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LA GESTIONE DELLE PERDITE: NOVITA, RIFLESSI CIVILISTICI, CONTABILI, FISCALI


In collaborazione con:

Mestre (VE)
15 Febbraio 2013

Materiale didattico non vendibile riservato ai partecipanti alla Giornata di studio La gestione delle perdite: novit, riflessi civilistici, contabili e fiscali Dispensa chiusa per la stampa il 12/02/2013

GRUPPO EUROCONFERENCE S.P.A.


Via E. Fermi, 11/A - 37135 Verona Tel. 045/8201828 - Fax 045/583111 e-mail: roberta.nicoletti@euroconference.it sito internet: www.euroconference.it Tutti i diritti sono riservati. vietata la riproduzione anche parziale

INDICE
RIDUZIONE DEL CAPITALE PER PERDITE Schemi di sintesi a cura di Fabrizio Bava PERDITE FISCALI ED ISCRIZIONE DELLE ATTIVIT PER IMPOSTE ANTICIPATE Schemi di sintesi a cura di Fabrizio Bava LE PERDITE DIMPRESA Schemi di sintesi a cura di Guido Berardo LAPPLICAZIONE DELLA DISCIPLINA SULLE SOCIET DI COMODO Schemi di sintesi a cura di Andrea Bongi GLI INTERPELLI DISAPPLICATIVI Schemi di sintesi a cura di Andrea Bongi LA DISCIPLINA DELLE PERDITE FISCALI NELLE OPERAZIONI STRAORDINARIE Schemi di sintesi a cura di Gianluca Cristofori OPERAZIONI STRAORDINARIE DIMPRESA IN PRESENZA DI PERDITE DI BILANCIO Schemi di sintesi a cura di Gianluca Cristofori LA DISCIPLINA DELLE PERDITE FISCALI Schemi di sintesi a cura di Gianluca Cristofori UTILIZZO DELLE PERDITE FISCALI RIPORTABILI A NUOVO E EFFETTI SULLISCRIZIONE DELLE ATTIVIT PER IMPOSTE ANTICIPATE: UN CASO OPERATIVO a cura di P. Pisoni, F. Bava, D. Busso e A. Devalle LA RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI IN CASO DI PERDITE PER OLTRE UN TERZO DEL CAPITALE SOCIALE a cura di Fabrizio Bava LE OSSERVAZIONI DEL COLLEGIO SINDACALE SULLA RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI IN CASO DI PERDITE PER OLTRE UN TERZO DEL CAPITALE SOCIALE a cura di Fabrizio Bava BILANCIO DESERCIZIO CON PERDITA EX ART. 2446 O 2482BIS, C.C.: ADEMPIMENTI DI AMMINISTRATORI E SINDACI a cura di Fabio Landuzzi GLI ASPETTI CRITICI NELLA PROCEDURA DI RIDUZIONE DEL CAPITALE PER PERDITE a cura di Flavia Silla LA RIDUZIONE DEL CAPITALE SOCIALE PER PERDITE NELLE SOCIET PER AZIONI EX ARTT. 2446 E 2447 C.C. a cura di Fabio Landuzzi pag. 5

pag. 11

pag. 15

pag. 19

pag. 26

pag. 35

pag. 55

pag. 60

pag. 67

pag. 80

pag. 87

pag. 93

pag. 100

pag. 106

ORIENTAMENTI DEL NOTARIATO SULLA RIDUZIONE DEL CAPITALE SOCIALE PER PERDITE a cura di Fabio Landuzzi LE PERDITE DIMPRESA DOPO I CHIARIMENTI DELLAGENZIA DELLE ENTRATE a cura di Guido Berardo PER LE SOCIET IN PERDITA SISTEMATICA ARRIVANO LE CAUSE DI DISAPPLICAZIONE AUTOMATICA a cura di Guido Berardo

pag. 112

pag. 116

pag. 125

RIDUZIONE DEL CAPITALE PER PERDITE Schemi di sintesi


a cura di Fabrizio Bava

LA RIDUZIONE DEL CAPITALE PER PERDITE

Riduzione del capitale sociale per perdite


Il capitale sociale si riduce di meno di 1/3

Il capitale sociale si riduce di oltre 1/3 superata la soglia critica Si deve esaminare importo minimo legale del capitale sociale

Non superata la soglia critica e non vi obbligo di intervento

RESTA SOPRA MINIMO 2446 2482 Bis

VA SOTTO MINIMO 2447 2482 Ter

Riduzione del capitale sociale per perdite di oltre un terzo (art. 2446 2482-bis)
Qualora il capitale sociale sia diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite, lorgano amministrativo deve: predisporre una situazione patrimoniale convocare senza indugio lassemblea dei soci la situazione patrimoniale e la relativa relazione illustrativa, unitamente alle osservazioni dei sindaci, devono rimanere depositate presso la sede sociale negli otto giorni che precedono lassemblea, al fine di garantire leffettivit del diritto di informazione ai soci.
Le formalit e gli adempimenti prescritti dallart. 2446 c.c. sono applicabili anche nella diversa e pi grave ipotesi prevista dallart. 2447 c.c.

Riduzione del capitale sociale per perdite di oltre un terzo (art. 2446 2482-bis)
Tale informativa costituisce elemento essenziale per consentire ai soci di assumere in sede di assemblea gli opportuni provvedimenti, che potranno consistere in: una riduzione del capitale sociale nella copertura della perdita maturata a quella data o, in presenza di condizioni che giustifichino tale scelta, nel semplice rinvio di ogni decisione
Se entro lesercizio successivo la perdita non risulta diminuita a meno di un terzo, lassemblea di approvazione del bilancio di tale esercizio tenuta a ridurre il capitale sociale in proporzione alle perdite accertate.

Riduzione del capitale sociale anche al di sotto del minimo di legge (art. 2447 2482-ter)
Gli opportuni provvedimenti potranno consistere in: la riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore a tale minimo leventuale trasformazione della societ (art. 2447 c.c.)
Qualora lassemblea non deliberi n la ricostituzione del capitale sociale ad un valore non inferiore al minimo di legge, n la trasformazione della societ, gli amministratori devono prendere atto della presenza di una causa di scioglimento.

Quando si viene a conoscenza di perdite rilevanti? Che cosa si intende per senza indugio?
La convocazione dellassemblea debba avvenire nel corso dellesercizio non appena gli amministratori si rendano conto che si determinata una perdita del capitale sociale rilevante (cio superiore ad un terzo), senza attendere quindi la chiusura dellesercizio Art. 2631 c.c.: la convocazione si d per omessa se non interviene nei 30 giorni successivi allevento che ne ha richiesto la convocazione

Quando si viene a conoscenza di perdite rilevanti?


Esempio Unimpresa che chiude lesercizio al 31/12 ha un patrimonio netto pari a 200 mila euro con un fatturato di 20 milioni di euro ed un trend di risultati desercizio compresi in un range tra i 50 ed i 100 mila euro. Se a giugno il fatturato si fosse ridotto del 50%, sarebbe piuttosto agevole valutare la perdita del capitale, in quanto la riduzione dei costi variabili conseguente al calo del fatturato non accompagnata dalla riduzione dei costi fissi (ammortamenti e costo del personale) e, con ogni probabilit, il minor calo dei costi rispetto ai ricavi avr determinato la perdita del patrimonio netto.

Riduzione del capitale per perdite

Modalit e di determinazione della riduzione del capitale


Si ha la riduzione del capitale se non sono disponibili o sono state gi erose le riserve di patrimonio netto

ammontare complessivo del patrimonio netto < due terzi del capitale sociale. Utilizzo riserve: si considerano assorbite per prime le riserve non vincolate o meno vincolate.

Priorit di utilizzo delle riserve


OIC 30: ai fini delladozione dei provvedimenti richiesti dagli artt. 2446 e 2447 c.c., necessario tenere conto del risultato che emerge dalla situazione patrimoniale

1 2 3 4 5 6 7 8 9

utili in corso di formazione utili pregressi non distribuibili riserve facoltative e straordinarie riserva statutaria riserva di rivalutazione monetaria riserva sovrapprezzo azioni versamento soci in conto capitale riserva legale capitale sociale

Riserve di utili

Poste di capitale

Esempio 1
Perdita: euro 600.000 Patrimonio netto (senza la perdita): euro 1.000.000 di cui C.S.: euro 600.000
Perdita Perdita Riserve Riserve Capitale Capitalesociale sociale < <1/3 1/3 400 400

600 600

1000 1000

Le perdite non determinano lobbligo di ridurre il capitale

Esempio 2
Perdita: euro 600.000 Patrimonio netto (senza la perdita): euro 1.000.000 di cui C.S.: euro 750.000
Perdita Riserve Capitale sociale > 1/3 350 600 1000

Le perdite determinano lobbligo di ridurre il capitale Riserve 250.000 perdita 600.000 = 350.000 C.S. residuo = 400.000

Versamenti da parte dei soci


I versamenti soci a fondo perduto, eseguiti prima di rilevare la consistenza della perdita, vanno considerati, rendendo non dovuta la procedura di riduzione e contestuale aumento di capitale

PERDITA DA COPRIRE = RISULTATO NEGATIVO VERSAMENTO SOCI

Contenuto dellinformativa
La situazione patrimoniale deve essere costituita dallo stato patrimoniale e dal conto economico. Nota integrativa: lOIC 30 afferma che la sua redazione o linclusione delle pi rilevanti informazioni richieste dallart. 2427 c.c. consente una migliore comprensione della situazione patrimoniale.

Riduzione del capitale per perdite

Grado di aggiornamento dellinformativa


La situazione patrimoniale deve essere aggiornata il pi possibile rispetto alla data di convocazione dellassemblea. Essa possa essere sostituita dal bilancio desercizio qualora sia stato chiuso entro i centoventi giorni precedenti lassemblea. Lorgano gestorio tenuto ad informare lassemblea sui fatti di rilievo intervenuti successivamente alla data di riferimento della relazione sulla situazione patrimoniale.

Criteri di redazione dellinformativa


La situazione patrimoniale deve essere costituita da un vero e proprio bilancio redatto secondo i criteri di valutazione stabiliti per il bilancio desercizio (es. divieto di effettuare rivalutazioni) La presenza di ingenti perdite pu essere accompagnata da una situazione di squilibrio finanziario, per tale ragione, gli amministratori devono valutare la possibilit di applicare il principio di continuit aziendale per la redazione della suddetta situazione patrimoniale.

Struttura della situazione patrimoniale


Linformativa economico-finanziaria opportuno che sia articolata nei seguenti quattro paragrafi: cause della crisi situazione patrimoniale e finanziaria risanamento della gestione e continuit proposte per il ripianamento delle perdite

Struttura della situazione patrimoniale


Linformativa economico-finanziaria opportuno che sia articolata nei seguenti quattro paragrafi:

Nella dispensa: esempio di relazione sulla situazione patrimoniale

Osservazioni del collegio sindacale


In tale processo informativo assume un ruolo attivo anche lorgano di controllo. Il collegio sindacale deve formulare allassemblea:

le osservazioni sulla situazione patrimoniale e sulla relazione predisposta dagli amministratori


Nella dispensa: esempio di osservazioni del collegio sindacale

Osservazioni del collegio sindacale


Norma di comportamento 10.2

In particolare il collegio sindacale: verifica che gli amministratori provvedano alla convocazione tempestiva dellassemblea e alla presentazione della relazione sulla situazione patrimoniale della societ valuta le ragioni che hanno determinato le perdite, se le stesse sono state correttamente individuate e illustrate dallorgano amministrativo esamina i criteri di valutazione adottati, tenendo conto delle prospettive di continuit aziendale d atto dei fatti di rilievo avvenuti successivamente alla redazione della relazione e dellevoluzione della gestione sociale.

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PERDITE FISCALI ED ISCRIZIONE DELLE ATTIVIT PER IMPOSTE ANTICIPATE Schemi di sintesi
a cura di Fabrizio Bava

DISCIPLINA FISCALE DEL RIPORTO DELLE PERDITE


Art. 84 TUIR (post L. 15/7/2011, n. 111):

Riportabilit senza limiti di tempo Limite quantitativo di utilizzo dell80% dellimponibile IRES

REQUISITI PER LISCRIZIONE


Le attivit per imposte anticipate devono essere rilevate soltanto se:
OIC 25

Esiste la ragionevole certezza di ottenere nei successivi esercizi imponibili sufficienti a consentirne il riassorbimento

Requisiti ULTERIORI in presenza di perdite


Le attivit per imposte anticipate su perdite fiscali devono essere rilevate soltanto se:
1 Derivano da circostanze ben identificate
OIC 25

ragionevole che tali circostanze non si verificheranno

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PIANO INDUSTRIALE
Caratteristiche dei piani industriali: Approvazione formale da parte del CdA e adeguamento annuale in relazione ai risultati effettivamente conseguiti Concretezza e realizzabilit Analiticit In caso di storia recente di perdite, indicazione degli elementi di discontinuit Indicazione delle previsioni degli IMPONIBILI IRES
Delibera Consob 4 marzo 2010 n. 17207 La societ non ha trasmesso a supporto alcun piano fiscale relativo alla recuperabilit ma ha esclusivamente richiamato il piano industriale

Nota bene

INFORMATIVA DI BILANCIO
Lart. 2427 c.c., n. 14) richiede le seguenti informazioni: a) la descrizione delle differenze temporanee che hanno comportato la rilevazione di imposte differite e anticipate, specificando laliquota applicata e le variazioni rispetto allesercizio precedente, gli importi accreditati o addebitati a Conto Economico oppure a patrimonio netto, le voci escluse dal computo e le relative motivazioni; b) lammontare delle imposte anticipate contabilizzato in bilancio attinenti a perdite dellesercizio o di esercizi precedenti e le motivazioni delliscrizione, lammontare non ancora contabilizzato e le motivazioni della mancata iscrizione.

NOTA INTEGRATIVA: ESEMPIO DI INFORMATIVA


Liscrizione delle imposte anticipate stata effettuata dopo aver considerato che le perdite dellesercizio 20.. derivano in massima parte da circostanze ben identificate e non ripetibili (quali gli oneri relativi alla cessione del ) e attentamente valutata la ragionevole certezza del verosimile conseguimento di un reddito imponibile negli esercizi futuri che consentir di recuperare i crediti per imposte differite e anticipate iscritti in bilancio. La ragionevole certezza si basa sul Piano economico quinquennale della Societ 20-20 e su unapposita analisi eseguita e supportata da elementi oggettivi, quali ad esempio: la vendita del .. ed il venir meno per il futuro delle forti perdite di quel Gruppo e degli oneri relativi per la controllante, minori costi del personale dovuti alluscita nel 20 di circa n. dipendenti di .. S.p.A., plusvalenze per circa . registrate sulla vendita di terreni gi eseguita nel marzo 20, recupero di efficienza sui vari stabilimenti aziendali, ecc.

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Perdite fiscali ed iscrizione delle attivit per imposte anticipate

SIGNIFICATO INFORMATIVO
SEGNALE VERSO I TERZI

ISCRIZIONE

NON ISCRIZIONE Comunicazione dellincapacit a generare imponibili fiscali positivi nei successivi esercizi

Impegnano a fronteggiare le perdite

TRATTAMENTO CONTABILE-METODOLOGIA
1. 2. 3. 4. Verifica presenza attivit per imposte anticipate pregresse (eventuale) utilizzo di una quota delle imposte anticipate pregresse, in caso di risultato imponibile positivo Verifica imposte anticipate residue (pregresse-utilizzo) Confronto con capienza (minore tra piano industriale e perdite fiscali residue)

TRATTAMENTO CONTABILE-METODOLOGIA
Scrittura contabile: capienza > imposte anticipate residue

iscrizione della differenza


capienza < imposte anticipate residue

storno della differenza

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CASO OPERATIVO
La societ chiude lesercizio 2011 con una perdita fiscale riportabile a nuovo pari a 1000.
Dati previsionali da piano industriale triennale (/000) 20122014 20132014 20142016 20152017 20162018 20172019

Risultato d'esercizio cumulato Reddito imponibile cumulato 80% del reddito imponibile cumulato 160 128 250 200 800 640 1070 856 580 464 980 784

CASO OPERATIVO
Dati relativi ai singoli esercizi 80% dell'imponibile IRES (limite all'utilizzo delle perdite) Perdita riportabile a nuovo (a) Valore max da piano industriale (b) Capienza (minore tra a e b) Quota parte necessaria per assorbire le ant. gi iscritte Valore su cui sono iscrivibili nuove att. per imp. ant. Valore su cui devono essere stornate att. per imp. ant. Effetto sul bilancio Attivit per imposte anticipate iniziali Riassorbimento dell'esercizio Reintegro/Storno attivit per imposte anticipate Saldo attivit per imposte anticipate in S.P. 2011 0 1.000 128 128 2012 4 996 200 200 128 -4 124 76 2013 64 932 640 640 200 -64 136 504 2014 120 812 856 812 640 -120 520 292 2015 16 796 464 464 464 -16 796 0 332 0 0 35,2 35,2 35,2 -1,1 20,9 55,0 55 -17,6 138,6 176,0 176 -33,0 80,3 223,3 223,3 -4,4 -91 127,6 127,6 -22,0 91,3 196,9 2016 80 716 784 716 464 -80 384 332

0 128

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LE PERDITE DIMPRESA Schemi di sintesi


a cura di Guido Berardo

AMBITO SOGGETTIVO
Viene modificato larticolo 84 commi 1 e 2, ne consegue che sono interessati solo i soggetti Ires (tranne enti non commerciali) Per i soggetti Irpef vale sempre larticolo 8 del Tuir che e autonomo rispetto allarticolo 84 Quindi soggetti Irpef due casi: imprese contabilit ordinaria: riporto a nuovo nel quinquennio e compensazione al 100% o imputazione ai soci per trasparenza e compensazione (anche intersoggettiva) con redditi dimpresa Imprese in contabilit semplificata: utilizzo diretto o imputazione per trasparenza in compensazione orizzontale con tutti i redditi di periodo, vietato riporto a nuovo

NUOVO REGIME DELLE PERDITE DIMPRESA (D.L. 98/11, art. 23 comma 9)


Nuovo regime 1) Riporto illimitato nel tempo 2) Compensazione all80% del reddito 3) Nessuna modifica per perdite dei primi tre periodi dimposta (riporto illimitato e compensazione al 100% Vecchio regime 1) Riporto limitato al quinquennio successivo 2) Compensazione al 100% del reddito 3) Nessuna modifica per perdite dei primi tre periodi dimposta (riporto illimitato e compensazione al 100%

OBIETTIVI DELLA RIFORMA


Norma anti crisi: favorisce le imprese con riporto illimitato nel tempo Semplificazione: eliminate le valutazioni circa liscrivibilit delle imposte differite attive Antiabuso: eliminare manovre societarie in prossimit della scadenza del quinquennio per il refreshing della perdita Maggiore gettito: imponibile al 20% con effetto immediato

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DECORRENZA
Dalla relazione daccompagnamento emerge che le vecchie regole si applicano alle perdite maturate prima dellentrata in vigore del D.L. 98, cio 6 luglio 2011. Si dovrebbe intendere, quindi, che per le perdite derivanti da periodi dimposta chiusi antro il 5 luglio 2011 si applicano le vecchie regole In assenza di un regime transitorio, il riporto delle perdite maturate prima dellentrata in vigore della modifica normativa deve avvenire secondo le disposizioni dellarticolo 84 ante modifica. (relazione accompagnamento)
LA DIVERSA TESI DELLA CIRC. 53/11: le perdite vecchie non utilizzate assumono immediatamente le nuove regole, QUINDI: Le perdite maturate fino al 2010 si riportano a nuovo nel 2011 gi utilizzando il limite dell80% Il riporto delle perdite maturate fino al 2010 non prevede limiti temporali La norma si applica per le perdite il cui quinquennio di riporto non sia gi scaduto al 5 luglio 2011, per periodi dimposta solari si tratta delle perdite generate dal 2006

ESEMPIO DI COMPENSAZIONE CONTEMPORANEA DI VECCHIE E NUOVE PERDITE


Societ ALFA SRL presenta una perdita generata nel 2008 (terzo anno di attivit) pari a 60.000 ed una perdita generata nel 2010 pari a 60.000. Nel 2011 presenta un reddito pari a 60.000. Nel Unico 2012 produce un reddito pari a 60.000. E possibile questo comportamento? Abbatto l80% del reddito ( 48.000) con le perdite generate nel 2010 Abbatto lulteriore reddito ( 12.000) con le perdite 2008 (100%comp) In questo modo preservo per il futuro perdite compensabili senza limiti

Coordinamento perdite primi 3 esercizi


Perdite primi 3 esercizi: 1.000 Altre perdite: 1.000 Utile 2011: 1.100 Il limite dell80% si applica su: Telefisco 2012 1.100 100

quindi nellesempio il reddito azzerabile

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Le perdite dimpresa

Coordinamento perdite societ di comodo


Perdite riportate: 100 reddito complessivo: 70 reddito minimo: 30

Il limite dell80% si applica su: 70 56= 14 70 70 32= 38 40

quindi MIN 30

Telefisco 2012

Esempio di applicazione del nuovo riporto delle perdite


La SRL Alfa ha maturato nel 2011 una perdita per 100.000. Nel 2012 genera un utile pari a 50.000. Nel modello Unico 2013, redditi 2012 la perdita potr essere compensata per 40.000, con riporto a nuovo illimitato nel tempo di 60.000. Sul reddito residuo pari a 10.000 la societ determina normalmente le imposte dovute

Esempio di applicazione del nuovo riporto delle perdite


La SRL Beta ha maturato nel 2011 una perdita per 50.000. Nel 2012 genera un utile pari a 100.000. Nel modello Unico 2013, redditi 2012 la perdita potr essere compensata per limporto totale poich l80% del reddito, pari a 80.000 superiore alla perdita riportata. Sul reddito residuo pari a 50.000 la societ determina normalmente le imposte dovute

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Esempio di applicazione del nuovo riporto delle perdite


La SRL Gamma ha maturato nel 2010 una perdita per 50.000, nel 2011 una perdita di 70.000. La perdita del 2010 non si prescriver pi nel 2015, al pari della perdita del 2011 che non ha alcuna prescrizione temporale.

NUOVO REGIME PERDITE: INTERSECAZIONE IRES/IRPEF


Caso 1) Societ di persone partecipata da societ di capitali (articolo 101 comma 6: la perdita e utilizzabile dal socio solo in compensazione del reddito imputato per trasparenza dalla stessa societ che ha generato la perdita)

Compensazione intersoggettiva (socio/societ) quindi pur applicandosi la regola del quinquennio non si applica articolo 84 Tuir> irrilevanza della novit D.L. 98/11

D.L.98/11 E REGIME DI TRASPARENZA SOCIET DI CAPITALI


Perdita imputata al socio: non si applicano n le nuove n le vecchie regole poich si tratta di compensazione intersoggettiva autonomamente disciplinata con la regola del quinquennio e limite al reddito dimpresa Sul punto va ricordato che dal 2006 la perdita generata dal socio prima dellopzione per trasparenza non pu compensare redditi imputati per trasparenza Lapplicazione del D.L. 98 avviene ad un altro livello, cio per la perdita non imputabile al socio perche eccedente la sua quota di patrimonio netto: tale perdita resta ancorata alla societ e siccome larticolo 7 comma 2 del D.M. 23.4.2004 richiama espressamente larticolo 84 del Tuir, per tali perdite vale la regola della decorrenza, quindi sia le vecchie perdite sia quelle nuove applicano la regola del riporto illimitato e compensazione nel limite dell80% del reddito

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LAPPLICAZIONE DELLA DISCIPLINA SULLE SOCIET DI COMODO Schemi di sintesi


a cura di Andrea Bongi

NOVITA IN MATERIA DI SOCIET DI COMODO D.L. 138/11

Nuova fattispecie di Societ non operativa: Perdita fiscale reiterata

Applicazione aliquota Ires al 38%

NUOVA IPOTESI D.L. 138/11


Tre esercizi di perdite fiscali consecutive

Dal quarto anno, dopo il triennio di perdite La societ considerata di comodo


Irriportabilit delle Perdite se non In presenza di Redditi effettivi

Reddito minimo

Limiti allutilizzo Del credito Iva

Valore della Produzione minimo Ai fini Irap

TELEFISCO 2012 AMBITO SOGGETTIVO DI APPLICAZIONE


Le disposizioni in materia di societ c.d. in perdita sistematica ex articolo 2, commi 36-decies e ss., del D.L. n. 138 del 2011 presuppongono un c.d. periodo di osservazione di tre anni
nei confronti di quelle societ che non hanno almeno tre anni di vita, pertanto, la disciplina sulle societ c.d. in perdita sistematica non trova applicazione. Ci non esclude che per le stesse societ la disciplina delle societ di comodo prevista dallarticolo 30 della L. n. 724 del 1994 possa trovare applicazione , qualora ne ricorrano i presupposti ivi previsti

19

Circolare n.23/E del 11/6/2012; Provvedimento 87956 del 11/6/2012:


- nuove fattispecie di disapplicazione specifiche per le societ in perdita reiterata

LE CAUSE DI ESCLUSIONE OGGI:


Lart.30, co.1 L. n.724/94 elenca le cause di esclusione che, bene ricordarlo, operano per tutte le societ di comodo e quindi sia che tale status derivi dal mancato superamento del test di operativit, sia che derivi dalla condizione della condizione della perdita sistematica. disciplina una serie di specifiche cause di disapplicazione che sembra debbano operare solo in relazione alle societ di comodo, in quanto non hanno superato il test di operativit. disciplina le specifiche cause di disapplicazione che si applicano alle societ che presentano lo status delle perdite sistematiche.

Il provvedimento del 14/02/08 (n.23681) Il provvedimento del 11/06/12 (n.87956)

PROVVEDIMENTO 11/6/2012:
possono legittimamente disapplicare il regime delle comodo le societ in perdita sistematica che in almeno uno dei tre periodi dimposta indicati nel

co.36- decies del citato articolo 2, si trovano in una delle seguenti situazioni .

20

Lapplicazione della disciplina sulle societ di comodo

LA CIRCOLARE N.32/2 DELL11/6/2012:


ai fini della disciplina sulle societ in perdita sistematica, le cause di esclusione riguardano solo i periodi di imposta di applicazione della disciplina in esame (anno n), mentre le cause di disapplicazione automatica indicate nel provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate dell'11 giugno 2012, prot. n.2012/87956, assumono rilevanza esclusivamente nel periodo di osservazione (anni n-1, n-2 e n-3).

La situazione attuale: il triennio di monitoraggio al fine della verifica della condizione della perdita reiterata riprende a decorrere dal periodo successivo a quello interessato dalla causa di disapplicazione; le cause di esclusione e di disapplicazione sono caratterizzate, ora, da diversi meccanismo applicativi: le cause di esclusione da comma 1 dellart.30 della L. n.724/94 e di disapplicazione ex provvedimento n.23681/08 operano puntualmente sul periodo interessato dallapplicazione del regime previsto per le societ di comodo; le cause di disapplicazione ex provvedimento n.87956/12 operano retroattivamente sul periodo di monitoraggio delle perdite sistematiche.

Le nuove cause di disapplicazione introdotte dal provvedimento dell11/6/2012 consentono di: disapplicare la disciplina sulle societ in perdita sistematica di cui al citato articolo 2, commi 36-decies e seguenti, senza dover assolvere allonere di presentare istanza di interpello

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A) SOCIET IN STATO DI LIQUIDAZIONE


Che richiedono in dichiarazione la cancellazione dal Registro delle imprese a norma degli articoli 2312 e 2495 c.c. entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi successiva. Opera con riferimento al periodo di imposta in corso alla data di assunzione del predetto impegno, a quello precedente e al successivo, ovvero con riferimento allunico periodo di imposta di cui allart.182, commi 2 e 3 del Tuir.

B) SOCIET IN PROCEDURA CONCORSUALE


Fallimento, liquidazione giudiziaria; liquidazione coatta amministrativa; concordato preventivo e in amministrazione straordinaria. La disapplicazione opera con riferimento ai periodi di imposta precedenti allinizio delle predette procedure, i cui termini di presentazione delle dichiarazioni dei redditi scadono successivamente allinizio delle procedure medesime.

C) SOCIET SOTTOPOSTE A SEQUESTRO PENALE O CONFISCA


La disapplicazione opera con riferimento al periodo di imposta nel corso del quale emesso il provvedimento di nomina dellamministratore giudiziario ed ai successivi periodi di imposta nei quali permane lamministrazione giudiziaria.

22

Lapplicazione della disciplina sulle societ di comodo

D) SOCIET CHE DETENGONO PARTECIPAZIONI ISCRITTE ESCLUSIVAMENTE FRA LE IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE


a condizione che le partecipate siano: non in perdita sistemica; escluse dalla disciplina anche a seguito accoglimento istanza; collegate estere cui si applica il regime 168 Tuir;

E) SOCIET CHE HANNO OTTENUTO DISAPPLICAZIONE DISCIPLINA PERDITE SISTEMICHE


Se ci avvenuto in relazione ad un precedente periodo di imposta sulla base di circostanze oggettive puntualmente indicate nellistanza che non hanno subito modificazioni nei periodi di imposta successivi.

F) SOCIET CHE CONSEGUONO UN MARGINE OPERATIVO LORDO POSITIVO


Se il MOL s positivo, la societ, a prescindere dal fatto che possa aver dichiarato una perdita fiscale, fuoriesce dal regime fiscale di sfavore. le societ che presentano un MOL positivo sono escluse dal regime a prescindere dallentit del risultato in questione (anche 1 euro)

23

G) SOCIET CON ADEMPIMENTI E VERSAMENTI SOSPESI PER CALAMIT


La disapplicazione opera limitatamente al periodo dimposta in cui si verificato levento calamitoso e quello successivo;

H) SOCIET SOCIET CON SOMMA ALGEBRICA POSITIVA FRA RISULTATO FISCALE E SOMMA ALGEBRICA IMPORTI CHE NON CONCORONO A FORMARE IL REDDITO IMPONIBILE
Se ci avviene per effetto di proventi esenti, esclusi o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta o ad imposta sostitutiva, ovvero di disposizioni agevolative;

I) SOCIET CHE ESERCITANO ESCLUSIVAMENTE ATTIVIT AGRICOLA


ai sensi dellarticolo 2135 del codice civile e rispettano le condizioni previste dallarticolo 2 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99;

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Lapplicazione della disciplina sulle societ di comodo

L) SOCIET CHE RISULTANO CONGRUE E COERENTI AGLI STUDI DI SETTORE


il responso di piena regolarit di Gerico costituisce causa di disapplicazione legale, avendo riferimento ad una delle annualit del triennio di monitoraggio per la verifica dello status della perdita sistematica. Quindi la congruit e coerenza rilever sia come causa di disapplicazione in relazione ai periodi di monitoraggio della perdita sistematica, sia come causa di esclusione puntuale sul periodo interessato; Coerenza allargata a seguito regime premiale;

M) SOCIET CHE SI TROVANO NEL PRIMO PERIODO DIMPOSTA


causa di esclusione, ai sensi del co.1 dellart.30 della L. n.724/94, stata inclusa tra le cause di disapplicazione automatica previste nel recente provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate; per le societ in perdita sistematica, il presupposto per l'applicazione della disciplina si realizza su arco temporale pi lungo (pari a tre periodi d'imposta) rispetto al "primo periodo d'imposta".

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GLI INTERPELLI DISAPPLICATIVI Schemi di sintesi


a cura di Andrea Bongi

PRESENTAZIONE ISTANZA
Da parte delle societ non operative sul singolo periodo dimposta; Da parte delle societ in perdita sistemica;

CONTENUTO DELL DELLISTANZA


Listanza di disapplicazione deve obbligatoriamente contenere, oltre alle indicazioni anagrafiche della societ, una compiuta descrizione della fattispecie concreta, in cui si dia conto, anche tramite allegazione di apposita documentazione giustificativa, delle circostanze oggettive che hanno impedito il realizzo dei risultati minimi ex art.30, L. n.724/94.

LE MODALIT DI PRESENTAZIONE
Listanza di disapplicazione deve essere indirizzata alla competente Direzione Regionale dellAgenzia Entrate, tramite plico raccomandato con avviso di ricevimento da spedire alla Direzione Provinciale competente in base al domicilio fiscale della societ istante; oppure tramite consegna a mano al medesimo ufficio

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Gli interpelli disapplicativi

LA MANCATA PRESENTAZIONE ISTANZA


Dalla mancata sussistenza di un obbligo di legge deriva la conseguenza che, qualora listanza non sia stata presentata e la societ non si sia adeguata agli imponibili minimi stabiliti dallart.30 L. n.724/94, si possono comunque spiegare successivamente i motivi di inapplicabilit dello stesso art.30, dimostrando le circostanze oggettive che non hanno consentito il realizzo degli importi stabiliti dalle norme.

EFFETTI DELL DELLACCOGLIMENTO


la risposta favorevole della competente Direzione Regionale, da rendersi entro i 90 giorni successivi alla spedizione della richiesta, consente alla societ di poter prescindere dalle presunzioni stabilite dal citato art.30, L. n.724/94; evitando, dunque, di adeguare i propri risultati imponibili agli importi minimi in esso contenuti

EFFETTI DEL RIGETTO DELLISTANZA


in caso di mancato accoglimento della richiesta di disapplicazione, la societ dovrebbe assolvere le imposte Ires ed Irap in base ai suddetti minimi; non operando in tal maniera, si esporrebbe al rischio di vedersi notificare un atto di accertamento in rettifica delle stesse imposte, poich dichiarate ed assolte in misura inferiore rispetto alle prescrizioni di legge

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LINTERPELLO SOSTITUISCE IL CONTRADDITTORIO PREVENTIVO


Al posto della richiesta di chiarimenti si sostituisce la possibilit per il contribuente di azionare ..in presenza di oggettive situazioni che hanno reso impossibile il conseguimento dei ricavi linterpello disapplicativo ex art.37-bis del Dpr 600/73

LA PROVA CONTRARIA
La presunzione di non operativit relativa; Possibili prove contrarie: impossibilit di conseguire i ricavi, incrementi rimanenze e proventi; impossibilit nel raggiungere il reddito minimo; impossibilit di effettuare operazioni rilevanti IVA

SEDE DELLA PROVA CONTRARIA


solo nellistanza di interpello o anche in sede di ricorso contro laccertamento;

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Gli interpelli disapplicativi

RELAZIONE FRA INTERPELLO-RICORSO

ADEMPIMENTI PROCEDURALI
Ctp Treviso sent. n.24/3/11 del 24/2/2011: Anche nel caso di accertamenti fondati sulla disciplina delle societ non operative i provvedimenti impositivi devono essere preceduti dagli adempimenti procedimentali ex art.37 bis del Dpr 600/73.

IL DINIEGO ALLA DISAPPLICAZIONE

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LA POSIZIONE DELLE ENTRATE


Circolare n.5/E del 2007:
Deve ritenersi esclusa la possibilit di impugnare il provvedimento del direttore regionale che respinge linterpello disapplicativo perch non rientra nel novero degli atti impugnabili ex art.19 Dlgs 546/92..

LA RISPOSTA ALLINTERPELLO
il presente provvedimento non pu essere impugnato immediatamente perch non previsto art.19 Dlgs 546/92.. la societ potr far valere le proprie ragioni avanti la Ctp impugnando leventuale avviso di accertamento

SECONDO LE ENTRATE DUNQUE:


1. Il provvedimento di diniego non autonomamente impugnabile perch non previsto art.19 Dlgs 546/92; 2. atto prodromico allaccertamento e viene pertanto assorbito in esso;

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Gli interpelli disapplicativi

COSA DICE LA GIURISPRUDENZA:

LA GIURISPRUDENZA CONTRARIA
1. Tassativit atti impugnabili previsti nellarticolo 19 Dlgs. 546/92; 2. Incapacit del diniego di esplicare effetti immediati sul contribuente; 3. Mancata individuazione dellufficio nei confronti del quale la sentenza dovrebbe produrre effetti;

PRECEDENTI CONTRARI
Ctp Milano sent. n.108/2008; Ctp Torino, sent. n.45/2008; Ctp Ancona, sent. nn.108 e 109 del 10/9/2010;

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CTP ANCONA SENT. NN.188-189 DEL 13/9/2010:


Il diniego della DRE sulle istanze di interpello disapplicativo non sono impugnabili in commissione tributaria

LA GIURISPRUDENZA A FAVORE:
1. Il diniego allinterpello rientra fra gli atti di diniego o revoca di agevolazioni comma 1 lett. H, art.19 Dlgs 546/92; 2. Evitare compressione del diritto di difesa del contribuente; 3. Principio buon andamento P.A.;

PRECEDENTI A FAVORE:
Ctp Lecce, sent. n.93/2008; Ctp Lecce, sent. n.479/2008; CTR Bari, sent. n.71/2010;

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Gli interpelli disapplicativi

CTR PUGLIA SENT. N.71 DEL 11/5/2010


Il diniego alla disapplicazione della normativa antielusiva delle societ di comodo immediatamente impugnabile innanzi al giudice tributario

COSA DICE LA CASSAZIONE:


Sentenza n.8663/2011: La tutela giurisdizionale del contribuente si esperisce attraverso limpugnativa presso il competente giudice tributario del diniego alla richiesta di disapplicazione e non del successivo avviso di accertamento.

ULTIMA SENTENZA CASSAZIONE


definitivo in sede amministrativa (tale espressamente qualificato), recettizio, con immediata rilevanza esterna, ed assimilabile ad unipotesi di diniego di agevolazione, impugnabile, ai sensi dellart.19, co.1, D.Lgs. n.546/92, davanti al giudice tributario, che esplica, al riguardo, cognizione, non limitata alla mera legittimit formale dellatto, ma estesa al merito della pretesa e, quindi, allaccertamento della ricorrenza, o meno, delle condizioni applicative dellagevolazione richiesta
N.5843 del 13 aprile 2012 detto diniego essendo atto

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SCENARI DOPO LA CASSAZIONE

UN CASO A S.
CTP Reggio Emilia sent. 154 del 21/9/2011: principio affidamento art.10 statuto contribuente; il contribuente rimesso nei termini con il ricorso in Ctp;

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LA DISCIPLINA DELLE PERDITE FISCALI NELLE OPERAZIONI STRAORDINARIE Schemi di sintesi


a cura di Gianluca Cristofori

Riporto delle perdite fiscali

Disciplina del riporto delle perdite per i soggetti IRPEF


Art. 8, comma 3, del TUIR Le perdite derivanti dallesercizio di imprese commerciali e quelle derivanti dalla

partecipazione in societ in nome collettivo e in accomandita semplice sono computate in diminuzione dai relativi redditi conseguiti nei periodi di imposta e per la differenza nei successivi, ma non oltre il quinto, per lintero importo che trova capienza in essi. La presente disposizione non si applica per le perdite determinate a norma dellarticolo 66. Si applicano le disposizioni dellarticolo 84, comma 2, e, limitatamente alle societ in nome collettivo ed in accomandita semplice, quelle di cui al comma 3 del medesimo articolo 84.

Disciplina del riporto delle perdite per i soggetti IRES


Art. 84, comma 1, del TUIR La perdita di un periodo dimposta, determinata con le stesse norme

valevoli per la determinazione del reddito, pu essere computata in diminuzione del reddito dei periodi dimposta successivi in misura non superiore allottanta per cento del reddito imponibile di ciascuno di essi e per lintero importo che trova capienza in tale ammontare. []

Disciplina del riporto delle perdite per i soggetti IRES


Art. 84, comma 2, del TUIR Le perdite realizzate nei primi tre periodi dimposta dalla data di

costituzione possono, con le modalit previste al comma 1, essere computate in diminuzione del reddito complessivo dei periodi dimposta successivi entro il limite del reddito imponibile di ciascuno di essi e per lintero importo che trova capienza nel reddito imponibile di ciascuno di essi a condizione che si riferiscano ad una nuova attivit produttiva.

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Liquidazione di soggetti IRES

Liquidazione per i soggetti IRES


Art. 182, comma 3, del TUIR Per le societ soggette allimposta di cui al titolo II, il reddito relativo al

periodo compreso tra linizio e la chiusura determinato in base al bilancio finale. []

della

liquidazione

Liquidazione per i soggetti IRES


relativo alla residua frazione di tale esercizio e ciascun successivo esercizio intermedio determinato in via provvisoria in base al rispettivo bilancio, liquidando la relativa imposta salvo conguaglio in base al bilancio finale; le perdite di esercizio anteriori allinizio della liquidazione non compensate nel corso di questa ai sensi dellarticolo 84 sono ammesse in diminuzione in sede di conguaglio. []
Art. 182, comma 3, del TUIR [] Se la liquidazione si protrae oltre lesercizio in cui ha avuto inizio il reddito

Liquidazione per i soggetti IRES


Art. 182, comma 3, del TUIR [] Se la liquidazione si protrae per pi di cinque esercizi, compreso quello in cui

ha avuto inizio, nonch in caso di omessa presentazione del bilancio finale, i redditi determinati in via provvisoria si considerano definitivi e ai fini dellimposta sul reddito delle persone fisiche i redditi compresi nelle somme percepite o nei beni ricevuti dai soci, ancorch gi tassati separatamente a norma degli articoli 17 e 21, concorrono a formarne il reddito complessivo per i periodi di imposta di competenza.

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La disciplina delle perdite fiscali nelle operazioni straordinarie

Liquidazione per i soggetti IRES


opera del d.l. n. 98/2011 determinino riflessi in sede di scomputo dei redditi eventualmente conseguiti nei periodi intermedi della liquidazione sotto due punti di vista. Da un lato, essendo stato eliminato il limite temporale del quinquennio, viene meno la problematica del calcolo corretto di tale quinquennio in corso di liquidazione conseguente alla unicit, a certe condizioni, del periodo della stessa liquidazione. []
Circolare del CNDCEC n.24/IR del 14/9/2011 Il rinvio allart. 84 del tuir porta a ritenere che le modifiche ad esso apportate ad

Liquidazione per i soggetti IRES


Circolare del CNDCEC n.24/IR del 14/9/2011 [] Dallaltro lato occorre tener conto del nuovo limite di utilizzo della perdita in

misura pari all80 per cento del reddito, nel senso che le perdite di esercizio anteriori allinizio della liquidazione possono essere utilizzate a scomputo dei redditi eventualmente conseguiti nei periodi intermedi della liquidazione nei limiti dell80 per cento di tali redditi. []

Liquidazione per i soggetti IRES


Circolare del CNDCEC n.24/IR del 14/9/2011 [] Da ultimo, va osservato che il limite al riporto introdotto dal d.l. n. 98/2011

non dovrebbe trovare applicazione in sede di cong conguag uaglio finale in quanto si avrebbe una definitivit definitivit della parziale deducibilit deducibilit della perdita (80%) 80%) che non avrebbe alcuna giustificazione e determinerebbe una violazione del principio di uguag uaglianza (rispetto ai soggetti non in liquidazione).

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Trasformazione di societ

Trasformazione progressiva e perdite pregresse


Le perdite ante-trasformazione realizzate dalla societ di persone NON possono essere utilizzate dalla societ di capitali, rimanendo attribuite ai soci ex art. 8, del TUIR

Trasformazione da societ di persone a societ di capitali

Considerare la possibilit di rendere trasparente - ex-art. 116 del TUIR - anche la trasformata.

Trasformazione regressiva e perdite pregresse


Le perdite ante-trasformazione realizzate dalla societ di capitali possono essere utilizzate dalla societ di persone (Cfr. Risoluzione n.60/E del 16/5/2005).

Trasformazione da societ di capitali a societ di persone

La titolarit del diritto di riportare le perdite ante-trasformazione spetta alla societ e non ai soci.

Trasformazione regressiva e perdite pregresse


Risoluzione dellAgenzia delle Entrate n.60/E del 16/5/2005 [] per gli effetti fiscali che produce, la trasformazione di una societ di capitali

in una societ di persone pu considerarsi equivalente alla situazione che si verifica per effetto dellesercizio dellopzione, di cui allarticolo 115 del TUIR, da parte di una societ di capitali: il cambio di regime impositivo, nel primo caso, la conseguenza fisiologica delladozione della nuova veste societaria; nel secondo, unopportunit concessa dal legislatore della riforma alle societ di capitali che, pur non spogliandosi della personalit giuridica di cui sono dotate, risultino comunque in possesso di particolari requisiti.

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La disciplina delle perdite fiscali nelle operazioni straordinarie

Cessione della maggioranza delle partecipazioni

Cessione della maggioranza delle partecipazioni


Le disposizioni del comma 1 non si applicano nel caso in cui la maggioranza delle partecipazioni aventi diritto di voto nelle assemblee ordinarie del soggetto che riporta le perdite venga trasferita o comunque acquisita da terzi, anche a titolo temporaneo e, inoltre, venga modificata lattivit principale in fatto esercitata nei periodi dimposta in cui le perdite sono state realizzate. La modifica dellattivit assume rilevanza se interviene nel periodo dimposta in corso al momento del trasferimento od acquisizione ovvero nei due successivi od anteriori. [] Art. 84, comma 3, del TUIR

Cessione della maggioranza delle partecipazioni


Art. 84, comma 3, del TUIR [] La limitazione non si applica qualora:

b) le partecipazioni siano relative a societ che nel biennio precedente a quello di trasferimento hanno avuto un numero di dipendenti mai inferiore alle dieci unit e per le quali dal conto economico relativo allesercizio precedente a quello di trasferimento risultino un ammontare di ricavi e proventi dellattivit caratteristica, e un ammontare delle spese per prestazioni di lavoro subordinato e relativi contributi, di cui allarticolo 2425 del codice civile, superiore al 40 per cento di quello risultante dalla media degli ultimi due esercizi anteriori.

Cessione della maggioranza delle partecipazioni


Circolare dellAgenzia delle Entrate n.28/E del 4/8/2006 [] il comma 3 dellart. 84 impedisce il riporto delle perdite pregresse al

contestuale verificarsi delle condizioni di seguito indicate: 1) trasferimento a terzi della maggioranza delle partecipazioni aventi diritto di voto nelle assemblee ordinarie della societ che riporta le perdite; 2) modifica dellattivit principale in fatto esercitata nel periodo dimposta di maturazione delle perdite.

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Cessione della maggioranza delle partecipazioni


Circolare ministeriale n.320 del 19/12/1997 [] la norma in esame [] nasce dallesigenza di evitare operazioni

aventi per scopo lacquisto di societ con perdite fiscalmente rilevanti effettuato al solo scopo di ottenere degli indebiti vantaggi fiscali. Le condizioni poste dalla norma (trasferimento del soggetto che riporta la perdita e trasformazione dellattivit principale di fatto svolta al momento del realizzo delle perdite) sono complementari tra di loro. []

Cessione della maggioranza delle partecipazioni


Circolare ministeriale n.320 del 19/12/1997 [] il riporto delle perdite [] escluso nel caso in cui il trasferimento delle

partecipazioni della societ che riporta le perdite d luogo nei confronti dellacquirente allacquisizione del controllo della societ stessa. Tale risultato si realizza sia nel caso di trasferimento di un pacchetto di per s di controllo, sia nel caso in cui lacquisizione del controllo avvenga a seguito di integrazione della partecipazione gi posseduta. Inoltre, detto controllo pu realizzarsi non soltanto mediante il trasferimento della propriet della partecipazione ma anche mediante altri tipi di negozi giuridici come, ad esempio, il trasferimento dellusufrutto della partecipazione stessa []

Cessione della maggioranza delle partecipazioni


Circolare ministeriale n.320 del 19/12/1997 [] Con riferimento al verificarsi della seconda condizione (modifica dellattivit principale), [] prendendo quale punto di riferimento lattivit principale in fatto

svolta al momento della realizzazione delle perdite assumono rilevanza, rispetto ad essa, le variazioni intervenute nei seguenti periodi di imposta: periodo di imposta in corso al momento del trasferimento o della acquisizione anche a titolo temporaneo; i due periodi di imposta anteriori a quello del trasferimento; i due periodi di imposta successivi a quello del trasferimento.

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La disciplina delle perdite fiscali nelle operazioni straordinarie

Cessione della maggioranza delle partecipazioni

riscontri fattuali risulti quantitativamente superiore, con riferimento ai ricavi, ad altre comunque svolte dalla societ ceduta o trasferita.

Circolare ministeriale n.320 del 19/12/1997 Per attivit principale deve intendersi lattivit che sulla base di

Fusione e scissione di societ

Finalit delle disposizioni


La ratio delle disposizioni che si analizzano quella di contrastare il cd. commercio delle bare fiscali, ossia la realizzazione di fusioni (o scissioni) con societ prive di capacit produttiva poste in essere al fine di attuare la compensazione intersoggettiva delle perdite fiscali di una societ con gli utili imponibili dellaltra, introducendo un divieto assoluto al riporto delle stesse qualora non sussistano quelle minime condizioni di vitalit economica previste dalla norma.

Limite al riporto delle perdite in ipotesi di fusione


Art. 172, comma 7, del TUIR Le perdite delle societ che partecipano alla fusione, compresa la societ

incorporante, possono essere portate in diminuzione del reddito della societ risultante dalla fusione o incorporante per la parte del loro ammontare che non eccede lammontare del rispettivo patrimonio netto quale risulta dallultimo bilancio o, se inferiore, dalla situazione patrimoniale di cui allarticolo 2501-quater del codice civile, senza tener conto dei conferimenti e versamenti fatti negli ultimi ventiquattro mesi anteriori alla data cui si riferisce la situazione stessa, e sempre che []

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Limite al riporto delle perdite in ipotesi di fusione


Art. 172, comma 7, del TUIR [] e sempre che dal conto economico della societ le cui perdite sono

riportabili, relativo allesercizio precedente a quello in cui la fusione stata deliberata, risulti un ammontare di ricavi e proventi dellattivit caratteristica, e un ammontare delle spese per prestazioni di lavoro subordinato e relativi contributi, di cui allarticolo 2425 del codice civile, superiore al 40 per cento di quello risultante dalla media degli ultimi due esercizi anteriori. Tra i predetti versamenti non si comprendono i contributi erogati a norma di legge dallo Stato a da altri enti pubblici. []

Limite al riporto delle perdite in ipotesi di fusione


Art. 172, comma 7, del TUIR [] Se le azioni o quote della societ la cui perdita riportabile erano

possedute dalla societ incorporante o da altra societ partecipante alla fusione, la perdita non comunque ammessa in diminuzione fino a concorrenza dellammontare complessivo della svalutazione di tali azioni o quote effettuata ai fini della determinazione del reddito dalla societ partecipante o dallimpresa che le ha ad essa cedute dopo lesercizio al quale si riferisce la perdita e prima dellatto di fusione. []

Limite al riporto delle perdite in ipotesi di fusione


Art. 172, comma 7, del TUIR [] In caso di retrodatazione degli effetti fiscali della fusione ai sensi del

comma 9, le limitazioni del presente comma si applicano anche al risultato negativo, determinabile applicando le regole ordinarie, che si sarebbe generato in modo autonomo in capo ai soggetti che partecipano alla fusione in relazione al periodo che intercorre tra linizio del periodo dimposta e la data antecedente a quella di efficacia giuridica della fusione. Le disposizioni del presente comma si applicano anche agli interessi indeducibili oggetto di riporto in avanti di cui al comma 4 dellarticolo 96.

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La disciplina delle perdite fiscali nelle operazioni straordinarie

Limite al riporto delle perdite in ipotesi di fusione


Risoluzione dellAgenzia delle Entrate n.54/E del 9/5/2011 [] si ritiene che la locuzione ultimo bilancio contenuta nellarticolo

172, comma 7, primo periodo, del TUIR, debba essere correttamente intesa quale bilancio relativo allultimo esercizio chiuso prima della data di efficacia giuridica della fusione, ancorch non approvato a tale data. In particolare, nel caso di retrodatazione degli effetti fiscali (e contabili) della fusione allinizio dellesercizio, lultimo bilancio, in tal senso inteso, per la societ che detiene le perdite il bilancio relativo allesercizio precedente a quello in cui la fusione perfezionata giuridicamente.

Limite al riporto delle perdite in ipotesi di fusione


Risoluzione dellAgenzia delle Entrate n.143/E del 10/4/2008 I requisiti minimi di vitalit economica debbono sussistere, non solo nel periodo precedente alla fusione, cos come si ricava dal dato letterale, bens debbono continuare a permanere fino al momento in cui la fusione viene attuata. Ai fini di tale verifica, lammontare dei ricavi e proventi dellattivit caratteristica e

delle spese per prestazioni di lavoro relativi a detto intervallo di tempo deve essere ragguagliato ad anno, per consentire che il raffronto con la media dellammontare dei medesimi elementi contabili degli ultimi due esercizi precedenti sia effettuato tra dati omogenei.

Limite al riporto delle perdite in ipotesi di fusione


Risoluzione dellAgenzia delle Entrate n.337 del 29/10/2002 Con riguardo ad una societ holding pura, neo-costituita, stato ritenuto che: la mancanza di periodi da raffrontare con quello immediatamente precedente lesercizio di delibera della fusione escluderebbe la possibilit di indagare sulla vitalit del soggetto; []

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Limite al riporto delle perdite in ipotesi di fusione


Risoluzione dellAgenzia delle Entrate n.337 del 29/10/2002 il conto economico di tali societ risulta fortemente influenzato da componenti reddituali di tipo finanziario che, pur non essendo imputati alla voce A1) del conto economico, costituiscono, comunque, proventi relativi alla loro attivit caratteristica. Pertanto, nei casi di societ holding pure tale componente finanziaria (C15) pu essere considerata come un indicatore rilevante ai fini della vitalit aziendale [principio confermato anche dalla Risoluzione n.143/E del 10/4/2008];

Limite al riporto delle perdite in ipotesi di fusione


Risoluzione dellAgenzia delle Entrate n.337 del 29/10/2002 la mancanza assoluta di spese per il personale dipendente in bilancio non , da sola, sintomo di scarsa vitalit aziendale, atteso che tale voce molto frequentemente non compare nei bilanci di tale tipo di societ (holding).

Limite al riporto degli interessi passivi


Circolare dellAgenzia delle Entrate n.19/E del 21/4/2009 Lapplicazione del limite al riporto degli interessi passivi netti indeducibili richiede che sia dapprima verificata la sussistenza del c.d. presupposto

di vitalit della societ e successivamente che sia verificato il rispetto del limite del patrimonio netto contabile. [] Pur se perdite fiscali ed interessi passivi indeducibili costituiscono elementi differenti sotto il profilo contabile e fiscale, si ritiene che ai fini dellapplicazione della disposizione in esame il legislatore abbia inteso equipararli.

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La disciplina delle perdite fiscali nelle operazioni straordinarie

Limite al riporto degli interessi passivi


Circolare dellAgenzia delle Entrate n.19/E del 21/4/2009 Si ritiene che la societ incorporante possa decidere, sulla base di propri calcoli di

convenienza, a quale dei due importi (perdite o interessi indeducibili) imputare leccedenza non utilizzabile []. In caso di retrodatazione della fusione, i suddetti limiti al riporto in avanti devono essere applicati anche agli interessi passivi indeducibili, che si sarebbero generati in modo autonomo in capo ai soggetti che partecipano alla fusione in relazione al periodo che intercorre tra linizio del periodo dimposta e la data antecedente a quella di efficacia giuridica della fusione.

Limite al riporto delle perdite in ipotesi di scissione


Art. 173, comma 10, del TUIR Alle perdite fiscali delle societ che partecipano alla scissione si

applicano le disposizioni del comma 7 dellarticolo 172, riferendosi alla societ scissa le disposizioni riguardanti le societ fuse o incorporate e alle beneficiarie quelle riguardanti la societ risultante dalla fusione o incorporante ed avendo riguardo allammontare del patrimonio netto quale risulta dallultimo bilancio o, se inferiore, dal progetto di scissione di cui allarticolo 2506-bis del codice civile, ovvero dalla situazione patrimoniale di cui allarticolo 2506-ter del codice civile.

Limite al riporto delle perdite in ipotesi di scissione


Risoluzione dellAgenzia delle Entrate n.168/E del 30/6/2009 [] le perdite che restano nella disponibilit disponibilit della societ societ scissa non sono

sottoposte alla speciale disciplina recata dallart. 172, comma 7, del TUIR, in quanto - non realizzandosi in capo alla stessa alcuna concentrazione soggettiva non sussiste il rischio che le stesse possano essere indebitamente compensate con redditi di una diversa organizzazione.

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Limite al riporto delle perdite in ipotesi di scissione


Circolare dellAgenzia delle Entrate n.9/E del 9/3/2010 In merito alla posizione della societ beneficiaria - che equiparata alla societ

risultante dalla fusione o allincorporante - si osserva come il rischio di elusione legato alla compensazione intersoggettiva delle perdite sussiste solo nel caso in cui la beneficiaria stessa preesista alla scissione e non sia, quindi, di nuova costituzione; in tal caso, le limitazioni alla riportabilit recate dal comma 10 in commento riguardano tanto le perdite fiscali pregresse realizzate dalla stessa beneficiaria, quanto quelle trasferite dalla scissa in base al criterio di attribuzione proporzionale.

Limite al riporto delle perdite in ipotesi di scissione


Circolare dellAgenzia delle Entrate n.9/E del 9/3/2010 Qualora, invece, la societ beneficiaria venga costituita contestualmente e

per effetto delloperazione di scissione, cos che il suo patrimonio provenga unicamente dalla scissa, nessun effetto elusivo ravvisabile con riferimento al riporto delle perdite maturate dalla scissa e trasferite insieme al ramo scisso alla beneficiaria.

Fusione di societ e regime del consolidato


medesimo consolidato nazionale (cfr. articolo 11, commi 1 e 2 del decreto) e con perdite fiscali riportabili conseguite in costanza di consolidato, pu escludersi qualsiasi manovra elusiva tesa a realizzare, con loperazione di aggregazione, la compensazione intersoggettiva delle perdite fiscali tra i soggetti coinvolti, atteso che questi, per effetto delloperazione medesima, non possono fruire di alcun vantaggio addizionale in termini di compensazione degli imponibili in quanto le perdite prodotte dalle societ aderenti al consolidato nascono gi compensabili con gli utili di altre societ incluse nella tassazione di gruppo.
Circolare dellAgenzia delle Entrate n.9/E del 9/3/2010 [] in presenza di operazioni di fusione tra societ partecipanti al

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La disciplina delle perdite fiscali nelle operazioni straordinarie

Fusione di societ e regime del consolidato


Pertanto, in ipotesi di fusione che, ai sensi dellarticolo 11 del decreto, non interrompono la tassazione di gruppo, le disposizioni limitative al riporto delle perdite devono - per ragioni di ordine logico sistematico - trovare applicazione solo con riferimento alle perdite pregresse allingresso nel regime consolidato di ciascuna societ partecipante alloperazione, rimanendo escluse le perdite prodotte in vigenza del consolidato. Circolare dellAgenzia delle Entrate n.9/E del 9/3/2010

Scissione di societ e regime del consolidato


Circolare dellAgenzia delle Entrate n.9/E del 9/3/2010 Le riferite considerazioni valgono - in linea generale - anche in ipotesi di

scissione che, ai sensi dellarticolo 11 del decreto, non interrompono il consolidato, con la conseguenza ulteriore che [] le perdite realizzate dalla societ scissa nei periodi di vigenza dellopzione e trasferite alla tassazione di gruppo rimarranno nella esclusiva disponibilit della fiscal unit.

Fusione di societ e regime del consolidato


In conclusione, in presenza di operazioni di fusione e scissione che non Circolare dellAgenzia delle Entrate n.9/E del 9/3/2010

interrompono la tassazione di gruppo, le disposizioni limitative al riporto delle perdite troveranno applicazione solo con riferimento alle perdite pregresse al consolidato, rimanendo escluse le perdite maturate dalle societ partecipanti alle operazioni negli esercizi di validit dellopzione, in quanto nessun effetto elusivo ravvisabile - almeno da un punto di vista teorico - con riferimento al riporto delle perdite, finch permane la tassazione di gruppo.

47

Fusione di societ e regime del consolidato


Naturalmente - in presenza di operazioni strumentalmente realizzate alla vigilia della cessazione del consolidato e/o da societ successivamente fuoriuscite dal perimetro di consolidamento - resta impregiudicato, ai sensi dellarticolo 37-bis del DPR n. 600 del 1973, il potere di sindacato dellAmministrazione finanziaria volto a verificare se loperazione sia stata realizzata in vigenza dellopzione per la tassazione di gruppo al solo fine di eludere le disposizioni contenute negli articoli 172, comma 7, e 173, comma 10, del TUIR. Circolare dellAgenzia delle Entrate n.9/E del 9/3/2010

Finalit delle disposizioni


La ratio delle disposizioni esaminate quella di contrastare il cd. commercio delle bare fiscali, ossia la realizzazione di fusioni (scissioni) con societ prive di capacit produttiva poste in essere al fine di attuare la compensazione intersoggettiva delle perdite fiscali di una societ con gli utili imponibili dellaltra, introducendo un divieto assoluto al riporto delle stesse qualora non sussistano quelle minime condizioni di vitalit economica previste dalla norma.

Disapplicazione delle disposizioni


possibile disapplicare tali disposizioni solo qualora venga dimostrato che le societ interessate non sono bare fiscali e che loperazione di fusione (scissione) non rappresenta lepilogo di una manovra elusiva consistente, ad esempio, nella fusione di una societ priva di vitalit economica, allo scopo di decurtare il reddito imponibile di una delle altre societ partecipanti con le perdite fiscali accumulate dallaltra societ negli esercizi precedenti la fusione, la cui attivit economica sia ormai inesistente.

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La disciplina delle perdite fiscali nelle operazioni straordinarie

Disposizioni antielusive

Disposizioni antielusive
Art. 37-bis, comma 1, del D.P.R. 29/9/1973, n.600 Sono inopponibili allamministrazione finanziaria gli atti, i fatti e i negozi, anche

collegati tra loro, privi di valide ragioni economiche, diretti ad aggirare obblighi o divieti previsti dallordinamento tributario e ad ottenere riduzioni di imposte o rimborsi, altrimenti indebiti.

Disposizioni antielusive
Art. 37-bis, comma 2, del D.P.R. 29/9/1973, n.600 Lamministrazione finanziaria disconosce i vantaggi tributari conseguiti

mediante gli atti, i fatti e i negozi di cui al comma 1, applicando le imposte determinate in base alle disposizioni eluse, al netto delle imposte dovute per effetto del comportamento inopponibile allamministrazione.

Disposizioni antielusive
Art. 37-bis, comma 3, del D.P.R. 29/9/1973, n.600 Le disposizioni dei commi 1 e 2 si applicano a condizione che,

nellambito del comportamento di cui al comma 2, siano utilizzate una o pi delle seguenti operazioni: a) trasformazioni, fusioni, scissioni, liquidazioni volontarie e distribuzioni ai soci di somme prelevate da voci del patrimonio netto diverse da quelle formate con utili; b) conferimenti in societ, nonch negozi aventi ad oggetto il trasferimento o il godimento di aziende; []

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Disposizioni antielusive
disposizioni per ladeguamento alle direttive comunitarie relative al regime fiscale di fusioni, scissioni, conferimenti dattivo e scambi di azioni, nonch il trasferimento della residenza fiscale allestero da parte di una societ;
[] Art. 37-bis, comma 3, del D.P.R. 29/9/1973, n.600 e) operazioni di cui al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 544, recante

f-bis) cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra i soggetti ammessi al regime della tassazione di gruppo di cui allarticolo 117 del testo unico delle imposte sui redditi;

Disposizioni antielusive
contribuente anche per lettera raccomandata, di chiarimenti da inviare per iscritto entro 60 giorni dalla data di ricezione della richiesta nella quale devono essere indicati i motivi per cui si reputano applicabili i commi 1 e 2. Fermo restando quanto disposto dallarticolo 42, lavviso daccertamento deve essere specificamente motivato, a pena di nullit, in relazione alle giustificazioni fornite dal contribuente e le imposte o le maggiori imposte devono essere calcolate tenendo conto di quanto previsto al comma 2.
Art. 37-bis, commi 4 e 5, del D.P.R. 29/9/1973, n.600 Lavviso di accertamento emanato, a pena di nullit, previa richiesta al

Interpello disapplicativo
limitano deduzioni, detrazioni, crediti dimposta o altre posizioni soggettive altrimenti ammesse dallordinamento tributario, possono essere disapplicate qualora il contribuente dimostri che nella particolare fattispecie tali effetti elusivi non potevano verificarsi. A tal fine il contribuente deve presentare istanza al direttore regionale delle entrate competente per territorio, descrivendo compiutamente loperazione e indicando le disposizioni normative di cui chiede la disapplicazione. [] Il
Art. 37-bis, comma 8, del D.P.R. 29/9/1973, n.600 Le norme tributarie che, allo scopo di contrastare comportamenti elusivi,

D.M. 19/6/1998, n.259, reca le disposizioni di attuazione.

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La disciplina delle perdite fiscali nelle operazioni straordinarie

Interpello disapplicativo - Procedimento


Listanza di cui al comma 8 dellarticolo 37-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, rivolta al direttore regionale delle entrate competente per territorio ed spedita, a mezzo del servizio postale, in plico raccomandato con avviso di ricevimento, allufficio finanziario competente per laccertamento in ragione del domicilio fiscale del contribuente. Tale ultimo ufficio trasmette al direttore regionale listanza, unitamente al proprio parere, entro trenta giorni dalla ricezione della medesima. Art. 1, comma 1, del D.M. 19/6/1998, n.259

Interpello disapplicativo - Procedimento


a) i dati identificati del contribuente e del suo legale rappresentante; b) lindicazione delleventuale domiciliatario presso il quale sono effettuate le comunicazioni; c) la sottoscrizione del contribuente o del suo legale rappresentante. Nellistanza il contribuente descrive compiutamente la fattispecie concreta per la quale ritiene non applicabili le disposizioni normative che limitano deduzioni, detrazioni, crediti dimposta o altre posizioni soggettive altrimenti ammessi dallordinamento tributario; ad essa va allegata copia della documentazione, con relativo elenco, rilevante ai fini della individuazione e della qualificazione della fattispecie prospettata.
Listanza deve contenere a pena di inammissibilit: Art. 1, commi 2 e 3, del D.M. 19/6/1998, n.259

Interpello disapplicativo - Procedimento


comunicate al contribuente mediante servizio postale, in plico raccomandato con avviso di ricevimento. Ai fini dellapplicazione dellarticolo 37-bis, comma 8, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, listanza si intende presentata allatto della ricezione del plico raccomandato da parte dellufficio competente per laccertamento. Le comunicazioni relative allistanza e le eventuali richieste istruttorie si intendono eseguite al momento della ricezione del plico raccomandato da parte del destinatario.
Art. 1, commi 4 e 5, del D.M. 19/6/1998, n.259 Le determinazioni del direttore regionale delle entrate, concernenti listanza, sono

51

Interpello disapplicativo - Procedimento


al contribuente, non oltre novanta giorni dalla presentazione dellistanza, con provvedimento che da ritenersi definitivo. Le richieste istruttorie rivolte al contribuente o a soggetti diversi sospendono il termine di cui al comma 6, per lemanazione del provvedimento definitivo da parte del direttore regionale delle entrate, fino al giorno di ricezione della risposta. Delle richieste istruttorie rivolte ad altri soggetti data comunicazione al contribuente.
Art. 1, commi 6 e 7, del D.M. 19/6/1998, n.259 Le determinazioni del direttore regionale delle entrate vanno comunicate

Interpello disapplicativo - Procedimento


Presentazione dellistanza competente per territorio. alla Direzione Regionale dellAgenzia delle Entrate

LUfficio locale trasmette listanza, unitamente al proprio parere, al Direttore Regionale entro 30 giorni dalla ricezione.

Il Direttore Regionale emana il provvedimento di accoglimento o di rigetto entro 90 giorni dalla data di presentazione dellistanza presso lufficio.

Interpello disapplicativo - Impugnazione


Deve escludersi la possibilit di impugnare immediatamente il provvedimento del Direttore regionale in quanto lo stesso non rientra tra gli atti impugnabili di cui allart. 19 del D.Lgs. n. 546/1992 [n.d.r. tale Circolare dellAgenzia delle Entrate n.5/E del 2/2/2007

giustifica, essenzialmente, alla luce della loro natura di atti amministrativi non provvedimentali. [] la risposta allinterpello manca dei caratteri dellautoritariet e dellesecutoriet, propri dei provvedimenti amministrativi.

assunto confermato sia dalla Circolare A.d.E. n.7/E/2009 sia dalla Circolare A.d.E. n.32/E/2010]. La non impugnabilit delle risposte allinterpello si

52

La disciplina delle perdite fiscali nelle operazioni straordinarie

Interpello disapplicativo - Impugnazione


dellimpugnabilit dellinterpello cd. disapplicativo contenute in alcune pronunce dei giudici di merito. In particolare, alcune Commissioni tributarie hanno sostenuto che linterpello disapplicativo sarebbe un atto impugnabile, assimilabile agli atti di diniego o di revoca di agevolazioni, previsti dallart. 19, comma 1, lett. h) del D.Lgs. n. 546/1992 [n.d.r. sulla tassativit degli atti impugnabili di cui allart. 19 del D.Lgs.
Circolare dellAgenzia delle Entrate n.5/E del 2/2/2007 Si evidenzia che non sono condivisibili le argomentazioni a favore

n.546/1992 si segnala, su tutte, la Sentenza della Corte di Cassazione n.21045 dell8/10/2007]. Tale interpretazione non pu essere condivisa []

Interpello disapplicativo - Impugnazione


Sentenza Corte di Cassazione n.8663 del 15/4/2011 Le determinazioni in senso negativo [n.d.r. del Direttore dellAgenzia delle Entrate su istanze presentate per la disapplicazione di norme antielusive, ai sensi dellart. 37-bis, comma 8, del D.P.R. n.600/1973]

costituiscono atto di diniego di agevolazione fiscale e sono soggette ad autonoma impugnazione ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19, comma 1, lett. h). Tale atto rientra tra quelli tipici previsti come impugnabili da detta disposizione normativa, e pertanto la mancanza di impugnazione nei termini di legge decorrenti dalla comunicazione delle determinazioni al contribuente ai sensi del D.M. 19 giugno 1998, n. 259, art. 1, comma 4, rende definitiva la carenza del potere di disapplicazione della norma antielusiva in capo allistante.

Interpello disapplicativo - Impugnazione


Sentenza Corte di Cassazione 29 novembre 2012 n. 20394 (conforme alla Sentenza n. 8663 del 15 aprile 2011) Le risposte agli interpelli in argomento costituiscono atto di diniego di agevolazione e sono soggette ad autonoma impugnazione. Tale atto rientra tra quelli tipici previsti come impugnabili e, pertanto, la mancanza di impugnazione nei termini di legge rende definitiva la carenza del potere di disapplicazione della norma antielusiva in capo all allistante istante. Secondo tale sentenza, confermata anche dallordinanza n. 20394 del 2012, la risposta negativa dellAmministrazione finanziaria, non solo potrebbe, ma anzi dovrebbe essere impugnata dal contribuente dissenziente, pena la definitivit delle predette statuizioni.

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Interpello disapplicativo - Impugnazione


In controtendenza rispetto a quanto sostenuto con sentenza n.8663 del 15/4/2011 stato ritenuto che il diniego del Direttore Regionale dellAgenzia delle Entrate di disapplicazione di norme antielusive rientri nel novero degli atti impugnabili, in via facoltativa, da parte del contribuente. Pertanto, la risposta allinterpello non

Sentenza Corte di Cassazione n.17010 del 5/10/2012

impedisce al contribuente di esperire la piena tutela in sede giurisdizionale nei confronti dellatto tipico che gli venga notificato, dimostrando in tale sede, senza preclusioni di sorta, la sussistenza delle condizioni per fruire della disapplicazione della norma antielusiva. In tale solco si pongono le
seguenti sentenze di merito: CTP Milano n.181 del 7/5/2012 e CTR Lombardia n.170/28/11 del 5/12/2011.

Leveraged buy-out e disposizioni antielusive


Interpello DRE Lombardia prot. n.103471 del 22/12/2009 [] la finalit delloperazione di leverage buy out certamente

diversa da quella patologica (disapprovata dal sistema) consistente nel commercio di bare fiscali, in quanto il veicolo oggetto della incorporazione risulta essere uno strumento tecnico di una pi ampia strategia (imposta dal partner finanziario) finalizzata ad acquisire la propriet del capitale sociale della societ target.

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OPERAZIONI STRAORDINARIE DIMPRESA IN PRESENZA DI PERDITE DI BILANCIO Schemi di sintesi


a cura di Gianluca Cristofori

Conferimenti e scissioni di patrimoni netti contabili negativi

Aspetti di ordine civilistico


Orientamento del Consiglio Notarile del Triveneto L.E.1 del 2008

ad una o pi beneficiarie di un insieme di elementi patrimoniali attivi il cui valore contabile sia inferiore a quello dellinsieme degli elementi passivi (cosiddetta scissione negativa), semprech il valore economico/reale di quanto complessivamente assegnato sia positivo. []

ammissibile la scissione, anche non proporzionale, mediante assegnazione

Aspetti di ordine civilistico


Orientamento del Consiglio Notarile del Triveneto L.E.1 del 2008 In tal caso si ritiene [tuttavia] che la beneficiaria della scissione

negativa debba essere preesistente e loperazione debba alternativamente attuarsi: a) mediante riduzione delle riserve della beneficiaria (ovvero, in carenza di riserve capienti, del capitale) in misura tale da assorbire il netto contabile trasferito; b) mediante rilevazione della minusvalenza. []

Aspetti di ordine civilistico


Orientamento del Consiglio Notarile del Triveneto L.E.1 del 2008 Il principio esposto deve ritenersi applicabile, per lidentica ratio, anche

allipotesi della fusione, laddove lincorporata abbia un patrimonio contabile negativo ma reale positivo. Al contrario, non si ritiene ammissibile una scissione o fusione negativa nellipotesi in cui anche il valore reale del patrimonio assegnato (comprensivo delleventuale avviamento) sia negativo, poich in tal caso non potrebbe sussistere alcun rapporto di cambio. []

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Aspetti di ordine civilistico


Orientamento del Consiglio Notarile del Triveneto L.E.1 del 2008

negativa, anche laddove non sia necessario determinare un rapporto di cambio, risulterebbe priva di utilit per la societ beneficiaria/incorporante e produrrebbe comunque unalterazione del valore economico delle partecipazioni preesistenti, in ci contrastando con la causa stessa di tali operazioni.

inoltre da rilevare che una scissione o una fusione realmente

Aspetti di ordine civilistico


Si vedano anche il Consiglio Notarile di Milano, Massima n.72 del 2005 ( in caso di scissione a favore di societ societ di nuova costituzione []

limputazione del disavanzo da concambio rappresenta addirittura una conditio sine qua non per potere dare corso alloperazione, ogni qualvolta la parte di patrimonio assegnata a una beneficiaria di nuova costituzione, pur avendo un valore effettivo positivo, presenti valori contabili negativi), e lOIC n.4, 4.3.3, che ammette [] in accordo con la dottrina, anche lipotesi che il valore contabile del patrimonio netto trasferito ad una beneficiaria sia negativo (perch le passivit superano le attivit), purch purch per il valore economico sia positivo e si tratti di societ beneficiaria gi esistente.

Aspetti di ordine contabile IAS-IFRS


Orientamenti Assirevi in tema di IFRS 3 (OPI N. 1)
Le operazioni di business combination of entities under common control possono essere concluse in varie forme contrattuali legalmente rilevanti nel bilancio desercizio (transazioni carta contro carta ad esempio: fusioni, conferimenti e scissioni; oppure con corrispettivo ad esempio: acquisizioni di rami di azienda).

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Operazioni straordinarie dimpresa in presenza di perdite di bilancio

Aspetti di ordine contabile IAS-IFRS


Orientamenti Assirevi in tema di IFRS (OPI N.1)
Tali operazioni sono di norma attuate con finalit diverse dal trasferimento del controllo, quali ad esempio una semplice riorganizzazione societaria allinterno di un gruppo, e presentano rilevanti peculiarit, sia in capo al cedente, al conferente o alla scissa, sia nei confronti del cessionario, del conferitario o della beneficiaria. Le operazioni di business combinations involving entities or businesses under common control sono escluse dallambito di applicazione dellIFRS 3.

Aspetti di ordine contabile IAS-IFRS


Operazioni che non abbiano una significativa influenza sui flussi di cassa futuri delle attivit nette trasferite: il principio della continuit dei valori.
Le attivit nette devono essere rilevate presso il soggetto avente causa ai medesimi valori di libro che avevano nella contabilit prima delloperazione. In linea di principio, le iscrizioni contabili successive continueranno portando avanti i valori utilizzati per la contabilizzazione precedente presso il soggetto dante causa .

Aspetti di ordine contabile IAS-IFRS


Ove i valori di apporto siano superiori a quelli storici, in ragione del necessario aumento di capitale sociale (o del prezzo), leccedenza va stornata, rettificando in diminuzione il patrimonio netto della societ avente causa, con apposito addebito di una riserva. Per ragioni di simmetria, leventuale plusvalenza realizzata dal dante causa non deve essere rilevata a conto economico, bens a patrimonio netto. Nel caso in cui la plusvalenza realizzata fosse riferibile prevalentemente ad avviamento non precedentemente iscritto nel bilancio del dante causa, la sua iscrivibilit dovrebbe essere attentamente valutata in termini di recuperabilit.

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Aspetti di ordine fiscale


LAgenzia delle Entrate, con Risoluzione n.124/E del 6 dicembre 2010, in risposta a unistanza di interpello, con la quale la societ istante (IAS-adopter) chiedeva se fosse possibile beneficiare dellapplicazione dellimposta sostitutiva dellIReS e dellIRAP prevista dallarticolo 176, comma 2-ter, del TUIR, nellambito di una fusione per incorporazione tra imprese riconducibili al medesimo gruppo, operazione non qualificabile come business combination, ha affermato che la societ incorporante non pu beneficiare dellapplicazione dellimposta sostitutiva, essendo emersa una differenza positiva da annullamento, tuttavia imputata a una riserva negativa nel patrimonio netto, invece che alle immobilizzazioni, a seguito del mero recepimento dei valori contabili di funzionamento espressi nel bilancio della societ incorporata.

Aspetti di ordine tributario


Risoluzione dellAgenzia delle Entrate n.12/E del 16/1/2009 Nel caso proposto allattenzione dellAmministrazione finanziaria, La parte di

patrimonio contabile assegnato alla societ beneficiaria preesistente (BETA) presenta un saldo contabile di valore negativo dal momento che il valore contabile dei debiti assegnati risulta di ammontare superiore al valore contabile degli elementi dellattivo trasferiti alla societ beneficiaria. Il valore effettivo del patrimonio assegnato alla societ beneficiaria, invece, presenta un valore pari a zero dal momento che il valore economico delle attivit attribuite equivalente a quello delle passivit attribuite in sede di scissione.
[]

Aspetti di ordine tributario


Risoluzione dellAgenzia delle Entrate n.12/E del 16/1/2009 [] la societ scissa ALFA dovr iscrivere nel proprio bilancio una

riserva di patrimonio netto, pari alla differenza tra attivit e passivit del complesso patrimoniale assegnato. Tale riserva non costituir un componente positivo di reddito ai sensi del citato art. 173 del Tuir; tuttavia, nellipotesi in cui la stessa fosse - da un punto di vista civilistico - liberamente distribuita ai soci, essa sarebbe fiscalmente disciplinata dallart. 89 del Tuir e, come tale, soggetta a tassazione alla stregua di una riserva di utili. []

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Operazioni straordinarie dimpresa in presenza di perdite di bilancio

Aspetti di ordine tributario


Risoluzione dellAgenzia delle Entrate n.12/E del 16/1/2009 Con riferimento alla societ beneficiaria, la differenza tra la frazione di

patrimonio contabile trasferito dalla scissa e leventuale aumento del capitale sociale effettuato dalla societ beneficiaria costituisce una posta contabile denominata differenza da scissione. Pi precisamente, tale posta contabile assume la natura di avanzo ovvero disavanzo da concambio in funzione del segno, rispettivamente, positivo ovvero negativo della predetta differenza.
[]

Aspetti di ordine tributario


Risoluzione dellAgenzia delle Entrate n.12/E del 16/1/2009 [] Nel caso in esame, stando a quanto riferito nellistanza, la societ

beneficiaria BETA iscriver nel proprio bilancio una differenza da scissione denominata disavanzo da concambio dal momento che la differenza tra la frazione di patrimonio contabile trasferito dalla scissa e laumento del capitale sociale che dovr essere effettuato dalla societ beneficiaria assume segno negativo.

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LA DISCIPLINA DELLE PERDITE FISCALI Schemi di sintesi


a cura di Gianluca Cristofori

Riporto delle perdite fiscali nel consolidato

Riporto delle perdite nel consolidato nazionale


Art. 118, comma 1, del TUIR Lesercizio dellopzione per la tassazione di gruppo di cui allarticolo 117

comporta la determinazione di un reddito complessivo globale corrispondente alla somma algebrica dei redditi complessivi netti da considerare, quanto alle societ controllate, per lintero importo indipendentemente dalla quota di partecipazione riferibile al soggetto controllante. Al soggetto controllante compete il riporto a nuovo della eventuale perdita risultante dalla somma algebrica degli imponibili, la liquidazione dellunica imposta dovuta o dellunica eccedenza rimborsabile o riportabile a nuovo.

Riporto delle perdite nel consolidato nazionale


Art. 118, comma 2, del TUIR

perdite fiscali relative agli esercizi anteriori allinizio della tassazione di gruppo di cui alla presente sezione possono essere utilizzate solo dalle societ cui si riferiscono. Le eccedenze dimposta riportate a nuovo relative agli stessi esercizi possono essere utilizzate dalla societ o ente controllante o alternativamente dalle societ cui competono. Resta ferma lapplicabilit delle disposizioni di cui allarticolo 43-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 [n.d.R.
sulla cessione delle eccedenze nellambito del gruppo].

Le

Riporto delle perdite nel consolidato nazionale


Art. 7 del D.M. 9/6/2004

a) ciascun soggetto [n.d.r. consolidato] deve presentare allAgenzia delle entrate la propria dichiarazione dei redditi nei modi e nei termini previsti dal Regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, senza liquidazione dellimposta; dal reddito complessivo, determinato secondo le disposizioni dellart. 83 del testo unico, sono computate in diminuzione le perdite di cui allart. 84 del testo unico relative agli esercizi anteriori allinizio della tassazione di gruppo; []

Per effetto dellopzione:

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La disciplina delle perdite fiscali

Riporto delle perdite nel consolidato nazionale

Art. 9, comma 2, del D.M. 9/6/2004 Per la consolidante, Le perdite fiscali risultanti dalla dichiarazione dei redditi

di cui al comma 1 possono essere computate in diminuzione del reddito complessivo globale dei periodi dimposta successivi, secondo le modalit di cui ai commi 1 e 2 dellart. 84.

Riporto delle perdite nel consolidato nazionale


Circolare dellAgenzia delle Entrate n.53/E del 6/12/2011 La disposizione in esame dispone il divieto di utilizzo delle perdite

maturate dalle societ del gruppo prima dellesercizio dellopzione per il regime del consolidato. Ne deriva che le uniche perdite utilizzabili dalla fiscal unit in sede di consolidamento sono quelle maturate dalle societ partecipanti in costanza di regime. Le modifiche apportate dal decreto legge n. 98 del 2011 allarticolo 84 del TUIR producono effetti sulle modalit di impiego delle perdite: a. formatesi in capo alle societ rientranti nel perimetro di consolidamento prima dellingresso nel regime; b. utilizzabili dalla consolidante nellambito della tassazione di gruppo, nei periodi dimposta di validit dellopzione.

Riporto delle perdite nel consolidato nazionale

realizzate dalle societ consolidate nellambito del gruppo, le quali vengono trasferite in misura integrale alla fiscal unit.

Circolare dellAgenzia delle Entrate n.53/E del 6/12/2011 Nessun effetto, invece, si determina in ordine alle perdite di periodo

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Riporto delle perdite nel consolidato nazionale


Art. 124, comma 4, del TUIR Per effetto dellinterruzione della tassazione di gruppo, Le perdite

fiscali risultanti dalla dichiarazione di cui allarticolo 122, i crediti chiesti a rimborso e, salvo quanto previsto dal comma 3, le eccedenze riportate a nuovo permangono nellesclusiva disponibilit della societ o ente controllante. Il decreto di cui allarticolo 129 pu prevedere appositi criteri per lattribuzione delle perdite fiscali, risultanti dalla dichiarazione di cui allarticolo 122, alle societ che le hanno prodotte, al netto di quelle utilizzate, e nei cui confronti viene meno il requisito del controllo.

Riporto delle perdite fiscali per trasparenza

Riporto delle perdite per i soggetti IRPEF


Art. 8, comma 3, del TUIR Le perdite derivanti dallesercizio di imprese commerciali e quelle derivanti

dalla partecipazione in societ in nome collettivo e in accomandita semplice sono computate in diminuzione dai relativi redditi conseguiti nei periodi di imposta e per la differenza nei successivi, ma non oltre il quinto, per lintero importo che trova capienza in essi. La presente disposizione non si applica per le perdite determinate a norma dellarticolo 66. Si applicano le disposizioni dellarticolo 84, comma 2, e, limitatamente alle societ in nome collettivo ed in accomandita semplice, quelle di cui al comma 3 del medesimo articolo 84.

Riporto delle perdite attribuite per trasparenza ai soggetti IRES


Art. 101, comma 6, del TUIR Le perdite attribuite per trasparenza dalle societ in nome collettivo e in

accomandita semplice sono utilizzabili solo in abbattimento degli utili attribuiti per trasparenza nei successivi cinque periodi dimposta dalla stessa societ che ha generato le perdite.

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La disciplina delle perdite fiscali

Riporto delle perdite nel regime di trasparenza


Art. 115, comma 3, del TUIR Limputazione del reddito avviene nei periodi dimposta delle societ

partecipanti in corso alla data di chiusura dellesercizio della societ partecipata. [] Le perdite fiscali della societ partecipata relative a periodi in cui efficace lopzione sono imputate ai soci in proporzione alle rispettive quote di partecipazione ed entro il limite della propria quota del patrimonio netto contabile della societ partecipata. Le perdite fiscali dei soci relative agli esercizi anteriori allinizio della tassazione per trasparenza non possono essere utilizzate per compensare i redditi imputati dalle societ partecipate.

Riporto delle perdite nel regime di trasparenza

3 dellarticolo 115 e quelle del primo e terzo periodo del comma 3 dellarticolo 8. Le plusvalenze di cui allarticolo 87 e gli utili di cui allarticolo 89, commi 2 e 3, concorrono a formare il reddito imponibile nella misura indicata, rispettivamente, nellarticolo 58, comma 2, e nellarticolo 59.

Art. 116, comma 2, del TUIR Si applicano le disposizioni del terzo e del quarto periodo del comma

Riporto delle perdite nel regime di trasparenza

Il reddito della societ partecipata imputato ai soci nel periodo dimposta in

Art. 7, comma 1, del D.M. 23/4/2004

corso alla data di chiusura del periodo dimposta della medesima societ in proporzione alle rispettive quote di partecipazione agli utili in essere alla predetta data.

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Riporto delle perdite nel regime di trasparenza


Art. 7, comma 2, del D.M. 23/4/2004 Le perdite fiscali della societ partecipata sono imputate ai soci nel

periodo dimposta indicato nel comma 1 in proporzione alle quote di partecipazione alle perdite dellesercizio entro il limite delle rispettive quote del patrimonio netto contabile della societ partecipata, determinato senza considerare la perdita dellesercizio e tenendo conto dei conferimenti effettuati entro la data di approvazione del relativo bilancio. Le perdite fiscali eccedenti il limite di cui al periodo precedente e quelle relative ai periodi dimposta antecedenti allopzione si computano in diminuzione del reddito della societ partecipata nei limiti previsti dallart. 84 del testo unico.

Riporto delle perdite nel regime di trasparenza


Circolare dellAgenzia delle Entrate n.53/E del 6/12/2011 Le nuove regole previste dallarticolo 84 del TUIR non producono alcun effetto

sulle perdite realizzate dalla societ partecipata in costanza di regime e imputate ai soci: si tratta, infatti, di perdite di periodo trasferite ai soci nel limite del patrimonio netto contabile della societ trasparente riferibile a ciascun socio. [] le perdite fiscali eccedenti il predetto limite restano nella disponibilit esclusiva della societ partecipata e si computano in diminuzione del proprio reddito secondo le modalit previste dallarticolo 84 del TUIR.

Riporto delle perdite nel regime di trasparenza

non integralmente compensata costituisce un componente negativo di reddito utilizzabile dai soci nei periodi dimposta successivi in misura non superiore allottanta per cento del proprio reddito imponibile complessivo.

Leventuale perdita trasferita dalla societ partecipata ai soci e da questi

Circolare dellAgenzia delle Entrate n.53/E del 6/12/2011

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La disciplina delle perdite fiscali

Riporto delle perdite per le CFC


Art. 167, comma 1, del TUIR Se un soggetto residente in Italia detiene, direttamente o indirettamente,

anche tramite societ fiduciarie o per interposta persona, il controllo di una impresa, di una societ o di altro ente, residente o localizzato in Stati o territori diversi da quelli di cui al decreto del Ministro delleconomia e delle finanze emanato ai sensi dellarticolo 168-bis [n.d.r. cd. black list], i redditi conseguiti dal soggetto estero partecipato sono imputati, a decorrere dalla chiusura dellesercizio o periodo di gestione del soggetto estero partecipato, ai soggetti residenti in proporzione alle partecipazioni da essi detenute. []

Riporto delle perdite per le CFC


Art. 167, comma 6, del TUIR I redditi del soggetto non residente, imputati ai sensi del comma 1, []

sono determinati in base alle disposizioni del titolo I, capo VI, nonch degli articoli 96, 96-bis, 84, 111 e 112; []

Riporto delle perdite per le CFC


Per la determinazione dei redditi di cui allarticolo 1 si applicano le disposizioni del titolo I, capo VI, concernenti la determinazione del reddito dimpresa, ad eccezione di []. Se risulta una perdita, questa computata in diminuzione dei redditi dellimpresa, societ o ente, ai sensi dellarticolo 102 [n.d.r. ora art. 84] del testo unico delle imposte sui redditi. Art. 2, comma 1, del D.M. 21/11/2001, n.429

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Riporto delle perdite per le CFC


Art. 3, comma 1, del D.M. 21/11/2001, n.429 I redditi determinati ai sensi dellarticolo 2, convertiti secondo il cambio del

giorno di chiusura dellesercizio o periodo di gestione dellimpresa, societ o ente non residente, sono imputati al soggetto residente che esercita il controllo, [], in proporzione alla sua quota di partecipazione agli utili diretta o indiretta; tuttavia, in caso di partecipazione indiretta per il tramite di soggetti residenti o di stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti, i redditi sono ad essi imputati in proporzione alle rispettive quote di partecipazione.

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UTILIZZO DELLE PERDITE FISCALI RIPORTABILI A NUOVO E EFFETTI SULLISCRIZIONE DELLE ATTIVIT PER IMPOSTE ANTICIPATE: UN CASO OPERATIVO
a cura di Piero Pisoni, Fabrizio Bava, Donatella Busso e Alain Devalle Il D.L. 6 luglio 2011 n. 98 convertito nella L. 15/7/2011 n. 111 ha, tra gli altri aspetti, cos modificato il primo comma dellart. 84 del TUIR: La perdita di un periodo di imposta, determinata con le stesse norme valevoli per la determinazione del reddito, pu essere computata in diminuzione del reddito dei periodi di imposta successivi in misura non superiore allottanta per cento del reddito imponibile di ciascuno di essi e per lintero importo che trova capienza in tale ammontare []. Lattuale testo di legge non prevede pi il limite quinquennale di riportabilit delle perdite e introduce il limite quantitativo allutilizzabilit delle perdite fiscali riportabili, fissandolo all80% del reddito imponibile ai fini IRES. I principali effetti della nuova normativa, dal punto di vista fiscale, sono i seguenti: imprese che presentano perdite fiscali riassorbibili in cinque esercizi: lo svantaggio rappresentato dalla determinazione di imponibili IRES positivi fin dallesercizio successivo a quello di ottenimento della perdita fiscale riportabile a nuovo, a causa dellutilizzabilit delle perdite nel limite dell80% dellimponibile IRES; imprese che presentano perdite fiscali riassorbibili in pi di cinque esercizi: lo svantaggio sopra illustrato pu essere compensato dalla maggiore possibilit di riuscire ad utilizzare integralmente le perdite fiscali riportabili, grazie alleliminazione del limite temporale di cinque anni ai fini della riportabilit stessa; imprese che presentano perdite fiscali strutturali: non si determina lo svantaggio della determinazione di imponibili IRES positivi nei diversi esercizi, ma allo stesso tempo, come si dir nel seguito, risulta particolarmente delicata la valutazione della presenza dei requisiti per liscrizione delle attivit per imposte anticipate sulle perdite riportabili, nonostante leliminazione del limite temporale alla loro riportabilit. In ogni caso, in tutte e tre le situazioni sopra esposte, necessario verificare la presenza dei requisiti richiesti ai fini delliscrizione nellattivo del bilancio delle attivit per imposte anticipate. Di seguito, si illustrano: 1. i requisiti per liscrizione delle attivit per imposte anticipate; 2. le conseguenze applicative delle tre situazioni considerate; 3. un caso operativo relativo ad unimpresa che deve valutare il comportamento da adottare in bilancio con riferimento alliscrizione delle attivit per imposte anticipate.

1.

I requisiti per liscrizione delle attivit per imposte anticipate

Le condizioni richieste in generale per la rilevazione delle imposte anticipate sono disciplinate dal principio contabile OIC n. 25: le attivit derivanti da imposte anticipate non possono essere rilevate,

in rispetto al principio della prudenza, se non vi la ragionevole certezza dellesistenza negli esercizi in cui si riverseranno le differenze temporanee deducibili, che hanno portato alliscrizione delle imposte anticipate, di un reddito imponibile non inferiore allammontare delle differenze che si andranno ad annullare. In presenza di tali condizioni, la rilevazione obbligatoria.

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Se non agevole valutare la presenza della ragionevole certezza in genere, appare evidente che, in caso di perdite desercizio, tale ragionevole certezza sar di pi complessa valutazione. Secondo il richiamato principio contabile OIC n. 25, al fine delliscrizione delle imposte anticipate sulle perdite desercizio, inoltre necessario che: esista una ragionevole certezza di ottenere in futuro imponibili fiscali che potranno assorbire le perdite riportabili, entro il periodo nel quale le stesse sono deducibili secondo la normativa tributaria; le perdite in oggetto derivino da circostanze ben identificate, e sia ragionevolmente certo che tali circostanze non si ripeteranno. In presenza di tali condizioni liscrizione delle imposte anticipate sulle perdite desercizio ritenuta obbligatoria. La circostanza che non ci sia alcun limite di tempo alla riportabilit delle suddette perdite non esime la societ dalla valutazione della ragionevole certezza della recuperabilit di tali perdite. Di fatto, occorre valutare se si pu ritenere, con ragionevole certezza, che la societ sar in grado di produrre redditi imponibili nei successivi esercizi almeno pari alle perdite riportabili illimitatamente. A questo proposito, va considerato che difficilmente potranno essere ritenute attendibili previsioni contenute in piani industriali, seppur approvati dal consiglio di amministrazione, che superino un arco temporale di riferimento di 3/5 esercizi. In molti casi, soprattutto per le imprese che presentano perdite fiscali ricorrenti, il comportamento corretto, in linea con i principi contabili, potr essere quello di uniniziale iscrizione parziale delle imposte anticipate nel limite che si ritiene di poter riassorbire con ragionevole certezza in un arco temporale limitato ad alcuni esercizi, salvo poi eventualmente iscrivere le ulteriori imposte anticipate, a mano a mano che si riuscir ad ottenere il riassorbimento cos come indicato nei piani industriali via via aggiornati.

2.

Conseguenze applicative delle tre situazioni considerate

Di seguito sono distintamente analizzate le situazioni sopra elencate.

1. Imprese che presentano perdite fiscali riassorbibili in cinque esercizi


Si consideri il caso di unimpresa che presenta alla chiusura dellesercizio 2011 un imponibile IRES negativo pari a 1.000.000 euro. Il piano industriale quinquennale 2012-2016 della societ indica previsioni di imponibili IRES sufficienti a consentire il pieno utilizzo della perdita fiscale che si registrata nellesercizio 2011. Il caso riguarda una societ in grado di redigere piani industriali affidabili e, quindi, in grado di valutare la presenza del requisito della ragionevole certezza richiesto per liscrizione delle attivit per imposte anticipate. Come si pu notare dalla tabella, la societ riesce a riassorbire le perdite fiscali riportabile a nuovo entro lesercizio 2016 (ultimo esercizio del piano industriale). In questa situazione, pertanto, possibile iscrivere nellesercizio 2011 attivit per imposte anticipate sullintera perdita fiscale registratasi nellesercizio.

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Utilizzo delle perdite fiscali riportabili a nuovo e effetti sulliscrizione delle attivit per imposte anticipate: un caso operativo

Anno
Reddito imponibile Limite utilizzo perdite (80% reddito imponibile) Utilizzo perdite pregresse Perdite fiscalmente riportabili Base imponibile IRES IRES IRES CUMULATA Iscrizione imposte anticipate (CE) Utilizzo imposte anticipate (CE) Attivit per imposte anticipate (SP)

2011
1.000.000 1.000.000 275.000 275.000

2012
50.000 40.000 40.000 960.000 10.000 2.750 11.000 264.000

2013
150.000

2014
300.000

2015
400.000

2016
500.000

120.000 240.000 320.000 400.000 120.000 840.000 30.000 8.250 11.000 33.000 231.000 240.000 600.000 60.000 16.500 27.500 66.000 165.000 320.000 280.000 80.000 22.000 49.500 88.000 77.000 280.000 0 220.000 60.500 110.000 77.000 0

Come si pu notare dalla tabella, fin dallesercizio 2012 si determina un imponibile IRES positivo, pari al 20% del reddito imponibile determinato senza considerare lutilizzo delle perdite fiscali. Rispetto alla previgente disciplina, pertanto, si determina uno svantaggio di natura finanziaria rappresentato dalla determinazione di maggiore IRES negli esercizi di utilizzo della perdita fiscale, pur in presenza di unIRES complessiva cumulata identica a quella che si sarebbe determinata in assenza delle modifiche allart. 84 in esame (a prescindere dalleffetto finanziario). Anno IRES (VECCHIA DISCIPLINA) IRES (IRES ATTUALE DISCIPLINA) IRES TOTALE

2011 -

2012 2.750

2013 8.250

2014 16.500

2015 22.000

2016

110.000 110.000 60.500 10.000

2. Imprese che presentano perdite fiscali riassorbibili in pi di cinque esercizi


Si consideri il caso di unimpresa che presenta alla chiusura dellesercizio 2011 un imponibile IRES negativo pari a 1.000.000 euro. Il piano industriale quinquennale 2012-2016 della societ indica previsioni di imponibili IRES non sufficienti a consentire il pieno utilizzo della perdita fiscale che si registrata nellesercizio 2011. Soltanto nellesercizio 2012, a seguito dellinclusione nel piano industriale delle previsioni relative al 2017, sar possibile prevedere il completamento dellutilizzo delle perdite fiscali riportabili. Il caso riguarda una societ in grado di redigere piani industriali affidabili e quindi di valutare la presenza del requisito della ragionevole certezza richiesto per liscrizione delle attivit per imposte anticipate.

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Come si pu notare dalla tabella, la societ non riesce a riassorbire le perdite fiscali riportabili a nuovo entro lesercizio 2016, che costituisce lultimo esercizio del piano industriale quinquennale 2012-2016. In questa situazione, pertanto, possibile iscrivere nellesercizio 2011 attivit per imposte anticipate soltanto su di una parte della perdita fiscale registratasi nellesercizio (80% dei redditi cumulati 20122016 = 80% x 900.000 = 720.000 con conseguenti attivit per imposte anticipate pari al 27,5% di 720.000 = 198.000). La parte residua (potr essere iscritta in sede di chiusura dellesercizio 2012, a seguito delle previsioni del nuovo piano industriale 2013-2017.

Anno
Reddito imponibile Limite utilizzo perdite (80% reddito imponibile) Utilizzo perdite pregresse Perdite fiscalmente riportabili Base imponibile IRES IRES IRES CUMULATA Iscrizione imposte anticipate (CE) Utilizzo imposte anticipate (CE) Attivit per imposte anticipate (SP)

2011
-1.000.000 -

2012
50.000

2013
150.000

2014
200.000

2015
250.000

2016
250.000

2017
500.000

40.000 120.000 160.000 200.000 200.000 400.000 40.000 120.000 840.000 30.000 8.250 11.000 33.000 231.000 160.000 680.000 40.000 11.000 22.000 44.000 187.000 200.000 480.000 50.000 13.750 35.750 55.000 132.000 200.000 280.000 50.000 13.750 49.500 55.000 77.000 77.000 0280.000 220.000 60.500 110.000

1.000.000 960.000 198.000 198.000 10.000 2.750 77.000 11.000 264.000

Come si pu notare dalla tabella, anche in tale situazione, fin dallesercizio 2012 si determina un imponibile IRES positivo, pari al 20% del reddito imponibile determinato senza considerare lutilizzo delle perdite fiscali. Rispetto alla previgente disciplina, pertanto, si determina uno svantaggio di natura finanziaria rappresentato dalla determinazione di maggiore IRES negli esercizi di utilizzo della perdita fiscale, compensato per dal vantaggio di riuscire ad utilizzare integralmente la perdita fiscale riportabile a nuovo, grazie alleliminazione del limite temporale dei cinque esercizi.

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Utilizzo delle perdite fiscali riportabili a nuovo e effetti sulliscrizione delle attivit per imposte anticipate: un caso operativo

Anno
IRES VECCHIA DISCIPLINA IRES Maggiore disciplina IRES vecchia

2011

2012

2013

2014

2015

2016

2017

TOTALE IRES
110.000 27.500

137.500 137.500 2.750 8.250 11.000 13.750 13.750 60.500

3. Imprese che presentano perdite fiscali strutturali


In tale situazione, leliminazione del limite temporale alla riportabilit delle perdite potrebbe non consentire di beneficiare della possibilit di una maggiore iscrizione di attivit per imposte anticipate sulle perdite, a causa della difficolt nel valutare la presenza dei requisiti sopra illustrati richiesti per la loro iscrizione in bilancio. La presenza di perdite fiscali ricorrenti, infatti, difficilmente consente di disporre di piani industriali affidabili in grado di garantire lassorbimento delle perdite.

3.

Un caso operativo

Di seguito si illustra, alla luce dellattuale formulazione del TUIR, il ragionamento da adottare al fine di una corretta iscrizione della fiscalit differita sulle perdite fiscali riportabili a nuovo. La societ Alfa una PMI che redige annualmente il budget e un piano industriale triennale. I documenti previsionali ogni anno sono sottoposti allapprovazione del Consiglio di Amministrazione. Nel corso degli anni, le previsioni si sono dimostrate non particolarmente affidabili. In alcuni esercizi, infatti, sono stati raggiunti risultati significativamente inferiori a quelli attesi mentre in altri, pi raramente, si sono ottenuti risultati superiori alle aspettative. Tale scarsa affidabilit dei dati previsionali da attribuire soprattutto al mercato di riferimento della societ ed alle politiche commerciali del settore. Non infatti possibile ottenere contratti pluriennali e la clientela risulta frammentata. Nei precedenti esercizi, in presenza di imponibili negativi, tenendo conto di tale specificit, gli amministratori hanno iscritto le attivit per imposte anticipate soltanto in presenza di piani industriali triennali ampiamente in grado di dimostrare la possibilit di ottenere imponibili sufficienti a consentire il pieno riassorbimento delle perdite. Si ipotizza che al termine dellesercizio 2010 non vi siano perdite fiscali ancora da riassorbire. Nellesercizio 2011 la societ ha chiuso con un imponibile IRES negativo di 1.000.000 euro, mentre il budget prevedeva un imponibile negativo di 700.000 euro. Il piano industriale triennale stato rivisto e modificato in sede di CdA al fine di tenere in considerazione leffettivo scenario di mercato. A seguito delle modifiche apportate, il nuovo piano 2012-2014 prevede i seguenti risultati:

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Anno
Reddito imponibile Limite utilizzo perdite(80% reddito imponibile) Utilizzo perdite pregresse Perdite fiscalmente riportabili

2011
-1.000.000 1.000.000

2012
10.000 8.000 -8.000 992.000

2013
50.000 40.000 -40.000 952.000

2014
100.000 80.000 -80.000 872.000

Sulla base dei dati sopra riportati, gli amministratori, prudenzialmente decidono di iscrivere attivit per imposte anticipate soltanto sullammontare delle perdite fiscali che prevedibilmente potranno essere utilizzate entro il 2014. Di anno in anno, in relazione alle modifiche ai piani industriali della societ, valuteranno se stornare o incrementare lammontare delle attivit per imposte anticipate. Le perdite fiscali che si prevede di riuscire ad utilizzare nel triennio 2012-2014 ammontano a 128.000 euro, pertanto nellesercizio 2011 vengono rilevate attivit per imposte anticipate pari al 27,5% di 128.000, e cio 35.200 euro. La rilevazione contabile la seguente: Attivit per imposte anticipate a Imposte differite 35.200

Nellattivo di stato patrimoniale alla data del 31 dicembre 2011 risultano pertanto iscritte attivit per imposte anticipate pari a 35.200 euro. Nellesercizio 2012 la societ chiude lesercizio con un imponibile positivo, pari a 5.000 euro, ma inferiore a quanto previsto nel budget. Il piano industriale 2013-2015 prevede lottenimento dei seguenti risultati.

Anno
Reddito imponibile Limite utilizzo perdite (80% reddito imponibile) Utilizzo perdite pregresse Perdite fiscalmente riportabili

2012
5.000 4.000 -4.000 996.000

2013
50.000 40.000 -40.000 956.000

2014
100.000 80.000 -80.000 876.000

2015
100.000 80.000 -80000 796.000

Con riferimento al trattamento contabile relativo alle attivit per imposte anticipate necessario procedere nel seguente modo: a) utilizzare le imposte anticipate limitatamente al 27,5% delle perdite fiscali utilizzabili di 4.000 euro, pari a 1.100 euro; b) verificare la possibilit di mantenere nellattivo di bilancio le attivit per imposte anticipate residue iscritte nel precedente esercizio, pari a (35.200-1.100: 34.100 euro);

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Utilizzo delle perdite fiscali riportabili a nuovo e effetti sulliscrizione delle attivit per imposte anticipate: un caso operativo

c) verificare la possibilit di incrementare liscrizione delle attivit per imposte anticipate sulla base del nuovo piano industriale 2013-2015. Con riferimento al punto sub a) la rilevazione contabile la seguente: Imposte differite a Attivit per imposte anticipate 1.100

Con riferimento al punto sub b) gli amministratori ritengono che i risultati imponibili indicati nel piano, a seguito della recente revisione, consentano il mantenimento in bilancio della fiscalit anticipata residua. Gli amministratori ritengono che il minor risultato ottenuto rispetto a quanto indicato nel piano industriale non sia motivo di preoccupazione, in quanto dovuto a un semplice ritardo di sei mesi nel lancio sul mercato dei nuovi prodotti che costituiscono la fonte principale dei ricavi indicati nel piano industriale. Pertanto, in relazione a tali motivazioni, si ritenuto di confermare le previsioni relative agli esercizi 2013 e 2014 e di prevedere lottenimento di un risultato pari a quello dellesercizio 2014 anche per il 2015. Alla luce dei risultati imponibili indicati nel piano industriale 2013-2015 (punto sub c), gli amministratori decidono di incrementare liscrizione nellattivo del bilancio delle attivit per imposte anticipate. Nel prossimo triennio si prevede infatti di ottenere un imponibile complessivamente pari a 250.000 euro, grazie al quale sar possibile utilizzare perdite fiscali per un ammontare di 200.000 euro. Di tale base di riferimento, non possibile iscrivere nuova fiscalit anticipata su di una quota pari a 124.000 euro, necessaria per il riassorbimento della fiscalit anticipata gi iscritta in bilancio, pari a 34.100. Pertanto, sar possibile incrementare liscrizione delle attivit per imposte anticipate per un importo massimo pari al 27,5% di 76.000 (200.000-124.000), per un ammontare di 20.900 euro. La rilevazione contabile la seguente: Attivit per imposte anticipate a Imposte differite 20.900

Nellattivo di stato patrimoniale alla data del 31 dicembre 2012 risultano iscritte attivit per imposte anticipate pari a 55.000 euro. Nellesercizio 2013 la societ chiude lesercizio con un imponibile positivo di 80.000 euro, superiore al dato previsto. Il piano industriale 2014-2016 prevede lottenimento dei seguenti risultati.

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Anno
Reddito imponibile Limite utilizzo perdite(80% reddito imponibile) Utilizzo perdite pregresse Perdite fiscalmente riportabili

2013
80.000 64.000 -64.000 932.000

2014
150.000 120.000 -120.000 812.000

2015
250.000 200.000 -200.000 612.000

2016
400.000 320.000 -320.000 292.000

Con riferimento al trattamento contabile relativo alle attivit per imposte anticipate necessario procedere nel seguente modo: a) utilizzare le imposte anticipate limitatamente al 27,5% delle perdite fiscali utilizzabili di 64.000 euro, pari a 17.600 euro; b) verificare la possibilit di mantenere nellattivo di bilancio le attivit per imposte anticipate residue iscritte nel precedente esercizio, pari a (55.000-17.600): 37.400 euro; c) verificare la possibilit di incrementare liscrizione delle attivit per imposte anticipate sulla base del nuovo piano industriale 2014-2016. Con riferimento al punto sub a) la rilevazione contabile la seguente: Imposte differite a Attivit per imposte anticipate 17.600

Con riferimento al punto sub b) gli amministratori ritengono che i risultati imponibili indicati nel piano, a seguito della recente revisione, consentano il mantenimento in bilancio della fiscalit anticipata residua. Alla luce dei risultati imponibili indicati nel piano 2014-2016 (punto sub c), gli amministratori decidono di incrementare liscrizione nellattivo del bilancio delle attivit per imposte anticipate. Nel prossimo triennio si prevede infatti di ottenere un imponibile complessivamente pari a 800.000 euro, grazie al quale sar possibile utilizzare perdite fiscali per un ammontare di 640.000 euro. Di tale base di riferimento, non possibile iscrivere nuova fiscalit anticipata su di una quota pari a 136.000 euro, necessaria per il riassorbimento della fiscalit anticipata gi iscritta in bilancio, pari a 37.400 euro. Pertanto, sar possibile incrementare liscrizione delle attivit per imposte anticipate per un importo massimo pari al 27,5% di 504.000 (640.000-136.000), per un ammontare di 138.600 euro. La rilevazione contabile la seguente: Attivit per imposte anticipate a Imposte differite 138.600

Nellattivo di stato patrimoniale alla data del 31 dicembre 2013 risultano iscritte attivit per imposte anticipate pari a 176.000 euro.

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Utilizzo delle perdite fiscali riportabili a nuovo e effetti sulliscrizione delle attivit per imposte anticipate: un caso operativo

Nellesercizio 2014 la societ chiude lesercizio con un imponibile positivo di 150.000 euro, coerente con le previsioni del piano industriale. Il nuovo piano 2015-2017 prevede lottenimento dei seguenti risultati.

Anno
Reddito imponibile Limite utilizzo perdite(80% reddito imponibile) Utilizzo perdite pregresse Perdite fiscalmente riportabili

2014
150.000 120.000 -120.000 812.000

2015
250.000 200.000 -200.000 612.000

2016
400.000 320.000 -320.000 292.000

2017
420.000 336.000 -292.000 0

Con riferimento al trattamento contabile relativo alle attivit per imposte anticipate necessario procedere nel seguente modo: a) utilizzare le imposte anticipate limitatamente al 27,5% delle perdite fiscali utilizzabili di 120.000 euro, pari a 33.000 euro; b) verificare la possibilit di mantenere nellattivo di bilancio le attivit per imposte anticipate residue iscritte nel precedente esercizio, pari a (176.000-33.000): 143.000 euro; c) verificare la possibilit di incrementare liscrizione delle attivit per imposte anticipate sulla base del nuovo piano industriale 2015-2017. Con riferimento al punto sub a) la rilevazione contabile la seguente: Imposte differite a Attivit per imposte anticipate 33.000

Con riferimento al punto sub b) gli amministratori ritengono che i risultati imponibili indicati nel piano, a seguito della recente revisione, consentano il mantenimento in bilancio della fiscalit anticipata residua. Alla luce dei risultati imponibili indicati nel piano 2015-2017 (punto sub c), gli amministratori decidono di iscrivere in bilancio lintero ammontare di attivit per imposte anticipate sulle perdite fiscali residue riportabili a nuovo. Nel prossimo triennio si prevede infatti di ottenere un imponibile complessivamente pari a 1.070.000 euro, grazie al quale sar teoricamente possibile utilizzare perdite fiscali per un ammontare di 856.000 euro (superiore alle perdite fiscali residue, che ammontano soltanto a 812.000 euro). Di tale base di riferimento, non possibile iscrivere nuova fiscalit anticipata su di una quota pari a 520.000 euro, necessaria al fine di consentire il riassorbimento della fiscalit anticipata gi iscritta in bilancio, pari a 143.000 euro. Pertanto, sar possibile incrementare liscrizione delle attivit per imposte anticipate per un importo massimo pari al 27,5% di 292.000 (812.000-520.000), per un ammontare di 80.300 euro. La rilevazione contabile la seguente: Attivit per imposte anticipate a Imposte differite 80.300

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Nellattivo di stato patrimoniale alla data del 31 dicembre 2014 risultano iscritte attivit per imposte anticipate pari a 223.300 euro. Nellesercizio 2015 la societ chiude lesercizio con un imponibile positivo di 20.000 euro, largamente inferiore alle previsioni del piano industriale. Nel corso dellesercizio, infatti, entrata in vigore una nuova normativa che ha imposto il ritiro dal mercato di alcuni dei principali prodotti da cui la societ ottiene il proprio fatturato. Il nuovo piano 2016-2018 prevede lottenimento dei seguenti risultati.

Anno
Reddito imponibile Limite utilizzo perdite(80% reddito imponibile) Utilizzo perdite pregresse Perdite fiscalmente riportabili

2015
20.000 16.000 -16.000 796.000

2016
30.000 24.000 -24.000 772.000

2017
250.000 200.000 -200.000 572.000

2018
300.000 240.000 -292.000 280.000

Con riferimento al trattamento contabile relativo alle attivit per imposte anticipate necessario procedere nel seguente modo: a) utilizzare le imposte anticipate limitatamente al 27,5% delle perdite fiscali utilizzabili di 16.000 euro, pari a 4.400 euro; b) verificare la possibilit di mantenere nellattivo di bilancio le attivit per imposte anticipate residue iscritte nel precedente esercizio, pari a 223.300-4.400, e cio 218.900. Con riferimento al punto sub a) la rilevazione contabile la seguente: Imposte differite a Attivit per imposte anticipate 4.400

Con riferimento al punto sub b), sulla base dei risultati imponibili indicati nel piano, a seguito della recente revisione, non possibile mantenere lintero ammontare residuo di attivit per imposte anticipate iscritte in bilancio. Alla luce dei risultati imponibili indicati nel piano 2016-2018 (punto sub c), gli amministratori decidono di stornare parzialmente le attivit per imposte anticipate sulle perdite fiscali residue riportabili a nuovo. Nel prossimo triennio si prevede infatti di ottenere un imponibile complessivamente pari a 580.000 euro, grazie al quale sar teoricamente possibile utilizzare perdite fiscali per un ammontare di 464.000 euro, corrispondenti ad un importo di 127.600 euro di attivit per imposte anticipate, inferiori alle attivit per imposte anticipate residue, che ammontano a 218.900 euro. Pertanto, si rende necessario stornare attivit per imposte anticipate per un importo pari a 91.300 euro (218.900-127.600). La rilevazione contabile la seguente: Imposte differite a Attivit per imposte anticipate 91.300

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Utilizzo delle perdite fiscali riportabili a nuovo e effetti sulliscrizione delle attivit per imposte anticipate: un caso operativo

Nellattivo di stato patrimoniale alla data del 31 dicembre 2015 risultano iscritte attivit per imposte anticipate pari a 127.600 euro. Nellesercizio 2016 la societ chiude lesercizio con un imponibile positivo di 100.000 euro, largamente superiore alle previsioni del piano industriale. Nel corso dellesercizio, infatti, la societ riuscita a collocare sul mercato un nuovo prodotto in linea con le nuove normative pi restrittive che ha subito riscosso un significativo risultato in termini di vendite. Il nuovo piano 2017-2019, grazie alle ottime previsioni relative alle vendite del nuovo prodotto, prevede lottenimento dei seguenti risultati.

Anno
Reddito imponibile Limite utilizzo perdite(80% reddito imponibile) Utilizzo perdite pregresse Perdite fiscalmente riportabili

2016
100.000 80.000 -80.000 716.000

2017
250.000 200.000 -200.000 516.000

2018
330.000 264.000 -264.000 252.000

2019
400.000 320.000 -252.000 0

Con riferimento al trattamento contabile relativo alle attivit per imposte anticipate necessario procedere nel seguente modo: a) utilizzare le imposte anticipate limitatamente al 27,5% delle perdite fiscali utilizzabili di 80.000 euro, pari a 22.000 euro; b) verificare la possibilit di mantenere nellattivo di bilancio le attivit per imposte anticipate residue iscritte nel precedente esercizio, pari a 127.600-22.000, e cio 105.600 euro; c) verificare la possibilit di incrementare liscrizione delle attivit per imposte anticipate sulla base del nuovo piano industriale 2017-2019. Con riferimento al punto sub a) la rilevazione contabile la seguente: Imposte differite a Attivit per imposte anticipate 22.000

Con riferimento al punto sub b) gli amministratori ritengono che i risultati imponibili indicati nel piano, a seguito della recente revisione, consentano il mantenimento in bilancio della fiscalit anticipata residua e che alla luce dei risultati imponibili indicati nel piano 2017-2019 (punto sub c), sia possibile iscrivere nuovamente in bilancio lintero ammontare di attivit per imposte anticipate sulle perdite fiscali residue riportabili a nuovo. Nel prossimo triennio si prevede infatti di ottenere un imponibile complessivamente pari a 980.000 euro, grazie al quale sar teoricamente possibile utilizzare perdite fiscali per un ammontare di 784.000 euro (superiore alle perdite fiscali residue, che ammontano soltanto a 716.000 euro).

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Pertanto, sar possibile iscrivere attivit per imposte anticipate per un importo pari allintero ammontare delle perdite fiscali residue. In bilancio, a seguito del riassorbimento rilevato nellesercizio, risultano iscritte attivit per imposte anticipate pari a 105.600 euro (127.600-22.000), che richiedono lutilizzo di perdite fiscali pari a 384.000 euro. pertanto possibile incrementare le attivit per imposte anticipate sulla differenza tra 716.000 e 384.000, pari a 332.000 euro, corrispondenti alle perdite fiscali riportabili a nuovo relativamente alle quali non risultano iscritte le attivit per imposte anticipate. La rilevazione contabile la seguente (27,5% di 332.000, pari a 91.300 euro): Attivit per imposte anticipate a Imposte differite 91.300

Nellattivo di stato patrimoniale alla data del 31 dicembre 2016 risultano iscritte attivit per imposte anticipate pari a 196.900 euro, corrispondenti al 27,5% di 716.000, pari alle perdite fiscali residue riportabili a nuovo. I risultati imponibili effettivi e la situazione al 31 dicembre 2016 sono qui di seguito riepilogate:

Anno
Reddito imponibile Limite utilizzo perdite (80% reddito imponibile) Utilizzo perdite pregresse Perdite fiscalmente riportabili PREVISIONI Attivit per imposte anticipate (SP)

2011
-1.000.000 -

2012
5.000 4.000 4.000

2013
80.000

2014
150.000

2015
20.000

2016
100.000 80.000 80.000

Totale
500.000 400.000 284.000 -

64.000 120.000 16.000 64.000 120.000 16.000

1.000.000 996.000 932.000 812.000

796.000 716.000 784.000 196.900

Nei successivi esercizi si dovr adottare il medesimo comportamento illustrato con riferimento agli esercizi 2011-2016.

Conclusioni
Il caso sopra riportato consente di mettere in evidenza come, in assenza di un limite al riporto temporale delle perdite, possibile che attivit per imposte anticipate stornate per la mancanza dei presupposti per il loro mantenimento nellattivo del bilancio, siano in esercizi successivi nuovamente iscritte, a seguito di modifiche nei piani industriali tali da consentire di ritenere presenti i requisiti per la loro iscrizione.

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Utilizzo delle perdite fiscali riportabili a nuovo e effetti sulliscrizione delle attivit per imposte anticipate: un caso operativo

Liscrizione delle attivit per imposte anticipate limitatamente allammontare supportato dal piano industriale approvato della societ corrisponde ad un comportamento prudente, in linea con i principi contabili nazionali. Se infatti possibile utilizzare senza limiti temporali le perdite fiscali riportabili a nuovo, allo stesso tempo deve essere tenuto in considerazione che il principio contabile nazionale OIC 25 richiede la presenza della ragionevole certezza di ottenimento di imponibili tali da consentire il riassorbimento della fiscalit differita. Qualora gli amministratori iscrivessero attivit per imposte anticipate per importi superiori a quanto supportato dal piano industriale della societ, si esporrebbero al rischio di non avere redatto il bilancio in conformit alla legge, situazione particolarmente delicata qualora dovesse intervenire un default della societ con un bilancio che presenta ancora attivit per imposte anticipate residue.

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LA RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI IN CASO DI PERDITE PER OLTRE UN TERZO DEL CAPITALE SOCIALE
articolo tratto da La Rivista delle Operazioni Straordinarie - Euroconference a cura di Fabrizio Bava

Come noto, in presenza di perdite della gestione che superano il terzo del capitale sociale, gli amministratori, ai sensi dellart. 2446 c.c., devono redigere una relazione sulla situazione patrimoniale e convocare lassemblea dei soci. Il presente contributo, attraverso la presentazione di un caso, propone un esempio di come possa essere strutturata tale relazione al fine di fornire uninformativa adeguata ai soci chiamati in assemblea ed assumere i provvedimenti necessari.

Premessa
Larticolo n.2446 del codice civile dispone che:

Quando risulta che il capitale diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite, gli amministratori sono tenuti a convocare senza indugio lassemblea per gli opportuni provvedimenti, sottoponendo ad essa una relazione sulla situazione patrimoniale della societ. Tale relazione deve restare depositata nella sede della societ negli otto giorni che precedono lassemblea1.
Gli amministratori sono quindi chiamati a presentare un documento informativo, al fine di informare i soci sulla situazione in cui si trova limpresa e consentire allassemblea di assumere i provvedimenti opportuni. Si tratta, pertanto, di un documento che costituisce uno strumento informativo indispensabile per guidare le decisioni che dovranno essere prese in assemblea dai soci. La struttura ed i contenuti di tale relazione degli amministratori non sono disciplinati da norme di legge, n sono oggetto di documenti del CNDCEC. per possibile proporre i contenuti informativi, individuando la tipologia di informazioni che i soci devono possedere per poter assumere una decisione consapevole e ponderata. In particolare, opportuno che la relazione degli amministratori: illustri la situazione in cui si trova la societ, ovvero che si determinata una riduzione del capitale sociale tale da far ricadere la societ nella situazione di cui allart. 2446 c.c.; individui le cause della crisi, passaggio indispensabile per poter proporre soluzioni per il superamento della stessa; riporti i dati economico-finanziari; proponga le soluzioni da intraprendere al fine di superare la crisi; proponga ai soci la delibera da assumere. Nel presente contributo si presenta un esempio di possibile format di tale relazione, con riferimento al caso di unimpresa che, a seguito di perdite della gestione, ha ridotto di oltre il terzo il capitale sociale. Il testo proposto, che deve essere adattato in relazione alle specificit della singola societ, pu costituire un esempio di best practice ed uno spunto utile sul piano operativo al fine della

Il presente contributo non affronta la disciplina generale della riduzione di capitale per perdite, per approfondimenti, si veda: A. Corsini, L. Miele, Gli aumenti e le riduzioni del patrimonio netto delle societ, Euroconference editore, Verona, 2011; F. Bava, A. Bottino, I verbali del CdA e delle assemblee di Srl e Spa, Giuffr, Milano, 2011.

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La relazione degli amministratori in caso di perdite per oltre un terzo del capitale sociale

redazione della relazione degli amministratori richiesta dallart.2446 del c.c. (e, con adattamenti, dallart.2482-bis c.c. in caso di Srl)2.

Il caso
Il caso di seguito illustrato riguarda una societ che nel corso dellesercizio 2011 ricaduta in 2446 c.c. In data 20 giugno 2011 stato convocato il CdA per lapprovazione della relazione sulla situazione patrimoniale riferita alla data del 31 marzo 2011 e del nuovo piano industriale. In tale sede si deliberato di convocare lassemblea dei soci il successivo 5 luglio 2011, al fine di assumere i provvedimenti conseguenti. Nel caso in esame gli amministratori propongono ai soci di provvedere alla copertura della perdita. Nella parte introduttiva opportuno che la relazione degli amministratori presenti ai soci la situazione in cui verte la societ, le cause della crisi e la struttura generale del documento. Di seguito si riporta, a titolo puramente esemplificativo, il testo di tale relazione, con alcuni commenti in merito allopportunit dei contenuti proposti.

Relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione ex art. 2446 c.c. Signori Azionisti, la presente relazione illustrativa, redatta ai sensi dellart. 2446 c.c., ha lo scopo di illustrare la situazione patrimoniale ed economica di . Spa al 31/03/2011 da sottoporre alla assemblea straordinaria degli azionisti convocata per i giorni ., rispettivamente in prima e in seconda convocazione. La relazione, unitamente alle osservazioni del Collegio Sindacale, depositata presso la sede legale della societ nei termini previsti dalla normativa. Il perdurare della crisi di mercato ed il mancato raggiungimento dei risultati di budget hanno imposto una rimodulazione del piano industriale 2011-2013 approvato contestualmente alla presente relazione. Le cause della crisi sono da individuare in una serie di fattori, tra i quali: il rallentamento generale della domanda interna, lobsolescenza di alcuni prodotti aziendali sostituiti da nuovi prodotti che non hanno finora conseguito lapprezzamento auspicato sul mercato. Il nuovo contesto competitivo ha reso anche evidenti alcune criticit nella gestione che ci hanno indotto a rivedere lorganizzazione interna e le linee di vertice del management. Tale situazione ha determinato, nel primo trimestre dellesercizio in corso, un aggravamento della perdita di gestione 2010 che ha eroso il capitale sociale facendo ricadere la societ nellart. 2446 di cui al c.c. Il documento a voi presentato, redatto ai sensi dellart. 2446 c.c., si compone delle seguenti parti: a) Criteri di redazione e principio della continuit aziendale; b) Situazione patrimoniale, Conto economico e situazione finanziaria alla data del 31/03/2011; c) Iniziative da intraprendere al fine del risanamento della gestione;
d) Proposta di delibera ai soci.

La proposta prende spunto dallanalisi dei comportamenti adottati dagli amministratori delle societ quotate nellultimo quinquennio.

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Successivamente, opportuno che gli amministratori illustrino i criteri di redazione della relazione, rinviando al bilancio qualora essi non siano stati modificati rispetto allultimo bilancio desercizio. Un ruolo rilevante lo assume il tema della continuit aziendale, in quanto, prima di redigere la situazione contabile di periodo, gli amministratori sono chiamati a verificare se, sulla base del piano industriale, possa essere ritenuto presente il requisito della continuit aziendale, poich esso costituisce presupposto indispensabile per lapplicazione dei criteri di valutazione ordinari nella redazione del bilancio di periodo.

a) Criteri di redazione I principi contabili ed i criteri di valutazione adottati nella redazione del bilancio intermedio al 31 marzo 2011 sono coerenti con quelli adottati per la redazione del bilancio al 31 dicembre 2010. Il bilancio sintetico intermedio non comprende tutte le informazioni integrative richieste nel bilancio annuale, e deve essere letto congiuntamente con il bilancio annuale al 31 dicembre 2010. I prospetti contabili, le tabelle e le note esplicative sono espressi in Euro, salvo quando diversamente indicato. Principio della continuit aziendale Il bilancio intermedio al 31 marzo 2011 stato redatto nella prospettiva della continuit aziendale basata sul presupposto che si riuscir a realizzare il piano industriale approvato, a seguito delle modifiche apportate, dal Consiglio di Amministrazione in data 20/06/2011. Con riferimento alle molteplici incertezze esistenti nellesercizio 2010 ed in parte ancora presenti nel corso del 2011, si sottolinea che sono venute meno alcune di esse, in particolare, con riferimento al rimborso del finanziamento . che risultava scaduto ed alla definizione di piani di rientro con alcuni fornitori. Permangono, peraltro, ad oggi le seguenti incertezze ritenute significative in merito alla piena realizzazione del piano industriale, che potrebbero comportare linsorgere di dubbi sulla capacit della vostra societ di continuare a operare come unentit in funzionamento: la possibilit di mantenere lappoggio da parte degli istituti bancari indispensabile a finanziare loperativit ordinaria e dinvestimento, i tempi e le modalit di dismissione di parte degli investimenti immobiliari. Conseguentemente, il bilancio intermedio al 31/03/2011 non include le rettifiche relative alla realizzabilit ed alla classificazione delle attivit nonch allimporto o alla classificazione delle passivit che sarebbero necessarie qualora la Societ non fosse in grado di continuare lattivit in condizione di funzionamento, pur in considerazione delle significative incertezze legate al realizzarsi dei summenzionati eventi.
Nel punto successivo, dopo aver quindi illustrato i criteri di redazione, la relazione degli amministratori pu procedere con la presentazione della situazione patrimoniale e finanziaria, comprensiva dei dati economici alla data di riferimento. In tale relazione, bene che gli amministratori non si limitino a riportare i prospetti di bilancio (di periodo); ai fini informativi certamente utile che landamento della gestione sia analizzato e commentato anche attraverso lutilizzo di appositi indicatori finanziari, al fine di consentire ai soci di comprendere landamento economico, finanziario e patrimoniale della societ. I commenti di seguito riportati sono puramente esemplificativi.

82

La relazione degli amministratori in caso di perdite per oltre un terzo del capitale sociale

b) Situazione patrimoniale, conto economico e situazione finanziaria di . Spa al 31 marzo 2011 Principali indicatori economici relativi al primo trimestre 2011 Il fatturato al 31 marzo 2011 ha registrato una diminuzione del %. Tale decremento ha riguardato prevalentemente il mercato interno, che passa da euro . mila del 31 marzo 2010 a euro. del 31 marzo 2011. Il Margine operativo lordo negativo per euro mila, pari al % dei ricavi netti di vendita. Il Margine operativo netto negativo per euro mila, pari al % dei ricavi netti di vendita; nel 2010 il margine operativo netto era stato negativo per euro mila, pari a circa il .% dei ricavi netti di vendita. Gli ammortamenti su immobilizzazioni materiali ed immateriali sono in linea con la stima delle vite utili originariamente definite. Il risultato al lordo delle imposte evidenzia una perdita per il primo trimestre 2011 pari a euro mila, con unincidenza sul fatturato del %. Situazione patrimoniale, Conto economico e Rendiconto finanziario Di seguito sono riportati i prospetti di Stato Patrimoniale, Conto Economico e Rendiconto Finanziario (omissis). Posizione finanziaria netta Posizione finanziaria netta della societ al 31 marzo 2011 confrontata con i dati al 31 dicembre 2010 31 marzo 2010 31 dicembre 2010 Cassa e mezzi equivalenti (A) Banche e altri debiti finanziari (B) Indebitamento finanziario corrente netto (A-B) Debiti finanziari verso la controllante Debiti finanziari a medio e lungo termine Indebitamento finanziario non corrente (C) Posizione finanziaria netta (A-B+C) .. .. La posizione finanziaria netta a breve al 31 marzo 2011 positiva per euro mila, mentre la posizione finanziaria complessiva negativa per euro . La variazione, rispetto al dato del 31 dicembre 2010, della posizione finanziaria netta a breve dovuta essenzialmente ai pagamenti effettuati dalla societ nel primo trimestre 2011. La Societ nei confronti del sistema bancario, oltre allindebitamento a breve, presenta il debito residuo relativo al mutuo ipotecario di originari euro mila stipulato dalla Capogruppo con .; le rate scadenti entro lesercizio ammontano a euro mila,mentre quelle scadenti oltre lesercizio sono pari a euro mila.
Dopo aver presentato la situazione economica, finanziaria e patrimoniale, nel proseguo gli amministratori possono illustrare analiticamente ai soci le iniziative ritenute necessarie al fine di superare la crisi. Il testo riportato puramente esemplificativo.

... ..

.. .. .. .. ..

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c) Iniziative che . Spa intende assumere per il risanamento della gestione Il nostro obiettivo il rilancio della (attivit) attraverso un processo di totale revisione della complessiva dinamica aziendale che sia in grado, facendo leva sul (es.: brand, ristrutturazione del debito, ecc.), di garantirne (es.: il riposizionamento strategico, laumento di flessibilit delle posizioni debitorie). Il piano di interventi sar articolato in fasi successive sulla base delle priorit dettate dallurgenza degli specifici interventi programmati: 1. Recupero dellequilibrio finanziario dellazienda, senza il quale nessun piano di rilancio potrebbe essere realizzato Da dicembre ad oggi, il management ha avuto fra i suoi primi obiettivi quello di (es.: sanare le posizioni debitorie in contenzioso, migliorare la gestione caratteristica, recuperare i livelli di fatturato) e per ristabilire il regolare flusso di approvvigionamento di materie prime, semilavorati e pezzi di ricambio indispensabili al ciclo produttivo ed interrotto a causa della crisi di liquidit di S.p.A.; 2. Recupero di efficienza della manifattura che si traduca in un incremento della produttivit e tempestivit delle consegne La crescita del fatturato presuppone un recupero di efficienza lungo tutto il ciclo produttivo (approvvigionamento produzione stoccaggio consegna). La coerenza fra proposta commerciale e competenze della fabbrica il presupposto per far crescere lefficienza: fondamentale riconoscere ci che la fabbrica capace di fare e intorno a questo costruire la gamma prodotti. La definizione delle capacit/competenze produttive permette non solo di elaborare un programma mirato di interventi finalizzati al recupero di efficienza, ma anche di definire il pi idoneo rapporto fra make or buy coerente con il piano commerciale. Una volta individuato tale rapporto, diventa possibile progettare anche il layout ottimale della fabbrica in una logica di ristrutturazione/riedificazione del sito produttivo. Lobiettivo che ci siamo posti per il 2011 di incremento del tasso di produttivit, cos come illustrato analiticamente nel piano industriale, sar il risultato di azioni sia a livello di azienda (ridefinizione del catalogo prodotti sulla base di ci che la fabbrica sa fare meglio) sia a livello di fabbrica con azioni mirate a:
mappare lefficienza complessiva, quella di singolo processo, quella di singole fasi di processo e

quella di ogni singola macchina;


ricodificare la tabella dei tempi e metodi; procedurizzare lo start up giornaliero; programmare la manutenzione per ridurre il fermo macchina causato da guasti imprevisti; ridurre i tempi di set up della macchina in concomitanza con i cambi di produzione.

3. Revisione dellorganizzazione interna Lo stato di crisi, anche se prevalentemente cagionato da una congiunzione negativa con il mercato, pu essere affrontato e ci auguriamo superato anche attraverso una migliore gestione dellimpresa da parte del management. La valutazione quindi posta in capo al vertice gestionale ed alla struttura nel suo complesso. Uno snellimento dellorganigramma accompagnato da una ridefinizione dei poteri pu costituire uno strumento utile a rendere i processi decisionali migliori (). 4. Riposizionamento del marchio con interventi sia sulla gamma prodotti sia sulle logiche distributive. Il mancato raggiungimento dei target programmati dai nuovi prodotti lanciati sul mercato ci ha indotto a rinforzare la qualit del personale nellambito della funzione R&S e ad incrementare il budget al fine di perseguire il rafforzamento e riposizionamento del brand, grazie al prezioso contributo di una societ leader di mercato in tale ambito.

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La relazione degli amministratori in caso di perdite per oltre un terzo del capitale sociale

Nellultima parte della relazione gli amministratori, alla luce di quanto precedentemente illustrato, possono concludere la relazione riportando la proposta ai soci in merito a provvedimenti da assumere. Nel caso proposto, si ipotizza che gli amministratori ritengano necessario provvedere a coprire le perdite della gestione, riducendo il capitale sociale ed utilizzando le riserve preesistenti. Anche se non espressamente previsto da norme di legge, pu essere utile riportare in coda il testo della proposta di delibera, cos come il testo dello statuto a confronto, vecchia e nuova versione (a seguito della modifica del capitale sociale). In questo modo i soci hanno modo di presentarsi allassemblea edotti adeguatamente sulla situazione della societ, sulla prevedibile evoluzione della gestione e sulle delibere che gli amministratori propongono di assumere.

d) Proposte del CdA relative ai provvedimenti da assumere per il ripianamento delle perdite Signori Azionisti, siete stati convocati ai sensi dellart. 2446 del codice civile per deliberare in merito agli interventi da adottare finalizzati alla copertura delle perdite cumulate alla data del 31 marzo 2011, come di seguito illustrato. In particolare, il Consiglio di Amministrazione rende noto che alla luce delle risultanze del bilancio intermedio al 31 marzo 2011 il risultato economico ha registrato una perdita di Euro mila che si aggiunge alle perdite complessive di Euro mila al 31 dicembre 2010. Le perdite al 31 dicembre 2010 derivano dalle note vicissitudini societarie che hanno di fatto (es.: bloccato la societ e determinato un calo del fatturato, limpossibilit da parte dellazienda di effettuare le manutenzioni agli impianti e macchinari e di approvvigionarsi di materie prime, semilavorati e prodotti finiti). Il Conto economico dellesercizio 2010 inoltre negativamente influenzato da (es.: svalutazioni ed accantonamenti eseguiti in relazione a poste dellattivo riferite alla partecipazioni in oltre che dallaccantonamento di ulteriori oneri, sanzioni ed interessi di mora sui debiti fiscali non pagati e debiti verso fornitori di beni e servizi). Il processo di riorganizzazione e rilancio dellazienda sotto laspetto industriale e commerciale ancora in fase evidentemente preliminare ha evidenziato nel primo trimestre 2011 un aggravio di costi operativi ed ancora difficolt e ritardi nellevasione degli ordini di vendita a fronte comunque di un portafoglio ordini significativo (al 31 marzo 2011: fatturato circa Euro portafoglio ordini da evadere Euro ) quindi determinato un risultato negativo di circa Euro milioni. Da ci risulta un Patrimonio netto di Spa al 31 marzo 2011 pari ad Euro ., inferiore per oltre un terzo al Capitale Sociale attualmente di Euro , per cui si rende necessario assumere gli opportuni provvedimenti ai sensi del disposto dellart. 2446 c.c.. Tutto ci premesso si propone di procedere alla copertura delle suddette perdite di complessivi Euro mediante utilizzo delle riserve (Omissis.). Nel corso della riunione del Consiglio di Amministrazione del 20 giugno 2011, il Consiglio di Amministrazione ha approvato il piano industriale 2011-2013 i cui punti essenziali sono stati evidenziati nelle pagine precedenti insieme alle iniziative che la societ intende assumere per il risanamento della gestione. Di seguito sottoponiamo alla Vostra attenzione la seguente proposta di delibera: LAssemblea Straordinaria degli Azionisti di Spa:
-

Preso atto della situazione patrimoniale al 31/03/2011, dalla quale risulta una perdita pari a

euro ;

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Preso atto che, in conseguenza di dette perdite, il patrimonio netto risulta ridotto ad euro e, vista la relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione; viste le Osservazioni del Collegio sindacale; DELIBERA

quindi, che il capitale sociale pari a euro diminuito di oltre un terzo;

1. Di coprire integralmente la perdita risultante dal bilancio al 31 dicembre 2010 per Euro e lulteriore perdita risultante dal bilancio intermedio alla data del 31 marzo 2011 per complessivi Euro , ai sensi dellart. 2446 c.c., e quindi per complessivi Euro mediante:
-

utilizzo delle riserve per Euro , riduzione del capitale sociale per Euro e cio da Euro ad Euro , attraverso la riduzione del

valore nominale di ciascuna delle n. azioni da Euro ad Euro ; 2. Di modificare conseguentemente il primo comma dellart. dello statuto sociale nel seguente nuovo testo: Testo vigente Il Capitale Sociale di . () rappresentato da n. () azioni ordinarie del valore nominale di Euro cadauna. Invariati i commi successivi; 3. Di conferire al Presidente dellorgano amministrativo ogni pi ampia facolt in ordine allesecuzione di quanto anzi deliberato. Alla presente Relazione sono allegati i prospetti di Situazione patrimoniale e di Conto economico al 31 marzo 2011, con i raffronti al 31 dicembre 2010. Vi ringraziamo per la fiducia e per lattenzione. Torino, 2011 p. Il Consiglio di Amministrazione Il Presidente () rappresentato da n. () azioni ordinarie del valore nominale di Euro cadauna. Testo proposto Il Capitale Sociale di .

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LE OSSERVAZIONI DEL COLLEGIO SINDACALE SULLA RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI IN CASO DI PERDITE PER OLTRE UN TERZO DEL CAPITALE SOCIALE
articolo tratto da La Rivista delle Operazioni Straordinarie - Euroconference a cura di Fabrizio Bava

Gli amministratori, in presenza di perdite della gestione che superano il terzo del capitale sociale, devono predisporre la relazione sulla situazione patrimoniale da presentare allassemblea dei soci3. Su tale relazione, il Collegio sindacale tenuto ad esprimere le proprie osservazioni. Il presente contributo, collegato al precedente in cui si presentato un caso di redazione della situazione patrimoniale di cui allart. 2446 c.c., propone un esempio di come possa essere strutturato il documento relativo alle osservazioni del Collegio sindacale, al fine di maggiormente tutelare i soci chiamati in assemblea ad assumere i provvedimenti necessari.
Nei casi di redazione da parte degli amministratori della relazione sulla situazione patrimoniale ex art. 2446 c.c. (art. 2482-bis in caso di Srl), il Collegio sindacale tenuto a formulare le proprie osservazioni. Nonostante il contenuto di tali osservazioni non sia disciplinato dalla legge, in dottrina stato sottolineato come esse debbano riferirsi sia ai dati di bilancio, sia al commento degli amministratori e alle loro eventuali proposte rivolte allassemblea4. Le norme di comportamento del Collegio sindacale emanate dal Cndcec (ed entrate in vigore il primo gennaio 2012) indicano che lorgano di controllo deve5: valutare la fondatezza delle ragioni che hanno determinato le perdite; esaminare i criteri di valutazione adottati tenendo conto delle prospettive di continuit aziendale; dare atto dei fatti di rilievo avvenuti successivamente alla redazione della relazione e dellevoluzione della gestione sociale. Il Collegio deve altres valutare la reversibilit o meno della crisi ed esprimere leventuale dissenso sui provvedimenti proposti allassemblea6. In presenza di crisi tale da mettere a rischio lutilizzo del presupposto della continuit per la redazione della situazione patrimoniale, il Collegio deve verificare se i piani industriali possano essere ritenuti appropriati al fine di superare tali incertezze, per accertare che la situazione patrimoniale sia stata redatta sulla base di criteri di valutazione corretti7. Il Collegio sindacale deve anche verificare che il grado di aggiornamento della situazione patrimoniale possa essere considerato adeguato al fine di mettere in condizione i soci di assumere i provvedimenti ritenuti opportuni. In particolare, il documento in cui il Collegio sindacale esprime le proprie osservazioni opportuno che presenti i seguenti punti: premessa; convocazione dellassemblea;

Si veda F. Bava, La relazione degli amministratori in caso di perdite per oltre un terzo del Capitale sociale, in questa Rivista, gennaio 2012, pag.41 e ss.. 4 Si veda, in tal senso R. Nobili, M.S. Spolidoro, La riduzione del capitale, in Trattato delle societ per azioni, UTET, 1993. 5 Si veda, a tal proposito, la Norma 10.2 Riduzione del capitale sociale. 6 M. Caratozzolo, I bilanci straordinari, Giuffr, 2009. 7 Per approfondimenti, si veda: F. Bava, A. Bottino, I verbali di assemblea e del Consiglio di Amministrazione, Giuffr Editore, Milano, 2011.

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cause della crisi; situazione patrimoniale; soluzione della crisi e salvaguardia della continuit aziendale; proposte degli amministratori di provvedimenti da assumere per il ripianamento delle perdite. Di seguito presentato un esempio di possibile format di tali osservazioni, con riferimento al caso di unimpresa che, a seguito di perdite della gestione, ha ridotto di oltre il terzo il capitale sociale. Il testo proposto deve essere letto unitamente al caso di relazione sulla situazione patrimoniale oggetto di un precedente contributo8. forse superfluo sottolineare che il testo deve essere adattato in relazione alle specificit della singola societ, ma pu costituire un esempio di best practice ed uno spunto utile sul piano operativo al fine della redazione delle osservazioni del Collegio sindacale richieste dallart.2446 del c.c.9.

Il caso
Il caso riguarda una societ che nel corso dellesercizio 2011 ricaduta in 2446 c.c.. In data 20 giugno 2011 stato convocato il CdA per lapprovazione della relazione sulla situazione patrimoniale riferita alla data del 31 marzo 2011 e del nuovo piano industriale. In tale sede si deliberato di convocare lassemblea dei soci il successivo 5 luglio 2011, al fine di assumere i provvedimenti conseguenti. Nel caso in esame gli amministratori propongono ai soci di provvedere alla copertura della perdita. Di seguito si riporta, a titolo puramente esemplificativo, il testo delle osservazioni del Collegio sindacale, con alcuni commenti in merito allopportunit dei contenuti proposti.

Osservazioni del Collegio sindacale sulla relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione ex art.2446 c.c. Signori Azionisti, il Consiglio di Amministrazione Vi ha convocato in assemblea ordinaria/straordinaria per deliberare in ordine ai provvedimenti da assumere ai sensi dellart. 2446 c.c. sulla base della situazione patrimoniale e Finanziaria della Societ alla data del 31/03/11. La perdita della gestione dellesercizio 2010 unitamente alle perdite registratesi alla data di riferimento della situazione patrimoniale, determinano un valore del Patrimonio netto complessivo di ., con conseguente riduzione del capitale sociale di oltre un terzo, facendo ricadere la Vostra societ nella fattispecie di cui allart. 2446 c.c.. Al riguardo il Collegio sindacale, in ossequio a quanto disposto dallart. 2446 c.c., formula le seguenti osservazioni che riguardano:
1. la convocazione dellassemblea; 2. lindividuazione delle cause che hanno cagionato lo stato di crisi; 3. la situazione economica, patrimoniale e finanziaria; 4. le proposte per la soluzione della crisi e la salvaguardia della continuit aziendale; 5. la proposta allassemblea formulata dagli amministratori.

8 9

Cfr. nota 75. La proposta prende spunto dallanalisi dei comportamenti adottati dagli amministratori delle societ quotate nellultimo quinquennio.

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Le osservazioni del collegio sindacale sulla relazione degli amministratori in caso di perdite per oltre un terzo del capitale sociale

In questa sezione introduttiva il Collegio, in primis, richiama il documento a cui le osservazioni sono riferite, individuando la fattispecie di riduzione del capitale sociale che si venuta a manifestare e, successivamente, elenca le principali tematiche che andr nel proseguo del testo a dettagliare. Tale introduzione risulta particolarmente utile perch enumera in modo analitico le tematiche su cui lorgano di controllo di seguito esporr le proprie osservazioni e risulta utile al fine di far comprendere ai destinatari la portata dellanalisi.

1. Convocazione dellassemblea Il Consiglio di Amministrazione riunitosi in data //2011, in considerazione dei risultati a quella data maturati, versandosi nella fattispecie prevista dallart.2446 c.c., ha provveduto tempestivamente a convocare lassemblea dei Soci in prima convocazione il giorno //2011 ed in seconda convocazione il giorno //2011, per deliberare in merito ai provvedimenti da assumere ai sensi di legge. Il Consiglio di Amministrazione, nella riunione del //2011, ha approvato la situazione patrimoniale ed Economica al 31/03/11, predisposta secondo i principi contabili nazionali, e la relativa relazione illustrativa. Il Consiglio di Amministrazione si attivato senza indugio, cos come prescritto dalla disciplina civilistica, al fine di consentire di assumere prontamente i provvedimenti necessari da parte dei soci.
Il Collegio sindacale, nellambito dellattivit di vigilanza di cui allart.2403 c.c., chiamato infatti a verificare se gli amministratori sono stati celeri, come prescritto dalla disciplina civilistica, nelladempiere ai propri obblighi. La necessit di essere celeri deriva dallo stato di crisi in cui verte limpresa: in tale situazione, infatti, qualora non fossero assunti prontamente gli opportuni provvedimenti, si determinerebbe un peggioramento della situazione che potrebbe pregiudicare linteresse dei soci e dei creditori. Il codice civile allart.2446 mette in evidenza lurgenza dellintervento imponendo che la convocazione dellassemblea avvenga senza indugio. Il Collegio deve verificare il rispetto di tale procedura in quanto, in caso di inerzia degli amministratori, tenuto ad attivarsi in via sostitutiva (art.2406 c.c.).

2. Cause della crisi Il Consiglio di Amministrazione al fine di meglio identificare i provvedimenti da porre in essere per il risanamento dello stato di crisi, ha proceduto, nella sua relazione, ad analizzare le cause che hanno indotto lattuale squilibrio economico, patrimoniale e finanziario. In particolare, gli amministratori hanno attribuito particolare rilevanza ai seguenti fattori:
1. il rallentamento generale della domanda interna; 2. lobsolescenza di alcuni prodotti aziendali sostituiti da nuovi prodotti che non hanno finora

conseguito lapprezzamento auspicato sul mercato;


3. il nuovo contesto competitivo che ha reso anche evidenti alcune criticit nella gestione che hanno

indotto a rivedere lorganizzazione interna e le linee di vertice del management. Il Collegio ritiene che gli amministratori nella relazione abbiano individuato in modo corretto (ed illustrato in maniera esaustiva) le cause responsabili della perdita della gestione.

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Il Collegio sindacale deve verificare se gli amministratori sono stati in grado di individuare correttamente le cause che hanno generato lo stato di crisi. Leventuale non corretta individuazione di tali cause, infatti, potrebbe portare ad una proposta di delibera da parte degli amministratori non idonea a risolvere la situazione di squilibrio della gestione. dalla conoscenza della cause della crisi, infatti, che si possono individuare le soluzioni idonee al suo superamento. Ai fini di tale verifica, il Collegio pu avvalersi di tutti i poteri/doveri a lui conferiti dal codice civile, come la partecipazione ai Consigli di Amministrazione e leffettuazione delle verifiche periodiche, nelloccasione delle quali il Collegio monitora landamento economico, finanziario e patrimoniale dellimpresa attraverso lanalisi delle situazioni contabili infrannuali e lo scambio di informazioni con gli amministratori.

3. Situazione patrimoniale Il Consiglio di Amministrazione nella propria relazione Illustrativa ha presentato la seguente documentazione:
1. Stato patrimoniale al 31/03/11; 2. Conto economico al 31/03/11; 3. Nota integrativa (almeno linformativa essenziale come richiesto dallOic 30); 4. Posizione finanziaria netta (o Rendiconto finanziario).

Da tali documenti emergono i seguenti dati salienti:


1. Perdita dei primi mesi dellesercizio 2011 per .. 2. Patrimonio netto al 31/03/11 per .. 3. Posizione finanziaria netta negativa per .. 4. (altri dati di sintesi).

Il Collegio, alla luce delle verifiche effettuate, ritiene correttamente redatti i sopracitati documenti contabili, e concorda nel ritenere che rappresentino in modo veritiero e corretto la situazione in cui verte la Societ. Si segnala che la situazione patrimoniale stata assoggettata ad una serie di controlli, in applicazione delle norme di comportamento del Collegio sindacale emanate dal Cndcec, e da tali verifiche non sono emersi errori significativi.
In questa sezione il Collegio indica i documenti da cui composta la situazione patrimoniale, nonch gli esiti delle verifiche effettuate al fine di poter affermare che i documenti contabili rappresentano in modo veritiero e corretto lo stato di crisi. Lanalisi deve riguardare ladeguatezza dei criteri utilizzati per la redazione e la correttezza delle valutazioni. La situazione patrimoniale costituisce la base di riferimento per deliberare gli opportuni provvedimenti da parte dellassemblea dei soci, pertanto, indispensabile che il valore della perdita della gestione possa essere ritenuto affidabile. , per, necessario sottolineare che, sul piano prettamente giuridico, non previsto che la situazione patrimoniale sia assoggettata a revisione legale; ci nonostante, leventuale mancata effettuazione di controlli di sostanza esporrebbe il Collegio sindacale a rischi qualora dovesse emergere la falsit della situazione rappresentata a seguito del default della societ10.
10 Lapprofondimento dei controlli che il Collegio chiamato ad effettuare su tale situazione patrimoniale esula dagli obiettivi del presente lavoro.

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Le osservazioni del collegio sindacale sulla relazione degli amministratori in caso di perdite per oltre un terzo del capitale sociale

4. Soluzioni della crisi e salvaguardia della continuit (Alternativa A) Sebbene la Societ abbia fatto registrare risultati negativi di gestione, gli amministratori hanno ritenuto che fossero presenti i presupposti per la predisposizione della suddetta situazione economicopatrimoniale al 31/03/11 in applicazione del principio della continuit aziendale garantita, secondo il Consiglio dAmministrazione, della realizzazione del piano industriale elaborato per gli esercizi 20112015, anche grazie al supporto di consulenti esterni. Le condizioni di realizzo del piano industriale sono rimandate allanalisi dei rischi contenuta nel piano industriale medesimo e ripreso in modo analitico nella relazione sulla gestione al bilancio al 31/12/10. In particolare, gli elementi di criticit e le incertezze del piano industriale, fatti emergere dagli amministratori, sono i seguenti:
1. la possibilit di mantenere lappoggio da parte degli istituti bancari che ritenuta indispensabile al

fine di finanziare loperativit ordinaria e dinvestimento;


2. i tempi e le modalit di dismissione di parte degli investimenti immobiliari; 3. le incertezze dovute allattuale crisi economia internazionale e alle previsioni ancora negative per i

prossimi mesi. Il Collegio concorda nellutilizzo del presupposto della continuit ai fini della redazione della situazione patrimoniale. Inoltre, reputa idonee, come gi precedentemente esposto, le assunzioni alla base del piano industriale, individuato quale elemento essenziale per il superamento dello stato di crisi. Il Collegio inoltre sottolinea che leventuale mancato raggiungimento delle previsioni indicate nel piano industriale determinerebbe lesigenza di una ricapitalizzazione, risultando ormai le riserve di Patrimonio netto assorbite dalle perdite dellesercizio precedente e dellesercizio in corso. 4. Soluzioni della crisi e salvaguardia della continuit (Alternativa B) Sebbene la Societ abbia fatto registrare risultati negativi di gestione, gli amministratori hanno ritenuto che fossero presenti i presupposti per la predisposizione della suddetta situazione economicopatrimoniale al 31/03/11 in applicazione del principio della continuit aziendale, grazie al supporto finanziario garantito dai soci ed in parte gi ottenuto attraverso un finanziamento versato a fine gennaio. Il Collegio concorda nellutilizzo del presupposto della continuit ai fini della redazione della situazione patrimoniale. A sostegno di tale osservazione, il Collegio prende atto dellaccordo per un adeguato supporto finanziario da parte dei soci. peraltro opportuno ribadire che per la salvaguardia della continuazione dellattivit nel lungo periodo indispensabile perseguire il riequilibrio della gestione, al fine di evitare nuovamente lintervento da parte dei soci. Il Collegio inoltre sottolinea che leventuale mancato raggiungimento delle previsioni indicate nel piano industriale determinerebbe lesigenza di una ricapitalizzazione, risultando ormai le riserve di Patrimonio netto assorbite dalle perdite dellesercizio precedente e dellesercizio in corso.

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Il tema della continuit focale ai fini della risoluzione dello stato di crisi. necessario che il Collegio non si limiti a prendere atto della valutazione posta in essere dagli amministratori e della presenza di un piano industriale approvato, ma verifichi la sua concretezza, nonch lattendibilit delle assunzioni alla base delle previsioni che costituiscono elemento essenziale al fine di garantire la continuit aziendale.

5. Proposta di delibera Il Consiglio di Amministrazione atteso quanto proposto in sede di approvazione del bilancio al 31/12/10 ed al contenuto della relazione sulla situazione patrimoniale redatta ai sensi dallart.2446 c.c.. Vi propone: (Riproporre in sintesi la proposta degli amministratori di utilizzo delle riserve e contestuale riduzione del capitale sociale)11. Si ricorda che gli amministratori, ai sensi dellart. 2446 c.c., saranno tenuti a dare conto in sede assembleare degli eventuali fatti di rilievo emersi successivamente alla redazione della relazione. Il Collegio concorda con la proposta formulata dagli amministratori. (riprendere quanto proposto dagli amministratori) Firme ..
In questa sezione opportuno che i sindaci ripresentino la proposta formulata dagli amministratori e, successivamente, esprimano il proprio giudizio in merito. Nel valutare tale proposta, il Collegio non si deve limitare a verificarne la correttezza rispetto alle indicazioni dellart.2446 c.c. ma deve anche verificare che la proposta sia adeguata a consentire il superamento dello stato di crisi e coerente con le indicazioni contenute nel piano industriale.

11

Si veda il citato contributo, in cui stata proposta la Relazione sulla situazione patrimoniale redatta dagli amministratori.

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BILANCIO DESERCIZIO CON PERDITA EX ART. 2446 O 2482BIS, C.C.: ADEMPIMENTI DI AMMINISTRATORI E SINDACI
a cura di Fabio Landuzzi

1.

Premessa

In occasione della predisposizione del progetto di bilancio annuale desercizio, possibile che emerga per la prima volta in modo definitivo il realizzo di una perdita di importo tale da ridurre il capitale sociale di oltre un terzo, pur conservandolo al di sopra del minimo di legge; ne consegue lobbligo per gli Amministratori di attivare, unitamente allordinario procedimento di approvazione del bilancio annuale, anche liter ed i provvedimenti specifici previsti dallart. 2482-bis, c.c. (per le SRL) o dallart. 2446, c.c. (per le SPA). Gli Amministratori sono quindi tenuti a presentare allassemblea dei Soci una loro relazione sulla situazione patrimoniale della societ, a cui devono accompagnarsi le osservazioni del Collegio sindacale; si tratta di documenti necessari, al cui obbligo di predisposizione non pu derogare neppure la disciplina statutaria della societ, i quali sono volti a consentire ai Soci di assumere decisioni informate in ordine alla destinazione della perdita desercizio. I Soci potranno infatti, alternativamente e secondo la loro libera discrezione, decidere: - di coprire la perdita, pur in assenza di un obbligo di legge, mediante lesecuzione di un apporto in conto capitale od anche fuori capitale; - di diminuire il capitale sociale, seppure ricorrendo in questa ipotesi la necessit di applicare la disciplina della riduzione volontaria del capitale ex art. 2445, c.c.; - di rinviare la perdita a nuovo, e quindi posticipare ogni decisione riguardo alla sua eventuale copertura allassemblea che sar convocata per lapprovazione del bilancio dellesercizio seguente; - di assumere ogni altra decisione che rientri nelle loro facolt (ad esempio: lo scioglimento anticipato della societ o la sua trasformazione).

2.

La procedura ed i documenti necessari

Ogni qualvolta lassemblea dei soci viene convocata per lassunzione di decisioni in merito al ricorrere delle fattispecie di cui agli artt. 2446 (SPA) o 2482-bis (SRL), c.c., devono essere sottoposti al consesso dei Soci tre documenti12: la Situazione patrimoniale; la Relazione dellorgano amministrativo; le Osservazioni del Collegio sindacale. Lo statuto societario, in deroga alle disposizioni civilistiche, pu disporre lesonero dallobbligo del preventivo deposito dei suddetti documenti presso la sede sociale, trattandosi di un adempimento avente valenza essenzialmente informativa in favore dei soci13; allo stesso modo, si ritiene che constando il consenso unanime dei Soci, seppure in assenza di unespressa disposizione statutaria, gli Amministratori possano essere esonerati dal preventivo deposito dei documenti suddetti presso la sede sociale.

12 Per una trattazione completa degli aspetti procedurali e giuridici, si veda per tutti: A. Frangini, La procedura di copertura delle perdite ed il ruolo della governance, in Bilancio, Vigilanza e Controlli n. 4/2010. 13 Massima Notariato del Triveneto n. I.G.38.

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Non sarebbe invece consentito allautonomia statutaria spingersi sino a sopprimere in toto anche lobbligo di produzione, e non solo di preventivo deposito, degli atti sopra indicati. Questo obbligo potrebbe venire meno solo qualora, nelle more della convocanda assemblea dei Soci, il presupposto dellerosione del capitale a causa della perdita desercizio venisse rimosso in conseguenza dellintervento dei soci attraverso, ad esempio, lesecuzione di versamenti in conto capitale, anche nella forma della remissione del debito della societ. In questi casi, infatti, in sede di assemblea verrebbe meno la necessit di assumere deliberazioni in ordine ai presupposti di cui allart. 2446 o 2482-bis, c.c., essendo gi anticipatamente intervenuta la rimozione della causa stessa attraverso la copertura extra-assembleare della perdita.

3.

Utilizzo del bilancio desercizio come situazione patrimoniale ex artt. 2446 e 2482-bis, c.c.

Poich stiamo trattando di assemblee convocate per lapprovazione del bilancio desercizio, il primo interrogativo da porsi se pu essere legittimo che la Situazione patrimoniale a cui fanno riferimento i citati articoli del Codice civile venga sostituita proprio dal bilancio annuale della societ. Questo interrogativo ha trovato una risposta affermativa in dottrina, con lavallo del Notariato del Triveneto14 secondo il quale il bilancio desercizio annuale pu essere eccezionalmente utilizzato quando lassemblea chiamata ad assumere le necessarie decisioni la medesima convocata per lapprovazione del bilancio stesso, oppure quando si tratta di unadunanza a questa immediatamente successiva. Tuttavia, in questi casi, occorre che gli Amministratori espongano nei documenti un supplemento di informativa con la funzione di aggiornamento, in modo particolare quando fra la data di chiusura dellesercizio e quella dellassemblea sono decorsi pi di 120 giorni. Se, poi, tale lasso di tempo dovesse protrarsi addirittura oltre i 180 giorni, secondo lopinione autorevole e condivisibile del Notariato del Triveneto, il bilancio desercizio non potrebbe pi essere utilizzato, mentre si dovrebbe necessariamente predisporre unapposita Situazione patrimoniale avente come riferimento una data pi recente e non anteriore a 4 mesi. Sul tema dellaggiornamento della Situazione patrimoniale (o del Bilancio desercizio) rispetto alla data dellassemblea, ha avuto modo di esprimersi anche la Corte di Cassazione15 la quale ha sottolineato lesigenza che lassemblea dei Soci venga dettagliatamente ed adeguatamente informata sulla reale

situazione patrimoniale della societ; per questa ragione, la Suprema Corte ha ritenuto che la
Situazione patrimoniale presentata dagli Amministratori allassemblea debba essere il pi possibile aggiornata dovendosi per valutare il grado di aggiornamento in relazione a ciascun caso concreto. Anche la Corte di Cassazione ha comunque ritenuto che il bilancio desercizio pu fungere da Situazione patrimoniale, purch il bilancio stesso sia riferibile ad una data recente nel senso sopra indicato, rispetto a quella dellassemblea e, soprattutto, sempre che medio tempore non siano

sopravvenuti fatti significativi.

14 15

Massima Notariato Triveneto n. H.G.6 e, pi recente, n. H.G.27. Sentenza 2 aprile 2007, n. 8221.

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Bilancio desercizio con perdita ex art. 2446 o 2482-bis, c.c.: adempimenti di amministratori e sindaci

Da qui, pertanto, la necessit che ogniqualvolta gli Amministratori utilizzino il Bilancio desercizio come Situazione patrimoniale da sottoporre allassemblea dei Soci per lassunzione delle decisioni ex art. 2446 o 2482-bis, c.c., nella propria Relazione o, al pi tardi, in sede di intervento in assemblea, essi diano conto della presenza o, viceversa, dellassenza - di significative modifiche prodottesi nel periodo che intercorre fra la data di riferimento del bilancio e la data dellassemblea stessa16. Il Notariato del Triveneto ha al riguardo precisato che deve trattarsi di fatti che incidono sulle prospettive future della societ e sulla previsione di andamento della stessa, oppure di eventi sopravvenuti che incidono sullentit della perdita, aumentandola o diminuendola.

4.

La relazione degli amministratori sulla situazione patrimoniale

E fatto obbligo agli Amministratori di sottoporre allAssemblea dei Soci una Relazione sulla situazione patrimoniale; sembra potersi evincere dal tenore della norma che il Legislatore intende attribuire assai pi valore al documento descrittivo (la Relazione) piuttosto che al documento contabile in s (la Situazione patrimoniale). La norma non contiene la prescrizione di particolari forme con le quali questa Relazione deve essere predisposta, limitandosi a domandare che con questo documento gli Amministratori illustrino e dimostrino17 la situazione patrimoniale ai soci cos da consentire loro di addivenire ad una decisione informata. Si tratter quindi di uninformativa volta ad illustrare landamento della gestione sociale, avendo riguardo alla situazione patrimoniale, alle dinamiche economiche ed alla situazione finanziaria dellimpresa; il tutto, mediante spiegazioni sufficientemente dettagliate e circostanziate. La gi citata recente Massima del Notariato del Triveneto18, nel trattare delle modalit di redazione della Situazione patrimoniale, ha assunto una posizione ispirata al principio sostanziale secondo cui la documentazione sottoposta ai Soci deve essere tale da garantire una sufficiente informazione; in questo senso, il Notariato giunto ad affermare che potrebbe essere accettabile anche produrre il solo stato patrimoniale se accompagnato da una relazione sulla perdita che supplisca comunque alla carenza di informazioni nascente dalla mancata redazione del conto economico e della nota illustrativa. In ultimo, qualora fosse utilizzato il bilancio desercizio quale Situazione patrimoniale, si dellavviso che nulla osti affinch linformativa degli Amministratori riguardo le fattispecie ex artt. 2446 o 2482bis, c.c., possa essere inserita in un apposito paragrafo della Relazione sulla gestione che accompagna ordinariamente il bilancio stesso; allo stesso modo, si dellavviso che, in presenza di bilancio redatto in forma abbreviata, linformativa in oggetto possa essere inserita in unapposita sezione della Nota integrativa. Infatti, stante lassenza di prescrizioni normative cogenti riguardo la forma della relazione qui in commento, si ritiene che prevalga lobiettivo sostanziale consistente nel raggiungere in modo efficace ed esauriente i Soci portando loro le informazioni utili per lassunzione della decisione che a loro compete.

16 Infatti, il testo novellato degli artt. 2446 e 2482-bis, c.c., dopo la Riforma societaria del 2004, prevede espressamente che nellassemblea gli amministratori devono dare conto dei fatti di rilievo avvenuti dopo la redazione della relazione. 17 V. Salafia, Linformazione ai soci per la riduzione del capitale conseguente a perdite, in Le Societ n. 7/1996. 18 Massima Notariato Triveneto n. H.G.26.

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5.

Le osservazioni del collegio sindacale

Viene richiesto al Collegio sindacale di esprimere le proprie osservazioni sulla relazione presentata dagli Amministratori allassemblea dei Soci; anche tale documento contenente le Osservazioni del Collegio sindacale soggetto allobbligo di preventivo deposito presso la sede sociale negli otto giorni che precedono la data fissata per ladunanza, come detto salvo che vi sia al riguardo una deroga statutaria ovvero la deroga sia fatta constare con il consenso unanime dei Soci. Seppure in assenza di una prescrizione normativa, in linea di principio, il Collegio sindacale dovrebbe predisporre un documento separato; tuttavia, quando la Situazione patrimoniale presentata dagli Amministratori costituita dal bilancio desercizio, ammesso che le Osservazioni del Collegio sindacale di cui agli artt. 2446 e 2482-bis, c.c., trovino collocazione in un apposito capitolo della loro Relazione allassemblea predisposta ai sensi dellart. 2429, c.c..19 In quanto organo di vigilanza di legittimit, il Collegio sindacale sar tenuto a verificare il rispetto delliter procedurale, la formazione dei documenti predisposti dagli Amministratori, ivi inclusa la completezza informativa della loro Relazione avuto riguardo anche al grado di aggiornamento rispetto al caso concreto; il Collegio sindacale quindi chiamato dal Legislatore ad esprimere una sorta di parere tecnico il cui oggetto rappresentato dalla Relazione degli amministratori. Si tratta, nella sostanza, di una funzione volta alla tutela sia dei Soci, quale garanzia della completezza dellinformativa, ed anche dei terzi. Infatti, le Osservazioni del Collegio sindacale intendono rappresentare lespressione di unopinione qualificata dellorgano di vigilanza sulla gestione degli Amministratori, nel senso di costituire una valutazione obiettiva delle attivit compiute dagli stessi Amministratori senza per sconfinare in giudizi di merito che non competono alla funzione del Collegio sindacale ed alle proposte dagli stessi avanzati. Potrebbe essere il caso che rispetto alle Osservazioni da proporre allassemblea dei Soci, non si registri laccordo unanime del Collegio sindacale20; in questa ipotesi, si ritiene che sia mutuabile il comportamento previsto per il sindaco dissenziente nella Norma di comportamento n. 7.121. Pertanto, egli potr richiedere di fare annotare nel verbale della riunione dellorgano di vigilanza il proprio dissenso, come pure potr domandare di esprimere le proprie valutazioni contrarie direttamente nel verbale dellassemblea dei Soci. Il sindaco dissenziente, pur non avendo titolo di depositare una relazione autonoma e diversa da quella del Collegio, potr per non sottoscrivere il documento, esattamente come ammesso nel caso della Relazione allassemblea dei Soci prevista dallart. 2429, c.c.. Invece, leventuale mancanza del documento del Collegio sindacale inficia la procedura cos da determinare un vizio di incompletezza informativa che potrebbe anche causare leccezione di annullamento delleventuale deliberazione. Infine, pu osservarsi che in questa fase il Legislatore non chiama in causa direttamente il soggetto incaricato della revisione legale dei conti della societ; tuttavia, evidente che ogni qualvolta lassemblea convocata per deliberare in merito alle fattispecie di cui agli artt. 2446 o 2482-bis, c.c., sar la stessa avente allordine del giorno anche lapprovazione del bilancio desercizio, il revisore
19 20 21

In giurisprudenza, gi Trib. Milano 19/5/1983. A. Frangini, op. cit. Norma di comportamento del Collegio sindacale del Cndcec n. 7.1.

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Bilancio desercizio con perdita ex art. 2446 o 2482-bis, c.c.: adempimenti di amministratori e sindaci

dovr valutare gli effetti di questa situazione, soprattutto con riferimento alla sussistenza del presupposto di continuit aziendale22. Pertanto, seppure il revisore diversamente dal Collegio sindacale - non sia di per s tenuto ad esprimersi in alcun documento ad hoc, potr per prendere posizione nella propria relazione contenente lespressione del giudizio sul bilancio, eventualmente mediante linserimento di un paragrafo di richiamo di informativa.

6.

Le decisioni dei soci

Ai sensi degli artt. 2446 e 2482-bis, c.c., lassemblea dei Soci deve assumere gli opportuni

provvedimenti: quali sono quindi i provvedimenti nella disponibilit dei Soci?


La riduzione immediata del capitale sociale E nella facolt dellassemblea dei Soci deliberare la riduzione immediata del capitale sociale a fronte della perdita accertata nel bilancio desercizio; ci, anche senza attendere la produzione del risultato dellesercizio successivo, quandanche constino delle confortanti informazioni degli Amministratori circa la capacit di auto-recupero dellimpresa. Tuttavia, una riduzione di capitale decisa in presenza di una perdita di importo s superiore ad un terzo del capitale, ma comunque tale da non ridurre lo stesso al di sotto del minimo di legge, si inserisce nellambito delle riduzioni volontarie del capitale dovendo quindi essere eseguita nel rigoroso rispetto delliter previsto dallart. 2445, c.c.. Infatti, loperazione potrebbe avere degli effetti potenzialmente pregiudizievoli degli interessi dei terzi sostanziandosi in una restituzione dei conferimenti ai Soci, con la conseguenza di rendere cogente linnesco dei meccanismi di tutela di cui allart. 2445, c.c.. In dottrina23, peraltro opinione prevalente, anche se non unanime, che qualora lassemblea decidesse di procedere comunque al ripianamento delle perdite mediante la riduzione del capitale sociale, questa operazione dovrebbe coinvolgere lintero ammontare delle perdite, e non solo una quota di esse sufficiente a portarle ad un importo residuo inferiore al limite del terzo. Il rinvio a nuovo della perdita Quando la perdita di oltre un terzo del capitale sociale realizzata per il primo esercizio, consentito allassemblea dei Soci assumere una decisione interlocutoria disponendo il rinvio a nuovo della perdita con leffetto di posticipare lassunzione di ogni decisione sino allassemblea di approvazione del bilancio dellesercizio successivo (cd. moratoria di un anno); il tutto, ovviamente, sempre che nel periodo di cd. moratoria non si verifichi un peggioramento della perdita cumulata tale da erodere il capitale sociale sino al di sotto del minimo di legge determinando cos il ricorrere delle condizioni di cui agli artt. 2447 o 2482-ter, c.c., le quali renderebbero improcrastinabile una nuova chiamata dei Soci. Si tratta evidentemente di una decisione per i Soci del tutto discrezionale, la quale viene normalmente assunta quando, sulla base delle informazioni prodotte dagli Amministratori, vi sono ragionevoli e

22 23

In particolare, Principio di revisione n. 570. Notariato, Commissione Studi: Documento del 11/12/2001 n. 3658.

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fondate attese circa la capacit dellimpresa di assorbire la perdita mediante la redditivit propria della gestione dellesercizio successivo. La copertura della perdita Rientra sempre nelle facolt dellassemblea dei Soci decidere la copertura immediata della perdita attraverso un intervento volto alla capitalizzazione della societ; le forme attraverso le quali tale intervento pu prendere sostanza sono tutte quelle che configurano un apporto al capitale, od un apporto fuori capitale24, dei Soci. In modo particolare: Lesecuzione di versamenti soci in conto capitale (o versamenti a fondo perduto): trattasi di apporti del tutto spontanei ed unilaterali dei soci che rappresentano conferimenti ulteriori, sebbene atipici in quanto non imputati al capitale sociale, ma aventi natura di riserve di capitale e come tali facenti parte a pieno titolo del patrimonio netto della societ, e quindi utilizzabili per la copertura delle perdite cumulate. Remissione di debiti sociali (rinunce ai crediti dei soci): trattasi di operazioni che, ormai, sono a pieno titolo equiparate ai conferimenti in denaro e come tali non richiedono per la loro iscrizione al patrimonio netto della societ di alcuna relazione giurata di stima25. Laumento del capitale sociale: una parte della dottrina ha per lungo tempo ritenuto che una simile operazione (laumento del capitale sociale in presenza di una perdita desercizio non preventivamente coperta) fosse unoperazione non legittima; invece opinione condivisibile26 che non vi siano cause ostative alla deliberazione di un aumento del capitale sociale quandanche ricorresse la condizione di cui allart. 2446, c.c.. Tale operazione, ad esempio, potrebbe essere assai proficua per limpresa ogni qualvolta essa necessiti dellafflusso di nuove risorse finanziarie provenienti da terzi interessati ad entrare in societ. La rivalutazione di beni dellimpresa: si tratta ovviamente di una soluzione applicabile solo nellipotesi in cui ricorrano le condizioni per liscrizione di riserve di rivalutazione, normalmente previste per solo da leggi speciali. Inoltre, la rivalutazione non pu essere mai motivata dalla necessit di coprire la perdita, bens deve avere alla base della sua esecuzione un legittimo fondamento civilistico. La fusione della societ: la fusione della societ che presenta la perdita in unaltra societ (incorporante o risultante dalla fusione) avente un patrimonio capiente, pu costituire a pieno titolo un provvedimento adeguato per realizzare lassorbimento patrimoniale della perdita stessa utilizzando alluopo le riserve delle altre societ coinvolte nella fusione stessa.27 Nellipotesi in cui i Soci si avvalgono della soluzione di moratoria annuale, qualora trascorso lanno le perdite non risultino diminuite al di sotto del limite del terzo del capitale, la riduzione di questultimo diviene obbligatoria per lassemblea dei Soci; infatti, lassemblea chiamata allapprovazione del bilancio dellesercizio successivo a quello in cui stato deciso il rinvio della perdita, obbligatoriamente tenuta

24 25 26 27

Per una trattazione completa: A. Corsini, I finanziamenti ed i versamenti dei soci, Euroconference Editore. Massima Notariato Triveneto n. I.A.4. Studio n. 14-2008/I del Consiglio Nazionale del Notariato. In senso favorevole, Trib. Milano 28/9/1995.

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Bilancio desercizio con perdita ex art. 2446 o 2482-bis, c.c.: adempimenti di amministratori e sindaci

a disporre la riduzione del capitale, a meno che non si dia luogo alla copertura della perdita nelle forme sopra esposte, ovvero alla trasformazione della societ in altra forma giuridica. In dottrina ed in giurisprudenza si a lungo discusso circa quale assemblea straordinaria od ordinaria fosse competente a disporre la riduzione del capitale ai sensi dellart. 2446 o 2482-bis, co. 2, c.c.. La soluzione pi condivisibile quella che assegna detta competenza allassemblea straordinaria dei Soci, configurandosi nella fattispecie una vicenda modificativa dello statuto societario che rende necessaria la formalizzazione del verbale di assemblea mediante intervento notarile28; qualora la copertura della perdita venisse eseguita mediante lapporto dei soci, senza quindi interferire sulla formazione del capitale sociale, opinione prevalente e accreditata che non occorra alcun verbale di assemblea in forma straordinaria. Infine, va da s che per le societ gi poste in liquidazione risulta assai pi convincente la soluzione di ritenere congelata lapplicazione degli artt. 2446 e 2482-bis, c.c., potendosi quindi in tali fattispecie derogare alle esigenze di copertura delle perdite desercizio.

28

A. Frangini, op. cit.

99

GLI ASPETTI CRITICI NELLA PROCEDURA DI RIDUZIONE DEL CAPITALE PER PERDITE
a cura di Flavia Silla

1.

Premessa

Le disposizioni che regolano gli adempimenti degli organi sociali in caso di riduzione del capitale per perdite (articoli 2446 e 2447 per le S.p.a. e articoli 2482 bis e 2482 ter per le S.r.l.) presentano, anche dopo la riforma del 2003, aspetti non del tutto risolti. Data la delicatezza della situazione, che potrebbe produrre delle responsabilit principalmente in capo allorgano amministrativo e a quello di controllo, necessario integrare le norme civilistiche con gli spunti che si possono ritrarre dalla dottrina e dalla giurisprudenza prevalenti.

2.

Il procedimento di riduzione del capitale sociale sotto il minimo legale

Gli articoli 2447 c.c. per le societ per azioni e 2482 ter c.c. per le societ a responsabilit limitata regolano in modo pressoch uguale la procedura di legge nel caso in cui le perdite di oltre un terzo abbiano ridotto il capitale della societ sotto il minimo legale di 120.000 e di 10.000. Nello specifico si prescrive che gli amministratori della s.r.l. o della s.p.a. (nel sistema tradizionale o monistico) ovvero il consiglio di gestione nel modello di amministrazione dualistico, devono convocare senza indugio lassemblea dei soci perch proceda, alternativamente: a) b) a deliberare la riduzione del capitale sociale proporzionalmente alla perdita e contestualmente a deliberare laumento di capitale almeno sino al limite legale; a trasformare la societ29. Qualora non si provveda nelluno o nellaltro senso, lart. 2484 c.c. contempla lo scioglimento della societ con effetto dalla data di iscrizione, presso lufficio del registro delle imprese, della dichiarazione con cui gli amministratori accertano tale causa. Come evidenziato pacificamente dalla dottrina30, la riduzione del capitale sociale una mera operazione nominale e contabile poich non d luogo ad alcun decremento patrimoniale limitandosi ad adeguare il capitale sociale ( quello, cio, indicato nellatto costitutivo) al minor valore del patrimonio effettivo conseguente alle perdite. Le due norme sopra indicate vanno comunque lette in correlazione, rispettivamente con gli artt. 2446 c.c. per le s.p.a. e con lart. 2482 bis c.c. per le s.r.l.: dunque, nelle ipotesi di riduzione del capitale al

*Avvocato patrocinante in Cassazione e dottore commercialista 29 In passato parte della dottrina ha sostenuto che la procedura prevista per la riduzione del capitale al di sotto del minimo legale per perdite eccedenti il terzo non potesse trovare applicazione nel caso in cui la perdita avesse azzerato il capitale. Secondo tale corrente di pensiero lart. 2447 c.c. avrebbe disciplinato espressamente solo la riduzione del capitale e non la perdita totale del capitale; inoltre con la perdita dellintero capitale sociale, il valore economico delle azioni sarebbe stato uguale a zero e dunque le azioni stesse non avrebbero potuto dar vita ad unassemblea dei soci in grado di adottare qualsiasi altra delibera, compresa quella di aumento del capitale o di trasformazione della societ. Attualmente pressoch unanime la tesi per la quale ridurre il capitale sociale significa anche diminuirne limporto fino a zero. In tal senso v. in giurisprudenza App. Roma, 21 gennaio 1999, Trib. Como 5 febbraio 1992, Trib. Milano 25 luglio 1988; Trib. Verona 27 settembre 1985, Cass. 28 giugno 1980, n. 4089 30 Cfr. tra gli altri, F. Di Sabato, Manuale delle societ, Torino 1995; G.F. Campobasso, Diritto delle societ, Milano, 2000, S. DAndrea, Manuale delle societ, Milano 2005

100

Gli aspetti critici nella procedura di riduzione del capitale per perdite

di sotto del minimo legale, lorgano amministrativo ha lobbligo di sottoporre allassemblea una relazione sulla situazione patrimoniale della societ31. Tale relazione e le osservazioni dellorgano di controllo ( collegio sindacale o comitato per il controllo sulla gestione nel modello monistico per la s.p.a) devono restare depositate in copia nella sede della societ durante gli otto giorni che precedono lassemblea in modo che i soci possano prenderne visione. In sede di assemblea, lorgano amministrativo deve poi dare conto dei fatti di rilievo avvenuti dopo la redazione della relazione. Per la s.r.l. possibile comunque che latto costitutivo, in caso di perdite superiori al terzo, contempli la possibilit di fornire notizie e informazioni ai soci secondo modalit diverse da quella ora indicata.

3.

I nodi e i dubbi interpretativi nella riduzione obbligatoria del capitale per perdite

Lassetto normativo delloperazione di riduzione del capitale sociale ha evidenziato nel tempo la presenza di non poche lacune originando un dibattito vivacissimo in dottrina e giurisprudenza. La situazione non peraltro mutata con la riforma del 2003; ed infatti, in tema di riduzione del capitale per perdite oltre il terzo, il legislatore si limitato semplicemente ad aggiornare la normativa, adeguandola, da un lato, ai nuovi modelli di governance della s.p.a. e introducendo, dallaltro, per la s.r.l., alcune norme che riproducono limpianto previsto per le societ per azioni. Di fatto, si persa loccasione per risolvere i tanti dubbi che loperazione manifestava in precedenza e tuttora continua a presentare con il rischio conseguente di dar luogo ad omissioni e irregolarit nella concreta attuazione delloperazione di riduzione. Stando cos le cose, gli orientamenti della giurisprudenza e della dottrina sviluppatisi in vigenza della normativa anteriore al 2004 restano di fondamentale importanza e ad essi ci si deve necessariamente riportare per lesame di alcuni degli aspetti procedurali pi spinosi delloperazione di riduzione del capitale al di sotto del minimo legale. In particolare, uno dei punti nodali che va valutato per evitare linsorgenza di irregolarit nelloperazione riguarda la relazione che lorgano amministrativo deve presentare ai soci ai sensi degli artt. 2446/2447 e 2482 bis/2482ter del codice civile. Si tratta, pi precisamente di rispondere ai seguenti quesiti: a) b) c) d) e) per attuare correttamente la procedura di riduzione del capitale occorre redigere la situazione patrimoniale come un vero e proprio bilancio di esercizio? i criteri di redazione sono gli stessi dettati in tema di bilancio? la relazione sulla situazione patrimoniale deve essere accompagnata dal conto economico e anche da una nota integrativa? a quale data occorre riferire la situazione patrimoniale? la modalit di deposito della relazione della situazione patrimoniale prevista dalla legge sostituibile da altra formalit per la societ per azioni?

31 Nobili - Spolidoro, La riduzione di capitale, in Trattato Colombo - Portale, 6, Torino, 1998, 376; Fimman, Il bilancio di riduzione, in Giur. comm., 1994, I, 1097. Tra gli artt. 2446 e 2447 ( e ora anche tra gli artt. 2482 bis e lart. 2482 ter) vi in particolare una rapporto di specialit perch le prescrizioni dellart. 2447 ( e quelle dellart. 2482 ter) sono volte a regolare una particolare ipotesi di perdita del capitale eccedente il terzo.

101

4.

La

situazione

patrimoniale

presentata

dallorgano

amministrativo:

caratteristiche e criteri di redazione


Come si diceva, la questione relativa alla natura della situazione patrimoniale di cui agli artt. 2446 e 2482bis c.c. ha costituito oggetto di animata discussione tra gli addetti ai lavori e ha dato luogo nel tempo a due indirizzi di pensiero . Il primo, da sempre minoritario, ritiene in particolare che la relazione, pur da redigersi in modo dettagliato, non deve comunque raggiungere la analiticit tipica del bilancio di esercizio32. Si tende cos a prevedere per la situazione patrimoniale di cui agli artt. 2446 e 2447 del codice civile un minore rigore strutturale e ci per due ordini di ragioni: a) il bilancio di esercizio documento diverso poich ha normale cadenza annuale rispetto alla situazione patrimoniale e b) lassemblea dei soci in caso di riduzione del capitale sociale per perdite deve essere convocata senza indugio. Tale espressione e lesigenza di celerit sottesa alla stessa impedirebbero la redazione di una relazione sulla situazione patrimoniale secondo le forme previste per il bilancio di esercizio che richiede per sua natura tempi sicuramente pi ampi. Per la tesi dominante, invece, la situazione patrimoniale va redatta in base ai medesimi criteri contemplati dalla normativa per il bilancio di esercizio: per accertare infatti le perdite che hanno causato la riduzione del patrimonio della societ occorre utilizzare le modalit del bilancio di esercizio, visto che la funzione del bilancio proprio quella di individuare gli utili, ma in generale anche le perdite33. A ci si aggiunga che non sarebbe chiaro il motivo per cui allassemblea, in sede di delibera relativa ad un fatto di rilievo non inferiore alla normale approvazione del bilancio, debba invece essere presentato un documento pi sintetico del normale bilancio, sia pure con qualche temperamento34. Sul punto non va infine dimenticata la posizione assunta dal principio contabile nazionale ( oggi qualificato come OIC 30) per la quale la situazione patrimoniale contemplata dagli artt. 2446 e 2447 va redatta nel rispetto delle norme civilistiche che sovrintendono alla presentazione e alla valutazione nei bilanci di esercizio, interpretate e integrate dalle conclusione espresse nei principi contabili. Alla luce della dottrina e della giurisprudenza prevalenti si deve dunque concludere, stante il silenzio della legge, che la situazione patrimoniale da presentare ai soci in caso di riduzione del capitale per perdite ai sensi degli artt. 2447 e 2482 ter c.c. andr predisposta ricorrendo ai criteri contemplati per la redazione del bilancio. Resta invece dibattuto laltro aspetto e cio se la situazione patrimoniale vada o meno accompagnata dal conto economico e dalla nota integrativa. Sullargomento va ribadito che n il legislatore della riforma n lOrganismo di contabilit sono intervenuti per dare una risposta chiara e definitiva. In assenza di specifica indicazione normativa, alcuni hanno dunque concluso per lesclusione di tale obbligo35.
V. in particolare Cass. 4 maggio 1994, n. 4326, Trib. Milano 25 luglio 1988; App. Napoli 29 gennaio 1988 nonch in dottrina Libonati, I bilanci straordinari, in Giur. Comm. 1982, I, 833 33 Galgano, Diritto commerciale, Le societ, Bologna 1990, pag 348; Portale, I bilanci straordinaria, in Il bilancio di esercizio, Milano 1978, pag. 320; Trib. Verona 14 marzo 1985; Trib. Napoli 29 ottobre 1996 34 Sul punto v. S Perugino, La riduzione del capitale per perdite in Le Societ n. 7/2006, pag. 844 35 Tra gli altri, Tantini, Le modificazioni dellatto costitutivo delle societ per azioni, Padova, 1977, pag. 279, Carbonetti, Riduzione del capitale per perdite: questioni ancora controverse in tema di situazione patrimoniale, in Riv. Dir. Comm. 1997, II, pag. 11
32

102

Gli aspetti critici nella procedura di riduzione del capitale per perdite

La tesi prevalente36 ha ritenuto invece che sia necessario accompagnare la situazione patrimoniale anche dal conto economico, in quanto la situazione patrimoniale va redatta secondo i criteri del bilancio di esercizio. Anzi, si affermato che il conto economico non sarebbe un optional, n un quid

pluris facoltativo poich solo linformazione della dinamica dellimpresa permetterebbe di capire i
motivi che hanno condotto alla modifica della situazione patrimoniale conseguente alla perdita parziale o totale del capitale37. Questo orientamento stato adottato anche dal principio contabile nazionale n. 30 (oggi OIC 30); nello specifico il conto economico deve essere unito alla situazione patrimoniale per capire la causa e la natura della perdita dellesercizio che ha determinato labbattimento del patrimonio della societ. Controversa resta, invece, secondo il principio contabile lallegazione della nota integrativa; in ogni caso si afferma che essa utile perch consente una migliore comprensione della situazione patrimoniale.

5.

La

situazione

patrimoniale

presentata

dallorgano

amministrativo:

tempistica
Circa i tempi riferiti alla situazione patrimoniale, dottrina e giurisprudenza si sono occupati, in particolare, dei seguenti aspetti: a) entro quanto tempo, una volta accertata la perdita di oltre un terzo del capitale e che determina la riduzione del capitale al di sotto del minimo legale, vada convocata lassemblea dei soci (la legge fa riferimento alla sola espressione senza indugio); b) c) d) quale sia la data alla quale va rapportata la situazione patrimoniale oggetto della relazione dellorgano amministrativo; quali siano le conseguenze qualora non venga osservato il termine di otto giorni previsto per il deposito della relazione nella sede della societ; se sia possibile prevedere modalit sostitutive al deposito della relazione sulla situazione patrimoniale. In merito alla prima domanda e alla interpretazione fornita ai termini senza indugio riportati negli articoli 2446 e 2482bis del codice civile, opportuno segnalare che tale espressione stata intesa da dottrina e giurisprudenza con una certa elasticit. In altre parole, lurgenza stata nel tempo considerata in modo ragionevole perch occorrer pur sempre un determinato periodo per redigere la situazione patrimoniale, una volta che lorgano amministrativo ha accertato lammontare delle perdite e leffetto determinato dalle stesse sul patrimonio della societ. Non esiste dunque una scadenza specifica o un lasso di tempo espresso in giorni predeterminato: la locuzione senza indugio va riferita infatti alla situazione concreta e alla complessit del fenomeno in

36 Fimman, Riduzione del capitale per perdite e situazione patrimoniale aggiornata, in Dir. Fall. 1993, II, pag. 240, Portale, i Bilanci straordinari, in Il bilancio di esercizio, Milano 1978, pag. 320, Simonetto, i bilanci, pag. 440, Di sabato, manuale delle societ, Torino 1990, pag. 632; Campobasso, Diritto delle societ, Milano 2000, pag. 445; Salaria, Riduzione del capitale sociale. Contenuto della situazione patrimoniale, in le Societ n. 2 1986, pag. 163; Trib. Napoli 13 aprile 1994, Cass. 7 marzo 1992, n. 2764; Trib. Napoli 20 maggio 1986 37 Cfr. in tal senso A. Fabrizio, nella nota a commento di Cass 4 maggio 1994, n. 4326, in Le Societ, XXXX

103

quanto potrebbe anche succedere che dopo magari pochi mesi la stessa societ registri un utile che

copre la perdita facendo rientrare lo stato di emergenza38


A proposito del secondo profilo, e cio a quale data vada riferita la situazione patrimoniale rispetto al momento della delibera di riduzione del capitale, gli interpreti hanno raggiunto conclusioni non univoche. Come afferma giustamente Marco Terenghi, nel commento al decreto del tribunale di Milano 29 agosto 199639, E intuitivo, infatti, che tra i due eventi non debba intercorrere un lasso di tempo

eccessivo(), in quanto il legislatore giudica prioritario linteresse dei terzi a veder tempestivamente ridotto il capitale sociale ogniqualvolta si verifichi una causa di riduzione obbligatoria. E ancora
lAutore nel silenzio della legge in ordine alla sua quantificazione, tuttavia, la quotidiana prassi

societaria e giudiziaria ha inevitabilmente finito per adottare soluzioni tra loro spesso diversificate, certamente inadatte a garantire alloperatore del diritto quel margine di sicurezza che sarebbe legittimo attendersi in situazioni di questo tipo. Si pertanto assistito alla formazione di orientamenti giurisprudenziali contrassegnati da un ampio margine di discrezionalit, e conseguentemente caratterizzati da un diverso rigore in ordine al requisito dellanteriorit, spesso connesso alla situazione contingente ed alla organizzazione del singolo ufficio giudiziario.
Sul punto si in particolare ritenuto che lintervallo temporale non possa essere stabilito a priori per tutte le ipotesi e che risulta preferibile esaminare la singola situazione; in alcune circostanze anche la situazione patrimoniale risalente a poche settimane antecedenti lassemblea potrebbe infatti presentarsi obsoleta, se nel frattempo si sono verificati fatti che hanno mutato lo stato della cose in essa rappresentato. In via generale, i vari indirizzi si riportano ad un range che oscilla dai 60 giorni ad un massimo di quattro mesi. In altre parole, secondo alcuni la situazione patrimoniale non potrebbe risalire di oltre 60 giorni40 rispetto alla data di convocazione dellassemblea e ci per la necessit di tutelare i soci e i terzi rispetto a spregiudicate operazioni dellorgano amministrativo che potrebbero essere compiute nel un momento in cui la societ manca in parte o in tutto del suo capitale sociale.41 Per altri, invece, la motivazione indicata non assumerebbe alcuna rilevanza poich i provvedimenti assunti dallassemblea in nessun caso potrebbero limitare i poteri di gestione degli amministratori n impedire loro il compimento di atti pregiudizievoli42. In mancanza di un riferimento normativo obbligato, la maggioranza degli autori e della giurisprudenza sembra peraltro propendere per una situazione patrimoniale che risalga a oltre 60 giorni e al massimo ai quattro mesi precedenti. Lanteriorit massima a quattro mesi (oggi 120 giorni) troverebbe il proprio fondamento nellultimo comma dellart. 2364 del codice civile, che per alcuni costituisce il riferimento normativo cui appigliarsi in mancanza

S. Perugino, op. cit. pag. 844 In Le Societ, n. 2/97 pag. 187 40 E la tesi portata avanti dal Tribunale di Milano ( v. Massime del tribunale di Milano in tema di omologazione, in Riv. Soc. 1982, pag. 1029, Trib. Milano 18 gennaio 1985, Trib. Milano 10 agosto 1984. Si ricorda comunque che i giudici meneghini hanno ritenuto comunque aggiornata una relazione sulla situazione patrimoniale di una societ risalente a quattro mesi prima della delibera di riduzione del capitale per perdite ( e nel caso di specie coincidente con il bilancio di esercizio) poich nel corso dellassemblea il Presidente del Consiglio di amministrazione aveva precisato che a far tempo da quelle data non si erano verificati eventi tali da rendere necessarie ulteriori riduzioni del capitale ( App. Milano, decreto 29 agosto 1996) 41 V. in tal senso Trib. Grosseto, sez. pen. 20 dicembre 1999 42 S. Perugino, op. cit., pag. 844
39

38

104

Gli aspetti critici nella procedura di riduzione del capitale per perdite

di una specifica data nellambito dellart. 2446 del codice civile.43 Dunque deducono che la situazione patrimoniale deve ritenersi aggiornata quando risale a non pi di quattro mesi rispetto alla data della delibera di riduzione del capitale. Precisano infine che la situazione patrimoniale potrebbe venire a coincidere anche con il bilancio di esercizio portato allapprovazione dei soci44. Altri ancora giungono alla stessa conclusione, ma fanno leva sullapplicazione analogica dellart. 2501 quater c.c. che prevede la redazione della situazione patrimoniale delle societ partecipanti alla fusione con losservanza delle norme sul bilancio e con data non anteriore di oltre quattro mesi (oggi 120 giorni) rispetto al giorno della delibera assembleare.45 Con riferimento infine al terzo quesito (quali siano le conseguenze nel caso non vengano rispettati gli otto giorni per il deposito della relazione con la situazione patrimoniale presso la sede della societ) attualmente prevalente la tesi che afferma lannullabilit della delibera assembleare di azzeramento e di ricostituzione del capitale. La mancata osservanza del termine di deposito infatti compromette linformazione dei soci essenziale in una fattispecie del genere.46 Il termine in parola deve essere poi calcolato a giorni interi, trascurando le frazioni di giorno e senza computare il giorno di inizio.47 Si segnala infine che con decreto del tribunale di Cosenza dell8 febbraio 1994 stato escluso che la lettura della situazione patrimoniale in sede assembleare possa sostituire la procedura prevista dallart. 2446 c.c., vale a dire il preventivo deposito della relazione stessa per otto giorni nella sede della societ.

Cfr., tra gli altri, Trib. Udine, decreto 19 aprile 2000 Trib. Cosenza, decreto 8 febbraio 1994. E da segnalare ulteriormente che chi si basa sullart. 2364 c.c. ritiene aggiornata anche quella situazione patrimoniale risalente a sei mesi prima ( secondo la vecchia formula legislativa), quando particolari circostanze lo richiedano. Sul punto cfr. Marchetti, La data di riferimento della situazione patrimoniale nella riduzione del capitale per perdite, in Riv. Soc. 1982, pag. 784 45 Cfr. Trib. Napoli decreto 2 luglio 1996; Trib. Napoli decreto 1 ottobre 1988 46 V. Cass. 5 maggio 1995, n. 4923 47 App. Milano, 14 giugno 1991 secondo cui nellapplicazione dellart. 2446 c.c. occorre riferirsi a quanto stabilito dallart. 2963, comma 2, c.c. e dallart. 155, comma 1, c.p.c.
44

43

105

LA RIDUZIONE DEL CAPITALE SOCIALE PER PERDITE NELLE SOCIET PER AZIONI EX ARTT. 2446 E 2447 C.C.
a cura di Fabio Landuzzi

1.

La riduzione del capitale sociale per perdite: la procedura di cui agli artt.2446 e 2447, c.c.

Lart. 2446, c.c., descrive con puntualit il procedimento che gli amministratori devono osservare allatto del verificarsi di una riduzione del capitale sociale a causa di perdite di gestione in misura superiore ad un terzo del suo valore nominale. Per evidenti ragioni logiche e sistematiche, seppure il successivo art. 2447, c.c., che disciplina il caso della riduzione del capitale sociale per perdite in misura superiore ad un terzo del suo valore nominale e tale da portare lo stesso capitale al di sotto del minimo di legge, non contiene n unesplicita descrizione della procedura e n un espresso rinvio al precedente art. 2446, la dottrina e la giurisprudenza si sono espresse in senso unanime nel ritenere applicabile lo stesso procedimento48 anche in questa pi critica fattispecie. Ovviamente, le decisioni che lassemblea potr assumere saranno differenti nelle due ipotesi, stanti le esigenze diverse che discendono da una perdita parziale del capitale sociale, nel caso dellart. 2446, c.c., ovvero integrale (o comunque lesiva dellammontare minimo di legge), nel caso dellart. 2447, c.c.. Sul fronte della procedura, pertanto, non vi dubbio che il Collegio sindacale quale organo di vigilanza di legalit, dovr necessariamente assicurarsi che al ricorrere delle fattispecie previste dalle norme succitate gli amministratori avviino liter procedurale di legge e, in caso di omissione dellorgano amministrativo, il Collegio sindacale dovr supplire mediante la convocazione senza indugio dellassemblea dei soci.49 La procedura di legge prevista al ricorrere delle fattispecie in discussione pu quindi essere essenzialmente sintetizzata nei seguenti punti e passaggi chiave: Convocazione dellassemblea degli azionisti; Predisposizione da parte degli amministratori di una relazione sulla situazione patrimoniale della societ e di un documento contabile (la situazione patrimoniale) adeguatamente preparato ai fini della quantificazione della perdita di gestione; Predisposizione del documento contenente le osservazioni del Collegio sindacale sulla relazione degli amministratori; Preventivo deposito presso la sede sociale della relazione degli amministratori corredata delle osservazioni del Collegio sindacale; Deliberazione assembleare che, al ricorrere della perdita integrale del capitale sociale, pu prevedere lazzeramento del capitale sociale con conseguente ricostituzione mediante offerta in sottoscrizione agli azionisti nel rispetto del rispettivo diritto di opzione. Lorgano di vigilanza dovr pertanto monitorare e, se del caso, intervenire, su ciascuna delle fasi su elencate, essendo peraltro direttamente chiamato ad esprimersi mediante osservazioni sulla relazione degli amministratori - ai fini dellinformativa da portare ai soci per indirizzare correttamente le loro deliberazioni.

In questo senso, a titolo esemplificativo: V. Salafia, Linformazione ai soci per la riduzione del capitale conseguente a perdite, Le Societ, n. 7/1996; Trib. Napoli, sent. 20 maggio 1986. 49 Circa la nozione di senza indugio ed altri aspetti strettamente procedimentali, si fa rinvio allarticolo pubblicato in questa rivista n. 12/2005, F. Landuzzi, La riduzione del capitale sociale per perdite nelle societ a responsabilit limitata: effetti e responsabilit degli organi sociali.

48

106

La riduzione del capitale sociale per perdite nelle societ per azioni ex artt. 2446 e 2447 c.c.

Infine,

va

sottolineato

come

alla

luce

dellormai

consolidato

orientamento

dottrinario

giurisprudenziale, la procedura sopra descritta pu essere evitata quando gli azionisti provvedano spontaneamente, anche nelle more della convocanda assemblea, allesecuzione di un versamento in conto capitale a copertura delle perdite, la cui misura sia tale da coprire la perdita e ricostituire in questo modo il capitale sociale in misura almeno pari al minimo di legge.

2.

La tutela dei terzi e dei soci nella procedura ex artt. 2446 e 2447, c.c.

Nella sentenza della Corte di Cassazione del 2 aprile 2007 n. 8221 viene affermato che loperazione attuata con le delibere assunte ai sensi degli artt. 2446 e 2447, c.c., volta ad assicurare il rispetto del principio della corrispondenza fra il capitale nominale ed il capitale reale della societ, cos da ricondurre il primo alla misura del secondo, esercitando pertanto una duplice influenza: da una parte, direttamente nella sfera soggettiva dei soci e, dallaltra parte, sulla funzione di garanzia dei creditori sociali rappresentata dalla conservazione dellintegrit del capitale sociale nel tempo.50 Al fine di assicurare questa duplice esigenza di tutela, dei soci e dei terzi, una particolare criticit viene assunta rispettivamente da: le modalit con cui il capitale sociale viene ricostituito; le modalit di costruzione della situazione patrimoniale da cui emerge la perdita del capitale ed il suo livello di analiticit informativa; il grado di aggiornamento della situazione patrimoniale rispetto alla data dellassemblea chiamata ad assumere le decisioni. Con riguardo sia alle tecniche di computo della perdita del capitale, e sia a quelle di copertura delle perdite di gestione, propedeutiche entrambe alla successiva ricostituzione del capitale sociale, vale il principio giurisprudenziale condiviso dalla dottrina secondo il quale le disponibilit della societ devono essere intaccate secondo un ordine che tenga conto del grado di facilit con cui la societ potrebbe deliberarne la distribuzione ai soci.51 Tale principio infatti volto alla tutela dei terzi ed assicura che le componenti del patrimonio netto siano utilizzate in un ordine tale da assicurare che i soci facciano gravare le perdite partendo dagli strati del netto meno vincolati, via via procedendo, in caso di incapienza di tali poste, con lutilizzo di quelle che invece sono gravate da vincoli crescenti. Come osserva giustamente la Cassazione, poich le riserve costituiscono un presidio del capitale sociale, solo nella misura in cui dopo lutilizzo di tutte le riserve residuino perdite tali da determinare il ricorrere delle condizioni di cui agli artt. 2446 o 2447, c.c., pu correttamente parlarsi di perdita del capitale; solo in questa condizione che si realizzano i presupposti per lavvio delliter procedurale di cui alla normativa in oggetto. La Cassazione attribuisce a questo principio una rilevanza assai accentuata, in quanto ravvisa in questa regola una funzione strumentale alla tutela non solo degli interessi dei soci, bens anche dei terzi; la sua violazione, pertanto, sarebbe tale da comportare anche la nullit della delibera di riduzione del capitale sociale.

50 51

In questo senso: D. Santosuosso, Un altro passo avanti per la tutela dei terzi, Il Sole 24 Ore 7 maggio 2007. Cassazione n. 12347 del 1999; Cassazione n. 23269 del 2005.

107

3.

La situazione patrimoniale

Allassemblea dei soci convocata per lassunzione delle decisioni di cui agli artt. 2446 e 2447, c.c., devono essere sottoposti tre documenti: la situazione patrimoniale, la relazione dellorgano amministrativo e le osservazioni del Collegio sindacale. In merito alle modalit tecniche con cui deve essere costruita la situazione patrimoniale, nel Documento OIC 30 la Professione ha chiarito che essa deve essere formata dallo stato patrimoniale e dal conto economico; viene cos confermato lorientamento che gi aveva trovato seguito giurisprudenziale52 secondo cui tale documento deve essere redatto con criteri sostanzialmente uguali a quelli prescritti per il bilancio desercizio, dovendosi tuttavia necessariamente applicare criteri e tecniche tipiche dei bilanci infrannuali, quando la data di riferimento diversa da quella di chiusura dellesercizio; ci in quanto il documento che viene sottoposto allassemblea deve esporre la situazione patrimoniale della societ con i medesimi obblighi di chiarezza e precisione di cui agli artt. 2423 e ss., c.c.53. Nel Documento OIC 30, viene evidenziato che particolare attenzione dovr essere posta sulla prospettiva di continuit aziendale dellimpresa sociale, anche in considerazione dei significativi riflessi che un eventuale giudizio di mancanza di going concern potr produrre sui criteri di valutazione utilizzati ai fini della predisposizione della stessa situazione patrimoniale, passando da criteri di funzionamento a criteri di realizzo. E controverso se il documento debba includere anche la Nota integrativa; tuttavia, secondo il Documento OIC 30, la sua redazione o comunque linclusione nel documento delle informazioni tipicamente richieste dallart. 2427, c.c., appare certamente utile al fine di una migliore comprensione della situazione patrimoniale della societ. Considerata la duplice valenza informativa di tale documento, interna ed esterna alla societ, e la necessit che siano assicurati i postulati di chiarezza e di precisione dellinformativa, opinione dottrinaria prevalente, anche con un significativo avallo giurisprudenziale, che detta situazione patrimoniale debba pi correttamente comprendere la Nota integrativa o comunque un documento equipollente - seppure vi sia senza dubbio una maggiore tolleranza circa una diversa e meno accentuata analiticit dei dati e delle descrizioni contabili.54 Nel riferirsi ad una relazione sulla situazione patrimoniale, la norma chiama lorgano amministrativo ad esporre con sufficiente precisione e analiticit le cause che hanno determinato la perdita, la sua origine quantitativa (operativa, straordinaria, finanziaria, ecc.) nonch ad illustrare le previsioni circa il risultato economico dellesercizio in corso e di quelli successivi, al fine di fornire allassemblea un quadro informativo completo sulla base del quale assumere poi le necessarie deliberazioni. Ci detto in merito alle modalit di redazione della situazione patrimoniale, un secondo aspetto assai rilevante attiene al grado di aggiornamento che deve caratterizzare detto documento. La sentenza della Corte di Cassazione n. 8221/2007 sottolinea lesigenza che lassemblea dei soci sia dettagliatamente ed adeguatamente informata sulla reale situazione patrimoniale della societ; a tale fine, la situazione patrimoniale presentata dagli amministratori alla stessa assemblea deve essere
Si veda: Cassazione n. 5740 del 23/3/2004 secondo cui tale documento da considerare alla stregua di un vero e proprio bilancio straordinario redatto secondo i criteri legali dettati per il bilancio desercizio. 53 In dottrina: L. Ntuk, commento a Cassaz. n. 5740/2004, in Le Societ n. 12/2004. 54 Si veda: A. Giletta, Questioni a margine dei provvedimenti ai sensi dellart. 2447 c.c., in Le Societ, n. 4/2003. In giurisprudenza: Trib. Napoli 5/5/2004; Trib. Roma 17/2/2000; Trib. Bologna 4/5/1998.
52

108

La riduzione del capitale sociale per perdite nelle societ per azioni ex artt. 2446 e 2447 c.c.

il pi possibile aggiornata. In considerazione della mancanza della fissazione di un termine esplicito da parte del Legislatore, a parere della Cassazione, il grado di aggiornamento va valutato, alla luce di detta ratio, in relazione a ciascun caso concreto in virt di un apprezzamento riservato al giudice di merito. La stessa Cassazione riconosce come la situazione patrimoniale possa essere anche sostituita dallultimo bilancio desercizio purch questo sia riferibile ad una data recente nel senso sopra indicato rispetto a quella dellassemblea, sempre che medio tempore non siano sopravvenuti fatti significativi. Nel trattare del grado di aggiornamento della situazione patrimoniale preparata ai sensi degli artt. 2446 e 2447, c.c., occorre in primo luogo osservare che il Legislatore della Riforma del 2004 non ha sostanzialmente innovato la disciplina di cui agli artt. 2446 e 2447, c.c., se non nella parte dove ha previsto che nellassemblea gli amministratori devono dare conto dei fatti di rilievo avvenuti dopo la redazione della relazione. Tale locuzione, seppure nulla ha aggiunto in merito alla datazione della situazione patrimoniale, ha senza dubbio evidenziato lattenzione che la normativa rivolge alla necessaria attualit dellinformativa che gli amministratori sono tenuti a riportare allassemblea. Il Notariato del Triveneto55 ha al riguardo precisato che deve trattarsi di fatti che incidono sulle prospettive future della societ e sulla previsione di andamento della stessa, oppure di eventi sopravvenuti che incidono sullentit della perdita, aumentandola o diminuendola. In merito alla individuazione di una data limite della situazione patrimoniale, allapproccio per cos dire casistico che sembra essere stato privilegiato dalla recente pronuncia della Cassazione, si accompagnano precedenti autorevoli prese di posizione della dottrina e della giurisprudenza. Una soluzione assai condivisa ha individuato nel termine di 4 mesi il lasso di tempo massimo che pu intercorrere fra la data di riferimento della situazione patrimoniale e quella della deliberazione assembleare; tale affermazione stata peraltro ulteriormente precisata nel senso di ammettere che la situazione patrimoniale possa essere riferita anche ad una data antecedente di oltre quattro mesi, a condizione che nel successivo intervallo temporale non si siano manifestati eventi che abbiano inciso in modo significativo sui valori esposti nella situazione patrimoniale, cos che la perdita indicata sia ancora reale. Sar in questo caso richiesto allorgano amministrativo di produrre unattestazione allassemblea contenente le affermazioni suesposte, ossia lassenza di fatti e/o eventi successivi che possano significativamente influire sui valori espressi nella situazione patrimoniale presentata. Questa soluzione ha ricevuto anche lavallo del Notariato del Triveneto56 secondo cui ai fini della procedura ex artt. 2446 e 2447, c.c., pu essere utilizzato anche il bilancio desercizio annuale, quando lassemblea chiamata ad assumere le necessarie decisioni sia la medesima convocata per lapprovazione del bilancio oppure si tratti di unadunanza a questa immediatamente successiva, con laccortezza sopra esposta in merito al supplemento di informativa e di aggiornamento che deve essere prodotto da parte degli amministratori, quando fra la data di chiusura dellesercizio e quella dellassemblea siano decorsi pi di 120 giorni; qualora siano trascorsi oltre 180 giorni, invece, il bilancio desercizio non pu pi trovare applicazione e dovr pertanto essere predisposta unapposita situazione patrimoniale che abbia come riferimento una data pi recente.

55 56

Massima pubbl. 9/04. Massima pubbl. 9/04.

109

Alla luce di quanto affermato dalla Corte di Cassazione, si dellavviso che non vi siano comunque, almeno in senso assoluto, motivi che possano ostare ad assumere ancora i riferimenti temporali sviluppati nella prassi professionale e di cui si dato conto pocanzi. Tuttavia, lutilizzabilit di dati contabili datati (a 120 giorni, od anche oltre, come si detto) dovr essere valutata con maggiore attenzione avendo riguardo soprattutto alla capacit di tali valori di rappresentare comunque, alla data dellassemblea, la situazione reale ossia, concreta ed aggiornata quantitativamente della societ. In questo senso, si ritiene che anche nellottica della funzione di vigilanza di legittimit svolta dal Collegio sindacale venga ad assumere una maggiore rilevanza la necessit che gli amministratori accompagnino le situazioni patrimoniali pi datate con loro attestazioni circa lassenza di eventi o fatti di gestione successivi che possano alterare in modo significativo lentit della perdita stessa, oppure la capacit informativa della situazione patrimoniale cos come sottoposta allassemblea (di qui, unaccentuata enfasi sulla funzione della relazione degli amministratori).

4.

Le osservazioni del collegio sindacale

Lart. 2446, c.c., prescrive che il Collegio sindacale deve esprimere le proprie osservazioni sulla relazione sulla situazione patrimoniale presentata dagli amministratori allassemblea; osservazioni che dovranno essere depositate presso la sede sociale negli otto giorni che precedono la data fissata per ladunanza. Dal punto di vista operativo, in linea di principio, il Collegio sindacale dovrebbe predisporre un documento separato; tuttavia, quando la situazione patrimoniale surrogata dal bilancio desercizio, ammesso che le osservazioni del Collegio sindacale di cui agli artt. 2446 e 2447, c.c., trovino spazio in un apposito capitolo della Relazione allassemblea predisposta ai sensi dellart. 2429, c.c..57 In quanto organo di vigilanza di legittimit, oltre ad unattenzione particolare alliter procedurale, alla corretta formazione dei documenti predisposti dagli amministratori ed alla datazione della situazione patrimoniale, il Collegio sindacale chiamato ad esprimere un proprio parere tecnico il cui oggetto rappresentato dalla relazione sulla situazione patrimoniale predisposta dagli amministratori; ancora una volta, si sottolinea la duplice funzione informativa: da una parte, rivolta ai soci per la rappresentazione completa ai fini dellassunzione delle necessarie decisioni e, dallaltra parte, rivolta ai terzi. Le osservazioni del Collegio sindacale sono richieste dalla legge in quanto rappresentano lopinione qualificata dellorgano di vigilanza legale sulla gestione degli amministratori, potendo quindi rappresentare anche una critica obiettiva alle attivit svolte dagli amministratori stessi seppure senza sconfinare in giudizi di merito che non competono alla funzione del Collegio sindacale od alle proposte dagli stessi avanzati. Leventuale mancanza del documento del Collegio sindacale inficia la procedura determinando un vizio di incompletezza informativa che potrebbe essere tale da rendere nulla leventuale deliberazione, anche alla luce del rigoroso principio che ha trovato affermazione nella pi volte citata sentenza della Cassazione n. 8221/2007, e che pone al centro la tutela dellinteresse dei soci e dei terzi alla conoscenza puntuale e reale della situazione patrimoniale della societ.

57

In giurisprudenza, gi Trib. Milano 19/5/1983.

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La riduzione del capitale sociale per perdite nelle societ per azioni ex artt. 2446 e 2447 c.c.

Proprio alla luce di questa recente giurisprudenza e di quanto si detto in precedenza in merito al grado di aggiornamento della situazione patrimoniale, si dellopinione che il Collegio sindacale potr esporre nelle proprie osservazioni una valutazione circa lidoneit della situazione patrimoniale a rappresentare la reale condizione della societ; a tale scopo, il Collegio dovr domandare agli amministratori che luso di situazioni patrimoniali datate come nella consuetudine avviene con i bilanci desercizio trovi unadeguata copertura attraverso il documento informativo supplementare di cui si detto, attestante la conservata attualit, anche alla data dellassemblea, dei dati contabili in essa contenuti. Tale informativa potr trovare collocazione nella relazione degli amministratori ex artt. 2446 e 2447, c.c., cos come, in caso di bilancio desercizio, in un apposito paragrafo inserito nella Relazione sulla gestione.

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ORIENTAMENTI DEL NOTARIATO SULLA RIDUZIONE DEL CAPITALE SOCIALE PER PERDITE
a cura di Fabio Landuzzi Il Notariato del Triveneto intervenuto anche su alcuni aspetti procedurali delloperazione di riduzione del capitale sociale eroso da perdite desercizio, situazione i cui riferimenti normativi sono contenuti negli artt. 2446 e 2447, c.c., per le Societ per Azioni, e negli artt. 2482-bis e 2482-ter, c.c., per le Societ a Responsabilit Limitata. Di seguito, si espone un breve commento delle Massime emanate sul tema in oggetto.

1.

La Relazione degli Amministratori sulle perdite ex artt. 2446 e 2447, c.c. (Massime H.G.26 e I.G.38)

Nella Massima H.G.26 del 2008 il Notariato del Triveneto affronta il tema della Relazione sulla situazione patrimoniale alla cui predisposizione sono tenuti gli amministratori della societ, ai sensi del co. 1 dellart. 2446, c.c., al verificarsi di una perdita che diminuisce il capitale di oltre un terzo. Il Notariato, avallando la tesi che era peraltro gi sostenuta dalla dottrina prevalente, chiarisce una volta per tutte che bench questo obbligo incombente sugli amministratori non sia richiamato nella fattispecie ben pi grave dellart. 2447, c.c. (in cui la perdita, oltre ad essere di importo superiore ad un terzo del capitale, lo riduce anche al di sotto del minimo legale), esso debba intendersi assolutamente applicabile anche in questa situazione; cos, anche nellipotesi di cui allart. 2447, c.c., gli amministratori saranno tenuti a sottoporre allassemblea dei soci una Relazione sulla situazione patrimoniale della Societ. Si rammenta nelloccasione che, in altra Massima del 200458, a proposito di societ a responsabilit limitata, il Notariato del Triveneto aveva chiarito che ammesso derogare nello statuto societario alla previsione del termine di otto giorni anteriori alla data dellassemblea per il deposito della Relazione nella sede sociale, sino anche a consentire che lo statuto possa esentare gli amministratori dal depositare la Relazione stessa; tuttavia, anche in quella sede, il Notariato aveva osservato come lautonomia statutaria non possa comunque mai spingersi sino a sollevare gli amministratori dallobbligo di presentare allassemblea la documentazione (Situazione patrimoniale e Relazione), potendosi infatti ammettere una deroga sul termine e sul deposito preventivo dei documenti, mentre non essendo ammissibile lesclusione in toto dalla presentazione in assemblea dei documenti. A questo proposito, la Massima n. I.G.38 ritorna sullargomento precisando che il deposito preventivo dei documenti, e delle osservazioni del Collegio sindacale, rappresenta una disposizione prevista a tutela esclusiva dei soci; di conseguenza, quando consti una deroga statutaria allobbligo del preventivo deposito dei documenti, bench gli stessi siano stati poi regolarmente presentati allassemblea, si pu ovviare alla loro allegazione al verbale dellassemblea dei soci. La Massima H.G.26 affronta poi un ulteriore tema di rilevante interesse pratico in quanto tratta della modalit di formazione della Situazione patrimoniale da presentare allassemblea dei soci. Ci si domanda infatti se tale Situazione dei conti debba essere composta da uno stato patrimoniale, da un conto economico e da una nota illustrativa. Ebbene, secondo lautorevole opinione del Notariato, nel silenzio della legge, sarebbe preferibile adottare una soluzione ispirata al principio sostanziale in
58

Massima n. I.G.7.

112

Orientamenti del notariato sulla riduzione del capitale sociale per perdite

virt del quale la documentazione sottoposta allassemblea dei soci dovrebbe essere tale da garantire una sufficiente informazione dei soci. Di conseguenza, secondo lopinione del Notariato, dovrebbe essere data massima priorit al richiamo normativo della tempestivit della convocazione dellassemblea rispetto allistante in cui la perdita emersa (il pensiero va alla locuzione senza indugio, riferita al termine di tempo entro cui gli amministratori dovranno convocare i soci una volta constatato il verificarsi della condizione ex art. 2446 o 2447, c.c.); per questo, la Massima in commento si esprime nel senso di ritenere sufficiente anche il solo stato patrimoniale se

accompagnato da una relazione sulla perdita che supplisca comunque alla carenza di informazioni nascente dalla mancata redazione del conto economico e della nota illustrativa.
Non pu non osservarsi come questa posizione del Notariato rappresenti una rilevante apertura rispetto alla posizione assai pi rigida che aveva sinora contraddistinto sia la prassi amministrativa (i Principi contabili) che anche la giurisprudenza prevalente59. Infatti, nel Documento OIC 30 viene previsto che il documento da sottoporre allassemblea ai sensi dellart. 2446 (e 2447, c.c.) dovrebbe essere composto sia dallo stato patrimoniale che dal conto economico. Anche la giurisprudenza di Cassazione60 aveva avuto modo di affermare che il documento deve essere redatto con criteri sostanzialmente uguali a quelli prescritti per il bilancio desercizio, in quanto il documento che viene sottoposto allassemblea deve esporre la situazione patrimoniale della societ con i medesimi obblighi di chiarezza e precisione di cui agli artt. 2423 e ss., c.c.61. In merito alla inclusione o meno della Nota integrativa, il Documento OIC 30 ritiene che la sua redazione, o comunque linclusione nel documento delle informazioni richieste dallart. 2427, c.c., sia in ogni caso raccomandabile per una migliore comprensione della situazione patrimoniale della societ. Anche in dottrina prevale lopinione secondo cui questa Situazione patrimoniale debba preferibilmente comprendere la Nota integrativa o comunque un documento equipollente62.

2.

Utilizzo del bilancio desercizio in luogo della situazione patrimoniale ex art. 2446, c.c. (Massima H.G.27)

In questa Massima il Notariato del Triveneto affronta il tema della surrogabilit della Situazione patrimoniale della societ prevista dallart. 2446, c.c. (ed estesa, come abbiamo visto, anche alla fattispecie ricorrente nel caso dellart. 2447, c.c.), con il bilancio annuale desercizio. Il Notariato afferma al riguardo che eccezionalmente possibile utilizzare ai fini dellart. 2446, c.c., quale situazione patrimoniale lultimo bilancio desercizio, chiuso da non oltre 180 gg.. Viene inoltre precisato che, in questa evenienza, qualora la Relazione sulla gestione che accompagna il bilancio desercizio illustri la causa della crisi e si soffermi sulle previsioni dei risultati economici dellesercizio in corso e del successivo, in modo da fornire allassemblea, alloccorrenza, i necessari elementi di

Per una pi completa trattazione, si veda F. Landuzzi La riduzione del capitale per perdite nelle societ per azioni: la situazione patrimoniale ex art. 2446 e 2447, c.c., in Bilancio Vigilanza e Controlli, n. 7/2007. 60 Si veda: Cassazione n. 5740 del 23/3/2004 secondo cui tale documento da considerare alla stregua di un vero e proprio bilancio straordinario redatto secondo i criteri legali dettati per il bilancio desercizio. 61 In dottrina: L. Ntuk, commento a Cassaz. n. 5740/2004, in Le Societ n. 12/2004. 62 Si veda: A. Giletta, Questioni a margine dei provvedimenti ai sensi dellart. 2447 c.c., in Le Societ, n. 4/2003. In giurisprudenza: Trib. Napoli 5/5/2004; Trib. Roma 17/2/2000; Trib. Bologna 4/5/1998.

59

113

giudizio, potr anche omettersi la predisposizione della Relazione sulla perdita che sarebbe altrimenti richiesta a norma di legge. Per la verit, su questo tema il Notariato del Triveneto si era gi espresso in una precedente Massima63 in cui era gi stato affermato che, ai fini della procedura ex artt. 2446 e 2447, c.c., pu essere utilizzato anche il bilancio desercizio annuale, quando lassemblea chiamata ad assumere le necessarie decisioni sia la medesima convocata per lapprovazione del bilancio oppure si tratti di unadunanza a questa immediatamente successiva. Tuttavia, in questo caso era stato osservato che occorre unaccortezza in merito al supplemento di informativa ed allaggiornamento che deve essere prodotto da parte degli amministratori, quando fra la data di chiusura dellesercizio e quella dellassemblea sono decorsi pi di 120 giorni; inoltre, qualora siano trascorsi pi di 180 giorni, il bilancio desercizio non pu pi trovare applicazione e dovr essere predisposta unapposita Situazione patrimoniale che abbia come riferimento una data pi recente. Con riferimento al livello di aggiornamento che deve caratterizzare la Situazione patrimoniale (o il bilancio desercizio) presentata allassemblea, opportuno ricordare anche la recente pronuncia della Corte di Cassazione64 n. 8221/2007 la quale sottolinea lesigenza che lassemblea dei soci sia dettagliatamente ed adeguatamente informata sulla reale situazione patrimoniale della societ; a tale fine, la Situazione patrimoniale presentata dagli amministratori alla stessa assemblea deve essere il pi possibile aggiornata. Considerata la mancanza della fissazione di un termine esplicito da parte del Legislatore, a parere della Cassazione, il grado di aggiornamento va valutato, alla luce di detta ratio, in relazione a ciascun caso concreto in virt di un apprezzamento riservato al giudice di merito. La Cassazione riconosce cos che la situazione patrimoniale potr essere anche sostituita dallultimo bilancio desercizio purch questo sia riferibile ad una data recente nel senso sopra indicato rispetto a

quella dellassemblea, sempre che medio tempore non siano sopravvenuti fatti significativi.

3.

Abbattimento del capitale per perdite e ricostituzione a maggioranza (Massima I.G.37)

In questa Massima il Notariato del Triveneto affronta il tema, riferito al caso della Societ a responsabilit limitata, della deliberazione di riduzione del capitale e della sua ricostituzione avvenuta mediante deliberazione assunta a maggioranza e con sottoscrizione del nuovo capitale ricostituito solo ad opera di alcuni dei soci precedenti. Infatti, molto si discute della legittimit di tale operazione rispetto alla portata della disposizione contenuta nellart. 2482-quater, c.c., secondo cui in tutti i casi di riduzione del capitale per perdite esclusa ogni modificazione delle quote di partecipazione e dei diritti dei soci. Ebbene, secondo lorientamento del Notariato del Triveneto, una simile operazione in cui labbattimento del capitale sociale e la sua ricostituzione siano adottate a maggioranza e, quindi in presenza di soci dissenzienti o astenuti, ha piena legittimit in quanto la ratio della disposizione contenuta allart. 2482-quater, c.c., sarebbe quella di tutelare il socio contro le alterazioni proporzionali scaturenti dalla riduzione del capitale, e non gi dal successivo aumento dello stesso.

63 64

Massima n. H.G.6 del 2004. Sentenza n. 8221 del 2 aprile 2007, Cassazione civile sez. I.

114

Orientamenti del notariato sulla riduzione del capitale sociale per perdite

Quindi, se la riduzione del capitale eseguita in modo proporzionale alle partecipazioni possedute dai soci65, e cos pure lofferta in sottoscrizione del nuovo capitale avviene nel rispetto dei diritti dei soci sia in termini quantitativi che temporali -, la eventuale rinuncia del socio alla sottoscrizione della quota di nuovo capitale a lui spettante, produrr inevitabilmente una compressione della sua partecipazione; ma ci non pu di per s inficiare la legittimit delloperazione, essendo nella libera discrezione del socio partecipare o meno alla sottoscrizione del nuovo capitale, tanto da subire leffetto di una riduzione della sua partecipazione fino anche alla sua esclusione dalla societ nel caso in cui egli dovesse astenersi dal sottoscrivere il nuovo capitale. In sostanza, la Massima in commento conferma lorientamento secondo cui i soci dissenzienti troverebbero la loro tutela nel riconoscimento del loro diritto a partecipare alla ricapitalizzazione della societ, cos che leventuale perdita della qualifica di socio deriverebbe da una loro libera scelta e non da una decisione arbitraria della maggioranza. Naturalmente, sempre nel presupposto che la fattispecie non presenti tratti di abuso di maggioranza tali da inficiare per altra ragione la liceit delloperazione nella sua interezza. Al riguardo, si rammenta che la delibera dovr opportunamente contenere lindicazione di un termine di tempo massimo entro cui i soci dovranno eseguire laumento del capitale; inoltre consigliabile che la delibera disponga la non scindibilit dellaumento del capitale sino alla misura necessaria alla copertura delle perdite, ed anche la subordinazione dellintera operazione di copertura delle perdite alla esecuzione dellaumento deliberato.

65 A questo proposito, la Massima n. I.G.24 del 2004 del Notariato del Triveneto ammette la legittimit di una riduzione del capitale sociale anche non proporzionale alle partecipazioni, a condizione che sia assunta con il consenso unanime di tutti i soci. Ci in quanto si ritiene che il disposto dellart. 2482-quater, c.c., si applichi solo alle deliberazioni assunte a maggioranza.

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LE PERDITE DIMPRESA DOPO I CHIARIMENTI DELLAGENZIA DELLE ENTRATE


a cura di Guido Berardo

1.

Premessa

Larticolo 23, comma 9 del D.L. 98/11, convertito dalla Legge 111/11, mediante la modifica dellart. 84 Tuir, ha introdotto rilevanti modifiche al regime fiscale delle perdite dimpresa in ambito IRES. Cui con il presente intervento si commenta la disciplina alla luce della circolare interpretativa dellAgenzia delle Entrate, posto che questultima, con riferimento al trattamento delle perdite vecchie, ha adottato una soluzione interpretativa diversa da quella che ci si aspettava. In estrema sintesi, a seguito dellintervenuta modifica normativa, le societ di capitali (esclusi gli enti non commerciali che esercitano attivit dimpresa di cui alla lett. c) dellart. 73 Tuir) possono riportare in avanti la perdita fiscale senza alcun limite temporale ma la compensazione con il reddito limitata al solo 80% del medesimo e tale regola vale sia per le perdite vecchie sia per le perdite nuove.

2.

La nuova disciplina

Prima di affrontare i chiarimenti forniti dallAgenzia delle Entrate, si ritiene opportuno riepilogare la disciplina relativa alle perdite dimpresa. Larticolo 23, comma 9 del D.L. 98/11, convertito dalla Legge 111/11, modifica la disciplina del riporto delle perdite cos come formulata dallarticolo 84 del Tuir. I commi riformulati sono il primo ed il secondo, sicch la disposizione del comma 3, che tratta la delicata tematica del riporto delle perdite in presenza di cessione di pacchetti di maggioranza delle partecipazioni nelle societ che hanno generato la perdita riportabile, non modificata. La regola vigente fino al periodo dimposta 2010 riassumibile come segue: 1) 2) 1) 2) La perdita riportabile a nuovo ma con un vincolo temporale quinquennale La compensazione della perdita avviene fino a capienza del reddito degli esercizi successivi La perdita riportabile a nuovo illimitatamente nel tempo La compensazione avviene fino a capienza dell80% del reddito prodotto negli esercizi successivi.

Le nuove regole introducono questi due nuovi principi:

Resta ferma la disciplina delle perdite generate nei primi tre periodi dimposta (a condizione che le stesse si riferiscano a una nuova attivit produttiva) che sono riportabili a nuovo senza vincoli temporali e compensabili con il 100% del reddito degli esercizi successivi. Si propongono due esempi per far comprendere le regole pratiche di applicazione della nuova disposizione: CASO 1 CASO 2

La societ ALFA SRL ha una perdita generata nel 2010 pari 100.000 e un reddito imponibile nel 2011 di 200.000. Compensazione: 200.000 x 80% = 160.000, quindi lintera perdita viene compensata poich l80% del reddito superiore alla perdita. La societ ALFA SRL ha una perdita generata nel 2010 pari 100.000 e un reddito imponibile nel 2011 di 110.000. Compensazione: 110.000 x 80% = 88.000, quindi la perdita viene compensata in parte fino a capienza dell80% del reddito che dato inferiore allammontare della perdita.

116

Le perdite dimpresa dopo i chiarimenti dellagenzia delle entrate

3.

La Circolare n. 53 del 6 dicembre 2011 dellAgenzia delle Entrate

Il punto critico della nuova disciplina era comprendere lesatta decorrenza delle nuove disposizioni, intesa nel senso di stabilire come le vecchie perdite fiscali, cio quelle conseguite fino al 31.12.2010 (per i soggetti con periodo coincidente con lanno solare) dovessero essere trattate alla luce delle nuove norme. Il cuore del problema era capire quale sarebbe stata la lettura della norma da parte dellAgenzia delle Entrate posto che le possibili chiavi di lettura erano tre, e precisamente: 1) Interpretazione derivata dalla relazione tecnica. La Relazione Tecnica afferma testualmente. In mancanza di una norma relativa al transitorio, le perdite pregresse maturate nei

periodi di imposta precedenti a quello in corso mantengono il trattamento fiscale secondo la normativa originaria per quanto riguarda i cinque esercizi di utilizzabilit.
Il passaggio citato presenta una certa ambiguit poich se da una parte afferma che fino al 2010 restano in vigore le vecchie regole, dallaltra cita di tali vecchie regole solo il vincolo temporale e non la compensazione al 100%. Da qui la tesi sostenuta da parte dei commentatori secondo cui le perdite maturate nei periodi dimposta chiusi entro il 5 luglio 2011 sono riportabili a nuovo con il limite del quinquennio successivo, ma il riporto dovrebbe gi avvenire nel tetto dell80% del reddito. Si ritiene di non condividere questa tesi poich essa palesemente irragionevole. Non si vede per quale motivo le perdite non utilizzate dovrebbero subire sia leffetto negativo (riporto quinquennale) delle vecchie disposizioni, sia quello delle nuove (compensazione limitata all80%). Il mix di due elementi tratti rispettivamente dal vecchio e dal nuovo articolo 84 del Tuir sarebbe oltremodo penalizzante e privo di ogni legittimazione giuridica. 2) Interpretazione che mira alla semplificazione. Secondo questa tesi le perdite non utilizzate in compensazione del reddito alla data del 6 luglio 2011 subiranno per intero la nuova disciplina, il che comporta che si avr una sola disciplina di perdite a partire da Unico 2012: riporto illimitato e compensazione all80%. Tale tesi, vedremo tra poco, quella che stata fatta propria dallAgenzia delle Entrate con la circolare n. 53/2011. 3) Interpretazione tratta dalla relazione daccompagnamento. La Relazione

dAccompagnamento chiarisce con sufficiente univocit che lapplicazione delle vecchie regole comprende tutte le vecchie regole e quindi anche la compensazione totale. Essa afferma letteralmente: In assenza di un regime transitorio, il riporto delle perdite maturate prima dellentrata

in vigore della modifica normativa deve avvenire secondo le disposizioni dellarticolo 84 ante modifica.
Dalla citata Relazione emerge senza alcun dubbio lintenzione del legislatore di creare un rigido spartiacque temporale che sicuramente era meglio codificare con una norma. Sta di fatto che ai fini della decorrenza la situazione sarebbe dovuta essere la seguente: 1) 2) Per le societ con esercizio coincidente con lanno solare le perdite maturate fino al 2010 dovrebbero essere disciplinate dalla vecchia normativa dellarticolo 84 del Tuir Per le societ con esercizio a cavallo, le perdite maturate in periodi dimposta conclusi entro il 5 luglio 2011 dovrebbero essere disciplinate dalla vecchia normativa dellarticolo 84 del Tuir

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Si pensava che questultima fosse la tesi pi condivisibile in materia di decorrenza, ritenendo quasi scontata la conferma ufficiale da parte dellAgenzia delle Entrate in quanto la Relazione di accompagnamento assimilabile ad una sorta di interpretazione autentica della volont del Legislatore, ma cos non stato. Infatti lAgenzia delle Entrate, con la circolare 6 dicembre 2011, n. 53/E, par. 1.7, ha fornito la propria interpretazione in ordine alla decorrenza delle nuove disposizioni relative al trattamento delle perdite dimpresa e, contrariamente a quanto ci si aspettava, ha ritenuto di fare propria la tesi interpretativa n. 2), per cui tutte le perdite maturate in periodi di imposta anteriori a quello di entrata in vigore delle disposizioni in commento non utilizzate in compensazione del reddito alla data del 6 luglio 2011 subiranno per intero la nuova disciplina, con la conseguenza che si avr una sola disciplina delle perdite dei soggetti IRES a partire da Unico 2012: riporto illimitato e compensazione nel limite dell80% del reddito. LAgenzia motiva la propria interpretazione adducendo il fatto che Tale soluzione risponde a ragioni di

ordine logico-sistematico e appare coerente con le finalit dellintervento normativo finalizzato a semplificare il sistema evitando la gestione di un doppio binario in relazione alle perdite maturate in vigenza dellarticolo 84 ante e post modifica.
Si ritiene accettabile linterpretazione proposta dallAgenzia in quanto effettivamente introduce una semplificazione nella gestione delle perdite, pur ritenendo la stessa sotto il profilo giuridico eccessivamente semplicistica e poco convincente; si ritiene comunque utile adeguarvisi al fine di evitare di incappare in un contenzioso certo poich sicuramente gi da UNICO 2012 verr predisposto dallAgenzia delle Entrate un software che, in sede di liquidazione automatizzata della dichiarazione, rilever i comportamenti difformi e far scattare il recupero della eventuale base imponibile (pari al 20% del reddito compensato con la perdita vecchia riportata) non assoggettata a tassazione. Inoltre, occorre considerare che a fronte di una tassazione minima del 20% del reddito prodotto negli anni successivi, non si corre pi il rischio di vedersi prescrivere una perdita perch non utilizzata nel corso del quinquennio. Sotto questultimo profilo, opportunamente, lAgenzia evidenzia che le perdite interessate dalla modifica in commento sono quelle realizzate dallesercizio 2006 in avanti (per contribuenti con periodo dimposta coincidente con lanno solare); risultano pertanto escluse le perdite relative al periodo dimposta 2005, non pi riportabili per decorso del limite temporale quinquennale previsto dalla previgente disciplina. LAssonime, con la circolare n. 33 del 22.12.2011, par. 3, condivide linterpretazione data dallAgenzia delle Entrate e ritiene che appare necessario valutare nel loro insieme le modifiche apportate allart.

84 del TUIR per comprendere se effettivamente esse abbiano introdotto o meno una disciplina maggiormente onerosa per i contribuenti; conclude infatti Assonime sostenendo che il nuovo articolo
84 sembra attribuire alla nuova disciplina di riporto delle perdite un contenuto complessivamente pi

favorevole del regime precedente, se si considera che la limitata compensabilit incide negativamente solo sotto il profilo finanziario, mentre il limite quinquennale produceva lestinzione definitiva del diritto a compensare le perdite.

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Le perdite dimpresa dopo i chiarimenti dellagenzia delle entrate

Si ritiene che il nuovo scenario introdotto dallarticolo 23 della D.L. 98/11 in materia di riporto a nuovo delle perdite dimpresa si presenti di semplice attuazione se si di fronte alla gestione di una singola societ, ma diviene certamente pi complesso in presenza di gruppi societari o nei casi di operazioni straordinarie. Inoltre va ricordato che la norma del Tuir modificata, cio larticolo 84 commi 1 e 2, stata utilizzata in alcuni altri comparti normativi, per cui vi un effetto di trascinamento delle novit anche in quei comparti in cui lo stesso articolo 84 spiega efficacia. Data per assodata la decorrenza del nuovo regime cos come sopra delineata dallAgenzia delle Entrate, nei prossimi anni avremo un doppio binario per la gestione del riporto delle perdite, se si considera anche la fattispecie delle perdite generate nei primi tre periodi dimposta: 1) 2) Perdite vecchie e perdite nuove > riporto a nuovo senza limiti di tempo e compensazione con l80% del reddito Perdite dei primi tre esercizi dalla costituzione > riporto a nuovo senza limiti di tempo e compensazione al 100% del reddito LAgenzia delle Entrate, pur non avendo affrontato largomento la circolare n. 53/2011, nel corso di Telefisco 2012 ha fornito una risposta che conferma che la scelta di quale perdita utilizzare per prima rimessa al contribuente il quale, pertanto, agir secondo convenienza, cio utilizzando prima le perdite relative ai primi tre esercizi, che consentono la compensazione al 100% del reddito (lasciando le perdite compensabili all80% del reddito in coda, tanto ormai sono tutte illimitatamente riportabili). Precisamente lAgenzia ha affermato che lart. 84 non stabilisce alcun ordine di priorit nellutilizzo

qualora il contribuente disponga di perdite pregresse in parte riferibili ai primi tre periodi dimposta in parte ai successivi. In assenza di regole al riguardo, si ritiene che il contribuente abbia la facolt (e non lobbligo) di utilizzare prioritariamente le perdite relativi ai primi tre periodi dimposta potendo, in alternativa, scegliere di impiegare dapprima quelle maturate negli esercizi successivi..
Il tema stato affrontato anche da Assonime al par. 5 della circolare 33/2011: la stessa Associazione perviene alle medesime conclusioni sopra illustrate ed auspica una conferma da parte dellAgenzia delle Entrate, conferma che arrivata con la risposta fornita in occasione di Telefisco. La risposta fornita a Telefisco chiarisce anche come ci si deve comportare per eseguire i calcoli correttamente nel caso in cui vi siano entrambe le tipologie di perdite. In modo particolare, stato chiarito che, in presenza di una compensazione sia di perdite relative ai primi tre esercizi dalla costituzione sia di perdite nuovo corso (cio vecchie e nuove maturate dal quarto periodo dimposta), il calcolo dell80% va eseguito prima di aver compiuto la prima compensazione. LAgenzia ha infatti ulteriormente precisato che, a prescindere dalla scelta operata, ai fini del calcolo del limite forfetario dell80%, poich lart. 84 fa esplicito riferimento al reddito imponibile, il predetto limite va calcolato sul reddito al lordo e non al netto delle perdite relative ai primi tre periodi dimposta. Vediamo qualche esempio.

119

CASO 1

Societ ALFA SRL presenta una perdita generata nel 2010 (terzo periodo dimposta dalla costituzione) pari a 50.000 ed una perdita generata nel 2011 pari a 30.000. Nel 2012 presenta un reddito pari a 50.000. Nel 2012 eseguir la compensazione dellintera perdita del 2010 per 50.000 riportando a nuovo quella generata nel 2011.

CASO 2

Societ ALFA SRL presenta una perdita generata nel 2010 pari a 50.000 (terzo periodo dimposta dalla costituzione) ed una perdita generata nel 2011 pari a 50.000. Nel 2012 presenta un reddito pari a 100.000. Nel 2012 eseguir la compensazione dellintera perdita del 2010 per 50.000 ma occorre determinare il calcolo corretto dell80% del reddito per lulteriore compensazione. Al riguardo, stato chiarito che l80% si calcola sul reddito ante compensazione, quindi 80.000, il che significa che la perdita 2011 interamente compensabile (come ha ricordato lAgenzia delle Entrate, le perdite devono essere complessivamente utilizzate fino a concorrenza del reddito imponibile) e cos anche quella 2010, per cui limponibile 2012 sar zero.

4.

Ambito Soggettivo

La circolare n. 53/2011, par. 1.1, conferma che il nuovo regime, interessandosi solo dellarticolo 84 del Tuir, riguarda solo le perdite prodotte da soggetti Ires, mentre quelle prodotte da soggetti Irpef seguono le vecchie e cio: 1) 2) Per le perdite dimpresa generate da soggetti in contabilit ordinaria il riporto a nuovo avviene entro un quinquennio e per lintera capienza dei redditi dimpresa del singolo socio Per le perdite dimpresa generate da soggetti in contabilit semplificata il riporto a nuovo vietato, ma la compensazione eseguibile con tutti i redditi prodotti nello stesso esercizio di genesi della perdita Precisa la circolare 53/2011 che sono interessati tutti i soggetti Ires contemplati nellart. 73 Tuir, salvo gli enti non commerciali che esercitano attivit dimpresa, di cui alla lett. c) del menzionato art. 73. Come gi ricordato, va osservato che rispetto allassunto secondo cui il nuovo riporto delle perdite si applica solo ai soggetti Ires, le cose si complicano quando i regime Irpef e Ires si intrecciano tra loro. I chiarimenti forniti dalla circolare 53/2011 non hanno riguardato lipotesi della perdita generata da una societ di persone nella cui compagine societaria vi sono societ di capitali, ma tale tema stato affrontato da Assonime al par. 4.3 della circolare 23/2011, per cui, per completezza, lo si ripropone. La perdita fiscalmente conseguita dalla societ di persone ed imputata per trasparenza al socio societ di capitali. Limputazione per trasparenza comporterebbe linserimento del dato positivo o negativo nel reddito dimpresa della societ partecipante, ma nel caso specifico occorre applicare la particolare disposizione di cui allarticolo 101 comma 6 del Tuir. Secondo tale disposizione la perdita va per cos dire isolata e sospesa, nel senso che potr essere utilizzata solo per abbattere redditi di partecipazioni prodotti in futuro dalla societ che ha conseguito la perdita. Il riporto a nuovo inoltre limitato al quinquennio successivo, decorso il quale non sar pi possibile per il socio societ di capitali ottenere il vantaggio della riduzione dellimponibile.

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Le perdite dimpresa dopo i chiarimenti dellagenzia delle entrate

Questa norma ha un fine specifico che va direttamente ricollegato alla disciplina della limitata deduzione degli interessi passivi in capo alle societ di capitali di cui allarticolo 96 del Tuir. La manovra elusiva che la norma intende contrastare quella ipotizzabile dalla societ di capitali che non pu dedurre la quota di interessi passivi eccedente la soglia del 30% del ROL . Se gli interessi vengono trasferiti alla societ di persone controllata, questultima genera, per effetto dei costi derivanti dagli oneri finanziari, una perdita che non presenta i vincoli dellarticolo 96 del Tuir. Poi essa viene beneficiata per trasparenza dal socio societ di capitali, che cosi operando eluderebbe le limitazione introdotte nellordinamento dalla L. 244/2007. Per impedire tale disegno larticolo 101 comma 6 del Tuir dispone che queste perdite possano essere utilizzate solo in diminuzione del reddito che la stessa societ di persone eventualmente produrr in esercizi successivi. Assonime ritiene che la nuova disciplina non modifica in nulla queste regole che, dunque, continuano

ad applicarsi nel senso che le perdite attribuite dalle societ di persone a soci IRES sono compensabili esclusivamente con i redditi prodotti dalla medesima societ nel successivo quinquennio e, tuttavia, per lintero importo che trova in essi capienza..

5.

Perdite e regime di trasparenza

LAgenzia ha affrontato il tema delle perdite in caso di regime di trasparenza delle societ di capitali di cui agli articoli 115 e 116 del Tuir ai parr. 1.4 e 1.5 della circolare n. 53/2011 ma,prevalentemente, si occupata dei riflessi della modifica in capo ai soci, distinguendo tra le perdite maturate ante e post trasparenza. Su tali casistiche la circolare fornisce anche dei validi esempi numerici, cui si rimanda. La circolare, per, non chiarisce quale sia il corretto trattamento della perdita eccedente il patrimonio netto di riferimento, che non pu essere attribuita ai soci. Sul punto, per, intervenuta Assonime con la circolare 33/2011, par. 4.2. Le societ di capitali che optano per la tassazione con il regime della trasparenza, imputano la perdita generata nel periodo dimposta ai soci in base alla percentuale di partecipazione al capitale sociale. Tuttavia larticolo 115 del Tuir stabilisce un ulteriore vincolo e cio un tetto alla perdita imputabile, che non pu superare il limite della quota di patrimonio netto detenuto nella societ partecipata. La parte di perdita che eccede detto limite non pu essere imputata al socio ma viene riportata a nuovo dalla societ partecipata applicandosi le regole di cui allarticolo 84 del Tuir. In questo contesto chiaro che la perdita imputabile al socio venga da questi utilizzata per abbattere propri redditi dimpresa in forza dellarticolo 8 comma 3 del Tuir, e quindi a questo livello le modifiche introdotte dalla Manovra Estiva sono irrilevanti.66 La perdita infatti verr utilizzata per abbattere altri redditi dimpresa del socio e in assenza di detti redditi sar riportabile a nuovo per un quinquennio. Tale assunto stato confermato dalla circolare 53/2011 dellAgenzia delle Entrate. Al contrario le modifiche della Manovra sono rilevanti nellaltro passaggio, cio per la quota di perdita che resta ancorata alla societ poich eccedente il valore della quota di patrimonio netto di riferimento. Al riguardo la Circ. 49/2004, par. 2.10.3 ha affermato che tale quota di perdita eccedente

non potr mai essere imputata ai soci, e il D.M. 23.4.2004, articolo 7, comma 2 richiama
66 Si ricorda che per effetto delle modifiche introdotte dal D.L. 223/06, le perdite del socio anteriori allopzione per la trasparenza non possono essere utilizzate per abbattere redditi imputati per trasparenza dalla societa di capitali, ma solo per ridurre il reddito proprio del socio.

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espressamente larticolo 84 del Tuir. Da ci deriva che questa perdita verr riportata a nuovo per abbattere il reddito della societ partecipata, e qui si avr limpatto delle modifiche, nel senso che sia le perdite vecchie ancora non utilizzate sia le perdite generate dal 2011 hanno potuto abbattere nel 2012 solo l80% del reddito prodotto dalla societ trasparente: il restante 20% dovr essere imputato ai soci e generer un prelievo fiscale Ires o Irpef a seconda della qualifica del socio. In compenso viene meno il vincolo temporale quinquennale anche per le perdite pregresse ancora non prescritte, per cui la perdita non utilizzata per abbattere il reddito potr essere riportata a nuovo dalla societ trasparente senza il blocco del quinto anno successivo. Quanto sopra stato condiviso da Assonime che nella circolare 33/2011 ha affermato che le perdite non attribuite ai soci per trasparenza in quanto eccedenti la quota di patrimonio netto di riferimento

potranno essere utilizzate solo dalla medesima societ trasparente e, in questo contesto, trattandosi di una societ di capitali, saranno sottoposte alla medesima disciplina prevista per tali societ dallarticolo 84 del TUIR.

6.

Il nuovo regime del riporto delle perdite ed il consolidato domestico

LAgenzia ha affrontato il tema delle perdite in caso di consolidato domestico al par. 1.6 della circolare n. 53/2011. La circolare fornisce anche dei validi esempi numerici, cui si rimanda. Assonime, che ha affrontato il tema al par. 4.1 della circolare 33/2011, ha condiviso le conclusioni cui pervenuta lAgenzia delle Entrate. La nuova disciplina del riporto delle perdite impatta con il regime del consolidato domestico a due livelli: in primo luogo per le perdite della societ consolidata pregresse rispetto allingresso nella fiscal

unit, in secondo luogo per la perdita vera e propria da consolidato.


Per quanto attiene al primo livello noto che la perdita generata prima dellingresso nella fiscal unit non pu essere trasferita al consolidato ma deve essere utilizzata esclusivamente dalla societ che lha generata applicando le regole dellarticolo 84 del Tuir (cfr Circ. 53/04, par.4.2.2.1). Alla luce della decorrenza delle nuove disposizioni cos come ritenuto dalla circolare 53/2011, non occorrer pi distinguere le perdite generate prima del 2011 dalle altre poich in entrambe le ipotesi il riporto avviene senza limiti di tempo ma le stesse saranno utilizzabili nel limite dell80% del reddito. Poich la circolare 53/2011 impone di trattare le perdite vecchie (generate fino al 2010) al pari di quelle nuove, non si verificher pi il caso della consolidata che potrebbe non trasferire alcun reddito alla

fiscal unit se la perdita vecchia a riporto superiore rispetto al reddito imponibile. Infatti, dora in
avanti, la consolidata invier sempre alla fiscal unit un reddito pari al 20% del reddito imponibile, dopo aver compensato l80% del medesimo con la perdita riportata (sia perdite vecchie sia nuove, cio generate dal 2011). Per quanto attiene al secondo livello, cio la perdita del consolidato , va ricordato che essa si forma con il trasferimento delle perdite generate dalle societ a partire da quando esse sono entrate nel perimetro della fiscal unit. La disciplina di questa perdita regolata espressamente dallarticolo 84 del Tuir, cos come esplicitato dallarticolo 9 comma 2 del D.M. 9.6.2004. Alla luce della decorrenza delle nuove disposizioni cos come ritenuto dalla circolare 53/2011, non occorrer pi distinguere le perdite

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Le perdite dimpresa dopo i chiarimenti dellagenzia delle entrate

generate prima del 2011 dalle altre poich in entrambe le ipotesi il riporto avviene senza limiti di tempo ma le stesse saranno utilizzabili nel limite dell80% del reddito. Poich la circolare 53/2011 impone di trattare le perdite vecchie (generate fino al 2010) al pari di quelle nuove, cambieranno gli scenari. In pratica la perdita del consolidato non utilizzata nel 2010 non potr essere riportata a nuovo per un quinquennio per compensare lintero reddito consolidato prodotto dal 2011 in poi ma, al pari della perdita del consolidato generata nel 2011, il riporto a nuovo avverr senza limiti di tempo potendo compensare il reddito consolidato solo nel limite dell80% del medesimo; quindi leffetto pratico sar quello di avere sempre una base imponibile minima pari al 20% del reddito del consolidato.

7.

Lintreccio tra i due regimi: la trasformazione regressiva

LAgenzia elle Entrate non affronta il tema. Il tema stato invece affrontato da Assonime al par. 4.4 della circolare 33/2011. Nel caso di trasformazione regressiva, poniamo, da SRL a SNC la perdita generata dalla societ di capitali viene riportata a nuovo e si trasferisce nellambito della societ di persone risultante dalla trasformazione. Questa particolare disciplina di trasferimento delle perdite dallambito Ires a quello Irpef stata affermata dallAgenzia delle Entrate dalla Ris. 60/2005, secondo cui la perdita viene assunta dalla societ di persone ma non pu mai essere imputata ai soci. In pratica la perdita pu essere utilizzata dalla trasformata societ di persone fino ad azzerare il reddito , ma non pu essere assegnata ai soci affinch essi la utilizzino per compensare altri redditi dimpresa. Il fatto che la perdita resti nella societ trasformata rende necessario capire se essa conserva la disciplina della sua genesi (riporto illimitato e compensazione all80%), oppure assume il regime proprio delle perdite delle societ di persone (riporto quinquennale e compensazione totale). Un principio generale applicato da sempre nel regime delle perdite che esse vengono gestite in funzione della peculiarit della loro genesi. Se si condivide questa impostazione allora le perdite ereditate dalla societ di persone dovrebbero essere gestite con riporto illimitato nel tempo e compensazione limitata all80% del reddito prodotto nei vari esercizi. Certo questa tesi comporta unulteriore articolazione nel regime delle perdite dimpresa delle societ di persone dovendosi distinguere se la perdita stata prodotta direttamente dalla societ di persone, oppure dalla precedente societ di capitali. Del resto il principio generale secondo cui la perdita viene gestita in funzione della sua genesi viene attualmente applicato anche alle ipotesi in cui una societ di persone passa dalla contabilit ordinaria a quella semplificata. Le perdite prodotte in regime di contabilit ordinaria e imputate al socio mantengono, in capo al medesimo socio, il riporto a nuovo quinquennale anche nei periodi dimposta in cui la societ ha assunto la contabilit semplificata. Una particolare situazione si genera quando nella trasformazione regressiva la societ di capitali si trasforma in societ di persone accedendo direttamente alla contabilit semplificata. In tale ipotesi le perdite a riporto generate dalla srl possono mantenere il regime della loro genesi, cio il riporto a nuovo illimitato nel tempo con compensazione all80% ? Applicando il principio generale secondo cui la perdita viene gestita dal soggetto avente causa in base alle regole con cui essa perdita stata generata si dovrebbe rispondere positivamente. Peraltro le stesse istruzioni al quadro RG di Unico SP

123

2011 legittimano la tesi del riporto a nuovo entro il quinquennio della perdita ereditata dalla trasformazione anche se la societ di persone in contabilit semplificata. Ora lapplicazione di questa regola alla luce della modifiche del D.L. 98/11 dovrebbe essere senzaltro quella sopra citata, cio riporto senza limiti di tempo e compensazione all80%, fatte salve ovviamente le perdite generate nei primi tre esercizi dalla costituzione, per le quali la regola il riporto a nuovo illimitato nel tempo con compensazione al 100%.

8.

Le perdite a riporto nelle fusioni e nelle scissioni

LAgenzia non ha affrontato il tema del riporto delle perdite in caso fusioni e scissioni nella circolare n. 53/2011. Si tralascia in questa sede di ricordare che preliminarmente occorre fare il doppio esame, cio la verifica del non superamento del patrimonio netto ed il test di vitalit. Neppure la circolare 33/2011 di Assonime si occupata di questo tema. Come noto nelle fusioni e nelle scissioni (articoli 172 comma 7 e 173 comma 10 del Tuir) il riporto a nuovo delle perdite avviene in capo al soggetto avente causa delloperazione, cio incorporante o societ beneficiaria. Vediamo ora leffetto delle nuove regole introdotte dal D.L. 98/11 su queste particolari operazioni. Una volta risolto il problema della riportabilit della perdita, le modalit del riporto sono influenzate dalla decorrenza delle novit normative. In altri termini se si assume e si condivide il principio generale affermato dalla circolare 53/2011 secondo cui per le perdite maturate in un periodo dimposta chiuso entro il 5 luglio 2011 non si seguono le vecchie regole dellarticolo 84 del Tuir bens quelle nuove, la soluzione del problema appare agevole. La societ risultante dalla fusione o dalla scissione riporter a nuovo sia le vecchie perdite quelle generate in un periodo dimposta il corso al 6.7.2011 applicando le nuove regole del riporto illimitato e compensazione nel limite dell80% del reddito.

124

PER LE SOCIET IN PERDITA SISTEMATICA ARRIVANO LE CAUSE DI DISAPPLICAZIONE AUTOMATICA


a cura di Guido Berardo Con due provvedimenti amministrativi dello stesso giorno 11 giugno 2012 - sono state disciplinate le nuove cause di disapplicazione previste per la nuova fattispecie di non operativit introdotta dal DL 138/2011 relativa alle societ in perdita sistemica e le prime istruzioni operative sulla complessa ed innovativa normativa antielusione. I provvedimenti in questione sono: il provvedimento direttoriale 11.6.2012 prot. 87956 che introduce 11 cause di esclusione automatica per le societ in perdita sistemica; la circolare n.23/E del 11.6.2012 che contiene i primi chiarimenti in merito al nuovo sistema tracciato dal D.L. n.138/11.

1. Le norme di riferimento
Come noto larticolo 2, commi da 36-decies a 36-duodecies, del D.L. n.138 del 13 agosto 201167, ha introdotto la disciplina antielusione relativa alle c.d. societ in perdita sistematica. Sulla scorta di tali disposizioni si prevede che, pur non ricorrendo le condizioni di cui allart.30 della L. n.724/94, le societ le con dichiarazioni in perdita fiscale per tre periodi dimposta consecutivi sono considerate di comodo non operative con decorrenza dal quarto periodo dimposta68. Il secondo periodo del comma 36-decies del citato articolo 2 prevede tuttavia che anche per le societ in perdita sistematica, restano ferme le cause di non applicazione stabilite in materia di societ non operative di cui al predetto art.30. Grazie a questo rinvio il Direttore dellAgenzia delle Entrate pu individuare determinate situazioni oggettive in presenza delle quali consentito disapplicare le disposizioni in materia di societ in perdita sistematica, che consentiranno alle societ che vi rientrano di non dover assolvere allonere della presentazione dellistanza di interpello. Proprio grazie a tale facolt stato varato il recente provvedimento che ora commentiamo. Il recente provvedimento n.87956/12 disciplina una serie di casistiche che legittimano in modo specifico la disapplicazione dello speciale regime sulle comodo per le societ in perdita reiterata. Si tratta di situazioni che vanno ad integrare quelle gi suo tempo introdotte dal provvedimento n.23681 del 14 febbraio 2008, individuando due nuove cause di disapplicazione che si applicano alle societ semplicemente di comodo per effetto del mancato superamento del test di operativit e che riguardano: 1
LE SOCIET CHE ESERCITANO ESCLUSIVAMENTE ATTIVIT AGRICOLA

ai sensi dellart.2135 c.c. e la cui ragione o denominazione sociale contenga lindicazione di societ agricola ai sensi dellart.2 del D.Lgs. n.99/04 rispettando cos le condizioni previste dallarticolo 2 del D.Lgs. 29 marzo 2004 n.99.

Convertito, con modificazioni, nella L. n.148/11. Il comma 36-decies ha esteso tale disciplina anche alle societ che, in un triennio, presentino indifferentemente per due periodi dimposta dichiarazioni in perdita fiscale e che nel terzo dichiarino un reddito imponibile inferiore a quello minimo presunto, ai sensi del medesimo articolo 30.
68

67

125

SOCIET PER LE QUALI GLI ADEMPIMENTI E I VERSAMENTI TRIBUTARI SONO STATI SOSPESI O DIFFERITI

DA DISPOSIZIONI NORMATIVE ADOTTATE IN CONSEGUENZA DELLA DICHIARAZIONE DELLO STATO DI EMERGENZA

La disapplicazione opera limitatamente al periodo dimposta in cui si verificato levento calamitoso e quello successivo e a condizione che tale sospensione sia stata dichiarata ai sensi dellarticolo 5 della legge 24/2/1992 n.225. Si tratta di nuove situazioni oggettive che legittimano la disapplicazione dellarticolo 30 della L. n.724/94 in relazione al contenuto del provvedimento del 14/02/08 operano a decorrere dal periodo dimposta in corso

alla data di adozione del presente provvedimento.


A stretto rigore letterale dunque queste due nuove cause di esclusione non potrebbero essere applicate per il periodo dimposta 2011, da dichiarare con il modello Unico 2012. Grazie al provvedimento dello scorso 11 giugno lo scenario normativo attuale allinterno del quale possono essere rinvenute le cause di esclusione dalla disciplina delle comodo sostanzialmente costituito ora dai seguenti provvedimenti normativi: Qui sono elencate le cause di esclusione dalla disciplina che operano per tutte le Lart.30, co.1 L. n.724/94 societ di comodo a prescindere dal mancato superamento del test di operativit, o dalla condizione della condizione della perdita sistematica. In esso sono disciplinate una serie di specifiche cause di disapplicazione che sembra debbano operare solo in relazione alle societ di comodo, in quanto non hanno superato il test di operativit. Disciplina nello specifico le cause di disapplicazione che si applicano alle societ che presentano lo status delle perdite sistematiche.

Il provvedimento del 14/02/08 (n.23681) Il provvedimento del 11/06/12 (n.87956)

2. Come agiscono le cause di esclusione e di disapplicazione


Il provvedimento dell11 giugno 2012 precisa che: possono legittimamente disapplicare il regime delle comodo le societ in perdita sistematica che in almeno

uno dei tre periodi dimposta indicati nel co.36-decies del citato articolo 2, si trovano in una delle seguenti situazioni .
particolarmente interessante evidenziare che il provvedimento, quindi, prevede lefficacia delle condizioni che consentono la disapplicazione del sistema, non in relazione al periodo puntuale sul quale scatta la presunzione per effetto della presenza a valle delle perdite sistematiche, ma in relazione a ciascuno dei periodi contenuti nel triennio di monitoraggio. Si tratta di un primo importante chiarimento che consente di superare alcuni dei dubbi sorti sulla base dellinterpretazione letterale delle nuove disposizioni introdotte dal DL 138/2011. Questa conclusione trova esplicita conferma anche nella C.M. n.23/E delle Entrate, in cui si afferma che:

126

Per le societ in perdita sistematica arrivano le cause di disapplicazione automatica

ai fini della disciplina sulle societ in perdita sistematica, le cause di esclusione riguardano solo i periodi di

imposta di applicazione della disciplina in esame (anno n), mentre le cause di disapplicazione automatica indicate nel provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate dell'11 giugno 2012, prot. n.2012/87956, assumono rilevanza esclusivamente nel periodo di osservazione (anni n-1, n-2 e n-3).
In pratica, le nuove cause di disapplicazione automatica possono essere apprezzate con riferimento anche ad uno soltanto dei periodi dimposta indicati nel comma 36-decies del citato art.2, determinando un immediato effetto interruttivo del periodo di osservazione di riferimento69. Ne consegue che: il triennio di monitoraggio al fine della verifica della condizione della perdita reiterata riprende a decorrere dal periodo successivo a quello interessato dalla causa di disapplicazione; le cause di esclusione e di disapplicazione sono caratterizzate, ora, da diversi meccanismo applicativi: le cause di esclusione da comma 1 dellart.30 della L. n.724/94 e di disapplicazione ex provvedimento n.23681/08 operano puntualmente sul periodo interessato dallapplicazione del regime previsto per le societ di comodo; le cause di disapplicazione

ex

provvedimento

n.87956/12

operano

retroattivamente sul periodo di monitoraggio delle perdite sistematiche.

3. Le nuove cause di disapplicazione


Alcune delle cause di disapplicazione previste per le societ in perdita sistematica dal nuovo provvedimento ricalcano sostanzialmente le stesse cause di disapplicazione previste dal provvedimento del 14 febbraio 2008. Nelle nuove cause di esclusione per le societ in perdita sistemica non trova spazio la circostanza relativa alle societ con cicli di produzione su base pluriennale. Questa fattispecie era stata considerata espressamente nella circolare n.25 del 31 ottobre 2011 dallistituto di ricerca del Cndcec. Nonostante ci, come vedremo, tale situazioni potrebbe trovare comunque soddisfazione grazie attraverso lutilizzo di alcune delle nuove cause di esclusione introdotte dal provvedimento 87956. Ci premesso esaminiamo una ad una le nuove cause di esclusione dedicate alle societ in perdita sistemica sulla base dello stesso ordine letterale con il quale sono elencate nel provvedimento citato. a
SOCIET IN STATO DI LIQUIDAZIONE

A patto che le stesse, con impegno assunto in dichiarazione dei redditi richiedano la cancellazione dal Registro delle imprese a norma degli articoli 2312 e 2495 c.c. entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi successiva. La disapplicazione opera con riferimento al periodo di imposta in corso alla data di assunzione del predetto impegno, a quello precedente e al successivo, ovvero con riferimento allunico periodo di imposta di cui allart.182, commi 2 e 3 del Tuir.

69

Afferma infatti la C.M. n.23/E delle Entrate: Per esempio, qualora il periodo di osservazione sia costituito dai periodi d'imposta 2009, 2010 e 2011, e il periodo di applicazione sia il 2012, l'esistenza di una causa di disapplicazione automatica nell'ambito del triennio, limitatamente al 2010, coinvolger solo tale periodo rendendo inapplicabile la disciplina in esame per il 2012. Al pari, in relazione al periodo di osservazione dato da 2010, 2011 e 2012 concernente il successivo periodo di applicazione 2013, la medesima causa di disapplicazione automatica afferente al 2010 comporter l'inapplicabilit della disciplina in esame per il 2013. Il successivo periodo di osservazione rilevante per la disciplina in esame inizier a decorrere solo dal 2011 e sar dato dal triennio 2011, 2012 e 2013, poich la causa afferente al 2010 non rileva per detto triennio; di conseguenza, il successivo periodo d'imposta cui potr rendersi applicabile la disciplina sulle societ in perdita sistematica sar il 2014.

127

SOCIET SOGGETTE AD UNA DELLE PROCEDURE CONCORSUALI INDICATE NELLARTICOLO DEL TUIR

101,

COMMA

5,

Ovvero alle societ in stato di fallimento, assoggettate a procedure di liquidazione giudiziaria e di liquidazione coatta amministrativa; societ in concordato preventivo e in amministrazione straordinaria. La disapplicazione opera con riferimento ai periodi di imposta precedenti allinizio delle predette procedure, i cui termini di presentazione delle dichiarazioni dei redditi scadono successivamente allinizio delle procedure medesime. c
SOCIET SOTTOPOSTE A SEQUESTRO PENALE O A CONFISCA

Nelle fattispecie di cui al D.Lgs. n.159/11 o in altre fattispecie analoghe in cui il Tribunale in sede civile abbia disposto la nomina di un amministratore giudiziario. La disapplicazione opera con riferimento al periodo di imposta nel corso del quale omesso il provvedimento di nomina dellamministratore giudiziario ed ai successivi periodi di imposta nei quali permane lamministrazione giudiziaria.
SOCIET CHE DETENGONO PARTECIPAZIONI, ISCRITTE ESCLUSIVAMENTE TRA LE IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE

A condizione che il valore economico delle stesse sia prevalentemente riconducibile a:

societ considerate non in perdita sistematica ai sensi dellart.2, commi 36-decies e seguenti del D.L.
n.138/11;

societ escluse dallapplicazione della disciplina di cui al citato art.2 anche in conseguenza di
accoglimento dellistanza di disapplicazione della disciplina delle societ in perdita sistematica;

societ collegate residenti allestero cui si applica il regime dellart.168 dei Tuir.
La disapplicazione opera a condizione che la societ non disponga di altre attivit diverse da quelle strettamente funzionali alla gestione delle partecipazioni. Questa nuova causa di disapplicazione prende atto della circostanza che generalmente le holding pure sono quasi fisiologicamente in perdita sistematica. Le societ in questione, infatti, realizzano fisiologicamente proventi o esenti o esclusi da tassazione per il 95% in base alle regole del Tuir. La cessione di partecipazioni immobilizzate, infatti, gode nella maggior parte dei casi della pex70 mentre i dividendi rivenienti da soggetti Ires sono tassati solo per il 5% del loro ammontare71. Dato il suddetto scenario abbastanza chiaro che tali societ, godendo di una detassazione cos significativa si trovano sistematicamente a dichiarare una perdita fiscale per effetto dellincidenza dei costi di struttura su di un Conto economico che risente, in sede dichiarativa, di massicce variazioni in diminuzione. Si tratta dunque di una causa di esclusione sicuramente importante. Le societ, quindi, che svolgono esclusivamente lattivit di gestione di partecipazioni societarie sposteranno quindi la verifica in merito allo status di comodo e della sussistenza o meno della condizione della perdita sistematica sulle societ partecipate. Anche in questo caso il provvedimento ha ripreso un principio non nuovo atteso considerato che anche nellambito del decreto del 14 febbraio 2008 si esprimeva il concetto che lo status di societ operativa della

70 71

Il riferimento allart.87 del Tuir. Qui, invece, il riferimento lart.89 del Tuir.

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Per le societ in perdita sistematica arrivano le cause di disapplicazione automatica

partecipata esprimeva effetti sulla partecipante ai fini dellassunzione dei valori degli asset per effettuare i

test di operativit, prima, e di redditivit, poi.


Nel caso di specie occorrer verificare, quindi, che per (la o) le partecipate, si realizzi o meno la condizione della perdita sistematica o se (la partecipata o) le partecipate siano o meno interessate da specifiche cause di esclusione o di disapplicazione previste in relazione alla disciplina prevista per le societ di comodo. Allo stesso modo lesimente scatter laddove la partecipata o le partecipate abbiano ottenuto laccoglimento dellistanza disapplicativa che, per, sembra debba essere riferita nello specifico alla giustificazione rispetto alla condizione della perdita sistematica. Sembra invece ininfluente il fatto che la partecipata sia societ operativa in quanto con ricavi superiori a quelli minimi. Da sottolineare anche che il recente provvedimento prevede che la nuova causa di disapplicazione esplichi effetti solo a condizione che la societ partecipante non disponga di altre attivit diverse da quelle

strettamente funzionali alla gestione delle partecipazioni. Siamo quindi in presenza di unesimente che
scatta a condizione che si sia in presenza di una holding pura. Sul tema delle Holding come possibili societ di comodo torneremo anche commentando la successiva lettera h) del provvedimento in questione.
SOCIET CHE HANNO OTTENUTO LACCOGLIMENTO DELLISTANZA DI DISAPPLICAZIONE DELLA DISCIPLINA DELLE SOCIET IN PERDITA SISTEMATICA

In relazione ad un precedente periodo di imposta sulla base di circostanze oggettive puntualmente indicate nellistanza che non hanno subito modificazioni nei periodi di imposta successivi. Si tratta anche in questo caso di una fattispecie di esclusione che riprende quanto gi previsto nel provvedimento del 14 febbraio 2008 per le societ non operative. La causa di disapplicazione in questione opera limitatamente alle predette circostanze. Questa condizione di inapplicabilit non sembra prevedere particolari criticit applicative, anche se solo in linea teorica. Ove la societ, infatti, abbia ricevuto il via libera da parte delle Entrate in merito alla disapplicazione del regime delle comodo, sulla base dellinterpello preventivo ed in relazione alla condizione delle perdita sistematica, essa sar giustificata anche per i periodi dimposta a venire a condizione che le condizioni sottostanti allinterpello non siano successivamente variate. intuitivo come, in questa fattispecie, il vero problema sia a monte e cio risieda nel fatto di comprendere come e sulla base di quali elementi, dovranno essere istruiti gli interpelli preventivi da parte delle societ che si trovano sistematicamente in perdita. Al tema dedicato il par. 2 della C.M. n.23/E, nellambito del quale viene chiarito, tra laltro, che listanza disapplicativa pu essere presentata anche in relazione ai periodi d'imposta anteriori a quello di prima applicazione della medesima disciplina, ove compresi nel periodo di osservazione afferente al monitoraggio delle perdite sistematiche. La circolare, sullinterpello disapplicativo per le societ di comodo, afferma che al fine di consentire agli Uffici una compiuta attivit istruttoria in relazione alla sussistenza delle situazioni oggettive in relazione, rispettivamente, alla disciplina sulle societ in perdita sistematica e a quella sulle societ non operative e una corretta gestione amministrativa delle istanze, i soggetti interessati sono tenuti a presentare autonome e separate istanze ai fini della due richiamate discipline e che in caso di cumulativa richiesta di disapplicazione contenuta in un'unica istanza, questa sar ritenuta dagli Uffici inammissibile. Secondo le Entrate, per quanto

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riguarda gli effetti e l'impugnabilit delle risposte a dette istanze, restano ferme le indicazioni gi fornite con

la C.M. n.32/E del 14 giugno 2010.


Da questo passaggio sembra quindi evincersi che lAgenzia resta dellidea che leventuale diniego notificato alla societ a seguito dellinterpello disapplicativo presentato, non sia atto autonomamente ricorribile, contrariamente a quanto pi volte recentemente affermato dalla giurisprudenza di legittimit e di merito. f
SOCIET CHE CONSEGUONO UN MARGINE OPERATIVO LORDO POSITIVO

Per margine operativo lordo si intende la differenza tra il valore della produzione di cui alla lettera A) del Conto economico ed i costi della produzione di cui alla lettera B) del Conto economico al netto delle voci relative ad ammortamenti, svalutazioni ed accantonamenti di cui ai numeri 10), 12) e 13) della citata lettera B). Questa probabilmente la nuova causa di disapplicazione legale per le societ in perdita sistematica pi interessante contenuta nel provvedimento. In essa si afferma, in buona sostanza, che ove il Mol sia positivo, la societ, a prescindere dal fatto che possa aver dichiarato una perdita fiscale, fuoriesce dal regime fiscale di sfavore. Sono diversi i punti di riflessione che si possono ritrarre dalla nuova disposizione. Innanzi tutto balza allocchio che si passa da un termine di riferimento di tipo fiscale nel verificare la perdita sistematica a un nuovo dato di riferimento che, invece, di tipo eminentemente civilistico. Ove la societ presenti un Mol positivo, quindi, essa da considerarsi esclusa dallapplicazione del regime delle societ di comodo. E gli effetti sono ancora pi concreti se solo si riflette sul fatto che anche i periodi dimposta che rientrano nel monitoraggio triennale sono esclusi dal computo laddove, anche su uno solo dei periodi dimposta, si sia realizzato un Mol positivo. Ci sembra particolarmente importante segnalare, inoltre, che il provvedimento, nel disciplinare la nuova e specifica causa di disapplicazione, afferma che le societ che presentano un Mol positivo sono escluse dal regime, e ci a prescindere dallentit del risultato in questione. Che il Mol, quindi, sia positivo per 1 euro o per un milione di euro del tutto ininfluente. Quello che emerge dalla causa di disapplicazione in questione, quindi, che lanalisi della redditivit deve essere effettuata scandagliando il risultato dellattivit caratteristica e rendendo nella sostanza irrilevanti gli effetti che derivano sul risultato di periodo dallarea C del Conto economico (proventi e oneri finanziari), dallarea E (proventi e oneri straordinari) e dallarea deputata a monitorare gli effetti sul Conto economico delle imposte dellesercizio. La nuova causa di disapplicazione centrer lobiettivo di salvare da unapplicazione selvaggia del regime delle comodo molte delle societ che si trovano in perdita sistematica per effetto delle fasi di

start up e, in taluni settori, per effetto del peso spesse volte purtroppo insostenibile, degli oneri finanziari.
SOCIET PER LE QUALI GLI ADEMPIMENTI E I VERSAMENTI TRIBUTARI SONO STATI SOSPESI O DIFFERITI

DA DISPOSIZIONI NORMATIVE ADOTTATE IN CONSEGUENZA DELLA DICHIARAZIONE DELLO STATO DI EMERGENZA

ai sensi dellart.5 della L. n.225 del 24 febbraio 1992. La disapplicazione opera limitatamente al periodo dimposta in cui si verificato levento calamitoso e quello successivo.

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Per le societ in perdita sistematica arrivano le cause di disapplicazione automatica

SOCIET PER LE QUALI RISULTA POSITIVA LA SOMMA ALGEBRICA DEL RISULTATO FISCALE E DEGLI IMPORTI CHE NON CONCORRONO A FORMARE IL REDDITO IMPONIBILE

per effetto di proventi esenti, esclusi o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo dimposta o ad imposta sostitutiva, ovvero di disposizioni agevolative. Questa nuova causa di disapplicazione che riguarda le societ in perdita sistematica, in qualche modo rafforza lesimente specifica gi commentata al precedente punto d) anche se ha certamente una portata applicativa pi ampia. Innanzi tutto va segnalato che la causa di disapplicazione in questione pu costituire una ulteriore way out per le holding quando queste non sono pure. Se infatti lesimente di cui alla lettera d) riguardava le societ che non dispongono di altre attivit diverse da quelle

strettamente funzionali alla gestione delle partecipazioni, la causa di disapplicazione in questione prescinde
dalla composizione dellattivo dello Stato patrimoniale in quanto indaga la composizione del Conto economico in relazione alla natura dei componenti positivi. Laddove ve ne siano di esenti, esclusi o assoggettati a tassazione alla fonte, essi vanno sommati al risultato fiscale e laddove per effetto di tale sommatoria si dovesse ottenere un valore positivo, la societ potr essere legittimamente esclusa dal regime delle comodo in quanto non in perdita sistematica. Anche in questo caso bene segnalare che lanalisi potr essere effettuata anche sul triennio di monitoraggio, con la conseguenza che se anche una sola delle annualit di riferimento dovesse essere bonificata dal sistema, il nuovo triennio di monitoraggio inizier a decorrere dal periodo dimposta successivo. Grazie alla nuova causa di disapplicazione usciranno dalla stretta anche le societ che riportano perdite fiscali significative per effetto delle variazioni in diminuzione connesse agli investimenti agevolati effettuati nellambito della cosiddetta Tremonti ter. i
SOCIET CHE ESERCITANO ATTIVIT AGRICOLA

ai sensi dellart.2 del D.Lgs. n.99/04. Grazie a questa nuova causa di disapplicazione sono escluse dal regime delle comodo anche le societ agricole che, in presenza delle condizioni previste dalla Legge, tassano il reddito con i criteri catastali. Era da tempo che si aspettava, infatti, un intervento in questo senso, atteso che fino ad ora le societ con queste caratteristiche erano comunque condizionate dal dover transitare, eventualmente, attraverso linterpello disapplicativo preventivo (in taluni casi, peraltro, ci risulta anche con effetti non necessariamente positivi). l
SOCIET CHE RISULTANO CONGRUE E COERENTI AI FINI DEGLI STUDI DI SETTORE

laspetto interessante, sul principio non nuovo in tema di correlazione studi di settore societ di comodo, che il responso di piena regolarit offerto da Gerico costituisce una causa di disapplicazione legale, avendo riferimento ad una delle annualit del triennio di monitoraggio per la verifica dello status della perdita sistematica. Quindi la congruit e coerenza rilever sia come causa di disapplicazione in relazione ai periodi di monitoraggio della perdita sistematica, sia come causa di esclusione puntuale sul periodo interessato. Si tratta di una causa di esclusione che dovr essere letta alla luce dei nuovi responsi in termini di coerenza introdotti a seguito del varo del nuovo regime premiale per i soggetti congrui e coerenti agli studi di settore. m
SOCIET CHE SI TROVANO NEL PRIMO PERIODO DIMPOSTA

questa condizione, che caratterizza una causa di esclusione, ai sensi del co.1 dellart.30 della L. n.724/94, stata inclusa tra le cause di disapplicazione automatica previste nel recente provvedimento del Direttore

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dell'Agenzia delle Entrate. Ci in considerazione del fatto che, per le societ in perdita sistematica, il presupposto per l'applicazione della disciplina si realizza su arco temporale pi lungo (pari a tre periodi d'imposta) rispetto al "primo periodo d'imposta". Concludiamo evidenziando che la C.M. n.23/E delle Entrate traccia un quadro interpretativo assai limitato rispetto ai problemi oggi sul tappeto che investono le societ in perdita sistematica e le societ di comodo pi in generale. quindi auspicabile che lAgenzia integri in tempi rapidi le istruzioni diramate, anche in considerazione del fatto che le scadenze di Unico 2012 sono a dir poco imminenti.

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Mestre (VE)
15 Febbraio 2013