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Kapalika Gli asceti del teschio

L'India dell'alto medioevo stato un immenso calderone di culti e pratiche magicoreligiose. In un periodo di grande frammentazione politica e sociale presero forma le principali correnti tantriche, che produssero il maggior numero di rituali ancora oggi osservati nella religione indu ed ampiamente inseriti nel modus vivendi di ogni fedele. Fu anzi la nascita di una societ che non si pu! esitare a definire feudale, in cui diversi piccoli regni e potentati erano in costante competizione tra loro , dopo il crollo dell'impero Gupta nella seconda met del sesto secolo dopo "risto, mentre l'#lite $raminica si stava riversando dai grandi centri ur$ani alle campagne, a favorire lo sviluppo di %uella forma di culto e di prassi magico-religiosa definita tantrismo &. 'roprio %uando il fenomeno tantrico si stava sviluppando, incontriamo un certo numero di ordini religiosi %uasi sempre itineranti, posti agli estremi margini dell'ortodossia $raminica. (ra di essi hanno una certa importanza i 'asupata, con $uone ragioni la pi) antica scuola di devoti di *hiva a noi nota, e i Kapalika, di origine pro$a$ilmente pi) tarda e dal carattere estremamente antinomico. Gli appartenenti ai Kapalika facevano voto di portare con s# una ciotola ricavata da un teschio umano +kapala, insieme a un $astone rituale sormontato da un teschio +katvanga, che li accompagnava ovun%ue e doveva rappresentare il loro carattere distintivo. Inoltre sem$ra che soggiornassero spesso nei campi di cremazione, compiendo riti magici e ci$andosi di resti umani ed animali. -na delle loro prerogative era anche la dimostrazione di poteri soprannaturali o siddhi. I Kapalika erano diffusi in ogni regione dell'India medievale, dall'area himala.ana fino al (amil /adu si trovano infatti testimonianze della loro presenza, ma sem$ra che la loro area di provenienza potesse essere il 0eccan1. *econdo alcuni studiosi proprio i tantra dei Kapalika sare$$ero almeno per certi aspetti all'origine degli anuttara tantra del 2a3ra.ana, che avre$$ero tratto molte delle loro pratiche e la stessa iconografia di molte divinit dai testi dei 4hairava tantra collegati con la setta 5.
& 6onald 0avidson, Indian Esoteric Buddhism: A Social History of the Tantric Movement , "olum$ia -niversit. press, /e7 8ork, 1991, pp. :9 -:;.

1 2edi 0avid /. Lorenzen, The Kapalikas and kalamukas, t o lost shivaite sects, <otilal 4arnasidass, 0elhi, &=:1, &==&, p. >5. 5 'er <ark 0.czko7ski, in !anon of the Saiva"ama and the Ku#$ika Tantras of the %estern Kaula Tradition, /e7 8ork *tate -niversit., ?l$an., &=@=, pp. 1A-1=, con Kapalika si indicano latu sensu i seguaci del mahavrata, senza distinzioni troppo nette tra una scuola e l'altra, che non possedevano un proprio corpus di scritture tantriche. *ul delicato rapporto tra tantrismo e Kapalika, tra cui molto difficile sta$ilire un confine netto, vedi infra e alla nota &.

Le fonti pi) antiche ci parlano di un mahavrata o grande voto che %uesti asceti sostenevano sul modello del mito di 4hairava, la forma terrifica di *hiva. Il mito narrato in diversi testi della letteratura puranica ; , ma la sua versione pi) completa e forse pi) antica compare nel <ats.a purana. Il <ats.a purana ci narra di uno scontro ver$ale tra 4rahma e 4hairava culminata con la decapitazione della %uinta testa di 4rahma. 0opo %uesto atto terri$ile su 4hairava ricade il crimine di $ramanicidioB deve scontare dodici anni di esilio itinerante visitando luoghi sacri di pellegrinaggio +tirtha, e portando con s# il cranio di 4rahma. 4hairava arriva fino sull'Cimala.a, dove 2isnu /ara.ana cerca di colmare con il proprio sangue il kapala del dio, ma neppure lacerandosi a met e facendo sgorgare la ferita per $en mille anni divini riesce a farlo. "onsiglia allora a 4hairava di recarsi nel luogo dove Dil teschio si sta$ilir E. *hiva 4hairava giunge infine a 2aranasi, dove il kapala si colloca spontaneamente ad ?vimukta, ponendo termine al suo castigo. F' pro$a$ile che nel mito, oltre agli aspetti rituali del culto kapalika, si riflettano le tensioni sociali fra $ramini e asceti itineranti dalla condotta antinomica, che si ci$avano di carne e avanzi e visitavano spesso i luoghi di cremazione >. "ome 4hairava, il sadhaka kapalin porta con s il kapala e il katvanga, strumento onnipresente anche nell'iconografia e nell'arte ti$etana. Fsistono diverse opere della letteratura sanscrita che ci raccontano dei Kapalika, perlopi) di carattere teatrale. La menzione pi) antica appartiene tuttavia allo 8 a$navalkya'smrti, che risale al massimo al terzo secolo dell'era volgare, in cui si prescrive per il kapalin la pena per il crimine di $ramanicidio. (uttavia rimane piuttosto du$$ioso che l'autore con il nome kapalin volesse riferirsi alla scuola Kapalika. *i scopre un riferimento diretto invece nel (atha' saptasati, redatto tra il terzo e %uinto secolo d. ", in cui una donna che si cosparge continuamente delle ceneri della pira fune$re dell'amato chiamata apertis ver#is kapalika. /el suo Brha$$ataka, l'astronomo 2arahamihira +>99->:> d.". circa,, associa all'influenza di un pianeta ognuna di sette categorie di asceti, e alla luna i 2rddas. *appiamo da -tpala, che glossa il testo nel decimo secolo, che i 2rddas sare$$ero da identificare con i Kapalika. /el Mattavalisa invece, una commedia dal tono satirico attri$uita al re pallava <ahendravarman +A99-A59,, il protagonista proprio un esponente della setta, *at.asoma, che vive nel tempio Fkam$am, non distante dalla capitale Kanci, insieme alla compagna 0evasoma. /ell'opera come in altri drammi successivi le pratiche kapalika vengono descritte con sdegno e schernoB *at.asoma sempre u$riaco e alla ricerca di %ualcosa da $ere riempendo il kapala. F' piuttosto significativo che anche <ahendravarman fosse un fedele di *hiva ma rigettasse le credenze di una setta ai margini dell'esta$lishment sociale come i Kapalika. ?ltri testi ci parlano di loro in tono canzonatorio o satirico sottolineandone per! le facolt soprannaturali. /el MalatiMada a di 4hava$huti +inizio 2III secolo d. "., la principale
; La letteratura 'uranica costituisce un enorme e disparato corpus di testi il cui grande filo conduttore dato dalla devozione o $hakti verso la divinit . Fssa rappresenta il cuore della religiosit ind) ancor pi) dei 2eda, perch# gli inni e i miti derivanti dai 'urana si sono diffusi lungo i secoli in tutta l'India penetrando in riti e tradizioni in larga parte ancora praticati. I 'urana maggiori sono diciotto, e uno dei pi) antichi tra fra di essi il <ats.a 'urana, dedicato al primo grande avatar di 2isnu in forma di pesce +mats.a,. > *econdo 0avid /. Lorenzen, The Kapalikas and kalamukas))), p.:=, il modello del mito di 4rahma e *hiva risale al Salyaparvan , nono li$ro del Maha#harata dove 6ama taglia la testa di un demone malvagio rakshasa . La testa del demone si attacca per! alla gam$a del saggio <ahodara, che sar costretto a peregrinare fino a trovare scampo da %uesta insolita compagnia in un tirtha nei pressi del fiume *arasvati.

antagonista Kapalakundala, una kapalika capace di volare sopra il campo crematorio e di altre prodezze, che cerca vendetta per l'uccisione e del suo maestro ?ghoraghanta, che in precedenza aveva tentato di sacrificare l'eroina dell'opera. <a nella piece non c' solo spazio per .ogi crudeliB anche *audamini, che corre in aiuto dei protagonisti, ha assunto il voto kapalika. ?ltre informazioni si scoprono nel !andakausika +l'ira di Kausika, di Ksemisvara, composto all'incirca nel settimo secolo. *i tratta di un adattamento del mito del re Cariscandra, costretto a diverse peripezie per placare l'ira del saggio Kausika. /el %uarto atto lo troviamo alle dipendenze del dio 0harma, che indossa i segni propri di un kapalika e viene salutato come un osservante del mahavrata. Il dio kapalin ha molti poteri magici, tra cui controllare i vetala +vampiri, e i fulmini, oltre a possedere una grande conoscenza dell'alchimia. Il kapalika con l'aiuto del re cerca e ottiene da un vetala minaccioso il siddharasa +alla lettera essenza della perfezione, o elisir immortale. "ome per *audamini, sem$ra di trovarsi di fronte a un ritratto in definitiva $enevolo del kapalika. "I sono anche diverse allusioni a pratiche magiche e all'alchimia, che dovevano in %ualche modo far parte delle conoscenze attri$uite a %uesti sadhu. Invece, in un romanzo allegorico come il *ra#odhacandrodaya di Krisnamisra, interamente volto a difendere il visnuismo contro gli altri credi, *omasiddhanta gioca il ruolo di un kapalika smodato e lascivo, che converte alla sua fede un 3aina e un monaco $uddista. La maggior parte dei personaggi sono personificazioni di %ualit astratte, che il visnuita deve ricercare e preservare, come Fede +sraddha, o 0iscriminazione +viveka,. I nostri tre capitanati dal kapalika rappresentano la 'assione +<ahamoha,. Il grottesco trio tenta di catturare Fede, personificazione dell'osservanza visnuita, ma fallisce nell'impresa A. (ra le fonti a nostra disposizione sui portatori del kapala risaltano due opere, l' A"ama' pramanya di 8amunacar.a +circa &9>9, e lo Sri'Bahsya +commento ai 4rahmasutra, del suo discepolo 6amanu3a :+&9&:-&&>:,, forse i massimi maestri visnuiti dell'india medievale. 6amanu3a nel suo Sri'Bhasya attri$uisce ai kapalika sei moniliB due collane, un paio di orecchini, un fermacapelli, il cordone sacro e le ceneri. L' autore li descrive come grandi esperti nella mudra pi) elevata, e dediti a meditare sul * all'interno della vulva. Guest'ultima precisazione ci suggerisce l'esistenza di forme di .oga tantrico nella prassi kapalika +anche se potre$$ero essere elementi pi) tardi venuti a sovrapporsi,, come vedremo in seguito . 'are che le pratiche kapalika fossero adottate anche dai Lakula, un ordine scivaita che doveva con $uone pro$a$ilit essere pi) antico di loro. *em$ra infatti che i Lakula siano stati i primi a osservare il mahavrata e indossassero cin%ue monili di ossa identici a %uelli elencati da 6amanu3a. ?d informarci di %uesto, oltre che della presenza di una vera e propria cosmologia Lakula, il +isvasa, un tantra del nono secolo che comprende elementi decisamente pi) antichi.@?d una prima lettura, potre$$e apparire che i Kapalika fossero un mero proseguimento o un lignaggio %uasi identico ai Lakula, tuttavia un elemento in particolare che si associa al loro nome pu! aiutarne a comprendere meglio le caratteristiche specifiche. Fssi in diversi testi e d anche in alcune iscrizione pervenuteci
A Lorenzen, i#idem, pp. >;-A&. : 6amanu3a considerato uno dei pi) grandi pensatori indu e l'esegeta della tradizione visistadvaita vedanta, una delle principali filosofie visnuite. 8 ?leHis *anderson, The ,-kulas: +e evidence of a system intermediate #et een *-.c-rthika *-/upatism and 0"amic 1aivism, 6amalinga 6edd. <emorial Lectures, &==:, inBThe Indian *hilosophical Annual 23, -niversit. of <adras, <adras, 199A, pp. &A;-&:A.

sono noti come *oma, *aum.a o *omasiddhantin, termine che ci rinvia ad un legame con la luna od il nettare +soma,. *at.asoma e 0evasoma sono in effetti i nomi dei due kapalin del Mattavalisa, e se i 2rddas che 2arahamihira pone sotto l'influenza lunare sono da identificare con i Kapalika, l' associazione sem$ra davvero piuttosto evidente. 'otre$$e trattarsi di un' allusione ad alcune forme di .oga tantrico in cui il nettare, chiamato soma o amrita, raccolto nel corpo sottile del sadhaka o praticante. = F' notevole a riguardo ancora una testimonianza del MalatiMada a, dove la flyin"' itch Kapalakundala mette in relazione il suo potere di andare per aria con il controllo dei sei chakra e delle nadi &9. F' il pi) antico riferimento conosciuto al sistema di fisiologia sottile a sei chakra dell'Catha 8oga. -n 'altra ipotesi che i tratti salienti dei Kapalika siano in realt propri di tutte le sette estreme shivaite, e configurino %uindi pi) che un ordine preciso una categoria di asceti. *pesso le fonti del resto, come a$$iamo visto, sem$rano fare del kapalin una sorta di stereotipo, l'archetipo del praticante scorretto, ora dai tratti comicoIgrotteschi, a volte, ma pi) raramente, dal carattere maligno e ri$elle. ?l contrario si pu! per! notare come molti testi, dai 'urana a 6amanu3a, mostrino sempre una %uadruplice classificazione delle sette shivaite dove appaiono immanca$ilmente i nomi Kapalika o *omasiddhanta, come per designare in modo preciso un ramo $en definito degli accoliti di *hiva. 0el nucleo di metodi per ottenere la realizzazione spirituale specificamente kapalika sappiamo relativamente poco. F' possi$ile che l'identificazione con 4hairava fosse l'o$iettivo ultimo della sadhana kapalika, del resto proprio seguendo il mahavrata il fedele sem$ra voler impersonare il dio. F' decisivo %uanto ritroviamo in uno tra i primi tantra giunti fino a noi, il *icumata o Brahmayamala) Gui la divinit principale Kapalisa$hairava assieme alla sua paredra "andi kapalini. Gi i nomina degli dei ci portano a pensare a un prestito kapalika nel testo e ci rinforza in %uesta idea la presenza della possessione divina del sadhaka o praticante da parte del dio. Il fatto che un tantra assai antico come il Brahmayamala tratti la possessione divina +avesa, da parte di Kapalisa$hairava, citando oltretutto spesso il mahavrata &&, dovre$$e confermarci che il reale fine dei kapalika era l'assimilazione totale con il dio, di cui imitavano rigidamente la penitenza. 0opo il tredicesimo secolo la presenza dei portatori di kapala nel su$continente indiano inizi! a declinare $ruscamente, e nel %uattordicesimo secolo li troviamo scomparsi dalle
= 2edi 0avid Gordon Jhite, The Alchemical Body) Siddha Traditions in Medieval India , "hicago -niversit. press, "hicago &==A, traduzione italiana Il !orpo Alchemico) ,e tradi4ioni dei Siddha nell5india medievale , 6oma, <editerranee, 1995, pp. 191-195 e soprattutto pp. 1;1-1>;, dove l'autore, citando anche il mito della penitenza di 4hairava, allude al nettare come risultato di tecniche .ogiche per la manipolazione del corpo sottile. *ul *oma la pensa diversamente Lorenzen, che lo interpreta come la leggendaria $evanda dei 2edaB DIt is also #arely possi#le that the name also su""ests some sort of connection ith the ancient Brahmanical orship of the into6icatin" sacred drink called soma7 , da A parody of the Kapalikas in Mattavilasa, in (antra in *ractrice, edited $. 0avid Gordon Jhite, 'rinceton -niversit. press, 'rinceton, 1999, p. @5.

&9 Lorenzen, Kapalikas)), p. =;, e 0avid Gordon Jhite, Il !orpo Alchemico)), pp. &>5-&>;. && ?. *anderson, The 1aiva A"e: The 8ise and 9ominance of 1aivism durin" the Early Medieval *eriod, inB *h. Finoo, ed), (enesis and 9evelopment of Tantrism, (ok.o, 199=, pp. &55-&5;, n:;;.

fonti. F' possi$ile che gran parte di essi confluK in sette tantriche che all'epoca iniziavano a godere di maggiore fortuna e prestigio. Lggi la setta pu! dirsi estinta, a parte la presenza di un ridotto numero di sadhu che si fanno passare sotto tale nome e anche di un ordine &1. *e tuttavia per Kapalika intendiamo in modo pi) estensivo una tipologia di asceti tantrici che si ispirano o hanno ereditato alcuni loro usi, si pu! affermare che diversi gruppi di sadhu portino ancora il kapala e fre%uentino i campi crematori, tra cui soprattutto gli ?ghori e alcuni tantrici vamacara;: dell 'India orientale, ?ssam e 4engala del nord in particolare. Gli ?ghori +letteralmente da *hiva ?ghora, Dnon terri$ileE, un'ipostasi del dio, appellativo che gi si trova nei 2eda, presentano le maggiori somiglianze con l'antica setta, tuttavia il loro legame diretto con la corrente kapalika risulta difficile da provare in modo certo, essendo intercorso %ualche secolo tra la presenza degli asceti del teschio e la comparsa degli ?ghori nelle fonti &;. In genere i seguaci di %uesta tradizione sono presenti un po' in tutta l'India del nord, specie nei santuari sacri alla dea +Sakti pitha,.

12 httpBMMamritesh7arisaras7ati.comM. La parampara +linea di successione dei maestri di un lignaggio, di %uesti kapalika contemporanei viene fatta risalire a 4ama Khepa +&@5:-&=&&,, famoso .ogin tantrico che era solito soggiornare in 4engala a (arapith, santuario principale della dea (ara circondato da campi crematori. *u (arapith si veda Jilliam 0arl.mple, +ine ,ives: In Search of the Sacred in Modern India , 4looms$ur., London , 199=, trad. it. +ove vite, ?delphi, <ilano, 19&&, pp. 1A>-1=:.

&5 I tantrici vamacara +alla lettera della mano sinistra, seguono riti in aperta opposizione alle prescrizioni vediche, come l 'impiego delle cin%ue emme o pancamakara, un locus classicus della sadhana tantrica. Fsso consiste nell'uso rituale di carne, pesce, li%uore, mudra + termine che nel tantra riveste una svariata serie di significati. 0ato il contesto potre$$e indicare sia la partner tantrica che alcuni cereali dalle presunte propriet afrodisiache, come se%uenze di gesti previsti dalla sadhana, e rapporti sessuali. &; Il lignaggio ?ghori su cui si hanno pi) notizie certe %uello degli ?ghori Kinarami di 2aranasi, fondato nel diciassettesimo secolo nella stessa citt da 4a$a Kina 6am. I Kinarami fanno discendere la loro catena iniziatica dal divino 0attatre.a, leggendario maestro che incarna la trimurti o triade suprema del pantheon indu, 4rahma, *hiva e 2isnu, il cui culto da secoli fiorente nel <aharashtra. In aggiunta va precisato che secondo alcuni gli ?ghori derivere$$ero dalla sampradaya +tradizione, /ath, ordine di .ogi attivi dal 6a3asthan al /epal. ?ughar, che suona molto simile ad ?ghori, il nome del primo grado iniziatico nella tradizione /ath.

4i$liografia