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Capitolo 3 Gli obiettivi e la struttura della ricerca

1. Dalla teoria allempiria: TEORIA


Definizione operativa Rapporto dindicazione

EMPIRIA

Definizione operativa

CONCETTI
Rapporto dindicazione

INDICATORI

Controllo

RELAZIONI CAUSALI
Spiegazione

CORRELAZIONI

ASSERTI GENERALI (POPOLAZIONE)

Rappresentativit Generalizzazione

CASI PARTICOLARI (CAMPIONE)

2. Linguaggio delle variabili: Lazarsfeld coni il termine linguaggio delle variabili per indicare che ogni soggetto sociale, viene analiticamente definito sulla base di una serie di attributi e propriet, e a queste ridotto; e i fenomeni sociali analizzati in termini di relazioni tra variabili. La variabile, coi suoi criteri di neutralit, oggettivit e operativizzabilit matematica, cos la protagonista dellanalisi sociale. 3. Studi trasversali (o one-shot): le informazioni vengono rilevate nello stesso momento su un singolo campione della popolazione studiata. Si possono ricavare informazioni sul passato, ma ci si deve affidare per questo alla memoria dei soggetti intervistati, e tutti i ragionamenti sui nessi causali si baseranno su manipolazioni statistiche delle variabili. Il vantaggio la velocit che permette di ricavare una gran mole di informazioni su temi diversi. 4. Studi longitudinali: ci si propone di studiare un determinato fenomeno in un periodo di tempo pi lungo. Ci si pu ottenere con: disegni a serie temporale (o trend): vengono contattati campioni equivalenti di popolazione in differenti momenti di tempo; disegni a contatti ripetuti (o panel): gli stessi soggetti vengono intervistati con cadenza regolare. Il vantaggio di questo tipo di indagine che in grado di fornire risultati che vanno maggiormente in profondit su temi selezionati, in genere di numero limitato.

5. Processo di ricerca standard:

CONCETTO

Alto livello di astrazione

Oggetto

Propriet delloggetto

Unit di osservazione

Indicatori

Campionamento

Definizione operativa

Basso livello di astrazione

Casi

Variabili

Matrice dei dati

6. Oggetti della ricerca: i soggetti sociali della ricerca a cui si riferiscono le propriet studiate (es. individui, collettivit, prodotti culturali). Non possibile individuare loggetto senza che siano state specificate prima le propriet. 7. Unit di analisi (o di osservazione): viene definita il tipo di oggetto di cui si occupa una ricerca, il referente sul quale il ricercatore intende rilevare alcune informazioni; essa singolare e astratta (es. individuo, famiglia, istituzioni). 8. Unit di raccolta (o di rilevamento): se le propriet sono aggregate, e quindi non si riferiscono direttamente allunit, ma ad un livello inferiore, lunit stessa prende il nome di unit di raccolta ed su questa che vengono raccolte le informazioni.

Esistono 4 tipi di unit: individuo: non scomponibile e costituisce lunit elementare delle unit aggregate. aggregato: un tipo di unit di analisi scomponibile in unit pi piccole. A seconda della propriet che si intende rilevare, lunit di analisi e lunit di raccolta possono o meno coincidere. Esistono 3 tipi di aggregati: o Il primo caratterizzato dalla presenza dellelemento individuale. Le unit di analisi e le unit di raccolta non coincidono perch le informazioni vengono raccolte a livello individuale e poi vengono estese a tutto il collettivo (es. per calcolare il reddito familiare annuo bisogna chiedere a ciascun componente quanto guadagna in un anno e poi sommare le risposte). o Nel secondo tipo di unit aggregate, le unit ecologiche o territoriali, le informazioni vengono rilevate a livello territoriale. Unit di analisi e unit di rilevamento coincidono. o Il terzo tipo di unit aggregata lente ovvero tutti i gruppi, organizzazioni e istituzioni che hanno un obiettivo in comune, una propria regolamentazione e una struttura formalmente organizzata. Unit di analisi e unit di rilevamento coincidono. evento sociale: le unit di questo tipo fanno riferimento ad informazioni relative ad accadimenti periodici unici prodotto culturale: in presenza di questo tipo di unit, le informazioni vengono rilevate analizzando i prodotti dellagire umano (messaggi di comunicazione di massa, libri, articoli, discorsi politici, programmi televisivi e radiofonici). Per analizzare queste informazioni si ricorre allanalisi del contenuto. 9. Casi: gli oggetti concreti di una determinata unit di analisi sui quali si rilevano le informazioni ; sono gli oggetti specifici di cui si occupa una ricerca scientifica (es. studenti di un determinato corso di laurea, famiglie residenti in un certo comune). La selezione dei casi avviene attraverso il campionamento. 10. Campionamento: insieme di norme e criteri che permettono di stabilire quali singoli oggetti assumeranno lo status di casi in quella ricerca, cio diventeranno delle righe della matrice dati.

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N.B. I risultati di una ricerca non possono essere generalizzabili oltre lambito spaziotemporale entro il quale sono stati scelti i suoi casi. Operativizzazione (o definizione operativa): processo di traduzione dellunit di analisi in una variabile i cui valori siano empiricamente rilevabili, affinch possiamo registrare nella matrice dei dati lo stato che ciascuno dei casi selezionati assume su quella determinata propriet. Si possono identificare diversi tipi di propriet a seconda del tipo di unit di analisi considerata: propriet individuali: si ottengono quando lunit lindividuo e le informazioni raccolte (le propriet) si riferiscono direttamente allindividuo (es. genere, et, titolo di studio, residenza). propriet aggregate: si ottengono aggregando informazioni (le propriet) raccolte su ununit di tipo diverso da quelle a cui vengono riferite. Sono rilevate sulle parti e riferite allintero (es. reddito medio, percentuale dei voti). propriet contestuali individuali: si ottengono quando le informazioni riguardano lindividuo ma si riferiscono al contesto in cui inserito. Esse possono essere direttamente riferite al soggetto (es. n membri della sua famiglia, dimensioni del suo comune di residenza, prestigio della sua occupazione), oppure non direttamente collegabili ad esso (es. occupazione del padre, partito preferito della madre, titolo di studio della moglie). propriet comparative: si ottengono quando la propriet di ciascun caso viene rilevata comparandola con quella posseduta da un altro caso (es. posizione nel profitto dellalunno A rispetto a quella dellalunno B). propriet relazionali: si ottengono quando la propriet di ciascun caso viene rilevata rapportandola agli altri casi (es. posizione del caso A nella rete amicale del suo gruppo). propriet globali: si ottengono quando lunit il collettivo e le propriet sono relative allo stesso caso sul quale sono rilevate; ovvero quando le caratteristiche esclusive del gruppo non derivano da propriet dei membri che lo compongono. Esse sono attribuite a organizzazioni, comunit e istituzioni (tipo di societ, sede legale, settore industriale). Indicatore: concetto i cui stati sono empiricamente rilevabili, esso pi specifico e ha un legame di rappresentazione semantica con il concetto pi generale, oggetto della nostra ricerca, i cui stati non sono rilevabili direttamente. Rapporto di indicazione (o di rappresentanza semantica): rapporto istituito tra un concetto generale e un indicatore pi specifico. Una volta stabilito un rapporto di indicazione, possibile utilizzare la propriet-indicatore I in luogo della propriet-concetto C. Parte indicante: poich concetto ed indicatore non coincidono mai completamente dal punto di vista semantico, un concetto pu essere definito da pi indicatori. La parte indicante la parte destensione di I che ne fa un possibile indicatore di C. Pi la parte indicante estesa, pi I sar un valido indicatore di C.

CONCETTO (es. libert politica)

INDICATORE (es. libert di stampa) Parte estranea Parte indicante

16. Processo di traduzione empirica (secondo Lazarsfeld): I. rappresentazione figurata del concetto; II. specificazione dello stesso concetto, articolato secondo diversi aspetti e dimensioni; III. scelta degli indicatori empirici per le dimensioni considerate; IV. sintesi delle informazioni raccolte in un indice che va posto nella matrice dei dati. 17. Analisi della struttura latente: modello matematico che fa parte del paradigma indiziario di Lazarsfeld. Secondo questo modello il rapporto dindicazione governato dal principio di causalit e, per questo, il rapporto tra il concetto e i suoi indicatori di natura probabilistica; ci rende indispensabile il ricorso a un numero considerevole di indicatori. 18. Intercambiabilit degli indici: fenomeno individuato da Lazarsfeld secondo il quale una delle caratteristiche degli indici rappresentata dal fatto che la loro correlazione con variabili esterne rimane in generale particolarmente stabile, qualunque sia il campione di elementi scelto. Il principio che sta alla base di questo fenomeno che, dati due gruppi di indicatori, possibile costruire due indici per una stessa variabile che, pur producendo classificazioni eterogenee tra loro sui casi, risulteranno statisticamente collegati tra loro in maniera equivalente con variabili esterne. In altre parole, se si costruiscono due indici dallo stesso gruppo di indicatori (riferiti allo stesso concetto) e risultano collegati allo stesso modo con una variabile esterna al concetto, allora i due indici sono intercambiabili. 19. necessario valutare la correttezza del processo di traduzione empirica e dei suoi esiti in termini di validit e di attendibilit di un indicatore e delle variabili corrispondenti. Perch una procedura di rilevazione sia corretta, deve essere sia valida che attendibile. Le due nozioni si collocano in momenti distinti del percorso che porta dal concetto alla variabile: I. la validit riguarda il rapporto di indicazione e di rappresentanza semantica tra concetto e indicatore; II. lattendibilit riguarda la traduzione dellindicatore in variabile attraverso la definizione operativa.

20. Validit: il grado col quale una certa procedura di traduzione effettivamente rileva il concetto che si intende rilevare. La validit aumenta se aumenta il grado di corrispondenza semantica tra il concetto e lindicatore. LAPA (American Psychological Association) ha attuato una distinzione tra tre tipi di validit: I. validit di contenuto (Content Validity) o validit apparente (Face Validity): si ha quando gli indicatori scelti rappresentano in modo accurato luniverso di contenuto indagato, e ci secondo la valutazione di esperti o conoscenze sociologiche del ricercatore. II. validit mediante criterio (Criterion Oriented Validation Procedure): definita come la correlazione tra un indicatore (o un gruppo di indicatori) e una variabile, detta criterio, che si riferisce allo stesso concetto a cui fa riferimento lindicatore e la cui validit risulta gi comprovata. Questo tipo di validit viene distinta in: validit concomitante (Concurrent Validity): la rilevazione viene effettuata nella stessa unit di tempo, e quindi la variabile criterio gi esiste al momento della valutazione. Tra i tipi di validit abbiamo quella per gruppi noti (es. se abbiamo costruito un test di conservatorismo politico, dobbiamo aspettarci che registri punteggi elevati se applicato agli iscritti a un partito di destra). validit predittiva (Predictive Validity): la rilevazione avviene in tempi distinti, e quindi la variabile criterio da determinare in futuro. III. validit di costrutto (Construct Validity) o validazione per relazione con altri concetti: si ha quando un indicatore ha validit in relazione ad altri concetti, ossia quando mostra con le altre variabili che definiscono operativamente altri concetti o loro indicatori, delle correlazioni empiriche dellentit e del segno attesi sulla base delle considerazioni teoriche. 21. Attendibilit: il grado col quale una certa procedura di traduzione di un concetto in variabile produce gli stessi risultati in prove ripetute con lo stesso strumento di rilevazione oppure con strumenti equivalenti. Esistono varie tecniche di accertamento dellattendibilit: test-retest: tecnica che consiste nel correlare tra loro i punteggi ottenuti in due somministrazioni successive di un test sugli stessi individui senza tener conto della reattivit del soggetto, cio n di eventuali processi di apprendimento (nel caso di somministrazioni ripetute a breve distanza), n di possibili mutamenti di opinione (nel caso di somministrazioni ripetute a distanza pi lunga). equivalenza: tecnica basata sulla correlazione dei risultati ottenuti attraverso test tra loro simili che si suppone misurino la stessa caratteristica; in alternativa si suddivide a met un test e si correlano tra loro i punteggi ottenuti nelle due met. misurazione della coerenza interna dei test: un esempio lalfa di Cronbach che calcola la correlazione tra le risposte a ciascuna domanda di una batteria con le risposte a tutte le altre. 22. Fedelt: si tratta di accertare quanto un singolo dato nella cella di una matrice rispecchi fedelmente lo stato di un determinato soggetto sulla propriet rilevata.

23. Affidabilit: si tratta di valutare a priori quanto ragionevolmente ci si pu aspettare che una definizione operativa produca dati fedeli, e di controllare poi ex-post se le aspettative sono state confermate o disattese. 24. Indicatori sociali: si riferiscono a un modello teorico di interpretazione di un fenomeno sociale che guida la scelta degli indicatori stessi. Sono classificabili in base a: luso o indicatori descrittivi (raccolgono dati che non rientrano in un modello di causa-effetto o in una prospettiva di distribuzione delle risorse) o indicatori normativi (implicano il riferimento a un giudizio di valore sulleffetto sociale che lo standard degli indicatori implica, utili per relazioni e previsioni) il tipo di risorse che si intendono valutare o indicatori oggettivi (utilizzati per valutare la disponibilit delle risorse collettive e il livello di benessere/malessere socioeconomico; essi utilizzano statistiche elaborate al di fuori del progetto di ricerca che possono essere standardizzate su un altro standard prefissato, per esempio la media nazionale. Es. il tasso di disoccupazione, di povert, la mortalit infantile,) o indicatori soggettivi (rilevano la percezione di benessere degli individui: sia gli atteggiamenti razionali di valutazione su cui si basa la soddisfazione/insoddisfazione, sia gli atteggiamenti percettivi, emotivi e comportamentali. Essi sono in rapporto con gli aspetti normativi, valoriali e con gli stili di vita. Es. soddisfazione della propria vita lavorativa, aspettative sul futuro, percezione della giustizia).