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Numeri magici

Dalla sequenza di Fibonacci al numero Aureo: le meraviglie della matematica trovano vita nelle mirabili forme naturali
Sabrina Mugnos

in natura
sulle piccole palline candide che punteggiavano il mio piumino nero, ho potuto scorgere la loro forma: erano perfetti e meravigliosi cristalli di ghiaccio. Quel rigido giorno di febbraio piovevano cristalli dal cielo a milioni, a miliardi, e gli occhi di chiunque potevano cogliere la loro bellezza. I miei lhanno fatto. Si dice che nessuno di essi sia uguale allaltro; e anche se la statistica potrebbe porre un prudente veto su tale affermazione, resta il fatto che pressoch impossibile scorgerne di uguali, sebbene possano essere raggruppati in categorie di forme. Non esiste artista che potrebbe partorire dalla sua mente geometrie pi belle e suggestive, eppure la loro genesi segue rigidi schemi matematici; lestroso architetto che li assembla qualche ammasso informe di nubi, destreggiandosi su sottili equilibri di temperatura e umidit dellaria. Alcune delle sublimi forme che esibiscono i fiocchi di neve.

alileo Galilei davvero non sbagli quando, quasi quattro secoli or sono, nella sua celebre opera Il Saggiatore (1623) scrisse: la filosofia scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi ma non si pu intendere se prima non si impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, n quali scritto. Egli scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi un aggirarsi vanamente per un oscuro labirinto. In effetti evidente che luniverso si esprima in un linguaggio squisitamente matematico attraverso leggi fisiche alle quali soggiacciono i fenomeni naturali che osserviamo (sebbene molte dinamiche rimangano ancora oscure), sebbene le forme della natura siano ben lungi dallassomigliare a figure geometriche perfette. Eppure dietro al senso di bellezza ed armonia che sanno suscitare, a ci che esteticamente sublime, inatteso e talvolta spiritualmente mistico si celano ancora eleganti e misteriose leggi matematiche e geometriche.

Cristalli di ghiaccio e spirali: meraviglie di natura

Qualche anno fa mi trovavo a sciare in Valle dAosta. Era una giornata grigia e talmente fredda che neanche il cielo pareva sentirsela di aprirsi per far cadere la neve. In compenso piovevano fitti ma minuscoli granelli bianchi che, sospinti come piccoli proiettili dalla discesa sugli sci, martoriavano il volto come spilli. Spesso siamo cos distratti e assorti nei nostri pensieri che non prestiamo attenzione a ci che ci circonda (per inciso credo che sia proprio questa la principale virt che abbiamo perduto nel corso della nostra evoluzione). Tuttavia quel giorno, durante il percorso sulla seggiovia, nellistante in cui il mio sguardo si soffermato
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Numeri magici in natura

I segreti di questo straordinario mondo della matemagica, che esibisce vere e proprie opere darte, sono sbalorditive sequenze numeriche, come si accorse pi di otto secoli fa un grande matematico toscano di nome Leonardo Pisano, meglio noto come Fibonacci
Galeotta la preziosa molecola dellacqua, che nella sua fase ghiacciata si sbizzarrisce in inaspettati capolavori artistici e non solo quando piove dal cielo, ma anche quando si dispone su superfici fredde come i parabrezza delle auto, per esempio. Per qualche buona ragione essa non si distribuisce uniformemente come un sottile manto lattiginoso, ma forma una giungla surreale di minuscole felci frastagliate. Ma, a quanto pare, gli spigoli non sono le uniche vanit di madre natura, che si diletta anche con sinuose curve come le spirali. La pi affascinante la troviamo dentro le nostre cellule ed il Codice Genetico, il motore della vita come la conosciamo, ma se ne trovano di sublimi espressioni pressoch ovunque. Il Nautilo, per esempio, un mollusco marino superstite dellantichissima era Paleozoica, scampato alla pi colossale estinzione di massa di tutti i tempi allorch oltre il 90% delle specie capitolarono per cause ancora non chiare. Questo curioso organismo costruisce la sua dimora calcarea secondo quella che in matematica viene chiamata Spirale Logaritmica. Le spirali sono curve piane che girano intorno ad un punto centrale spostandosi sempre pi allesterno via via che si procede. Quelle in cui la distanza tra una spira e la successiva costante si chiamano Spirali di Archimede, e ne sono ottimi esempi conchiglie altrettanto vetuste come le ammoniti, per esempio, purtroppo non abbastanza fortunate da aver resistito alla crisi Permiana e giunte a noi solo sottoforma di fossili. Quando invece la distanza tra le spire aumenta in maniera esponenziale raddoppiando le dimensioni in un intervallo determinato, la spirale si chiama logaritmica, e abbiamo forme come il Nautilo.

Sulla sinistra visibile la conchiglia del Nautilus (organismo tuttora esistente) strutturata secondo una spirale logaritmica. Alla sua forma si contrappone la spirale di Archimede utilizzata dalle Ammoniti (in alto sulla destra) purtroppo estinte alla fine del periodo Paleozoico.

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Phi esprime una relazione geometrica considerata talmente preziosa da essere definita sezione aurea o numero aureo e da aver ispirato pensatori di tutte le discipline pi di qualunque altro numero nella storia della matematica
Tale curva fu chiamata anche equiangola dal matematico e filosofo Cartesio nel 1638 perch, tracciando una linea dritta dal polo a un suo punto qualsiasi, questa la intercetta formando sempre lo stesso angolo. E ancora la natura sfrutta tale propriet. Il falco pellegrino, per esempio, avendo un apparato visivo che guarda lateralmente, seguendo tale spirale, pu tenere la testa dritta (e non doverla ruotare di continuo in un senso e nellaltro) non perdendo di vista la preda e massimizzando la velocit durante lattacco in picchiata di caccia. Questa forma partorita dalla natura, peraltro scelta per svariati altri oggetti come le galassie, gli uragani ecc., talmente armonica e ipnotica dallaver ispirato opere darte come quella dellamericano Frank Lloyd Wright, che ha progettato il museo Guggenheim di New York secondo la sua struttura. Ma gi il grande Leonardo da Vinci ne rest ammaliato, immortalandola nellopera Leda e il Cigno nei capelli raccolti, e ancora sottoforma di vortici in unimpressionante serie di schizzi catastrofici ispirati al Diluvio. E lo stesso dio ind Shiva, danzante, ha in mano questa conchiglia come simbolo della Creazione. Altri gusci come quelli delle chiocciole sia di mare che di terra, invece, esibiscono spirali pi anguste che si attorcigliano nello spazio come quelle strette scale da arredamento che portano nelle mansarde. Sempre per tale forma hanno optato molte piante per disporre i loro semi. Le squame delle pigne dellabete, per esempio, sono disposte secondo spirali intrecciate, cos come i gustosi semi che punteggiano il capolino di un girasole.

La sequenza di Fibonacci

I segreti di questo straordinario mondo della matemagica, che esibisce vere e proprie opere darte, sono sbalorditive sequenze numeriche, come si accorse pi di otto secoli fa un grande matematico toscano di nome Leonardo Pisano, meglio noto come Fibonacci. Partendo dalla proliferazione di una coppia di conigli, egli si rese conto che la popolazione delle coppie cresceva secondo la seguente progressione numerica (che ovviamente prese il suo nome): 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144, 233, 377, 610, ecc. dove ogni numero a partire dal terzo la somma dei due precedenti. E il mondo naturale stracolmo di tali numeri che utilizza per disporre le proprie configurazioni. Facciamo qualche esempio cominciando dal regno floreale e proprio dalla ben nota margherita di campo, che spesso interroghiamo per dissipare i nostri tormenti sentimentali con la domanda: Mama o non mama?. La maggior parte di questi fiori ha 13, 21 o 34 petali, e a proposito del dilemma amoroso, quando la beccate con i numeri dispari e cominciate col mama lesito sar affermativo; quindi vi conviene sempre cominciare con questa domanda! Poi ci sono i gigli che hanno 3 petali, i ranuncoli 5, i delphinia 8, i tageti 13, gli astri 21 e i girasoli che oscillano tra 34, 55, 89 o 144. Se vi cimentate nel conteggio considerate che qualche petalo potrebbe essere caduto, oppure la corolla potrebbe essere doppia (ma sempre multipla dei numeri di Fibonacci) come conseguenza delle tecniche agricole di lavorazione.

Le immagini mostrano lintreccio di spirali che assemblano i semi di girasole nel suo capolino.

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Anche la corolla della rosa collegata al rapporto aureo. Gli angoli che definiscono le posizioni dei petali (in frazioni di angolo giro) sono la parte decimale di semplici multipli di phi
Nel girasole i semi sono disposti lungo spirali il cui numero dipende di solito dalle sue dimensioni. Nel caso pi comune ci sono 34 spirali avvolte in senso orario o antiorario, e 55 avvolte nel senso opposto. Ma sono stati osservati girasoli con rapporti del numero di spirali 89/55, 144/89 e perfino 233/144. Anche gli alberi non sono immuni da tali configurazioni. Le squame della pigna dellabete sono disposte in due famiglie di spirali intrecciate, e ogni famiglia contiene un numero di Fibonacci di squame. E che dire dei frutti? La maggior parte degli ananas presenta sulla superficie 5, 8, 13 o 21 spirali via via pi ripide di squame esagonali. ma, soprattutto, la loro rappresentazione decimale non termina mai e non periodica. In sostanza sono numeri interminabili, incommensurabili o infiniti, e nel loro esserlo riescono pure a non ripetersi! Il pi greco (), pari al rapporto tra la circonferenza e il diametro di un cerchio qualsiasi per un valore che parte da 3,14159, il pi noto di questi numeri anche al grande pubblico. Meno famoso ma ancora pi affascinante, invece, phi (), corrispondente ad un anonimo 1,6180339887. Eppure, esprime una relazione geometrica considerata talmente preziosa da essere definita sezione aurea o numero aureo, e da aver ispirato pensatori di tutte le discipline pi di qualunque altro numero nella storia della matematica. Il suo potere, poi, si rafforzato quando nel diciassettesimo secolo lastronomo polacco Giovanni Keplero si accorse del suo legame con la sequenza di Fibonacci: procedendo, infatti, lungo i numeri della sua successione, si trova che il rapporto tra un termine e il suo precedente oscilla (risultando ora in eccesso ora in difetto) intorno a un numero al quale si avvicina sempre di pi. E quel numero proprio Phi, il Rapporto Aureo. Quindi la misteriosa sequenza numerica racchiude qualcosa di ancora pi strabiliante che la natura sfrutta di continuo con grande disinvoltura.

Phi, il Numero Aureo

Ma c di pi. Oltre un millennio prima che Fibonacci facesse balzare fuori dal cilindro la sua magica sequenza numerica, i primi grandi pensatori erano in piena crisi filosofica per le anomale caratteristiche di alcuni numeri che, per questo, vennero definiti irrazionali. Senza entrare troppo nel dettaglio che esulerebbe dal nostro scopo, diciamo solo che questi utlimi non possono essere il quoziente di due numeri interi (in pratica non scaturiscono da una frazione e, quindi, tramite essa non si possono esprimere);

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La matematica sembra essere dotata di una dimensione estetica che comunica direttamente allanimo umano tramite la semplice contemplazione delle forme che cesella
Per esempio, a causa del fenomeno scientifico noto come fillotassi (disposizione delle foglie) le piante tendono a disporre i loro tronchi e il loro fogliame secondo schemi regolari per cercare di massimizzare lesposizione alla luce, alla pioggia e allaria. E tali schemi seguono moti rotatori in quanto evitano che la pianta ombreggi le proprie fronde le une con le altre (vale anche per i frutti come le pigne o i semi; ecco perch la disposizione spiraliforme di questi ultimi come abbiamo visto in precedenza). Qualche esempio? I tigli collocano le proprie foglie da due parti opposte corrispondenti a un mezzo giro intorno al fusto (quoziente di fillotassi ); il rovo, il faggio e il nocciolo dispongono il passaggio da una foglia allaltra con un terzo di giro (quoziente di fillotassi 1/3); il melo, alcune querce e lalbicocco 2/5 di giro, il pero e il salice piangente 3/8 ecc. Le foglie, insomma, si succedono tutte lungo una stretta spirale chiamata vegetativa scandita dai numeri di Fibonacci, avanzando lungo una circonferenza secondo un angolo costante (noto come Angolo di Divergenza) prossimo a 137,5 e ancora legato al Rapporto Aureo! Infatti langolo maggiore risultante dalla divisione dellangolo giro secondo il Rapporto Aureo misura 360/ , ovvero 222,5. Quindi langolo minore in cui langolo giro diviso 360 222,5 cio 137,5: lAngolo Aureo. A livello ottico limpressione che questa disposizione genera quella di due spirali di senso opposto che si avvitano lun laltra cos come esibisce il capolino del girasole, le spire delle pigne, e tanti altri organismi ancora. Anche la corolla della rosa collegata al rapporto aureo. Gli angoli che definiscono le posizioni dei petali (in frazioni di angolo giro) sono la parte decimale di semplici multipli di phi. Il primo petalo a un 0,618esimo (la parte decimale di 1 x phi) di giro dal petalo 0; il secondo a un 0,236esimo (la parte decimale di 2 x phi) dal petalo 1 e cos via. Ma perch accade tutto ci? Qualche secolo fa lastronomo polacco Keplero si convinse che si trattava di pura efficienza: se posti secondo la cadenza degli Angoli Aurei i germogli risultano pi fitti e utilizzano lo spazio nel modo migliore. Daltro canto se lAngolo di Divergenza avesse unampiezza di qualsiasi altro prodotto razionale dellangolo giro, le foglie si allineerebbero o in modo da lasciare inutilizzata una grande quantit di spazio tra luna e laltra, o sovrapponendosi
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ostacolandosi a vicenda. Naturalmente solo unipotesi, anche perch giusto sottolineare che pi che di regole si tratta di tendenze prevalenti, le cui eccezioni potrebbero invalidare ogni congettura. Idem varrebbe per lingegno del Nautilo: poich con let la creatura dal corpo molle cresce, diventa troppo grande per la camera e amplia la casa secernendo nuovo materiale per la costruzione. Ma mentre la conchiglia si allunga, il raggio aumenta in proporzione, cosicch la forma del guscio resta immutata. In tal modo questo inconsapevole e geniale architetto della natura, pur ampliandola, trascorre tutta la vita nella stessa dimora in costante equilibrio. In altri casi una questione di avido sfruttamento degli spazi, come dimostra la forma esagonale dei nidi dapi, in assoluto la configurazione pi efficiente per stipare cerchi in un piano. E a questo punto sembra che cotanta efficienza valga anche per il mondo inorganico; avendo, infatti, la maggior parte dei cristalli di neve sei punte, essi tendono a incastrarsi egregiamente ottimizzando lo spazio vuoto e agevolando la trasformazione del vapor acqueo in neve.

Le figure geometriche auree

Ma Aureo non solo un numero o un angolo, bens anche alcune figure geometriche. Il Rettangolo Aureo, per esempio, si ottiene quando i suoi lati, maggiore e minore, stanno in rapporto con , e accade che lunico che consente, togliendo un quadrato corrispondente alla sua area, di ottenere un rettangolo simile al primo. Cos facendo, tracciando due diagonali che si intersecano in ciascuna coppia di rettangoli padre e figlio, si trova che tutte passano per un punto, in modo che una serie di rettangoli aurei sempre pi piccoli converga nel suo intorno senza mai raggiungerlo (il matematico Clifford Pickover lo chiam lOcchio di Dio). E se si congiungono i punti in cui questo vortice di quadrati divide i lati secondo il Rapporto Aureo, si ottiene la famosa spirale logaritmica che si avvolge intorno allOcchio. Idem vale per il Triangolo Aureo, un triangolo in cui il rapporto di lunghezza tra i lati uguali e la base pari a . Anche in questo caso continuando a bisecare gli angoli alla base si forma un vortice di triangoli sempre pi piccoli i cui vertici, collegati, danno una curva logaritmica. Il legame di phi esiste anche nellambito di figure

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Il grafico illustra la relazione tra il Rettangolo Aureo e la Spirale Logaritmica. Stando i lati maggiore e minore del Rettangolo in rapporto con , togliendo un quadrato corrispondente allarea del primo si pu ottenere un rettangolo simile. Cos facendo tracciando due diagonali che si intersecano in ciascuna coppia di rettangoli padre e figlio, si trova che tutte passano per un punto, in modo che una serie di rettangoli aurei sempre pi piccoli converga nel suo intorno senza mai raggiungerlo (il matematico Clifford Pickover lo chiam lOcchio di Dio). E se si congiungono i punti in cui questo vortice di quadrati divide i lati secondo il Rapporto Aureo, si ottiene la famosa spirale logaritmica che si avvolge intorno allocchio. piane come il Pentagramma, ottenuto collegando tramite diagonali tutti i vertici di un Pentagono. Questultimo la comune stella a cinque punte ognuna costituita da un triangolo isoscele dove il rapporto della lunghezza di uno dei lati con la base uguale alla Sezione Aurea. Se continuiamo allinfinito a inscrivere il Pentagramma allinterno del Pentagono, si pu dimostrate che ogni segmento minore del precedente di un fattore esattamente uguale al Rapporto Aureo, e che la diagonale e il lato del Pentagono sono incommensurabili, ovvero che il rapporto delle loro lunghezze non pu essere espresso come rapporto di numeri interi. Anche i poliedri regolari (quelli che possono essere inscritti in una sfera, ovvero i solidi platonici tetraedro, cubo, ottaedro, il dodecaedro, licosaedro) sono Iscrivendo un Pentagramma (la comune stella a cinque legati al Rapporto Aureo, essendo le facce costituite da punte) allinterno di un Pentagono, si pu dimostrate figure piane; in particolare licosaedro (con 20 facce che ogni segmento minore del precedente di un fattore triangolari) e il dodecaedro (con dodici facce pentago- esattamente uguale al Rapporto Aureo, e che la diagonanali). Nel primo i dodici vertici si possono dividere in le e il lato del Pentagono sono incommensurabili, ovvero tre gruppi di quattro, e i vertici di ciascuna tetrade si che il rapporto delle loro lunghezze non pu essere possono collocare in cima agli angoli di un Rettangolo espresso come rapporto di numeri interi.

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Aureo. In egual modo i centri delle dodici facce pentagonali del dodecaedro si possono raggruppare quattro a quattro, e ciascuno di questi gruppi corrisponde ai vertici di un Rettangolo Aureo.

Matematica, storia e arte

indubbio che il senso estetico umano provi un senso di piacere nellammirare forme che possiedono certe simmetrie, ovvero emanano una sorta di armonia inducendo unestasi quasi mistica. E cos nel Rinascimento il Rapporto Aureo sconfin oltre il mondo matematico per approdare in quello dellarte e dello studio dei fenomeni naturali. Sebbene molti siano convinti che tale proporzione sia stata incorporata gi in strutture antichissime come la Grande Piramide di Giza, il Serapeo del Tempio di Seti I o il Partenone di Atene, non sembrano esistere prove scientifiche inattaccabili a suffragio di tale tesi. Di certo, per, sappiamo che il teologo e matematico toscano Luca Pacioli nel 1509 pubblic a Venezia un trattato in tre volumi sulle propriet del Rapporto Aureo chiamato Compendio de Divina Proportione ufficializzandone lesistenza anche al mondo dei non matematici. Quindi probabile che, da allora, numerosi artisti abbiamo provato a sfruttarne la sua efficacia visiva, e anche acustica, nelle loro opere. Ma anche in questo caso laffermazione rimane ambigua, perch spesso si riscontrano parametri figurativi che pi che altro si avvicinano a questo numero, come per esempio le dimensioni del quadro di Salvador Dal Il

Sacramento dellUltima Cena del 1955, grande allincirca 268 x 167 cm, peraltro abbellita di un enorme dodecaedro che fluttua sopra la tavola e la circonda. Poi ci sono opere come la splendida tela de La Madonna di Ognissanti del pittore e architetto Giotto di Bondone, dove molti studi affermano che le figure centrali (rappresentate dalla Madonna e il Bambino) siano inscrivibili in Rettangoli Aurei, cos come la Madonna di Rucellai (di Duccio di Buoninsegna) e la Madonna di Trinit di Cimabue, che per sono molto precedenti alla data ufficiale di diffusione del Rapporto Aureo al di fuori del mondo matematico, essendo state dipinte tra il 1200 e il 1300. La matematica, insomma, sembra essere dotata di una dimensione estetica che comunica direttamente allanimo umano tramite la semplice contemplazione delle forme che cesella. Ma in fondo una consapevolezza, magari inconscia, che gi possediamo; non rimaniamo, forse, estasiati da fiori di vario colore o pietre pregiate al punto che le doniamo per esprimere i nostri sentimenti e le nostre emozioni? Quale gesto damore pu essere pi struggente del sacrificio di una rosa rossa o della luce immortale di un gioiello? Ma ci dischiude tutta unaltra serie di domande: questa umanit che trasuda dai numeri stata fatta per essere contemplata da noi oppure ha unesistenza indipendente? Dio un matematico? Un geniale architetto? E perch profondere tanti sforzi estetici per cesellare parti di un mondo di cui spesso neppure ci accorgiamo?

Letture
Keith Devlin I Numeri Magici di Fibonacci Lavventurosa scoperta che cambi la storia della matematica Rizzoli, 2012 Alfred S. Posamentier, Ingmar Lehmann I (favolosi) Numeri di Fibonacci Emmebi, 2011 Mario Livio La Sezione Aurea Storia di un numero e di un mistero che dura da tremila anni BUR, 2007 Cercalo in libreria o su www.scienzaeconoscenza.it - Letture consigliate
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Scritto da Sabrina Mugnos


Geologa, ha studiato e visitato decine di vulcani in giro per il mondo attraverso esplorazioni avventurose e talvolta estreme. Si occupa da tanti anni anche di astrobiologia e di Archeoastronomia. Il suoi libri, I maya e il 2012, Catastrofi Naturali, Vulcani, Luniverso che pensa, (Macro Edizioni), stanno riscuotendo un grande successo in Italia e in diversi paesi stranieri. Impegnata in corsi, seminari e convegni a respiro internazionale, spesso ospite di trasmissioni televisive e radiofoniche. Per maggiori informazioni: www.sabrinamugnos.com

Geometria

frattale
Sabrina Mugnos
matica facendo urlare alle mostruosit, a stranezze ripugnanti e deformi o, per usare le parole di Charles Hermite, suscitando ... la paura e lorrore della trista piaga delle funzioni senza derivata.... Una di queste prime curve dette anche patologiche (sia per i folli paradossi che racchiudono che come gioco di parole dallinglese path, percorso), fu inventata dal matematico Giuseppe Peano, ed in grado di girare in modo cos complesso da toccare ogni punto in un piano, cos da reiterarsi potenzialmente allinfinito, rimanendo per circoscritta a unarea limitata. Avete gi colto il paradosso? Un linea che serpeggia allinfinito ma dentro una spazio definito. La curva di Peano reitera infinitamente se stessa fino a ricoprire un quadrato. Si racconta laneddoto che a Spinetta di Cuneo, fino a non molto tempo fa sul balcone della casa di Peano fosse ammirabile una piastrellatura simile a quella rappresentata dalla sua curva, poi smantellata dallignara, attuale inquilina.

Broccoli, fegato, mercati finanziari, universo: la struttura similare del mondo

i siete mai soffermati, anche solo un istante, a riflettere sulle forme naturali del mondo che ci circonda? Sono montagne, vallate, canyon, fiumi, oceani e mari, caverne, alberi, rocce, nubi e animali di ogni genere. Ma qual la loro esatta geometria? E se volessimo misurarli? Idem vale per i moti turbolenti dellaria (ovvero la dinamica del clima, delle perturbazioni atmosferiche, ecc.), delle acque in generale (oceaniche, fluviali, lacustri, sotterranee), e di tutti i fenomeni elettromagnetici (fulmini, aurore, propagazione del campo geomagnetico e dellelettricit ecc.).

Le curve patologiche

Fin dai tempi antichi ci siamo arrangiati con gli schemi e le figure messe a disposizione dalla geometria euclidea, ma la consapevolezza dei limiti di tale approssimazione non mai venuta meno, e loccasione di affrontarli arriv nel 1875 quando il matematico Karl Weierstrass scopr una curva priva di tangente in ogni suo punto, ovvero, in gergo, non derivabile e, quindi, priva di una descrizione analitica. Limpeccabile raziocinio del regno matematico astratto, quindi, cominci a vacillare, e lo scompiglio totale sopraggiunse quando il matematico russo Georg Cantor (la cui ossessione nel risolvere i problemi dellinfinito lo port a impazzire e trascorrere internato buona parte della sua vita) invent la Teoria degli insiemi (una delle colonne portanti della matematica moderna) dimostrando, nel 1877, uno strabiliante teorema (linfinito numero di punti su una retta monodimensionale uguale al numero di punti allinterno di un qualsiasi cubo tridimensionale). A quel punto uscirono dallombra altri oggetti stravaganti e inconsueti che indignarono lortodossia mate-

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Geometria frattale

Nel tentativo di diradare loscurit dentro alla quale erano piombati gli studiosi, il matematico svedese Helge von Koch, nel 1904, cre unaltra di quelle fastidiose curve continue prive di punti di tangenza che prese il suo nome. Cominci a costruirla partendo da un triangolo equilatero dividendo ogni lato in tre segmenti uguali e collocando nel mezzo un altro triangolo equilatero pi piccolo di un terzo, e poi ripet ancora e ancora la stessa operazione. Stesso controsenso della curva di Peano, a ogni operazione la lunghezza del perimetro della curva aumentava di un fattore 4/3 crescendo indefinitamente, sebbene le

La struttura similare

Nellindagare questo affascinante mondo astratto gli studiosi si accorsero di unaltra caratteristica importante di tali bizzarre curve, chiamata autosimilitudine, secondo la quale ogni loro pi piccola parte riproduce, in scala ridotta, la forma dellintero disegno; in pratica troviamo un ordine (la reiterazione di uno stesso motivo) soggiacente a unirregolarit (la forma generale). E notarono altres che gran parte degli oggetti del mondo naturale sembrano seguire questa regola. Facciamo un meraviglioso esempio? Avete mai notato

Una rappresentazione della Curva di Koch, che molto ricorda la forma del fiocco di neve ma anche i confini frastagliati di molti oggetti come una linea costiera.

dimensioni dellarea del poligono rimanevano limitate a 8/5 dellarea del triangolo di partenza. Nel mondo della geometria euclidea gli oggetti hanno un numero di dimensioni espresso da un valore intero: i punti non hanno dimensione, le line rette ne hanno una, le figure piane due e i solidi tre. Tuttavia le forme anomale di cui stiamo parlando cambiano dimensione e in modo irregolare tra luna e le due dimensioni (come la saetta, per esempio, che spostandosi nello spazio oscilla tra 1 e 2 dimensioni); come sciogliere il dilemma?

dal verduraio o al supermercato, nel periodo invernale, che ammassati insieme ad altri ortaggi spiccano elaborate sculture? Si tratta della variet di broccolo verdognolo (chiamato romano o cimoso) che esibisce la parte centrale come un insieme di piccoli torrioni in stile barocco assemblati nella forma di una spirale. Farlo a pezzi e divorarlo altrettanto sacrilego che sfoderare una coltellata su una tela di Leonardo! La sua bellezza incanta, e, a uno sguardo appena un poco pi attento, si nota che linfiorescenza del grosso cavolo costruita con tanti micro cavoletti assemblati

Il broccolo romano o cimoso forse il pi sublime esempio di oggetto frattale nel quale spicca ben visibile la struttura autosimilare. Ogni pi piccola parte della sua infiorescenza riproduce il motivo generale.

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Geometria frattale

con struttura spiraliforme. Un altro bellesempio la felce, dove ogni fronda presenta una grande somiglianza con lintera pianta; ma sono svariate le forme naturali che rivelano innumerevoli sequenze di motivi sempre uguali o molto simili che si ripetono allin-

La felce un altro splendido esempio di autosimilarit, dove ogni fronda riproduce la forma dellintera pianta. finito variando solo la scala. Non sono solo il regno animale a vegetale a esibire tanto estro. I fenomeni geologici che modellano la superficie terrestre, per esempio, sanno ricamare motivi a dir poco stupefacenti (vedi immagini).

Una serie di immagini satellitari di alvei e bacini fluviali mostra la loro complessit, che pu essere affrontata quantitativamente solo tramite la geometria frattale.

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Geometria frattale

Lass non troviamo semplici punti sparpagliati nel vuoto, ma centinaia di milioni di assembramenti di stelle (le galassie) organizzati in grumi, ammassi singoli, doppi, tripli, regolari, irregolari ecc. ricamati in estrosi arabeschi con tentacoli filamentosi e separati da giganteschi vuoti a forma di celle di alveare, bolle, e chiss che altro; visione ben distante dalle pacate e uniformi pianure disegnate dalla Legge di Hubble
Matematica e geometria frattale
Koch partito da una figura geometrica, ma questa volta togliendo in modo ripetitivo porzioni di essa: si parte da un quadrato e lo si divide in nove quadrati uguali e si elimina quello centrale lasciando un bordo di otto quadrati il cui lato 1/3 del lato originale. Quindi si compie la stessa proceduta con gli otto quadrati pi piccoli e cos via allinfinito, fino ad ottenere otto copie di se stesso ognuna larga 1/3. Applicando lo stesso meccanismo, ma usando come partenza un triangolo equilatero, la figura che si ottiene chiamata Gerla o Triangolo di Sierpiski, ed composta da tre copie di se stessa ognuna delle quali costituita da un triangolo di lato pari a met del lato del triangolo di partenza. Questultima configurazione trova spesso riscontro nel mondo naturale, per esempio come ornamentazione sulla conchiglia di diverse specie di molluschi che vivono negli oceani. Pi che un vezzo di madre natura si tratta per di una sorta di elegante schema della dinamica chimica dei pigmenti che vengono depositati sulla parte che si sviluppa. La superficie della Conchiglia Oliva Porphyria ricamata secondo gli stessi schemi creati matematicamente da Sierpiski.

I paradossi matematici sembravano avere un corrispettivo nel mondo naturale, dove a quel punto era il caso di trasferirsi per risolvere larcano; ed quello che fece il matematico franco-polacco Benoit Mandelbrot che nel 1975, dopo aver battezzato tali bizzarri oggetti come frattali (dal latino fractus, frammentare), affront il rompicapo domandandosi quanto fosse lunga la costa della Gran Bretagna (che ricalca una situazione reale della Curva di Koch). Per compiere una tale misura molto dipende dallo strumento che si utilizza. Pi la sua scala grande (per esempio una rilevazione satellitare) pi particolari vengono trascurati. Quindi per considerare ogni irregolarit dovremmo compiere un lavoro titanico recandoci in loco e utilizzando un metro a mano! Ma anche in questo caso le sinuosit ancora pi piccole ci sfuggirebbero. In altre parole ogni volta che si riducono le dimensioni dello strumento di misura, la lunghezza del soggetto aumenta indefinitamente. Tuttavia, dato un oggetto di un certo numero di dimensioni, e verificando quanti oggetti simili ma pi piccoli occorrano per formarlo, si pu constatare che vi una relazione tra il numero di oggetti prodotti (n), il fattore di riduzione (f), e la mono o bi dimensionalit o Dimensione Frattale (D), espressa secondo la semplice formula: n = (1/f)D dove D = - log n / log f Quindi la Dimensione Frattale di un sistema del genere mette in relazione il numero di elementi costituenti e le loro dimensioni, permettendoci di farne una misura quantitativa. Un altro modello teorico scaturito dal Tappeto di Sierpinski, inventato dallomonimo matematico polacco allinizio del secolo scorso. Anchegli come
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Geometria frattale

Sulle tre dimensioni, invece, si cimentato il matematico austriaco Karl Menger prendendo un cubo pieno di massa, lato e densit unitari, dividendo ogni faccia in nove quadrati uguali e praticando tre aperture che attraversino il solido al centro di ciascuna delle sue facce. Quindi ha ripetuto la procedura per i restanti venti cubetti, ottenendo una struttura che racchiude lo stesso volume, ma con una massa diminuita di un fattore pari a 20/27, ovvero di densit minore di quella di partenza.

vamente a grandezze visivamente inaccessibili, grazie allanello di congiunzione tra la scala micro e macro rappresentato dallautosimilarit. Naturalmente i frattali ottenuti matematicamente (deterministici) sono perfetti, ovvero lautosimilarit si conserva impeccabilmente fino a scale infinitesime. Nei casi reali, invece, ovvero nei fenomeni naturali o negli organismi animali e vegetali, la reiterazione introduce via via un errore statistico, ovvero le strutture non si ripetono sempre e rigorosamente immutate ma esibiscono piccole variazioni (ma proprio questo il bello di madre natura)! Lutilizzo della matematica frattale si rivelato utilissimo in molti campi come, per esempio, in quello della medicina. Nel corpo umano e animale, infatti, svariati organi presentano tale struttura. Uno il fegato, suddiviso in diversi lobi ognuno irrorato da una diversa ramificazione della Vena Porta. Se, poniamo il caso, qui si dovesse scatenare un tumore, si pu isolare solo il lobo malato e asportarlo senza danneggiare tutto il resto, perch utilizzando gli strumenti di calcolo della geometria frattale a partire dalla versione ridotta della Vena Porta si pu risalire alla sua versione complessiva e intervenire in modo mirato. Altro settore che si presta a tale studio il mercato azionario, perch se si disegna il grafico dellandamento delle sue quotazioni nei mesi, si ottiene una curva irregolare con molti alti e bassi che mantiene landamento anche quando la si frammenta per osservare il trend settimanale, giornaliero, orario o addirittura in tempo reale. Quindi individuando un oggetto o sistema come frattale, ovvero adottando lautosimilarit come legge della sua struttura, si pu vedere matematicamente anche laddove la scala ci impedirebbe di farlo.

Universo frattale

Una rappresentazione della Spugna di Menger, un esperimento frattale che utilizza le tre dimensioni. Il concetto di frattale ha colto un aspetto intimo ed essenziale della natura che precedentemente era stato trascurato, ovvero che persino i suoi tratti pi casuali possiedono simmetrie nascoste. Ci significa che simmetria e caos sono due facce della stessa medaglia: la forma complessiva (che apparentemente sembra caotica) riflette la prima, e i particolari intricati il secondo. Quindi, fenomeni che esibiscono strutture bizzarre e inattese diventano possibili da studiare quantitati-

Balzando dai cavoli alle stelle anche i cieli si rivelano piuttosto inquieti. Il nostro Sistema Solare, per esempio, si governato da leggi matematiche che ne definiscono la sua struttura (la legge di Gravitazione Universale di Newton, le leggi di Keplero che regolano le orbite planetarie ecc.), tuttavia anche soggetto al caos nella forma dellimprevedibilit orbitale di milioni e milioni di corpi minuti che interagiscono tra loro rendendosi impredicibili, nonch nella dinamica di titanici vortici atmosferici come la Grande Macchia Rossa su Giove (che potrebbe inglobare almeno un paio di Terre), quella Scura su Nettuno, e le insolite formazioni nuvolose cesellate da venti a 1800 km/h su Saturno. O ancora delle caotiche formazioni geologiche che tormentano le superficie dei pianeti o dei satelliti, soprattutto quelli privi di atmosfera. Ovviamente tutto ci vale anche per le complesse dinamiche delle stelle, di ammassi di stelle nonch dei moti turbolenti che avvengono nelle nebulose sparpagliate per la galassia e, in ultima analisi, di tutta

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Geometria frattale

Potrebbe il cosmo esprimersi in una forma frattale dalla trama di un fiore fino a quella degli spazi siderali? Pu essere possibile che allocchio di un osservatore esterno, magari il fantomatico Creatore, non siamo che una delle tante matrioske?
la materia che la compone. Ma aumentando ancora lo zoom, dal momento che luniverso formato da miliardi di galassie, viene spontaneo domandarsi fino a che scala si spinge il gioco a incastri dellautosimilarit. Potrebbe, cio, il cosmo esprimersi in una forma frattale dalla trama di un fiore fino a quella degli spazi siderali? Pu essere possibile che, allocchio di un osservatore esterno, magari il fantomatico Creatore, non siamo che una delle tante matrioske? Allinizio del secolo scorso, grazie alla sua celeberrima Teoria della Relativit Generale, Albert Einstein, suo malgrado, aveva rivelato al mondo che luniverso era tuttaltro che statico, bens in espansione, sebbene da uomo del suo tempo cerc di rinnegarlo in tutti i modi anche contro le evidenze matematiche che lui stesso aveva partorito (gesto che poi riconobbe come il suo pi grande abbaglio). Ma fu solo nel 1929 che si ebbe la prova che le sue equazioni non mentivano, quando lastronomo americano Edwin Hubble, fotografando diverse regioni di cielo, si accorse che, ovunque si guardasse, le galassie si allontanavano rapidamente da noi, e tanto pi velocemente quanto pi erano lontane. E, addirittura, oggi abbiamo scoperto che tale moto sta accelerando sempre pi, sospinto da una forma di materia ed energia che non conosciamo e non rileviamo. In realt il tessuto cosmico a dilatarsi e le galassie, essendo come le uvette incastonate in un pudding in lievitazione, si allontanano reciprocamente distribuendosi in modo uniforme e isotropo (ovvero si vedono in ugual quantit in qualunque direzione si guardi). Tuttavia quando gli studiosi cominciarono a compilare le prime mappe della distribuzione galattica, si resero conto che raro trovare una galassia a vagare sola soletta nel vuoto siderale, perch nel suo disegno il cosmo le ha disposte in gruppo. Per esempio, la nostra Via Lattea appartiene al Gruppo Locale delle Galassie composto da una ventina di elementi e di cui fa parte anche la famosa galassia di Andromeda, distante da noi circa 2 milioni di anni luce. Lammasso nostro vicino di casa che ospita centinaia di galassie, invece, quello che si proietta nella costellazione della Vergine, ed il centro di un sistema molto pi grande chiamato Superammasso Locale. Comprensibilmente tali evidenze si rivelarono una
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spina nel fianco del modello cosmologico standard e, gi al tempo, molti studiosi si affrettarono a metterci una toppa invocando la presenza di nubi di polveri oscure come causa del panorama frastagliato osservato, quindi solo apparente. Ma i dati sperimentali diventavano sempre pi schiaccianti, e gi nel 1977 Benoit Mandelbrot non aveva dubbi sul disegno frattale del cosmo, esprimendone la convinzione nel suo libro Les Objets fractals, dove ne diede anche la prima descrizione matematica specificando che solamente se losservatore si trova situato su un punto della struttura frattale riesce a vedere che la distribuzione della materia segue il suo schema, diminuendo di densit verso lesterno. Se, invece, si trova in un vuoto ampio pu rilevare la diminuzione di densit frattale solo a scale molto pi grandi della dimensione del vuoto stesso. Ne consegue che lasimmetria tra osservatori posti su punti della struttura e osservatori dispersi casualmente nello spazio di particolare importanza, perch un punto scelto a caso potrebbe trovarsi, con buona probabilit, in un vuoto indefinitamente grande e un osservatore in questa situazione non arriverebbe a conoscere quasi nulla delluniverso. La sua convinzione fu sposata dallo studioso italiano Luciano Pietronero che, negli anni Ottanta, dimostr, tramite studi di fisica statistica, che almeno a livello locale luniverso presentava una struttura frattale con lautosimilarit che si manifestava a partire da 0,1 fino a 100 Mpc (Megaparsec, equivale a un milione di parsec, dove questultimo equivale a 3,26 anni luce) implicando una diminuzione di densit della materia allaumentare del volume considerato, ovvero al crescere della scala, secondo una legge di potenza. E nel gennaio del 1999 la prestigiosa rivista Nature ne diede conferma, pur dichiarando che le opinioni erano ancora divergenti relativamente alle scale pi ampie. Pochi mesi dopo (agosto 1999) alla notizia fece eco anche la testata New Scientist, ospitando lacceso confronto tra il noto cosmologo Ofer Lahav e il giovane astronomo Sylos Labini (dello staff di Pietronero) relativamente alla scala alla quale si spinge la frattalit del cosmo prima di trasformarsi in uniformit. Era evidente che lultima parola doveva metterla la

Geometria frattale

Limmagine riproduce parte della mappatura in 3D della distribuzione delle galassie effettuata dal progetto (SDSS). La Terra deve considerarsi al centro, e ogni punto rappresenta una galassia con un contenuto medio di stelle di 100 milioni. La colorazione delle galassie dipende dallet delle stelle che contengono; quelle rosse sono le pi vecchie e anche le pi ammassate. Il circolo bianco esterno rappresenta il raggio di indagine di 2 miliardi di anni luce. I due cunei scuri di lato rappresentano un vuoto nella mappatura a causa delle polveri oscure che oscurano la nostra visuale in quella direzione. Credit: M. Blanton and the Sloan Digital Sky Survey.

tecnologia, permettendoci di avere visioni sempre pi lontane e dettagliate della distribuzione galattica. E ci arriv col progetto Sloan Digital Sky Survey (SDSS), uno dei pi importanti e ambiziosi della storia dellastronomia, che in otto anni di lavoro (dal 2000 al 2008, ma una terza fase si concluder nel 2014) ottenne una mappa tridimensionale contenente pi di 930.000 galassie e 120.000 quasar disposti innegabilmente in modo frattale. Il dibattito sulla distanza fino alla quale si spinge la struttura frattale prima di trasformarsi in una monotona uniformit (sempre che davvero ci accada) ancora acceso, e di nuovo la chiave di volta per dare una risposta rimane nelle mani della tecnologia. Resta, tuttavia, il fatto che lass non troviamo semplici punti sparpagliati nel vuoto, ma centinaia di milioni di assembramenti di stelle (le galassie) organizzati in grumi, ammassi singoli, doppi, tripli, regolari, irregolari ecc. ricamati in estrosi arabeschi con tentacoli filamentosi e separati da giganteschi vuoti a forma di celle di alveare, bolle, e chiss che altro; visione ben distante dalle pacate e uniformi pianure disegnate dalla Legge di Hubble. La scienza, dunque, stoicamente e caparbiamente, ancora si avventura nellarte, e si spinge a ritroso ai primordi della formazione delluniverso, quando la gravit e il mondo dellinfinitamente piccolo della meccanica quantistica si contendevano lappalto della sua geometria. E ipotizza che furono fluttuazioni iniziali di densit a creare lalternanza di galassie e vuoti che osserviamo. Ma da qui a comprendere perch una disposizione tanto peculiare, cio frattale, beh, la

strada ancora lunga, e percorrerla significher anche scoprire il significato dellarmonica forma di un fiore, una conchiglia o quellanonimo ma straordinario broccolo che rende i verdurai dei mercanti darte.

Letture
Benoit Mandelbrot Nel mondo dei frattali Di Renzo Editore, 2001 Giuseppe Arcidiacono Spazio Iperspazi Frattali Il magico mondo della geometria Di Renzo Editore, 2009 Tutti i libri di Sabrina Mugnos possono essere richiesti in libreria oppure su www.scienzaeconoscenza.it - Letture consigliate

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