabilit collettiva e, di conseguenza, il Goverrno della Nigeria non pu essere lasciato solo in questa grande battaglia.

ualcosa sta cambiando nel mondo sul fronte dellaborto: in Spagna il Governo ha deciso di consentirlo solo in caso di violenza o di gravi malformazioni, mentre negli Stati Uniti pi di venti Stati restringono le possibilit di metter fine a una gravidanza e alla Camera stata votata una norma che vieta laborto dopo le venti settimane. E pochi giorni fa la marcia per la vita che si tenuta nella capitale ha visto sfilare, nonostante il freddo polare, tanti giovani. Come ha osservato The Washington Post, il nuovo movimento antiabortista contro ogni previsione conquista sempre pi giovani. Sono giovani che non erano ancora nati al momento delle grandi battaglie degli anni Settanta e pensano liberamente, senza essere influenzati da quella ondata ideologica che allora ha fatto dellinterruzione di gravidanza un problema di diritti, un passo fondamentale dellemancipazione femminile. Mentre i giovani americani stanno scoprendo il diritto alla vita e vi si appassionano, in Francia il Governo propone un allargamento della possibilit di aborto, rendendo la scelta priva di qualsiasi vincolo morale: stato cancellato, infatti, ogni riferimento che la colleghi a un contesto drammatico, a una condizione di estremo disagio della donna. E su questa modifica pi che altro formale, perch ormai da anni questa clausola non veniva pi rispettata si riaperta la battaglia: anche qui, per laborto adulti e anziani, mentre molti giovani si dichiarano contrari.

Si dimette il premier mentre il Parlamento abolisce le leggi che limitavano il diritto a manifestare

Verso un compromesso a Kiev


KIEV, 28. Il Parlamento ucraino ha abrogato con 361 voti a favore su 450 e solo due contrari, le leggi anti-proteste approvate due settimane fa, uno degli elementi che aveva innescato le violente manifestazioni di piazza a Kiev e nel resto del Paese. Il risultato stato accolto in aula da un lungo applauso. Il premier, Mikola Azarov, ha intanto rassegnato le dimissioni nel tentativo di facilitare una soluzione politica dopo due mesi di crisi. Ho preso la decisione di chiedere al presidente di accettare le mie dimissioni dallincarico di primo ministro allo scopo di fornire unopportunit in pi a un compromesso politico che possa risolvere pacificamente il conflitto, ha detto Azarov. Questa non una vittoria, un passo verso la vittoria. cos che Vitali Klitschko, leader del partito dopposizione Udar, ha commentato le dimissioni del premier ucraino. Il Parlamento si riunito stamane in sessione straordinaria dopo avere osservato un minuto di silenzio per onorare le vittime degli scontri tra insorti e polizia per abolire le leggi antiprotesta volute dal presidente Viktor Ianukovich. La riunione del Parlamento stata resa possibile dopo un incontro avvenuto ieri tra il presidente e i leader dellopposizione. Durante il colloquio, durato quattro ore, Governo e opposizione hanno trovato ieri unintesa di massima per abrogare le contestatissime leggi approvate il 16 gennaio per alzata di mano e senza discussione in aula, le stesse che hanno portato la tensione alle stelle negli ultimi giorni. Nella stessa riunione, il capogruppo del partito Patria dellex premier Yulia Tymoshenko, Arseni Iatseniuk, ha rifiutato la guida del Governo propostagli dallo stesso Ianukovich. Una scelta gi annunciata, visto che lopposizione punta a elezioni presidenziali e parlamentari anticipate in modo da dare una svolta politica alla crisi. Iatseniuk ha cos accontentato anche la leader del suo partito, Yulia Tymoshenko, che dallospedale di Kharkiv, dove ricoverata in stato di detenzione, aveva invitato a non accettare le condizioni umilianti proposte da Ianukovich finch non saranno accolte tutte le richieste dei

Nei negoziati sulla Siria

Troppe incognite a Ginevra

Questi conflitti superano la tradizionale opposizione politica tra destra e sinistra, diventando scontri fra le generazioni. I vecchi sostenitori dellaborto, inoltre, non hanno voglia di ammettere che la legalizzazione stata un fiasco rispetto ai loro stessi obiettivi: nel difendere il diritto di aborto, infatti, avevano promesso che la legalizzazione, accompagnata a una martellante campagna anticoncezionale, avrebbe di fatto stroncato il ricorso a questa pratica. Non successo niente del genere. Anzi, oggi si calcola che in Francia una donna su tre abbia abortito almeno una volta, mentre la trasformazione linguistica con luso dellespressione interruzione volontaria di gravidanza, cio il tentativo di fare dellaborto un intervento medico come gli altri riuscita solo a tingerlo di una superficiale leggerezza. Ma il problema pi grave che la legalizzazione dellaborto ha aperto e che nessuno vuole affrontare il suo conflitto con i diritti umani, come ricorda Papa Francesco nella Evangelii gaudium: Questa difesa della vita nascente intimamente legata alla difesa di qualsiasi diritto umano. Suppone la convinzione che un essere umano sempre sacro e inviolabile, in qualunque situazione e in ogni fase del suo sviluppo. un fine in se stesso e mai un mezzo per risolvere altre difficolt. Se cade questa convinzione, non rimangono solide e permanenti fondamenta per la difesa dei diritti umani, che sarebbero sempre soggetti alle convenienze contingenti dei potenti di turno. Con la legalizzazione dellaborto, come ha scritto il sociologo francese Luc Boltanski, dopo duemila anni si posto nuovamente il problema di quale sia la definizione di essere umano, con relativa crisi di quellidea che sta dietro la Dichiarazione dei diritti delluomo del 1948. Lirruzione dellaborto nella sfera della legalit, infatti, riapre una differenza fra esseri umani della carne ed esseri umani confermati dalla parola; solo a questi ultimi concesso di vivere, mentre i primi si ritrovano nella condizione che una volta era degli schiavi: sono cio una umanit non confermata. Boltanski, che ragiona al di fuori delle passioni ideologiche e religiose, conclude che la condizione del feto la condizione umana. Allora possibile e auspicabile che, mettendo in discussione laborto, la riapertura del dibattito sulla definizione e la dignit di ogni essere umano riaccenda interesse e ascolto per la posizione della Chiesa, fino a poco tempo fa considerata antiquata e conservatrice.

Manifestanti nella capitale ucraina (Ansa)

Messaggio del Papa per la seduta pubblica delle Pontificie accademie

manifestanti. Ma Governo e opposizione avrebbero trovato anche un altro accordo. Ianukovich ha proposto unamnistia per i manifestanti antigovernativi arrestati, ma a patto che tutti gli edifici pubblici occupati siano sgomberati. Lintesa a Kiev arriva mentre inizia a Bruxelles un importante vertice tra Ue e Russia, con la parteci-

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Lakhdar Brahimi (LaPresse/Ap)

Stallo nei negoziati sulla crisi siriana. Resta irrisolto il nodo cruciale del futuro politico del presidente Assad. La delegazione del Governo e i rappresentanti dellopposizione sono riuniti a Ginevra, ma le incognite al momento sono tante. La Coalizione dellopposizione ha rifiu-

tato ieri di sottoscrivere un documento della delegazione governativa sulla transizione politica. Il muro contro muro ha condotto alla cancellazione dei colloqui previsti per il pomeriggio di marted 28.
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A colloquio con il cardinale Sandri sulle iniziative per i cristiani in Medio oriente

Unincrollabile speranza di pace


NICOLA GORI
A PAGINA

pazione di Putin, in cui sar discussa con attenzione anche la questione ucraina. Sul presidente Ianukovich sono aumentate le pressioni di Unione europea e Stati Uniti, che chiedono limmediata adozione di riforme che mettano fine allo stallo politico che ha trasformato Kiev in un campo di battaglia. Oggi regna la calma nelle strade della capitale, con un clima di attesa dopo giorni di scontri violenti. Anche se le barricate di sacchi di sabbia e copertoni erette dai manifestanti sono ancora al loro posto, il centro della citt diviso fra aree controllate dai manifestanti e altre dalla polizia. Ma se a Kiev per ora non si registrano disordini, in molte altre regioni continuano gli scontri tra forze di sicurezza e manifestanti, con questi ultimi che puntano ai palazzi del potere locale.

La dimensione luminosa della fede


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NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha nominato Segretario del Collegio Cardinalizio Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Ilson de Jesus Montanari, Arcivescovo titolare di Capocilla, Segretario della Congregazione per i Vescovi.

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LOSSERVATORE ROMANO

mercoled 29 gennaio 2014

Svalutazioni e fuga dei capitali colpiscono i Paesi emergenti

Colloquio ad Ankara con il presidente Gl

Li chiamavano Brics
Occhi puntati sulla riunione del Consiglio della Fed
WASHINGTON, 28. La crisi attanaglia i Paesi emergenti. Pesanti svalutazioni monetarie stanno colpendo duramente economie come quella brasiliana o argentina, aprendo cos un nuovo capitolo della crisi finanziaria globale. Domani si tiene la seduta del Consiglio della Federal Reserve, la Banca centrale americana, dalla quale si attendono risposte importanti per capire se i Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa) sono sotto attacco, oppure se si tratta soltanto di una fase transitoria. Oltre ai casi di Russia, Argentina e Turchia, le cui rispettive monete nazionali stanno subendo notevoli svalutazioni rispetto al dollaro, tutti i Brics sono in difficolt. La Cina sta rallentando la sua crescita a causa soprattutto di un sistema bancario non trasparente e troppo farraginoso. LIndia subisce da mesi la fuga dei capitali. In alcuni casi le tensioni economiche si sovrappongono a quelle politiche e sociali, come nel caso del Sud Africa, dove stanno riesplodendo le proteste dei minatori. E inoltre il rand sudafricano ha perso l1,5 per cento del suo valore in un giorno. Come sottolineano numerosi analisti, proprio alla Fed che bisogna guardare per capire qualcosa di pi. I timori sui mercati che hanno scatenato le svalutazioni e le perdite per i straordinario di sostegno alleconomia, che prevedeva inizialmente lacquisto periodico di 85 miliardi di titoli di Stato. Intanto, a Buenos Aires le misure decise dal Governo non hanno sortito gli effetti sperati. La parziale liberalizzazione dellacquisto di dollari per i privati e il calo della tassazione non sono state in grado di cambiare la situazione. La scorsa settimana, in soli due giorni, il peso argentino ha perso il 14 per cento del suo valore rispetto al dollaro. La presidente dellArgentina, Cristina Fernndez, ha puntato il dito contro le banche e i gruppi economici, parlando apertamente di attacchi speculativi. Commentando lincontro con la presidente del Brasile, Dilma Rousseff, allAvana per partecipare al vertice della Comunit di Stati dellAmerica latina e Caraibi (Celac), Fernndez ha detto appunto che il tema principale sono state le pressioni speculative sui tassi di cambio nei Paesi emergenti. La situazione delicata anche per la Turchia. La lira turca ha toccato ieri un nuovo minimo storico sul dollaro. Male anche la quotazione dei titoli di Stato. Oggi una riunione durgenza della Banca centrale dovrebbe dare il via libera a una stretta monetaria per cercare di limitare le perdite.

Hollande apre alladesione della Turchia allUe


ANKARA, 28. Il capo dello Stato turco, Abdullah Gl, ha chiesto ieri pomeriggio al presidente francese, Franois Hollande, che Parigi non si opponga al processo di adesione di Ankara allUe. Ci aspettiamo che la Francia non blocchi politicamente ladesione della Turchia, ha affermato Gl durante una conferenza stampa congiunta. Dal canto suo, il capo dellEliseo ha affermato che nellipotesi di una adesione della Turchia, in Francia ci sar un referendum. Hollande ha poi aggiunto che il popolo francese sar in ogni modo consultato. La visita di Stato di Hollande ieri e oggi in Turchia, la prima di un presidente francese dai tempi di Franois Mitterand, segna linizio del disgelo fra i due Paesi. La stampa turca lha definita storica, dopo le tensioni registrate durante la presidenza del suo predecessore Nicolas Sarkozy, che aveva posto il veto allavvio di nuovi capitoli negoziali fra Ue e Ankara. D allarrivo di Hollande allEliseo, la Francia ha tolto il veto allapertura di trattative sul capitolo 22, sulle politiche regionali, fra Ankara e Bruxelles. La Turchia alle prese con un grave scandalo corruzione chiede ora che il Governo di Parigi dia luce verde a due nuovi capitoli, il 17 (politiche monetarie) e il 23 (giustizia). La prospettiva europea della Turchia sar al centro dei colloqui del presidente Gl in missione per quattro giorni da questa sera a Roma. Il Governo italiano, tradizionalmente favorevole alladesione della Turchia, avr la presidenza dellUe nella seconda met del 2014. Le autorit italiane hanno dichiarato che cercheranno di sbloccare due nuovi capitoli negoziali dal 2005 ne sono stati aperti solo 14 su 35 con Ankara durante il semestre di presidenza.

Indici in calo alla Borsa di Seoul (La Presse/Ap)

Brics ma non solo per loro dipendono dal progressivo ritiro delle misure di sostegno alleconomia decisa da Ben Bernanke per contrastare la crisi nel suo momento pi difficile. Ci significa, nel concreto, che la liquidit disponibile sui mercati si sta riducendo e che quindi gli investitori investono di meno oppure preferiscono investire su Paesi pi

solidi. In sostanza, gli investitori hanno meno cartucce per puntare sui mercati emergenti, quelli che garantiscono maggiori rendimenti a fronte di un rischio un po pi alto. Cos cresce lattesa per la riunione del Fomc, il braccio operativo della Fed, di mercoled 29 gennaio: gli analisti si attendono unulteriore riduzione di dieci miliardi al piano

In Europa venti milioni di persone senza lavoro


BRUXELLES, 28. Finch gli effetti sulloccupazione non saranno invertiti, non possiamo dire che la crisi in Europa sia finita: il monito lanciato ieri dal direttore del Fondo monetario internazionale (Fmi), Christine Lagarde, secondo cui la crescita sta finalmente prendendo ritmo nella zona delleuro che lentamente sta riemergendo da una profonda recessione. Tuttavia, ha avvertito Lagarde, il mercato del lavoro ancora in difficolt, con quasi venti milioni di persone disoccupate. Secondo il direttore dellFmi, per uscire dalla crisi in Europa c bisogno che in ogni Paese venga fatto di pi, perch il mercat0 del lavoro in continua evoluzione. La ricetta di Lagarde, per far ripartire leconomia in Europa, punta su politiche intelligenti di consolidamento fiscale, da mettere in pratica anzitutto nel breve periodo. E per garantire un tale consolidamento occorre lavorare su tre priorit: la creazione di un sistema di reazione, la riduzione del debito e la riforma del mercato del lavoro. Avere un sistema di reazione, ha spiegato il direttore dellFmi, vuol dire avere in piedi e ben funzionante lunione bancaria, la quale serve per stabilizzare il settore finanziario, per evitare contagi e per ridurre lincertezza degli investitori. Lagarde ha quindi posto laccento sullesigenza di proteggere i lavoratori, non solo i posti di lavoro. Per il numero uno dellistituto di Washington, oggi si di fronte a un mercato del lavoro dove la tecnologia si evolve velocemente spingendo fuori dal mercato del lavoro. Di fronte a questa situazione va permesso al lavoratore di sviluppare le proprie capacit per passare al lavoro successivo. Che la crisi continua a mordere lo dimostra anche lindagine biennale condotta dalla Banca dItalia sui bilanci delle famiglie italiane, nel 2012. Il dossier sottolinea che i redditi diminuiscono, la povert aumenta. La gran parte della ricchezza sempre pi concentrata nelle mani di pochissimi, e met della popolazione vive con meno di duemila euro al mese. In due anni, dal 2010 al 2012, la situazione delle famiglie italiane peggiorata: sia reddito che ricchezza hanno registrato un forte calo, pari rispettivamente al 7,3 per cento e al 6,9 per cento. Il reddito familiare annuo, al netto delle imposte e dei contributi sociali, risultato in media pari a 30.338 euro, circa 2.500 euro al mese.

Ban Ki-moon allAvana per partecipare al vertice del Celac


LAVANA, 28. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, allAvana per la prima volta nel suo mandato. Sono molto colpito dagli sforzi fatti per restaurare la citt vecchia ha osservato il leader del Palazzo di Vetro, che si trova a Cuba per partecipare al secondo vertice del Celac, la Comunit degli Stati latinoamericani e caraibici. Iniziato nel fine settimana con la fase preliminare dei coordinatori nazionali, il summit del Celac il meccanismo di integrazione fondato nel febbraio del 2010 su iniziativa del Venezuela di Hugo Chvez vedr oggi e domani riuniti i presidenti e i ministri degli Esteri dei 33 Paesi dellorganizzazione (tutta lAmerica, tranne Stati Uniti e Canada). A riguardo, Ban Ki-moon ha dichiarato che tale summit contribuir alla costruzione di una nuova America. Al suo arrivo allAvana, Ban Kimoon ha espresso lauspicio di incontrare il presidente Ral Castro, per chiedere come le Nazioni Unite possano sostenere le riforme intraprese da tre anni dal Governo cubano per modernizzare leconomia. Ricevuto dal titolare del dicastero degli Investimenti stranieri e della Collaborazione economica, Rodrigo Malmierca, il segretario generale delle Nazioni Unite ha sottolineato limportanza dei suoi incontri con i ministri cubani, con i quali, ha detto, affronter molte questioni, come lo sviluppo, la pace, la sicurezza e la prosperit. Di pace, benessere e sostenibilit, Ban Ki-moon ne parler anche in occasione del Celac. Il segretario del Palazzo di Vetro ha peraltro espresso molta soddisfazione perch la sua prima visita allAvana coincide con il 161 anniversario della nascita del padre della patria cubana, Jos Mart. Il numero uno del Palazzo di vetro ha poi incontrato Mariela Castro figlia del presidente Ral e promotrice di una campagna contro la violenza domestica e il vice presidente, Marino Murillo, responsabile della supervisione delle riforme economiche. A Cuba sono presenti molti alti presidenti, tra cui largentina Cristina Fernndez, la brasiliana Dilma Rousseff e il messicano Enrique Pea Nieto.

Sentenza della Corte internazionale di giustizia dellAja

Modificata la frontiera marittima tra Per e Cile


LAJA, 28. Ponendo fine a un lungo contenzioso, la Corte internazionale di giustizia (Cig) dellAja ha emesso ieri la sentenza definitiva sullannosa disputa sulle frontiere marittime fra Cile e Per, accogliendo alcune delle posizioni del Governo di Santiago, ma attribuendo a Lima una parte delle acque che il Cile considerava suo territorio. In una decisione presa in base a una richiesta presentata dal Per sei anni fa, la Corte come ha detto il presidente del tribunale, Peter Tomka, leggendo la sentenza ha stabilito che la frontiera segue una linea parallela fino alle 80 miglia nautiche e a partire da qui acquisisce una direzione verso sud-ovest fino a un punto B, abbassandosi in linea retta e allaltezza delle 200 miglia fino a un punto C. Come detto la sentenza attribuisce al Per una parte delle acque sulle quali il Cile esercitava finora la sua sovranit territoriale, ma non dovrebbe colpire i pescatori cileni, soprattutto i pi piccoli, che hanno un raggio di 40 miglia dove potere svolgere la loro attivit. Lo spinoso contenzioso territoriale si trascinava dai tempi della guerra del Pacifico, iniziata nel 1879 e conclusa nel 1883 con lannessione da parte del Cile della regione costiera della Bolivia e di una parte del Per meridionale. A pi riprese, i due presidenti la cilena Michelle Bachelet e il peruviano Ollanta Humala hanno dichiarato alla stampa di essere pronti a rispettare la sentenza della Corte di Giustizia dellAja, che peraltro inappellabile e deve essere applicata obbligatoriamente dalle parti: la modalit sar comunque graduale e consensuale.

Il presidente dellHonduras presta giuramento


TEGUCIGALPA, 28. Si svolta ieri, nello stadio nazionale di Tegucigalpa, la cerimonia di giuramento del nuovo capo di Stato dellHonduras, il conservatore Juan Orlando Hernndez. Prometto di essere fedele alla Repubblica, alla sua Costituzione e alle leggi ha detto, recitando la formula di rito, il nono presidente insediatosi consecutivamente dal 1982, quando lHonduras torn alla democrazia ponendo fine a quasi ventanni di regimi militari. Alla cerimonia di investitura hanno partecipato, tra gli altri, i presidenti di Costa Rica, Colombia, Panam, Repubblica Dominicana, i vicepresidenti di Venezuela e Nicaragua, il segretario dellO rganizzazione degli Stati americani (Oa) e rappresentanti dellOnu, della Banca mondiale e della Banca interamericana di sviluppo. I caccia F5 della forza aerea hanno sorvolato pi volte il cielo come segno di benvenuto al nuovo presidente, avvocato e imprenditore di 45 anni, vincitore delle elezioni svoltesi lo scorso 24 novembre. Alla cerimonia di giuramento svoltasi con rigide misure di sicurezza non ha partecipato il partito di Libert e Rifondazione, seconda forza parlamentare e prima dellopposizione.

I nuovi confini disegnati allAja (Ansa)

Aumentano gli omicidi nella megalopoli brasiliana di San Paolo


BRASILIA, 28. Aumentano gli omicidi a scopo di rapina a San Paolo del Brasile, dove tra meno di cinque mesi si disputer la partita inaugurale dei campionati mondiali di calcio. Secondo dati resi noti ieri dal ministero della Pubblica sicurezza, gli omicidi durante tentativi di rapina sono stati 379 nellanno appena passato, in aumento del 10 per cento rispetto ai 344 del 2012. Si tratta del numero pi alto negli ultimi nove anni. Nei mesi scorsi, il Governo aveva garantito un maggiore impegno nella lotta alla criminalit in vista dei grandi eventi sportivi: i mondiali di calcio, in programma dal 12 giugno al 13 luglio prossimi, e le Olimpiadi di Rio de Janeiro nellestate del 2016. Il drastico aumento della criminalit nella citt paulista unaltra notizia poco piacevole per il Governo della presidente, Dilma Rousseff, gi alle prese con le proteste di piazza contro le spese milionarie per i mondiali e con i ritardi nella consegna degli stadi alla Fifa, la Federazione internazionale che governa il calcio. Molte proteste sono sfociate in episodi di violenza. Nel centro di San Paolo sono state riviste le stesse scene trasmesse nel 2013 dalle televisioni di tutto il mondo: scontri tra dimostranti e polizia, cassonetti e veicoli incendiati, vetrine infrante e negozi devastati dai teppisti. Tensione anche a Rio de Janeiro, dove un corteo di protesta ha sfilato sul lungomare di Copacabana. Le manifestazioni si sono svolte simultaneamente in altre citt brasiliane, tra cui alcune sedi dei prossimi mondiali di calcio, come Belo Horizonte, Natal, Recife, Porto Alegre e Brasilia.

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mercoled 29 gennaio 2014

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Nei negoziati sulla Siria

Ladozione della nuova Costituzione

Troppe incognite a Ginevra


DAMASCO, 28. Stallo nei negoziati sulla crisi siriana. Il nodo cruciale del futuro politico del presidente Assad nellambito della transizione politica resta ancora sul tavolo. La delegazione del Governo e i rappresentanti dellopposizione sono riuniti oggi a Ginevra, ma le incognite al momento sono tante. E a causa di disaccordi stando a quanto riferiscono fonti di stampa stata cancellata la sessione pomeridiana dei colloqui. La Coalizione dellopposizione ha accusato ieri gli inviati di Damasco di volere ignorare la questione della transizione politica, che invece era allordine del giorno. La delegazione governativa aveva presentato un documento sulla necessit di mantenere tutte le istituzioni e le infrastrutture dello Stato, che lopposizione ha rifiutato di sottoscrivere. Il muro contro muro si poi concluso con un nulla di fatto. Apparentemente c la volont di proseguire i negoziati ha fatto sapere Lakhdar Brahimi, mediatore internazionale e inviato speciale delle Nazioni Unite e della Lega Araba. Lex ministro degli Esteri algerino, in conferenza stampa, ha detto di non aspettarsi miracoli dalle trattative, perch il processo ancora molto lungo e gli ostacoli numerosi. Parole, queste, confermate dai fatti. Sempre ieri sembrava raggiunta unintesa sullevacuazione di donne e bambini da Homs, uno degli epicentri del conflitto siriano. Tuttavia, in fine mattinata, il dialogo si arenato. E Brahimi si limitato a riferire che opposizione e Governo stanno ancora discutendo sulle modalit con le quali evacuare donne e bambini. In generale, i colloqui sullassistenza umanitaria in Siria pi di un milione di persone sono in fuga dagli scontri non hanno ancora raggiunto risultati concreti. Il principale nodo da dirimere, comunque, resta sempre lo stesso: il futuro politico del presidente siriano, Bashar Al Assad, e dei suoi uomini. Durante la conferenza di Montreux, la settimana scorsa, il segretario di Stato americano, John Kerry, aveva sottolineato lesigenza ribadita anche dal fronte dellopposizione di unapplicazione rigorosa, cio non negoziabile, delle conclusioni della conferenza di Ginevra 1, del giugno 2012, che prevede luscita di scena del presidente. A opporsi a questa soluzione sono tuttavia Pechino e Mosca, difendendo il principio di non ingerenza negli affari interni siriani. Secondo il ministero degli Esteri cinese, anche il ruolo futuro di Assad devessere incluso nelle trattative. Restano poi aperte numerose altre questioni: dal cessate il fuoco allo smaltimento delle armi chimiche, dalla crisi umanitaria al nodo dei detenuti politici. Sul terreno, i combattimenti non conoscono tregua. Sono giunte notizie dai sobborghi di Damasco della morte per fame e sete di almeno quattro persone, tra cui un bimbo di appena un anno. Decine di famiglie sono ancora intrappolate in zone dove imperversano i combattimenti tra ribelli e militari dellesercito di Assad. Ad Hama riferisce lEfe sono stati uccisi oggi tredici soldati delle truppe governative. Le notizie pervenute da Homs sono ancora pi sporadiche e impossibili da verificare in modo indipendente. La citt divisa in tre parti: una zona a maggioranza alawita (la branca dello sciismo al quale appartengono i clan al potere da mezzo secolo), una zona di mezzo abitata ancora da sunniti ma presidiata dalle truppe del regime, e il centro storico dove rimangono circa trecento famiglie. Intanto, partita alla volta di Gioia Tauro la nave statunitense Mv Cape Ray che ha il compito di distruggere larsenale chimico del regime siriano. Salpata dal porto di Norfolk, sulle coste della Virginia, la nave dovrebbe arrivare nel porto calabrese nel giro di due o tre settimane ha detto ai giornalisti il portavoce, colonnello Steven Warren. Il capo del Pentagono Chuck Hagel ha inviato un lettera al capitano, Rick Jordan, e allequipaggio. State per compiere quel che nessuno ha mai fatto ha scritto Nagel distruggerete in mare una delle pi grandi riserve mondiali di armi chimiche e aiuterete a rendere il mondo pi sicuro.

Svolta democratica in Tunisia


Plauso di Washington e Bruxelles
TUNISI, 28. Il presidente tunisino, Moncef Marzouki, ha definito ieri ladozione della nuova Costituzione una vittoria contro la dittatura, aggiungendo tuttavia che il cammino ancora lungo per stabilire i valori democratici nel Paese. La nascita di questo testo, conferma la nostra vittoria contro la dittatura ha detto Marzouki ma la strada ancora lunga. C ancora molto lavoro da fare affinch i valori della nostra Costituzione facciano parte della nostra cultura. Nel corso di una cerimonia, Marzouki, il primo ministro uscente, Ali Larayedh, e il presidente dellAssemblea costituente, Mustapha Ben Jaafar, hanno firmato ieri il testo della nuova Costituzione del Paese, un evento storico per la culla della primavera araba. La nuova Carta fondamentale costituisce una tappa chiave per estirpare la Tunisia da una profonda crisi politica. Un lungo stallo tra le forze di Governo e lopposizione stato superato con il passaggio dei poteri dal premier Ali Larayedh, esponente del partito islamico moderato di maggioranza Ennhadha, e il nuovo primo ministro Mahdi Jomaa, ex ministro dellIndustria, intorno al quale si raccolto il consenso per un nuovo Esecutivo e che dovr far fronte alle tante sfide: fermare la corsa dei prezzi, difendere il potere dacquisto e cambiare le politiche per la sicurezza in modo da circoscrivere la violenza, il crimine politico e il terrorismo. Sono infatti questi i fenomeni cresciuti negli ultimi tre anni dopo la rivolta dei gelsomini che costrinse alla fuga Zine El Abidine Ben Ali. In particolare, con i pi eclatanti casi degli omicidi politici di due carismatici esponenti dellopposizione, Chkri Belaid e Mohammed Brahmi. Tuttavia, malgrado una transizione caotica, la Tunisia pu vantare di essere stata lunica, fra i Paesi travolti dallonda delle rivolte arabe, a preservare la stabilit democratica. La nuova Costituzione adottata dalla Tunisia rappresenta un progresso importante nella transizione democratica del Paese. Lo ha affermato ieri sera lalto rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune dellUe, Catherine Ashton. La Carta fondamentale assicurer la promozione e la protezione dei diritti fondamentali delle cittadine e dei cittadini e la legittimazione democratica delle istituzioni, ha aggiunto il capo della diplomazia dellUe. Anche gli Stati Uniti hanno accolto con soddisfazione lapprovazione della nuova Costituzione tunisina invitando le autorit a proseguire sulla strada della transizione democratica. Il dipartimento di Stato americano, si legge in un comunicato reso noto ieri sera, ritiene che questo un momento storico per il popolo tunisino e un successo significativo verso la democrazia. Ma, ha aggiunto la portavoce Jennifer Psaki ci aspettiamo altre misure in questa transizione democratica, in particolare la formazione di un nuovo Governo indipendente e la data per le elezioni generali in cui i cittadini tunisini possano scegliere i loro dirigenti e lavvenire del Paese.

Il presidente e il primo ministro tunisini presentano la nuova Costituzione in Parlamento (Reuters)

Linvestitura del supremo consiglio militare dopo la promozione a maresciallo

El Sissi candidato alle presidenziali in Egitto


IL CAIRO, 28. Manca solo lannuncio formale, poi inizier la corsa ufficiale di Abdel Fattah El Sissi verso lo scranno pi alto dEgitto, quello di capo di Stato. Il generale stato promosso ieri al grado di maresciallo, il pi importante del Paese, e ha incassato con soddisfazione linvito del Supremo consiglio militare a candidarsi. Il consenso popolare al maresciallo El Sissi un appello che esige di essere accolto, nel quadro della volont liberamente espressa, ovvero le prossime elezioni, hanno scritto i militari. A breve si attende il via alliter per la presentazione delle candidature, le dimissioni dello stesso El Sissi da capo dellesercito e dal Governo attualmente ministro della Difesa e la data della consultazione. Al vertice del Supremo consiglio militare dovrebbe arrivare Sedki Sobhi, attuale capo di Stato maggiore. E il futuro ministro della Difesa, recita la nuova Costituzione, dovr aver lavvallo proprio del consiglio militare. Nella competizione elettorale potrebbe lanciarsi anche Ziad Bahaa Eldin, vicepremier del Governo ad interim, che ieri ha rassegnato le proprie dimissioni. In passato si fatto notare per le sue critiche allazione dellEsecutivo, in particolare verso la legge che restringe la possibilit di manifestare. Nel comunicato in cui ha reso noto la decisione si limitato a scrivere voglio tornare con rinnovato attivismo alla vita politica. El Sissi, dato per favorito nelle prossime elezioni presidenziali, deve per fare i conti con una drammatica crisi economica e un Paese tragicamente lacerato, che nel terzo anniversario delle Rivoluzione contro Hosni Mubarak stato costretto a contare molti pi morti quasi novanta di quanti ce ne siano stati nei primi giorni del gennaio 2011. E, questa mattina, ha avuto luogo unaltra azione terroristica: un commando armato ha sparato e ucciso un generale in servizio al ministero dellInterno al Cairo. Il generale Mohamed Saeed era capo dellufficio tecnico del ministero.

Ma la Repubblica Centroafricana continua a essere segnata dalle violenze

Governo di transizione a Bangui


BANGUI, 28. costituito da venti ministri, di cui sette donne, il nuovo Governo di transizione della Repubblica Centroafricana, guidato dal primo ministro Andr Nzapayeke. La composizione dellEsecutivo stata annunciata ieri sera con la lettura di un decreto firmato dal presidente ad interim, Catherine Samba-Panza. La compagine governativa include varie componenti politiche, da ex generali delle forze armate a rappresentanti della coalizione dei ribelli Seleka, legata al presidente destituito Michel Djotodia. Vi anche un esponente delle milizie di autodifesa Anti-Baka. Al generale Thomas Thophile Timangoa stata affidata la direzione di un ministero particolarmente importante, quello della Difesa nazionale: il neo ministro sar incaricato, tra laltro, della ricostruzione delle forze armate e del processo di disarmo. Il ministero della Pubblica sicurezza andato a un militare dellex esercito nazionale (Faca), il colonnello Denis Wangao. La Seleka ha ottenuto tre ministeri: Trasporti, Lavori pubblici e Poste e telecomunicazioni. Sono stati poi confermati alcuni ministri del Governo uscente, tra i quali Marie Noelle Koyara, allo Sviluppo rurale, e Aristide Sokampi, allAmministrazione territoriale, chiamato a organizzare le prossime elezioni generali che si dovrebbero tenere nel febbraio del 2015. La formazione del nuovo Esecutivo non stata esente da critiche. La direzione degli Anti-Balaka ha denunciato uno squilibrio evidente a sfavore delle milizie di autodifesa. Lex opposizione democratica, riunita nellAlleanza delle forze democratiche di transizione (Afdt), ha invece contestato la nomina del nuovo primo ministro, e di conseguenza ha deciso di non far parte dellEsecutivo. Nonostante i passi avanti compiuti sul piano istituzionale, compiuti tra laltro in tempi brevi, la situazione sul terreno non accenna a migliorare. A Bangui, in uno dei quartieri pi turbolenti della capitale, la Croce Rossa locale ha rinvenuto ieri tredici corpi senza vita. LAlto commissario Onu per i Diritti umani, Navi Pillay ha affermato che in questo scenario i pi vulnerabili sono i civili musulmani. Molti di loro sono stati costretti a lasciare il Paese e si sono rifugiati soprattutto in Ciad. Sempre Navi Pillay ha denunciato il fatto che proprio negli ultimi giorni la situazione divenuta ancora pi critica, anzitutto sul piano della sicurezza e dei diritti umani. Rivolgendo un appello alla comunit internazionale, lAlto commissario Onu ha chiesto di rafforzare la presenza di truppe per il mantenimento della pace in modo da salvare tante vite a rischio. Ieri intanto il segretario di Stato americano, John Kerry, ha indicato la possibilit di sanzioni mirate contro coloro che alimentano la violenza nella Repubblica Centroafricana. Gli Stati Uniti sono pronti a imporre sanzioni mirate contro chi destabilizza la situazione o persegue i propri interessi favorendo e incoraggiando la violenza ha dichiarato il capo della diplomazia statunitense. Anche lUnione europea segue con attenzione gli sviluppi della situazione nel Paese: nei giorni scorsi lUe ha raggiunto unintesa per linvio di una missione militare.

Intesa tra Esecutivo e ribelli per lautonomia delle regioni musulmane

Accordo di pace nel sud delle Filippine


MANILA, 28. Il Governo di Manila e i rappresentanti del Fronte islamico di liberazione Moro (Milf) hanno firmato un importante accordo per riportare la pace a Mindanao e nelle altre isole delle Filippine meridionali. Lintesa stata raggiunta a Kuala Lumpur, capitale della Malaysia. I negoziatori dellEsecutivo e i rappresentanti del Milf il pi vasto movimento di guerriglia islamista, ancora attivo nel sud dellarcipelago asiatico hanno definito il disarmo dei militanti e la contemporanea attuazione di una nuova, pi ampia e delineata autonomia per le regioni a maggioranza musulmana. Secondo laccordo, i combattenti dovranno consegnare le armi a una parte terza indicata dai negoziatori. Il compito di garantire il rispetto degli accordi e la sicurezza sul territorio sar affidato a una polizia regionale, in cui convergeranno molti degli ex guerriglieri, che avranno anche il compito di fronteggiare i restanti gruppi indipendentisti, soprattutto quelli dediti al terrorismo o a sequestri di persona per autofinanziarsi. Anche le forze armate filippine ridurranno notevolmente la loro presenza sul territorio, una della maggiori cause di attrito. Il documento il quarto dei protocolli aggiuntivi al trattato di pace preliminare dellottobre 2012. I tre precedenti riguardavano le modalit della transizione, la condivisione delle risorse e la gestione del potere. La prevista autonomia sostituir quella sostanzialmente fallita della regione autonoma di Mindanao musulmana, nata nel 1990 e, di fatto, mai attuata.

Confermate le elezioni thailandesi


BANGKOK, 28. Nonostante le proteste delle ultime settimane, le minacce di boicottaggio da parte dellopposizione e la grave instabilit politico-istituzionale, la Thailandia andr ad elezioni legislative anticipate il 2 febbraio, come previsto. Lo ha reso noto oggi alla stampa un portavoce del Governo di Bangkok. La decisione stata presa al termine di un incontro tra la premier, Yingluck Shinawatra, e la Commissione elettorale. Questultima premeva per un rinvio del voto, dato il persistere della protesta anti-governativa e le violenze, che finora hanno causato dieci morti e 600 feriti. A Bangkok, sono ormai tre mesi che si tengono quotidianamente manifestazioni di piazza per chiedere le dimissioni della premier e lannullamento della consultazione elettorale.

Ribelli islamici a Mindanao (Afp)

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LOSSERVATORE ROMANO

mercoled 29 gennaio 2014

Messaggio del Papa per la seduta pubblica delle Pontificie accademie

La dimensione luminosa della fede


Rivolto il suo personale saluto ai partecipanti alla diciottesima seduta pubblica delle Pontificie accademie nellaula magna del Palazzo San Pio X, il segretario di Stato, cardinale eletto Pietro Parolin, ha dato lettura del messaggio di Papa Francesco. Al Venerato Fratello Cardinale GIANFRANCO RAVASI Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e del Consiglio di Coordinamento tra Accademie Pontificie. In occasione della XVIII Seduta Pubblica delle Pontificie Accademie sono lieto di farLe pervenire il mio cordiale saluto, che volentieri estendo ai Presidenti e agli Accademici, come pure ai Cardinali, ai Vescovi, agli Ambasciatori e a tutti i partecipanti. La sessione di questanno, volutamente convocata nel giorno della memoria liturgica di san Tommaso dAquino, stata organizzata dalla Pontificia Accademia a lui intitolata e dalla Pontificia Accademia di Teologia, e ha come tema: Oculata fides. Leggere la realt con gli occhi di Cristo. Tale tema rimanda proprio ad una espressione del Doctor Angelicus citata nella Lettera Enciclica Lumen fidei. Vi ringrazio per aver voluto proporre alla riflessione questa tematica, come anche il rapporto tra lEnciclica e la recente Esortazione apostolica Evangelii gaudium. In entrambi questi Documenti, infatti, ho voluto invitare a riflettere sulla dimensione luminosa della fede e sulla connessione tra fede e verit, da indagare non solo con gli occhi della mente ma anche con quelli del cuore, cio nella prospettiva dellamore. San Paolo afferma: Con il cuore si crede (Rm 10, 10). in questo intreccio della fede con lamore che si comprende la forma di conoscenza propria della fede, la sua forza di convinzione, la sua capacit di illuminare i nostri passi. La fede conosce in quanto Di qui derivano importanti conseguenze sia per lagire dei credenti, sia per il metodo di lavoro dei teologi: La verit oggi ridotta spesso ad autenticit soggettiva del singolo, valida solo per la vita individuale. Una verit comune ci fa paura, perch la identifichiamo con limposizione intransigente dei totalitaLa connessione tra fede e verit rismi. Se per la verit la verit dellamore, se va indagata la verit che si schiude non solo con gli occhi della mente nellincontro personale con lAltro e con gli altri, ma anche con quelli del cuore allora resta liberata dalla Cio nella prospettiva dellamore chiusura nel singolo e pu fare parte del bene zione di Ges, i suoi discepoli comune (...) Lungi dallirrigidirci, non contemplarono una verit pu- la sicurezza della fede ci mette in ramente interiore o astratta, ma cammino, e rende possibile la teuna verit che si dischiudeva loro stimonianza e il dialogo con tutti proprio nellincontro col Risorto, (ibid., 34). nella contemplazione della sua viQuesta prospettiva di una ta, dei suoi misteri. Giustamente Chiesa tutta in cammino e tutta san Tommaso dAquino afferma missionaria quella che si sviche si tratta di una oculata fides, di una fede che vede! (cfr. ibid., luppa nellEsortazione apostolica sullannuncio del Vangelo nel 30). mondo attuale. Il sogno di una scelta missionaria capace di rinnovare ogni cosa (Evangelii gaudium, 27) riguarda tutta la Chiesa ed ogni sua parte. Anche le Accademie Pontificie sono chiamate a questa trasformazione, per non far mancare al Corpo ecclesiale il contributo loro proprio. Non si tratta per di fare operazioni esteriori, di facciata. Si tratta piuttosto, anche per voi, di concentrarsi ancora di pi sullessenziale, su ci che pi bello, pi grande, pi attraente e allo stesso tempo pi necessario (ibid., 35). In tal modo la proposta si semplifica, senza perdere per questo profondit e verit, e cos diventa pi convincente e radiosa (ibid.). Per questo, cari e illustri Fratelli, domando la vostra qualificata collaborazione, al servizio della missione di tutta la Chiesa. Proprio per incoraggiare quanti, tra i giovani studiosi di teologia, vogliono offrire il proprio contributo alla promozione e alla realizzazione di un nuovo umanesimo cristiano attraverso la loro ricerca, Questo saggio e prudente principio ci ispisono lieto di assegnare ex aequo il ra e ci incalza, ma insieme ci d speranza, sePremio delle Pontificie Accaderenit e forza nellintraprendere le vie percormie, dedicato questanno alla rirendo insieme le quali ci che oggi lo Spirito cerca teologica e allo studio delle dice alla Chiesa possa davvero segnare una opere di san Tommaso dAquino, tappa nuova dellevangelizzazione e, proprio a due giovani studiosi: il Rev. per questo, della storia dellumana civilt. Prof. Alessandro Clemenzia, per La Parola di Dio, conclude il Papa con aclopera dal titolo Nella Trinit cocento profetico, ha in s una potenzialit me Chiesa. In dialogo con Heribert che non possiamo prevedere. Il Vangelo parMhlen, e la Prof.ssa Maria Silvia la di un seme che, una volta seminato, cresce Vaccarezza per lopera Le ragioni da s anche quando lagricoltore dorme (cfr. del contingente. La saggezza pratica Marco 4, 26-29). La Chiesa deve accettare tra Aristotele e Tommaso dAquino. questa libert inafferrabile della Parola, che efficace a suo modo, e in forme molto diverAugurando, infine, agli Accadese, tali da sfuggire spesso le nostre previsioni mici e a tutti i presenti un impee rompere i nostri schemi (Evangelii gaugno fruttuoso nei rispettivi campi dium, 22). di ricerca, affido ciascuno alla maOccorre, certo, rimboccarsi le maniche: ma terna protezione della Vergine nella certezza grata che Dio ha gi fatto la Maria, Sedes Sapientiae, domando prima e decisiva mossa. E che nelle anfore un ricordo nella preghiera per me della storia gi offerta alla nostra responsae per il mio ministero e di cuore bile creativit lacqua viva che attende soltanimparto una speciale Benedizione to in risposta allinvito discreto, tenero e Apostolica. tenace di Maria dessere trasformata dalle parole di Ges, come alle nozze di Cana, nel Dal Vaticano, 28 gennaio 2014 vino nuovo, e inebriante di gioia, dellamore di Dio. FRANCESCO legata allamore, in quanto lamore stesso porta una luce. La comprensione della fede quella che nasce quando riceviamo il grande amore di Dio che ci trasforma interiormente e ci dona occhi nuovi per vedere la realt (Lumen fidei, 26). Allindomani della Risurre-

Ren Magritte, La via reale (1944)

Nel pomeriggio del 28 gennaio si svolge a Roma, nellaula magna del Palazzo San Pio X in via della Conciliazione, la diciottesima seduta pubblica delle Pontificie Accademie intitolata Oculata fides. Leggere la realt con gli occhi di Cristo. Dopo lintroduzione ai lavori del cardinale Gianfranco Ravasi il segretario di Stato, il cardinale eletto Pietro Parolin, ricvolge un indirizzo di saluto e legge il messaggio di Papa Francesco che pubblichiamo integralmente in questa pagina. Anticipiamo anche alcuni passaggi dellintervento che monsignor Piero Coda tiene dopo la consegna del Premio delle Pontificie Accademie che questanno andato al sacerdote oratoriano Alessandro Clemenzia, per lopera Nella Trinit come Chiesa. In dialogo con Heribert Mhlen (Roma, Citt Nuova, 2012) e a Maria Silvia Vaccarezza per lopera Le ragioni del contingente. La saggezza pratica tra Aristotele e Tommaso dAquino (Napoli, Orthotes, 2012).

Nuova tappa per levangelizzazione

Bisogna rimboccarsi le maniche


gio dal cammino sin qui compiuto dal popolo di Dio e questa nuova tappa evangelizzaChe cosa dice, oggi, lo Spirito alla Chie- trice della missione della Chiesa, di cui sa?. Questa domanda che ritma il primo lEvangelii gaudium rappresenta una sorta di movimento dellultimo libro del Nuovo Te- manifesto programmatico. Un documento, stamento, domanda che, da allora in poi, questultimo da riprendere spesso tra le mani ha interrogato il cuore dei cristiani. Soprat- in quel processo di discernimento, purificatutto nei momenti di crisi, e cio di transito zione e riforma (cfr. 30), personale e comuda unepoca allaltra della storia delluomo nitario, che il Papa vi auspica e ci deve coinche anche sempre, misteriosamente, storia volgere tutti attivamente. Papa Francesco stesso, nellultimo capitolo della salvezza. Questa domanda risuona oggi, con particolare vigore e urgenza, nei no- dellesortazione, introduce gli evangelizzastri cuori. Cinquantanni sono trascorsi dal tori che si aprono senza paura allazione delconcilio Vaticano II, quando la Chiesa catto- lo Spirito Santo, con questa riflessione: lica s impegnata con sincera e ardita aper- Quando si afferma che qualcosa ha spiritura a discernere la voce dello Spirito per to, questo indica di solito qualche movente rinnovare, nel solco della tradizione, la sua interiore che d impulso, motiva, incoraggia gioiosa fedelt al Vangelo e, cos, la sua co- e d senso allazione personale e comunitaraggiosa fedelt nel servizio appassionato e ria. E ne trae la conseguenza che, in defiresponsabile degli uomini nelle loro gioie e speranze, nelle loro sofferenze Nella Evangelii gaudium si invoca e angosce (cfr. Gaudium et spes, 1). A cinquantanni da quel provvilo Spirito che venga a scuotere la Chiesa denziale evento, scrive Papa FranceUnite ai gesti di Papa Francesco sco, anche se proviamo dolore per le miserie della nostra epoca e siamo sono parole che toccano lontani da ingenui ottimismi, il mage che non lasciano nulla come prima giore realismo non deve significare minore fiducia nello Spirito n minore generosit (Evangelii gaudium, 84). E i nitiva, unevangelizzazione con spirito due stupendi testi magisteriali di cui egli ci unevangelizzazione con Spirito Santo, dal ha fatto dono in questo primo intenso anno momento che Egli lanima della Chiesa del suo ministero lenciclica Lumen fidei e evangelizzatrice. Per questo, soggiunge, prilesortazione apostolica Evangelii gaudium , ma di proporre motivazioni e suggerimenti, suonano per noi come un vigoroso invito ad invoco ancora una volta lo Spirito Santo aderire gioiosamente al Vangelo per testimo- (...) che venga a rinnovare, a scuotere, a dare niarlo e annunciarlo a tutti, e in ogni situa- impulso alla Chiesa in unaudace uscita fuori zione e circostanza, per ci che esso vera- da s per evangelizzare tutti i popoli (261). mente : luce e vita per gli uomini. Constatiamo tutti quanto le parole e i gesti Il Papa sollecita cos la Chiesa a una del Papa abbiano spirito: toccano, coinvolnuova tappa evangelizzatrice segnata dalla gono, scuotono, non lasciano le cose come gioia che scaturisce dallesperienza vissuta e prima. Sono leco della voce dello Spirito condivisa del Vangelo e, in concreto, traccia che parla oggi alla Chiesa. E che il Papa ci alcune vie per il cammino nei prossimi an- invita con forza e convinzione ad ascoltare e ni (Evangelii gaudium, 1). I due testi sem- seguire. Da ognuna delle tre formule che Pabrano con ci idealmente segnare il passag- pa Francesco ci propone una tappa nuova, di PIERO CODA un nuovo sguardo, contemplativi della Parola e del Popolo di Dio scaturiscono una serie di impegni concreti per la nostra vita personale e comunitaria. Uscire da noi stessi, lasciarci attrarre da Cristo nellorbita dellamore di Dio, e con lui andare verso i fratelli, i pi poveri, gli esclusi, gli scartati, abitando con loro le periferie esistenziali e sociali del nostro mondo per accendervi la luce, la misericordia, la giustizia, la fraternit che testimoniano al mondo il cuore del Padre. la dinamica dellesodo e del dono delluscire da s, del camminare e del seminare sempre di nuovo, sempre oltre (21). lorizzonte pi grande, lutopia evangelica che ci apre al futuro come causa finale che attrae (222). Per dare concretezza e realismo a questo programma, ecco infine un salutare principio. la quarta formula che lEvangelii gaudium ci propone: Dare priorit al tempo. Ascoltiamo ancora il Papa: occorre Occuparsi di iniziare processi pi che di possedere spazi. Il tempo ordina gli spazi, li illumina e li trasforma in anelli di una catena in costante crescita, senza retromarce. Si tratta di privilegiare le azioni che generano nuovi dinamismi nella societ e coinvolgono altre persone e gruppi che le porteranno avanti, finch fruttifichino in importanti avvenimenti storici. Senza ansiet, per con convinzioni chiare e tenaci (223). Iniziare processi, in ascolto e discernimento della voce dello Spirito, significa far spazio a Dio e agli altri nella nostra vita, nella vita della Chiesa e della societ, intraprendendo un cammino comune in obbedienza alla voce di Dio e a servizio dei fratelli, sopportando anche il conflitto, quando si dia, per trasformarlo in un anello di collegamento a un nuovo processo (cfr. 227); accogliendo con sguardo aperto e riconciliando con misericordia, pazienza e discernimento le differenze in cui sesprime, come in un arcobaleno di pace, linesauribile luce dellamore di Dio nelle opere e nei giorni delluomo e del mondo in cui egli vive (cfr. 228).

morto il poeta messicano Jos Emilio Pacheco


di CLAUDIO TOSCANI Cantore della speranza, non una qualifica che possono vantare molti scrittori, per grandi che siano, celebrati anche pi di Jos Emilio Pacheco, settantaquattrenne poeta messicano scomparso il 26 gennaio dopo un trauma cranico riportato in seguito a un incidente. Nonostante i suoi versi siano intrisi di desolazione, tra epigramma e ironia, essi coltivano infatti una costante apertura verso il futuro, uno sguardo di fiducia conscia di tutte le ardue attualit e le non confortanti prospettive. Dopo i colpi che alla poesia derivarono dalle varie repressioni dittatoriali in latitudini ispano-americane, finiti gli incubi ma presentificate le vittime, la produzione lirica in genere, pur avvertendo una vigorosa ripresa, si rivel segnata da inquietudini ideologiche e formali. In Messico, con Jos Sabines e Jos Pacheco e, tra altri, con Aridijs e Segovia. Quella di Pacheco, detta la generazione degli anni Cinquanta, veniva rinnovando profondamente ispirazioni e temi, contribuendo a modernizzare il Paese che, dal canto suo, avrebbe proceduto socialmente ed

Nonostante tutto, uno sguardo di speranza


economicamente. Tanto che il Premio Cervantes, tra i massimi riconoscimenti mondiali in campo letterario, lo avrebbe consacrato nel 2009 con retrospettivo recupero di riconoscenza e stima (Jos Emilio Pacheco fu detto nella circostanza da Carlos Fuente, un grande suo pari merecia el premio Cervantes desde que naci). Poeta nato, Pacheco conosciuto in Italia soprattutto per le raccolte Los ojos de los peces. Poemas 1958-2000, e per la prosa da romanzo di Las batallas en el desierto, tanto che le storie letterarie, avare con chi non si esalta personalmente, lo dicono tuttavia degno di lettere maiuscole. Scrivo ci che vedo dichiar dopo il successo del premio Reina Sofa e ci che vedo non spinge ad essere ottimisti, in riferimento soprattutto alla realt messicana, mai esente da violenze. Per lui si trattava di una terribile impotenza, lui che tendeva a veder chiaro anche attraverso le tenebre, lui che applicava fantasia alla vita quotidiana, lui che tremendamente umano sapeva restare semplice, utile e positivo: A me solo importa di testimoniare (...) la poesia che colgo come un diario. Timido e riservato, ricco di umorismo tanto quanto di invidiabile potenza lessicale, stato poeta di incanti e di aperture morali se non spirituali, imprescindibile nella gran traccia dellinventivit messicana, assieme a

Timido e riservato ricco di umorismo e di potenza lessicale La sua una lingua parlata che esorta a non venir meno gli uni agli altri
suor Juana Ins de la Cruz, Ramn Lpez Velarde, Xavier Villaurutia, Jos Gorostiza, Octavio Paz, Jaime Sabines. Noto gi a ventanni e prossimo a entrare nelle pi prestigiose antologie del Paese e di letteratura ispano-americana, pubblica via

via Los elementos de la noche (1962), El viento distante (1963) e prima del poderoso Las batallas en el desierto (1981) condensa sei raccolte poetiche sotto il titolo di Antes o despus (1980). Quello del riunire pi libri in uno solo un poco il suo stile (Tarde o temprano, Siglo pasado, Gota de lluvia). Intanto si distingue in saggistica, in traduzioni, in editoria, in docenze varie dentro e fuori Messico. Paesaggi di acqua e di terra si alternano nella sua opera a riferimenti al fuoco, alla solitudine, alla morte, al mondo maltrattato e indifeso, al mare inquinato di petrolio, alla tecnologia pervasiva e onnivora. La sua una linparlata, che esorta tutti a non tutti gua venir meno gli uni agli altri. Non amo la mia Patria afferm sorprendentemente ma darei la vita per dieci dei suoi luoghi. Alla fine, guardando al pianeta Terra, corpo errante nelluniverso, circondato da tenebre insondabili e da buio inesplicato, non si esime dallaffidare alle sue pagine, per s e per il tempo a venire, il suo messaggio di ordine e di fraternit.

mercoled 29 gennaio 2014

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 5

Come nel 1943 il parroco romano Giovanni Gregorini salv cinque famiglie di ebrei

Paolo Conti racconta la storia di Margherita Cipolloni

Un Giusto da riconoscere
di ANNA FOA

La suora che apr le porte del Bambin Ges


Una volta occorreva nascondere di corsa una coppia di coniugi ebrei. In pochi secondi lui divent un frate confessore, lei una fedele che si confessava. I nazisti passarono oltre il confessionale e naturalmente non li scoprirono. sulla cronaca di Roma del Corriere della Sera del 27 gennaio che Paolo Conti ha raccontato questa pagina poco nota della seconda guerra mondiale: la storia dei lunghi mesi in cui, in una Roma occupata dai tedeschi, lospedale pediatrico Bambino Ges accolse e nascose tanti ebrei in fuga dalla furia nazista. Testimone diretta di quei lunghi mesi tra la fine del 1943 e il maggio 1944 stata suor Margherita Cipolloni (1900-1982), infermiera fino ai primi anni Sessanta tra i piccoli del Gianicolo. Di propriet della Santa Sede, lospedale godeva della extraterritorialit, uno status per poco rispettato dai nazisti: suor Margherita i cui ricordi sono stati raccontati a Conti dallamica e consorella Vincenza ricordava almeno due incursioni dei tedeschi, risoltesi entrambe per in un nulla di fatto. Molti ebrei si travestirono da medici indossando il camice bianco. E quando si temeva una perquisizione, i rifugiati lasciavano immediatamente le corsie dellospedale e raggiungevano un rifugio segreto realizzato nella terrazza pi alta nella costruzione centrale dellospedale. Si arrivava fin lass con una scaletta metallica che spariva immediatamente. Poi, finito il pericolo, suonava una campanella che nessun nazista avrebbe scambiato per un codice segreto, visto che suonava in un ospedale di propriet del Vaticano. Era suor Margherita, braccio operativo della superiora della congregazione, suor Giulia Cozzani, a sottoporsi ai turni di veglia per controllare che i nazisti non arrivassero di notte. Era sempre lei a camuffare da medici e infermieri i tanti ebrei che salivano da Trastevere. Ed era ancora lei a portare il cibo alle persone nascoste. impossibile dire oggi quanti ebrei vennero salvati in quei mesi dal Bambino Ges. I continui ricambi tra arrivi e partenze resero, e rendono, impossibile una documentazione certa. Eppure la storia di suor Margherita arrivata fino a noi.

mini nella parrocchia. Nessuno di loro pag per il suo soggiorno l. Le ragazze ebree aiutavano le suore, che a chiesa romana di San Beavevano una scuola, a tenere i bambini nedetto, presso il Gazomee facevano commissioni per loro, gli tro, affollata nel pomeriguomini avevano probabilmente meno gio del 26 gennaio, non per possibilit di dare aiuto, o almeno non la messa ma per ascoltare ne rimasta notizia perch a raccontaquanto verr detto su don Giovanni re sono rimaste solo le donne. Gregorini, che di questa chiesa fu parSappiamo che Alberto Faroco dal 1942 al 1984, per oltre quatucci, pio ebreo, e don Gregorantanni. Mi ha invitata il parroco di Entra, abbiamo avuto or ora rini avevano lunghe conversaoggi, don Fabio Bartoli, a parlare, insieme a monsignor Andrea Lonardo, zioni sul cristianesimo e disposizione di farvi entrare del mio libro Portico dOttavia 13 in sullebraismo. Don Gregorini disse il prete ad Attilio Di Veroli cui la figura di don Gregorini emerge era burbero ma affettuoso, riviva. Perch don Gregorini, il 16 ottocorda Costanza Fatucci. E bre 1943, ha accolto nella Chiesa quat- la figlia di cinque anni, Emma, mentre Rosa Di Veroli, che non c pi, nella tro o cinque famiglie di ebrei dando il piccolo Gianni, laltro figlio di pochi sua lunga intervista alla Shoah Founloro protezione e cibo, con una calda mesi, che oggi racconta, rest ricovera- dation, racconta che don Gregorini e affettuosa accoglienza che le parole to per tutta la durata delloccupazio- volle accompagnarla, dopo la liberadei pochi sopravvissuti, nella chiesa ne, sotto falso nome, ammalato al zione di Roma, a riconoscere le salme affollata di fedeli che ancora lo ricor- Bambin Ges. del padre Attilio e del fratello Michele dano, ricreano con vivezza. A San Benedetto, come in ogni al- assassinati alle Fosse Ardeatine. MiA parlare sono Deborah Di Veroli, tra situazione simile, uomini e donne chele, che aveva 14 anni, fu il pi giodetta da tutti Piccola perch era la pi vivevano separati, le donne presso le vane dei martiri. Perch, nel marzo piccola della famiglia, e Costanza Fa- suore, dallaltro lato del cortile, gli uo- 1944, la vita dei rifugiati e quella dellintera parrocchia fu tucci, allora due bambine sconvolta da un bombardadi dieci anni circa, adesso mento angloamericano, due anziane signore ancora volto a colpire la vicina piene di vita. E nello sfonstazione ferroviaria, che rado, la memoria della lunga se al suolo quasi totalmenintervista alla Shoah Founte la chiesa. Costanza lo dation in cui la sorella di racconta, era per strada a Deborah, Rosina Di Veroli, prendere il latte, grandi raccont tutta la storia delquantit di latte, e dal terla sua famiglia. rore delle bombe che cadeI Di Veroli e i Fatucci vano lo rovesci tutto, un abitavano in via Portico vero disastro data la fame dOttavia 13 e riuscirono a che esisteva. sfuggire tutti alla razzia naGli ebrei dovettero anzista. I Di Veroli si recarodarsene, le donne, su aiuto no subito nella parrocchia di don Gregorini, riuscirodi San Benedetto, dove il no a trovar rifugio, anche padre, Attilio, conosceva qui gratuitamente, nel congi il parroco, che lo accolvento di clausura femminise dicendogli: Entra, able di Tor de Specchi, dove biamo avuto or ora disporestarono fino al 4 giugno, sizione di farvi entrare. Attilio e Michele Di Veroli Attilio esercitava un piccofurono catturati. lo commercio ambulante di Nel dopoguerra la chiesa oggetti usati, girando per di San Benedetto venne ricase e chiese, e si era forse, costruita, e don Gregorini a quanto appare da queste continu a esserne il parroparole, gi accordato con co. Fu un sacerdote noto, don Gregorini per trovare riconosciuto per i suoi merifugio da lui nel momento riti pastorali, ma dei suoi del bisogno. Tre o quattro meriti come salvatore degli giorni dopo, anche i Fatucebrei braccati non sembra ci, che fino a quel momenabbia raccontato molto. to avevano girovagato qua Forse, gli sembrava, come e l in citt senza trovare ad altri salvatori, di aver un rifugio sicuro, furono fatto il giusto e di non doportati nella parrocchia da La chiesa di San Benedetto al Gazometro distrutta dai bombardamenti versi vantare. Ma i riconoAttilio Di Veroli.

Possiamo ipotizzare che don Gregorini lo avesse mandato in giro a cercare altri fuggiaschi. Ben presto, le famiglie di ebrei nella parrocchia diventarono quattro o cinque. Conosco con sicurezza i nomi di tre di loro, oltre alle due gi citate i Di Segni, padre e madre, anchessi abitanti della casa di via Portico dOttavia, rifugiatisi l con

Don Giovanni in una foto del 1947

scimenti sono importanti, perch rappresentano un esempio per il resto del mondo oltre che una gratificazione per chi li riceve. Cos, la comunit ebraica gli dedic una targa, che dentro la chiesa, in anni non troppo lontani, su sollecitazione di coloro che erano stati salvati. Ma nessuno ha finora posto il problema dellattribuzione a questo sacerdote umano e coraggioso delletichetta di Giusto delle nazioni che pure dovrebbe essergli data. Credo che bisogni percorrere questa strada e che colui che parlava di religione con i suoi amici ebrei e confortava il dolore dei famigliari delle vittime debba avere il suo riconoscimento accanto agli altri Giusti del mondo. Mi sembra dovuto e necessario. Per lui e per coloro che ha accolto e salvato.

Nascosti nellistituto di San Giuseppe di Chambry

Operazione di salvataggio
di GIOVANNI PREZIOSI A cavallo tra la fine del 1943 e linizio del 1944 Roma era ormai saldamente nelle mani delle forze doccupazione tedesche che subito si resero protagoniste di rastrellamenti ai danni degli ebrei. Leontina Segre e la direttrice della scuola ebraica Vittorio Polacco, Elena Ravenna, persuase che la loro sorte fosse ormai segnata e notando che molti conventi avevano spalancato le loro porte per accogliere quanti erano braccati dai nazifascisti, allindomani dellarmistizio, decisero di rivolgersi alle suore di San Giuseppe di Chambry per chiedere di nascondere i loro figli e nipoti allinterno del loro istituto in via del Casaletto. Infatti in quei terribili giorni, il Santo Padre Pio XII scrive sul filo della memoria suor Ferdinanda aveva chiesto a tutte le comunit religiose di Roma di aprire le porte a questi fratelli perseguitati. Le nostre superiore accolsero quelli che si presentavano. Le principali artefici di questa operazione di salvataggio furono lallora novizia suor Emerenziana Bolledi e la direttrice della scuola, suor Ferdinanda Corsetti: entrambe, per quanto fatto in quegli anni, nel 1997 sono state riconosciute dallo Yad Vashem Giuste tra le Nazioni. Il pericolo di improvvise ispezioni naziste era sempre in agguato, considerato che proprio a poca distanza, allinterno di Villa Coen, i tedeschi avevano allestito una base di mezzi corazzati. Spesso, approfittando della vicinanza, alcuni militari facevano visita alle suore e qualcuno, come un capitano di nome Sigmund, sintratteneva persino a suonare larmonium in chiesa, gettando nel panico i rifugiati che si nascondevano nelle aule del primo piano trasformate per loccasione in alloggi di fortuna. Questo si ripeteva ogni qual volta dal centro di Roma giungeva la telefonata di suor Anna Maria con la parola dordine i fratelli di suor Guglielmina si trovano vicino a noi; a quel punto immediatamente la portinaia, suor Anastasia Palombi, era costretta ad adottare speciali misure di sicurezza perch nei dintorni dellistituto si aggiravano delle pattuglie tedesche. A un segno convenzionale gli uomini correvano a nascondersi nel canneto mentre le donne si travestivano da suore fingendosi a letto malate oppure addette ai lavori di cucina, dellorto, vestite con grembiule e fazzoletto intorno alla testa. Alle bambine ebree, invece, le suore avevano consegnato i documenti di alcune alunne meridionali che ancora non erano rientrate nella capitale, in modo tale che potessero frequentare la scuola senza timore di essere riconosciute. Una sera si presentarono alluscio dellistituto due ufficiali armati che dissero a suor Clotilde e a suor Ferdinanda di aver visto ebrei allinterno del convento. Prese alla sprovvista le suore, senza opporre resistenza, li accompagnarono a ispezionare i locali, badando di non farli accedere ai piani superiori doverano nascosti gli ebrei: non avevano infatti avuto il Una scena tempo di avvisarli della visita improvvisa. Langoscia delle suore aument allorch i due militari furono sul punto di salire al piano superiore; tuttavia, dopo qualche istante di esitazione, andarono via. Ai principi di novembre due militari tedeschi chiesero di requisire lintera casa per alloggiarvi i loro commilitoni malati. Giunsero in macchina scrive la madre superiora e si fermarono davanti allIstituto parlando fra loro e consultando una carta topografica. Intanto tornavano a casa due delle sfollate ricoverate allorfanotrofio; furono fermate dai tedeschi che domandarono loro di chi fosse quel fabbricato. Risposero che era delle suore di San Giuseppe alla dipendenza della Santa Sede. (...) Domandarono allora quale fosse la via per andare al Vaticano, il che ci fa supporre rileva la religiosa che volessero domandare il permesso di requisire la casa o di perquisirla. Per scongiurare il pericolo, la superiora provinciale, suor Giacinta Salustri-Galli, tramite il cardinale vicario di Roma, Francesco Marchetti Selvaggiani, il 5 dicembre 1943, decise di rivolgersi direttamente alla Segreteria di Stato della Santa Sede per chiedere consiglio al cardinale Maglione perch la responsabilit era grande data la qualit e la quantit delle persone ricoverate nellIstituto e, a quel punto, bisognava usare tutta la possibile prudenza. Per sbrogliare lintricata vicenda, fu incaricato il superiore generale dei salvatoriani, padre Pancrazio Pfeiffer, al quale fu raccomandato di fare i possibili passi per scongiurare il temuto provvedimento, sfruttando

Il caso Franz Stangl di Dominique Sigaud

Sono colpevole anchio


di GAETANO VALLINI sempre azzardato avvicinarsi alla figura di un efferato criminale per cercare di comprenderne le ragioni. E lo ancora di pi se la persona si macchiata del pi orrendo dei crimini: aver preso attivamente parte allo sterminio degli ebrei. Ma la giornalista Dominique Sigaud, pur consapevole del rischio, accetta la sfida e sceglie di calarsi nientemeno che nella vita del comandante dei campi di sterminio nazisti di Sobibr e di Treblinka. Il risultato di questa ricerca racchiuso nel libro Il caso Franz Stangl (Firenze, Clichy, 2014, pagine 185, euro 15). lunga intervista a Gitta Sereny, giornalista inglese che sta preparando per il Daily Telegraph articoli sui processi ai criminali nazisti. Ed da qui che Sigaud prende le mosse per la sua indagine. il 27 giugno 1971. La cronista rivolge ancora a Stangl domande sul suo passato, sulle sue responsabilit e questi ribadisce per lennesima volta che non ha fatto del male a nessuno, intenzionalmente. Una linea difensiva nota, adottata da altri carnefici nascostisi dietro il classico: ho solo eseguito gli ordini, ero solo un burocrate. Come Eichman. Questa volta per Sereny non pungola Stangl come in altre occasioni; resta in silenzio, a lungo. Allimprovviso luomo riprende la parola: Ma ero l. E perci s... in realt condivido la colIl protagonista del libro pa. Una frase fondamentale; ci aveva messo trentanni per diventa il paradigma di tutti coloro pronunciarla, chiosa Sigaud, che impeccabili e sullattenti che per resta colpita soprattutto dal successivo: Non ho si schierano pi speranza. dalla parte della catastrofe Non le aveva mai pronunciate, non aveva mai ritenuto di Nato in Austria nel 1908, arruolato doverlo fare, aveva fatto di tutto nella nella Gestapo dopo lAnschluss, lan- sua esistenza per scacciarne anche solo nessione dellAustria al Terzo Reich, lidea, scrive Sigaud, che aggiunge: Stangl fa una carriera rapidissima che Nella sua esistenza tutto aveva portalo porta a diventare prima sovrinten- to al mantenimento di uno scarto il dente, poi luogotenente del program- pi ampio possibile fra le parole e i ma T4 per lo sterminio dei disabili, e fatti, costruendo attorno a s un infine comandante dei campi di Sobi- mondo di finzione dietro il quale nascondere lorribile realt e mantenere bor e Treblinka. Dopo la disfatta rieuna speranza di normalit, oltre che di sce a fuggire prima in Italia e quindi futuro. Quel futuro che aveva negato in Brasile: ventidue anni di anonima- a novecentomila ebrei. Ma lautrice coto, fino allarresto nel 1967, cui seguo- glie in quel dubbio finale qualcosa di no lestradizione in Germania, il pro- nuovo e diverso da quanto detto da cesso, la condanna allergastolo. tanti altri criminali nazisti. Perci vuoPoco prima di morire, nel carcere di le capire e ricostruire il percorso di Dsseldorf lex ufficiale rilascia una questuomo, la coerenza e la metodicit di un funzionario della follia, seguendolo fin dentro labisso. Con inquietudine Sigaud ci conduce in una ricerca quasi ossessiva, che non si accontenta di facili risposte, ma si addentra nei dubbi profondi, in quellinspiegabile meandro della psiche che rende possibili e accomuna tutti gli episodi pi sconvolgenti della storia recente. Franz Stangl diventa cos il paradigma di tutti quegli uomini che impeccabili, sullattenti, si schierano dalla parte della catastrofe. Ma si va anche oltre, nel cogliere i punti comuni della Shoah con altri ge-

del film Sotto il cielo di Roma (2010)

Franz Stangl

nocidi del secolo scorso. Perch Dominique Sigaud si dichiara solidale con quanti, come lei, sono nati dopo la guerra, segnati dalleredit di vittime o di predatori, ma legati da questo mondo al quale venivamo abbandonati cos comeravamo. E per questo non sottovaluta i pericoli che si annidano anche oggi nelle nostre societ pacificate. Il caso Franz Stangl in definitiva si legge con non poco disagio, ma non lascia indifferenti.

le conoscenze che aveva nelle alte sfere del comando militare tedesco. Evidentemente tutto and a buon fine considerato che, nel breve volgere di qualche settimana, il 25 dicembre, monsignor Montini scriveva a suor Giacinta per rassicurarla che la Segreteria di Stato si era gi attivata per rendere meno precaria la tranquillit del benemerito Istituto. Del resto il ruolo di primo piano svolto dalla Santa Sede in questa rete assistenziale suffragato anche dalla lettera che, il 17 gennaio 1944, il cardinale Maglione indirizz alla superiora delle suore di San Giuseppe per esprimere la gratitudine del Papa implorando su cotesti cos diletti figli le ineffabili ricompense della divina Misericordia, affinch, abbreviati i giorni di tanto dolore, conceda ad essi il Signore un sereno, tranquillo e prospero avvenire. Intanto, in pegno di particolare benevolenza, la santit Sua, riconoscente anche verso codeste dilette Suore (...) per lopera di misericordia che esercitano con tanto cristiana comprensione, invia ad esse e ai cari rifugiati la Confortatrice Benedizione Apostolica.

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LOSSERVATORE ROMANO

mercoled 29 gennaio 2014

Il nunzio apostolico al pellegrinaggio nazionale giovanile presso il Cristo Rey del Cubilete

Messaggio dei presuli del Salvador per le elezioni del capo dello Stato

Pi fraternit e pace sociale in Messico


CITT DEL MESSICO, 28. La fraternit e la preghiera sono gli antidoti contro i mali sociali che distruggono vite, famiglie e imprese. quanto ha affermato larcivescovo Christophe Pierre, nunzio apostolico in Messico, davanti a circa trentaduemila giovani, riuniti per il trentunesimo pellegrinaggio nazionale al Cristo Rey del Cubilete, nello Stato messicano di Guanajuato, uno dei pi importanti luoghi di culto del Paese. Questanno il trentunesimo pellegrinaggio nazionale giovanile come ha spiegato Victor Gutierrez, coordinatore del movimento Testimonio y Esperanza ha avuto per tema la preghiera per la pace nel Paese, come indica il titolo dello slogan scelto: Per la pace, lasciamo la nostra impronta?. D, Signore, la pace al tuo popolo, ha invocato monsignor Pierre, che ha presieduto la messa concelebrata ai piedi della statua da monsignor Julin Lpez Martn vescovo di Len, da monsignor Faustino Armendriz Jimnez, vescovo di Quertaro, da monsignor Hctor Luis Morales Snchez, vescovo di Netzahualcyotl, e da venticinque sacerdoti provenuti da diverse diocesi del Paese. Davati al Cristo Rey del Cubilete riferisce lagenzia Fides il nunzio apostolico ha esortato i pellegrini a non essere indifferenti di fronte alla realt sociale e ad affrontare con lo strumento dei valori cristiani i numerosi problemi che affliggono il Messico, come la criminalit organizzata, il narcotraffico, il riciclaggio di denaro, la prostituzione, il traffico di esseri umani e la violenza. Durante la celebrazione eucaristica, sono stati ricordati i giovani Giovanni Bosco e Cesar Fernando, uccisi nel 1975 proprio durante un pellegrinaggio al Cerro del Cubilete, e il cardinale Juan Jess Posadas Ocampo, assassinato il 24 maggio del 1993, allet di 66 anni, nel parcheggio del Guadalajara International Airport. Inoltre, stata espressa solidariet al vescovo di Apatzingn, nel Michoacan, monsignor Miguel Patio Velzquez, che ha pubblicamente denunciato la violenza che subisce la popolazione di quello Stato a causa dellattivit delle organizzazioni criminali. Il pellegrinaggio coinvolge giovani provenienti da diverse diocesi del Paese, che percorrono a piedi pi di quattordici chilometri, fino al luogo dove c la statua, alta ventidue metri. Il Cristo Rey del Cubilete meta ogni anno del pellegrinaggio di migliaia di fedeli, che giungono in questo luogo ogni gennaio al fine di festeggiare lEpifania.

Un voto senza condizionamenti


SAN SALVAD OR, 28. Un appello a esprimere il proprio voto senza condizionamenti in occasione delle elezioni presidenziali che si terranno domenica, 2 febbraio, a El Salvador stato lanciato dalla Conferenza episcopale. In un messaggio, i vescovi sottolineano quanto sia importante esercitare il proprio diritto al voto per scegliere il prossimo presidente e vicepresidente di El Salvador al fine di assicurare la democrazia al Paese e un futuro certo ai cittadini. Nella visione cristiana si legge nel messaggio dei presuli salvadoregni coloro che hanno autorit sono chiamati a servire il popolo, senza escludere nessuno, ma ponendo maggiore attenzione per i pi deboli e vulnerabili. Perch, come ha ricordato Papa Francesco: La politica, tanto denigrata, una vocazione altissima, una delle forme pi preziose della carit, perch cerca il bene comune. Non possiamo pi confidare nelle forze cieche e nella mano invisibile del mercato. Ci uniamo al Santo Padre aggiungono i vescovi quando afferma: Prego il Signore che ci regali pi politici che abbiamo davvero a cuore la vita dei poveri, dei senza tetto, dei tossicodipendenti, dei rifugiati, dei popoli indigeni, degli anziani sempre pi soli e abbandonati e dei migranti. In questo spirito, i vescovi sudamericani, nel contesto delle prossime elezioni presidenziali, hanno colto loccasione per condividere una serie di riflessioni. Il voto spiegano nel messaggio i presuli un diritto civile, ma anche un dovere. Pertanto, esortiamo tutti ad andare liberamente a votare per esprimere la propria preferenza ed eleggere il presidente e il vicepresidente del nostro Paese. Evitate di non recarvi alle urne se non avete seri motivi che giustificano veramente la vostra assenza, sarebbe una grave irresponsabilit civica. Secondo i vescovi salvadoregni, le autorit responsabili del processo elettorale dovrebbero generare un ambiente in cui prevale la fiducia e la trasparenza, lordine e la sicurezza per tutti i cittadini. Ognuno dovr esprimere il proprio consenso senza paura o minacce o ricatti di alcun tipo. Quando esercitiamo il nostro dovere civico di votare si ricorda ancora nel messaggio dobbiamo tener conto, tra laltro, di importanti criteri e cio: che le autorit garantiscano lo stato di diritto, il sistema democratico, il rispetto per la Costituzione, la difesa della vita e della la dignit umana, la promozione della famiglia come base della societ e il matrimonio come fondamento della famiglia, lo sviluppo integrale dellessere umano, la sicurezza pubblica e, con saggezza e fermezza, che affrontino la violenza fratricida che ha distrutto tante vite nel nostro Paese. El Salvador uno dei Paesi con il maggior tasso di violenza nei confronti di bambini e adolescenti. Secondo i dati emersi da un recente studio condotto dalla Procuradura para la Defensa de los Derechos Humanos (Pddh) e dal Fondo delle Nazioni Unite per lInfanzia (Unicef), negli ultimi quattro anni sono morti 1.604 minori di et compresa tra zero e 17 anni e, solo nel 2013, sono stati assassinati ben dodici neonati. La violenza sociale nel Paese continua ad aumentare, in particolare contro i bambini. Nonostante un calo del 48 per cento degli omicidi di minori tra il 2011 e il 2012, il tasso di assassinii di adolescenti continua ad essere molto elevato. Su 234 dei 265 uccisi registrati nel 2012, le vittime avevano tra 14 e 17 anni. Secondo la Pddh, il tasso di omicidi stato di 41 ogni 100.000 abitanti nel 2012 e aumenta fino a 70 ogni 100.000 se si considerano gli adolescenti. Inoltre, sempre nello studio della Procuradura para la Defensa de los Derechos Humanos si legge la denuncia da parte del Consiglio Nazionale per lInfanzia e lAdolescenza (Conna) di almeno 5.564 casi di maltrattamento, abuso e sfruttamento sessuale, bullismo, tratta e violazioni dei diritti alla salute e allistruzione contro i minori di 18 anni verificatisi nel 2012. Nel messaggio i presuli invitano a prendere esempio dalle opportune e sagge parole di Papa Bergoglio, che prega Dio affinch cresca il numero di politici capaci di entrare in un autentico dialogo che si orienti efficacemente a sanare le radici profonde e non lapparenza dei mali del nostro mondo. indispensabile che i governanti e il potere finanziario alzino lo sguardo e amplino le loro prospettive, che facciano in modo che ci sia un lavoro degno, istruzione e assistenza sanitaria per tutti i cittadini. Infine, i vescovi salvadoregni ricordano a tutti i cittadini di aumentare fervide preghiere a Dio Nostro Signore, affinch ci conceda il discernimento e il senso di responsabilit civica nellesercizio del voto. I vescovi auspicano che il risultato delle urne porti alla scelta di quei governanti che meglio conducono la nostra nazione nelle vie della pace e della fraternit.

Messa nel centenario della morte

In migliaia per il beato Brochero


BUENOS AIRES, 28. Migliaia di fedeli provenienti dalla Valle di Traslasierras, nella provincia argentina di Crdoba, e da varie parti del Paese hanno partecipato domenica scorsa alla messa celebrata in occasione del centenario della morte di Jos Gabriel del Rosario Brochero, proclamato beato il 14 settembre del 2013. La celebrazione ha concluso la settimana Brocheriana, uniniziativa che da alcuni anni diffonde la spiritualit ideata dal prete gaucho, vissuto tra la met dellOttocento e i primi del Novecento, che veniva cos chiamato familiarmente da coloro che lo vedevano arrivare a cavallo per svolgere il suo ministero di sacerdote con una grande attenzione in particolare per chi viveva nella miseria o nella sofferenza fisica. La messa stata presieduta dal vescovo di Cruz del Eje, monsignor Santiago Olivera, che ha benedetto un busto del beato Brochero, da questo momento anche protettore dei lavori per la realizzazione di un santuario in suo onore e della casa di accoglienza La Providencia. Monsignor Olivera, allinizio della sua omelia, ha sottolineato il significato pasquale della vita cristiana, che dal dolore della morte conduce alla vera gioia di conoscere la destinazione finale dellanima giustificata dal Signore. Inoltre, il presule ha evidenziato la costante presenza di Brochero nella memoria dei concittadini fino ai giorni nostri. Brochero morto in solitudine, malato, cieco e povero. morto con la migliore compagnia, sano, sicuro, con una visione ampia e ricca, perch morto come ha vissuto, con la gioia di Dio dentro, di Ges amico e vicino, che ha toccato e trasformato la sua vita. Infine, il vescovo di Cruz del Eje, nel ricordare che la diocesi vive un anno missionario e vocazionale, ha esortato i giovani a mostrare che la chiamata alla conversione richiede disponibilit a seguire il Signore, e non rimanere impigliati nei propri desideri.

I vescovi del Costa Rica agli elettori cattolici

Al primo posto la difesa della vita

Il cardinale Urosa Savino sulla crisi della stampa in Venezuela

Senza carta meno democrazia


CARACAS, 28. Larcivescovo di Caracas, cardinale Jorge Liberato Urosa Savino, ha chiesto al Governo nazionale di mediare per risolvere il problema della carenza di carta che si sta ripercuotendo negativamente sulla stampa di numerosi quotidiani nazionali. Ricordando come il diritto allinformazione sia garantito dalla Costituzione, il porporato ha sottolineato che i media sono strumenti molto importanti per ledificazione di una societ libera e democratica. Il cardinale come riferisce lagenzia di stampa Aica intervenuto su questo tema mercoled scorso, dopo lapertura dei lavori della commissione della Conferenza episcopale del Venezuela impegnata nellorganizzazione della celebrazione del centocinquantesimo anniversario della nascita del venerabile Jos Gregorio Hernndez, che si terr il 26 ottobre prossimo, e di ci che riguarda la sua beatificazione. Parlando ai giornalisti, larcivescovo di Caracas ha espresso preoccupazione per la crisi che sta colpendo i giornali del Paese. Da diversi giorni, infatti, i quotidiani non hanno carta a sufficienza per stampare, dopo che il Governo venezuelano ha deciso di bloccare le importazioni di carta. Secondo il porporato, soltanto con il dialogo sincero, senza distinzioni politiche, si potr trovare la soluzione ai tanti problemi. necessario ha aggiunto che il Paese abbia canali di comunicazione in grado di segnalare ci che accade, e i venezuelani devono godere il diritto ad essere informati di quanto avviene nel Paese e al di fuori di esso. Il porporato ha anche condiviso le preoccupazioni dei giornalisti: la chiusura di un giornale ha detto qualcosa di terribile! Non possiamo sprofondare nel buio della disinformazione, questo problema deve essere risolto nel pi breve tempo possibile. Larcivescovo di Caracas ha comunque espresso soddisfazione per lesito degli incontri avvenuti nei giorni scorsi tra rappresentanti del Governo, delle autorit locali, della Chiesa e dei media del Paese. Riguardo alla carenza di diversi prodotti di base del paniere dei venezuelani, compresa la carta per stampare i giornali, David Natera, direttore del Correo del Caroni, ha dichiarato allagenzia Fides che molte testate stanno ormai facendo il conto alla rovescia per fermarsi o chiudere, almeno temporaneamente. Abbiamo ridotto il numero di pagine e anche il numero di copie del giornale e, nonostante ci, il nostro deposito potr bastare solo per dodici giorni. Il Venezuela non produce carta da giornale, che viene acquistata da Canada, Cile e dallEuropa. Come tutte le importazioni, anche quella della carta soggetta da undici anni a rigide norme di controllo sui cambi di valuta. Catalina Botero, membro della Commissione Inter-Americana sui diritti umani, ha ricordato che la carta da giornale fondamentale per lesercizio della libert di espressione. La carenza di carta un problema molto serio, non solo per i media e i giornalisti, ma per lintera societ, che vede compromesso il suo diritto di ricevere informazioni. Preoccupazione stata espressa anche dal direttore del quotidiano El Nacional, Miguel Henrique Otero. Da mesi nessun importatore porta carta newsprint, usata dai quotidiani, o quella tipo glass per le riviste. Il rifiuto del Governo di fornire le valute necessarie per limportazione ci porter a diventare un Paese senza giornali. I giornali pi colpiti dalla mancanza di carta sono El Nacional, El Nuevo Pas, El Correo del Caroni, El Impulso, Ultimas Noticias e Vea.

In Cile una Chiesa che ascolta annuncia e serve


SANTIAGO DEL CILE, 28. Una mappa di navigazione che abbiamo costruito fraternamente attraverso il discernimento comunitario e che proponiamo con umilt come una rotta da intraprendere insieme con questa barca del popolo di Dio che tutti formiamo al servizio di una societ pi umana e pi giusta. quanto ha dichiarato monsignor Ignacio Francisco Ducasse Medina, vescovo di Valdivia e segretario generale della Conferenza episcopale cilena, nel corso della presentazione degli orientamenti pastorali della Chiesa cattolica per il periodo 2014-2020 dal titolo: Una Chiesa che ascolta, annuncia e serve. Il presule si rallegrato per il processo vissuto nella preparazione di queste linee guida. stata una tappa ha detto segnata dalla seconda assemblea ecclesiale che ci ha permesso di coltivare lesercizio sano del discernimento, prima nella diocesi e poi in un incontro fecondo di carattere nazionale. Il testo ha raccolto i lavori e le conclusioni della seconda assemblea ecclesiale, le sue dinamiche e metodologie, il testo biblico ispiratore e il tema che ha dato il titolo alle linee guida. Tra luci e ombre nella vita della nostra Chiesa, compresi gli sviluppi significativi che hanno accompagnato questo processo ha aggiunto il vescovo sono stati particolarmente rilevanti la testimonianza di Benedetto XVI e i messaggi forti del suo successore Papa Francesco. Monsignor Ducasse Medina ha invitato tutti i cattolici ad abbracciare con entusiasmo questo documento e a riflettere nella propria comunit. Al riguardo, i vescovi cileni hanno preparato sussidi che saranno disponibili sul sito in rete della Conferenza episcopale.

SAN JOS, 28. Domenica 2 febbraio i cittadini del Costa Rica saranno chiamati a eleggere il capo dello Stato e i membri dellassemblea legislativa. Alla vigilia delle consultazioni il vescovo di Alajuela, monsignor ngel San Casimiro Fernndez, ha richiamato i cattolici come riferisce lagenzia Fides al senso di responsabilit e in particolare a considerare le conseguenze del loro voto per quanto riguarda le scelte legislative che il Paese effettuer nei prossimi anni. La raccomandazione riferisce lagenzia Fides era gi stata espressa nel documento dei vescovi intitolato Riabilitare la politica, nella quale la Conferenza episcopale stabiliva i criteri con cui illuminare la scelta elettorale. In alcune diocesi, come quella di Cartago, nei mesi di dicembre e di gennaio tutti i gruppi parrocchiali sono stati convocati per discutere il documento in incontri settimanali o bisettimanali al fine di giungere preparati nella scelta dei candidati alle elezioni. Tra gli

otto criteri segnalati dai vescovi costaricani per valutare le diverse proposte politiche, al primo posto indicato il rispetto per la vita, che include anche il diritto alla vita prima della nascita. Nessuno si legge nel documento della Conferenza episcopale pu disporre della vita propria o di quella degli altri. Difendere questo diritto alla base di una societ veramente democratica. Le elezioni in Costa Rica saranno condotte a livello nazionale e avranno luogo domenica 2 febbraio 2014 (prima domenica di febbraio, nel rispetto di quanto prevede la Costituzione) per eleggere il presidente, i vicepresidenti e i membri dellAssemblea legislativa. Per la prima volta potranno votare i costaricani residenti fuori dal Paese (circa duecentomila). Anche i cinquantamila immigrati con cittadinanza sono da considerare un gruppo decisivo per queste elezioni.

mercoled 29 gennaio 2014

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 7

Nel documento della Commissione teologica internazionale su monoteismo e violenza

Umiliazione del male e gioia dellintera creazione

Teologia biblica e semplificazioni culturali


di PIERANGELO SEQUERI Il concetto di monoteismo, nella tarda modernit per lo pi oggetto di dotte dispute degli storici delle credenze, interessati allevoluzione umana dellidea del divino, ritornato in questione fra gli intellettuali come principio e fondamento di una giustificazione religiosa della violenza. La relativa novit di questa ripresa pu essere colta attraverso la sua saldatura con una duplice semplificazione, che si propaga nella cultura sociale con lovviet di un luogo comune, presuntivamente stabilito dalle scienze della cultura. La prima semplificazione sta nella tesi secondo cui lintrinseca vocazione alla violenza iscritta nellistituzione della credenza in un solo Dio si rifletterebbe in ogni forma storica della coscienza che si impegni a perseguire, come scopo condiviso e dignit comune, la separazione del vero e del falso, del bene e del male, del giusto e dellingiusto. La seconda semplificazione consiste nella riduzione del monoteismo incriminato ai tre monoteismi dellebraismo, del cristianesimo e dellislam, enfatizzando sommariamente il loro perdurante e pericoloso anti-umanesimo. La semplificazione troppo spesso formulata senza riguardo n cognizione per ci che nelle religioni stesse vuole essere inteso: sia nella tradizione e nella dottrina a riguardo della manifestazione e della comprensione dellunico D io; sia nellesperienza di dedizione e di umanit che milioni di uomini e donne attingono sinceramente alla religione. Limpostazione discorsiva del capitolo I suggerisce molti spunti che, a questo riguardo, possono (anzi devono) essere culturalmente articolati, per essere restituiti allonest intellettuale di una coscienza condivisa. La storia della violenza fra gli uomini e la storia dellesperienza religiosa si intrecciano problematicamente si contaminano e si contrastano da sempre. Il testo della Commissione teologica internazionale riconosce apertamente questo elemento dialettico. La storia religiosa delluomo anche storia di incoerenza, di infedelt, di strumentalizzazione nei confronti della religione medesima. Da questo punto di vista, per, la stessa storia della ragione umana quella moderna non fa certo eccezione ha i suoi nodi da sciogliere (se pure sono sciolti). La civilt occidentale lunica che abbia riflettuto sulla violenza in termini radicali, nellintento di venirne a capo con la mediazione del logos, fin dalle sue origini greche. La ragione secolarizzata ha per anche il triste primato di una applicazione sistematica del logos alla violenza, in vista della costruzione di apparati finalizzati alla sua produzione e riproduzione razionale. Se si deve parlare di violenza del pensiero unico, si dovr pur parlare anche di questo. La religione pu essere strumentalizzata contro la sua natura per la violenza politica. Ma la violenza politica della secolarizzazione e dellateismo, nellet della ragione, non apparsa meno devastante. Le formulazioni ideologiche che inducono a pensare la religione e la violenza come le due facce di un identico principio, denunciano del resto apertamente il tratto irriducibilmente dispotico iscritto nella stessa idea di verit, in ragione del suo storico legame con la metafisica del divino e con la fede cristiana in Dio. Il capitolo I del nostro documento, senza entrare nei dettagli, si limita a richiamare lattenzione sul fatto che una simile idea di verit riflette piuttosto il pregiudizio razionalistico della sua separazione dalla stesse tradizioni religiose. Recentemente, il pregiudizio critico nei confronti del monoteismo viene corredato dalla proposta di riconoscere al politeismo religioso una migliore congruenza con listanza pluralistica e tollerante della moderna convivenza civile. Un tale contrappunto appare poco pi che un espediente retorico (che fa il verso al politeismo dei valori di cui ha parlato Max Weber). Storicamente, il politeismo religioso non ha affatto mostrato n mostra ora di essere necessariamente tollerante ed estraneo alla contaminazione con la violenza. Nella sua ingenua applicazione metaforica allodierno pluralismo della tolleranza, poi, trascurato gravemente il fatto che, nellattuale regime di esaltazione del s individuale e di gruppo, la pacifica convivenza degli idoli appare totalmente improbabile. dellalleanza al riconoscimento della prospettiva autentica della sua rivelazione: il D io della promessa e della salvezza del popolo il D io della promessa e della salvezza per tutti i popoli. Lesperienza dellesilio e della liberazione introduce il principio di una profonda conversione allalleanza di Dio Creatore e Signore del mondo come grazia donata per la fede, e non come scontato possesso di un privilegio. La predicazione dei Profeti, infine, apre questa dimensione di fede allorizzonte della testimonianza escatologica: ossia del giorno dellultima rivelazione di Dio, che deve venire. Il giorno di Dio il giorno di esultanza per il popolo dellalleanza, perch anche il giorno del riconoscimento dellestensione della sua promessa di alleanza allintera creazione. Di questa rivelazione definitiva di Dio, la conciliazione fra i popoli (di qualsiasi trib, nazione e religione) porta a compimento i segni. Il superamento di ogni conflitto e la gioia di ogni creatura ne rivela il senso. In questa storia, lascolto e la decifrazione della parola di Dio si trovano certamente coinvolti in un lento apprendistato della religione autentica: inevitabilmente plasmata dagli effetti mimetici e insieme conflittuali della sua prossimit con le religioni locali; ma anche incalzata a prendere distanza dalla loro rappresentazione del divino e dalla loro visione della storia. Lapprodo dellantica rivelazione non pu essere sottovalutato: esso fornisce la chiave di lettura pi pertinente del suo itinerario. In questa cornice, del resto, si colloca intenzionalmente la novit della rivelazione evangelica di Ges. Il cristianesimo, nonostante linquieta vicenda delle sue interpretazioni del giudaismo, non ha mai ammesso, in nessun momento della sua storia, di congedarsi dalle scritture bibliche che attestano la rivelazione dellantica alleanza. N ha mai accettato di considerare il D io di quella rivelazione come opposto a quello della rivelazione di Ges, come se la novit cristiana potesse fondarsi sulla sua negazione. Rimane nondimeno la difficolt di intendere esattamente il filo della connessione, attraverso il discernimento inaugurato e ispirato da Ges stesso. Una difficolt per altro largamente nota allintera tradizione rappresentata precisamente dalle pagine che attestano il coinvolgimento di D io in eventi in cui la violenza sembra proprio essere tollerata, e anche prescritta, dalla parola stessa di Dio. In questo senso, il nostro testo parla francamente di pagine difficili. La riflessione del documento offre alcuni criteri, non reticenti, di riflessione, che potranno aiutare. Esiste indubbiamente qualcosa di misterioso nella evidenza di questo passaggio della rivelazione di Dio nella violenza: o comunque, attraverso il conflitto. Deve tuttavia essere sempre ricordata la necessit di non formulare giudizi astratti e anacronistici. Dopo tutto, noi stessi, per la maturazione della rivelazione evangelica, abbiamo dovuto percorrere un lungo e faticoso apprendistato di assimilazione: molte parole che abbiamo praticato come deduzione della Parola di Dio hanno infine potuto apparire in tuttaltra luce attraverso la lenta conversione del nostro sguardo, che ha colto in esse unindebita estensione del senso rivelato. In questa purificazione, per altro, ci siamo trovati anticipati e sostenuti da molte esperienze difformi: in cui molti credenti, gi allorigine, sono stati allaltezza dellintuizione di quel senso autentico. Nelle antiche pagine, in molti modi la testimonianza dellintimo legame fra la giustizia e la misericordia di Dio prende il sopravvento e fornisce la chiave di lettura di ci che gli eventi devono insegnare su Dio. E noi stessi, del resto, riconosciamo ora nel martirio cristiano non-violento delle origini una chiave di interpretazione migliore della radicale contraddizione che esiste, sin dallinizio, fra testimonianza in favore della fede e rappresaglia contro lincredulit. La rilettura della rivelazione evangelica che segue nella luce dellodierno dibattito e nel contesto del congedo cristiano da ogni ambiguit dedicata a illustrare la singolare rivelazione cristiana del mistero del Figlio come principio di riconciliazione fra gli umani. Su questa base, potranno poi essere meglio chiarite le profonde implicazioni della dottrina trinitaria di Dio.

Cos sar in paradiso


di FRANCESCO BRANCATO Il paradiso si apre in Ges, legato alla sua persona. Il termine figurato cielo ci che sta in alto con cui da sempre la tradizione ha nominato il paradiso, rimanda idealmente a tutto ci che vuol dire compimento, perfezionamento definitivo dellesistenza umana, rinnovamento delluniverso e pienezza della storia. Merita perci quel rispetto che dovuto a tutte le altre immagini usate dalla Scrittura in cui, fuggendo il pericolo di rappresentazioni fantasiose, si coglie il contenuto delle realt che esse designano. Proprio il cielo, pi di ogni altra realt escatologica, anzitutto determinato dalla cristologia. Esso non un luogo senza storia, dove si giunge; lesistenza del cielo si fonda sul fatto che Ges Cristo quale Dio uomo e ha dato allessere umano un posto nellessere stesso di Dio. Luomo in cielo quando e nella misura in cui con Cristo e trova quindi il luogo del suo essere uomo nellessere di Dio. Per cui il cielo primariamente una realt personale, che rimane per sempre improntata dalla sua origine storica, cio dal mistero pasquale della morte e risurrezione (Joseph Ratzinger, Escatologia). Il cielo la comunione dei santi, poich luomo non dialoga da solo con Dio e non entra in uneternit che appartiene a lui soltanto, bens il dialogo cristiano con Dio passa primariamente attraverso gli uomini. Esso si rivela nella storia, nella quale Dio dialoga con gli uomini; esso avviene nel noi dei figli di Dio; il che significa, infine, che questo dialogo si realizza nel Corpo di Cristo, nella comunione con il Figlio, la quale soltanto consente agli uomini di rivolgersi a Dio Padre (Ibidem). Gi il dialogo reciproco degli uomini, del resto, custodisce in s un frammento di eternit, e questo perch la communio sanctorum lo rende partecipe del dialogo trinitario. Per cui la comunione dei santi il luogo in cui si schiude per luomo leternit. La vita eterna non isola luomo, ma al contrario, lo trae dallisolamento per introdurlo nella vera unit con i fratelli e con lintero creato di Dio (Ibidem). Nel paradiso non si d alcun isolamento, ma soltanto la comunit dei fratelli nella loro totale apertura a Dio. La vita eterna comunione, visione di Dio faccia a faccia, conformazione piena al Cristo glorificato, la letizia dellintera creazione. A tutto ci lassunzione di Maria, ovvero la sua glorificazione spirituale e corporea, perfetta partecipazione di una creatura umana al destino di gloria di Cristo risorto, la realizzazione pi grande. Il dogma dellassunzione, nel quale il potere della pasqua di Cristo si manifesta in tutta la sua estensione, lungi dal separare Maria e il suo destino da quello della Chiesa e dei suoi membri, si rivela come evento gravido di speranza e di forte stimolo per la comunit cristiana nella sua tensione verso leschaton. Il dogma dellassunzione di Maria schiude perci al credente il fine ultimo della sua esistenza e della storia del mondo. Maria pertanto per la Chiesa ancora in cammino segno di sicura speranza e di consolazione, ma anche il suo modello e la sua immagine perfetta (cfr. Lumen gentium, 68). Anche la Chiesa, che oggi porta nelle sue membra i segni della caducit e del peccato, le rughe e le macchie delle colpe, spera infatti di comparire un giorno davanti al suo Sposo, tutta gloriosa, santa e immacolata al Suo cospetto (cfr. Efesini, 5, 27). Per esprimere tutto ci la teologia ha fatto ricorso allutilizzo di categorie linguistiche attente soprattutto a mettere in evidenza concetti come comunione, dialogo, rapporto vitale; categorie in grado, cio, di porre laccento sulla dimensione personale e cristologica dellescatologia e della speranza cristiana, capaci di farci comprendere che la salvezza per luomo consiste nel raggiungere la propria pienezza in Dio, nel partecipare con lintegrit del suo essere (corpo e anima) alla vita divina e alla beatitudine celeste, per mezzo di Cristo e in lui, nella compagnia dei fratelli e in solidariet con il cosmo rinnovato. Il cielo essenzialmente lessere reso partecipe, da parte delluomo, della regalit esercitata da Cristo sullintero universo, la definitiva vittoria sulla morte, lumiliazione dellinferno e del suo potere, la gioia dellintera creazione.

Realt escatologiche
Riflettere oggi sui cosiddetti novissimi significa vivere intensamente il presente alla luce dellultimo e del definitivo. Significa pensare allaldil, non come a delle favole edificanti o a dei racconti gotici che non fanno pi paura, ma come al contenuto della speranza di quanti attendono la venuta ultima di Cristo. quanto sostiene lautore di Realt escatologiche (Assisi, Cittadella Editrice, 2013, pagine 163, euro 13,50) docente di teologia dogmatica presso lo Studio Teologico San Paolo di Catania. Del volume pubblichiamo quasi integralmente il paragrafo dedicato al paradiso.

coscienza e dalla libert delluomo. il razionalismo, infatti, che ha introdotto lidea di una manifestazione della verit estranea alla responsabilit della sua accoglienza. Il deismo stesso, a esempio, che (contro ogni prevedibile attesa) tradizionalmente respinto dalla teologia cristiana, un esempio di monoteismo razionale che si separato dalla rivelazione del legame fra la comunicazione personale di Dio e la responsabilit personale della fede. In tal modo esso divenne anche aggressivo, in nome di una ragione legittimata dallEssere supremo e dalla Natura divina, nei confronti delle

Il documento della Commissione teologica internazionale dichiara apertamente di volersi impegnare in un chiarimento del monoteismo, assumendosi esclusivamente la responsabilit diretta della testimonianza e dellintelligenza della fede cristiana, per quanto essa pu (e deve) legittimamente essere iscritta in quella formula. Nel capitolo II, il testo del documento affronta direttamente il processo di formazione e di lenta purificazione della fede biblica nellunico Dio. Questo processo va riconosciuto come una storica progressione della manifestazione di Dio, che conduce il popolo

Nella Settimana di preghiera per lunit dei cristiani in Italia

La pazienza dellecumenismo
di RICCARD O BURIGANA Lecumenismo richiede pazienza e infinita, fraterna comprensione e sensibilit. Lecumenismo frutto di conversioni. Occorre essere attenti ai segni dello Spirito di Dio: con queste parole Mario Affuso, pastore della Chiesa apostolica italiana, da sempre impegnato nella promozione del dialogo ecumenico, ha commentato la celebrazione della Settimana di preghiera per lunit dei cristiani che ha visto coinvolte numerose comunit locali delle diverse confessioni. Anche questanno, in Italia, con forme e con contenuti molto diversi da luogo a luogo, la Settimana di preghiera stata un tempo privilegiato di riflessione sullo stato del dialogo ecumenico. La partecipazione ai momenti di preghiera ha costituito lelemento centrale nelle iniziative ecumeniche diocesane, come a Palermo, dove la Settimana stata preparata dal Coordinamento delle Chiese cristiane della citt. Gli incontri sono stati ospitati in luoghi diversi cos da offrire la possibilit di conoscere spiritualit e liturgie che per secoli si sono reciprocamente ignorate. In tale prospettiva si collocano le celebrazioni, animate da cori ecumenici, svoltesi a Bari, Pisa, La Spezia, Ugento, Verona e Vicenza. Particolarmente importante stata la preghiera celebrata ad Aversa dal Consiglio delle Chiese cristiane della Campania che ha scelto un luogo dove, nei mesi passati, forte stato il coinvolgimento ecumenico nella denuncia del degrado ambientale; liniziativa stata loccasione per rinnovare limpegno dei cristiani a custodire il creato in nome della fedelt alla Parola di Dio che affida agli uomini e alle donne la creazione. Nella diocesi di Concordia-Pordenone si invece sottolineato il fatto che i cristiani, anche al di fuori della Settimana, sono chiamati a riflettere su come la preghiera possa aiutarli a comprendere quanto la divisione mini la missione della Chiesa, trovando la forza per superare lo scandalo della separazione. Accanto a momenti di preghiera ecumenica non sono mancati incontri di approfondimento. In alcuni casi sono state scelte figure rappresentative del cammino ecumenico: a Bergamo e a Trapani si partiti da Papa Giovanni XXIII, ricordando il suo pontificato tanto importante per lecumenismo, e non solo per la convocazione del concilio Vaticano II. A Nuoro la riflessione ha avuto al centro Maria Gabriella Sagheddu, che ha indicato una strada di spiritualit ecumenica seguita, anche prima del concilio, da altri, come Maria Giovanna Dore, che ha fondato a Dorgali il monastero Mater Unitatis, luogo di preghiera per lunit. A Belluno si invece ricordato don Emilio Zanetti, pioniere nel campo della catechesi ecumenica con scelte che rimangono di grande attualit, in un momento in cui la catechesi torna a essere una delle priorit del cammino ecumenico in Italia per la presenza di tanti ortodossi nelle comunit locali. Incontri di formazione sono stati invece organizzati a Como, Lanciano, Molfetta, Milano. A Genova e a Gorizia ci si soffermati sulla recente assemblea del Consiglio ecumenico delle Chiese, a Busan, con interventi di coloro che vi hanno preso parte, con una testimonianza diretta del clima vissuto in quei giorni in Corea del Sud. A Perugia si parlato dei diversi approcci teologico-pastorali alleucaristica, mentre ad Ancona si tenuta una tavola rotonda sul battesimo, che rappresenta tema di grande interesse nel dialogo ecumenico. Largo spazio stato riservato ai giovani, come a Torino, Bologna, Rovigo e Trieste.

Larcivescovo dellAquila sul furto della reliquia di Giovanni Paolo II

Unoffesa alla coscienza religiosa e civile


LAQUILA, 28. Faccio appello agli autori di questa deprecabile azione affinch si aprano alla luce del Vangelo e restituiscano quanto prima alla Chiesa aquilana la reliquia del nostro protettore, che sar presto innalzato agli onori degli altari: con queste parole larcivescovo di LAquila, Giuseppe Petrocchi, in una nota diffusa ieri sera, si rivolge agli autori del furto della reliquia con il sangue di Giovanni Paolo II compiuto nella chiesa di San Pietro della Ienca, sul Gran Sasso. Il furto stato scoperto domenica mattina. I ladri, dopo aver segato uninferriata che proteggeva la finestra laterale del santuario, hanno rubato la reliquia (rompendo la teca che la custodiva) e un piccolo crocifisso posto sullaltare. Monsignor Petrocchi, esprimendo tristezza, commozione e la pi netta riprovazione per questo furto vile e sacrilego, manifesta speranza che la preziosa reliquia venga presto ritrovata e restituita alla devozione della gente aquilana e di tutti i pellegrini. Resta infatti vivissimo, nel cuore degli aquilani, il ricordo di questo straordinario Pa pa, che ha tanto amato la nostra terra e ammirato le nostre montagne, scrive larcivescovo, rinnovando la fiducia nei carabinieri e negli organi inquirenti che stanno conducendo le indagini, nellattesa che venga fatta verit su questa profanazione, che offende profondamente la coscienza religiosa e civile del nostro popolo. Invito tutti conclude alla fervente preghiera di riparazione e di invocazione, affinch lo Spirito del Signore, crocifisso e risorto, ci aiuti a rispondere con la forza della carit allignobile provocazione, vincendo il male con il bene, e ci consenta di imitare questo splendido Padre della Chiesa (di cui abbiamo avuto la grazia e il privilegio di essere contemporanei) nellarte di rendere ogni sofferenza unoccasione salvifica, per crescere nella comunione con Dio e tra noi. Ieri sera Petrocchi ha incontrato il comandante provinciale dei carabinieri, con il quale ha parlato, tra laltro, della necessit di dotare il santuario di un sistema di sicurezza. Le indagini seguono tutte le piste, in particolare quella del furto su commissione.

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LOSSERVATORE ROMANO

mercoled 29 gennaio 2014

Messa del Papa a Santa Marta

A colloquio con il cardinale Sandri sulle iniziative per sostenere i cristiani in Medio oriente

La preghiera di lode
Difficile giustificare chi prova vergogna nel cantare la lode del Signore, mentre poi si lascia andare a grida di esultanza per il gol segnato dalla squadra del cuore. Questo il senso della riflessione proposta da Papa Francesco nella mattina di marted 28 gennaio, durante lomelia della messa celebrata nella cappella di Santa Marta. Papa Francesco si soffermato sulla descrizione della festa improvvisata da Davide per il rientro dellarca dellalleanza cos come raccontata nella prima lettura della liturgia del giorno (2 Samuele, 6, 12-15 .17-19). Il re Davide ha ricordato il Pontefice immol sacrifici in onore di Dio; preg. Poi la sua preghiera diventata esultante... era una preghiera di lode, di gioia. E incominci a danzare. Dice la Bibbia: Davide danzava con tutte le forze davanti al Signore. E Davide era tanto gioioso nel rivolgere questa preghiera di lode che usc da ogni compostezza e cominci a danzare davanti al Signore, ma con tutte le forze. Ecco, ha insistito il Papa, quella era proprio la preghiera di lode. Di fronte a questo episodio ho pensato subito ha confidato il Vescovo di Roma a quella parola di Sara dopo aver partorito Isacco: Il Signore mi ha fatto ballare di gioia. Questa anziana di 90 anni ha ballato di gioia. Davide era giovane, ha ripetuto, ma anche lui ballava, danzava davanti al Signore. Questo un esempio di preghiera di lode. Che qualcosa di diverso dalla preghiera che, ha spiegato il Pontefice, solitamente eleviamo per chiedere una cosa al Signore o anche soltanto per ringraziare il Signore, cos come non tanto difficile capire il senso della preghiera di adorazione. Ma la preghiera di lode ha notato il Santo Padre la lasciamo da parte. Per noi non cos spontanea. Alcuni, ha aggiunto, potrebbero pensare che si tratta di una preghiera per quelli del rinnovamento dello spirito, non per tutti i cristiani. La preghiera di lode una preghiera cristiana per tutti noi. Nella messa, tutti i giorni, quando cantiamo ripetendo Santo, Santo..., questa una preghiera di lode, lodiamo Dio per la sua grandezza perch grande. E gli diciamo cose belle, perch a noi piace che sia cos. E non importa essere buoni cantanti. Infatti, ha spiegato Papa Francesco, non possibile pensare che sei capace di gridare quando la tua squadra segna un gol e non sei capace di cantare le lodi al Signore, di uscire un po dal tuo contegno per cantare questo. Lodare Dio totalmente gratuito ha quindi proseguito. Non chiediamo, non ringraziamo. Lodiamo: tu sei grande. Gloria al Padre, al Figlio allo Spirito santo.... Con tutto il cuore diciamo questo. un atto anche di giustizia, perch lui grande, il nostro Dio. Pensiamo a una bella domanda che noi possiamo farci oggi: Come va la mia preghiera di lode? Io so lodare il Signore? O quando prego il Gloria o il Sanctus lo faccio soltanto con la bocca e non con tutto il cuore? Cosa mi dice Davide danzando? e Sara che balla di gioia? Quando Davide entra in citt, incomincia unaltra cosa: una festa. La gioia della lode ci porta alla gioia della festa. Festa che poi si allarga alla famiglia, ognuno limmagine proposta dal Pontefice in casa sua a mangiare il pane, a festeggiare. Ma quando Davide rientra nel Palazzo, deve affrontare il rimprovero e il disprezzo di Michal, la figlia del re Saul: Ma tu non hai vergogna di fare quello che hai fatto? Come fare questa cosa, ballare davanti a tutti, tu il re? Non hai vergogna?. Io mi domando quante volte noi disprezziamo nei nostri cuori persone buone, gente buona che loda il Signore cos in modo spontaneo, cos come le viene, senza seguire atteggiamenti formali. Ma nella Bibbia, ha ricordato il Papa, si legge che Michal rimasta sterile per tutta la vita per questo. Cosa vuol dire la Parola di Dio qui? Che la gioia, che la preghiera di lode ci fa fecondi. Sara ballava nel momento grande della sua fecondit a novantanni! La fecondit d la lode al Signore. Luomo o la donna che lodano il Signore, che pregano lodando il Signore e quando lo fanno sono felici di dirlo e si rallegrano quando cantano il Sanctus nella messa sono un uomo o una donna fecondi. Invece, ha aggiunto il Pontefice, quelli che si chiudono nella formalit di una preghiera fredda, misurata, cos, forse finiscono come Michal, nella sterilit della sua formalit. Pensiamo e immaginiamo Davide che danza con tutte le forze davanti al Signore. Pensiamo che bello fare le preghiere di lode. Forse ci far bene ripetere oggi le parole del salmo che abbiamo pregato, il 23: Alzate o porte la vostra fronte, alzatevi soglie antiche ed entri il re della gloria, il Signore forte e valoroso il re della gloria. Alzate o porte la vostra fronte. Chi mai questo re della gloria? il Signore degli eserciti, il Signore della vittoria. Questa deve essere la nostra preghiera di lode e, ha concluso, quando la eleviamo al Signore dobbiamo dire al nostro cuore: Alzati cuore, perch stai davanti al re della gloria.

Unincrollabile speranza di pace


di NICOLA GORI Un censimento di tutti i sacerdoti cattolici presenti in Siria per occuparsi pi facilmente del loro sostentamento e delle loro necessit spirituali. Lo annuncia il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, in questa intervista al nostro giornale. Liniziativa si inserisce tra quelle gi avviate dal dicastero, in collaborazione con altri organismi caritativi e assistenziali, per alleviare le sofferenze dei cristiani che vivono nei Paesi del Medio oriente. continua la preghiera di Papa Francesco e di tutta la Chiesa per il popolo siriano. La pace ancora cos lontana? Il nuovo anno porta sempre con s auspici di pace. Il Papa se ne fa promotore con incrollabile speranza. La pace si fonda sul riconoscimento della comune appartenenza per ogni uore di tutti e si cerchi unicamente il maggior bene del popolo siriano; che non sia risparmiato sforzo alcuno per giungere con urgenza alla fine del conflitto. Chiediamo concordia, riconciliazione e il coinvolgimento di tutti nella ricostruzione morale e materiale. Preoccupanti anche le notizie che giungono dallIraq e dallEgitto, e anche dal Libano. Le sorti di queste due nazioni inquietano al pari della Siria. Il Papa cerca di offrire a esse tutta la possibile sollecitudine: ha nominato recentemente tre nuovi vescovi per la Chiesa caldea, che il patriarca Louis Sako ha ordinato a Baghdad il 24 gennaio scorso. Per parte mia, l11 gennaio ho ordinato a Beirut il nuovo vescovo vicario apostolico per i Latini della Siria. E il patriarca Ibrahim Sidrak ha concelebrato lEucaristia con Papa universale. Ci ha certamernte dato loro molto conforto e incoraggiamento. E il significato dellincontro? il secondo di questo genere, dopo quello che avvenne nel settembre dellanno 2009 a Castel Gandolfo. In quella occasione Papa Benedetto annunci il Sinodo speciale per il Medio oriente. Nel recente incontro Papa Francesco ha delineato la figura spirituale dei capi e padri delle rispettive Chiese e poi li ha ascoltati ad uno ad uno sulla situazione dei cristiani nelle loro terre. Era presente anche il segretario di Stato, larcivescovo Pietro Parolin. E nelludienza che seguita, Papa Francesco ha chiesto proprio di non rassegnarsi allesodo dei cristiani dalloriente. Purtroppo per bisogna fare i conti con le condizioni storiche, sociali ed economiche, con i perduranti conflitti tanto violenti che continuano ad alimentare linarrestabile esodo di cristiani da quelle terre. Il fenomeno va seriamente affrontato non solo a livello ecclesiale. La prima considerazione, comunque, dovr essere quella di non ritenere stranieri in nessun luogo al mondo quanti cercano il rispetto dei propri diritti fondamentali e la libert di professare la propria fede. Ancor pi nella Chiesa essi devono sentirsi a casa. Quali proposte operative sono uscite dalla vostra recente plenaria? Ancor prima degli aspetti operativi, va ribadita la finalit della sessione plenaria espressa nel tema generale: Le Chiese orientali cattoliche a 50 anni dal concilio ecumenico Vaticano II. Il dicastero ha ritenuto indispensabile fare il punto sulla situazione, prima di tutto per riappropriarci del magistero offerto dal concilio. In preparazione allincontro ho tenuto una relazione al Pontificio Collegio Pio Romeno sul ruolo degli orientali in quella che fu la nuova pentecoste conciliare e aprendo il nuovo anno accademico al Pontificio Istituto Orientale ho evidenziato come diversi aspetti dei pronunciamenti e delle disposizioni conciliari attendano tuttora di diventare realt nella comunit cattolica. Le Chiese orientali, infatti, costituiscono un prezioso patrimonio spirituale per tutti. Le dobbiamo sostenere anche per un debito di gratitudine perch dalloriente venuta la luce del Vangelo e a quelle sante origini apostoliche, di cui essi sono i custodi, indispensabile tornare nella missione evangelizzatrice affidata alla Chiesa intera. Liturgia, formazione e sostegno spirituale e materiale alle Chiese orientali cattoliche gi costituiscono il livello operativo. Avete gi individuato le linee di azione per lanno appena iniziato? La proposta fondamentale che la plenaria ha consegnato alle Chiese orientali quella di assumere sempre pi decisamente un volto conciliare. Il decreto Orientalium ecclesiarum una sorta di magna cartha: ne definisce lidentit collocandole nella ecclesiologia di comunione elaborata dal concilio. Poi ne indica la missione: Di promuovere lunit di tutti i cristiani, specialmente orientali, secondo il decreto sullecumenismo. Perci auspica la loro fioritura e il loro sviluppo. La Congregazione si pone al loro fianco con questa priorit. Ma poi sono proprio la liturgia, la formazione e il sostegno a guidare il nostro servizio. Sul primo punto si vorrebbe stimolare lapplicazione delle norme del Codice dei canoni delle Chiese orientali in ogni singola chiesa orientale. La Congregazione ha emanato una istruzione fin dal 1996, che necessita di taluni aggiornamenti ma un valido testo-guida perch ci avvenga a livello locale. La formazione sar seguita con la massima cura sia nelle nove istituzioni romane dipendenti direttamente dalla nostra Congregazione, come in ogni altra struttura accademica o formativa orientale in Roma e nel mondo. Si vorrebbe giungere a una ratio studiorum e a orientamenti adeguati per i candidati agli ordini sacri e alla vita monastica e consacrata, ma anche per i laici. Per questi ultimi molto dipende dalla formazione permanente dei ministri ecclesiali e degli animatori pastorali. Quanto al sostegno, accanto alla pastorale ordinaria da garantire alle comunit anche nella dimensione educativa ed assistenziale, sono ormai le emergenze profughi e rifugiati, oltre alle vittime delle violenze in atto, ad impegnare il dicastero e la Santa Sede. Unultima domanda ci porta in Terra Santa. Siamo a cinquantanni dalla storica visita di Paolo VI. Lanniversario assume un valore particolare alla luce della prossima visita di Papa Francesco. Potr essere unoccasione anche per la pace? La dimensione delle visite papali sempre spirituale, ma certamente sprigiona le risorse pi impensate a ogni livello favorendo lincontro tra le parti e quel dialogo che talora pone delle pietre miliari per la futura concordia. Sono in corso contatti ordinari tra la Santa Sede e lo Stato dIsraele da un lato, e dallaltro con lo Stato Palestinese, a livello di commissioni di lavoro. importante ricordare la peculiarit ecumenica di quellappuntamento e far s che nella loro unit tutti i battezzati lo preparino facendosi fin dora strumenti di pace, come singoli e comunit. La settimana di preghiera per lunit dei cristiani appena conclusa ci ha riportato alle parole che in ogni messa precedono la comunione: si chiede al Signore per la sua Chiesa il dono dellunit e della pace. Non guardi il Signore ai nostri peccati e ricomponga ovunque lintesa e la concordia. E labbraccio che si scambieranno Papa Francesco e il patriarca Bartolomeo, a 50 anni dal primo tra Paolo VI e Atenagora, possa essere espressione di un anelito personale e ecclesiale, verso lunit. Cristo, infatti, non diviso.

mo e ogni donna al progetto creativo che Dio Padre ha compiuto nel Figlio, il Crocifisso che Risorto, rendendoci fratelli. Ma la storia che stiamo vivendo conferma, purtroppo, come il Medio oriente rappresenti larea nella quale la pace pi ferita. La Siria nelle preoccupazioni di tutti. Siamo in costante contatto con la nunziatura apostolica e i vescovi per fare tutto il possibile, anche nella assistenza diretta alle popolazioni colpite. Altri organismi della Santa Sede sono lodevolmente impegnati nella stessa sollecitudine. Ne abbiamo parlato a met gennaio con le agenzie di aiuto alle Chiese orientali e faremo il punto sulla situazione nella Riunione opere in aiuto alle Chiese orientali (Roaco), che terr a Roma la sessione plenaria annuale. Per parte nostra vorremo fare una ricognizione statistica di tutti i sacerdoti cattolici in Siria e provvedere a ogni possibile sostentamento per le necessit spirituali e materiali molto ingenti. Gli incontri a Montreux e Ginevra sono accompagnati da grandi attese. Aderiamo con convinzione profonda a quanto Papa Francesco ha auspicato nelludienza generale di mercoled 23 gennaio: che il Signore tocchi il cuo-

Francesco il 9 dicembre scorso per significare la comunione ecclesiastica che lega la Chiesa copta alla Santa Sede. Sono segnali forti che il Santo Padre vuole offrire alle Chiese e al mondo perch si prenda consapevolezza che, malgrado tutto, la Chiesa cattolica in Medio oriente va e andr avanti nel nome del Signore. Anche il Libano sempre sul crinale di una possibile escalation che lo pu trascinare nel vortice della guerra. E non si pu non guardare anche allest europeo, in particolare allUcraina, dove la comunit greco-cattolica si trova coinvolta nelle rivendicazioni di libert, democrazia e rispetto della dignit umana, sfociate purtroppo nel sangue. Il Papa anche durante lincontro del 21 novembre scorso, con i patriarchi e gli arcivescovi maggiori delle Chiese orientali cattoliche, ha detto che non ci rassegniamo a pensare il Medio oriente senza i cristiani. Con queste parole Papa Francesco ha dato assicurazione ai pastori e ai fedeli orientali di non volerli affatto abbandonare a se stessi, ribadendo che essi sono nel cuore della Chiesa