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CARBOIDRATI

MONOSACCARIDISINTESIDIKILIANIFISCHER DEGRADAZIONEDIRUFFediWOHLDISSACCARIDI FORMULEDIHOWARTH

B.J.Kakos

NOZIONIDI CARBOIDRATI PERGLI STUDENTIDI FARMACIA

CARBOIDRATI
I carboidrati costituiscono una classe di composti dei quali si riscontrano in tutti gli organismi viventi. Il nome trae origine dallosservazione fatta originariamente che molti composti di questa classe sono caraterizzati da formule del tipo Cn(H2O)n. (Oggi non lo si adopera pi con tale limitazione di significato). Tutti i carboidrati sono poliidrossialdeidi o poliidrossichetoni o molecole che per idrolisi portano a queste classi di composti. I gruupi funzionali caratteristici di un carboidrato sono: gruppo carbonilico gruppo ossimetilenico gruppo alcoolico terminale 1 I carboidrati assumono con il gruppo carbonilico e con il gruppo ossimetilenico struttura emiacetalica (aldeide) ed emichetalica (chetone). (Vedi addizione di alcooli ad aldeidi e chetoni) I carboidrati si dividono in: 1. monosaccaridi (o monosi o zuccheri semplici o saccaridi) 2. oligosaccaridi ( , ) 3. polisaccaridi ( , ) Tutti i carboidrati che riducono i reattivi di Tollens, Benedict e Fehling sono detti zuccheri riducenti MONOSACCARIDI I monosaccaridi sono carboidrati che hanno la molecola pi ridotta possibile e comprendono gli zuccheri da 3 a 6 atomi di carbonio. (si conoscono per la verit tra i prodotti naturali zuccheri semplici anche con 7,8 atomi di carbonio etc, ma si tratta di sostanze assai pi rare). I monosaccaridi che possegono come gruppo carbossilico la funzione aldeidica vengono chiamati aldosi, quelli che possegono come gruppo carbossilico la funzione chetonica vengono chiamati chetosi. La formula molecolare pi semplice dei monosaccaridi corrisponde a tre triossi isomeri: C3(H2O)3: (fig.1) Laldeide D- ed L-glicerica sono due enantiomeri che si possono considerare come I prototipi di due serie di zucheri enantiomeri, gli Aldosi, derivabili schematicamente dall uno o dallaltro composto rispettivamente, mediante lintroduzione di uno o pi gruppi ossimetilenici (H-C-OH) tra la funzione aldeidica ed il gruppo chirale adiacente. Analogamente il diossiacetone il prototipo di una serie di zuccheri detti Chetosi, caratterizzati dalla presenza di un un gruppo carbonile chetonico. Come per gli aldosi, nei chetosi, gli zuccheri derivabili dal diossiacetone si ottengono mediante lintroduzione di uno o pi gruppi ossimetilenici (HC-OH) tra la funzione chetonica ed il gruppo alcoolico terminale primario. Il diossiacetone non presenta centri chirali, nei chetosi, la introduzione di gruppi ossimetilenici (assimetrici), crea nuovi centri chirali, producendo chetosi della serie D- ed L-. Ricordiamo che: Una molecola che possiede un centro assimetrico una molecola chirale se la sua immagine speculare non sovrapponibile. Due strutture che sono immagini speculari non sovrapponibili di una stessa molecola vengono definite enantiomeri.
O H HO OH HO HO O H O HO OH

aldeide D-glicerica aldeide L-glicerica D-aldotriosio L-aldotriosio 2,3-diidrossipropanale

fig.1

3 Una coppia di enantiomeri possiede le stesse caratteristiche chimiche e fisiche, tranne che ruotano il piano della luce polarizzata in direzioni opposte della stessa quantit. Una miscela equimolecolare di due enantiomeri viene denominata miscela racemica che non fa ruotare il piano della luce polarizzata. I due enantiomeri della gliceraldeide sono stati chiamati D (dexter) ed L (laevus) in modo arbitrario. In seguito stato osservato che la configurazione D ruota il piano della luce polarizzata in senso orario (+) mentre la configurazione L ruota il piano della luce polarizzata in senso antiorario (-).
R

O R H R1 O H

OH R1

fig.2
O R O R1 H O R1 R1 H2O

OH

R1

I gruppi funzionali caratteristici di un carboidrato sono: 1. il gruppo carbonilico (aldeidico o chetonico) 2. il gruppo alcoolico I carboidrati assumono con questi gruppi la struttura emiacetalica o emichetalica In fig2 ricordiamo laddizione degli alcooli ad aldeidi e chetoni. Lemiacetale reagisce con una seconda molecola di alcool e forma un acetale, come indica la fig.3,4 e 5.
R

fig.3
OH O R R
R1 OH

OH R

R R

O R1

R O

O R1 R1

H2O

D-Glucosio
Il D-glucosio uno degli zuccheri pi abbondanti in natura. I carboidrati (pentosi,esosi) non sono strutture a catena aperta, glucofuranosio oppure gluco-piranosio, espressioni che derivano dai nomi dei composti furano e pirano (fig.5) ma sono dotati di strutture cicliche, nelle quali la funzione carbonilica non si presenta libera, bens sotto forma di emiacetale, in seguito alla combinazione con uno degli ossidrili presenti nella stessa molecola. Questo tipo di combinazione intramolecolare d origine di norma solo ad anelli a 5 o 6 termini, che si designano con le espressioni glucofuranosio oppure gluco-piranosio (fig.6), espressioni che derivano dai nomi dei composti furano e pirano. La combinazione descritta ha come effetto la insaturazione di un nuovo elemento di asimmetria, precisamente nellatomo di carbonio carbonilico, ci rende possibile lesistenza di due emiacetali. Di conseguenza esistono due forme cicliche del glucosio come indica la fig.7. I due isomeri ciclici del glucosio differiscono solamente per la stereochimica al C1; questi due isomeri sono chiamati anomeri ed il carbonio acetalico (o chetalico per chetosi ciclici) chiamato carbonio anomerico. I due anomeri si chiameranno e ; lanomero quello in cui l-OH in C1 ed il CH2OH in C5 sono in cis. L-D-glucosio puro ha un potere ottico rotatorio []D = +112 mentre lanomero ha []D = +18.7. Entrambi questi anomeri sono stati isolati allo stato puro cristallino. Se uno dei due anomeri viene sciolto in acqua, il potere rotatorio della soluzione lentamente cambia fino a raggiungere il valore costante di +52.7. Questo fenomeno dovuto alla interconversione dei due anomeri ed chiamato mutarotazione (fig.8).
H O

fig.4
H O

H HO H H

OH H OH O CH 2OH H

H HO H H

OH H O H OH CH 2OH

fig.5
OH H OH HO H OH HO H H OH H OH O OH H
1

carbonio emiacetalico H anomerico Piranosio


H

O HO

OH

fig.6

4 Allequilibrio la soluzione contiene il 63.6% dellanomero pi stabile ed il 36.4% dellanomero . Linterconversione dei due anomeri catalizzata sia da acidi sia da basi ed avviene con lo stesso meccanismo di formazione dellidrolisi degli emiacetali ed emichetali.
H HO HO
4

OH H H 2 OH
5

O
1

OH

-D-Glucopyranose
[a]D=+112 p.f.=142C
H HO HO
4 6

OH
5

H
3

H
2

O
1

OH

OH

b-D-Glucopyranose
[a]D=+18.7 p.f.=150C fig.7

H HO HO H HO HO H OH H O
4

OH H H 2 3 OH H
5

OH
1

H H OH H O OH H

H OH

H OH

HO HO H

H OH

36.4%

63.6%

fig.8

Reazioni del Glucosio Quando un aldoso viene sciolto in un alcool e la soluzione trattata con un catalizzatore acido, si forma un acetale ciclico chiamato glicoside (fig.9). Il glicoside derivato dal glucosio un glucoside. Il glicoside derivato dal mannosio un mannoside, etc. In ambiente acido la reazione reversibile, si ha idrolisi e formazione della forma emiacetalica; naturalmente si ottiene una miscela di anomeri. I gruppi ossidrilici del glucosio possono subire normalmente lacilazione mediante reazione con le anidridi e secondo le condizioni impiegate si possono ottenere due pentacetil-derivati anomeri (fig.10). In tutti questi composti il gruppo acilico legato al C1 viene staccato facilmente per idrolisi, essendo la sua reattivit quella di un derivato emiacetalico, mentre gli altri gruppi acilati manifestano la reattivit tipica degli esteri. Il glucosio con acido solforico a caldo produce carbone. Glucosio + ac. Solforico 6C + 6H2O Il glucosio non d la reazione di Schiff caratteristica delle aldeidi: ci dovuto alla ridottissima concentrazione di aldeide libera in soluzione (la reazione avviene quando si effettua con soluzioni molto concentrate).
Ph
PhNHNH2

H HO HO H

OH H O

H3C

OH H2O H
+

H HO HO H

OH H O O CH3 H

H OH

OH H

H OH

glucosio (emiacetale)

fig.9

glucoside (acetale)

OH OH H
2 1

H
4

H OH
3

HO

OH
O O H3 C O H3 C

OH

OCOCH3

NH

(CHOH)4 HOH2C
Br2/H2O

5 OH H OCOCH H3 1 3 OCOCH3 OCOCH3 2 H OCOCH3

H
4

fig.10

HOOC (CHOH)4 HOH2C


acido gliconico

lattone

O
HNO3

HOOC

H HO H H

OH H OH OH
Ac2O

(CHOH)4 COOH

acido glicarico

CHO (HCOAc)4 H3C Penta-O-acetil glucosio HOH2C (CHOH)4 HOH2C


HI, Q

OH
H2,Ni or NaBH4

H3C CHI (H2C)3 CH3


2-iodoesano

1. HCN 2. H2O 3. HI,Q

HOOC CH2 (H2C)4 CH3


acido eptanoico

Reazione di Schiff (Saggio con fucsina) Le aldeidi ripristinano il colore rosa delle soluzioni di fucsinammonio, quando vengono decolorate con H2SO3 come indica la fig.11. Aggiungendo unaldeide alla fucsina decolorata si ha il ripristino della chinoide ottenendo una colorazione rosso-violetta come indica la fig. 12.
H H N
+

H 2N

Rosa

NH2 HO S O OH

Incolore
O S OH O NH O O HO H NH S OH S O R HO S O NH

Cl H

H
R

H 2 H 2O H

H + N Cl H

H O

S OH

NH

O
NH O R OH

NH O S OH

HO

S O

fig.11

Rosso-Violetto

fig.12

7 Riducendo il glucosio si perviene allalcool corrispondente, il sorbitolo, mentre per ossidazione si ottiene lacido D-gluconico e successivamente lacido D-glucosaccarico (fig.13). Questi acidi carbossilici poliossidrilati si trasformano agevolmente in lattoni. Anche se in linea di principio, si possono formare lattoni a 5 o a 6 termini, i pi stabili sono quelli a 5 termini come indica la fig. 14. La facile ossidabilit degli aldosi sfruttata nei metodi di analisi degli zuccheri Nella reazione di Fehling, in cui lossidante lo ione Cu++, la presenza del gruppo aldeidico testimoniata dalla formazione di un precipitato rosso-mattone di Cu2O (ossido rameoso). Cos pure nel saggio di Tollens, in cui lossidante lo ione Ag+, si forma argento metallico che forma uno specchio sulle pareti della provetta (fig.15). Quando lo zucchero sotto forma di glicoside, il carbonio anomerico risulta protetto, per lo meno in ambiente basico, e lo zucchero non viene ossidato: questi zuccheri sono definiti non riducenti.(fig.16)
HO
6

O H HO H H OH H OH OH
amalgama di Na/H2O

OH H HO H H OH H OH OH OH

OH oppure NaBH4

D-Glucose

D-Sorbitolo

HO
H HO H H

O OH H OH OH OH (O)

HO
H HO H H

O OH H OH OH OH

ac.D-gluconico ac.D-glucosaccarico
O OH H OH OH HO H HO
3 2

OH H O
1

H3C
6

H H HO H
4

H
5

fig.13
O
1

O H

HO H H

HO H
4

O
O

H HO HO H

OH H H O

OH H OH OH OH

OH

Cu(OH)2 HO
H

s-lattone

HO

ac.D-gluconico fig.14

-lattone

OH

Fehling Cu2O

OH

H H

-D-Glucopyranose
Ag+ Tollens + Ag

H HO HO H

OH H H O

Fehling o
O H

fig.15

Tollens
CH3

non si ha reazione

OH

Metil -D-Glucopyranose Glicoside fig.16

Come tutti i dioli vicinali, anche gli zuccheri sono scissi dallacido periodico (HIO4); il meccanismo dellossidazione comporta la formazione di un diestere ciclico che si decompone in frammenti carbonilici con acido iodico (HIO3), (fig.17). Il glucosio d luogo a 5 equivalenti di ac. Formico ed 1 equivalente di aldeide formica che deriva dal C6 (fig.18). Negli zuccheri non sostituiti, poich lossidazione avviene nella forma aperta, la reazione porta alla demolizione della molecola. Il metil--D-glucopiranoside, un acetale, non esiste nella forma aperta, poich lossidrile legato al carbonio anomerico impegnato (fig.19). Lossidazione con il perossiacido riportata in fig.20 stata impiegata per determinare la struttura furanosidica o piranosidica di glicosidi.
OH I O O O I O O H O I O O O OH H O
+

H HO HO
4

OH
5

H OH

H
2

O
1

CH3

H O
4

OH
5

HIO4
O
1

H OH

H
2

CH3

HIO4
H
6

OH
5

O O
1

O H O OH

O O

H O

H
2

CH3

OH

fig.19
H H2C H2C OH O O O I O
HO H O HO H
5 4

OH O
1

O H

CH3

fig.17
H H HO H H O OH H OH OH CH 2 OH 5 O I O OH O OH 5 H2C O
H
3

OH

H H 4

HIO4
H O
1 2

H H O O H

H O H2C O

fig.18

fig.20

Fenil-idrazoni ed osazoni Nel 1884 Emil Fischer introdusse luso della fenilidrazina come reattivo nello studio degli zuccheri. Fischer trov che un monosaccaride reagisce nella sua forma aperta con fenilidrazina in HAc formando un fenilidrazone e successivamente un fenilosazone (fig.21).
C 6H 5 NH O
1

N NH OH
3

C 6H 5

N
1

N
2

H HO H H
3

OH H OH OH

NH H OH OH

C 6H 5

HAc
NH NH2

HO H H

H OH OH 2

HAc
NH NH2

HO H H

OH

HO

HO

D-Glucose

Fenilidrazone
fig.21

Fenilosazone

Gli osazoni sono composti cristallini gialli che hanno punti di fusione netti. Nella formazione del fenilosazone del glucosio la chiralit al C2, cosicch il D-mannosio d lo stesso fenilosazone del D-glucosio ed anche il Dfruttosio, un chetoesoso forma lo stesso fenilosazone. Quest osservazione prova che gli zuccheri di questo tipo hanno la stessa configurazione assoluta a C3, C4 e C5. Gli zuccheri che differiscono solo per la configurazione del C2 si chiamano epimeri. MECCANISMO DI FORMAZIONE DEL FENIL-OSAZONE (secondo Amadori) In fig.22 viene riportato il meccanismo di formazione di un fenil-osazone.

H 2N H O
H2N NH2

H N

NH NH2

OH H NH2 H

OH

O H NH2 NH2 NH

HN

NH HO

H2 O
NH NH2 NH NH2 H2 N

H2 N

NH2

H2 N H2 N N
H2 N NH2

-NH3
NH N NH2

NH H 2N

fig.22

10

SINTESI DI KILIANI-FISCHER (allungamento di catena) Gli aldosi sommano ac. Cianidrico (HCN) formando due cianidrine epimere, per formazione di un nuovo centro chirale in C2 (ex carbonio carbonilico).Il procedimento riportatoin fig.23.
N O H H
3 1 2 3 4

cianidrine diastereomere
OH OH HO H

N
1 2 3 4

H OH

OH
HCN

HO

H CH2OH HO

H CH2OH

HO

aldoso

H CH2OH

1) Ba(OH)2 2) H3O+

idrolisi
OH
1

O
1

OH

H H

2 3 4

OH OH

HO H

2 3 4

H OH

HO

H CH2OH

HO

fig.23

Per idrolisi delle due cianidrine si formano gli acidi aldonici, e per riduzione con (Na-Hg/H2O; pH=3-5) si ottiene aldoso con un atomo di carbonio in pi rispetto a quello di partenza.
O

Ca

2+

O H

O OH H OH OH H2O2 Fe3+

DEGRADAZIONE DI RUFF e di WOHL (accorciamento della catena) Degradazione di Ruff Ruff not che i sali di calcio degli acidi aldonici sono ossidati dallacqua ossigenata in presenza di sali ferrici. Nella reazione si ha scissione del legame tra C1 e C2 e formazione dellaldoso inferiore (fig.24). Poich si nota assimetria al C2, la degradazione di Ruff applicata a due aldosi che differiscono solo per la configurazione al C2 (epimeri), formano lo stesso aldoso. La degradazi0one di Wohl permette di associare la catena mediante eliminazione del C1. La degradazione di Wohl essenzialmente linverso della sintesi di Killiano-Fischer. Laldoso viene convertito in ossima con NH2OH e successivamente con Ac2O/AcONa nella cianidrina acetilata. Per successiva saponificazione con CH3ONa/CHCl3, la cianidrina d laldeide. Tutto questo riportato in fig.25.

H HO H H HO

OH H OH OH

1) Br2/H2O HO 2) Ca(OH)2 H H HO O

D-Glucose
O HO H H HO HO H OH OH HO HO H H H H 1) Br2/H2O H2O2

OH 2) Ca(OH) Fe3+ 2 OH

D-Mannose
fig.24

D-Arabinose

11

Demolizione di Wohl Il metodo di Wohl costituisce un altro modo di accorciamento di catena mediante eliminazione del C1. Questo metodo essenzialmente linverso della sintesi di Killiani-Fischer. Allinizio leldoso viene convertito in ossima la quale successivamente viene trattata a caldo con anidride acetica e acetato di sodio. In queste condizioni tutti i gruppi OH vengono acetilati mentre il gruppo ossimico subisce deidratazi0one a gruppo ciano. Si ottiene in questo modo una cianidrica acetilata che per trattamento con una base si converte in aldeide. La resa non particolarmente elevata.
O H H H OH OH OH OH D-Ribosio H H2N OH H H N OH OH OH OH OH Ac2O NaOAc H H H OAc OAc OAc OAc NaOCH3 CHCl3 H H H OH OH OH OH NaOCH3 H H H O OH OH N N

OH D-Eritrosio

12

D-Fruttosio
Non tutti gli zuccheri sono aldeidi.. Il fruttosio un importante zucchero isomero del glucosio, un chetone, un chetoesoso. Come il glucosio anche il fruttosio esiste in prevalenza sotto forma di emichetale ciclico. (fig.26). Allo stato cristallino il fruttosio si trova interamente come piranosio. Al pari del glucosio, le soluzioni del fruttosio presentano il fenomeno della mutarotazione, la miscela degli anomeri e in equilibrio ha []D= -92.4.
OH
1 2

O H HO H H HO OH H OH OH H2 N H OH HO H H HO Ac2O

OH

OH H OH OH

OH O
3 4 5 6 1 2

OH OH
3 4 5 6

D-Glucose
N

oppure

N OH H

1 2

OH
H
3 4 5 6

HO H H HO

H OH OH

HO H H H

H OH OH H

HO

H OH OH H

O H
H H

HO H H HO

1) H+

AcO OH 2) CH3ONa H OH CHCl3 H AcO

H H
6

CH3ONa

O OH OH
3 2 1

O H OH OH H 3C OH
+ -

emiachetali

H
4

HO

HO

Na

AcONa OAc H OAc OAc N

OH HO
6 5

OH

H H HO

-D-Fructopyranose
O H
4

OH HO
3 2 1

D-Arabinose
OH

OH

fig.25

-D-Fructofuranose
fig.26

13

Reazioni del fruttosio Per molti versi le reazioni del fruttosio rassomigliano a quelle del glucosio. Il fruttosio sciolto in ambiente acido forma un chetale (fig.27).
C6 H5 NH OH
1 2 3 4 5

H H
5 6

O OH OH
3 2 1

H
4

N O H H OH OH
6 1 2 3 4 5

HO

N NH H OH OH
6

C6 H5

OH

OH

HO H H

HO

H H
5 6

CH3OH/ H+
CH3

C6H5NHNH2
H H

O O OH
3 2 1

H
4

fruttoside (chetale)
OH

HO

OH

HO

HO

fig.27
OH OH HO H OH OH HO H H HO
3 4 5

fig.29
OH
1 2 1 1

OH H H OH OH
6

O H H OH OH OH NaBH4 HO H H HO
3 4 5 2 3 4 5

OH
1 2

OH O
1 2

HO H H

HO H

3 4 5 6

OX
H H
4 5 6

O OH OH

OH OH

D-Fructose

D-Sorbitolo
Fig.28

D-Mannitolo
HO

HO

fig.30

Per riduzione del D-fruttosio si perviene a due polialcoli epimeri, poich il nuovo gruppo ossimetilenico formatosi, proveniente dalla funzione chetonica, costituisce un nuovo elemento di assimetria (fig.28). Il D-sorbitolo si identifica con il composto derivabile dalla riduzione del D-glucosio, il D-mannosio, con il composto derivabile dal D-mannosio. Questa relazione stecchiometrica tra D-fruttosio, D-glucosio e Dmannosio, emerge anche nella formazione del glucosazone per trattamento del D-fruttosio con fenilidrazina come riportato in fig. 29. Lossidazione del fruttosio, effettuata con mezzi energici (KMnO4 o CrO3) a caldo, determina la demolizione del chetone e la formazione di una miscela di acidi carbossilici con il Fehling (Cu++) o con il Tollens (Ag+/NH3), il fruttosio, un -ossichetone, subisce ossidazione ad ,dichetone (fig.30). Una reazione che si osserva in ambiete alcalino la demolizione dei monosaccaridi in unit di minori dimensioni, reazione che pu considerarsi come inversa della condensazione aldolica. Il meccanismo di questa reazione riportato in fig. 31.

14

OH
1 2

HO
1

HO
3

HO H H

3 4 5 6

H OH OH H H

O
2 1 3

OH

4 5 6

O OH OH

OH

OH

1,3-diossipropanone

HO

D-Fructose

2,3-diossipropanale

fig.31
OH
1 2

OH O 2 NCHOC H OH OH

OH COHCOOH

OH CHCOOH

HO H H

3 4 5 6

HCN

HO H H

H OH OH OH

H2O

HO H H

H OH OH OH

HI,Q

HO H H

H OH OH OH

OH

acido a-metilcapronico

Efetto delle basi


Epimerizzazione O H C OH H
endiolo

HOHC

OH HO OH

CHO H
aldoso

aldoso

HOH2C H

HO

OH

OH

endiolo

OH

chetoso

Leffetto della base come si capisce porta alla formazione dellepimero. Gli epimeri si differiscono tra di loro dalla disposizione del gruppo OH al secondo atomo di Carbonio.

15

Scissione ossidrilica con acido periodico

HO CH2 H2C

O
Cu2+/OH-,H2O

COOH Cu2O

IO4-

2 CHO
H OH
Ag+(NH3)

OH

OH ethylene glycol OH

CH3 HO HO HO OH O HO-HC H

IO4-

CH2O

+ H3C
O

HO

O
i er ch c zu

nti ce u ri d

OH

CH2O

+ 2IO

HCOOH CH2O

HCOOH

+
CH2OH

2IO4-

HCOOH CH2O CH2O

HOH2C O HOH2C

2IO4-

CO2 CH2O

O H HO H H OH H OH OH OH

+ 5IO

CH2O + 5 HCOOH + 5IO3-

D-glucosio

16

Dissaccaridi
Abbiamo visto che gli acetali del glucosio si formano per reazione del glucosio con alcooli in ambiente acido; da essi per idrolisi acida si riottiene il glucosio. Alcuni carboidrati, chiamati dissaccaridi, sono formati dalla condensazione, con perdita di una molecola di acqua, di due molecole di monossaccaride. Formalmente le sintesi si pu considerare come la trasformazione della funzione emiacetalica di uno zucchero semplice in funzione acetalica, per combinazione con uno degli ossidrili di una seconda molecola di zucchero. Cos come la trasformazione del glucosio in metilglucoside d luogo a due prodotti anomeri, anche il ponte di ossigeno tra due diversi residui zuccherini pu presentare differenti caratteri stereochimici. Il maltosio (prodotto di demolizione enzimatica dellamido) e il cellobiosio (prodotto di demolizione chimica della cellulosa) sono due disaccaridi costituiti dalla combinazione di due molecole di D-glucosio. Entrambi i residui si presentano sotto forma piranosidica e sono legati luno allaltro dalla combinazione tra il gruppo emiacetalico del primo e lossidrile in C4 del secondo. Lo schema della fig.32 pag 14 indica la struttura del cellobiosio e del maltosio. Sia nel maltosio che nel cellobiosio la funzione emiacetalica della seconda molecola di glucosio non impegnata in alcun legame, questi disaccaridi presentano il fenomeno della mutarotazione e riducono si ail Fehling che il Tollens. (quindi sono zuccheri riducenti). Il comportamento tra Maltosio e Cellobiosio pu valere a chiarire limportanza che hanno in biologia le caratteristiche stereochimiche del legami tra i residui zuccherini nei polisaccaridi. Il Maltosio subisce lidrolisi ad opera della maltasi, un enzima che provoca idrolisi di molti derivati dell-D-glucosio. La maltasi non ha effetto idrolitico sul cellobiosio, il cui enzima idrolitico sul cellobiosio, lemulsina (-glucosidasi), specifico per i -glucosidi, ed incapace di idrolizzare il Maltosio e gli altri -glucossidi: fenomeno della stereospecificit. (Il legame glucosidico di tipo 1,4 --glucosidico) (fig.33, pag.14) Le mandole dolci contengono emulsina. Le mandorle amare contengono amigdalina, un -glucoside della cianidrina dellaldeide benzoica; per idrolisi d HCN velenoso.
H HO
4

OH
6 5 3

HO

H
2

O
1

H O
4

OH
6 5

O H
2 1

OH

HO

H
3

OH

-D-Glucopyranose

OH

-D-Glucopyranose Cellobiosio (anomero ) h-0--D-glucopiranosil-D-glucosio


H HO HO
4 6

OH
5

H
3

H
2

O
1

legame glucosidico
H H
4 6

OH
5

OH

-D-Glucopyranose

O HO

H
3

H
2

O
1

OH

OH

-D-Glucopyranose Maltosio (anomero a) h-0--D-glucopiranosil-D-glucosio fig.32

OH H H HO HO H OH H O N

O H

glucosio

amigdalina

emulsina
O

acqua

D-glucosio + HCN +

fig.33

17

Saccarosio
Il saccarosio costituito da una molecola di D-glucosio e una di Dfruttosio unite mediante un legame acetalico tra i due carboni anomeri (fig.36). Il glucosio una forma piranosidica mentre il fruttosio una forma furanosidica. Poich entrambi i carboni anomeri sono impegnati nella formazione del legame acetalico. Il saccarosio uno zucchero non riducente. Lidrolisi acida del saccarosio d luogo ad una miscela equimolecolare di D-glucosio e D- fruttosio. Il saccarosio destrogiro ed ha un potere ottico rotatorio []D= +66. Il D-glucosio destrogiro e la miscela degli anomeri e in equilibrio ha []D = +52.7. Il D-fruttosio fortemente levogiro e la miscela degli anomeri e in equilibrio ha []D = -92.4. Per idrolisi, la soluzione di saccarosio, destrogira, diventa levogira a causa di una miscela equimolecolare di D-glucosio e D-fruttosio che ha: []D = 20. saccarosio + H3O+ e D-glucosio + e D-fruttosio []D = +52.7 []D = -92.4 []D= +66 []D = -20 Questa miscela viene chiamata zucchero invertito. Poich il legame glucosidico impegna le funzioni emiacetaliche di entrambi i monosaccaridi, sono possibili 4 diversi stereoisomeri: Glucosio 1 ----------2 Fruttosio Glucosio 1----------2 Fruttosio Glucosio 1----------2 Fruttosio Glucosio 1----------2 Fruttosio Dallidrolisi del saccarosio ad opera degli enzimi dei quali nota la stereospecificit si potuto dessumere che si tratta di un -glucoside e di un -fruttoside.

H HO HO
4

OH
5

H 2 OH

O
1

H H OH
2 3

O
1

legami H glucosidici

H 5 HO

H
6

OH OH

fig.35

H HO HO
4

OH
5

H
3

H
2

O
1

H O
2 1

-D-Glucopyranose
O HO
6

OH

OH

H H
5

H
4

H HO

OH

-D-Fructopyranose fig.36

HO H
4

OH
6 5

O H
2 1

HO

H
3

O
4

OH

H
6

HO
3 5

-D-Galactopyranose
HO H H O
2

H OH

-D-Glucopyranose
HO

fig.37

18

Lattosio
Il lattosio (fig. 37) un disaccaride presente nel latte che risulta da una molecola di D-galattosio e da una di D-glucosio, unite da un legame galattosidico. Non subisce lidrolisi n ad opera della maltasi n dellemulsina; il suo enzima idrolitico la galattosidasi. E un disaccaride riducente e presenta il fenomeno della mutarotazione poich il gruppo emiacetalico del D-glucosio non impegnato. Con lemulsina si scinde in galattosio e glucosio Per capire che il lattosio un galattoside e non un glucoside si eseguono le seguenti reazioni:

HO H HO H

OH H O

lattosio
H O OH H HO H
3PhNHNH2

OH O
Br2/H2O
HO H HO H

OH O O OH H HO H H H OH OH H COOH OH

OH OH H

-D-Galactopyranose

-D-Glucopyranose
H2O/H

HO H

OH O OH OH H

HO H HO H

OH O O OH H HO H H H OH OH H

HO H

C=NNHPh

-D-Galactopyranose

+
H HO HO H H OH OH COOH OH H

C=NNHPh

H2O/H+

HO H HO H

OH O OH OH H

N
1

NHPh NHPh
2

acido D(-)gluconico

N H OH OH

-D-Galactopyranose

HO H H

3 4 5

CH2OH
6

D-glucosazone

19

Cellulosa ed Amido
I polisaccaridi sono composti formati da molte (centinaia o persino migliaia) unit di monosaccaridi per molecola, tramite insieme, come nei disaccaridi, da legami glicosidici, che si possono scindere per idrolisi. Nei polisaccaridi, le unit di monosaccaridi, possono essere unite le une alle altre formando catene lineari, ramificate intrecciate o cicliche.I polisaccaridi pi importanti che si incontrano nelle piante superiori sono la cellulosa e lamido, tutti e due fabbricati da CO2 e H2O con il processo della fotosintesi e tutti e due (guarda caso...) formati da unit di D(+) glucosio.La cellulosa forma il principale materiale di sostegno delle piante, fornendo loro rigidit e forma.Lamido la riserva alimentare delle piante e si trova in granuli principalmente nei semi.Generalmente lamido contiene circa 20% di una frazione idrosolubile, chiamata amilosio e circa 80% di una frazione insolubile in acqua, chiamata amilopectina. Struttura della cellulosa La cellulosa, come abbiamo visto, il principale componente del legno e delle fibre vegetali (il cotone ad esempio cellulosa quasi pura) insolubile in acqua ed un carboidrato non riducente.Lidrolisi acida totale fornisce come unico monosaccaride il D(+) glucosio, unito con legami 1-4.(fig.38). Una parziale idrolisi enzimatica porta alla formazione del disaccaride cellobiosio. Bench gli animali superiori non abbiano enzimi capaci di catalizzare la degradazione della cellulosa a glucosi, questi enzimi (cellulasi) sono molto comuni e diffusi nei microorganismi,. Ad esempio le cellulasi prodotte dalla microflora che staziona nei tratti digestivi deli animali erbivori permettono a questi di utilizzare la cellulosa come cibo. Reazioni della cellulosa Ogni unit di glucosio nella cellulosa contiene tre gruppi OH liberi (C2, C3, C6); questi gruppi sono posizioni reattive. La cellulosa come tutti gli alcooli forma degli esteri; cos per trattamento con HNO3/H2SO4 si forma la nitrocellulosa (fig.39). Lacetato di cellulosa che si prepara per acetilazione della cellulosa viene usato per preparare il rayon. Se si tratta un alcoolo con CS2 e NaOH in soluzione acq., si ottine un composto chiamato xantato o xantogenato, come indica la fig.40. La cellulosa d una reazione analoga formando lo xantato di cellulosa, che si scioglie in alcali per dare una dispersione viscosa colloidale chiamata viscosa. Facendo passare la viscosa attraverso una filiera in un bagno acido, si rigenera la cellulosa in filamenti fini, che formano una fibra tessile nota con il nome di rayon; se la viscosa viene laminata ed ammorbidita con glicerina si ottiene il cellofan.
O
1

O H HO H
4

H HO

OH H

O H
1

HO H

HO H O

OH

O
1

O H HO H
4

H HO

OH H

3000 unit di glucosio fig.38

S R OH S

NaOH H+
H3 C

O S

Na

fig.40

20

O N HO O O 1 H H H
4 +

H OH H

HNO3 H2SO4
O 1 H

O O H

H
4

O N O
+

OH

H O H O
-

O O 1 H O

triacetato di celluosa "Rayon" fig.39

Struttura dellamido Come abbiamo detto lamido naturale pu essere preparato in due forme principali chiamate amilosio ed amilopectina. Lamilosio un polimero lineare mentre lamilopectina altamente ramificata. Le unit di D(+)glucosio sono unite attraverso il gruppo OH del C4, come nella cellulosa, ma il legame glucosidico ha configurazione . Per parziale idrolisi dellamido si ottiene maltosio. La struttura dellamilosio riportatta in fig.41. Si pensa che la catena sia avvolta su se stessa in una struttura elicoidale contenete circa 6 residui di glucosio per spira. Amilopectina
O O HO H H
1 4

E un polisaccaride a catena ramificata nel quale esistono brevi catene di circa 25 residui di glucosio legati 1-4,che sono tenute insieme da legami 1-6 (fig.42).
OH H
4

Ac2O/H2SO4
H3C O H
4

O H

O CH3 O

H O H CH3

H
1

H H HO O OH H

O HO H H
1 4

H H HO O OH H

HO H H
1 4

H H HO O OH H

OH O H HH
1 4

O H H H H OH O
1 1

HH O H
4 + 4

H H H OH

O
O H H H OH
1

HO

HO

HO
H O

H H
4

OH H

HO

HO
4

OH O H O
1

HO
4

OH H O

HO

HO O

H OH

HH OH

fig.42

fig.41

21

D-Mannosio
In una soluzione debolmente alcalina, il glucosio subisce una trasposizione che d origine ad una miscela di esosi diversi nella quale predominano il D-glucosio, il D-mannosio ed il D-fruttosio. E pi che probabile che lo stadio intermedio decisivo di questo processo sia costituito dallenolizzazione e che quindi lo zucchero reagisce nella sua struttura a catena aperta. Se il C2 del D-glucosio cede un protone si forma un anione enolato, come indica la fig.43. Questo anione enolato pu essere nuovamente protonato sullo stesso atomo di carbonio, dando origine sia al D-glucosio che al D-mannosio; ci dipende dalla direzione secondo la quale si verifica lattacco del protone allenolato. Alternativamente, lenolato derivante dal glucosio pu subire la protonazione allaossigeno, cos da formare un endiolo, il quale prendendo a sua volta il protone dellossidrile legato al C2 fornisce ancora un enolato, ma derivante in questo caso dal D-fruttosio. Lendiolo che si forma nel corso di questo processo in realt la forma enolica tanto del D-glucosio e del D-mannosio, quanto del D-fruttosio e la trasformazione reciproca di tali zuccheri non che un caso particolare del processo di racemizzazione di enantiomeri aventi un centro assimetrico adiacente al gruppo carbonilico. In modo analogo il D-fruttosio pu essere convertito nel suo epimero Dallulosio.
O H HO H H HO OH H OH OH HO H H HO O C
-

O OH H OH OH HO H H HO

OH H OH OH

D-Glucose
anione enolato
O C HO H H HO O
-

anione enolato EPIMERI D-Glucose D-Mannose


O O H OH H OH OH HO HO H H HO OH OH O
-

OH H OH OH
+

H H OH OH

H HO
H H HO OH

OH HO H H OH OH

H HO
H H HO

H OH OH

H HO H
+

H OH OH

H H HO

D-Galattosio
Il D(+)galattosio un monosaccaride che ottenuto dallo zucchero del latte, il lattosio. Nella forma aperta rappresentato nella fig.44. Il L(-)galattosio entra nella struttura di un polisaccaride isolato dalle lumache della specie helix pomatia.
O H HO HO H OH H H OH
H

H HO

anione enolato
H H HO H OH H OH OH O H
+ +

endiolo
OH C
-

O H OH OH

HO H H HO

OH

D-Galactose fig.44

HO

D-Fructose

anione enolato

fig.43

22

Maltosio
Il maltosio deriva dallidrolisi parziale dellamido. E uno zucchero riducente che forma un ossazone e si ossida con acqua di bromo. Esiste in due forme anomere =+168 , =+112, presenta quindi mutarotazione. Allequilibrio =+136. Lenzima maltasi lo scinde in due molecole di D(+)-Glucosio. Da notare che questo enzima scinde solo i legami di tipo (nome IUPAC: 4-O--D-Glucopiranosil-DGlucopiranoside)
H
HO OH H H OH H OH O OH H
1

OH H O OH
1

HO HO H

OH

O HO

H H

O H OH OH

Br2/H2O

H
OH H H O

OH H O OH
1

HO HO H

OH HO

OH

O HO

H H

OH O OH OH

NaOH

H HO HO H

OH H O CH2OCH3 OCH3 H H COOH OCH3

(CH3)2SO4

OH

O H3CO H

2,3,4,6tetra-O-metil-D-glucopiranosio H H3CO H3CO H CH2OCH3 H O H OCH3 OH

H2O/H+

+
Acido 2,3,5,6tetra-O-metil-D-gluconico H C H3COH 2 HO H3CO H H H OCH3 COOH OCH3 1

23

Formule di Haworth delle due sturutture emiacetaliche del D-(+)glucosio e loro relazione con la forma poliossialdeidica a catena aperta. Seguendo questo metodo facile creare le strutture chiuse (Haworth)

D-Glucose O
1 2 3 4 5 6

H HO H H

OH H OH OH OH

(formula proiettiva) orientiamo la formula proiettiva nel modo seguente

H
H
4 5 6

OH
1

HO 3 H

OH OH H
2

OH

ruotiamo il gruppo CHOH-CH2OH intorno al C-4 questo gruppo -OH si addiziona al C=O per formare la struttura ciclica semiacetalica

OH H HO H OH H H O H OH H

6 5

OH

H H O HO

OH H OH H H O OH H

OH

-D-Glucopyranose
l'OH asteriscato e' l'ossidrile emiacetalico che neloo zucchero e' dalla parte opposta a quella del gruppo CH2OH legato al C-5 rispetto al piano dell'anello

O H 4 OH H 1 2 HO 3 H OH

OH

forma aperta del D-glucosio

-D-Glucopyranose

OH

OH

OH

OH

OH

OH

OH

OH

OH

OH

OH

OH

OH

OH

OH

OH

H OH OH H H OH OH H HO

ALDOESOSI
OH H H

OH

OH

OH

OH

OH

OH

OH

OH

OH

OH

OH

HO

HO

24

HO

HO

D-Allose D-Altrose
O O

D-Glucose

D-Mannose

HO

D-Gulose
O

D-Idose

HO

D-Galactose
O OH OH H OH H

D-Talose

OH

OH

OH

OH

HO OH H OH HO OH H O HO

OH

OH

HO

D-Ribose

HO

D-Arabinose
O

D-Xylose

OH

OH

ALDOPENTOSI
H

D-Lyxose

ALDOTETROSI
OH OH H HO H

D-(+)-Gliceraldeide
CHO

HO

D-Erythrose

D-Threose

OH

accorciamento

allungamento

ALDOTRIOSIO
HOH2C
allungamento
accorciamento

25 Lo schema seguente segue il metodo di Jackson e Hudson per la determinazione delle dimensioni danello nei glicosidi. Il composto di partenza generico -metil-D-esopiranoside. (Le configurazioni del C2,C-3 e C-4 non sono specifiche).

1 2

OCH3

OCH3 O

1 -

OCH3 O O

HOHC
3

CHOH O

CHO CHO H
5

+ HCOOH
acido formico

Br2-H2O / SrCO3

Sr

2+

O O

CHOH
4

CH2OH metilpiranoside della serie degli a-D-esosi configurazione D

CH2OH

CH2OH 2 Dialdeide

I sali di Sr sono identici, indipendentemente dalla configurazione del C-2,C-3 e C-4

Due formule di struttura del (+)-saccarosio (-D-glucopiranosil--Dfruttofuranoside)


6

OH O H H
2 1 1 2

unita' di D-glucosio

H
4

OH O H HO
3 4

OH
3

unita' di
5 6

D-fruttosio OH

HO

OH

OH

legame a-glucosidico

legame beta-fruttosidico

OH H HO H HO H O H OH H O OH O HO OH OH

26 Due rappresentazioni della struttura del anomero del (+)-maltosio, il 4O-(-D-glucopiranosil)--D-glucopiranosio

OH O H H
2 1

OH H OH O H OH O H H OH

H
4

OH
3

HO

OH

legame alfa glucosidico H HO HO H OH H O H O HO H OH H O OH OH H

OH

27

Lipidi: Grassi , Oli, Cere


Il termine generico di lipidi viene attribuito sia ai grassi che agli oli. I grassi e gli oli sia di origine animale che di origine vegetale sono tutti esteri formati da acidi carbossilici alifatici a catena piuttosto lunga e dal triolo glicerina. Gli acidi trovati in natura come esteri della glicerina vengono chiamati acidi grassi; essi possono essere saturi o insaturi e in questultimo caso i doppi legami sono in configurazione cis. Quasi tutti gli acidi grassi esistenti in natura sono a catena continua ed hanno un numero pari di atomi di carbonio. Nei lipidi naturali di solito i tre acidi che esterificano una molecola di glicerina sono diversi luno dallaltro ed il triestere si chiama trigliceride misto; nel caso in cui i tre residui acidi legati alla glicerina siano uguali si ha un trigliceride semplice. Le posizioni terminali della molecola di glicerina in un gliceride sono chiamate posizioni e quella di mezzo posizione . (fig.44). Tra gli acidi grassi insoliti scoperti di recente lacido malvilico, presente in piccole quantit nellolio di semi di cotone e lacido sterculico, che si trova nellolio dei semi di un albero dellIndia, hanno lanello del ciclopropene estremamente distorto e reazttivo (fig.44). I grassi sono solidi mentre gli oli sono liquidi. Di regola gli esteri di acidi a catena corta hanno punti di fusioe pi bassi di quelli a catena lunga e lo stesso rapporto esiste tra gli esteri di acidi grassi insaturi e quelli di acidi saturi. Riducendo chimicamente i doppi legami, si realizza la trasformazione di un olio in un grasso. Oggi si dimostrato che i trigliceridi insaturi vengono metabolizzati meglio di quelli saturi e diminuiscono la quantit di colesterolo nel sangue. I grassi a causa del loro carattere di composti saturi, sono tra i composti organici pi stabili. Le molecole insature si ossidano pi facilmente di quelle sature; per questo motivo gli oli si irrangidiscono per ossidazione dellaria pi facilmente dei grassi. La tendenza degli oli a reagire con ossigeno dellaria viene sfruttata nel caso degli oli siccativi che sono usati nei colori, nelle vernici e nelle lacche. I linoleum un polimero di esteri insaturi che vengono mescolati, prima della polimerizzazione, con sostanze che danno consistenza (leganti). La riduzione di acido porta alla formazione di un alcool, mentre per riduzione se ne ottengono due . Gli alcooli grassi provenienti dalla riduzione dei grassi e degli oli sono usati per la preparazione di detergenti sintetici e si trovano in natura come costituenti delle cere. Sebbene le cere siano solitamente miscele complesse di composti tra i pi importanti costituenti ci sono sempre degli esteri formati da acidi grassi e da alcooli grassi a catena lunga. Sapone e detergenti sintetici I saponi ed i detergenti sono composti da molecole che posseggono un gruppo idrcarbonico sifficientemete grabnde (la parte idrofobica) ed uno o pi gruppi polari (la parte idrofilica). La parte non polare di queste molecole si scioglie nei grassi e negli oli, mentre la parte polare solubile in acua. I sali degli acidi rassi a catena lunga si chiamano saponi. Questi si ottengono, insieme a glicerina, dallidrolisi con alcali dei grassi o degli oli (fig.45 e 46).