Sei sulla pagina 1di 11

LA FATICOSA RICERCA DEI DIRITTI INVIOLABILI

Le premier qui, ayant enclos un terrain, savisa de dire: Ceci est moi, et trouva des gens assez simples pour le croire, fut le vrai fondateur de la socit civile. Que de crimes, de guerres, de meurtres, que de misres et dhorreurs net point pargns au genre humain celui qui, arrachant les pieu ou com!lant le foss, et cri " ses sem!la!les: #ardez$vous dcouter cet imposteur% vous &tes perdus, si vous ou!liez que les fruits sont " tous, et que la terre nest " personne '.
(Jean Jacques Rousseau, (iscours dur lorigine de lingalit parmi les hommes)

Un metro per giudicare le leggi dello Stato ora di affrontare il pensiero politico, il pensiero che ha ispirato lo Stato moderno. )arliamo di democrazia, suppongo. La democrazia solo il punto di approdo di un lun o percorso filosofico. *a a fine +inquecento l,landa gi" una repu!!lica. !na repu""lica, s#, ma chiamarla repu""lica democratica fuor$iante. -el .eicento, per/, .pinoza indica gi" la sua preferenza per la democrazia. $ero, ma siamo in presenza di una $oce isolata. La $oce pi% ro"usta rappresentata dal iusnaturalismo che teorizza l&esistenza di un diritto naturale, diritto che preesiste allo Stato. 0na chiara critica al potere monarchico assoluto dominante nell1uropa del tempo. Certamente' affermare che esiste un diritto (naturale) mettere di fatto in discussione lo Stato assoluto. !n diritto che costituisce il metro per iudicare le stesse le i dello Stato' se queste $iolano il diritto naturale, sono da considerare (in iuste). .i tratta del diritto naturale a cui spesso fa ancora riferimento oggi la gerarchia cattolica. *l diritto naturale riemer e con forza nell&et moderna, ma il reta io di una tradizione che affonda le radici nel pensiero cristiano medie$ale (oltre che antico). La +hiesa cattolica, per/, ha sempre !enedetto le monarchie assolute. L&ha fatto perch+ esse rappresenta$ano una aranzia per la sal$a uardia della fede cristiana. *a non rappresentano, certo, una garanzia per i diritti naturali. ,on hai torto, ma ora il caso di riprendere il nostro percorso e ritornare al mo$imento iusnaturalistico. Secondo tale mo$imento il diritto naturale $incola li Stati i quali sono le ittimi solo se non lo $iolano. -on giusto quindi solo ci/ che lo .tato decide, ma esiste una giustizia a cui lo .tato su!ordinato. cos#. *l iusnaturalismo, inoltre, antiassolutista perch+ teorizza uno Stato che deri$a non dall&alto, ma dal "asso. *i pare scontato: mi sem!ra impensa!ile, allinterno di una cultura laica quale quella emersa nel 2inascimento, lidea di una monarchia di origine divina. *n teoria, s#, ma nel -.// esistono ancora monarchie che si considerano di ori ine di$ina' l&esemplare pi% noto quello incarnato dal re Sole. -onostante la lezione di *achiavelli. S#. .e lo .tato deriva dal !asso, vuol dire che il suo potere proviene dal popolo: non questa, democrazia3 La democrazia si "asa sul principio del suffra io uni$ersale, principio che qui non $iene formulato. 0i sicuro, per1, siamo di fronte a un terreno fertile per la democrazia. 0iciamo che l&affermazione secondo cui lo Stato le ittimato dal "asso una condizione necessaria, ma non sufficiente per la democrazia. La stessa
2

(*l primo che, a$endo cintato un terreno, pens1 di dire -questo mio& e tro$1 delle persone a""astanza stupide da creder li, fu il $ero fondatore della societ ci$ile. 3uanti delitti, quante uerre, quanti assassini, quante miserie ed errori a$re""e risparmiato al enere umano chi, strappando i piuoli o colmando il fossato, a$esse ridato' -4uardate$i dal dare ascolto a questo impostore5 Se dimenticate che i frutti della terra sono d tutti e la terra non di nessuno, siete perduti5)

monarchia parlamentare ha come sfondo il iusnaturalismo. 6ddirittura lo stesso assolutismo' $edi il pensiero politico del pensatore in lese, 7homas 8o""es. *i pare un paradosso. Una vi ione idilliaca da !atare ,on cos#. 8o""es si tro$a di fronte allo scenario della ri$oluzione in lese. 3uello che e li $ede l&anarchia, il disordine, l&insta"ilit permanente. 3uello che $ede un costante pericolo per la pace. 9cco perch+ ritiene indispensa"ile un :otere assoluto. *a cos4 si giustifica tutto, anche la forma pi5 violenta di totalitarismo. 8o""es reclama un :otere assoluto non di ori ine di$ina, ma le ittimato dai sudditi. 6 sudditi sono tanto masochisti da delegare al altri un potere assoluto3 8o""es costruisce il suo discorso sulla "ase di una con$inzione' l&uomo, nello stato di natura, un $ero e proprio (lupo) nei confronti dell&altro uomo ((homo homini lupus)). *a questo un presupposto infondato: gi" il grande 7ristotele definiva luomo un 8animale sociale9. 3uella di 6ristotele, secondo 8o""es, una $isione idilliaca' o ni indi$iduo, mosso dall&istinto di autoconser$azione, tende a pre$aricare su li altri, ad accaparrarsi di tutto quello che in rado di arraffare. 9 questo non pu1 non scatenare il conflitto. 9cco allora perch+ il nostro parla di ("ellum omnium contra omnes). .iamo di fronte a un pessimismo nero, in sintonia col pessimismo antropologico di .. 7gostino, della 2iforma protestante e dello stesso giansenismo. 0na concezione pessimistica in netta contrapposizione con lesaltazione cartesiana del pensiero umano. ,on proprio cos#. 6nche 8o""es esalta la ra ione umana' questa che indica la strada per uscire da uno stato in cui la $ita permanentemente minacciata. 9 la $ia di uscita una sola' uno Stato forte capace di li"erare l&uomo dalla paura. 0n )otere assoluto non fa per caso paura3 7u de$i uscire dall&ottica di una delle forme di totalitarismo che hanno dominato la scena europea nella prima met del ,o$ecento. 8o""es non teorizza uno Stato forte contro i sudditi, ma a fa$ore dei sudditi. *a ogni forma di totalitarismo, di destra e di sinistra, si presenta come un paladino del popolo. Il acri!icio della li"ert# in cam"io della icure$$a 8o""es non parla di popolo, ma di indi$idui. 9 parla di uno stato di natura in cui non esiste alcun diritto se non quello della sopra$$i$enza. -eppure il diritto alla propriet"3 ,eppure. 9 in questo prende le distanze dal iusnaturalismo' il diritto tale solo in quanto sancito da uno Stato assoluto. (a un monarca. ,on necessariamente' il :otere pu1 essere esercitato da un uomo solo, ma anche da un&assem"lea. *i suona un po strana lidea di uno .tato assoluto incarnato da unassem!lea. 6 8o""es interessa solo che lo Stato a""ia un potere assoluto, sciolto cio da o ni $incolo' solo in questo modo esso pu1, con la sua autorit e con la conse uente forza che ha a disposizione, arantire la pace. *a chi lo legittima3 8o""es, in sintonia col iusnaturalismo, ritiene che lo Stato sia le ittimato da un (patto) (da qui la cosiddetta concezione (contrattualistica) dello Stato) attra$erso il quale li indi$idui, proprio al fine di uscire dallo stato di paura permanente, rinunciano alla loro totale li"ert' lo Stato, quindi, non ha nulla di (naturale), ma un che di artificiale, frutto di una decisione di uomini. la ra ione, il caso di ripeterlo, che reclama tale patto. *i pare poco razionale che gli individui, in nome della sicurezza, sacrifichino del tutto la loro li!ert". 4li indi$idui rinunciano solo alla li"ert lesi$a della li"ert de li altri. *n altre parole o ni indi$iduo si accontenta di (a$ere tanta li"ert contro li altri uomini, quanta e li ne concedere""e ad altri uomini contro di lui). 9 questo del tutto razionale e $ale anche per un re ime democratico. : vero, ma in un regime democratico il popolo che vincola i governanti, tant che pu/ delegarli, ma anche licenziarli in una successiva tornata elettorale.

Certamente, ma 8o""es, di fronte allo scenario drammatico della ri$oluzione in lese, considera tale $incolo una fonte di anarchia, di insta"ilit, di caos. 0a qui la necessit di uno Stato totalmente s$incolato da qualsiasi altro so etto. Uno Stato %etico& Quindi anche dalla +hiesa. *ndu""iamente' come potre""e lo Stato tutelare la pace se a$esse nel suo territorio di competenza una Chiesa che in$itasse i suoi fedeli a ri"ellarsi allo Stato stesso; *a in tal modo le chiese dovre!!ero rinunciare ad annunciare il loro messaggio religioso e questo costituire!!e di fatto il loro suicidio. Secondo 8o""es lo Stato che sta"ilisce ci1 che iusto e ci1 che in iusto, ci1 che lecito e ci1 che illecito, ci1 che "ene e ci1 che male. *a questo totalitarismo. Secondo 8o""es la su"ordinazione della reli ione allo Stato una condizione imprescindi"ile al fine di sal$a uardare la pace. 7nche la su!ordinazione della coscienza. Certo' sare""e pericoloso che un indi$iduo, in nome della propria coscienza, criticasse pro$$edimenti dello Stato. La morale, una $olta costituito lo Stato, determinata da questo. 0no .tato etico: che orrore; 8o""es considera pericoloso mettere in discussione, o in nome di una reli ione o in nome della propria coscienza morale, le le i dello Stato. -essuno, allora, potr" mai dire che sono ingiuste. *nfatti' iusto (e quindi "uono) ci1 che la le e ordina e in iusto (male) ci1 che la le e proi"isce. 0n modello di .tato terrificante. 9 c& di pi%' 8o""es contro o ni forma di di$isione dei poteri perch+ essa pu1 essere fonte di conflitti. *a senza divisione dei poteri, senza cio un controllo reciproco tra i poteri, si arriva diritto alla ghigliottina del regime di 2o!espierre. I %doveri& dello Stato a oluto $ero, ma 8o""es ossessionato dall&esi enza di eliminare o ni possi"ile causa di conflitto. 9 li, tutta$ia, riconosce un limite allo Stato assoluto' o ni indi$iduo conser$a il diritto alla $ita e, di conse uenza, lo Stato non pu1 imporre a un suddito di uccidersi o di uccidere una persona cara. *eno male; Secondo 8o""es tale diritto talmente forte che i sudditi, nel caso esso fosse minacciato dallo Stato, hanno la facolt di ri"ellarsi. .e cos4, mi devo ricredere. 9ffetti$amente questo ci consente di $edere da un altro punto di $ista il nostro filosofo. Sare""e, di conse uenza, esa erato considerare 8o""es come un teorico ante litteram di quel totalitarismo che a""iamo conosciuto nel secolo scorso. 9 li, anzi, sostiene che lo Stato ha dei do$eri rispetto ai sudditi' de$e cio non solo sal$a uardare la loro $ita, ma anche creare le condizioni perch+ essi possano aumentare il loro "enessere, tutelando ad esempio i traffici, le fami lie, le corporazioni, e fa$orendo in questo modo il la$oro. 6l sovrano assoluto, dunque, non per nulla< assoluto. *nfatti' il suo do$ere di fondo quello di o""edire alla retta ra ione, $ale a dire alla le e (naturale). :er1, se la $iola, offende 0io, non fa torto ai sudditi. 7lcuni aspetti del pensiero politico di =o!!es, tuttavia, suggeriscono in modo esplicito lidea di totalitarismo. 0i sicuro' la su"ordinazione allo Stato della morale e della reli ione, il no alla di$isione dei poteri, l&impossi"ilit da parte dei sudditi di re$ocare la dele a ai o$ernanti sono tutti in redienti che a""iamo tro$ato sia nelle forme totalitarie di destra che in quelle di sinistra. ,on un caso che l&opera politica ma iore di 8o""es sia intitolata (Le$iatano), il nome di un mostro "i"lico che incute terrore e prime ia su tutti in forza.

Lo cenario della rivolu$ione ingle e 0na costruzione teorica che ha radici nel contesto storico in cui =o!!es si trova a vivere. *nfatti. *l (Le$iatano) un&opera militante, una $era e propria "atta lia politica contro uno stato di anarchia permanente che dura da ormai troppo tempo. (alla 8)etition of rights9 del '>?@. <a i sotto 4iacomo *, con la con iura delle pol$eri. *a il parlamento ha delle sacrosante ragioni per reagire di fronte ai sistemi imposti dal duca di AucBingham come lesazione di tasse senza lapprovazione da parte del parlamento e il ricorso fin troppo facile alla legge marziale. +arlo 66, poi, non ha alcun rispetto nei confronti dei capi dellopposizione che chiude nella Corre di Londra. 4li oppositori, per1, non sono meno spietati' condannano a morte due stretti colla"oratori del so$rano, il conte di Strafford e il $esco$o Laud e poi, al culmine della ri$oluzione, lo stesso so$rano' non questo uno scenario che pu1 essere $isto da un uomo d&ordine come anarchia; Siamo di fronte, inoltre, a una ri$oluzione che si radicalizza sempre di pi%' nella societ ci$ile esplodono come delle "om"e le sette pi% estremiste, sette che iun ono a teorizzare il diritto delle donne di predicare il =an elo. *a questa unistanza democratica. 0i sicuro dal punto di $ista laico, ma per le Chiese del tempo, si tratta di una so$$ersione dei $alori dominanti. * le$ellers, poi, arri$ano a in$ocare il suffra io uni$ersale e la soppressione > anche se in modo implicito > della Camera dei Lords. Sosten ono inoltre l&esistenza di diritti inaliena"ili, tra cui lo stesso diritto di professare li"eramente la propria fede reli iosa. )rinc4pi sacrosanti. Lo sono per noi. Ci sono anche i di ers che sca$alcano a sinistra li stessi le$ellers. Secondo loro non "astano i diritti ci$ili, ma ci $uole un&u ua lianza $era, sostanziale, quella cio sociale. 0na sorta di socialismo ante litteram. S#, siamo in presenza di una ri$oluzione che non parla solo col lin ua io delle armi, ma anche col lin ua io, forse ancora pi% esplosi$o, delle idee. *a la li!ert" di esprimere le proprie idee un fattore di progresso per una societ". Lo ? ripeto ? per noi' per chi, nel Seicento in lese, esercita il potere a qualsiasi li$ello, si tratta di idee destinate a scardinare lo status quo, anzi lo stesso ordine sociale. 8o""es interpreta proprio questo stato d&animo. )erch schierato dalla parte della classe dominante. S#. 8o""es, pur non essendo un aristocratico, $i$e per decenni come precettore presso una potente fami lia aristocratica' questo il suo osser$atorio. La 'ue tione dei %diritti naturali& 0i$erso, in$ece, l&osser$atorio di John Loc@e da quando di$enta l&uomo di fiducia di uno de li esponenti del partito Ahi , un punto di $ista che lo conduce a di$entare il teorico del li"eralismo e della monarchia costituzionale. 0n anti$=o!!es S#, ma lo di$enta dopo una fase in cui simpatizza per il pensiero di 8o""es. 2iconosce, immagino, i diritti naturali che =o!!es nega. *nfatti. 9 in questo riprende il filone iusnaturalista. Si tratta di diritti naturali e, di conse uenza, inaliena"ili, diritti cio che nessuno, neppure lo Stato, ha il potere di sopprimere perch+ preesistono allo stesso Stato. *a anche =o!!es riconosce il diritto alla vita. Certo, secondo questi, per1, una $olta $iene stipulato il patto, li indi$idui non hanno altri diritti, a ma iore ra ione il diritto di criticare le le i dello Stato. -on mi riconosco nellimpianto teorico di =o!!es, ma ho la sensazione che sui diritti naturali questi a!!ia ragione: il diritto lo definisce lo .tato, in caso contrario si cadre!!e nellanarchia. Se fosse cos#, non potresti iudicare una le e dello Stato. +ome no3 -oi oggi, pur non riconoscendo dei diritti 8naturali9, non giudichiamo le leggi dello .tato sulla !ase dei valori e dei principi sanciti dalla +ostituzione3

3uesto $ero' quelli che i iusnaturalisti e Loc@e chiamano diritti (naturali), o i non sono pi% considerati tali. =anno lo stesso valore, per/. 8anno lo stesso $alore perch+ la Costituzione, la madre di tutte le le i, che li sancisce come (in$iola"ili). Dediamoli questi diritti naturali come sono teorizzati da LocBe. Bltre al diritto alla $ita (presente anche in 8o""es) Loc@e riconosce il diritto alla propriet. *a questo un diritto tuttaltro che naturale, un diritto che giustifica di fatto la propriet" dei !enestanti, una sorta di consacrazione della ricchezza di pochi e della povert" dei pi5. In anticipo di un ecolo <a la riflessione di Loc@e ha un respiro pi% ampio' secondo lui o nuno ha il diritto di possedere il frutto del proprio la$oro. Se io colti$o un campo, ad esempio, ho diritto alla propriet del raccolto perch+ questo raccolto il prodotto del mio la$oro. Questo mi pare pi5 che ovvio, ma un conto il prodotto del mio lavoro e un conto la propriet" della terra: la terra un !ene di tutti e per questo un delitto privatizzarla. Loc@e in$ece dell&a$$iso contrario. *a in questo modo introduce una discriminazione a danno dei nullatenenti. ,on proprio cos#' secondo il nostro naturale solo il diritto alla propriet della terra quando questa $iene colti$ata, quando cio s$ol e una funzione sociale. 0n ruolo sociale3 La propriet pri$ata della terra, se colti$ata, non solo fonte di "enessere per il proprietario, ma accresce anche la ricchezza della colletti$it. , solo la ricchezza dei padroni3 L&una e l&altra' nella misura in cui chi colti$a un terreno mette sul mercato i suoi prodotti (o almeno parte di essi), da un lato, certo, incassa denaro, dall&altra fa un ser$izio alla comunit aumentando il "enessere comune. -on anticipa in questo unidea che sar" sviluppata dal padre delleconomia politica, 7dam .mith3 :roprio cos#' secondo Smith la fonte della ricchezza di una nazione il la$oro. 7ltri cosiddetti diritti 8naturali93 *l diritto alla li"ert' li"ert di coscienza, di parola, di stampa, la stessa li"ert, naturalmente, di reli ione. 6l cuore del li!eralismo. Cuore che accomuna Loc@e e Spinoza e che si pone in alternati$a all&impostazione di 8o""es. 7nche la li!ert", immagino, di criticare lo .tato. 3uesto indu""io. Loc@e arri$a a teorizzare addirittura il diritto del popolo di licenziare i propri rappresentanti. Come accaduto con la ( lorious re$olution) che ha ro$esciato il cattolico 4iacomo **. *a in questo modo lanarchia pu/ essere sempre in agguato. *n teoria s#, ma nel caso della lorious de$olution tutto accaduto in modo pacifico. : in occasione di questo evento che il parlamento ha approvato il cosiddetto Aill of rights. Cill of ri hts che impe na$a lo stesso nuo$o so$rano. *l quadro teorico di Loc@e chiaro' secondo lui lo Stato nasce da un patto (la stessa concezione (contrattualistica) di 8o""es), ma prima di tale patto esiste i una societ ci$ile. Duol dire, quindi, che gli individui tendono naturalmente ad associarsi, non a s!ranarsi a vicenda. *nfatti' li indi$idui, nello stato di natura, non sono dei (lupi) nei confronti de li altri, ma sono portati naturalmente ad associarsi prima con la fami lia e poi con la societ ci$ile. *ediante contratti. S#, tra due indi$idui che intendono costruire una fami lia, tra compratori e $enditori, tra imprenditori e la$oratoriD Si tratta di contratti che preesistono allo Stato e che lo Stato ha il compito di tutelare. Cra i contraenti, per/, esplodono spesso dei contrasti. Sono contro$ersie che lo Stato ha la funzione di risol$ere' tra marito e mo lie, in am"ito economicoD Lo Stato nasce proprio con l&o"ietti$o di sal$a uardare i diritti naturali de li indi$idui in quanto indi$idui e nelle loro relazioni sociali. #li individui, quindi, non rinunciano ai loro diritti in cam!io della sicurezza, in netto contrasto con limpostazione di LocBe.

cos#. .econdo LocBe, dunque, lo .tato ha pi5 doveri rispetto a quelli previsti da =o!!es. *ndu""iamente' lo Stato, in ultima analisi, ha solo do$eri in quanto nasce esclusi$amente in funzione dei cittadini. *a questo vale anche per lo .tato assoluto di =o!!es. S#, ma secondo 8o""es non siamo in presenza di cittadini, ma di sudditi. 9d proprio per tutelare i cittadini che Loc@e pre$ede la di$isione dei poteri. Un antidoto +he, per/, come sostiene =o!!es, pu/ essere fonte di conflitto: lo vediamo da anni noi in 6talia; $ero, ma se i poteri sono distinti, possono controllarsi reciprocamente e questo una aranzia per i cittadini. Se il potere in$ece assoluto, se cio non so etto ad alcun controllo, pu1 costituire una minaccia per i cittadini. :u1 imporre, ad esempio, delle tasse in modo ar"itrario. *a questo un terreno delicato: difficile trovare cittadini che esprimono soddisfazione per nuove tasse. Loc@e intende dire che le tasse non hanno alcuna le ittimazione, sono cio ar"itrarie, se non hanno il consenso del parlamento. : il principio su cui nato lo stesso parlamento: 8no ta ation Eithout representation9. S#, un principio che all&ori ine del parlamento in lese, il modello che sar sostanzialmente copiato da molti paesi. il caso di precisare che Loc@e non arri$a a teorizzare l&autonomia del potere iudiziario. .e cos4, cade tutto limpianto: se la magistratura funzionale al governo, questi pu/ utilizzare i magistrati per colpire lopposizione politica. $ero. 3uesto accaduto non solo con le monarchie assolute, ma anche con il re ime (democratico) del 7errore nella Erancia ri$oluzionaria. : accaduto anche sotto il fascismo. *n qualche misura s#, anche se sotto il re ime fascista la di$isione dei poteri rimasta formalmente in $i ore. La di$isione dei tre poteri, come noi la conosciamo, risale a un pensatore illuminista francese, <ontesquieu' lui che distin ue chiaramente il potere le islati$o, il potere esecuti$o e il potere iudiziario, poteri incarnati rispetti$amente dal parlamento, dal o$erno e dalla ma istratura. Secondo Loc@e, in$ece, i tre poteri sono il le islati$o, l&esecuti$o e il federati$o. )otere federativo3 Si tratta del potere di rappresentare lo Stato di fronte a li altri Stati e si esercita nello stipulare alleanze, nel dichiarare uerre e nel firmare la pace. L6lluminismo, quindi, riprende e rilancia il filone li!erale di LocBe. Con un $alore a iunto, per1. L&*lluminismo francese, inoltre, conferisce alle idee li"erali in lesi una forza persuasi$a unica razie a una $ariet di mezzi espressi$i. 7orniamo a Loc@e. Secondo lui lo Stato si fonda su alcuni principi essenziali' in primis la so$ranit del popolo. *a quale sovranit" popolare3 6l suffragio universale una conquista della democrazia. $ero, ma anche $ero che secondo Loc@e lo Stato non $iene le ittimato dall&alto, ma dal "asso. -on dal popolo; 0a ceti "enestanti (il diritto di $oto non rientra nei diritti naturali), ma pur sempre dal "asso' non eletti$a la Camera dei Comuni in 4ran Creta na; 7ltri princ4pi3 La di$isione dei poteri che rappresenta un antidoto contro il dispotismo e l&ar"itrio. 9, naturalmente, la tutela dei diritti naturali de li indi$idui e dei loro contratti pri$ati. La laicit# dello Stato Cutto qui3 ,o' Loc@e ritiene che lo Stato de""a essere laico. *a questo mi pare scontato.

,on lo ancora o i in di$erse parti del mondo e non lo stato per numerosi secoli della nostra storia. Lo stesso scenario della ri$oluzione in lese lo dimostra' $edi la $olont della monarchia di imporre in un primo tempo il cosiddetto an lo?cattolicesimo e in un secondo il ripristino dello stesso cattolicesimo. La posizione di Loc@e chiara' lo Stato e la Chiesa sono due realt distinte che hanno am"iti di competenza completamente di$ersi. Lo .tato, naturalmente, non dovre!!e occuparsi della cura delle anime. 9satto. Loc@e definisce lo Stato (un&associazione di uomini, costituito solo in $ista del mantenimento e pro resso dei loro interessi ci$ili), $ale a dire (la $ita, la li"ert, l&inte rit e immunit del corpo, e il possesso de li o etti materiali). 6n funzione cio dei cosiddetti 8diritti naturali9. 4i. Lo Stato, quindi, non ha alcun potere sulla cura delle anime non solo perch+ non l&ha a$uto da 0io ((0io non ha mai dato ad un uomo un&autorit tale su li altri, ch&e li possa costrin ere qualcuno ad a""racciare la sua fede)), ma non pu1 a$erlo neppure dal popolo perch+ (nessuno pu1 trascurare il pensiero della propria sal$ezza al punto di lasciare all&ar"itrio d&un altro, sia principe o sudditi, di prescri$er li la fede o il culto cui aderire). -on potre!!e neppure esercitarlo perch uno .tato non ha alcun potere di persuadere la coscienza di una persona. Certamente' uno Stato potre""e controllare un comportamento esteriore, ma mai la coscienza. -eppure una chiesa, intesa come organizzazione, potre!!e arrivare a tanto. 0i sicuro. Loc@e intende per Chiesa (una $olontaria associazione di uomini che si radunano di $olont propria al fine di onorare pu""licamente *ddio nella forma ch&essi riten ono a Lui "en accetta ed efficace per la sal$ezza delle anime loro). .e volontaria Fa differenza dello .tatoG, vuol dire che non esiste alcun vincolo indissolu!ile per gli associati. 9satto' come un indi$iduo li"ero di entrar$i, cos# li"ero di uscirne. Am"iti di competen$a "en di tinti Loc@e precisa che una qualsiasi Chiesa non ha alcun diritto sui "eni materiali dei suoi associati, n+ pu1 nei confronti di questi (far uso della forza). )erch in questo modo invadere!!e lam!ito di competenza dello .tato: i !eni materiali rientrano nei diritti che lo .tato ha il compito di salvaguardare ed solo lo .tato, poi, che ha il potere di esercitare la forza. *nfatti. 3uello che pu1 fare una Chiesa solo di esortare, ammonire i suoi mem"ri che $iolano le re ole della comunit' nient&altro. LocBe in questo modo stigmatizza la prassi dell6nquisizione. La prassi di tutte le *nquisizioni' pensa alla condanna al ro o di <i uel Ser$eto da parte di Cal$ino a 4ine$ra. 6l diritto alla vita, infatti, tutelato dallo .tato. *a che cosa dovre!!e fare lo .tato in caso di conflitto tra due chiese3 !no Stato non pu1 schierarsi n+ a fa$ore della chiesa (ortodossa) n+ a fa$ore di quella (eretica) (poich+ o ni chiesa per se stessa ortodossa, per le altre a"errante ed eretica). Quindi anche gli .tati cristiani non hanno alcun diritto su quelli pagani. Certo' esistono solo Stati, $ale a dire or anismi politici, "en distinti dalla sfera reli iosa. *a uno .tato, proprio perch ha un suo am!ito di competenza, non pu/ stare con le mani in mano di fronte a uninvasione di campo da parte di una chiesa. *ndu""iamente' lo Stato de$e essere tollerante in linea di principio nei confronti di o ni reli ione, ma non pu1 tollerare che una setta reli iosa, ad esempio, arri$i a sacrificare dei "am"ini per onorare il proprio 0io. .empre perch il diritto alla vita salvaguardato dallo .tato. 4i. Lo Stato pu1 inter$enire solo nel suo am"ito. 6d esempio, non pu1 punire chi idolatra. )erch lidolatria non un reato per lo .tato. *nfatti' come lo Stato non pu1 punire (la mancanza di carit $erso li altri) che considerata un peccato, cos# non pu1 punire l&idolatria. 3uesto anche perch+ il concetto di idolatria relati$o' un

maomettano potre""e considerare idolatra un cristiano. Lo Stato, in altre parole, non ha alcun compito di certificare la $erit di un&opinione reli iosa, ma solo quello di tutelare l&inte rit e la (sicurezza della cosa pu""lica e dei "eni d&o nuno). Questo scontato. ,on lo per1 nel Seicento in lese' tieni presente che in 4ran Creta na il so$rano, dallo scisma di 9nrico =***, il capo della chiesa an licana. Tolleran$a nei con!ronti di tutti( !uorc)* cattolici e atei+ 7!!iamo detto che lo .tato non pu/ tollerare sette religiose che dovessero commettere dei reati. 6mmagino che lo .tato non de!!a tollerare neppure una chiesa intollerante nei confronti delle altre. *nfatti. *a in questo modo non dovre!!e tollerare alcuna confessione religiosa Fmi riferisco sempre al periodo in questioneG perch ognuna di esse, ritenendosi quella vera, intollerante nei confronti delle altre. Eorse esa eri' l&idea di tolleranza si s$iluppa proprio nelle sette cristiane perse uitate. Secondo Loc@e proprio la tolleranza (il pi% importante se no distinti$o della $era chiesa). 7nche lui parla di 8vera9 +hiesa3 Lo sanno tutti che ogni chiesa ritiene vera se stessa e falsa le altre. Lo riconosce anche Loc@e, ma questi non entra nel merito della dottrina. 0na condanna esplicita della diffusa intolleranza presente nelle chiese cristiane del tempo. 9satto. Loc@e iun e ad affermare che lo Stato non pu1 tollerare neppure chi, entrando in una chiesa, passa (sotto la protezione e al ser$izio d&un altro so$rano). 7llude al papa. S#. *a non paradossale che uno .tato li!erale, tollerante in linea di principio nei confronti di tutte le religioni, non tolleri chi aderisce alla +hiesa cattolica3 0al punto di $ista teorico s#, ma de$i calarti nel tempo di Loc@e quando i cosiddetti (papisti), $ale a dire i cattolici, erano considerati asser$iti a un so$rano straniero, un so$rano che a$e$a tutto l&interesse a contrastare l&an licanesimo. Loc@e arri$a a smontare la presunta superiorit della chiesa cattolica in quanto discendente (per un&ininterrotta successione) da li apostoli. Lo fa con le stesse parole di 4es%' (do$e due o tre persone stan radunate nel nome mio, qui$i sono io in mezzo ad esse). *a qui entriamo nellesegesi !i!lica che un terreno minato e inaccessi!ile ai non addetti ai lavori. *ndu""iamente un terreno che d adito a una ridda di interpretazioni. Lasciamo quindi l&ese esi "i"lica ai "i"listi. Secondo Loc@e non de$ono essere tollerati solo i cattolici, ma anche li atei. 7nche questo mi pare un limite intollera!ile. Si tratta, secondo Loc@e, di un limite do$uto alla stessa esistenza di una societ or anizzata' una societ non pu1 stare in piedi se (promesse, impe ni e iuramenti FDG non possono essere sta"ili e sacri). *a questo assurdo: oggi, nella nostra societ" laicizzata, sono pressoch spariti nei tri!unali occidentali i giuramenti sulla Ai!!ia Fe quindi su (ioG e questo non provoca nessuna effetto devastante sulla societ". $ero, ma anche in questo caso non puoi prescindere dai $alori dominanti del tempo. 6 parte questi limiti, tutta$ia, lo Stato, secondo Loc@e, de$e tollerare tutto ci1 che non da esso proi"ito. Quindi anche la costruzione di luoghi di culto. Certo, ma se un luo o di culto di$enta uno spazio in cui si fomenta l&insurrezione armata, allora lo Stato, de$e inter$enire. 7ttuale questo discorso. Un mito lo tato di natura Loc@e il teorico del li"eralismo, dello Stato li"erale, della monarchia costituzionale e parlamentare in lese. *l teorico della democrazia , in$ece, Jean Jacques Rousseau. 7nchegli illuminista come *ontesquieu3 S#. 6 differenza di <ontesquieu, per1, di ori ini s$izzere (nasce a 4ine$ra), anche se si afferma in Erancia. 0o""iamo quindi spostarci dalla 4ran Creta na alla Erancia' la Erancia che nel Settecento teatro di un mo$imento culturale ? l&*lluminismo ? che conta ia pressoch+ l&intera 9uropa e perfino l&6merica del nord, un mo$imento che non solo di$ul a le idee del filone li"erale in lese, ma che riesce,

anche nell&am"ito del pensiero politico, ad ela"orare alcune idee ori inali. il caso, appunto, di Rousseau. 9 li, ad esempio, critica la pretesa di 8o""es e di Loc@e di ricostruire lo stato di natura. )erch, immagino, luomo ha alle spalle millenni di civilizzazione che, naturalmente, lhanno radicalmente trasformato. 4i. 9cco perch+ > secondo Rousseau > Loc@e proietta nello stato di natura qualcosa che molto successi$o, $ale a dire la capacit di ra ionare e di stipulare dei contratti. -on vi quindi alcuna possi!ilit" di scoprire quello che eravamo in quei primordi3 Secondo Rousseau a""iamo un&unica possi"ilit' esplorare noi stessi e co liere ci1 che anteriore alla ra ione. +io i sentimenti. *nfatti. Secondo il nostro due sono i sentimenti ori inari' l&amore di s+ e la piet. 2ousseau, quindi, esclude che luomo sia naturalmente un 8lupo9 per laltro uomo. cos#. L&uomo, secondo lui, naturalmente "uono e di conse uenza socie$ole' da qui il primo nucleo della societ che la fami lia, che si fonda non sulla ra ione, ma sull&affetto. Sono poi dei sentimenti reciproci che sono alla "ase dei ra ruppamenti pi% ampi. 0na visione del tutto idealizzata delluomo. 9 li prende a modello le popolazioni primiti$e note nel Settecento, popolazioni che risultano i or anizzate. -on si tratta, quindi, dello stato di natura. ,o, ma di uno stadio intermedio tra lo stato di natura (che a noi inaccessi"ile) e lo stato dell&uomo ci$ilizzato. 0no stato prescientifico. Certo, una fase in cui l&uomo non ha la pretesa di dominare la natura. 0na critica indiretta al progresso che proprio l6lluminismo teorizza. S#, una critica all&uomo occidentale che si ritiene superiore razie alla scienza e alla tecnica. 0na critica che mi pare in contrasto con la cultura illuministica del .ettecento. $ero' Rousseau un illuminista che per certi $ersi anticipa moti$i romantici, come il primato dei sentimenti sulla ra ione. Il peccato originale della %civilt#& +he cosa non va, secondo 2ousseau, nella cosiddetta 8civilt"93 La disu ua lianza sociale, ad esempio, disu ua lianza che nasce con la di$isione del la$oro. 7llorigine, quindi, vi leconomia moderna. S#, un&economia che $a oltre l&o"ietti$o di produrre in funzione dell&autoconsumo. 0na disuguaglianza che nasce dunque quando gli uomini si dividono in padroni e in lavoratori dipendenti. S#, secondo Rousseau il peccato ori inale da cui nasce la ci$ilt la propriet pri$ata. : un attacco a LocBe. Certo. La propriet pri$ata non ha nulla a che $edere con i diritti (naturali), ma la conse uenza della di$isione del la$oro' $i chi, razie alla propriet pri$ata della terra offre la$oro e chi, pri$o di qualsiasi propriet, domanda la$oro, de$e cio sottomettersi ad altri per sopra$$i$ere, perdendo di conse uenza la sua li"ert. La propriet" privata, dunque, nasce con lagricoltura. S#, ma a un certo stadio' quando chi la$ora la terra non lo fa per soddisfare i propri "iso ni primari, ma per $endere i prodotti sul mercato e uada nare. Rousseau non contro la propriet pri$ata in s+, ( fa$ore$ole alla piccola propriet pri$ata contadina), ma contro quella propriet pri$ata che fonte di disu ua lianza (sociale e politica). cos# che nasce una societ malata, una societ che enera $izi. 6 vizi denunciati da =o!!es3 S#' l&uomo non lupo per natura, ma lo di$enta razie alla ci$ilt. La prepotenza, l&in iustizia, la sopraffazioneD non sono $izi naturali, ma il frutto della ci$ilt in cui i pi% forti si accaparrano di quel "ene di tutti che la terra. Rousseau non ne a la propriet pri$ata frutto del proprio la$oro, ma l&appropriazione di ci1 che comune a tutti li uomini. )ropriet" che lo .tato li!erale tutela.

*nfatti' secondo Rousseau lo Stato di cui parla Loc@e altro non che lo Stato fondato dai ceti pri$ile iati, dai ceti che hanno tutto l&interesse a sta"ilire delle norme funzionali ai loro pri$ile i. .iamo di fronte, anche in questo caso, a un socialista ante litteram. :er certi aspetti, s#, anche se > l&a""iamo i $isto > Rousseau tutt&altro che contrario alla piccola propriet contadina. : su queste !asi che teorizza la democrazia3 S#, e li prende le distanze sia dall&assolutismo di 8o""es che dal li"eralismo di Loc@e. La presa di distanza da =o!!es scontata. Un nuovo %mito& Certo' l&uomo, secondo Rousseau, nasce li"ero. La li"ert, in altre parole, parte essenziale della natura umana, per cui nessuno pu1 sopprimerla, n+ un padrone n+ un so$rano. 9 li, inoltre, prende le distanze da Loc@e ? anche questo l&a""iamo i $isto > perch+ il teorico del li"eralismo presuppone, all&ori ine del contratto su cui si fonda lo Stato, un uomo i in rado di stipulare accordi. Secondo Rousseau, in$ece, la (societ) effetto del patto. Cos# anche il (popolo). *l popolo nasce come conse uenza del patto, ma comunque preesistente lo Stato. !n discorso che ha una conclusione chiara' il popolo, non lo Stato, il depositario del potere. *a che cos questo popolo3 *i pare che 2ousseau ne faccia un mito. *l popolo non una mera a re azione di indi$idui. +he cos, allora3 una realt nuo$a rispetto ai sin oli cittadini, caratterizzata da una indi$idualit. Quale individualit"3 0n popolo formato da individui e da gruppi che rappresentano interessi contrastanti. ,on cos#, secondo Rousseau' il popolo, per lui, a$endo una propria indi$idualit, ha una propria $olont, una comunanza di sentimenti. *a questa la mistica del popolo, non il popolo come si presenta nella realt". ,on metto in du""io la tua opinione, ma qui ci stiamo occupando di Rousseau. 9 li, riferendosi a quella indi$idualit che il popolo, parla di ($olont) enerale)' questa la $olont del popolo. Dale a dire la sommatoria delle volont" di tutti gli individui che lo compongono. :er nulla. Secondo lui un conto la ($olont enerale) e un conto la ($olont di tutti)' questa seconda la sommatoria di interessi, di e oismi indi$iduali e di ruppi. La $olont enerale, in$ece, il sentire comune dei cittadini, un sentire comune che alla "ase della stessa moralit dei sin oli. *a non c modo, in concreto, di misurare questa volont" generale: in unassem!lea ognuno esprime il suo punto di vista particolare. ,on c& modo di misurarla nella lo ica dello Stato li"erale che si fonda su li indi$idui e sui ruppi di interesse. -ella logica di 2ousseau, per/, gli individui si trovano a dovere sottomettersi alla volont" generale, a perdere cos4 la loro li!ert". ,on cos#' il sin olo in questo modo si li"era dall&e oismo, dai propri interessi e, quindi, uada na in li"ert. Rousseau dell&a$$iso che la partecipazione diretta dei cittadini alla estione della cosa pu""lica a""ia un $alore morale perch+ in questo modo i sin oli cittadini, sentendosi parte di un or anismo, si ele$ano oltre il proprio (particulare) (ru"iamo un termine di 4uicciardini) e recuperano la solidariet, in sintonia col modello che Rousseau ha dell&uomo. 0n modello; !n modello che il nostro mutua ? come a""iamo $isto ? dalle popolazioni primiti$e. +on quali modalit" si esprimere!!e questa sovranit" popolare3 Rousseau esclude lo strumento del parlamento. Una ovranit# inaliena"ile -essun diritto di voto, quindi3 ,o' proprio perch+ il popolo il depositario della so$ranit, l&unico titolare del potere le islati$o, un potere che esercita direttamente. *a un conto lautogoverno di piccole comunit" e un conto il governo di una comunit" nazionale;

proprio questa la con$inzione di Rousseau' solo in comunit di modeste dimensioni il popolo pu1 esercitare direttamente il potere le islati$o. *a un piccolo .tato pu/ essere facilmente preda di grandi .tati: la storia che lo insegna. $ero' il modello di Rousseau la sua 4ine$ra, ma e li fa$ore$ole a un&unione di piccoli Stati. Corniamo, in ultima analisi, al modello della democrazia ateniese. S#, ma anche al modello s$izzero. *a una qualche forma di governo ci vuole: i cittadini prendono le loro decisioni in piazza, ma poi necessario che qualcuno metta in esecuzione quanto deli!erato. Rousseau chiaro' il popolo pu1 dele are a qualcuno, per ra ioni pratiche, il potere esecuti$o. *a una delega del genere potre!!e essere rischiosa. Secondo Rousseau, no, perch+ siamo in presenza non solo di un mero potere esecuti$o, ma anche di un potere re$oca"ile in qualsiasi momento. 0n utopista, questo 2ousseau. $ero, ma o i in concomitanza con la pro ressi$a erosione della so$ranit de li Stati a fa$ore dell&inte razione europea, stiamo tornando a ri$alutare il ruolo dell&auto o$erno locale. .4, ma non a!!iamo alcuna pretesa di governare una citt" andando tutti in piazza. Senz&altro. Si tratta, per1, di $alorizzare di pi% i canali della partecipazione popolare' i pro"lemi nazionali e, a ma ior ra ione quelli europei, sono complessi ed "ene che siano estiti, nei loro detta li tecnici, da persone particolarmente competenti, ma sui pro"lemi locali il popolo andre""e coin$olto di pi%. -ello spirito di 2ousseau. 4i, senza per1 se uirlo nella sua condanna del li"eralismo. 9 li tanto anti?li"erale che rifiuta la di$isione dei poteri. *a in questo modo rischia di scivolare nel dispotismo. 8ai ra ione' non un caso che Ro"espierre, il leader carismatico della democrazia iaco"ina e del Re ime del 7errore, sia un ammiratore di Rousseau. *a allora 2ousseau non il teorico della democrazia, ma di uno .tato dispotico. 0o""iamo sempre distin uere il pensiero di un autore dalle sue concrete e storiche applicazioni. *l discorso di Rousseau lineare' lo Stato espressione del popolo e, in quanto tale, ha una sua indi$idualit. : sempre il solito motivo: la mitizzazione del popolo. !na mitizzazione che > lo $edremo > pericolosissima.