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geometrico e astratto, ma al sito particolare: fin che puWright si serve di materiali del luogo.

L'edificio, con il suo rapporto di verticali e orizzontali, di piani e volumi, individua le linee strutturali del luogo, le precisa: "quel determinato luogo", ma ristrutturato dall'uomo per farne un luogo della vita. Perci tanto accentuata la "manifattura": la natura il materiale con cui gli uomini fabbricano spazio. Pi tardi Wright scriver pagine di fuoco contro la "megalopoli" industriale; progetter una citt ideale (Broadacre city) in cui a ciascun abitante assicurato il contatto diretto, personale, fisico con la realt naturale. Detesta la citt come forma storico-politica di concentrazione del potere; condanna il grattacielo come espressione del potere economico americano, cos come la cupola di San Pietro l'espressione del potere religioso della Chiesa romana. Ciononostante la matrice di tutta la sua lunga, prodigiosa attivit di architetto urbanistica, anzi addirittura pan-urbanistica: l'ideale che si prefigge infatti una architettura cos forte, nella propria realt formale, da urbanizzare anche i boschi, le cascate, i deserti. Non progetta pi a scala di citt, ma di territorio.

Art Nouveau
Espressione tipica dello spirito modernista il gusto o lo "stile" che ha preso il nome di Art Nouveau. Dal punto di vista sociologico lo Art Nouveau un fenomeno nuovo, imponente, complesso che dovrebbe soddisfare quello che si crede essere il "bisogno d'arte" della comunit intera. Interessa tutti i paesi europei e americani in cui stato raggiunto un certo grado di sviluppo industriale. Tra essi istituisce un regime culturale e di costume pressoch uniforme, malgrado le lievi varianti locali, e di carattere esplicitamente moderno e cosmopolita. un fenomeno tipicamente urbano, che nasce nelle capitali e si diffonde in provincia. Interessa tutte le categorie del costume: l'urbanistica di interi quartieri, l'edilizia in tutte le sue tipologie, l'arredamento, urbano e domestico, l'arte figurativa e decorativa, la suppellettile, l'abbigliamento, l'ornamento personale, lo spettacolo. Per il modo con cui si diffonde una vera e propria moda: nel senso e con tutta l'importanza (gi intuita e spiegata da Baudelaire) che la moda assume in una societ industriale anche economicamente, come fattore dell'obsolescenza e del

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ricambio dei prodotti. il gusto della borghesia moderna, spregiudicata, entusiasta del progresso industriale, che considera un suo privilegio intellettuale, a cui corrispondono anche responsabilit sociali. Penetra infatti in tutti gli strati della societ borghese: l'alta borghesia detiene gli archetipi, lavorati da artisti e artigiani di classe in materiali nobili; la media e piccola borghesia consumano prodotti dello stesso tipo, ma banalizzati dai procedimenti ripetitivi della produzione industriale e dalla qualit inferiore dei materiali. Si qualifica come stile "moderno", cio di "moda". Poich l'industria affretta i tempi della produzione, bisogna affrettare quelli del consumo e del ricambio. La moda il fattore psicologico che provoca l'interesse per un nuovo tipo di prodotto e la decadenza del vecchio. Lo Art Nouveau, come stile "moderno" corrisponde cos a quello che, nella storia economica della civilt industriale, si chiama "il feticismo della merce". Indipendentemente dalle varianti di tempo e di luogo, lo Art Nouveau ha certi caratteri costanti: 1) la tematica naturalistica (fiori e animali); 2) l'impiego di motivi iconici e stilistici, e perfino tipologici, derivanti dall'arte giapponese; 3) la morfologia: arabeschi lineari e cromatici; preferenza per i ritmi impostati sulla curva e le sue varianti (spirale, voluta ecc.) e, nel colore, per le tinte fredde, attutite, trasparenti, assonanti, date per zone piatte oppure venate, iridate, sfumate; 4) l'insofferenza della proporzione e dell'equilibrio simmetrico e la ricerca di ritmi "musicali", con marcati sviluppi in altezza o in larghezza ed andamenti per lo pi ondulati e sinuosi; 5) l'evidente, costante proposito di comunicare per empatia un senso di agilit, elasticit, leggerezza, giovent, ottimismo. La diffusione degli stilemi essenziali dello Art Nouveau avviene per mezzo delle riviste d'arte e di moda, del commercio e del suo apparato pubblicitario, delle esposizioni mondiali, degli spettacoli. I temi ricorrenti della libert espressiva, della creativit, della poesia, della giovinezza, della primavera e della fioritura si spiegano con la rapida ascesa della tecnologia industriale: se ne intuiscono le future possibilit pressoch illimitate, si ha l'impressione di essere all'alba di una nuova ra. Infatti le macchine sono ormai abbastanza perfezionate da poter eseguire con notevole approssimazione progetti fatti da artisti; ed agli artisti gli imprenditori ricorrono

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anche perch l'industria non dispone ancora di una propria metodologia e di un proprio apparato di progettazione. Accade anche che l'artista o l'artigiano di classe intervengano sul prodotto semilavorato, occupandosi delle fasi terminali dell'esecuzione. Lo Art Nouveau uno stile ornamentale consistente nell'aggiunta di un elemento edonistico ad un oggetto utile: gi Ruskin aveva sostenuto che la "poesia" dell'architettura tutta nell'ornamento poich solo al di l dell'utile pu darsi un valore spirituale. facile osservare, tuttavia, che nello sviluppo storico dello Art Nouveau l'elemento ornamentale va sempre pi perdendo il carattere di un'aggiunta sovrapposta alla conformazione funzionale o strumentale

dell'oggetto (tettonica), tendendo a conformare l'oggetto stesso come ornamento e trasformandosi cos da sovrastruttura in struttura. La funzionalit (l'utile) si identifica con l'ornamento (il bello) perch la societ tende a riconoscersi nei propri strumenti: appunto questo narcisismo che rivela il limite estetistico della sua eticit programmatica. L'ambiente visivo che lo Art Nouveau intesse attorno alla societ, non soltanto ne favorisce l'attivit, ma la conforta nel suo sforzo col fornire di s un'immagine idealizzata e ottimistica: la nascente civilt delle macchine non la destina ad un oscuro e pesante meccanicismo anzi, liberandola dal bisogno e dalla fatica, le permetter di spaziare nei cieli della poesia. Ma quale societ? Malgrado l'estensione della sua fenomenologia e i suoi diversi livelli, nell'immagine del mondo disegnata dallo Art Nouveau non c' nulla che riveli la chiara consapevolezza della problematica sociale inerente allo sviluppo industriale. Sembra anzi che della nuova classe lavoratrice, protagonista del progresso tecnologico, si voglia dissimulare la drammatica condizione di servit al capitale, di avvilimento economico e morale, di disperante "alienazione". Lo Art Nouveau ornamentazione urbana; ma l'entusiasmo per la nuova "primavera", che invade di fregi floreali e rampicanti i centri degli affari e i quartieri residenziali delle citt, si ferma l dove comincia il suburbio delle fabbriche e degli sterminati ghetti dell'abitazione operaia. L'esplosione di quell'ornatismo collegato alla produzione industriale di beni materiali si giustifica, pi che con lo sviluppo tecnologico, con la situazione economico-sociale. Come spiega chiaramente Marx, il pilone dell'industrialismo capitalista il plus-valore, cio la disparit tra il

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prezzo del prodotto e il costo della forza-lavoro. Allo scandalo del profitto eccedente, che seguita ad accrescere il capitale, si cerca una giustificazione apparente aggiungendo e poi integrando al prodotto un valore supplementare, rappresentato appunto dall'ornamento: un valore, per di pi, che non viene valutato in termini di forza-lavoro ma di "genio creativo". Ma che cos', questo quid imponderabile, se non il contributo dell'artista, come esponente della classe borghese dirigente, alla produzione industriale? E un contributo che,

contrapponendo il lavoro creativo al meccanico, rende manifesto e tangibile, perfino nella forma delle cose che fanno l'ambiente della vita, l'abisso invalicabile tra classe dirigente e classe operaia? significativo il fatto che l'acceso socialismo di Morris, lungo la vicenda storica dello Art Nouveau, vada via via scolorendo in un vago, utopistico umanitarismo: come sempre, la borghesia capitalista neutralizza le opposizioni appropriandosi dei loro argomenti ideologici e devitalizzandoli. Visto nel suo complesso, lo Art Nouveau non esprime affatto la volont di riqualificare il lavoro degli operai (come sperava Morris), ma l'intento di utilizzare il lavoro degli artisti nel quadro dell'economia capitalista. Perci lo Art Nouveau non ha mai avuto il carattere di un'arte popolare, ma piuttosto di un'arte di lite, quasi di corte, di cui graziosamente si largiscono al popolo i sottoprodotti: ci che spiega il suo costante rifarsi a quello che pu considerarsi un esempio di arte integrata al costume, il rococ, ed il suo rapido dissolversi quando l'inasprirsi dei conflitti sociali, che porta alla prima guerra mondiale, sconfessa coi fatti l'equivoco utopismo sociale su cui si fondava.

La pittura del Modernismo


Nell'epoca del Modernismo, a cavallo dei due secoli, la figura psicologica, sociale, professionale dell'artista molto discussa: indizio sicuro della crisi della sua funzione concreta nella societ. I grandi ricercatori come Czanne, gli innovatori come Van Gogh seguitano ad essere ignorati, ma la colpa non pi degli "accademici", che sono ovunque in ribasso: la societ moderna, che si vanta di essere avanzata, vuole artisti avanzati, ma non ama l'arte che fa problema. Governi, municipi, banche diventano mecenati, ordinano grandi

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