Sei sulla pagina 1di 31

Vittorio Amedeo Sacco

Materie&
Alchimie

Silvio Vigliaturo

Vittorio Amedeo Sacco


Citt di
Castellamonte

direzione ComuniCazione
della Giunta reGionale

Curatore della mostra


Vittorio Amedeo Sacco

Luciano Conterno Direttore


settore relazioni esterne
e Cerimoniale
Alessandra Fassio Dirigente
Rosanna Cauda

realizzazione
Patrizia Romano coordinamento
Sacco Design progetto allestimenti
Stendhal immagine e catalogo
Movida Gallery organizzazione

settore ComuniCazione istituzionale


Claudio Zingarelli

Materie&
Alchimie

settore stampa e nuovi media


Pasquale De Vita
Renato Dutto

Silvio Vigliaturo
Stendhal
via San Quintino, 40
10121 Torino
arte.contemporanea@fastwebnet.it
Tutti i diritti riservati
Edizione 2014

in copertina:
Silvio Vigliaturo
Vibrazioni (particolare)
2013

Stendhal

Un inno al colore, alla creativit delle forme che, come tante facce della realt,
ne riescono a cogliere solo in parte il significato pi nascosto. Nellambito della mostra delle
ceramiche di Castellamonte, le opere di Silvio Vigliaturo, in esposizione nella sala Mostre
della Regione Piemonte, sono una finestra aperta sulla crisi sociale e di valori che colpisce
luomo contemporaneo. La versatilit nella scelta dei colori e dei materiali, i colori forti,
linquietudine di fondo che emerge, rappresentano il mondo interiore dellartista, fatto di figure
e schemi che si ritrovano in quasi tutte le sue installazioni. Uninquietudine che si manifesta
anche nella versatilit della scelta dei colori e dei materiali. La collezione dei piatti e dei vasi in
ceramica, poi, volge quasi verso il surrealismo e il cubismo, con figure che sembrano subire un
processo di decomposizione e ricomposizione, mantenendo sempre viva quella tensione
esistenziale e sociale che contraddistingue lartista. Una mostra da non perdere, che siamo
orgogliosi di ospitare nel palazzo della Regione.
Michele Coppola

Roberto Cota

Assessore Regionale alla Cultura

Presidente Regione Piemonte

Materie & Alchimie

La mostra
Linteresse di Silvio Vigliaturo nei confronti della
ceramica non fu un evento casuale. Corrispondeva
infatti alla sua presa di posizione a favore della
ceramica come medium espressivo per larte ed
un suo coinvolgimento nella mostra della Ceramica
di Castellamonte del 2008, che prevedeva di portare
nei laboratori della citt, artisti estranei al mondo
della ceramica per realizzare pezzi unici darte
in collaborazione con maestri ceramisti.
Poi ci furono altri importanti incontri tra Vigliaturo e
Castellamonte, nel 2010 per la realizzazione di alcuni
totem giganti e nel 2012 fu interprete di una scultura
monumentale permanente, La Torre di Babele
collocata proprio a fronteggare quel famoso Arco
di Arnaldo Pomodoro. In questa sua opera
monumentale, Vigliaturo sottende alcuni originali
significati: da una parte, la presunzione degli uomini
con il loro tentativo di scalata al Cielo e, quelli che
in questi tempi sono diventati nuovamente argomenti
di unattualit straordinaria: la diversit delle lingue
e le mescolanze dei popoli.
Dallaltra diviene il simbolo dellinsoddisfazione
ed impotenza dellumanit intera. Ma un ulteriore
aspetto vuole rappresentare la presunzione umana.
Il carattere monumentale traduce il senso di potenza
ed energia, che si richiama alla grande tradizione
arcaica dellarte, sulla quale si innesta una fantasia
tutta moderna. Si cimentato, infine, con la pittura
su ceramica, realizzando tre diverse serie di piatti.
Le opere di Silvio Vigliaturo si presentano come
unpersonale viaggio nellarte, vissuto attraverso
lo sviluppo delle forme e la sperimentazione
dei materiali diversi, utilizzati per raggiungere esisti
formali originali e con un dialogo ravvicinato tra
materia e dimensione plastica. La ceramica
lo ha proiettato in un mondo meraviglioso, simbolo
dellagire sulla materia, inuna spinta suggestiva verso
lalto. Dalle prime azioni, che risalgono agli anni della
sperimentazione, fino al convolgimento in mostre
che hanno toccato grandi musei italiani, la ceramica
lo ha affascinato con la sicurezza dellartista idealista
che procede spedito e senza dubbi nella spontaneit
della propria ricerca.

Materie & Alchimie


Con questa mostra, Materie & Alchimie, esposto,
negli straordinari ambienti che si affacciano su
piazza Castello, il corpus delle opere di pittura
e le sculture in vetro e ceramica, realizzate da
Silvio Vigliaturo in questi ultimi anni.
Una singolare ambientazione concepita per mettere
in relazione lespressivit dellArtista, i suoi colori,
i materiali e il luogo per eccellenza, costituiscono
in s una concezione del mondo, della storia e della
cultura. Saranno esposte un significativo gruppo di
opere di un Artista che, per la sua attivit e la sua
grande capacit di sintesi culturale, simbolo di quella
cultura senza confini che arricchisce e si arricchisce
delle diversit, lasciando una preziosissima eredit
sia ai contemporanei che ai posteri. Le sue
espressioni darte, qui realizzate con la pittura,
unite alla produzione delle opere in vetro e ceramica
appartengono a questa cultura e, al contempo,
ne rappresentano lanima pi antica e le sue lontane
origini nel tempo. La mostra Materie & Alchimie
allude infatti, non solo, banalmente, alle materie che
egli frequentemente utilizza, il vetro o la ceramica,
ma piuttosto ad una visione pi complessa della crisi
sociale e di valori, che ci introduce ad una pi ampia
concezione di crisi. Si pu osservare, allora, che le
opere di Silvio Vigliaturo assumono immediatamente
la sintonia con il titolo, anzi ne sono connaturate.
Questo nuovo secolo si indubbiamente aperto con
lenorme ombra della crisi sulla testa. La crisi non
soltanto economica e non si riflette solo sulle finanze
personali. Noi viviamo una crisi sociale e culturale,
caratterizzata da profondi mutamenti che ancora
non siamo in grado di decifrare e comprendere.
Si tratta della crisi delle certezze delluomo.
Molto spesso si legge di come la crisi monetaria non
sia che lultima prova di un profondo periodo
di mutazione sociale in cui urge, violentemente,
un cambiamento. Di certo ci che di pi percettibile
ha subito una variazione il metodo di scambio delle
idee: quello che prima aveva il tempo di essere
assimilato e proposto con una maturazione pi profonda,
adesso riversato sul pubblico con la fretta
dellimprovvisazione e lasciato in seguito al dato empirico.

La crisi delle certezze delluomo


Nel periodo compreso tra fine Ottocento e inizio
Novecento si verifica una vera e propria rivoluzione
che colpisce i pi diversi campi del sapere e sancisce
il passaggio dalluomo moderno alluomo contemporaneo.
Questa svolta epocale pu essere definita crisi delle
certezze delluomo, perch vengono messi in
discussione tutti i valori della ragione classica: non si
crede pi a un mondo necessario, alla centralit
dell'uomo, allesistenza di una verit assoluta, unica e
conoscibile. La cultura della crisi sostituisce a questo
insieme di valori una molteplicit di prospettive, una
pluralit di punti di vista, cio si entra nell'ambito di un
totale relativismo. Il passaggio a questa nuova epoca
molto brusco perch coinvolge ogni tipo di indagine
delluomo sulla realt e su se stesso, e questi
passaggi non sono semplici evoluzioni delle varie
discipline, ma vere e proprie rivoluzioni che minano
alle fondamenta le conoscenze precedenti. In filosofia,
con Schopenhauer, Kierkegaard e successivamente
con Nietzsche, si ha una profonda critica dei valori
dominanti, soprattutto nei confronti dellottimismo
sociale, del positivismo, del finalismo storico, del
cristianesimo; a questi valori si sostituiscono
concezioni filosofiche della vita e dellessere fondate
sul concetto di volont, che vedono la nuova strada
per l'uomo in una accettazione passiva (Schopenhauer)
o in una accettazione attiva (Nietzsche) della vita.
La filosofia ottocentesca comprende, dunque,
due grandi voci controcorrente: Schopenhauer e
Kierkegaard. Arthur Schopenhauer (1788-1860) gi
nel titolo della sua pi importante opera Il mondo
come volont e rappresentazione del 1819 ci d
lindicazione di partenza di tutta la sua concezione:
essa si basa sul duplice aspetto che la realt assume
a seconda che sia considerata in s (Volont)
o per luomo (Rappresentazione). Considerata in s,
la realt essenzialmente Volont, cio volont di
vivere, di esserci, di affermarsi e di esistere; energia
cieca e immotivata che si realizza e muove ogni
fenomeno. Anche luomo, come tutti gli altri esseri ne
posseduto. Ogni uomo, in quanto specificazione
della Volont, si sente ego assoluto e in quanto tale
inappagato e inappagabile.

Luomo fragile e precario


Luomo sperimenta in ogni momento la propria
insoddisfazione e, come trascinato, sposta le sue
mete e i suoi desideri ancora avanti fino a che la
morte porr fine a questa assurda fatica di esistere.
E una visione di contrasti costruita in modo tale che
sia il nulla sia la vita e la sua inesausta energia
sembrano, in un rapporto di negazione reciproca,
esaltarsi a vicenda. In tale visione vi rappresentato
il nulla nella sua radicale irrazionalit, ma vi
rappresentata anche la vita in quel suo immotivato
presente che sempre si offre e senza scopo si
rinnova. Con lavvento di Freud e della psicanalisi,
luomo scopre di conoscere solo una minima parte
della propria personalit: ci di cui si ignora l'esistenza
e di cui non si ha controllo, contribuisce fortemente,
in un continuo gioco dialettico con la coscienza,
a determinare i nostri comportamenti nell'arco di
tutta la vita. In campo letterario questa profonda crisi
si concretizza nel decadentismo. Con questo termine
si definiscono tutti quei movimenti artistici e letterari
sviluppatisi in Europa a partire dalla seconda met
dellOttocento fino agli inizi del XX secolo che si
contrappongono dialetticamente alla razionalit
del positivismo scientifico. In Italia si soliti individuare due periodi distinti di decadentismo: il primo,
di cui facevano parte DAnnunzio e Pascoli, ancora
caratterizzato dalla necessit di costruire miti decadenti.
Al contrario nel secondo, di cui occorre ricordare
in particolare Pirandello e Svevo, la coscienza
della crisi ormai acquisita e la realt viene
sottoposta ad una critica molto lucida e distruttiva.
Le caratteristiche specifiche della posizione
pessimista leopardiana appaiono pi chiare se
ripercorriamo levoluzione che il rapporto
pessimismo-progressismo subisce nel suo pensiero.
Il cammino, che porter lautore dalliniziale
pessimismo storico al pessimismo cosmico
e poi oltre, meglio identificabile seguendo
l'evoluzione della dialettica: natura contro ragione,
che pu essere inquadrata in quattro fasi
fondamentali. Come per Schopenhauer,
anche per Leopardi luomo vive in una situazione
di ignoranza e di inganno.

opere monumentali: a Grugliasco, 2006, a Pianezza, 2009, a Castellamonte, 2012

MACA, Museo dArte Contemporanea di Acri, intitolato a Silvio Vigliaturo

Vittorio Amedeo Sacco

Luomo rinuncia ad ogni illusione


Che la vita dell'uomo sia consegnata al dolore per
Leopardi conseguenza del conflitto che il soggetto
sperimenta tra l'infinitezza delle sue aspirazioni e la
finitezza insuperabile delle sue possibilit di
realizzazione. Luomo, infatti, non solo non in grado
di dominare la natura, ma anzi succube del suo
dominio che lo limita, lo condiziona, lo fa soffrire e
pu annientarlo in ogni momento. Lunica possibilit
di riscatto del soggetto umano risiede, per Leopardi,
nella capacit di comprendere lucidamente la propria
condizione, rinunciando a ogni illusione. Ci significa,
paradossalmente, che la sola grandezza dell'uomo
consiste nel riconoscere la propria miseria, la propria
insuperabile nullit; e, infatti, lunico vero rimedio alla
sofferenza consiste per Leopardi nella morte, cio
nell'annullamento dell'uomo. La crisi non meno
profonda degli anni Trenta ha portato infine,
valorizzazioni sia in campo sociale che artistico, forse
lunica differenza ammissibile che in quegli anni, si
lottava per risollevarsi dagli sforzi bellici. Il messaggio
del New Deal (nuovo patto) promosso negli anni
Trenta dal Presidente americano Franklin Delano
Roosevelt (per lo sviluppo dei lavori pubblici,
introduzione di minimi salariali e lavvio del moderno
welfare state) si propag oltre gli Stati Uniti: anche
larte fu propulsore di rinsaldamento sociale
proponendo progetti che potevano affrontare temi
sociali, attraverso il teatro (ricordiamo collettivi artistici
come il Group Theatre, la Theatre Union, e i gruppi
teatrali formati interamente da operai, o nomi
importanti come Bertold Brecht) o attraverso il cinema
(indimenticabile Tempi moderni di Charlie Chaplin).
In Italia in campo letterario, dopo il periodo
Naturalistico abbiamo avuto nomi quali Croce,
Vittorini, Montale, Ungaretti, Saba; nel campo artistico
tra il Surrealismo e lEspressionismo vedono la luce
le riviste di dibattito culturale, prima fra tutte 900.
Larte pittorica vede due grandi correnti fronteggiarsi
per trovare una via despressione adeguata ai tempi:
da un lato il Realismo, nato dalla corrente positivista
e dallaltro la sperimentazione dellAstrattismo e del
Costruttivismo che avranno la loro sede spirituale
nellesperienza del Bauhaus.

La crisi dellarte
Anche in campo artistico si manifesta questa crisi
delluomo. Un grande interprete della crisi dellio tra
la fine dellOttocento e il primo Novecento fu il pittore
norvegese Edvard Munch (1863-1944). Munch si
ispir alla filosofia di Kierkegaard e ha il merito di aver
contribuito alla sua diffusione al di fuori dei paesi
scandinavi, allinterno dei quali era rimasta confinata
per tutto lOttocento. Con il quadro Il Grido
considerato colui che meglio riuscito ad esprimere
visivamente il crollo delle certezze delluomo
universale. Nei suoi quadri Munch esprime infatti i
temi dellesistenzialismo cristiano di Kierkegaard e,
in particolare, quelli dellangoscia e della disperazione
in quanto sentimenti che manifestano la finitezza e la
conflittualit interna dellio. Partendo dal presupposto
ogni cosa si possa riflettere sullarte, ci si pu chiedere
come questa crisi si veda nella produzione artistica
e nel rapporto che noi abbiamo con larte.
Nella produzione artistica, possiamo denotare due
filoni principali: luno caratterizzato da unarte che
vuole sfuggire la realt, creando mondi fantastici
e laltro segnato da una forte critica nei confronti dei
simboli che caratterizzano il nostro tempo che siano
politici, economici o sociali. Larte non nasce dalla
crisi, ma ne viene soltanto in alcuni casi influenzata.
Per quanto riguarda il rapporto dello spettatore con
larte penso linfluenza sia stata pi marcata e facilmente
individuabile. Le persone si sono riavvicinate allarte
come mai era successo negli anni precedenti.
Certamente larte rappresenta un momento caratterizzato
da una sensazione di pace, larte uno stimolo per la
fantasia e larte bellezza; una bellezza che in una
fase pessimistica della nostra storia fatichiamo a
vivere. La crisi contemporanea non giunta ancora al
lieto fine, sia in campo sociale che in campo artistico;
ci che il panorama culturale ci offre non ha nulla della
spinta pionieristica di cui accennato sopra. Per parlare
di eventi recenti, basti pensare alle due mostre degli
artisti pi quotati dei nostri tempi: All la grande
retrospettiva di Maurizio Cattelan a New York e la
selezione di 300 lavori di Spot paintng di Damien
Hirst in esposizione contemporanea tra New York, Los
Angeles, Hong Kong, Londra, Parigi, Ginevra, Atene e Roma.

Il panorama culturale contemporaneo


La prima mostra, al Solomon R. Guggenheim,
vedeva 128 opere conosciute dellartista e appese a
mezzaria, decontestualizzate dalle installazioni a cui
appartenevano e ammucchiate come in una vecchia
soffitta. Chi non conosce loperato dellautore, non
avvezzo alle sue stranezze che, passibili di essere
definite sensazionalistiche, mantenevano una certa
dignit dintenzione. Il Papa con il meteorite ad atterrarlo (La nona ora 1999) o Hitler inginocchiato
(Him 2001) come pure il cavallo impagliato appeso
anchesso a mezzaria (Novecento 1997) avevano
il valore di ricercare, in una forma neo dadaista,
unespressione nuova, in linea con i tempi
consumistici di cui si nutre. Questa opera invece, si
dice essere stata pensata per scoraggiare i galleristi
nella volont di allestire unultima retrospettiva
dellautore veneziano, che si vocifera essere in
procinto di congedarsi dal panorama artistico. Questa
voce ha pi il sapore di una trovata pubblicitaria che
altro, impensabile che si propini come arte un riciclo
smodato e persino controvoglia di opere gi vendute.
Le opere darte hanno un valore non solo in s, ma
comprese nelle particolari circostanze che le hanno
viste alla luce, in special modo se si tratta di opere
facilmente riproducibili, in cui ci che veramente
artistico non che il concetto. Alla stessa maniera
Damien Hirst propone i suoi 300 lavori, tele con
numeri di pois e dimensioni differenti, di cui egli solo
padrone intellettuale, perch riprodotti artificialmente
e in serie. Il concetto di riproduzione di un monotipo
allinfinito, in questo caso anche in diverse copie, vista
la portata dellesposizione, non nuovo al mondo
dellarte. Passiamo dalle icone ripetute di Andy
Wharol ai segni arcaici trattati a monotipi di Tobey;
addirittura negli anni Sessanta artisti come Larry
Poons e Victor Vasarely avevano gi trattato il tema
della forma geometrica del cerchio e del punto in
sequenza e se vogliamo attribuire a questo tema, un
valore nella volont dellingrandimento delle tecniche
di stampa, basti pensare al lavoro di Roy Lichtenstein,
che risale a mezzo secolo fa. Damien Hirst era senza
dubbio pi apprezzabile nei suoi esperimenti di forme
aldeidi che facevano emergere delle problematiche.

Una voce inconfondibile nel caotico mondo dellarte.


La mostra Materie & Alchimie sottolinea la
poliedricit dellapproccio artistico di Vigliaturo, da
sempre volto alla ricerca e alla sperimentazione di
tecniche e soluzioni estetiche che tendano al
superamento dei confini e delle diversit tra i generi
artistici e i materiali che li contraddistinguono.
Qui risiede la peculiarit alchemica di unarte fatta di
sculture dalle sembianze e dalle movenze pittoriche e
dipinti in cui si rifrange la sinuosa plasticit dei
personaggi di vetro. Le diverse materie diventano una
sola espressione artistica grazie al gesto sicuro
dellartista che, su di esse e attraverso di esse,
disegna e plasma volti e corpi che danno vita a
personaggi archetipici che parlano il linguaggio
simbolico del mito. La figurazione astratta di Vigliaturo,
maturata attraverso uno studio attento delle avanguardie
novecentesche e successivamente diventata unica e
immediatamente riconoscibile, un codice linguistico
in grado di affrontare tematiche fortemente attuali,
attraverso gruppi di installazioni di sculture in vetro di
grandi dimensioni: dallinterminabile crisi economica,
allaltrettanto grave e ostinata crisi politica e sociale.
Alla perdita dei valori fondamentali, lartista risponde
con un mondo poetico abitato dai miti e dagli eroi
dellepica greca e latina, come testimonia la serie di
sculture in ceramica che trovano la loro identit nei
personaggi dei poemi omerici e virgiliani. I vorticosi e
drammatici dipinti, i busti in cui loro e largento si
fondono alchemicamente nella massa vitrea, gli
imponenti totem e monoliti in vetro di oltre due metri di
altezza e la collezione di miti ed eroi in ceramica
parlano tutti lo stesso linguaggio; ciascuno di essi
espressione di un approccio allarte appassionato e
maturo, che rendono Silvio Vigliaturo una voce unica e
inconfondibile nel caotico mondo dellarte contemporanea.
La rivoluzione sociale non si pu esimere dal passare
per una riforma artistica che parli con voce univoca
dei tempi che sono, e non che si rivelino solo
fotocopie sbiadite dei tempi che furono.
Si attende una forma darte nuova, vicina
ai cambiamenti sociali, forte, coraggiosa e non solo
chiusa nellimpero economico che tiene in piedi.
Forse il caso di volgere lo sguardo altrove.

MATERIE & ALCHIMIE

LA CERAMICA NELLARTE CONTEMPORANEA

la mostra allude
alla crisi sociale
e di valori che
ci introduce ad
una pi ampia
concezione
di crisi: quella
delluomo

installazione 1
Originalmente peccato
adesso solo calcolo o sesso
figura 1
250x60

11

MATERIE & ALCHIMIE

installazione 1
Originalmente peccato
adesso solo calcolo o sesso
figura 3
259x48

SILVIO VIGLIATURO

installazione 1
Originalmente peccato
adesso solo calcolo o sesso
figura 2
260x48

12

13

MATERIE & ALCHIMIE

installazione 2
Serenata assurda per sordi
figura 2
248x71

SILVIO VIGLIATURO

installazione 2
Serenata assurda per sordi
figura 1
252x56

14

15

MATERIE & ALCHIMIE

installazione 3
I figli dei fiori.
E... i loro figli?
figura 2
247x58

SILVIO VIGLIATURO

installazione 3
I figli dei fiori.
E... i loro figli?
figura 1
245x57

16

17

MATERIE & ALCHIMIE

LA CERAMICA NELLARTE CONTEMPORANEA

18

non si crede pi
ad un mondo
necessario,
alla centralit
delluomo,
allesistenza
di una verit
assoluta, unica

installazione 5
Pudicit e vergogna,
sesso e riproduzione
figura 1
248x56

19

MATERIE & ALCHIMIE

installazione 5
Pudicit e vergogna,
sesso e riproduzione
figura 3
248x57

SILVIO VIGLIATURO

installazione 5
Pudicit e vergogna,
sesso e riproduzione
figura 2
253x57

20

21

SILVIO VIGLIATURO

MATERIE & ALCHIMIE

installazione 5
Pudicit e vergogna,
sesso e riproduzione
figura 4
248x56

22

23

MATERIE & ALCHIMIE

LA CERAMICA NELLARTE CONTEMPORANEA

24

lartista, alla
perdita dei valori
fondamentali,
risponde con
un mondo
poetico abitato
dai miti e dagli
eroi dellepica

installazione 6
Amiche da letto
figura 1
227x45

25

SILVIO VIGLIATURO

MATERIE & ALCHIMIE

installazione 6
Amiche da letto
figura 2
227x45

26

27

MATERIE & ALCHIMIE

installazione 7
Il vero frutto dellamore
103x32
2013

SILVIO VIGLIATURO

installazione 4
Il folle
230x190

28

29

SILVIO VIGLIATURO

MATERIE & ALCHIMIE

installazione 7
Arlecchino e lamante
87x40
2013

30

31

SILVIO VIGLIATURO

MATERIE & ALCHIMIE

installazione 7
Arlecchino
61x49
2013

32

33

installazione 8
Angeli o... diavoli
figura 3
87x24

MATERIE & ALCHIMIE

installazione 8
Angeli o... diavoli
figura 2
87x24

SILVIO VIGLIATURO

installazione 8
Angeli o... diavoli
figura 1
87x24

34

35

SILVIO VIGLIATURO

MATERIE & ALCHIMIE

installazione 8
Angeli o... diavoli
figura 4
87x24

36

37

SILVIO VIGLIATURO

MATERIE & ALCHIMIE

installazione 9
Vibrazioni
figura 1
55x58

38

39

SILVIO VIGLIATURO

MATERIE & ALCHIMIE

installazione 9
Vibrazioni
figura 2
64x60

40

41

lopera darte
diviene
simbolo della
insoddisfazione,
dellimpotenza e
della presunzione
dellumanit
intera

SILVIO VIGLIATURO

MATERIE & ALCHIMIE

installazione 11
Babele
collezione di piatti in ceramica
eseguiti per la Mostra della Ceramica di Castellamonte
60
2012

44

45

SILVIO VIGLIATURO

MATERIE & ALCHIMIE

la Guerra di troia
Vasi e centrotavola in ceramica semirefrattaria bianca
eseguiti per la Mostra della Ceramica di Castellamonte
2008

46

47

SILVIO VIGLIATURO

MATERIE & ALCHIMIE

la Guerra di troia
Vasi e centrotavola in ceramica semirefrattaria bianca
eseguiti per la Mostra della Ceramica di Castellamonte
2008

48

49

MATERIE & ALCHIMIE

LA CERAMICA NELLARTE CONTEMPORANEA

50

la pittura
reinterpreta,
sintetizza,
altera la realt
attraverso filtri
della poetica e
dellesperienza
del pittore

51

30 e... zitti!
100x100
dipinto ad olio

SILVIO VIGLIATURO

MATERIE & ALCHIMIE

52

53

sabato 27.12.2013 ultima deposizione


150x150
dipinto ad olio

la strage delle colombe rosse


150x150
dipinto ad olio

SILVIO VIGLIATURO

MATERIE & ALCHIMIE

54

55

e lei la divina scommedia


190x220
dipinto ad olio

Quanti bagordi sulla Costituzione?


200x200
dipinto ad olio

SILVIO VIGLIATURO

MATERIE & ALCHIMIE

56

57

ancora bagordi
170x240
dipinto ad olio

La pittura reinterpreta, sintetizza


e altera la realt attraverso i filtri della
poetica e dellesperienza del pittore.
Silvio Vigliaturo restituisce allo
sguardo di tutti noi la forma di un
mondo fresco e sorgivo, un mondo
quale mai esistito nel passato
evolutivo della specie, ma esister
nello stupore aurorale dellOpera.
Le ricerche sui volumi e
sullinterazione di pieni e vuoti sono
unesplicita affermazione della sua
scelta scultorea, che si palesata
successivamente a quella pittorica,
essendo, di questultima, prima la
necessaria continuazione e, ora,
il secondo termine di un dialogo
incessante che si auto-genera
attraverso la sperimentazione.
Che siano in legno, acciaio,
ceramica, o in vetro, le opere
scultoree di Vigliaturo, conosciute e
definite, racchiudono e circoscrivono
il vissuto col suo segno caratteristico,
colorato e vibrante; sono unillusione
rassicurante e unallusione al nuovo
che emerge. Sono sculture definite
e fissate in colori urlati, a volte
primari, intrisi di segnali di memorie
di unarte atavica e contemporanea.
Due sono le visioni che si riscontrano
nella scultura di Vigliaturo: in un
primo momento si nota, con la
vivacit cromatica che la
contraddistingue, la sua ricerca della
vita e delle emozioni; la seconda
visione riporta a una grande
attenzione alle figure, significativa
di una capacit di rappresentazione
attraverso il corpo, in un ibrido
di misticismo e contemplazione.
La sua ricerca lo conduce a
un linguaggio personalissimo,
aggiungendo le sue invenzioni
alla storia senza fine dei segreti
del vetro.

Il vetro diventa il mezzo per esprimere


se stesso e le sue idee con opere che
vogliono avvicinarsi al divino, confine
che solo la luce pu varcare,
con sculture dedicate allinfinito, alla
ricerca di una risposta che ognuno di
noi anela dentro di s. Le sculture in
vetro di Vigliaturo hanno linee fluide,
scabre, lisce e trasparenti. Sono
espressione di un mondo fiabesco;
sono gioiose e divertenti. Le opere di
Vigliaturo giocano con la psicologia
stessa dell'essere umano, le sue
contraddizioni e le sue paure.
Il vetro cela meraviglie che possono
comparire o infrangersi al contatto
con la realt, caratterizzate da una
profonda ricerca dellequilibrio,
voluto e desiderato anche nelle forme
apparentemente imperfette, ma che
in realt dimostrano unabilit unica
e completa. Forme che mutano, non
finite, figure antropomorfe, ingannevoli,
affascinanti e portatrici di un profondo
messaggio psicologico, anomalo, che
chiede di venire decifrato ma a cui
ognuno rende il proprio, personale,
significato. Tutto, nellarte di
Silvio Vigliaturo, trova fonte e
nutrimento nel segno. In esso si trova
lorigine del procedimento creativo e
la matrice che lo accompagna e guida
in tutti i suoi stadi e le sue successive
manifestazioni. Nelloriginalit
accanita dellartista, il segno ha una
perentoriet esemplare, fulminante.
Il segno traduce la necessit
dellartista di racchiudere le
esperienze multiformi della vita in un
perimetro visibile e condivisibile che
faccia da limite a un racconto, a una
parabola. Perch il disegno , prima
di tutto, una narrazione e, attraverso
il gesto lungamente addestrato da cui
scaturisce il segno, Vigliaturo si
trasforma in narratore dalla voce e

dalle intenzioni cristalline che,


pur nella presenza persistente di
simbolismi, non cede mai allequivoco e
allambiguit. Il racconto, imbastito dal
segno nella sua forma preliminare,
ma gi completa dal punto di vista
narrativo, viene successivamente
tradotto in pittura ed esplorato pi in
profondit, dando vita a opere dal forte
accento teatrale, vere e proprie
parabole contemporanee. Il segno
continua a essere il vero protagonista,
mai modificato dallartista durante le
fasi del procedimento pittorico. A esso
si aggiungono i colori vibranti, anchessi
custodi di altri interventi gestuali che
arricchiscono il dipinto e la narrazione
che esso ospita, donandogli uno
spessore visivo ulteriore. Il segno,
giunti a questo stadio, svela la sua
parte razionale capace di coordinare
lesuberanza cromatica fino a giungere
al perfetto equilibrio tra figura e
astrazione, dando vita a immagini che
non appartengono a nessuna storia e a
nessun tempo, pur essendo impregnate
di memoria, e divenendo finalmente
archetipi e miti in grado di saldare
insieme lantico e il presente.
La plasticit del segno di Vigliaturo
trova nella scultura la sua naturale
destinazione, sorprendendo per le
infinite possibilit di traduzione
tridimensionale che emanano da esso,
sostenuto dalla ricerca e dalla
sperimentazione costanti a cui lartista
sottopone il proprio procedimento
creativo. Acciaio, vetro e ceramica sono
i diversi accenti di un linguaggio
espressivo sempre riconoscibile,
addirittura inconfondibile. Le sue opere
scultoree, figure di una narrazione
mitica senza tempo, racchiudono e
circoscrivono il vissuto con lo stesso
segno caratteristico che si era prima
tradotto in pittura, legando strette,

luna allaltra, le due forme espressive.


Lavvento del vetro, la sua riscoperta a
inizio degli anni Novanta, non fa che
confermare, oltre alla straordinaria
golosit intellettuale e la ricchezza degli
approvvigionamenti cultura e artistici,
lurgenza di una comunione quotidiana
tra progettualit ed esecuzione.
La dimensione della bottega artistica,
fatta di scambio e interazione, fa da
cornice ideale a una lavorazione
ancestrale, lenta, in cui fondamentale
lapporto di pi mani che traducano
sapientemente limmagine dellartista
nella sua forma totemica. Vigliaturo
veste i panni del maestro alchimista
in grado di trasformare la materia e
domare, nei suoi forni, la forza
generatrice del fuoco, dando vita a
sculture fluide, flessuose, lisce e
trasparenti, in cui il magistrale uso
del colore trova la sua esaltazione
massima. Le sculture monumentali
sono la sintesi della ricerca e delle
sperimentazioni dellartista con materiali
diversi. Luso dellacciaio come ossatura
del vetro o della ceramica celebra
ulteriormente la matrice segnica dellarte
di Vigliaturo, sviluppandone lo spessore
del segno e rendendolo palpabile
sostegno delle variopinte narrazioni.
Le opere di Vigliaturo trovano la loro
espressione pi congeniale nello
sviluppo in verticale, una ricerca del
cielo e del divino di derivazione antica
che sottende lintera attivit scultorea
dellartista. Nelle grandi dimensioni
ancora pi percepibile lessenza
narrativa, allusiva e profondamente
parabolica dellarte di Vigliaturo.
I monumenti, moltiplicando le dimensioni
del segno e quindi del racconto che esso
traduce simbolicamente, amplificano ed
estendono la portata del messaggio che
custodiscono ed esplicitano, fino a
renderlo universale.

Silvio Vigliaturo nasce ad Acri, in Calabria, nel


1949. Giovanissimo si trasferisce a Chieri (To),
dove tuttora vive e lavora. Artista e maestro
del vetro, la sua tecnica da sempre volta
alla ricerca e alla sperimentazione. Dalle prime
esposizioni, nel 1977, passando per la partecipazione al Padiglione Italia della 54a Biennale
di Venezia, sino alla personale nel giugno
2012 al Museo Regionale di Scienze Naturali
di Torino, il percorso artistico di Vigliaturo si
presenta in costante evoluzione. Un cammino
graduale e tenace ha portato lartista ad
affrontare una grande variet di tematiche con
stili e strumenti diversi. Il dipinto, il vetro, lacciaio,
la terra cotta sono tutti trattati allo stesso
tempo come materia e come scelta ideologica.
proprio grazie alla mescolanza delle tecniche
che lorizzonte delle esperienze di Vigliaturo
si dilatato esponenzialmente e ha aperto la
strada a una visione originale e inedita, capace
di rivisitare i temi e le modalit espressive della
pittura e che lo ha condotto agli esiti attuali del
suo lavoro. Lapproccio che lartista adotta nel
lavorare il vetro derivato dalla sua
instancabile attivit pittorica. Il forte impatto
visivo delle sue opere nasce dalla trasparenza
dei colori, capace di generare unaffascinante
sembianza di fluidit, e dallantinomia tra il
peso della materia utilizzata e la leggerezza
delle forme che lartista riesce a foggiare
attraverso di essa. Nel 2006, Vigliaturo riceve
la nomina di testimonial artistico dei XX Giochi
Olimpici Invernali svoltisi a Torino. Nel giugno
dello stesso anno, la Citt di Acri gli dedica un
museo il MACA (Museo Arte Contemporanea
Acri) che ospita una collezione permanente
delle sue opere intesa come un biografico che
si snoda attraverso pi di duecento esemplari,
tra sculture e dipinti. Nel 2010, la Regione
Calabria lo ha invitato quale artista testimonial
allExpo Shanghai 2010. A inizio 2013, prende
parte alla mostra Contemporary Glass
Sculpture, dellOrlando Museum of Art,
che raccoglie i pi importanti artisti del vetro,
in occasione dei cinquantanni del movimento
Studio Glass.

Alcune esposizioni
LUniversit del Vetro di Altare e Silvio Vigliaturo, Museo del Vetro, Altare
Facing 1200, Glasskulpturen, Museum Moderner Kunst Kaernten,
Klagenfurt, Austria
Museo Nazionale della Cavalleria, Regione Piemonte, Pinerolo (To)
Fresh Glass, Venice - Poznan, a promising connection,
Galeria Miejska Arsenal, Poznan, Polonia
Hsinchu Municipal Glass-Museum, Hsinchu, Taipei, Taiwan
Torre della Filanda, promossa dalla Regione Piemonte, Rivoli (To)
Islands of glass 1920-2005, Eretz Israel Museum, Tel Aviv, Israele
Kleombrotos - Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, Sibari (Cs)
Contemporary Istanbul
Palm Beach Jewelry
Sofa New York
Art Chicago
Amazzoni, Workshop In Opera, Sacrato del Duomo, Chieri (To)
Silvio Vigliaturo. Mescolanze, Museo del Presente, Rende (Cs)
Lampes dartistes pour Hanouca, Muse dart du Judaisme, Parigi
Regioni e Testimonianze dItalia, Castel SantAngelo, Roma
ancora possibile, XIII Settimana della Cultura,
MACA Museo Arte Contemporanea Acri (Cs)
The Gallery in Cork Street di Londra, Regno Unito
Italian Festival Weeks, Al Quasba, Sharja, UAE
Silvio Vigliaturo. Italia 150, Museo della Ceramica, Castellamonte (To)
Luxury Please - Palazzo Hofburg, Vienna
Materia e trasparenza - Isola di SantErasmo, Torre Massimiliana, Venezia
Art Naples, Florida, Usa
Vienna Fair, Vienna, Austria
Mescolanze, un percorso artistico nellAntico Testamento,
Museo Ebraico, Casale (Al)
54a Biennale di Venezia - Padiglione Italia
Luxury Please, Palazzo Hofburg, Vienna
Italian Festival Weeks, Al Quasha, Sharja UAE
La Cavalchina, Teatro La Fenice, Venezia
Help! - Museo Regionale delle Scienze Naturali, Torino
Tra Terra e Cielo, Palazzo della Regione Piemonte, Torino
Torre di Babele, Tra Terra e Cielo, Parco Scultura, Castellamonte (To)
Channukah, festa delle luci, Museo della Ceramica di Mondov (Cn)
Contemporary Glass Sculpture: Celebrating the 50th Anniversary
of Studio Glass, OMA Orlando Museum Of Art, Orlando, Florida
European Glass Context, Bornholm Art Museum e Grnbechs Grd,
Isola di Bornholm, Danimarca
Giudizio Universale Trasparente, Castello di Santa Severina (Kr)
Progetto di Luce, Villa Casati di Soncino, Muggi (Mb)
Amazzoni - Il segno del sogno, Spazio Lazzari, Treviso
Help! - Il labirinto della paura, Villa Brivio, Nova Milanese (Mb)

MATERIE & ALCHIMIE

SILVIO VIGLIATURO

58

Il segno di Silvio Vigliaturo, nella sua


assoluta originalit accanita, ha una
perentoriet esemplare e fulminante.
una sinuosa astrazione della vita e
di essa racchiude, in un marasma
ragionato di contorni curvi e
ondeggianti, le vicissitudini e i
fenomeni fatti di vuoti e pieni a tinte
forti. Raramente un artista al tempo
stesso tanto sopra e tanto dentro al
mondo che ci circonda. Egli
messaggero e testimone degli eventi,
un pittore della realt e della verit.
Ogni segno, colore o spazio
relativo a una impulsione dettata da
un preciso avvenimento, emozione,
sensazione, pensiero o ricordo.
Lartista percorre il sentiero dei propri
passi e, contemporaneamente, lo
dischiude, lo libera e lo pulisce dalle
incrostazioni e dai detriti, lo monda
da sterpaglie e sudiciume,
consegnandocelo nel suo nitore poetico.
Spetta al dipinto distendere, anche
plasticamente, la necessit di forma
rintracciabile del segno dellartista.
Disseminate e intrise di profonde
suggestioni simbolistiche, le opere
pittoriche di Vigliaturo mostrano tutte
una forte esigenza di teatralit che
si traduce in una costante scelta
compositiva fondata su unimmagine
che diventa spartiacque della visione,
nucleo e centro di gravit dellintera
azione. Gli interventi gestuali che
segmentano la tela sono lartificio pi
efficace per rendere il tempo immobile
in cui rimane sospesa la cromia in
sottofondo, impossibile da collocare
al di fuori della dimensione indefinibile
della tela. Le immagini raffigurate
non appartengono a nessuna storia,
eppure sono impregnate di memoria
e si tramutano in figure del mito
capaci di saldare insieme un antico
passato e la realt del presente.

59