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I LIUTI NON EUROPEI

Cenni sullorigine e levoluzione dei liuti a pizzico

B.J.Kakos

I LIUTI NON EUROPEI: Cenni sullorigine e levoluzione dei liuti a pizzico Introduzione Luomo antico non ha fatto altro che coprire una piccola parte di quel settore assai vasto che si chiama scienze e arti. Sinteressava soprattutto di migliorare la conoscenza che gi possedeva e si adattava alle condizioni di vita, invece di scoprire cose nuove che avrebbero cambiato radicalmente tali condizioni. Tuttavia, entro i suoi limiti, i successi riguardanti la tecnica e l arte erano analoghi a quelli delluomo moderno. Il pubblico doggi rimane affascinato di fronte alle testimonianze materiali che dimostrano labilit dellartefice. Le sue capacit erano confrontabili (se non uguali) a quelle del collega moderno. Dallaltra parte, lo studioso mette in evidenza il fatto che luomo antico aveva unistruzione tecnica puramente empirica dalla quale mancavano i fondamenti scientifici che costituiscono la garanzia della produttivit della nostra epoca. Luomo semplice rimane stupito solo perch ha la tendenza di alterare la storia, attribuendo al suo antenato qualche conoscenza mistica i segreti della quale sono stati persi. Lo studioso, al contrario, analitico, razionale e rigoroso nelle sue conclusioni perch solo cos pu notare il vero valore delle cose. Luomo antico svolgeva degli esperimenti, e sotto tale aspetto, compieva lesigenza fondamentale della scienza. Quando per trovava il modo di fare quello cui mirava, si fermava rimanendo soddisfatto dal risultato senza andare oltre. Questo vuol dire che formulava una regola riguardo quello che doveva fare in modo tale da poter ripetere loperazione con successo e se ci non accadeva, era la parola di Dio che lo impediva. Luomo moderno, invece, compendia gli esperimenti attraverso una formulazione scientifica e non ha bisogno dellintervento divino. Con queste parole, Sir Leonard Woolley, larcheologo e scavatore inglese che scopr lantica citt mesopotamica Ur, apre il capitolo dedicato alle scienze e arti nellEra di Bronzo nel secondo volume della Storia dellumanit dellUNESCO. Una delle scoperte pi interessanti, svolte da Woolley, erano le 1800 tombe reali. Alcune di queste contenevano oggetti dinestimabile valore e importanza come la famosa lira doro con la testa di toro barbuto, trovata nel 1929. Loggetto ha circa 4550 anni e si pensa che la data di costruzione sia precedente della Grande Piramide di Cheope a Gizeh. La lira, oggi restaurata, custodita nel National Museum of Iraq a Bagdad, (fig.1). Le origini La storia dei cordofoni a pizzico ovviamente assai pi vecchia del suddetto reperto ma per quanto riguarda le origini, largomento ancora aperto. Arpe, lire e vari liutoidi a manico lungo, appartengono allo stesso phylum evolutivo. Richard J. Dumbrill1, sostiene che i liutoidi a pizzico (dora in avanti semplicemente liuti) sono pi antichi della lira e non il contrario, come sosteneva il musicologo tedesco Curt Sach2 e Francis W. Galpin3. I liuti a manico lungo, sostiene Dumbrill, provengono dallevoluzione della lira arcuata (fig.2) che essendo costruita da un bastone di legno flessibile, stata trasformata attraverso vari stadi evolutivi in tnbr; invece i liuti con manico corto hanno dato ld moderno. Tuttavia, assolutamente logico ammettere che la lira arcuata sopravisse a lungo come strumento pastorale (questo tipo di lira sincontra tuttoggi in zone remote del continente africano).
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The Archaeology of the Ancient Near East,Book III Organology, Lutes,p.305; Trafford Pub., Canada, 2005. 2 Storia degli strumenti musicali, Milano, Mondadori, 1980. 3 The Music of the Sumerians: and their Immediate Successors, the Babylonians, Cambridge University Press, 1937.

Si pensa che il liuto non sia invenzione dei Sumeri ma stato introdotto in Mesopotamia attraverso popolazioni montanare di origine barbarica, come gli Hurriti, Cassiti e Ittiti, che vivevano al monte Zagros nord-est della Bassa Mesopotamia. Nonostante ci, i relatori di questa ipotesi, Wilhelm Stauder e Friedrich Ellermeier, non li considerano inventori ma mediatori (la storia dellEra del Bronzo dimostra che gli Hurriti ebbero un ruolo importante come mediatori, specialmente con i nomadi delle steppe euroasiatiche). Unaltra ipotesi vede Caucaso come zona di origine del liuto, attribuendo un carattere indoeuropeo alle popolazioni montanare (Stauder), considerando cos gli Ittiti responsabili dellinvenzione. Il ricercatore Harvey Turnbull, in un articolo pubblicato alla Galpin Society Journal4, sviluppa unipotesi diversa. Propone la Siria, zona dei Semiti dellovest, come patria del liuto. La proposta di Turnbull sincentra in figure di suonatori di liuto trovate in due sigilli cilindrici, propriet del British Museum, del periodo accadico. La cronologia dei sigilli risale allepoca di Sargon I (ca. 2340-2284 p.e.v.) (fig.3). Nel 1996, il British Museum, acquist un altro sigillo cilindrico che raffigura una donna suonatrice di liuto. La nuova scoperta, registrata come BM WA 1996-10-2-1 stata datata di 800 anni pi vecchia della precedente e appartiene al periodo Jemdet Nasr (ca. 4500-3100 p.e.v.). I dati ricavati dallanalisi del sigillo non solo spingono indietro nel tempo lorigine del liuto ma la spostano verso est. Sumeri, Assiri e Babilonesi I Sumeri, popolo di origine non semitica, appaiono nella storia intorno al 4500 P.M.V. come successori della civilt Ubaid che fior in Bassa Mesopotamia (ca.5200-4500 p.e.v.) Si presume abbiano le loro origini nel Mar Caspio, forse nella regione centro-nord persiana o addirittura pi a est, in Asia Centrale, e migrano verso il delta dellEufrate, portando lo strumento in forma gi evoluta. Secondo il prof.Giovanni Pettinato5,non si esclude anche unorigine indiana dei Sumeri a causa della correlazione tra il sumero e la lingua della civilt Harappa della Valle dellIndo 6. Conseguenza dei rapporti commerciali tra Sumer e Valle dellIndo la presenza nel Baluchistan e in India Sud di un liuto a manico lungo, detto vn, tuttoggi in uso. I Sumeri, al contrario della civilt Ubaid, avevano inventato la scrittura cuneiforme (la prima scrittura conosciuta) e di conseguenza possiamo parlare di una filologia sumera. Il pi antico testo che fa riferimento alla musica, e gli strumenti musicali una tavola di terracotta risalente allo XXVI secolo p.e.v. Il reperto comprende ben 23 riferimenti specifici sulla musica, tra di essi anche la parola-sillaba PAN.TUR., che probabilmente costituisce uno dei tanti nomi sumeri attribuiti al liuto. PAN indica le varie forme dellarco mentre TUR si riferisce, in genere; a oggetti di piccole dimensioni, cos pantur, pu significare piccolo arco. Molti popoli adattarono alla loro lingua la parola sumera per descrivere certi tipi di liuti; possiamo annoverare il pandir armeno, il panturi georgiano, la pandoura greca. Un'altra parola-sillaba sumera, GI.G.DI., significa discorso o rumore proveniente da un bastone di legno, appare in alcuni testi lessicografici e si riferisce alle lire, le arpe, i liuti e le percussioni muniti di piccola cassa risonante. Ab Nar Muammad al-Frb (noto in Occidente come Alpharabius), nel suo Ktb al-msq alKabr (Il grande libro della musica) scritto nel 1209 d.e.v., menziona uno strumento arabo chiamato ardh, che in India sincontra con il nome sarod, (fig.4), strumento importante della musica classica dellHindustn. Secondo al-Frb, lo strumento stato inventato da un certo
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The Origin of the Long-Necked Lute, Harvey Turnbull. The Galpin Society Journal, Vol.25 (July 1972),pp.58-66. 5 I Sumeri, G. Pettinato. Ed. Bompiani, Milano, 2005. 6 La civilt Harrapa stata completamente distrutta, senza lasciare molte tracce o reperti, dallinvasione ariana del 1500 p.e.v. circa, (secondo Leonard Wooley). Lunica testimonianza scritta co stituisce alcuni inni e strofe del Rigveda, libro religioso degli Indoariani.

Hlys bn al-Ahwas, che viveva nelle montagne attorno alla Samarqand7. Ioanni Augusti Vllers nel suo Lexicon persico-latinum etymologicum del 1855, traduce la voce ardh come il re dei rud. La voce rud, dice Vllers, proviene dal sanscrito rudr (=strumento musicale) che omofono con la parola-sillaba sumera G.DI. La parola, di seguito, si diffonde nei territori di lingua indoeuropea, in spagnolo si trasforma in rota, in francese rote, in gaelico crwth e.c.v., mentre nelle lingue semitiche diventa d. Durante il dominio arabo-musulmano, la parola (ormai trasformata) rientra in Spagna come lad, in Germania come laute, in Francia luth, in Italia liuto, e in Grecia laoto. Simile trasformazione sub anche la parola-sillaba sumera <pantur>; divent tanbur8 (fig.5) in persiano, , nbr in arabo e turco, tamburica (fig.6) nei paesi slavofoni, , e.t.c. Egitto Il liuto sintroduce in Egitto, probabilmente durante la XVII Dinastia del Nuovo Regno (ca. 15401307 p.e.v.) come dimostrato da scavi archeologici, anche se si pressume che la sua presenza nella valle del Nilo stata avvenuta prima, durante il Secondo Periodo Intermedio, quando la regione fu dominata dagli Hyksos (ca. 1640-1540 p.e.v.). Secondo le informazioni a disposizione, trib semitiche di nomadi dellantica Kenaan (Canaan) e della Siria colonizzarono il delta del Nilo, in gran numero, durante la seconda met della XIII Dinastia (ca. 1783-1643 p.e.v.). Nonostante la mancanza dinformazione riguardo al liuto a Canaan, statuette ed epigrafi portati alla luce in siti archeologici siriani, mostrano suonatori di liuto simile, ma non uguale, a quello mesopotamico, proveniente dallAnatolia Centrale e della zona di sovranit ittita. Abbiamo motivi di credere che le varie trib di Hyksos, di origine probabilmente siriana, introducessero il liuto nella cultura musicale egiziana. Nora E. Scott9, ci informa che il liuto pi antico trovato in Egitto risale al ca. 1490 p.e.v. ed anche la testimonianza pi antica tra i numerosi dipinti che mostrano suonatori di liuto. Il liuto, (fig.7), apparteneva al cantante ar-Mos10 che morto e sepolto presso la tomba del suo padrone a Thebes (Tebe); il suo strumento fu sepolto con lui. Il liuto presenta notevoli differenze rispetto quello mesopotamico; la sua cassa armonica ovale al contrario del mesopotamico che emisferico, la tavola armonica ricoperta di pelle con 6 fori risonanti, il suo manico lungo, rettilineo e cilindrico come il sumero e siriano, ma al loro contrario, penetra la cassa armonica dello strumento e fuoriuesce dalla cordiera dando cos maggior stabilit al manico. Il legno utilizzato il cedro. Essendo lo strumento gi evoluto nel 1490, significa che la sua presenza in Egitto assai pi vecchia; dallaltra parte, luso del cedro, albero inesistente da quelle parti, ci permette di pensare che limportazione provenisse dal Monte Libano, territorio dei Fenici, i quali parteciparono come alleati degli Hyksos allinvasione contro il paese.

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Seconda citt pi grande dellUzbekistan e importante centro islamico del XIV secolo d.e.v. La sostituzione di una consonante occlusiva bilabiale sorda, come la p, con unocclusiva alveolare sorda, come t, molto comune nelle lingue. 9 The Lute of the Singer ar-Mos Nora E. Scott; Metropolitan Museum of Art Bulletin, New ser., Vol.2, No.5; February 1944, N.Y. 10 ar-Mos, era probabilmente un domestico della famiglia di Senmut, architetto della regina at-spepst; in quel tempo, Senmut, era luomo pi importante del regno.

Grecia Un migliaio di anni dopo, il liuto appare in Grecia. Durante il Periodo Classico (500-323 p.e.v.) le varie sculture indicano lestesa diffusione dello strumento; un esempio la base del famoso Marmo di Mantineia, (fig.8), I greci danno al liuto il nome pandora, fandora o pandours ( evidente la radice sumera). Il sofista e grammatico Greco di Alessandria, Julius Pollux, (II secolo d.e.v.), nel suo Onomastikn, divulga delle informazioni riguardo alle origini della pandora. Il nome che attribuisce Pollux allo strumento trchordon (=tre corde), e sostiene che fu inventato dagli Assiri11 Secondo Pitagora, la pandora, si costruiva dai trogloditi del Mar Rosso 12 dallalbero di alloro bianco13 (sic). Richard J. Dumbrill, sostiene fermamente che il trchordon proveniva dalla Nubia e tramite Egitto, sintrodusse in Grecia. Sostiene ancora, che il nome trchordon in sumero si traduce GI.SA.3, che equivalente dellaccadico qatu (un simbolo sumero, che segue la parola-sillaba, indica il numero 3 che si riferisce al numero delle corde). Quello che rende i liuti strumenti di enorme importanza nellalbero genealogico dei cordofoni, la produzione di suoni di frequenze diverse dalla stessa corda, propriet che, per natura, esclusa dalle lire e arpe. Sperimentazioni, provenienti da questa propriet, portarono allinvenzione di segni indicativi sul manico dello strumento, poi dei legamenti e infine dei tasti fissi. Questi tre passaggi costituiscono i pi grandi sviluppi della scienza dellorganologia. Probabilmente questo era il principio di base che condusse gli studiosi della musica sumera a comprendere i rapporti numerici che creano le varie frequenze sonore da cui provengono gli intervalli musicali. Cos il liuto, non solo segnala, ma determina, il passaggio tra la conoscenza musicale primitiva e la vera e propria conoscenza musicale che ebbe inizio nel periodo classico. Questa enorme invenzione porter alla nascita di un intero esercito di liutoidi che si evolveranno col tempo dando ld, (fig.9), arabopersiano, la famiglia del saz turco (fig.10) e quella del bouzoki greco (fig.11) del tar persiano (fig.12), i liuti rinascimentali, la famiglia del mandolino e infine la chitarra, lultimo discendente di un albero genealogico le cui radici si perdono nella notte dei tempi in attesa dellingegno umano che la trasformer in un reperto archeologico. Nozioni organologiche dei liutoidi non-europei L'invenzione del ponticello come conseguenza dellallineamento d'asta di legno flessibile nelle lire primitive ebbe grande importanza nel regolare il volume dello strumento (sono le fluttuazioni nel volume che provengono dall'impatto con la corda). Il principio dell'intensit del suono proviene dall'altezza del ponticello, cio pi alto esso pi forte il suono prodotto (il cosiddetto "action"), a causa dellaumento della pressione della tavola armonica, associato allo spessore e la resistenza della corda. L'allineamento del braccio flessibile della primitiva lira arcuata che produsse l'archetipo del liuto, porter alle due principali famiglie di cordofoni dell'antichit, che saranno poi incluse nella classificazione organologica di Hornbostel-Sachs14 nel 1914. Nel primo caso, le corde tirano la tavola armonica verso l'esterno, cio lontano dal corpo dello strumento e nel secondo caso, le corde spingono la tavola verso l'interno della cassa armonica. L'archetipo del primo caso l'arpa e del secondo sono i cordofoni muniti di ponticello sul quale poggiano le corde, come le lire e i liuti.
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Linformazione di Pollux giustifica, in parte, la teoria di Turnbull. Strabone ci informa che il Mar Rosso, per gli antichi, si estendeva dallo stretto del Suez fino il Golfo Persico, per cui difficile individuare il luogo menzionato da Pitagora. I trogloditi forse vivevano in un territorio tra i confini Sudan-Egitto. 13 Pitagora 183F-184, 82 Vol.3; ed. Nefeli, Athens, Greece. 14 System of musical instruments classification Hornbostel-Sachs, http://www.music.vt.edu/musicdictionary/

In questo periodo storico, le due famiglie, si approvvigionano di un corpo che ancora non era trasformato in una vera e propria cassa armonica che funge da amplificatore di suono. Questa prospettiva totalmente diversa, cio strumenti con cassa armonica (o senza), sincontra negli xilofoni, che possono amplificare il suono solo di un singolo tono. Al contrario, l'esistenza di una cassa armonica, con distribuzione di suono diretta o indiretta (con o senza ponticello), trasmette le vibrazioni delle corde direttamente sulla tavola armonica che parte integrante dell'intero corpo dello strumento. Il risultato il rafforzamento dell'intera gamma di frequenze prodotte dalle corde. La morfologia di questa evoluzione piuttosto ispirata dai tamburi percussivi in cui la membrana sollecitata con le mani o con mazzuoli. Quindi i liuti, a corda innescata pizzicandola con un plettro o con le dita, possono essere considerati l'evoluzione del tamburo tribale. Ecco perch nella nomenclatura antica si nota grande confusione tra cordofoni e membranofoni. Tutti i liuti presentano alcune caratteristiche comuni: i) piccola cassa armonica, costruita da unico pezzo di legno scavato o uso di doghe e cassa bombata, con o senza fori risonanti, ii) manico stretto e lungo (tzouras, fig.13) o corto e largo (pp cinese, fig.14), tastatura mobile (saz), fissa (bouzoki) o fretless (ud, sarod), iii) numero limitato di corde, fatte di seta, budello o bronzo, iv) cavigliere con piroli o meccaniche, v) tavola armonica di legno e meno frequentemente di pelle di animale (per i modelli pi costosi del tar persiano si usa la pelle dello storione del Mar Caspio), vi) cordiera, vii) ricca decorazione con motivi floreali, forme geometriche o scene personalizzate intarsiate di madre perla, avorio e tartaruga. La lunghezza del manico direttamente proporzionale alla lunghezza delle corde e varia da 25-30 cm per i liuti pi piccoli come il baglams greco (fig.15), fino 115-120 cm come il nbr turco (fig.16). I segni sul manico e i legamenti15sono in uso dai tempi dei Sumeri e avevano lo scopo di suddividere lottava nei vari intervalli. Il testo neobabilonese UET VII, 126, che appartiene alla tavoletta XXXII del periodo tardo babilonese (c. 612-539 p.e.v.) pubblicato dallassiriologo inglese O.R.Gurney16, contiene delle informazioni riguardo ai nomi e i valori numerici di alcuni cordofoni che Richard J. Dumbrill utilizz con successo per ricavare i rapporti intervallari delle scale musicali assiro-babilonesi. Dumbrill, ricav 6 numeri fondamentali; ogni numero fa riferimento in una divinit del panteon mesopotamico. Questi numeri sono: 60, 50, 40, 30, 20 e 10; secondo Dumbrill17, i numeri possono rappresentare frequenze o corde o tutte due le cose. Se i numeri esprimono frequenze, 60 sar la frequenza pi alta, mentre se lo stesso numero esprime lunghezza significa che corrisponde alla corda pi lunga, cio la pi bassa18. Combinando le due ipotesi e mettendo il numero 60 in rapporto con gli altri numeri, come vedremo subito dopo, si deduce che i rapporti numerici delle lunghezze delle corde sono inversamente proporzionali ai rapporti delle frequenze che corrispondono alle corde stesse. Da questi rapporti, quindi, si ricavano dei numeri che si possono segnare sul manico del liuto e indicano distanze. In questo modo, premendo la corda varia, loscillazione, e si creano le note. Prima di continuare, sarebbe necessario specificare che gli intervalli prodotti da una tale suddivisione, che segue il sistema proporzionale, non corrispondono esattamente a quello ben temperato occidentale, che basato sulla sequenza logaritmica delle note di una scala musicale
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Per legamento sintende il tasto mobile, (berde in turco), in uso in Turchia, Siria e Asia Centrale. Babylonian Music Again, O.R.Gurney; Iraq, Vol.56, 1994, pp.101-106; British Institute for the Study of Iraq. 17 Gtterzahlen and Scale Structure, Richard J. Dunbrill, 1997 18 Pu sembrare equivoco per una persona che non pratica con le misure fisiche. Infatti, non possibile che la frequenza pi alta corrisponda alla corda pi lunga per il semplice motivo che aumentando la lunghezza diminuisce la frequenza, ma la lunghezza misurata in cm mentre la frequenza in Hertz. Queste grandezze non si possono sommare ma solo rapportarsi tra di loro, quin di lequivoco non sussiste.

(sistema tonale). In senso lato, il sistema tonale esprime musica organizzata attorno ad un suono centrale (sic), mentre il sistema proporzionale, detto anche modale, considera tutte le note come ununica entit, come afferma letnomusicologo e musicista libanese Ali Jihad Racy. A questo punto, dobbligo introdurre il concetto del cent musicale (centesimo), unit di misura della tonometria, che ci permette di convertire le quantit modali in tonali. La conversione in cents consiste in una formula algebrica; la moltiplicazione del logaritmo decimale del rapporto denominatore/numeratore dei numeri sacri per una costante, c=3986.314. Il metodo produce una scala musicale di 1200 cents in cui i semitoni contengono 100 cents ciascuno. Cos: 60/50=6/5=316 cents, che la terza minore 50/40=5/4=386 cents, che la terza maggiore, 498 cents per la quarta giusta, 702 cents per la quinta giusta e 1200 cents per lottava.19 Pi tardi i Greci stabilirono il loro sistema basato su altri numeri provenienti da speculazioni cosmologiche. I numeri utilizzati da Pitagora, che fu il primo a svolgere questi esperimenti sul monchordon20, avevano la seguente sequenza: 12-9-8-6, mentre quella utilizzata da Babilonesi, in maniera semplificata : 6-5-4-3, (che ovviamente precede quella greca). Unendo le due sequenze si ottiene: 12-9-8-6-5-4-3. Ora, moltiplicando per 2 quella babilonese si ottiene: 12-10-86. Notiamo che lunica sostanziale differenza tra i due metodi si localizza tra 10 e 9; da questo si ricavano due importanti risultati. Il primo che i Babilonesi danno enfasi alla terza minore e maggiore (6/5, 5/4), mentre i Greci preferiscono la quarta giusta e la tonica (12/4, 9/8). Il carattere triste, sentimentale e leggermente dolciastro della musica araba pu avere le sue radici in queste preferenze babilonesi. Dallaltra parte il carattere epico e profondo dei Greci, dei Bizantini e dei loro successori Ottomani potrebbe provenire dalluso continuo della tonica che, crea i cosiddetti bordoni21. Il secondo risultato nasce dal disaccordo creato dal 10 dei Babilonesi e il 9 dei Greci il quale genera un altro intervallo definito tono pitagorico, assente nella musica tonale perch pi grande del semitono ma pi piccolo del tono. Il tono pitagorico venne di seguito studiato da Aristosseno22 di Taranto, che ricav interessanti conclusioni riguardo alla scala pitagorica perch scopr altri due intervalli, lapotom23 e il limma24. Trasferendo tutto questo sul manico del liuto, lapotom si ottiene aggiungendo un tasto quasi a met strada tra D# e E e se dividiamo per 2 la rimanenza, si ottiene il limma. Proseguendo, lungo il manico, calcolando le altre frazioni, si possono ottenere tutte le suddivisioni udibili, da un orecchio umano, che nel loro insieme costituiscono i comma pitagorici (ogni semitono contiene 5 comma udibili). La musica occidentale tonale si accontenta definire questi intervalli con il nome generico quarti di tono. Per evitare equivoci metafisici, come quelli menzionati da Sir Leonard Woolley25, necessario precisare che i numeri sacri, in ambito matematico-musicologico, sono ricavati empiricamente. Lesempio dei popoli mesopotamici e dei Greci seguir la Persia e gli altri popoli eurasiatici

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Per chi si diverte a fare calcoli la formula algebrica in questione la seguente: , dove e b: numeri sacri e c=3986.314 20 Il monocordo probabilmente stato inventato da Pitagora. E uno strument o composto di una sola corda tesa tra due ponticelli; un terzo, mobile, serviva per dividere la corda e creare frequenze diverse ce corrispondenti in vari intervalli musicali. 21 Il bordone un effetto monofonico in cui una nota viene suonata in modo continuo durante tutta lesecuzione, ma si riferisce anche a una parte di certi liuti caratterizzati da corde che risuonano per simpatia, sotto certe frequenze, senza essere pizzicate, come nel sitar indiano. 22 Filosofo della scuola peripatetica di Aristotele che visse alla fine del IV secolo p.e.v., autore di Elementi ritmici e Elementi di armonia. E stato uno dei pi illustri scrittori di teoria musicale dellantichit. 23 Lapotom la differenza tra due rapporti che sono commensurabili solo in potenza ed equivale a 2187/2048=113.7 cents. 24 Il limma ( o leimma) la rimanenza, cio un intervallo, udibile dallorecchio umano, minore della met del semitono, ed equivale a 256/243=90.2 cents. 25 Vedi Intro di questarticolo.

utilizzando il loro sistema, basato su altri numeri ognuno indipendentemente dallaltro. E chiara quindi lutilit dei tasti mobili: offre la massima libert allesecutore di adattare lo strumento al sistema musicale di una data etnia. Nasce cos liartum assiro-babilonese, il trpos (modo) greco, il maqm arabo e turco, il dastgh persiano, il rga indiano e il l cinese. Epilogo La grande versatilit che mostrano i liuti nellinterpretare questa vasta gamma di sistemi musicali giustifica anche la mancanza di accordatura standard e non solo; il carattere monodico in cui laccompagnamento non ritmicamente indipendente dalla melodia crea il carattere melismatico della musica modale. Queste caratteristiche comuni uniscono, sotto certi aspetti etnologici, i popoli che vivono dai Balcani fino lArmenia e dal Medio Oriente fino il Mar occo. Per questo motivo che termini come musica occidentale o orientale, sono molto approssimativi, quasi sbagliati. Infatti, Marocco sta in ovest rispetto Germania, ma i Marocchini ascoltano musica tuttaltro che occidentale.26 Le somiglianze etnologiche si estendono anche alla danza che strettamente legata alla musica. La relazione tra musica tradizionale e danza emerge dallarte popolare. Questarte nasce, di regola, da un tono psicologico di semplicit e di primitivit che poco cambiata dallantich it sino ora e diventa patrimonio espressivo dellumile gente. Perci popoli limitrofi che vissero a lungo uno accanto allaltro per vari motivi, come occupazioni, deportazioni, immigrazioni e.c.c., mescolarono gran parte delle loro tradizioni. La danza dei macellai vecchia, risale allepoca dellImpero Bizantino , la ballavano i Greci e inizialmente si chiamava makelrikos chors, dalla parola italiana macellaio diffusa nellImpero dai mercanti Veneziani. Quando gli Ottomani dominarono Costantinopoli, la danza cambi nome e divent haspikos chors, dalla corrispondente parola turca kasap (=macellaio). Questa danza, che in Grecia costituisce, un marchio nazionale ha mantenuto la radice della parola turca. Invece i Turchi adottarono il syrts chors, che era molto diffuso tra la popolazione greca delle isole del Mar Egeo e della diaspora di Smirna, mantenendo il nome originale greco. Lo stesso accadde per la longa rumena che fu anchessa prestata ai Turchi e poi agli Arabi del Medio Oriente. Loyun (= sentimento, amore, umore, in turco) costituisce un importante genere musicale dellAsia Minore generato dagli Ak, (= innamorato, cantante, rapsodo, amante, in turco) che appartengono nella letteratura popolare turca. Essi furono poeti ribelli e suonatori di saz. Le origini di questa tradizione si devono ricercare tra gli Uighuri dellAsia Centrale, un'altra possibile patria del liuto. Lelenco lungo e va oltre lo scopo di questo breve articolo sulle origini del liuto. Ad ogni modo, la musica contribuisce alla cultura umana, almeno per la sola ragione che utilizza un linguaggio diretto, emotivo e universale senza bisogno di sforzo mentale o esercizio complesso.

Atene 16/10/2011 B.J.Kakos

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Frase utilizzata dal musicista-ricercatore irlandese Ross Daly durante unintervista alla televisione statale greca.

ILLUSTRAZIONI

Fig.1 Lira di Ur, Iraq

Fig.2

Fig.3

Fig.4 Sarod dellHindustn

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Fig.5

Fig.7

Fig.5: The long Necked Lute in Iraq, Scheherazade Qassim H assan; Asian Music Vol.13, n2; 1982. Fig.7: Il liuto di ar-Mos. (Museum of Egyptian Antiquities, Cairo, Egypt)

Fig.6

Tamburica serba

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Fig.8
Dettaglio dalla base del marmo di Mantineia, Grecia

Fig.9 d arabo (ca.1850-1900, Iraq o Siria). Arne B. Larson Collection, National Music Museum, Vermillion, S.Dakota, U.S.A.

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Fig.10 Fig.11 Fig.10: Saz turco. The long Necked Lute in Iraq, Scheherazade Qassim Hassan; Asian Music Vol.13, n2; 1982. Fig.11: Bouzoki greco. Museo di strumenti musicali tradizionali Foivos Anogianakis, Athens, Greece.

Fig. 12 Tr persiano

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Fig.13 Fig.14 Fig.13: Tzours Greco, costruzione Petros Zaranis, Atene, Grecia Fig.14: Pp cinese del XIX secolo con 14 tasti, costruita dal famoso liutaio Jiu-cheng (The Metropolitan Museum of Art, N.Y, U.S.A.).

Fig.15 Il baglams, del leggendario musicista del rebetiko greco, Giorgos Batis (inizio anni 20, Atene, Grecia).

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Fig.16 Illustrazione del nbr turco dal libro Kitabu lmil-Muski Ala Vechil-Hurufat di Dmitri Kantemir e tradotto dal prof. Yaln Tura in lingua turca.(fonte: http://www.ozanyarman.com/kantemirfont.html).

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