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GIUSEPPE MATTEOTTI PIERO RUOL

Universit di Padova

LIMPIEGO DEI GEOSINTETICI NELLE OPERE DI INGEGNERIA MARITTIMA E COSTIERA

1. Premessa Questo tradizionale Convegno Nazionale sui Geosintetici, giunto questanno alla XVI edizione, ha un antenato nel 1 Convegno italiano sui tessili e terreni tenuto a Pomezia nel 1978: antenato perch da allora la disciplina dei geosintetici ha conosciuto uno sviluppo straordinario, a partire dai cosiddetti tessuti non tessuti (ora pi correttamente identificati come geotessili nontessuti) ai geotessili, alle geogriglie, alle georeti, ai geocompositi, e cos via, con impieghi sempre pi svariati a compensare deficienze di ogni tipo, in relazione alle diverse condizioni del terreno su cui luomo costruisce. Agli usi iniziali, prevalentemente come separazione di materiali a diversa granulometria, se ne sono aggiunti sempre di pi complessi; penso ai geotessili nontessuti impiegati come filtri, relativamente deformabili, ed al contrario alle pi rigide geogriglie, con allungamenti molto limitati, che possono essere usate ad esempio nelle terre armate sotto alle dighe marittime per contrastare effetti rifluenti in terreni di fondazione molli e comprimibili. In definitiva si pu dire che non v settore dellingegneria civile dove non si incontrino sistemi di presidio rappresentati dalluso di tutti questi materiali, oggetto del nostro Convegno. A questo proposito c da far notare che i moderni materiali vanno a completare procedimenti noti fin dallantichit. Gi i Sumeri, che circa 5000 anni fa abitavano nel Sud della Mesopotamia, nelleseguire quei monumenti, che noi conosciamo col nome di Ziggurat, con mattoni fatti di argilla e seccati al sole, furono i precursori della elaborazione costruttiva rappresentata dalla terra armata. Poich gli Ziggurat tendevano ad infossarsi entro il suolo scadente e a spanciarsi per deficienza di resistenza al taglio dei terreni, i Sumeri pensarono di intercalare fra i primi corsi di mattoni, che costituivano le fondazioni dei monumenti, delle stuoie intessute con vegetali. In tale maniera fu possibile evitare laffondamento, anticipando in tal maniera il nostro concetto di armatura. Dal che si deduce che i progressi oggi raggiunti sono sovente il frutto di una esperienza meditata degli insuccessi. In tal senso larcheologia ci pu dare insegnamenti di grande utilit per il progredire della meccanica delle terre e dellimpiego di questi relativamente recenti materiali. Luso combinato di geotessili e griglie metalliche stato impiegato ad esempio per la soluzione di un caso difficile nella costruzione dei moli foranei del Porto di Sibari (Calabria orientale). Questi dovevano insistere su un strato 12

di potenza di circa 50 m di terreno coesivo poco consistente. Si dovuto creare dapprima un precarico, costituito da un rilevato in mare di sabbia con pendenza 1:10, sotto il quale si posta in opera una serie di dreni verticali della lunghezza di 55 m, per consolidare lo strato di argilla molle sottostante. Con una speciale attrezzatura sono stati infissi 110.000 m di dreni di sabbia del diametro nominale pari a 0,3 m, costituiti da una calza di geotessile, con effetto filtrante, ed stata stesa una rete idraulica ad alta resistenza, con effetto di haut couture per bloccare il terreno ed evitare possibili refluimenti laterali del sottosuolo. E tuttavia da osservare che talvolta c un abuso nellimpiego dei geosintetici in costruzioni che non presentano tale necessit. C anche, daltro canto, da notare che qualche volta si pu riscontrare limpiego di materiali che non hanno nulla a che vedere con i geosintetici veri e propri, caratterizzati da precise caratteristiche frutto di accurati controlli di qualit in fase di produzione. Levoluzione di questo settore dellIngegneria Civile pertanto pu trovarsi di fronte a materiali che sfuggono alle caratteristiche pi appropriate, le quali alle volte invece si vorrebbero a quelli attribuire. Si impone in questi casi la necessit di una conoscenza attenta dei problemi ingegneristici e dei materiali idonei che si possono usare per la loro soluzione. In altre parole i progettisti e i direttori dei lavori devono avere una competenza attenta di questi materiali per il loro impiego oppure richiedere il parere di chi tale competenza gi possiede. Una numerosa casistica di impiego nelle opere marittime verr ora esposta in modo da avere una utile intelligenza dei problemi trattati, che pu valere anche fuori del campo delle costruzioni marittime. 2. Generalit Nel campo degli interventi di protezione dei litorali, lingegneria costiera, che storicamente sempre stata dominio di interventi rigidi, sta evolvendo sempre pi verso soluzioni morbide o miste. Negli USA, da sempre allavanguardia nel settore costiero, i costi degli interventi morbidi che negli anni 50 ricoprivano appena il 40% degli investimenti per la protezione delle coste, dagli anni 70 si sono di molto elevati, fino a raggiungere valori compresi tra l80 ed il 90% delle spese totali. Molti di tali interventi, morbidi o misti, prevedono luso dei geosintetici. Tali opere spaziano dai ripascimenti protetti o misti, ai frangiflutti

sommersi, alle difese in aderenza, ai pennelli o frangiflutti non in pietrame, alla ricostruzione di dune artificiali; a seconda del tipo di intervento, e soprattutto a seconda della funzione (idraulica o meccanica), vengono usati: geotessili, georeti, geogriglie, geotubi, geocontainers o geocompositi derivanti dallaccoppiamento di due o pi dei materiali citati. Le colmate di aree costiere o lagunari sono un ulteriore esempio di appropriato uso dei geosintetici (con funzioni di drenaggio, filtrazione e protezione). I geosintetici sono sempre pi frequentemente usati anche negli interventi tradizionali dellingegneria marittima ed in particolare nelle opere di ingegneria portuale. Tali materiali vengono impiegati come separazione (per evitare la reciproca contaminazione tra due terreni di granulometria molto differente, posti a contatto), come filtro (per problemi legati alla filtrazione) e come rinforzo del fondale marino. Esistono poi altri settori dellingegneria costiera che prevedono luso di geosintetici: le panne antinquinamento, ad esempio, vengono sempre pi spesso usate durante operazioni portuali a rischio ambientale, o durante la movimentazione di oli minerali o ancora nelle attivit di dragaggio/refluimento di sedimenti potenzialmente inquinati. I materassi in geocomposito che spesso vengono scelti dai progettisti per lo zavorramento di condotte di scarico a mare o di pipelines, rappresentano un altro esempio di appropriato utilizzo dei geosintetici. Si possono infine richiamare altre applicazioni non tradizionali dellingegneria marittima e costiera che pure prevedono luso di geosintetici. I dreni con filtri in geotessile che vengono usati negli interventi - ancora in fase di sperimentazione - di beach dewatering, ossia di speciali drenaggi delle spiagge, ne sono un primo esempio. Sempre in tale categoria possono rientrare anche alcuni sistemi di attenuazione del moto ondoso, basati sullutilizzo di alghe sintetiche in zone ad elevata turbolenza dove difficilmente possono attecchire o sopravvivere le alghe naturali. Le cause di degrado delle opere che prevedono luso di geosintetici possono essere: sottopressioni, scorrimenti, sollecitazioni del moto ondoso, scavo al piede, erosioni localizzate per overtopping o tracimazione e collasso geotecnico. I criteri di dimensionamento debbono considerare tutti questi rischi di danneggiamento, anche se limpiego dei geosintetici spesso basato, se si escludono le classiche funzioni di rinforzo, filtrazione e drenaggio, su criteri empirici e su sperimentazioni ad hoc, piuttosto che su solide basi teoriche, peraltro difficili da sviluppare in relazione alla sempre crescente variet delle caratteristiche dei prodotti immessi sul mercato. Nei paragrafi seguenti sono descritte le principali applicazioni tradizionali dellingegneria marittima e costiera che prevedono luso di geosintetici, ed alcune applicazioni non tradizionali. Per ciascuna applicazione sono elencate le diverse tipologie di geosintetico che possono essere tipicamente adottate e sono illustrati alcuni interventi esemplificativi, corredati da disegni o da fotografie.

3. Applicazioni tradizionali Le principali applicazioni tradizionali dellingegneria marittima e costiera che prevedono luso di geosintetici, possono essere sintetizzate nella seguente Tab. 1.
Applicazioni tradizionali Sottofondazioni Rivestimenti muri di sponda Colmate Ripascimenti protetti Barriere sommerse Pennelli e frangiflutti Moli Dune artificiali Drenaggi (dreni verticali in sabbia) Tipologia di geosintetico Geotessili, georeti, geogriglie, geocompositi Geotessili, georeti, geocompositi Geotessili, geotubi Sacchi, geotubi Sacchi, geotubi, geocontainers Sacchi, geotubi, geocontainers Geotubi, geocontainers Sacchi, geotubi, pannelli frangivento Dreni con filtri in geotessile

Tab. 1 - Principali applicazioni tradizionali ingegneria marittima e costiera 3.1 Sottofondazioni

nella

La pi classica applicazione dei geosintetici riguarda probabilmente le sottofondazioni di opere marittime. Un emblematico esempio di tale intervento rappresentato dalle barriere mobili olandesi (Fig. 1 e Fig. 2).

Fig. 1 Fase di posa in opera del pacchetto di geosintetici in sottofondazioni (Olanda)

Fig. 2 Barriere mobili in funzione (Olanda)

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Luso dei geosintetici per la realizzazione di opere di difesa dei litorali (pennelli e frangiflutti) evidenziato nelle seguenti Fig. 3 e Fig. 4.

progettato correttamente, per cui gli effetti di una violenta mareggiata sono anche troppo evidenti.

Fig. 3 Fase di preparazione dei geosintetici per la messa in opera in sottofondazioni (Veneto)

Fig. 6 Rivestimento di sponda con filtro correttamente progettato (Calabria)

non

Fig. 7 Esito di una violenta mareggiata (Calabria) Fig. 4 Fase di posa in opera di geosintetici in sottofondazioni (Calabria) La Fig. 8 si riferisce invece alla corretta realizzazione di un rivestimento di sponda correttamente progettato.

Fig. 5 Fase di appesantimento di geosintetici per la posa in opera in sottofondazioni (Calabria) 3.2 Rivestimenti / muri di sponda Nelle seguenti Fig. 6 e Fig. 7 rappresentato un esempio di un rivestimento di sponda in aderenza, con filtro non 14

Fig. 8 Realizzazione di un rivestimento di sponda con filtro progettato correttamente (Veneto) Sempre nella categoria delle opere in aderenza possono rientrare le protezioni al piede, talora realizzate con sacchi di geotessile (Fig. 9) o con geosintetici sovrapposti in pi strati, a formare una terra rinforzata (Fig. 10).

Fig. 9 Sacchi in geotessile stabilizzato UV (Maroochi beach Australia) Fig. 12 Colmate nella laguna di Venezia (Barene di S.Erasmo)

Fig. 10 Rinforzo al piede di dune e falesie (Island Sylt Germania) Fig. 13 Colmate nella laguna di Venezia (Barene di S.Erasmo)

3.3 Colmate Un tipico esempio di una colmata, realizzata nella Laguna di Venezia con ampio uso di geosintetici, per ricreare una morfologia lagunare (velme e barene) oggi in via di scomparsa, fornito nelle seguenti Fig. 11, Fig. 12 e Fig. 13. In Fig. 14 invece riportato un esempio di colmata realizzato su scala molto pi ampia, in Olanda.

Fig. 14 Realizzazione di una Naviduct Olanda)

colmata

(Progetto

Fig. 11 Colmate nella laguna di Venezia (Barene di S.Erasmo)

Per la realizzazione delle colmate si usa sovente la tecnica del riempimento di geotubi con sabbia. I geotubi sono altres adottati anche per scopi differenti da questo, ossia per la realizzazione di opere di difesa dei litorali (Fig. 15 e Fig. 16), ma la tecnica del tutto analoga.

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Tra tali opere i ripascimenti protetti, altrimenti noti come spiagge sospese, rivestono un ruolo di primario interesse perch consentono di utilizzare volumi di materiale di apporto inferiore ai ripascimenti liberi. In tale caso le barriere di supporto al piede dei ripascimenti possono essere realizzate con sacchi in geotessile riempiti di sabbia o con geotubi, pure riempiti di sabbia (Fig. 18).

Fig. 15 Fase di installazione di geotubi (Alto Adriatico)

Fig. 18 Barriera sommersa ad Alassio (Liguria) Nellambito delle barriere sommerse in geosintetici, le applicazioni sono molto pi ampie di quelle citate; ad esempio, sono stati recentemente realizzate (in Australia e negli USA) barriere sommerse in geocontainers, il cui scopo principale (oltre a quello, fondamentale ma indiretto, della difesa della costa) quello ricreativo, mirante a favorire la pratica del surf (Fig. 19, Fig. 20, Fig. 21).

Fig. 16 Fase di riempimento di geotubi (Alto Adriatico)


Barriera sommersa in geocontainers Spiaggia

3.4 Ripascimenti protetti e barriere sommerse Come accennato nelle premesse, lorientamento odierno per le opere di difesa degli arenili sempre pi sbilanciato verso le opere morbide o miste, piuttosto che verso le opere rigide in pietrame (Fig. 17).

Fondale sabbioso

Fig. 19 Schema di un artificial surfing reef (ASR)

Fig. 17 Ripascimenti (Ravenna)

protetti

spiagge

sospese

Fig. 20 Esempio di realizzazione di un ASR geocontainer (Narrownech Australia)

in

16

Barriera sommersa Narrowneck Precedente linea di erosione

Fig. 21 Funzionamento di una ASR in geocontainer (Narrownech Australia) Lesempio di ASR (artificial surfing reef) riportato nelle precedenti immagini riferito ad un recente intervento realizzato con successo in Australia. 3.5 Pennelli e frangiflutti La realizzazione di pennelli e frangiflutti, ossia di opere tipicamente dedicate alla protezione dei litorali, pu essere affidata a strutture in geosintetico, come rappresentato nelle seguenti Fig. 22, Fig. 23 e Fig. 24.

Fig. 24 Pennello in sacchi di geotessile (Queensland Australia) 3.6 Moli portuali La sempre maggior difficolt di reperimento ed il costo talora elevato dei materiali (tout-venant e pietrame) necessari per la costruzione del nucleo di opere portuali, pu suggerire lopportunit di impiegare geocontainers in geosintetico da riempire con la sabbia presente in sito (Fig. 25, Fig. 26) appunto per la realizzazione del nucleo di tali opere.

Fig. 22 Pennelli, frangiflutti ed opere in aderenza in geotubi (Delta del Po)

Fig. 25 Realizzazione del nucleo di una diga in geocontainers

Fig. 26 Schema di realizzazione del nucleo di una diga in geocontainers Le dimensioni di tali geocontainers sono assai rilevanti, come evidenziato nella Fig. 27; le fasi di confezione e di varo di tali contenitori rappresentata nella sequenza di immagini di Fig. 28. 17

Fig. 23 Realizzazione di un pennello in sacchi di geotessile (Queensland Australia)

3.7 Dune artificiali Lingegneria ambientale sta sempre pi valorizzando limportanza e la funzione delle dune litoranee, per cui spesso si vede associare ad un tradizionale intervento di difesa di un arenile, la costruzione (o ricostruzione, se eliminate nel passato) o la stabilizzazione di dune in sabbia. Tale realizzazione pu prevedere luso di geosintetici (Fig. 29) o di materassi geocompositi (Fig. 30), soprattutto quando si voglia limitare il rischio di demolizione delle dune in condizioni estreme.

Fig. 27 Dimensioni tipiche dei (Narrowneck Australia)

geocontainers

Fig. 29 Costruzione geosintetici

di

una

duna

artificiale

con

Fig. 30 Stabilizzazione di una duna con materassi geocompositi 3.8 Drenaggi verticali Nelle costruzioni marittime pu talora rendersi necessario consolidare gli strati coesivi (tipicamente argille molli) dei terreni di fondazione prima di poter costruire lopera. In tali casi si possono utilmente impiegare serie di dreni verticali che consentono di raggiungere lo scopo in tempi relativamente brevi. Generalmente tali dreni sono realizzati: o semplicemente infiggendo nel terreno speciali dreni prefabbricati (Fig. 31) ovvero realizzando pali in sabbia con filtro esterno in geotessile; questultima tecnologia quella adottata ad esempio per la costruzione dei moli portuali di Sibari (Fig. 32)

Fig. 28 Fasi di confezione e varo dei geocontainers (Olanda) 18

Certi di non aver fornito una esaustiva casistica di queste applicazioni, appunto in continua evoluzione, nella seguente Tab. 2 sono elencate alcune possibili applicazioni e sono illustrati alcuni interventi esemplificativi, corredati da immagini fotografiche.
Applicazioni non tradizionali Drenaggi di spiaggia Panne antinquinamento Sistemi attenuazione moto ondoso Zavorre per scarichi a mare e tubazioni (pipeline) Materassi antierosione Vasche di colmata per lagunaggio Pali in sabbia/ghiaia Opere provvisionali Tipologia di geosintetico Dreni con filtri in geotessile Geomembrane Alghe artificiali Materassi geocompositi Tappeti filtranti zavorrati Teli impermeabili e drenaggi Colonne incapsulate con geosintetici Sacchi, geotubi, geocontainers

Tab. 2 - Applicazioni non tradizionali nella ingegneria marittima e costiera. Fig. 31 Infissione di dreni prefabbricati 4.1 Drenaggi di spiaggia Sono oggi in fase di sperimentazione i sistemi di drenaggio delle spiagge per favorire il ripascimento dellarenile. Tale tecnica (Fig. 33) si basa sulla installazione di tubi drenanti con filtro esterno in geotessile nella zona pi attiva dellarenile per favorire il deposito delle sabbie trasportate dalle onde sul fronte della spiaggia stessa.
Bagnasciuga

Onde

Livello medio dellacqua Linea di flusso Dopo Prima Dreno

Fondale

Fig. 33 Funzionamento dei drenaggi di spiaggia

Fig. 32 Fase di realizzazione dei dreni a Sibari 4. Applicazioni non tradizionali Come si gi accennato, lingegneria marittima e costiera sta sempre pi frequentemente facendo uso dei geosintetici, e le possibili applicazioni spaziano anche in settori non tradizionali oppure tipici dellingegneria ambientale.

Fig. 34 Realizzazione dei dreni filtranti (Ravenna) 19

Fig. 35 Installazione dei dreni (Ravenna) 4.2 Panne o membrane antinquinamento Le panne antinquinamento (sovente realizzate impiegando geomembrane impermeabili galleggianti) vengono usate durante operazioni portuali a rischio ambientale ed hanno lo scopo di evitare la diffusione/dispersione di inquinanti o di sedimenti inquinati verso aree limitrofe a quelle di intervento. Queste membrane possono essere confinate solamente negli strati idrici pi superficiali (per limitare la dispersione di inquinanti galleggianti o durante una rischiosa movimentazione di oli minerali) ovvero possono raggiungere il fondale marino (per attivit di dragaggio e/o refluimento di sedimenti potenzialmente inquinati) (Fig. 36, Fig. 37, Fig. 38).

Fig. 38 Posizionamento di geomembrane (Venezia) 4.3 Sistemi di attenuazione del moto ondoso Sono stati recentemente proposti e sperimentati originali sistemi di attenuazione del moto ondoso, basati sul utilizzo di alghe sintetiche da disporre sul fondale marino in zone ad elevata turbolenza, dove difficilmente possono attecchire o sopravvivere le alghe naturali. Le alghe sono realizzate in uno speciale geosintetico (ad esempio polipropilene schiumato a cellula chiusa) con peso specifico molto ridotto e sono quindi molto leggere in acqua (Fig. 39). In alcuni casi tale impiego si dimostrato efficace, favorendo il deposito dei sedimenti trasportati da onde e correnti di marea (Fig. 40).

Fig. 36 Confezione delle panne (Venezia)

Fig. 39 Confezione delle alghe artificiali

Fig. 37 Esempio di posizionamento delle panne 20

Fig. 40 Funzionamento delle alghe artificiali

4.4 Zavorre per scarichi a mare e pipeline I materassi in geocomposito (Fig. 41), che spesso vengono scelti dai progettisti per il zavorramento di condotte di scarico a mare o di pipelines, rappresentano un altro esempio di appropriato utilizzo dei geosintetici (Fig. 42, Fig. 43).

Fig. 44 Fase di posa di tappeti filtranti zavorrati 4.6 Vasche di colmata per lagunaggio Fig. 41 Fase di varo di materassi in geocomposito Nel trattamento di terreni provenienti da attivit di dragaggio (o di altra provenienza) si ricorre spesso alla tecnica del confinamento in vasche di colmata. La corretta progettazione di tali vasche di colmata per lagunaggio deve prevedere un letto drenate alla base e maglie di dreni verticali/orizzontali per accelerare laddensamento dei sedimenti riportati. Tale tecnica si base sulluso tappeti filtranti e di dreni talora realizzati per mezzo di tubi forati o finestrati con filtro esterno in geotessile (Fig. 45, Fig. 46).

Fig. 42 Disposizione delle zavorre per scarichi a mare

Fig. 45 Schemi di posizionamento dei dreni filtranti

Fig. 43 Collocazione dei materassi per cavidotti 4.5 Materassi antierosione Nel campo dellingegneria costiera e portuale esistono molteplici casi per i quali pu risultare preoccupante leventuale erosione dei fondali marini (ad esempio nelle darsene portuali, in alcuni tratti di canali navigabili o di zone costiere); per scongiurare tale pericolo, si pu fare uso di speciali materassi appesantiti, costituiti da tappeti filtranti in geotessile, preconfezionati con linserimento di blocchetti di cls di idoneo peso (Fig. 44).

Fig. 46 Realizzazione lagunaggio

di

vasche

di

colmata

per

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4.7 Pali in sabbia/ghiaia La realizzazione di rilevati o di colmate su terreni comprimibili pu basarsi su una recente tecnologia che prevede la realizzazione di colonne in sabbia (o ghiaia) incapsulate con robusti geosintetici caratterizzati da una elevata resistenza a trazione ed aventi funzione di contenimento e rinforzo. (Fig. 47, Fig. 48). Con tale soluzione (di cui peraltro sono stati effettuati solamente pochi interventi) non necessario attendere lesaurimento del processo di consolidazione nei terreni di fondazione.

consentire infatti la esecuzione in sicurezza di interventi o la costruzione di opere nella zona cos protetta. Ma anche unopera dettata da condizioni di somma urgenza, pu efficacemente far uso di tali materiali essendo di rapida costruzione ed agevolmente rimovibile (Fig. 51).

Fig. 49 Geotubi provvisionali a protezione dal moto ondoso (Venezia) Fig. 47 Realizzazione di colonne in sabbia con filtro esterno in geosintetico (Foce Elba, Germania)

Fig. 50 Geotubi provvisionali a protezione dal moto ondoso (Venezia)

Fig. 48 - Esempio di realizzazione di pali in sabbia (Germania)

4.8 Opere provvisionali Per concludere la presentazione sulle applicazioni non tradizionali che prevedono luso di geosintetici, si possono citare numerosi casi di interventi provvisionali o di somma urgenza. La realizzazione di una barriera provvisionale antiingressione marina, ne un chiaro esempio (Fig. 49, Fig. 50). La economica e rapida realizzazione di tale opera pu 22

Fig. 51 Opera provvisionale in sacchi di geotessile Stockton beach - Australia).

Ringraziamenti Si ringraziano collettivamente le varie ditte ed i vari colleghi che hanno cortesemente fornito parte delle immagini contenute nel presente lavoro. BIBLIOGRAFIA ARPA, Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente dellEmilia Romagna (2002). Stato del litorale emilianoromagnolo allanno 2000. I quaderni di Arpa. Cantr S. (2002). Geotextiles tubes analytical design aspects. Geotextiles and Geomembranes, vol.20. Cazzuffi, D. Mazzucato, A. Moraci, N. Tondello, M. (1999). A new test apparatus for the study of geotextiles behaviour as filters in unsteady flow conditions". Geotextiles and Geomembranes, vol.17. Chew S.H. et al. (2003). Erosion stability of punctured geotextile filters subject to cyclic wave loadings a laboratory study. Geotextiles and Geomebranes, vol.21. Heibaum M.H. (1999). Costal scour stabilisation using granular filter in gesynthetic nonwoven containers. Geotextiles and Geomembranes, vol.17. Mannsbart G., Barry R. C. (1997). Long term performance of nonwoven geotextile filters in five coastal and bank protection projects. Geotextiles and Geomembranes, vol.15. Matteotti G. (1978). Tessili nellingegneria costiera e nelle costruzioni marittime d idrauliche. Atti I Conv. Italiano sui Tessili e Terreni Pomezia. Mc Connell K. (1998). Revetment systems against wave attack a design manual Thomas Telford Ed. Moraci N., Tondello M. (1996). La progettazione dei filtri nelle opere marittime. Atti IV Conv. AIOM Padova. Pilarczyk K.W. (1998). Dikes and revetments Design, maintenance and safety assessment. Balkema Ed. Restall S.J., Jackson L.A., Heerten G., Hornsey W.P. (2002). Case studies showing the groth and develompent of geotextile sand containers: an Australian perspective. Geotextiles and Geomembranes, vol.20. Tondello, M. (1997). Il comportamento dei filtri di geotessile in condizioni di flusso non stazionario. Ph.D. Thesis in Geotechnical Engineering, Univ. of Padova, Italy. Thorne C.R. (1995). River Coastal and shoreline protection John Wiley & sons Ed. U.S. Army Corps of Engineers (2002). Coastal engineering manual. Engineering Manual 110-2-1100 Washington D.C.

RIASSUNTO Limpiego dei geosintetici nelle opere di ingegneria marittima e costiera Nel presente articolo si cercato di fornire una numerosa ed esaustiva casistica sui possibili impieghi dei geosintetici nella disciplina dellingegneria marittima e costiera, in modo da avere una utile intelligenza dei problemi trattati, che pu valere anche fuori del campo delle costruzioni marittime. Sono state dapprima descritte le principali applicazioni tradizionali dellingegneria marittima e costiera che prevedono appunto luso di geosintetici, che comprendono: le sottofondazioni, i rivestimenti ed i muri di sponda, le colmate, i ripascimenti artificiali, le barriere sommerse, le opere di difesa rigide (pennelli e frangiflutti), i moli portuali, le dune in sabbia ed i drenaggi. Sempre con riferimento alluso dei geosintetici, sono poi state presentate alcune applicazioni non tradizionali, quali: drenaggi di spiaggia, panne antinquinamento, sistemi di attenuazione del moto ondoso, materassi antierosione, vasche di colmata per lagunaggio, pali in sabbia ed opere provvisionali. Per entrambe le categorie di applicazioni sono stati forniti numerosi esempi, corredati da foto e disegni esplicativi. Le tipologie di geosintetici che tali interventi impiegano sono principalmente: geotessili, georeti, geogriglie, geotubi, geocontainers e geocompositi derivanti dallaccoppiamento di due o pi dei materiali citati.

ABSTRACT The use of geosynthetics in maritime and coastal engineering The paper presents a large series of cases on possible uses of geosynthetics in the maritime and coastal engineering, aiming at giving a useful basis of treated arguments, clearly related to others than the maritime structures fields of application. In the beginning, the traditional coastal and maritime applications involving the use of geosynthetics have been dealt, including: foundations, revetments and sea walls, land reclaiming, artificial nourishments, submerged structures, groins and detached breakwaters, jetties, sand dunes and vertical drains. Later some non traditional coastal and maritime applications were treated, like: beach dewatering drains, anti-pollution curtains, wave reduction devices, antierosion mattresses, reclaimed areas, sand piles and provisional works, again referring to the proper use of geosintetics. For both the categories of applications a large number of examples was given, including pictures and drawings. The types of geosynthetics involved in the described applications range among: geotextiles, geonets, geogrids, geotubes, geocontainers and geocomposites deriving from the coupling of two or more of these materials.

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