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Rivista elettronica del Centro di Documentazione Europea
dell’Università Kore di Enna
 
IL RUOLO DELL’IDENTITÀ NELLO SVILUPPO
TURISTICO DEI TERRITORI MINORI IN EUROPA
 Michele Sabatino
 Assistant Professor di Politica Economica nell 
’ 
Università Kore di Enna
 A
BSTRACT 
:
 
 Il turismo ha sempre avuto e continuerà ad avere nel futuro un grandissimo potenziale dal  punto di vista culturale, politico ed economico. In Italia, malgrado la numerosa letteratura  specialistica e la ricchezza delle proprie risorse naturali e culturali, il turismo resta rilegato a un ruolo di secondo ordine tra le priorità dei policy maker e non riesce ad esercitare quella funzione di  sviluppo che gli spetterebbe sia rispetto alla questione dei grandi poli turistici e culturali di attrazione
 sia e soprattutto rispetto al patrimonio diffuso nei territori c.d. minori. L’articolo intende suggerire i  principali tratti di un percorso di sviluppo sostenibile attraverso l’analisi dei territori c.d. minori e/o
lenti. Allontanandoci da una visione esclusivamente economicistica si possono, infatti, individuare nuove traiettorie di sviluppo sostenibile in cui le identità territoriali, la storia locale, il capitale  sociale, il patrimonio culturale e umano, diventano fattori strategici ed innovativi di qualsiasi politica di sviluppo sostenibile. Tali fattori possono essere quindi le pre-condizioni in grado di generare
innovazione e sviluppo in un territorio. In definitiva l’articolo propone l’ipotesi di un sentiero di
 
 sviluppo sostenibile da parte dei c.d. territori minori o lenti attraverso l’adesione ad un modello di
 sviluppo fondato sullo stretto legame tra heritage e turismo, tra valore della cultura e del territorio e rigenerazione socio-economica, tra tradizione ed innovazione in un approccio distrettuale in cui il territorio, con la sua storia, tradizioni, identità costituisce un valore competitivo difficilmente riproducibile
 P
 AROLE
HIAVE 
: Identità
locale, Territori “minori”
 , Turismo, Sviluppo locale, Capitale sociale
1.
 
Introduzione
Il turismo ha sempre avuto e continuerà ad avere nel futuro un grandissimo potenziale dal punto di vista culturale, politico ed economico. I viaggiatori internazionali nel 1980 erano 277 milioni e oggi superano il miliardo. Secondo l
e ultime stime dell'agenzia dell’
ONU
 il
settore continuerà a crescere mediamente del 3,3% l’anno fino al 2030, con un’
aggiunta di oltre 40 milioni di nuovi turisti ogni 12 mesi e un totale di 1,8 miliardi di viaggiatori internazionali tra meno di 20 anni, molti dei quali provenienti dalle economie emergenti: Cina, Brasile, India e Russi in primis
1
. Crescita culturale, integrazione e sviluppo economico rappresentano alcune delle opportunità che vanno considerate in questo scenario multipolare.
1
 
UNWTO
,
Tourism Highlights
, 2012.
 
 
Rivista elettronica del Centro di Documentazione Europea
dell’Università Kore di Enna
 
In Italia il turismo, malgrado la numerosa letteratura specialistica e la ricchezza delle  proprie risorse naturali e culturali, resta rilegata ad un ruolo di secondo ordine tra le priorità dei policy maker e non riesce ad esercitare quella funzione di sviluppo che le spetterebbe sia rispetto ai grandi poli turistici e culturali di attrazione sia e soprattutto rispetto al patrimonio diffuso dei territori c.d. minori. In questo contesto si intendono suggerire i principali tratti di un percorso di sviluppo sostenibile attra
verso l’analisi dei territori minori, che
vengono definiti lenti. Una possibile metodologia di lavoro è quella di partire quindi da una nuova visione del territorio, che attribuisce valore alle identità, al capitale sociale e al patrimonio culturale autoctono, analizzando le relazioni tra comunità locali, identità e politiche di sviluppo sostenibile. Allontanandoci quindi da una visione esclusivamente economicistica si possono individuare nuove traiettorie di sviluppo sostenibile in cui le identità territoriali, la storia locale, il capitale sociale, il patrimonio culturale e umano, diventano fattori strategici ed innovativi di qualsiasi  politica di sviluppo sostenibile. Particolare attenzione dovrà quindi essere rivolta alla nozione di identità locale e di capitale sociale evidenziando lo stretto legame tra questi fattori che fanno riferimento ad ambiti relazionali presenti in un determinato contesto territoriale. Tali fattori possono essere le pre-condizioni in grado di generare innovazione e sviluppo in quanto il territorio non è solo il luogo in cui si accumulano e sedimentano conoscenze e capitale ma nel quale dinamicamente si rinnovano, si riproducono e di espandono.
L’ultima sezione del presente lavoro presenterà quindi le possibili
tà di un sentiero di
sviluppo sostenibile da parte dei c.d. territori minori o lenti attraverso l’adesione ad un
modello di sviluppo fondato sullo stretto legame tra
heritage
 e turismo, tra valore della cultura e del territorio e rigenerazione socio-economica, tra tradizione ed innovazione in un approccio distrettuale in cui il territorio, con la sua storia, tradizioni, identità costituisce un valore competitivo difficilmente riproducibile.
 
 
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2.
 
Identità locali, territori “lenti” e turismo
 Negli ultimi anni diversi territori hanno attivato processi di sviluppo investendo sulla valorizzazione delle identità locali, sull'attenzione per l'ambiente e per il patrimonio culturale e umano, rendendo evidente la propria componente estetica e relazionale. Territorio e identità  permettono di creare nuove reti di relazione che vanno oltre i luoghi, verso modelli di sviluppo locale e anche turistici che hanno bisogno di coesione sociale e autenticità ma che  promuovono sviluppo e competitività. Questi due fattori infatti, costituiscono quel patrimonio intangibile, capace non solo di incrementarne il valore aggiunto, la competitività e la visibilità, ma anche di promuovere il benessere della comunità locale. Tali fattori sono gli elementi costitutivi di una nuova politica di sviluppo sostenibile a favore del turismo dei territori c.d.
“minori” o più precisamente, in una
recente bibliografia,
“lenti”
2
. Questi territori, considerati marginali rispetto ai tradizionali flussi turistici ed economici
(vedi il caso dell’entroterra siciliano)
, riescono spesso ad individuare nel territorio, nella sua peculiarità storica, antropologica e culturale, un fattore competitivo importante in cui si rafforzano interessi e identità collettive e in cui la coesione sociale rappresenta un valore aggiunto capace di promuovere distretti di qualità. Oggi viviamo una fase di ri-
 personalizzazione dell’economia e quindi anche dello spazio fisico, che pone al centro i
significati elaborati dalle persone e conferiti ai luoghi
3
. Recentemente numerosi territori del S
ud d’Italia ma
 
anche nel resto dell’Europa, anche
con il sostegno di risorse comunitarie, hanno attivato autonomi percorsi di sviluppo locale
attraverso la valorizzazione delle proprie identità locali, dell’ambiente naturale e del
 paesaggio, delle tradizioni storiche ed enogastronomiche nonché dei beni culturali e artistici raccontando se stessi nel tempo e nello spazio. Si tratta di territori che si contraddistinguono  per una alta qualità della vita e del paesaggio urbano e rurale, sistemi relazionali profondi e ampi, c
ultura, tradizione, storia. Il sistema economico produttivo non è l’unico elemento in
grado di generare creazione di reddito ma si inserisce in un più ampio sistema di creazione
2
 
C
ALZATI
,
Territori lenti, nuove traiettorie di sviluppo
, Milano, 2011.
 
3
 
B
ONOMI
 e R 
ULLANI
,
 Il capitalismo personale. Vite al lavoro
. Torino, 2005.

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