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PENSIERO POSITIVO E PRESENZA MENTALE

INTRODUZIONE

Il pensiero positivo e la presenza mentale sono due elementi essenziale per il nostro benessere
psichico, mentale e fisico. L’avvento della società materialistica e consumistica orientato sulla
superficialità e alla banalità dell’essere inteso come un unione tra corpo spirito e mente, ho
cementato delle profondità dell’essere il potere di guidare la nostra esistenza verso una felicità
nostra. La convenzionalità ha presso il posto di qualsiasi stimoli nell’uomo, e questo da secoli.
Adesso siamo nell’era dell’acquario , era caratterizzato da energia che stimolano in noi il bisogno
spirituale, ognuno di noi sente che forse c’e qualcosa che dentro di se o intorno a se sta
cambiando . ecco perché in vista de questo cambiamento abbiamo bisogno di prepararci e cogliere
in pieno questo grande evento. Ecco perché abbiamo bisogno di armonizzare il nostro pensiero a
tale evento. L’evento di cui sto parlando non è altro che il vivere veramente la nostra esistenza
nella piena consapevolezza e felicità completamente immerso nel fiume della beatitudine.

In questa occasione vi proponiamo una vera rivoluzione a cominciare da noi stessi, ognuno di noi
deve varcare il portone che porta al suo laboratorio alchemico interno per fare una grandissima
esperienza, l’esperienza chiamata vita. Vi proponiamo di andare dentro di noi per scoprire cosa
siamo realmente, vi proponiamo la vita come non la conoscete ma che è vostra .

1. FILOSOFIA DEL PENSIERO POSITIVO


Nel mio giardino c’e un albero

che brilla di una luce strana

I suoi rami sono d’oro.

Le sue radici sono di filo de ferro.

Tutto, intorno a lui, si muove forte,

come attorno al nucleo di un atomo.

Lui sta fermo e non bada che a sé…

(da “ Il giardino” di Laura Silvestri)

Sempre e solo per abitudine ci muoviamo e molto spesso ci comportiamo, così ci dipingiamo di
sicurezza o di genialità. Proviamo a ragionare sui motivi che ci portano a fare queste e molte altre
cose, in un certo modo piuttosto che in un altro; certamente troverete molto difficile riuscire a
risalire a motivi veri, fondati e coscienti. Quante volte stando vicino alla persona che amate siete
davvero lì con lei, pronti e consapevoli della sua presenza? Vi è mai capitato di passarvi una mano
fra i capelli volutamente , voglio intendere coscienti di farlo? Qui indubbiamente nasce una
domanda spontanea cosa significa veramente “ essere consci?” Con essere consci si vuole indicare
e la piena coscienza del momento presente.

Molte volte, mangiando ci sarà capitato di pensare ai vari problemi che avete sul lavoro oppure a
mille altre cose. Quando ciò accade, state in realtà mangiando non li cibo che avete nel piatto ma
ciò a cui state pensando. E’ anche per questo che quando si mangia innervositi da qualunque
causa esterna si ha la tendenza a non digerire con tutti i problemi che ne conseguono, perché nella
realtà mangiamo il nostro nervosismo. Nella religione buddista si dà molta importanza alla
presenza mentale, alla consapevolezza dell’essere, perché solo attraverso questa disciplina si
riesce a modificare il nostro atteggiamento.

Cosa si intende per presenza mentale?

La presenza mentale è l’unione tra mente e mente, ossia la piena coscienza del momento
presente, d’ogni gesto, d’ogni pensiero che la nostra mente insegue. Così definito potrebbe
sembrare quasi sopranaturale, nella realtà possono diventare consuetudine . Noi esseri umani
abbiamo la tendenza a fare tutto metodicamente. Quindi, se ci abituiamo a vivere intensamente e
coscientemente ogni momento, sulle prime troveremo delle difficoltà dovute al cambiamento, poi
il nostro comportamento diverrà una nuova abitudine, che chiameremo cosciente.

Un atteggiamento negativo, così come un comportamento errato, dopo essersi insinuato in noi
pian piano tende ad allargarsi, scatenando un ‘infinità d’altri comportamenti: alla fine,
quell’atteggiamento negativo diventa “NOI”. Tutto è pura energia e in quanto tale non può essere
annientata, ma solo modificata. Solo sfruttando la nostra stessa natura, potremmo raggiungere
tale scopo.

2. FILOSOFIA DELL’AZIONE POSITIVO

Quante cose di voi avete cambiato da quando siete al mondo, invito ognuno di noi a chiudere un
attimo gli occhi e pensare a quanto cose sono cambiate , a quanto cose abbiamo cambiato delle
nostre vite per gli soli ultimi cinque anni! Probabilmente tante. Si tratta di farlo ancora, questa
volta per un motivo sicuramente differente dai precedenti e probabilmente, più profondo
personalmente. Le rivoluzioni iniziano rivoluzionando prima noi stessi. Non vi aspettate che tutto
avvenga nel giro di una settimana , se persisterete, noterete cambiamenti favorevoli non solo in
voi stessi ma anche nella vita di tutti i giorni.

L’ abitudine è paragonabile ad un vortice che ci risucchia e c’impedisce di vivere nella giusta ottica.
Quando le cose vanno storte ricordatevi questo: il sole continua a splendere nel cielo di giorno
come le stelle risplendono la notte, molto attentamente e con piena coscienza, identificandovi con
queste meraviglie distoglierete l’attenzione dai problemi interrompendo l’energia che li alimenta.
A questo punto tutto si porrà su un piano cosciente e lì la vostra vera natura troverà la soluzione
per risolverli.

Immaginate la vostra vita come un grande giardino in cui a volte le erbacce sembrano crescere più
rigogliose delle piante da frutto. Soffermandoci a pensare o a notare esclusivamente quelle
cattive, finiamo per non vedere quelle buone, il nostro atteggiamento non fa altro che innaffiare le
erbacce dentro di noi,inconsciamente rendendole rigogliose e apparentemente uniche. Il sole e le
stelle sono paragonabili alle piante da frutto.

Secondo la legge di causa ed effetto,le azioni di oggi sono gli effetti di domani, nel tantra yoga
questo meccanismo si chiama “la legge del Karma”. Cercando di modificare prima i piccoli poi
quelli più grandi, arriverete a riprendere pieno possesso della vostra vita e vivere finalmente da
uomini e donne liberi.

La presenza mentale ci aiuta a centrare la nostra attenzione verso noi stessi, portandoci ad essere
più spontanei perché meno coinvolti meno coinvolti dalle cause esterne. Il primo risultato che si
ottiene è uno strano senso di tranquillità, che ci porta a vedere le cose sotto un ‘ottica diversa da
quella solita. La presenza mentale può essere paragonata all’obbiettivo di una macchina
fotografica o di una telecamera: quando non è regolato nel modo giusto, fa apparire l’immagine
sfocata. La consapevolezza mentale ci porta a mettere a fuoco la nostra vita e tutto quello che ci
accade, facendo apparire gli esatti contorni di tutto ciò che ci circonda. La loro vera natura. Anche i
problemi, visti sotto quest’ottica assumono una grandezza diversa, reale. Normalmente e
purtroppo, è come se vivessimo in sella ad un cavallo che corre al galoppo: non sappiamo quale sia
la direzione ma corriamo ugualmente. Viviamo come quel padrone che porta a spasso il cane
convinto di essere lui a condurre, mentre è il cane a guidarlo. Tutto è reso più difficile da questo
atteggiamento, che siamo convinti essere il nostro invece c’è imposto dalla vita che conduciamo.

Ma come si può parlare di spontaneità cosciente?

La spontaneità diventa cosciente dal momento in cui non sono le cause esterne a condurre il
gioco, ma la nostra vera natura. Dimorando nell’attimo presente, ci appare davanti agli occhi un
‘universo nuovo, che ci assomiglia più di quello ch la nostra mente, come nel gioco della
nuvoletta, crea.

3.MEDITAZIONE E CONSIDERAZIONI SUL RESPIRO

“ Un guerriero della luce compie un possente esercizio di crescita


interiore, presta attenzione alle cose che fa automaticamente,come
respirare, strizzare gli occhi, o notare gli oggetti intorno a sé. Si
comporta così quando si sente confuso. In questo modo si sbarazza
delle tensioni e permette alla sua intuizione di agire più
liberamente, senza l’interferenza delle paure o dei desideri. Alcuni
problemi che sembravano insolubili finiscono per essere risolti, certi
dolori che riteneva insuperabili svaniscono senza nessun sforzo.
Quando deve affrontare una situazione difficile, adotta questa
tattica”

(Paolo Coelho, nel libro “ Il manuale del guerriero di luce)

Essere coscienti di ogni gesto che facciamo significa essere concentrati su quello che si fa. Il primo
passo che vi consiglio di fare e quello di dire a voi stessi ciò che state per fare prima ancora di
farlo. Per iniziare questa “rivoluzione”, può aiutare molto anche il solo fatto di dirsi mentalmente “
mi sto mettendo i pantaloni” mentre lo si sta facendo. Questo è un esempio che vale per tutti quei
gesti quotidiani che solitamente facciamo inconsciamente.

Esistono vari metodi di allenamento per raggiungere la piena consapevolezza mentale, ma il


migliore è quello dedicata al respiro. Per consapevolezza del respiro s’intende l’osservare
coscientemente l’andamento dell’aria all’interno del nostro corpo senza fare nulla che possa
modificarlo: il primo risultato che si otterrà da questo tipo di allenamento sarà proprio la
regolazione spontanea del respiro. L’esercizio, portandoci ad osservare il nostro addome, ci
conduce a vivere coscientemente sia la fase di inspirazione che quella di espirazione. Contare i
respiri ci aiuta a vivere questo fenomeno in maniera totalmente differente. La respirazione è la
base della nostra vita, quindi incominciare da lì significa partire direttamente dalla nostra natura.
Respirare in consapevolezza significa essere sempre padroni di noi stessi, essere il conducente
della nostra vita, sapere come prendersi cura si sé in modo meraviglioso. Un esercizio pratico e
molto potente, consiste nel riconoscere la nostra respirazione così facendo:” Inspirando, so che
sto inspirando. Espirando, so che sto espirando”. Riportate la vostra mente al corpo e al respiro e
all’improvviso a voi stessi, nella vostra reale casa. Riconoscerete semplicemente il vostro respiro,
senza forzare alcun movimento. Dire “ so che sto….” Significa che state portando tutta la vostra
attenzione, tutta la vostra mente, sull’inspirazione e sull’espirazione. L’attenzione della vostra
mente è interamente concentrata sul respiro, quindi senza alcuno sforzo potete lasciare andare le
preoccupazioni,la rabbia, la paura, la gelosia e tutti quei sentimenti che solitamente coinvolgono
in maniera negativa la nostra sfera emotiva. La nostra mente riconosce se una certa energia è
positiva o negativa. Sviluppando sempre di più la pratica, saprete riconoscere i vari sentimenti;
all’inizio, esercitate semplice la mente a riconoscere il respiro.

La meditazione è una pratica molto importante in quanto ci porta a contatto con le parti più
intime di noi che altrimenti non possiamo raggiungere. Lo psiche umano si sviluppa spingendo
sempre più in là i limiti della sua coscienza individuale, limiti imposti dalla condizione umana. La
meditazione fa parte della sadhana tantrica che ci porta alla liberazione dell’io individuale dalla
schiavitù della materia. Spesso quando si parla della meditazione e della schiavitù della materia,
tutti tendono a pensare a una condizione futura, della vita nel paradiso o cose del genere, la
liberazione della schiavitù della materia ti impedisce di vivere già la tua vita presente,non quella
futura, di proietta in una vita di crisi, depressione, incertezze, preoccupazione, una vita fatta di
alterazioni disastrose per la salute mentale, psichico e fisico. Non si tratta del domani ma bensì di
oggi. Se vogliamo riprenderci la vita e viverla, se vogliamo essere liberi dalle influenze esterne,
dalla materia, dal condizionamento della società materialistica, dalle nostre tendenze innate e
animali questo è la via giusta.

Considerazioni

Molti pensano che la concentrazioni sia uno stato alterato della coscienza ma, io sono convinto
che sia solo una piena coscienza, perché concentrarsi significa perdere la percezioni dell’esterno.
Non essendo guidati o costretti da cause esterne che potrebbero compromettere la congiunzioni
fra mente e corpo, riusciamo ad esprimerci liberamente. Anche cui occorre precisare cosa
intendiamo con concentrazioni.

Purtroppo per gli occidentali, così abituati a non riconoscere la conquista senza che ciò debba
necessariamente implicare un notevole sforzo per ottenerla, è difficile riuscire a comprendere
questo concetto fino in fondo. È un concetto che gli orientali vedono rovesciato: proprio quando
non c’e sforzo all’interno di noi, allora si raggiunge uno stato di concentrazione tale che permette
alla vera natura di liberarsi. La piena concentrazione si ottiene non volendola ottenere. Vivere in
presenza mentali non significa non avere un comportamento spontaneo: significa rendersi conto
che tutto ciò che accade all’esterno di noi è solo l’esatta proiezione delle nostre paure, o di
qualcosa che comunque ci appartiene solo dal momento in cui crediamo che ci appartenga.
CONCLUSIONI

La luce spirituale una volta accesa ha il povere di contribuire con la sua energia positiva e
conoscenza mistica acquisita a aiutare anche gli altri a raggiungere tale luce, questo è un dovere
non derogabile per ogni aspirante spirituale e mistico. È questo la mia fonte d’ispirazione mistica.

Dopo anni di navigazioni sul fiume della conoscenza suprema e della realizzazione spirituale , mi
sento di condividere la mia esperienza spirituale con chi risponde al mio richiamo, al richiamo
interno che sempre e in continuità bussa nel cuore di ogni essere, di ogni uomo. La coscienza
suprema è cosa più vicina ad ognuno di noi, essa è vicino di te di quanto lo è il tuo braccio oppure
il tuo cuore. Queste sono solo espressioni senza nessun valore se non comprendono un’
esperienza personale alla quale vi invito. Osate vivere la vostra vite e scoprirete cosa veramente
significa la felicità, vi posso solo affermare che supera ogni vostra immaginazione.

NAMASKAR

JINA’ NESHVARA SHIVA.