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Scienza

Un mondo senza vita


Bob Holmes, New Scientist, Regno Unito Foto di Vincent Fournier

negie institution for science di Stanford, in California. Lacqua che evapora dalle foglie delle piante contribuisce anche a raffreddare il pianeta, come se gli alberi sudassero. Quindi un mondo pi arido si riscalderebbe rapidamente. Probabilmente di un paio di gradi, osserva Caldeira. In alcune zone del mondo questo effetto potrebbe essere anche maggiore. Nel bacino dellAmazzonia, per esempio, le piogge dipendono molto dallumidit prodotta dalle piante. In regioni come quella, quindi, lassenza di pioggia potrebbe far aumentare in breve tempo la temperatura anche di otto gradi, dice Axel Kleidon, uno scienziato della Terra dellistituto Max Planck per la biogeochimica di Jena, in Germania.

Che succederebbe se allimprovviso sparissero tutti gli esseri viventi? Niente ossigeno, un clima torrido, paesaggi inospitali: la Terra diventerebbe un luogo molto diverso da come lo conosciamo

La mancanza di plancton
Ma sarebbe solo linizio. Con il passare degli anni il pianeta diventerebbe sempre pi caldo a causa dellaccumulo di anidride carbonica nellatmosfera. Questo succederebbe soprattutto perch negli oceani non ci sarebbe pi il plancton che, prima di morire e depositarsi sul fondo, immagazzina il carbonio. Se questa pompa biologica di carbonio si fermasse, le acque di superficie prive di carbonio ristabilirebbero lequilibrio con quelle pi profonde, che ne sono ricche, e una parte di quel carbonio finirebbe nellatmosfera. Il risultato finale, spiega James Kasting, un geoscienziato delluniversit della Pennsylvania, sarebbe che in una ventina danni la percentuale di anidride carbonica nellatmosfera triplicherebbe, tanto da far salire la temperatura globale di circa cinque gradi. La mancanza di plancton si farebbe sentire anche perch il plancton rilascia nellatmosfera sopra gli oceani una gran quantit di un composto chiamato solfuro dimetile. Le sue molecole funzionano come noccioli che permettono al vapore acqueo di condensarsi in nuvole, soprattutto quelle nuvole basse e compatte che proteggono la superficie del pianeta dai raggi solari. Senza plancton, quindi, le nuvole che si formano sugli oceani conterrebbero gocce pi grandi, sarebbero pi scure e assorbirebbero pi calore, dice Caldeira. Nel giro di qualche anno, questo farebbe salire la temperatura di altri due gradi, che aggiunti ai cinque dovuti allaumento dellanidride carbonica, sarebbero sufficienti per accelerare lo scioglimento delle calotte polari. Laumento della temperatura farebbe evaporare pi acqua dagli oceani e quindi si intensificherebbero le piogge. Ma non dappertutto. Probabilmente la pioggia in pi cadrebbe dove gi cade oggi, nelle regioni
Internazionale 1034 | 17 gennaio 2014

a fine potrebbe arrivare allimprovviso, con lesplosione di una supernova che inonda la Terra di mortali raggi gamma. Oppure lentamente, con un supervirus che per qualche motivo si dimostra letale per ogni cellula vivente del pianeta. Nessuno dei due eventi molto probabile, ma neanche impossibile. Eppure, il solo pensiero solleva un interrogativo affascinante: cosa succederebbe se tutti gli esseri viventi della Terra morissero domani? Succederebbe pi di quanto possiate immaginare. La vita non semplicemente qualcosa che infesta la struttura fisica del nostro pianeta. Gli organismi svolgono un ruolo importante in unampia gamma di processi che apparentemente non hanno niente a che fare con gli esseri viventi: dalle variazioni climatiche alla chimica dellatmosfera, alla forma del paesaggio e forse perfino alla tettonica delle placche. La firma della vita arrivata dappertutto, ha modificato davvero lintero pianeta, spiega Colin Goldblatt, un esperto di scienza dei sistemi terrestri presso luniversit di Victoria, in Canada. Se non ci fosse pi la vita, cosa cambierebbe? Be, tutto. Supponiamo allora che tutti gli esseri viventi del pianeta siano morti: gli animali, le piante, le alghe degli oceani, perfino i batteri che vivono a chilometri di profondit sotto la crosta terrestre. Cosa succederebbe? La prima cosa da capire, in realt, cosa

non succederebbe. Non ci sarebbe la rapida decomposizione che si verifica normalmente quando un organismo muore, visto che il deterioramento causato essenzialmente da batteri e funghi. La decomposizione si verificherebbe comunque, ma molto lentamente, perch sarebbe provocata dalla reazione delle molecole con lossigeno. Buona parte del materiale organico rimarrebbe mummificato, mentre unaltra parte sarebbe ridotta in cenere dagli incendi provocati dai fulmini. Tuttavia, i primi effetti si manifesterebbero abbastanza presto, perch il clima diventerebbe pi caldo e secco, soprattutto nelle regioni centrali dei continenti. Le foreste e le praterie sono enormi pompe idrauliche che estraggono acqua dal terreno e la rilasciano nellaria. Senza piante, quelle pompe si fermerebbero e le piogge si ridurrebbero nel giro di una settimana, sostiene Ken Caldeira, climatologo della Car-

I corsi dacqua comincerebbero a tracimare, trasformandosi da canali unici in una ragnatela di rivoli che sintrecciano

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equatoriali: qui la convergenza dei venti spinge laria verso lalto, dove si raffredda e scarica lumidit che contiene. I luoghi umidi diventerebbero pi umidi e le regioni desertiche ancora pi aride, anche se non avrebbe pi molta importanza in assenza di esseri viventi. La Terra perderebbe gradualmente il suo strato superficiale che, non essendo pi tenuto fermo da un tappeto di radici, sarebbe spazzato via dalla pioggia. Nelle zone collinose dove piove molto basterebbe qualche secolo, nelle pianure potrebbe volerci molto di pi. In posti come il bacino amazzonico ci vorrebbero migliaia di anni, dice il geomorfologo William Dietrich, delluniversit della California a Berkeley. Ma tutta la terra erosa dovrebbe pur andare da qualche parte. Finirebbe per lo pi negli oceani, creando delta pi ampi e piane di dilavamento alla foce dei fiumi che lhanno trasportata. Anche i fiumi cambierebbero. Quelli profondi e serpeggianti che conosciamo oggi sono cos perch le radici delle piante rallentano lerosione degli argini e impediscono allacqua di invadere i terreni circostanti. Se quelle radici sparissero, i fiumi comincerebbero a tracimare, trasformandosi da canali unici in una ragnatela di rivoli che sintrecciano. Come quelli che oggi vediamo nei deserti o ai piedi dei ghiacciai, dice Peter Ward, un geologo delluniversit di Washington a Seattle. Tutto questo gi successo: circa 250 milioni di anni fa, durante lestinzione di massa del permiano, i fiumi improvvisamente smisero di avere un corso unico. Con la scomparsa dello strato superficiale, il mondo diventerebbe anche pi sabbioso. Ma i sottili sedimenti argillosi oggi tanto comuni sono il prodotto dellattivit di vermi e di altri organismi che sgretolano il terreno. Senza di loro, i principali meccanismi per frantumare le rocce sarebbero il gelo, il disgelo e lerosione del vento, che produrrebbero dei frammenti meno numerosi e pi grossi. Nel corso di centinaia di migliaia di anni questo cambiamento apparentemente insignificante delle dimensioni dei granelli avrebbe due importanti conseguenze. La pi visibile sarebbe la trasformazione del paesaggio. Particelle pi grandi significherebbero pi sedimenti abrasivi nei fiumi e nei ruscelli. Nel corso del tempo, nel loro viaggio verso loceano, questi corsi dacqua si scaverebbero un letto pi profondo e renderebbero pi ripide anche le pareti delle valli. facile immaginare che il paesaggio diventerebbe pi frastagliato, dice Peter Molnar, un geologo delluniversit del Colorado a Boulder. La profondit dei corsi dacqua potrebbe ulteriormente aumentare a causa del cambiamento del tipo di deflusso. Probabilmente nelle regioni interne cadrebbero meno pioggia e neve, ma la mancanza dello strato superficiale che trattiene lumidit favorirebbe la formazione di piene violente e improvvise. Dato che lerosione avviene soprattutto durante le piogge torrenziali, in alcune zone i fiumi potrebbero scavare il substrato roccioso ancora pi di quanto non facciano oggi, pur avendo in media meno acqua, spiega Taylor Perron, un geomorfologo del Massachusetts institute of technology. Ma in altri posti con meno pioggia e neve e meno ghiacciai, che sono i maggiori responsabili dellerosione probabilmente il deterioramento sarebbe pi lento. Nel corso di milioni di anni, qualsiasi modifica di questo meccanismo potrebbe cambiare laltezza e la forma delle catene montuose, alterando lequilibrio tra accumulo ed erosione. Non una cosa da poeti dire che gli alberi sono molto importanti per le montagne, dice Dietrich.

Erosione chimica
Questi cambiamenti, tuttavia, sarebbero relativamente impercettibili. Come mostrano le foto della superficie di Marte, un mondo senza vita non ci apparirebbe poi cos strano. Sarebbero come lArizona o il New Mexico, dice Dietrich. Ci sarebbero molte rocce e poca terra. Ma non darebbe limpressione di un pianeta alieno. A meno che non si guardi il termometro, perch le maggiori dimensioni delle particelle che costituiscono i sedimenti modificherebbero in modo sorprendente il clima rallentando lerosione chimica delle rocce, un segnale importante del cambiamento climatico del pianeta. Lerosione chimica nasce dalla reazione tra rocce silicee e anidride carbonica che provoca la formazione di carbonati. Prima o poi questi carbonati finiscono sui fondali oceanici, dove il carbonio si accumula sotto forma di calcare. Dato che sgretolano lo strato roccioso in minuscoli frammenti, gli esseri viventi ne aumentano la superficie e quindi accelerano lerosione chimica. Non sappiamo esattamente di quanto, ma le poche prove che abbiamo fanno pensare che la vita faccia aumentare il tasso di erosione da dieci a cento volte, dice David Schwartzmann, un biochimico della Howard university di Washington. Con meno erosione, i livelli di anidride carbonica dellatmosfera aumenterebbero per riequi-

librarla. Nel corso di un milione di anni potrebbero salire abbastanza da portare le temperature medie dai circa 14 gradi centigradi di oggi a 50 o addirittura a 60, calcola Schwartzmann. Questo sarebbe sufficiente a far sciogliere del tutto le calotte polari. Laumento dellanidride carbonica farebbe sparire lossigeno. Allinizio la Terra era quasi priva di ossigeno molecolare, che troppo instabile per sopravvivere senza essere regolarmente reintegrato. Solo quando la fotosintesi ha cominciato a generare ossigeno, due o tre miliardi di anni fa, questo gas ha cominciato ad accumularsi nellatmosfera. Se non ci fosse pi vita, gradualmente scomparirebbe. Nel giro di dieci milioni di anni, probabilmente, latmosfera conterrebbe meno dell1 per cento dellossigeno che contiene oggi, sostiene il planetologo David Catling, delluniversit di Washington. A quel punto ci sarebbe troppo poco ossigeno per mantenere lo strato di ozono. Senza la sua protezione, la superficie della Terra sarebbe bombardata dai raggi ultravioletti. Dopo dieci o venti milioni di

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La valle della Luna, nel deserto di Atacama, in Cile

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anni il livello di raggi ultravioletti comincerebbe a creare problemi , dice Catling. La mancanza di ossigeno renderebbe anche pi grigio il pianeta. Le rocce ferrose non si ossiderebbero pi, assumendo un colore rossastro. La superficie terrestre diventerebbe pi grigia, dice Kasting. Ma ci sarebbero dei punti di luce, perch tornerebbero a formarsi minerali brillanti come la pirite e luraninite, minerali molto comuni allepoca dellorigine della Terra, che si formano dove c una bassa percentuale di ossigeno.

Una differenza importante


Unatmosfera senza ossigeno e ricca di anidride carbonica, rocce nude sulla superficie dei continenti, minerali che esistevano milioni di anni fa: tutto questo suona familiare agli scienziati. Se ogni forma di vita scomparisse, immagino che dopo cento milioni di anni il pianeta apparirebbe come se non lavesse mai ospitata, dice Caldeira. Ma potrebbe esserci una differenza importante tra questo futuro senza vita e il passato. Alla

nascita del nostro pianeta, il sole era circa trenta volte pi debole e la sua luminosit aumentata gradualmente. Quindi allinizio labbondanza di anidride carbonica nellatmosfera ha probabilmente contribuito a impedire che la Terra si congelasse. Sotto il sole caldo di oggi, lanidride carbonica potrebbe ridurre il pianeta in condizioni pi estreme. In realt Goldblatt pensa che la mancanza di vita potrebbe sconvolgere completamente il clima. Alcuni modelli fanno pensare che se le temperature salissero abbastanza, laumento di umidit nellatmosfera potrebbe scatenare un effetto serra estremo in cui temperature pi alte produrrebbero pi vapore acqueo, che un potente gas serra, e che farebbe salire a sua volta le temperature innescando un circolo vizioso. Probabilmente oggi la Terra ragionevolmente vicina a quella soglia, dice Goldblatt. Non sembra che il cambiamento climatico provocato dagli esseri umani possa portarci a quel punto. Stiamo parlando di cambiamenti molto pi consistenti, aggiunge

Goldblatt. Ma abbiamo davanti milioni di anni, quindi realistico pensare a un effetto serra impazzito. A lungo andare le temperature potrebbero aumentare al punto da far evaporare gli oceani, e alla fine la temperatura del pianeta potrebbe superare i mille gradi. Probabilmente una Terra senza vita somiglierebbe a Venere, conclude. Altri scienziati sono meno pessimisti, se questo laggettivo giusto quando si parla di un evento ipotetico che potrebbe verificarsi tra qualche centinaio di milioni di anni. Probabilmente Venere diventata una specie di serra perch la sua tettonica a placche si fermata allinizio dellevoluzione del pianeta, sostiene Peter Cox, un esperto di modelli climatici delluniversit britannica di Exeter. Dal momento che la Terra ancora tettonicamente attiva, spiega Cox, continuer a seppellire carbonio grazie alla subduzione delle placche crostali, impedendo a grandi quantit di anidride carbonica di raggiungere latmosfera e quindi evitando un effetto serra estremo. Ma i problemi potrebbero ancora essere in agguato, perch in mancanza di vita la subduzione potrebbe rallentare. Ci sarebbe una quantit minore di quei sedimenti argillosi che lubrificano il movimento della crosta nelle zone dove avviene la subduzione. Questo potrebbe essere sufficiente a rallentare, se non a fermare, lattivit tettonica, dice Norm Sleep, un geofisico delluniversit di Stanford, in California. Sembra che per questa Terra ipoteticamente sterile le previsioni a lungo termine non siano incoraggianti. Senza la vita, forse il pianeta non apparirebbe completamente diverso, ma sarebbe un luogo molto pi ostile: pi caldo, pi impervio, bombardato dalle radiazioni e con fenomeni atmosferici pi estremi. A lungo andare, diventerebbe del tutto inabitabile. A meno che non succeda qualcosa di eccezionale. Nessuno sa come sia nata la vita la prima volta, ma sembra chiaro che sia successo qualche centinaio di milioni di anni dopo che il pianeta si raffreddato abbastanza da diventare abitabile. Dopo lestinzione potrebbe succedere la stessa cosa. Dopotutto, la maggior parte dellossigeno dellatmosfera, dannoso per le reazioni chimiche prebiotiche, non ci sarebbe pi, e ci potrebbero essere molte molecole organiche. Ma soprattutto, non ci sarebbero forme di vita preesistenti che divorano quei primi tentativi di rinascita, un ostacolo che potrebbe impedire una seconda genesi. In realt una Terra tornata sterile potrebbe essere lambiente ideale per le forme di vita del futuro. u bt
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