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ATTI DEL MARTI RI O DI SAN GI USTI NO E COMPAGNI ( o Acta Martyrium

Sancti I ustini et sociorum)



I - 1. Al tempo degli uomini iniqui difensori dellidolatria, furono emanati nella citt
e nella regione empi editti contro i pii cristiani, con lo scopo di costringerli a
sacrificare agli idoli vani.
2. Arrestati dunque, i predetti martiri furono condotti dinanzi a Rustico, prefetto di
Roma.

II - 1. Appena furono condotti al tribunale, il prefetto Rustico intim a Giustino:
Prima di tutto, credi agli dei e obbedisci agli imperatori!
2. Rispose Giustino: Irreprensibile e immune da condanna per me obbedire ai
comandi del nostro salvatore Ges Cristo.
3. Chiese Rustico: Quali concezioni filosofiche segui? Rispose Giustino: Mi sono
dedicato allo studio di tutti i sistemi filosofici, ma ho aderito con la mia anima
soltanto alle veritiere dottrine dei cristiani, anche se non piacciono a coloro che
vivono nellerrore.
4. Chiese ancora Rustico: A te dunque piacciono quelle dottrine, sciagurato?
Rispose Giustino: S, poich le seguo secondo il vero dogma.
5. Qual questo dogma? domand Rustico. Giustino rispose: Quello che ci
insegna a credere nel Dio dei cristiani, che consideriamo Dio unico, creatore e
ordinatore di tutto luniverso, visibile e invisibile, e nel Figlio di Dio, nostro Signore
Ges Cristo, del quale anche i profeti avevano predetto che sarebbe venuto ad
annunciare la salvezza al genere umano e a insegnare la vera dottrina.
6. E io, misero mortale, penso di dire ben poco rispetto alla sua divinit infinita,
perch riconosco che necessaria la virt profetica per parlarne e ripeto che i
profeti hanno parlato di Colui che ho chiamato Figlio di Dio. Sappi infatti che i
profeti predissero la sua venuta tra gli uomini

III - 1. Chiese ancora il prefetto Rustico: Dove vi riunite? Rispose Giustino:
Dove ciascuno pu e preferisce; tu credi che tutti noi ci riuniamo in uno stesso
luogo, ma non cos, perch il Dio dei cristiani, che invisibile, non si pu
circoscrivere in alcun luogo, ma riempie il cielo e la terra ed venerato e glorificato
ovunque dai suoi fedeli.
2. Riprese Rustico: Insomma dove vi riunite, ovverossia, dove raduni i tuoi
discepoli?
3. Giustino disse: Abito presso un certo Martino, sopra il bagno di Timiotino,
dallinizio di questo secondo periodo della mia permanenza in Roma. Non conosco
altri luoghi di riunioni, al infuori di quello, dove, se qualcuno voleva venire a
trovarmi, lo facevo partecipe delle divine parole della verit.
4. Chiese infine Rustico: Insomma, sei dunque cristiano? Rispose Giustino: S,
sono cristiano.

IV - 1. Il prefetto si volse quindi a Caritone: E tu, Caritone, sei pure cristiano?
Rispose Caritone: S, per volere di Dio.
2. Rivolto a Carito il prefetto chiese: Che dici tu, Carito? Carito rispose: Sono
cristiana, per dono di Dio.
3. Rustico chiese quindi a Evelpisto: Tu pure sei uno di loro, Evelpisto? Evelpisto,
schiavo dellimperatore, rispose: Anchio sono cristiano, reso libero da Cristo e, per
sua grazia, partecipo alla medesima speranza di questi.
4. Rivolto a Jerace, il prefetto domand: Anche tu sei cristiano? Jerace rispose:
S, sono cristiano poich venero e adoro lo stesso Dio.
5. Il prefetto prosegu linterrogatorio chiedendo: E stato Giustino a farvi
diventare cristiani? Jerace rispose: Sono cristiano da lungo tempo e cristiano
rimarr.
6. Peone, alzatosi in piedi, dichiar: Anchio sono cristiano. Rustico gli chiese:
Chi stato il tuo maestro? Peone rispose: Dai genitori abbiamo ricevuto questa
nobile confessione.
7. Evelpisto aggiunse. Ascoltavo volentieri i discorsi di Giustino, ma ho appreso
anchio dai miei genitori le parole della verit di Cristo. Chiese il prefetto: Dove
vivono i tuoi genitori? Evelpisto rispose: In Capadocia.
8. Rivolto a Jerace, Rustico chiese: Dove vivono i tuoi genitori? Egli rispose: Il
nostro vero padre Cristo e la madre la fede in lui; quanto ai miei genitori terreni,
sono morti e io sono giunto qui, cacciato dalla citt di Iconio, nella Frigia.
9. Il prefetto chiese quindi a Liberiano: E tu, che dici? Sei cristiano? Neppure tu
veneri i nostri dei? Liberiano rispose: Anchio sono cristiano: adoro e venero
infatti lunico vero Dio.

V - 1. Rivoltosi nuovamente a Giustino, il prefetto disse: Ascolta, tu che passi per
un uomo saggio e credi di conoscere la verit: se ti far frustrare e decapitare, sei
ancora convinto che salirai al cielo?
2. Giustino rispose: Spero di salire alla casa del Padre, se soffrir tutti questi
patimenti; so pure che la grazia divina attende tutti coloro che vivono rettamente,
fino alla conflagrazione di tutto luniverso.
3. Rispose Rustico: Questo dunque supponi, che salirai al cielo, destinato a
conseguirvi eccellenti premi. Giustino ribatt: Non lo suppongo, ma lo so con
certezza e ne sono convinto.
4. Disse il prefetto: Veniamo infine alla questione importante e urgente da
trattare: venite tutti insieme a sacrificare concordemente agli dei. Giustino
rispose: Nessuno, che abbia senno e rettitudine, pu passare dalla piet
allempiet.
5. Rustico intim: Se non ubbidite, sarete inesorabilmente puniti.
6. Rispose ancora Giustino: Desideriamo vivamente soffrire per il nostro Signore
Ges Cristo, perch dal martirio scaturir a noi la speranza di salvezza davanti al
tremendo tribunale universale del Nostro Signore e Salvatore.
7. Similmente dissero gli altri testimoni di Cristo: Fa quel che desideri; noi infatti
siamo cristiani e non sacrifichiamo agli idoli.
8. Il prefetto Rustico pronunci quindi la sentenza: Coloro che si sono rifiutati di
sacrificare agli dei e di sottomettersi alleditto dellimperatore, siano flagellati e
condotti al supplizio della pena capitale, secondo le vigenti leggi.

VI - 1. I santi testimoni, glorificando il Signore, salirono al luogo consueto, ove
furono decapitati e consumarono cos il martirio nella confessione del nostro
Salvatore.
2. Alcuni dei fedeli portarono via di nascosto le loro salme e le deposero in un luogo
adatto, con laiuto del nostro Signore Ges Cristo, al quale la gloria nei secoli dei
secoli. Amen.