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Tanta felicit - Eric Pearl

SPIRITUALIT E TECNICHE ENERGETICHE

Dr. Eric Pearl

THE RECONNECTION
Guarisci gli altri Guarisci te stesso

Copyright Eric Pearl Pubblicato da Hay House, Inc. Titolo originale: The Reconnection Sintonizzati con Hay House su: www.hayhouseradio.com The Reconnection e Guarigione Riconnettiva sono marchi registrati.

Traduzione: Angela Sileo Editing: Maria Luisa De Francesco Revisione: Natalia Priore Grafica di copertina e impaginazione: Matteo Venturi Stampa: Fotolito Graphicolor snc Citt di Castello (PG) I Edizione: Gennaio 2009 VIII ristampa settembre 2012

Edizioni My Life My Life srl - Via Garibaldi, 77 - 47853 Coriano di Rimini ISBN 978-88-6386-112-9
Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo libro pu essere riprodotta tramite alcun procedimento meccanico, fotografico o elettronico, o sotto forma di registrazione fonografica; n pu essere immagazzinata in un sistema di reperimento dati, trasmesso, o altrimenti essere copiato per uso pubblico o privato, escluso luso corretto per brevi citazioni in articoli e riviste, senza previa autorizzazione scritta delleditore. Lautore di questo libro non dispensa consigli medici n prescrive luso di alcuna tecnica come forma di trattamento per problemi fisici e medici senza il parere di un medico, direttamente o indirettamente. Lintento dellautore semplicemente quello di offrire informazioni di natura generale per aiutarvi nella vostra ricerca del benessere emotivo e spirituale. Nel caso in cui usaste le informazioni contenute in questo libro per voi stessi, che un vostro diritto, lautore e leditore non si assumono alcuna responsabilit delle vostre azioni.

Elogi per The Reconnection


Eric un uomo straordinario col dono superbo di guarire. Leggete questo libro e sarete trasformati! John Edward, medium, autore di Crossing Over e After Life.

La prima volta che ricevetti il libro The Reconnection, mi misi a sedere e lo lessi dallinizio alla fine nellarco di una sera. Fui ammaliata. Si legge come un buon romanzo. Ma, a differenza di un romanzo, questo libro la verit, la verit riguardo un nuovo modo di guarire ed essere guariti, un modo rivoluzionario e disponibile per tutti. Pieno di humour, di idee, di quella comprensione approfondita e di quella umilt che vengono solo con la maturit di buon clinico e scienziato, Eric Pearl racconta la storia di come lenergia riconnettiva lo abbia trasformato e di come tutti noi possiamo fare altrettanto. Se prendete sul serio lidea della salute e della guarigione, leggete questo libro! Dr. Christiane Northrup, professoressa assistente di Ostetricia/Ginecologia, presso lUniversit del Vermont Collegio di Medicina; autrice di Menopausa felice.

In quanto medico e neuro-scienziato, sono stata addestrata a sapere perch e come funziona un trattamento. Quando per si parla di Guarigione Riconnettiva, non so come funzioni. So semplicemente che funziona, per esperienza personale. Il lavoro di Eric Pearl stato un grande dono per me, e, attraverso questo libro, pu essere lo stesso per voi. Dr. Mona Lisa Schulz, autrice di Awakening Intuition.
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Molti hanno atteso per decenni quello che il Dr. Eric Pearl ci ha dato nel suo primo libro, cio una maniera nuova, unica ed elegante di insegnare la guarigione e la trasformazione. La vera rivelazione del suo lavoro, tuttavia, che Pearl svela a tutti i suoi segreti! Il libro non solo divertente da leggere. Infatti, questo guaritore, intenzionalmente divertente e curioso, mostra la facilit con cui la vera guarigione energetica pu essere riconosciuta e attivata allinterno di ognuno di noi. Sarebbe ora! Lee Carroll, autore dei libri di Kryon e co-autore di I Bambini indaco.

The Reconnection, del Dr. Eric Pearl, semplicemente il miglior libro sulla guarigione transpersonale e la medicina dello spirito tra quelli scritti negli ultimi anni. un dono dellUniverso ed un contributo straordinariamente eccitante al cambiamento a livello mondiale che si sta verificando nel nostro tempo. Se doveste leggere solo due libri questanno, assicuratevi che questo gioiello sia uno di loro. Dr. Hank Wesselmen, autore di Spiritwalker, Medicinemaker e Visionseeker.

Eric ha scritto uno stupendo libro sulla guarigione, che spinge alla riflessione ed incentrato sulla pratica. Condivide non solo le sue intuizioni ed esperienze personali con la grazia della guarigione, ma fornisce anche tecniche utili per produrre le guarigioni di cui tutti abbiamo bisogno nelle nostre vite, non solo per noi stessi, ma per gli altri. Lo humour e la sincerit di Eric hanno reso questo libro un MUST. Dr. Ron Roth, autore di Holy Spirit for Healing.

Questo libro offre intuizioni interessanti e nuove sulle dinamiche della guarigione. Dr. Deepak Chopra, autore di Guarirsi da dentro.

Questo un libro che ispira la mente, conforta il cuore e celebra il processo di guarigione. La visione del Dr. Pearl riguardo la Guarigione Riconnettiva dovrebbe essere letta da professionisti sanitari che desiderano promuovere un livello maggiore di guarigione nei loro pazienti e, durante il processo, guarire se stessi. The Reconnection dovrebbe essere letto anche dai pazienti, in modo che possano non solo guarire se stessi, ma aiutare a guarire gli altri e, attraverso il loro esempio, informare i loro medici tradizionali sulla medicina energetica contemporanea e sul potere curativo di The Reconnection. Dr. Gary E. R. Schwartz e Dr. Linda G. S. Russek, direttori del Laboratorio per i Sistemi di Energia Umana presso lUniversit dellArizona e autori di The Living Energy Universe: A Fundamental Discovery that Transforms Science and Medicine.

Questo un libro meraviglioso che descrive levoluzione di un medicoguaritore, raccontata con spirito, humour e profonde intuizioni. Le storie e le esperienze uniche del Dr. Pearl, che conducono allo sviluppo della Guarigione Riconnettiva, sono una toccante fonte di ispirazione. Eric Pearl ha ricevuto un dono senza eguali, il dono di guarire, dono che trasmette a tutti noi. Il suo approccio alla Guarigione Riconnettiva semplice, ma profondo nei suoi effetti. Rappresenta una nuova e indiretta forma di guarigione energetica che oltrepassa le formule, le tecniche e i mantra con cui abbiamo
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dovuto lavorare finora su questo pianeta. Lo consiglio fortemente ai professionisti sanitari, cos come a chiunque altro sia interessato a svegliare il proprio potenziale di guarigione. Dr. Richard Gerber, autore di Medicina vibrazionale.

The Reconnection una storia vera e ben scritta, che potrebbe veramente ispirare le persone a seguire il loro percorso spirituale e a divenire guaritori. Dr. Doreen Virtue, autrice di Terapia degli Angeli - Angel Therapy.

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Ai miei genitori, per avermi dato la vita e per avermi dato il coraggio di vivere la verit della vita. Ad Aron e Solomon, per avermi dato intuizioni e per avermi dato la conferma di cui avevo bisogno per proseguire. A Dio, allAmore, allUniverso, per il semplice fatto di aver dato.

CONTENUTI
Introduzione di Gary E.R. Schwartz, Ph.D., e Linda G.S. Russek, Ph.D . . . . . . . . 15 Prefazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21 Ringraziamenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23 Parte I: IL DONO Capitolo 1: Primi passi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27 Capitolo 2: Lezioni dalla vita dopo la morte . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33 Capitolo 3: Cose da bambini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 45 Capitolo 4: Un nuovo sentiero di scoperta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 59 Capitolo 5: Aprire nuove porte, accendere la luce . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 69 Capitolo 6: La ricerca delle spiegazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 81 Capitolo 7: Il dono della pietra . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 85 Capitolo 8: Intuizioni: presente e futuro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 95 Parte II: LA GUARIGIONE RICONNETTIVA E IL SUO SIGNIFICATO Capitolo 9: Dimmi di pi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 113 Capitolo 10: Stringhe e filamenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 117 Capitolo 11: Le grandi domande . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .123 Capitolo 12: Per dare, devi ricevere . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 133 Capitolo 13: Togliersi di mezzo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 139 Capitolo 14: Settare il tono . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 155 Capitolo 15: Cose da considerare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 165 PARTE III: VOI E LA GUARIGIONE RICONNETTIVA Capitolo 16: Nella piscina dellenergia riconnettiva . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 175 Capitolo 17: Lambiente del guaritore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 181

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Capitolo 18: Accendere il guaritore dentro di voi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 191 Capitolo 19: Trovare lenergia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 201 Capitolo 20: Il terzo partner . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 207 Capitolo 21: Interagire con i pazienti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 227 Capitolo 22: Che cos la guarigione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .237 Note di chiusura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 247

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INTRODUZIONE
l libro che vi accingete a leggere si incentra sulla figura di un clinico coraggioso e generoso, il Dr. Eric Pearl, il quale scopr che la chiave della salute e della guarigione rappresentata da quella che egli stesso definisce La Riconnessione (traduzione italiana di The Reconnection, NdT). La prima volta in cui lo abbiamo sentito parlare presso il Programma di Medicina Integrativa del Dr. Andrew Weil allUniversit dellArizona, fummo da subito colpiti dallonest e dalla franchezza del Dr. Pearl. Avevamo di fronte un uomo intenzionato ad abbandonare unattivit chiropratica tra le pi lucrative a Los Angeles, per intraprendere un viaggio di guarigione spirituale e per affrontare alcune delle pi importanti e controverse questioni della medicina e della guarigione contemporanee. Lenergia e linformazione che essa porta con s, ha un ruolo centrale nella salute e nella guarigione? Le nostre menti possono connettersi con questa energia, e possiamo imparare ad utilizzare questa energia per guarire noi stessi e gli altri? Esiste una realt spirituale pi ampia, costituita da energia vivente, con la quale possiamo imparare a connetterci e che possa non solo favorire la nostra personale guarigione, ma anche quella dellintero pianeta? Ci siamo chiesti: Il Dr. Pearl aveva perso la testa? Oppure si era riconnesso con la saggezza in fondo al suo cuore e con il cuore dellenergia vivente del cosmo? La verit che quando incontrammo il Dr. Pearl per la prima volta, non lo sapevamo. Tuttavia, il Dr. Pearl era impegnato a dimostrare con i fatti quello che sosteneva a parole, il che comportava portare le sue affermazioni e le sue doti in un laboratorio di ricerca il cui motto Se vero, sar rivelato; se falso, capiremo dov lerrore. Il Laboratorio per i Sistemi di Energia Umana presso lUniversit dellArizona, si dedica allintegrazione della medicina mente-corpo, della medicina energetica e della medicina spirituale. Il nostro scopo, nel lavorare assieme al Dr. Pearl, non stato quello di dimostrare che la Guarigione Riconnettiva funziona, ma piuttosto di dare al processo di Guarigione Riconnettiva lopportunit di dimostrare se stesso.
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UNA CONNESSIONE STORICA ALLA RICONNESSIONE


Il mio rapporto personale col concetto di riconnessione risale al mio programma di dottorato ad Harvard verso la fine degli anni 60. Fui introdotto allimportante ricerca sullauto-regolamentazione e sulla guarigione condotta da uno dei pi integrativi medici-scienziati nei primi trenta anni dello scorso secolo. Nel 1932, il Professor Walter B. Cannon dellUniversit di Harvard ha pubblicato il suo classico The Wisdom of the Body (La Saggezza del Corpo, N.d.T.). Il Dr. Cannon descrisse come il corpo mantenesse il suo stato di salute fisiologica dal greco, hael, che significa integrit attraverso un processo da lui definito omeostasi. Secondo Cannon, la capacit del corpo di mantenere la sua integrit omeostatica, richiede che i processi di feedback in tutto il corpo siano connessi tra di loro e che linformazione che percorre questa rete di feedback sia fluida ed accurata. Ad esempio, se connettete un termostato ad una caldaia di modo che in qualsiasi momento la temperatura allinterno della vostra stanza raggiunga un livello pi basso di quello che avete impostato sul termostato, il segnale dal termostato accende la caldaia e viceversa, e la temperatura nella stanza si manterr costante. Il termostato fornisce il feedback; il risultato lomeostasi tra voi e la vostra stanza. Tutto questo funzionamento avviene in virt delle giuste connessioni allinterno del sistema. Se disconnettete il feedback, la temperatura non si manterr costante. Questa, in poche parole, lidea alla base della connessione di feedback. Quando ero un giovane ricercatore nel Dipartimento di Psicologia e Relazioni Sociali ad Harvard, elaborai il pensiero che condusse alla scoperta che le connessioni di feedback sono di fondamentale importanza, non solo per la salute e lintegrit fisiologica, ma per la salute e lintegrit a tutti i livelli in natura. La connessione di feedback fondamentale per lintegrit, che sia energetica, fisica, emozionale, mentale, sociale, globale ed anche astrofisica. Pensai che la saggezza del corpo di Cannon potesse riflettere un principio pi ampio, universale. Lho chiamato la saggezza di un sistema o pi semplicemente, la saggezza della connessione. Quando le cose sono connesse, siano esse: 1. lossigeno connesso allidrogeno attraverso legami chimici nellacqua;
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2. il cervello connesso agli organi fisiologici attraverso meccanismi neurali, ormonali o elettromagnetici allinterno del corpo; 3. il sole connesso alla terra attraverso la forza di gravit e le influenze elettromagnetiche allinterno del sistema solare... ... e le informazioni e lenergia circolano liberamente, ogni sistema ha la capacit di essere in salute, di rimanere integro e di evolvere. Quando ero professore di psicologia e psichiatria a Yale, tra la met degli anni 70 fino alla fine degli anni 80, pubblicai saggi scientifici che applicavano questo principio di connessione universale, non solo allintegrit e alla guarigione mente-corpo, ma allintegrit e alla guarigione a tutti i livelli in natura (Schwartz, 1977; 1984). Assieme ai miei colleghi proponemmo lesistenza di cinque fasi principali per ottenere integrit e guarigione: attenzione, connessione, autoregolamentazione, ordine e facilit. Prima fase: attenzione volontaria. semplice quanto sentire il vostro corpo e lenergia che fluisce allinterno del corpo tra voi e lambiente che vi circonda. Seconda fase: lattenzione crea connessione. Quando permettete alla vostra mente, coscientemente o meno, di sentire lenergia e le informazioni, questo processo promuove le connessioni non solo allinterno del vostro corpo, ma tra il vostro corpo e lambiente circostante. Terza fase: la connessione promuove lautoregolamentazione. Come una squadra di atleti o un gruppo di musicisti che assieme raggiungono livelli elevati nello sport o nel jazz, le connessioni dinamiche tra i giocatori permettono alla squadra di organizzarsi e auto-controllarsi (autoregolamentazione), guidati dallallenatore e dal direttore dorchestra. Quarta fase: lautoregolamentazione promuove lordine. Quello che vivete come integrit, successo o anche bellezza, riflette un processo organizzativo reso possibile dalle connessioni che permettono lautoregolamentazione. Quinta fase: lordine espresso con facilit. Quando tutto connesso correttamente e le parti (i giocatori) possono svolgere i rispettivi ruoli, il processo di autoregolamentazione pu verificarsi senza sforzi. Il processo fluisce.
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vero anche il contrario. Ci sono cinque fasi principali per raggiungere la disintegrazione e la malattia: disattenzione, disconnessione, s-regolamentazione, disordine e malattia. La mancanza di attenzione al vostro corpo (prima fase) comporta una disconnessione allinterno del vostro corpo, fra il vostro corpo e lambiente circostante (seconda fase), promuovendo la s-regolamentazione nel corpo (terza fase), che verrebbe riflessa nel disordine nel sistema (quarta fase), e vissuta come malattia (quinta fase). In poche parole, la connessione porta allordine e alla facilit, la disconnessione provoca disordine e malattia. Leggendo lopera del Dr. Pearl, troverete che queste fasi di connessione esistono a tutti i livelli, da quello energetico, attraverso la connessione mentecorpo, a quello spirituale. La chiave per capire questo nuovo livello nel prefisso ri: ri-prestare attenzione, ri-connettere, ri-regolare, ri-ordinare la guarigione.

SCOPRIRE LA SAGGEZZA DELLA RICONNESSIONE


Nel musical Sunday in the Park with George (Domenica al Parco con George, N.d.T.) di Stephen Sondheim, sulla storia del pittore puntinista George Seurat, la creazione della bellezza veniva descritta come un processo di connessione. Seurat era un maestro nellorganizzare e connettere puntini colorati, creando belle immagini che ci stupiscono ancora oggi. Sondheim ci ricorda dellimportanza di questo processo con le sue semplici parole: Connetti, George, connetti. Durante la lettura del presente libro, parteciperete ad un viaggio di guarigione connettiva. La vostra mente e il vostro cuore saranno ampliati e uniti come il Dr. Pearl connette i puntini della sua vita. Entrerete nellanima di un guaritore di talento che ha provato personalmente dubbi e dolore alla scoperta del processo di riconnessione, e sarete testimoni del profondo sollievo e della soddisfazione che prov nel vedere i suoi pazienti guarire. Non nostra intenzione insinuare che tutto ci che scritto in questopera sia scientificamente riconosciuto. Tuttavia, neanche il Dr. Pearl, il quale condivide le sue esperienze, offre le sue conclusioni, lasciando che voi arriviate alle vostre personali conclusioni, continuando il viaggio.
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Il Dr. Pearl da lungo tempo impegnato nella medicina basata sullevidenza dei fatti. Gli studi scientifici di base condotti nel nostro laboratorio sono sorprendentemente coerenti con le sue previsioni, e futuri studi clinici sono in programma. Come il nostro libro The Living Energy Universe (LUniverso dellEnergia Vivente, N.d.T.) suggerisce, la saggezza per la guarigione pu essere tutta intorno a noi, nellattesa di essere sfruttata cos da servire ai suoi scopi pi elevati. Vi auguriamo che possiate essere illuminati ed ispirati da questo libro come lo siamo stati noi. Dr. Gary E. R. Schwartz e Dr. Linda G. S. Russek

Il Dr. Gary E. R. Schwartz professore di psicologia, medicina, neurologia, psichiatria e chirurgia ed direttore del Laboratorio per i Sistemi di Energia Umana presso lUniversit dellArizona. anche vicepresidente per la ricerca e per leducazione nella Fondazione Universo dellEnergia Vivente. Ha completato il suo dottorato in materie umanistiche presso lUniversit di Harvard nel 1971, ed stato ricercatore in psicologia ad Harvard fino al 1976. stato professore di psicologia e psichiatria allUniversit di Yale, direttore del Centro Psicofisiologico di Yale e co-direttore della Clinica della Medicina Comportamentale di Yale fino al 1988. La Dr. Linda G. S. Russek ricercatrice clinica di medicina e co-direttore del Laboratorio per i Sistemi di Energia Umana presso lUniversit dellArizona. anche presidente della Fondazione Universo dellEnergia Vivente e dirige la serie di conferenze Celebrare lAnima Vivente (www.livingenergyuniverse.com).

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PREFAZIONE
Tutti hanno uno scopo nella vita... un dono unico o un talento speciale da dare agli altri. E quando usiamo questo talento unico per aiutare gli altri, giungiamo allestasi e allesultanza del nostro spirito, che lobiettivo per eccellenza di tutti gli obiettivi. Deepak Chopra O RICEVUTO molti stupendi doni nella mia vita. Uno di questi la strabiliante capacit di guarire, dono che, lo vedrete leggendo queste pagine, non comprendo pienamente (sebbene ci sia vicino). Un secondo dono stato scoprire che esistono veramente dei mondi al di fuori di questo. Un terzo dono lopportunit che mi stata data di scrivere questo libro e di condividere con voi le informazioni che ho acquisito finora. Quello che il primo dono ha di splendido che, attraverso esso, capii che avevo uno scopo nella mia vita e che ero stato benedetto non soltanto dal fatto di essere in grado di riconoscere questo scopo, ma di viverlo attivamente e consapevolmente. Tra i doni della vita, questo sinceramente uno dei pi grandi. Il secondo dono mi ha reso capace di riconoscere il mio vero Io, di capire che sono un essere spirituale, e che la mia esperienza umana solo questo: la mia esperienza umana. solo una delle esperienze della persona che sono. Ce ne sono altre, come vedere il mio spirito presente in tutto ci che faccio, e come vederlo, e toccarlo, anche negli altri. un dono stupendo, e sebbene lo abbia avuto dentro me da sempre, non vi avevo fatto caso finora. Questo secondo dono mi ha dato la prospettiva del mio scopo. Il terzo dono ha soffiato un nuovo elemento di vita nei primi due. Fino a poco tempo fa, avevo condiviso il dono di guarire solo con pochi, una persona alla volta. Pur amando quello che stavo facendo, sapevo che doveva essere condiviso con pi persone. Non gli stavo facendo un favore tenendomelo per me... e non lo tenevo per me intenzionalmente. Lo vedevo come un dono (e lo ), e quindi pensavo che non fosse possibile trasmetterlo ad altri, cosa che invece possibile.

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Esso stato paziente con me. Sapeva che presto avrei riconosciuto il disegno pi grande. Man mano che la sua capacit di trasportarsi in altri si manifestava, iniziai a tenere dei seminari in cui un gran numero di persone era in grado di interagire con esso immediatamente. Scoprire che questo dono della guarigione pu essere attivato in altri attraverso la televisione stato altrettanto entusiasmante. Per quanto riguarda la parola scritta, beh, questa sembra conferire tutta una nuova dimensione al suo trasferimento. Quello che avvincente nel comunicare attraverso la stampa e i mezzi di telecomunicazione che permette a molte pi persone di vivere lattivazione di questa capacit di guarigione in loro stesse. Capii che era il momento di portare un cambiamento nella nostra comprensione; era giunto il momento che la razza umana vedesse che, e non voglio sembrare eccessivamente religioso, ovunque vi siano due o pi persone riunite, possano essere daiuto luno allaltro. Possiamo facilitare la guarigione luno dellaltro. E oggi possiamo farlo a livelli prima considerati irrangiungibili. Capii che il mio dono non serviva solo per aiutare gli altri, ma per aiutare gli altri ad aiutare altri. Questa consapevolezza mi ha dato un notevole mezzo con cui iniziare a raggiungere il mio scopo. Questo libro a met strada tra il manuale di istruzioni che nessuno mi ha mai dato... ed unattivazione perch possiate iniziare a modo vostro. Se vostra intenzione divenire guaritori, portare la vostra attuale capacit di guaritori a livelli pi elevati, o semplicemente toccare le stelle per sapere che esistono per davvero, allora questo libro stato scritto per voi. Ma stato scritto anche per me. espressione del mio scopo nella vita, che alla fine ho trovato. Forse dovrei dire che il mio scopo ha trovato me. Spero aiuter anche voi a trovare il vostro. Dr. Eric Pearl

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RINGRAZIAMENTI
VORREI RINGRAZIARE: Sonny e Lois Pearl, i miei genitori, per avermi sostenuto in ogni modo. Chad Edwards, la cui integrit, lincessante energia e la profonda devozione per la verit, hanno salvato questo libro. Hobie Dodd, il cui straordinario amore, la fedelt, lamicizia e la fede, assieme alla sua capacit di prendersi cura della mia vita privata e professionale, mi hanno permesso di trovare il tempo di sedermi a scrivere questo libro. Jill Kramer, la cui revisione ha trovato lessenza del mio libro e ha permesso che altri fossero in grado di fare lo stesso. Robin Pearl-Smith, mia sorella, per aver curato il mio Sito Web, revisionato incessantemente questo libro (assieme ai miei genitori, ad Hobie e a Chad prima che fosse affidato a Jill), ed avermi aiutato a far s che il mondo comprendesse The Reconnection. John Edward, per tutto il suo sostegno dietro le quinte. Lorane, Harry e Cameron Gordon, i quali mi hanno aperto i loro cuori e mi hanno dato una famiglia-lontano-dalla-famiglia e una casa-lontano-da-casa, aiutandomi ad essere tutto ci che potevo essere. Lee e Patti Carroll, la cui amicizia e fede mi hanno aiutato a sostenermi attraverso il processo di scrittura di questo libro. John Altschul, il quale ha educatamente provato ad ignorare tutto questo, fino a quando ha ottenuto la sua personale guarigione. Aaron e Solomon, per la loro comprensione spirituale. Fred Ponzlov, per aver dato se stesso e il suo tempo disinteressatamente. Mary Kay Adams, per il suo costante sostegno e incoraggiamento. Gary Schwartz e Linda Russek, per il loro tempo e lenergia investiti nella ricerca e nella documentazione sulla Guarigione Riconnettiva, e per la splendida Introduzione a questo libro.
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Dr ERIC PEARL - The Reconnection

Reid Tracy, per il modo in cui si occupato di questo libro e per avermi trattato con gentilezza e rispetto. Tutto lo staff della Hay House, inclusi Tonya, Jacqui, Jenny, Summer e Christy, per essere stati presenti e aver collaborato magnificamente in qualsiasi momento siano stati chiamati. Susan Shoemaker, la quale ha preparato innumerevoli tazze di t mentre mi leggeva tutto il libro ad alta voce, per ben due volte! Joel Carpenter, che mi ha accolto in casa sua e si sempre assicurato che smettessi di scrivere almeno per mangiare. Steven Wolfe, per essere un elemento basilare e stabilizzatore nella mia vita. Craig Pearl, mio fratello, per non aver riso. E Dio, lUnico in questo libro al quale non importa come scrivo il Suo nome.

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Il dono
Per quanto tempo ancora lascerai dormire la tua energia? Per quanto tempo ancora sarai consapevole della tua immensit? Bhagwan Shree Rajneesh Una Tazza di T

parte I

Capitolo 1

Primi passi
Esistono solo due modi per vivere la vita. Il primo come se niente fosse un miracolo. Il secondo come se tutto fosse un miracolo. Albert Einstein

IL MIRACOLO DI GARY
ome avr fatto questa persona a salire le scale? pensai, guardando attraverso la finestra accanto allentrata del mio studio. Il mio nuovo paziente stava arrivando in cima alla rampa di scale. Si muoveva a piccoli balzi intervallati da pause, durante le quali guardava quello che sarebbe stato il passo successivo, preparandosi allo sforzo. Per una volta in pi mi domandai se quella di iniziare unattivit di chiropratico al secondo piano di un edificio senza ascensore fosse stata la migliore fra le scelte. Non era come aprire unofficina per la riparazione di freni al termine di una discesa impervia? Non avevo molte possibilit quando iniziai la mia pratica nel 1981 e, come pareva, adesso ne avevo ancora meno... nonostante i motivi fossero diversi. Nell'arco di dodici anni, la mia pratica di chiropratico si era sviluppata a tal punto da diventare una delle principali in tutta Los Angeles. Come facevo a trasferirmi? Decisi di non uscire per aiutare questo uomo a salire gli ultimi due gradini. Non volevo diminuire in nessun modo la sua imminente soddisfazione per il compimento di un compito cos arduo. Vedevo chiaramente nel suo volto la
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determinazione risoluta di un alpinista che si appresta a compiere gli ultimi passi, prima di giungere sulla sommit del monte Everest. Quando raggiunse il pianerottolo, non potei fare a meno di ricordare limpavida arrampicata lungo il campanile del Gobbo di Notre Dame. Diedi unocchiata ai miei appunti, che mi rivelarono il nome della persona: Gary. Si era rivolto a me a causa del suo cronico dolore alla schiena. La cosa non mi sorprendeva affatto. Nonostante fosse giovane e in salute, aveva una postura contorta, che diveniva evidente nel momento in cui la sua figura si presentava davanti agli occhi. La sua gamba destra era pi corta della sinistra di diversi centimetri, e nella parte destra il bacino era molto pi alto. A causa di questa difformit, zoppicava in maniera vistosa, spostando la parte destra del bacino allinfuori ad ogni passo, spingendo il corpo in avanti per compensare. Il piede destro era piegato verso linterno e poggiava sopra il sinistro, cos che le sue due gambe agivano come una sola grossa gamba, bilanciando il peso della parte pi alta del corpo. Per mantenere lequilibrio, poi, la schiena si doveva inclinare davanti di circa trenta gradi, come se si preparasse a tuffarsi in piscina. La postura e landatura avevano intensificato i problemi alla schiena fin dallinfanzia. Gary mi raccont la sua storia; fin dalla sua nascita era come se la sua vita fosse stata tutta in salita. Il medico aveva tagliato troppo presto il cordone ombelicale, interrompendo cos la fornitura di ossigeno al suo piccolo cervello. Nel momento in cui i polmoni cominciarono a funzionare, il danno era ormai fatto, il cervello era stato danneggiato in un modo tale, che la parte destra del corpo non riusciva pi a crescere in modo simmetrico. Gi a quattordici anni Gary aveva consultato pi di venti medici nel tentativo di porre un rimedio alla sua condizione. Per aiutarlo a migliorare la sua postura gli fu allungato il tendine dAchille sul calcagno destro. Non funzion. Gli furono date scarpe ortopediche e stampelle: nessun miglioramento. Quando gli spasmi di dolore che piegavano la sua gamba destra diventarono troppo intensi, a Gary furono prescritti dei forti antidolorifici. Gli spasmi sembravano alimentati dalle cure, che non facevano altro che indebolirlo e disorientarlo. Finalmente, si rec nello studio di un famoso e stimato professionista. Se cera una persona che poteva aiutarlo, Gary era sicuro che si trattasse proprio di lui. Dopo unesame molto dettagliato il medico si sedette, lo guard dritto negli occhi e disse che non cera niente che si potesse fare. Egli disse che Gary avrebbe avuto sempre problemi con la schiena e aggiunse anche che i suoi
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problemi sarebbero aumentati con gli anni, perch il suo scheletro avrebbe continuato a deteriorarsi costringendolo su una sedia a rotelle. Gary fiss il medico. Egli aveva riposto tutte le sue speranze e le aspettative in questo professionista, e lasci il suo studio sentendosi pi a terra che mai. Fu quel giorno, per dirla con parole sue, che mentalmente depenn tutto lambiente medico. Passarono tredici anni. Mentre era al lavoro con una sua amica, disse che il suo mal di schiena in quel periodo era pi doloroso del solito. Curiosamente, quella donna era stata una mia paziente due anni prima, in seguito ad un serio incidente di motocicletta. Fu lei a parlare a Gary di me. Ora quella donna era qui. Assorbito nella sua storia, alzai gli occhi sopra gli appunti e gli chiesi: Sai cosa succede qui? Gary mi guard, in un certo senso sorpreso dalla domanda. Sei un chiropratico, non vero? Feci cenno di s, decidendo consciamente di non dire altro. Nellaria cera una sensazione di aspettativa. Ero lunico a sentirla? Portai Gary in unaltra stanza, lo misi sul tavolo e trattai il suo collo. Gli dissi di tornare dopo quarantotto ore e gli dissi anche che la prima visita era terminata. Due giorni dopo, Gary torn. Come avevo fatto prima, lo misi sul tavolo in pochi secondi. Questa volta gli chiesi di rilassarsi e di chiudere gli occhi e di non aprirli fin quando non glielo avessi detto. Portai entrambe le mani trenta centimetri sopra il suo torace, con i palmi in basso, notando le varie ed ancora inusuali sensazioni, mentre spostavo le mani verso la sua testa. Inclinai i palmi, portando entrambe le mani in prossimit delle tempie. Mentre le tenevo l, vidi gli occhi di Gary muoversi avanti, indietro e ai lati, con unintensit che indicava chiaramente che era tutto tranne che addormentato. Portai istintivamente le mani vicino ai piedi. Posi le mani di fronte alle piante. Era come se le mie mani fossero sospese da una struttura di supporto invisibile. A causa del suo difetto di nascita, la gamba destra di Gary rimaneva ruotata verso linterno anche quando era supino. Mentre guardavo le piante dei piedi coperte dai calzini, non avevo la bench minima idea di cosa avrei visto. Fu come se i suoi piedi fossero vivi; non vivi come lo sono tutti i piedi, ma come se fossero diventati due distinte unit viventi, luna diversa dallaltra, e chiaramente non era Gary. Affascinato dallo spettacolo,
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osservai il movimento dei piedi. In ognuno di essi sembrava essere presente una forma di coscienza indipendente. Improvvisamente, il piede destro di Gary cominci a muoversi come se stesse spingendo leggermente il pedale dellacceleratore. Mentre continuava a spingere, si aggiunse un secondo movimento: una rotazione verso lesterno che port il piede destro dalla sua posizione originaria di riposo sopra quello sinistro, a una posizione con le dita dirette verso il soffitto proprio come quelle del piede sinistro. Incapace di capire se stessi ancora respirando, osservai in silenzio, mentre gli occhi di Gary continuavano a muoversi ritmicamente come lasta di un metronomo. Il suo piede, che stava ancora puntando, ruot allindietro e torn nella posizione originaria. Lo schema si ripet. Verso lesterno, verso linterno, verso lesterno. Poi sembr fermarsi. Rimasi in attesa. E ancora in attesa. E ancora. Non sembrava accadere pi niente. Mi mossi lungo il tavolo fino a stare alla destra di Gary. Nonostante non fosse mia abitudine toccare il corpo di una persona quando facevo interventi di questo tipo, mi trovai obbligato a poggiare gentilmente le mani sulla parte destra del bacino, la mano destra sopra quella sinistra, anche se non direttamente una sopra laltra. Guardai gi verso i piedi di Gary. Ancora una volta il piede destro cominci a muoversi, prima nellatto di spingere il pedale e poi in quello rotatorio. Verso lesterno. Verso linterno. Verso lesterno. Attesi. Attesi ancora. Non sembrava accadere pi niente. Tolsi le mani dal bacino di Gary e con due dita picchettai gentilmente sul suo torace. Gary? Credo che abbiamo finito. Gli occhi di Gary si muovevano da una parte allaltra, anche se vedevo che cercava di aprirli. Pi o meno trenta secondi pi tardi, quando si aprirono, Gary apparve leggermente frastornato. Il piede si muoveva mi disse, come se non lavessi visto. Riuscivo a sentirlo, ma non riuscivo a fermarlo. Sentivo molto calore dentro di me, poi ho sentito una sorta di energia che si formava nel mio polpaccio destro. Quindi... penser che sia una cosa pazzesca, ma era come se delle mani invisibili ruotassero il mio piede, anche se non sembravano veramente delle mani. Ora si pu alzare gli dissi, facendo del mio meglio per non apparire sorpreso e allo stesso tempo cercando dentro di me di comprendere cosa fosse accaduto. Gary si alz e per la prima volta in ventisei anni rivel la sua altezza: un metro e ottanta. E due gambe completamente indipendenti. Lo guardai con stupore e pieno di gratitudine: la spina dorsale era diritta ed il suo bacino bilanciato. La sua espressione cominci a riflettere la comprensione
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di ci che era appena accaduto. Fece un paio di passi di prova e gli dissi che rimaneva ancora un po della sua zoppia, ma niente di lontanamente paragonabile allandatura precedente. Gary lasci lo studio con un grandissimo sorriso stampato sulla sua faccia, e io lo vidi scendere con grazia la rampa di scale.

SEGNALI
Da quel giorno, lenergia aveva chiaramente raggiunto un nuovo livello. Perch? Non saprei dirlo. Era semplicemente saltata ad un nuovo livello; a volte lo faceva ogni settimana, a volte nel giro di pochi giorni, a volte addirittura pi volte nellarco della stessa giornata. Anche allora sapevo che nonostante lenergia venisse attraverso me, non ero io a crearla o a direzionarla. Era qualcun altro a farlo, qualcuno molto pi potente di me. Nonostante mi fossi documentato molto, ci che mi stava succedendo non poteva esser fatto rientrare in nessuna delle energie di guarigione che avevo letto nei libri. Questa era molto pi che semplice energia. Era qualcosa che portava con s una vita ed unintelligenza che andava oltre le tante tecniche descritte nei milioni di libri pubblicati durante la New Age. Era qualcosa di diverso. Era qualcosa di estremamente reale. Ci che era accaduto quel pomeriggio con Gary non solo aveva cambiato la sua vita, ma avrebbe cambiato anche la mia. Non che Gary fosse lunico paziente con il quale avevo lavorato usando questo metodo, cio muovendo le mani sopra il corpo. Era una cosa che facevo da oltre un anno. Non era neanche lunico paziente ad aver ricevuto una guarigione rimarchevole. Egli per rappresentava il caso pi estremo, il paziente che aveva mostrato la disabilit pi severa e che era uscito dal mio studio con i maggiori benefici. Almeno due dozzine dei migliori medici di tutta la nazione non erano stati capaci di correggere o anche solo migliorare landatura, la postura e la rotazione del bacino e della gamba di Gary; ci nonostante i suoi difetti ed il dolore erano spariti. In pochissimi minuti. Scomparsi. Mi chiesi ancora una volta perch questa energia avesse scelto di apparire attraverso me. Voglio dire, se anche fossi stato seduto su una nuvola alla ricerca della persona giusta su tutta la faccia della terra alla quale passare uno dei pi rari e ricercati doni dellintero universo, non so se avrei attraversato letere, puntando lindice e dicendo: lui! lui. Date a lui questo dono.
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Forse non era accaduto in questo modo, ma era cos che a me sembrava. Non avevo certo passato la mia vita in cima a una montagna in Tibet a contemplare il mio ombelico mangiando ciotole di fango con le bacchette. Avevo passato dodici lunghi anni a fare il mio lavoro, avevo tre case, una Mercedes, due cani e due gatti. Ero un uomo che a volte faceva degli stravizi, guardavo pi televisione io di quanto non lo facesse un ragazzo di dodici anni e facevo tutto ci che credevo dovesse esser fatto. Avevo anche la mia bella dose di problemi, e in effetti, poco prima che queste circostanze bizzarre si manifestassero avevano raggiunto il livello di guardia, ma in generale la mia vita sembrava svolgersi secondo i piani. Ma i piani di chi? Questa era la domanda che mi facevo. Perch quando guardavo indietro, vedevo che erano stati messi certi segnali lungo la strada della mia vita: strani avvenimenti, coincidenze ed eventi che, anche se uno ad uno non significavano molto, presi tutti insieme e con il senno di poi sembravano dirmi che non mi trovavo realmente sulla strada che pensavo di aver scelto per me. Dove si trovava il primo segnale? Quanto indietro dovevo tornare? Se laveste chiesto a mia madre, avrebbe risposto che dovevo guardare al giorno che lasciai il suo grembo. La mia nascita era stata, con parole sue, inusuale. Naturalmente molte madri ricordano il loro primo parto come qualcosa di speciale e unico. Ma non esattamente la stessa cosa. Alcune donne affrontano travagli lunghi interi giorni, altre danno alla luce i loro figli nella foresta o sul sedile posteriore di un taxi. Mia madre? Mor mentre mi dava alla luce. Ma non fu la morte a turbarla. Ci che la turb fu dover tornare a vivere.

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Capitolo 2

Lezioni dalla vita dopo la morte


C una ragione logica per tutto ci che accade in questo mondo e oltre, ed ha perfettamente senso. Un giorno, comprenderai il proposito divino del piano di Dio. Lois Pearl

LOSPEDALE

uando nascer questo bambino?, diceva mia madre in preda allagonia. In sala travaglio, Lois Pearl, mia madre, aveva fatto gli esercizi di respirazione e aveva cominciato a spingere, spingere... ma non succedeva niente. Nossignore. Nessuna dilatazione. Solo dolore e ancora dolore, mentre la dottoressa tornava a controllarla tra un parto e laltro. Cerc di non gridare; era determinata a non dare spettacolo. Dopo tutto, si trattava di un ospedale. Cerano persone malate. Eppure, quando la dottoressa torn nuovamente, mia madre la guard e, con gli occhi pieni di lacrime, domand: Finir mai tutto ci? Preoccupata, la dottoressa mise una mano sulladdome di mia madre per vedere se io avessi mollato abbastanza per poter esser tirato fuori. Lespressione del suo volto dimostr che non era convinta. Ma considerato il dolore lancinante di mia madre, si volt verso linfermiera e con riluttanza disse: Portatela dentro! Fu messa su un lettino e trasportata in sala parto. Mentre il medico continuava a premere sul suo addome, mia madre not che la stanza
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si era riempita delle urla di una persona. Dio mio, pens mia madre, questa donna si sta coprendo di ridicolo! Si rese poi conto che, a parte il personale, lei era lunica persona in quella stanza; ci significava che le urla erano le sue. Stava dando spettacolo. Tutto ci la infastid molto. Quando finir? La dottoressa la guard in modo rassicurante e le fece assumere un p di etere. Fu come mettere un cerotto su un arto ferito. La stiamo perdendo... Mia madre riusciva a malapena a sentire la voce sopra il rombo dei motori, degli enormi motori, come quelli di una fabbrica, non certo di un ospedale. Quel suono, accompagnato da un prurito, aveva cominciato a formarsi attorno alle piante dei piedi. Cominci poi a salire lungo il corpo come se i motori si stessero muovendo in alto ed il rumore diventasse sempre pi intenso, eliminando completamente le sensazioni di una parte del corpo prima di spostarsi a quella successiva. Le rimaneva solo un senso di stordimento. Sopra il suono dei motori, il dolore del travaglio persisteva. Mia madre sapeva che si sarebbe ricordata quel dolore per tutta la vita. La sua ostetrica pensava che le donne dovessero vivere appieno la totale esperienza del parto. In due parole, niente antidolorifici. Neanche durante il parto, eccezione fatta per le poche boccate di etere quando le contrazioni raggiungevano il picco doloroso. Stranamente, nessuno dei medici o degli infermieri appariva distratto. Cera questenorme rumore e nessuno nella sala parto sembrava sentirlo. Mia madre si chiedeva: Come pu essere? I motori quindi e lo stordimento conseguente, avrebbero dovuto essere un sollievo. Ma quando i motori raggiunsero laltezza della vita, mia madre fu colpita da ci che sapeva sarebbe successo quando fossero arrivati al cuore. La stiamo perdendo... No! Fu invasa da un senso di resistenza. Dolore o non dolore, non voleva morire: immaginava le persone che amava distrutte dal dolore. Ma per quanto lottasse, i motori non invertivano la direzione. Procedevano in alto, stordendola sempre di pi, annullando la sua esistenza. Non riusciva a fermarli. Quando cap, successe qualcosa di strano. Nonostante non volesse morire, improvvisamente piomb su di lei un senso di pace. La stiamo perdendo... I motori raggiunsero lo sterno. Il loro rombo riemp la sua testa. Poi cominci ad ascendere...
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IL VIAGGIO
Non era il corpo di mia madre a vagare nellaria. Era ci che lei poteva chiamare soltanto la sua anima. Veniva portata in alto, verso qualcosa. Non si guard indietro. Non pi cosciente dellambiente fisico, sapeva di aver lasciato la sala parto ed i motori. Continuava ad elevarsi, a muoversi verso lalto. Nonostante non avesse una diretta conoscenza della vita dopo la morte o di qualsiasi cosa di tipo spirituale, ci non sembrava costituire un ostacolo. Non necessario un background spirituale per riconoscere quando la vostra essenza fondamentale lascia il vostro corpo e comincia a salire. Pu esserci soltanto una spiegazione. Lultima memoria di mia madre dal tavolo del parto fu che, nonostante stesse lasciando dietro di lei tutto ci che le era familiare, non le importava. Tutto ci inizialmente la sorprese. Nel momento in cui smise di combattere e si lasci andare cominci il suo viaggio. Per prima cosa ci fu una sensazione di pace totale, di tranquillit e di assenza di qualsiasi tipo di responsabilit terrena. Nessuna preoccupazione della vita quotidiana la tormentava pi. Nessuna scadenza da rispettare, nessun obbligo di tipo mondano, nessuna aspettativa, nessun limite da stabilire. Nessuna paura dellignoto. Una dopo laltra, tutte queste cose scomparvero... e fu un grande sollievo. Che grande sollievo! Mentre tutto ci accadeva, la sensazione di leggerezza entr dentro di lei e divenne cosciente del fatto che stava fluttuando. Si sentiva cos leggera con la scomparsa di tutte le responsabilit terrene, da ascendere ad un altro livello. Fu cos che cominci lascesa di mia madre, che si interrompeva soltanto per acquisire la conoscenza necessaria per procedere oltre. Pass pi livelli in successione, non ricordava un tunnel preciso, come racconta la maggior parte delle persone che hanno avuto simili esperienze. Ci che ricorda che lungo la strada incontr altri. Questi altri erano pi che semplici persone. Erano esseri, spiriti, anime di tutti coloro il cui periodo su questa terra era appena giunto al termine. Queste anime parlavano con lei, anche se parlare non sembra essere la parola giusta. La comunicazione era di tipo non verbale, una sorta di trasferimento del pensiero che non lasciava nessun tipo di dubbio su ci che veniva espresso. L non esistono i dubbi. Mia madre apprese che il linguaggio verbale, come noi lo conosciamo, non aiuta la comunicazione, ma rappresenta un ostacolo. uno degli ostacoli che ci vengono dati come parte della nostra esperienza di apprendimento sulla Terra. anche parte di ci che ci mantiene nellambito limitato di
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comprensione nel quale ci troviamo, al fine di acquisire la padronanza delle nostre altre lezioni. Lanima, lessenza di una persona, lunica cosa che sopravvive e che conta, cap mia madre. Le anime mostrano chiaramente la loro natura. Non cerano volti, corpi e niente dietro cui nascondersi e ci nonostante era in grado di riconoscere ogni essere per ci che veramente era. La loro facciata fisica non era pi parte di loro. Veniva lasciata come un ricordo del ruolo interpretato nelle vite delle persone amate, da custodire gelosamente nei ricordi delle loro esistenze. Questo testamento della verit dei loro vecchi esseri fisici tutto ci che resta sulla terra. La loro vera essenza trascende. Mia madre cap quanto poco importante fosse il nostro aspetto esteriore, e quanto sia basso il nostro attaccamento a questi valori. La lezione da imparare a quel livello era quella di non giudicare le persone dalla loro apparenza, razza e colore, n sulla base del loro credo o del livello di istruzione. Deve essere scoperto ci che le persone realmente sono, per vedere ci che dentro di loro, oltre laspetto esteriore, per ammirare la loro vera identit. Nonostante questa fosse una lezione che gi conosceva qui, lilluminazione appena acquistata era infinitamente pi intricata e infinitamente pi espansiva. Era impossibile giudicare il passare del tempo. Mia madre sapeva di essere stata l abbastanza a lungo per salire su tutti i livelli. Sapeva anche che ogni livello insegnava una diversa lezione. Il primo livello era quello delle anime dirette sulla terra, quelle ancora non pronte ad andarsene. Sono quelle alle quali difficile separarsi dai propri familiari. Sono solitamente spiriti che sentono di non avere completato determinate cose. Possono aver lasciato dietro di s persone malate o affette da handicaps, la cui cura era totalmente affidata loro (e che non vogliono abbandonare). Queste anime rimangono su questo livello fino a quando non sono in grado di liberarsi dei loro legami terreni. Sono su questo livello anche quelle anime che hanno subito una morte improvvisa e violenta, che non ha dato loro tempo di capire perch sono morte ed il processo attraverso il quale dovranno passare per ascendere. In un modo o nellaltro, sentono ancora forti legami con il mondo dei vivi e non sono pronte ad andarsene. Fin quando non capiscono di non essere pi in grado di operare su quel piano, di non appartenere pi a quei luoghi e di non essere pi di quella dimensione, resteranno al primo livello, il pi vicino alla loro vita passata. I ricordi di mia madre del secondo livello sembrano essere validi, ma quelli del terzo sono estremamente dettagliati.
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Arrivata al terzo livello, ricorda di aver provato una sensazione di pesantezza. Si sent molto triste quando cap di trovarsi al livello delle persone che si sono tolte la vita. Queste anime si trovano nel limbo. Sembrano isolate, incapaci di muoversi in alto o in basso. Non hanno direzione. La loro presenza di una qualit inutile. Sar loro concesso di salire per completare la loro lezione ed evolvere nel loro sviluppo? Non riusciva a capire se sarebbe stato cos. Forse sarebbe occorso pi tempo, ma questa una pura speculazione. Era una risposta che mia madre non riusciva ad avere. Qualunque fosse la causa, queste anime non erano in stato di quiete, e stare a questo livello non era una cosa piacevole, non solo per chi si trovava l, ma anche per quelli che passavano. La lezione di questo livello era indelebile e chiara: togliersi la vita interrompe i piani di Dio.

ULTERIORI LEZIONI
Mia madre fu in grado di riportare altre lezioni sulla terra. Le fu mostrata linutilit di piangere i morti. Se c unesperienza spiacevole per gli spiriti, quella di vedere il dolore provato dalle persone che restano. Vogliono che noi gioiamo della loro morte, che accompagnamo con squilli di trombe il loro ritorno a casa, perch quando moriamo siamo dove vogliamo essere. Il nostro dolore per la perdita dello spazio occupato da quella persona nelle nostre vite. La loro esistenza, che sia stata bella o meno, era parte del nostro processo di apprendimento. Quando queste persone muoiono, perdiamo la fonte dalla quale deriva quella lezione. C da sperare soltanto di avere imparato ci che dovevamo imparare o che, riflettendo sulla loro vita e sul modo con il quale essa ha interagito con la nostra, saremo in grado di farlo in un secondo momento. Mia madre sapeva che il passaggio del tempo, dal momento in cui abbandoniamo il cielo e scendiamo sulla terra, fino a quello del ritorno, nella nostra coscienza eterna equivale ad uno schiocco di dita e che siamo tutti provvisori. allora che capiamo che cos deve essere. Le fu anche mostrato che non importa quanto ingiuste e terribili siano le cose che accadono alle persone sulla Terra: non colpa di Dio. Quando vengono uccisi dei bambini innocenti o delle brave persone muoiono dopo una lunga malattia, quando una persona viene ferita o sfregiata, niente di tutto questo ha a che fare con la responsabilit o la colpa. Sono lezioni che noi dobbiamo imparare, quelle nel nostro piano divino. Sono lezioni che ci
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vengono impartite per la nostra evoluzione, sia per chi d che per chi riceve. In un quadro pi ampio, questi avvenimenti avvengono sotto la direzione e il controllo della persona che le vive. Lazione, o ci che ne risulta, semplicemente la nostra orchestrazione degli eventi. Comprendendo tutto ci, le fu chiaro che non appropriato chiedersi come possa Dio permettere che certe cose accadano o, sulla base di questi eventi, chiedersi se Dio esista o meno. Mia madre adesso capiva che cera una spiegazione perfettamente logica per tutto questo. Ed era cos perfetta che si domandava perch non lavesse capita prima. Guardando lintero quadro, cap che ogni cosa, ogni cosa, come dovrebbe essere. Mia madre cap anche che la guerra uno stato temporaneo di barbarie, un modo inetto ed ignorante di chiarire le differenze e che, ad un certo punto, non esister pi. Queste anime reputano la dipendenza dellumanit dalla guerra non solo primitiva, ma addirittura ridicola: giovani uomini che vengono inviati su campi di battaglia per conquistare un pezzo di terra. Un giorno, il genere umano esaminer nuovamente lintero concetto e si chieder il perch. Quando esisteranno molte anime evolute dotate di ampia intelligenza per risolvere i problemi, tutte le guerre scompariranno. Mia madre scopr anche perch le persone che in apparenza avevano fatto cose terribili durante la loro vita venissero ricevute senza alcun giudizio. Le loro azioni erano diventate lezioni dalle quali dovevano imparare, per diventare esseri pi perfetti. Devono evolversi partendo dalle loro scelte. Naturalmente, ci significa che queste anime dovranno necessariamente far ritorno sulla Terra fin quando non avranno assorbito la conoscenza derivante da quelle che sono state le conseguenze del loro comportamento. Passeranno attraverso questo ciclo di nascita e rinascita per tutto il tempo che sar loro necessario ad evolversi e alla fine torneranno a Casa.

Una volta completate le lezioni, mia madre ascese al livello pi alto. Una volta giunta, smise di salire e cominci a scivolare in avanti senza nessuno sforzo, trascinata secondo un preciso progetto da una certa forza. Le forme e i colori pi belli le scorrevano accanto. Erano simili a paesaggi, tranne il fatto che... non cera terra. In qualche modo sapeva che erano fiori ed alberi e che non cera niente di simile sulla terra. Queste forme e colori indescrivibili non presenti nel mondo che aveva appena lasciato, la riempivano di meraviglia.
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Gradualmente, mia madre divenne consapevole che stava procedendo sopra una specie di strada, un sentiero fiancheggiato da anime conosciute: quelle di amici, parenti e persone che conosceva da molte vite. Erano l per darle il benvenuto, guidarla e farle sapere che andava tutto bene. Era una sensazione indescrivibile di pace e tranquillit. Alla fine di quella strada, mia madre vide una luce. Era come quella del sole, cos luminosa da temere che le avrebbe bruciato gli occhi. La sua bellezza era indescrivibile. Non riusciva a guardare da nessunaltra parte. Stranamente, pur avvicinandosi, non prov dolore agli occhi. Quella grande lucentezza le sembrava familiare, in un certo modo confortevole. Si trov circondata dalla sua corona e sapeva che quella luce era qualcosa di molto pi di un raggio: era il nucleo dellEssere Supremo. Aveva raggiunto il livello della Luce che tutto conosce, tutto arde, tutto accetta e tutto ama. Mia madre sapeva di essere finalmente a Casa. Il luogo al quale apparteneva. Quello da dove era venuta. A quel punto, la Luce comunic con lei senza usare parole. Con un paio di pensieri le forn cos tante informazioni che da sole sarebbero bastate a riempire diversi volumi. La sua vita, questa vita, si dispieg davanti a lei in una sequenza di immagini. Era una cosa meravigliosa da vedersi: praticamente tutto ci che aveva fatto e detto le veniva mostrato. Riusciva a sentire la gioia o il dolore che aveva dato agli altri. Attraverso questo processo ricevette la sua lezione senza nessun giudizio. Nonostante non ci fosse alcun giudizio, sapeva che era stata una buona vita. Dopo un po le fu detto che sarebbe stata rimandata sulla Terra. Ma lei non voleva tornare. La cosa era curiosa: nonostante avesse cos tanto lottato per non lasciare quel mondo, adesso non voleva farvi ritorno. Era circondata da cos tanta pace, dalla nuova comprensione e dai suoi vecchi amici. Voleva rimanere l per tutta leternit. Come si poteva solo pensare che volesse tornare indietro? A queste domande silenziose, le venne risposto che ancora non aveva terminato il suo compito sulla terra; doveva fare ritorno per crescere suo figlio. Il motivo per il quale era stata chiamata era per acquisire degli speciali consigli su come farlo! Allimprovviso mia madre si sent spingere allesterno del nucleo della Luce, lungo il sentiero che aveva precedentemente percorso. Solo che adesso stava andando nella direzione opposta, ben consapevole che stava facendo ritorno sulla terra. Lasciare quelle anime cos tanto familiari, quel colore, quelle forme, la Luce stessa, la rattrist profondamente.
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Mentre si allontanava dalla Luce, la sua conoscenza cominci a spegnersi. Sapeva di essere stata programmata per dimenticare; non doveva ricordare. Cerc disperatamente di aggrapparsi a quello che rimaneva, ben consapevole che non si trattava di un sogno. Fece il possibile per conservare i ricordi e le impressioni, molte delle quali se ne erano gi andate; percep un vuoto terribile. Tuttavia provava una grande pace interiore insieme alla consapevolezza che quando sarebbe venuto il momento di ritornare a Casa sarebbe stata accolta con amore. Sapeva che almeno questa cosa lavrebbe ricordata. La morte non le faceva pi paura. In quel momento, mia madre sent il suono distante dei motori. Questa volta iniziavano dalla testa e attraversavano il suo corpo diretti verso il basso. Al di l del rombo cominci a sentire voci umane e poi il battito del suo cuore. Quasi tutto il dolore era scomparso. I motori si muovevano sempre pi in basso e il loro rombo diminuiva progressivamente dintensit, fino a scomparire, lasciando il posto ad un leggero formicolio alle piante dei piedi. Poi scomparve anche quello. Era finita. Era tornata a ci che le persone amano credere il mondo reale. Il medico, adesso decisamente pi rilassato, le sorrise. Congratulazioni, Lois. un bellissimo bambino.

IL SIGNIFICATO DI TuTTO CI
Mia madre non mi aveva ancora visto. Per prima cosa dovevano pulirmi, pesarmi e contarmi le dita. Poi fui portato nella sua stanza. Mentre la trasportavano sulla sedia a rotelle lungo i corridoi, il senso di ci che aveva appena vissuto e assorbito la travolse improvvisamente. Sapeva intuitivamente di aver gi dimenticato molte delle cose che solo pochi minuti prima le appartenevano: perch il cielo blu, perch lerba verde, perch il mondo rotondo, qual il significato della creazione... e la logica perfetta di tutto ci. Sapeva anche che sicuramente esiste un Essere Supremo. C un Dio. Ricord anche una cosa di una chiarezza inequivocabile: Veniamo messi al mondo per imparare delle lezioni che ci rendono anime pi complete. Dobbiamo vivere il nostro piano su questo livello prima di essere pronti a salire ad un altro livello. Ecco perch alcune persone sono anime vecchie, mentre altre sono anime giovani.
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Oggi possibile trovare molte di queste informazioni in libri sulla metafisica, ma non allepoca. Le librerie non avevano sezioni dedicate alle pubblicazioni sulla New Age e queste lezioni non venivano certo insegnate o tramandate sotto forma di tradizioni religiose. Mia madre non aveva amici che parlavano di queste cose e neanche, rientrata dallospedale, si mise alla ricerca dellilluminazione; voleva solo che un feto recalcitrante uscisse dal suo corpo prima di impazzire dal dolore! Tuttavia era chiaro che mia madre era cambiata. Lo sentiva e sapeva anche che, per somma ironia, parte del cambiamento derivava dallaver lasciato dietro di s i ricordi di tante lezioni. Per tutta la sua vita stata unestrema perfezionista, compulsiva direi. Adesso che la cosa che desiderava maggiormente era quella di incarnare ogni singolo principio che le era stato insegnato, scopriva di averne dimenticato la maggior parte. Com possibile mettere in pratica ci che non si ricorda? Per questo motivo mia madre decise che era ora di cominciare ad essere pi indulgente nei confronti di se stessa... e degli altri. Avrebbe lasciato che un sottile strato di polvere potesse entrare in casa, non avrebbe pi portato con s una bottiglia disinfettante per pulire i sanitari delle stanze dalbergo ed avrebbe cominciato ad accettare le cose per quello che sono. Mentre veniva spinta lungo il corridoio apparve mio padre, che le si affianc tenendo il passo. Gli fece cenno di avvicinarsi. Quando saremo nella stanza sussurr devo dirti qualcosa che sono stata programmata a dimenticare. Una volta nella stanza, cerano due donne nei rispettivi letti. Mia madre sussurr: Non ripetere niente di ci che sto per dirti, altrimenti le persone potrebbero pensare che sia pazza. Non lo far. Cominci a descrivere tutto quello che riusciva a ricordare. Mio padre ascoltava in silenzio e mia madre era sicura che lui non dubitava di ci che lei gli stava raccontando. Sapeva che non si sarebbe potuta inventare una storia simile. Una volta finito, mia madre fu sopraffatta dal sonno. Disse a mio padre di andare dritto a casa senza indugi e di scrivere al pi presto tutto ci che gli aveva raccontato. Erano informazioni troppo importanti per potersi permettere il lusso di perderle. Anche lui era daccordo. Al suo risveglio, guard la donna nel letto accanto al suo. La riconobbe, laveva vista il giorno prima. Il suo primo pensiero fu: mamma mia quant brutta! E poi disse tra s: Aspetta un attimo. Hai appena capito che lapparenza di una persona non ha importanza. Lironia di tutto ci la fece ridere.
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Hai parlato nel sonno tutta la notte le disse la donna. Davvero? Stavi recitando le Scritture. Cosa ho detto? Non lo so, parlavi una lingua incomprensibile. Una lingua incomprensibile? Mia madre non parlava nessuna lingua straniera e non conosceva nessuna lingua morta; lunica scrittura che conosceva era il Salmo 23, e per giunta in inglese. Rimase distesa. Troppe domande. Se ancora avesse avuto un dubbio su ci che le era successo il giorno precedente, adesso non ne aveva pi. In sala parto era successo qualcosa di veramente insolito. Sapeva che non si trattava di un sogno, non fosse altro perch i sogni non ci cambiano, almeno non cos in profondit. Com possibile entrare in un sogno con la paura della morte ed uscirne non solo privi di tale paura, ma addirittura sentendosi perfettamente a proprio agio e sapendo di essersi sempre sentiti in quel modo?! Mia madre voleva scavare nel profondo di quella sua esperienza. In particolare voleva sapere cosa fosse successo al suo corpo nella sala parto quando, priva di conoscenza, la sua coscienza era in comunione con esseri di pura luce. Cap subito che scoprirlo non sarebbe stata una cosa semplice. Quando mia madre chiese al dottore se si fosse verificato qualcosa di strano in sala parto, le fu detto no, stato un parto normale. Stando a ci che diceva il medico, lunica complicazione, per giunta di lieve entit, era stata la necessit di utilizzare il forcipe per mettere il bambino nella giusta posizione una pratica molto comune a quel tempo.

IL CODICE DEL SILENZIO


Un parto normale? Non poteva essere vero. La frase parto normale non coincideva affatto con le parole la stiamo perdendo. Mia madre parl allostetrica che aveva lavorato con lei sia in sala travaglio che in sala parto, ma nessuno si ricordava di averla sentita parlare lingue straniere e sembravano non esserci stati problemi. andato tutto bene le fu detto. Se medici ed ostetrici fossero state le uniche persone presenti al fatto, la cosa poteva dirsi conclusa. Mia madre per si ricord della presenza di unin42

fermiera ausiliare. Gli ausiliari hanno un'uniforme diversa dalle altre e portano avanti il loro lavoro in modo silenzioso ed efficace. Spesso la loro presenza non viene neanche avvertita e nella maggior parte dei casi il loro contributo viene enormemente sottovalutato. Gli ausiliari non hanno bisogno di nascondere la verit, quando le cose non vanno per il verso giusto. Mia madre trov linfermiera e le disse: So che successo qualcosa in sala parto. Dopo una lunga pausa, linfermiera scosse le spalle dicendo: Non posso dire molto, ma tutto ci che posso dirle che... lei ha avuto molta fortuna. La stiamo perdendo? Ha avuto fortuna? Ci bastava a confermare quello che gi sapeva: quel giorno era accaduto qualcosa di speciale in sala parto, qualcosa che andava oltre la gioia di avermi messo al mondo senza il beneficio dellanestesia. I medici, in effetti, lavevano persa. Era morta, ed era ritornata. Cominci a pensare di aver vissuto non tanto unesperienza di quasi-morte, ma una di vita dopo la morte. Il termine quasi-morte un po annacquato. Mia madre non era stata vicina alla morte. Mia madre era morta. E come tutte le persone che sono tornate dalla morte, adesso era diversa. Capiva che tutto ci che succedeva nella sua vita, giusto o sbagliato che fosse, era esattamente ci che serviva alla sua anima in quel momento per poter progredire. Torna indietro... fino a quando dimostrerai di aver imparato la lezione. parte dellevoluzione. Questa lezione si rivel estremamente proficua e opportuna. Mi aveva appena dato alla luce e ai suoi occhi, fin dal momento della mia nascita, ero una creatura estranea al reame delle cose normali.

Era unesagerazione tipicamente materna? Forse, tranne per il fatto che mia madre continuava a sostenere di avere le prove che dal primo momento in cui ha posato il suo sguardo su di me, il giorno successivo alla mia nascita, sapeva che non ero un bimbo ordinario. Ero lunico neonato nella nursery ed entrando in quella stanza con il biberon in mano, mia madre si avvicin alla mia piccola culla di vimini e guard dentro. Giacevo sullo stomaco, sveglio. Ciao, piccolo straniero mi disse in segno di saluto. Siamo io e te contro il resto del mondo. Io e te.
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Quando sentii il suono della sua voce, puntai le braccia ed alzai la testa, girando prima sulla sinistra e poi sulla destra, come se stessi ispezionando lambiente. Mia madre osserv tutto ci con una grande sorpresa. Poteva essere possibile? Le era sempre stato detto che i muscoli di un neonato sono troppo deboli per poter compiere unoperazione del genere. Mia madre pos il biberon su un tavolo vicino, poi esit. Chiss quali germi potevano essere annidati sulla superficie di quel tavolo... Si immaginava i germi arrampicarsi lungo il biberon e attraverso la tettarella contaminare il latte. Ma non aveva appena imparato che era meglio ignorare queste piccole ossessioni che la consumavano e che c un motivo ed un equilibrio per tutto? Quasi. Mia madre raggiunse un compromesso mettendo un fazzoletto di carta tra la bottiglia ed il tavolo, poi mi prese in braccio. Dal primo momento in cui mi aveva visto si era innamorata di me. Pi tardi, quando il medico pass a visitarla, mia madre le disse che avevo alzato la testa. I neonati non lo fanno disse con assoluta fermezza, dopodich venne ad esaminarmi. Un secondo pi tardi mia madre sent la voce del medico provenire dallaltra stanza. Giovanotto, ancora non dovresti saperlo fare... In quel momento mia madre sapeva che qualcosa di straordinario stava accadendo.

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Capitolo 3

Cose da bambini
I bambini dicono le cose pi terribili. Art Linkletter a bambino, mi dicono, imparavo velocemente, ma altrettanto velocemente mi annoiavo. Avevo molta immaginazione ed ero incostante, premuroso e temerario, affettuoso ed egoista. Come la maggior parte dei bambini ero convinto che luniverso girasse intorno a me ed ai miei bisogni. Perch no? Nella mia mente esistevano dei confini flebili tra ci che io desideravo e ci che mi aspettavo di ricevere. Credevo che tutto dovesse andare a modo mio. Tutto quanto. Piani di famiglia compresi. Mia madre sent il primo guizzo di una nuova vita nel suo ventre quando avevo pi o meno due anni. La sensazione le venne data sotto forma di due battiti distinti, cosicch si convinse che stava aspettando dei gemelli. Gli addetti ai lavori le dissero che non era vero, anche quando la sua pancia cominci a crescere enormemente... sempre di pi... e sempre di pi. Era una donna alta e snella. Se la si guardava da dietro si notava solo la sua altezza e la sua silhouette snella, ma quando si metteva di profilo era facile immaginare che si poteva tranquillamente appoggiare un vassoio sulla sua pancia. Adoravo avvicinarmi e ascoltare le nuove vite scalciare nel suo stomaco. Quando appoggiavo lorecchio sulla sua pancia, le creature al suo interno diventavano estremamente attive. Era una cosa che mi affascinava. Qualche mese pi tardi mia madre fece ritorno in sala parto, ma questa volta le furono dati degli antidolorifici. Non sent nessun motore e non ci fu nessuna odissea.
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Spinga le dissero i dottori. Le voci sembravano provenire da una fitta nebbia; spinse e si addorment. Fu svegliata quasi subito. Congratulazioni, una bellissima bambina. Contenta e sotto leffetto dei farmaci, fece un cenno col capo e si riaddorment. Pochi minuti pi tardi la svegliarono ancora. Spinga. Sapevo che sarebbe successo, pens. E cominci a spingere. La cosa seguente che ricordava erano le parole: Congratulazioni, un bellissimo bambino. Sapendo che era finita, si lasci scivolare in un sonno profondo. La svegliarono nuovamente. Spinga. No, un altro no! Risero. No, questo per gli annessi fetali. Quando i gemelli arrivarono a casa, fu sorpresa di scoprire che il suo primogenito, cio io, appariva tuttaltro che contento. Cosa ti succede? Non li volevo. Avevi detto di s rispose mia madre. Non vero. Avevi detto che volevi un fratellino e una sorellina . A gambe divaricate, il pugno destro appoggiato saldamente sul fianco, guardai mia madre dritta negli occhi. Ti avevo detto che volevo un fratello o una sorella. Oooooo una sorella. Prendine uno e portalo indietro. Non avevo proprio idea delle difficolt che avrei incontrato ad abituarmi a dividere con i miei fratelli uno spazio che era stato mio fino a quel momento. Sarebbe stata unenorme sfida (ok: una lezione per crescere) negli anni a venire.

APRI LA PORTA
Ecco come viene visto un comportamento precoce: a volte carino, a volte no. Fin dalla pi giovane et ho avuto problemi con lautorit e problemi ancora pi grandi con la noia. Era una combinazione imprevedibile. Se cera qualche cosa dalla quale avrei dovuto tenermi alla larga, potete stare sicuri che era l che sarei andato. Se cera qualcosa che non avrei dovuto fare, lavrei sicuramente fatta. Come dice mia madre, per tenermi occupato, diventai un maestro di trucchetti e spiegazioni. Arrendermi al sonno era solo un modo per rinvigorire. E anche quando dormivo avevo paura che mi sarei perso qualcosa.
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Un esempio di uno dei miei scherzi coinvolse la mia nonna materna, Nana. Pochi giorni dopo lingresso in casa di mio fratello e di mia sorella, Nana venne da noi a fare la baby sitter. Tutto ci consentiva a mia madre di tirare un sospiro di sollievo. Mio fratello e mia sorella erano nella culla, e io stavo guardando la TV. Tre pentoloni bollivano sul gas, uno pieno di pannolini e gli altri due di bottiglie di latte in polvere, mentre un carico di bucato aveva appena finito di asciugarsi nel seminterrato. Nana scese a prendere i vestiti. Da grande lavoratrice e donna intelligente quale era, cerc di fare le cose il pi velocemente possibile, perch sapeva che non era una cosa saggia lasciarmi da solo per lungo tempo. Con le braccia cariche di bucato pulito, inizi a salire le scale, quando vide che la porta del seminterrato stava per chiudersi. Cerc di fare pi in fretta, ma la porta si chiuse prima che potesse raggiungerla. Anche la serratura scatt. Appoggiata alla porta con tutti i vestiti sulle mani, Nana riusc a liberarne una e a girare la maniglia. La porta era chiusa. Eric, apri la porta disse con voce dolce e controllata. Con voce altrettanto dolce e controllata le risposi: Uhn-uh. Dai, apri la porta. Uhn-uh. Nana sapeva che un tono autoritario non avrebbe avuto successo con me. Ma non aveva intenzione di farsi fregare da un ragazzino, per quanto precoce, soprattutto in quel momento, con tre pentole che stavano bollendo sul gas in una stanza e con due neonati in unaltra stanza. Tent quindi con un approccio diverso. Scommetto che non ce la fai ad arrivare alla maniglia disse, facendo leva sulla mia testardaggine. S, ce la faccio. Io scommetto di no. Silenzio. Nana cominci a sudare. Era come se riuscisse a sentire gli ingranaggi del mio cervello che valutava la situazione. Ma alla fine, come aveva sperato, dovevo dimostrarle che ce la potevo fare. Spinsi verso lalto la maniglia. La sentiva scuotersi delicatamente. Scommetto che non sei capace ad aprirla disse. Invece ce la faccio. Ancora una volta lei mi disse: Scommetto che non ce la fai. Ci fu unaltra lunga pausa. I vestiti cominciavano a pesare. La serratura consisteva in una piccola maniglia che doveva essere spinta e girata. Se la
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serratura veniva aperta si sarebbe sentito un piccolo click. Nana aspettava quel rumore. Doveva essere veloce. Non voleva farmi male nellaprire la porta troppo velocemente, ma sembrava essere lunica scelta. Non resistetti. Click. Nana spinse la porta, che si apr pi velocemente di quanto si aspettasse. I vestiti puliti e appena piegati caddero sul pavimento. Io finii a terra prima di riuscire a scappare. Mi sedetti e piansi. Nana and a spegnere il gas, poi torn a consolarmi. Avevo solo due anni e mezzo, ma quel giorno mia nonna cap che la sua carriera di baby sitter era gi terminata.

TRA LE NuvOLE
Nana era la madre di mia madre e Bubba era quella di mio padre. Bubba era una donna di vecchio stampo, una di quelle che dava quei grossi baci stile europeo sulle guance, con dei risucchi che avrebbero reso ridicolo unaspirapolvere. Era piena di vita, dotata di unenergia infinita e di un grande senso dellumorismo, che spesso metteva i parenti conservatori in grande imbarazzo. Alle cene per le feste comandate sedeva sempre accanto a me, e quando restavo a dormire da lei mi portava in giardino di prima mattina a cogliere le fragole per poi cucinare una grande colazione. Poi mi prendeva in braccio e, mentre faceva le faccende di casa, mi portava con s come se fossi stato leggero come una piuma. Amavo quella sensazione, viaggiare attraverso lo spazio senza usare i piedi. Viaggiare pi velocemente, ecco ci che volevo. Dio mio, quanto le volevo bene. Un giorno di gennaio, Bubba entr in ospedale e non ne usc mai pi. Sembra che, mentre era distesa nel letto, avvert un forte dolore al petto, si sforz per chiamare linfermiera, ma non riusc a raggiungere il bottone. Ai miei genitori toccava larduo compito di gestire la scomparsa improvvisa di Bubba dalla mia vita. andata a dormire mi dissero, ma non si sveglier pi. Ci pensai un poco, poi smisi. Io posso svegliarla dissi. Scommetto che se le mettiamo tre aspirine in bocca e mi metto a saltare sulla pancia, si sveglier. Quella di saltellare sullo stomaco era una mia strategia addizionale, qualcosa da mettere in atto in caso non fosse bastata laspirina.
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Questa stata una delle poche volte nelle quali ricordo di aver visto mio padre piangere. Il funerale fu celebrato subito dopo. Non mi fu consentito di andare. I miei genitori pensavano che, a cinque anni, sarebbe stato troppo traumatico per me vedere il corpo senza vita di mia nonna. Bubba se ne era andata, e tutti, tranne me, la salutarono. La notte a letto pensavo a lei. A volte piangevo in silenzio per non farmi sentire. Mi mancava e nonostante allepoca non comprendessi quel concetto, non avevo avuto nessun senso di chiusura. Nel frattempo sapevo anche che se non avevo potuto salutare Bubba lei non mi aveva certo dimenticato. Sapevo esattamente dove si trovava e che mi stava sorvegliando come aveva sempre fatto. Lo sapevo perch mi aveva sempre aiutato quando ne avevo bisogno, come quando giocavo fuori con i miei amici e cominciava a piovere. Volevano tutti tornare a casa, il che significava che avremmo smesso di giocare; quindi dicevo loro: Aspettate, torno subito. Mentre tutti aspettavano sotto il porticato, raggiunsi il retro della casa dove nessuno mi poteva vedere e guardando verso il cielo dissi: Bubba, puoi far smettere di piovere per favore? Nel giro di pochissimo smise di piovere. Sembrava proprio che Bubba non mi avesse abbandonato.

IN ROTTA CON LA SCuOLA


Arriv il tempo dellasilo. Fin dal momento in cui varcai quella soglia, la scuola mi annoi a morte. Passavo la maggior parte del tempo a fantasticare, ma non le tipiche fantasie di un bambino, come giocare a palla, essere un eroe o combattere i mostri (qualche volta ho combattuto con un paio di uragani, ma chi non lha fatto?). Immaginavo spesso di essere loracolo di Delfi. Non sapevo esattamente chi o cosa fosse loracolo di Delfi, ma mi immaginavo seduto in una caverna a ricevere fiumi di persone venute da lontano per ascoltare il mio consiglio. Contemplavo anche atti che sapevo non essere possibili, come ad esempio fare passare le mani attraverso i muri. Ero sicuro che se mi fossi chiuso in camera per tre giorni avrei scoperto come fare. Era strano che nessuno lo sapesse fare. Forse avevano provato anche loro da bambini ed erano giunti alla conclusione che si trattasse di una perdita di tempo.
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Se agli insegnanti non piaceva il mio sognare ad occhi aperti, potete stare sicuri che piaceva ancora meno la mia mancanza di attenzione. Disturbavo spesso, mi comportavo male, attiravo lattenzione su di me, oppure li ignoravo e mi perdevo nel mio mondo. Prima della fine del primo anno di scuola ero stato cos tante volte nei guai che mia madre un giorno scoppi a piangere davanti al direttore. Quando finir tutto questo? disse mentre piangeva, ripetendo inavvertitamente le parole che aveva usato quando ero nato. Quando si interesser a qualcosa disse il direttore. E quando accadr? Potr accadere in qualsiasi momento. Il direttore fece una pausa poi si mise a ridere. Per mio figlio ho dovuto aspettare che andasse al college. Non che non avessi interessi; semplicemente non si manifestavano a scuola. Quando mio nonno mi diede una scatola piena di vecchi orologi guasti, ne rimasi affascinato. Allepoca gli orologi erano intricati misteri composti da piccolissimi pezzetti che interagivano tra di loro (prima della rivoluzione digitale). Ogni volta che uno dei suoi orologi si rompeva, se non era possibile ripararlo, mio nonno lo metteva in una vecchia scatola con tutti gli altri che avevano subito la stessa sorte. Un giorno mi port questo scrigno del tesoro pieno di orologi guasti. Nessuno funzionava e naturalmente erano troppo grandi perch potessi indossarli, ma la cosa non mi dispiaceva. Volevo giocarci lo stesso. Cosa che effettivamente feci. Ne caricavo uno e immediatamente cominciava a ticchettare. Ne caricavo un altro che cominciava a muoversi e poi si fermava. Un terzo non cominci nemmeno a muoversi, cosicch lo scossi un poco. Tenevo in mano quello che funzionava, poi lo lasciavo andare per qualche minuto. Lo riprendevo e continuava a funzionare. Tenevo laltro e anche questo cominciava a funzionare. Presto mi trovai a riparare i vecchi orologi dei miei amici. Credo che sia pi o meno il principio opposto di ci che provoca larresto degli orologi, quando alcune persone li mettono al polso. Ma per certe persone, labilit di riparare gli orologi senza doverli aprire, non era tanto importante quanto quella di colorare rispettando i bordi e recitare poesie a memoria. I miei risultati scolastici furono considerati cos bassi che quando ero in terza elementare venne a casa unassistente sociale a fare un controllo sul nostro ambiente familiare, per rendersi conto perch non ero bravo a scuola. Immediatamente dopo il suo arrivo le chiesi se mi poteva spiegare il concetto di infinit. Innervosita, si alz e usc di casa. Dovr parlarne al direttore disse. Anche se lo ha fatto, non mi ha detto mai cosa ha imparato.
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QuESTA vOLTA, LA CHIuSuRA


Cera unottima ragione per contemplare le cose di natura infinita, perch pi o meno nello stesso periodo avrei sofferto unaltra perdita importante: il mio cane. Silk, un dobermann, aveva gi due anni quando nacqui, eppure sopportava gentilmente il mio comportamento infantile, compresa la mia abitudine di usare il suo labbro inferiore come impugnatura per alzarmi in piedi appoggiandomi a lei mentre imparavo a camminare. Faceva delle grosse smorfie di dolore, ma non perdeva mai la pazienza e nemmeno ringhiava. Era come se in un certo senso sapesse che ero un bambino ed avevo bisogno del suo amore e della sua protezione. Amavo toccare le cose fredde, compresi gli orecchi di Silk. Quando dormiva accanto al mio letto, allungavo il braccio ed afferravo il suo orecchio tra le dita, che in alto cos si riscaldavano (e non era quello che volevo), cosicch dopo pochi minuti passavo allaltro orecchio, per poi tornare al primo e cos via. Quando entrambi gli orecchi erano ormai diventati troppo caldi per rappresentare qualsiasi forma di interesse, facevo uscire Silk. Dopo circa dieci minuti sentivo abbaiare. Era il suo segnale, sapevo che era pronta a rientrare e a ricominciare tutto daccapo. Dopo altri due giri il rituale terminava ed io me ne andavo a letto. Quando avevo dieci anni, lei ne aveva dodici (in anni umani ottantaquattro) e la sua salute non era buona. I miei genitori decisero che, nel momento in cui fosse stato appurato che non si potesse fare nientaltro, lavrebbero fatta sopprimere per non farla soffrire. Quello fu per Silk il suo anno pi difficile. Cerano volte in cui, nonostante provasse, questo cane che mi aveva insegnato a camminare, non riusciva a reggersi in piedi. Era una cosa straziante per un adulto, figurarsi per un bambino. Scosse tutto il mio mondo. Era arrivato il momento di portarla dal veterinario, ed eravamo abbastanza sicuri che quella sarebbe stata la visita. La festa del Ringraziamento era vicina. Decidemmo di aspettare la fine delle feste. Il giorno del Ringraziamento mia madre diede a Silk un grosso piatto di tacchino con sugo, patate e ripieno. Silk, la cui dieta raramente comprendeva piatti umani, per un momento esit. Apparve confusa, si guard intorno alla ricerca della nostra approvazione finch non decise di non porsi altre domande e consum il suo ultimo pasto. Il giorno seguente la portammo dal veterinario. Stavolta mia madre rimase a casa. Memore della mancanza del senso di chiusura attorno alla perdita di
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Bubba, insistei per andare con mio padre. Seduto nella sala dattesa che odorava di medicinali e con i quadri alle pareti sullo stile di Norman Rockwell raffiguranti cani che giocano a carte, tutto sembrava terribilmente freddo. Mio padre mi disse che avrebbero addormentato Silk. Volevo esserci anchio? Seguii mio padre e il veterinario, mentre portavano Silk lungo il corridoio e in giardino. Le dissi addio, poi guardai il veterinario farle liniezione. Dopo pochi secondi cadde con grazia a terra. Silk fu rialzata e portata in un forno crematorio. Quella notte e per molte altre notti piansi ancora per la perdita di qualcuno che amavo. Tuttavia, questa volta cera stata una chiusura. Linfinit non sembrava poi cos tanto lontana, n leternit cos lunga.

NATuRA/SuPPORTO
Passando dallasilo alla scuola elementare, in qualche modo crebbe il mio S. Mi annoiavo ancora con estrema facilit e passavo ancora tanto tempo a sognare ad occhi aperti, ma in rare occasioni, quando mi veniva assegnato un insegnante che mi ispirava veramente e mi faceva pensare, allora eccellevo oltre ogni aspettativa. Sfortunatamente, come avviene ancora oggi, questi insegnanti rappresentavano leccezione piuttosto che la regola. Latmosfera a casa mi permetteva di essere pi maturo dei miei anni. I miei genitori mi trattavano da adulto: non mi trattavano dallalto al basso, ma mi coinvolgevano nelle conversazioni e nelle decisioni, riconoscendomi come una persona la cui opinione era importante. Non vedevo lora di tornare a casa dopo la scuola. Sembrava che ci fossero sempre persone affascinanti da incontrare. I miei genitori avevano molti amici con background interessanti: antropologi, psicologi, artisti, medici, avvocati eccetera (e per rendere le cose ancora pi meravigliose, queste persone ispiravano deliziosi piatti di cucina, dagli aromi e dai sapori inimitabili). Dal momento che latmosfera in casa mia era di totale apertura mentale, e poich venivo a contatto con persone cos tanto diverse fra loro, era pi che naturale continuare a sfidare lautorit di tipo dittatoriale ed estremamente unilaterale. Anzi, dovrei dire, fu lautorit di tipo dittatoriale e unilaterale che continu a sfidare me.

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La direzione scolastica, al tempo della scuola superiore, era inflessibile con gli studenti che arrivavano in ritardo. Nonostante abitassi molto vicino alla scuola, ero quasi sempre in ritardo, tutte le mattine. Un minuto qui, un minuto l, niente di particolare, ma la direzione era di diverso avviso. Se gli studenti fossero arrivati a scuola dopo il suono della campanella, avrebbero avuto unammissione tardiva. Il problema era che tale ammissione tardiva veniva concessa soltanto dietro presentazione di una lettera proveniente da casa. Facevo cos tante cose luna dopo laltra che non sapevo mai se sarei arrivato in ritardo e non era possibile ottenere la lettera se non tornando a casa e chiedendola a mia madre. Cosicch persi praticamente sempre la prima mezzora di lezione. Era cos impossibile per me uscire di casa quindici minuti prima? Evidentemente no, ma il mio atteggiamento non cambi. Non sembravo avere lo stesso concetto di tempo di tutti gli altri; era come se, lasciando casa alle 8:01 e camminando veloce, fossi potuto arrivare a scuola alle 7:50. Chiesi a mia madre se potevo scrivere le lettere al posto suo ed eventualmente anche firmarle. Considerando lalternativa di perdere interamente la prima ora andando avanti e indietro, fin per acconsentire, non senza riluttanza. Un giorno fui sorpreso mentre mi auto-scrivevo la lettera. La persona addetta alla disciplina era un tipo con uno stile tutto suo, con un atteggiamento militare ed il cui figlio sembrava il ritratto perfetto del ragazzo pieno di problemi comportamentali (ha perfettamente senso, non credete?). Indicando il pezzo di carta sul quale stavo scrivendo mi domand, con un tono arrogante: Cosa stai facendo? Mi sto scrivendo una lettera per lammissione tardiva replicai con molta naturalezza. Devi seguirmi dal preside, per aver falsificato la firma di tua madre. No. La falsificazione si ha solo a seguito di mancata conoscenza o mancato consenso, ed io li ho entrambi. Risposte del genere non facevano certo piacere ai miei insegnanti. Come ti chiami? mi chiese. Eric Pearl. Mi alzai, raccolsi tutte le mie cose e guardai quelluomo diritto negli occhi. P E A R L. Poi mi voltai ed entrai in classe. Tra questi eventi, e queste lezioni, procedeva la mia vita. Mio padre, assieme a suo padre e suo fratello, produceva distributori automatici. Faceva anche servizio volontario di polizia. La mamma rimaneva a casa e si prendeva cura di noi tre figli. Faceva anche qualche lavoretto part-time come modella in
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qualche sfilata. Mio padre usciva di casa alle sette di mattina, quando mia madre cominciava a spingere le nostre colazioni gi per le nostre gole, come fa ogni mamma uccello con i suoi piccoli. Non era possibile uscire di casa fin dopo aver consumato unottima colazione ed essersi fatti riempire il cestino della merenda, con tutti e quattro i gruppi di cibo (a quel tempo era ancora un paradigma al quale i genitori ci sottoponevano). A tredici anni ebbi il mio bar-mitzvah. A volte, di domenica, andavo a messa con gli amici. Lasilo, le elementari, la scuola media, la scuola superiore, nuovi amici, compiti, balli studenteschi, la patente, lesame di ammissione alluniversit e finalmente la laurea...

VERSO ALTRI LIDI


Scoprii ben presto che il diploma delle superiori non significava per niente libert. I miei genitori erano determinati a tenermi vicino a loro. Ma, come al solito, i miei piani erano diversi. Perch rimanere in New Jersey? Volevo fare luniversit in California. Neanche avessi detto al Polo Nord. troppo lontano insistettero i miei. Le discussioni, inizialmente ragionevoli, salirono piano piano di intensit, fino a diventare delle vere e proprie litigate. Alla fine fu raggiunto un compromesso: potevo frequentare il college a Miami in Florida. I miei genitori pensavano che fosse una cosa ragionevole. Non solo Miami era due volte pi vicina della California, ma mio nonno paterno, Zeida, quello che mi aveva regalato la scatola piena di orologi, si era trasferito l dopo la morte di Bubba. Lidea era quella che Zeida avrebbe potuto tenere docchio il figliol prodigo. Ero, dopo tutto, il primo figlio del suo primo figlio. Fu cos che i miei genitori mi persero per un intero anno. Entrai alluniversit a Miami. I miei genitori mi avevano sempre detto che potevo essere qualsiasi cosa avessi voluto, se solo avessi diretto i miei pensieri in quella direzione. Questo era un concetto estremamente potenziante con il quale sono cresciuto, ma per me la mancanza di una bussola interiore divenne sempre pi un problema con il passare degli anni, e soprattutto quando venne il momento di pensare ad una carriera. Sii qualsiasi cosa e fai qualsiasi cosa erano parole che non mi davano la bench minima direzione. Il problema di fondo era che niente mi interessava, e quindi non cera niente su cui dirigere i miei pensieri.
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Mi dedicai totalmente ed immediatamente... ad un piano di studi completamente incoerente. Nel corso dello stesso anno considerai almeno tre diverse lauree: psicologia, legge, danza moderna. Non avevo la bench minima idea di ci che volessi fare. E, come sempre, niente riusciva a catturare il mio interesse per lungo tempo. Zeida pens che vivendo da solo a Miami mi stessi evolvendo come persona e voleva che questo processo continuasse. Senza chiedere niente ai miei genitori, apr la porta alla possibilit di farmi passare il secondo anno di corso nellarea del Mediterraneo. La prospettiva era estremamente interessante. Mentre fluttuavano nella mia testa le visioni di Roma e di Atene, Zeida mi defin il suo mediterraneo: Israele. Sempre un passo avanti, Zeida mi diede una brochure per un anno di studi a Gerusalemme, al fine di seguire un programma per studenti americani. Si offr poi di finanziare la cosa. Come potevano i miei genitori dire di no?

MOLTO PI DELLA TERRA CHE STILLA LATTE E MIELE


La maggior parte degli studenti che si recavano in Israele lo facevano aspettando di vedere Dio discendere dal cielo, e latte e miele scorrere come fiumi nelle strade. Rimanevano tutti delusi. Comunque, ci andai pensando di rimanere fuori dagli Stati Uniti poco pi di un anno, quindi senza aspettative non realistiche. Finii per innamorarmi di tutto. Fu, fino a quel momento, il pi bellanno della mia vita. Ancora oggi mi capita di svegliarmi dopo aver sognato e pensato di essere ancora l, tra i templi antichi e i panorami mozzafiato del Monte Sinai. Quando ritornai negli Stati Uniti, ripresi la vita di sempre. Tutto ci che avevo trovato in Terra Santa non mi aveva svelato il mio vero obiettivo, o se lo aveva fatto, non me ne ero accorto. Adesso quel dilemma si proponeva di nuovo: scegliere una facolt. Unidea mi era passata nella mente lanno prima del mio viaggio. In quellanno avevo avuto unesperienza con il Rolfing, un tipo di massaggio dei tessuti profondi per liberare la muscolatura corporea. Alcuni miei amici avevano completato tutte e dieci le sedute previste dal metodo, ed avevo visto con i miei occhi i cambiamenti ed i benefici apportati da questo ciclo di cure. Le loro fotografie prima e dopo la cura erano tutto ci di cui avevo bisogno per decidere di essere rolfizzato.
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Le sedute finirono per cambiare lidea che avevo di me stesso e sembravano avermi preparato ad un modo pi aperto di vedere il mondo. Strutturato sul concetto base di un ciclo di feedback mente/corpo, la teoria dietro il metodo Rolfing che, nel liberare i vari muscoli, viene liberato anche il dolore emotivo, vecchio e nuovo, in essi contenuto. Spesso, nel corso di queste sedute, si vivono esperienze passate, mentre la sensazione fastidiosa abbandona la persona. Il risultato che spesso la dimensione fisica e quella emotiva ne escono trasformate. Questa nuova esistenza, libera da molti dei vecchi dolori, d la possibilit di muoversi, stare in piedi e supportarsi diversamente. Quando ci si supporta diversamente, cio quando si occupa uno spazio fisico diverso, viene occupato anche un differente spazio emotivo. Colpito sia dal concetto che dai risultati, pensai di diventare anchio un operatore di Rolfing. Ma i miei genitori pensarono che il Rolfing avrebbe potuto passare di moda, rivelarsi una bufala e lasciarmi professionalmente a terra. Forse, mi suggerirono, avrei dovuto considerare un campo della salute con maggiori garanzie: la chiropratica. Se non altro, mi avrebbe dato un diploma riconosciuto. Daccordo con loro, andai a Brooklyn a parlare con un chiropratico, che mi fu presentato da un amico di famiglia. Il dottore mi spieg la filosofia di base che sta dietro allarte e alla scienza della chiropratica. Mi spieg che esiste unintelligenza universale che mantiene lorganizzazione e lequilibrio delluniverso stesso e che esiste unestensione di quellintelligenza, detta intelligenza innata, in ognuno di noi, che ci tiene vivi, in salute ed in equilibrio. Questa intelligenza innata, o forza vitale, comunica con la parte restante del nostro essere fisico, in larga parte attraverso il nostro cervello, il midollo spinale e tutto il nostro sistema nervoso, cio il sistema di controllo del corpo. Fino a quando la comunicazione tra il nostro cervello e il nostro corpo aperta e scorre libera, restiamo nel migliore stato di salute possibile. Quando una delle vertebre si muove o cambia posizione, il risultato pu essere una pressione sui nostri nervi, che inibisce o sopprime la comunicazione tra la parte controllata da questi nervi specifici e il nostro cervello. Il risultato di questa interferenza che le nostre cellule possono cominciare a distruggersi e la nostra resistenza ad indebolirsi, producendo cos il dis-agio, ci che precede la malattia. Quello che fa un chiropratico rimuovere linterferenza causata da questi disallineamenti (chiamati sublussazioni) della colonna vertebrale, e ci permetter alla nostra forza vitale di riprendere il suo normale corso, riportandoci cos ad uno stato di salute ottimale. In altre parole, un
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processo di guarigione attraverso la rimozione della causa. Non tratta il sintomo, n cerca di nasconderlo. Quando mi resi conto improvvisamente che il mal di testa delle persone non era la conseguenza di una mancanza congenita di aspirina nel sangue, come la pubblicit in televisione ci ha fatto credere, e che potevo fare qualcosa per aiutare gli altri, decisi che sarei diventato un chiropratico. Non smettevo di pensare allenormit di questo passo e al ruolo che tutto questo avrebbe avuto nella mia vita. Quello della sincronicit non era un concetto presente a livello conscio. Allimprovviso, qualcosa fece click. Fui assalito dai ricordi d'infanzia delle mie fantasie - o si trattava forse di visioni? in cui io aiutavo le persone come loracolo di Delfi. Forse questo era per me la strada per fare qualcosa di simile. Sicuramente, qualcosa detto dal dottore, aveva colpito nel segno. Qualcosa che sembrava perfetto e mi bastava. Stavo per fare il primo passo in una nuova direzione, un passo che mi avrebbe portato pi vicino al mio destino.

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Capitolo 4

Un nuovo sentiero di scoperta


Certo che sei sensitivo: semplicemente, non te ne rendi conto. La mia amica Debbie Luican

DI NuOvO A SCuOLA
l chiropratico di Brooklyn con il quale avevo parlato mi aveva raccomandato il Cleveland Chiropratic College di Los Angeles. Feci domanda e mi accettarono. Capit quindi che i miei genitori perdessero un figlio e che lo perdessero contro la California, dove ero sempre voluto andare. Daltro canto, guadagnarono un dottore, quindi penso che le cose si compensassero. Mi ricorder sempre il mio primo giorno al college di chiropratica. La classe del primo anno era grande, pi di ottanta studenti. Dovettero abbattere un muro per poterci sistemare tutti in una sola aula. Listruttore chiese ad ognuno di noi di dire quali fossero i motivi che ci spingevano a voler diventare chiropratico. Cominci con gli studenti seduti a sinistra in prima fila che, ovviamente, erano quelli pi lontani da me, dato che mi trovavo nellangolo destro della stanza. Da quel punto, i racconti attraversarono le file di studenti. Sedetti ascoltando, storia dopo storia, quello studente che era rimasto paralizzato fino a quando fu visitato da un chiropratico; il cancro di un altro era scomparso; un altro ancora aveva recuperato la vista; cera qualcuno a cui era scomparsa unemicrania che lo aveva accompagnato per tutta una vita e molto altro; una litania infinita di guarigioni permanenti, ben al di l di quanto un
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qualsiasi non-chiropratico avesse mai sentito. Soprattutto io. Zeida chiamava i chiropratici scrocchiaschiena. Arriv finalmente il mio turno. Ottantatr teste si girarono per sentire la mia storia, lultima della giornata. La mia doveva veramente essere il punto pi alto ed epico che avrebbe lanciato gli altri studenti fuori dalla stanza verso i nuovi loro brillanti percorsi di vita? Penso proprio di no. Ero lunico nellaula a non essere mai stato da un chiropratico. Per quel motivo, ancora non sapevo esattamente cosa fosse un chiropratico. Mi ricordavo appena dei brani della conversazione di venti minuti avuta con quel medico, circa la rimozione delle interferenze che permette al corpo di guarire se stesso. Quella premessa aveva un senso cos totale per me quando mi fu spiegata, che non mi sarei neanche preoccupato di testarla o di parlarne ad altri. Mi alzai, guardai la folla di studenti e mi ascoltai mentre dicevo: Bene... mi sembrava unottima cosa.

LE COSE ARRIvANO quANDO MENO TE LO ASPETTI


Eccomi di nuovo a scuola, ma questa volta era un po diverso. Per prima cosa, questa era una scuola ed un corso di studi che avevo scelto. Era una differenza abissale. Non essendo un topo da biblioteca, mi piaceva socializzare, andare alle feste ed esplorare la mia nuova citt. Trovai un lavoro part-time in un negozio di calzature perch, nonostante i miei genitori mi mandassero il denaro necessario agli studi, volevo guadagnare qualche dollaro in pi per fare le cose che io volevo fare. Un giorno, un ricercatore di un laboratorio di sismologia entr in negozio per comprare delle scarpe. Durante lacquisto disse che, al laboratorio, prevedevano un terremoto nella parte sud della California entro le prossime ventiquattro ore. Lo hai raccontato a qualche altro commesso? gli chiesi. No. Bene. Allora non farlo. Sorrisi. Sorrise anche lui; cap, pag e se ne and. Pochi minuti dopo che se ne era andato, feci finta di avere una premonizione e dissi ai miei colleghi che avevo la sensazione che ci sarebbe stato un terremoto nei prossimi tre giorni. Come avevo previsto ci fu il terremoto. Tutti lo avevano sentito, era uscito anche sul giornale. I miei colleghi rimasero profondamente impressionati.
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Qualche giorno pi tardi, e senza lintervento del sismologo, ebbi la sensazione che ci sarebbe stato un altro terremoto. Mi feci coraggio, rischiai e lo dissi a tutti. Che ci crediate o no, ci fu un altro terremoto. Era come se qualcosa si fosse innescato dentro di me. Nel corso dei tre anni successivi riuscii a prevedere con successo ventuno terremoti su ventiquattro. Un pomeriggio, il mio compagno di stanza torn a casa e trov un messaggio che gli avevo lasciato: la terra tremer. Mi disse che il terremoto era iniziato nellistante esatto nel quale aveva letto il messaggio. La sua ragazza era rimasta tutto il tempo accanto a lui... ad urlare. Un altro giorno, mangiavo da solo in un ristorante e percepii linizio di unaltra scossa, uno di quei terremoti che provocano un movimento rotatorio. Mentre cresceva dintensit, mi guardai intorno. Nessuno reagiva. Lacqua non si stava muovendo in nessun bicchiere e le lampadine erano perfettamente diritte. Eppure in quello stesso momento io vedevo le lampade muoversi. Era tutto reale. Per me. Mi alzai e corsi in strada senza riuscire a capire perch nessun altro stesse scappando, perch tutto intorno a me andasse avanti nella tranquilla monotonia di Mayberry. Mi sembrava impossibile. La terra tremava ancora: la sentivo. Era il terremoto pi lungo che mi fosse mai capitato; allo stesso momento, la combinazione di questo movimento surreale e il fatto che nessun altro sembrava accorgersene mi port a concludere che non stava accadendo veramente. Rientrai nel ristorante. Ero contento di mangiare da solo; aver dovuto spiegare la mia fuga improvvisa avrebbe potuto essere... leggermente difficile. Ma se non si trattava di un vero terremoto, allora doveva essere unaltra premonizione. Non cera altra spiegazione. Mentre tornavo a casa, passai in tintoria a ritirare i vestiti e dissi alla proprietaria del negozio che quella notte la terra avrebbe tremato. Risero tutti. Pi tardi, nel corso della stessa giornata, il terremoto arriv. Lepicentro fu localizzato a Culver City, esattamente dove vivevano i proprietari di quel negozio. Qualche settimana pi tardi, dopo aver riempito sei federe di cuscino con panni sporchi, tornai alla lavanderia. Con la vista ostacolata dalle pile di panni sporchi, tastai con i piedi in cerca della porta. Aprii lentamente e procedetti a tentoni in cerca del banco. Improvvisamente, una voce si lev cos alta che rischiai di buttare tutti i miei panni in aria.
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lui! lui! grid la donna dietro il banco, con il tipico accento dellebreo russo. Ecco il mio indirizzo mi disse mostrandomi un foglio di carta scritto di suo pugno. Voglio che mi telefoni prima che arrivi il prossimo!. Da quel momento, ogni volta che entravo in quel negozio, mi veniva chiesto di predire il prossimo terremoto. Ci provavo, ma non sembrava funzionare in quel modo. Era una cosa che non potevo forzare; le premonizioni le avevo soltanto quando ero impegnato a fare qualcosaltro. Senza rendermene conto, avevo imparato una profonda verit: le cose arrivano quando meno te le aspetti.

RESuRREZIONE
Di tanto in tanto riuscivo a raggranellare, dal mio budget di studente, abbastanza denaro per vedere un film al cinema vicino al mio appartamento. Un pomeriggio arrivai proprio in tempo per vedere Resurrection, un B-movie con Ellen Burstyn. Ovviamente si trattava di una seconda visione dal momento che Ellen Burstyn era candidata allOscar come migliore attrice protagonista proprio per quel ruolo. Resurrection si basa sulla storia vera di una donna di nome Edna Mae che, dopo un incidente in automobile, moriva in sala operatoria... per poi fare ritorno alla vita. Qualche tempo pi tardi scopr di avere il potere di guarire le persone, una specie di imposizione delle mani. Per il solo fatto di toccare le persone, entrando simultaneamente in uno stato di amore profondo, era in grado di guarire la gente. A volte linfermit o la malattia passavano a lei dopo averle rimosse da unaltra persona; a quel punto i sintomi uscivano anche dal suo corpo. Altre volte la guarigione sembrava avvenire per grazia divina, senza che lei dovesse fare alcunch. Questo film mi affascin cos tanto da vederlo pi volte. Portai anche i miei amici a vederlo. Non avevo idea del perch questo film mi attraesse cos tanto. A quel tempo, aldil che laspetto di guarigione trattato in quel film fosse interessante, ci che veramente mi catturava era la similarit tra la situazione di quasi-morte della protagonista e ci che mia madre aveva passato quando ero nato. Non avevo visto n letto niente su questo argomento, e questo film descriveva in modo estremamente accurato la stessa esperienza avuta da mia madre. Ogni volta che lo guardavo, era come se assistessi a qualcosa di estremamente familiare. Era come se riuscissi a vedere o ricordare qualcosa. Qualcosa...
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ALTRI INDIZI
Durante la mia esplorazione, scoprii anche quella che viene chiamata psicometria, labilit o larte di raccogliere informazioni sulle persone toccando o tenendo in mano un oggetto di loro propriet, generalmente un gioiello da loro indossato. Dopo aver visto alcune persone praticarla, provai ad effettuarla e scoprii che mi apriva al ricevimento di informazioni estremamente accurate sulle persone, alcune delle quali non avevo mai incontrato. Durante questa mia breve sortita in questo processo, scoprii due segreti: quanto pi facevo muovere le mie dita sul gioiello che tenevo in mano, tanto pi concentrato e focalizzato diventavo. Quanto pi veloce parlavo, tanto pi accurate erano le informazioni. Lesplorazione persistente delloggetto che tenevo tra le dita sembrava mettere a tacere la mia mente, nello stesso modo con il quale, per molti di noi, le nostre menti si rilassano quando guidiamo. Il parlare pi svelto apparentemente non mi dava tempo di anticipare le mie mosse. Le intuizioni arrivavano grazie allimmobilit della mia mente. Attraverso la rapidit del mio eloquio veniva il coraggio di dargli voce. Ho menzionato questi punti non soltanto perch mi apparivano strani, quanto per il fatto che suggerivano uninfluenza da parte di altri nella mia vita, a partire dagli anni dellinfanzia. A parte questi eventi di per s abbastanza coloriti, la mia attivit principale in questo periodo era quella di frequentare le lezioni e studiare, cosa alla quale non avrebbero mai creduto i miei insegnanti di scuola primaria e secondaria. La mia versione di frequentare le lezioni consisteva spesso nel sedere nelle ultime file ed alzare il braccio per rispondere allappello. Ci nonostante, come allinizio della mia carriera scolastica, riuscivo a prendere degli ottimi voti... e finalmente mi laureai in chiropratica. Avevo provato indirettamente che quel vecchio direttore aveva ragione. Avevo trovato qualcosa che mi interessava e ne avrei fatta la mia principale ragione di vita.

FEBBRE, FRENESIA E vISITATORI


Un giorno, nel lontano 1983, poco dopo essermi laureato, mi resi conto di non sentirmi troppo bene: avevo dei dolori, un leggero mal di testa e qualche linea di febbre. Lidea di prendere laspirina per abbassare la febbre non che
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mi attirasse molto, dal momento che sapevo che la febbre aveva un suo perch e volevo che facesse il suo corso. Andai a letto, mi misi bene sotto le coperte, bevvi molta acqua e vidi la TV (senza sensi di colpa: la parte migliore dellessere a casa e a letto malati). Dopo pochi giorni decisi che, per farmi passare la febbre, era arrivato il momento di fare qualcosa di pi attivo. Quindi ogni notte ammassavo le coperte una sopra laltra, sudavo, cambiavo lenzuola e pigiama almeno due volte al giorno. Ogni mattina mi svegliavo e non stavo meglio della sera precedente. Finalmente, mi arresi e chiamai un medico. Mi prescrisse del Tylenol con della codeina. Doveva essere qualcosa di speciale, qualcosa di veramente pazzesco perch pensavo realmente che ci volesse un camion intero di codeina per mandarmi lungo e disteso durante una maratona di Lucy, il noto telefilm. Dopo aver assunto quelle pillole, i ricordi che ho del resto della giornata sono molto vaghi, come se avessi i capelli rossi ed un accento cubano. La temperatura si alz: quaranta, quarantuno. Finalmente, dopo unaltra notte passata a cambiare lenzuola e pigiama (ero sicuro che se avessi continuato cos la febbre sarebbe sparita), aprii gli occhi e per un solo momento vidi che avevo compagnia. L, ai piedi del mio letto, si era radunato un gruppo di persone. Mi sembrava fossero sette, differenti per statura e per fattezze: alcuni erano alti, alcuni bassi ed altri sembravano dei piccoli nani. Rimasero l il tempo necessario perch io li vedessi, e perch loro si rendessero conto che io li avevo visti. Dopodich scomparvero. Prima che la mia mente fosse in grado di processare a livello conscio cosa era appena successo, respirai. Quel respiro sembrava simile a quello di un neonato, nel senso che sembrava fosse il mio vero primo respiro della giornata, come se, dal momento in cui avevo aperto gli occhi fino a quello in cui i miei visitatori se ne erano andati, non avessi respirato. Non appena cominciai ad inalare, udii un tintinnio nel torace. Capii subito di cosa si trattava: stavo morendo. Chiamai il mio medico e gli dissi che stavo andando da lui, poi chiamai un taxi chiedendo che mi venisse inviata una macchina con aria condizionata perch eravamo in estate e, con la febbre che avevo, bastava il mio di calore. Stavo in piedi a malapena, ma riuscii ad arrivare alla porta e ad uscire in strada. Il taxi arriv... ovviamente non cera aria condizionata. Montai comunque, in preda al delirio. Nel suo studio il dottore mi fece delle lastre ai polmoni e mi disse di andare direttamente allospedale. Mi disse anche di non fare nessuna fermata interme64

dia. Sembrava che avessi la polmonite. Sospettando che in ospedale mi attendesse qualcosa di pi di una semplice visita, saltai su un taxi, andai a casa e presi un pigiama, lo spazzolino da denti e tutto quello che mi era necessario. Allepoca non avevo una copertura sanitaria, quindi dovetti aspettare un po prima di essere ammesso in corsia. La mattina seguente mi portarono in una stanza dove rimasi per dieci giorni completamente intubato e rifocillato con un cibo dello stesso tipo di quelli serviti ai clienti delle compagnie aeree low-cost. Quando mi dimisero, il mio peso era sceso a sessantatre chili (considerate che sono alto un metro e ottanta). Qualche tempo dopo, il mio medico mi disse che aveva pensato che non ce lavrei fatta. Non ricordo molto del tempo passato in ospedale, ma so di aver perso gran parte della memoria a breve termine, probabilmente come diretta conseguenza della febbre cos alta. (Per quanto concerne i cervelli surriscaldati, avete mai notato quanto simili siano le parole traspirazione [perspiration in inglese, N.d.T.] e apparizione [apparition in inglese, N.d.T.]? Entrambe hanno due P e due I, cinque vocali, quattro sillabe... e una pu produrre laltra). Chi erano quelle persone che avevo visto ai piedi del mio letto a casa? Erano forse delle guide? Degli spiriti? Degli angeli custodi? Erano forse un gruppo di osservatori inter-dimensionali? O, pi semplicemente, allucinazioni generate dalla mia febbre? In altre parole, unillusione? Oppure erano qualcosa che realmente esisteva ma che soltanto la mia mente mi consentiva di vedere, ossia delle creature che vivono su un piano entro una delle undici dimensioni dellesistenza secondo i principi odierni del pensiero quantistico? Non so. Ma di una cosa sono sicuro: se non avessi visto quelle persone il giorno in cui il mio torace si mise a tintinnare, avrei senzaltro continuato a bere del succo e a raggomitolarmi nelle coperte, e quasi certamente sarei morto. Era comunque qualcosa che ancora non ero pronto a fare. Avevo altri piani. E forse qualcosa o qualcuno aveva dei piani per me.

RESuRREZIONE - DI NuOvO
Come parte normale del percorso professionale da me scelto, diventai un esterno. In effetti, un tirocinante presso uno studio chiropratico abilitato. Nonostante sotto tanti punti di vista fosse qualcosa di gratificante, questa fase della mia nuova carriera di chiropratico non esattamente ci che pu
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essere definita unattivit lucrativa. Come tutti, pensavo che i medici sapessero come far funzionare uno studio. Mi sbagliavo. Nella pratica, cerano molte cose che non sapevo. Le relazioni con i pazienti rappresentavano il problema principale. Il nostro accordo era che io avrei dato loro il 50% dei miei guadagni. Poich trattavano i loro pazienti meno che gentilmente, diciamo cos, non doveva costituire alcuna sorpresa il fatto che trattassero i miei ancora peggio, e considerato il modo in cui venivano trattati, molti dei miei pazienti non tornavano pi. Con una base di guadagno data solo dal 50% delle entrate e una base poco solida di pazienti, riuscivo a malapena a pagare laffitto dellappartamento e dello studio. Quanto pi lavoravo, come esterno, tanti pi soldi dovevo. Quanti pi soldi dovevo, quanto meno potevo permettermi di andarmene, fino a quando, dopo tre anni, fui costretto o ad andarmene o a porre fine alla mia carriera. Me ne andai. Quellesperienza mi diede comunque qualche piccolo beneficio, anche se marginale. Uno dei pazienti sembrava essere inestricabilmente legato al film Resurrection che, come vi ho detto in precedenza, era uno dei miei preferiti. Unaltra paziente era un membro della Academy of Motion Picture Arts and Sciences, e mi port alla cerimonia degli Oscar. Ero l, in quel teatro a guardare la cerimonia. Voltandomi, vidi Ellen Burstyn, una candidata inizialmente seduta nelle prime file, sedersi esattamente accanto a me. Strano pensai. Non mi sembrava che allinizio della serata quel posto fosse libero. Dopo un po, si alz e se ne and. Non lho pi vista di persona, e neanche pi penso a quel quasi-incontro o a tutti quegli strani eventi che hanno segnato la mia vita: quegli esseri ai piedi del mio letto, le previsioni dei terremoti, la psicometria, gli orologi che si accomodavano da soli... Perlomeno non ci pensai molto fino a tredici anni dopo, quando cominciarono le guarigioni.

IL FANTASMA DI MELROSE PLACE


In qualit di ex-esterno, senza molto tempo e denaro, presi la prima cosa che mi potevo permettere: una stanza in un appartamento a Melrose Place, che dividevo con due psicologi. Melrose Place, con tutti i suoi tre isolati, era considerato da molte persone una delle strade pi interessanti di tutta Los Angeles, ma ovviamente le persone che lavevano definita tale non avevano mai
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visto il mio nuovo studio. Trascinare i pazienti lungo una tortuosa rampa di scale non era lunico problema che avevo. Come tutti sanno, lunico modo per muoversi a Los Angeles usare la macchina, e il parcheggio a Melrose Place era una sorta di miraggio, cosa che mi spinse a stringere un accordo con i proprietari del negozio di antiquariato in quellisolato. Questo fu il motivo per il quale molti dei miei pazienti-arrampicatori sociali andavano in giro a vantarsi che il loro chiropratico aveva un parcheggiatore privato. Tutto ci avvenne col tempo. Allinizio il mio pi grande problema era quello di trovare il modo di trasformare una sola stanza in uno studio da chiropratico. Usando tutta una serie di accorgimenti, riuscii a progettare tre stanze da quella camera, trasformando la sala colazione nella reception e letteralmente a infilare una scrivania ed una segretaria nella cucina pi piccola che possiate immaginare. Assunsi poi degli appaltatori per fare il lavoro. Tutti coloro che hanno avuto a che fare con una ristrutturazione, sanno bene che il lavoro pu andare avanti per un tempo indefinito e superare di gran lunga il budget iniziale. Per farla breve rimasi senza soldi e la banca non mi poteva pi concedere un prestito. Ogni mattina arrivavo al mio studio completato per met, ricevevo pazienti e facevo un altro paio di cose: chiamavo la banca nel tentativo di farmi prestare pi denaro e stringevo le viti del mio nuovo sistema di illuminazione. A ventisette dollari a lampada, lidea di avere delle luci incassate era sfumata, assieme al preventivo iniziale e alla data di fine lavori prevista dagli appaltatori. Per qualche motivo, ogni mattina le viti delle lampade si svitavano per tre quarti. Mi trovavo allangolo di una strada molto trafficata; quindi era possibile che le vibrazioni del traffico potessero essere la ragione di tutto ci. Ecco perch ogni mattina riavvitavo le lampade. Era un ciclo: la banca stringeva la morsa su di me e io riavvitavo i miei sistemi di illuminazione. Una sera, dopo che il mio staff se ne era andato a casa (una donna che passava cos tanto tempo a limarsi le unghie che non ho mai capito come mai non ci fossero tracce di sangue su tutto ci che toccava), rimasi da solo a lavorare con un paziente. Un leggero movimento attir la mia curiosit e vidi un uomo entrare nella stanza della caldaia. Sapevo che la porta era chiusa e che quindi nessuno sarebbe potuto entrare. Rimane il fatto che vidi quelluomo chiaramente: era alto circa un metro e settantacinque, aveva una faccia rotonda e capelli molto corti. Aveva un vestito grigio e sembrava che avesse pi o meno trentanni. Sapevo, senza ombra di dubbio, che si trattava di un fantasma.
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La mattina seguente quando raccontai il fatto agli psicologi che dividevano lappartamento con me, rimasi sorpreso che entrambi fossero gi al corrente di questo visitatore. Non me ne avevano parlato perch avevano bisogno di una terza persona per pagare laffitto ed avevano paura che la prospettiva di un fantasma mi avrebbe spaventato. La realt era che del fantasma non mi importava pi di tanto, mentre a lui io sembravo dare fastidio. Troppo scalpitio disse un medium che pensava di poter convincere il fantasma ad andarsene. Non gli d fastidio una persona allora, ma tu stai portando troppi sconosciuti nella sua casa. Vidi questa persona mentre entrava nellappartamento (il mio studio), trovare il luogo dove pensava che il fantasma passasse la maggior parte del suo tempo e molto educatamente dire al fantasma che era morto, dopodich gli disse di andare nella luce o qualcosa del genere. Ci vollero pi o meno trenta secondi. Accadde una domenica, di notte. La mattina seguente entrai e diedi unocchiata alle luci. Erano perfettamente avvitate, e cos rimasero per cinque anni, fin quando non le spostai perch dovevo ampliare le dimensioni del mio studio. A qual punto squill il telefono. Era la banca. Il mio prestito era stato approvato.

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Capitolo 5

Aprire nuove porte, accendere la luce


Tutto ci che sta davanti e dietro a noi poca cosa rispetto a ci che sta dentro di noi. Ralph Waldo Emerson

LA ZINGARA EBREA DI VENICE BEACH


opo dodici anni avevo acquisito pi della met del secondo piano delledificio di Melrose Place. Le cose andavano a gonfie vele. Lo studio aveva otto stanze per i trattamenti ed era tenuto vivo da assistenti, terapeuti del massaggio, riflessologi plantari, parcheggiatori e quanti pi pazienti potessi riuscire a gestirmi. Da un punto di vista emotivo, per, tiravo soltanto avanti. Avevo appena terminato una relazione di sei anni che mi aspettavo sarebbe durata per tutta la vita. In qualche modo riuscii a tirare avanti nei giorni immediatamente seguenti, quasi incapace di mettere un piede davanti allaltro. Lunica cosa pi difficile dello svegliarsi al mattino e recarmi in studio era riuscire a mantenere la concentrazione per i miei pazienti quando mi trovavo l. Come se non bastasse ci che mi stava succedendo a livello personale, nello stesso momento dovevo occuparmi di rinnovare completamente il mio staff. La donna che lo aveva gestito fino a quel momento si trasfer dallaltra parte dello stato assieme al suo fidanzato. Il momento della sua partenza coincise con un altro paio di partenze gi precedentemente concordate. Occorsero due persone per sostituire il precedente manager: una per gestire il lavoro
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dietro le quinte, come ad esempio il pagamento delle assicurazioni, i report medici e la corrispondenza; laltra per gestire le relazioni con i pazienti ed il flusso dello studio. Questa posizione era chiamata front desk. Come in uno show di Broadway (anche se in questo caso sarebbe meglio dire una soap opera) il lavoro doveva proseguire e quindi iniziai a selezionare persone per la posizione di front desk. Mi sempre piaciuta in un receptionist la personalit, poich un carattere socievole crea un legame con i pazienti, ed un carattere forte mi impedisce di annoiarmi. Non avevo mai fatto un gran lavoro nellassumere persone, ed un amico che invece lo faceva per lavoro mi aiut in tutto questo. Un altro paio di persone assistevano al processo di selezione. Mentre si susseguivano i candidati, su tutte le altre, la figura di una donna cattur la mia attenzione, e anche quella di tutti gli altri. Che ci crediate o no, assomigliava, parlava e si comportava come il personaggio recitato da Fran Drescher nel telefilm La tata: alta, con capelli scuri e attraente, con un comportamento frivolo ed un accento acuto e nasale tipicamente newyorkese, oltre ad una voce che avrebbe potuto mandare un diamante in mille pezzi. Era una ex aspirante attrice (come se esistesse una cosa del genere). Tutti mi dicevano: Non assumerla, non assumere quella donna. Ma io la volevo. Pi di ogni altra cosa, mi ricordava Bubba, e daltro canto non credevo che una persona simile potesse esistere. Provai anche a non assumerla, ad ascoltare il parere di gente pi esperta che era venuta a darmi una mano, ma questa figura mi affascinava troppo. Usare la logica non serviva a niente. Si rivel una relazione di amore/odio. Io ladoravo, i pazienti la detestavano. Un giorno mi disse che, dato tutto lo stress che avevo accumulato, una giornata al mare mi avrebbe fatto bene. Tutto ci significava, ovviamente, che lei voleva andare al mare senza spendere una lira di benzina, ma che cavolo! In fondo lidea non era niente male. Quello stesso sabato ce ne andammo a Venice Beach. Per un po ci rilassammo sulla spiaggia, poi lei si alz e and a farsi un giro. Non appena torn mi disse: C una donna che legge le carte. Hai proprio bisogno di fartele leggere. Non che avessi niente contro il farmi leggere le carte, solo che avrei preferito andare da qualcuno che avesse delle credenziali migliori. Non mi va di farmi leggere le carte da una che se ne sta sulla spiaggia, le risposi. Se una cartomante fosse davvero cos brava, le persone andrebbero da lei, pensai. Non si porterebbe certo un tavolino, delle sedie e tutti gli altri ferri
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del mestiere sul marciapiede di una spiaggia affollata, nel tentativo di fermare qualcuno ed effettuare una lettura. Ma la mia receptionist insistette tantissimo, con le tipiche modalit della tata del telefilm. Mi bast guardarla negli occhi per capire che le proteste non sarebbero servite a nulla. Poi mi confess di aver incontrato questa donna ad una festa e di averle detto che quel giorno sarebbe andata alla spiaggia. Mi imbarazzerebbe molto se non ti facessi leggere le carte, disse, aggrottando la fronte. Per favoooore. Ormai sconfitto seguii la Tata sulla spiaggia infuocata per vedere questa donna. Era seduta dietro un tavolo con le carte disposte nel tipico stile zingaresco. Dopo le dovute presentazioni mi disse: Cocchino, abbiamo letture da dieci e venti dollari. Cocchino? Davvero una zingara ebrea poteva parlare cos? Mi ero portato dietro pi o meno venti dollari e pensando a quanta fame avevo dissi: Vada per quella da dieci. In cambio del mio denaro ricevetti una lettura decente, ma non memorabile del mio presente. Alla fine, quasi di sfuggita la donna disse: Faccio qualcosa di veramente speciale che rimette in connessione i meridiani del tuo corpo con la griglia che si forma tra i pianeti e che ci mette in contatto con le stelle e gli altri corpi celesti. Mi disse anche che come guaritore era qualcosa di cui avevo bisogno. Mi disse anche che avrei potuto documentarmi su un libro dal titolo Il libro della conoscenza: le chiavi di Enoch di J. J. Hurtak. la cosa sembrava interessante, quindi le chiesi: Quanto?. Lei disse: Trecentotrentatre dollari. No grazie fu la mia risposta. Sono le cose delle quali parlano al telegiornale. Mi sembrava gi di sentire la notizia: Zingara ebrea a Venice Beach truffa un ingenuo chiropratico per trecentotrentatre dollari... Limmagine della mia faccia con su scritto stupido appariva sullo schermo ...convincendo lo stesso a darle un vitalizio di centocinquanta dollari al mese per accendere candele in sua protezione. Il solo pensiero di aver preso in considerazione quellofferta mi umili. Fu cos che io e la mia receptionist ci alzammo ed andammo ad usare tutto il nostro potere creativo per mettere insieme un pranzo decente con soli dieci dollari. Potreste anche pensare che la storia fin qui, ma la mente umana lavora spesso in modo misterioso. Non riuscivo a togliermi dalla testa le parole di quella donna. Fu cos che mi trovai a passare gli ultimi minuti della pausa pranzo alla libreria Bodhi Tree vicino al mio studio, con lintenzione di dare unocchiata veloce a Il libro della conoscenza: le chiavi di Enoch (il capitolo
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3.1.7 del quale mi aveva parlato la donna). La lezione pi grande di quella giornata fu che, se mai un libro fosse stato concepito per non essere letto rapidamente e con facilit, era proprio quello. Io comunque lessi tutto il capitolo. Questa cosa mi avrebbe perseguitato fin quando non lavessi affrontata. Aprii la scatola dei biscotti e chiamai quella donna. Il lavoro doveva essere fatto in due giorni non consecutivi tra loro. Il primo giorno le diedi i soldi, mi stesi su un tavolo a sentire la mia mente farfugliare mentre la donna abbassava le luci e metteva musica in tipico stile New Age. la cosa pi stupida che abbia mai fatto, mi dissi. Non riesco nemmeno a credere di aver pagato tanto denaro ad una sconosciuta per farmi tracciare con le mani delle linee lungo tutto il mio corpo. L disteso pensavo a tutti i modi migliori con i quali avrei potuto spendere quel denaro, quando mi sorpresi a pensare beh, le hai appena dato il denaro, quindi potresti anche dare un taglio ai pensieri negativi ed essere aperto a ricevere tutto ci che c da ricevere. Fu cos che mi misi tranquillo e mi aprii. Quando la cosa fin la mia mente mi disse che non era successo niente. Assolutamente niente. Io per sembravo essere lunico in quella stanza a saperlo. La donna mi mise a sedere come se la terra si fosse mossa, dicendomi di tenermi a lei mentre lentamente mi faceva percorrere il suo salotto. Radicati in terra mi disse. Torna nel tuo corpo. E poi la sentii: quella vocina non tanto tranquilla nella mia testa che diceva: signora, non so cosa lei pensi sia successo, ma qualunque cosa sia, io di sicuro me la sono persa. Avevo pagato per entrambe le sedute, quindi decisi che sarei tornato la domenica seguente per la seconda. Quella notte successe una cosa stranissima. Circa unora dopo essermi addormentato, la lampada accanto al mio letto, una lampada che avevo da pi di dieci anni, si accese improvvisamente e io mi svegliai con la chiara sensazione che ci fossero altre persone in casa. Mi alzai con molto coraggio, un coltello, uno spray al pepe, il mio fedele dobermann e perlustrai lappartamento. Non cera nessuno. Tornai a letto con la sensazione di non essere solo, che qualcuno mi stesse osservando.

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La seduta successiva cominci pi o meno come la precedente, anche se fu subito chiaro che sarebbe stata tutta unaltra cosa. Le mie gambe non ne volevano sapere di rimanere ferme. Avevano quel tipico moto che una volta ogni tanto colpisce le persone nel mezzo della notte. Quella sensazione si impossess presto di tutto il mio corpo, assieme ad un freddo insopportabile. Non riuscivo a fare altro che rimanere immobile sul tavolo e per quanto desiderassi balzare in piedi, scendere dal tavolo e togliermi quella sensazione, non osavo muovermi. Perch? Perch avevo dato a quella donna pi soldi di quanti non ne spendessi in cibo in una settimana, e volevo vivere la cosa fino in fondo. Ecco perch! La seduta finalmente fin. Era un giorno di agosto di caldo opprimente e nonostante fossimo in un appartamento privo di aria condizionata, stavo quasi per congelarmi, con i denti che battevano mentre questa donna mi avvolgeva con delle coperte, sotto le quali rimasi per circa cinque minuti, fino a quando la temperatura del mio corpo non torn alla normalit. Adesso ero diverso. Non riuscivo a capire cosa fosse successo, n mi era possibile riuscire a spiegarlo; eppure non ero pi la persona di quattro giorni prima. In qualche modo riuscii ad arrivare alla macchina, che per fortuna sapeva la strada di casa. Non ricordo pi niente di quella giornata, neanche se ci sia stato un resto della giornata. So soltanto che il giorno seguente mi ritrovai al lavoro. Lodissea era cominciata.

QuALCOSA STA SuCCEDENDO


La mia memoria torna al momento nella quale misi piede nel mio studio. Era come se parte del mio cervello fosse stata tolta dal mio cranio il giorno precedente e fosse stata appena rimessa al suo posto. Ma quella non era lunica cosa strana. Mi trovai anche ad affrontare una serie di domande: Che ti successo nel week-end? Sei diverso! Parli in modo diverso! Certamente non avrei risposto: Ho pagato una cartomante trecentotrentatre dollari per tracciare delle righe sul mio corpo con la mano; perch me lo chiedete? Ad alcune domande meglio non rispondere. Oh, non niente rispondevo con noncuranza, mentre mi domandavo cosa fosse realmente successo nel fine settimana.
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Era sempre stata mia abitudine far stendere i pazienti ad occhi chiusi per circa un minuto dopo i trattamenti. Questo dava loro tempo e modo di rilassarsi e di lasciare che il trattamento attecchisse. Quel luned sette dei miei pazienti, alcuni dei quali erano miei clienti da dieci anni, mentre altri li vedevo per la prima volta, mi domandarono se mi fossi mosso intorno al tavolo mentre erano distesi. Alcuni chiesero se non fosse entrato nessuno nella stanza, perch sembrava che pi persone stessero camminando intorno al tavolo. Tre di loro dissero che era come se delle persone corressero attorno al tavolo e due mi confidarono che sembrava che qualcuno stesse volando sopra il tavolo. Facevo il chiropratico da dodici anni e non avevo mai sentito niente di simile. Quello stesso giorno, la stessa cosa mi fu riferita da sette persone. Non cera bisogno che mi cadesse un pianoforte in testa per capire che stava succedendo qualcosa! I pazienti mi dissero che sapevano dove si trovassero le mie mani ancora prima che io li toccassi. Sentivano le mie mani anche quando queste erano trenta centimetri lontane da loro. Divent una specie di gioco vedere con quanta accuratezza potessero determinarlo. Divent qualcosa di pi di un gioco quando le persone cominciarono a ricevere delle vere e proprie guarigioni. Inizialmente le guarigioni erano meno plateali: dolori, fastidi e cose del genere. Quando i pazienti venivano per trattamenti chiropratici, li aggiustavo e poi dicevo loro di chiudere gli occhi, di rilassarsi e di riaprirli solo quando glielo dicevo. Quando gli occhi erano chiusi, passavo le mani sopra i pazienti per qualche secondo. Quando questi si alzavano e si rendevano conto di non avere pi dolore mi chiedevano cosa avessi fatto. Niente, e non dirlo a nessuno! divent la risposta-tipo. Una risposta tanto efficace quanto il famoso approccio di Nancy Reagan contro le droghe: Just say no, di di no. Cominciarono presto a venire pazienti da ogni dove, in cerca di queste guarigioni. Non avevo la bench minima idea di cosa succedesse, e nessuno daltra parte mi aveva dato il libretto delle istruzioni. Tenevo contatti regolari con la donna a Venice Beach; dopo tutto dovevo parlare con qualcuno, perch accadevano cose strane anche in casa e non potevo certo parlare di queste cose ai miei amici sani di mente. Deve venire da qualcosa che era gi dentro di te disse la donna, per poi aggiungere forse ha qualcosa a che fare con lesperienza di quasi-morte di tua madre al momento della tua nascita. molto strano. Non mai successo niente di simile prima.
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Quel giorno sulla spiaggia mi aveva consigliato di cominciare ad assumere essenze di fiori, intuendo anche specificamente quali essenze. Ne aveva intuite sei e mi disse che dovevo mischiarne solo cinque per volta. Quindi passai il processo per determinare quali prendere e quale lasciare fuori. Questa procedura poteva essere molto divertente o molto irritante per coloro che mi conoscevano allepoca, perch... diciamo che non ero famoso per la fermezza delle mie decisioni. Ordinai finalmente le mie gocce, e quando arrivarono le mischiai in cucina con una cura che sarebbe meglio definire reverenza. Riempivo un misurino da unoncia con tre quarti di acqua. Aggiungevo sette gocce di ognuna delle cinque essenze in ogni bottiglia. Ne tenevo una vicino al letto, una in valigia, una assieme alle medicine ed una nel cassetto della scrivania nel mio studio. Con ritualit sacrale mettevo sette gocce del mio nuovo preparato sotto la lingua per quattro volte al giorno e come se non bastasse ogni tre giorni facevo un bagno a base di acqua, succo di met limone e sette gocce del preparato. Per venti minuti mi immergevo in vasca bagnando tutte le parti della mia testa e del mio corpo suscettibili di disidratazione come per esempio il naso (che poi capii doveva rimanere per la maggior parte del tempo sopra il livello dellacqua). Le istruzioni della donna erano molto precise ed io le seguivo con ancora molta pi precisione. Perch ve ne parlo? Perch in queste notti rituali, dopo aver chiuso tutte le porte e inserito lallarme, e dopo essere andato a letto, mi svegliavo con la sensazione di avere delle persone in casa. Mi alzavo con il cuore in gola e passavo in rassegna tutta la casa, con lidea che in qualsiasi momento avrei potuto trovare qualcuno... e scoprivo che una porta che avevo chiuso era aperta e/o una luce che avevo spento era accesa. Porte che si aprono e luci che si accendono, una bella metafora. Allo stesso tempo non guardavo tutti questi fenomeni da una distanza tale da poterli riconoscere. Sapevo soltanto che qualcosa di decisamente non ordinario stava succedendo in casa mia e volevo risposte. La zingara non ne aveva, ma non sembrava neanche preoccupata, e quindi non lo ero neanche io. Ancora non sapevo che molto presto avremmo passato la zona di comfort.

BOLLICINE E SANGuINAMENTI
Alcuni pazienti venivano ancora per trattamenti chiropratici, inconsapevoli delle altre cose che succedevano nel mio studio. Uno di questi pazienti mi
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era stato inviato dal suo ortopedico, incapace di risolvere il suo problema alla schiena. Questa donna aveva quasi cinquantanni e da tanto tempo soffriva di questi dolori. Il giorno che venne da me il dolore era particolarmente intenso, e non solo alla schiena. Mi disse di avere una malattia degenerativa al ginocchio destro dallet di nove anni, e che il dolore al ginocchio era quasi intollerabile. La manipolai, quindi le chiesi di chiudere gli occhi e di non riaprirli fin quando non glielo avessi detto. Mentre i suoi occhi rimanevano chiusi mi avvicinai al ginocchio destro, tenendo le mani ad una distanza di circa quindici centimetri e muovendole con piccoli movimenti circolari. Sapevo che cerano sempre delle sensazioni nelle mani quando eseguivo queste operazioni, e stavolta la sensazione fu di calore. tutto ci che notai: calore, magari un pochino pi del solito. Una volta terminato le chiesi di aprire gli occhi. Quando lo fece mi disse di sentirsi meglio. Devo ammettere che mi stavo abituando a risposte di questo tipo. Sembrava accadere molto spesso. Ci che invece mi sorprese fu ci che successe subito dopo. Accompagnai la donna alla porta e quando fummo vicini alla scrivania, ci manc poco che la receptionist non cadesse dalla sedia. Guarda! squitt mentre indicava la mia mano. La guardai. I palmi erano coperti di bolle, delle bolle piccolissime. Settantacinque, cento, forse ancora di pi. Dopo tre o quattro ore se ne erano andate. Queste bolle si presentarono in pi di unoccasione ed in un certo modo io ero contento: era una manifestazione visibile di qualcosa altrimenti invisibile. Era qualcosa che potevo mostrare alla gente: Le vedi queste? Poi successe che i palmi delle mani cominciarono a sanguinare. Non sto scherzando. Anzich bolle, usciva sangue; non rivoli di sangue come nei vecchi film o sul National Enquirer, quanto piuttosto come dopo aver poggiato la mano su degli spilli. Era proprio sangue. Se molti dei miei pazienti rimanevano in silenzio, altri le osservavano pi da vicino. una iniziazione disse qualcuno. A che cosa? chiesi. Nessuno lo sapeva. E del resto, come potevano saperlo loro? Perch non lo sapevo io? Chi lo sapeva davvero?

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IN CERCA DI RISPOSTE
Non solo continuava la mia ricerca di una spiegazione, addirittura accelerava. Scoprii i nomi e i background di molte delle persone rinomate per la loro conoscenza dei fenomeni spirituali e paranormali. Comprai le loro cassette che ascoltavo in macchina, sviluppando domande che volevo sottoporgli. Ogni tanto ci riuscivo. Quando seppi che Brian Weiss, M.D. e autore di Molte vite, molti maestri avrebbe tenuto un seminario di un giorno, mi organizzai per parteciparvi. Il Dottor Weiss uno dei massimi esperti mondiali nel campo delle regressioni a vite precedenti. Aveva cominciato come un normale psichiatra e ipnoterapeuta, ma trattando alcuni pazienti si convinse della realt delle vite precedenti e delleffetto che esse possono avere su quella presente. Speravo che, se avessi preso parte al seminario, avrei potuto parlargli durante una pausa per vedere se avesse potuto illuminarmi su ci che stava succedendo nella mia un-tempo-normale vita. Ci fu un break, ma non ci che mi aspettavo. A quellevento presero parte circa seicento persone, tutte desiderose di parlare con il dottor Weiss nella speranza non solo che questi potesse essere attratto da ci che gli veniva detto, ma anche che avesse il tempo di parlare con loro per farli sentire importanti. In effetti poche persone capivano o comunque erano interessate a saperlo, che seicento persone ad un minuto ciascuna significavano dieci ore di domande, pi il tempo dellintero seminario. Io, naturalmente, ero uno di questi. E come tutti gli altri sentivo che le mie domande dovessero essere poste. Quindi attesi il momento adatto per alzare la mano, come una naturale interruzione della spiegazione, argomenti correlati alle mie domande e cos via. La seconda opzione avrebbe dovuto aver bisogno di molte imbeccate, poich avrei dovuto introdurre la domanda con un piccolo riassunto di ci che mi stava succedendo, eventi che toccavano pi o meno ogni argomento trattato dal dottor Weiss. Non solo le domande non venivano raccolte, ma i partecipanti non erano neanche invitati a sottoporne. Arriv la pausa pranzo. Il seminario era a met e ancora non avevo avuto la mia occasione. Dopo la pausa, il dottor Weiss annunci che avrebbe condotto una regressione ad una vita passata sul palco e aveva bisogno di un volontario. Cinquecentonovantasette mani si alzarono (gli altri tre dovevano essere ancora in
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bagno). Il dottor Weiss annunci che avrebbe scelto cinque persone e poi avrebbe effettuato un test oculare su ognuna di loro per determinare il soggetto migliore. A quel punto gli altri quattro sarebbero tornati ai loro posti. Uno, due, tre, quattro, cinque..., e il dottor Weiss scelse i volontari che presero posto sul palco. Io non ero tra loro. Quelli non scelti abbassarono le mani ansiosi di godersi lo spettacolo... quando il dottor Weiss rivolgendosi al pubblico come se avesse perso qualcosa punt il dito: Tu! Non avevi forse la mano alzata? Guardandomi intorno, mi resi conto che tutti gli altri stavano guardando me. S dissi imbarazzato e piuttosto incerto ma non aveva gi scelto cinque persone? Volevi venire su? Certo che volevo andare su, che razza di domanda. Beh, s gli risposi. Allora vieni su mi disse. Dire che avrei voluto sprofondare in un piccolo antro aggiunge un altro importante livello alla parola minimizzare. Era pi facile pensare di essere parte di un gruppo di cinque persone piuttosto che lunico a fare una cosa del genere. Ma ci andai, dopo aver ricevuto un paio di gomitate amichevoli sulle costole ed un paio di neanche molto ben mimetizzati sguardi in cagnesco. Non potevo certo biasimarli. Tutti volevano una regressione fatta da Brian Weiss. Il dottor Weiss mi fece salire e mi descrisse il test oculare che avrebbe condotto su ognuno di noi. Si trattava sostanzialmente di un test di suggestionabilit ipnotica nel quale dovevamo guardare in alto senza muovere la testa, per poi chiudere lentamente gli occhi in modo che lui potesse vedere il movimento sotto le palpebre. Da questo era in grado di determinare quale di noi fosse il soggetto pi suggestionabile allipnosi regressiva. Nel caso in cui non labbiate ancora capito, il pi suggestionabile risultai io. Forse lui lo sapeva gi. Mi fece sedere su un panchetto, mi disse di chiudere gli occhi, mi impart alcune suggestioni e quindi mi chiese: Cosa vedi? Mi resi conto che guardavo in basso verso me stesso, anche se avevo gli occhi chiusi. Vidi una pelle abbronzata, di un colore differente rispetto alla mia, quella tipica della carnagione mediterranea. Capii improvvisamente di essere un giovane ragazzo in unepoca lontana, nel deserto. So anche che, per gli standard odierni, apparivo pi vecchio di quanto in realt non fossi. Sulla base di quanto dissi al dottor Weiss e a tutto il pubblico ero un giovane ragazzo tra i dodici e i diciassette anni.
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Descrissi lambiente che mi circondava: una corte interna di un grande edificio dotata di colonne in pietra. In mezzo alla corte stava unaltra colonna, pi alta di quanto i miei occhi non riuscissero a vedere. Era enorme, un metro e mezzo di diametro, grande abbastanza da potersi nascondere, cosa che effettivamente stavo facendo. A questo punto dissi ad alta voce: Sono tornato in Egitto, mentre nella mia mente pensai: Dio! Egitto! Tutti dicono che tornano in Egitto. Me lo sto forse inventando? Poi proseguii dicendo: Vivo nel palazzo del faraone, quindi sono un nobile. Ma il mio sangue non quello del faraone. S, certo, adesso sono pure Mos. Non riesco a credere a ci che sto dicendo. Davanti allocchio della mente si svilupp una storia e, vera o non vera che fosse, non riuscivo a fermarmi. Dissi che mi nascondevo dietro la colonna nel tentativo di non essere visto da una guardia. Mi ricordo anche che tutto questo mi appariva un po strano perch, dopo tutto quella era casa mia. Sapevo anche che il mio obiettivo era quello di introdurmi, non visto, lungo una rampa di scale che portava ad una camera in basso, dove i maghi di corte tenevano i loro ferri del mestiere. A nessuno, neanche a me, era consentito accedervi. I maghi ritenevano di essere gli unici in grado di usare quegli strumenti. Io invece sapevo di essere lunica persona in grado di saperli usare correttamente; i maghi si ingannavano o ingannavano tutti noi. Sapevo anche che tra i tesori nella camera sotterranea si trovavano anche degli scettri doro di lunghezza variabile, anche di quasi due metri. Erano tutti coperti di gemme preziosissime; uno in particolare aveva una serie di denti dorati. Questo aveva unimmensa pietra verde scura, uno smeraldo o una moldavite, qualcosa che avrei conosciuto di l a qualche tempo. Subito dopo mi ricordo aver sentito il dottor Weiss dire: Ok, portiamoci alla fine di questa vita. Andai ancora avanti. Improvvisamente sapevo di esser morto e di aver lasciato quella vita. La coscienza che avevo a quel tempo mi diceva che il potere non era nelle bacchette, ma in me, e che lo portavo con me da una vita allaltra. Cos fin la mia seduta. Da allora, cos come oggi, non sono sicuro di non essermi inventato tutto quanto. Quando ero sul palco, ho certamente sentito il bisogno di uscire fuori con qualcosa da dire. Dopo la fine del seminario, molte persone presenti mi dissero che se avessi assistito alla cosa avrei saputo che non si trattava di qualcosa di inventato. Il dottor Weiss mi disse poi che durante la regressione avevo portato delle informazioni che lui aveva gi appurato per il libro al quale stava lavorando.
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Era molto difficile che io sapessi quelle cose prima di salire sul palco, mi disse. Non potevo altro che essere daccordo. E nonostante non ci fosse niente in quellesperienza a dirmi che si trattava di una cosa vera, niente di tutto ci che avevo raccontato poteva essere provato nella mia ricerca sullantico Egitto scritta in terza elementare.

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Capitolo 6

La ricerca delle spiegazioni


ensavo che qualcuno dovesse sapere cosa significassero tutti questi avvenimenti. Certamente le mie esperienze non erano uniche. Qualcuno da qualche parte doveva avere la risposta. Cominciai, ovviamente, con la donna di Venice Beach. Quando sent parlare delle bolle e dei sanguinamenti ammise di non avere idea di cosa stesse succedendo e del perch. Non aveva pi ipotesi sulle quali lavorare e tutti i luoghi comuni sulla New Age non la supportavano pi; era quindi arrivato il momento di contattare unaltra donna, la persona che aveva insegnato a lei e a chiunque altro questo lavoro. Mi diede un nome ed un numero di telefono. Era troppo tardi per chiamare quella sera, cos la chiamai il giorno successivo e raccontai a questa mia nuova insegnante tutta la storia: le luci che si accendevano, le porte che si aprivano, le persone che percepivo in casa e quelle che i pazienti sentivano nel mio studio, fino ai palmi pieni di bolle e sangue. Ero ottimista sulla possibilit di imparare qualcosa che mi fosse stata daiuto. Dopo aver finito di raccontare ci fu un lungo silenzio dallaltra parte, poi linsegnate disse: Non conosco nessuno che abbia mai risposto in questo modo. affascinante. tutto quello che mi disse. Apparentemente affascinante ha per la New Age lo stesso significato di sono cavoli tuoi, figlio mio. Ma non mi volevo dare per vinto. Il mese seguen81

Riconosci ci che vedi, e ci che nascosto diventer chiaro. Dai Vangeli apocrifi di Nag Hammadi

te, su consiglio di un amico, contattai un sensitivo di Los Angeles famoso in tutto il mondo. Quando fissai lappuntamento non dissi cosa mi era accaduto; non dissi neanche come mi chiamavo. Volevo vedere se riusciva a scoprire qualcosa da solo e magari, se avesse qualche idea su ci che stavo passando. Il giorno del mio appuntamento, senza fiato, perso e in ritardo di mezzora, entrai nel suo studio, sprofondai in una sedia e feci finta di non vedere la sua occhiataccia, quellaspetto dato da una contrazione sfinterica, che vi riporta indietro ad ogni singolo rimprovero ricevuto sullimportanza di essere puntuale e allo stesso tempo mette in discussione il vostro valore di essere umano. Ero sicuro che nei suoi giorni di libert questa persona inoltrasse al Congresso delle domande per il riutilizzo della parola tardy (tardivo, ritardatario N.d.T) nel sistema scolastico. Questa lettura sarebbe stata breve, ne ero sicuro. Il sensitivo dispose le carte con estrema professionalit, attento a non dare il bench minimo segno di calore umano o compassione. Guard le carte e poi mi guard negli occhi, con quella che poteva essere definita unespressione da quiz o un severo cipiglio. Cos che fa nella vita? mi domand. Non so cosa pensate voi, ma a cento dollari lora ci che io pensai fu: Sei tu il sensitivo. Dimmelo tu. Mi trattenni dal verbalizzare i miei pensieri. Sono un chiropratico dissi, attento a non rivelare niente che potesse colorire la mia lettura. Oh no disse lui molto di pi. qualcosa che esce dalle tue mani, le persone guariscono. Andrai in televisione continu e verranno da te persone da tutto il paese. Questa era lultima cosa che mi sarei aspettato di sentire da questuomo, specialmente considerato il modo con il quale era iniziata la seduta. Diciamo la penultima cosa, perch dopo mi disse che avrei scritto dei libri. Lasci che le dica una cosa gli risposi sorridendo. Se c una cosa della quale sono sicuro che non scriver nessun libro. E dicevo sul serio. Io e i libri non siamo mai andati daccordo. A quel tempo avevo letto s e no due libri, uno dei quali dovevo ancora finire di leggere. Il mio passatempo preferito sempre stato guardare la televisione. Ero, senza ombra di dubbio, un teledipendente. Cosa strana, dopo essere stato dal sensitivo mi ritrovai a leggere. E ancora a leggere. La mia dipendenza dalla televisione aveva subito un brusco stop, sostituita, oso dirlo, dalla lettura. Non mi bastava mai: filosofie orientali, vita dopo la morte, informazione canalizzata, esperienze UFO. Leggevo tutto, scritto da tutti, ovunque.
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A poco a poco la mia vita veniva gestita da questa strana nuova energia. La notte mentre ero disteso a letto le mie gambe vibravano e le mie mani erano costantemente accese. Le ossa del cranio vibravano anchesse e mi fischiavano gli orecchi. Con il tempo cominciai anche a sentire dei suoni e in rare occasioni addirittura delle voci in coro. andata. Sono diventato pazzo. Ne ero ormai sicuro. Tutti sanno che, quando si impazzisce, si sentono le voci. Le mie cantavano. E pure in coro. Non mi bastava un canto a bocca chiusa, un vocalizzo o magari un piccolo gruppo a cappella. No, io avevo tutto il Mormon Tabernacle Choir. E i miei pazienti? Vedevano colori: fantastici azzurri, tonalit di verde, viola, oro e bianco. Sfumature di una bellezza mai vista prima. Sebbene fossero in grado di riconoscere questi colori, mi dicevano di non averli mai visti. Mi fu detto da alcuni pazienti che lavoravano nel cinema che questi colori non esistevano e che, neppure usando tutte le tecnologie a disposizione, sarebbe stato possibile riprodurli. Nel sentire queste parole mi tornarono in mente le esperienze di vita dopo la morte di mia madre, quando parlava delle forme e sfumature indescrivibili che non esistevano nel mondo che aveva lasciato, e come la loro vista lavesse riempita di meraviglia.

MANIFESTARE SINTOMI
Che capissi o no la fonte dellenergia che usavo, le guarigioni continuavano. Anche se tornavo a domandarmi quali fossero le sue origini, raramente mettevo in discussione i risultati. Se lo avessi fatto, ci sarebbero state delle persone con le quali non avrei neanche provato a connettermi per effettuare una guarigione. Avevo pianificato di attraversare il paese alla fine di quellanno (1993) per passare le feste con Zeida. La notte prima di partire, fui invitato ad una cena. Non avevo voglia di andare, perch di norma tendo ad agitarmi oltre un limite ragionevole prima di una partenza (cosa portare, cosa lasciare, cosa mi dimenticher). Riuscii comunque ad andare a quella cena. Quando arrivai il padrone di casa mi disse che uno degli ospiti era in uno stato avanzato di AIDS. Fu chiaro nel momento in cui lo vidi: la pelle aveva quel colorito grigio tipico di quella malattia in stato avanzato, portava con s su un carrello una flebo di morfina e manteneva lequilibrio servendosi di un sostegno. Soffriva anche di una complicazione detta citomegalovirus, o CMV,
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che aveva colpito locchio destro, occludendogli completamente la visione in quel lato del corpo. Questuomo aveva passato il punto nel quale si spera ancora che il dolore possa passare, ma sperava di poter almeno recuperare la vista. Il padrone di casa mi chiese se avessi voluto lavorare con lui e io dissi: Certo, ne sarei felice. Lo portai in unaltra stanza e ci lavorai per circa cinque minuti, al termine dei quali disse che il dolore era quasi scomparso. Pensammo entrambi che si trattasse di un ottimo risultato, e lasciai la stanza. Un paio di minuti pi tardi mi disse che riusciva a vedere da entrambi gli occhi. Fu un momento veramente eccitante. Egualmente elettrizzante, ma in modo differente, fu quando il mattino seguente, svegliandomi, mi resi conto che il mio occhio, quello sinistro, era diventato tre volte pi grande! Per qualche motivo, ogni qualvolta acquisivo temporaneamente i sintomi di unaltra persona, questi si presentavano solitamente nella parte opposta del corpo; il perch non lo so. Il mio occhio mantenne quelle dimensioni per circa trentasei ore. Le bolle e i sanguinamenti non mi davano grossi problemi ma questo era ben altro. Cominciai a chiedermi: Sto forse prendendo, quando effettuo questo lavoro energetico, la malattia della persona su di me? Mi sto attaccando a questa malattia? Tutto questo dar luogo ad una sorta di risposta a catena dentro di me? Tutte queste domande mi rendevano un po inquieto. Poi la risposta arriv improvvisamente: non avevo bisogno di manifestare fisicamente i sintomi o i problemi di unaltra persona affinch la guarigione potesse aver luogo; parimenti, non mi servivano questi segni per dimostrare che stesse succedendo qualcosa di vero e potente. Dopo quella rivelazione, non ebbi pi nessuna manifestazione di tipo fisico. Qualcun altro invece s.

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Capitolo 7

Il dono della pietra


Qualsiasi tecnologia che sia sufficientemente sofisticata indistinguibile dalla magia. Da The Lost Worlds of 2001, di Arthur C. Clarke

ella nostra cultura, gennaio linizio dellanno, periodo dedicato alle riflessioni sul passato e ai propositi per il futuro. Guardando indietro allanno 1993 ci che vedevo era una serie di guarigioni che mi riempivano di soggezione e domande. Guardando in avanti vedevo... cosa vedevo? Quanto sarebbe durato tutto questo? Dove mi stava portando? Non ne avevo la bench minima idea, anche perch allepoca non avevo ancora incontrato Gary (vedi capitolo uno) e avevo comunque fatto esperienza delle potenzialit che queste guarigioni avrebbero rappresentato. Naturalmente, nelle sedute di guarigione procedevo con lintuito: non cera un libretto delle istruzioni, nessuna illustrazione e nessun consiglio proveniente da specialisti in questioni metafisiche. Tutto ci che potevo fare era continuare quello che stavo facendo, nella speranza che ci che mi stava portando questa energia avrebbe continuato a fare la sua parte. Come spesso succede, non riuscivo a scorgere la fase successiva del processo, fino a quando questo non si manifestava. Appena rientrato nello studio, dopo le vacanze, uno dei miei pazienti mi diede una piccola scatola bianca. Ricordo di aver avuto la sensazione che ci fosse qualcosa di strano nel ricevere un regalo per le feste dopo le feste stesse. Sebbene fosse proprio il tipo di scatola in grado di contenere un piccolo gioiello, sapevo anche cosa vi avrei trovato. Da quando erano iniziate le guarigioni i pazienti mi portavano dei regali. Tutti pensavano che avessi bisogno di qualcosa.
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Quel qualcosa generalmente ricadeva in una di queste tre categorie: 1. libri o cassette (ne ricevevo moltissimi); 2. statue (mi sono stati dati molti pi modelli di Buddha, Mos, Ges, la Vergine Maria, Krishna e tutti gli arcangeli di quanti possiate immaginare); 3. cristalli. I cristalli erano di due tipi: giganteschi, che devono stare nellangolo di una stanza, posto che la stanza sia abbastanza grande, e tascabili. Le persone che mi regalavano i cristalli tascabili, prendono il termine tascabile davvero sul serio. Si aspettano di vedere quel cristallo nella mia tasca! Lunico modo per evitare di metterlo in tasca riuscire a capire su quale chakra posizionarlo e trovare il filo del colore giusto con cui farlo penzolare. Non avevo intenzione di arrivare a quel punto e mi mettevo i cristalli in tasca. Nel giro di poco tempo le mie tasche cominciarono a straripare. Ogni volta che mi piegavo per eseguire una manipolazione, almeno uno dei cristalli cadeva per terra. Quando mi piegavo per raccoglierlo, tutti i cristalli di quarzo rosa, gli unici lisci e a forma circolare, decidevano di saltare dalla mia tasca e di rotolare per il corridoio come biglie. Sono sicuro che, quando i miei pazienti vedevano questa scena, immaginassero che ne avessi perso qualcuno, quindi ogni volta che aprivo una scatola, come quella che tenevo in mano, mi aspettavo di trovare qualcosa di blu, rosa o luccicante. Ma con mia grande sorpresa, questa volta scoprii una pietra di colore verde scuro dalla forma strana e irregolare che, avvolta comera in un bel panno di cotone, appariva assolutamente fuori posto. Mi ricordo di aver pensato che non era proprio niente di speciale. Non luccicava e non rifletteva luce, ed inoltre aveva una forma veramente grezza. Non risplendeva di nessun magnifico colore, anzi, ad essere sinceri, era proprio di un colore verdastro scuro, quasi affumicato e tendente al nerastro. Al massimo ricordava, sia come colore che come consistenza, un avocado maturo. In altre parole non rappresentava per niente il mio concetto di cristallo. Cos? chiesi. Moldavite fu la risposta. Hmmm... Moldavite. Fossile. Che bel nome. Credo che alcuni fossili possono effettivamente assumere questo colore, pensai. Devo ricordarmene per i doni dellanno prossimo. Forse riuscir a trovare alcune pietre chiamate fungus, in modo che nessuno riceva lo stesso regalo. Consapevole del fatto che specifici campi di influenza sono spesso attribuiti ad altrettanti specifici cristalli, chiesi il significato della moldavite.
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Guarda il colore! disse il mio paziente, come se avesse letto i miei pensieri. Ignorando completamente la mia domanda e la molto-meno-che-entusiasta espressione del mio volto, prese la pietra dalle mie mani e la mise vicino alla finestra in modo da farci passare la luce. Non ero preparato a ci che avrei visto. Quando la luce del sole entrava da dietro, questa pietra, precedentemente opaca, si trasformava in un luminoso e diafano smeraldo, estremamente provocante nella sua luminosa traslucidit. Feci di nuovo la domanda: A cosa serve?. difficile da spiegare. Mettila in tasca e la prossima volta che vai alla libreria Bodhi Tree potrai informarti, disse il paziente. Misi la pietra verde in tasca e, senza pensarci pi, continuai a lavorare. Non avevo idea che il mio mondo, che gi stava vacillando sul suo asse, stava per capovolgersi completamente.

Pi tardi, nel corso della stessa giornata, Fred venne in studio. Fred era mio paziente da circa un anno e mezzo. Quel giorno per prima cosa lo manipolai, poi gli dissi di chiudere gli occhi e di riaprirli solo quando glielo avessi detto. Come sempre misi le mani sopra di lui e le passai lungo il suo corpo, ma quando arrivai alla testa, questa fece un salto allindietro. Gli occhi strabuzzarono, la bocca si apr e la lingua cominci a muoversi, formando chiaramente delle vocali. Dalla bocca usciva dellaria. Questo era, a dir poco, sconcertante. Lenergia continuava a fluire dalla mie mani e pensai: so che sta provando a parlare. Mossi le mani nel tentativo di localizzare una zona dove la sensazione fosse pi forte. Con delicatezza mi mossi prima da una parte poi dallaltra, ma da Fred non usc nessuna parola, solo la pantomima di labbra e lingua. Era frustrante. Vedevo chiaramente che cercava di parlare e volevo veramente sapere cosa avesse da dirmi. Avvicinai gli orecchi alla bocca, ma non riuscii a sentire niente. Questa situazione mi mise in profonda soggezione, e allo stesso tempo sapevo che le stanze intorno erano piene di pazienti che non erano abituati ad aspettare. Ero sicuro che tutti si stessero domandando: Cosa sta facendo il dottore? Dovevo smettere di lavorare con Fred.
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Ritrassi le mani ma non sapevo cosa fare con Fred, perch la lingua continuava a muoversi e continuava ad emettere suoni che facevano dedurre che presto sarebbe riuscito a parlare. Lo toccai con gentilezza sul torace dicendogli: Fred, abbiamo finito. Apr gli occhi, mi guard ed io lo guardai. Non disse niente e neanche io dissi niente. Si alz come se si fosse trattato di una normalissima visita e se ne and. Decisi di dimenticare tutto. Come ho gi detto, Fred era mio paziente da oltre un anno e mezzo, e fino a quel momento era stato tutto relativamente normale. Pochi giorni dopo, Fred torn per unaltra visita. Dopo la manipolazione portai le mani sulla sua testa e boom, scatt di nuovo allindietro, le labbra si aprirono, la lingua cominci a muoversi e, come era successo la volta precedente, cominci ad uscire laria dalla bocca. Sebbene mi aspettassi che succedesse qualcosa, lintensit del fenomeno mi fece fare un passo indietro. Ero senza parole. In un certo senso avevo co-creato lincontro di quella giornata, perch quando avevo visto Fred in sala daspetto avevo fatto in modo di spostare gli altri pazienti nellaltro studio, in modo da avere pi tempo a disposizione e senza interruzioni. Non appena i movimenti che avevo notato in Fred cominciarono a manifestarsi, lasciai che le mie mani andassero alla ricerca di una connessione pi forte con la sua energia, un punto nel quale avrei potuto amplificare le sue risposte. Finalmente, Fred inizi a parlare. Quando la maggior parte di noi parla, apre semplicemente la bocca e lascia uscire la voce, niente di speciale. Ma sentire una voce formarsi da sola nelletere un pochino... sconvolgente. Laria che avevo udito la volta precedente cominci ad evolversi in vere e proprie parole. La voce che le trasportava inizi sotto forma di uno squittio strascicato: Siamo qui per dirti... disse la voce ... di continuare a fare ci che stai facendo... la voce continu in modo gracchiante quello che stai facendo... portare luce e informazioni sul pianeta. Mentre Fred parlava, la sua voce cambiava, passando da un acuto ad un tono pi grave, ma le frasi rimanevano estremamente meccaniche, come se la fonte di questa comunicazione dovesse imparare ad utilizzare le corde vocali di Fred. Ci nonostante, tutto quello che diceva, era perfettamente comprensibile. In quel momento tutti gli ambulatori si erano riempiti di pazienti, in un certo numero. Le mie stanze non avevano porte, il che significa che niente impediva a questa strana voce di essere sentita in tutto lo studio.
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Non volevo ancora che Fred se ne andasse. Mi chiedevo se avrei avuto la personalit per dire: Mi scusi, signora voce dallUniverso, che ha viaggiato da cos tanto lontano per comunicare con me, ma questo non il momento migliore. Pu tornare un pochino pi tardi? Alle sette e mezzo sarebbe perfetto. Scoprii di non essere cos tanto sfacciato, ma comunque me la cavai. Come posso parlarti ancora? chiesi alla voce di Fred. Mi potrai trovare nel tuo cuore disse la voce. Questa non una risposta, un biglietto di auguri come quelli che si vendono a Hallmark! Volevo sentire di nuovo questa voce. Potr sentirti tramite unaltra persona? Il responso fu abbastanza vago. Potr sentirti ancora attraverso questa persona? chiesi ancora. Ancora una risposta vaga. Non ero disposto a lasciare correre, e quindi insistetti. Finalmente la voce disse: D'accordo. Potrai parlarmi di nuovo attraverso questa persona. Toccai gentilmente Fred sul torace dicendogli: Fred, credo che abbiamo finito. Apr gli occhi e schizz gi dal tavolo schiacciandosi al muro e assicurandosi di bloccarmi laccesso al telefono. Pi tardi mi disse che aveva pensato che avrei chiamato il manicomio e che lo avrei fatto internare. Nonostante non si ricordasse gran parte di ci che usciva dalla sua bocca, era perfettamente consapevole di ci che era successo, quanto meno a grandi linee. Mi disse che gli era successo altre volte. Lo aveva raccontato solo ad altre due persone e non voleva che lo sapesse nessunaltro. Si era accorto della voce che iniziava a parlare attraverso di lui gi dalla seduta precedente. Pensava di averla controllata e che io non mi fossi accorto di niente. Stavolta per aveva perso il controllo subito e la voce era uscita. A Fred non importava questa perdita di controllo. Sapeva di non essere responsabile di quello che usciva dalla sua bocca, ma era seccato perch non era in grado di capire in modo coerente ci che stesse dicendo. Descriveva il processo in questo modo: sentiva una prima parola, una seconda ed una terza, ma al momento che giungeva la quarta si era dimenticato la prima. Lo disturbava anche non riuscire a mettere insieme quei pensieri nella sua mente. Gli dissi che avevo sentito parlare di fenomeni come la canalizzazione e/o il parlare in lingue sconosciute, e che fosse interessante conoscere una persona che lo facesse. Catalogai tutto questo come una cosa alla Fred. Ma un paio di giorni pi tardi successe ancora, con tre pazienti diversi! Una dopo laltra le loro teste balzarono indietro, gli occhi strabuzzarono, le labbra si aprirono, le lingue si mossero e usc aria dalle loro bocche. Non avevo cer89

to intenzione di assistere come se si trattasse di un esperimento in doppio ceco. Sapevo che alla loro prossima visita avrebbero parlato. Volevo delle risposte, e le volevo adesso.

LOCCHIO DORATO
A quel punto tornai dal sensitivo che mi aveva parlato delle mani. Dopo tutto lui era affidabile. Effettuava delle letture per i reali del Medio Oriente, tutta lamministrazione Reagan e per svariate celebrit. Gli telefonai e gli raccontai tutto ci che stava succedendo. Ascolt con attenzione e disse: Non so proprio cosa sia. La risposta non fu di quelle che infondono sicurezza. Vai da questa signora francese a Beverly Hills. Ha studiato queste cose e probabilmente ti potr essere daiuto, se mai qualcuno sar in grado di farlo. Si chiama Claude (non chiedetemi perch non si chiamasse Claudine o Claudette; non sono in grado di darvi una risposta). Fu cos che andai da Claude. Pensavo che sarei andato l, le avrei mostrato le mani e le avrei fatto sentire cosa emanavo. Poi, nel mio scenario mentale, mi avrebbe spiegato di cosa si trattasse, avrei avuto un pochino pi di chiarezza ed avrei continuato a vivere la mia vita. Sembra proprio che fossi lunico con questa aspettativa. Claude mi fece sedere sul divano e mise un cristallo in ognuna delle mie mani. Poi apr un poster gigantesco con su disegnata una stella. Ogni parte della stella aveva un colore diverso. Come se non bastasse aveva incollato su tutta la sua superficie dei piccoli occhietti abbastanza bizzarri, evidentemente per creare un certo effetto. Mi disse di guardare la stella ed i colori e poi chiudere gli occhi. Cominci a guidarmi nella visualizzazione dei colori di base. Non mi andava proprio di farlo. Nella mia vita stava succedendo qualcosa di reale; se avessi voluto immaginare le mie spiegazioni del fenomeno me ne sarei potuto stare tranquillamente a casa. Invece ero l. Chiusi gli occhi tenendo in mano i cristalli. Claude disse: Adesso immagina il blu. tutto blu. Non so voi, ma quando chiudo gli occhi lunico colore che vedo un grigio antracite. Comunque provai. Blu disse. Tutto blu. Ci sto provando.
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Adesso il rosso. Rosso, pensai. Verde. Verde. Giallo. Giallo. Arancione. Arancione. Adesso immagina loro. Tutto oro disse Claude. Il cielo doro, la terra doro, le montagne sono doro e c una cascata doro. Ok, tutto il mondo doro. Mettiti sotto la cascata doro continu senti lacqua doro caderti addosso. Questa donna sta passando il limite, pensai. Adesso immagina questo occhio doro, un occhio dorato gigantesco su nel cielo. Farai le tue domande allocchio. Proprio quello che avevo bisogno di sentire! Aprii gli occhi e le chiesi: E come mi risponder? un occhio. Chiudi gli occhi e ti dir quali domande fargli. Daccordo le dissi, e chiusi gli occhi. Chiedi allocchio quanti filamenti di DNA hai. Nervoso e frustrato, aprii ancora gli occhi e la guardai. Lo so quanti filamenti di DNA ho: sono un medico. Le spiegai lRNA e il DNA, i filamenti, i doppi filamenti e le doppie eliche. La donna ascolt pazientemente. Dopodich, come se ci che avevo detto non avesse la bench minima rilevanza, ripet: Chiedi allocchio. Chiusi quindi gli occhi per la terza volta, chiedendomi come avrei fatto ad uscire da quella situazione senza senso. Come avrei fatto a chiedere a questocchio (che non riuscivo a vedere) una cosa alla quale non poteva rispondere, poich si trattava di un occhio e non di una bocca, la cui risposta sapevo gi essere due, e lasciare lappartamento di questa donna senza passare per un gran maleducato? Allimprovviso aprii gli occhi e, guardandola con linnocenza di un neonato, mi sentii mentre pronunciavo la seguente frase: Ne ho tre. Ci sono dodici filamenti di DNA. Dodici. Nessuno mi aveva ancora detto che questa era una domanda divisa in due parti e quindi non avevo idea del perch avessi risposto in quel modo. Anche perch ci che avevo appena detto andava contro tutto ci che sapevo coscientemente fino a quel momento.
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Oh disse Claude sei un pleiadiano. Oh risposi io, e che cos un pleiadiano? Mi spieg che quello delle Pleiadi un sistema di sette stelle visibile dalla terra (appena arrivato a casa controllai e constatai che aveva ragione). Claude mi spieg tutto. La Terra era considerata una stazione di luce e di informazione per i viaggiatori delluniverso. Si fermavano sulla Terra per rilassarsi, ringiovanire e raccogliere informazioni, poich la Terra era considerata una biblioteca vivente. Le persone che in quel particolare momento storico governavano il pianeta erano pleiadiani. Ad un certo punto cera stata una frattura ed uno scisma di natura ideologica e politica si form tra due fazioni di pleiadiani. Ognuno dei due gruppi voleva prendere il controllo, non solo sullaltro gruppo, ma sullintero pianeta. Ma poich i membri di ogni singola fazione possedevano la stessa forza e intelligenza, tutto ci che potevano prevedere era un futuro fatto di continue battaglie per la conquista di una posizione di superiorit. Era inaccettabile per tutti, cos fu stabilita una sorta di tregua, fino a quando gli scienziati di un gruppo non riuscirono a trovare un modo per disconnettere dieci degli originali dodici filamenti di DNA dai membri dellaltro gruppo. Noi siamo ritenuti essere i discendenti di questi pleiadiani modificati. E chi lo sapeva? Quelli di noi dotati del terzo filamento, pi vicini quindi ai nostri progenitori, erano tornati sulla terra per portare luce e informazione a tutto il pianeta. Esattamente ci che Fred mi aveva detto o, meglio, aveva canalizzato per me. Non sto dicendo di essere un pleiadiano, o che i pleiadiani esistono realmente. Tutto ci che a questo punto suggerisco di continuiate a seguire questa storia.

CONCEDERMI ALLA CAuSA


Andai alla libreria Bodhi Tree e mentre mi trovavo l, decisi di fare qualche ricerca sulla piccola pietra verde che avevo in tasca. Da ci che appresi, la moldavite non un cristallo terrestre; si tratta di un meteorite caduto in Europa orientale circa quindici milioni di anni fa. Si dice che possegga labilit di aprire la comunicazione (dipende dalla vostra fonte di informazioni) con angeli, entit ed esseri provenienti da altre dimensioni. vero? Davvero questa pietra ha la capacit di una comunicazione interdimensionale? Non so. Ci che so che misi la pietra in tasca e la canalizzazione cominci.
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Mi trovavo davanti ad una scelta. Le cose erano diventate un po strane nella mia vita nel giro di un minuto, ancora prima che Fred cominciasse a parlare. Dove mi avrebbe portato tutto ci? Dovevo decidere se continuare o meno lungo questo nuovo e sconosciuto sentiero. Cosa stavo facendo? Era una cosa buona? Era una cosa negativa? Ascoltavo le voci giuste? Come potevo esser sicuro delle intenzioni di chiunque si celasse dietro tutto ci? La mia risposta iniziale fu quella di chiedere a tutti coloro che pensavo sapessero qualcosa: guaritori, medium, sensitivi ecc. La loro risposta fu praticamente unanime. Tutti pensavano che, fino a quando non fossi stato in grado di determinare la fonte di queste voci, avrei dovuto starne lontano. Mi trovavo di fronte ad un dubbio amletico. Come si faceva? Dovevo chiedere alla voce? Mi avrebbe lasciato con il vecchio dilemma se una voce onesta ti dir la verit e se disonesta non lo far? Comunque andasse, la risposta era sempre la stessa. Avrei dovuto colpirli con una pallottola dargento? Mettere una collana di aglio? Comprarmi unenorme croce? Trovavo veramente difficile da credere che questa voce (o queste voci) si sarebbero prese la briga ed il tempo di viaggiare in lungo e in largo per luniverso, solo per organizzare una burla galattica. Mi resi conto che le emozioni attorno a questo processo avevano assunto una gamma pi ristretta di emozioni: dallapprensione allallarme, passando per il panico. Divenne subito chiaro che tutti i consigli ben intenzionati che avevo ricevuto, avessero un solo filo conduttore: la paura. Mi resi conto che cera unaltra scelta ben pi grossa che dovevo compiere: se fossi stato disposto a basare le (potenzialmente) pi grosse decisioni della mia vita sulla paura. Non lo ero. La risposta fu sia ovvia che incontrovertibile. Avevo deciso che mi sarei concesso totalmente a tutto ci che avrei incontrato sulla mia strada.

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Capitolo 8

Intuizioni: presente e futuro


n studio, i tre pazienti che avevano parlato come aveva fatto Fred, tornarono per un nuovo appuntamento. Esattamente come avevo previsto, boom, uno dopo laltro le teste andarono allindietro, gli occhi strabuzzarono, le lingue cominciarono a muoversi, laria cominci ad uscire dalla bocca... e cosa dicevano? Siamo qui per dirti di continuare a fare ci che stai facendo. Ci che stai facendo apporta luce ed informazioni al pianeta. Esattamente ci che aveva detto Fred. Ma questi pazienti non conoscevano Fred. Neanche si conoscevano tra loro. Due pazienti aggiunsero unaltra frase: Ci che stai facendo riconnettere i filamenti. Il terzo paziente disse qualcosa leggermente differente: Ci che stai facendo riconnettere le stringhe. Quando Fred torn, mi disse di aver fatto della scrittura automatica, con la sua calligrafia, e lultima riga (che parlava di me) diceva: Ci che sta facendo riconnettere le stringhe. Due giorni dopo altri pazienti cominciarono a pronunciare queste frasi. Facevo loro domande con estrema attenzione e scoprii che, a parte Fred, nessuno di loro aveva mai fatto niente di simile. Per una qualsiasi ragione erano stati scelti quali veicoli per queste voci, ed indipendentemente da quali altre parole uscissero dalle loro bocche, ripetevano le solite sei frasi.
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E avanti andiamo!

Jackie Gleason

Siamo qui per dirti di continuare a fare ci che stai facendo. Ci che stai facendo apporta luce ed informazioni su questo pianeta. Ci che stai facendo riconnettere i filamenti. Ci che stai facendo riconnettere le stringhe. Devi sapere che sei un maestro. Siamo venuti grazie alla tua reputazione.

Pensai Ok, ci che stai facendo apportare luce e informazioni su questo pianeta... Quindi aspettavo di ricevere queste informazioni... Non sembravano giungere. Bene, pensai, informazioni riguardo che cosa? Come far crescere frutti giganti? Come allestire un sistema di difesa interplanetario? Come costruire salsicce volanti? Ancora non avevo idea di cosa stesse succedendo.

DISSOLvENZA
Continuai ad attendere che le promesse si avverassero, ma nellaprile 1994 qualcosa cominci a cambiare. Per prima cosa le voci cominciarono a scarseggiare. La facilit con la quale le persone canalizzavano involontariamente cominci a diminuire e la stessa canalizzazione divenne meno frequente. Per meglio dire, diminuirono drasticamente. Poi tutto fin. Con la sola eccezione di Fred, non cerano pi canalizzazioni, non pi voci. Prima di tutto questo, a volte mi ero domandato se questa faccenda non fosse una grossa burla. Forse la mia receptionist aveva scelto le persone a casaccio e dando loro un foglio aveva detto: Ecco cosa devi dire. Non fargli vedere che hai il foglio. Le voci se ne erano andate e sapevo anche che non si era trattato di uno scherzo. Niente avrebbe potuto essere pi reale. Sentii un senso di vuoto. Questi strani fenomeni, dopotutto, erano diventati il centro della mia vita. Come poteva esser finito tutto? Nel momento in cui le canalizzazioni cessarono, quelle sei frasi mi erano state riferite da pi di cinquanta persone. Ricordatevi inoltre che, con la sola eccezione di Fred, nessuna di queste persone aveva mai avuto esperienze di questo tipo e alcuni ne furono cos spaventati da non tornare pi. Tutto questo, insieme alle coerenti descrizioni di varie entit, mi fece chiaramente capire che, durante una seduta di guarigione, oltre a me e al paziente cera qualcun
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altro nella stanza, e che laltra persona, o essere, parlava per il tramite del corpo della persona sdraiata sul lettino. Non so se i canalizzatori fossero come delle radio che raccoglievano dei segnali dalluniverso o se li ricevessero dalla stessa sorgente centrale, ma poco importava. Il messaggio era chiaro e forte. Questo spiegava perch le canalizzazioni subirono uninterruzione: avevo capito il messaggio. Non era possibile poter negare, neanche io potevo farlo, che qualcosa di reale e profondo stesse accadendo. Nonostante desiderassi ancora un rafforzamento delle entit canalizzate, la sorgente aveva deciso che avevo avuto tutto ci di cui avevo bisogno. Era arrivato il momento di smettere di cercare e permettermi di vedere ci che mi era gi stato dato. Quando passiamo attraverso esperienze come queste, sappiamo di connetterci con qualcosa proveniente da un altro luogo. Dimenticai rapidamente la teoria della burla e mi misi in attesa. Ma quando queste informazioni misteriose che avrei dovuto ricevere non si presentarono, crebbe il senso di vuoto. Cosa avevo fatto perch le voci mi avessero abbandonato? Sentivo ancora le sensazioni nelle mie mani e continuai a lavorare con i pazienti esattamente come avevo fatto. Le guarigioni continuavano. Fu in questo periodo infatti che Gary venne da me, e ci fu quella che considero la prima grande guarigione. A dispetto del mio dispiacere di non ricevere ci che pensavo fossero le informazioni che mi erano state promesse, continuavo a lavorare con i pazienti e a muovere le mani su di loro come avevo sempre fatto. Ogni tanto i muscoli facciali, in particolare quelli attorno alla bocca, iniziavano a muoversi, senza peraltro mettersi a parlare. Ci nonostante, quando la sessione finiva, questi pazienti mi dicevano di aver visto delle cose. I loro resoconti erano spesso simili: alcune forme, colori... e certi tipi di persone. Chiamateli angeli, guide, entit, spiriti o qualsiasi parola vi sembri pi appropriata. Qualunque cosa fossero, sulla base delle descrizioni che ricevevo, apparivano spesso come persone reali.

INTuIZIONI E CONFERME
Pi o meno nello stesso momento in cui ebbi lintuizione di aver ricevuto un dono profondo, che io decisi di accettare, ricevetti una chiamata dai produttori della serie televisiva The Other Side, che parlava di storie del mondo paranormale. Avevano sentito parlare di me e volevano che partecipassi al programma. Accettai e portai Gary con me.
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Dopo che lo show fu trasmesso a met 1995, persone provenienti da tutto il paese si presentarono al mio studio. Una donna di nome Michelle venne da Seaside, Oregon. Mentre era distesa sul lettino, cominciai a muovere le mani sopra di lei e osservai le sue risposte muscolari involontarie mentre lenergia fluiva. Questo tutto ci che vidi, ma quando finii, apr gli occhi e disse: Ho visto una donna. Credo sia un angelo custode. Mi ha detto che sarei stata meglio, che sarei guarita.

LA STORIA DI MICHELLE
A Michelle fu diagnosticata una sindrome da fatica cronica e una fibromialgia. I suoi sintomi erano cos seri che la maggior parte dei medici che lavevano visitata pensava che avesse anche altre complicazioni. Tutto ci port ad una continua prescrizione di antidolorifici e di medicinali di altro tipo. La sua vita era un ciclo continuo di dolore e fatica. Piccole cose come lavare i piatti, cucinare o anche solo alzarsi dal letto la mattina, diventavano spesso montagne insormontabili a volte impossibili da portare a termine. Suo marito doveva metterla sotto una doccia calda fino a quattro volte per notte per farle diminuire il dolore. Non riusciva a mangiare e pesava meno di quaranta chili. Una sera mentre tutti in casa dormivano ingoi una grande quantit di antidolorifici, mescolandoli assieme. Quando le medicine cominciarono a fare effetto si trov a pregare: Per favore Dio, aiutami. Non posso vivere in questo modo, ma non voglio abbandonare i miei ragazzi. Cap che non poteva pi restare ammalata, ma non sapeva neanche a chi chiedere aiuto. Dovette essersi addormentata sul pavimento poich la cosa seguente che ricordava fu quella di essere stata svegliata dal sole del mattino che entrava dalla finestra del bagno. Dolorante ed esausta, si trascin fino al divano. Accese il televisore: stavano trasmettendo un talk show. Mi stavano intervistando assieme ad una schiera di medici. La discussione riguardava i miei pazienti e come molti di loro fossero guariti da afflizioni insolite. Mi guard mentre spiegavo che le guarigioni sembravano venire da una forza superiore, che in qualche modo passava attraverso di me. Michelle chiam il canale televisivo e chiese il mio numero. La prima seduta cominci in una stanza tranquilla con luci soffuse e unatmosfera sommessa. Posai leggermente un dito sul suo cuore e lei cadde subito in un sonno leggero. Misi poi le mani sopra la sua testa. Del calore entr e circond il suo corpo. Il livello di energia nella stanza divent estremamente intenso, mentre i suoi occhi cominciarono a muoversi da una parte allaltra e
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le dita adottarono un movimento simile a quello delle marionette. Nello stesso momento ebbe un movimento involontario e continuo del ginocchio destro. Ad un certo punto, la lasciai sola per un momento. Quando ritornai, Michelle mi disse di aver avuto la sensazione forte che unaltra persona fosse entrata nella stanza. Sent la voce soffice di una donna che cerc di dirle il suo nome. Per lei era difficile esplicitarlo, poich la comunicazione avvenne secondo ci che pu essere descritta come una quasi voce. Inizialmente Michelle pens che questa donna avesse un comportamento un po eccentrico, ma poi le apparve chiaro che fosse frustrata perch Michelle non riusciva a capirla. La donna disse a Michelle di essere il suo angelo custode e che il suo nome fosse qualcosa come Parsley o Parcel. Pi tardi riusc a sentire il nome: Parsillia. Langelo poi le disse una cosa stranissima. Sarai guarita. Ed andrai a raccontarlo in televisione. Questo era, per il mio modo di pensare, non una cosa che un angelo direbbe. Allo stesso tempo non spettava certo a me fare il correttore di bozze. I medici avevano fatto tutto quello che era possibile per Michelle, ma la presenza di Parsillia le disse che la sua vita stava ricominciando. Dopo la seduta a Michelle torn lappetito. La seconda seduta, il giorno seguente, fu altrettanto spettacolare. Langelo custode torn e di nuovo molte parti del corpo di Michele si scaldarono, si rilassarono e divennero molto calde. Divennero cos calde che anche le gambe assunsero un colore rosa intenso. Ancora una volta Parsillia disse svariate volte a Michelle che stava guarendo. Michelle infatti ebbe cos tanta energia, dopo la sua seconda seduta, da decidere di andare a fare shopping con sua madre. Mentre erano fuori, sua madre dovette addirittura dire a Michelle di fare piano. Fu una piacevole sorpresa per entrambe. Durante la terza e la quarta seduta langelo disse a Michelle che era guarita e che avrebbe gradualmente notato altri cambiamenti. Michelle vide fiori con dei colori mai visti prima e si sent piena di felicit. Cap subito che ognuno di noi ha uno scopo. Le fu anche detto di passare pi tempo con i figli. Per Michelle la vita torn ad essere normale. Riacquist peso, cominci ad esercitarsi quotidianamente e mise su unattivit a tempo pieno.

UN PO DI CONOSCENZA
Prima che Michelle venisse in studio, un certo numero di pazienti aveva affermato di vedere apparire angeli o esseri dalla forma umana. Non avevo
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mai per sentito una storia tanto dettagliata ed elaborata come la sua. Cosa ti aspetti? Guarda cosa stai facendo, mi dissi. Sei destinato ad attrarre le persone che credono di vedere gli angeli. Un paio di mesi dopo la guarigione di Michelle, venne in studio un uomo di Beverly Hills. Non stava male; aveva sentito parlare di ci che succedeva nel mio studio e voleva sperimentarlo. Dopo la seduta apr gli occhi e mi disse: Ho visto questa donna e mi ha detto di dirti che era qui e che tu sai chi . Sembrava avere un atteggiamento un po eccentrico, ma che fosse frustrata per non riuscire a comunicargli con chiarezza il suo nome. Era qualcosa che suonava simile a Parsley. Poi mi ha detto: se avrai una guarigione, andrai in televisione a parlarne. Ero basito. Chi era questa pazza Parsley, langelo delle pubbliche relazioni? No, era una conferma. Non vidi pi questuomo. Non conosceva nessuno dei miei pazienti, ci nonostante sapeva dellangelo col nome buffo. Le cose cominciarono a farsi interessanti. Una donna vol addirittura dal New Jersey con la figlia di undici anni affetta da scoliosi. Dopo la seduta apr gli occhi ed apparve piuttosto sorpresa. Come da abitudine chiesi: Cosa successo? Cosa hai notato? Ho visto questo piccolo pappagallo multicolore che mi ha detto di chiamarsi George. Poi non era pi un pappagallo, non era neanche una forma di vita. Forma di vita. Lo aveva detto lei, erano le sue parole. Una ragazzina di undici anni. Poi aggiunse la ragazzina, diventato mio amico. Non molto tempo dopo un uomo, si present per una seduta al termine della quale mi disse: Mi sono trovato vicino a una statua, una grande statua di marmo nei pressi di un vecchio lago greco o romano, molti e molti secoli fa. Mentre guardavo verso la mia mano destra, ho visto questo piccolo pappagallo multicolore. Mi ha detto di chiamarsi George. E poi non era pi un pappagallo. E siamo diventati amici. A parte lomissione di forma di vita erano esattamente le parole della ragazzina.

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Mi sentii pi vulnerabile del solito quando decisi di spiegare ci che stava accadendo a mia cugina. La sua opinione per me era importante. Feci un respiro profondo e mi feci forza. Con una cadenza goffamente impacciata, le farfugliai frasi come i palmi delle mie mani si riempivano di bolle, altre volte sanguinavano e i miei pazienti perdono conoscenza e parlano con altre voci. Se me lo avesse detto qualsiasi altra persona disse quando finii non ci avrei creduto. Ma so che non te lo sei inventato, ti conosco da sempre e hai i piedi ben piantati per terra. Sentire una cosa del genere dalla cugina che mi faceva da babysitter mi fece subito capire che non avevo idea di come avessi incontrato queste persone e che le percezioni che gli altri avevano di me erano differenti dalle mie. Non pensavo che molte persone mi avrebbero creduto quando raccontavo loro cosa mi stesse accadendo: perch sei tu, perch hai i piedi per terra, perch sei realista, perch sei scettico... Con i piedi per terra. Realista. Scettico. Sapevo di essere un po scettico, fosse solo perch non credevo a queste persone, quando mi dicevano che pensavano che io avessi i piedi per terra. Pensavo a me come a una persona con i piedi per terra (quanto meno a volte), ma certamente non avevo idea di essere percepito in quel modo. Nonostante il sostegno di mia cugina, mi ci volle un po di tempo prima che lo dicessi ai miei genitori. Non dimenticher mai la risposta di mio padre: Non lasciare mai quello studio!, come se gli angeli e il fantasma che infestavano il fabbricato di Melrose Place, fossero in qualche modo confinati in quello spazio. Fortunatamente queste guarigioni, compresi gli angeli e i colori, si materializzavano anche quando viaggiavo, e quindi sapevo che se queste entit fossero state assegnate a Melrose Place, erano almeno in grado di guardare nella mia agenda e di trovare un mezzo di trasporto per spostarsi con me. Non che avessi bisogno di viaggiare cos tanto, data la frequenza con cui le persone venivano da me.

IL CORAGGIO DI PROSEGuIRE
Le guarigioni si facevano sempre pi stupefacenti e nonostante i risultati fossero lusinghieri, non mi sembravano ancora abbastanza. Volevo ancora sapere perch accadessero queste guarigioni. Cosa significava questo fenomeno? Da dove veniva? La mia ricerca della comprensione era infinita.
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Decisi di prendere parte ad un seminario di tre giorni del dottor Deepak Chopra (il dottor Chopra uno dei maggior esponenti della sintesi tra medicina e spiritualit, ivi compresa lunione tra fisica quantistica e saggezza antica). La maggior parte dei partecipanti era costituita da medici ed altri professionisti. Forse per via del mio successo peculiare con Brian Weiss, pensai che avrei potuto trovare un momento per fare al dottor Chopra una piccola domanda, che avrebbe potuto darmi unidea su ci che mi stava accadendo e sulle guarigioni. Notai la presenza di microfoni su piccoli palchi disposti nella sala, che sembravano essere riservati per permettere al pubblico di partecipare. Con landare del seminario nessuno, tra i membri dello staff, sembrava accennare ai microfoni o alla possibilit di uninterazione con il pubblico. Il tempo passava. Finalmente, poco prima della pausa pranzo del secondo giorno, non riusc pi a trattenermi. Alzai la mano e chiesi al dottor Chopra se avrebbe, ad un certo punto, ammesso delle domande. Il dottor Chopra mi sorprese facendomi lui una domanda: Hai una domanda? Si, dissi. Vai al microfono e falla. Mentre mi avviavo verso il microfono pi vicino, in quello che sembrava essere un percorso infinito, cominciai a sentire il volume dei miei passi in contrasto con limprovviso silenzio che si era abbattuto sulla stanza, intervallato da pensieri molto rumorosi: Chi questa persona? Perch ha chiesto di fare una domanda? Volevo farla io una domanda! Saremmo gi potuti essere a pranzo. E la proverbiale... meglio per lui che sia una buona domanda. Quando mi avvicinai al microfono il dottor Chopra mi disse: Qual la tua domanda? Non lo sapevo, ancora non lavevo formulata. Per rendere le cose ancora peggiori, mi resi conto che, se il dottor Chopra non avesse saputo alcune delle cose che mi erano accadute dal 1993, non sarebbe stato possibile fare nessuna domanda, anche dopo aver capito come formularla. Quindi, il pi succintamente possibile, cercai di spiegare velocemente cosa era successo, comprese le voci, i sanguinamenti e le bolle. Speravo che alla fine di questa introduzione la domanda perfetta si sarebbe presentata alla mia bocca.
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Alla fine dellintroduzione mi trovai a dire: Per favore, la prego di non pensare che io non sia consapevole di come tutto questo possa accadere, perch lo so perfettamente. Mi chiedevo soltanto se avesse qualche consiglio o qualche idea in proposito. Non era neanche una domanda. Guardai il dottor Chopra sporgersi in avanti da quel punto del palco. Mi chiese: Qual il suo cognome? Feci un mezzo passo indietro: Pearl! bofonchiai. Fece un cenno con il capo. Ho sentito parlare di lei. Guard la sala. Voglio che tutte le persone qui sappiano che ci che questuomo ha detto vero. Davanti a tutte le persone presenti, mi invit al The Chopra Center for Well Being a La Jolla, vicino a San Diego, per fare delle ricerche. Segu poi il consiglio: Resta sempre come un bambino. Cinque parole che significavano davvero tanto. Non le dimenticher mai.

LINIZIO DELLE RICERCHE


Come mi era stato predetto, sempre pi produttori televisivi mi chiesero di apparire nei loro show. Fox Tv voleva intervistarmi durante una grossa conferenza a San Francisco, assieme a persone del calibro di Andrew Weil, il dottore dalla grande barba bianca autore del best seller Eating Well for Optimum Health (Mangiar bene per una salute ottimale, N.d.T.), unopera a favore dellinterazione tra la medicina tradizionale e quella alternativa. Prima di lasciare Los Angeles per il seminario, assolutamente inaspettata, ricevetti una email dai miei genitori. Mi raccontarono una cosa abbastanza sorprendente. Mio padre e il padre del dottor Weil avevano gestito lo stesso cartello politico e avevano lavorato assieme in diversi progetti nella mia citt natale, anni addietro. I nostri padri erano amici. Prima di allora, non ero mai stato al corrente di questa informazione. Mia madre mi raccont qualcosa di estremamente toccante sul padre del dottor Dan Weil. Agli inizi degli anni Ottanta, a mio padre furono impiantati quattro by-pass. Durante la convalescenza Dan Weil, uomo compassionevole e cordiale, scrisse una lettera a mia madre. La lettera evidenziava che durante la convalescenza molte persone mandano lettere e auguri al degente, dimenticando spesso che la persona che rimane a casa ad aver bisogno del supporto pi grande. La
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lettera era gentile e piena di incoraggiamento, una cosa che i miei genitori non avevano dimenticato. Dan Weil era passato a miglior vita e i miei genitori pensavano che al figlio avrebbe fatto piacere sentire quanto suo padre avesse toccato le loro vite. Scrissero una lettera e mi chiesero di fargliela avere. Quando arrivai, Andrew Weil si trovava nella hall dellalbergo. Mi presentai e gli diedi la lettera. Chiese se poteva avere la lettera scritta dal padre per poterla mostrare a sua madre. Scambiammo un paio di frasi cordiali, che io pensavo essere le ultime che avrei scambiato con il dottor Weil. Quella stessa notte ricevetti una telefonata dalla donna che, oltre ad aver organizzato le interviste per la Fox, le avrebbe anche effettuate. La settimana prima aveva avuto un incidente dauto e si era rotta alcune costole, cosa che la costringeva a camminare con un bastone e avere una respirazione molto superficiale. Riusciva a mala pena a parlare, e non era la migliore condizione per intervistare delle persone in televisione. Mi chiese se avessi potuta aiutarla quella sera. Le dissi che sarebbe stato un piacere. Si rivel molto pi di ci. Si rivel un altro pezzo di quellincredibile puzzle di sincronicit. Il mattino seguente arrivai per lintervista e scoprii che il turno del dottor Weil sarebbe stato quello successivo al mio. Accadde che io, lintervistatrice e lui ci incrociassimo. Mentre il dottor Weil entrava, lintervistatrice mi stava ringraziando dicendomi che non aveva pi bisogno del bastone, affermando di essere in grado di respirare profondamente e di essere in grado di condurre le interviste. Il dottor Weil mi chiese cosa avessi fatto. Una volta terminato, mi invit allUniversit dellArizona per una relazione da tenersi durante il suo programma per la medicina integrata (PIM). Linvito fu un onore che accettai con gioia. Questo mi port a Gary E.R. Schwartz, Ph.D., responsabile del Dipartimento per il Sistema dellEnergie Umane dellUniversit dellArizona. Lui e sua moglie, Linda G.S. Russek, Ph.D., sono gli autori di The Living Energy Universe (LUniverso dellEnergia vivente, N.d.T.). Questa opera introduce lidea che ogni cosa, ad ogni livello di esistenza, viva, dotata di una memoria e si evolve. Questo libro cerca di spiegare non solo alcuni dei pi grandi enigmi della scienza convenzionale, ma anche misteri come lomeopatia, la sopravvivenza dopo la morte e le abilit psichiche. Il dottor Schwartz mi invit a ritornare alluniversit per fare delle ricerche sulle guarigioni. Accettai.

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BIvI
Gli eventi si succedevano sempre pi velocemente. Ero tentato di continuare a lasciarmi trascinare, ma potevo farlo davvero? Cerano altre considerazioni da fare. Avevo passato una parte rilevante della mia vita a creare una pratica di successo e questo mio coinvolgimento con lenergia guaritrice e gli spiriti canalizzati non le aveva recato alcun beneficio. Per prima cosa, come ho gi detto, alcuni dei pazienti che canalizzavano erano stati cos scossi dallesperienza che non tornarono pi. Ma non era la cosa peggiore. Immaginatevi di andare dal chiropratico e sentire voci strane provenire dalla stanza accanto. Credo che molti di voi comincerebbero a farsi delle domande... In molte occasioni mi sono detto: Devi essere pazzo. Hai un mutuo, devi pagare la macchina e hai una attivit professionale che devi mantenere per poter pagare tutto questo. Resta sulla chiropratica. Ma non era quello che intendevano le entit quando dicevano siamo qui per dirti di continuare a fare ci che stai facendo, e lo sapevo bene. Continuavo quindi a fare questa cosa nuova. Anche quando le guarigioni diminuivano, continuavo a lavorare con lenergia. Continuavo a fare ci che stavo facendo.

Perch proprio a me? Era impossibile non pormi questa domanda. Mi stato detto che una questione di ego, ma quando la propria vita viene letteralmente messa sottosopra ed i principi fondamentali della realt accettati e condivisi fin dalla nascita non si applicano pi, diventa difficile non porsi questa domanda. Mi trovai a contemplare nuovamente la frase. Ci che stai facendo portare luce e informazioni sul pianeta. Questo significava chiaramente che ci fosse qualcosa di pi che semplicemente guarire le persone, almeno nel senso tradizionale della parola guarire. Anche la frase Devi sapere che sei un maestro aveva delle precise connotazioni. Il problema era che non riuscivo a pensare a me stesso come ad un candidato per il ruolo di profeta. Mi piaceva bere, mangiare, divertirmi e stare fuori tutta la notte. anche vero che la mia passione per questi passatempi, in alcuni casi erano una vera e propria ossessione, era molto diminuita sin da quel lontano giorno a Venice Beach,
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ed ancora di pi dal giorno in cui, da dietro la finestra del mio studio, avevo visto Gary arrampicarsi a fatica sugli scalini. Allo stesso tempo, altre persone sembravano molto pi degne, e ci non aveva senso. Parte di tutto questo pu essere dovuto al fatto che sono un chiacchierone; avevo spesso voglia di andare in giro a parlare di queste cose. Un altro motivo pu anche essere il fatto che io sia bravo a ridurre le distanze, e presentarmi bene e lucido negli ospedali e nelluniversit dove sono spesso invitato a parlare a medici, educatori e ricercatori di un argomento che , per non dire altro, al di fuori della normalit. Allo stesso modo, non ho nessun problema a parlare con le persone che si professano spiritualisti metafisici. Mentre questi due gruppi che sembrano esistere agli estremi opposti tendono a passare la maggior parte del loro tempo ad insultarsi o ad ignorarsi, io sembro possedere labilit di riuscire a metterli in contatto semplicemente come persone che sono in grado di scambiarsi delle idee. Forse, alla fine della fiera, ero stato scelto molto prima di rendermene conto. Forse ero stato scelto la notte stessa in cui ero nato e mia madre era rinata, una notte in cui la magnifica Luce disse a mia madre che aveva un compito: crescermi. Forse, proprio in quellistante, era stato scelto il mio futuro e il mio compito ed possibile che ci che stava accadendo era che mi stavo riconnettendo ad esso.

GuARITORE, INSEGNA A TE STESSO


La guarigione di Gary e la seguente apparizione televisiva costituirono due punti di svolta nella mia vita. Tutto dun tratto mi trovai circondato da due tipi di persone: quelle che volevano essere guarite e quelle che volevano che io insegnassi loro a fare le guarigioni. Col tempo, vari tipi di scuole e organizzazioni cominciarono a contattarmi con la solita richiesta. Non puoi insegnarlo, mi ripetevo. Come avrei potuto? Nessuno me lo aveva insegnato. Era semplicemente... arrivato. Certo che puoi era linevitabile risposta. Moltissime persone insegnano come guarire. Le librerie sono piene di libri ed altro tipo di materiale in materia. Quelle persone cominciavano poi a snocciolare una lista di titoli ed autori, molti dei quali vi saranno sicuramente familiari. Ma pi leggevo ed ascoltavo, pi mi rendevo conto che, sostanzialmente, le istruzioni impartite erano niente di pi che queste: Fate stendere il vostro cliente supino (o su una sedia). Mettetevi su di un lato della persona (il vostro libro sar felice di dirvi
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qual il lato migliore), mettete la mano destra qui e quella sinistra l, e poi spostate la destra dove si trova la sinistra, spostando questultima pi in alto lungo il corpo del vostro cliente... (State tranquilli. Non solo il libro vi dir dove mettere le mani volta per volta, vi dir anche da quale parte guardare e in quale direzione camminare. Come se non bastasse, vi dir anche cosa pensare mentre state facendo tutto ci). Questo, mi rendevo conto, non era guarire. Era un tango, e il mondo non aveva certo bisogno di unaltra scuola di ballo. I milioni di corsi e seminari sullargomento non sembravano essere di maggiore aiuto, fossero essi grandi o piccoli, economici, cari o terribilmente cari. Parliamo di uno di questi. Per diventare un guaritore non necessario spendere quarantamila dollari per un corso quadriennale che studia altri guaritori ed ipnotisti nel corso dei secoli. Parafrasando il dottor Reginald Gold, chiropratico e filosofo, tutto ci non fa di voi un guaritore, vi rende semplicemente uno storico. In altre parole, molte scuole di guarigione non insegnano affatto a guarire: insegnano la storia dei guaritori. Imparerete ci che questo guaritore o tutti i guaritori pensavano e, se siete particolarmente sfortunati, imparerete anche ci che anche voi dovreste pensare. Ogni volta che iniziavo una nuova esperienza formativa, libro, materiale audio, seminario che fosse, le mie aspettative erano sempre alte, per poi scoprire che mi veniva sempre offerta la solita minestra riscaldata. Quella che mi era stata proposta, era stata per cos tanto tempo a temperatura ambiente che si era formata su di essa una crosta... Eppure durante i seminari met dei partecipanti sedevano estasiati, come se perle inestimabili di una nuova saggezza venissero servite davanti ai loro occhi. Laltra met sedeva sorridente e ogni tanto faceva cenni affermativi con la testa. Non era lo stesso cenno con il capo che si fa quando, da soli in una stanza, si legge un libro o si sente qualcuno alla radio; questi facevano cenni con movimenti cos ampi per dimostrare agli altri che linsegnante stava dicendo qualcosa che loro gi sapevano, e che la loro asserzione convalidava ulteriormente la cosa per tutti quelli che si trovavano nella stanza (ricordatevi che la ricerca della crescita spirituale non sempre preclude il far sentire gli altri inferiori). Suffragato dalle prove derivanti da queste esperienze, fui ancora pi sicuro di ci che avevo detto: Non si possono insegnare le guarigioni, e indovinate un po? Credo ancora che sia cos. Perch allora scrivo questo libro? Perch mentre mi concentravo sulla ricerca per scoprire se (o come) la guarigione potesse mai essere insegnata, non
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notai un fenomeno che con sempre pi crescente frequenza si presentava nel mio studio. Un sempre maggiore numero di persone, che avevo trattato per le guarigioni, telefonava, solitamente dopo la prima seduta, per dire che, quando tornava a casa, le televisioni, gli stereo, le luci, i frigoriferi e in generale tutte le apparecchiature elettriche si accendevano e si spegnevano ad intermittenza. Raramente si verificava uninterruzione permanente, anche se poteva essere normale domandarselo, dal momento che gli apparecchi si potevano fermare per periodi di tempo compresi da qualche minuto a svariati giorni. Solitamente, quanto pi grande era lelettrodomestico, quanto pi rimaneva fuori uso. Era come se gli elettrodomestici avessero acquisito una vita propria. A queste persone sembrava che in un certo qual modo comunicassero con loro. Credo sia proprio cos. Sono dellidea che ci sia qualcuno che dice: Ciao, siamo veramente qui. Esistiamo davvero. Le stesse persone mi dicevano di sentire qualcosa nelle loro mani, strane sensazioni: calde ed elettriche, fredde e ventilate. Mi dicevano anche che quando tenevano le mani vicine a qualcuno con un dolore o una sorta di malattia, molto spesso i sintomi di quella persona diminuivano o addirittura scomparivano: la psoriasi scompariva, cos come lasma e ferite croniche, che guarivano per sempre. Questi risultati si potevano avere il giorno successivo o proprio in quel momento. Col passare del tempo telefonate di questo tipo continuarono ad esserci. Fu grazie a ci che io capii che, nonostante la guarigione non possa essere veramente insegnata, tale abilit pu comunque essere comunicata alle persone. Ci che pu essere insegnato quindi la ricognizione e il perfezionamento di questa abilit, cosa che cerco di fare mediante questo libro. Mi decisi finalmente a chiamare una delle organizzazioni che mi aveva contattato e decisi di tenere un corso. Dissi che si occupassero di trovare le persone, dopodich avremmo cominciato. Quel giorno arriv. Per strada, nel traffico senza speranza dellora di punta di Los Angeles, decisi di non usare nessuno dei miei appunti. Quando entrai nella stanza erano gi tutti seduti. Venticinque persone. Non mi aspettavo un numero cos alto. Arrivai vicino al podio, lo spostai e, togliendomi le scarpe e sedendomi a gambe incrociate sul tavolo che per una strana ragione era stato messo in quel punto e sembrava essere in grado di reggermi, dissi: So che siete venuti qui per sentire ci che ho da dirvi stasera e non vedo lora di scoprirlo anche io. Cominciai con il raccontare cosa mi era successo nellagosto del 1993, risposi alle domande, quindi attivai le mani dei partecipanti. Insegnai loro
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come giocare (o, se preferite, lavorare) con queste nuove frequenze energetiche, e dopo aver detto di chiamarmi se fosse successo qualcosa di interessante, lasciai andare un gruppo di nuovi guaritori su questo pianeta che nulla sospettava. Dopo ci, il telefono squill senza sosta. Di nuovo, chi poteva saperlo?

CHI LO STuDENTE ADESSO?


Eccomi qui. Il viaggio stato lungo, strano, in certi momenti eccitante e a volte un po spaventoso, e penso di essere proprio dove dovrei stare in questo momento. Che ironia della sorte: lo studente terribile, quello che non riusciva ad apprendere, che marinava la scuola e si metteva contro le autorit scolastiche ogni volta che ci era possibile, era diventato un insegnate. Quanto segue in questo libro una parte di quel processo. Nel condurre seminari nel corso degli anni ho scoperto che, con poche istruzioni, le persone riescono a connettersi con questa energia e ad usarla nel modo in cui essa vuole essere usata. In un certo senso, imparare ad usare queste energie come ballare bene il tango. Possiamo riuscirci guardando le figure in un libro, ma la curva di apprendimento molto pi corta. I risultati sono migliori se si guarda un video. Ma allo stesso tempo, un video non efficace come avere delle istruzioni direttamente da un insegnante qualificato. Stessa cosa in questo caso. La parte restante di questo libro vi dar molte informazioni impartite con le parole. Ulteriori informazioni, comunque, saranno impartite da qualcosa che non sono parole. Potete chiamarle codificazioni, vibrazioni o in qualsiasi altro modo. Cos potrete iniziare a commutare e a trasportare energia dopo aver letto tutto ci, perch, a vari gradi, labilit di possedere e utilizzare queste nuove frequenze impartita a coloro che entrano in contatto con esse, attraverso la parola scritta o con altre forme di comunicazione. No, non la stessa cosa di un apprendimento faccia a faccia, ma comunque un potente inizio.

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