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La derivata

Laura Citrini 1
La derivata

Dal libro: La matematica
Accendo la televisione quando il Gran Premio di Formula 1 gi iniziato. Il cronista comunica che Tizio in testa alla gara;
lo insegue, con 4 s di distacco, Caio. Penso allora che Tizio vincer la gara.
Ma la situazione attuale potrebbe essere il risultato di eventi diversi:
1) Tizio, dopo una pessima partenza, ha recuperato costantemente a Caio 2 secondi ogni giro di pista, lo ha sorpassato e
ora sta continuando ad incrementare il suo vantaggio;
2) Tizio ha preso subito il comando della corsa, e il suo vantaggio su Caio rimasto pressoch costante per tutta la gara;
3) Caio ha avuto una partenza lenta, ma sta regolarmente recuperando a Tizio 4 secondi ogni giro. In quest'ultimo caso
non difficile prevedere che il primato di Tizio destinato a durare ancora un giro soltanto, che verr presto
sorpassato da Caio, e perder la gara.

Traduciamo questo esempio nel linguaggio delle funzioni. Conosciamo il vantaggio V di Tizio su Caio in
un dato istante, cio conosciamo il valore della funzione V = (t) per un dato valore di t. Tuttavia la
conoscenza del valore di una funzione in un punto non sufficiente a comprendere il suo comportamento,
neppure vicino a quel punto. Vogliamo anche sapere se il vantaggio sta aumentando, sta diminuendo,
oppure rimasto costante. Vogliamo cio conoscere come varia V rispetto alla variabile t.
Ci servirebbe insomma un'altra funzione, chiamiamola '(t), che ci informasse, istante per istante,
dell'andamento, della tendenza della funzione (t), ci dicesse in particolare se (t) sta crescendo oppure
no. Questa funzione (quando esiste) la funzione derivata della (t).
Il problema di determinare il punto in cui cambia l'andamento della
funzione, per esempio quando da crescente diventa decrescente, si pu
riformulare geometricamente come quello di determinare il punto pi
alto in questo grafico, cio quello che si chiama il punto di massimo.
Quindi un problema non geometrico si pu esprimere in termini geometrici; vedremo anche come sia
possibile determinare il coefficiente angolare m della retta tangente come una funzione dell'ascissa x del
punto di tangenza.
Quando si presenta il concetto di derivata mediante il problema della tangente a una curva, non si risolve
soltanto questo problema geometrico, ma si fornisce anche un'interpretazione geometrica della derivata
che risulta utile sia in analisi che nelle applicazioni in altre discipline.

Consideriamo le due funzioni della figura a fianco.
Entrambe hanno, in x
0
, lo stesso valore:
(x
0
) = g(x
0
) = y
0
,
ma il loro comportamento del tutto differente: per valori di x maggiori di x
0


una, la (x), assume valori maggiori di y
0
, cio crescente in x
0
, l'altra, la
g(x), assume valori minori di y
0
, cio decrescente in x
0
.
Un modo per considerare l'andamento di una funzione in un punto quello
di valutare il coefficiente angolare m della retta tangente alla curva in quel
punto:
se m positivo, allora la funzione crescente,
se m negativo allora la funzione decrescente,
se infine m nullo, allora la funzione in quel punto
stazionaria.

P
x
2
x
1
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Infatti una funzione y = (x) si dice crescente in un sottoinsieme S del dominio se, comunque si fissino
due punti x
1
e x
2
, si ha:
x
1
< x
2
f (x
1
) f (x
2
)
Se vale la disuguaglianza forte (ossia solo il segno di <), la funzione si dice strettamente crescente in
S.
Analogamente y = (x) decrescente in un sottoinsieme S del dominio se, comunque si fissino due punti
x
1
e x
2
, si ha:
x
1
< x
2
f (x
1
) f (x
2
)
Analogamente per le funzioni strettamente decrescenti.

Consideriamo ora le due funzioni della figura a fianco. Esse
hanno lo stesso valore in x
0
, sono entrambe crescenti, ma la
prima, la (x), aumenta sempre pi il suo ritmo di crescita al
crescere della x: il coefficiente angolare della retta tangente sta
quindi aumentando; la g(x) cresce anch'essa, ma al crescere della
x il suo ritmo di crescita diminuisce: il coefficiente angolare della
tangente alla curva sta diminuendo.
Dal punto di vista grafico questa differenza data dalla diversa
concavit delle due curve: verso l'alto la , verso il basso la g.
Se vogliamo conoscere la rapidit di variazione con cui muta il coefficiente angolare '(x) della (x)
possiamo studiare la funzione derivata della '(x), che indichiamo con "(x) e chiamiamo derivata
seconda, e ripetere considerazioni analoghe a quelle svolte per la '(x):

se "(x) positiva allora '(x) sta crescendo (e il grafico della ha concavit verso l'alto),
se "(x) negativa, '(x) sta decrescendo (e il grafico della ha concavit verso il basso),
se "(x) nulla allora '(x) nel punto stazionaria.


Vediamo ora come si pu costruire la retta tangente
alla funzione y = f(x) in un punto x
0
del dominio.
Supponiamo che il grafico della funzione sia il seguente:
P (x
0
, y
0
) sia un punto della f(x), con y
0
= f(x
0
).
Si tratta ora di determinare, tra tutte le infinite rette
passanti per P, quella che tangente a f(x) in P.


P
P'
f(x
0
)=y
0

f(x
0
+ h)
x
0
x
0
+ h
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Sia P' un altro punto di f(x) di coordinate
P' (x
1
, y
1
) (x
0
+h, f(x
0
+h)) con h R. P' si chiama punto variato rispetto a
P.
Avendo a disposizione due punti P e P ', siamo in grado di di determinare il
coefficiente angolare della retta passante per P e P', che risulter una secante
della curva
m =
( ) ( )
( ) ( )
( ) ( )
h
x f h x f
x h x
x f h x f
0 0
0 0
0 0
+
=
+
+
.
Il coefficiente angolare della retta tangente il limite del coefficiente angolare della secante m
quando il punto corrente P' lungo la curva si avvicina al punto fisso P.
Questo implica che si deve calcolare il limite per h 0 della quantit sopra scritta.
La derivata di una funzione unaltra funzione, indicata con
dx
df
o, pi spesso, con f ' o con y'.

Osservazione: in realt bisognerebbe scrivere:
( ) ( )
0
0
lim
x x
h
h
x f h x f
m
=

+
=
dove la scrittura al secondo membro indica che la derivata deve essere dapprima calcolata nel generico
punto x e poi nel risultato ottenuto si sostituisce a x il valore x
0
.
Il rapporto tra l'incremento
= (x
0
+ h) - (x
0
)
della funzione e l'incremento h della variabile dipendente prende il nome di rapporto incrementale.

Non necessariamente lincremento h deve essere
positivo: si possono vedere entrambe le situazioni
della figura precedente
Il limite per h 0 del rapporto incrementale viene
chiamato la derivata della funzione nel
punto x
0
e si indica con '(x
0
), purch esista e sia
finito. Allora si dice derivabile nel punto x
0
e
la derivata di in x
0
, che si indica con '(x
0
), data dal numero reale
( ) ( )
h
x f h x f
x f
h
0 0
0
0
lim ) ( '
+
=



Attenzione: la derivata di una funzione un'altra funzione. Il valore della derivata in un dato punto x
0

il numero reale definito sopra.

Retta tangente e retta normale al grafico di una funzione in un punto
Da quanto detto finora risulta che se il limite del rapporto incrementale esiste ed finito, allora si dice che
il grafico della funzione possiede retta tangente nel suo punto P (x
0
,(x
0
)).
La retta tangente la retta passante per il punto P e con coefficiente angolare '(x
0
). L'equazione di questa
retta :
x
0
x
1

P P'
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y - (x
0
) = '(x
0
)(x - x
0
).
Poich il limite del rapporto incrementale, come ogni limite, se esiste, unico, un grafico non pu avere
pi di una retta tangente in un punto.
La retta passante per il punto (x
0
,(x
0
)), che perpendicolare alla retta tangente (in quel punto), viene
chiamata retta normale.
Poich il coefficiente angolare della retta tangente '(x
0
), il coefficiente angolare della retta normale vale
-1/'(x
0
), a condizione, ovviamente, che '(x
0
) 0.
Nella figura sotto sono riportate alcune rette tangenti e normali.

Se '(x
0
) = 0, la retta tangente nel punto (x
0
,(x
0
)) orizzontale, quindi ha equazione y = (x
0
) e la retta
normale quindi verticale e ha equazione x = x
0
. Nella figura qui sotto si possono esaminare diversi casi di
tangente orizzontale. In ogni caso, il punto di tangenza l'origine, la retta tangente l'asse x e la retta
normale l'asse y.


anche possibile che il grafico di una funzione possieda una
tangente verticale, come per esempio, nell'origine, la funzione
(x) =
3
x .
Il rapporto incrementale per x = 0 ha limite quando h 0.


Elenco di alcune tra le principali derivate e regole di derivazione

Il calcolo della derivata di una funzione mediante la costruzione del relativo rapporto incrementale e il
successivo calcolo del limite per h 0, risulta un po' laborioso.
D'altra parte, la maggior parte delle funzioni che si incontrano in pratica costruita mediante operazioni
tra funzioni elementari (somma, prodotto, quoziente) e loro composizione.
Pertanto, segue un elenco delle
derivate delle funzioni elementari ()
e delle cosiddette regole di derivazione (),
in modo da rendere pi agevole (anzi, quasi "automatico") il calcolo della derivata di funzioni anche
notevolmente complesse.

Per ogni x R:
Una funzione costante ha derivata identicamente uguale a 0 (x) = k '(x) = 0
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La funzione identit y = x ha derivata costante uguale a 1 (x) = x, '(x) = 1
Se n un intero positivo, e (x) = x
n

, allora '(x) = nx
n-1

(x) = x
n

'(x) = nx
n-1

La funzione y = lnx derivabile per ogni xR
+
e risulta (x) = lnx
x
x f
1
) ( ' =
La funzione esponenziale e
x
ha come derivata la funzione stessa: f(x) = e
x


'(x) = e
x

La funzione y = senx derivabile per ogni xR e risulta f(x) = senx

'(x) = cosx
La funzione y = cosx derivabile per ogni xR e risulta f(x) = cosx

'(x) = senx
Le funzioni y = arcsenx e y = arccosx sono derivabili per ogni xR e risulta
f(x) = arcsenx '(x) =
2
1
1
x

f(x)= arccosx '(x) =
2
1
1
x +

Se derivabile in x e k una costante, allora k derivabile in x e risulta: (k)'(x) = k'(x)
Se e g sono derivabili in x, anche +g derivabile in x e risulta: (+g)'(x)='(x)+g'(x)
Pi in generale, le due precedenti regole si possono unire nella regola di linearit: la
combinazione lineare di pi funzioni a
1

1
+ a
2

2
+ ...+ a
n

n
derivabile in x e risulta:
(a
1

1
+ a
2

2
+.. + a
n

n
)'(x) = a
1

1
'(x) + a
2

2
'(x) + ... + a
n

n
'(x)
Ne segue che la derivata di un polinomio di grado n polinomio di grado n1
P(x)= a
n
x
n
+...+a
2
x
2
+a
1
x+a
0
P'(x)=na
n
x
n-1
+...+2a
2
x+a
1


La facilit con cui si pu determinare le derivata di funzioni costruite mediante somme e moltiplicazioni per
una costante pu far pensare che anche per il prodotto valga una regola di derivazione altrettanto semplice,
cio che la derivata del prodotto di funzioni sia uguale al prodotto delle derivate. Sfortunatamente ci
falso.
Attenzione: non si confonda il prodotto con la composizione di due funzioni, di cui parleremo pi avanti.

Regola di Leibniz o del prodotto Se e g sono derivabili in x, anche il prodotto g derivabile in
x e risulta
(g)'(x) = '(x)g(x) + (x)g'(x).
Regola del quoziente: Se g derivabile in x e g(x) 0, allora anche
) (
1
x g
derivabile in x e risulta:
( )
2
'
) (
) ( '
) (
1
x g
x g
x g
=
|
|

\
|


Da questo risultato si deduce facilmente che la formula per il calcolo della derivata di una potenza valida
anche per le potenze negative, cio:
per ogni intero a, (x) = x
a


'(x) = ax
a 1
.
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Se e g sono derivabili in x e g(x) 0, anche
g
f
derivabile in x e risulta
( )
2
'
) (
) ( ' ) ( ) ( ) ( '
) (
) (
x g
x g x f x g x f
x g
x f
=
|
|

\
|

La funzione y = tgx derivabile se xR\
)
`

k
2
Z f(x) = tgx

'(x) =
x
2
cos
1

Regola di derivazione per le funzioni composte
Siano: f e g due funzioni tali che limmagine della f sia contenuta nel dominio della g. In tale ipotesi si pu
definire la funzione composta g in (a, b).

R R
f g g f
b a b a
o
) , ( ) , ( ) , (
Per esempio, se y = log(x
2
) si pu pensare che la funzione f sia y = log(u) e che la funzione g sia u = x
2
.

Se derivabile in x e g derivabile in y = f(x) allora F = g derivabile in x e
F ' (x) = g' (y) '(x) = g'(f(x)) '(x)
Se la base non e, allora per la funzione esponenziale a
x
si ha: f(x)= a
x
'(x) = lnaa
x


Differenziale primo

Sia y = f (x) una funzione derivabile.
Sia x lincremento della variabile indipendente, e f = f (x+x) f (x) = y lincremento della
variabile dipendente. Poniamo:
(x, x) = ) (
) ( ) (
'
x f
x
x f x x f

+
(x 0).
Se f (x) derivabile nel punto x, allora :
|

\
|

= =

) ( lim 0 ) , ( lim
'
0 0
x f
x
f
x x
x x

Dalla relazione precedente si ricava:
f f '(x) x = (x, x) x
Che si pu anche scrivere:
f = f '(x) x + O OO O(x)
Ci mette in evidenza che (x, x) x un infinitesimo di ordine superiore a x.

Teorema: Sia y = f (x) derivabile in x. Se f '(x) 0; lincremento si pu esprimere nella forma:
= f '(x) x + (x, x) x
ove il secondo termine della somma un infinitesimo di ordine superiore rispetto a x.
La parte f '(x) x si chiama parte predominante o parte principale di f e per x
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(infinitesimo) si pu scrivere:
f = f '(x)x

che si chiama differenziale primo della funzione y = f (x), di punto iniziale x, relativo
allincremento x e viene indicato con la scrittura : d f = f '(x) dx
per la derivata si ha quindi la scrittura
dx
x df
x f y
) (
) ( '
'
= = ,
Regola di derivazione per le funzioni composte
Siano:
g :(, ) R
~
e f :(a, b) R
~
due funzioni tali che f (a, b) (, ).
Tale scrittura indica che limmagine dei punti dellintervallo (a, b) tramite la f contenuta nel
dominio di g, ossia in (, ).
In tale ipotesi si pu definire la funzione composta g o f in (a, b).

R
R
~
) , (
~
) , ( ) , (


gof
g f
b a
b a

Per esempio, nel caso y = log(x
2
) si pu pensare che la funzione f sia y = log(u) e che la funzione
g sia u = x
2
; quindi
R R
R R R
~ ~
~ ~ ~
) log(
log
2
2


+
x
x

Teorema: Se f derivabile in x (a, b) e g derivabile in y

= f ( x ) (, ) allora F = g o f
derivabile in x e vale la seguente relazione:
F '( x ) = g' ( y ) o f '( x ) = g' (f ( x )) f '( x )
Come applicazione di questo teorema, supponiamo di voler calcolare la derivata di 1
2
= x y
Posto u(x) = x
2
1 si ha ) ( ) (
2
1
x u x u y = = e per il teorema precedente :

1 1
1 2 2
2
) (
) 2 (
) (
1
2
1
= =
=
|
|

\
|
=
|
|

\
|
= |

\
|
=
x u x u
x u
x u
x
x
x u
dx
du
du
dy
dx
dy

tornando alla posizione precedente si ottiene:

1
2

=
x
x
dx
dy

In modo analogo di quanto fatto per la derivata prima, possibile definire le derivate successive di
una funzione y = f (x).



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Punti stazionari.

Si dice che un punto c appartenente al dominio di una funzione di massimo
relativo se esiste un intorno I di c in cui :
f(c) f(x) per ogni x I.


Analogamente, per un minimo relativo
f(c) f(x) per ogni x I.

Quindi i massimi e minimi relativi sono punti a tangente orizzontale per cui risulta f '(c)
= 0.

I punti c per cui f '(c) = 0 o non esiste si dicono punti critici per f.
Si dice che c un punto stazionario per f se f '(c) = 0.
Quindi i massimi e minimi relativi sono punti stazionari.
Come abbiamo gi detto, nel caso del massimo, la funzione cresce prima del punto stazionario (derivata
prima positiva) e decresce dopo e viceversa per il minimo.
Si tratta quindi di distinguere gli intervalli dove una funzione crescente o decrescente.
Sia f una funzione continua si un intervallo I e derivabile in tutti i punti interni ad I.
Se f '(x) > 0 su ogni punto x interno a I, f crescente in I
Se f '(x) < 0 su ogni punto x interno a I, f decrescente in I.

Sia dunque y = f(x) una funzione definita e continua in un intervallo (a, b).
Sia c (a, b) un punto stazionario e quindi sia f '(c)=0.
c un punto di massimo relativo se esiste un intorno di c per cui
f(x) f(c). Allora f '(x) > 0 per a < x < c e f '(x) < 0 per c < x < b.
c un punto di minimo relativo se esiste un intorno di c per cui
f(x) f(c). Allora f ' (x) < 0 per a < x < c e f '(x) > 0 per c < x < b.
Se f '(x) ha segno costante in (a,c)(c,b), allora c non n massimo
n minimo.
Lo studio dei punti stazionari richiede quindi la soluzione di una
disequazione, non sempre immediata.
Ma c' un altro metodo.

Derivate di ordine superiore
Abbiamo visto che, se una funzione derivabile, allora possiamo definire una nuova funzione ', detta
derivata di .
Se, a sua volta, ' una funzione derivabile, allora risulta determinata la derivata di ', detta la derivata
seconda di e indicata con ".
Chiaramente il procedimento pu proseguire, nel senso che, se anche " derivabile, allora possiamo
determinare "', ecc.
In particolare, poich ogni polinomio P(x) possiede derivata P'(x) che, a sua volta, un polinomio e ogni
funzione razionale fratta R(x) possiede derivata R'(x) che, a sua volta, una funzione razionale fratta,
c
c
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possiamo concludere che i polinomi e le funzioni razionali fratte possiedono derivate di qualsiasi ordine.
Nel caso di un polinomio di grado n, le derivate di ordine superiore a n sono tutte identicamente uguali a
zero.
Riprendiamo il discorso sui punti stazionari.
Abbiamo detto all'inzio cosa significa che una curva sia concava verso lalto o concava verso il basso in
(a,b): nel primo caso f ' (x) crescente, nel secondo f '(x) decrescente e poich la derivata seconda f "
la funzione derivata di f ',
se f " > 0 la curva concava verso lalto,
se f " < 0 concava verso il basso.
I punti in cui cambia la concavit si chiamano punti di flesso purch la funzione sia continua nel punto.
In tali punti f "= 0 o non esiste.
Si pu stabilire se un punto stazionario di massimo o di minimo calcolando la derivata seconda: nel caso
del massimo la concavit rivolta verso il basso, mentre nel caso del minimo rivolta verso lalto.
Il valore della derivata seconda in un punto di massimo negativa, mentre in un punto di minimo
positiva.

Schema completo per lo studio di una funzione
Siamo arrivati al termine di tutte le informazioni teoriche che servono allo studio di una funzione.
Vediamo ora lo schema completo che ci guida nello studio.
Abbiamo gi visto i seguenti passi:
Determinare il campo di esistenza.
Determinare eventuali propriet della funzione (se pari, dispari, periodica,)
Determinare le intersezioni con gli assi coordinati.
Stabilire in quali regioni la funzione positiva o negativa.
Determinare i limiti agli estremi del campo di esistenza.
Determinare eventuali asintoti orizzontali e verticali (si vedono dai limiti) e obliqui, se possono esistere.
Poi:
Calcolare la derivata prima, e determinare dove si annulla.
Studiare gli eventuali punti stazionari. Si pu procedere in due modi:
Studiare la crescenza e decrescenza della funzione nellintorno dei punti stazionari
Calcolare la derivata seconda nei punti stazionari per stabilire il verso della concavit.
Determinare eventuali punti di flesso (per questo serve la derivata seconda, quindi il secondo dei due
metodi per lo studio dei punti stazionari pu essere pi comodo).
Studiare la concavit della funzione
Tracciare un grafico sommario.
Alcuni punti possono essere saltati, se non espressamente richiesti, perch si deducono dal resto.

Derivabilit e continuit.
Come possibile calcolare il limite destro e sinistro, cos esistono la derivata destra e la derivata sinistra.
Una funzione y = f(x) si dice derivabile nel dominio (CE) se esiste finita la derivata prima in ogni punto.

Teorema 1: se y = f (x) derivabile in x
0
, allora f (x) continua in x
0
.

Teorema 2: esistono funzioni continue in x
0
che non sono derivabili.

O
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Si consideri, per esempio, la funzione y = |x|, che cos definita:

= =
x
x
x y 0
se
se
se

0
0
0
<
=
>
x
x
x


Tale funzione continua in O (0,0), ma non derivabile, poich il limite del rapporto incrementale a
sinistra di O differente da quello a destra di O. Nel primo caso vale 1, mentre nel secondo caso vale 1.