Sei sulla pagina 1di 2

LA NECESSIT DELLAMICIZIA Nessuno sceglierebbe di vivere senza amici (Etica Nicomachea VIII, 1) 24-25 febbraio 2005

Lamicizia appartiene allessenza delluomo, poich la persona, per diventare ci che , ha bisogno di amici. una delle idee ricorrenti emerse nel corso del Convegno sullamicizia, organizzato a Roma dalla Facolt di Filosofia della Pontificia Universit della Santa Croce. Secondo il prof. Norberto Galli dellUniversit del Sacro Cuore di Brescia, la vera amicizia governata da una certa simmetria: il sentimento amicale ha spiegato Galli - proprio degli individui appartenenti allo stesso sesso, di pari et, di analogo stato sociale, dotati di una similarit di valori, di atteggiamenti, di opinioni, di prospettive precisantisi cammin facendo. Proprio per questo improprio parlare di amicizia tra genitori e figli, fratelli e sorelle, docenti e discenti, prevalendo tra loro i principii di filiazione, di parentela, d'insegnamento. Lamicizia da senso e consistenza ai rapporti umani ed lartefice della solidit dei legami familiari, sociali e professionali. Per evitare che tra amici sinsinuino con facilit competizioni, invidie, tradimenti, condotte in potenza nefaste, opportuna una mediazione educativa orientata alla riscoperta di aspetti virtuosi. Leducazione allamicizia - ha aggiunto sempre Galli - compete anzitutto ai genitori, che possono infondere nei figli sentimenti di accoglienza verso i coetanei, stimolo a partecipare alle attivit altrui. Per Adriano Fabris, docente presso lUniversit di Pisa, lamicizia trova il suo contrassegno in una dinamica di rapporti caratterizzata da reciprocit e simmetria. Citando Aristotele e Kant, Fabris ha ricordato che il raggiungimento dellamicizia vera e propria spesso caratterizzato da un esito difficile. Ci nonostante, va aggiunto che in ogni caso lamicizia non un dato di partenza, bens propriamente una possibilit. Che pu essere scelta e perseguita sulla base di ci che risulta gi inscritto, in qualche modo, nella struttura dei rapporti interumani. E che solo nella scelta del rispetto e nellassunzione del modello della simmetria pu realizzarsi in maniera equilibrata il coinvolgimento che mi attrae verso laltra persona. Marco DAvenia, docente di Filosofia Morale e coordinatore del convegno, ha invece sottolineato la necessit di cercare lamicizia nella vita quotidiana, negli ambiti lavorativi, nei normali rapporti sociali e nella vita familiare. Non possibile vivere con irritazione o egoisticamente in alcuni ambiti vitali e, al contempo, intrecciare rapporti di vera amicizia, che sono per natura disinteressati. Nonostante la mancanza di fiducia che tante persone hanno nei confronti dellamicizia, essa continua ad essere valutata come una realt di grande pregio, ha invece evidenziato il prof. Antonio Malo, dellUniversit della Santa Croce. Accade spesso che nella nostra societ al valore altissimo, e tante volte anche idealizzato, dellamicizia non corrisponde unimmagine ugualmente elevata della persona. fondamentale allora guardare allamicizia come un fattore che aiuta alla costituzione della propria identit e permette a ciascuno di conoscere-amare laltro come fine non come mezzo n in base alle sue qualit o capacit, ma come indipendente dai suoi bisogni, sentimenti o utilit. Solo lamicizia con Dio, mediante la Carit, pu attualizzare la potenzialit naturale verso unamicizia universale, scevra di ogni egoismo ed esclusivismo - ha concluso lo studioso -. Nellamicizia in Dio e per Dio si raggiunge la

maggior identit, poich si non solo con lamico, ma con lAmico, che ci fa partecipare di tutto ci che suo. Sullamicizia come riconoscimento si soffermato invece il prof. Lucio Cortella, dellUniversit Ca Foscari di Venezia, spiegando che proprio il riconoscimento a consentire a un vero rapporto damicizia di vivere la vicinanza non gi come annessione bens come costruzione reciproca delle diverse identit. Se il riconoscimento devessere reciproco, la sua condizione che esso garantisca lautonomia dei soggetti in gioco. Lamicizia - ha concluso Cortella - si regge finch essa mantiene in equilibrio questa preziosa tensione fra comunanza e indipendenza. Essa perci al tempo stesso un rapporto necessario e libero. Il professor Francesco Botturi, dellUniversit Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dal canto suo ha evidenziato che lamicizia si colloca nel duplice senso dellideale della libert, nel senso che sia la libert portatrice dellideale di amicizia, sia lamicizia il contenuto ideale della libert.