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STORIA MODERNA

Ricerca storica di Antonio Borrelli

LE RETI MATRIMONIALI DEL PATRIZIATO VENEZIANO


IL DESTINO DEMOGRAFICO NEL SETTECENTO
Una ricerca specialistica approvata dal Prof. Derosas dellUniversit CaFoscari di Venezia.

ABSTRACT: In questa ricerca si intende analizzare il peso esercitato dalle rete matrimoniale, in una realt molto delicata e complessa, in particolare quella presente nella Venezia del Settecento. Introducendo il lettore nella dimensione famigliare tipica dellet moderna, si intende analizzare la rete sociale aristocratica veneziana attraverso lanalisi delle reti matrimoniali. Non bastarono le alleanze matrimoniali, le abili strategie e limitazioni per evitare il declino stesso della Serenissima Repubblica. Il divario socio-economico era molto ampio nel patriziato stesso, un sistema sociale ormai vecchio e parassitato, non ancora pronto alle sfide imposte. Non bast la figura dellultimo Doge Lodovico Manin, uomo nuovo al potere, per evitare la disfatta totale. Il fallimento della politica matrimoniale, un mancato rinnovamento della classe politica e le disuguaglianza nel sistema oligarchico veneziano, comport un lento inesorabile declino: un destino demografico. I ga fato Dose un furlan, !a Republica !a x morta! - Pietro Gradenigo di Rio Marin

LA FAMIGLIA NELLET MODERNA: SIGNIFICATI, RELAZIONI E POTERI.

Una cospicua letteratura scientifica, negli ultimi anni, si occupata della famiglia nellet moderna. Molti studiosi hanno analizzato le varie componenti presenti: identit, comunit di appartenenza e ritualit. Studi antropologici, storiografici, sociologici e psicanalitici hanno messo in evidenza la componente sociale del matrimonio. Nel campo della storiografia bisogna ricordare il lavoro prezioso sulla famiglia moderna, svolto dalla studiosa italiana Silvana Seidel Menchi2. Notevoli risultano essere le ricerche svolte da Giovanni Levi3 e Grard Delille, per comprendere lambiente famigliare italiano nel periodo moderno. Altro studioso italiano come Marzio Barbagli4 ha evidenziato i momenti chiave di transizione della famiglia moderna. Il territorio italiano, cos immerso nel proprio particolarismo culturale, offre differenti scenari possibili. La sfera matrimoniale rimane senza dubbio uno dei temi maggiormente discussi e controversi in ambito storiografico, tanto da risultare molto affascinante addentrarsi in questo scenario complesso e lontano dallattuale societ. Le alleanze matrimoniali erano significanti per una serie di vicende emblematiche, che caratterizzarono un trend sociale, economico e politico; infatti il periodo moderno rimane rappresentativo nel suo susseguirsi di vicende e varie congiunture storiche, poich la societ europea viene coinvolta in una rapida evoluzione.

La famiglia durante lepoca moderna era sicuramente differente da come oggi invece viene interpretata. Durante il periodo moderno, la famiglia rappresentava un vero sistema-mondo, dove si annodavano interessi sia pubblici che privati. Dal periodo successivo al Medioevo, conosciuto come Rinascimento e celebrato da artisti e letterati come una renovatio culturale, che spezzava le catene imposte al pensiero dal Medioevo, non si vide la rivalutazione del ruolo della donna appartenente ai ceti sociali medio-bassi. La donna appartenente ai ceti sociali alti, invece poteva iniziare a godere di un minimo di autonomia confermata dalla possibilit di studiare e condurre una vita pi autonoma, sempre limitata dalla morale comune, mentre quella appartenente ai ceti sociali medio-bassi era costretta a vivere nella netta subordinazione alla figura maschile. La figura della donna2 nello stereotipo dellepoca moderna veniva rapportata sempre e solo in relazione al suo rapporto con un uomo: una vita da figlia, sorella, moglie e madre. Il matrimonio diviene la tappa culminante nella vita di una ragazza, e per raggiungere tale scopo non esita ad essere anche impiegata in un lavoro lontano dalla sua famiglia dorigine e dalla sua terra natia, pur di mettere insieme la dote: uno strumento indispensabile per contrarre il matrimonio. Una donna lavorava prima di contrarre matrimonio, ma raramente dopo, a meno che la famiglia non versasse in condizioni economiche disperate e anche in questo caso il suo ruolo era subordinato alla gestione del suo guadagno da parte del marito. Difficilmente si poteva concepire una donna che non fosse stata sposata e che non avesse avuto dei figli. Questa visione ristretta dei compiti femminili, perennemente incentrati sulla cura dei figli e del marito, della casa e dei vari doveri ad essa connessi, determinava una sorta di schiavit domestica alla quale era difficile sfuggire, e faceva della maternit una funzione sociale in cui la donna trovava la sua unica dimensione. Una diversa situazione investiva la donna appartenente ai ceti alti: donne intellettuali ed ereditiere affollavano i maggiori salotti dEuropa in epoca moderna. La cultura maschilista coeva lascia allo studioso un messaggio evidente: la funzione della donna era quella di restare al suo posto. Tutto questo viene enfatizzato anche dalle immagini popolari della donna in quanto personaggio negativo,

come ad esempio la bisbetica, la strega o la vedova che mina lequilibrio di una determinata comunit; tuttavia non mancano anche esempi positivi con limmagine delleroina. Le eroine popolari erano veri soggetti ammirati, non tanto per quello che facevano, ma per la loro devota sofferenza. Per le donne il martirio2 era praticamente la sola via utile per raggiungere la santit e molte sono le leggende di vergini martiri difficili da distinguere luna dallaltra, eccetto che per il tipo di morte o di tortura a cui le eroine andavano incontro: come S.Agata a cui fu portato via il seno, S. Caterina decapitata, S. Lucia a cui furono strappati gli occhi, e cos via. Di particolare popolarit godette nei Paesi Bassi, in Francia e in Germania la storia di Genoveffa di Brabante, che, erroneamente veniva accusata di adulterio e in seguito cacciata di casa dal marito, venne da questi abbandonata nella foresta finch si scopr la sua innocenza. Una passivit analoga dimostrano due eroine che presero spesso il posto di sante nei paesi protestanti: la casta Susanna e la paziente Griselda, ambedue celebrate nei drammi tedeschi, nel teatro inglese dei burattini, nelle ballate svedesi, nei libretti popolari danesi. La stessa passivit la si ritrova nella stessa Madonna, personificazione dellobbedienza attraverso lAnnunciazione o del paziente soffrire con la Crocefissione di Ges.Altro stereotipo femminile durante il periodo moderno maliziosa e sobillatrice. Riassumendo quanto detto in precedenza, lopinione maschile e quindi il pensiero comune di una comunit moderna sulla figura della donna si evidenziava attraverso queste due categorie: la donna passiva e la donna malvagia. Come evidenzia Peter Burke3, un problema femminile esiste per gli storici e per gli antropologi. La cultura delle donne non era la stessa di quella dei loro mariti, padri, figli o fratelli perch, sebbene vi fosse molto in comune fra loro, parecchio era anche quello da cui le donne venivano escluse: le corporazioni, ad esempio, e spesso anche la confraternite, come pure il mondo della taverna, non erano fatti per loro. Esclusione e passivit furono le parole che dominarono la vita delle donne nella difficile Europa moderna. Ovviamente esistono anche alcune particolarit rispetto al trend generico europeo: ad Amsterdam nel 1630, il 32% delle spose sapeva scrivere, ma bisogna ricordare che i Paesi Bassi rappresentano un luogo favorevole di interscambio culturale allepoca. quello della donna malvagia: una figura scomoda di femmina seduttrice,

Il cristianesimo aveva gi da tempo contribuito a fare della cultura europea pi che un complesso unitario: in tutta Europa venivano dovunque celebrate le stesse feste e venerati gli stessi santi maggiori. Il matrimonio era strettamente correlato nel rapporto tra casa e famiglia e lidea stessa di casa. Non era solamente una funzione religiosa, ma anche uno strumento di controllo sociale, che diveniva indispensabile per la preservazione della comunit stessa: esemplare pu essere la partecipazione allo Charivari. Questa processione era caratterizzata da gesti, musiche e grida, indirizzata contro le vedove o vedovi che si risposavano, ma non solo anche alle mogli infedeli. Ovviamente lo scenario matrimoniale si diversificava a seconda dei tempi e della zona, differenziandosi in particolare nella suddivisione Nord/Sud e Ovest/Est del Vecchio Continente. Il matrimonio non aveva solo funzione religiosa, bens attuava una funzione sociale vera e propria. Per esempio a Parigi, verso il 1770, le autorit denunciavano una situazione particolare: un grande numero di poveri che non erano uniti in matrimonio, per questo motivo vennero invitate le autorit religiose a provvedere con matrimoni gratuiti per conservare lordine sociale. Non sempre si ritrova questo atteggiamento delle autorit verso gli indigenti, per esempio in Inghilterra la situazione non era analoga: indigenti ed emarginati non potevano sposarsi perch costava troppo. Questi vincoli spezzati sono un problema da non sottovalutare in una buona analisi storica: precariet abitativa e familiare si intrecciano, poich sposarsi era una forma di garanzia sia per lindividuo che per la societ stessa. Cosa caratterizzava il matrimonio nel periodo moderno? Il matrimonio durante il periodo moderno era un matrimonio a tappe, cio la situazione si diversificava molto da quella attuale. I matrimoni legittimi avevano unimportanza centrale rispetto ai rapporti patrimoniali dei membri della famiglia: un padre poteva volontariamente lasciare qualcosa in eredit ad un figlio bastardo, ma erano i suoi figli legittimi, vale a dire nati nellambito del matrimonio, che avevano diritto di succedere ai genitori ereditandone i beni, come conferma anche Raffaella Sarti2 nelle sue ricerche. Esistevano inoltre limitazioni alla possibilit di legittimare i figli

bastardi. Per la gente coeva, il matrimonio non era un evento puntuale, in virt del quale si era inesorabilmente tutta un tratto marito e moglie.

Era piuttosto un matrimonio a tappe, che si snodava attraverso una serie di check-points accompagnati da svariati riti e cerimonie. I rituali che scandivano la formazione delle nuove coppie erano vari e diversificati a seconda della zone e non di rado anche delle persone coinvolte, mentre le fasi erano pi o meno le stesse dappertutto, anche se alcune volte certe venivano saltate. Il procedimento solitamente era il seguente: una volta avviati i contatti tra le famiglie o tra i due diretti interessati, se cera laccordo si arrivava alla promessa di matrimonio, che gi costituiva un impegno formale. Per comprendere la mentalit dellepoca, basta riflettere sulla parola italiana sposi2 , che deriva dal verbo latino spondeo, promettere; dunque si pu cogliere limportanza stessa anche della promessa di matrimonio, in tempi ravvicinati seguiva lo scambio dei consensi. I due promessi dichiaravano cio reciprocamente di prendersi come marito e moglie, suggellando spesso la loro unione con un anello: una pratica comune nellEuropa cristiana. Cerano poi le nozze, cio i festeggiamenti connessi al trasferimento della sposa nella dimora dove avrebbe abitato la nuova coppia. Essi potevano durare vari giorni, ma talvolta venivano ridotti al minimo o addirittura soppressi per la povert degli sposi, la loro estrema giovinezza o altri determinati motivi. Prima o dopo le nozze, ma non dappertutto, la coppia veniva benedetta da un prete. Questo iter prolungato poteva dare origine ad affermazioni ai nostri giorni incomprensibili: Ha preso moglie ma non hanno ancora fatto il matrimonio, si dice di un uomo ad Augusta nel 1528. Andr alla chiesa e per le strade con il corteo nuziale, secondo lusanza cristiana, con mio marito con il quale ora sono sposata, sostiene una donna della stessa citt. Come sottolinea Raffaella Sarti3 attraverso le sue ricerche sulla vita casalinga durante lepoca moderna, le tradizioni locali e comportamentali avevano precise ripercussioni nellindividuo stesso allinterno della sfera matrimoniale. Molto diversa e meno ambigua era la concezione che dellessere sposati aveva la Chiesa, che considerava il matrimonio un sacramento, non un affare mondano. Secondo la concezione che essa si era sforzata di imporre in tuttEuropa dal XI secolo, il matrimonio era, molto semplicemente, lunione consensuale di un uomo e di una donna. Per sposarsi era dunque sufficiente non essere legati da vincoli di parentela in un grado proibito, essere in et nubile, 12 anni per le ragazze e 14 per i ragazzi, per dichiarare reciprocamente e liberamente di prendersi come coniuge pronunciando i cosidetti verba de praesenti.

La Chiesa incoraggiava il fatto che tale dichiarazione fosse fatta in chiesa, alla presenza del prete e di testimoni e con il consenso dei genitori; tuttavia, pur considerandoli illegittimi, riteneva validi e vincolanti anche i matrimoni privi di qualsiasi forma di pubblicit (matrimoni segreti), Per sposarsi secondo la Chiesa, non era insomma necessario essersi preventivamente impegnati con una promessa, n avere il consenso dei genitori, n cera bisogno di prete, testimoni, dote, anelli o festeggiamenti. I verba de praesenti erano considerati impliciti, quando ad una promessa di matrimonio seguivano dei rapporti sessuali o la coabitazione (matrimonio presunto). Una donna che fosse stata conosciuta carnalmente da un uomo dietro promessa di sposarla avrebbe daltronde potuto legittimamente chiedere alle autorit competenti il mantenimento della promessa: in linea di massima questo principio rest valido anche dopo la sistemazione matrimoniale operata dal Concilio di Trento da un lato e dai riformatori protestanti dallaltro, ovviamente pur con differenze tra una zona e laltra. Rispetto alle tradizioni e quanto stabilito dalle leggi civili, la Chiesa proponeva un matrimonio tutto incentrato su un solo momento, lo scambio dei consensi, piuttosto che allungato in una serie di tappe, come nella tradizione popolare. Ci, senza dubbio, da un lato permetteva di distinguere in modo pi netto tra relazioni matrimoniali e convivenze. Dallaltro affidava solo allassenza di dichiarati propositi matrimoniali la distinzione del concubinato dai matrimoni segreti; infatti bisogna ricordare che le relazioni concubinarie erano in parte accettate nel mondo laico, ma erano condannate dalla Chiesa. Gli sposi erano i protagonisti indiscussi della scena matrimoniale, limitando cos il carattere del matrimonio quale evento collettivo e sminuendo il ruolo del riconoscimento sociale quale ingrediente di ununione valida e vincolante. Negli statuti bolognesi del 1454 si stabilivano che scambio di consensi, anello e pubblicit fossero i tre requisiti di un matrimonio valido. Nel contempo, permettendo ai giovani di sposarsi senza lapprovazione dei genitori, sottraeva il matrimonio al controllo delle famiglie, per le quali esso era tradizionalmente un mezzo per stringere alleanze e per creare parentele in base a motivi di interesse.

Importante comprendere che la concezione ecclesiastica del matrimonio si scontrava spesso con la legislazione civile: per esempio, in Francia nel 1556 i matrimoni conclusi contro la volont dei genitori, per i maschi di et inferiore ai trentanni e le femmine fino ai venticinque, vennero dichiarati illeciti e puniti diseredando i disubbidienti. Interessante fu lingresso di Lutero nella scena matrimoniale: il matrimonio non considerato un sacramento. Questo comporter alle dure condanne e riforme contro la dottrina eretica di Lutero, attraverso norme precise relative al matrimonio da parte della Chiesa di Roma. Attraverso il processo storico conosciuto come Controriforma, la Chiesa cattolica riafferma il valore sacramentale del matrimonio, in particolare nellambito del grande sforzo di riorganizzazione e razionalizzazione messo in atto durante il Concilio di Trento (1545-63). Da questo momento si stabiliscono norme volte ad unificare le cerimonie nuziali. Il punto di partenza dellintervento era rappresentato proprio dai matrimoni segreti e da quelli conclusi senza il consenso dei genitori. La Chiesa cattolica ribadiva sempre la condanna di chi sostiene erroneamente che i matrimoni contratti da figli di famiglia senza il consenso dei genitori siano nulli. Tuttavia imponeva un nuovo cerimoniale volto ad eliminare la possibilit che due persone si sposino in modo valido e vincolante, scambiandosi il consenso sole solette in mezzo a un campo o in una cucina. In base alle nuove norme, prima che sia contratto un matrimonio, nella parrocchia in cui ciascuno dei due nubendi risiedevano, il curato doveva annunciare il progetto tre volte pubblicamente nella chiesa, durante la messa solenne, per tre giorni di festa consecutivi. Dopo le pubblicazioni, se non cera opposizione legittima, si procedeva alla celebrazione del matrimonio al cospetto del parroco con due o tre testimoni. Tutti i matrimoni contratti senza tale formalit venivano dichiarati nulli, anche se restava la possibilit di sposarsi di nascosto, purch davanti a prete e testimoni. Allo stesso tempo veniva ribadito il principio di una sessualit legittima, da esercitare solo allinterno del matrimonio; dunque in questo modo la Chiesa cattolica condannava con rinnovato vigore la prostituzione e il concubinato. Ecco dunque che una parte dei matrimoni celebrati con il vecchio sistema diventano unioni concubinarie, e relazioni di concubinato un tempo tollerate si trasformavano in meretricio. Naturalmente le nuove regole richiesero un po di tempo per imporsi. A Siena si denunciarono 291 coppie di concubini tra il 1604 e il 1628, 78 tra il 1629 e il 1653, solo 21 nei 120 anni successivi, tra il 1654 e il 1773.

Come sottolinea attraverso questi dati Raffaella Sarti, landamento rifletteva lo zelo iniziale di chi doveva imporre le nuove regole nonch la presenza, nella prima fase, di unioni che nella situazione precedente sarebbero stato considerate veri matrimoni. Profondo sintomo di un cambiamento del modo di concepire il matrimonio e di intendere il ventaglio delle possibili relazioni umane. Non si pu certo dimenticare che le vecchie tradizioni non si lasciavano sempre cancellare facilmente; infatti nelle campagne friulane ancora nel Settecento era viva la consuetudine di considerare come legame matrimoniale a tutti gli effetti lo scambio di una promessa, in particolare seguito dalla consumazione di rapporti sessuali. Differente, per esempio, era la situazione nello stesso periodo in certe aree dellAustria o Baviera, dove i rapporti sessuali tra persone non sposate continuavano a venir considerati leciti o almeno tollerati. Altra cosa importante da evidenziare: la lotta al concubinato non veniva combattuta dappertutto con lo stesso vigore, per esempio in Spagna era ritenuta uno strumento di adeguamento sociale tra classi sociali miste. Con nuove direttive del Concilio di Trento, la Chiesa romana organizz una nuova politica unitaria in materia matrimoniale. Non si possono negare contrasti con persone e tradizioni insite nelle differenti zone, anche le autorit secolari erano interessate a mantenere un certo controllo sulla materia. Emblematica fu listituzione del matrimonio civile nel 1782 da parte dellimperatore dAustria Giuseppe II, ma ancora pi significativa fu limpronta sulla scena matrimoniale della Francia rivoluzionaria: il matrimonio viene considerato un contratto e per questo si introduce anche il divorzio (1791-92). Una cosa certamente chiara, se nella prima et moderna i confini tra matrimonio e convivenza sono piuttosto labili, in seguito si ha, dunque, tanto in area cattolica quanto in area protestante, limposizione di norme pi rigide e chiare. Sia la Riforma che la Controriforma attuano inoltre un pi rigoroso controllo sulla morale sessuale. Purtroppo permane la persistenza in varie zone di antiche tradizioni, come lesclusione di una parte della popolazione dalla possibilit di sposarsi, per legge o di fatto, comportando di conseguenza di relazioni extra-coniugali. Considerando la diversit nellinterpretazione del matrimonio, non difficile cogliere la pluralit delle relazioni in gioco allepoca: non tutti nascono da un padre e una madre regolarmente sposati. Cattolicesimo e protestantesimo danno al matrimonio un diverso valore.

Nonostante una maggiore apertura alla vita coniugale rispetto al passato, il Concilio di Trento riafferma la superiorit della verginit rispetto al matrimonio e conferma lobbligo al celibato per il clero regolare e secolare. NellEuropa cattolica, infatti, conventi e monasteri in et moderna accolgono quote non indifferenti di popolazione maschile e femminile. Per alcune fasce sociali, come la nobilt, lesigenza di non disperdere il patrimonio condanna al celibato una percentuale sensibile dei figli, che cos finiscono in buona parte per ingrossare le fila della popolazione religiosa: le ragazze solo quelle del clero regolare, gli uomini anche quelle del clero secolare. Non dunque del tutto vero ci che si spesso sostenuto, cio che la Riforma avrebbe completamente eliminato il convento come strumento di controllo sociale: rimane la sua funzione sociale di controllo e certamente si riconferma una valida alternativa alla vita familiare. Sulla scena hanno cominciato a profilarsi le figure di giovani costretti dai genitori a sposarsi con una certa persona per ragioni di interesse, ma anche quelle di poveri impossibilitati a regolarizzare i loro amori poich privi di mezzi. Il convento diviene un simbolo nellet moderna, attraverso il suo ruolo sociale; infatti molte ragazze adolescenti, prima di decidere il loro futuro (negli interessi della famiglia dorigine), erano lasciate in convento per scegliere il loro futuro. Il convento diviene strumento di controllo sociale e di minaccia per preservare lordine comunitario. Il controllo esercitato dal convento diretta conseguenza del concetto di onore, per le donne, il tutto era collegato alla sessualit: bisognava conservare la verginit. Secondo la tradizione ricorrente fornita dalluso contemporaneo del termine Famiglia2, di solito si intende linsieme costituito da un gruppo determinato di persone che vivono congiuntamente aventi in comune la discendenza, dimostrata o stipulata, da uno stesso progenitore o progenitrice nel caso di famiglia matriarcale, da una unione legale o da una adozione. Tra i membri di una famiglia si individuano varie relazioni e gradi di parentela. Nella cultura occidentale, una famiglia spesso definita in modo specifico come un gruppo di persone affiliate da legami consanguinei o legali. Molti antropologi sostengono che la nozione di "consanguineo" deve essere intesa in senso metaforico; alcuni sostengono che ci sono molte societ di tipo non occidentale in cui la famiglia viene intesa attraverso concetti diversi da quelli del "sangue".

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I teorici del conflitto considerano la famiglia come ununit nella quale sono continuamente in gioco tensioni di diverso genere. Proprio il conflitto di potere tra uomini e donne allinterno della famiglia uno dei problemi pi studiati dai teorici del conflitto. La famiglia pare, infatti, essere listituzione sociale in cui pi di ogni altra si svolge la lotta quotidiana tra i sessi. Gi in passato Friedrich Engels2 aveva sostenuto che il matrimonio rappresenta la prima forma di lotta di classe che appare nella storia in cui il benessere e lo sviluppo di un gruppo sono acquisiti attraverso la miseria e loppressione dellaltro. I rapporti tra coniugi nel matrimonio, affermava Engels, sono il modello sul quale si sono fondate le altre forme di oppressione, e in particolare tra capitalisti e proletari. Questa idea stata sviluppata tra gli altri da Randall Collins3, il quale ritiene che allorigine della lotta per il potere sia la forza fisica maggiore degli uomini, che permette a questi di avanzare diritti sessuali sulle donne. Il matrimonio sarebbe originariamente un contratto che impone il rispetto di questa pretesa. La genesi di tale parola famiglia si ha nella sua derivazione passata: Familia deriva da famuli. Tutte queste parole, direttamente o indirettamente, derivano come detto in precedenza dal latino familia. In origine familia ricorreva in riferimento al gruppo di servi (famuli) dipendenti da un unico padrone. Presso i Romani gli schiavi divenivano uno status della ricchezza, assumendo anche il significato di patrimonio.Il suo campo semantico si allarg pure in altre direzioni: per designare da un lato tutti coloro che dipendevano dallo stesso padre di famiglia, ovvero il paterfamilias, fossero essi servi, figli o altri; dallaltro tutti coloro che discendevano da un unico capostipite, che erano cio stati, realmente o potenzialmente, sottomessi ad un comune paterfamilias ormai estinto. Era dunque la dipendenza, non la convivenza, lelemento che accomunava i diversi significati che il termine aveva in latino. Non stupisce, in questottica, che il concetto di paterfamilias non corrispondesse esattamente con la paternit biologica: il paterfamilias era colui che ricopriva autorit nellambito domestico, e poteva anche non avere figli.Il significato etimologico della parola Familia torna in primo piano nel Medioevo, quando essa indica prevalentemente il complesso dei dipendenti di un signore.

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Ed soprattutto con tale significato che risulta inizialmente attestato, dal Trecento e ancora nel Cinquecento, il termine francese famille o quello inglese family. Anche quando non erano impiegati in tale accezione i termini europei derivati dal latino familia avevano spesso un significato differente da quello attuale. Famiglia figliuoli, la moglie, e gli altri domestici, famigli e servi, scrive Leon Battista Alberti nel Quattrocento: Famiglia sono i figliuoli, che vivono, e stanno sotto la potest, e cura paterna, comprendendosi anche moglie, e sorelle, e nipoti del padre, e gli tenesse in casa, recita la prima delle definizioni del termine riportate nelle quattro edizioni del Vocabolario degli Accademici della Crusca, apparse tra il 1612 e il 1738. Diverse luna dallaltra queste due definizioni sono accomunate dal fatto di considerare come famiglia solo gruppi pi o meno estesi di persone dipendenti dal padre, non una comunit comprendente il padre stesso. In altri casi lelemento della convivenza balza in primo piano a scapito dellelemento gerarchico, fornendo cos unimmagine di famiglia un po pi consona alla sensibilit odierna, seppur in genere non ristretta ai soli genitori e figli. Secondo Giovan Battista Assandri, la famiglia uno accoppiamento de compagnie de persone, sotto un sol tetto naturalmente unite, ad uso e commodo scambievole, nelle opere necessarie e cotidiane. Comune al passato e al presente invece la possibilit di usare il termine famiglia nel senso di stirpe. Non bisogna sottovalutare il fatto che il termine famiglia poteva avere diversi significati e interpretazioni. A favore del diffondersi della parola famiglia da un lato e, dallaltro, a sostegno dellidea che la comunit domestica gerarchicamente strutturata composta di padre, moglie, figli e servi rappresenti una cellula fondamentale della vita associata militano altri fattori: ruolo del capofamiglia in ambito educativo, religioso e sociale. Le direttive religiose investivano il capofamiglia di compiti di controllo morale e religioso su tutti i conviventi, regole presenti nel mondo cattolico e ancor pi nel mondo protestante, dove scompare la figura del confessore e del padre spirituale che dallesterno della compagine familiare consiglia e dirige il tutto. Leggi e consuetudini davano cos al padre potere correzionale su tutti i suoi sottoposti, che gli devono obbedienza; gli permettevano di influenzare in modo determinante il destino della prole con le sue scelte; impedendo ai figli di famiglia conviventi con il padre, anche se adulti, di vendere, comperare o fare testamento senza la sua autorizzazione; dunque stabilivano che la moglie non poteva disporre liberamente del suo patrimonio. In questo scenario

complesso, molto lontano e differente rispetto a quello odierno, si instaurano veri intrighi amorosi, relazioni di carattere socio-economico e scontri per il potere allinterno delle famiglie: differenze ricche di disagi vengono a galla, partendo dal matrimonio arrivando fino alleredit contestata.

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RETI MATRIMONIALI: LA NOBILT VENEZIANA SETTECENTESCA.

Le networks matrimoniali sono oggetto di studio da diverso tempo; infatti basta ricordare la ricerca effettuata sulle 20 famiglie londinesi da Elisabeth Bott, attraverso lanalisi delle dimensioni e natura della segregazione coniugale, che quantificava la relativa compattezza delle reti in questione. Notevoli sono state le ricerche svolte da Sandro Guzzi-Heeb sulla parentela in una valle alpina nel 19 secolo, oppure lindagine di Cyril Grange, che era incentrata sulla comprensione delle reti matrimoniali intraconfessionali dellalta borghesia ebraica parigina del XIX secolo. In questa ricerca si vogliono cogliere i meccanismi di una rete di alleanze familiari, che ne determinavano le strategie e direzioni nelle genealogie del patriziato veneziano settecentesco. Le misure dellanalisi di rete2 e le procedure per la loro elaborazione sono state effettuate mediante il software UCINET3. La diffusione delle tecniche e delle procedure sviluppate nellambito dellanalisi relazionale, negli ultimi anni, ha raggiunto una fase di progressivo consolidamento; difatti attraverso la crescente disponibilit di programmi per lelaborazione dei dati relazionali, il ricercatore pu compiere la scelta pi opportuna alle proprie esigenze. Lelaborazione dei dati stata effettuata con la sesta versione del software UCINET, iniziando dalla costruzione della matrice dei dati. Nonostante il mercato offrisse un panorama ampio di programmi disponibili, la scelta di questo software dovuta e giustificata dal consistente numero di procedure, non statistiche e statistiche, in esso disponibili. Per questo motivo lo si pu considerare il pi completo ed aggiornato strumento di analisi disponibile sul mercato. La potenzialit dellanalisi delle reti, attraverso luso di UCINET, permette allo studioso di familiarizzare con tecniche di analisi delle reti sociali, composta da un linguaggio altamente tecnico e matematico.

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Il primo passo fondamentale la definizione del tipo di dati per i quali lanalisi delle reti sociali pi appropriata. I dati in possesso, derivano dallopera del Nani2, aiuteranno nella comprensione delle networks matrimoniali presenti nella societ veneziana del Settecento: le relazioni di potere, le varie alleanze, le strategie. Riprendendo quanto osservato da Sandro Guzzi-Heeb, anche nella Venezia del 700, come nella Bagnes del XIX secolo, la parentela rituale interagiva con la solidariet parentale e fattori ideologici, formando reti sociali dense, per lo pi basate su comuni orientamenti politici. Tali ambienti (milieus) favorirono la costruzione di fazioni politiche, costituendo una rete sociale densa imperniata sul conflitto ideologico e comportando una graduale scomparsa del patriziato veneziano stesso. La Venezia settecentesca3 non era solamente una vittima predestinata del decadimento politico, ma anche sociale dovuto al notevole peggioramento delle condizioni sanitarie4 generali; dunque era inevitabile un declino economico, demografico e un destino avverso nella strategia matrimoniale delle varie casate veneziane. Il Seicento si chiuse in maniera molto negativa per la Serenissima Repubblica, uscita ridimensionata dopo il lungo conflitto con lImpero ottomano, nonostante facesse parte della Lega Santa. Il crollo dello Stato da Mar, in realt, inizi gi con il decentramento delle attivit economiche dovuto alla Rivoluzione atlantica del XVI secolo. Venezia sopravviveva come la propria classe dominante, attraverso una struttura in notevole difficolt. La profonda lacerazione interna del corpo aristocratico e lestrema polarizzazione fra gli interessi dei diversi gruppi, alla fine comport il tramonto della Repubblica di San Marco. Enormi spaccature fra le diversi classi aristocratiche, insanabili a causa dei vari interessi in gioco, allontanavano quelle riforme che sarebbero servite per salvaguardare gli interessi stessi della Serenissima Repubblica. Lincapacit sul piano politico, il ruolo passivo della compagine aristocratica veneziana, non riuscirono ad evitare gli avvenimenti del maggio 1797. Questo fallimento della Repubblica, senza opporre resistenza alle truppe francesi, derivava dalle strategie matrimoniali coeve.

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Escludendo il costo sociale dovuto alle epidemie, molto presenti in questo periodo, si indirizzata lanalisi dei dati attraverso alcuni momenti-chiave della Serenissima Repubblica nel 700. Il primo momento-chiave, fattore genesi, organizzazione socio-politica della nobilt veneziana, ovvero il periodo che va dalla Pace di Carlowitz del 1699 fino alla Pace di Passarowitz del 1718. Sono stati presi in analisi i matrimoni avvenuti nel periodo 1699-1718, in modo da poter comprendere le varie strategie in gioco. In questo periodo di grandissima crisi, vengono registrati moltissimi matrimoni.

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Come si evince dalla Figura 1, elaborata incrociando le date matrimoniali con le famiglie, si pu notare lincremento di matrimoni dopo il 1699, data che coincide con la Pace di Carlowitz del 1699. La cosa pi interessante il biennio 1716-1718, dove si pu cogliere una notevole quantit di matrimoni, un periodo molto favorevole per le alleanze matrimoniali gi iniziato nel 1710. Nel gruppo 1 risiedevano tutte quelle famiglie ricche e appartenenti alllite aristocratica. Nel gruppo 2 risiedevano tutte quelle famiglie che avevano pi del loro bisogno, ovvero le famiglie senatorie; mentre nel gruppo 3 risiedevano famiglie che avevano il loro bisogno, in pratica membri delle Quarantie (organi giudiziari di media importanza). Il gruppo 4 rappresentava quelle famiglie che avevano meno del loro bisogno, infine il gruppo 5 il gruppo 6 condividevano una situazione comune di povert.

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Lestrema condizione di povert era il riflesso dellingiusta suddivisione patrimoniale, allinterno del ceto aristocratico veneziano molto incerto sulla propria condizione. Inevitabilmente la seconda guerra della Morea aveva rivelato le debolezze veneziane in ambito militare. Con la conclusione della pace di Passarowitz, la Serenissima Repubblica si trov dalla parte dei vincitori grazie allalleanza con il potere austriaco, ma si vide privata dei frutti della vittoria che non si era conquistata con le proprie forze. Un rilevante problema economico per i futuri serenissimi interessi2, che nel lungo periodo hanno inciso sul malcontento del ceto patrizio veneziano. Un forte desiderio di ritornare una grande potenza commerciale, che rimase intatto sino gi allelezione del doge Marco Foscarini: illusione durata a lungo, nonostante la minacciosa situazione internazionale coeva. Il ceto patrizio veneziano non ebbe coscienza della tempesta rivoluzionaria, che si sarebbe scatenata a breve. NellEuropa dellIlluminismo, il declino politico di Venezia e della storia del suo patriziato pu equivalere ad un vero e proprio suicidio: un destino demografico accompagnato dal tramonto delle Repubbliche aristocratiche europee. Nonostante il concetto riassunto nella formula uguaglianza di Dominio in disuguaglianza di fortune, le notevoli differenze economiche ebbero un peso determinante nel crollo del sistema veneziano, ma ancor pi le strategie matrimoniali insite nella societ nobiliare. Infatti esistevano moltissime distinzioni e differenze fra i beni di fortuna, let e la distribuzione del potere tra il patriziato veneziano. Lo spirito di famiglia determinava i rapporti sociali, attraverso unaltra dimensione familiare, ambienti denominati milieus, dove si progettavano le varie strategie, come quella matrimoniale per esempio.

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Per comprendere cosa fossero le milieus, ambienti strategici dal punto di vista politico, bisogna ripercorrere un altro momento chiave per la Serenissima Repubblica nel 700: lingresso in scena di Lodovico Manin. Disponendo di una fonte molto interessante, come la ricerca2 svolta dalla Prof.ssa Raines, si pu evidenziare la rete dei sostenitori politici nella Venezia settecentesca e cogliere quali meccanismi matrimoniali si celassero dietro. Interessante notare che da diverso tempo, la vita politica veneziana era frutto di una cultura plurisecolare del potere: esistevano meccanismi nati per bloccare eventuali concentrazioni di potere, favorendo una graduale creazione di una rete sofisticata di dipendenze. Il patrizio e il suo ramo (nucleo abitativo) dovevano affermare il proprio status in questo delicato sistema politico, un sistema dentro il sistema costituito da opposte fazioni del patriziato. Questo rapporto clientelare, insieme ai retroscena, favoriva alleanze e scambi di favore. Grandi abilit personali, utili per evitare il blocco imposto dalle leggi veneziani sul broglio, escluso ufficialmente dalla sfera politica, ma in realt presente grazie alla creazione di una lobby per rendere vincente un procedimento elettorale della fazione stessa. Sottili giochi di potere, basati sui legami di parentela della Casata, che attraverso una politica matrimoniale molto attenta agli interessi in gioco, stringeva alleanze con nuove famiglie di status vario nel blocco votante. Le famiglie di alto livello, che sono il fulcro di un fazione, non stringeranno legami con famiglie rivali, ma con quelle di livello inferiore, in particolare i quarantiotti e i barnabotti gi escluse dalle logiche dallalta aristocrazia veneziana.

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Le leggi della Repubblica di San Marco vietavano la creazione di fazioni; dunque i legami fra il patrono e la sua clientela assumevano solo una connotazione sociale, in apparenza innocente, attraverso una ritualizzazione della vita privata. Di notevole impatto in questa vicenda erano le funzioni religiose, dove si evidenziava il legame di fazione fra le famiglie: battesimi e matrimoni, erano considerate situazioni molto vantaggiose. Non bisogna dimenticare il problema settecentesco veneziano delle forme della sociabilit2 patrizia, sulla promiscuit dei ceti e sulla pericolosa libert delle donne. La voce della ragione di Stato si fece sentire negli anni cruciali di questo fenomeno, gli anni Settanta del secolo, con alcuni interventi, volti a regolamentare la visibilit femminile in citt nei caff e nei teatri, e nello stesso tempo a ristabilire alcune distinzioni tra i ceti anche attraverso l"abbigliamento. La ragione di Stato fu invece restia a intervenire direttamente nella questione matrimoniale, nelle mani piuttosto benevolenti dellautorit ecclesiastica, che limit a sorvegliare e a punire, sotto le pressanti richieste dei padri, i matrimoni tentati, cercando di evitare nozze con azioni correttive. Lintervento pi decisivo fu infatti quello riguardante i matrimoni clandestini dei patrizi nel 1739 che dovevano essere denunciati al Consiglio dei Dieci e agli Inquisitori di Stato. I rischi di una politica matrimoniale cos restrittiva erano ormai evidenti. Molte donne allontanate dai padri potevano essere accolte dalle famiglie: non era una novit che i patrizi sposassero donne non nobili e gli avogadori erano ora piuttosto di manica larga nel giudicare la possibilit di una di queste donne di essere abile a procreare figli per il Maggior Consilio.
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Un decadimento del patriziato veneziano, in particolare della propria identit e memoria storica, che

partiva dalla sfera privata investendo la sfera pubblica. Nonostante lattivit frenetica di amici, patroni e clienti, il sistema patrizio stessa implodeva sotto gli effetti della cultura illuminista. Il potere degli antichi patriarchi veneziani era indebolito, criticato e ridicolizzato dalla cultura pratiche comuni: i giovani patrizi potevano contare sullopinione pubblica. illuminista e dalle

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La cultura del 700 affrontava uno scontro tra Ragione di Stato e ragione famigliare, dove interessi pubblici e privati crearono un destino demografico per il ceto patrizio stesso. Nel caso veneziano, come sottolinea lo studioso Volker Hunecke:
[] Senza dubbio non erano pochi i patrizi che si ribellavano contro lo spirito e le forme della tradizione familiare patrizia, che non condividevano o aborrivano lo spirito di patria e di famiglia orientato alle norme del passato e che consideravano con indifferenza il destino della loro casa e della loro patria. Tuttavia finora non assolutamente dimostrato che i casi di comportamento non conformista abbiano costituito una pericolosa minaccia per il modello famigliare patrizio o addirittura per la Repubblica.2

Questa questione morale influiva direttamente sul destino politico del ceto patrizio veneziano, ovvero il futuro della Serenissima Repubblica, con un problema che sfociava nella politica matrimoniale stessa. Tale aspetto evidenziava che non solo le sconfitte militari, la crisi economica e il fallimento della politica estera influivano pesantemente sulla Serenissima. Una struttura patrizia, inferiore rispetto al passato, che non ha saputo rinnovarsi a seconda delle circostanze, forse troppo persa dietro alle lotte intestine tra fazioni politiche. Particolarmente emblematico il quadro delineato dalle stime riportate da Volker Hunecke, dove si pu notare un calo generale che coinvolgeva tutte le Case.

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Lodovico Manin incarna nella propria vicenda personale, in maniera chiara, limportanza dei legami di parentela e clientela utili per raggiungere i vertici della politica veneziana. Sposare Elisabetta Grimani del ramo ai Servi fu davvero una mossa strategica: lunione con una casata tra le prime della Repubblica, ampli una serie di legami di parentela molto importanti. Elisabetta Grimani ai Servi portava in dote eccezionale a Lodovico Manin, senza dubbio, lappartenenza al gruppo delle famiglie ducali del Settecento: i Mocenigo di San Stae, i Pisani di San Vidal, i Loredan di San Stefano, i Corner della Regina, i Foscarini ai Carmini, grazie ad un rituale matrimoniale che estendeva i rapporti di patronage.

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Il matrimonio Manin-Grimani rappresentava lunione formale al blocco votante della fazione PisaniMocenigo-Corner, attraverso legami di parentela diretta e indiretta, che denotava gi in partenza la futura sfera dinfluenza del futuro Doge Manin. Inevitabilmente da come si pu evincere dal grado di centralit, differenziato graficamente nella fig.3, Lodovico Manin apparteneva alla fazione pi potente nel Settecento veneziano.
Figura 4 Prestigio e importanza del personaggio Lodovico Manin

Il prestigio lo si pu dedurre, semplicemente, con una breve analisi superficiale della fig.4: il nodo Manin connesso con ogni nodo presente, cos risulta essere connesso sempre, svolgendo un ruolo centrale grazie ad un percorso raggiungibile dagli altri nodi presenti. Uno degli usi principali della teoria dei grafi nella Social Network Analysis consiste nellidentificazione degli attori pi importanti di una rete sociale (Wasserman, 1998). Sono state date molte definizioni del concetto di importanza, tuttavia tutti gli indici nati per misurare questo concetto hanno in comune il tentativo di localizzare la posizione dellattore in relazione a quella degli altri nella rete.

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Ripercorrendo le classi 1-2 composte secondo il Nani, ovvero la!posizione nella classificazione del ceto patrizio, poi incrociando i dati relazionali dedotti dallanalisi documentaria, in seguito appare un denso scenario clientelare nel contesto in questione.

Da quanto si pu desumere osservando la fig.5, i favori politici possono coinvolgere le famiglie della sfera dei Mocenigo-Pisani-Corner, grazie alle posizioni stesse dei singoli attori. Vengono create quattro macro-aree, composte da attori come Pisani, Manin, Mocenigo e Corner. Questi nodi divengono centro di smistamento di favori politici, che coinvolgono anche famiglie dei rami pi poveri. Lappartenenza del Manin alla sfera dei Mocenigo-Pisani-Corner, dimostra che ormai saldamente unito alla fazione stessa. Certamente tutte le relazioni presenti dimostrano lappartenenza a quelle che vengono denominate milieus, dove convergono micro interessi con macro interessi socio-economici.

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Lanalisi delle varie realt matrimoniali della prima e seconda classe dedotta dal Nani, dimostra lesistenza di un ceto aristocratico nelle alte sfere molto compatto, dove esisteva una forte pressione (il concetto di lobby) nelladeguarsi alle varie finalit politiche. Non tutti i giovani patrizi hanno potuto scalare i vertici, come nel caso di Lodovico Manin; infatti egli conquist la carica di procuratore di San Marco per merito, grazie ai legami di parentela raggiunti dal suo matrimonio con una Grimani, una grandissima vittoria per una famiglia nobiliare dalle radici nel Friuli. Il passaggio da protetto a patrono era il punto di non ritorno nellascesa politica di un patrizio della Serenissima. Nella seguente rete sociometrica (fig.6), si pu cogliere limportanza dellalleanza trasversale Manin-Mocenigo S.Samuele per lascesa politica del futuro ultimo Doge della Serenissima.

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Le relazioni si intensificano nellanalisi dei rapporti tra la prima e seconda classe, si riesce a cogliere la struttura dellazione socio-politica del Manin, come ribadita dalle fonti. Nella struttura mista primaseconda classe, si ha la composizione di relazioni dense, dove si esercita una forte pressione sui membri appartenenti, come si pu vedere dalla elaborazione dei dati. Il ruolo influente giocato dai Corner-Mocenigo-Pisani, sul tessuto sociale del ceto patrizio della prima/ seconda classe, appare molto chiaro. Lintreccio e incrocio delle relazioni attraverso cui tutte le azioni patrizie vengono organizzate, corrispondono agli interessi di ogni singola casata: in questo scenario Manin riesce a comprenderne i meccanismi sociali.

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Le reti matrimoniali del patriziato veneziano del Settecento dimostrano di essere molto compatte, favorendo densi rapporti sociali disuguali a causa del grosso divario economico. Laristocrazia veneziana non riesce a modificare la propria identit, sorpassando il blocco del vecchio patriziato e la tipica gestione degli affari di Stato. Dai dati in possesso, dopo lelaborazione dei sottogruppi delle prime tre classi, si pu rappresentare graficamente la situazione della fazioni patrizie opposte a Venezia durante il periodo 1748-1796.

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Come sottolineato anche dalla Raines, la fazione di parentela, composta da famiglie di tutte le classi secondo la divisione del Nani aveva un punto debole nella propria struttura: poteva garantire ladesione completa delle fasce deboli, per una carica ambita da un patrizio dei grandi, perch la decisione era stata pilotata. Problematica lassegnazione di una carica a un barnabotto o quarantiotto, perch la maggior concorrenza evitava ogni possibilit di un accordo fra le micro-fazioni. La solidariet di classe oltrepassava il muro della fazione di parentela, creando cos un fronte unico di malcontenti. Fin troppo pericolosi per le famiglie dellalta sfera patrizia, che di fronte alla nobilt inferiore si univa per mantenere lo status quo. In mezzo si trovavano le famiglie patrizie di medio livello, micro-centri di potere, che dovevano assorbire le pressioni dallalto e dal basso inevitabilmente. Purtroppo la cattiva situazione economica degli anni 70 della Serenissima Repubblica, inaspr il conflitto tra le fazioni; lappartenenza alla fazione non corrispondeva sempre ad una corretta distribuzione del potere. Non del tutto sbagliato ipotizzare, almeno per gli ultimi decenni del 700, una gestione plutocratica dei poteri e interessi della Repubblica.

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CONCLUSIONE

Nonostante i recenti progressi tecnologici, ancora oggi alcuni ricercatori diffidano dalluso di uno strumento utile come UCINET; tuttavia altri studiosi considerano la SNA come un insieme di metodi e tecniche relativamente innovative che possono essere usate allinterno di diversi frames di ricerca e di analisi. Nella teoria delle reti sociali - social network theory - la societ percepita e studiata come una rete di relazioni, pi o meno estese e strutturate. Il presupposto fondante che ogni individuo attore - si relaziona con gli altri e questa sua interazione plasma e modifica il comportamento di entrambi. Lo scopo principale dell'analisi delle reti appunto quello di individuare e analizzare tali legami ties - tra gli individui - nodes. Come spesso si ribadisce, lelemento discriminante costituito dalla natura delloggetto della ricerca, su cui si pesa la valutazione del ricercatore che stabilisce,

pragmaticamente, quale sia il disegno di ricerca pi consono alla soddisfazione delle esigenze conoscitive di partenza. In questa ricerca si cercato di analizzare il peso esercitato dalle reti matrimoniali, in una realt molto drammatica per il ceto patrizio, come il drastico crollo demografico nel Settecento. Inevitabilmente una drastica diminuzione della popolazione aristocratica, dovuta ad agenti esterni come il declino dellidentit patrizia, ma ancor di pi collegata ad agenti interni come la lotta tra fazioni, che logorava la classe politica veneziana. La cosa interessante, dalle stime desunte, il calo vertiginoso nella frequenza dei matrimoni, cambiamenti che hanno influito direttamente sulla rete patrizia. Non bastarono le alleanze matrimoniali, accompagnate da strategie a tavolino e limitazioni per evitare il declino stesso delle casate della Serenissima Repubblica. Un sistema sociale allo sbando, che non avrebbe mai resistito allondata napoleonica, poich non adeguato nelle stesse relazioni e legami, troppo vecchio e parassitato. Tutto questo era riflesso nella politica matrimoniale patrizia settecentesca. Nemmeno Manin, ultimo Doge della Serenissima, ma primo Doge straniero, vero uomo nuovo al potere, riusc ad evitare una disfatta totale. Amaro destino demografico scritto ancora prima dellarrivo delle truppe napoleoniche, dove un dannoso comportamento matrimoniale dei patrizi attraverso una politica di limitazione matrimoniale da parte delle classi alte inaugurava la fine stessa della Repubblica.

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