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Storia Moderna

LEuropa alla fine del quattrocento e le esplorazioni geografiche

Crisi dellItalia e Rinascimento

Dopo la caduta di Costantinopoli e la costituzione di una lega di prncipi si assicur, dalla pace di lodi del 1454 alla discesa di Carlo VIII nel 1494, un lungo periodo di tranquillit. Con la discesa di Carlo VIII, per, lItalia si mostr essere un giardino aperto, infatti i francesi passarono con facilit lintera penisola, con una vera passeggiata militare, fino a quando si costitu una lega tra Milano, Venezia e il papa dopo la quale, Carlo VIII ordin la ritirata. Un trauma per la penisola italica che anticipa i numerosi successivi, dalla scoperta dellAmerica e quindi alla confutazione di duemila anni di scienza alla riforma luterana, alla caduta della potenza di Venezia fino alla scoperta dellItalia medievale, che non aveva vissuto il Rinascimento e vede nel governo di Savonarola a Firenze, che mostra il tratto drammatico di unItalia che ha visto il Rinascimento solo in pochi centri .

I regni di Portogallo, Spagna, Francia e Inghilterra

Il fenomeno politico che caratterizza il 400 la formazione di grandi monarchie in Occidente. Questo accade in Portogallo, Spagna, Francia e Inghilterra, mentre non troviamo lo stesso fenomeno nei paesi sottoposti allimpero. Allorigine di queste monarchie di furono numerosi conflitti che crearono nelle rispettive popolazioni una coscienza nazionale : nella penisola iberica a scatenare questa spinta aggregante la reconquista, la lotta contro il regno musulmano. Nella penisola iberica si formano tre regni, ovvero il Portogallo, la Castiglia e lAragona. Il Portogallo si cre delle rotte indipendenti andando a conquistare lafrica atlantica e quindi Ceuta e le Azzorre fino ad arrivare allestremit meridionale del continente. La scoperta dellAmerica fu invece decisiva per Castiglia, infatti essendo stata scoperta a spese di questo regno e popolata dai sudditi dello stesso e per questo giusto che tutti i loro traffici e commerci appartengano a quei reami. LAragona invece rimase esterna a tutto questo e segu piuttosto una direttrice mediterranea che comprendeva Baleari, regni di Sardegna, Sicilia e Napoli.

La guerra dei centanni, invece, costru la coscienza francese, che si complet con lasso rbimento della Provenza e della Bretagna. La forza dello stato francese si basa principalmente sulla forza esercitata sulla chiesa nazionale, gallicana, tramite un concordato del 1438 tra santa sede e stato che permetto al sovrano di nominare i vescovi e quindi maneggiare le risorse economiche del clero. Questo permise alla Francia un rapido rafforzamento del potere centrale, che vede nellesercito la sua pi autentica forza.

Dopo la guerra dei centanni, e la sconfitta, lInghilterra incontra una crisi di nastica, conosciuta come guerra delle Due rose, che si svolse dal 1455 al 1485, e vedeva contrapposte due famiglie, una simboleggiata da una rosa rossa (Lancaster) e laltra da una rosa bianca (York). La guerra fu tremenda e si concluse con un compromesso, sal al trono Enrico VII di Tudor, discendente Lancaster e sposato con una York. Enrico riusc a costruire un regime che si presentava gi con tratti assolutistici, anche grazie a questa guerra che decimo la nobilt feudale. Inoltre a partire dal XV avviene una profonda

trasformazione economica, che trovava nella chiusura e privatizzazione delle propriet comuni la sua massima espressione.

Limpero germanico

In Germania il Sacro Romano Impero della nazione germanica non permetteva una costruzione centralizzata stabile a causa dello status trans-nazionale, quasi universale dellimpero, oltre che ad una corona non dinastica ma eletta da 7 grandi elettori. In realt rimase attivo fino allet napoleonica, questo grazie proprio alla sua natura trans-nazionale, che lo resuscitava ogni qual volta lEuropa era assillata da nemici esterni o lacerati da forze interne. LImpero rimanda allidea di Europa e aveva una funzione protettiva, paragonabile a quella dellONU.

Limpero ottomano

Limpero turco era abitato da una popolazione in maggioranza mongola che dal XII secolo si era imposta sulle altre etnie. La peculiarit dei turchi era caratterizzata principalmente dal progresso in ambito militare, grazie al quale vennero superate le mura di Costantinopoli e nella battaglia del Kossovo nel 1389, conquistare i Balcani. Questa vittoria fu garantita anche grazie alla struttura feudale del paese, in particolare per i contadini che videro nei turchi un naturale alleato. Alla fine del XV secolo i turchi possedevano lAsia Minore, la Grecia e buona parte dei Balcani; la loro struttura politica appariva semplice : il sultano era lunico uomo libero, tutti gli altri erano suoi schiavi; nel governo era assistito da un consiglio di ministri chiamato diwan e presieduto dal gran visir. Lorganizzazione sociale era feudale.

Lepopea delle scoperte: dai vichinghi ai portoghesi

Tra il VII e il XIII si assiste ad un incremento delle temperature e ad una cessazione delle invasioni barbariche. proprio in questo periodo che fiorisce il desiderio di conquista, che trova nelle crociate un ottimo esempio. Ma in questo periodo scopriamo anche lesistenza di un nuovo popolo, i vichinghi che, rimasti chiusi nei litorali danesi e norvegesi, nelll860 raggiunsero lIslanda e con Erik il Rosso nel 982 la Groenlandia, la terra verde; passati alcuni anni raggiunsero anche il Canada. Ci interessa di questo spostamento il fatto che i vichinghi arrivando in America non trovano nulla di diverso da quello che avevano nelle loro zone, e quindi non si insediarono in modo permanente. Ben altro interessava le zone Mediterranee, zone povere chiuse tra catene montuose che trovano vantaggioso seguire i traffici di spezie e quindi di metalli preziosi. Non fu lItalia a muoversi, naturale collegamento fra regioni del nord e terminal sirici, ma furono zone meno fortunata, a partire dal Portogallo e nello specifico del principe Enrico il Navigatore che cre un centro di studi nautici. Fu lui a organizzare la spedizione di Alvise da Mosto, che nel 1455 scopre le isole del Capo Verde. Si calcola che attorno al 1510 i cartografi portoghesi avessero delineato il profilo di 27 000 km di coste africane e 21 000 di coste asiatiche. Nel 1487 Bartolomeo Diaz doppia il Capo di Buona speranza e nel 1498 Vasco de Gama giunse a Calicut in India

Lavventura di Colombo

Colombo conosciuto come il maggior navigatore di tutti i tempi in realt era insicuro, non sapeva approcciarsi e fall come amministratore, inoltre aveva una cultura approssimativa. Per Colombo era un marinaio vero che ha saputo scegliere la rotta giusta per attraversare lAtlantico. Nato a Genova nel 1451 nel 1484 propone al re del Portogallo limpresa di giungere alle Indie verso occidente. Il re rifiut, vista limpresa azzardata e le conquiste dei navigatori portoghesi. Ritenta con i re cattolici di Castiglia e Aragona. Era e il 1492 erano appena stati scacciati definitivamente i musulmani, cosicch per recuperare lo svantaggio con i portoghesi Isabella di Castiglia accetta la scommessa. Part il 3 agosto da Palos ma si ferm quasi un mese alle Canarie per poi ripartire il 6 settembre, arrivando a San Salvador il 12 ottobre, con un viaggio di 35 giorni. Dopo di questo viaggio ne seguirono altri tre, ma tuttavia non scopr lOriente e mor fallito nel 1506.

La raya e i portoghesi in Brasile

Subito dopo la scoperta delle nuove terre, nel 1493 il papa Alessandro VI fu costretto a tracciare una raya, una linea di demarcazione per delimitare le rispettive zone dinfluenza, si voleva tracciare una linea equidistante tra le isole del Capo Verde e le Bahamas, tuttavia i portoghesi ottennero uno spostamento della navigazione africana. Questo permise di controllare il Brasile quando nel 1500 Cabral lo scopr per sbaglio. Solo nel 1502 con Amerigo Vespucci si cap che si trattava di un nuovo continente.

La comparsa degli inglesi : i Caboto

La esplorazioni escludeva lItalia ma non la Francia e lInghilterra. La Francia si disinteress quasi completamente mentre lInghilterra estromessa dal continente europeo dopo la guerra dei centanni, si avvi nelle esplorazioni. Nel 1497 Enrico VII concesse a Giovanni Caboto di salpare. Dato che le zone delimitate dalla raye erano esclusive a Spagna e Portogallo, allInghilterra restavano le acque del nord, arriv cosi a Labrador, Terranova e nel golfo di san Lorenzo. Tornato a Londra ottenne i mezzi per una nuova spedizione. Nel 1508 il figlio prov a ripercorrere la rotta paterna ma arriv al circolo polare artico, non trovando ricchezze.

Le civilt dellAmerica precolombiana e i conquistadores: Cortes e Pizarro

In quello che lattuale Messico esistevano due civilt : i maya a sud, nello Yucatan, e gli aztechi a nord. I Maya erano grandi costruttori di citt, ognuna delle quali formava entit politiche autonome, tipo le polis greche, e coltivavano mais (bruciando parti di foresta). Dal punto di vista religioso i maya pensavano che 4 mondi fossero gi stati distrutti e che il quinto, quello attuale, era sul punto di essere spazzato via. Nellattuale citt del messico gli aztechi costruirono dighe e canali, creando una citt simile a Venezia e rendendo fertili le campagne circostanti. La loro societ era articolata in caste ( guerrieri, sacerdoti, mercanti), al cui vertice stava limperatore, ma questa struttura era temperata da una forte coesione sociale, che individuava il bene supremo nellappartenenza alla comunit. Anche loro avevano elevate

conoscenze astrologiche e architettoniche e pensavano che la fine del mondo fosse imminente. Fu questa stessa idea che permise con pochi uomini e armi nel 1519 a Cortes di travolgere decine di migliaia di guerrieri. Qualche anno dopo tocc allimpero inca, fra Per e Bolivia. Il capo (linca) era figlio del dio sole ed era considerato lui stesso divinit; lorganizzazione soci ale era fondata su una specie di comunismo dispotico: nessuno poteva oziare, ne lavorare pi del necessario; i popoli sottomessi mantenevano i propri ordinamenti, salvo dedicare un po del proprio tempo alla coltivazione delle terre inca. Nel 1532 Pizarro rinnov la vicenda degli aztechi.

Lincontro-scontro fra Europa e America

Seguendo le Sacre Scritture sembrava ovvio, per i disperati che conquistarono le nuove terre, disporre dei regni aztechi e maya. Infatti gli Americani non erano previsti e nemmeno uomini dal colore di pelle diverso dalla bianca, gialla o nera. SI spiegano cosi le distruzioni di templi e la riduzione in schiavit degli indios. La popolazione indigena sub, a causa del lavoro coatto e delle malattie dei bianchi, una decimazione che li ridusse dai 25 mln del 1519 ai due mln degli ottantanni successivi. Il re di Spagna era lontano e non poteva fare nulla per evitare tali crimini, solo nel 1549 con lopera di un dominicano vescovo di Chiapas che furono varate le Nuevas Leyes, che sanciscono alcuni diritti fondamentali. Noi dal nuovo continente abbiamo ricevuto enormi ricchezze(tacchino, pomodoro, peperoni, mais, patata, fagioli) ma al contempo grossi svantaggi. Se infatti si importava molto oro, questo intaccava leconomia spagnola e se la tradizionale coltivazione di mais fu sostituita noi ricavammo tabacco e sifilide. A nostra volta in America non abiamo portato solo destabilizzazione ma la diffusione del cattolicesimo favor la tolleranza fra le diverse etnie, inoltre fu introdotto nel nuovo continente il maiale ( oltre che gli equini, le pecore e i bovini) e la vite.

Let di Carlo V

La fine della libertas italiae

Tra la met del XV e del XVI secolo in Italia si consolida il passaggio dalla signoria al principato, con lavvio di un processo di unificazione del territorio, consentendo la formazione di Stati regionali. Questo processo vede laffermarsi di una struttura di governo articolata su un apparato centrale e su uffici periferici. Tutto ci non interessa il Mezzogiorno. Questo processo sincrocia con lesigenza di assicurare il reciproco rispetto e di garantire una prospettiva di sviluppo pacifico. A tal scopo si conclude il 9 aprile 1454 a Lodi un trattato di pace al quale aderirono Milano, Venezia, Firenze e lo stato della Chiesa e il Regno di Napoli. Questo trattato riconosceva, ai cinque stati maggiori, il possesso dei loro territori e li impegnava nel reciproco aiuto. Non mancarono tensioni ma si riusc a mantenere la pace, almeno per i quarantanni successivi. Nel 1492 morirono due protagonisti di quel trattato, Lorenzo De Medici e il pontefice Innocenzo VIII. Il successivo papa Rodrigo Borgia favor il tentativo del figlio Cesare di crearsi uno Stato fra Marche e Romagna, spezzato dalla morte del papa nel 1503. Nel 1494 con la morte di Gian Galeazzo Sforza, lo zio Ludovico detto il Moro, reggente del ducato si proclam signore. Lusurpazione richiedeva una legittimazione, che fu trovata nella Francia. Da allora si avvi la tendenza a richiedere laiuto delle maggiori potenze europee, sottovalutandone per le ambizioni territoriali : basti pensare alla discesa di Carlo VIII nel 1494. Carlo VIII rivendicava il diritto di successione sul regno di Napoli, in virt della discendenza angioina. Il francese trovo accoglienza e favori tra gli stati italiani, concretizzando il suo successo in un invasione della penisola. Questo suscit reazioni che trovarono sbocco nella lega antifrancese( Venezia, Milano, Firenze, lo Stato Pontificio, Spagna e limpero). La lega sconfisse i

francesi a Fornovo, ma questultimi aggirarono laccerchiamento e si rifugiarono ad Asti; Ferdinando dAragona recupera il controllo sul regno. Tuttavia le mire francesi sullItalia tornarono a manifestarsi, trovando appiglio in Venezia, interessata a Cremona e Ghiara dAdda. Nel 1499 Milano viene occupata dai francesi, rivendicata da legami dinastici con i Visconti, alla guida prima degli Sforza. Inoltre Luigi XII concluse il Trattato di Granada con il quale il regno di Napoli fu spartito fra spagnoli e francesi, finendo poi sotto lintero dominio spagnolo, dopo battaglia di Cerignola del 1503. Con lelezione di papa Giulio II lo stato della chiesa mir a ricreare un suo dominio, opponendosi a Venezia. Nel 1508 si form la lega di Cambrai con la quale si form una lega per riconquistare i territori conquistati dalla serenissima. Nel 1509 la lega sconfisse ad Agnadello, presso Crema, Venezia, aprendo una grave crisi politica nella serenissima. Tuttavia la preponderanza di Luigi XII preoccup papa Giulio II che si adoper per unintesa con Venezia, dalla quale aveva ottenuto la restituzione dei territori romagnoli e la garanzia di libera navigazione n ellAdriatico oltre alla rinuncia di tassazione del clero. Il papa coninvolse anche spagnoli, svizzeri e impero nella costituzione della Lega Santa nel 1511. Si crearono i presupposti per la restaurazione della signoria mediea, che avvenne nel 1512. Ma non fin perch vi fu una nuova spedizione a opera del nuovo re Francesco I. Questi, con il consenso di Venezia, si proclam duca di Milano e sconfisse le truppe svizzere il 13 e 14 settembre 1515. La pace di Noyon del 1516 sanc il raggiungimento di un parziale equilibrio basato sullassegnazione del ducato di Milano alla Francia e del dominio spagnolo nel regno di Napoli.

Sulla scena Europea sorsero nuovi motivi di competizione, a causa dellelezione a imperatori di Carlo V il 28 giugno 1519. La concezione imperiale di Carlo V comprendeva la guida e la ricomposizione della cristianit, specialmente dopo la riforma luterana, allinsegna di una monarchia universale, basata sulla fede e la giustizia. Limperatore voleva ottenere Milano e il ducato di Borgona. Allinizio degli anni venti del 500 si cre uno schieramento favorevole alle ragioni dellimperatore, composto da papa Alessandro VI, dal re dInghilterra Enrico VIII e dalla repubblica di Venezia. Ma la Francia dovette rinunciare a Milano dopo la sconfitta di Pavia il 23 e 24 febbraio 1525 e il successivo accordo di Madrid del 1526. Tuttavia laccordo fu sconfessato e nel maggio 1526 si delinearono nuove alleanze, con la Lega di Cognac, formata dalla Francia, da Venezia e dal nuovo papa Clemente VII. Nel 1527 i lanzichenecchi saccheggiarono Roma e il papa fu costretto a rifugiarsi in Castel SantAngelo. Tra le prime conseguenze vi fu il ripristino della repubblica di Firenze. Inoltre dopo la sconfitta francese, nel tentativo di riconquistare il regno di Napoli, la lega di Cognac dovette arrendersi alla superiorit imperiale. Nel 1529 Clemente VII firm la pace di Barcellona con la quale riconobbe a Ferdinando dAsburgo la corona di Boemia e Ungheria. A rendere ancora pi importante questo nuovo ordine, fu lincoronazione di Carlo V da parte del ponteficie, a Bologna nel 1530. Nel contesto Europeo Filippo II arriv al conflitto con la Francia che sottoscrisse la pace di CateauCambrsis nel 1559, con la quale rinunciava alle aspirazioni sullItalia. Si afferma cosi legemonia spagnola sullitalia.

La costruzione dellimpero di Carlo V

Carlo giunger ad essere proclamatore di Castiglia e dei regni iberici nel 1516 e , nel 1519, imperatore del sacro romano impero. Carlo acquis i regni dal padre Filippo il Bello, marito di Giovanna figlia della regina Isabella, che mor nel 1504 lasciando i suoi regni alla figlia( in realt verranno governati dal padre di Giovanna, dato che questultima mostrer segni di squilibrio). Il sacro Romano impero gli deriva dal ramo paterno, in quanto suo nonno Massimiliano I dAragona fu imperatore.

Fin da subito si evidenziano due gruppi che cercano di condizionare il giovane Carlo ( nato nel 1500) :

1- filofrancese : formato dalgi uomini della corte di Bruxelles, cercava di mantenere buoni rapporti
con la Francia e di assicurarsi la neutralit dellInghilterra. Allazione di questo gruppo si deve la pace di Noyon.

2- Partito spagnolo : preoccupato dello spazio che Carlo accordava ai borgognoni e timoroso
dellinsofferenza che manifestava la nobilt castigliana.

Il 28 giugno 1519 Carlo viene eletto Imperatore e lascia la reggenza spagnola a Adriano Florensz. Il 27 gennaio 1521 presiede per la prima volta a Worms la Dieta, dove viene ascoltato Lutero. Per con editto di Worms del 26 maggio Lutero viene condannato, i suoi diritti non vengono riconosciuti ed messo fuori dalla protezione della legge. Egli convinto di esser stato scelto da Dio per mantenere lunit religiosa, per reprimere le eresie e difendere la cristianit contro lespandersi dellimpero ottomano. Carlo fu molto influenzato dalla visione erasmiana . Il consenso alle idee delluniversalismo politico non era per generale. Molti pensavano che questo potesse distogliere il sovrano dagli affari interni. E infatti furono solo 16 gli anni passati da Carlo in Spagna dove a questo si accompagn un movimento anti-signorile che nel settembre 1520 costitui in Avila una junta santa, sconfitta nel 1521. Nello stesso periodo in Valencia e Majorca si produsse una rivolta simile. La sollevazione si esaur nel marzo 1522 e in entrambi casi intervenne una dura repressione. La mancanza di un convinto consenso lasciava aperto anche un altro punto essenziale : gli aiuti finanziari.

Lorganizzazione dei territori dellimpero

La totalit del potere risult nelle mani di un solo sovrano, questo obbligava a cercare formule di governo affidabili ed efficienti. Carlo V deleg il suo potere ad un Vicer, figura gi diffusa nei regni dominati. I vicer dovevano collaborare con le istituzioni loca li che garantivano la continuit dellazione del governo. In Castiglia e Paesi bassi, la situazione era diversa ed era sconsigliabile nominare vicer quindi era necessario creare nuove forme di gestione : la reggenza. La reggenza funzionava come una specie di ordinamento di tutti i regni spagnoli, come ad esempio con la reggenza del cardinale Cisneros.

Lintera Europa fu comunque rassicurata dalla sconfitta, a Vienna nel 1529, di Solimano I, figlio del sultano Selim I, che aveva esteso le sue conquiste ai Balcani. Solimano fu fermato, prima, da Luigi II e, poi, dal suo successore ( fratello di Carlo V) Ferdinando. Nonostante ci Ferdinando non riusc a riconquistare lUngheria e limpero Ottomano avanz anche lungo le coste del Mediterraneo. Fino alla battaglia di Lepanto, nel 1571, rest arduo contrastare la presenza ottomana nel Mediterraneo. Gli Ottomani, infatti, realizzarono una ramificata rete spionistica, oltre che un potenziamento della forza navale. La potenza militare ottomana raggiunse livelli superiori a quelli europei, accompagnata anche da una buona dose di pragmatismo politico, dimostrato dalla alleanza con la Francia, contro Carlo V. Si possono ravvisare altri motivi di durata anche nel dominio verso i territori occupati : prelievo fiscale non vessatorio, tolleranza religiosa.

Carlo V si trov a fronteggiare anche il luteranesimo. Seppur la visione universale prevedeva la convivenza tra entit politiche culturali diverse, per un impero cosi complesso era necessaria lunit

religiosa. In Carlo V, quindi, contrastavano diversi interessi, che sono alla base dellalternarsi nella politica dellimperatori, di fasi di repressione a fasi di accordo. Ad esempio ad un primo editto persecutorio con la scomunica di Lutero, nel 1520, segu un maggior realismo politico e furono fornite delle garanzie a Federico il Saggio di Sassonia, protettore di Lutero, sullo svolgimento dellinterrogatorio. Tuttavia Lutero si rifiut di ritrattare le sue tesi e venne bandito il 26 maggio 1521. La riforma continuava a diffondersi, anche su molti altri principi tedeschi. Dopo una serie di accordi saltati, si pass alle armi e si arriv infine nel 1555 alla pace di Augusta, che riconosceva la legittimit della fede protestante allinterno dellimpero. Carlo inoltre aveva ten tato di convocare un concilio, per risolvere la questione luterana. Il concilio inizi a trento il 13 dicembre 1545, ma solo nel dicembre 1563 si arriv alla riforma romana.

La riforma protestante e la controriforma La crisi della chiesa in Europa

Tra quattro e cinquecento in diversi paesi europei era sempre pi avvertita l'esigenza di una profonda riforma della chiesa. Gi nei concili di Basilea e Costanza era emersa la volont delle chiese nazionali di tutelarsi dalle ingerenze della S. Sede. Per rinnovare la chiesa era necessaria una riforma che partisse dall'alto, da una posizione che gestiva notevoli entrate, maggiori a quelle degli Stati. In questo periodo i pontefici diventano, inoltre, pi sovrani temporali che capi spirituali. Troppo impegnati nelle guerre d'Italia. Inutile fu il Concilio di Laterano, convocato da Giulio II a Roma, nel 1512 e portato avanti da Leone X. Le tensioni rimanevano alte, Erasmo condannava il contrasto fra la politica dei papi e del vangelo. Tutto ci divenne anche uno scontro politico : gli stati vedevano come ostacolo l'autorit della S. Sede. L'ingerenza della curia romana negli affari degli stati si accompagnava al continuo prelievo fiscale che lasciava scarse le entrate della Chiesa, cosicch l'utilizzo delle indulgenze divenne assiduo. L'azione di Martin Lutero in Germania

Martin Lutero era un monaco agostiniano, dottore in teologia. Durante il suo insegnamento aveva esposto alcuni principi in contrasto con l'ortodossia cattolica : la Bibbia doveva essere l'unico testo di riferimento della vita cristiana e l'uomo, in quanto peccatore, poteva trovare la salvezza solo attraverso la fede in Cristo. Quindi :

1- La salvezza non era legata alla gerarchia sacerdotale 2- I veri sacramenti erano quelli istituiti da Cristo.

In quegli stessi anni in Germania si era diffuso l'uso delle indulgenze. Tale dottrina era in netto contrasto con il pensiero di Lutero : il monaco agostiniano sosteneva che la salvezza poteva venire solo dalla fede; non erano le opere buone a creare un buon cristiano, ma solo un buon cristiano poteva fare opere buone. Lo scontro fu inevitabile. Lutero scrisse 95 tesi sulla Disputa pubblica sulla virt delle indulgenze e il 31 ottobre 1517 ne affisse il testo sulle porte della chiesa di Wittenberg. Tradotte dal latino al tedesco diventarono popolarissime, inviate a Roma furono condannate. Nel 1519 Leone X condann le posizioni di Lutero con la bolla Exsurge Domine. Principi e Impero

La risposta di Lutero fu affidata a tre scritti, che furono considerati i manifesti della riforma. Lutero trova l'appoggio di due grandi correnti culturali : umanesimo e nazionalismo. Quasi tutti gli umanisti tedeschi si schierarono con Lutero . Con un gesto simbolico bruci, il 10 Dicembre 1520, i testi del diritto canonico e la copia della bolla pontificia. Leone X rispose scomunicando Lutero e i suoi seguaci. Era iniziata la riforma. Lutero accettava solo due sacramenti, ovvero il battesimo e l'eucarestia dato che, leggendo il Nuovo Testamento in greco si rese conto che la traduzione in latino aveva degli errori e si rese conto che la penitenza non era un sacramento istituito da Dio. Cosi facendo aveva negato il sacerdozio e ridotto l'importanza della messa alla sola Cena del Signore. Carlo V convoc alla Dieta di Worms del 1521 Lutero, che discusse le sue tesi. Fu poi portato al sicuro nel castello dell'elettore di Sassonia, mentre pochi giorni dopo Carlo V lo metteva al bando dell'Impero. Lo scontro era diventato politico. Dalla Germani alla Svizzera

Negli stessi anni di Lutero a Zurigo un altro riformatore, Zwingli, predicava le sue idee le quali credevano solo nell'autorit delle sacre scritture .Inoltre superando Lutero riduceva il culto alla sola lettura del Vangelo seguita dalla predica e dalla Cena del Signore, considerata solo una commemorazione. Egli neg la messa cattolica e il culto delle immagini. Nel 1529 si incontr con Lutero ma non fu possibile raggiungere un intesa sull'Eucarestia. Questo incoraggi Carlo V che apr una Dieta di Augusta il 20 giugno 1520, alla quale erano stati invitati i capi delle chiese riformate e i rappresentanti del mondo cattolico. L?imperatore stabil l'applicazione della giurisdizione vescovile cosicch si form nel 1531 la lega di Smalcalda, per la difesa della riforma. Calvino

Compiuti gli studi teologi e di diritto a Orlans e a Parigi, entrato in contatto con le tesi luterane, sosteneva che i riformatori si richiamassero semplicemente al vangelo,. Solo la rivelazione contenuta nella Bibbia assicurava ai fedeli la conoscenza di Dio. Solo la fede poteva portare alla salvezza, dono della Grazie di Dio, estesa solo ad un certo numero di eletti. Chiamato a Ginevra riusc a realizzare una societ modellata sui suoi principi teologici e religiosi. La visione dell'uomo e della storia di Calvino erano pi pessimisti di quelli di quella di Lutero, con il quale entr in contrasto. La salvezza poteva avvenire solo nel libero dono di Dio, mentre il battesimo e e l'eucarestia furono ridotti a semplici funzioni simboliche. A differenza del luteranesimo egli sostenne la necessit di una Chiesa organizzata sul modello di quella da lui creata a Ginevra. Il calvinismo si diffuse lentamente : in Francia acquist notevole influenza dove i suoi seguaci furono chiamati ugonotti. Calvino colleg strettamente religione e politica : egli sostenne che l dove il principe non riconosceva la libert religiosa e i precerri del Vangelo, era possibile la resistenza.

La riforma in Inghilterra e in Europa

Entrato in conflitto con Roma a causa di un divorzio non concesso, Enrico VIII fece dichiarare nullo il matrimonio e fu scomunicato da Clemente VII, cosicch neg l'autorit del papa con un atto del parlamento che faceva del sovrano il capo della chiesa anglicana. Il sovrano fece giustiziare i capi dell'opposizione cattolica e soppresse gli ordini religiosi incorporandone i beni nella corona. Nonostante ci la chiesa anglicana si afferm solo con il regno di Elisabetta I (1558-1603). I vescovi furono nominati dal Re, il Parlamento controll la predicazione e l'amministrazione dei sacramenti e il celibato ecclesiastico fu abolito nel 1571. Elisabetta I divenne la paladina dei calvinisti olandesi, impegnandosi nella difesa dell'Unione di Utrecht, contro la repressione spagnola. Nell'Europa settentrionale la riforma di afferm per volont dei diversi sovrani.

La riforma in Spagna e in Italia

In Spagna e in Italia il dibattito intorno ai temi della Riforma mantenne un carattere estremamente religioso diffondendosi soprattutto in circoli culturali ristretti, senza trovare alcun sostegno presso le corti. Il pensiero di Erasmo in Spagna conobbe un successo strepitoso, solo dopo il 1537, dopo la condanna degli scritti di Erasmo, inizi la repressione erasmiana in Spagna. In Italia il centro pi importante dei seguaci di Erasmo si cre a Napoli per opera dello spagnolo Juan de Valdes tra il 1533 e il 1541. Un altro centro importante fu Ferrara dove la moglie di Ercole II D'Este, Renata di Francia, aveva creato un circolo culturale sensibile alle influenze protestanti.Tuttavia la reazione del marito, ostile alla propaganda della Riforma, allontan gli esuli e la duchessa fu costretta ad una posizione passiva. Dopo il 1550 l'Inquisizione inizi la repressione dei dissidenti.

La risposta cattolica e la nascita di nuovi ordini religiosi

I tentativi di riforma furono accompagnati anche da una forte reazione cattolica. Il 21 luglio 1542 Paolo III creava una congregazione di sei cardinali, per cercare e punire gli eretici. Segu poi nel 1559 la pubblicazione del primo Index librorum prohibitorum, nel quale venivano riportate tutte le opere giudicate eretiche o immorali. Nel frattempo continuarono le fondazioni di nuovi ordini : nel 1540 nacqu l'ordine degli spedalieri di Giovanni di Dio, chiamati Fatebenefratelli, nella seconda met del cinquecento apparvero i ministri degli Infermi di Camillo de Lellis. Il successo di questi ultimi due fu spettacolare, i Fatebenefratelli avevano aperto 22 ospedali in Italia. AL di sopra di tutti questi si innalz l'ordine pi celebre : i gesuiti di Ignazio di Loyola nel 1534 a Parigi. Il gesuita fu per molti il tipo dell'ecclesiastico puro, devotissimo al papa. L'ordine si occup dell'educazione nelle scuole secondarie e nelle universit, fond numerosi collegi e raggiunse notevoli risultati nella formazione dei ceti della classe dirigente. L'azione dei gesuiti si spinse quasi subito al di fuori dell'Europa : in India, Cina, Giappone dove fu forte lo slancio missionario. Solo i cappuccini ebbero altrettanto successo, diventando, in Germania, i soldati spirituali della Controriforma. Il concilio di Trento fra disciplinamento e rinnovamento

In Concilio di Trento convocato da Paolo III si apr il 13 dicembre 1545. Citt scelta come incontro con la Germania. Il concilio si svolse in 3 distinti periodi : tre anni il primo, dal 1550 1l 1552 il secondo, dal 1562 al 63 il terzo. Nel primo periodo i padri del concilio assunsero una posizione di difesa intransigente sul piano dottrinale. Si incontrano due volont : Carlo V teso alla ricerca di un dialogo e Paolo III ormai rassegnato e intento a riaffermare l'ortodossia cattolica. Venne confermato il simbolo della fede, il dogma del peccato originale, gli effetti del battesimo etc. Dopo la vittoria di Carlo V a Muhlberg (1547) crebbe il dissidio fra il partito imperiale e quello pontificio. Le conclusioni del concilio

Nel frattempo che i lavori andavano avanti i pontefici intervennero a disciplinare gli abusi ecclesiastici. Giulio III proib la nomina al cardinalato a chi avesse gi un fratello nel sacro collegio; Paolo IV regol il conferimento dei benefici; Pio IV sottomise ai vescovi coloro che non vivevano nei monasteri. Nello stesso tempo Pio IV port a conclusione il concilio. Importante decisione fu quella di istituire i seminari sottoposti all'autorit del vescovo. Ai vescovi infine fu imposto l'obbligo di visitare annualmente tutta la diocesi e di celebrare un sinodo ogni 3 anni. L'azione riformatrice venne proseguita dal suo successore Pio V con la pubblicazione del Catechismo romano, che forniva ai parroci la base per

l'apprendimento della dottrina cristiana. Anche il suo successore Sisto V attu alcune importanti riforme. Cre 15 congregazioni alle dipendenze dirette del pontefice per coordinare e controllare ogni settore amministrativo, finanziario e giudiziario della S. Sede. Chiese Nazionali e Santa Sede

Il condilio di trento signific per la Chiesa cattolica romana il definitivo abbandono della teoria della supremazia diretta della chiesa sullo stato. Cosi i sovrani cercarono di restringere la giurisdizione della chiesa, estendendo il loro controllo sulle persone, le leggi e gli atti della chiesa. Politica chiamata gallicanesimo in Francia, Regalismo in Spagna e giurisdizionalismo in Italia. In Europa e oltre l'Europa : verso una Chiesa universale

Il risveglio del cattolicesimo colsero un notevole successo nell'attivit delle missioni, in Europa e nel resto del mondo. Questo fu favorito da alcuni principi, attratti dalla possibilit di riottenere benefici e rendite offerti dalla S. sede. L'attivit missionaria in america fu intensificata a partire dal 1549 quando arrivarono i primi gesuiti in Brasile mentre francescani e domenicani si allargavano nel Messico e in California. In India, a Goa, giunse nel 1542 il gesuita Francesco Saverio, che svolse una intensa attivit missionaria. Poi si spost in Giappone . Altrettanto notevole fu l'opera di evangelizzazione nelle Filippine.

L'et di Filippo II la successione di Carlo V

Carlo V, negli ultimi anni del regno, prepara la successione ma l'eredit politica era assai complessa. L'autorit in Spagna era consolidata ma i regni mantenevano diverse forme di autonomia. Tuttavia l'estrema frammentariet degli stati regionali italiani costituiva una fonte di continue tensioni. Inoltre non bisogna dimenticare che lo scontro sia con la Francia che con i turchi aveva ridotto le finanze imperiali. Nel 1557, all'inizio del suo regno, Filippo II si trov nell'impossibilit di pagare i debiti contratti e fu costretto a dichiarare bancarotta. L'unit religiosa era andata in frantumi e l'imperatore dovette accettare la pace di Augusta del 1555 con la convivenza delle due religioni. La pace di Cateau Cambrsis del 3 aprile 1559 chiude un lungo conflitto politico tra Asburgo e Valois che si era aperta nel 1494 con la discesa di Carlo VIII in Italia.

Il sistema imperiale spagnolo

Con sistema imperiale spagnolo di intende riferirsi alla monarchia cattolica per eccellenza che trova splendore tra il XVI e il XVII secolo. Il disegno di Filippo II segnato dal tentativo di trasformare i regni iberici in una nazione ma i territori della monarchia manteranno la loro distinta identit politica e costituzionale. Dopo la pace di Cateau Cambrsis ogni stato aveva da risolvere i propri problemi interni, in Spagna sono particolarmente rilevanti la minaccia turca e il governo dei paesi Bassi. Per fronteggiare queste problematiche era necessario riorganizzare l'apparato strutturale del regno e quindi modificare le relazioni tra il centro del sistema e le parti periferiche. Proprio per questo motivo Filippo II, nel 1561, scelse come capitale la piccola cittadina di Madrid che contava appena 10 000 abitanti. In cui trascorse gran parte degli anni del suo regno ( al contrario del padre).

I territori che componevano il sistema imperiale spagnolo mantenevano sempre le loro peculiarit conservando le proprie leggi, il sovrano risiedeva in Castiglia per cui negli altri dominii nominava un rappresentante. Filippo II decise di non alterare gli equilibri politici dei territori soggetti. Il governo aveva cuore a Madrid e traeva impulso dall'azione del Re. Gli affari di stato, le piu importanti questioni politiche ed i problemi amministrativi passavano all'esame dell'apparato polisinodiale, l'insieme cio dei vari consigli, forme collegiali che esprimevano il loro parere in una consulta inviata al re, cui spettava la decisione finale. A lato dell'apparato operav una rete di uffici centrali con compiti specifici. Risultano importanti, nell'era di Filippo II, gli uffici di segreteria e i loro titolari. Gli addetti privati erano scelti dal sovrano e lo aiutavano dell'organizzazione del suo lavoro quotidiano.

Il conflitto con l'impero ottomano

Nel percorso di espansione l'impero ottomano e quello spagnolo si trovarono in conflitto nel Mediterraneo e nell'Europa centro-orientale.Seppur diversi, questi due imperi dovettero affrontare lo stesso problema di gestioni di un impero che agglomerava diverse tradizioni e culture. L'impero turco fece convivere fedi religiose diverse dalla sua ma oppose resistenza alla penetrazione sciita ( l'imperi era sunnita) mentre l'impero spagnolo si mostr meno tollerante verso tutte le fedi religiose. Bisogna considerare che nei gruppi dirigenti spagnoli il problema religioso faceva tutt'uno con quello politico. La presenza di una minoranza araba veniva collegata ad una identit politica diversa. All'inizio del Cinquecento, l'impero ottomano, si impegn in una lunga politica di ampliamento territoriale attraverso una triplice direttrice di avanzamento :

lungo i Balcani incorporando Serbia, Bosnia e Valacchia investendo il regno d'Ungheria conquista delle isole del Mediterraneo orientale, sottratte all'influenza genovese e veneziano guerra di corsa nel basso Mediterraneo.

Nello stesso periodo la Spagna era impegnata a contenere le incursioni turche nel Mediterraneo. Per difendersi furono edificati diverse strutture difensive secondo la strategia dei presidi fissi, inoltre fu deciso di portare l'attacco direttamente contro la flotta turca. Nel 1570 il sultano attaccava Cipro e il Ponteficie Pio V spinse per una crociata contro l'antico nemico, unendo le forze nella Lega Santa. Filippo II indifficolt per la rivolta dei moriscos e impegnato sul fronte dei Paesi Bassi accett comunque . Lo scontro avvenne a Lepanto il 7 ottobre 1571 e registr una vittoria della flotta cristiana. Tuttavia non fu salvata Cipro cosicch che venezia concluse una pace separata nel 1573. La spagna invece stipul nel 1578 una pace, costretta dalle difficolt interne e dai costi di mantenimento della flotta.

Il problema delle minoranze etniche e religiose in Spagna

In Spagna sopravvivera una piccola comunit musulmana che manteneva saldamente il suo passato, ci costituiva un punto sensibile della societ spagnola. A seguito della caduta di Granada nel 1492, ultimo regno arabo in Spagna, i Re Cattolici Fernando e Isabella avevano concesso ai moriscos una serie di clausole che salvaguardavano i diritti di propriet, l'esercizio della fede religiosa e i loro costumi ed usanze. Gi nel 1500 queste garanzie erano state in gran parte ritirate e l'alternativa era la conversione forzata a cristianesimo e l'emigrazione fuori dalla Spagna. Ciononostante c' chi non si

ostinava a perdere le sue garanzie, ma negli anni sessanta la persecuzione aument, con leggi proibizioniste nei confronti dei costumi e degli usi moreschi, senza contare il maggior peso fiscale. SI arriva perci alla ribellione del 1568 in cui i moriscos si difesero sulle montagne e lottarono al loro modo con imboscate e attacchi ai villaggi. Tuttavia la rivolta si spense nel corso del 1570. Repressa con durezza la rivolta il governo decise di disperdere quelle comunit, fuori dalla regione granadina. L'ossessione per i moriscos venne risolta solo con Filippo III e l'espulsione dalla Spagna, con la cacciata del 1609. L'altra minoranza perseguitata fu quella degli ebrei, perseguitati in Spagna pi duramente che altrove, dove per coloro che resistevano alla fede giudaica fu varato un decreto di espulsione del 1492 che colp 150 mila ebrei. Tuttavia ci fu anche chi si convert e nelle varie generazioni non si distinse pi fra cristiani vecchi e cristiani nuovi i quali nella prima met del Cinquecento conseguirono notevole successo negli affari, aumentando di conseguenze le ingiurie e le limitazioni nei loro confronti.

I conflitti tra Spagna e Inghilterra

La monarchia cattolica di Filippo II fu, nella seconda met del Cinquecento, la maggior potenza politica europea. Filippo II si spos nel 1554 con Maria Tudor figlia di Enrico VIII, palesando in tal modo la sconfitta del protestantesimo. Con l'ascesa di Elisabetta I i rapporti cambiarono radicalmente. La regina invi sussidi e aiuti di ogni tipo ai protestanti francesi (ugonotti) e allo stesso tempo sostenne i ribelli dei Paesi Bassi. La rottura tra le due professioni venne formalizzata nel 1571 con la pubblicazione dei Trentanove Articoli che marva nettamente le differenza dottrinarie con la Chiesa di Roma. SI arriv anche al conflitto sulle rotte marine, dove la regina autorizz la guerra di corsa contro i galeoni spagnoli : Francis Drake nel 1587 attacc le navi spagnole nel porto di Cadice. Nello stesso periodo si incoraggiavano le fondazioni di colonie sulla costa orientale nord-americana e nel 1583-83 fu costituita la prima, Virginia. Il declino della Spagna

La fedelt delle elits locali nei confronti di un progetto comune al ruolo della monarchia cattolica, anche nella penisola iberica venne messa a dura prova. Questo progressivo distacco si accentu durante il regno di Filippo III poich diminu il ruolo dei consigli ed emerse il ruolo decisico del collaboratore pi intito al sorano, il valido. Con l'emergere del valido l'equilibro fra sovrano e apparato statale si era profondamente alterato. Durante il regno di Filippo III, considerate le difficolt del regnoo, si firm a Madrid la pace con Londra nel 1604 e si stipul una tregua con le provincie olandesi nel 1607, inoltre nel 1617 Filippo II rinunci a tutti i suoi diritti sull'eredit degli Asburgo d'Austria. Tutto ci era visto come una rinuncia alla identit della monarchia. Tuttavia la Spagna aveva bisogno di un momento di respiro. La situazione economica era in recessione.

Inghilterra e Paesi Bassi L'Inghilterra di Enrico VIII

Nel 1534 Enrico VIII proclam il distacco dalla chiesa di Roma, dopo aver ricevuto il rifiuto di divorzio da parte di Clemente e fece condannare Tommaso Moro, che si opponeva. Successivamente si rispos diverse volte, uccidendo la sposa precedente. Succeduto al padre nel 1509 fece votare l'Atto di

supremazia nel 1534 con cui si poneva a capo della chiesa Britannica e otteneva la disponibilit di buona parte della propriet ecclesiastica.

Elisabetta I : sviluppo economico e consolidamento della potenza inglese

A Enrico VIII successe Edoardo VI, figlio del re e di Jane Symour. Edoardo ebbe vita breve e cosi la progressiva penetrazione del protestantesimo in Inghilterra sub una battuta d'arresto, in seguito alla restaurazione del cattolicesimo attuata dalla sorellastra Maria Tudor. Tuttavia anche Maria non visse a lungo e il regno pass a Elisabetta figlia di Enrico e Anna Bolena. Merito di Elisabetta fu di riportare alla massima espressione le potenzialit insite del paese. Con essa assistiamo ad una nuova affermazione dell'anglicanesimo. Con questa operazione Elisabetta mirava a consolidare il suo potere, in forma assoluta. A venirle in aiuto. Paradossalmente il suo potere fu ravvorzato dalla cattolica cugina Maria Stuar fuggita dalla Scozia per contrasti locali, giustiziata 19 anni pi tardi dalla stessa Elisabetta. Inoltre lo scontro con gli spagnoli e in particolare la sconfitta dell'Invincibile Armata nel Canale della Manica nel 1588. Cosi Elisabetta dette inizio allo sviluppo commerciale dell'Inghilterra, che vede sue navi nel mediterraneo ottenendo addirittura privilegi commerciali con l'Impero ottomano. Nel complesso l'Inghilterra conobbe un periodo di crescita economica e democrafica e di intensificazione dei rapporti commerciali e diplomatici. Durante il regno di Elisabetta era iniziata la pratica dell'esproprio delle terre degli irlandesi, cattolici. I Paesi Bassi : le origini di una nuova nazione

Paesi Bassi era un insieme di citt, contee e vescovati dotati di grande autonomia politica e amministrativa che i duchi di Borgogna avevano riunito sotto il loro dominio nel corso del XV secolo. Zona estremamente popolosa fu frenata dalla posizione, sotto il livello del mare, delle terre. Tra il 1540 e il 1650 furono investiti grandi capitali nel lavoro di prosciugamento di queste terre, cosi si svilupp l'agricoltura, inoltre si giov dell'espansione economica dell'Europa del Cinquecento. Il sistema politico aveva il suo riferimento in un antico patto del 1356 che legava i territoori al loro principe. Dal 1508 al 1530 il paese era stato governato da Margherita d'Austria prima come reggente e poi come governatrice e dal 1530 al 1556 da Maria, sorella dell'Imperatore. Nel 1548 Carlo V aveva ottenuto dalla dieta imperiale che queste province formassero un'amministrazione distinta. Le 17 provincie avevano infatti specifici organi di gestione politica, con proprie leggi e propria autonomia. Ognuna aveva la sua assemblea provinciale che amministrava il territorio ed eleggeva i deputati da inviare all'assemblea degli Stati Generali. Durante gli anni 40 e 50 il peso dei conflitti imperiali ricadde sul fisco di queste amministrazioni ma dopo la bancarotta del 1557 e la svalutazione dei titoli, a seguito del rifiuto di uno sgravo fiscale, in questo si pu rintracciare la prima causa del complesso processo che port alla rivolta. Il secondo elemento individuato nella diffusione della Riforma all'interno del paese. La penetrazione fu rapida. Un ulteriore motivo fu la congiura economica che vide penalizzata l'industria dei Paesi Bassi. La rivolta antispagnola e il distacco dalla Spagna

Filippo II nel 1559 torna in Spagna lasciando a governare la sorellastra Maergherita, la cui condotta provoc le proteste dell'alta nobilt locale. Nel 1565 il sovrano chiese di applicare i decreti del Concilio di Trento ma i calvinisti nl 1566 attacarono delle chiese cattoliche, rafforzando il loro consenso. Il sovrano decise di inviare il duca d'Alba con un esercito per ristabilire l'ordine. Giunto nel 1567 il duce entr in conflitto con Margherita e con l'alta nobilt che fece arrestare alcuni esponenti dell'alta nobilta, ponendosi cosi un passo pi avanti di Margherita che si dimise. Il duca la sostitu.Guglielmo d'Orange e

il fratello Luigi organizzarono una piccola flotta corsara che attaccavano le navi spagnole che trasportavano gli approviggionamenti ai soldati di Filippo II. DI fronte all'incapacit di stroncare la ribellione Madrid richiam il duca alla fine del 1573, i due successivi governatori cercarono di attuare una politica conciliante avviando tratttive con i ribelli. Le difficolt spagnole si accentuarono nel 1575 con la bancarotta e l'anno successivo con il sacco di Anversa da parte delle truppe, prive di paga.Tra il 77 e il 78 i calvinisti estromisero i cattolici dal governo cittadino. A loro volta le provincie meridionali, sentitesi minacciate preferivano la comunit spagnola. Il 6 gennaio 1579 le dieci province meridionali sottoscrissero l'Unione di Arras, con la quale dichiararono la loro fedelt a Filippo II. Le provincie settentrionali il 23 gennaio firmarono l'Unione di Utrecht, che sanc la nascita della repubblica. Il 26 Luglio 1581 proclamarono decaduta la sovranit di Filippo II sui loro paesi. Da questo momento si produce una guerra di logoramento tra le due parti. L'ascesa dell'Olanda

Nel 1609 tra le sette provincie del nord e la Spagna venne firmata una tregua, che, di fatto, sanc l'indipendenza del nord, seppur fu riconosciuta ufficialmente solo nel 1648, con la pace di Vestfalia. L'Olanda era divisa al suo interno : si parlavano 3-4 lingue; le leggi e gli statuti erano distinti; si usavano sistemi di misura differenti; il calendario variava. La giovane repubblica raggiunse in poco tempo una posizione economica dominante- La repubblica divenne un grande centro commerciale dove si poteva trovare il grano polacco, il rame svedese, i panni inglesi e le spezie portoghesi. Nel settore agricolo ingenti risorse vennero investite nel prosciugare paludi e acquitrini. Ai confini dell'Europa : I paesi baltici e le regioni orientali I paesi baltici dalla crisi dell'Unione di Kalmar all'affermazione svedese

L'aumento demografico tra il XV e il XVI secolo comporta un aumento della richiesta di prodotti agricoli e materie prime, tutto ci ci collega al paesi baltici. Il rifornimento di grano veniva dall'Ucraina come pure il legname e i minerali scandinavi. Tuttavia bisogna passare per gli stretti di Sund e Belt, creando naturali conflitti. Questi contrasti portarono alla dissoluzione dell'antica Unione di Kalmar, sorta nell'ormai lontano 1397 conglobando i regni di Danimarca, Norvegia e Svezia. L'unione si spezz e nel 1523 il re cristiano II venne deposto con la forza e furono costituiti due distinti regni : quello di Danimarco, dal 1536 comprendente anche la Norvegia, e quello di Svezia. La Danimarca, grazie alla favorevole posizione geografica, pot concorrere con olandesi e inglesi attraverso la creazione, nel 1616, della Compagnia danese per le Indie orientali. La Svezia si trov in un periodo di instabilit dovuto ai conflitti con con i danesi e con i russi. Ci facilit il parlamento a riprendere il potere perduto. Con l'incoronazione del re successivo, Gustavo Adolfo la Svezia sarebbe entrata prepotentemente nella grande politica europea. La Svezia era ricca di miniere di ferro e rame e era caratterizzato da una notevole coesione sociale.

Il Regno di Polonia

Paese vastissimo, ni gran parte agricolo e basato sul possesso fondiario in cui la rivoluzione dei prezzi rafforz il potere dei nobili. Il potere dei nobili era possibile anche grazie alla riduzione dei contarini allo stato servile, norma sancita giuridicamente, che assicurava tre giorni gratutiti di lavoro come forma di prestazioni obbligatori, per i padroni. La tolleranza religiosa aveva permesso il diffondersi dell'eresia luterana che per nella seconda met del Cinquecento lasci spazio ai gesuiti, facendo diventare la Polonia un baluardo della Contro riforma. La Santa Russia degli zar

Tra gli stati dell'oriente europeo, la Russia nel Cinquecento, era quello che contava meno. La Russia intratteneva rapporti durevoli con l'Occidente, tuttavia alcuni casi del Quattro-Cinquecento risulteranno rilevanti. Con la caduta di Costantinopoli del 1453 e con il matrimonio dell'ultima erede dell'Impero Bizantino Sofia Paleologo con Ivan III abbiamo il presupposto per l'incoronazione a zar di Ivan IV nel 1547 che segna anche la cerimonia in stile bizantino. Mosca da allora divenne la Terza Roma. Durante tutto il XVI-XVII la Russia sub grandi mutamenti a causa di Turchi, Svedesi e Polacchi. I turchi nei Balcani Nell'area Balcanica l'espansionismo ottomano aveva registrato notevoli progressi, soprattutto ad opera di Selim I, conquistando la Siria e l'Egitto nel 1517 e di suo figlio Solimano il Magnifico che dopo aver strappato Rosi i suoi reparti si dirigevano a Vienna. Sotto di lui l'Impero islamico raggiunse la massima espansione territoriale mentre, sul piano culturale, Istanbul diveniva una metropoli cosmopolita. LA situazione vedeva gli ottomani stabilmente insediati in Transilvania, Ungheria e Bosnia. Vi era poi la repubblica di Venezia che controllava la Dalmazia, le isole ionie, Creta e , fino al 1570, Cipro. Non raggiunsero mai la Dalmazia ma si insiediarono in Albania e Bosnia Erzegovina. Questo triplice confine veneto-turco-austriaco segn per secoli uno spartiacque non solo politico ma etnico e religioso culturale.

Economia e societ nel Cinquecento La demografia

La congiuntura economica della prima et moderna caratterizzata dall'avvicendarsi di due fasi di segno opposto. La prima copre l'intero Cinquecento e si presenta come un movimento espansivo che tocca tutti i settori della vita economica. Questa fase espansiva sembra esaurirsi attorno al terzoquarto decennio del Seicento e in questi anni l'Europa entra in una fase di stagnazione, che gli storici definiscono crisi generale. L'elemento che innesca lo sviluppo economico cinquecentesco certamente l'aumento della popolazione. La grande crisi demografica di met Trecento, dovuta alla peste nera del 1348 aveva generato una caduta drammatica della popolazione. Solo durante il Cinquecento il recupero demografico poteva dirsi pienamente raggiunto. Si pu supporre che agli del Cinquecento la popolazione non superasse i 50 milioni di abitanti mentre agli inizi del Seicento aveva raggiunto gli 80 milioni. Il fenomeno pi significativo fu una decisa accelerazione del processo di urbanizzazione lungo tutto il Cinquecento. Emerge sempre pi il ruolo egemone delle citt capitali. Le citt offrivano maggiori opportunit di lavoro e la possibilit di acquistare la cittadinanza concedeva tutele e diritti che gli abitanti delle campagne non avevano. Le attivit agricole

Nel mondo preindustriale le attivit agricole hanno occupato il primo posto delle attivit economiche. Nell'agricoltura era infatti impegnata fino al 70% della popolazione attiva : la terra era la fonte principale della ricchezza. La propriet contadina, nel corso del Cinquecento, si ridusse progressivamente a favore delle grandi aziende appartenenti alla nobilt, a gruppi della borghesia urbana e agli enti ecclesiastici. La condizione di vita delle famiglie contadine era al limite della sussistenza : bastava mezz'ora di tempesta per ridurre alla fame una comunit. A rendere meno precaria la situazione era la possibilit di sfruttare le terre comuni. Quando nel corso del Cinquecento e del Seicento i villaggi e le comunit, sotto l'attacco dei signori, perderanno il controllo e l'uso di queste terre e l'uso di queste aree demaniali, la vita dei contadini diventer ancor pi dura. Il crescente aumento della popolazione sollecit l'aumento della domanda dei beni alimentari. Tuttavia i sistemi agrari erano organizzati in modo rigido, la fertilit della terra era limitata alle regioni piovose e

gli strumenti del lavoro agricolo erano piuttosto semplici. In questa situazione la risposta alla crescente domanda si realizzava attraverso l'estensione delle superfici coltivabili, nel complesso per si rivel insufficiente.

Le attivit industriali

Possiamo individuare tre diversi modelli di organizzazione della produzione industriali, attraverso la combinazione degli elementi che formano il processo industriale :

1- Industria domestica : attivit di trasformazione svolte dai singoli componenti di una famiglia per la produzione di prodotti non agricoli. Produzione rivolta alle esigenze domestiche : lavorazione della lana, del cotone e di altre fibre.Modello diffuso sia in et medievale che in et moderna. 2- Artigianale : produzione di prodotti manufatti realizzati all'interno di una bottega dal siingolo lavoratore e dai suoi collaboratori. La produzione rivolta al mercato che si svolge sia nelle citt che nelle comunit minori. Importante la presenza di corporazione, strutture associative che raggruppavano artigiani che svolgevano lo stesso mestiere. Nel modello di produzione artigianale convivevano tre distinte funzioni (lavoratore, imprenditore, mercante) ma nell'et moderna si assiste a una loro progressiva separazione. Quando la separazione di queste tre funzioni si consolida di sviluppa l'industria a domicilio. Il mercante decentra in laboratori domestici alcune fasi del ciclo produttivo. Il mercante imprenditore a capo di una vera e propria azienda. 3- Grande industria accentrata : Organizzazione del lavoro svolta da grandi masse di dipendenti con apporti di capitali elevatissimi e una strumentazione tecnica piuttosto elaborata. Osservando la produzione industriale tra Cinque e Settecento rileviamo due elementi peculiari. Da un verso il settore industriale non assorbe una grande quantit di addetti, dall'altro le corporazioni verranno abolite con la caduta dell'anciem regime mentre modello artigianale e domestico sopravviveranno. Le attivit commerciali

Seppur lo sviluppo economico in questi anni stia maturando, prendendo atto della complessit di soddisfare il fabbisogno della popolazione, in queste economie preindustriali svolge un ruolo determinante l'autoconsumo; nel complesso delle quantit prodotte dell'agricoltura una parte notevole non viene immessa sui mercati ma trattenuta a vario titolo dai produttori. Tutti i prodotti nei mercati cittadini provenivano da un aria non pi distante di 60 km, in quanto gli scambi si svolgevnao su base principalmente regionale o provinciale. Proprio questa ineguale allocazione dell colture alimenta la necessit degli scambi. L'espansione del commercio marittimo cinquecentesco consolid la fortuna delle citt che si affacciavano sui mari. Le vie diterra penalizzate da una rete stradale che almeno fino a tutto il Seicento era insufficiente e precaria sono in ogni caso obbligatorie quando le merci sbarcano. Negli anni trenta del Cinquecento vi uno sviluppo impetuoso animato da una rete di operatori economici di rango e importanza diversificati. Si registra l'affermazione di una elit mercantile. La figura del mercante internazionale racchiude infatti almeno due diverse funzioni. La prima quella legata al commercio , mentre la seconda quella finanziaria, il mercante anche un operatore finanziario, raccogliendo denaro dai clienti che lo vogliono far fruttare e lo usa per impieghi commerciali. Questi grandi mercanti costituivano diverse societ, aziende strutturate in filiali. Per tutto il Cinquecento si assiste all'affermazione di questi operatori che in realt svolgono il ruolo delle odierne banche. Il problema sorge nel momento in cui bisogna pagare la transiozione, mezzo moneta. Infatti la moneta di oro e argento non abbondava, a ci fu provvidenziale il flusso di oro e argento dalle colonie del

nuovo mondo. Tuttavia caus la rovina delle strutture industriali e commerciali aumentando l'inflazione. Cosifacendo le singole monete nazionali subirono una perdita accentuata e i consumatori videro ridurre il loro potere d'acquisto. Inoltre l'aumento della massa monetaria non risolveva tutti i problemi di fabbisogno finanziario e commerciale.

Il seicento : stato economia societ Il seicento : una crisi generale? Ai contemporanei lo sviluppo economico del Cinquecento appariva sorprendente e seppur le tensioni non fossero completamente cancellate i motivi di fiducia erano largamente prevalenti. La ripresa di un grande conflitto tra le potenze europee nel 1618 la guerra dei Trent'anni non giunse, in realt, inattesa, ma squarci il velo di ottimismo. La crisi economica, le rivolte in Francia e i rivolgimenti costituzionali in Inghilterra evidenziarono la fragilit delle basi sociali delle societ europee di antico regime e i loro limiti strutturali. In realt i segni di questa crisi erano evidenti gi negli ultimi anni del Cinquecento : l'aumento d'inflazione che fece dibattere Malestroit e Bodin, la perdita d'influenza delle rappresentanze cetuali nelle istituzioni e la crescita di potere del sovrano ( gli ultimi stati generali in Francia si tennero nel 1614-15, a Napoli nel 1642 in Castiglia nel 1665). La societ fu dunque percorsa da tensioni assai forti ed il rafforzamento del potere centrale aliment l'inquietudine della nobilt. DI fronte alle diffuse manifestazioni e alle difficolt di ricondurre la societ alla quieta sociale cominci ad insinuarsi il dubbio circa l'affidabilit delle categorie con cui sino ad allora era interpretato il mondo. Questo avvi nella seconda met del Seicento la crisi della coscienz a Europea.Particolare importanza ebbe la congiuntura economica tra il 1619 e il 1922, come periodizzato da Ruggero Romano nel 1962 che mise in luce come a partire dal 1619 i meccanismo dello sviluppo economico cinquecentesco fossero giunti al limite delle loro potenzialit. Il ristagno demografico

Alla fine del sedicesimo secolo il saldo della popolazione europea era ampiamente positivo, intorno ai 100 milioni di abitanti. Alla fine del Seicento per il saldo era di circa 115 milioni, quindi un aumento modesto, che segnalava un andamento stazionario. Questo non riguardava l'Europa centrosettentrionale ma solo la parte mediterranea, emergevano tuttavia comportamenti controtendenza (La Germania colpita dalla guerra dei Trent'anni non segu il trend nordico mentre la Francia ebbe un picco). Significative furono le guerre che ebbero una doppia influenza sul calo demografico : perdite elevate e danni alle campagne. Ennesimo elemento significativo a capire l'andamento demografico sono le cattive condizioni sanitarie oltre all'epidemia, in particolare la peste che nel corso del Seicento si mostr endemica. Il terzo fattore che alimentava la crisi demografica era il ripetersi delle crisi di sussistenza. Con raccolti cattivi risultava impossibile rinnovare le scorte e far fronte agli impegni presi. Nel Seicento le carestie furono numerose (1606-1609;1617, 1622, 1628-29 etc). La congiuntura agraria

Agli inizi del seicento con il crescendo della domanda di beni agricoli, si rispose in due modi :

1.1. 1.2.

estensiva : si amplificano le superfici coltivate. Razionalizzazione dell'organizzazione : sistema intensivo

alternanza di leguminose con cereali aumento della superficie concimata aratri leggeri e nuovi strumenti

nuove colture : luppolo e barbabietola sviluppo orticoltura nelle aree limitrofi alla citt
Il passaggio al modello intensivo avvi il processo delle recinzioni, con la privatizzazione dei terreni, che rese molto precarie le condizioni di vita della popolazione rurale. Maggior successo ebbe l'affermazione di nuove coltura come il mais, la patata o il pomodoro. Il settore artigianale e produttivo

La geografia dell'Europa industriale cambia in modo significativo nel corso del Seicento. Lo sviluppo del Cinquecento aveva attirato molti capitali, tuttavia si assiste ad un progressivo ridimensionamento di alcuni settori industriali :

1.1. 1.2. 1.3. 1.4.

Italia : caduta dei manufatti, la produzione dei panni di lana passa dai circa 30 000 degli anni '80 del Cinquecento ai 13 000 del primo decennio del secolo successivo. Spagna : sviluppo industria laniera ai primi del Cinquecento, rapida caduta. Francia Idem per Lione, Amiens, Beauvais. Europa del Nord : affermazione industrie manifatturiere dei Paesi Bassi. La rete degli scambi commerciali

La crisi non colp in modo significativo gli scambi, tuttavia si manifest un cambio di gerarchia dei paesi e degli operatori. Sia la Spagna che il Portogallo non riuscirono a sviluppare il commercio con le colonie mentre gli olandesi monopolizzarono il commercio del Baltico ed entrarono nel Mediterraneo, suscitando i timori dell'Inghilterra che promulgher due decreti di limitazione di commerci con le colonie, causando un aspro conflitto con i Paesi Bassi che verranno sconfitti in un guerra che in diversi fasi si estende dal 1652 al 1674. La lotta per l'egemonia commerciale sui mari aveva evidenziato come gli stati nazionali non fossero affatto disposti a subire senza resistere la concorrenza. Gli interessi nazionali furono difesi da una corrente chiamata mercantilismo che influenz atti e decisioni governativi. Questo si manifest dalla met del Cinquecento fino alla prima met del Settecento. I principali punti erano :

1.1. 1.2. 1.3.

Importanza del fattore umano : necessit di crescita demografica Lo stato deve sempre avere a disposizione quantit elevate di metalli preziosi deve intervenire direttamente dell'economia : opere pubbliche,

Lo stato regolazione etc

Il Paese che s'impegn maggiormente in questa direzione fu la Francia di Luigi XIV che sotto la guida di Colbert cerc di creare quelle indicazioni. Colbert negli anni '60 e '70 finanzi l'impianto di una serie di manifatture regie, inoltre istitu le compagnie commerciali, la marina si rafforz.

Finanza e credito

In questi secoli era emersa l'importanza del capitale finanziario e quindi la necessit di provvedere al ciclo economico con quantit sempre maggiori di denaro, per potenziare il circuito commerciale. Queste necessit portarono alla creazione di due distinti circuiti :

1.1. 1.2.

domanda monetaria : stato, case regnanti, nobilt, operatori economici

offerta monetaria : poteri pubblici la fiscalit costituiva la prima e pi sostanziosa fonte per lo stato per procurarsi denaro.

Seppur la pressione fiscale fosse gi alta nel Cinquecento, ma accettabile grazie al trend economico positivo, nella seconda met del secolole cose iniziarono a cambiare. Le entrate dello stato non erano pi sufficienti, il sovrano doveva ricorrere ai prestiti. Questa politica di indebitamento fu comune a tutti gli stati dell'et moderna. Tutto questo era ovviamente soggetto ad interesse, che variava tra il 15 e il 20%, minando all'autonomia dello stato stesso. In questa situazione era inevitabile arrivare all'insolvenza. FU infatti nel 1557 Filippo II a emanare un decreto in cui si dichiarava la sospensione dei pagamenti, ovvero la bancarotta. Il debito fu pagato a lungo termine con titoli di stato garantiti da specifiche entrate di bilancio. Insurrezione e rivolte

IL XVII secolo inoltre caratterizzato dall'insorgere di rivolte nei singoli stati europei. L'Inghilterra fu percorsa da profonde rivolte sociali che si manifestarono negli anni venti e continuarono fino alla prima met degli ani trenta. Una seconda ondata, che caratterizz le aree settentrionali, vi fu tra il 1627 e il 1640. La natura di queste rivolte era economica e sociale. I rivoltosi erano contadini. Ci influenz le rivolte in Scozia tra il 1637 e il 1639 e in Irlanda nel 1641. Anche l'Olanda era entrata in un periodo di turbolenze, nella seconda met del Seicento. Tra tutte fu la Francia quella che attravers, nella prima met del Seicento, la pi straordinaria stagione di rivolte. Nel 1610 venne ucciso Enrico IV di Borbone, rompendo un faticoso equilibrio. Da un lato si ristrutturarono fazioni contrapposte nei nobili di sangue che non esitarono a ordire complotti. Dall'altro la pace religiosa di Nantes del 1598 veniva lentamente logorata dalle rivalse cattoliche. Inoltre negli anni trenta si susseguirono delle rivolte contadine Anche in Spagna scoppiano rivolte in particolare in Portogallo nel 1637 e successivamente nel 1640 dove l'insofferenza della nobilt locale alle pressioni della corona esplode occupando il palazzo reale e sconfiggendo la Spagna, con una guerra che finisce dopo quasi tret'anni, divenne indipendente nel 1668. Fuori dalla penisola la rivolta pi grave si sviluppa nel regno di Napoli dove il 7 luglio 1647, a fronte di un ulteriore aumento delle gabelle sui consumi popolari, il popolo napoletano si sollev sotto la guida di Masianello e in pochi giorni fu padrone dell'intera citt. Tuttavia non fu mai discussa la corona spagnola se non dopo il bombardamento della citt nel 1647, con la proclamazione della repubblica attraverso la figura di Enrico di Lorena. Tuttavia gi il 5 aprile 1648 le truppe entrano e applicano la repressione. Scienza e Cultura Galilei e Keplero Il seicento fu anche il secolo della rivoluzione scientifica. Il ruolo della cultura italiana fu importante grazie a Galileo Galilei (1564-1642) i cui studi fiorirono insieme a quelli di Giovanni Keplero(15711630). Studioso di fisica e matematica Galielo introdusse nella ricerca scientifica il metodo sperimentale : osservazione diretta verifica in laboratorio. Entrambi credenti furono entrambi perseguitati dalle autorit religiose. Nel 1615 Galileo fu convocato al S. uffizio e fu costretto ad assistere alla condanna dela teoria copernicana. Dopo l'elezione a papa di un suo amico, Urbano VIII ritenne di poter pubblicare la sua opera maggiore, Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, uscito nel 1632, ma convocato a Roma venne condannato ad abiurare le sue tesi. La rivoluzione scientifica : astronomia, fisica, chimica Con rivoluzione scientifica si intende il profondo cambiamento del modo di affrontare la conoscenza del mondo naturale, che si svilupp fra Cinque e Seicento in Europa. Le scoperte astronomiche, mediche, fisiche e le innovazioni metodologiche si collegarono ad uno spirito nuovo che scalz il dogma della

scolastica e la fisica di Aristotele. W. Harvey afferm lo scorrimento del sangue, Descartes rivoluzion la filosofia ponendo il dubbio alla base della ragione, Newton deline i principi fondamentali della dinamica e in particolare pubblicando nel 1687 i Philosophiae naturalis principia mathematica con cui dava una spiegazione globale del meccanismo dell'universo, segnando il definitivo successo del razionalismo sperimentale. Nel frattempo era sorta una nuova scienza, quella industriale con il rinnovamento della chimica grazie a Robert Boyle (1627-1691)formulando una nuova legge fisica : pressione e volume di un gas stanno tra loro in un rapporto ben definito pi aumenta la pressione, pi diminuisce il volume. La rivoluzione scientifica si diffuse grazie alle sue applicazione pratiche, avvalendosi dell'appoggio dei sovrani che furono stupefatti dalle nuove invenzioni : orologi, telescopi, cannochiale, microscopio, barometro a mercurio. IN particolare Thomas Savery ide una macchina per il sollevamento dell'acqua dai pozzi delle miniere, perfezionata poi da Newcomen. Con tale innovazione scienza e tecnica divennero fenomeni comprensibili e utilizzati anche dagli imprenditori nobili. La scienza aveva fatto ingresso nel mondo dell'economia e del mercato. Si svilupparono anche le accademie scientifiche : la prima fu quella dei Lincei fondata a Roma nel 1603 dal principe Cesi. Poi tocc a Firenze nel 1657, nel 1663 la Royal Society a Londra, nel 1666 a Prigi e nel 1700 a Berlino. Ogni societ favoriva ricerche e studi pubblicandone i risultati su riviste e giornali. Furono i membri di queste societ a rinnovare gli studi universitari, che non avevano ancora adottato i progressi della conoscenza scientifica. L'Europa del Seicento fu quindi unita come non mai nell'ambito della cultura scientifica. La rivoluzione scientifica influenz anche le manifestazioni religiose. SI afferm il deismo, che preferiva la religione razionale a quelle storiche, affermando che si potesse parlare di Dio solo nei termini indicati dalla ragione. Il dibattito sul diritto di natura divenne un veicolo di idee eversive. John Locke svilupp un'idea laica dell'origine della legge e del rapporto fra libert e individuo e potere dello stato. Arte, Musica e teatro Nell'ambito della storia dell'arte il Seicento rappresent il culmine del barocco che signific la definitiva affermazione del teatro e della musica moderna : nacquero in Italia il melodramma e l'opera. La cultura nell'Italia di quell'epoca divennequasi un'industria. Il trionfo dello scultore Bernini avvenne con la conclusione dei lavori in San Pietro : la basilica, con il suo colonnato, divenne uno dei modelli architettonici del tempo. La citt divenne la meta obbligata dei pi grandi artisti europei. La Chiesa fu il committente per eccellenza. Con lo stesso successo e nello stesso periodo la commedia dell'arte si diffondeva in tutta Europa. Le scenografie italiane utilizzavano macchine complesse, fondali girevoli e mobili, sipari, ricostruzioni di incidenti. Attori e maschere vennero richiesti ovunque. Il teatro divenne talmente popolare da essere usato a scopo didattico. L'Italia nel XVII secolo Una nuova congiuntura economica Lo sviluppo economico del Cinquecento aveva investito positivamente anche l'Italia, le cui basi produttive erano nel settore primario, l'agricoltura. Ma la novit era consistita nella risposta delle attivit non agricole. Grande successo aveva avuto l'industria laniera, la produzione di seta grezza a cui si aggiungevano le fibre naturali come cotone, lino, canapa. Era attraverso i rapporti economici che l'Itlia aveva qualche parvenza unitaria. Tuttavia via si trattava di una forma squilibrata in cui la parte meridionale era la produttrice delle materie prime mentre la parte settentrionale affermava la propria superioti nel settore industriale e commerciale. Inotre agivano positivamente anche altre attivit : vetro, armi, oreficeria, ceramica, legno e marmo, carta, tipografia. In questa situazione di compensazione nord-sud il precario equilibrio risorse/popolazione inizi ad incrinarsi nel Seicento. La popolazione era cresciuta velocemente e la produzione non riusciva ad aumentare. Gli eventi che accompagnano i cicli agrari ebbero cosi un effetto devastante. La crisi italiana innescata dalla rottura dell'equilibrio tra popolazione e risorse si allarg anche al settore della produzione industriale. L'organizzazione della societ

In Italia, come nel resto d'Europa, era diffuso il parare negativo nei confronti dell'impiego meccanico (ovvero mestieri rivolti al guadagno). Tutto ci era il frutto di una concezione della societ fortemente gerarchizzata, il cui stile di vita era orientato dai valori aristocratici. Il mondo della borghesia urbana non fu in grado di costruirsi una identit sociale e culturale antagonista a quella della nobilt. La massima aspirazione del borghese era di integrarsi con la nobilt. Decisivo fu poi il ruolo della chiesa che operava un controllo diretto sull'ortodossia dei comportamenti. A contribuire a ci prendevano parte in larga scale le diocesi che erano a capo di una complessa organizzazione di parrocchie e di chiese, tuttoe radicate nel territorio. Per tutto il Seicento la Chiesa increment il numero di beati e santi, affidando alla devozione dei fedeli modelli diversificati di vita cristiana. L'alleanza fra chiesa e ceti privilegiati fu totale. La cultura politica fu assorbita in Italia dalle preoccupazioni di riconcilliare la dimensione etica e religiosa con quella politica. L'Italia spagnola I sistemi degli stati regionali italiani, reso stabile dalla pace di Cateau Cambresis del 1559, conferm la sua capacit di stabilizzare i repporti di forza della penisola, imperniati sul ruolo centrale della monarchia spagnola che controllava direttamente quattro aree importanti : il ducato di Milano, il Regno di Napoli, il Regno di Sicilia, il Regno di Sardegna. La corona seppe riconoscere la diversit delle singole tradizioni politiche. Il delegato del sovrano non poteva governare senza la partecipzione agli atti di governo dei consiglieri locali. Il Ducato di Milano entr a far parte della comunit iberica nel 1535. Al vertice del governo stava il governatore, quasi sempre spagnolo. Il massimo organo di governo era il senato, composto dal presidente e da quattordici membri. Il senato aveva anche attribuzioni giudiziarie nonch di diritto internazionale sugli atti regi o del governatore. La gestione del patrimonio era affidata a due organi : Magistrato Ordinario e Magistrato Straordinario. Il gruppo sociale che egemonizzava la societ lombarda era il patriziato cittadino, un numero ristretto di famiglie che controllava l'accesso ai governi urbani e che dalla met del Cinquecento aveva chiuso i propri ranghi, monopolizzando le cariche pubbliche. Particolare interesse aveva il rapporto tra le citt e il loro contado. Ogni provincia aveva ordinamenti propri ed un grado abbastanza ampio di autonomia. Il regno di Napoli era stato conquistato nel 1503 dopo un decennio di guerra con i francesi. La corona si limit ad introdurre solamente il Consiglio Collaterale che assisteva il vicer. Nell'architettura istituzionale del viceregno vi erano poi il sacro consiglio, che esercitava la giurisdizione ultima di appello e la camera della sommaria alla quale era riservata la gestione economica e finanziaria. L'articolazione cetuale della societ meridionale era piuttosto complessa. La nobilt era certamente il gruppo socialmente pi rilevante ma si presentava divisa. L'immagine di una feudalit rapace e oppressiva verso i propri vassalli deriva dall'ampiezza dei poteri che di norma accompagnavano la concessione feudale. Era tuttavia nelle campagne che i poteri feudali manifestavano un'impressionante e incontrollabile forza espansiva. Tutto ci spiega le numerose rivolte contadine nel Mezzogiorno. Lentamente nel corso del XVI e XVII secolo la corte di Madrid costru un rapporto privilegiato con il ceto civile di origine borghese che, attraverso l'esercizio delle professioni liberali erano giunti a conquistare ricchezza e potere. I togati divennero l'interlocutore privilegiato del govenno spagnolo. Il regno di Sicilia era un possedimento gi del secondo decennio del XV secolo quando i gruppi dirigenti siciliani decisero di darsi alla corona aragonese. Nel 1536 affianco del vicer fu introdotta la nuova carica di Consultore. La struttura istituzionale era organizzata in organi collegiali con compiti diversi. C'era per una mancanza significative, mancava infatti un organo di natura politica come il Senato milanese o il Collaterale napoletano. L'economia siciliana poggiava su due produzione essenziali : i cereali e la seta. Gli altri stati italiani Nell'Italia del nord il ducato di Savoia era stato un fedele alleato di Carlo V e Filippo II. Il suo territoro copriva Nizza, Oneglia in Liguria, la Savoia, il Piemonte e il ducato d'Aosta. La pluralit dei territori e delle tradizioni di rifletteva anche negli ordinamenti istituzionali. Il ducato d'Aosta era l'unico ad avere

una assemblea rappresentativa che si riuniva ogni cinque anni, mentre erano attivi i Senati. La natura di queste strutture consiliari era vicina a quelle delle grandi corti di giustizia francesi. Il sovrano era assistito da un consiglio di stato prgano che perse, progressivamente parte del potere. Negli stati del ducato la nobilt feudale svolgeva un ruolo determinante tanto nel controllo del territorio che nello sfruttamente delle risorse. Il sovrano cominci a favorire l'emergere di una borghesia mercantile e finanziaria che soppiant l'antica nobilt. Le risorse del paese erano tratte fondamentalmente dall'agricoltura, con una pressione fiscale piuttosto alta. L'alto livello delle spese militari e la grave congiuntura economica sfociarono in una grave crisi. Il Gran ducato di Toscana si era costituito in diverse fasi tra il 1530 e il 1561, sotto il peso dell'alleanza con la Spagna. I granduchi di casa Medici cercarono un compromesso con l'antico e potente patriziato. Mentre il ristrtto apparato esecutivo rimaneva nelle mani di uomini legati al granduca. L'economia toscana conobbe, nel seicento, una stagnazione continua e regolare. Non si registrarono grandi crisi di sussistenza ma l'attivit industriale, colpita dalla crisi che dur dal cinquecento al seicento. Crisi che colpiva anche il settore finanziario. La repubblica di Genova era rimasta fedele alla spagna, rinunciando a disegni di espansione e tutelando la propria economia. Il problema centrale del ceto dirigente era come risolvere lo squilibrio popolazione risorse, vista la conformazione morfologica. Il governo della repubblica si resse con equilibrio inoltre la finanza genovese svolgeva un ruolo fondamentale. Il declino economico genovese fu pi lento e meno traumatico di quello fiorentino. La repubblica di Venezia mantenne un distacco dalla corte madrilena. Il momento di maggior tensione si verific nel 1618 quando si scoprirono le trame dell'ambasciatore spagnolo a Venezia che cerc di attuare un colpo di stato all'interno della citt. Momenti di tensione si verificarono anche con la santa sede. La repubblica era rimasto l'unico stato italiano in cui vigeva la libert di opinioni religiose o politiche. Lo stato pontificio si era venuto ampliando nel corso del cinquecento e si consolid ulteriormente con l'annessione di Ferrara nel 1598 e quella del ducato di Urbino nel 1631. Nel governo centrale dello stato operava una doppia struttura : cure del governo spirituale, governo temporale. La santa sede era in realt una singolare monarchia elettiva, nel senso che il ponteficie aveva tutti i caratteri e i poteri del sovrano oltre alla trasmissione dei poteri. La presenza del papa e della sua corte come centro della crisitanit, ma anche di potenza temporale, assicurava a roma enorme prestigio e un flusso ininterrotto di pellegrini. Tuttavia il settore agricolo mostrava ritardi nell'adozione di metodi e tecniche colturali ed era penalizzato dalla presenza di ampie aree fondiarie e quindi aveva una bassissima produttivit. Mentre l'industria si era giovata dell'alume di Tolfa, essenziale per le manifatture tessili. Vero un nuovo equilibrio europeo : la Francia da Enrico IV a Luigi XIV La Francia e le guerra di religione Morto Enrico II nel 1559 il trono francese era passato nelle mani del giovane Francesco II. Nel frattempo inoltre si erano diffusi i calvinisti (chiamati ugonotti) guidati da Luigi di Borbone Venedome e da Gaspare di Coligny; il loro potere era ampio tanto che nel 1562 le chiese calviniste erano circa 2000. Le guerre di religione, tuttavia, non sono solo causa del conflitto religioso, intervengono altri fattori come la debolezza della monarchia e la forte ripresa della nobilt. Nel 1560 muore Francesco II, sostituito dalla madre Caterina dei Medici che assunse la reggenza in nome del figlio Carlo IX. Essa cerc di mettere le famiglie nobiliari una contro l'altra. Tra il 1562 e il 1570 la Francia venne cosi travolta da una guerra civile che termin a favore degli ugonotti. Caterina tent una nuova strada promettendo la mano della figlia Margherita a Enrico di Navarra, figlio di Antonio di Borbone (uno dei capi degli ugonotti. Il suo piano era quello di unire la Francia e dichiarare guerra alla Spagna. SI giunse cosi alla notte del 23 agosto 1572, la notte di San Bartolomeo, occasione di ritrovo per gli ugonotti per le notte di Enrico di Navarra. Carlo IX spaventato dall'idea della guerra e incoraggiato dai Guisa, ferventi cattolici, ordin il massacro. La guerra divamp nuovamente. Nel 1574 sal al trono Enrico III, figlio di Enrico II, gi re di Polonia e ultimo rappresentante dei Valois insieme al duca d'Angi. Tuttavia la morte di quest'ultimo nel 1584 lasciando come unico erede Enrico di Navarra. A Parigi nacque un nuovo partito, la Santa Lega, formata da cattolici intransigenti; l'anno seguente scoppi una nuova guerra civile, fomentata da Filippo II. Venne chiamata la guerra dei tre Enrico (III, Guisa, Navarra).

Una rivolta cittadina nel marzo del 1588, provocata dalla Lega, mette in fuga Enrico III che nonostante ci fa assassinare Enrico Guisa, con un gesto che fu condannato da molti. Pochi mesi dopo il sovrano fu assassinato da un fanatico cattolico e morendo indic come erede Enrico di Navarra, purch si riconveritsse. Nel 1594 Enrico di Navarra, rientrato nel seno del cattolicesimo entr a Parigi, con l'approvazione del ponteficie, come Enrico IV. L'anno seguente dichiar guerra alla Spagna e firmata la pace tre anni dopo con Filippo II ormai morente, conferm la libert di culto agli ugonotti con l'editto di Nantes del 1598. Enrico IV e Maria dei Medici Nel 1598 Enrico IV aveva posto le basi di una duratura pace interna. Da quel momento si moltiplicarono le adesioni al nuovo sovrano, che gli consegnarono i loro territori. Il re pot cosi dedicarsi al rafforzamento dello stato : nel 1604 con l'istituzione di una tassa apposita, rese ereditari gli uffici burocratici, assicurando nuove entrate e l'appoggio del ceto dei magistrati. Cosi sorse un nuovo ceto di funzionari che fu alla base del sistema statale francese. Il risanamento delle finanze e la politica economica affidata a Maximillien de Sully portarono a una prima politica mercantilistica. In politica estera si assicur l'alleanza di Emanuele I di Savoia, con il trattato di Lione del 1601, allontanando cosi il duca dall'alleanza con la Spagna. Sostenne degli accordi i Cantoni svizzeri, con gli stati tedeschi e si pose a favore dei Paesi Bassi contro la Spagna. Tuttavia nel 1610, mentre stava per far marciare le truppe contro i principi cattolici per la successione del ducato di Julich-Kleve, Enrico IV fu assassinato da un fanatico cattolico. Il piccolo Luigi XIII, di nove anni, fu affidato alla reggenza della madre Maria dei Medici. A questo punto la nobilt cerco di riprendere il potere e in armi impose che venissero chiamati gli Stati Generali, tuttavia nel 1614 furono favoreli al re, con la nobilt divisa tra papato e terzo stato che non trovarono accordi. Luigi XIII irritato dalle simpatie della mdre e l'italiano Concino Concini, fece assassinare quest'ultimo nel 1617 e fece esiliare la madre. Luigi XIII nomin nuovo ministro Charles de Luynes, filo cattolico e appoggi le pretese della Spagna. Luigi XIII e l'ascesa di Richelieu Luigi XIII era onesto e scrupoloso ma privo di capacit politiche. La svolta avvenna dalla riconciliazione con la madre nel 1622 che nel frattempo aveva ottenuto il cappello cardinalizio per il su prediletto Jean Armand Du Plessis de Richelieu. Nel 1624 fu niminato ministro Richelieu che cerc di sottomettere l'alta nobilt combattendo i complotti contro il sovrano. Smantell la potenza militare degli ugonotti conquistando nel 1628 la fortezza di La Rochelle, ma lasciando loro la libert di culto. Sul piano economico continu l'opera del ministro Sully: potenzi la marina da guerra, favor la costituzione di compagnie commerciali, gettando le basi di un primo impero coloniale in Canada, Senegal e Madagascar. FU un protettore di letterati e artisti fondando la prestigiosa Acadmie Francaise nel 1635 e potenziando l'universit della Sorbona. In politica estera favor la formazione di un'alleanza antiasburgica con le potenze protestanti: nel 1624 invase la Vantellina rompendo le comunicazioni tra Spagna e Impero, nel 1634 si schier apertamente contro Vienna, iniziando le operazioni militari con la Germania e nel 1635 dichiarando guerra alla Spagna. Nel 1642 le truppe francesi conquistavano Roussillon e nello stesso anno il primo ministro moriva, lasciando la sua eredit nelle mani di Giulio Mazzarino. La Francia del cardinale Mazzarino : la Fronda Mazzarino ricevette la guida della Francia nella fase finale della guerra dei trent'anni, ottenendo importanti vittorie militari. Sul piano interno, tuttavia, dovette combattere l'ostilit dell'alta nobilt, che lo odiava apertament. L'aumento della fiscalit, docuto alle continue esigenze della guerra, caus scontento nelle provincie. Inoltre, la riduzione degli stipendi e delle rendite annuali legate agli uffici veniali, provoc la protesta della nobilt di toga. In particolare i magistrati del Parlamento di Parigi iniziarono una sorda guerra contro il cardinale, dando vita alla Fronda, un'opposizione tenace che nel 1648 incit la popolazione a sollevarsi contro Mazzarino, con l'appoggio di molti nobili. Mazzarino fu costretto ad abbandonare la capitale insieme ad Anna d'Austria e al giovane Luigi XIV. Tuttavia riusc a dividere i suoi avversari e a concludere la pace di Reuil, l'anno seguente. Subito dopo inizi la Fronda dei principi. Costretto una seconda volta alla fuga si rifugi a Colonia. Il 1652 fu l'anno decisivo : fu combattuta una guerra aperta. La capitale si riconcili con il re e Luigi XIV pot tornare, con Mazzarino che lo segu l'anno successivo. Tuttavia dovette combattere anche l'eresia dei giansenisti, una specie di

calvinismo cattolico fondato da Arnaud. Condannati dal ponteficie Innocenzo X, risposero con la pubblicazione delle Lettere Provinciali di Pascal, ci non toglie che furono condannate le tesi . Dopo la pace dei Pireine del 1659 tra Parigi e Madrid Mazzarino era riuscito a far diventare la Francia una potenza egemone. La presa di potere di Luigi XIV Nel 1661 Luigi XIV assunse la gestione dello Stato, dopo la morte di Mazzarino. L'alta nobilt fu via via ridotta ad un ruolo di pura rappresentanza, mentre il ruolo dei parlamenti fu ridimensionato. Il re di Francia aveva un'illimitata sovranit legislativa, ma, nel regno, non si giunse mai a un diritto regio unitario. Avevano valore giuridico il diritto consuetudinario delle provincie settentrionali, quello romano del Mezzogiorno e quello canonico del clero. Luigi XIV fu chiamato il Re Sole perch, ben consapevole del ruolo della regalit e della propaganda, volle egli stesso creare il mito di un sovrano divinizzato. Lo sfondo dell'azione del sovrano divenne la nuova reggia di Versailles costruita per far si che i nobili risiedessero li in permanenza. Erano tutti uomini nuovi che provenivano dalla borghesia o dalla nobilt di toga, come la gran parte dei funzionari di Luigi XIV. La borghesia rinsald il suo legame con la monarchia: i ceti medi furono i pi saldi sostenitori del regime assoluto, in quanto il re aveva stroncato l'arroganza dell'alta nobilt e dei grandi feudatari, garantendo la pace sociale. L'assolutismo francese L'assolutismo di Luigi XIV era frutto di approfonditi lavori nei comitati di studio, creati nei consigli. Ogni giorno il sovrano si intratteneva con un ministro preparando le decisioni da assumere. Tuttavia il potere assoluto del sovrano in realt era dovuto all'allontanamento, voluto sin dal primo annno di governo, dei principi del sangue, dei cardinali e dell'alta nobilt dal Consiglio superiore del regno. Questa fu la sottile vendetta del sovrano contro le ingerenze che avevano portato alla Fronda. La carica pi importante divenne quella di controllore delle finanze, affidata a Jean Baptiste Colbert. La politica economica Il nuovo ministro delle finanze dovette lottare contro avversari interni e soprattutto con le costose guerre che Luigi XIV aveva imposto al Paese. Colbert era convinto che bisognasse fondare la prosperit del Paese sulla politica mercantilistica, accrescendo le riserve di oro e di argento egli voleva imitare l'esempio olandese, impressionato dallo sviluppo della marina e del commercio. Per limitare l'importazione decise di sviluppare nuove manifatture invitando tecnici ed artigiani europei a stabilirsi in Francia. Fond una serie di manifatture reali che divennero di propriet statele; elev i dazi sull'importazione dei prodotti olandesi, scatenando una guerra tariffaria con le Provincie Unite che nel 1672 degenr in una guerra aperta. Alla fine del conflitto Colbert fu costretto a ribassare le tariffe. Anche la creazione di grandi compagnie mercantili non ebbe grande successo. Nel 1664 nacque la Compagnia francese delle Indie Orientali che ottenne il monopolio del commercio con l'Oriente. Miglior risultato raggiunsero altre iniziative come i cantieri navali e il potenziaento della marina mercantile. D'altro canto Colbert trov due grandi ostacoli : struttura agricola dell'economia francese e mancanza di volont del sovrano e dei suoi ministri di riformare la struttura sociale, piena di diseguaglianze. La politica estera e i conflitti con Roma Luigi XIV non aveva una precisa linea in politica estera, il suo unico obiettivo era la grandezza francese. Nel 1667 entr in guerra con la Spagna per occupare alcune provincie dei Paesi Bassi spagnoli e la Franca Contea. Considerava tali province parte della dote della moglie, figlia di Filippo IV. Si for, tuttavia, una triplice alleanza fra l'Olanda, l'Inghilterra e la Svezia. Segu la pace di Acquisgrana nel 1668 che lasci alcuni territori alla Franci, imponendo la restituzione della Franca Contea. Nel 1672 dopo la decisione di Colbert di alzare le tariffe, le provincie Unite imposero il divieto di importazioni francesi scatenando la guerra. Luigi XIV fu costretto ad accettare la pace di Nimega nel 1678 ottenendo la Franca Contea e la citt di Friburgo sul reno. Con l'ascesa al trono di Guglielmo III d'Orange, anima della resistenza olandese, nel 1689 si form una grande alleanza contro luigi XIV che univa Inghilterra, Svezia, Olanda, Austria, i principi protestanti tedeschi e il duca di Savoia Vittorio Amedeo II. La guerra, detta Lega di Augusta, dur fino al 1697 anno della pace di Rijswik che impose alla Francia la restituzione di gran parte dei territori occupati.

Luigi XIV non ebbe mai buoni rapporti con la S. Sede. Particolarmente duro fu il contrasto con l'energico Innocenzo XI, il papa che aveva saputo creare la Lega per la difesa di Vienna. Il sovrano aveva rivendicato il diritto di regalia sui vescovati vaticani. Il pontefice lo condann e nel 1682 il clero francese approv la limitazione dell'autorit ecclesiastica e il potere del pontefice. Nel 1689 alla morte di Innocenzo XI il sovrnao manovr il conclave e fu eletto Alessandro VIII e poi due anni dopo l'elezione di Innocenzo XII. Quest'ultimo raggiunse un accordo con Luigi XIV nel 1693 in cui furono accettate tutte le richieste della S. Sede. L'Europa centrale e la guerra dei Trent'anni L'impero asburgico e l'inizio della guerra dei trent'anni Il primo decennio del Seicento aveva visto una grave crisi politica degli Asburgo di Vienna, l'imperatore Rodolfo II (1576-1612) aveva manifestato gravi segni di follia, tanto che venne riconosciuto capo politico il fratello minore Mattia. Rodolfo aveva concetto ai boemi, principalmente calvinisti, la libert di culto nel 1609 e trasferita la corte da Vienna a Praga aveva raccolto presso di se persone di scienza e cultura, quali Keplero e Tycho Brahe. Nel frattempo Mattina era riuscito a sedare le rivolte in Ungheria e a chiudere la guerra contro i Turchi con il trattato di Vienna del 1606.Nel 1608 fu riconosciuto re d'Ungheria e successore di Rodolfo II. Alla morte, nel 1612 fu eletto imperatore e Re di Boemia e scelse come successore Ferdinando di Stira, appoggiato da Filippo II.La scelta provoc una reazione in Boemia in quanto era un noto sostenitore delle ragioni cattoliche. Il 23 maggio 1618 alcuni nobili protestanti fecero irruzione nel castello di Praga gettando da un finestra due alti funzionari e il loro segretario. La defenestrazione di Praga diede inizio alla guerra che dur trent'anni. Quel giorno due alti funzionari imperiali avevano ordinato lo smantellamento di due nuove chiese protestanti suscitando l'ira dei ceti e dei nobili luterani. Alla morte dell'imperatore Mattia nel 1619, in una dieta generale del regno di Boemia, scelsero come re, non Ferdinando II, ma il calvinista Federico di Wittelsbach. Questi ricevette la corona nel duomo di Praga il 4 novembre. Tuttavia il duca di Baviera schier il suo esercito al fianco di Ferdinando II che sin dal 28 agosto era stato nominato imperatore a Francoforte. Sui rivoltosi si scaten la repressione imperiale. Nel frattempo a Madrid il duca di Lerma aveva preso ogni potere e Filippo III si era schierato a fianco di Ferdinando II. Il 16 settembre 1622 fu occupata la citt capitale di Heidelberg. Era ormai iniziata la guerra dei Trent'anni. L'intervento della Svezia e della Francia Per contenere i successi dell'imperatore e della Spagna venne firmata a l'Aja, nel 1625, una nuova alleanza tra la Danimarca, le Provincie Unite, l'Inghilterra e il principe Federico V del Palatino.Nel 1629, firmando la pace di Lubecca, il re di Danimarca Cristiano IV fu costretto ad acccettare la supremazia imperiale. Tuttavia nel 1629 Ferdinando II prese due decisioni che risultarono fatali : fece pubblicare l'editto di restituione, ovvero il patrimonio ecclesiastico secolarizzato dai protesanti da quasi un secolo avrebbe dovuto essere restituito; e pochi mesi dopo nomin il comandante dell'esercito Wallnstein principe dell'IMpero. Cosi facendo Ferdinando offese tutti i principi dell'Impero. L'uragano di indignazione che si scaten nel mondo tedesco ribalt la felice situazione raggiunta dall'imperatore : nella dieta di Ratisbona, nel 1630, si cre una ferma opposizione a Ferdinando II. L'imperatore fu costretto a tornare sui suoi passi. Inoltre nello stesso anno il re di Svezia, Gustavo Adolfo, sbarc in Germania assumendo la guerra contro l'Imperatore e raccogliendo sotto di s tutti i principi protestanti.A lipsia nel 1632 l'esercito imperiale sub la prima sconfitta e nel 1632 il re svedese entrava a Monaco. Lo scontro avvenne a Lutzen dove Gustavo mor. Tuttavia Wallestein aveva avviato trattative segrete con i protestanti, ma cadde in disgrazia presso l'imperatore e nel 1634 fu assassinato da dei mercenari.La vittoria sugli svedesi, del figlio Ferdinando, apr la prima seria trattativa di pace, conclusa l'anno seguente a Praga. Ma non venne consentita la professione calvinista, impedendo alla pace di riaffermarsi. Fine della guerra : le paci di Vestfalia e dei Pirenei L'ultima fase della guerra vide la netta prevalenza dell'alleanza franco-svedese : nel 1636 Richelieu aveva dato vita ad una lega anti-asburgica. Nel 1637 gli eserciti di Ferdinando III subirono dure sconfitte. Filippo IV si trov a dover fronteggiare numerose rivolte nella penisola iberica. Nel 1645 quando le truppe svedesi erano quasi giunte a Vienna Ferdinando III riusc a stipulare una prima tregua con la Sassonia.

Finalmente le trattative intraprese da anni furono firmate a Munster e a Osnabruck il 24 ottobre 1648 (pace di Vestfalia). La pace avrebbe dovuto porre fine alle guerre di religione riconoscendo a ogni stato firmatario il diritto di tutelare i propri interessi. Segn la ittoria del partito francese e del cardinale Mazzarino. La Francia pur riconoscendo l'indipendenza delle Province Unite continu la guerra con la Francia che si concluse solo nel 1659 con la pace dei pirenei. I paesi baltici Con la fine della guerra la Svezia era diventato il paese pi potente tra quelli che si affaccivano sul mar Baltico. In effetti il primo obiettivo svedese era stato proprio la conquista del Baltico. Il successore di Gustavo Adolfo era lafiglia Cristina che tuttavia nel 1654 lasci il trono al cugino Carlo Gustavo.Carlo Xconferm la sua fama in una guerra contro la Polonia nel 1657. Mentre batteva la Polonia Varsavia ricevette la comunicazione di guerra da parte della danimarca, cosicch marci nella penisola, conquistandola facilmente. L'ascesa della Prussia degli Hohenzollern Le due principali potenze scandinave (il baltico era diventato un punto di riferimento del commercio internazionale) si trovarono di fronte una nuova potenza politica: il ducato di Brandeburgo che nel 1618 era stato unito sotto la dinastia Hohenzollern, al ducato di Prussia. Sotto la guida di Federico Guglielmo i due stati avevano costituito una vera e propria potenza militare. Sul fronte interno si leg con la nobilt terriera della Prussia, gli junker, anche ufficiali del suo esercito. Il prezzo di tale accordo fu il mantenimento della servit della gleba. Inoltre il sovrano aveva riformato il Consiglio privato, facendone un organo collegiale ed esecutivo. In periferia venne creata la figura dei commissari, che esercitavano il controllo finanziario. Nelle riforme militari favor l'esenzione dal servizio obbligatorioo degli abitanti della citt e degli artigiani facendo delle masse contadine il serbatoio privilegiato del reclutamento. Il figlio Federico III fu nominato re di Prussia nel 1701 con il nome di Federico I. Egli favor lo sviluppo economico curando la riforma agricola e l'introduzione delle manifatture tessili L'Europa orientale L'impero ottomano : le guerre con la Persia, con Venezia, con gli Asburgo Dopo la battaglia di Lepanto (1571) l'armata turca fu ricostruita e l'espansionismo ottomano crebbe, tuttavia innegabile che Lepanto rappresent uno spartiacque dopo il quale nulla fu pi come prima, a cominciare dalle finanze. Nell'immediato Spagna e Turchia si voltarono le spalle, disinteressandosi del Mediterraneo. La Spagna si occup dei suoi interessi atlantici mentre la Turchia si volse contro il nemico persiano che batt nel 1639, potendo cosi volgersi contro Venezia e gli Asburgo. Il Seicento fu per Venezia e la Turchia un secolo di dure lotte; nel 1645 i Turchi investirono Creta, veneziana dal 1204. La guerra si protrasse per 25 anni finch nel 1669 Venezia si pieg a chiedere la pace e Creta divenne ottomana. Nonostante ci i turchi furono fermati nella battaglia di San Gottardo, fra la Stiria e l'Ungheria, vittoria rimasta senza conseguenze poich l'imperatore Leopoldo I prefer concludere la pace in fretta. Questo il segno di una crisi latente che a breve si sarebbe rivelata nella sua vastit. La presenza di un feudo vitalizio che scoraggiava gli investimenti, l'affermarsi del commercio atlantico e la corruzione dilagante portarono all'indebolimento dell'organismo statale. Tuttavia si trasform in nuove pulsione espansionistiche. L'assedio di Vienna e l'effimera riscossa veneziana Nel 1683 l'offensiva turca si volgeva contro gli Asburgo, l'imperatore si rifugiava in Tirolo e Vienna veniva cinta d'assedio. Per l'Europa la salvezza giunse dalla Polonia, minacciata anch'essa : il re Giovanni Sobieski sbaragli le forze avversarie il 12 settembre 1683, trasformando la sconfitta in una disfatta nel frattempo si formava una Santa lega tra Austria, Polonia, Venezia e Russia. Alla fine il sultano si pieg alla pace di Karlowitz del 1699.Era la prima pace firmata dall'impero ottomano, senza condizioni : d'ora in avanti la sua storia sarebbe stata segnata da un continuo arretramento territoriale. Venezia nel 1684 era scesa in campo a fianco dell'Austria con la mira di riprendersi Creta, ma l'isola non venne riconquistata anche se lo divenne il Peloponneso che, per nel 1718 con la pace di Passarowitz ritorn turco.

Il tramonto della Polonia La Polonia gi dalla met del Cinquecento era un organismo minato da diverse tare. Il pi grave di questi mali era costituito dal persistere di una struttura sociale profondamente segnata dal fenomeno feudale. La sua organizzazione economico-sociale si basava esclusivamente sul possesso fondiario e la rivoluzione dei prezzi aveva premiato il potere nobiliare, che aveva mantenuto ben saldo il potere. Tuttavia la crisi della monarchia non si rivel fino alla met del Seicento, poich la Polonia approfitt della crisi russa, per annettersi i vasti territori dei cosacchi, oltre che sconfiggere turchi e svedesi. Questa politica aggressiva veniva a beneficiare la nobilt ma termin quando i cosacchi ortodossi preferirono sottoporsi alla sovranit dello zar, perdendo cosi l'Ucraina e la Livonia presa dalla Svezia : la nuova realt politico-geografica venne sancita dalle paci di Olivia nel 1660 e di Andrussovo nel 1667. Una nuova potenza : la russia di Pietro il Grande Tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo l'Europa allarga i suoi confini con l'affermarsi della Russia come stato moderno, comandato dallo zar Pietro I Romanov, conosciuto come Pietro il Grande (16891725). LA dinastia Romanov arriv al potere nel 1613 dopo una serie di lotte che fecero di Michele Romanov lo zar e successivamente suo figlio Alessio nel 1645. Alessio nel 1666 ottenne la supremazia dell'autorit imperiale su quella ecclesiastica,lasciando, in cambio, mano libera a clero e nobili verso i loro contadini. Pietro il Grande per cambi radicalmente il volto della Russia, che apprezzava la cultura occidentale. Salito al trono nel 1697 compie un viaggio di istruzione all'estero, ritornato in patria con una schiera di tecnici europei si applic a riformare la Russia, europizzandola. Lo scopo era di fare della Russia uno Stato accentrato e assoluto, sul modello occidentale. Il paese venne diviso in governatori e per creare il personale fu formata una nobilt di servizio. Dunque vennero create scuole e accademie. Sul campo politico-militare i frutti delle riforme furono colti nella battaglia di Poltava del 1709 in cui i russi piegarono gli svedesi e nel proseguimento dell'espansione in Siberia. Coronamento della sua azione riformatrice fu la nuova capitale a San Pietroburgo nel 1703. Le rivoluzioni inglesi e l'anomalia olandese Gli Stuart Il 9 febbraio 1649 il parlamento inglese intenta un processo al sovrano Carlo I Stuart che viene poi decapitato. Per capire bisogna fare un quadro della situazione dalla morte di Elisabetta che non ebbe eredi. Questa prima parte di secolo fu quantomai rovinosa tra pestilenze e crisi economica. Morta Elisabetta bisognava trovare un successore che fu indicato nel figlio della regina di Scozia, Giacomo di Stuart. Con i Stuart si univano Irlanda, Scozia e Inghilterra, tuttavia ci non rafforz la potenza inglese, si trattava di paesi privi di storia comune e con economie difformi. Inoltre, non meno importanti erano gli antagonismi nazionali, accentuati dai contrasti religiosi. In una situazione cosi delicata emergeva la necessit di un sovrano capace, che certamente Giacomo non era. Gi il 5 novembre 1605 con la congiura delle polveri si tent di far saltare il re, che rispose mettendo al bando i cattolici dalla vita politica, causando la creazione di frange estremistiche, come gli anabattisti. Il Parlamento inglese era articolato dalla Camera alta, di diritto ereditario, e da quella bassa o dei Comuni elettiva. Quest'ultima, durante la dinastia Tudor, fu notevolmente ampliata. Ora siccome le tendenze assolutistiche dello Stuart entrarono in conflitto con il Parlamento, egli decise non convocarlo pi dopo il 1614 e per far fronte al deficit finanziario vendette gli uffici, onori e titoli nobiliari. Da qui la crescente impopolarit del sovrano. Nel 1625 Giacomo moriva e il figlio Carlo saliva al trono, sposando la sorella di Luigi XIII, indebolendo cosi la sua gi precaria popolarit. Carlo portava avanti una politica assolutistica, specie sul terreno ecclesiastico. Sotto consiglio dell'arcivescovo di Canterbury Laud, us la forza contro i renitenti scozzesi, ottenendo la guerra, nel 1639. La guerra civile, la rivoluzione, il regicidio Per ottenere i fondi per la guerra, Carlo dovette ricorrere al Parlamento, che per non era mai stato convocato dal 1629. Appena riunitosi il Parlamento chiese la testa del nuovo ministro e dell'arcivescovo (gli unici che avevano governato aiutando il re, lasciando in disparte il Parlamento), che vennero giustiziati. Il Parlamento non concesse al re tutto il denaro richiesto e l'assemblea fu sciolta, favorendo l'azione scozzese che sconfisse le truppe inglesi, invadendo le regioni settentrionali dell'Inghilterra. Da qui la decisione di riconvocare di nuovo il Parlamento, che impose di non farsi pi sciogliere a tempo

indeterminato e pian piano l'apparato autoritario del re venne smantellato. Nel 1641 a far esplodere la situazione furono gli irlandesi che insorsero ammazzando molti inglesi. Il Parlamento fu convocato per approvare un sussidio per soffocare la rivolta, qui per crebbe il dubbio : affidare al re l'esercito? Il re decise di entrare in parlamento con i soldati per prendere i capi dell'opposizione ma fu travolto dalla reazione dell'assemblea. Il re fugg a York e nel 1642 inizi la guerre civile. I primi scontri vennero vinti dalla milizie del re ma nel 1644 intervennero gli scozzeri che permisero all'esercito del parlamento di vincere una battaglia che mise in luce la figura di Oliver Cromwell, che sar l'artefice della vittoria creando un esercito ideologicamente motivato. Questo esercito divent una formidabile forza d'urto che sconfisse ripetutamente i cavalieri del re.Nel 1648 Carlo cerc rifugio in Scozia ma venne consegnato agli emissari del Parlamento. Carlo I Stuart venne processato e condannato a decapitazione. L'Inghilterra di Cromwell Eliminato Carlo il Parlamento proclama la repubblica, ma ora il fulcro del potere era l'esercito e non il parlamento. Cromwell a guida dell'esercito intraprese iniziative contro scozzesi e irlandesi. L'Irlanda fu devastata e ridotta alla fame. Cromwell chiuse il circuido rivoluzionario arrestando i pacifisti non violenti levellers. Cromwell mirava a consolidare il potere della piccola nobilt rurale, la gentry. In questa politica rientrano gli incentivi al commercio marittimo, che si scontrarno con la repubblica olandese. Con l'Atto di Navigazione del 1651, con cui si riservava al proprio naviglio il commercio con le americhe, fino ad allora gestito in gran parte dagli olandesi. L'Olanda dichiar guerra ma alla fine venne battuta, riconoscendo la supremazia marittima dell'Inghilterra. Ci aument il prestigio Cromwell culminato nel conferimento del titolo di Lord Protettore d'Inghilterra, Scozia e Irlanda che gli riconobbe quei poteri dittatoriali che avrebbe sercitato fino alla morte. La restaurazione degli Stuart e la rivoluzione gloriosa Nel 1658 Cromwell mor e il figlio Richard si rifiut di salire al trono, quello che voleva il padre. A questo punto George Monk volle imporre la restaurazione della monarchia nella persona di Carlo II figlio di Carlo I. Il parlamento chiese delle garanzie cosicch al re fu riservata la gestione dell'esercito e la politica estera. Ma a partire dagli settanta i rapporti fra il Re e il Parlamento si fecero nuovamente tesi sicch Carlo si tutel legandosi alla Francia. Dal 1678 quando venne alla luce una progettata congiura contro Carlo II i partigiani del re cominciarono ad essere chiamati tories mentre gli avversari whings. Morto Carlo II nel 1685 successe il fratello Giacomo II. La situazione precipit e il Parlamento si rivolse Guglielmo d'Orange affinch intervenisse. Sbarcato nel 1688 fu per lui facile con Giacomo che ripar in Francia. Il parlamento dichiarava vacante il posto. Fu questa la seconda rivoluzione, detta gloriosa perch pacifica. Da qui si pu datare il sorgere del costituzionalismo moderno. I nuovi regnanti, Maria e Giacomo III, dovettero firmare il Bill of Rights (1689) grazie al quale venivano garantite le prerogative del parlamento. Le guerre dinastiche Natura e peculiarit dei conflitti settecenteschi Nel corso della prima met del settecento ci furono tre conflitti di successione (Spanga, Polinia, Austria). La peculiarit sta appunto nel fatto che furono conflitti dinastici e che quindi non mobilitano le coscienze e le pulsioni etiche che invece erano caratteristici nei conflitti seicenteschi. Guerre dinastiche incapaci di coinvolgere emotivamente i sudditi; pertanto questi conflitti furono condotti da eserciti mercenari. Queste guerre si ebbero nel settecento perch l'Europa stava passando da una concezione di uno Stato etico seicentesco dove l'uomo era suddito verso lo Stato di diritto devo il suddito sarebbe divenuto cittadino. Ma tra queste due concezioni ci fu di mezzo il vuoto, una sorta di pausa. La guerra di successione spagnola IL primo novembre moriva senza eredi il re di Spagna Carlo II. Il problema fu che gli Asburgo (dinastia di Carlo II) reclamava la successione e allo stesso tempo lo faceva Luigi XIV che aveva sposato la sorella di Carlo. Carlo aveva indicato come successore il nipote del re Sole, Filippo d'Angi, insediatosi come Filippo V. Cosi Luigi XIV mirava a sopprimere i Pirenei conquistando anche i domini spagnoli in Italia. La guerr scoppi nel 1701 da un lato vi ernao l'Inghilterra e l'Impero dall'altro la Francia e la Spagna. L'iniziativa militare appartenne a Luigi XIV che punt su Vienna per poi ricevere la

controffensiva dell'esercito imperiale. Tuttavia la morte precoce dell'imperatore Giuseppe I nel 1711 tlse la ragion stessa della guerra. SI giunse cosi ai trattati di Utrecht (1713) e di Rastadt (1714). che stabiliscono :

1.1.

Filippo V viene riconosciuto re di Spagna, la quale cede Gibilterra e Minorca all'Inghilterra che ottiene oltretutto il monopolio degli schiavi nelle colonie spagnole. A Vienna vengono ceduti i Paesi Bassi, il ducato di Milano, lo Stato dei Presdi e i regni di Napoli e Sardegna mentre la Sicilia passa a Vittorio Amedeo II di Savoia, col titolo regio. La Francia cede all'Inghilterra l'isola di Terranova e l'Acadia in Canada l'elettore di Brandeburgo ottiene il titolo di re di Prussia, con capitale Berlino

1.2. 1.3.

In Italia cessa la padronanza spagnola e subentra quella austriaca.

Vincitori e vinti : la politica dell'equilibrio A parte la Spagna anche la Francia usciva stremata dalla contesa cosicch altri paesi si apprestavano a decollare sul piano internazionale. Salito al trono Guglielmo d'Orange aveva fatto una scelta di campo, contrapponendo al modello assolutistico di Luigi XIV un sovrano costituzionale proveniente dall'Olanda : si tutela cosi dalle pretese espansionistiche francesi e di chiunque altro volle poi provarci. L'interesse inglese a imepdire la formazione di uno Stato egemonico, di fronte al quale l'isola si sarebbe trovata in difficolt, venne cosi ad essere identificato con quel principio di libert europea che trov a Utrecht la sua sanzione ufficiale : fu firmato per consolidare la pace universale. VI furono ovviamente interessi concreti : l'Inghilterra che trionfa a Utrecht mantenendo la supremazia fino alla prima guerra mondiale. La ripresa asburgica trov n Italia uno snodo fondamentale portandola sull'Adriatico. L'Austria mirava a sud, verso il Mediterraneo e il mondo slavo. Tutto ci fu accellerato dall'imposizione di una nuova realt politica, la Prussia. La riscossione spagnola : da Alberoni alla guerra di successione polacca Il sistema impostato a Utrecht non rappresentava un soluzione pacifica ai conflitti e agli squilibri, quanto piuttosto una tregua. Filippo V non mut le sue aspirazioni revisionistiche tuttavia non era in grado di svilupparle. A pensarci ci fu Giulio Alberoni, primo ministro alla corte di Madrid. Alberoni rinnov la Spagna trasformandola in strumento di potenza, rinvigorendo economia e commercio, eliminando sprechi e abusi. Inoltre fece leva sull'orgoglio nazionale e nel 1717 dichiar guerra e occup la Sardegna e l'anno dopo la Sicilia. Le conseguenze furono lo scambio di sardegna e sicilia tra Asburgo e Savoia e la cacciata di Lalberoni, tattuvia la regina Elisabette pretese alla succesione del ducato di Parma il figlio. Questa prima incrinatura dell'assetto impostato a Utrecht venne ancor pi stravolto con la guerra di successione polacca. Dopo la morte di Giovanni Sobieski era salito al trono Federico Augusto II. Nel 1733 la sua scomparsa offriva alla Francia di avanzare la condidatura del nobile polacco Stanislao Leczynski, la cui figlia Maria aveva sposato Luigi XV. Per contro Carlo VI sosteneva i diritti del figlio omonimo del defunto sovrano il futuro Federico Augusto III. Fu la guerra che vide da un lato Francia e Spagna e dall'altro Austria e Russia. Quando la supremazia di Luigi XV minava l 'equilibrio europeo intervenne la minaccia dell'Inghilterra cosi si arriv alla pace di Vienna del 18 novembre 1738 :

1.1. 1.2. 1.3. 1.4. 1.5. 1.6.


Parma

trono polacco a Federico Augusto III Stanislao ottiene il ducato di Lorena il duca di Lorena, Francesco Stefano, diventa granduca di Toscana Carlo emanuele III di Savoia guadagna Novara e Tortona Carlo Borbone, figlio di Filippo V, diventa re di Napoli e di Sicilia l'Austria perde il mezzogiorni ma conserva la Lombardia e ottiene il ducato di

La guerra di successione austriaca e l'assetto territoriale della Penisola dopo Aquisgrana

La guerra di successione austriaca e l'assetto territoriale della Penisola dopo Aquisgrana Se nel 1739 si chiudeva la guerra di successione polacca nel 1740 inizia quella austriaca. Carlo VI aveva solo figlie e la primogenita, Maria Teresa, era andata in sposa a Francesco Stefano di Lorena. Per legge una donna non poteva salire al trono, per questo dal 1713 Carlo aveva modificato la la legge per far si che anche le donne potessero salire al trono. Che naturalente accese le tensioni verso la poltrona da regnante. L'elemento principale della coalizione antiasburgica fu il re di Prussia Federico II che scese in campo battento le truppe imperiale e invadendo la Slesia. Da qui l'esercito franco-bavarese scaten una vittoriosa offensiva giungendo fino in Boemia; Maria Teresa si rifugiava in Ungheria. A questo punto intervenne l'Inghilterra che si schier con l'Austria insieme al re di Sardegna fino a quel momento alleato con Luigi XV e Filippo V. Fu quindi possibile una controffensiva. Maria Teresa firm una pace separata con la Prussia, cui cedette la Slesia; questo le consent di occupare Genova, nel 1746. L'uscita di scena della Prussia e la morte di Filippo V modificarono il quadro del conflitto, che termin con la pace di Aquisgrana firmata il 18 ottobre 1748 :

1.1. 1.2. 1.3. 1.4.

conferma del trono a Maria Teresa e al marito Francesco Stefano di Lorena concessione della Slesia alla Prussia concessione di Voghera e Vigevano ai Savoia concessione del ducato di Parma al figlio del re di Spagna.

Il duella fra Asbirgo e Borboni per l'egemonia continentale era ormai concluso. Nessuno dei due antagonisti era riuscito ad avere il sopravvento.

L'illuminismo La crisi della coscienza europea Nel 1935 lo storico Paul Hazard pubblic un'opera in cui sosteneva che, tra la fine del XVII e i primi del XVIII secolo si fosse verificata una vera e propria crisi dello spirito europeo, dalla quale scatur una nuova visione dell'umanit, che apr la strada all'illuminismo e alla rivoluzione francese. Secondo l'autore l'aspetto fondamentale fu il passaggio da una civilt fondata sul dovere ad un'altra fondata sui diritti. In effetti la teoria del divino re sembrava superata dal diritto naturale e dalla teoria contrattualistica. In Inghilterra e Olanda il pensiero politico di Thomas Hobbes aveva contrapposto all'assolutismo monarchico l'idea di un vero e proprio contratto. Inoltre proprio in Inghilterra gli scritti di John Locke ebbero un'importanza decisiva per la soluzione della crisi istituzionale. Locke voleva trasformazioni politiche senza sovvertimenti sociali : voleva una redistribuzione delle funzioni pubbliche tra i magistrati e i proprietari terrieri, intenzionati a garantirsi il diritto di svolgere attivit economiche in un regime di libero mercato. Il successo si accompagn ad una propaganda anti assolutistica propugnata dagli ugonotti francesi e dai protestanti tedeschi. L'illuminismo : il primato della ragione La definizione di illuminismo deriva dal termine lume e fa riferimento al lume della ragione. Il primo carattere fondamentale la fede assoluta nella ragione dell'uomo. Altrettanto importante la fede nella natura : lo stato di natura veniva inteso come un'et felice nella quale l'uomo era stato innocente e libero. Tali elementi avvicinavano l'illuminismo all'empirismo inglese di Locke e Hume. IN questi vi era una visione laica dell'origine della legge. Il deismo fu quindi una teoria filosofico-religiosa che ammetteva l'esistenza di un dio come principio trascendentale dell'origine dell'universo. L'idea di progresso secondo cui l'umanit procedeva da stadi inferiori verso gradi pi elevati acquist forza con l'illuminismo, che consider il progresso come una legge della storia. Altro aspetto fondamentale la

consacrazione del pensiero scientifico di Newton. Fu quindi il trionfo del fatto concreto, dal cielo si scendeva alla terra. Cultura, scienza e politica in Francia Parigi nel Settecento fu il centro delle idee illuministe ma esse conobbero difusione anche nella provincia tramite le accademie letterarie, aperte a nobili e borghesi. SI svilupparono inoltre le logge massoniche dove si eseguivano i principi del deismo, della fratellanza e della filantropia. I giornali contribuirono ad allargare la discussione. Il pensiero politico francese era molto influenzato da quello inglese della gloriosa rivoluzione, in particolare grazie a Voltaire che tornato dall'esilio nel 1729 diffuse la cultura inglese.Tuttavia il pi importante saggio di politica della prima met del Settecento fu Lo spirito delle leggi di Montesquieu, dove l'autore riusc a riassumere la tradizione che opponeva potere a potere. Egli present un modello essenziale per la ricostruzione di uno stato laico, liberale, basato sulla tolleranza, sull'avversione al dispotismo e sulla divisione dei poteri come base dell'autorit dello stato. Questi poteri dovevano essere divisi in pi organi, per evitare abusi. Pi radicale fu il pensiero di Rousseau secondo cui gli uomini nascono liberi e uguali e si riuniscono volontariamente in uno Stato perch vivere insieme pi conveniente. Egli denunci il sistema repressivo delle convenzioni sociali, l'aridit culturale e l'oppressione politica che soffocavano l'essenza pi viva dell'uomo. I principi del filosofo svizzero infuenzarono notevolmente i protagonisti della Rivoluzione Francese. Dalla Francia le nuove idee si diffusero nel resto d'Europa. La pubblicazione de l'Encyclopedie L'Encyclopedie fu pubblicata a Parigi tra il 1751 e il 1772 sotto la direzione di D. Diderot e J.B. D'Ambert. L'opera divenne il pi efficace strumento di diffusione delle idee illuministiche pervase da un forte razionalismo antidogmatico. La sua pubblicazione tuttavia non fu affatto facile, fu ostacolata e osteggiata dai gesuiti e dal partito devoto di corte e fu condannata dal papa Clemente XIII nel 1759. L'ENciclopedia era divenuta il centro di una nuova opinione pubblica, tutta protesa verso nuove riforme e le idee dell'illuminismo. La massoneria e la polemica contro i gesuiti La massoneria fu una libera associazione , segreta, che traeva origine dall corporazioni medievali inglese dei liberi muratori. La prima loggia ufficiale fu creata a Londra nel 1717. Le costituzioni fondamentali impegnavnao gli adepti a obbedire alla legge morale, a combattere l'ignoranza, a promuovere la fratellanza universale e a rispettare le opinionni religiose. Vi aderirono esponenti di diverse confessioni, nell'Europa latina essa assunse un forte spirito anticlericale. Difatti suscit l'opposizione della Chiesa cattolica che condann l'associazione con la bolla IN eminenti di Clemente XII. A met settecento la diffusione della massoneria da un lato e delle idee illuministe dall'altro, contribuirono a riaccendere il dibattito sulla separazione tra potere religioso e potere politico. Dopo il 1750 il terreno di scontro si spost sull'autonomia e l'indipendenza della compagnia di Ges, che era entrata in conflitto con il del Portogallo, Giuseppe I, quando questi aveva annesso al Brasile le missioni dei gesuiti in Paraguay. Nel 1758 ci fu un complotto gesuita contro il sovrano portoghese. L'anno seguente fu decretata l'espulsione dei gesuiti dal Portogallo. L'esempio portoghese fu seguito nel 1762 dalla Francia e nel 1767 dalla Spagna. In tale clima sempre pi ostile alla chiesa, fu lo stesso papa Clemente XIV ad acconsentire la soppressione della Compagnia di Ges, nel 1773.

La cultura economica : da Quesnais a Smith Un vasto dibattito si era acceso in Europa sulla necessit di riforme economiche. L'opera pi importante du quella di di Francois Quesnay, il Tableau economique(1758) nella quale si vuole dimostrare come la terra fosse la risorsa primaria della societ del tempo. Contrapponendosi al mercantilismo i fisiocratici sostenevano gli agricoltori che liberi dai vincoli feudali e dallo gravare del fisco, avrebbero potuto contribuire a un aumento generale della ricchezza e al maggior benessere della societ. Compito del governo era quello di creare istituzioni per favorire o sviluppo dell'agricoltura. Queste politiche metto in crisi i ministri delle finanze che si trovano a fronteggiare i circoli legati alla manifattura. Ancora una volta fu l'Inghilterra a introdurre le novit grazie alle pubblicazioni di Adam

Smith. La sua opera pi importante fu l'indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni, pubblicato nel 1776. Egli seppe cogliere l'importanza della nascente industria inglese e della vita commerciale, per cui egli non si limit solo a considerare l'agricoltura ma vide tra i fattori produttivi l'artigianato, le manifatture e l'industria, come pure il lavoro umano in tutte le sue manifestazioni. Nella prima parte dell'opera analizza il lavoro, che egli ritiene il principio di ogni ricchezza. Attraverso il concetto di scambio, nella seconda parte, tratta della moneta, della natura e dell'accumulazione del capitale e del modo con cui si ripartisce tra le varie industrie. Nella terza parte narra la storia del progresso economico e dello sviluppo delle nazioni. Nella quarta, infine combatte i diversi sistemi economici allora imperanti. Il dibattito sulla riforma della giustizia e le mancate riforme in Francia Il vasto dibattito accesosi nell'et dei lumi sula riforma della giustizia vide in primo piano gli intellettuali italiani. Nel 1764 esce l'opera di C. Beccaria sui Delitti e sulle Pene, che ebbe un successo straordinario. L'influenza di Beccaria fu notevole in Toscana, tanto che nel proemio della nuova legislazione penale emanata da Pietro Leopoldo nel 1786 era netta l'ispirazione al testo. Non bisogna tuttavia dimenticare che proprio nell'et delle riforme l'Europa apparve divisa. La cultura delle idee illuministe fu seguita solo da alcuni sovrani come Federico II di Prussia, Maria Teresa e Giuseppe II, Caterina II di Russia e, in Italia, da Carlo Borbone e Pietro Leopoldo. Ma in molti Paesi compresa la Francia, ogni tentativo fall. Let delle riforme Significato storico e cause Due sono le principali ragioni che troviamo alla base del movimento riformatore europeo : la ricerca della pubblica felicit, e il desiderio di rafforzare il potere dei principi, eliminando i privilegi nobiliari. Il primo punto riconducibile alla nascita della nuova sensibilit illuminista e al sorgere di quel fenomeno che oggi conosciamo come opinione pubblica. Il secondo trova spiegazione nellovvio desiderio dellambizione personale che, anima chi esercita il potere. In questi anni si anima una rivoluzione : i sudditi diventano cittadini. Ma questa scaturisce da tre grandi rivoluzioni: indipendenza americana, francese, industriale. La causa principale fu lincremento demografico che dalla fine del Seicento continu a manifestarsi. La popolazione continuava a crescere e ci ebbe come conseguenza limpulso a reperire nuove risorse. Donde lassalto al latifondo alla propriet ecclesiastica e nobiliare e ancora lincremento dei commerciali, la richiesta di materie prime, sicch il liberismo sostituisce le vecchie dottrine mercantilistiche. Da qui la determinazione di una classe sociale che gestisca questo progresso : la borghesia. Il dispotismo illuminato Con lilluminismo si diffonde la supremazia della ragione, che ha come conseguenza la supremazia delle persone colte, che in quanto tali devono essere loro a governare per il bene comune. Da qui il tutto per il popolo e nulla per mezzo del popolo: era necessaria una forza autocratica per aver ragione dei vari dispotismi intermedi esistenti tra governo e sudditi ed eliminare le autonomie e i particolarismi che si opponevano ai superiori interessi comuni. Il dispotismo illuminato si disponeva come forza innovatrice e per questo non ne rimasero indifferenti intellettuali dellepoca. I principi che se ne fecero carico vi trovarono il mezzo pi sicuro e pi rapido per realizzare il bene comune. Che consisteva essenzialmente nel rafforzare lo Stato; pertanto diventa necessaria una valida struttura amministrativa, ossia una burocrazia. Riformismo asburgico e riformismo borbonico La traduzione delle idee illuministiche avviene soprattutto in due regioni: Asburgo e Borboni. Le due impostazioni sono per diverse. Mentre nellAustria di Maria Teresa lassolutismo illuminato porta a compimento le sue esperienze pi radicali, nei paesi dominati dalle corti borboniche il riformismo si presenta con caratteri pi sfumati. Superata la bufera della successione, Maria Teresa, si pose al problema del rafforzamento dello Stato: migliorare le condizioni di vita dei sudditi e recupero Slesia. Fu lei a trasformare lAustria in uno stato burocratico centralizzato. Essa aveva trovaato quale organo supremo di governo il consiglio segreto, supportato da due cancellerie. Nel 1749 il consiglio segreto venne abolito e sostituito con un Direttorio. Fu separata l autorit amministrativa e magistratura, e

leconomia. La nobilt venne privata della responsabilit dellamministrazione locale e sostituita da funzionari scelti in base alle capacit. Giuseppe II, primogenito di Maria Teresa, fu imperatore dal 1780 al 1790 ma fin dal 1765 era stato associato al trono. Sostanzialmente egli non fece che portare alle estreme conseguenze le linee direttrici percorse da sua madre : abol la tortura, limit lapplicazione della pena di morte e nel 1787 promulg il Codice penale; su quello amministrativo procedette alla soppressione delle particolarit locali dividendo la monarchia in compartimenti reti da funzionari della Cancelleria centrale. Nellambito finanziario rese uniformi i metodi di riscossione, soppresse le dogane interne e istitu il catasto. Inoltre dal 1774 venne resa obbligatoria listruzione elementare. Ma fu nel campo ecclesiastico che Giuseppe II forn le migliori riforme. Nel 1781 concesse la libert di culto a tutte le confessioni cristiane e attenu la legislazione restrittiva nei confronti degli ebrei. Erano le premesse per il giurisdizionalismo, ossia la rivendicazione da parte dello Stato di una quantit di funzioni gestite dalla Chiesa. Tuttavia le maggiori riforme vennero rimosse da Leopoldo II dopo che nel 1789 insorsero Belgio e Ungheria. Il punto di partenza del riformismo borbonico pu essere individuato del Patto famiglia che nel 1761 strinse in alleanza le quattro corti borboniche europee: Parigi, Madrid, Napoli, Parma. In realt sul piano del rinnovamento concreto fece poco. Luigi XV non si preoccup minimamente oltre a qualche provvedimento volto a drenare risorse, senza per porre a tassazione nobili e clero. Luigi XVI cerc di mettere in rilevanza il problema ma lopposizione dei ceti privilegia ti era troppo forte, per questo colp la propriet ecclesiastica mettendo sotto attacco la Compagnia di Ges che in Spagna fu seguita dallammodernamento dellantiquata amministrazione, sciogliendo, inoltre, parte dei vincoli che condizionavano leconomia, grazie allopera del ministro Squillace. Milano, Firenze, Napoli, Parma La Lombardia austriaca ebbe un forte impulso dal catasto. Inoltre il processo di razionalizzazione di Giuseppe II comport labolizione di qualsiasi giurisdizione, la semplificazione della macchina giudiziaria, la soppressione di antiche magistrature. Nel 1786 furono abolite le corporazioni, i privilegi nobiliari ed ecclesistici. Furono soppresse le provincie e il ducato milanese venne diviso in otto circoscrizioni. Fu unopera immane quella di Giuseppe II ma port al divorzio tra Lombardia e dominatore austriaco. Giuseppe II voleva solo obbedienza, laddove suo fratello Pietro Leopoldo seppe coniugare lassolutismo illuminista con un senso pi concreto di realt. Tuttavia la Toscana rappresentava uno Stato a s stante e non era un dominio asburgico. La maggior parte delle riforme ricalcarono quelle lombarde. Per tra il 1786 e il 1789 il riformismo leopoldino raggiunge le sua espressione pi avanzata con la concessione delle propriet demaniali ai contadini, cosi da creare un ceto di piccoli proprietari. Liniziativa doveva essere seguita da una riforma costituzionale che avrebbe allargato la gestione politico amministrativa, che per non fu applicata : le proteste del clero fecero esplpodere vecchi sentimenti e Leopoldo il 1 marzo 1790 lasci il trono Toscano per sostituire il fratello al trono imperiale. A Napoli Carlo di Borbone fece ben poco, solo con lascesa del figlio Ferdinando IV il moto riformatore riusc a decollare. Il merito fu della consorte Maria Carolina; figlia di Maria Teresa essa riusc a sostituire linfluenza asburgica a quella spagnola. Le riforme : organizzazione scolastica, si abol il vincolo di vassallaggio nei confronti della Santa Sede, si limit la propriet ecclesiastica cercando di favorire lagricoltura. Molti di questi provvedimenti furono varati ma non portati a termine. La pi pi elevata del riformismo si ebbe in Sicilia dove la potenza feudale fu duramente contrastata. Lassolutismo prussiano Federico II, dopo che Berlino fu saccheggiata, provvede alla riorganizzazione dello Stato. Quando tutti cacciavano i gesuiti lui li accolse come insegnanti; nel 1763 aveva reso listruzione elementare. Favor inoltre la libert di stampa, abol la tortura e la pen a di morte, incentiv il commercio, lindustria e la colonizzazione delle provincie orientali, ma soprattutto seppe creare una burocrazia efficiente. Per far ci dovette appoggiarsi alla nobilt (junker) da cui trasse i quadri dellesercito e dellamminist razione giudiziaria. Alla sua morte lasciava uno stato raddoppiato territorialmente e con una popolazione triplicata; soprattutto era uno stato forte e disciplinato. La Russia di Caterina II

Caterina II (1762-1796) era tedesca ed era salita al trono dopo che una congiura di palazzo aveva fatto fuori suo marito Pietro III e apprezzaca il pensiero degli illuministi. Essa pot riprendere quel programma di modernizzazione che si era interrotto con la morte di Pietro il Grande, nel 1725. Nel 1764 procedette alla confisca dei beni di met dei monasteri esistenti e cosi riusc a finanziare la costruzione di scuole. Inoltre avvi un progetto di rinnovamento chiamando a raccolta oltre 500 delegati in una specie di costituente che doveva realizzare le teorie dei filosofi. Poco dopo lo scoppio della guerra russo-turca Caterina chiuse i lavori allassemblea, che stava affrontando il problema sociale, che avrebbe visto lopposizione della nobilt. Cosi Caterina non realizz un granch e iniziarono a inasprirsi le rivolte nelle campagne, puntualmente seguite da feroci repressioni. Tuttavia crebbe il peso politico della Russia, che ottenne la Crimea e allannassione della maggior parte del territorio polacco. Illuminismo senza riforme: lInghilterra La causa di questa assenza va ricercata nel corso delle precedenti rivoluzioni. A regnare non cera un sovrano per diritto divino, la camera dei comuni era eletta dalle campagne. LInghilterra era forse lunico paese europeo dove ci fosse uno stretto rapporto fra governati e gover nanti. Questa peculiarit signific la mancata realizzazione di uno stato-macchina impersonale quale in Europa lilluminismo si prefiggeva. Tale processo fu facilitato dalla presenza di sovrani provenienti da altri paesi. Guerra dei sette anni e indipendenza americana Le colonie francesi e inglesi; lAustralia Nel XVIII secolo limportanza delle colonie torna alla ribalta. Esse sono intese, ora, come serbatoi di prodotti destinati a incrementare il circuito mercantile. La Gran Bretagna ne la pi grande benificiaria. Tutto ci porta ad uno scontro con la Francia il cui circuito coloniale limitrofe a quello inglese. Tuttavia gli insediamenti britannici erano molto pi popolati poich vi si erano trasferiti dallEuropa intere comunit ansiose di realizzare quella societ ideale che era oggetto di persecuzione nel vecchio continente. In America volevano rifarsi una vita. In India tuttavia si mostrava maggiormente il contrasto tra Francia e Inghilterra con le rispettive Compagnie des Indie e East India Company. In particolare gli inglesi ebbero la meglio con la conquista di Calcutta nel 1757 presto seguita dal Bengala, che avrebbe costituito la premessa dellegemonia britannica su tutto il subcontinente indiano. Inoltre nel 1770 il comandante inglese James Cook port a termine lesplorazione della Nuova Zelanda e dellAustralia che fu colonizzata tra il 1772 e il 1775. Guerra dei sette anni La fine delle guerre di successione aveva messo in luce il notevole rafforzamento della Prussia e un corrispondente indebolimento dellAustria, ma Maria Teresa non fece segreto di volersi riprendere la Slesia. La constatazione di interessi divergenti mina alla base le tradizionali alleanze. Al contrasto aburgico-borbonico si sostituisce il duello franco-inglese e austro-prussiano. A portare a conclusione queste nuove realt ci pensa lambasciatore austriaco a Versailles, Kaunitz che con il cosiddetto rovesciamente delle alleanze, il 1 maggio 1756 riusc a concludere lalleanza tra Francia e Austria. Altrettanto importante fu il trattato Prussia-Inghilterra di qualche mese prima. Era chiaro il pericolo di una guerra imminente. Con linvasione della Sassonia da parte di Federico II inizi il conflitto. Tuttavia la superiorit degli alleati ebbe la meglio. Nellottobre 1760 per mor Elisabetta e lascesa di Pietro III al trono di Russia nel gennario 1762 inser una svolta, essendo Pietro grande ammiratore di Federico. Cosicch Pietro III firm la pace con lex nemico, anche se venti giorni dopo, un colpo di stato lo fe ce fuori. Bisogna dire per che oltre manica la guerra volgeva favorita ai francesi che vennero infine sconfitti dalla superiorit demografica, dal blocco navale e dalle risorse stanziate dal primo ministro William Pitt. La guerra termin nel 1763 con due paci distinte, quella di Parigi del 10 febbraio che regolava le questioni coloniali, e quella di Hubertsburg del 15 febbraio. Questultima riconfermava la Slesia a Federico II. La spagna cedeva la Florida alla Gran Bretagna, ma in cambio otteneva dalla Francia la Luisiana e tutto il Middle West. Fu la Francia a pagare di pi, perdendo tutto in America (Canada, Antille, Guadalupa, Martinica). La rivolta dei coloni del Nord America

Nel Nord America i nativi non avevano costruito grandi civilt, come al sud e fu per questo che a lungo furono risparmiati dallo sterminio. Per lincremento demografico determin la corsa alla terra e quindi lo scontro con i nativi americani. Nel frattempo avvenivano rivoluzioni allinterno della societ creata nel nuovo mondo. Il dominio inglese entra in crisi. I coloni erano divisi e diversi fra loro: fattori storici, religiosi, geografici, climatici, giuridici. Finch le 13 colonie aveva la possibilit di autogestirsi la fedelt per la corona rimaneva diffusa. I guai sopraggiunsero con la vittoria sui franco-ispani che aveva lasciato dissestate le finanze. A questo punto il primo ministro lord Grenville innalz le imposte sul bollo e sul t. A questo punto i coloni richiesero la possibilit di avere rappresentanza e cominciarono a sollevare il principio della cosiddetta no taxation without representation. Londra non ascolt le ragioni dei coloni e cosi in poco tempo la situazione precipit. Nel 1770 vennero revocati i provvedimenti, tranne quelli sul t cosicch si arriv con las salto delle navi inglesi con la conseguenza che il t fu buttato a mare. Nel 1774 re Giorgio dichiarava ribelli le colonie, il 19 aprile 1775 si giunse allo scontro armato a Lexington. Gli insorti affidavano il comando a George Washington mentre a Filadelfia il 4 luglio 1776 venne approvata una Dichiarazione dindipendenza, stilata da Jefferson. La conclusione della guerra La Francia intervenne a fianco degli insorti nel 1778 e lanno successivo anche la Spagna. Entrambe volevano una rivincita sullInghilterra. A questo punto il 19 ottobre 1781le truppe britanniche dovettero arrendersi. La pace venne firmata a Versailles il 3 settembre 1783: le tredici colonie videro riconosciuta la propria indipendenza e fu ceduta lorola regione fino al Missisipi. La nascita degli stati uniti dAmerica Dopo la guerra nacquero due formazioni politiche : i federalisti guidati da Alexander Hamilton, favorevoli ad un potere centrale forte da realizzarsi mediante delega; repubblicani che con Thomas Jefferson vagheggiavano una concezione arcaica della societ. Prevalse la prima linea (Convenzione di Filadelfia del 1787) sancita dallelezione del primo presidente degli Stati Uniti dAmerica, nella persona di George Washington, che assunse il potere nel 1789. La nuova costituzione realizzava la tripartizione dei poteri formulata da Montesquieu con un presidente a capo dellesecutivo, un Congresso articolato in una Camera dei rappresentanti con membri eletti proporzionalmente al numero di abitanti e in un Senato. Infine il potere giudiziario era delegato alla Corte suprema.

La rivoluzione industriale Verso il sistema fabbrica Fra il 1750 e il 1770 una profonda rivoluzione mut l'Inghilterra. La diffusione delle macchine, la concentrazione del lavoro nelle fabbriche, il rapido aumento della produttivit e la produzione in serie rivolta a un mercato molto pi vasto furono gli elementi centrali della trasformazione. Gli storici hanno individuato nell'Inghilterra della seconda met del Settecento, la coesistenza di quelle condizioni che determinarono il passaggio al cosiddetto sistema fabbrica.: mercato vasto e in espansione; scarsit di manodopera; diffusa capacit tecnica; fonti di energia a basso costo; disponibilit di capitali; stabilit politica e legislativa. Agricoltura, popolazione e commercio nell'Inghilterra del Settecento La rivoluzione industriale fu preceduta e accompagnata da altre rivoluzioni: quella agricola, quella commerciale e finanziaria e quella dei trasporti. In particolare in Inghilterra prese gradualmente piede un sistema di coltivazione mista e intensiva. Nello stesso tempo il passaggio al sistema delle recinzioni port a un notevole allargamento della superficie coltivata, che venne gestita da una classe di proprietari desiderosi d'incrementare i profitti. Tra le prime conseguenze dell'aumento della produzione agricola ci fu la rivoluzione demografica : 5 milioni nel 1701 e 9 milioni nel1801 e nel 1834 solo il Regno Unito aveva raggiunto 30 milioni di abitanti. Gli scambi erano regolati dagli Atti di navigazione secondo cui tutte le merci importate in Gran Bretagna dovevano essere trasportate da navi britanniche. Ci port, nel Settecento, al successo commerciale dell'Inghilterra. Non ultimo incentivo venne dalla creazione della Banca d'Inghilterra nel 1694, la prima di emissione europea, che favor l'accesso a un mercato finanziario. Le miniere e la siderurgia Il binomio ferro-carbone fu una delle basi su cui si fond la prima rivoluzione industriale. La prima innovazione fu il netto miglioramento nella fabbricazione di strumenti e beni durevoli in ferro, possibile grazie all'impegno, al posto

del carbone tradizionale, del coke ottenuto dal carbon fossile, che consentiva di raggiungere punti di fusione e temperature pi elevate. Cosi nel 1785, in Inghilterra, gli altiforni alimentati dal coke erano gi 81 e la produzione era triplicata. Nel Paese si diffusero nuovi prodotti in ferro: aratri, torni, ancore, cannoni, macchine utensili, ferramenta, strade, ponti. Ci favor lo sviluppo delle prime reti ferroviarie che iniziarono ad essere aperte su base locale. La magia del vapore L'innovazione che rappresent l'immagine della rivoluzione industriale fu la macchina a vapore, che diede la potenza alla grande industria. Fortuna ebbe la macchina a vapore di Thomas Newcomen per il pompaggio di acqua dalle miniere(1712). Altro passo fu grazie alla macchina di James Watt (1775) che evitava la dispersione del calore, riducendo il fabbisogno energetico. La prima macchina a vapore su un battello fu montata da Robert Fulton, nel 1807, inaugurando cosi la navigazione a vapore, che garant collegamenti pi rapidi e regolari. Nei trasporti terresti, la macchina a vapore, ebbe effetti ancor pi rivoluzionari. Nasceva la ferrovia, inaugurata nel 1825. LA creazione di una rete ferroviaria costitu il supporto fondamentale nella trasformazione della societ europea. Tutto ci caus proteste nel mondo dei lavoratori, preoccupati di perdere il posto del lavoro. Tra le prime manifestazioni vi fu il Luddismo, movimento organizzato da Ned Ludd che, nel 1779, aveva danneggiato un telaio. La distruzione delle macchine fu il mezzo tentato per opporsi alla loro diffusione. Le agitazioni luddiste raggiunsero il culmine nel 1812 ma, per quanto represse, portarono alla formazione di altre organizzazioni di lavoratori. Innovazione e tecnologia L'economista Malthus sostenne nel 1798 che all'incremento della popolazione nons arebbe potuto corrispondere un aumento delle risorse, ed era quindi necessario controllare le nascite. Tuttavia fu smentito dai fatti, esaminati con attenzione da Smith. Il punto decisivo di cambiamento viene individuato, dagli studiosi, nel ventennio 1782-1802, quando il processo d'industrializzazione divenne irreversibile. Per capire necessario fare degli esempi : la macchina da filare di Hargreaves permetteva di aumentare di sedici volte la produzione dell'operaio filatore; il filatoio idraulico di Arkwright consent di produrre un filato migliore di quelli orientali; la macchina di Watt e il laminatoio di Henry Cort resero il processo ancor pi accelerato per la capacit produttiva e i profitti derivati. La rivoluzione industriale pu essere collegata alla rivolzione scientifica, anche se non tutti gli storici sono d'accordo. Nel paese si erano diffuse enciclopedie, riviste specializzate, societ scientifiche. L'industria tessile e la nascita del sistema di fabbrica Secondo l'economista Schumpter l'economia Inglese tra il 1782 e il 1840 si pu riassumere in una singola industria, quella del cotone che secondo l'opinione di molti fu l'originale settore guida del primo decollo inglese. Fino a met Settecento il settore tessile era basato sulla manifattura a domicilio, ma dopo le prime innovazioni cambi. La spola volante e la cardatrice favorivano le operazioni di tessitura, ma creavano una strozzatura nel settore tessile, mancando i filati. La jenny costruita da Hargreaves permise di superare questi ostacoli. Nei primi ani dell'Ottocento l'industria del cotone dava lavoro a circa 350 000 persone e l'industria cotonieracontribuiva al 40% del valore delle esportazioni e per oltre il 10% del reddito nazionale. Nasce il sistema fabbrica, nelle fabbriche il lavoro veniva diviso in varie fasi, ciascuno dei quali realizzata con diverse macchine affidate a singoli individui, che cosi si specializzavano soltanto in quella fase del lavoro. Il ritmo del lavoro inizi cosi a dipendere dalla macchina e non dall'uomo. Il lavoratore divenne un appendice della macchina. Urbanesimo e questione sociale Durante questo periodo la Gran Bretagna speriment una crescita senza precedenti. La popolazione triplic, il prodotto nazionale lordo aument di sette volte e il prodotto pro capite raddoppi. Il paese ne fu trasformato: strade, canali di navigazione, ferrovie e porti. La popolazione si trasfer dalle campagne alle citt. Tuttavia non ne beneficiarono tutti i settori della popolazione. Chi aveva un lavoro fisso in industria era fortunato, i tessitori a domicilio non goderono di questi vantaggi. In generale le condizioni di vita peggiorarono nelle fasi di pi intensa industrializzazione, per poi migliorare progressivamente nel corso dell'ottocento. Crebbe la gi forte differenziazione fra ceti sociali e si manifest soprattutto fra le due classi protagoniste della rivoluzione industriale: borghesia imprenditoriale e classe operaia. La rivoluzione francese e l'Europa napoleonica Le riforme impossibili e il 1789

Luigi XVI (1774-1792), dopo il matrimonio con Maria Antonietta, figlia di Maria Teresa dAsburgo, aveva cercato di portare avanti alcune riforme finanziarie, attraverso l'aiuto di alcuni ministri come Turgot e Malesherbes, cercando di aumentare le entrate dello stato riconducendo i privilegi del clero e della nobilt, ma, nel 1776, l'opposizione dei parlamentari aveva provocato le dimissioni dei ministri. Il nuovo ministro Necker, nel 1781 denunci le ingenti spese di corte unite a quelle militari. Questo propose di tagliare le pensioni e gli stipendi di corte e di tassare i nobili. Il rifiuto della nobilt e il silenzio del sovrano portarono alle dimissioni del ministro e alla bancarotta del paese. Luigi XVI fu indotto a richiamare Necker e a convocare gli Stati Generali per il 5 maggio 1789.L'annuncio provoc un fervido periodo di mobilitazione civile. VI furono le richieste del Terzo Stato attraverso un celebre libretto di Sieyes, che cos' il terzo stato?. Non riuscendo ad ottenere il voto per testa abbandonarono la seduta e, riunitisi in sala vicina (della della Pallacorda), si proclamarono Assemblea Nazionale, il 17 maggio 1789. Luigi XVI fu costretto ad ordinare ai nobili e agli ecclesiastici di riunirsi all'assemblea, che divenne cosi Assemblea Nazionale Costituente. Il sovrano licenzi Necker e tent di concentrare alcuni reggimenti a Parigi, provocando l'insurrezione popolare parigina del 14 Luglio 1789, conclusasi con la presa della Bastiglia. Fu creata una municipalit rivoluzionaria e una milizia cittadina volontaria, la Guardia Nazionale con la capo La Fayette. La rivoluzione borghese Fra il 1789 e il 1792 si verific la rivoluzione borghese: l'Assemblea Costituente approv una serie di deliberazioni che posero fine all'antico regime. Il 26 agosto 1789 fu resa pubblica la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino che proclamava le libert personali e civili, l'uguaglianza giuridica, l'inviolabilit della propriet privata, l'indipendenza della magistratura. Infine fu approvato l'esproprio dei beni ecclesiastici, trasformati in beni nazionali. Intanto a Parigi si stavano organizzando i primi circoli politici, espressione della borghesia democratica. Nel 1790 su spinta di Sieyes si procedette alla riorganizzazione amministrativa del territorio nazionale e subito dopo fu varata la Costituzione civile del clero, con l'oblico per gli ecclesistici di prestare giuramento civico. Condannata dal Ponteficie Pio VI provoc una spaccatura, nel clero francese, tra coloro che l'accettarono e coloro lo rifiutavano. L'equilibrio instabile si ruppe quando Luigi XVI nel 1791 si fece indurre ad una fuga clandestina. Bloccato fu ricondotto a Parigi e sospeso dalle sue funzioni. Il 13 settembre 1791 fu quasi costretto a firmare la costituzione, inaugurando cosi una monarchia costituzionale. Il gruppo politico pi forte era quello girondino che, coagulando unit nazionale e guerra alla monarchie assolute, pensarono di risolvere la crisi attaccando Prussia e Austria. La repubblica e la nazione in armi Il 20 luglio 1792 scoppia un'insurrezione del popolo parigino dopo che Luigi XVI si rifiuta di sciogliere la propria guardia personale e di approvare la costituzione di un'armata nazionale. Il 10 agosto una nuova insurrezione port alla formazione a Parigi di una Comune insurrezionale e a un secondo assalto al palazzo reale con il massacro della guardia svizzera, l'arresto del re e della sua famiglia. L'avanzata delle truppe nemiche, la crisi economica e la campagna di propaganda scatenata da Marat e Robespierre crearono un clima di paura e di sospetto. Nei primi giorni di settembre fu creato un tribunale rivoluzionario e fu soppressa la libert di stampa. Subito dopo, eletta a suffragio universale, fu eletta una nuova assemblea, la Convenzione Nazionale, la quale il 22 settembre 1792 dichiar decaduta la monarchia e proclam la repubblica. Due giorni prima il generale Dumouriez vince a Valmy contro i prussiani. UN mese dopo lo stesso conquist il Belgio. La Convenzione Nazionale era politicamente divisa : girodini, rappresentanti della borghesia, e giacobini, con i quali si erano schierati i cordiglieri e i sanculotti parigini. Il nodo centrale della lotta politica divenne il processo a Luigi XVI: Danton aveva capito l'importanza della sua salvezza nella pace con le altre potenze, ma i girodini non lo ascoltarono . La convenzione dichiar colpevole il sovrano, il 14 gennaio 1793. Il 21 gennaio Luigi sal sul patibolo.

Il terrore Dopo le vittorie francesi la Savoia chiese l'annessione alla Francia e il Belgio l'indipendenza, a ombra della Francia. Tra Gennaio e Marzo Savoia e Nizza furono annesse insieme al Belgio e le provincie del Reno. Tale politica port alla rottura con l'Inghilterra. IL 1 febbraio la Convenzione dichiar guerra a quest'ultima e, il mese seguente, alla Spagna. Ferdinando IV, re di Napoli, ader all'alleanza contro la Francia. Nel frattempo La Gran Bretagna aveva messo in piedi la I coalizione alla quale avevano aderito Olanda, Russia, Regno di Sardegnae poi Prussia, Austria e Portogallo. Le gravi sconfitte spinsero Danton e Robespierre a prendere la guida della popolazione. Con l'aiuto dei Sanculotti fu creato un comitato di Salute Pubblica. I giacobini, guidati da Robespierre, presero la guida della rivoluzione: dopo la morte di Marat, i girondini vennero proscritti e un vero e proprio regime dittatoriale sottopose a controllo ogni

aspetto della vita pubblica. IL 23 agosto fu decretata la leva in massa e il 5 settembre fu deciso di mettere il Terrore all'ordine del giorno anche con l'eliminazione dei nemici esterni ed interni della repubblica. L'opposizione a Robespierre divenne sempre pi ampia, i deputati in pericolo si coalizzarono con alcune figure di spicco come Sieyes. Fecero giustiziare Robespierre e numerosi seguaci giacobini il 27 luglio 1794. La borghesia aveva ripreso la guida della rivoluzione. La reazione borghese: il DIrettorio Il 22 settembre 1792 era entrato in vigore il calendario repubblicano La morte di Robespierre era avvenuta il 9 termidoro (27 luglio) e gli organizzatori vennero chiamati termidoriani. Con la sua caduta la Prussia, preoccupata dalla Russia in Polonia, fece un trattato d neutralit con la Francia abbandonando il Belgio e l'Olanda, poco dopo seguita dalla Spagna.L'anno seguente i termidoriani e gli ex girondini vararono una terza costituzione, detta dell'anno III, segnando un ritorno a quella del 1789. La costituzione fu approvata co plebiscito ma la scelta dei deputati fu seguita da proteste, per paura che ci fossero collegamenti alla monarchia. Il 4 ottobre 1795 a Parigi vi fu una sommossa, organizzata dai monarchici e da tutti coloro che temevano un ritorno alla dittatura.Le truppe di difesa furno affidate al giovane generale Napoleone Bonaparte. Questi represse l'insurrezione. Il potere esecutivo fu affidato a un Direttorio con il potere di emettere ordinanze, politica estera, guerra, polizia, amministrazione provinciale. Il 26 ottobre 1795 la Convenzione si sciolse. Il vero campo d'azione del Direttorio fu la politica estera: la Prussia, la Spagna e la Toscana erano ritornate alla neutralit, mentre l'Olanda, come il Belgio, erano Francesi.. L'Inghilterra non voleva perdere il controllo finanziario ed economico sull'Olanda, il Regno di Sardegna voleva recuperare Savoia e l'Austria avrebbe scambiato il Belgio con i territori della repubblica di Venezia. In queste condizioni il Direttorio doveva continuare la guerra, inviando due corpi di spedizione, nel 1796, uno in Germania e uno, pi debole e guidato da Napoleone, in Italia. Bonaparte in Italia. Le repubbliche giacobine Bonaparte, partendo per l'Italia, aveva gi preparato la sua strategia: battere il Piemonte, conquistare la Lombardia e poi marciare verso Vienna battendo sul tempo i suoi colleghi impegnati in Germania. Bonaparte batt dapprima i Piemontesi a Montenotte e Dego, quindi si gett sui piemontesi sconfiggendoli a Mondov. Il re di Sardegna il 28 aprile 1796 chiese la pace; nel frattempo Bonaparte entrava a Milano. Pochi giorni dopo mise sotto assedio Mantova e occup Bologna e Ferrara. Successivamente sconfisse nuovamente gli austriaci in Trentino continuando a batterli in altre battaglie. Il 18 aprile fu firmato un armistizio mentre Bonaparte occupava il Veneto. Il 4 settembre 1797, in seguito a tumulti, il generale Augerau, inviato da Bonaparte, mise fine all'esperienza liberale del Direttorio, ripristinando una dittatura . Il 18 ottobre fu firmata a Campoformio, la pace con l'Austria che segn la fine della repubblica di Venezia; in compenso Bonaparte ottenne l'annessione della Renania e gran parte dell'Italia settentrionale. Con la pace l'Austria riconosceva l'esistenza della nuova repubblica ligure e di quella cisalpina, costituite da Bonaparte nel giugno 1797. Tra il 1797 e ilo 1798 furono crate anche le repubbliche Romana e partenopea. Le costituzione di queste repubbliche giacobine furono modellate su quella francese del 1795. La spedizione in Egitto e il colpo di Stato Sul finire del 1797 il Direttorio aveva preso in esame il progetto militare contro la stessa Inghilterra. Tuttavia il progetto fu abbandonato e venne decisa una sola spedizione in Egitto. Cosi da Tolone il 19 maggio 1798 part una spedizione verso l'Egitto. Conquistata Malta, la flotta sbarc Bonaparte ad Alessandria, dirigendosi poi nell'Egeo. Il generale sconfisse l'esercito manmelucco alle Priamidi e conquist il Cairo per poi dirigersi verso la Siria.Il 1 agosto, tuttavia, l'arrivo inaspettato della flotta di Nelson affond quasi tutte le navi. Cosi la Turchia dichiar guerra alla Francia. Le armate turche furono per sconfitte in Siria nel 1799, dopo di che l'armata rientr in Francia. La situazione internazionale era grave : l'Austria e la Russia, aderendo alla II coalizione con l'Inghilterra avevano deciso un nuovo intervento contro la Francia. L'arrivo di Bonaparte era per acclamato e gi da alcuni mesi, nella capitale, era in atto un duro confronto tra il Direttorio e la camera dei Cinquecento: Siesyes era divenuto membro del Direttorio mentre Luciano Bonaparte, il fratelo, presiedeva quello dei Cinquecento. Sieyes pensava ad una revisione della costituzione e aveva pensato di rivolgersi al generale Bernadotte. Il ritorno improvviso di Bonaparte favor i suoi piani. Il 9 novembre 1799 il Consiglio degli Anziani vot il trasferimento a Saint-Cloud e la nomina di Bonaparte a comandante delle truppe di parigi con la scusa di un complotto dei terroristi. Il giorno dopo Bonaparte penetr dell'aula dei Cinquecento. Gli anziani votarono allora la nomina di tre consoli: Sieyes, Bonaparte, Roger Ducos, al posto del Direttorio con l'incarico di una nuova costituzione.

Dal Manuale di Banti Napoleone Dal consolato all'impero


Il 15 dicembre 1799 i tre consoli annunciano i fondamenti essenziali della nuova costituzione, che viene promulgata il 25 dicembre seguente. Per la prima volta la costituzione non scritta da un'assemblea eletta ma bens da un gruppo ristretto.Cosi, non soprende, che venga assegnata la preminenza all'uomo forte della situazione,il generale Bonaparte, nominato primo console.In carica per dieci anni, a lui spetta il potere esecutivo, in forma esclusiva quello legislativo. Le camere rimangono con la stessa funzione della costituzione dle 1795. I membri del parlamento sono eletti con un sistema solo parzialmente democratico: suffragio universale maschile, ma solo per liste di eligibbili, tra i quali il Senato sceglie chi potr sedere alle camere. Solo dopo l'approvazione della costituzione viene convocato un plebiscito di approvazione: pilotato verso un risultato obbligato. Salito al potere il nuovo assetto deve prioritariamente occuparsi della situazione dell'esercito, attraverso la sconfitta dell'Austria in Italia a Merengo il 14 giugno 1800 e poi sconfitti definitivamente il 3 dicembre. Il 9 febbraio 1801 viene firmata la pace di Luneville. Da tutto ci il prestigio di Napoleone si accresce. Cosi il primo console, sfruttando la situazione, introduce una modifica alla costituzione e si nomina primo console a vita, con il diritto di nominare il suo successore. La pace firmata non dura a lungo. La Francia annette il Piemonte, Parma e l'Isola d'Elba mentre i britannici non evacuano Malta, come previsto dagli accordi di Amiens. In gioco c' il controllo del mediterraneo.Nel 1803 la Gran Bretagna dichiara guerra. Nell'estate del 1803, inoltre, viene ordito un complotto contro Napoleone, con l'appoggio dei britannici. L'evento viene sfruttato da Napoleone per un altra svolta costituzionale, cosi il 18 maggio 1804 il senato firma un testo costituzionale che assegna a Napoleone e famiglia, dignit imperiale. Si fa uso, anche, dell'incoronazione imperiale. La riorganizzazione dello stato L'importante esperienza napoleonica si deve alle riforme attuate tra il 1800 e il 1804, che portano a compimento un processo di rafforzamento del potere centrale nei confronti delle articolazioni dello Stato, che in atto da diversi secoli. Il termine che meglio sintetizza accentramento. Dal centro devono partire gli impulsi che muovono i funzionari periferici. Adesso i poteri centrali non hanno pi come interlocutori gli istituti cetuali che erano portavoce di distanze diverse. Nel febbraio 1800 viene istituita la figura del prefetto: funzionario nominato dal goveno, ha il compito di controllare l'ordine pubblico e di provvedere alle l'applicazione delle leggi dello stato. Inoltre tutti i magistrati diventano di nomina governativa, con il diritto di inamovibilit. Viene organizzato un sistema scolastico in funzione di un personale tecnico e burocratico. L'asse portante dell'educazione sono i licei, che sono pubblici e riservati ai giovani di buona famiglia. Nel 1806 viene introdotto il monopolio statale dell'istruzione universitaria. Tuttavia restano disinteressati dell'istruzione primaria e quindi della maggiorparte della popolazione. Con il periodo rivoluzionario la chiesa ha subito duri colpi. Napoleone cerca un modo di riavvicinarla al nuovo potere e per questo avvia trattative con la Santa Sede, che arrivano a conclusione il 16 luglio 1806 quando viene firmato un Concordato tra il ponteficie e lo Stato francese.Cosi Pio VII riconosce ufficialmente la Repubblica, la validit dei beni espropriati, accetta che tutti i vescovi vengnao destituiti e che i nuovi siano nominati dal primo console. Ai vescovi spetta il compito di nominare i parroci e questi devono giurare fedelt al governo, in cambio ricevono uno stipendio statale. In fine la religione cattolica viene definita come la religione della maggior parte dei francesi, non riconoscendola, quindi, come religione di stato, ma parificandola ad altre. Da molti punti di vista l'atto normativo pi ambizioso la redazione del Codice Civile, un testo che fissa le norme fondamentali che regolano i rapporti tra i cittadini. Il 21 marzo 1804 il Codice approvato. Due aspetti rilevanti:

1.1. 1.2.

Diritto individuale di propriet: principio guida che struttura la giurisprudenza della societ napoleonica. Matrimonio riconosciuto come atto fondamentale fra le relazioni che devono strutturare la societ. Il padre riconosciuto capo della famiglia, nei confronti dei figli minori esercita patria

potest, che lo autorizza a chiedere il loro imprigionamento in caso di comportamento ribelle. Il suo consenso necessario per far si che un figlio si sposi. Il rapporto tra marito e moglie ancor pi assimetri con la donna ridotta ad un ruolo di sudditanza al marito. Una donna non pu firmare un contratto o avviare una azione legale, se non in presenza del marito.

Le guerre dell'imperatore La fase che segue le riforme caratterizzata da un incessante catena di guerra. Le cause sono varie, dalla volont delle potenze di ridurre la forza della Francia al desiderio di Napoleone di espandersi. L'avversario pi tenace, formalmente imbattutto e in cui si in guerra dal 1803 l'Inghilterra.L'idea di affrontarli in mare abbandonata, vista la superiorit britannica quindi si opta per la terra ferma, in cui la forza francese una portentosa macchina da guerra. Intanto nel 1805 si forma la terza coalizione antifrancese alla quale partecipano Austria, Russia e Gran Bretagna. Non riuscendo a battere quest'ultima i francesi si muovno contro gli austriaci. Il 20 ottobre 1805 l'esercito austriaco sconfitto a Ulm. Il 13 novembre i francesi entrano a Vienna. Il 2 dicembre la resistenza austriaca viene stroncata ad Austerliz. Dopo questa sconfitta il 26 dicembre 1805 i delegati austriaci e quelli francesi firmano il trattato di pace di Pressburg. La gran parte degli stati tedeschi si schiera con la Francia. Nel 1806 il sacro romano impero sciolto e sostituito da una Confederazione del Reno che esclude l'austria. Venuta meno quest'ultima Federico Guglielmo III di Prussia pensa di poter porsi come massimo antagonista dei francesi ma il 14 ottobre 1806l'esercito prussiano sbaragliato a Jena. Il 27 gennaio i francesi sono a Berlino. Restnao solo i russi e Napoleone decide di affrontarlo l'8 febbraio 1807 dove i russi sono sconfitti a Eylau, inuna battaglia non decisiva. Il 14 giugno sono di nuovo sconfitti a Friedland e a quel punto Alessandro Iapre trattative di pace che portano all' accordo di Tilsit perfezionato tra il 7 e 9 luglio 1807. Dopo essersi mosso a est Napoleone sceglie di dirigersi in Portogallo ma le operazioni si complicano con delle rivolnte contro il Re spagnolo, dichiarato filofrancese. Dopo un momentaneo vuoto di potere, colmato dalla decisione di Napoleone di collocare al potere il fratello, ulteriori rivolte antifrancesi mandano avanti il conflitto interno. In questo momento di difficolt Francesco I di Austria decide di riprendere le ostilit contro la Francia. Nell'aprile 1809 un corpo di spedizione austriaco invade la Baviera, mentre il Tirolo si ribella ai bavaresi. Napoleone, rientrato sconfigge definitivamente gli austriaci il 5-6 luglio 1806 a Wagram. Il 14 ottobre viene siglata la pace di Schonbrunn. L'Austria perde grandi parti di territorio, Napoleone ripudia sua moglie per sposare Maria Luisa d'Austria figlia di Francesco I, che gli da un erede nel 1811. In questo momento il potere di Napoleone all'apice. Fin dal 1806, occupazione di Berlino, Napoleone ha inaugurato la politica del Blocco Continentale, al quale ha aderito la Russia con il trattato di Tilsit del 1807. Si tratta di una politica di ritorsione contro la politica di boicottaggio commerciale messa in atto dalla GB e prevede il sequestro di merci britannihce, il controllo della corrispondenza da e per i possedimenti britannici, l'arresto di tutti i sudditi britannici che si trovano nel continente e il divieto di attracco nei porti inglesi per le navi che vogliono poi entrare in un porto degli Stati aderenti al blocco. . L'ambizione francese quella di mettere in difficolt l'economia britannica, per poi piegarla militarmente. La campagna di Russia e il crollo del sistema napoleonico L'influenza Napoleonica si fa sentire in Europa, in particolare in Gran Bretagna dove l'astio nei confronti dei francesi riprende il suo corso, alimentato anche dalla ripresa della rivolta irlandese. I britannici aiutano i ribelli spagnoli, che voglio una ripresa di potere della corona spagnola contro la Francia. La ribellione ha importanti sviluppi con l'approvazione, nel 1812 della Costituzione di Cadice che ha i suoi valori fondanti nella nazione e nella religione cattolica. Altrove la reazione all'occupazione meno dura ma non per questo meno profonda. Dopo le sconfitte prussiane i ceti dirigenti sono colpiti da un vero e proprio shock. Da un lato c' chi esalta la rinascita di uno spirito nazionale tedesco, come Fitche, mentre dall'altro si cerca di introdurre ambiziose riforme che modifichino le istituzioni nelle comunit rurali prussiane. Ovvero si svolge una riflessione sulle cause della sconfitta. In Italia si ricalca il modello francese , con una struttura rigidamente centralizzata. Tuttavia non tutti furono influenzati dalla Francia. Austria Impero Ottomano e Russia restano essenzialmente immuni. Nel 1812 Napoleone, giocando d'anticipo ovvero considerando la Russia un probabile alleato inglese, decide di sferrare un potente attacco militare contro la russia. L'Austria e la Prussia, forzatamente alleate alla Francia devono fornire due corpi di spedizione. La spedizione ha inizio il 24 giugno 1812 per l'esercito russo adotta una tattica difensiva ritirandosi costantemente, evitando lo scontro campale e facendo terra bruciata alle sue spalle. L'avanzata francese diventa lenta e lunga e solo dopo 800 lkm l'armata napoleonica pu affrontare quella Russa il 7 settembre, sul fiume Moscova. La vittoria

francese ma i russi continuano nella loro ritirata. A questo punto l'esercito napoleonico decimato da epidemie e diserzioni, ed ridotto a un sesto. Inoltre stava arrivando l'inverno cosicch il 19 ottobre 1812 Napoleone costretto alla ritirata. Il 30 dicembre 1812 il generale prussiano stipula una pace separata con i russi e un mese dopo Federico Guglielmo III stipula con lo zar un patto di cooperazione antifrancese. Nell'estate 1813 per iniziativa britannica si organizza una nuova coalizione cui aderiscono Russia, Prussia, Svezia, Austria. Il 16-19 ottobre 1813 a Lipsia si batte una battaglia decisiva nella quale Napoleone viene sconfitto. Il 30 marzo le truppe prussiane e russe occupano Parigi. Il 6 aprile 1814 il senato Francese dichiara decatuto Napoleone. L'11 aprile Napoleone rinuncia al trono e il 30 maggio 1814 viene firmata la pace di Parigi : la Francia ridotta ai confini del 1792 torna ad essere una monarchia assoluta che sotto Luigi XVIII il 1 novembre concede una costituzione. Tuttavia Napoleone il 1 marzo 1815 fugge dall'Elba, il regno che gli era stato assegnato. l'inizio dei cosiddetti 5 giorni in cui Napoleone cerca un tentativo di ripresa di potere che per finisce il 18 giugno dove sconfitto a Waterloo dagli inglesi e dai prussiani. Il 20 novembre 1815 viene siglato un nuovo trattato di Parigi e Napoleone viene esiliato nell'isola di Sant'Elena.

RESTAURAZIONE Vienna da 1 novembre 1814 a 9 giugno 1815 si ritrovano i maggiori Paesi (Russia, Italia, Gran Bretagna, Francia, Prussia, Austria) per far tornare la situazione a come era prima : principio di legittimit restaurazione dei poteri legittimi. La Russia ingloba il regno di Polonia, la Prussia riottiene la posnania, l'Austri riprende i territori persi (Tirolo, Slovenia, Croazia Dalmazia) ae aggiunge il regno lombardo-veneto e cede i paesi bassi austriaci che vanno a formare il nuovo regno dei Paesi Bassi; in Germania viene costituita una confederazione Germanica : organismo sovranazionale che possiede un organo centrale di coordinamento (Dieta) che ha il compito di cordinare la politica militare degli stati ed eventualmente la politica commerciale.

Diverse soluzioni pensate in funzione antifrancese (costituzione del regno dei paesi bassi, confederazione germanica etc) come protezione da possibili ritorni di fiamma. Si sottoscrivono inoltre due trattati :

il patto della Santa Alleanza : 26 settembre 1815 le truppe aderenti possono intervenire per mantenere l'ordine stabilito a Vienna. Quadruplice alleanza : 20 novembre 1815 impiega i contraenti ad escludere i Bonaparte dal trono francese.

Rivoluzioni Da un punto di vista politico quasi tutti i regni della restaurazione sono guidati da monarchie amministrative, fanno eccezione monarchie dotate di organismi rappresentativi. Inoltre l'esperienza della rivoluzione francese sollecita l'elaborazione di un pensiero politico che fa del principio della tradizione il fondamento di una vita collettiva, dando cosi un fondamentale teorico alle decisioni prese a Vienna. Ma oltre alla formazione di un nuovo pensiero politico, questo periodo caratterizzato dalla rinascita del sentimento religioso. Nessuno dei movimenti di rinascita religiosa che si formano ha carattere eversivo, anzi si inseriscono in una cornice di conformismo; tuttavia ci non significa che gli accordi presi a Vienna non suscitino dissensi : la situazione politica si rileva instabile. Dove possibile il dibattito viene ospitato su giornali o club dove ci non possibile (censura) si formano associazioni segrete (carboneria). Negli anni successivi al congresso di Vienna le inquietudini alimentate dai gruppi che si oppongono conquistano spazi notevoli : si vogliono cambiamenti. Considerata l'efficacia che ha avuto, si pensa che il mezzo migliore per ottenere cambiamenti, sia la rivoluzione.

Cosi tra il 1820 e il 1849 andiamo in contro a tre cicli rivoluzionari :

1820-25 : Parte in America Latina e si trasmette in Spagna per poi diffondersi verso ovest. I militari hanno un ruolo decisivo adottando la tecnica del colpo di stato, le societ segrete diventano strutture organizzative essenziali e i temi che sono al centro del discorso politico sono l'indipendenza e la sovranit nazionale, ciononostante tutti i movimenti sono indeboliti da spaccature interne. Questa prima ondata parte dall'america latina quando le elit di alcune aree coloniali cercnao di staccarsi dalla madrepatria spagnola, che indebolita dall'occupazione di Napoleone (1808). Cosi tra il 1811 e il 1824 l'intera america latina trova l'indipendenza (1811 Venezuela, 1816 Argentina, 1818 Cile, 1819 Colombia, 1821 Messico, 1822 Brasile, 1824 Per ). Direttamente collegata scoppia una rivolta a Cadice il 1 gennaio 1820 causata dal ritiro, nel 1814, della costituzione per cui molti dei soldati che ora dovevano essere mandati in america latina, avevano combattuto. La rivolta scoppia appunto a Cadice porto da cui si dovevano dirigere in direzione america latina. La rivolta soffocata dalle potenze della santa alleanza che si sono riunite a verona il 30 ottobre 1822. il 7 aprile 1823 i rivoluzionari vengono sconfitti da un esercito francese e la costituzione viene di nuovo revocata. Arrivata in Spagna la rivoluzione si propaga : in Italia il 1 e 2 luglio 1820 dei carbonari si muovono verso Avellino per chiedere la Costituzione che viene concessa da Francesco di Borbone, vicario Ferdinando I. A Palermo, due giorni dopo, scoppia un'insurrezione autonomista che chiede la ricostruzione di un regno autonomo e la costituzione. Il fermento rivoluzionario arriva anche in Piemonte tra il 9 e il 10 marzo 1821 si impossessano di Alessandria, la protesta si sposta a Torino dove il 12-13 marzo Vittorio Emanuele I abdica in favore di Carlo Felice, che nomina vicario Carlo Alberto il quale concede una costituzione, subito revocata dal regnante. Intanto dopo essersi ritrovati a Lubiana le grandi potenze decidono di agire e il 24 marzo 1821 gli austriaci sono a Napoli. La protesta si sposta nell Egeo dove nel 1822 scoppia una rivolta anti-ottomana, nata dal precedente tentativo fallito di Ypsilantis. Nel 1822 viene proclamata l'indipendenza della grecia, che trova soluzione finale quando il regno Unito, la Francia e la Russia firmano a Londra un trattato in cui si impegnano a garantire l'autonomia greca : nel settembre 1829 viene firmata la pace di Adrianopoli indipendenza greca, principato autonomo di Serbia e formazione di due principati parzialmente autonomi di Moldavia e Valacchia.

1830-31 : Avviene co lo stesso schema diffusivo (da occidente verso oriente) e anche in questo caso le idee guida sono quelle nazionali e liberali. Nel 1824 sal al trono in Francia Carlo X di Brorbone punta a ricostruire una monarchia assoluta cosi il 25 luglio 1830 emana quattro ordinanze in cui sospende la libert di stampa, scioglie le camere, modifica la legge elettorale e indice elezioni. La reazione decisa e nello stesso giorno il popolo scende in piazza a protestare. Iil 30 luglio i capi liberali proclamano luigi filippo d'orleans lungotenente generale del regno e Carlo X abdica. Il 14 agosto viene promulgata una costituzione. Nell'estate 1830 le tensioni esplodono anche nel regno dei paesi bassi dove si chiede l'indipendenza del Belgio, che ha caratteristiche culturali che li differenziano dai vicini olandesi. Il 4 ottobre viene proclamata l'indipendenza del Belgio riconosciuta poi dalle maggiori potenze europee fra dicembre 1830 e gennaio 1831. Il conflitto esplode anche in Polonia dove il 29 novembre 1830 un gruppo di cadetti della scuola ufficiali prende le armi e attacca il palazzo del governatore. La resistenza polacca vinta nel settembre 1831 quando la Russia riprende il controllo e abolisce la costituzione. Infine nei primi mesi del 1831 sulla spinta di queste rivoluzioni anche in italia, tra i ducati padani e lo stato della chiesa, scoppia un'insurrezione. Viene cosi formato uno stato delle provincie unite italiane, che per alla fine del marzo 1831 dovr firmare la resa.

1848-49 : Ovunque in Europa pressioni per l'allargamento dello spezio politico si intrecciano con ideali nazionalisti : la tensione si manifesta spesso in modi violenti. soprattutto il contesto economico e sociale a preoccupare : tra il 1845 e il 47 una sequenza ininterrotta di cattive annate agricole fa diminuire drasticamente l'offerta dei beni alimentari l'Europa molto inquieta a fin 1847: torna la rivoluzione. Ci che cambia questa volta che gli stati cardine della restaurazione sono investiti dall'ondata rivoluzionaria. Il 12 gennaio 1848 a Palermo un gruppo di autonomisti organizza un'insurrezione che ha successo e il 29 gennio Ferdinando II annuncia di voler concedere una costituzione. Queso avviene anche nel resto d'Italia : 8 febbraio il re di sardegna; l11 leopoldo II granduca di toscana; il 14 Pio IX. Il 22 febbraio 1848 il turno della Francia. Una manifestazione di protesta (per aver proibito l'organizzazione di banchetti per raccogliere consensi a favore di una riforma elettorale) si infiamma, vengono costruite barricate e cosi dopo che il 24 febbraio Luigi Fillo ha abdicato viene proclamata la seconda repubblica francese ( la prima stata quella del 1792). La situazione francese si replica nel cuore della restaurazione a Vienna. Il 13 marzo una folla si riversa nelle strade, il 14 Ferdinando I promette una costituzione, il 15 a Budapest si forma un governo provvisorio. La protesta si sposta nel regno lombardo veneto e il 18 marzo Milano viene liberata. Il 22 marzo Venezia proclama la repubblica, l'11 aprile l'imperatore concede l'autonomia al governo Ungherese. Il 22 Luglio viene abolita la servit feudale su tutto il territorio. Anche la Germania scossa dal vento della rivoluzione, il 18 marzo a Berlino scoppia una rivolta. Ma nonostante ci alla fine del 1849 i risultati sembrano miseri rispetto alle speranze.

A met Ottocento un'altra rivoluzione che ormai avviata quella industriale. I treni permettono spostamenti molto pi veloci e tutto questo implica interdipendenza strutturali che sono attivate dal sistema di trasporto su rotaia. Cosi una nuova sequenza di innovazioni investe il settore siderurgico. Ma oltre a tutto ci ora troviamo fabbriche che producono tessuti e manufatti in metallo. La rivoluzione industriale si ulteriormente diffusa e la concentrazione delle attivit produttive nelle citt industriali ha attratto manodopera dalle campagne. Si avvia quindi il fenomeno dell'urbanizzazione. La popolazione in campagna aumenta e le opportunit di lavoro non sono aumentate. Quindi iniziano flussi migratori dalle campagne alla citt.
Oltre a tutto ci innovazioni sono presenti anche nella vita quotidiana : si formano molte banche, teatri, miglioramento della navigazione, telegrafo, francobolli etc.