Sei sulla pagina 1di 11

W

LA STAMPA
SABATO 10 MARZO 2007
PAGINA I

TUTTOlibri
SETTIMANALE
LEGGERE
GUARDARE
ASCOLTARE
NUMERO 1554
ANNO XXXI
tuttolibri@lastampa.it

Ormai è un vero tormento, quello sulla critica, GADDA FUMETTI DIARIO DI LETTURA
FULMINI rinfocolato da «Alias». Sulla critica che non esisterebbe
NICO ORENGO
più. Come se si fosse smesso di esercitarla, prima Mezzo secolo Bologna Sintonizzati
nico.orengo@lastampa.it ancora che a interessarsene. E si fanno nomi di tempi
dell’oro in cui si aggiravano critici ascoltati e autorevoli,
di Pasticciaccio onora Magnus su Fahrenheit
Un’infrangibile L’immaginario Sinibaldi,
LA CRITICA i Citati, Pampaloni, Milano, Baldacci, Guglielmi. A parte
che alcuni di essi ancora ci sono e la loro la dicono, non
cattedrale e il suo pirata, i libri raccontati
E’ SENZA
è alla mancanza di critici che bisogna imputare tutte le
colpe, ma ai libri che stanno loro intorno, la
maggioranza dei quali, per progetto dell’autore, per
linguistica eros libertino alla radio
LIBRI desiderio dell’editore, non richiede critica. FERRERO-CONTI P. III FAETI-GIARDINO P. IX ZUCCONI P. XI

Intervista A colloquio con Hofstadter, tra i protagonisti del Festival della matematica a Roma

E’ IL NUMERO, BELLEZZA
Douglas
Hofstadter
in un
ritratto
di Ettore
Viola

FEDERICO di diffondere le idee più attuali Professor Hofstadter, molti ma-

LE MENTI
PEIRETTI
della logica, portando in eviden- tematici ritengono che la divul-
«Come un matematico za curiose e sorprendenti con- gazione sia impossibile. Cosa ri-
concepisce i numeri»: al Festi- nessioni fra i linguaggi naturali, sponderebbe loro, lei che è il
val di Roma (venerdì 16 marzo quelli della scienza e quelli dell' principe dei divulgatori?

CHE CONTANO
h. 16) Douglas Hofstadter af- arte. Su questa strada Hofsta- «Io di professione sono un pro-
fronterà un tema «spericola- dter ha poi proseguito le sue in- fessore delle scienze cognitive,
to», visto il totale disaccordo dagini scrivendo altri libri affa- e mi occupo del pensiero uma-
sulla natura dei numeri che scinanti, come Ambigrammi e no, cioè di che cosa ne costitui-
qualche matematico ritiene ad- Concetti fluidi e analogie creati- sce l'essenza, di come funziona
dirittura di origine divina. Nato ve. L'ultimo, I am a strong loop, ecc. Non mi descriverei mai co-
a New York nel 1945, figlio di un esce in questi giorni ed è dedica- me un divulgatore, per non par- Parata di «stelle» al Festival della matematica di Roma (15 - 18 marzo,
Premio Nobel della Fisica, Hof- to allo studio della mente uma- lare del “principe dei divulgato- Auditorium Parco della musica), tema conduttore «La bellezza dei
stadter insegna Informatica e na. Punto di partenza una sem- ri”. Se ho provato a volte a spie- numeri e i numeri della bellezza»: con Hofstadter, ci saranno Andrew
Scienza cognitiva all'Indiana plice domanda cartesiana: che gare delle idee in matematica, è Wiles (nel 1995 dimostrò l’ultimo teorema di Fermat), John Nash, il
University, dove dirige il Cen- cosa intendiamo quando dicia- perché fin dalla mia gioventù Nobel la cui vita ha ispirato il film «A beautiful mind»; Michael Atiyah
tro di Ricerca sui Concetti e i mo «Io»? Ha raggiunto la popo- sono stato profondamente coin- e Alain Connes, entrambi «medaglie Fields»; Mandelbrot, il teorico
Processi cognitivi. Il suo primo larità, anche fuori dall'ambien- volto nella matematica, e ho fat- dei frattali, e il fisico John Barrow. Il programma, curato da
libro scritto nel 1979, tradotto te scientifico, grazie alla rubri- to del mio meglio per comunica- Piergiorgio Odifreddi, prevede numerosi altri incontri (tra gli ospiti
in Italia da Adelphi - Gödel, ca di giochi matematici su Scien- re a un pubblico intelligente al- italiani la decana Emma Castelnuovo, Claudio Bartocci, Alberto
Escher, Bach. Un’eterna ghirlan- tific American, succedendo al cune delle bellezze matemati- Conte, Corrado De Concini, Andrea La Forgia), una lezione spettacolo
da brillante - è diventato un best mitico Martin Gardner nella re- che che più mi hanno affascina- di Dario Fo, enigmi e giochi con Giovanni Filocamo e Ennio Peres, una
seller e ha vinto il Pulitzer nel dazione della più famosa rubri- sfida scacchistica tra un gruppo di matematici e Boris Spassky.
1980. Ha avuto il grande merito ca di giochi matematici. p Continua a pagina II
W

Agenda Tuttolibri
SABATO 10 MARZO 2007
II LA STAMPA

SCRIVERE A LA RUPE
LA POSTA DI CARLO FRUTTERO Carlo Fruttero, Tuttolibri-La Stampa, via Marenco 32, 10126 Torino cf@fruttero.net
TARPEA
Censurare Gentile signor Gamba, anch'io ho se- sciolta e sfaccettata libertà intellettua- LUCIO
quanto politicamente pericoloso: nel CALPURNIO BESTIA
Quattrocento, secondo le leggende o fonti guito su Matrix la discussione che lei di- le. Questo dice la mia metà, chiamiamo-
antisemite, gli ebrei davvero sgozzavano i ce appassionante e io definirei laceran- la così, «illuminista». Ma l'altra metà
QUANDO
le Pasque? bambini cristiani e ne usavano il sangue
per i loro riti? A quanto ho capito, Toaff
non escluderebbe del tutto che nelle
te, come quasi tutto ciò che riguarda il
mondo ebraico. Nemmeno io ho letto il
libro e come lei non sarei probabilmen-
nota che dalla parte avversa, tra i tanti
mortali nemici di Israele, non circola af-
fatto la stessa aria (come minimo gli IL RING
VA KO
Gentile signor Fruttero, alcune sere fa ho confessioni degli accusati (estorte te in grado di giudicarne il valore scien- bruciano in piazza la bandiera) e nota
seguito su «Matrix» (Canale 5) una ovviamente con la tortura) ci potesse tifico, che postulo comunque elevato. soprattutto che Israele si sente in guer-
appassionante discussione intorno a quel essere un fondo di verità. Una ipotesi, non Ma era giusto toglierlo dalla circolazio- ra ed è effettivamente in guerra, vera
saggio dello storico Ariel Toaff, «Pasque di so quanto e come documentata, ne? No, è stato un grave errore, la liber- guerra, da decenni. E' un punto che i

Q
sangue», edito dal Mulino, che ha destato gravissima, un tripudio per i nemici di tà di ricerca è considerata sacra (ora convenuti non hanno forse messo abba- ualsiasi creatu-
scandalo in Israele e da noi. Io non l'ho Israele. Ho ascoltato i vari interventi, ma più ora meno) nel nostro mondo civiliz- stanza in rilievo; e come ci ricorda il ra del mondo
potuto leggere perché è poi stato ritirato. alla fine non sono riuscito a farmi un'idea zato. E proprio la «disputa di Matrix», vecchio detto «In amore e in guerra tut- occidentale con
E proprio su questo verteva la mia. Devo precisare che non sono ebreo, un po' come quella di Melo narrata da to è lecito». Anche far sparire il libro di l'ambizione di
discussione, se cioè si possa, si debba, non sono mai stato in Israele, verso cui ho Tucidide, può valere come esempio di uno studioso di rango? Non lo so, ma ho rientrare nel
censurare la ricerca di un serio studioso però sempre provato grande simpatia. quanto sia per noi cosa ovvia, istintiva, dei dubbi (laceranti). novero dei nobi-
riguardo a un tema non tanto intricato Paolo Gamba, Roma respirare in comune l'aria della più Carlo Fruttero li di spirito, ha l'obbligo di di-
chiarare il suo amore per i li-
bri di fotografia. Alla regola
non si sottrae certo il tenuta-
rio di questa rubrica, il qua-
le nella sua vita ha dilapida-
to centinaia di euro per ap-
PROSSIMAMENTE propriarsi di volumi del ge-
nere, compreso uno, poche

E
ditorialmente «è la toborghese della capitale. Altro tutta italiana, dal titolo significa- settimane fa, che si intitola

SOFFIA
Spagna il Paese più in- madrileno, diplomatico di carrie- tivo di «Petulante». Si inaugura «Combat». Un bel tomo com-
teressante in questo ra, è Miguel Albero i cui Princi- a maggio con il pecora di Giorgio patto, pesante, carta patina-
momento in Europa»: pianti sono un «inventario di ini- Somalvico: la morte di Pasolini tissima che è un insulto all'
Stefano Mauri dixit. zi senza lieto fine»; mentre da vista con gli occhi del suo assas- ecologia per il gusto del bel-

IL VENTO
(Non dimenticando di avere in Barcellona, Mercedes Abad sino (da cui Giuseppe Bertolucci lo. A prima vista, un oggetto
classifica per Longanesi il suo (sembra un personaggio di Al- e Fabrizio Gifuni hanno tratto lo da possedere, nonostante
romanzo di cuore e di portafo- modóvar) con Sangue, racconta spettacolo «’na specie de cadave- tutte le foto siano in bianco e
glio La cattedrale del mare di Il- la storia drammatica di una ma- re lunghissimo» rappresentato nero, stratagemma consun-

DI SPAGNA
defonso Falcones). Mauri è so- dre e di una figlia lanciando an- con successo all’Ambra Jovinelli to e per cui molti di noi or-
prattutto uomo d’intuito, tan- che un monito contro i fonda- e pubblicato dalla Bur). mai apprezzano pregiudi-
t’è che non solo le testate del mentalismi religiosi. zialmente chi conserva il co-
suo gruppo, Guanda in testa, CHI HA PAURA DI ALET? raggio del colore. Un oggetto
hanno da tempo occhio vigile I BASCHI Assomiglia a Liz Taylor, la bella da possedere, a prima vista,
sulla penisola iberica, ma si «Pintxos» è il 4˚ titolo, si pronun- editrice padovana voluta e finan- persino per chi non ha il pal-
può tranquillamente spaziare, cia «pincios» vale a dire gli stuz- MIRELLA ziata dagli industriali Tosato? lino per le arti marziali e i
attorno all’argomento, vedi zichini per gli aperitivi, e sono 14 APPIOTTI Tutti la vogliono, la prendono e derivati più recenti, o per chi
adesso anche Neri Pozza, tra racconti di autori, da Bilbao a scappano? Ha cominciato il pri- ha perduto la passione per la
quasi tutte le editrici italiane. Il San Sebastian, in gran parte mo direttore editoriale Simone boxe dai tempi della messin-
Una letteratura nel mirino di Longanesi («La cattedrale»
che avviene, si dirà, dal Don nuovi per l’Italia, Bernardo Atxa- Barillari, in realtà suo fondatore scena fra Ray Sugar Leo-
Chisciotte in poi: quel «qualco- ga a parte (occasione anche per di Falcones), ma non solo: dal 2006 la casa editrice e al quale si deve un piccolo raffi- nard e Marvin Marvellous
sa di nuovo» che sembra esse- «due giornate basche» che si «La Gran Via» sta programmaticamente esplorando natissimo catalogo che ha anco- Hagler. Però la fretta è una
re oggi nell’aria, riguarda però svolgeranno a Milano il 14-15 il mondo basco, castigliano, catalano, galego ra qualche propaggine; è poi su- bestiaccia, e la prima vista è
una diversa immagine della prossimi, organizzate dalla Sta- bentrato Marco Vicentini, pa- ingannevole piu' del cuore.
Spagna. tale con l’Istituto Cervantes). E Salvador Dalí, «Paesaggio della spiaggia de El Llané a Cadaqués», 1921 tron di Meridianozero con il qua- Un libro di farneticazione vi-
basco è anche Unai Elorriaga le si sarebbe dovuta costituire siva, con pugilatori in posa
LA VIA PLURALE del quale Gran Via sta per pub- una sorta di holding, rivelatasi guerresca o in azione di cui
La sta programmaticamente blicare un tram a s.p., romanzo di poi impossibile; e ora anche l’ap- non viene cortesemente speci-
esplorando Gran Via, piccola «una dolce follia» tra vecchiaia e passionata Benedetta Centoval- ficata l'identità. E questo è il
sigla nata nel 2006. Preso il no- giovinezza, mentre Jaime Miran- li, ex Rizzoli, ha traslocato a Mila- meglio. Il peggio sono le foto
me dalla strada più famosa di da da Tarragona descriverà no accasandosi da Cairo. All’uffi- del manager (anonimo, ov-
Madrid, è partita con la collana l’alienazione del lavoro precario cio stampa Patrizia Renzi ha da vio) al telefonino, dei ragaz-
m30, anch’essa riferita alla tan- in Non sono qui per fami degli ami- tempo lasciato il ruolo a Rosaria zini che si cimentano nella
genziale che «gira attorno al ci e Jesùs Ferrero in Le tredici ro- Guacci. Chiunque arriverà ades- lotta libera, del judoka che
cuore del Paese e da cui si di- se, la Madrid nei primi mesi dopo so a Alet, troverà, oltre al catalo- fa le flessioni, della miliarde-
partono le grandi arterie che la fine della guerra civile. go, nuovi autori all’altezza del re- sima schiena ipertatuata del
conducono ai quattro angoli cente passato: dal settantenne muscoloso di passaggio. Ac-
della penisola» e che quindi CONTRO L’ONDA Stephen Dixon, «maestro misco- compagnano l'album le pro-
parla tutte le lingue della Spa- «Credo esista un vuoto di cono- nosciuto del racconto statuniten- fonde riflessioni degli eroi
gna plurale: basco, castigliano, scenza nei confronti di questa se contemporaneo», a Linda del ring. Illuminazioni del ge-
catalano, galego. Tra i libri si- pluralità non solo linguistica del Grant con il memoir-reportage nere: «La gente non capisce
nora pubblicati Il rumore del si- mondo spagnolo - sottolinea Fa- su Israele, da una graphic novel quanto incida un colpo da
stema nervoso centrale del ma- bio Cremonesi, storico dell’arte, del siberiano Nikolai Maslov, knock out quando ti prende
drileno poco più che quaran- ora direttore editoriale della gio- agli Avverbi di Daniel Handler al mento (di Carmen Basi-
tenne Javier Corcobado, musi- vanissima editrice - l’intento è se- (alias Lemony Snicket), all’esor- lio)». Però lo si intuisce a
cista all’esordio in letteratura, guire nel tempo i nostri autori i dio con Fìdeg di Paolo Colagran- una qualsiasi delle non nu-
è senza dubbio il più importan- cui testi vanno decisamente con- de (uno della banda emiliana dei merate pagine di "Combat",
te, romanzo durissimo sulla tro il mainstream culturale di Cornia, Benati, Nori). Ottime edito da Mondadori e in ven-
Spagna attuale nella storia del- questi anni». Stessa «filosofia» prospettive, purché la sindrome dita a diciotto euro.
l’implosione di una famiglia al- per la prossima seconda collana, di Stendhal non colpisca ancora.

Hofstadter e la bellezza dei numeri tà? Non ha senso. È una con-


traddizione. Se qualcuno non
sa spiegare bene non è per nien-
devano per niente, poi a Bom-
belli, che li manipolava da matti
ma ci credeva solo un po', e infi-
tri libri eccellenti). E non potrei
omettere David Wells, che ha
scritto The Penguin Dictionary
te un buon insegnante». ne a Eulero che aveva una fede of Curious and Interesting Num-
semplificazione che questo im- bili e l'impalcatura è quasi sem- Quale strada ritiene più utile per totale nei numeri immaginari, bers e anche The Penguin Dictio-
p Segue da pagina I
plica rende non rigorosa la com-
prensione, ma per me il rigore
pre considerata brutta, nessu-
no può vedere dentro la mente
la divulgazione della matemati-
ca: la sua storia, le sue applica-
ma solo grazie al lavoro dei suoi
illustri predecessori italiani. La
nary of Curious and Interesting
Geometry, uno dei miei libri pre-
to - per esempio, il teorema di non importa un briciolo all'ini- di chi pensa matematicamente, zioni o il gioco? storia di questi sviluppi è fanta- feriti».
Gödel nonché la geometria eu- zio. Quando si fa un edificio si per cui se l'impalcatura metafo- «Per me la sua storia è senz'al- stica, e ogni persona che s'inte- Visto l'argomento della sua rela-
clidea, la geometria proietti- costruisce innanzitutto l'impal- rica serve a rendere più chiara tro la miglior strada per capire ressa alla matematica dovreb- zione, sta pensando a un libro
va, la teoria dei gruppi, e la te- catura, e solo quando l'edificio è l'essenza dell'idea, allora me- e per spiegare la matematica. be conoscerla. Lo stesso vale sui numeri? E quali sono gli argo-
oria di Galois (in vari seminari finito viene tolta l'impalcatura. glio lasciarla. L'impalcatura in- per la storia del calcolo, la sto- menti non matematici ma divul-
sulla chiarezza in matematica
che ho tenuto all'Università
È un po' così anche in matema-
tica, ma con una differenza im-
visibile che ha dato luogo all'
astrazione arricchisce il pensie-
«La storia è la miglior ria della geometria non eucli-
dea, la storia della teoria dei
gativi ai quali sta pensando per i
suoi futuri lavori?
dell'Indiana negli ultimi quin- portante. Quando si vuole spie- ro matematico». strada per spiegare gruppi, la storia dell'incomple- «Sto scrivendo, assieme al mio
dici anni). Sono convinto sen- gare un concetto astratto si co- Cos'è la divulgazione della mate- la matematica, tezza dei sistemi formali ecc.». collega francese, lo psicologo
za ombra di dubbio che qualsi- struiscono (o si dovrebbero co- matica? Quali altri bravi divulgatori della Emmanuel Sander, un libro sul-
asi persona che capisca pro- struire) per prima cosa delle im- «È il rendere chiari i concetti per capire da dove matematica conosce? la natura del pensiero umano.
fondamente qualsiasi idea ma- magini basate sempre su esem- astratti della matematica, il viene un’idea» «Martin Gardner è sempre sta- Anche se spiega molto chiara-
tematica astratta (come per pi concreti e familiari; poi si cui numero è senza limite». to quello più bravo. È il maestro mente le cose e in quel senso ha
esempio un gruppo, un sotto- spiega il concetto astratto in Didattica e divulgazione della Si capisce da dov'è venuta un' di noi tutti! C'è anche Clifford un'apparenza non tecnica, non
gruppo normale ecc.) ne ha termini di questa impalcatura matematica sono campi molto idea, quanto era difficile per i Pickover. A un livello un po' più è per niente un lavoro divulgati-
un'immagine interna molto metaforica; e alla fine si arriva vicini o mi sbaglio? La scuola o matematici dell'epoca capirla e alto non potrei saltare Tristan vo nel senso tipico del termine;
concreta. Lo scopo per me, in al concetto astratto. A questo meglio gli insegnanti devono es- accettarla ecc. Sto pensando Needham (autore del capolavo- cioè, non spiega le idee di altre
quanto professore nei miei se- punto cruciale, però, invece di sere anche bravi divulgatori? per esempio allo sviluppo dei ro Visual Complex Analysis), persone, ma spiega le nostre te-
minari, è quindi di cercare smontare l'impalcatura non ri- «Io non vedo nessuna differen- numeri immaginari, a partire William Dunham (autore del orie del pensiero umano. Con
quest'immagine nella sua for- gorosa, la si può (anzi, la si de- za tra didattica e divulgazione da Scipio del Ferro, Tartaglia, e bellissimo Journey through Ge- ogni probabilità si chiamerà
ma più primordiale (e quindi ve) tranquillamente lasciare, in qualsiasi campo. Un buon in- Cardano, che li hanno scoperti nius e di Euler, The Master of Us Verso le radici del pensiero, ma
più chiara) e di trasmetterla perché a differenza dell'archi- segnante come potrebbe esse- e perfino manipolati (soprattut- All) nonché Saul Stahl (autore chissà, può darsi che ne cambie-
ad altre persone. A volte la tettura, dove gli edifici sono visi- re un divulgatore di bassa quali- to Cardano) ma che non ci cre- di The Poincaré Half-Plane e al- remo il titolo».
W

Il personaggio Tuttolibri
SABATO 10 MARZO 2007
LA STAMPA III

Il Pasticciaccio Compie mezzo secolo IL LIBRO


il capolavoro del Gran Lombardo
arcimboldesco catalogo enciclopedico

L’EVEREST
DI GADDA CARLO EMILIO GADDA
Quer pasticciaccio

CHE GRANDE brutto


de via Merulana
GARZANTI, pp. 275, €18

FIERA POP
Compie cinquant’anni il
«Pasticciaccio» di Gadda. Apparve la
prima volta nel 1957, da Garzanti. La
storia del classico è ripercorsa nella
prefazione da Pietro Citati: «Garzanti
aveva compreso ciò che quasi
nessuno, allora, capiva: il
Pasticciaccio era un grande romanzo.
ERNESTO Rieccolo qui, il Pasticciaccio, ano- Non comprese che lo stile di Gadda
FERRERO era composto a strati successivi,
malo, non finito, sghembo, ossessivo,
Il Pasticciaccio di Gadda imprevedibile, eccessivo, ridondan- come una torta ligure o siciliana; e che
sta al Novecento letterario italia- te, farcito di digressioni, come tutti i egli non raccontava in linea retta, ma
no come I Promessi sposi stanno a grandi libri, per lasciarci sbigottiti e fingendo di perdere il filo (...)
quello dell'Ottocento: costruzioni ammirati, per farci meditare sullo Ma Garzanti fu l’unico editore che sia
immani che giganteggiano nella stato delle nostre papille di lettori, mai riuscito nell’impossibile impresa
pianura e si pongono a misura di deteriorate da pappine premastica- di costringere Gadda a scrivere un
quel che sta intorno. Oggetti mi- te, hamburger insapori e patatine libro: lo fece con un’intelligenza, uno
steriosi, figli della loro epoca e al fritte in olî perversi. La più stupefa- slancio e un fervore che, oggi, hanno
tempo stesso quasi inspiegabili, cente cattedrale linguistica mai co- qualcosa di unico».
come astronavi extraterrestri. struita nella nostra letteratura. La
Spesso le celebrazioni delle ri- più estesa tela cubista, tale da riva-
correnze suonano come altrettan- leggiare per dimensioni con la Guer- IL FILM
ti esercizi obbligati che dicono nica picassiana (cui peraltro è supe-
freudianamente il loro contrario: riore). La più sontuosa opera pop, Dal «Pasticciaccio» di Gadda Pietro
proprio perché ci siamo dimenti- prodotta da un anziano percussioni- Germi ha tratto nel 1959 il film «Un
cati di tante opere e autori capita- sta capace di cavare sonorità dagli maledetto imbroglio»: lo stesso
li, cerchiamo di placare i nostri oggetti più inusuali: motociclette, regista interpretava il ruolo del
sensi di colpa con riparazioni d'uf- galline, topazi, vecchi pitali, treni, la commissario Ingravallo, tra gli attori
ficio, magari fredde o sopra le ri- Claudio Gora, Eleonora Rossi Drago,
ghe. E dunque: si legge ancora
Gadda? Parrebbe di sì, a giudica-
La più stupefacente Claudia Cardinale, Franco Fabrizi, Nino
Castelnuovo, Alida Chelli.
re dal numero delle ristampe gar- cattedrale linguistica Nel suo «Dizionario dei film » Paolo
zantiane delle opere, e del Pastic- mai costruita Mereghetti lo definisce «il miglior
ciaccio in particolare. Ma chi lo giallo in assoluto del cinema italiano».
legge? Un plotone sempre più esi- nella nostra letteratura, Si trova in DVD, edito da Medusa
guo di anziani gourmets? E tra i la più estesa tela cubista La locandina del film di Germi «Un maledetto imbroglio» tratto dal romanzo di Gadda
giovani, qualche primo della clas-
se sfuggito per miracolo all'omo- «grande fiera magnara» di piazza tecipare dei loro infiniti rapporti e si- mano ai capitoli già usciti su Lettera- li, a medicarne le nevrosi, a leggergli
geneizzazione verso il basso in cui Vittorio Emanuele. Il massimo mo- gnificati vitali». Nella sua «fortissi- tura nel 1946-47 con un misto effica- l'amato Manzoni, con Ludovica Ripa
è precipitata da tempo la scuola numento d'amore e odio innalzato al- ma polifonia» c'è tutto: romanzo e ce di attenzioni e minacce, blandizie di Meana, fin sul letto di morte, fa-
italiana? Chi fornisce ancora ai ra- la Roma provinciale del Mussolini antiromanzo, Storia e cronaca minu- e calcolate vessazioni (alla fine Gar- cendolo ridere di beatitudine.
gazzi gli strumenti culturali per 1927, «Testa di Morto in stiffelius, o ta, ordine e caos, norma e trasgres- zanti si dichiarerà «commosso e qua- Il ricordo introduttivo che Citati
scalare l'Everest gaddiano, cioè in tight» sul punto di trasformarsi in sione, Eros e Logos, ira e pietà, comi- si impacciato» da tanto libro); Giulio ha scritto per la nuova edizione del
per fare un'esperienza da cui usci- Duce. Il più arcimboldesco catalogo cità e tragedia, amore per l'uomo e Einaudi, che all'inizio degli Anni 60 cinquantennale è così intenso e per-
ranno sicuramente diversi? Chi è enciclopedico dell'infinita appetibili- delusione furente per i suoi limiti. impose la Cognizione ricomposta in fetto, umanamente prima ancora
ancora capace di spiegare loro tà del reale. La più abbagliante piro- Gadda, l'eterno angustiato da col- volume a un'udienza internazionale; che criticamente, da strappare un
che tutto ciò che ha valore occor- tecnia di dialetti che, all'ombra ma- pe immaginarie, ha almeno avuto i giovani Arbasino e Parise, che iden- applauso commosso. Gadda è stato
re guadagnarselo con fatica? E an- gnanima del Belli, esplodono proprio una grande fortuna: d'esser seguito, tificavano in lui la grande letteratu- fortunato perfino post mortem, gra-
cora: chi insegna Gadda da una quando si appresta a calare su di lo- accudito, amato, talvolta salvato da ra; infine due angeli custodi sapienti zie a un altro gran lombardo, Dante
cattedra? Non ho fatto indagini, ro il velo della koiné televisiva, i spiriti degni di lui. Prima Gianfranco e soccorrevoli: Giancarlo Roscioni, Isella, principe dei critici-filologi, di-
ma così a occhio il Novecento ita- «cioè» e gli «attimini», le trite meta- Contini, il protogaddiano più gaddia- ambasciatore einaudiano, e Pietro rettore delle Opere complete (Garzan-
liano mi sembra drammaticamen- fore sessuali a cui si ridurrà il parla- no di Gadda; Raffaele Mattioli, il leg- Citati, allora giovane professore in ti) e dei preziosi Quaderni dell'inge-
te poco presente nei corsi univer- to quotidiano. gendario banchiere-mecenate della una scuola di Avviamento Professio- gnere per Einaudi. Adesso che lo im-
sitari (di sicuro a Torino, dove è Si legge il Pasticciaccio, ha scritto Comit; G.B. Angioletti che l'assunse nale, missus garzantiano ma soprat- magino in cauti conversari con Conti-
cara grazia arrivare a Verga: figu- Emilio Cecchi, soprattutto «per im- in Rai nel 1950 cavandolo dagli impic- tutto adoratore in proprio. Furono ni, Montale e quelli delle «Giubbe
rarsi il Gaddus). Naturalmente parare a stare dentro alle cose, pure ci. Poi Livio Garzanti, geniale editore loro a essergli vicini con devozione, a Rosse», non si può proprio più la-
mi auguro di essere smentito. infime e ingrate ch'esse siano, e par- trentenne che lo costrinse a rimetter risolvere problemi pratici e editoria- mentare di niente.

Letto oggi Una tromba d’aria che maestro, a esempio, a modello, to di lei, stesa sul pavimento perché «'a personalità femmini-
GUIDO
CONTI
spesso, delle loro scritture stan- con la gola tagliata tra «filacce le» è «tipicamente centrogravi-
Ci sono immagini, nel tie, talvolta povere e traballan- rosse» e una «spumiccia nera tata sugli ovari».
risucchia tutto ciò che ha d’intorno Pasticciaccio di Gadda, che si at- ti. Ma Gadda è una vetta irrag- der sangue» (al novizio pareva- Il giallo, come in tutti i gialli,
taccano alla memoria come pez- giungibile. Il Pasticciaccio di no «maccheroncini color rosso è solo un pretesto, una forma

LA SUA PAROLA zi di ferro alla calamita: i due


«bernoccoli metafisici» della
fronte di Ingravallo, sotto i ca-
Gadda in verità è un libro di re-
ticenze, di allusioni, di confusio-
ni, dove tutto si perde dietro
o rosa»), che il romanzo comin-
cia il suo viaggio agli inferi.
Il Pasticciaccio va continua-
narrativa per raccontare un
mondo in cui le certezze sono
definitivamente perdute, dove

PER NOI pelli, la «giungla nera di quella


parrucca, lucida come pece e
riccioluta come agnello
quella nebbia di dolore e di ma-
linconia, di vociare popolare in
mezzo a biciclette e borse della
mente riletto per la sua densità
di polveri che raccoglie dentro
di sé, per l'invenzione comica e
la lingua è minata nel profondo
da un disagio esistenziale che
ha messo in crisi ogni conoscibi-

INARRIVABILE d'Astrakan».
Gadda ti tira dentro nel suo
vortice, nel suo mulinello lingui-
spesa piene di arance dove sbu-
cano i finocchi. Ingravallo è co-
me l'ago di una bussola persa in
Molti scrittori
lità e ogni verità. Resta questo
turbine di parole dove è facile
perdersi e divertirsi senza nes-
stico che come una tromba un mondo impazzito, con le sue lo hanno elevato suna speranza, con un dolore in-
d'aria risucchia tutto ciò che ha «filosofie», che però non sa dire a maestro, ma invano, cancrenito, immersi in un mon-
d'intorno, rottami di parole, dia- bene cosa provi per la bella Li- do feroce di ex puttane, nipoto-
letti, gerghi, in un «nodo o grovi- liana, subito nel romanzo pre- così povere, stantie, ne e brigadieri, di coinquilini
glio, o garbuglio o gnommero, sentata a quella cena accanto al sono le loro scritture tremendi, esempi di una umani-
che alla romana vuol dire gomi- marito malato di «egoismo o tà caciarona e grottesca.
tolo». E d'intorno fa piazza puli- egotismo un po' da gallinaccio», tragica insieme, per l'accozza- Alla fine Gadda affonda il
ta. Gadda è una grande forza e corteggiata forse segretamen- glia di registri che Gadda sa suo rasoio per raccontare il ma-
centripeta, se entri nella sua or- te dal «cugino». E poi la bella ni- amalgamare in una pasta roma- le, insondabile e inesprimibile,
bita sei risucchiato dentro e pote che scatena nel commissa- nesca inimitabile. Il Pasticciac- capace però di «maturare i gior-
non ne vieni fuori. Come scritto- rio «un groviglio… di fili, un ra- cio è un romanzo comico, pieno ni e gli eventi: da sempre: muta
re vieni rapito dal fascino di gnatelo di sentimenti dei più ra- di digressioni, pieno di fughe forza o presenza in un pande-
quella scrittura, alla fine vorre- ri…, delicati». centripete come le pagine sul monismo della campagna e del-
sti scrivere come lui, assomi- Ma è di fronte al dolore di In- «mascelluto» Mussolini, la «te- la terra, sotto cieli o nuvole che
gliargli anche un po', e molti og- gravallo, l'angoscia che lo pren- sta di morto», oppure le rifles- non potevano far altro se non ri-
Carlo Emilio Gadda: il «Pasticciaccio» iniziò su «Letteratura» nel 1946-47 gi, molti scrittori, lo addicono a de quando va nell'appartamen- sioni sulle donne di don Ciccio mirare o fuggire».
W

Narrativa italiana Tuttolibri


SABATO 10 MARZO 2007
IV LA STAMPA

Ottavio
Cappellani
le nelle sue configurazioni mirate
a coinvolgere quanta più umanità PAROLE Anni Sessanta C’è un provinciale
è nato possibile sulla scena.
a Catania In questo caso la scena è dav- IN CORSO che vuole fare soldi facilmente
nel 1969. vero quella teatrale, un teatro

LA PICCOLA
GIAN LUIGI
Ha esordito marginale messo in piedi con i sol- BECCARIA
nel 2004 di degli enti locali siciliani in un
da Neri Pozza
con «Chi è Lou
contesto di malaffare in cui due
padrini macchiettistici - il vec- DAWIDH
COSI’
CORTINA
Sciortino?» chio Turi Pirrotta e Mister Turri-
si - portano avanti una loro guer-
ra psicologica legata al possesso
di alcuni terreni in odore di petro- AMATO
IN COSTUME
lio. I contorcimenti cui si presta-
no questi mafiosi da barzelletta si

C
incontrano e si scontrano con la hi mi scrive chiede
realizzazione di un «Romeo e Giu- spesso notizie sul
lietta» tutto isolano, con protago- nome che porta. I
nisti due anziane colonne del tea- nomi che portia-
tro dialettale, Caporeale e Cosen- mo vengono da
tino. In una Sicilia concreta ma lontano e da aree diverse, in non possono mancare: il faccen-
Cappellani La sua «Tragedi» mitizzata dal delirio narrativo, i
giochi di potere dei trafficoni e i
Italia ce ne sono di ebraici,
greci, latini, germanici:
diere romano con le amicizie nei
ministeri, l'imprenditore edile
patimenti artistico-sentimentali ebraico è Giuseppe, dal ver- senza scrupoli, il sindaco flemma-
è una perfetta commedia noir di Tino Cagnotto - regista d'avan- bo yasaph,, accrescere, ha tico e inadeguato con la cui figlia
guardia pronto a dialettizzare valore augurale «(Dio) ac- liceale il Timone intreccerà una

CARAVAN
Shakespeare per amore del com- cresca (la nostra fami- storia d'amore, e il professore li-
messo Bobo - si incrociano in un' glia)»), anche Davide lo ceale ecologista ante litteram, im-
alternanza di situazioni parados- prendiamo dalla tradizione branato, segretamenteinnamora-
sali, in cui un paio di «ammazzati- biblica (in ebraico Dawidh to della stessa ragazzina...Appun-

PETROL
ne» arrivano a concretizzare è interpretato come l'«ama- to: si respira un'aria che ha vaghi
grottescamente la guerriglia tra i to»), e così Elisabetta (ebr. aromi di Bianciardi, di Mastro-
due rivali. Senza contare che le Eli «il mio Dio»+(è) sheba, nardi - cioè di chi, quegli anni, li
manovre di Pirrotta mirano a pienezza), e Sara, o Anna, Michele Governatori ha raccontati dal vivo con proget-

DI SICILIA
p
condurre sua figlia Betty - «idea- dall'ebr. Hannah, grazia, e p LA CITTÀ SCOMPARSA ti ben più ambiziosi.
le archetipico della buttanaggine Raffaele, dall'ebr. Repha'el p BARBERA Tuttavia, anche se di sole ras-
incarnata in quaranta chili di tet- «Dio ha guarito (i miei erro- p pp. 191, €16 somiglianze, echi e aromi si può
p ROMANZO
tine e sandali» - tra le braccia del ri)»; Eugenio si diffonde in parlare, e dunque appunto di un
Turrisi, mentre intorno si consu- età cristiana, dal gr. Eugé- romanzo niente più che «in costu-
ma un gioco di rivalse e tradimen- nios, bennato; Alessio pure me», La città scomparsa non è po-
ti, contorsionismi provinciali pre- dal greco, trasmesso al lati- vera cosa, ma è un libro che fun-
convolavano a giuste nozze con si in prestito dalle soap opera, no e reso popolare dal nome ziona. Basta oltrepassare la metà
l'esasperazione dei contenuti. drammi d'amore e artistici che di un santo morto a Roma PIERSANDRO del romanzo per accorgersi che
PALLAVICINI
Cappellani ci riprova con gusto, e sfociano puntualmente in un de- verso il 412 d.C. e da un cele- Governatori non prova a fare
questa volta il lettore sguazza an- litto durante ogni rappresentazio- bre testo medioevale, La vi- Sembra un romanzo (senza riuscirci) l'Andrea Vitali
cor più a suo agio in una vicenda ne dello Shakespeare isolano. ta di sant'Alessio; dal gre- approssimativamente«in costu- romano, ma ha in mente qualcosa
nuovamente eccessiva e vaga- Modernità improvvisate e tra- co Filippo, o Irene, gr. eiré- me» questo La Città Scomparsa di diverso. La narrazione accele-
mente surreale, ma indirizzata fe- dizione antropologica si miscela- ne, pace, e attraverso il gre- di Michele Governatori, autore ra, l'intrigo sentimental-economi-
licemente alla concretizzazione no in una commedia noir che la- co (il nome è asiatico) Ales- romano trentacinquenne con co smette di essere importante, e
espressiva e logistica di un arche- scia emergere tutti i difetti della sandro. Di origine latina già all'attivo due bei romanzi quel che conta diventa appunto
tipo tipico di tanta letteratura del confusione etica e sociale contem- Augusto, Silvio, Clemente, per Fernandel e per Foschi. La La Città, Candora, che va a pezzi
Sud, quello legato alle onnipre- poranea. Roberto Saviano ha germanici Alberto, Aldo, vicenda è infatti ambientata in sotto gli occhi dell'unico che rima-
senti egemonie mafiose. Anselmo, Carlo, Franco, gran parte sul finire degli Anni

p Ottavio Cappellani
La forza della narrativa di
Cappellani risiede - per ora - qua-
Uno straordinario Guglielmo, Guido, Lodovi-
co, Luigi, Raimondo, Rober-
Sessanta, ma manca il grande
affresco di un’epoca complessa
«La Città Scomparsa»
p SICILIAN TRAGEDI si tutta nel menù linguistico che menù linguistico, to, Rodolfo, e Federico. Di - quella dello sbandamento do- di Michele Governatori:
p
p
MONDADORI
pp. 332, €18
l'autore sa presentare con genia- le rampogne e i vizi origine greca ma tipici della po il boom - per farne un roman- così va a pezzi
le disinvoltura, con un'ironia devozione cristiana Agnese, zo compiutamente storico. Tut-
p ROMANZO
istintiva che naturalizza verso il italici elevati a materia Benedetto, Cristoforo, Do- tavia, ci sono abbastanza fonda- un anonimo luogo
basso la mescolanza di umori del- letteraria di qualità menico, Gerolamo, Luca, Ni- li e oggetti di scena per rendere di villeggiatura
la quotidianità. La quotidianità cola, Stefano. il colore, o se si preferisce l'aro-
della gente comune, anche piena scelto la strada della denuncia Quanto alla diffusione, in ma, di quell'Italia passata e di- ne a prendersene cura, e cioè Ti-
di soldi accumulati con l'arte dell' aperta, Cappellani l'arma legge- molti casi incide la tradizio- stante. mone. Passano gli anni, i soldi per
SERGIO intrallazzo, anche dotata di pote- ra di un'ironia metafisica, ma sot- ne regionale: sono caratteri- Gilberto Timone, provincia- amministrare Candora non ba-
PENT
ri politici e infarinata di cultura to questa scombiccherata «trage- stici della Sicilia Cirino e Al- le e stolido protagonista, apre stano più, i condomíni si sgretola-
Avevamo parlato di da fiera paesana, poiché è così dia siciliana» si cela una narrati- fio (quest'ultimo figura tra i l'intreccio nell'ottobre del ‘66 no, la seggiovia si guasta, il risto-
«caotica sceneggiata» nell'av- che, davvero, si esprimono gli ita- va nuova e coraggiosa, che sa ele- più popolari a Catania e acquistando una Giulietta rossa rante chiude, i turisti se ne vanno.
venturarci tra i meandri stilisti- liani veri e puri, in una mescolan- vare le rampogne e i vizi delle ita- dintorni, a ricordo di sant' e dando il via al suo progetto E cresce, in chi legge, il disturban-
ci e narrativi del romanzo za istintiva e frenetica di barbari- liche genti a materia letteraria di Alfio, martire di Lentini); ti- per fare soldi facili: costruire te senso del disastro che incom-
d'esordio di Ottavio Cappellani, smi linguistici ereditati dal dialet- qualità, setacciando oltretutto il pici della Puglia nomi di bat- una nuova cittadella, Candora, be, dell'inutilitàdello scempio che
Chi è Lou Sciortino? Il linguag- to e dalle mode, dalla tv spazzatu- linguaggio, imbastardito e imbar- tesimo come Ciro, o Genna- nei monti tra Lazio e Abruzzo. è stato compiuto su un territorio
gio ibrido e incalzante colorava ra e dall'intimità familiare, con in barito di pari passo con certi no- ro; ancora caratteristici del- Nelle intenzioni di Timone Can- paradisiaco, e, più ancora, sui so-
di suggestioni siculo-americane più qualche spruzzata di confuse stri stili di vita. Cappellani non è la Sicilia e del meridione no- dora vorrebbe essere una picco- gni di una persona semplice,
una storiaccia pulp davvero sin- reminiscenze scolastiche. Un lin- più solo una felice scoperta, ma mi mariani come Annunzia- la Cortina, ma finirà per essere sciocca, ma fondamentalmente
golare, rumorosamente plebea, guaggio barocco da strada, a cui uno dei narratori che davvero po- ta, Assunta, Concetta, Im- un'anonima, sgangherata locali- onesta e pura come Gilberto Ti-
tesa a sdoganare i luoghi comu- è facile abbandonarsi per godere trebbero imprimere una svolta al macolata, della Sardegna tà di villeggiatura. mone. Che finirà la propria avven-
ni della malavita attraverso a fondo di una coralità narrativa discorso letterario, sulle orme - Gavino, per il culto di san Il lettore trova un catalogo tura di imprenditore alla guida di
l'isterizzazione di personaggi e scoppiettante e variegata, che è forse inconsapevoli - di un Gadda Gavino, martire cristiano di personaggi - viene da dire di una Giulietta scassatissima: la
situazioni, nutriti per l’appunto poi l'altra caratteristicadi questo decisamente più accessibile ed nel IV secolo a Porto Torres. caratteristi - che per quei certi stessa acquistata in gloria una
da contorsioni linguistiche che scrittore vulcanico, quasi teatra- esilarante. Anni Sessanta torbidi e piccini ventina di anni prima.

Laura Facchi «Dietro il tuo bus provoca una strage e a che non ha nome, in una re- menti e degli abbandoni, dell'
GIOVANNI
TESIO
provocare la strage è il marito sponsabilità che non ha logi- amore e del disamore, del mi-
Romanzo tempestivo della donna che racconta. Pri- ca, e persino in una pietà o in stero degli esseri, ignoti a se
silenzio»: una strage a Milano se ce n'è uno quello di Laura ma la percezione di un puro e un odio che trapelano dal pro- stessi ed altrui, lo stupore atto-
Facchi, Dietro il tuo silenzio, semplice fatto di cronaca, poi fondo in tutta la loro scoperta nito di una scoperta che de-

IL KAMIKAZE appena pubblicato da Monda-


dori. Storia di una lentezza ne-
cessaria, che rivela coraggio.
a poco a poco la notizia che il
kamikaze è proprio lui, l'uomo
meno probabile e meno so-
contraddittorietà.

L’ETÀ DELLE PASSIONI TRISTI


nuncia i segni della disatten-
zione, ma anche le ambivalen-
ze della nostra comune incono-

AL DI SOPRA Storia di una desolata landa


interiore, che mostra lucidità.
Romanzo tempestivo per-
spettabile.
L'orrore che viene dalla
normalità? Il male che spunta
Il romanzo della Facchi indu-
ce a riflettere su alcuni nodi
profondi del nostro sentire.
scibilità, la consapevolezza di
una solitudine non condivisa
(«io da una parte, tu dall'al-

DI OGNI SOSPETTO ché apparentemente connes-


so alla cronaca dei nostri gior-
ni più immediati. Romanzo
dalla quotidianità? La deroga
tragica che procede dall'ordi-
ne e dall'ordinarietà? Quale la
Non tanto o non solo il caso
che genera ripensamenti e ri-
flessioni, ma l'orrore del vuoto
tra»).
Un magistrato che l'inter-
roga, la folla dei giornalisti che
lento d'una lentezza necessa- traccia per rifare il cammino dei sentimenti, l'età delle pas- l'inseguono, la famiglia d'origi-
ria perché immerso in un labi- dei segni? Quale lo sbaglio? sioni tristi che dietro quel fat- ne che cerca di proteggerla,
rinto privo di uscita, nelle cir- Com'è accaduto? Com'è potu- to si mostra. tanti ricordi che si aprono un
p Laura Facchi convoluzioni di una lunga in- to accadere? Non dunque un romanzo varco.
p DIETRO IL TUO SILENZIO terrogazione senza sbocco. Il La moglie del mostro d'azione (tant'è che i personag- Tutto nel colloquio serrato
p MONDADORI lettore non si aspetti colpi di «guardata da tutti con occhi gi che ruotano intorno alla cop- di una donna in dialogo unila-
p pp. 227, €17 scena che non verranno, rapaci», l'abbandono che stra- pia si riducono a ben pochi) e terale e vocativo col marito.
p ROMANZO
s'aspetti piuttosto la grigia ri- zia, il passato che affiora in nemmeno di molti fatti (e tut- Da una parte lei che continua
p L’autrice, nata a Milano nel 1971, cognizione di un inferno del momenti dissonanti, i piccoli tavia di qualche fatto impor- a parlare al marito non riu-
ha esordito nel 2003 da Baldini& cuore. indizi, i comportamenti sinto- tante via via che la memoria scendo a separarlo da se stes-
Castoldi con «Il megafono di La novità sconvolgente sta matici, i tic, le ossessioni, l'af- getta le sue sonde, sì). Ma piut- sa. Dall'altra il silenzio di lui
Dio», ambientato in Albania: il ro- nel principio, nel mattino trau- fettività turbata. Ma soprat- tosto un romanzo che guarda pieno di tutto il suo enigma. La
manzo vinse il premio Calvino matico di un giorno che cam- tutto la scoperta che i legami ai risvolti di una condizione soffocante impossibilità della
bia la vita. In una piazza insi- resistono al loro segreto, che che va oltre il dato - pur clamo- risposta, gremita di tutta la
gnificante di Milano lo scop- si può restare invischiati in roso - da cui prende le mosse. sua lenta e inafferrabile veri-
pio di una bomba su un auto- una paura e in una vergogna L'universo degli impaluda- tà.
W

Classici Tuttolibri
SABATO 10 MARZO 2007
LA STAMPA V

nalmente ma significativamen-
te vi hanno accennato.
Di un tema così inafferrabile
Sozzi non azzarda una qualsiasi
BLOC NOTES
tassonomia, ma si limita a co- A MILANO E A NAPOLI
struire dei blocchi omogenei:
l'illusione diabolica e quella ana-
logica, le chimere assenti e quel-
Libro antico e Gutenberg
le orrende, le illusioni perdute e = E’ la maggiore collezione lettera autografa di Filippo
quelle feconde, il vanitas vanita- privata al mondo di Galilei il Tommaso Marinetti.
tum e il vertiginoso ossimoro «brillante» della Mostra del Libro A Napoli, dal 16 al 19 marzo,
della disperata speranza. Ad il- Antico, a Milano, diciottesima diciottesima edizione di «Galassia
lustrare ciascuno di essi chia- edizione, Palazzo della Gutenberg». Il tema è «Navigare».
ma voci molteplici e disparate, Permanente (16-18 marzo). Nel In programma, tra l’altro, l’omaggio
che qualche volta servono a illu- sito www.mostradellibroantico.it di Goffredo Fofi al viaggiatore
minare la compresenza di istan- notizie sugli espositori (italiani, Kapuscinski, recentemente
ze contrapposte (lo spazio dell' euroepi, americani) e le opere scomparso. Alla capitale
immaginazione nel secolo dei esposte. Di rarità in rarità. Da un partenopea renderanno poi
Lumi), altre volte semplicemen- «Libro d’Ore» miniato in Francia omaggio, con varia inventiva,
te descrivono le infinite modula- nella prima metà del XV secolo scrittori quali Antonella Cilento,
zioni o l'ampia dispersione di alla prima edizione delle «Vite» Peppe Lanzetta, Valeria Parrella,
un particolare aspetto: per quel- vasariane. Da «Fables choisies» Fabrizia Ramondino, Antonio
le del crollo delle illusioni, ad di La Fontaine (edizione Franchini. La sezione dedicata al
esempio, si va dall'«aureum originale, 1668) a un catalogo di Mediterraneo adunerà infine il
somnium in merdam rediit» di carte decorate settecentesche. libico Ibrahim Al-Khoni, l’egiziana
una facezia di Poggio Braccioli- Dalla traduzione foscoliana di Salwa Bakr e Pedrag Matvejevic,
ni al bilancio fallimentare dei «Relation de la bataille de che presenterà la nuova edizione
Un’interpretazione della Chimera mitologica in un dipinto di Jacek Malcewski personaggi di Flaubert, passan- Marengo» di Berthier a una del «Breviario».
do per Corneille, Senancour,
Chamfort, Leopardi, Boito e
Tra le Chimere L’impareggiabile plice intento di definirne l'orga-
nicità, le connessioni interne, i
tanti altri testimoni tra cui gli
oscuri Damas, Pères d'Uxo e Le
CRISTICCHI
Cantare
MAFFUCCI
Patemi
processi evolutivi e di scoprire, Bastier de Douincourt, che han-
guida di Sozzi, un viaggio nei secoli attraverso di esso, la complessa no però il merito di aver parlato e scrivere i matti d’amore
fenomenologia di una delle più di illusioni nell'anno 1789.

LE ILLUSIONI
ambigue facoltà dell'animo In alcuni casi l'analisi si ad- = Tra spartito e libro. Simone = Un altro cantante prestato
umano: un'analisi di «aspetti e dentra all'interno di una stessa Cristicchi ha vinto il Festival di alla letteratura. E’ Matteo
momenti dell'idea di illusione linea di pensiero per mettervi a Sanremo con «Ti regalerò una Maffucci, fondatore, con Thomas
nella cultura occidentale» e in- nudo, come per Voltaire ed Hel- rosa», un omaggio ai malati De Gasperi, degli «Zero

NON SONO
sieme una minuziosa topogra- psichici. E’ l’umanità dolente a cui Assoluto», anch’essi in gara a
fia del Paese delle chimere rica-
vata dalle testimonianze di tutti
Gli «ameni inganni» dà voce anche nel suo primo libro, Sanremo. «Spielberg ti odio» è il
«Centro di igiene mentale» suo nuovo romanzo, per i tipi di
coloro che nel corso dei secoli celebrati dai poeti, come (Mondadori, pp. 245, € 15). Rizzoli (pp. 165, €16). Quando

PERDUTE Leopardi e Baudelaire:


l'hanno visitato, sognato, perdu- Luoghi reali e immaginari, una finisce un amore... Filippo,
to, aborrito. Dove il «tutti» con- fantastica «nave dei folli». Su e lasciata la fidanzata, trova un
venzionale sta a significare non un libro che farà data giù per l’Italia, una domanda come cane. Saggio, discreto, devoto,
soltanto il completo regesto de- nella storia delle idee vessillo: «Prima eravamo matti, certo, ma lei era lei . Subentra la
gli autori canonici del pensiero adesso siamo malati, quando nostalgia e la voglia di
e della letteratura occidentali vétius, aporie latenti, contraddi- saremo considerati uomini?». riconquistarla, sullo sfondo i film
(con una escursione in India al- zioni inconsapevoli o anche solo Quante storie, quanti nobili di Spielberg visti a ripetizione.
GIOVANNI cata sulle spalle, che procedo- la ricerca del velo illusorio di gli effetti, sul terreno infido del orgogli: «Io sento le voci: se fossi Come sopravvivere alla ex e
BOGLIOLO
no verso l'ignoto «con la fisio- Maya), ma anche un'intricata Paese delle chimere, di una già nato tra i nativi americani sarei all’incubo che è la realtà
Nulla di più ambiva- nomia rassegnata di quelli che selva di minori e di minimi che accertata visione «bi-dimensio- stato lo sciamano (...). Qui, invece, quotidiana? «Ogni volta cerco di
lente e di più contraddittorio sono condannati a sperare al tema dell'illusione hanno por- nale» del mondo. In altri, e sono vivo tra medicine e TSO...». stupirmi. Apro gli occhi...».
delle illusioni: sono, al tempo sempre». Lui solo ne è immu- tato il contributo di una diversa quelli più appassionanti, si ci-
stesso, prezioso nutrimento ne, ma l'indifferenza che lo sfumatura di pensiero o regala- menta in finissimi approfondi-
dell'anima e pericoloso mi- protegge e lo paralizza gli ap- to la grazia di una metafora ori- menti monografici, la cui valen- DUE CONVEGNI E IL PREMIO GO WINE A MONDO E TESTA
raggio, tensione verso l'idea-
le ed errore fuorviante, lievi-
to della speranza e preludio
pare un peso ben più gravoso
dell'alternanza di speranze e
delusioni, sogni dorati e amari
ginale, senza trascurare saggi-
sti e scrittori che solo occasio-
za supera di gran lunga i già am-
pi confini del tema delle illusio-
ni: preziose, tra le altre, le pagi-
Tra cibo, cultura e arte
alla malinconia, antitesi della risvegli che è sorte comune ne su Rousseau, Madame du = Tra «cibo, culture, Francisco Jarauta, Carlo Ossola,
ragione e sua insopprimibile dell'umanità. Châtelet, Leopardi, Chénier e comunità» si muove il convegno Franco Maria Ricci, Pierre
e spesso indispensabile alter- Senza illusioni non si vive. in modo particolare quelle su internazionale «Di cotte e di Rosenberg, Davide Scabin, Luciano
nativa. E nulla di più volubile Soprattutto, senza di esse, ma- Stendhal e Balzac, entrambi de- crude», il 15 marzo a Vercelli Scala, Enzo Vizzari.
e capriccioso: chi tributa am- gari anche solo per celebrarne finitivamente affrancati dai con- (Centro Studi Piemontesi, Lorenzo Mondo, giornalista,
mirazione agli spiriti eletti l'assenza, non si scrive: i filosofi, dizionamenti sociologistici di Regione Piemonte), il 16 a scrittore, critico letterario (da
che le coltivano e si appassio- i pensatori, gli psicologi, i mora- Lukács. Tutto concorre a fare Pollenzo. Rizzoli è apparso di recente
na alla lotta tormentosa che listi religiosi e laici ne analizza- di quest'opera un libro capitale Relazioni, tra gli altri, di Carlo «Quell’antico ragazzo», biografia di
con esse combattono non esi- no valori e disvalori o ne propu- che farà data nella storia delle Petrini, Gian Luigi Beccaria, Luca Cesare Pavese) e il cantautore
ta poi, col sussiego di un' gnano ogni possibile buon uso; i idee, anche perché ha per ogget- Serianni, Folco Portinari, Piero Gianmaria Testa sono i vincitori
ostentata razionalità, a deri- romanzieri ne esemplificano to una facoltà umana, che le Gibellini, Alessandro Barbero, del premio «Go Wine, i maestri di
dere coloro che nella vita se nelle sue infinite e sempre nuo- idee le precede e le condiziona. Angelo Gaja. bere il territorio», nelle scorse
ne lasciano sedurre, i «pove- ve articolazioni la scontata pa- Una facoltà insopprimibile e fe- A Parma fa tappa il «Grand edizioni assegnato a Luigi
ri illusi». Eppure nessuno se rabola; i poeti ne celebrano o ne p Lionello Sozzi conda. «Si torna a visitare il Pa- Re-tour», nell’ambito di «Torino Meneghello, Niccolò Ammaniti e
ne può considerare indenne. piangono gli «ameni inganni». p IL PAESE DELLE CHIMERE ese delle chimere ogni qual vol- capitale mondiale del libro con Claudio Magris. Cerimonia oggi,
In uno dei più angoscianti dei E' un corpus sterminato, in Aspetti e momenti dell’idea ta si riaccende il bisogno di fin- Roma». In particolare, il 16, Teatro Sociale di Alba, con inizio
suoi Piccoli poemi in prosa, cui solo uno studioso di ampia e di illusione zioni immaginative», scrive Soz- presso la Casa della Musica, alle 10,30. Saranno quindi premiati
nella cultura occidentale
Baudelaire mostra una folla sedimentata cultura e di conso- p SELLERIO, pp. 416, €24
zi. Grazie a lui, per i prossimi convegno su «Il gusto come cibo, i vincitori del concorso letterario
di umani, ciascuno con la sua lidato acume come Lionello Soz- imminenti viaggi, disponiamo il gusto come arte». Con Gillo promosso da Go Wine fra i giovani
mostruosa chimera abbarbi- zi si poteva avventurare col du- di un impareggiabile baedeker. Dorfles, Tullio Gregory, delle scuole italiane.

Gli inediti giorni Vecchi e giovani, gi seguono la linea del cer- tempo, costruito a incastro
MASSIMO
ROMANO
chio per ritrovarsi alla fine con gli altri, e ogni segmento
Una Parigi autunnale nello stesso luogo di parten- trova il suo perno in Alfred, il
biliardo e pernod, panchine e fumo e piovosa. Un vecchio che esi- za. I due vecchi del primo ca- cameriere del Soufflet, che
ta ad attraversare la strada pitolo sono Brabant, medio- svolge la funzione del coro:

NELLA PARIGI fra rue Dante e boulevard Sa-


int-Germain. Un camion che
gli sfiora l'ombrello. Un altro
cre truffatore che ama le ra-
gazze giovani, e Tolut, profes-
sore di storia e geografia che
intorno a lui girano le stagio-
ni, i mesi, le persone, «le fo-
glie sui rami, le nuvole sui

FOLLE E ALLEGRA vecchio, simile a lui, con gli


stessi baffi folti e spioventi, lo
affianca. Cominciano a parla-
rimpiange di non aver mai
viaggiato e si sente in colpa
con i suoi studenti per aver
tetti, i vecchi giornali sui
marciapiedi, le idee nelle te-
ste, le passioni nei cuori, i

DI QUENEAU re, si conoscono di vista per-


ché andavano a sedersi su
una panchina del Jardin du
spiegato luoghi che non ha
mai visto.
Poi entrano in scena i gio-
sessi nei pantaloni».
Matematico, enciclopedi-
sta, Queneau ha il gusto per
Luxembourg. Vanno in un bi- vani studenti, che passano le Raymond Queneau l'arte combinatoria e per i
strot, immerso nella puzza giornate nei caffè del Quar- giochi linguistici, scrive libri
«di un cane bagnato che aves- tiere Latino, giocano a biliar- Conrad e Gide, Hublin, che si geometrici, precisi, ordinati
p Raymond Queneau se fumato la pipa». do e bevono pernod, discuto- dedica allo spiritismo, Rohel, e rifiuta l'ispirazione, il liri-
p GLI ULTIMI GIORNI Inizia così Gli ultimi giorni, no di letteratura e di filoso- che si atteggia a poeta e fin- smo romantico e l'automati-
p trad. di Francesco Bergamasco terzo romanzo di Raymond fia, di Einstein e di Landru, il ge di divertirsi. smo. Questo spiega il suo di-
p introduzione di Arnaldo Colasanti Queneau, pubblicato nel 1936 mostro che ha bruciato nella Queneau ricrea da mae- stacco da Breton e dai surre-
p NEWTON COMPTON
p pp.223, € 6
e ancora inedito in Italia. Co- stufa diverse donne dopo stro l'atmosfera parigina dei alisti, messi in parodia nel
p ROMANZO me il romanzo d'esordio, Le averle fatte a pezzi, di Apolli- primi Anni Venti, folle e alle- romanzo successivo a que-
chiendent (1933), tradotto nel naire e delle poesie dada di gra, ma vuota e incupita dai sto, Odile (1937), e la scoper-
E’ il terzo romanzo dell’autore di 1947 da Fernanda Pivano col Picabia. Tra questi c'è Vin- segni della fine. Memorabile ta di una strada nuova con lo
«Zazie nel metrò», scritto nel titolo Il pantano, poi sostitui- cent Tuquedenne, malinconi- il dialogo tra Tolut e un oste straordinario Pierrot amico
1936: per Colasanti è «uno dei to dal più letterale La grami- co flâneur e autobiografico sui cimiteri, sui fantasmi, sul- mio (1942), storia di un Peter
meno riusciti» ma pur sempre gna nell'edizione Einaudi- studente di lettere che, boc- la morte. Pan di periferia, imbevuto
«una macchina carezzevole» Pléiade, presenta una struttu- ciato agli esami, trascorre le Ogni personaggio svilup- della follia lunare di Buster
ra circolare in cui i personag- vacanze da solo leggendo pa un segmento di storia e di Keaton.
W

Narrativa straniera Tuttolibri


SABATO 10 MARZO 2007
VI LA STAMPA

Notte fonda con cavalli e nebbia e


rammenterete, credo, di Brow- Ol'ga Slavnikova In «L’immortale» con il suo quarto romanzo 2017
il «Russian Booker Prize», uno
ning il memorabile Ultimo viag- dei più importanti premï lette-
gio in carrozza insieme. Ma lo lo stagnante universo di Breznev rari della Russia. Appartiene al-
scatto finale («... A questo s’era la nuova generazione di scritto-

L’INVALIDO
ridotto / in fondo. Il resto della ri russi accomunati dall'atten-
sua vita. / Maledizione») è ben zione alla realtà economica, po-
suo. Memore dei suoi dichiarati litica e sociale del momento, au-
modelli francesi - Flaubert, Bal- tori di romanzi-documento in

NEI CIELI
zac, Goncourt - Carver li trasci- cui c'è poca psicologia, poca fic-
na dalla impietosa, realistica tion, ma una denuncia dura,
quotidianità, come in Le pietre spesso violenta, del caos della
azzurre: «Stai scrivendo di desi- vita quotidiana, riflesso di un

DELL’URSS
derio sessuale, / quella voglia di mondo in tumulto e in collera.
una persona di possederne Ne L'immortale si contrap-
un’altra / e il cui fine ultimo è la pongono due dimensioni tem-
penetrazione. / L’amore non porali, «due paesaggi in uno so-
c’entra per niente». Una ma- lo», che hanno smesso di comu-
Raymond Carver (1938-1988): maestro della narrativa breve schera, un gioco crudele teso a nicare fra loro: spesso è diffici-
rovesciare i valori quasi per le individuare il confine oltre il
proteggersene. quale la realtà si interrompe e
Tutti i versi Eroica gente comune Circolazione, uno dei vertici
del Carver poeta, prende le
cominciano gli pseudo-avveni-
menti. C'è il paesaggio interno
mosse da un’occorrenza quasi della camera, cosparsa di una
tra sensi di colpa e disperazione circostanziale: un guaio nottur- bianca polvere di sogno che
no appunto di circolazione, di consente ai morti di continuare

CON CARVER
momentanea paralisi mentre a vivere, in cui troneggia il
l’uomo è a letto accanto alla grande letto, «vecchio trofeo di
donna lei gli ripete tranquilliz- guerra simile a una carrozza di
zata la buonanotte: «E ti sei ferro», il mondo di Charitonov.

TRA NEBBIA
riaddormentata. Forse / tor- C'è il paesaggio esterno, mi-
nando in quello stesso sogno, naccia da tenere a bada, con le
oppure un altro». Si tratta, ve- strade imbrattate dagli involu-
rosimilmente, di una premoni- Ol'ga Slavnikova cri dei prodotti d'importazio-

E CAVALLI
p
zione della morte: «... anche p L'IMMORTALE ne, l'abbondanza di carne nelle
mentre / siamo alle prese con p trad. di Grazia Perugini vetrine, i chioschetti privati in
questo viaggio, / ce n’è un altro; p EINAUDI cui si vendono «oggetti che nes-
p pp.185, €11.80
ben più bizzarro, che ci atten- p ROMANZO
sun libro dei sogni potrebbe in-
de». La vita e la morte sono, al terpretare». Ol'ga Slavnikova
fondo, bizzarre, una parola chia- Ol'ga Slavnikova con la sua grande capacità di
ve nell’universo degradato di misurare l'esistenza umana di-
biamo a disposizione la sua ric- Carver. Scatta una scelta folgo- pinge una società che pullula di
ca opera in versi. rante di dati ordinari, una Cadil- NADIA ca di anni una immortalità para- ambiziosi, di arrivisti perduti
CAPRIOGLIO
Diciamo subito che il Carver lac del 1945, mentre «la sua lizzata, hanno creato uno scom- nei loro calcoli meschini, indivi-
poeta non risulta affatto subal- mente un alveare di arcana atti- Immaginiamo di cam- piglio teatrale intorno alla sua dui «quasi artificiali che hanno
terno rispetto al Carver narra- vità». Quest’ultimo verso po- minare lungo le vie di una pic- malattia, montando ogni giorno incluso il denaro nel proprio
tore. Certo, esiste una corri- trebbe simboleggiare sia il sen- cola cittadina degli Urali, par- un Telegiornale della sera in cui metabolismo»; ma ci sono an-
spondenza tematica evidente. so della poesia di Carver, sia la tendo dal centro, discreta- gli anni si suddividono in piani che gli ingenui che cedono con
La critica americana ha giusta- sua inventività verbale. mente elegante e pulito, attra- quinquennali e il Paese, insieme facilità all'improvvisa «illusio-
mente additato alcuni motivi ri- Carver si sbarazza della pur verso le abitazioni di seconda con l'industria pesante, «conti- ne che anche nella loro vita sia-
correnti, il cui realismo si tra- alleggerita sintassi della sua classe, poi di terza, fino ai nua a costruire nei suoi cieli il no possibili un'automobile di
sferisce sollecitamente in sim- prosa per riformularne il lin- quartieri miseri e dimenticati comunismo». Un mondo con- lusso e un conto in banca». E ci
bolo: il senso di colpa, la paura, della periferia. Il mondo appa- traffatto che permette all'invali-

p Raymond Carver
l’ansia, la disperazione, o forse
l’abolizione della speranza, in
La poesia come re sempre più vuoto, eco di un
autunno inoltrato in cui «sulle
do di continuare a vivere nell'
epoca per gli altri ormai inter-
Una famiglia tiene
p ORIENTARSI CON LE STELLE chi attraversò le fasi estreme incantesimo, più strade sembra mancare qual- rotta, affinché il suo cuore non nascosta a un veterano
Tutte le poesie
p trad. di Riccardo Duranti
dell’alcolismo. Essi emergono impalpabile cosa, come se l'avessero pre- ceda e continui a funzionare fi- della Grande Guerra,
tutti nel Carver poeta, anche se so e portato via». Lo squallore no a tempi migliori, quando non
p MINIMUM FAX
in particolare il ricorso all’alcol e insieme ancora più dell'urbanizzazione sovietica serviranno più i grossi biglietti paralizzato la fine
p pp. 553, €17,50
viene qui introiettato, se mi con- limpida della prosa prende alla gola, con i suoi la- inamidati da cento rubli della dell’Unione Sovietica
cedete una parola poco elegan- birinti di vie tutte uguali, gli sua pensione per tirare avanti
te, quotidianizzato. Accanto, si guaggio, dai ritmi più frantuma- edifici che si stagliano anoni- di mese in mese. sono coloro che hanno rinuncia-
accentua la dimensione dell’io, ti; insieme, sollecita una vera e mi, grigi, sullo sfondo del cielo to ai presagi di ricchezza, gli in-
CLAUDIO in una sorta di fisicità intellet- propria metafisica, appunto del opaco. UNA DENUNCIA VIOLENTA tellettuali con gli «occhiali in-
GORLIER
tuale, mentre l’ambiente natu- quotidiano, come nel caso di E' in uno di questi fabbrica- L'immortale non riprende il te- crinati e l'abito tanto liso da
Raymond Carver ha rale per così dire dilaga, senza Una pacchia, dove così si defini- ti vetusti degli Anni 50, nell' ma del film tedesco Good bye Le- sembrare un pigiama d'ospeda-
lasciato un segno profondo cancellare gli scarni interni pe- sce, beffardamente, l’uomo for- angolo più remoto e buio di un nin! perché è stato pubblicato le», costretti dall'indigenza a
nella narrativa breve non sol- culiari del Carver narratore. tunato perché «ho campato die- ordinario appartamento, che prima, nel giugno 2001, ma svi- rubare al supermercato, le don-
tanto americana, ma va sotto- Gli eroi, ovvero i protagonisti, ci anni di più di quanto io o si trascina l'immobile esisten- luppa l'idea analoga che è im- ne che continuano a indossare
lineato che egli ha operato su sono gente ordinaria, una cate- chiunque altro / si aspettasse». za di Aleksej Charitonov, un possibile sbarazzarsi con un la loro vecchia bigiotteria sovie-
un terreno che proprio nella goria peculiare del repertorio La poesia come incantesimo, veterano della Grande Guer- colpo di spugna del passato co- tica, sognando «perle cinesi,
letteratura degli Stati Uniti di Carver. più impalpabile e insieme anco- ra, paralizzato, afasico, cui la munista. Ol'ga Slavnikova, na- bianche come il riso».
ha prodotto risultati di singo- Se il retroterra di Carver si ra più limpida della prosa, è la famiglia tiene nascosta la fine ta nel 1957, di cui l'editore Ei- Il romanzo può essere letto
lare inventività e varietà. La- rifaceva a modelli americani conquista estrema di Carver, dell'Unione Sovietica. Il tem- naudi pubblica il primo roman- come un quadro della Russia di
sciamo perdere la banale eti- ma anche stranieri, dal prevedi- raggiungibile. «Così. Solo con po stagnante conservato nella zo in italiano nella traduzione oggi, ma anche come una rifles-
chetta di «minimalista» che bile Cecov a Maupassant, la sua parole e segni». stanza, in cui domina simboli- di Grazia Perugini, è sconosciu- sione sull'incapacità degli esse-
egli sempre detestò, e doman- poesia segna una tappa estre- Un grazie a Riccardo Duran- camente il ritratto di ta in Italia, ma gode di buona ri umani di comunicare. Nessu-
diamoci invece in che misura ma dell’imagismo, ma si ricor- ti, per una traduzione davvero Brež nev, non permette di an- notorietà nel suo Paese, sia co- no, però, è immortale, né Chari-
il Carver poeta sollecita un di- da, ad esempio, di Robert Brow- cristallina, che davvero aiuta a dare avanti: la moglie e la fi- me critico letterario che come tonov, né Brež nev, e neppure i
scorso specifico, ora che ab- ning: leggete il sofferto addio di orientarsi con le stelle. glia hanno edificato con la fati- scrittrice. Nel 2006 ha vinto «nuovi russi».

Cullin Sotto gli occhi di Jeliza-Rose audace, che ha così affascinato il overdose, il padre la porta con sé fitte, e bauli, e vecchi abiti da in-
GIORGIA
GRILLI
grande regista Terry Gilliam da in un viaggio che finisce in dossare e con i quali uscire di
Forse il modo migliore averlo spinto a creare uno dei ca- Texas, nella casa abbandonata e nuovo fuori, in un ondeggiamen-
madre e padre nel gorgo della droga per parlare dell'infanzia non è polavori in assoluto sull'infanzia decrepita che era stata della non- to tra buio e sole, spazi troppo
tanto disquisire, da adulti, dei nel cinema. na, una casa in mezzo al nulla vasti e altri troppo angusti, sen-

UNA BAMBINA bambini, quanto provare a vede-


re il mondo come lo vedono i
bambini. Quando proviamo a
La bambina è figlia di due ca-
liforniani eroinomani, il padre
una ex rockstar ora finita nel di-
nella quale anche il padre, appe-
na arrivati, muore, senza che la
bambina se ne renda conto vera-
so di perdita e senso di soffoca-
mento che ricorda così da vicino
quello altrettanto instabile di Ali-

NEL TEXAS parlare con la voce e da dentro la


testa di un bambino, il mondo
stentiamo a riconoscerlo. Nien-
menticatoio, la madre una buli-
mica completamente andata. Co-
me tutti i bambini Jeliza-Rose se-
mente, perché quel cadavere se-
duto su una sedia non è diverso
dalle immagini a cui si era abi-
ce nel Paese delle Meraviglie, nel
testo più volte citata.
Un vero omaggio all'infanzia,

DELL’EROINA te, di tutte le categorie, le idee, i


pre-concetti che per noi servono
a tenere dritto, a mantenere or-
gue necessariamente i ritmi e la
vita che conducono i suoi genito-
ri, aiutandoli a prepararsi le dosi
tuata di suo padre sotto l'effetto
delle droghe.
un vero sforzo di mettersi dalla
sua parte e dal suo punto di vista
(bellissimi i dialoghi tra la bambi-
dinato, a rendere apparentemen- e a farsi in vena, rimanendo da TRA BUIO E SOLE na e le sue teste di Barbie, il suo
te stabile il mondo, «tiene» se lo sola a giocare, farsi domande e Da questo momento parte un rit- continuo sdoppiarsi per non sen-
sguardo che dà vita al racconto è darsi risposte in giro per casa, mico movimento della bambina tirsi sola, la tenera amicizia che
p Mitch Cullin quello di un bambino. In quel ca- ogni volta che loro entrano in di andata e ritorno, di uscita e di nasce tra lei e il malato di mente
p TIDELAND so la terra trema, si fa liquida, uno stato catatonico che lascia rientro, verso il fuori e di nuovo Dickens, per citare solo alcuni
p trad. di Stefano Tummolini cambia forma, diventa non più la lei alle sue cose. all'interno della casa, tra il grano momenti insieme ironici e com-
p FAZI, pp. 236, €14,50 terraferma delle certezze adul- Non è che l'incipit di una se- giallo, la piena luce, l'aria aperta moventi del suo sentire). Uno
Cullin, nato nel 1972, vive in Ari- te, ma «terra di marea», Tide- rie di orrori in mezzo ai quali, in cui incontra animali parlanti e sforzo che, oltre a dirci qualcosa
zona, è autore tra l’altro di «Un
land, come recita il titolo del ro- senza protezione, è collocata l'in- inquietanti vicini di casa e il luo- di profondo dell'infanzia, ci resti-
impercettibile trucco della men-
te» (Giano, 2005). Da «Tide-
manzo di Mitch Cullin che ha fanzia. Orrori che noi intuiamo go claustrofobico, polveroso e tuisce un'immagine del mondo
land», Terry Gilliam, ex «Monty per protagonista la piccola Jeli- essere tali, ma che la voce della chiuso in cui suo padre, come tut- adulto e di noi stessi così inquie-
Python», regista di «Brazil» e «Il za-Rose, o meglio, che parla con bambina senza giudizi e senza to, si decompone, un luogo chiu- tante, così scomoda e così total-
barone di Münchhausen», ha la voce (per lo più interna) di Jeli- pregiudizi racconta con un can- so che proprio perché è così ri- mente imbarazzante che forse,
tratto nel 2005 un omonimo za-Rose. Un romanzo insieme dore, con una grazia e con una sulta comunque magico per una nascosto dalle pile dei ben più in-
film, mai arrivato in Italia. dolcissimo e tremendo ne emer- tranquillità che lasciano sconcer- bambina lasciata sola a esplora- vadenti best-seller, lo faremo
ge. Un romanzo provocatorio e tati. Quando la madre muore di re, ad aprire porte, a trovare sof- passare inosservato.
W

Storie Tuttolibri
SABATO 10 MARZO 2007
LA STAMPA VII

rivoluzionari, tra cattolici e no, pur es-


sendo schierati dalla stessa parte.
Qui mi riferisco a quelle figure pro- IL LIBRO
fonde risorgimentali che ne sono l'ani-
ma - onore amore virtù sacrificio -, tan-
to ben individuate da Banti e Ginsborg
quali veri fondamenti del fenomeno.
Eppure mi vien da pensare come all'in-
terno di ciascuna ci si muova contrad-
dittoriamente. E' vero che il melo-
dramma è il veicolo di divulgazione e
trasmissione ideologica più dei libri,
ma è altrettanto vero che nel melo-
dramma continuano a essere vincenti
formule di onore amore virtù da cui
escono sconfitte tutte le istanze libere
e trasgressive. D'accordo che l'amore
si debba consacrare con il matrimonio, IL RISORGIMENTO
però a passare è la regola dell'«imene Annali 22
celeste», rinviato e consumato nell'al-
dilà. C'è una virtù sacrificale (persino
Storia d’Italia
Violetta, prostituta professionale, la a cura di Alberto Maria Banti
e Paul Ginsborg
pratica) che non è solo patriottica ben-
EINAUDI, pp. 884, €88
sì familiare e individuale. E poi, a con-
fondere le carte, c'è il diverso senso Divisa in sei percorsi tematici (da
che hanno le medesime parole, e quin- «Amore e famiglia» a «Immagini e
di i concetti, in Piemonte, Lombardo- modelli della nazione»), l’opera ha tra
Veneto, Toscana, Stato Pontificio, Sud i numerosi collaboratori Roberto
borbonico, spesso contraddittori. Bizzocchi, Marta Bonsanti, Martin
Thom, Eva Cecchinato e Mario
PADRI E FIGLI, POPOLO E EROI Isnenghi, Carlotta Sorba, Fernando
L'impresa di Banti e Ginsborg e dei lo- Mazzocca, Stefan Malfér.
«Il bacio» di Francesco Hayez, dipinto del 1859 esposto a Brera per l’ingresso di Vittorio Emanuele II e Napoleone III ro collaboratori attrezzatissimi, rical-
ca il modello che costituì la novità me-
todologica delle «grandi opere» einau-
Grandi opere Un «Annale» della Storia d’Italia Einaudi diane. E' naturale immaginare in una
«storia» Garibaldi e Cavour, Pisacane
certo la capitale a Roma, ma la capita-
le del regno sabaudo mi pare che ri-
e Mazzini, ma in questa la cronaca è in- manga a Torino e a Monza, nonostan-
a cura di Banti e Ginsborg, centrato sulla vita culturale vece data come conosciuta dal lettore.
Nell'introduzione si precisa: «Scopo di
te i Ricasoli, i Crispi, i De Sanctis… O i
Manzoni, i Tommaseo, i Giusti, i Nie-
questo nuovo orientamento è di far vi- vo... Accade però che un'idea, un pro-

IL RISORGIMENTO
vere la cultura profonda del Risorgi- getto, una serie di azioni e reazioni,
mento, di osservare la mentalità, i sen- cioè quei venticinque capitoli dell'An-
timenti, le emozioni, le traiettorie di vi- nale, intervengano nella realtà cultura-
ta, i progetti politici e personali degli le, modificandola. Si viene formulando
uomini e delle donne che al Risorgi- una retorica in quegli anni, i cui capi-

A CUORE APERTO
mento hanno preso parte». La cultura, saldi sono qui ben esposti e che fanno
insomma. Tale impostazione meglio si di questo volume un testo di analisi in-
chiarisce quando si considerino i venti- sostituibile. Retorica intesa come pro-
cinque capitoli tematici. I titoli sono blematica e come modo di affrontarla
più che significativi, danno un'idea del- in nome della persuasione.
la complessità cui si deve far fronte: Un cardine è, per esempio, l'amor
«Una nuova morale per la donna e la di patria senza o prima che ci sia una
famiglia», «Amore familiare, amore ro- patria. La patria è l'oggetto da «fare»
FOLCO notati politico-ideologici nel nostro ro- introduttivo, al cui centro si trova pro- mantico e amor di patria»; «Padri e fi- (che sia stato fatto bene o no è ancora
PORTINARI
manticismo (da Foscolo a Manzoni a prio un ampio paragrafo intitolato «Ri- gli nel Risorgimento», «Il Risorgimen- oggetto politico controverso). Una mo-
Ci sono parole che ripetia- Carducci a Nievo) e connotati emotivo- sorgimento e Romanticismo». Per par- to delle donne», «Un'immagine che dalità di questo «fare» è il sacrificio e il
mo, convinti di conoscerne il signifi- sentimentali (gli eroi e il culto dell'eroi- te mia credo che una buona porzione prende corpo: il “popolo“ democratico sacrificio comporta una sacralità reli-
cato, e il senso, ma ci accorgiamo, co) nel risorgimento. Non senza l'in- della difficoltà di cogliere una definizio- nel Risorgimento», «Il 1848 e la melo- giosa dell'evento, alternativa e laica.
pronunciandole, che così non è. Per- ganno dell'estensione «popolare» per ne univoca, una sintesi su un comune drammatizzazione della politica», «La Il nuovo si segnala con la presenza
ché senso e significato sono cangian- entrambi (popolo, o «massa», è un'al- denominatore, sia riconducibile alle memoria degli eroi», «La rappresenta- della donna e soprattutto con la ricono-
ti come il cielo o la luce. Per esempio, tra parola polisemica e ambigua). contraddizioni e alla diversità dei coef- zione della guerra nella pittura risorgi- sciuta specificità del ruolo della donna,
le parole romanticismo e risorgimen- Sono queste alcune considerazioni mentale», «Immagini dell'altro: au- che affianca, e non in subordine, il pro-
to. Mutano addirittura a seconda del
luogo ove le pronuncio. Se in Italia, in
preliminari nell'affrontare la lettura
delle circa 900 pagine dedicate al Ri-
Oltre la cronaca dei fatti, striaci e italiani».
Ecco, anche solo da questo parziale
tagonista della storia in veste di
«eroe». Tutto ciò viene convogliato in
Francia o in Inghilterra. Sì, in Italia sorgimento nel ventiduesimo degli An- l’analisi di mentalità, elenco emergono novità con le quali la una proprietà primaria del Risorgi-
risorgimento e romanticismo quasi nali della Storia d'Italia Einaudi, sotto emozioni, sentimenti, virtù, cultura italiana deve fare i conti. Il ri- mento, la sua rappresentazione con
coincidono, perché il nostro risorgi- la guida esperta di Alberto Maria Ban- sorgimento in Italia provoca d'un col- quei suoi caratteri, la sua rappresenta-
mento è un fenomeno che qualifica il ti e Paul Ginsborg. Già scorrendo l'indi- ideali e progetti di uomini e po quella rivoluzione solo sfiorata negli tività. Il riscontro? Nei luoghi canonici,
nostro romanticismo, lo rende origi- ce ci si rende conto della complessità donne che hanno unito il Paese anni e nei secoli precedenti, rendendo- la letteratura, la musica, il teatro, la pit-
nale rispetto agli altri Paesi, e pen- della materia che si convoglia sotto la estranea alla partecipazione attiva tura, dove meglio si esaltano le virtù
sando all'uno automaticamente gli si quell'etichetta onnicomprensiva. ficienti interni al «risorgimento» e al europea: controriforma senza rifor- necessarie. Questo fino al 1870, l'anno
accompagna l'altro. Quando pensia- Il che vuol dire che quell'operazio- «romanticismo», per instabilità se- ma, marginalità nella rivoluzione fran- fatale di chiusura dello spettacolo ri-
mo al risorgimento prevale in noi (in ne politica che in meno di un secolo ci mantica. Da questo punto di vista il ri- cese, niente romanzo e ritardata ege- sorgimentale. Da quel momento dai
me) una nozione politica e ideologica porta alla costituzione di uno Stato uni- sorgimento italiano è un poco un uni- monia culturale della classe borghese, campi di battaglia si passa alla borsa,
diffusa in quel particolare periodo tario nazionale è stata, contestualmen- cum in Europa perché unica è la sua si- niente colonialismo. Infine un'unità di- la guerra si trasforma in lotta di classe,
storico, mentre se dico romantici- te se non prevalentemente, culturale e tuazione, perché la «nazione» sembra nastica, nella quale non è ben visibile, la patria emigra in altri paesi, in altri
smo è la nozione sentimentale ed intellettuale. E' argomento sviscerato il frutto, così com'è, di una «invenzio- almeno mi sembra, il contributo attivo continenti, la fedeltà mette le corna.
emotiva a prevalere. Poi mi addentro in cento anni sia dagli storici che dai ne». Ci sono cioè contraddizioni di cui dei vari membri aggregati, nelle loro Però quell'avventura, da quel momen-
in questi concetti e scopro solidi con- letterati e che ritroviamo nel capitolo tener conto. Che so, tra conservatori e specificità. Certo, la capitale a Firenze, to, ci ha tutti radicalmente cambiati.

do eravamo».
Perdasdefogu Pastori e contadini militare racconta che sta tornan- Ogni testimonianza è dunque
GIANLUIGI
BECCARIA
Il quadro che risulta da que- do a casa in licenza, e il condutto- uno vivo specchio di una civiltà
Vale sempre la pena sti racconti è un coro di concor- re della corriera che lo porta a scomparsa, con le sue usanze,
raccogliere le voci di un micro- danze. Sono tutti pastori o conta- in un microcosmo della Sardegna Perdasdefogu su strade bian- costumi, tragedie, stupori an-
cosmo. Una minuscola comuni- dini, che conducevano una vita che, piene di buche e di sassi, più che, e la sua grazia, come quan-
tà è nicchia che compendia
l'universo. La sua piccola sto-
ria può diventare la grande
di miseria e di stenti. Per semina-
re il grano disotterravano più
che altro pietre, anche gli orti an-
CRESCE IL GRANO che pensare alla comodità dei
passeggeri, sbanda continua-
mente apposta per ammazzare
do un raccontatore ricorda il ma-
nico della sua penna di scuola, la
più bella di tutta la classe, col
Storia. Lo sono state per Nuto
Revelli le valli del Cuneese. Lo
è ora Perdasdefogu, sperduto
davano «spietrati». Dignitoso e
disperato era lo sforzo di soprav-
vivere su una terra grama. Qual-
TRA LE PIETRE conigli selvatici e lepri che taglia-
no la strada, e finirà col portare
a casa un bel bottino.
manico «fatto con un bastoncino
d'asfodelo, colorato di bianco e
di rosso, di celeste e di verde, e
nel centro della Sardegna, nel cuno andava a lavorare a Carbo- Straordinari anche i ricordi anche di ocra, come le foglie di fi-
libro curato da Giacomo Ma- nia, ma veniva la tosse e la saliva sui nomi che a Pedasdefogu era chidindia delle nicchie nella chie-
meli, La ghianda è una ciliegia nera. Di quei luoghi miseri e pie- d'uso dare ai propri buoi: «erano sa di San Sebastiano»; o quella
(Cuec, Cagliari, pp. 345, €16). trosi ci si ricorda intensamente nomi da sbeffeggio, da offesa, de- pagina in cui si racconta di quan-
L'autore ha raccolto quattordi- anche nel gelo del Don, di ogni stinati a un rivale». Ce n'era uno do il soldato mette per la prima
ci storie di vita che risalgono particolare. Ma senza struggi- chiamato «Airosu», riferito a un volta il piede in continente e rico-
agli anni della II guerra mon- mento. Sono giovani coraggiosi. paesano che si riteneva il più po- nosce, in Sicilia, i luoghi che ave-
diale o poco prima, raccontate Anche quando nel vivo della bat- tente della terra, un altro bue va studiato a scuola; o sogna an-
da sopravvissuti ai campi di taglia muoiono loro accanto i era «Po nudda», per niente, rivol- che di esser visto in paese con la
concentramento in Africa, in compagni, quelle morti sono de- to a un fabbro ferraio che non sa- divisa da caporale.
India, in Germania, o alla terri- scritte seccamente, con un'as- peva il suo mestiere, «non era in Sale dal basso come un anoni-
bile campagna di Russia. Par- senza di retorica che sino ad ora grado di fare né uno spiedo e ne- mo brusio. Parlano i senza voce,
tono fascisti e dalla guerra tor- mi è soltanto capitato di leggere anche una graticola», un altro con le loro paure, i loro desideri,
nano «delusi» dai falsi miti. nelle sue pagine di guerra di Bep- bue era «Mancài crèpisi», puoi parlano le generazioni anonime
Quasi tutti i testimoni sono di pe Fenoglio. anche crepare, così che quando che hanno sofferto, con la loro
Perdasdefogu, un paese a quei Alle pagine drammatiche nel si passava col carro davanti alla estraneità dalle grandi decisioni
tempi fuori del mondo, dove libro di Mameli s'alternano an- casa di chi si voleva sbeffeggiare che spesso li hanno travolti nelle
«non arrivavano neanche i che momenti di grande ilarità, o insultare, bastava incitare ad sabbie africane o nel gelo della
giornali. Tagliati fuori dal mon- storie di paese, come quando un alta voce il proprio bue... Russia.
W

Percorsi Tuttolibri
SABATO 10 MARZO 2007
VIII LA STAMPA

rivoluzionari, i giornali e la tele-


visione. La paura come emozio-
ne, dunque; ma anche come LONTANO E VICINO
strumento di potere. Perché è ENZO
facile da stimolare, economica BIANCHI
come investimento (basta poco

IL NON CREDENTE
per provocare paura), ma dai
profitti molto alti (anche se og-
gi durano meno e allora ecco la

CHE HA RISPETTO
produzione incessante di sem-
pre nuove paure).
Paura, o meglio: paure. Tan-
te, oggi; troppe e tutte insieme.
Paure individuali: il buio, la
morte, la solitudine, la malat- Le riflessioni di Arturo Schwarz «ateo anarchico ebreo, anche»:
tia, l'imprevisto. Paura di fare una feconda etica laica, il soffio vitale delle Scritture,
o di non fare, di un rimprovero, capaci di parlare a ogni essere umano, strumenti di liberazione
di essere emarginati. E paure
sociali: la guerra, il terrorismo,
la violenza, il disordine, la di-
soccupazione, il lavoro preca-
rio. Eppure, anche la spettaco-
larizzazione della paura, i film
del terrore che ci piace guarda-
re. E ancora: la paura degli al-
tri e dei diversi da noi.
Due libri da leggere e da me-
ditare, allora. Il primo è la nuo-
va edizione di un classico sull'
Il saggio di Burke studia «la paura come forza trainante della Storia». Qui sopra un fumetto dei Simpson argomento, la Psicologia della
paura di Anna Oliverio Ferra-

N
Tra psiche e cultura Un’emozione ventare ingenui? E che ruolo
hanno i mass media nel creare
ris, psicologa e psicoterapeuta,
docente di Psicologia dello svi-
oi abbiamo solo le
Scritture e la liber-
come lui stesso afferma, «sono
contenuti in una sola parola: Ri-
le nostre paure e nel farci ac- luppo alla Sapienza di Roma. tà». Questa afferma- spetto».
decisiva per l’individuo e la società cettare anche l'impossibile e Una piccolo libro, denso, ma di zione - che Antonio, E' un esempio sintomatico di
l'incredibile? facile lettura. Indispensabile. il padre del deserto come non solo esista, ma sia an-

CHI CREA
Paura. Individuale e sociale. Il secondo: Paura. Una sto- egiziano nel IV secolo, applica- che feconda un'etica laica, di co-
Paura che genera reazioni di- ria culturale, di Joanna Bourke. va ai monaci - mostra a volte me la «spiritualità» non sia ap-
verse: la chiusura in se stessi o Storica al Birkbeck College di un'assoluta pertinenza anche pannaggio esclusivo dei creden-
la ricerca di protezione nel Londra, la Bourke ha scritto in riferimento a persone total- ti, ma dilati il suo soffio vitale

LE NOSTRE
gruppo; l'invenzione di capri un'affascinante storia (cultura- mente estranee al mondo mo- ben al di là degli steccati confes-
espiatori e/o la sottomissione le, appunto) della paura, ricca nastico cristiano, come Arturo sionali. Scorrendo le pagine di
all'autorità. Dopo l'11 settem- di esempi (come quelli citati di Schwarz che nel titolo stesso Schwarz si ha poi anche un'altra
bre, le società occidentali e libe- Darwin e Welles). Paura come della sua opera - Sono ebreo, an- piacevole conferma: le «Scrittu-

PAURE?
rali hanno accettato maggiori che. Riflessioni di un ateo anar- re», cioè i testi che i credenti ri-
controlli, maggiore sorveglian-
za. Senza fiatare: anzi, invocan-
Dal buio al terrorismo, chico (Garzanti, pp. 110, €10) -
non fa mistero della sua alteri-
tengono ispirati e attribuibili a
Dio in modo diretto o mediato, si
do meno libertà e più (apparen- dalla morte alla guerra, tà nei confronti della religione. mostrano ricche di ulteriore sen-
te) sicurezza. Invece: la paura un «fattore innato» utile Infatti, da dove, se non da so e profondità quando vengono
dell'effetto serra e dell'inquina- uno «sta scritto» accolto nella accostate da non credenti con di-
mento è meno potente, non si al potere: i saggi di libertà, viene la linfa che ha ali- scernimento e intelligenza. Si fi-
LELIO
DEMICHELIS
invoca nessuna diversa politi- Bourke e Oliverio Ferraris mentato la sua «filosofia di vi- nisce per ritrovare in esse princi-
ca economica. Forse perché la ta»? In pagine densissime e al pi capaci di parlare a ogni essere
La paura. Un'emozio- paura del terrorismo è funzio- «potente forza trainante della tempo stesso scorrevoli come umano, strumenti di autentica li-
ne. Forte. Fortissima. Davanti nale al potere, per controllare storia umana», dalle religioni una conversazione a cuore berazione interiore, piste di uma-
alla quale siamo fragili e deboli. meglio la società. Se invece la alla guerra fredda e oltre. Il cui aperto, l'autore fa emergere co- nizzazione della vita personale,
Charles Darwin narra di paura per l'ambiente si facesse spettro, che continua ad aggi- me «il rifiuto del principio di comunitaria e sociale.
quando andò a visitare lo zoo di diffusa metterebbe in crisi il rarsi per l'umanità, non può es- autorità, la brama di conoscen- Sì, «le Scritture e la libertà»,
Londra e avvicinò il viso a una modello economico, la ricchez- sere ignorato, anche perché ra- za, il rispetto del diverso, l'ane- cioè l'eredità di sapienza di quan-
teca di vetro contenente una vi- za e i profitti - e questo il potere pido e veloce; mentre altre lito di giustizia, il rispetto della ti ci hanno preceduto e lo spazio
pera africana: «Con la precisa non lo può permettere. emozioni «come l'amore o il natura, il diritto alla felicità, il vitale nel quale ci è dato di acco-
determinazione di non indie- senso di comunità, hanno biso- riconoscimento della valenza glierla, è in fondo tutto quello
treggiare se il serpente avesse UN INVESTIMENTO ECONOMICO gno di più tempo per sviluppar- salvifica e iniziatica della don- che ciascuno di noi ha diritto di
tentato di colpirmi. Ma appena Dunque: paure innate, ma an- si. E hanno lo svantaggio di ren- na» - sono anche i titoli dei bre- possedere e dovere di custodire:
p Joanna Bourke quella attaccò, la mia risoluzio- che paure prodotte perché pro- dere forti, non deboli i cittadi- vi capitoli dell'opera - affondi- forse oggi ci pare divenuta mer-
p PAURA Una storia culturale ne scomparve e feci un balzo in- ducano certi risultati; e altre ni». Per questo non sono amate no le proprie radici nel testo bi- ce rara, ma se ripercorriamo
p LATERZA, pp.476,€20 dietro di un metro o due con paure che devono invece esse- dal potere. Non solo: «Oggi blico e nella tradizione del pen- l'avventura umana sulla terra ve-
p Anna Oliverio Ferraris sorprendente facilità. La mia re rimosse o attenuate perché usiamo il linguaggio del terro- siero ebraico che quel testo ha diamo che la salvaguardia di que-
p PSICOLOGIA DELLA PAURA
volontà e la mia ragione erano non funzionali. Un'autentica re per giustificare il fatto che letto, interpretato, commenta- sti due elementi ha sempre avu-
p BOLLATI BORINGHIERI
p pp.167, €14
impotenti contro l'immagina- gerarchia delle paure (e delle terrorizziamo altri individui»; to nel corso dei secoli. Così, in to, per il singolo come per le col-
Altri titoli per approfondire: zione di un pericolo di cui non emozioni). e le guerre in Iraq e in Afghani- un percorso che si sofferma lettività, un prezzo altissimo. Un
Freud «Il disagio della civiltà avevo mai fatto esperienza». Al lavoro ci sono quelli che stan ci ricordano «che perpe- con particolare insistenza e sa- prezzo che a volte solo delle mi-
e altri saggi», Bollati Borin- E cosa spinse, nel 1938, un Marco Revelli ha definito gli triamo la violenza contro il gacità sulla letteratura talmu- noranze perseguitate o dei profe-
ghieri; Jean Delumeau «La pa- milione di americani a fuggire «imprenditori della paura». prossimo, tanto quanto siamo dica, midrashica e cabbalisti- ti solitari hanno saputo pagare:
ura in Occidente», Sei, e «Il dalle loro case, convinti - dall' Che la producono, la diffondo- vittime a nostra volta della bru- ca, per toccare il culmine con ma è proprio grazie a simili testi-
peccato e la paura», il Muli- adattamento radiofonico di Or- no nella società per trarne alti talità terrorista». Spinoza, e giungere fino al no- moni di una controcultura mar-
no; Michel Foucault «Sorve- son Welles de La guerra dei profitti. In realtà, questi «im- Eppure, scrive la Bourke, stro secolo, ritroviamo gli idea- ginalizzata e osteggiata che sono
gliare e punire», Einaudi; Um-
mondi - che un esercito di mar- prenditori» esistono da sem- «un mondo senza paura sareb- li che hanno mosso e muovono sopravvissute a beneficio di tutti
berto Galimberti «Psiche e te-
chne», Feltrinelli.
ziani fosse sbarcato nel New pre: le religioni e le Chiese, gli be un mondo senza amore». E, il cuore, il pensiero e l'agire di le istanze più profonde che abita-
Jersey? Perché la paura fa di- Stati e i governi, le imprese e i forse, anche «noioso». questo «ebreo, anche» e che, no e nobilitano il cuore umano.

I «Pentiti» Come li «usano» i giudici, ni siano stati, fino al 2000, poco


GIORGIO
BOATTI
più di un migliaio (e 4 mila i fami-
Si chiama Leonardo gliari tutelati, assieme a loro, dal Dall’autore di
Vitale il primo «pentito» di ma- come li giudica l’opinione pubblica Servizio Centrale Protezione): TUTTI I BAMBINI
fia, che il 30 marzo del 1973, de- persone decisive, però, poiché in TRANNE UNO
ciso a rompere il patto omerto-
so che lo legava a «Cosa No-
stra», fa irruzione nella Que-
LORO PARLANO, cambio di sostanziali riduzioni
di pena hanno fornito alle autori-
tà informazioni tali da consenti-
stura di Palermo in preda a
una specie di crisi mistica che
gli impone di cambiare vita e
NOI DIFFIDIAMO re di infliggere significativi colpi
alle più rilevanti organizzazioni
criminali.
di rivelare aspetti, peraltro del I saggi confluiti in Pentiti con-
tutto veritieri, della struttura sentono di valutare il decisivo
e delle imprese delittuose dell' pure a un matto, di rompere il a fuoco di così ampio respiro, di- mutamento apportato da que- Philippe Forest
organizzazione criminale in patto del silenzio che deve avvol- retta non solo agli addetti ai la- ste nuove figure - i «collaborato-
cui è inquadrato. Il giovane, gere il fenomeno mafioso. vori ma mirata a inquadrare il ri», appunto - che pur essendo PREMIO
forse instabile psicologicamen- Le legislazioni antimafia, mu- fenomeno attraverso la riflessio- state poste al centro di seguitis- GRINZANE-CAVOUR
te, fa emergere già allora, in tuate dall'esperienza di contra- ne storica, l'analisi sociologica, sime cronache giudiziarie e di
epoca non sospetta, i nomi di sto del terrorismo, elaborate a la puntualizzazione giuridica, la fiction televisive di largo succes- 2007
personaggi di spicco, quali Rii- partire dagli Anni 90 e ridefinite comparazione con gli altri Paesi so, non erano mai state oggetto NARRATIVA STRANIERA

na e Calò, che componevano la più volte sino a giungere alla più (a cominciare dagli Usa). di un'analisi così sistematica.
«cupola» malavitosa siciliana, recente legge 45 del 2001, costi- Il volume - che accosta nume- Dalla quale, soprattutto attra-
ma viene preso per pazzo. Tra- tuiscono un rilevante aspetto rosi contributi, da Salvatore Lu- verso l'analisi sociologica posta www.aletedizioni.it
volto dalle perizie psichiatri- nella lotta opposta dallo Stato al- po, di cui Donzelli annuncia un in appendice, emerge il giudizio
che finisce per undici anni di- la struttura della criminalità or- saggio su «Sciascia e Andreotti, ambivalente, spesso la diffiden-
menticato negli manicomi giu- ganizzata. Tuttavia, fino all’usci- l’antimafia e la politica», a Fran- za - ben lontana dell'effettiva co-
diziari. Il 2 dicembre 1984, tor- ta del volume Pentiti (a cura di cesco La Licata - spiega come, ri- noscenza dei fatti - con cui la re-
nato in libertà, viene fatto as- Alessandra Dino, Donzelli, pp. spetto all'imponente mole che il altà dei pentiti viene ancora per-
sassinare dalla mafia che non 282, €25), il tema non era anco- fenomeno ha assunto negli Usa, cepita da un campione significa- “Ho fatto di mia figlia un essere di carta...”
può concedere a nessuno, nep- ra stato investito da una messa i collaboratori di giustizia italia- tivo dei nostri concittadini.
W

Visioni Tuttolibri
SABATO 10 MARZO 2007
LA STAMPA IX

Fumetti Bologna celebra il creatore LA MOSTRA


non solo di «Kriminal» e «Satanik»,
artista dell’incisione e del colore

MAGNUS
IL SEGNO
DEL SOGNO
MAGNUS
Pirata dell’immaginario
a cura di HAMELIN
BOLOGNA, Pinacoteca nazionale,
via Belle Arti 56 (info 051 233401)
dal 16 marzo al 13 maggio

La mostra del fumettista bolognese


Roberto Raviola (1939-1996), in arte
Magnus, con oltre 300 opere,prende il
ANTONIO via nel corso di una incontentabile via nell’ambito di BilBOlbul, primo
FAETI
frenesia tesa a conseguire solo l’esito Festival internazionale del fumetto,
C’è, in Magnus, un segreto, ultimo, l’unico in grado di acconten- dal 14 al 16 marzo. Il 15 e il 16 si terrà su
c’è una nascosta ma fermissima vo- tare l’autore. E ci sono grandi tavole Magnus un convegno, alla Accademia
cazione, c’è un modo di vivere il suo create per sperimentare il colore, di Belle Arti: tra i relatori Antonio
rapporto con la Comic Art che de- per raggiungere quel fulgore scono- Faeti, Luca Boschi, Luigi Bernardi,
termina ogni sua scelta e ogni suo sciuto di sfumature, di contrasti, di Daniele Brolli, Carlo Branzaglia, con
itinerario. Magnus era immerso nel tinte rare e inedite che Magnus vole- testimonianze di Loriano Machiavelli,
fumetto popolare, era l’inconfondi- va ottenere. C’è l’incantevole umiltà Claudio Nizzi, Vittorio Giardino
bile creatore visivo di personaggi della carta quadrettata, quella che (quest’ultima anticipata in parte qui
come Kriminal e Satanik che entra- garantisce la qualità vera del proget- sotto, dal catalogo, a cura di Hamelin,
rono nel sogno collettivo dei lonta- to, quella che, come diceva Borges edito da Black Velvet). Il Festival
ni, primi Anni Sessanta, con una ca- della letteratura, «impone al sogno prevede altre 15 mostre in città e
pacità di condizionamento non an- una guida». incontri con autori (tra cui Gipi,
cora davvero studiata. Ma il segno L’eros che scaturisce dalla visio- Scozzari, Mattotti).
di Magnus non fu mai quello di un ne di questo cantiere fumettistico è A destra, Magnus; qui sopra una sua tavola da «Milady 3000» (Ed. Glénat)
vero cartoonist adatto a rivolgersi a direttamente connesso con l’elegan-
un pubblico di massa. Nero, limpi- za struggentemente libidinale del li-

Uno «spirito bodoniano»


bertinismo settecentesco. Curve, vol-
ti, seni, gambe si offrono nella corni- Il ricordo Un amico e «compagno di matita» rievoca i loro incontri
ce di un nitore che rende l’eros, an-
di livida eleganza, che nella sua esplicitazione più riba-
un fulgore di sfumature, dita e provocatoria, soprattutto un
momento nella storia dell’eleganza.
“STORIE VASTE COME UN AFFRESCO, DETTAGLIATE
un nitido eros libertino, Poi c’è il Magnus davvero ultimo, COME UNA MINIATURA: UN LAVORO DA PAZZI ”
una festosa malinconia quello offerto dal volume L’introvabi-
le Magnus, edito da Eredi Raviola/
do, lucido, inflessibile, quasi spieta- Lennox nel 1999. L’artista viaggia nel- VITTORIO tra e una sopra l'altra, in modo da com- - Non funzionerebbe. - disse lui - Al
GIARDINO
to nella sua livida eleganza, il segno le sue montagne ultime tra i calanchi, porre un grande rettangolo ricoperto di decimo visitatore il plexiglass sarebbe
di Magnus scaturiva dai suoi studi le colline, i viottoli, i tratturi in cui A dire il vero, Magnus ed io ci disegni. Si vedrebbe allora che una sto- tanto rigato che non si vedrebbe più
presso l’Accademia di Belle Arti di scelse di attendere le sue ore definiti- incontravamo di rado e sempre ria a fumetti è vasta come un affresco nulla.
Bologna: era un segno che si colle- ve. Il segno, sempre inflessibile, sem- in modi imprevisti. Non ricordo di aver ma dettagliata come una miniatura. - - Allora mettiamo un mucchio di pat-
gava con la storia dell’incisione, pre severamente deciso ad occhieg- mai fissato un appuntamento con lui, - Geniale! - esclamai. tine all'ingresso. L'ho visto fare a villa
con le ricerche anatomiche, con un giare la perfezione, qui si fa più terso, tanto uno dei due di sicuro non sarebbe Dopo averci pensato un po', aggiun- Barbaro, a Maser, per non rovinare i
segreto e onnipresente spirito bo- più lieve, più arioso, più malinconica- venuto. In ogni modo, quando ci vedeva- se: pavimenti… Che cosa c'è da ridere? -
doniano. mente festoso. Sono storie incantevo- mo c'era sempre da imparare. Ricordo - Non sono mica tanti, sai, gli affre- Magnus rispose sogghignando:
Se si osservano attentamente, li, raccolte da Magnus nelle osterie, una volta… Ci eravamo rifugiati in un schi in cui ogni centimetro quadrato è - Pensavo alla scena. Tutti piegati in
con tutta la cura che meritano, le ta- nelle aie, nelle mute rovine di casolari bar piuttosto squallido al margine di un rifinito con pennellini doppio zero! Un due, qualcuno anche in ginocchio, per
vole del volume Le Femmine Incan- di cui ha fatto parlare i muri. E’ una festival, per riposarci un po' e bere qual- lavoro da pazzi maniaci! - leggersi la storia.
tate, proposto da Alessandri Edito- poetica lezione di antropologia cultu- cosa. Cominciammo a parlare di quanto Restammo qualche istante in silen- Carino! -
re nel 2006, si coglie, devo dire con rale offerta ai suoi tanti lettori pro- fosse poco nota la fatica del nostro me- zio. - Si potrebbe fare anche un percor-
commozione, il senso pieno di una prio mentre li lascia per sempre. stiere. - Già, ma nessuno riuscirebbe a leg- so, tipo gioco dell'oca o labirinto. Che te
fatica, di un impegno, di un sacrifi- Aveva amato i grandi classici del- - La bellezza, quella la vedono tutti, gere le pagine in alto. - obiettai - Come ne pare? - domandai.
cio, di una vocazione. Possedevo l’eros cinese, con lo Sconosciuto aveva ma il sudore… - disse. succede con gli affreschi, per vedere i - Magari mettere due storie diverse
già Le Femmine Incantate nella gran- guardato ai misteri internazionali di - Meglio così, tutto sommato. - repli- particolari hai bisogno del binocolo. - - ribatté lui - che ogni tanto si incrocia-
de, elegante versione editoriale del- un mondo pervaso di ansia e di follia, cai. Mi venne un'idea. Mi venivano facil- no, in modo che si possa cominciare
la Granata Press del 1990, ma que- aveva illustrato Sarti Antonio e il ma- - Può darsi. Però, per una volta, mi mente, parlando con Magnus. con una e proseguire con l'altra… Pen-
sta nuova versione non contiene so- lato immaginario per raccontare la piacerebbe fare una mostra di una sola - Ti propongo una variante, - conti- sa alle combinazioni possibili! -
lo la storia, mostra invece il senso sua Bologna nera e solenne, e stava storia, completa, con tutte le tavole che nuai - invece di mettere le tavole appe- Parlavamo molto seriamente di co-
dell’elaborato cantiere in cui la sto- concludendo il suo Tex, quel testa- la compongono. Per esempio, L'uomo se al muro mettiamole per terra, natu- se simili e ci divertivamo un mondo.
ria è nata. mento che si gode con ammirato stu- che uccise Ernesto Che Guevara. - ralmente sotto una robusta lastra di Era così tutte le volte che ci vedeva-
Ci sono straordinari abbozzi a pore e si rispetta come un ultimo salu- - Quante pagine sono? - chiesi. plexiglass. Così la gente potrebbe cam- mo. Si parlava liberamente e faceva be-
matita, splendidi nella loro estatica to. Ma ha disegnato i suoi ultimi prati, - Settantadue. - rispose - Vorrei minarci sopra, come su un pavimento a ne al cuore e al cervello. Caro Magnus,
freschezza, ma lasciati lì, buttati il suo addio è grande e misterioso. montarle fitte fitte, una accanto all'al- mosaico. - sento la tua mancanza.

P
uò un'esperienza nel prato dopo l'esecuzione). di che lasciano intravedere i car- Furono deportati perché era-
estrema come quella I quadri della mostra Mon- nai di Auschwitz). no ebrei, ma furono perseguita-
della Shoah essere tparnasse deporté. Artisti europei L’OCCHIO E L’ORECCHIO Non è la morte ma la vita che ti anche perché erano artisti,
racchiusa in un'im- da Parigi ai lager (aperta al Mu- GIOVANNI prorompe da quei quadri. E' la quel tipo di artisti. La loro arte
magine, in un testo seo diffuso della resistenza di DE LUNA vita di quella straordinaria co- entrava in rotta di collisione
letterario, in un film, in un di- Torino fino al 9 aprile) appar- munità di artisti, esuli politici, con il principio gerarchico auto-

MONTPARNASSE
pinto? La questione della sua tengono però a un altro percor- intellettuali sradicati e assetati ritario del «ciascuno al suo po-
«raccontabilità» evoca subito so conoscitivo. Si tratta dei qua- di conoscenza che fecero allora sto» su cui si fondavano tutti i
quella che Primo Levi definiva dri dipinti dagli autori convenu- di Montparnasse il sogno di totalitarismi novecenteschi.

AD AUSCHWITZ
l'impossibilità della «testimo- ti a Parigi negli Anni 20 e 30 e quello che il Novecento avreb- Non accettavano le «riserve in-
nianza integrale», altri che vanno riassuntivamente ri- be potuto essere e non è stato. diane» in cui quei regimi fram-
dell'«immagine integrale»: compresi nell’etichetta dell'Eco- In quei quadri non c'è nessuna mentavano la società e gli indi-
nessuno dei morti era tornato le de Paris. Non è il loro conte- rivendicazione identitaria, vidui (le donne con le donne, gli
indietro per raccontare l'inter- nuto intrinseco (paesaggi, natu- nemmeno di quella ebraica, uomini con gli uomini, gli stu-
no della camera a gas; nessu- re morte, ritratti e autoritratti, Una mostra di artisti europei deportati nei lager perché ebrei, pur essendo ebrei la loro stra- denti con gli studenti, gli operai
na macchina fotografica era ardite raffigurazioni stilistiche) perseguitati perché artisti: nei loro quadri prorompe la vita, grande maggioranza. Si senti- con gli operai,…), non accettava-
entrata in quelle stanze per do- a legarle allo sterminio, quanto il sogno di quel che il Novecento avrebbe potuto essere vano cittadini del mondo, apoli- no Stati nazionali costruiti su
cumentare gli ultimi istanti il dato estrinseco che tutti i loro di in terra francese. Montpar- frontiere che erano barriere, su
dei deportati. autori furono deportati nei la- un lato, come ci ricorda Paolo prirvi una qualche forma di pre- nasse fu il luogo della moderni- identità che erano nemiche, su
I disegni di David Olère ger e che la loro quasi totalità fu Levi nella bella introduzione al sagio, una sorta di intuizione tà, del cosmopolitismo, della territori e su confini che erano
(membro del Sonderkomman- assassinata. Si tratta di opere catalogo Electa, occorre «sepa- profetica del Male che si era in gioia di vivere e la loro arte fortezze assediate da difende-
do del Crematorio III di Birke- fatte prima e, solo in qualche ra- rare il messaggio pittorico e pla- procinto di incontrare (si pensi (penso a Max Jacob su tutti) fu re. Morirono per questo, preci-
nau) furono tracciati a memo- rissima eccezione, durante la stico dall'icona del martirio»; alla malinconia che affiora nell' contaminazione, simbiosi, rot- pitando nell'anonimato della
ria nel 1946. Le quattro incre- permanenza nei campi, a cui lo dall'altro, non si può prescinde- autoritratto di David Goych- tura degli schemi, ansia di an- morte di massa in cui lo stermi-
dibili fotografie scattate sem- storico non può quindi chiedere re dal dato di fatto che quei qua- man, la copertina del Catalogo, dare oltre le rigidità di qualsia- nio annegò il loro sogno. Mon-
pre a Birkenau dal Sonde- di rispecchiare la realtà di Au- dri - che spesso sprigionano una realizzato però già nel 1942, nel si ortodossia, di infrangere le tparnasse fu il volto radioso e
rkommando documentano so- schwitz . prorompente carica di vitalità- campo di internamento di Dran- regole dei generi prefissati. paradisiaco di un Novecento
lo il prima e il dopo (la fila delle No, quello che ne scaturisce è furono comunque dipinti da chi cy, o - in modo molto più inquie- Questa fu la loro arte, la scintil- che scelse invece di legare la
donne nude all'ingresso della un altro tipo di ricerca che ruo- stava per morire, così da rende- tante - ai disegni del 1935 di la della loro vita. E questa fu an- sua storia a quello tragico e in-
camera a gas, i corpi bruciati ta intorno a due punti fermi: da re inevitabile la curiosità di sco- Jean Moulin, cataste di corpi nu- che la causa della loro morte. fernale di Auschwitz.
W

La classifica Tuttolibri
SABATO 10 MARZO 2007
X LA STAMPA

C’
è una notte profonda in classifica, una di reality show», la danza del cuore di Giada e Mattia di fine ‘700, innocenza ed esperienza di un amore
AI PUNTI quelle notti in cui due vite si confronta- «tre metri sopra il cielo» sotto gli occhi vigili di Ma- sotto il segno di William Blake, poeta-artista di paro-
LUCIANO no, si cercano e si scontrano, si allontana- ria (ci vorrebbe un erede di Eco per una «fenomeno- le e immagini «al punto che era difficile distinguere
GENTA no e si ritrovano, provano la fatica e la logia» della De Filippi, maîtresse-à-penser della le une dalle altre». In saggistica il pacato Augias è
virtù del compromesso, della compren- competizione - «la vita è una sfida» -, temperata con scalzato da un Odifreddi furioso, un Pitagora della
sione e della tolleranza. La notte di Noa e Theo nel astuta ipocrisia - «non ha importanza vincere o non provocazione più sprezzante che impertinente (il
NOA E THEO deserto di Amos Oz, la novità più «alta» della setti-
mana tra i primi 10, rompe la solitudine di Roth, al-
vincere, ciò che conta è capire»). Fra le altre novità
in tabella, nella narrativa straniera tornano Amélie
cristianesimo «essendo una religione per letterali
cretini, ... freno e erbaccia del pensiero democratico

O GLI AMICI meno per chi cerca letteratura, in una classifica


sempre guidata da Moccia, capofila del rosa giovani-
listico. Nella sua scia sale A un passo dal sogno, «il ro-
Nothomb, sempre più «nera» (i suoi giovani prota-
gonisti non sognano, coltivano morbose ossessioni e
praticano gelidi delitti) e Tracy Chevalier, che dopo
e scientifico europeo»). In confronto la ri-conversio-
ne del catto-comunista Vattimo (10˚) è una mite pa-
rabola evangelica e le frecciate della Littizzetto a
DI MARIA? manzo di Amici», «il primo (?) romanzo ispirato a un le ombre e le luci di Vermeer racconta, nella Londra Eminence sono affettuose «avemaria».

I PRIMI DIECI

1 100
2 54
3 54
4 44
5 42

Scusa ma ti La cattedrale Il colore Tango e gli Non dire notte


chiamo amore del mare del sole altri OZ
FELTRINELLI
MOCCIA FALCONES CAMILLERI GUCCINI; MACCHIAVELLI
RIZZOLI LONGANESI MONDADORI MONDADORI

6 37
7 35
8 29
9 27
10 26

Il cacciatore A un passo Boccamurata 10 +. Il mio Everyman


di aquiloni dal sogno AGNELLO HORNBY mondo in un ROTH
HOSSEINI SFONDRINI; ZANFORLIN
FELTRINELLI numero EINAUDI
PIEMME MONDADORI
DEL PIERO
MONDADORI

Narrativa Narrativa Saggistica Varia Tascabili Ragazzi


italiana straniera
1. Scusa ma ti chiamo amore 100 1. La cattedrale del mare 54 1. Perché non possiamo... 15 1. 10+. Il mio mondo ... 27 1. L’ombra del vento 19 1. Le due guerriere 22
Moccia [1] Falcones [1] Odifreddi [-] Del Piero [1] Ruiz Zafon [1] Troisi [-]
18,00 RIZZOLI 18,60 LONGANESI 14,60 LONGANESI 14,00 MONDADORI 12,00 MONDADORI 17,00 MONDADORI

2. Il colore del sole 54 2. Non dire notte 42 2. Inchiesta su Gesù 15 2. Rivergination 16 2. Neve 13 2. Il piccolo principe 11
Camilleri [2] Oz [10] Augias; Pesce [4] Littizzetto [2] Pamuk [3] Saint-Exupéry [1]
14,00 MONDADORI 15,00 FELTRINELLI 17,00 MONDADORI 15,00 MONDADORI 12,80 EINAUDI 7,00 BOMPIANI

3. Tango e gli altri 44 3. Il cacciatore di aquiloni 37 3. Una vita con Karol 13 3. E’ facile smettere di fumare... 12 3. Il mio nome è rosso 12 3. Eldest. L’eredità. Vol. 2 5
Guccini, Macchiavelli [3] Hosseini [2] Dziwisz [3] Carr [4] Pamuk [2] Paolini [4]
17,50 MONDADORI 17,50 PIEMME 17,00 RIZZOLI 10,00 EWI 11,80 EINAUDI 6,00 FABBRI

4. A un passo dal sogno... 35 4. Everyman 26 4. Esportare la libertà 13 4. L’Italia spensierata 12 4. La pensione Eva 10 4. Arthur e il popolo dei Minimei 5
Sfondrini; Zanforlin [-] Roth [4] Canfora [6] Piccolo [3] Camilleri [-] Besson [2]
14,00 MONDADORI 13,50 EINAUDI 12,00 MONDADORI 9,00 LATERZA 6,00 MONDADORI 18,00 MONDADORI

5. Boccamurata 29 5. Nei boschi eterni 26 5. La scomparsa dei fatti 12 5. Tutto il Grillo che conta 5 5. Predatore 8 5. Salviamo la balena bianca 4
Agnello Hornby [4] Vargas [3] Travaglio [1] Grillo [-] Cornwell [4] Stilton [3]
15,00 FELTRINELLI 15,80 EINAUDI 15,00 IL SAGGIATORE 13,00 FELTRINELLI 6,00 MONDADORI 8,20 PIEMME

6. Gomorra 24 6. Diario di rondine 12 6. Compagni di scuola 11 6. Il libro del desiderio 5 6. Proibito parlare 8 6. Principesse 4
Saviano [5] Nothomb [-] Romano [5] Cohen [-] Politkovskaja [6] Autori vari [6]
15,50 MONDADORI 12,50 VOLAND 16,50 MONDADORI 15,50 MONDADORI 10,00 MONDADORI 3,50 WALT DISNEY ITALIA

7. Ritorno a Baraule 17 7. L’innocenza 12 7. Il mondo secondo Fo 9 7. La danzatrice bambina 5 7. E’ una vita che ti aspetto 7 7. Eragon. L’eredità. Vol. 1 4
Niffoi [6] Chevalier [-] Fo; Manin [2] Flacco [-] Volo [-] Paolini [10]
16,00 ADELPHI 17,00 NERI POZZA 13,50 GUANDA 16,50 PIEMME 7,80 MONDADORI 18,90 FABBRI

8. Stagioni 14 8. Hannibal Lecter 10 8. La vita digitale 8 8. La classe fa la ola... 5 8. Seta 7 8. Principesse. Libro puzzle 4
Rigoni Stern [9] Harris [5] Andreoli [-] Beer (cur.) [6] Baricco [-] Autori Vari [9]
10,80 EINAUDI 19,00 MONDADORI 10,00 RIZZOLI 10,00 RIZZOLI 5,00 BUR RIZZOLI 7,90 WALT DISNEY ITALIA

9. Testimone inconsapevole 13 9. Prova d’appello 8 9. Il principe nero 8 9. Limes 5 9. Se questo è un uomo 6 9. Eldest. L’eredità. Vol. 2 4
Carofiglio [8] Turow [6] Greene; Massignani [8] Autori Vari [-] Levi [-] Paolini [-]
11,00 SELLERIO 18,50 MONDADORI 19,00 MONDADORI 12,00 L’ESPRESSO 9,80 EINAUDI 15,90 FABBRI

10. Ho voglia di te 13 10. La schiava bambina 7 10. Ecce comu 5 10. Fate la nanna 4 10. In viaggio con Erodoto 6 10. Cronache del mondo emerso 4
Moccia [-] Diaryatou [-] Vattimo [-] Estivill; De Béjar [-] Kapuscinski [-] Troisi [-]
16,00 FELTRINELLI 14,90 PIEMME 12,50 FAZI 8,00 MANDRAGORA 7,50 FELTRINELLI 20,00 MONDADORI

LA CLASSIFICA DI TUTTOLIBRI È REALIZZATA DALL’ISTITUTO DEMOSKOPEA DI MILANO, ANALIZZANDO I DATI DELLE COPIE VENDUTE OGNI SETTIMANA, RACCOLTI IN UN CAMPIONE DI 120 LIBRERIE A ROTAZIONE, DI CUI 80 EFFETTIVE. SI ASSEGNANO I 100
PUNTI AL TITOLO PIÙ VENDUTO TRA LE NOVITÀ. TUTTI GLI ALTRI SONO CALCOLATI IN PROPORZIONE. LA CIFRA FRA PARENTESI, SOTTO IL PUNTEGGIO, INDICA LA POSIZIONE IN CLASSIFICA NELLA SETTIMANA PRECEDENTE.
LA RILEVAZIONE SI RIFERISCE AI GIORNI DAL 24 FEBBRAIO AL 2 MARZO.

p r o p o s t e :

Trovato con un click!

Con , tutte le notizie


e gli approfondimenti
nazionali e locali del tuo
quotidiano, dal 1992 ad oggi.

www.lastampa.it
W

Diario di lettura Tuttolibri


SABATO 10 MARZO 2007
LA STAMPA XI

Marino La vita. Marino Sinibaldi è vicedirettore di RadioRai e conduttore di


«Fahrenheit», il programma di RadioTre «non sui libri ma con i libri». È nato a
Roma nel 1954: per molti anni bibliotecario, è fra i fondatori di «Linea d'Om-
Le opere. Lettore voracissimo, dice di scrivere ormai «pochissimo: l'ultima co-
sa è una prefazione a Clara Sereni». Il più recente libro a sua firma è «È diffici-
le parlare di sé» (Einaudi), «conversazione a più voci» intorno a Natalia Ginz-
Sinibaldi bra», tiene seminari di «tecnica radiofonica» all'università di Roma. burg. «Pulp, la letteratura nell'era della simultaneità» (Donzelli) è del 1997.

“IL SESTO SENSO


«Leggo tre o quattro giornali, annuso
tantissimi libri, e tanti li leggo. Vedo,
LE SUE SCELTE con preoccupazione e con rassegna-
zione, che oggi si può essere colti o al-
meno informati senza libri e senza

DEL LIBRO COME


giornali. Ma non con la stessa profon-
dità».
“Fahrenheit”, lei dice, non è una trasmis-
sione di libri ma con i libri.
«Parliamo di lentezza, o di Islam, o del-

IL SENSO DEL GOL”


le basi Usa, con chi ha approfondito
scrivendo un libro. La nostra agenda è
l'Indice dei libri in commercio, sul qua-
le costruiamo le puntate. Oggi forse
solo Gad Lerner mostra in televisione
l'uso possibile dei libri per parlare d'al-
tro, la trasformazione mediante incan-
tamento che operano. Né vorrei un
GIOVANNA programma sui libri, troppo noioso».
ZUCCONI
Avete appena proclamato il «libro dell'
«Sono nato in una casa senza
libri, per questo ne avevo un culto
f anno» di “Fahrenheit”.
«Ha vinto Gomorra di Roberto Savia-
quasi fanatico. Poi ho fatto un lavoro no, com'è ovvio. Ma mi preme di più
che mi ha guarito, dal culto e dal fana- rendere visibili libri magari sfuggiti,
tismo». come Il passato davanti a noi di Bruno
Doppia fortuna, dice Marino Sini- Arpaia, Figlia di una vestaglia blu di Si-
baldi: l'ossessione e il suo antidoto mona Baldanzi, o lo splendido Mi chie-
quotidiano, l'incantamento ma senza do quanto ti mancherò di Amanda Da-
reverenza. «Esile e biondino» nelle MARIANGELA GUALTIERI vis, uscito, assurdità tutta italiana, da
memorie settantasettine di Lucia An- Senza polvere un'editrice "di strada" come Terre di
nunziata, parecchio esile e biondino mezzo».
tuttora, trent'anni dopo, con quel
senza peso Non è stanco di trangugiare tanta narra-
quid di irriducibilmente adolescenzia- Einaudi, pp. 121, €11,50 tiva?
le di certi romani cresciuti nel Movi- Poesia, come quella di Mariangela «La quantità può produrre assuefazio-
mento, e ancora sempre in movimen- Gualtieri che nasce spesso anche sulla ne, oppure rendere più sensibili alle
to. Identica curiosità, perpetua, irre- scena teatrale (per esempio in «Fuoco cose davvero sorprendenti. Mi rima-
quieta, e facondia nel frugarne le pie- centrale e altre poesie per il teatro», ne ancora curiosità, prensilità. Il ri-
ghe. D'altronde, parlare è il suo lavo- Einaudi): per Marino Sinibaldi serve a schio, semmai, è di lasciarmi invadere
ro (tre ore ogni pomeriggio, per ra- restituire purezza al linguaggio troppo».
dio, da molti anni). Leggere pure, e lo incrostato dal troppo uso quotidiano. Ma questo è proprio di chi legge. Pur-
è da tanto, in tutte le varianti, dalla Fra gli altri libri amati nelle ultime ché sappia di essere un lettore, e non un
più muscolare alla più sofisticata. settimane, anche«L'ospedale dei artista, uno scrittore.
«Ho cominciato facendo il magaz- dannati di Lem »(Bollati Boringhieri) e «Ecco, so di non essere un artista, non
ziniere di libri, verso i vent'anni, co- «Il padre degli animali» di Di Consoli ho romanzi miei nel cassetto né altro-
me tanti ragazzi del mio quartiere. Ri- (Rizzoli). E, sopra a tutti, «Stagioni» di ve».
cordo l'opera completa di Teilhard Mario Rigoni Stern (Einaudi). Come screma, come sceglie che cosa leg-
de Chardin, volumoni pesantissimi: gere nel mare magnum delle uscite?
al momento delle rese tornarono tut- «A caso. Poi ormai ho un'efficiente re-
ti, fra noi magazzinieri era l'autore
più impopolare».
f te di pre-giudizio: di un libro so già, a
seconda di chi ne ha scritto, o me ne
Poi ha fatto per vent'anni il biblioteca- ha parlato».
rio. E la sera come si disintossica dalle trop-
«Altro mestiere che aiuta a sviluppa- pe parole lette e scritte?
re un atteggiamento attento ma non «La terapia, quando sono esausto, è
retorico. In biblioteca i libri sono an- leggere poesia. Se riesci a creare silen-
zio, aiuta a depurare il linguaggio che
«Ho cominciato facendo ADAM MICHNIK la quantità d'uso banalizza».
il magazziniere di libri, Il pogrom Siete stati i primi a intervistare Ariel To-
Bollati Boringhieri, pp. 77, €7 aff, per il suo libro «Pasque di sangue»
ricordo l'opera completa ora ritirato dopo le polemiche sugli in-
«Sull'antisemitismo, molto meglio di fanticidi rituali da parte degli ebrei.
di Teilhard de Chardin, “Pasque di sangue” di Ariel Toaff è «Mi turba l'uso sfrenato e strumenta-
suo il record delle rese» Il film di Truffaut «Fahrenheit 451» ha dato il titolo alla trasmissione di Sinibaldi questo librino di Michnik, quello di le della storia per polemiche legate sol-
Solidarnosc.Un pogrom nella città tanto al presente. Disseppelliscono ca-
che una scocciatura». Scusi la domanda brutale: si sentiva an- «Solo un professore delle medie, che polacca di Kielce, luglio 1946. Un daveri senza rispetto né per il loro de-
Oggi, per restare all'aspetto pratico, che inferiore, socialmente, culturalmen- ci fece leggere Cristo si è fermato a Ebo- bambino sparì, si disse che era stato stino né per la verità, e questo avvele-
volumetrico, del suo lavoro, sarà som- te, arrivando al Mamiani benestante? li e Spoon River. "Tu fosti saggio a far rapito dagli ebrei: la folla ne uccise 42, na tutto, è un segno di degenerazione
merso dai pacchi con gli omaggi degli «Certo. È stato uno choc. Però era scolpire per me:/ Strappato al male a appena tornati dai lager, la Chiesa era molto peggiore del consumismo lette-
editori. una situazione in cui chi si sentiva infe- venire": dunque esisteva la poesia sen- spaccata in due perché in parte li rario, o dell'omologazione editoriale.
«Un tempo un libro gratis era la feli- riore sapeva che tutto era possibile. za rime! Lui e nessun altro, gli inse- vedeva come comunisti». C'erano Toaff non riesce a dimostrare la pro-
cità, adesso quando ne arrivano a va- Oggi invece, come spiega Marco Lodo- gnanti erano ignoranti, incapaci, irri- 24mila ebrei a Kielce prima della pria tesi, è questa la debolezza del suo
langhe sono disperato. Mi viene in li, nelle scuole chi si sente inferiore sa levanti. Sono molto meglio quelli di guerra, 150 ne tornarono, scampati ai libro. Mentre invece, per esempio, Foi-
mente quella frase orribile: Dio ti pu- di non avere nessuna possibilità. Mio adesso». massacri e a Treblinka: neppure uno vi be rosse di Frediano Sessi racconta
nisce realizzando i tuoi desideri». padre era operaio, ha fatto un cammi- Che cosa plasmava, allora? rimase dopo il tardivo pogrom del 1946. una storia vera, quella di Norma Cos-
E che se ne fa? Dei libri, intendo, non «La socialità, la dimensione orizzonta- setto ventitreenne violentata e infoiba-
dei desideri. «E’ terapeutico leggere le con i compagni». ta dai titini nel 1943, inserendola nel
«Forse alla Rai mi scaffalano la stan-
za, il responsabile si è commosso». poesia: se riesci a creare
E l'università?
«Studiavo storia, ho smesso nel '77. In
f contesto vero: restituendo alla vitti-
ma il diritto di esserlo. Chi riesuma
È un grande privilegio, in azienda, più silenzio, aiuta a depurare quello stesso anno ho cominciato a la- soltanto una parte della verità,
della poltrona in pelle di Fantozzi... vorare in biblioteca, e dai primi Anni “dimenticando" che noi italiani erava-
«Credo riservato finora soltanto a il linguaggio che Ottanta anche a RadioTre. Mi hanno mo invasori e perdenti, strumentaliz-
Enrico Ghezzi, per le videocasset- la quantità d'uso banalizza» assunto nel 1999». za proprio il destino delle vittime».
te». Anche le biblioteche, come gli insegnan- I giornali fanno questo di mestiere: sem-
Ma non credo proprio che i libri le pro- no nitido: dalla fame (letteralmente, ti, sono cambiate in meglio? plificano, e amplificano.
vochino soltanto angoscia. orfano capofamiglia quindicenne du- «Moltissimo, sono fra i luoghi trasfor- MILENA AGUS «Ma è terribile quando le ragioni edi-
«Ho sempre usato la lettura come rante la guerra) alla sicurezza. Da mati più in profondità. Allora lo scopo Mal di pietre toriali sono più importanti di quelle re-
strumento, fondamentale, di emozio- guardare persino con invidia, rispetto della biblioteca era la custodia, la buo- Nottetempo, pp. 119, €12
ali. Nella banalizzazione della storia
ne e di conoscenza. Per questo non alla nostra confusione. Se ascolti Bob na catalogazione, e che qualcuno ve- ad uso polemico, ma anche nella rin-
leggo libri né sul Settantasette né di Dylan, senti il senso dell'apocalisse nisse a prendere libri in prestito era Nella vita della nonna della narratrice, corsa alle anticipazioni sui libri in usci-
calcio, perché ne so più di quelli che ma anche del cambiamento possibile. quasi un fastidio». arriva prima il matrimonio e solo poi ta. Diventa una guerra fra testate,
scrivono». Oggi invece viviamo un'apocalisse Per un onnivoro come lei, la verbalità ra- l'amore, in un incontro durante una cura mentre il lettore reale neppure se ne
Senza eccezioni? aliena dal cambiamento, guardiamo diofonica è un appagamento? Anche, termale. Accanto alla sarda Milena accorge, e intanto legge Il piccolo prin-
«Sto leggendo un libro su Silvio Piola, per esempio alla crisi ambientale sa- mi perdoni, del narcisismo? Agus, Sinibaldi apprezza anche «Un cipe o Flaubert».
Il senso del gol. Bellissimo». pendo che non ce la faremo mai a su- «Certamente è la forma più adatta al saluto attraverso le stelle» di Marisa È la famosa autoreferenzialità, la politi-
Lei è figlio di un tranviere, racconta di perarla». mio temperamento. Quanto al narcisi- Bulgheroni (Mondadori), traduttrice di ca che parla alla politica, i giornali che
essere cresciuto in una casa senza li- Altri tempi, c'era lo slancio della ricostru- smo, lo placo facendo volare in aria Emily Dickinson che qui rievoca illusioni parlano agli altri giornali, in scollamen-
bri. Quando e come ha cominciato a zione. sempre una palla in più, e dimostran- e dolori di tre sorelle sul lago di Como, in to dalla platea realei.
leggere? «Io sono un prodotto generazionale domi che ne sono capace. Adesso, per tempo di guerra. Mentre «ammirazione «È una degenerazione, che separa la
«Mi hanno iscritto al Mamiani, un li- fin troppo banale, ho beneficiato di esempio, ho cominciato a occuparmi e spavento» ha suscitato in lui «L'anno società letteraria dai lettori. Ma feno-
ceo classico. Un mese dopo l'abbia- quell'eredità storica e familiare: di letteratura per ragazzi». del pensiero magico» di Joan Didion (Il meni come i milioni di libri venduti in
mo occupato. Anch'io: ma non ci ca- l'apertura al cambiamento». Ma così diventa quasi un giocoliere, o Saggiatore), per l'elaborazione del lutto edicola o come i festival tipo Mantova,
pivo niente. Mi misi a leggere per ca- Gli adulti, i professori per esempio, han- un acrobata. Con quale e quanto allena- tramite la scrittura. hanno riavvicinato lettori e libri. Que-
pire che cosa avevo fatto nel ‘68». no contribuito? mento quotidiano? sta è democrazia».

TUTTOlibri RESPONSABILE: NICO ORENGO. IN REDAZIONE: LUCIANO GENTA, BRUNO QUARANTA. E-MAIL: tuttolibri@lastampa.it SITO INTERNET: www.lastampa.it/tuttolibri/

Potrebbero piacerti anche