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Alberto Magnaghi, Il progetto locale

Torino, Bollati Boringhieri, 2000, pp. 256


di Eduardo Zarelli

Alberto Magnaghi insegna "Pianificazione territoriale" al Dipartimento di Urbanistica


dell'Universit di Firenze ed autore di numerose pubblicazioni di cui ultima Il territorio degli abitanti: societ locali e autosostenibilit !Dunod "##$%& Amico personale di Serge Latouche contiguo alle posizioni pi' anticonformiste dell'ambientalismo nostrano uno degli intellettuali italiani pi' coerenti nella critica alla globalizzazione in (uanto propone come alternativa critica al modello di sviluppo liberal)capitalista un'originale prospettiva localistica sposata alle istanze comunalistiche e partecipative di contro alla democrazia rappresentativa e alla eterodirezione tecnocratica& Pur dichiarandosi distante dal pensiero biocentrico dell'"ecologia del profondo" e rivendicando la dimensione storica e culturale della costruzione sociale l'autore parte dal territorio come luogo di insediamento stratificato dell'identit collettiva per denunciare la crescita illimitata la metastasi metropolitana la disgregazione sociale l'omogeneizzazione tecnomorfa della diversit& *l territorio un'opera d'arte forse la pi' alta la pi' corale che l'umanit abbia espresso+ un'opera che prende forma attraverso il dialogo di entit viventi )l'uomo la natura) nel tempo lungo della storia& ,ella corsa alla costruzione di una seconda natura artificiale la nostra civilt tecnologica ha ormai abbandonato il territorio a se stesso riducendolo a superficie amorfa e seppellendolo di oggetti opere funzioni veleni+ col risultato per- di generare crescenti insostenibilit politiche sociali economiche e ambientali& Pena la catastrofe occorre dun(ue un'inversione paradigmatica proprio a partire dal territorio che da puro supporto di un modello di sviluppo omologato ne faccia il fondamento di una differenziazione locale degli "stili di sviluppo" in grado di generare ricchezza durevole indisponibile alla strumentalit del profitto& .otto la colata lavica dell'urbanizzazione contemporanea vive un ricco patrimonio territoriale pronto ad essere fecondato da nuovi attori sociali che se ne prendano cura )nel (uadro di (uello che l'autore chiama /sviluppo locale autosostenibile0) valorizzando (ualit peculiari dei luoghi e promuovendo l'autogoverno delle societ locali attraverso istituti di nuova democrazia& Diciamo subito che i /nuovi attori sociali0 cui si riferisce Magnaghi ci sembrano spesso funzionali a (uella vena utopica che accompagna la finalit politica radical)democratica del comunalismo& ,oi ci limitiamo a pensare che la critica allo stile di vita consumistico non nasca di per s1 nella rivendicazione del disagio sociale ma nell'assunzione di responsabilit nella condivisione di un "bene comune" cio nell'e(uilibrio postmoderno tra diritti e doveri in un ambito comunitario& Puntualizzato ci- per- non possiamo che sottoscrivere la visione strategica della /riduzione di scala0 per ribaltare l'esito della globalizzazione in una generale ri)territorializzazione del sociale che giocoforza rimanda a ipotesi politiche di federalismo sussidiariet e omogeneit geopolitiche continentali& *n tal senso il concetto di autosostenibilit si fonda sull'assunto che solo una nuova relazione fra abitanti)produttori e territorio in grado attraverso la "cura" di determinare e(uilibri durevoli fra insediamento umano e ambiente riconnettendo nuovi usi nuovi saperi nuove tecnologie alla sapienza ambientale storica& .i disegna (uindi una stretta interdipendenza tra concetti che si sviluppano per assonanza2 autosostenibilit sviluppo autocentrato e autodeterminazione&

3'autosostenibilit allude alla necessit di un profondo ridimensionamento dell'"economico" che divenuto dominante devasta i processi di autorganizzazione della natura e del sistema sociale che vi si relaziona& 3'appello rivolto allo sviluppo di un risoluto processo di decentralizzazione )politica istituzionale sociale ed economica) che consenta il rafforzamento di pratiche cooperative e di partecipazione sviluppando nuove forme comunitarie in grado a loro volta di rilanciare in divenire l'identit culturale del luogo& 3a ricostruzione della comunit l'elemento essenziale dello sviluppo autosostenibile2 la comunit che "sostiene se stessa" fa s4 che l'ambiente naturale possa sostenerla nella sua azione ne sia parte integrante e non "fondo" di sfruttamento e dissipazione& *nsomma nell'autonomia vi il richiamo alla riunificazione in un unico soggetto politico e sociale del produttore e dell'abitante di contro all'eterodirezione di istituzioni tecnocratiche sussunte da una logica di mercato che distrugge non solo l'ambiente ma anche il "capitale" economico e sociale su cui invece occorre fissare nuovi criteri di "ricchezza" basati sulla (ualit della vita sulla giustizia sociale sull'identit culturale di cui parte la natura "reale" del territorio con (uei limiti fisiologici che suggeriscono nell'immediato la relazione armonica con l'ambiente& ,on esiste proposta ecologista politicamente credibile che non rifugga dal filantropismo cosmopolita di una natura patinata e strumentale al riformismo progressista per incontrare nel locale la ineludibile riduzione di scala con cui ribaltare la logica espansiva del sistema)mondo capitalista& .e la dimensione mondiale dei processi in atto non pu- essere realisticamente rimossa si avr sviluppo locale dove la societ locale sapr resistere attivamente alla globalizzazione costruendo reti solidali& 3a globalizzazione esclude l'autosostenibilit del locale imponendo la competitivit contro la cooperazione lo sfruttamento delle risorse contro la valorizzazione del patrimonio identitario la polarizzazione economica del sociale contro la socializzazione dell'economico& *l locale come comunit delle comunit in aree geopolitiche omogenee l'unica credibile eterogenesi dei fini della globalizzazione del suo centralismo tecnocratico della sua mercificazione economica e omogeneizzazione culturale& * punti (ualificanti di tale prospettiva possono essere2 sistemi produttivi locali autosostenibili fondati sulla valorizzazione del patrimonio che si relazionino nello scambio come agenti attivi di produzione (ualitativa della ricchezza e come agenti di modelli originali di produzione e consumo+ relazioni commerciali che in luogo della sua liberalizzazione sviluppino reti locali di mercato+ legami finanziari fondati su principi di sussidiariet e complementariet+ legami sociali )in grado di autoalimentarsi) capaci di esprimere peculiarit nello stile di sviluppo autosostenibile stimolato da una cultura basata sulla simbioticit con i processi vitali e la ciclicit della natura& 3e frontiere dell'identit locale rigidamente indisponibili verso l'alto )nei confronti cio della megamacchina) sono il luogo dell'incontro e dello scambio culturale ed economico& ,essuna identit locale pu- essere esclusivamente autosufficiente+ in una societ olistica la piccola scala dell'organizzazione sociale porter all'interno a forme di collaborazione mentre all'esterno i rapporti saranno orientati verso forme di federazione e di sussidiariet invece che di egemonia o di espansionismo& 3a soppressione delle differenze comun(ue perseguita oltre ad essere omicida )perch1 alla biodiversit deve necessariamente corrispondere la diversit culturale) genera mostri con l'esaltazione della diversit fine a se stessa autoreferenziale che si percepisce superiore misantropica e (uindi aggressiva& 3'integralismo il neo)tribalismo e lo sciovinismo vanno di pari passo o pi' probabilmente al traino della schiacciante arroganza egemone dell'occidentalizzazione del mondo& Magnaghi insiste sulla /forza strategica0 di (uesto processo di opposizione alle forme centralistiche dei processi di globalizzazione tendenti di moto proprio a una sovradeterminazione

dei poteri economici transnazionali processo che si pu- attivare soprattutto tramite il rafforzamento di un mondo plurale politeistico di societ locali in grado di connettersi a rete in modo non gerarchico riconoscendo le diversit di stili di sviluppo e attivando relazioni di sussidiariet che separano e ricongiungono le isole dell'"arcipelago"& Per dirla con Cacciari /potr concepirsi "comunit" di isole in perenne navigazione l'una contraversus l'altra? Soltanto se ognuna si sapr e si manifester a se stessa non come individualit semplice, come risolta, compiuta, soddisfatta unit, da imporre a centro di uno spazio gerarchicamente orientato. Soltanto se ognuna, conoscendo se stessa, scoprir in s la stessa complessit, le stesse variabili e imprevedibili "geometrie" che formano l'armonia dell'arcipelago0"& 5uell'arcipelago l'6uropa&

*l territorio come bene comune Data di pubblicazione2 78&"9&977: Autore2 Magnaghi Alberto Il "bene comune" come terza forma della propriet: una verit da affermare nelle cose. Intervento al convegno dell !"#I $oscana ;omuni comunit e usi civici per lo sviluppo dei territori rurali %&rosseto '( settembre )**+,

Per in(uadrare il potenziale ruolo innovativo degli usi civici nella ri(ualificazione dei territori rurali introduco una definizione generale di <territorio= come ilbene comune per eccellenza& *l territorio il prodotto di lunga durata di processi di civilizzazione e di domesticazione della natura che si sono susseguiti nel tempo trasformando il medesimo ambiente fisico in un evento culturale !il paesaggio urbano e rurale% attraverso relazioni coevolutive fra insediamento antropico e ambiente& 5uando si parla di sostenibilit come insieme di risorse da trasmettere alle generazioni future parliamo innanzitutto del patrimonio territoriale che ereditiamo da millenni di processi di territorializzazione& *n >oscana l?impianto infrastrutturale che utilizziamo principalmente etrusco e romano il paesaggio che viviamo (uello del fitto reticolo di citt medio)piccole medievali e rinascimentali il paesaggio agrario storico che ammiriamo (uello mediceo)lorenese& 5uesta immensa opera d?arte vivente !prodotta e mantenuta nel tempo dalle <genti vive= come le ha nominate 3ucio @ambi% il territorio appunto deve essere considerato bene comune in (uanto esso costituisce l?ambiente essenziale alla riproduzione materiale della vita umana e al realizzarsi delle relazioni socio)culturali e della vita pubblica& >erritorio non (uindi soltanto il suolo o la societ ivi insediata ma il patrimonio !fisico sociale e culturale% costruito nel lungo periodo un valore aggiunto collettivo che troppo spesso viene distrutto anche da amministrazioni di centro) sinistra in nome di un astratto e troppo spesso illusorio sviluppo economico di breve periodo finalizzato alla competizione sul mercato globale& Mettere al centro delle politiche pubbliche il bene comune <territorio= consente di perseguire la dimensione -ualitativa, non solo (uantitativa dei singoli beni che lo compongono2 ac(ua suolo citt infrastrutture paesaggi campagna foreste spazi pubblici e cosi via& 3a soluzione delle pi' importanti crisi ecologiche A ecosistemi energia salute clima alimentazione relazioni citt) campagna impronta ecologicaA passa attraverso la difesa e la valorizzazione dei caratteri peculiari di ogni luogo nelle sue componenti urbane naturali e agroforestali perch1 nella specifica modalit di interrelazione di (ueste tre componenti che si fonda in ogni luogo la forma puntuale della riproduzione della vita umana materiale e sociale& 3'insieme dei beni comuni che connotano ogni luogo e la sua specifica identit dovrebbe costituire il nucleo fondativo collettivamente riconosciuto dello <statuto= di ciascun luogo e dei diritti dei cittadini rispetto ai singoli beni che lo costituiscono& * piani che regolano le trasformazioni del territorio a tutte le scale dovrebbero pertanto essere preceduti e coerenti con un corpus statutario socialmente condiviso che definisce con riferimento a un orizzonte temporale di medio)lungo termine i caratteri identitari dei luoghi i loro valori patrimoniali i beni comuni non negoziabili le regole di trasformazione che consentano la riproduzione e la valorizzazione durevole dei patrimoni ambientali territoriali e paesistici&

Ma (uali elementi del territorio possono iniziare un percorso di reidentificazione collettiva come beni comuni non privatizzabili e non alienabiliB Molti sono gli elementi in via di privatizzazione e sottrazione alla fruizione e alla gestione collettiva2 le riviere marine lacustri e fluviali molti paesaggi agroforestali recintati molti spazi pubblici urbani !sostituiti da supermercati e mall% gli spazi aperti interclusi della citt diffusa delle villettopoli e della disseminazione dei capannoni industriali le gated communities e le citt blindate i paesaggi degradati e anomici delle periferie urbane la ricca rete della viabilit storica !sostituita dai paesaggi semplificati delle autostrade e superstrade% e cosi via& *n (uesto (uadro di processi di deterritorializzazione va sottolineato il potenziale ruolo innovativo che possono assumere gli spazi aperti agroforestalinella produzione di beni e servizi pubblici per la ri(ualificazione della (ualit dell?abitare il territorio e la citt& Cuolo che pu- richiamare con forme e attori sociali nuovi le complesse e integrate funzioni storiche di governo pubblico dei beni comuni !nella classificazione estensiva richiamata da @iovanna CicoveriD"E% dei beni demaniali e di uso civico come classificati pi' specificamente ad esempio da Pietro ,erviD9E2 *noltre diviene fondamentale il ruolo degli spazi agroforestali nella rideterminazione di e(uilibri sinergici fra citt e territorio e nell?elevamento del benessere delle citt !l?agricoltura periurbana i parchi agricoli multifunzionali ecc%& Molte di (ueste funzioni di produzione di beni e servizi pubblici si fondano potenzialmente su microimprese a valenza etica !in campo ambientale agricolo e sociale% in grado di riappropriarsi di saperi produttivi artigiani ambientali artistici per la cura del territorio& 6?compito dei municipi delle province e delle regioniDFE favorire l?insediamento di (uesti attori negli spazi agroforestali agevolandone le attivit produttive le forme associative !contro il dominio esogeno della grande industria agroalimentare% promuovendo forme sperimentali di ripopolamento rurale nelle (uali le attivit di produzione di < beni comuni= siano riconosciute per agevolare il ritorno dei giovani !incentivi per il recupero e la ri(ualificazione dell?edilizia rurale dei piccoli centri urbani e delle infrastrutture storiche come i terrazzamenti le piantate i fossi i canali+ remunerazione delle attivit di cura ambientale e del paesaggio+ servizi tecnici alle aziende+ agenzie locali di sviluppo+ promozione di forme associative e cooperative+ promozione del microcredito tutela degli interessi dei titolari dei diritti di uso civico ecc%& *n (ueste linee di rinnovamento delle politiche municipali sugli spazi agroforestali i beni demaniali e gli usi civici residui invertendo la deriva in atto dell?alienazione e della privatizzazioneDGE potrebbero essere valorizzati in (uesto contesto pi' generale come laboratori sperimentali per forme collettive di ripopolamento rurale+ il tema della propriet collettiva degli usi civici si potrebbe trasferire in forme associate e pattizie fra enti pubblici e produttoriHabitanti per la gestione delle terre& 3?azione di ripopolamento con (ueste caratteristiche di uso sperimentale degli usi civici e dei beni demaniali potrebbe avere l?obiettivo di ricostrurire comunit locali consapevoli dei beni comuni e forme comunitarie per la loro cura e gestione attivando sinergicamente funzioni produttive energetiche paesistiche economiche e di elevamento di (ualit della vita delle citt rivalutando il ruolo degli agricoltori (uali fornitori di beni e servizi pubblici& *n (uesta prospettiva che a partire dai laboratori sperimentali dei territori gravati da usi civici dovrebbe riconsiderare il ruolo generale degli spazi agroforestali non pi' sufficiente considerare il territorio non edificato come bene pubblico !che lo stato le regioni e gli enti locali possono vendere per far cassa come sta avvenendo per molti beni demaniali%+ occorre che sia considerato come un bene comune che non pu- essere venduto n1 essere usucapito alla stregua delle terre

civiche storiche& Iccorre pertanto ricostruire la geografia delle terre civiche e di (uelle comunitarie da usare come laboratorio di un modello di sviluppo locale alternativo ecologicamente sostenibile& Attivando (ueste politiche possibile superare la dicotomia fra uso pubblico e uso privato del territorio e dei suoi beni patrimoniali reintroducendo il concetto <terzo= di uso comune di molte componenti territoriali2 innanzitutto riconoscendone il valore di bene !o fondo% comune dotato di autonomia rispetto ai beni privati e pubblici+ e individuando forme di gestione attraverso processi partecipativi di cittadinanza attiva che consentano di riprendere il senso !non necessariamente la forma storicaD8E% degli usi civici2 la finalit non di profitto ma di produzione di beni servizi e lavoro per i membri della comunit e pi' in generale beni e servizi di utilit pubblica generale+ la comunit costituita da una pluralit di abitantiHproduttori di una collettivit territoriale che in (ualche modo si associano per esercitare un uso collettivo dei beni patrimoniali della societ locale+ (uesto uso essendo collettivo conforma le attivit di ogni attore allo scopo comune della conservazione e valorizzazione del patrimonio la salvaguardia e valorizzazione ambientale paesistica economica del patrimonio stesso in forme durevoli e sostenibili !autoriproducibilit della risorsa% sviluppando forme di autogoverno responsabile delle comunit locali& *l problema principale di (uesta prospettata inversione di tendenza infatti che non si pu- dare una gestione del territorio come bene comune se esso gestito da una sommatoria di interessi individuali in una societ individualistica di consumatoriDJE& 6? necessario dun(ue che esistano forme di reidentificazione collettiva con i giacimenti patrimoniali con l?identit di un luogo ovvero che sia agevolato un cambiamento politico)culturale !che ho denominato coscienza di luogo ./0% attraverso processi di democrazia partecipativa che ricostruiscano propensioni al produrre all?abitare al consumare in forme relazionali solidali e comunitarieD$E& 3a coscienza di luogo si sviluppa anche come attivazione !e riattivazione% di saperi per la cura del luogo2 conoscenza densa e profonda dei valori patrimoniali dal punto di vista ambientale estetico culturale economico+ capacit di distinguere le trasformazioni coerenti con la loro tutela e valorizzazione da (uelle distruttive+ capacit di attivare saperi e tecniche per la loro trasformazione !riappropriazione di saperi ambientali territoriali produttivi artistici comunicativi relazionali% 3?introduzione di (uesto terzo attore comunitario !attraverso la propriet collettiva di beni comuni% nella gestione e governo del territorio favorirebbe una trasformazione politica generale nel senso di contenere i processi di privatizzazione e mercificazione di beni comuni e di riattribuire all?ente pubblico territoriale il ruolo di salvaguardia dei beni stessi e della valorizzazione del patrimonio civico+ favorirebbe inoltre la ricostituzione di momenti comunitari di gestione delle risorse favorendo la crescita di economie solidali nel campo alimentare ambientale paesistico turistico artigianale culturale formativo D"E <una prima categoria include l?ac(ua la terra l?aria le foreste e la pesca e cio i beni di sussistenza da cui dipende la vitaK&saperi locali spazi pubblici biodoversit+Kspazi di autorganizzazione delle comunit locali+ una seconda categoria comprende i beni comuni globali come l?atmosfera il clima gli oceani la sicurezza alimentare la paceK su cui non esistono diritti comunitari territoriali+ una terza categoria (uella dei servizi pubblici2 ac(ua scuola sanit trasportiK= @& Cicoveri <*l passato che non passa= in2 @& Cicoveri 1eni comuni fra tradizione e futuro,6M* Lologna 9778 D9E a% produzione di beni2 forestali legnosi e non legnosi pascoli frutti selvaggina prodotti dl sottobosco (ualit e tipicit alimentare risorse del sottosuolo+ reti corte di produzione e consumo

produzione energetica locale+ b% produzione di servizi naturali finali2 salvaguardia idrogeologica e valorizzazione dei sistemi fluviali produzione di e(uilibri ambientali conservazione della biodiversit fruizione escursionistica caccia e pesca funzioni culturali !informazioni ecomuseali% funzioni estetico)paesaggistiche + c% base territoriale di risorse naturali e antropiche trasmissibile alle generazioni future2 il carattere intergenerazionale del demanio e degli usi civici ne determinano il carattere <costituzionale= di autosostenibilit nella riproduzione temporale delle risorse& *n2 Pietro ,ervi <3a gestione patrimoniale dei demani civici fra tradizione e modernit= in @& .occio !a cura di% >erre collettive ed usi civici 6dizioni del Parco del @argano Foggia 977F DFE<*n (uesto spirito invitiamo gli 6nti 3ocali !;omuni Province e Cegioni% a salvaguardare e difendere gli usi civici presenti nel loro territorio garantendone in primo luogo l?inalienabilit e la propriet collettiva contro il moltiplicarsi degli abusi e delle usurpazioni di interesse esclusivamente privato che oggi vi allignano e d?intesa con i legittimi proprietari e le comunit locali a favorire e promuovere forme innovative di gestione associata e cooperativa di (uesto patrimonio ai fini della salvaguardia e valorizzazione ambientale ed ecologica del territorio= !appello contro la privatizzazione degli usi civici promosso dall?associazione 6cologia Politica "##8% DGE <3a Cegione >oscana ha proceduto alla messa in vendita del patrimonio agricolo e forestale attraverso la legge # del 9# gennaio "##:& Dopo avere reso disponibile ci- che fino a (ualche anno prima faceva parte del demanio pubblico gli enti locali hanno fatto un inventario dei loro beni individuando (uelli suscettibili di vendita& 3a cultura della privatizzazione risulta ben evidente dal titolo stesso della legge dove si parla di <valorizzazione ed alienazione=2 non pu- esistere valorizzazione senza appropriazione da parte di soggetti privati& ;on (uesto orizzonte culturale la legge ha permesso la vendita in due successivi bandi di circa FG8 beni comprati in parte dai concessionari !G7M% e da soggetti stranieri !8M%=& Ciccardo Locci 2a privatizzazione delle terre pubbliche in $oscana , Celazione al .eminario2=>erra e usi civici in *talia= 6cologiapolitica& Cicerche per l?Alternativa in collaborazione con la Cete del ,uovo Municipio >erra Futura Firenze l?$ aprile 9778& D8E &&=le comunit titolari dei diritti civici non esistono pi' talora fisicamente A perch1 i vecchi contadini sono morti o sono emigrati lontano in citt A talora culturalmente A perch1 non sanno e non sono interessati a sapere dei diritti che pur potrebbero esercitare& 2a proposta che 3cologiapolitica avanza in proposito (uella di mantenere ferma la destinazione d?uso e il vincolo di incommerciabilit dei demani civici e insieme di iniziare a ricostituire le comunit proprietarie associando in tutte le forme possibili i soggetti che vi hanno titolo A affidando per esempio la coltivazione delle terre e la manutenzione dei boschi a cooperative concessionarie garantendo loro tutti i finanziamenti reperibili ed i servizi minimali2 la casa mediante l'ac(uisizione e il restauro degli abitati abbandonati+ le strade che vanno di regola risistemate e non solo per le gite domenicali+ le scuole che vanno riattivate ecc& in modo che su (ueste terre si possa condurre una vita civile traendone reddito ed assicurando nel contempo una gestione conservativa dell'ambiente=& *n2 @& Cicoveri relazione al seminario $erra e usi civici in Italia seminario >erra Futura cit& DJE <fondamentali sarebbero ove venisse attuato il ruolo della pianificazione paesistica la tutela e la valorizzazione della propriet collettivaK&sono proprio le terre collettive a evidenziare che nessun funzionamento normativa azione di controllo riuscirebbero a gestire correttamente l?uso sociale del territorio in assenza di consapevolezza da parte dei residenti e (uindi di impegno da parte delle amministrazioni comunali= Pietro Federico <Usi civici e ambiente= in .erafina Lueti !a cura di , 4si civici @rosseto "##8

D:E vedasi il mio2 Il progetto locale Lollati Loringhieri >orino 9777 D$E *l processo partecipativo deve consentire di avviare processi di trasformazione di produttori alienati e atomizzati consumatori passivi appendici della democrazia televisiva in cittadinanza attiva in grado di associarsi per la gestione e la produzione dei beni comuni di decidere sul futuro delle citt di ricomporre le figure di produttore abitante e consumatore ricostruendo identit comunitarie e relazioni sociali capaci di autogoverno e di pensare collettivamente futuro e di praticarlo& 2 homo civicus si da in una societ civile che si associa e si occupa attraverso un patto fra individui gruppi rappresentanze di interessi della cosa pubblica&