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1) Il Feudo di Tavi Leonforte, citt di nuova fondazione, sorse nei primi decenni del 600 sulle propaggini dei monti Erei. In uesto stesso territorio dovette sorgere anticamente la citt di Tavaca o Ta!as, la uale fu pro!a!ilmente una colonia della vicina "ssoro. Tale ipotesi # convalidata dal fatto c$e nel territorio di Leonforte, arroccato sulle sorgenti del %risa, esisteva fin da tempi antic$issimi il tempio di %risa, una divinit fluviale venerata dagli "ssorini. &ulle rive del fiume %risa, a valle dell'a!itato dell'odierna Leonforte, esistono i ruderi del castello di Tavi c$e fu, pro!a!ilmente, costruito, in un periodo compreso tra il 6() ed i primi decenni del *00, dai +izantini e fa parte, insieme alle fortezze di %efal,, -etralia, .icosia ed Enna, di un imponente sistema difensivo, costruito per potere contenere e respingere la temuta e prevista invasione ara!a. La prima testimonianza da fonte storica sul castello di Tavi ci viene da un musulmano "l/Idrisi c$e nel 01ita! 2uggiar03Il li!ro di 2e 2uggero) cos4 lo definisce 0Tavi # una imponente fortezza in luogo aspro e forte, con intorno terre da arare e molte ac ue0. .otevole # la definizione datane da "l Idrisi, il uale evidenzi5 i due aspetti fondamentali di Tavi musulmana6 uello militare e uello agricolo. &otto la dominazione ara!a, iniziata nella seconda met del I7 secolo d.%. e protrattasi per oltre due secoli, uesto territorio c$e il latifondo romano e !izantino avevano ridotto, in gran parte, ad un deserto coltivato solo a cereali e leguminose o destinato al pascolo, cono!!e un notevole splendore. 8li ara!i crearono ai piedi del monte Tavi un casale. 9icino al casale, dislocati nelle vicinanze del fiume, %risa esistevano alcuni mulini. &e gli ara!i con la loro politica crearono una economia aperta al mercato, vivificata dalla presenza di una !org$esia imprenditoriale ed un ceto contadino li!ero, la politica accentratrice ed assolutista normanna mortific5 tali istanze comunitarie ed autonomistic$e, creando un uadro economico/sociale caratterizzato dai rapporti feudali e dal villanaggio. La vicenda normanna inizi5 con la con uista dell'isola, durata oltre un trentennio 31060:10(1), ad opera di 2uggiero d'"ltavilla e dalle sue milizie. Il territorio colonizzato ai piedi del monte Tavi divenne teatro di sanguinosi scontri tra i .ormanni, diretti alla con uista di %astrogiovanni e i ;usulmani . Il castello di Tavi ai tempi della dominazione normanna aveva attorno a s< una ple!e costituita dagli a!itatori del casale, dal nucleo dei gestori dei mulini presso le rive del %risa e dai terrazzani del vicino casale del &alitu onde non # raro il caso di trovare nel periodo normanno i nomi di 0gente Tavacina0. 2uggiero d'"ltavilla nel 1061 affid5 tutto il territorio di Tavi ed il suo circondario, al vescovo della diocesi di Troina. .el 11=> poi 2uggero II concedeva all' "rc$imandrita del &&. &alvatore di ;essina le terre del &alito e poco dopo gli dava anc$e licenza di edificare a!itazioni nel casale omonimo. "ggiungiamo inoltre c$e mai vennero meno gli a!itatori attorno alle sorgenti del fiume %risa. &comparsi i &araceni rimase o si form5 presso i mulini, c$e, come a!!iamo visto, esistevano sin dall'epoca della dominazione ara!a, un grosso nucleo di coloni dipendenti ecclesiasticamente e forse anc$e civilmente da "ssoro. &orse inoltre una c$iesetta dedicata al ;onte %armelo c$e, officiata dai -adri %armelitani &calzi di "ssoro, rappresent5 un punto di riferimento

spirituale, morale e materiale per le esigenze dei coloni c$e vivevano nel posto. Il feudo di Tavi, venuto meno il capillare sistema dei villaggi agricoli e dei casali musulmani, inizi5 un lungo periodo di decadenza, in cui la sua vicenda si ridusse a passaggi di propriet.

0? %astiddazzu0 %astello di Tavi .ella storia del feudo di Tavi per la prima volta troviamo il nome dei +ranciforti nel 1>(*, anno in cui ;elc$iorre +ranciforti, conte di ;azzarino, signore di ;elilli e di "ugusta, deputato del 2egno, aveva ac uisito, per la dote portata dalla moglie +elladama

"lagona, il titolo e la !aronia di Tavi. +elladama "lagona, con disposizione testamentaria, istitu4 un fidecommisso agnatizio primogenitale della !aronia di Tavi, in data 16 marzo 1@1>, per cui da allora in poi il feudo rimase alla famiglia +ranciforti. A

1.B) La fondazione di Leonforte Il nuovo centro di Leonforte venne fondato nei primi anni del 1600 da .icol5 -lacido +ranciforti, a cui fu consentito con privilegio vicereale del =0 otto!re 1610 di a!itare e di fa!!ricare il feudo di Tavi, col nome di Leonforte. Il sopracitato privilegio reale venne confermato dal re Filippo III, come pu5 rilevarsi da un altro privilegio dato a ;adrid il primo fe!!raio 161= ed eseguito a -alermo il B1 aprile 161>, data c$e ci viene confermata anc$e dal 8arufi. La nascita di Leonforte # da in uadrare storicamente nel periodo cosiddetto della colonizzazione interna. Tale fenomeno fu originato soprattutto dall'enorme crescita della popolazione durante il secolo 79I, c$e influ4 sulla struttura del mercato del grano e sulla direzione e lo sviluppo degli atteggiamenti politici delle famiglie no!ili, sia a livello di governo locale c$e centrale. La uasi totalit delle nuove fondazioni avvenne per iniziativa e a vantaggio dell'aristocrazia con motivazioni di ordine politico, sociale ed economico. Il paese di Leonforte # uno di uelli in cui la colonizzazione $a il miglior esito, e per molti aspetti, il suo esempio # em!lematico nel definire i meccanismi delle risposte c$e/l'aristocrazia feudale, detentrice della terra, d al pro!lema della crisi finanziaria e del reperimento delle nuove forme di reddito. Il prestigio sociale c$e se ne poteva ricavare era uno dei fattori principali c$e spingeva alle nuove fondazioni. .essun nuovo centro si poteva fondare senza speciale licenza della %orona. L'ac uisizione della 0licentia0 e l'impianto del nuovo centro, purc$< di consistenza non inferiore a )0 famiglie, comportava per il ric$iedente il diritto ad un seggio in -arlamento ed in uesto, a tanti voti uanti erano i nuclei fondati. La 0licentia populandi0 concessa come riconoscimento dei servizi prestati alla %orona, venne in seguito, per vari motivi 3aumento della popolazione con conseguenti pro!lemi di ordine pu!!lico, speranza di maggiore possi!ilit di esportare grano della &icilia, crescita parassitaria del fiscalismo), venduta ad un prezzo varia!ile da 100 a >00 onze, fino a B000 scudi. .icol5 -lacido +ranciforti oltre allo 0Ius populandi0aveva su Leonforte il 0mero e misto imperio0, ovvero la giurisdizione civile e criminale, c$e esercitava all'interno dello stato di Leonforte nei confronti di tutti gli a!itanti. Il valore politico di uesto privilegio, reso venale da Filippo III con rescritto del 1= settem!re 1610, # enorme. Lo stato di Leonforte, da !aronia uale era, divenne -rincipato con privilegio dato dal re Filippo I9 il B= luglio 16BB ed eseguito il 10 otto!re dello stesso anno.Tale titolo fu comprato dal +ranciforti per >)00 onze e costituisce un ulteriore gradino della continua ascesa politica e sociale c$e lo pose sempre pi, in primo piano all'interno dell'aristoCcrazia. La fondazione del paese di Leonforte si dimostr5 per il -rincipe +ranciforti un vero e proprio 0affare0 sia dal punto di vista politico, come a!!iamo gi visto, c$e dal punto di vista economico finanziario come vedremo nei successivi

paragrafi. L'enorme sviluppo di Leonforte fu inoltre favorito dalla ricc$ezza di ac ua del suo territorio, dall'u!icazione sulla via di comunicazione c$e da -alermo porta a ;essina, dalla possi!ilit di una agricoltura intensiva e dalla sicurezza di poter disporre sul posto di tutto il materiale necessario per costruire. La fondazione di un paese infatti, rispondeva sempre al criterio dell'economicit. L'argilla c$e affiorava dei dirupi vicino le sorgenti e le fa!!ric$e di tegole e di mattoni, esistenti da lunga data, erano anc$'esse una garanzia per la riuscita della operazione di fondazione. Furono aperte cave di pietra nelle contrade di "ngari, &ampieri, Torretta, ;onac$ella e %ernigliere. La presenza sul posto di marne e di materiali gessosi, permise la messa in funzione di fa!!ric$e di calci idraulic$e, di calce viva e di gesso c$e servivano come materiale legante nelle costruCzioni. La sa!!ia c$e veniva mescolata con la calce grassa si ricavava da cave in contrada -ianetti e %atena

1.=) Il %ommercio del 8rano Il grano costituiva, per la popolazione siciliana del periodo, la fonte principale di sostentamento. Il mercato del grano e!!e perci5 un ruolo fondamentale nel processo di 0colonizzazione interna0c$e interess5 la &icilia del tempo. .ellDanalizzare la storia del mercato del grano in &icilia, possiamo individuare tre fasi. La prima fase 31@00/1@(0) # caratterizzata, nonostante l'intensa crescita della popolazione siciliana 3"lmeno sino al 1@)0), da una forte domanda straniera di grano siciliano e da una poco sostenuta domanda interna. La seconda fase 31@(0/1660) # contraddistinta da una forte domanda di grano interna, concomitante ad una sostenuta domanda straniera della seta. La terza fase, venute meno le esportazioni di seta all'estero, # caratterizzata dalla esclusiva domanda interna di grano. La nascita di Leonforte # situa!ile nel pieno della seconda fase e nel periodo dell'apice della colonizzazione. .icol5 -lacido +ranciforti possedeva, oltre al feudo di Tavi, la contea e il titolo di conte di 2accuia. 2accuia sorgeva sui .e!rodi ed era uno dei paesi pi, intraprendenti nella produzione della seta, con la uale procurava grossi guadagni ai +ranciforti. La 9al Eemone, la zona nordorientale produttrice di seta, con ;essina, suo centro commerciale, era l'area siciliana pi, vistosamente povera di grano. Tale pro!leCma, originato dal fatto c$e la maggior parte del suolo mal si prestava alla coltivazione del grano, fu aggravato dall'incremento della popolazione. "ssillato da uesto annoso pro!lema .icol5 -lacido +ranciforti pens5 !ene di risolverlo con la fondazione di Leonforte, c$e con la sua produzione di grano avre!!e potuto soddisfare le esigenze di grano di 2accuia. .ella tarda estate di ogni anno, lung$e teorie di muli e di asini caric$i di sacc$i pieni di frumento e di cesti colmi di formaggi, guidati dai !ardonari leonfortesi, andavano verso i .e!rodi seguendo le trazzere regie. &ulle stesse, strade, mandrie di !ovini e di ovini, dopo le fiere di &an Filippo di "gira, a maggio, e di .icosia, ad "gosto, raggiungevano a tappe la contea di 2accuia dopo un viaggio di circa ottanta c$ilometri. La seta prodotta a 2accuia, veniva inviata ai mercati di -alermo, ;essina, ;onreale, procurando un guadagno tre volte superiore a uello del grano, permettendo un profitto tale da rendere vantaggiosa uesta operazione. Intorno al 1616, dopo c$e la produzione del grano a Leonforte si era !en avviata, .icol5 -lacido +ranciforti riusc4 a creare una situazione di monopolio per il rifornimento di grano a 2accuia , non permettendo ai fornitori precedenti, come 8iovan Forte .atoli, il fondatore di &perlinga, di ostacolarlo in alcun modo. .ei trentacin ue anni 3161*/16@B) per cui disponiamo di dati, sia pure incompleti, sulla produzione frumentaria a Leonforte, si produsse ogni anno una media uasi di 1@00 salme. La produzione del grano, c$e a Leonforte nei primi anni del '600 era di >000 uintali l'anno divenne pi, c$e doppia durante il corso degli anni venti e dei primi anni trenta. Il terreno veniva, di solito, coltivato seguendo il sistema della rotazione 0terziaria0, cio# seminando un terzo, lasciando a maggese un terzo e a pascolo il rimanente terzo. La forzatura di uesti ritmi, attraverso lo sfruttamento intensivo del terreno provoc5 alla lunga un notevole impoverimento di esso, a cui il +ranciforti ovvi5, con l'estendere l'area coltiva!ile. Fuesta soluzione fu possi!ile grazie all'affitto del feudo di &pitalotto 316>)), situato tra -iazza "rmerina e "idone una

cin uantina di c$ilometri a sud di Leonforte. .icol5 -lacido +ranciforti costituisce nel 16=) un appannaggio per il figlio 8iuseppe, il uale s'impegna a gestire uattro feudi di Leonforte in cam!io di un affitto annuale in denaro. &uccessivamente anc$e al figlio +aldassarre viene affidato in gestione un terreno nel feudo di ;istri. Eopo il 16@0 cominciamo ad assistere al lento declino di 2accuia. Impoverito a causa della crisi del commercio della seta siciliana, il paese # investito da una grave crisi demografica6 uesto # il motivo per cui il trasferimento del grano da Leonforte a 2accuia prima diminuisce poi cessa del tutto. .onostante il declino di 2accuia, Leonforte continuer a conoscere un notevole sviluppo. Il principe +ranciforti e il figlio 8iuseppe, tra il 16>@ e il 16@@, riusciranno infatti a comprare e vendere grosse uantit di frumento, nonc$< a distri!uirlo nelle citt del 9al Eemone carenti di esso.

1.>) L'I.%2E;E.TG EE;G82"FI%G La colonizzazione del territorio di Leonforte venne effettuata a spese dei vecc$i centri a!itati limitrofi. I donativi e gli interessi dei prestiti presi in tempo di carestia avevano in tutti i paesi, sia demaniali, c$e feudali, contri!uito ad aggravare una fiscalit indiretta c$e colpiva le derrate di grande consumo, la farina ed il pane prima di tutto. La grande crisi, provocata dall'inde!itamento dei contadini alla fine del '@00, li colp4 tutti per gli stessi motivi6 il rialzo del prezzo del grano, il peso sempre pi, forte dell'usura e soprattutto l'aumento della rendita fondiaria pagata dal piccolo contadino in natura sotto forma di terraggio. I contadini si trasferivano nei nuovi centri, attratti dalla franc$igia dei de!iti c$e lasciavano nei paesi di origine e dalla immunit criminale. Lampante testimonianza del grande sviluppo c$e Leonforte e!!e nel giro di poc$i lustri ci viene data da 9. "mico nel Eizionario topografico della &icilia. H"l centro di una zona in piena stagnazione, Leonforte, fondata nel 1610, guadagn5 dopo circa uaranta anni dalla fondazione 3nel 16@B) 11@> a!itanti e nel 1*1= raggiunse 3dopo un secolo) 6=>1 a!itanti, con un incremento di @1)* a!itanti, a spese di %astrogiovanni 3nel 16@B 10.@00 a!itantiI nel 1*1= a!itanti ).6=>, con un decremento di 1.)66 unit), %alasci!etta 3nel 16@B a!itanti >.)*0I nel 1*1= a!itanti >=0=, con decremento di a!itanti @6*), .icosia 3nel 16@B a!itanti 11(@(I nel 1*1= a!itanti 11*((, con un decremento di a!itanti 1*0), tutte citt demanialiI sia di &an Filippo d'"rgir5, c$e apparteneva alla %amera 2eginale 3nel 16@B a!itanti )B(1 nel 1*1= a!itanti *=)0, decremento di (11 a!itanti), sia di "ssoro !aronale 3nel 16@B a!itanti =())I nel 1*1B a!itanti B*1@, decremento di a!itanti 1B**)J. &oprattutto nel primo periodo 3161>/16BB) e almeno fino alla met del secolo, l'immigrazione e!!e nell'espansione demografica di Leonforte un ruolo fondamentale. Eopo il 16@0, invece, saranno soprattutto fattori interni a determinare la crescita demografica del nuovo centro. Tutte le citt di nuova fondazione solevano concedere ai nuovi venuti, c$e si sta!ilivano nel nuovo centro con la famiglia, moratorie per i de!iti ed esonero dalle ga!elle municipali. Le modalit di costituzione dei nuovi villaggi presentano delle variazioni all'interno di uno sc$ema generale fisso6 il signore ottenuta dalla 2egia %orte la 0licentia populandi0, costruisce a sue spese le prime a!itazioni e le prime infrastrutture, promette di far pagare lievi censi anc$e per le terre date in enfiteusi, concede esenzioni da prestazioni gratuite, servit, personali e da alcune ga!elle, accorda di solito l'uso di diritti a terre comuni, soccorsi e anticipi di sementi, animali, grano, mentre si riserva uasi dovun ue il monopolio dei mulini e dei forni. &olitamente la nascita del nuovo paese avveniva 3come nel caso di Leonforte) su un nucleo preesistente. Il signore cercava di ridurre al minimo i risc$i dell'investimento, riducendo al minimo le spese edilizie attraverso i seguenti accorgimenti6 o!!ligava gli immigrati per contratto a costruire le case e gli edifici minori, dietro cessione o prestito dei materiali occorrentiI forniva ad alcuni immigrati la possi!ilit di costruire parecc$ie caseI stipulava patti secondo i uali le migliorie dovevano essere eseguite dai ga!ellottiI riduceva la spesa per il lavoro specializzato, grazie a pagamenti in natura e donazioni di terre ai maestri costruttori Le nuove fondazioni attiravano oltre ai contadini sull'orlo della miseria anc$e persone gi ricc$e. ;olti ricc$i, costretti nei loro paesi originaCri a pagare pesanti tasse municipali dirette e molti allevatori, spinti dalla difficolt di trovare sufficiente terra da pascolo nei territori di provenienza, si stanziarono nei paesi di nuova fondazione, attratti dalle favorevoli condizioni offerte dal signore del luogo. "spetto fondamentale per la riuscita di una nuova fondazione era uello del controllo sociale sui nuovi vassalli. Tra i mezzi

pi, efficaci e diffusi per imporre il potere del signore feudale ricordiamo la stipulazione di 0capitoli0. Le clausole dei capitoli, come # noto, decretavano sempre i monopoli !aronali, c$e erano consistenti monopoli sulla macina e sulla vendita al dettaglio, nonc$< o!!ligazioni feudali. Il feudatario pertanto si preoccupava di ridurre i legami tra i suoi vassalli e i paesi vicini, sta!ilendo c$e coloro c$e coltivavano terra al di fuori dei limiti territoriali del nuovo paese dovevano effettuare pagamenti eKtra. Eal punto di vista del !arone, la stipula formale dei capitoli aveva senz'altro lo scopo di fare identificare pi, facilmente gli immigrati con il nuovo paese. Le nuove fondazioni offrivano di solito una situazione pi, vantaggiosa agli a!itanti c$e l4 preesistevano e ai primi immigrati arrivati, rispetto a uelli c$e giunsero pi, tardi. Inevita!ilmente, per5, la gran massa dei contadini finiva con il gravarsi di pesanti oneri verso un ristretto numero di ga!elloti, sulle cui spalle il feudatario poneva saldamente i risc$i della produzione.

1.@) L'espansione ?r!anistica L'aspetto arc$itettonico dei nuovi centri fondati durante il periodo della 0colonizzazione interna0 esprime di solito gli orientamenti culturali del fondatore. Leonforte # una citt nata perc$< voluta da .icol5 -lacido +ranciforti c$e ne # stato il principale e uasi esclusivo committente. La decisione dell'arc$itettura del nuovo paese era uno dei modi in cui il fondatore metteva la propria impronta sugli immigranti, come sem!rano indicare gli sc$emi a reticolo c$e invaria!ilmente caratterizzavano le nuove fondazioni. Il Ligresti lo definisce un paese 0artificiale0, poic$< l'intrinseca razionalit della sua arc$itettura lo rende uno dei poc$i paesi di nuova fondazione degni dell'attenzione di un arc$itetto. E'altra parte gli investimenti per le opere pu!!lic$e, l'arc$itettura stessa del paese, sono finalizzati alla rappresentazione materiale del prestigio e potere del principe +ranciforti. La cifra impiegata dal principe +ranciforti per la costruzione di Leonforte ammonta, secondo una perizia del 16@1, a circa B@.000 onze. Tale cifra, anc$e tenuto conto dell'interesse del +ranciforti a farla apparire pi, elevata possi!ile 3tali relazioni erano infatti esi!ite come prova legale nelle cause rivendicatorie), e del fatto c$e esiste una controperizia, fatta eseguire dal -rincipe di &cordia 3in cui leggiamo c$e alcuni manufatti dic$iarati, non esistevano perc$< mai realizzati, mentre altri, andati in rovina perc$< mal realizzati , non potevano essere costati la cifra dic$iarata), pu5 sem!rare enorme, se confrontata con la maggior parte dei costi preventivi per la costruzione di altri paesi, c$e non superano mai la cifra di >.000 onze. In realt la cifra di B@.000 onze spesa per la costruzione di Leonforte non era affatto spropositata, se guardiamo alla floridit dell'economia della famiglia +ranciforti, !asata sul redditizio mercato della seta. Eal 1616 al 16=B .icol5 -lacido +ranciforti spese in attivit edili una media di B=0/=(0 onze annue, c$e salirono a *6( nel 16B@/16B6. Tale cifra rappresentava, in media, soltanto il >/ @ per cento del corrente reddito in denaro dei +ranciforti. Inoltre nel testamento scritto poco prima della sua morte 31661) il +ranciforti asserisce c$e la spesa sostenuta per la costruzione di Leonforte fu di >0.000 onze. In @0 anni 3cio# dal 1610 al 1660) furono spese a Leonforte >0.000 onze, vale a dire una media annua di )00 onze. ?n altro documento, per noi di straordinaria importanza, # la relazione degli introiti annuali di Leonforte datata 1( settem!re 1661I esso ci d un uadro esatto e completo delle singole rendite annuali, c$e rappresentavano le entrate del principe riferite al 1661, anno della sua morte. La somma complessiva delle varie voci raggiunge il valore di onze BB00 annue c$e, confrontata con la somma di )00 onze annue spesa, dimostra come le entrate superassero di gran lunga le uscite e c$e solo una parte 3 uasi un terzo) della cifra venne reinvestita in opere pu!!lic$e, mentre una gran parte 3circa i restanti due terzi) rest5 a disposizione del -rincipe ad accrescere la disponi!ilit di capitale. La perizia del 16@1 sulle spese sostenute dal +ranciforti per fondare Leonforte, fatta attraverso la testimonianza dei murifa!!ri c$e realizzarono le opere, fu eseguita da esperti nominati dalla ;agna 2egia %uria, sede civile, su ric$iesta dello stesso +ranciforti. In uesta perizia la somma spesa ammonta a B>))* onze. -er meglio renderci conto della composizione di uesto investimento a!!iamo aggregato i singoli elementi in @ voci principali6 spese per il castello e suoi annessi, onze )(0@.).1I spese per il culto e per opere monumentali e di a!!ellimento 3= c$iese, B monasteri, 1 fontana monumentale ed 1 pu!!lico giardino), onze 6)1).1@I spese per immo!ili per uso commerciale, artigianale e di allevamento 3stalla grande, magazzini, !otteg$e, fondaco, conceria, mandre), onze =>@@.11I

spese per opere di ur!anizzazione e di approvvigionamento idrico, onze B=00.11I spese per i mulini ed il trappeto d'olio onze =>0 *.10. -i, della met della spesa totale $a uindi avuto una destinazione c$e non implicava affatto lo svolgimento di una attivit e la creazione di un profitto, ma faceva riferimento piuttosto alla funzione di preminenza c$e il signore si assegnava sia nel campo politico amministrativo c$e, pi, generalmente, in uello ideologico culturale. Le spese sostenute dal +ranciforti per a!!ellire Leonforte sono da considerarsi un oculato investimento, con un immediato ritorno sia dal punto di vista economico c$e dal punto di vista del prestigio e dell'immagine del +ranciforti stesso. La composizione stessa degli elementi c$e formano l'investimento complessivo per la costruzione del nuovo villaggio ci appare come la proiezione materiale e concreta dell'ideologia dell'aristocrazia del tempo comprendendo, oltre alle a!itazioni e alle prime infrastrutture, anc$e il castello, la c$iesa, le carceri, l'ospedale, i mulini soggetti al monopolio del signore, opere monumentali di a!!ellimento6 una struttura pietrificata insomma gi predeterminata fin nei particolari nella uale nessuno spazio sem!ra essere riservato ad una ualsiasi iniziativa autonoma della popolazione c$e, nel momento c$e viene c$iamata ad a!itare nel nuovo paese, trover gi visivamente evidenziati la religione, la giustizia, l'arte, il tipo di rapporto economico c$e dovr accettare

38ranfonte) La prima opera ad essere intrapresa fu la realizzazione di @00 case per i coloni nella zona della 8ranfonteI nello stesso tempo si cominci5 la costruzione del palazzo !aronale, c$e come sim!olo del potere fu costruito in una posizione altimetricamente dominante, su di una altura del costone roccioso del monte %ernigliere.

3palazzo +ranciforti) Il palazzo !aronale cos4 collocato soddisfaceva allo stesso tempo diverse esigenzeI aveva una posizione strategica tale da esercitare l'attenta e vigile azione di difesa della cittI garantiva ai cittadini un senso di sicurezza e di protezione I incuteva allo stesso tempo nei cittadini timore e rispetto. "diacente al palazzo venne costruita la c$iesa di &. "ntonio di -adova, c$e svolgeva la funzione di cappella privata dei +ranciforti.

%$iesa di &. "ntonio "l palazzo si accedeva dalla piazza &oprana 3attuale piazza %avallerizza o +ranciforti) c$e, a forma rettangolare,venne c$iusa nel suo lato pi, corto dalla scuderia del +ranciforti. Eal palazzo !aronale partiva il nuovo asse stradale del 0%assero0 3oggi %orso ?m!erto) c$e collegando la parte !assa del paese con il palazzo, si allungava a nord sino alla porta &an Filippo 3oggi non pi, esistente). L'asse del %assero, divenne la matrice direzionale del nuovo impianto a doppio pettine c$e consent4 la crescita graduale del centro. " nord del palazzo !aronale, attraversata nel suo centro dall'asse stradale del %assero, fu costruita, intorno al 16@0 la piazza circolare del ;ercato 3oggi -iazza ;arg$erita) destinata a costituire il polo commerciale del nuovo centro. -arallelamente al lato sud del palazzo, ma molto da !asso, a c$iusura del paese, il +ranciforti realizz5 la 8ranfonte, c$e, costruita su una preesistente fontana ara!a, si affacciava su una piazza 3oggi non pi, esistente) detta 0-iazza &ottana0 adornata con altre due fontane minori e sede di alcune !otteg$e. La 8ranfonte era incastonata tra la %$iesa della ;adonna del %armine e la porta -alermo. Ealla porta -alermo partiva l'antica via consolare c$e conduceva a %astrogiovanni, a destra della via sorgeva l' 0Grto +otanico0, il magnifico

giardino del principe. La 8ranfonte # un'opera di alta ualit espressiva ed artistica, essa dovette essere un potente mezzo di persuasione e di ric$iamo verso i coloni. La sua costruzione oltre c$e da motivi artistici fu dettata dal motivo politico di incoraggiare la migrazione dei contadini verso il nuovo centro. Il principe +ranciforti nell'edificazione di Leonforte e!!e c$iaramente una visione programmatoria. Il palazzo !aronale viene, infatti, posto in uella c$e sin da allora era l'unica direttrice di crescita e di espansione della citt. ?na collocazione cio# c$e potesse sin dall'inizio, far guadagnare al palazzo il vantaggio di potersi ritrovare, in un immediato futuro, al centro e nel cuore della nuova citt in pieno sviluppo. Lo sc$ema del paese # tracciato6 al centro il palazzo principesco, il potereI a nord di esso la piazza del ;ercato, il centro degli affari e la vita commercialeI a sud il mondo originario e primigenio, arricc$ito e impreziosito dalle opere monumentali volute dal -rincipe. 8randissima attenzione il +ranciforti dedic5 alle istituzioni religiose, costru4 c$iese, miglior5 uelle c$e esistevano, mantenne con il clero rapporti sempre vivi, gli accord5 favori e privilegi economici. Tale comportamento oltre c$e dalla devozione religiosa era dettato da precisi scopi politici. "ttraverso il clero, c$e aveva un notevole ascendente sulle masse, infatti, il principe esercitava indirettamente il controllo sociale sul popolo

1.6) La 0%ultura0 del -rincipe Filippo %aruso cronista militellano del '600 delinea cos4 un ritratto caratteriale del -rincipe .icol5 -lacido +ranciforti6 0Fu di molto elevato ingegno e grande e illustre, eccellente e magnifico. Ei Leonforte furono fatte da lui le fa!!ric$e del castello, della matrice c$iesa del convento dei %appuccini, della %avallerizza di cui non credeva il cronista fossero la simile n< solo in &icilia, il giardino di aranci, di limoni e frutti, splendido di fontane del uale non poteva essere altro pi, vago. 8ir5 il mondo con alcuni suoi fidati servi e dove potevan essere scoperti si faceva da uelli trattare da eguale senza si lasciasse il e la convenienza dovuta al signoreI cos4 da cavaliere errante visit5 uasi tutta l'Europa e fu !en trattato e onorato alla casa dell'Imperatore d'"lemagna non potendo occultare la/ no!ilt della sua vita e persona0 &-E%I"LLI;"8E/ GE+-&:Images:.icolMNB0-lacidoNB0+ranciforti.Opg/2E-L"%EL;E In uesta descrizione il -rincipe +ranciforti ci appare come un cavaliere errante, come un viaggiatore instanca!ile e curioso. Eei ricordi e delle impressioni dei suoi numerosi viaggi a!!iamo sicuramente tracce nei monumenti di Leonforte, infatti, secondo il manoscritto di F. -. Testa, la 8ranfonte era copia di una fontana di "msterdam e il .infeo, opera di scultori romani, era simile alla fontana dell'"c ua -aola a 2oma 3opera di Flaminio -onzio fatta costruire da -aolo 9 e risalente al 160(/1610). Gpere d'arte uali il .infeo e l'Grto !otanico, ricollegandosi al mito di %risa, erano destinate a riesumare le preesistenze classic$e del luogo, dando cos4 un passato al paese c$e nasceva. Inoltre il %aruso descrive il +ranciforti come un mecenate eccellente e magnifico, dotato di molto elevato ingegno e grande e illustre. Tutto uanto a!!iamo detto indica la presenza nel -rincipe di una mentalit aperta agli influssi della cultura rinascimentale, comprovata anc$e dalla presenza a Leonforte di arc$itetti ed artisti romani. I lavori di artisti del continente venivano ric$iesti, oltrec$< per soddisfare effettive esigenze culturali del committente, anc$e perc$< rappresentavano uno status sPm!ol. Tra gli artisti c$e operarono a Leonforte ricordiamo "l!erto +ernarini distinto arc$itetto romano, c$e progett5 e realizz5 la %$iesa ;adre dedicata a &an 8iovanni +attista e Fa!io &alviati scultore romano c$e lavor5 alla realizzazione del palazzo !aronale. La formazione culturale del +ranciforti dovette essere prevalentemente umanistica. .el convento c$e fece costruire per i frati %appuccini # a tutt'oggi un am!iente c$e all'ingresso porta l'indicazione 0+i!lioteca0I dei numerosi volumi c$e doveva contenere una parte sono ancora oggi custoditi presso lo stesso convento. Eatate tra la met del '@00 e il '600 sono opere dotte e rare, la maggior parte di ueste trattano argomenti teologici ma sono presenti anc$e volumi di filosofia, di araldica e classiciI sul frontespizio di alcuni # ancora leggi!ile la dedica e la firma del -rincipe. E' plausi!ile c$e una parte di !i!lioteca di .icol5 -lacido +ranciforti sia mescolata tra uesti volumi. ?na preziosa testimonianza della cultura umanistica del -rincipe +ranciforti lo offrono le rime di uesto sonetto, scritto per esprimere gratitudine verso il no!ile piacentino 8iovanni -ietro %rescenti c$e in una sua opera, 0-residio 2omano0, aveva citato il %avaliere di &an 8iacomo -lacido .. +ranciforti di animo regio. Il +ranciforti per ringraziamento gli dedic5 uesti versi6 0&trano .occ$ier, c$e al tene!roso fiume d'o!lio, sforzate a remigar la penna. Eov' # nave l'ingegno, ove d'antenna serve memoria a pi, sicuro lume. Felice 9oi c$e dove Quom non presume

scampar naufragio, il valor vostro accenna fedele il porto, ancor c$e irato impenna l'Eolo dei lustri le veloci piume. .on gi simili eroi la nave argiva port5 da 8recia a con uistar lDaurate Lane di %oleo e l'incantata riva6 Fua veggo io c$e sprezzando e &irti, e scogli a corona immortal 9oi ne guidate per gli oceani d'onor su i vostri fogli0