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Dossier Annali della Pubblica Istruzione

LA NUOVA SCUOLA DI FRONTE AL TEMA DELLE COMPETENZE di Giuseppe Cosentino


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1. LA COMPETENZA COME SNODO DI SISTEMA Nellintreccio di iniziative in corso nel cantiere-scuola si comincia a individuare con sufficiente chiarezza il filo rosso che le riconduce tutte nellalveo di un progetto sostanzialmente coerente e unitario. In sostanza, questo disegno si configura come il tentativo - ed la prima volta che accade nella storia del nostro paese - di mettere in rapporto aree formative tra loro da sempre separate quali quella scolastica, quella professionale, quella postscolastica e universitaria. Non si tratta per di unadesione acritica - per ansia di nuovismo - a questo o quel modello doltralpe o doltre oceano. Si tratta al contrario di fare finalmente i conti con un impianto scolastico che rivela apertamente i suoi limiti, sia sul terreno della formazione dei nostri giovani, sia su quello di un loro inserimento nellambito della societ civile e del mondo del lavoro. Le ipotesi per costruire un collegamento compiuto e articolato tra sistemi finora sostanzialmente impermeabili luno allaltro sono ormai in campo da tempo. Tra le soluzioni previste, una appare particolarmente significativa: quella, appunto, che tende a stabilire una rete capace di connettere scuola, formazione e lavoro attraverso lo scambio non episodico, n marginale di crediti certificati in grado di

Dirigente Generale Ministero della Pubblica Istruzione, Coordinatore Gruppo nazionale autonomia pag. 1

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capitalizzare tutte le esperienze a cui un individuo pu accedere nellarco della propria esistenza di studio e di attivit. Non a caso, cominciano a essere numerose le norme legislative che contengono riferimenti, diretti o indiretti, alla nozione di competenza. Ben noti sono i richiami contenuti nella disciplina del nuovo Esame di Stato o dellinnalzamento dellobbligo, come quelli previsti nel Regolamento dellautonomia didattica e organizzativa. Merita per di ricordare anche altri atti e leggi significativi. In primo luogo, il Patto per lo sviluppo e loccupazione del 22 dicembre 1998, che - rilanciando e approfondendo i temi dellAccordo per il lavoro del 24 settembre 1996 - assume tra laltro limpegno di istituire lobbligo di frequenza ad attivit formative fino a 18 anni. Questo adempimento stato successivamente onorato nellarticolo 68 della Legge n. 144 del 17 maggio 1999, nel quale appunto esplicitamente si dice che le competenze certificate in esito a qualsiasi segmento della formazione scolastica, professionale e dell'apprendistato costituiscono credito per il passaggio da un sistema all'altro. Va inoltre ricordata la Legge 196 del 24 giugno 1997 (Norme in materia di promozione delloccupazione), che affronta i temi della formazione professionale nel quadro dei nuovi rapporti tra Stato e Regioni. Essa disciplina tra laltro il rapporto tra apprendistato e formazione professionale, la riordina e la valorizza anche attraverso la pratica dello stage, contemplando al tempo stesso la possibilit che le regioni e/o le province svolgano attivit di formazione professionale pure in convenzione con istituti di istruzione secondaria. poi in via di conclusione liter procedurale del Regolamento che attua larticolo 17 della Legge 196. In esso, si prevede non solo la definizione dei criteri e delle modalit di certificazione delle competenze acquisite per assicurare la omogeneit delle certificazioni su tutto il territorio nazionale e il loro riconoscimento in sede di Unione Europea, ma anche listituzione del Libretto formativo del cittadino per documentare il curriculum e le competenze acquisite, nonch la validit

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dei crediti formativi riconosciuti nella formazione professionale ai fini del conseguimento di un titolo di studio o dellinserimento in un percorso scolastico. In un tale complessivo contesto la certificazione delle competenze si presenta dunque come uno snodo decisivo. In realt, proprio una certificazione siffatta diventa lo strumento essenziale, la vera e propria articolazione operativa, attraverso cui non solo si pu garantire - sia con lo scambio dei crediti, sia con le cosiddette passerelle - la effettiva mobilit dei giovani allinterno del sistema scolastico, ma si pu favorire altres il raccordo tra sistemi diversi e, in prospettiva, lo stesso decollo di un portfolio delle competenze di valenza europea. Dalla processuale messa a regime di un simile progetto ci si attende una serie di risultati tra di loro strettamente collegati, a cominciare - come si diceva dallattivazione di un rapporto finalmente organico (e virtuoso) tra formazione scolastica e formazione professionale e tra queste e il mondo della societ civile e del lavoro. Pensiamo poi al superamento dellirrisolto limite di fondo del nostro sistema scolastico, che ancora oggi finisce per sacrificare - strada facendo, ma soprattutto nella fascia det compresa tra i 14 e i 16 anni det - una quota inaccettabile (pi di un terzo) di ogni generazione giovanile. Pensiamo infine alladeguamento del sistema italiano ai migliori standard CEE e al suo inserimento a pieno titolo in quel concerto delleducation europea nel cui ambito si giocano non poche delle grandi scommesse dellimminente millennio.

2. UNA RICERCA A PI VOCI

Se le cose stanno cos, risulta evidente che la questione delle competenze si pone come uno degli elementi costitutivi della riforma della scuola italiana. Da quanto si detto si intravede infatti che esiste una oggettiva connessione di questo tema con la piena attuazione dellautonomia, con la riflessione sui saperi e con il compimento della struttura ordinamentale prevista dal riordino dei cicli.

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Al tempo stesso, vuoi per motivi di natura politica, vuoi per ragioni dordine culturale e organizzativo, la soluzione delle questioni implicate dal complessivo processo di rinnovamento, pur tra loro strutturalmente correlate, richiede una diversificazione nei tempi di adempimento, nelle modalit operative, nei soggetti da coinvolgere. Occorre cio prevedere un percorso che proceda lungo binari in qualche modo paralleli, ma pur sempre intersecati da veri e propri snodi problematici, i quali possano agire da puntuale collegamento. In questo modo, verrebbero salvate sia le esigenze specifiche dei vari problemi sul tappeto, sia la necessit che quanti sono a vario titolo impegnati nelliter innovativo non perdano di vista il senso complessivo dellintera operazione, sia infine lurgenza di cominciare a rispondere ad alcune esigenze pi ravvicinate. appunto nel novero di queste ultime che ci sembra vada collocata la questione delle competenze. Affrontare da subito e operativamente un tale tema (gi maturo, come abbiamo visto, a livello legislativo) comporta difatti lindubbio vantaggio di cominciare a fornire alle nostre scuole, ormai impegnate nella sperimentazione dellautonomia, utili suggestioni anche in vista della prospettiva di fondo del riordino ordinamentale e del rinnovamento di programmi e curricoli. Come noto, il lavoro dei cosiddetti saggi si concretizzato in due documenti, teso il primo a individuare le conoscenze fondamentali per lapprendimento dei giovani nella scuola dei prossimi decenni, il secondo i contenuti essenziali per la formazione di base. Entrambi i testi segnalano - in forma pi o meno esplicita - lesigenza di definire quei saperi in senso lato, quei valori, quelle conoscenze che possono oggi, coniugati tra loro, costituire gli assi portanti di una nuova enciclopedia. Essi si configurano cio come una sorta di telaio mobile e/o se si vuole di flessibile rete sui quali saranno chiamate a disegnarsi e ad articolarsi in un contesto di dialettiche interrelazioni la trama e le maglie concettuali dei saperi specifici e delle singole discipline. A loro volta, gli articoli 12 e 13 del Regolamento sullautonomia didattica e organizzativa disciplinano modalit di sperimentazione e di ricerca metodologica

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della fase transitoria che andr dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Regolamento fino alla sua piena attuazione. Per quanto riguarda la sperimentazione, larticolo 12 prevede fra laltro la possibilit di compensazioni fra le discipline [...] entro il 15 per cento del loro monte orario annuale. Larticolo 13 prevede poi che le scuole possano contribuire a definire gli obiettivi specifici di apprendimento di cui allarticolo 8, riorganizzando i propri percorsi didattici secondo modalit fondate su obiettivi formativi e competenze. Al Ministero della Pubblica Istruzione attribuito il compito di favorire la raccolta e lo scambio di tali ricerche ed esperienze. Porre mano a una procedura tanto delicata - che con il richiamo allarticolo 8 del Regolamento immediatamente prefigura gli scenari della scuola prossima ventura - non con tutta evidenza cosa da affrontare alla garibaldina. Si tratta difatti di unoperazione ardua e complessa; rimane pertanto difficile immaginare che possa essere affidata sia allo spontaneismo diffuso della scuola, sia alla elaborazione di pochi esperti nel chiuso di qualche stanza ministeriale. Appare indispensabile invece che la ricerca comune sul tema coinvolga unampia e qualificata pluralit di soggetti, in grado di fornire, in tempi ragionevolmente rapidi, un quadro di riferimento riconoscibile e riconosciuto attraverso lindividuazione di parametri e di paletti largamente condivisi. La via maestra sembra dunque quella di sollecitare un articolato lavoro dquipe capace di far interagire non solo studiosi qualificati, dirigenti e ispettori del Ministero, ma anche associazioni professionali e disciplinari nonch le scuole storicamente pi pronte e attrezzate sul terreno della sperimentazione. appunto in questottica che vanno letti i Dossier sulla questione delle competenze che vengono pubblicati a partire da questo fascicolo degli Annali della Pubblica Istruzione. Il primo di tali dossier rende conto di una parte certamente rappresentativa della giornata di studio che - per iniziativa del CEDE e del Coordinamento nazionale per lautonomia del M.P.I. - si tenuta a Villa Falconieri lo scorso 5 marzo sul tema Definire le competenze per la scuola dellautonomia. Alla testimonianza di questo momento di riflessione - dallinput per cos dire pi istituzionale - si affiancher nel prossimo dossier quella della voce di numerose

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Associazioni disciplinari che - su invito di Progetto scuola - si sono incontrate a Bologna l8 maggio in occasione del seminario Quali competenze per i nuovi curricoli?. Seguir poi un terzo dossier con i contributi della giornata di Frascati curati sia da esponenti di Associazioni professionali, sia da docenti e da dirigenti scolastici impegnati in significativi percorsi sperimentali. Il panorama che in tal modo viene offerto ai lettori ben lungi - ovviamente dal voler essere in qualche modo esaustivo. I Seminari di Frascati e di Bologna costituiscono, in ogni caso, due momenti a loro modo emblematici del dibattito che, intorno al tema dei saperi e dei curricoli, in corso in varie sedi e a vario titolo nel mondo della scuola e non solo in esso. Con questi Dossier degli Annali intendiamo offrire dunque uno strumento e unopportunit di pi, con laugurio che pure su questa rivista possa ulteriormente allargarsi e definirsi una discussione alta e, al tempo medesimo, concreta su un nodo problematico al cui positivo scioglimento affidato non poco del futuro del nostro sistema formativo.

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