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Opzioni nanziarie

Opzioni Finanziarie
1. Considerazioni introduttive Unopzione nanziaria ` e un titolo che conferisce il diritto di acquistare (in tal caso lopzione ` e di tipo call) o di vendere (opzione put) un bene, a un prezzo prestabilito entro (o in corrispondenza di) una pressata scadenza temporale. Se lopzione si pu` o esercitare solo al momento della sua scadenza, allora si dice che lopzione ` e di tipo europeo, se invece si pu` o esercitare in ogni istante del periodo temporale che inizia quando lopzione viene emessa e termina quando lopzione scade, allora si dice che lopzione ` e americana. Per quanto concerne il bene sottostante il contratto dopzione, questo pu` o essere di varia natura: pu` o trattarsi di titoli azionari, di valuta estera, di merci, e di molte altre cose che siano per` o oggetto di scambio in un mercato uciale e le cui quotazioni siano accessibili al pubblico. Le opzioni nanziarie appartengono alla famiglia dei titoli derivati; questi ultimi sono chiamati in tal modo in quanto il loro valore dipende (deriva) dallandamento delle quotazioni di un bene (titolo) sottostante (underlying security). Si deve subito sottolineare che unopzione conferisce un diritto, cio` e una facolt` a di acquistare o di vendere un certo bene, che pu` o essere o meno esercitato dalloperatore che possiede lopzione. Questultimo si chiama holder, mentre loperatore che propone, ovvero vende il diritto si chiama writer. Il writer incassa un premio in cambio del diritto venduto e ha lobbligo di acquistare o di vendere il bene sottostante lopzione, sulla base delle decisioni dellholder. Il prezzo stabilito nel contratto in base al quale lholder pu` o acquistare o vendere il bene sottostante lopzione ` e detto prezzo desercizio (striking price).

2. Propriet` a fondamentali
Nel seguito supporremo che ogni contratto dopzione riguardi ununit` a del bene sottostante; in caso contrario baster` a ovviamente moltiplicare i singoli importi per il numero di unit` a previste dal contratto. Consideriamo unopzione call e indichiamo con: X il prezzo desercizio, [0, T ] lintervallo di tempo che inizia al momento della stipulazione del contratto e nisce allepoca T in cui lopzione scade, t [0, T ] un generico istante di tempo, St il prezzo di mercato del bene sottostante lopzione allepoca t ,

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K il premio pagato dallholder per lacquisto dellopzione. Il funzionamento di unopzione call ` e molto semplice e pu` o essere sintetizzato nel modo seguente: a) allepoca t = 0 (data odierna) lholder paga il premio al writer, b) allepoca t (0 < t < T ) lholder pu` o o mantenere il possesso dellopzione, o rivenderla a un altro operatore, o esercitarla e quindi comperare una unit` a del bene sottostante pagando il prezzo X ; questultima possibilit` a naturalmente viene oerta solo al possessore di unopzione americana, c) alla scadenza ( T ) lholder pu` o o esercitare lopzione o lasciare che scada senza esercitarla. Rimandando lanalisi del caso b) ad un paragrafo successivo ci proponiamo di studiare la funzione di guadagno (perdita) alla scadenza, cio` e per t = T . Alla scadenza vi sono due alternative per il prezzo del bene sottostante e quindi per la politica dellholder: i) ST X in tal caso lholder abbandoner` a lopzione; un eventuale acquisto del bene sottostante risulta pi` u favorevole sul mercato, ii) ST > X in tal caso risulta conveniente per lholder lesercizio dellopzione; con tale esercizio lholder pu` o acquistare il bene a un prezzo inferiore rispetto al prezzo di mercato e ottenere un protto lordo pari ST X . Il guadagno netto dellholder che ` e poi anche la perdita del writer ` e espresso dalla funzione G(ST ) = K ST X K se ST X se ST > X (2.1)

Dalla gura 2.1 risulta evidente che la perdita dellholder non pu` o scendere sotto il livello K , mentre il suo guadagno ` e potenzialmente illimitato, e che, per ovvie ragioni di simmetria, il guadagno del writer ` e al pi` u pari a K , mentre la perdita pu` o risultare illimitata. Si noti anche che il protto dellholder ` e positivo solo se ST > X + K . Infatti: - se ST X , lholder rinuncer` a a esercitare lopzione subendo interamente la perdita del premio, - se X < ST < X + K , lholder eserciter` a lopzione, ma il miglior prezzo dacquisto del bene non compensa il costo sostenuto per il pagamento del premio, - se ST X + K il vantaggio del miglior prezzo supera il pagamento del premio. 1 Consideriamo ora unopzione put. Indicato con H il premio pagato dallholder allepoca t = 0 , al momento della scadenza vi sono ancora due possibilit` a:
A proposito del premio pagato si osservi che questo viene versato allepoca t = 0 , mentre la funzione guadagno viene valutata allepoca della scadenza; ` e cosa immediata inglobare nella funzione guadagno anche tale dierenza temporale.
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100 50

50 -50 -100

100

150

200

Figura 2.1 Diagramma di protto di unopzione call con prezzo desercizio 100 i) ST X in tal caso lholder abbandoner` a lopzione in quanto la vendita del bene direttamente sul mercato risulta pi` u vantaggiosa, ii) ST < X in tal caso lholder eserciter` a lopzione vendendo il bene a un prezzo superiore al prezzo di mercato e realizzando un protto lordo pari a X ST . La funzione che esprime il guadagno netto dellholder ` e data da G(ST ) = H X ST H se ST X se ST < X. (2.2)

Dalla gura 2.2 appare evidente che la perdita dellholder non pu` o superare il livello H , mentre il suo guadagno non pu` o superare X H ; il guadagno e la perdita del writer sono limitati rispettivamente da H e da X H .

3. Combinazioni di opzioni
Combinando opportunamente fra loro due o pi` u opzioni di tipo call e/o put con caratteristiche strutturali diverse si possono ottenere molte strategie operative con

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75 50 25 50 -25 -50 -75


Figura 2.2 Diagramma di protto di unopzione put con prezzo desercizio 100 diagrammi di protto 2 dallandamento talvolta strano e note in letteratura con nomi folcloristici. Una combinazione molto semplice ` e quella che prevede lacquisto di due opzioni call con la stessa scadenza e con prezzo desercizio diverso ( X1 < X2 ). Indicati con K1 e con K2 i rispettivi premi e posto K = K1 + K2 , alla scadenza si presentano le seguenti possibilit` a: i) ST X1 lholder abbandoner` a tutte e due le opzioni, ii) X1 < ST X2 lholder eserciter` a la prima opzione (quella con prezzo desercizio X1 ) ed abbandoner` a la seconda, iii) ST > X2 entrambe le opzioni vengono esercitate. La funzione guadagno netto ` e data da G(ST ) = K ST X1 K 2ST X1 X2 K se ST X1 se X1 < ST X2 se ST > X2 . (3.1)

100

150

200

Si chiama straddle una combinazione di unopzione call e di unopzione put sullo stesso bene, con lo stesso prezzo di esercizio X e con la stessa scadenza. Indicati con K e con
Un diagramma di protto descrive i protti e le perdite originati da un portafoglio al variare del prezzo del bene sottostante le opzioni.
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H i rispettivi premi, alla scadenza, che supponiamo coincidere per le due opzioni, si pu` o avere: i) ST X in tal caso converr` a abbandonare la call ed esercitare la put ottenendo un guadagno lordo pari a X ST ii) ST > X in tal caso converr` a abbandonare la put ed esercitare la call con un guadagno lordo ST X . Il guadagno netto ` e dato da G(ST ) = |ST X | K H (3.2)

e pertanto il guadagno netto ` e positivo se |ST X | > K + H , cio` e se alla scadenza il prezzo di mercato del bene dierisce dal prezzo desercizio per un ammontare superiore alla somma dei due premi pagati; in caso contrario il guadagno risulta negativo. Lacquirente di un contratto straddle spera in variazioni consistenti (sia in senso positivo che negativo) delle quotazioni del bene sottostante. Combinazioni di opzioni molto utilizzate nei mercati nanziari sono le strip e le strap. Una strip prevede di combinare una opzione call con due put, mentre una strap combina due call e una put. Molto interessanti sono anche le strategie che si possono ottenere combinando opzioni call e put con il bene a esse sottostante; a tal proposito si consideri il seguente esempio. Esempio 3.1 Un operatore acquista 100 titoli azionari al prezzo unitario S0 e contemporaneamente acquista 100 opzioni call con prezzo desercizio X1 = 0.8S0 e call premio unitario H1 = 0.3S0 e vende 50 opzioni put con prezzo desercizio X2 = 1.25S0 e put premio H2 = 0.15S0 . Indicato con ST il prezzo del titolo azionario alla scadenza, che si suppone coincidere per tutte le opzioni, si osservi che, qualunque sia il prezzo del titolo azionario alla scadenza, nella funzione guadagno compaiono le quantit` a: 100(ST S0 ) 30S0 7.5S0

che rappresentano rispettivamente il guadagno (o la perdita) derivante dalla dierenza fra il prezzo alla scadenza e il prezzo per lacquisto dei titoli azionari, il premio pagato per lacquisto delle opzioni call e il premio incassato dalla vendita delle opzioni put. A tali quantit` a si deve aggiungere la funzione se ST X1 50(X2 ST ) G(ST ) = 50(X2 ST ) + 100(ST X1 ) se X1 < ST X2 100(ST X1 ) se ST > X2 .

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4. Limitazioni razionali per il prezzo delle opzioni


Studiamo ora alcune limitazioni (propriet` a) per il prezzo delle opzioni call e put sia di tipo americano che europeo. Tali propriet` a prescindono dalla distribuzione di probabilit` a del prezzo del bene sottostante e devono valere se si accetta lipotesi che sui mercati non esistono delle opportunit` a di arbitraggio (free lunch). Lesistenza di un arbitraggio ` e generata dalla presenza, nel mercato in cui si opera, di attivit` a nanziarie (portafogli) dominate o dominanti. In eetti sui mercati si pu` o riscontrare per brevi periodi di tempo delle opportunit` a di arbitraggio, ma diversi fattori quali ad esempio i costi di transazione, la presenza di prezzi dierenti per lacquisto e la vendita di uno stesso titolo (bid-ask prices), e il pronto intervento degli arbitraggisti, annullano ben presto la possibilit` a di guadagnare senza rischiare nulla. Si dice che unattivit` a A domina unattivit` a B se in almeno una circostanza (stato di natura) il rendimento di A risulta superiore rispetto al rendimento di B e il rendimento di ` un arbitraggio A risulta sempre (in tutti gli stati) almeno uguale al rendimento di B . E ogni operazione che produce un usso di cassa positivo in corrispondenza di una o pi` u epoche temporali e un usso di cassa nullo in tutte le restanti epoche. Nel seguito si suppone di operare in un mercato in cui non si possono riscontrare opportunit` a di arbitraggio. Sulla base di questa sola ipotesi si possono dimostrare numerose e interessanti propriet` a per ii prezzi delle opzioni. Per motivi di praticit` a apportiamo alcune modiche e integrazioni alla simbologia precedentemente introdotta, mantenendo sempre la convenzione di riferirci a opzioni su una unit` a del bene sottostante. Indichiamo con: ct = ct (St , , X ) il prezzo allepoca t [0, T ] di unopzione call europea, Ct = Ct (St , , X ) il prezzo allepoca t di unopzione call americana, pt = pt (St , , X ) il prezzo allepoca t di unopzione put europea, Pt = Pt (St , , X ) il prezzo allepoca t di unopzione put americana, = T t il numero di periodi unitari di tempo che mancano dallepoca corrente t alla scadenza dellopzione (epoca T ), B ( ) il prezzo corrente di unobbligazione senza cedole che scade allepoca T e il cui valore nominale ` e pari ad una unit` a di moneta, cio` e pagando B ( ) oggi (epoca t ), allepoca T si riceve 1 unit` a di valuta (o un dollaro, o una sterlina, o un euro, ecc., in relazione al contesto in cui si opera). Nellipotesi che i tassi di interesse siano costanti nellintervallo [t, T ] , se con i si indica il tasso di interesse uniperiodale dei titoli non rischiosi e con il tasso istantaneo corrispondente si ha B ( ) = (1 + i) = e . Si noti che per la funzione B ( ) valgono le propriet` a:

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i) ii) iii)

0 < B ( ) < 1 > 0, B (0) = 1, B ( ) ` e funzione decrescente di cio` e se 0 1 2 ... n si ha: B (n ) ... B (2 ) B (1 ) B (0) = 1.

Dalla denizione di opzione discende immediatamente che il suo valore non pu` o essere negativo, qualsiasi sia il tipo di opzione: ct 0 , Ct 0 pt 0 , Pt 0. (4.1) (4.2)

Dato che unopzione americana presenta tutti i vantaggi della corrispondente opzione europea e inoltre pu` o essere esercitata anche prima della scadenza devono valere le disuguaglianze: Ct (St , , X ) ct (St , , X ) (4.3) Pt (St , , X ) pt (St , , X ). (4.4)

Allepoca della scadenza ( = 0 ) non vi ` e distinzione fra unopzione americana e una europea; inoltre, il valore di una call ` e nullo se ST X ed ` e uguale a ST X se ST > X , mentre il valore di una put ` e nullo se ST X ed ` e uguale a X ST se ST < X . Pertanto si deve avere: CT (ST , 0, X ) = cT (ST , 0, X ) = max [0, ST X ] = (ST X )
+

(4.5) (4.6)

PT (ST , 0, X ) = pT (ST , 0, X ) = max [0, X ST ] = (X ST ) .

Allepoca t unopzione call americana deve valere almeno max [0, St X ] , mentre unopzione put americana deve valere almeno max [0, X St ] ; in caso contrario infatti sarebbe possibile acquistare lopzione ed esercitarla immediatamente ottenendo un protto netto positivo. Pertanto per > 0 si deve avere: Ct (St , , X ) max[0, St X ] = (St X )
+

(4.7) (4.8)

Pt (St , , X ) max[0, X St ] = (X St ) .

Si osservi che le propriet` a (4.7) e (4.8) non valgono necessariamente per le opzioni europee in quanto queste non possono essere esercitate prima della scadenza. Le quantit` a max[0, St X ] e max[0, X St ] rappresentano il valore intrinseco rispettivamente di unopzione call e di unopzione put americane prima della scadenza ed esprimono il protto

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che si ottiene esercitando le opzioni allepoca t . Le dierenze Ct (St , , X ) max[0, St X ] e Pt (St , , X ) max[0, X St ] risultano di norma positive e sono dette valore temporale di unopzione in quanto rappresentano il maggior guadagno che si pu` o ottenere nel seguito della vita dellopzione, esercitandola a condizioni pi` u vantaggiose. Il valore temporale naturalmente diminuisce nel tempo, no ad annullarsi quando lopzione sta per scadere. Le restrizioni che seguono evidenziano le relazioni fra i prezzi delle opzioni e i loro prezzi desercizio. I prezzi delle opzioni call europee e americane sono funzioni non crescenti rispetto al loro prezzo desercizio, mentre i prezzi delle opzioni put sono funzioni non decrescenti rispetto al prezzo desercizio. Infatti, mentre per le call il prezzo desercizio rappresenta lesborso associato con lesercizio delle opzioni, nel caso delle put a un prezzo desercizio pi` u elevato corrisponde un protto maggiore. Pertanto per X1 < X2 si ha: Ct (St , , X1 ) Ct (St , , X2 ) Pt (St , , X1 ) Pt (St , , X2 ) ct (St , , X1 ) ct (St , , X2 ) pt (St , , X1 ) pt (St , , X2 ). (4.9) (4.10)

Considerando due opzioni americane che dieriscono solamente per la data di scadenza, siano esse di tipo call o di tipo put, si pu` o aermare che lopzione con durata pi` u lunga deve valere almeno quanto lopzione con durata pi` u breve. Infatti, lopzione con scadenza pi` u lontana presenta tutti i vantaggi dellopzione con durata pi` u breve e inoltre pu` o essere esercitata anche dopo che lopzione con durata pi` u breve ` e scaduta. Pertanto per 1 > 2 si deve avere: Ct (St , 1 , X ) Ct (St , 2 , X ) (4.11) Pt (St , 1 , X ) Pt (St , 2 , X ). (4.12)

Le precedenti propriet` a (4.11) e (4.12) non valgono obbligatoriamente per le opzioni europee in quanto queste si possono essere esercitare solo alla scadenza. Si osservi che il bene sottostante lopzione pu` o essere considerato come unopzione call americana con durata illimitata ( = ) e con prezzo desercizio nullo (X = 0) . Ne segue che il prezzo del bene sottostante St deve essere sempre maggiore o uguale a quello di una call americana che a sua volta non pu` o essere inferiore a quello di una call europea con le stesse caratteristiche per quanto concerne prezzo desercizio e durata. Pertanto St = Ct (St , , 0) Ct (St , , X ) ct (St , , X ). (4.13)

Un caso particolare della propriet` a (4.13) si presenta quando il bene sottostante lopzione ha valore nullo; in tale circostanza anche i prezzi delle call si debbono annullare C (0, , X ) = c(0, , X ) = 0. (4.14)

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Per quanto concerne le opzioni put americane ed europee, dato che il prezzo del bene sottostante non pu` o essere negativo, il loro prezzo ` e limitato superiormente dal prezzo desercizio X Pt (St , , X ) pt (St , , X ). (4.15) Uninteressante propriet` a stabilisce che il prezzo di unopzione call europea non pu` o essere inferiore al prezzo del bene sottostante diminuito del valore attuale del prezzo desercizio, cio` e ct (St , , X ) St XB ( ). (4.16) Per dimostrare tale propriet` a si pu` o supporre che ct (St , , X ) < St XB ( ) e far vedere che tale situazione comporta la presenza di arbitraggi. Un modo alternativo per dimostrare la relazione (4.16) consiste nel considerare allepoca t il valore di due portafogli: Portafoglio A : unopzione call ct (St , , X ) e obbligazioni senza cedola con valore nominale X e scadenza allepoca T (epoca di scadenza dellopzione), il cui valore in t ` e XB ( ) , Portafoglio B : una unit` a del bene sottostante il cui valore ` e St . Alla scadenza il valore del portafoglio A ` e
A WT =

ST X + X = ST X

se ST X se ST < X

mentre il valore del portafoglio B ` e


B WT = ST .

Poich` e alla scadenza, per ogni stato di natura, si ha


A B WT WT ,

per il criterio di non dominanza la stessa disuguaglianza tra i valori dei due portafogli deve valere allepoca t e quindi ct (St , , X ) + XB ( ) St . Combinando le restrizioni (4.16), (4.3) e (4.1) si ottiene Ct (St , , X ) ct (St , , X ) max[0, St XB ( )]. (4.17)

La propriet` a che segue aerma che se il bene sottostante non ` e un titolo azionario che paga dei dividendi durante la vita delle opzioni, allora non ` e conveniente esercitare unopzione

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call americana prima della scadenza; ovvero, in assenza di dividendi il valore di unopzione americana coincide con quello di unopzione europea Ct (St , , X ) = ct (St , , X ). (4.18)

Infatti, se unopzione americana viene esercitata allepoca t il suo valore ` e St X che risulta minore di St XB ( ) in quanto B ( ) < 1 . Pertanto, prima della scadenza risulta pi` u conveniente vendere una call americana piuttosto che esercitarla. Una giusticazione intuitiva della propriet` a (4.18) ` e legata al fatto che il prezzo di una call americana ha due componenti: i) il valore intrinseco St X , cio` e limmediato protto in caso di esercizio, ii) il valore temporale, cio` e lulteriore protto potenziale che si pu` o ottenere se il prezzo del bene sottostante aumenta prima della scadenza. Una volta esercitata, lopzione americana perde il valore temporale. Lesercizio di unopzione call prima della scadenza pu` o risultare vantaggioso in presenza di distribuzioni di dividendi. Questi, infatti, possono essere reinvestiti dando luogo a un protto maggiore rispetto al protto che si pu` o ottenere mantenendo il possesso dellopzione no alla sua scadenza. Per le opzioni put americane non vale una propriet` a analoga alla (4.18); lesercizio di tali opzioni prima della scadenza pu` o risultare vantaggioso anche in assenza di dividendi. Un fattore molto importante per la formazione del prezzo di unopzione ` e rappresentato dalla volatilit` a del bene sottostante lopzione. Con tale termine si intende indicare una misura della variabilit` a dei prezzi futuri del bene sottostante lopzione. Si consideri unopzione call di tipo europeo; ceteris paribus, il suo prezzo ` e funzione crescente della volatilit` a del bene sottostante, cio` e 1 < 2 ct (1 ) < ct (2 ). (4.19)

Infatti, pi` u il bene sottostante ` e volatile pi` u alta ` e la probabilit` a che il suo prezzo manifesti ` ben vero delle signicative oscillazioni (positive o negative) rispetto al prezzo corrente. E che variazioni positive e negative del prezzo si compensano, ma il prezzo di unopzione call sfrutta tutti i beneci degli incrementi di prezzo ed evita le conseguenze delle oscillazioni negative, in quanto in tali casi lopzione non verr` a esercitata. Un altro fattore che inuenza la formazione del prezzo di una call ` e il tasso di interesse di mercato. Il prezzo di unopzione call aumenta con laumentare dei tassi di interesse. Infatti, pi` u alto ` e il tasso di interesse e minore ` e il valore attuale del prezzo desercizio che il possessore di una call deve pagare alla scadenza. Per quanto riguarda inne il legame fra il prezzo di unopzione call europea e il prezzo del bene sottostante ` e immediato constatare che il prezzo di una call ` e funzione crescente

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del prezzo del sottostante; inoltre, si pu` o dimostrare che, se si accetta lipotesi che il prezzo del bene sottostante alla scadenza ST sia esprimibile come funzione lineare del prezzo St , allora il valore dellopzione risulta essere una funzione crescente e convessa del prezzo del bene sottostante.

5. Relazioni di parit` a fra i prezzi di opzioni call e put


I prezzi delle opzioni call e put, sottoscritte sullo stesso bene con uguale prezzo desercizio e identica scadenza, sono legati da alcune relazioni che ci proponiamo di analizzare. Sia t [0, T ] e si considerino opzioni di tipo europeo. Il prezzo di unopzione put ` e uguale al prezzo di unopzione call con le stesse caratteristiche, diminuito del prezzo del bene sottostante e aumentato del valore attuale del prezzo desercizio pt (St , , X ) = ct (St , , X ) St + XB ( ). Per la dimostrazione di tale propriet` a si considerino i portafogli: Portafoglio A costituito da una unit` a del bene sottostante St , da unopzione put europea su detto bene e da una quantit` a XB ( ) di denaro chiesto a prestito (con limpegno di restituire X alla scadenza dellopzione) Portafoglio B costituito da una opzione call europea. I valori correnti (allepoca t ) dei due portafogli sono: WtA = St + pt (St , , X ) XB ( ) WtB = ct (St , , X ). Alla scadenza i valori dei portafogli sono:
A WT =

(5.1)

ST + (X ST ) X = 0 ST X
B = WT

se se

ST X ST > X

0 ST X

se se

ST X ST > X.

Luguaglianza dei valori dei due portafogli alla scadenza, per tutti gli stati di natura, comporta luguaglianza dei valori correnti e quindi la validit` a della relazione di parit` a (5.1).

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Esempio 5.1 Si considerino due opzioni europee una di tipo call e laltra di tipo put emesse sullo stesso titolo azionario con le seguenti caratteristiche: prezzo corrente del titolo St = 100 tempo che manca alla scadenza della call e della put = 0.5 prezzo desercizio della call e della put X = 90 prezzo corrente di mercato della call ct = 15 prezzo corrente di mercato della put pt = 1.25 prezzo corrente di unobbligazione senza cedola con valore nominale unitario e scadenza fra 6 mesi B (0.5) = 0.9535 .

Applicando la relazione di parit` a (5.1) si trova che il prezzo della put ` e uguale a pt = 15 100 + 90 0.9535 = 0.815 mentre il prezzo di mercato ` e 1.25 . Si osservi che la relazione di parit` a non dice quale delle due opzioni (la call o la put) non ` e correttamente valutata dal mercato, ma indica che c` e una valutazione errata della call rispetto alla put o viceversa e quindi che esiste una possibilit` a di arbitraggio. E possibile ottenere un protto senza rischio pari a 0.435 = 1.25 0.815 formando il seguente portafoglio: vendita di una put e di una unit` a del bene sottostante, acquisto di una call e di una obbligazione senza cedola che paga X lire fra sei mesi. La costituzione di tale portafoglio comporta un protto allepoca t ; infatti pt + St XB ( ) ct = 1.25 + 100 85.815 15 = 0.435 Alla scadenza delle opzioni il valore del portafoglio ` e nullo qualunque sia il prezzo del bene sottostante. Se le opzioni sono di tipo americano la relazione (5.1) non ` e pi` u valida e, se non vengono distribuiti dividendi, viene sostituita dalla doppia limitazione Ct (St , , X ) + XB ( ) St Pt (St , , X ) Ct (St , , X ) + X St . (5.2)

Esempio 5.2 Si considerino i seguenti dati di mercato relativi a due opzioni americane una di tipo call laltra put emesse su un stesso bene con prezzo desercizio e scadenza uguali: prezzo prezzo prezzo prezzo corrente del bene St = 41.25 corrente della put Pt = 2.625 corrente della call Ct = 4.125 desercizio della call e della put X = 40

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prezzo di unobbligazione senza cedola con scadenza fra tre mesi B (0.25) = 0.9742. La limitazione inferiore per il prezzo della put ` e 4.125 + 40 0.9742 41.25 = 1.843, mentre la limitazione superiore ` e 4.125 + 40 41.25 = 2.875 . Il prezzo di mercato della put 2.625 ` e consistente con tali limitazioni in quanto 1.843 < 2.625 < 2.875.

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