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ICTUS detto ictus, dal latino colpo, un evento vascolare cerebrale patologico, con conseguente perturbazione acuta della

a funzionalit encefalica, focale o generalizzata. Viene chiamato anche apoplessia o pi appropriatamente attacco apoplettico o colpo apoplettico. Rientra nelle sindromi vascolari acute. L'attacco ischemico transitorio ( !"# $ un accidente cerebrovascolare definito dalla regressione completa della sintomatologia in meno di %& ore (ma solo il '( dei casi evolve in pi di )% ore#. ! termini aulici utilizzati per definire *uesta patologia rispecchiano la storia della medicina, attraverso le lingue che hanno dominato le scienze nel corso dei secoli, poich+ si passa dal greco apoplessi, al latino ictus, all'inglese stroke, che significano tutti allo stesso modo ,colpo,. -n termine pi preciso $ accidente cerebrovascolare. .lassificazione internazionale standardizzata Ictus emorragico ischemico ICD 9 &/) ICD10 !0)

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mal definito1non specificato &/0 !" &/'

Definizioni 3econdo la definizione dell4563 l4ictus $ l'improvvisa comparsa di segni e1o sintomi riferibili a deficit locale e1o globale (coma# delle funzioni cerebrali, di durata superiore alle %& ore o ad esito infausto, non attribuibile ad altra causa apparente se non a vasculopatia cerebrale (la definizione *uindi, nella dicitura di ,ictus, esclude il !"#. L'ictus $ una emergenza medica e deve essere prontamente diagnosticato e trattato in un ospedale per l4elevato rischio di disabilit e di morte che esso comporta. La definizione di ictus comprende, sulla base dei dati morfologici, l'ictus ischemico, pi fre*uente, l'ictus emorragico, nel )'( dei casi e alcuni casi di emorragia meningea. L'errore nel diagnosticare l'ictus non supera il '( dei casi, ed $ raro anche se il medico non $ uno specialista neurologo. Tipi di ictus Ictus ischemico una condizione caratterizzata dall4occlusione di un vaso (ischemia# a causa di una trombosi (%'(# o di un4embolia (78(# o, meno fre*uentemente, da un4improvvisa e grave riduzione della pressione di perfusione del circolo ematico. Ictus emorragico (intracerebrale o intraventricolare# una condizione determinata dalla presenza di un4emorragia intracerebrale non traumatica. Attacco ischemico transitorio TIA! !l !" si differenzia dall4ictus per la durata che nel !" $ inferiore alle %& ore (di solito pochi minuti#.

"ome a seconda della zona L'attacco d'ictus a seconda di dove si verifica lungo il poligono di 9illis prende nomi diversi: Infarto della circolazione posteriore o Poci *uando si verifica sulle arterie vertebrali e arterie basilari Infarto lacunare o Laci *uando si verifica su un'unica arteria perforante e profonda, interessando il braccio posteriore della capsula interna del ponte di Varolio

Infarto della circolazione anteriore parziale o Paci *uando si verifica sull'arterie cerebrale media, dopo la sua suddivisione Infarto della circolazione totale anteriore o Taci *uando si verifica sull'arterie cerebrale media, prima della sua suddivisione

#pidemiologia 5gni anno si verificano in !talia (dati sulla popolazione del %88)# circa );0.888 ictus, di cui circa il %8( $ costituito da recidive (/;.888#. L4ictus $ la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie, causando il )8(<)%( di tutti i decessi per anno, rappresenta la principale causa d4invalidit e la seconda causa di demenza. L4incidenza dell4ictus aumenta progressivamente con l4et raggiungendo il valore massimo negli ultra ottantacin*uenni. !l 7'( degli ictus, *uindi, colpisce i soggetti di oltre 0' anni. !l tasso di prevalenza di ictus nella popolazione anziana (et 0'<=& anni# italiana $ pari al 0,'(, ed $ leggermente pi alto negli uomini (7,&(# rispetto alle donne (',;(#. 3i calcola che l4evoluzione demografica, caratterizzata da un sensibile invecchiamento, porter in !talia < se l4incidenza dovesse rimanere costante < ad un aumento dei casi di ictus nel prossimo futuro. L4ictus colpisce, sia pure in misura minore, anche persone giovani e si stima che ogni anno il numero di persone in et produttiva (>0' anni# colpite da ictus sia intorno a %7.888. L4ictus ischemico rappresenta la forma pi fre*uente di ictus (=8( circa#, mentre le emorragie intraparenchimali riguardano il )'(<%8( e le emorragie subaracnoidee il /( circa. L4ictus ischemico colpisce soggetti di et media superiore a 78 anni, pi spesso uomini che donne? *uello emorragico intraparenchimale colpisce soggetti leggermente meno anziani, sempre con lieve prevalenza per il sesso maschile? l4emorragia subaracnoidea colpisce pi spesso soggetti di sesso femminile, di et media sui '8 anni circa. La mortalit acuta (a /8 giorni# dopo ictus $ pari a circa il %8( mentre *uella ad ) anno $ pari al /8( circa? le emorragie (parenchimali e sub<aracnoidee# hanno tassi di mortalit precoce pi alti (/8( e &8( circa dopo la prima settimana? '8( e &'( ad ) mese#. "d un anno dall4evento acuto, un terzo circa dei soggetti sopravvissuti ad un ictus, indipendentemente dal fatto che sia ischemico o emorragico, presenta un grado di disabilit elevato, tanto da poterli definire totalmente dipendenti. Cause di ictus Ictus ischemico $modifica% 3i distinguono diversi tipi di ictus ischemico: da patologia delle arterie di maggiore calibro (arterie carotidi, arterie vertebrali o arteria basilare#, responsabili di infarti che colpiscono la corteccia e le strutture sottocorticali? da patologie dei vasi di piccolo calibro (arterie perforanti# che causano infarti sottocorticali o lacune? da patologie cardiache (cardioembolico#, causati da emboli a partenza cardiaca? infarto cerebrale d'altra origine (dissezione, poliglobulia, ipoglicemia#? infarto cerebrale d'origine sconosciuta.

Le cause pi comuni di ictus ischemico sono: vasculopatia aterosclerotica che interessa le arterie di maggior calibro, comunemente le arterie carotidi, le vertebrali e le arterie che originano dal circolo del Willis, allinterno delle quali si forma un trombo. occlusione delle piccole arterie (ictus lacunare#, causata da lipoialinosi (strati lipidici che crescono nelle piccole arterie per effetto dell4ipertensione, del diabete o dell4et# edegenerazione fibrinoide o dall4estensione di microateromi dalle arterie di maggior calibro a *uelle perforanti. cardioembolia o embolia transcardiaca: .ondizioni associate con rischio elevato di ictus cardioembolico: fibrillazione atriale (non isolata#, protesi valvolare meccanica, stenosi mitralica con fibrillazione atriale, trombo in atrio e1o auricola sinistri, sic@ sinus sAndrome, infarto miocardico acuto recente (>& settimane#, trombo ventricolare sinistro, miBoma atriale, endocardite infettiva, cardiomiopatia dilatativa, acinesia di parete del ventricolo sinistro. .ondizioni associate con basso rischio di ictus iniziale o ricorrente o non dimostrate con sicurezza come sorgenti di cardioembolismo: prolasso della valvola mitralica, calcificazione dell4anulus mitralico, stenosi mitralica senza fibrillazione atriale, ecocontrasto spontaneo in atrio sinistro, forame ovale pervio, aneurisma del setto interatriale, stenosi aortica calcifica, flutter atriale,

fibrillazione atriale isolata (lone#, protesi valvolare biologica, endocardite trombotica non batterica, scompenso cardiaco congestizio, ipocinesiasegmentaria del ventricolo sinistro, infarto del miocardio (C& settimane, >0 mesi#. Le cause meno fre*uenti di ictus ischemico sono: disordine ematologico1altre cause specificabili ictus emicranico contraccettivi orali od estrogeni farmaci (non estro<progestinici# Vasculopatie infiammatorie primarie (arterite a cellule giganti, arterite di a@aAasu, Lupus eritematoso sistemico, sindrome di 3neddon, vasculiti necrotizzanti sistemiche, poliarterite nodosa, sindrome di .hurg<3trauss, granulomatosi di 9egener, artrite reumatoide, sindrome di 3DEgren, malattia di FehGet, sclerodermia, sarcoidosi, arterite isolata del sistema nervoso centrale, malattia di FHrger# anomalie congenite (displasia fibromuscolare, inginocchiamenti della carotide, dolicoectasia della basilare, sindrome di Ihlers<Janlos, pseudoBantoma elastico, sindrome di 6arfan,malformazioni arterovenose# vasculopatie traumatiche (dissecazioni#

Ictus emorragico $modifica% L4emorragia cerebrale primaria rappresenta l4;8( circa di tutte le emorragie cerebrali ed $ causata pi fre*uentemente dall4ipertensione arteriosa. -n terzo circa dei sanguinamenti cerebrali nelle persone anziane $ causato invece dall4angiopatia amiloide, caratterizzata da emorragie cerebrali a carattere ricorrente. #morragia meningea $modifica% Kel ;8( dei casi si documenta un'emorragia subaracnoidea. LuM essere dovuta a rottura aneurismi, pi fre*uentemente (='( dei casi di emorragia meningea# o, nel )8(, essere idiopatica, caratteristicamente a localizzazione perimesencefalica, e nel restante '( di altre cause rare, per esempio dissezione arteriosa, malformazioni artero<venose (6"V#, fistoleartero<venose durali. &attori di rischio e prevenzione primaria 2li studi epidemiologici hanno individuato molteplici fattori che aumentano il rischio di ictus. "lcuni di *uesti fattori (principalmente l'et#, non possono essere modificati, ma costituiscono tuttavia importanti indicatori per definire le classi di rischio. "ltri fattori possono essere modificati con misure non farmacologiche o farmacologiche. !l loro riconoscimento costituisce la base della prevenzione sia primaria sia secondaria dell4ictus. ! fattori di rischio modificabili ben documentati sono: ipertensione arteriosa? alcune cardiopatie (in particolare, fibrillazione atriale#? diabete mellito? iperomocisteinemia? ipertrofia ventricolare sinistra? stenosi carotidea? fumo di sigaretta? eccessivo consumo di alcol? ridotta attivit fisica.

3ono stati descritti altri fattori che probabilmente aumentano il rischio di ictus ma che al momento non appaiono completamente documentati come fattori di rischio. Nra *uesti: dislipidemia? alcune cardiopatie (forame ovale pervio, aneurisma settale#? placche dell4arco aortico? uso di contraccettivi orali? terapia ormonale sostitutiva? sindrome metabolica ed obesit?

emicrania? anticorpi antifosfolipidi? fattori dell4emostasi? infezioni? uso di droghe? in*uinamento atmosferico.

La prevenzione primaria per tutti, ma specialmente per le persone a rischio, si basa su una opportuna informazione sull4ictus e su una educazione a stili di vita adeguati. stato infatti dimostrato che le modifiche degli stili di vita possono produrre una diminuzione dell4incidenza e della mortalit dell4ictus. 6odifiche degli stili di vita che si associano ad una riduzione del rischio di ictus: 3mettere di fumare < La cessazione del fumo di sigaretta riduce il rischio di ictus, ed $ pertanto indicata nei soggetti di *ualsiasi et e per i fumatori sia moderati che forti. 3volgere una regolare attivit fisica. L'attivit fisica graduale, di lieve<moderata intensit e di tipo aerobico (passeggiata a passo spedito alla velocit di un chilometro in )8<)% minuti#, $ indicata nella maggior parte dei giorni della settimana, preferibilmente ogni giorno. 6antenere un peso corporeo salutare. L4obiettivo puM essere raggiunto aumentando gradualmente il livello di attivit fisica, controllando l4apporto di grassi e dolciumi, aumentando il consumo di frutta e verdura. Ridurre l4apporto di sale nella dieta a non oltre i 0 grammi di sale (%,& g di sodio# al giorno. L4obiettivo puM essere raggiunto evitando cibi ad elevato contenuto di sale, limitandone l4uso nella preparazione degli alimenti e non aggiungendo sale a tavola. Ridurre il consumo di grassi e condimenti di origine animale, sostituendoli con *uelli di origine vegetale (in particolare olio eBtravergine di oliva# e utilizzando i condimenti preferibilmente a crudo. 6angiare pesce %<& volte la settimana (complessivamente almeno &88 g#, *uale fonte acidi grassi poliinsaturi della serie omega</, preferibilmente pesce azzurro, salmone, pesce spada, tonno fresco, sgombro, halibut, trota. .onsumare tre porzioni di verdura e due porzioni di frutta al giorno, e con regolarit cereali integrali e legumi *uali fonti di energia, proteine di origine vegetale, fibra alimentare,vitamine, folati e minerali (potassio, magnesio e calcio#. ) porzione di verdura O %'8 g se cotta o '8 g se cruda? ) porzione di frutta O )'8 g. .onsumare regolarmente latte e alimenti derivati, scegliendo prodotti con basso contenuto lipidico. Ler i consumatori abituali di bevande alcoliche, limitare l4assunzione di alcol a non pi di due bicchieri di vino al giorno (o *uantit di alcol e*uivalenti# nei maschi e a un bicchiere nelle donne non in gravidanza, preferibilmente durante i pasti principali, in assenza dicontroindicazioni metaboliche.

! trattamenti medici che possono ridurre il rischio di ictus sono i seguenti: Kel paziente iperteso: il trattamento dell4ipertensione arteriosa sia sistolica che diastolica riduce il rischio di ictus indipendentemente dall4et del soggetto e dal grado di ipertensione, ed $ pertanto indicato in tutti gli ipertesi. L4obiettivo suggerito dalle linee guida $ una pressione >)/8 e >=8 mm Pg nei diabetici, e almeno >)&8 e >;8 mm Pg < o decisamente pi bassi se tollerati < in tutti i soggetti ipertesi. Kel paziente con fibrillazione atriale associata a valvulopatia $ indicata la terapia anticoagulante. Kel paziente con fibrillazione atriale non valvolare di et superiore a 7' anni e con fattori aggiuntivi di rischio tromboembolico (diabete mellito, ipertensione arteriosa, scompenso cardiaco, dilatazione atriale sinistra, disfunzione sistolica ventricolare sinistra#, $ indicata la terapia anticoagulante orale. !n alternativa alla terapia anticoagulante si utilizza l4aspirina che risulta efficace, sia pure in misura inferiore, soprattutto nei seguenti casi: et superiore a 0' anni, se controindicata la terapia anticoagulante orale? et superiore a 7' anni se prevalente il rischio emorragico su *uello trombo< embolico? nei casi in cui sia prevedibile una scarsa compliance o vi siano difficolt di accesso a un monitoraggio affidabile. Kel paziente con protesi valvolari cardiache meccaniche $ indicata la terapia anticoagulante. Kel paziente coronaropatico con colesterolo elevato, per la prevenzione dell4ictus, $ indicato il trattamento con le statine. Kel pazienti diabetici di et superiore ai /8 anni con un fattore di rischio aggiuntivo, $ indicato l4uso dell4aspirina in prevenzione primaria. !l riconoscimento e la terapia del diabete mellito sono in ogni caso indicati per la riduzione del rischio di ictus.

Come ci si accorge di essere colpiti dall'ictus( Quando si $ colpiti da un ictus improvvisamente compaiono varie combinazioni di *uesti disturbi: non riuscire a parlare nel modo corretto (non trovare le parole o non comprendere bene *uanto ci viene detto: afasia? pronunciarle in modo sbagliato: disartria#, perdere la forza in met corpo (met faccia, braccio e gamba, dal lato destro o da *uello sinistro: emiplegia o emiparesi#, sentire dei formicolii o perdere la sensibilit in met corpo (in modo analogo alla forza: emiipoestesia e parestesia#, non vedere bene in una met del campo visivo, ossia in *uella parte di spazio che si abbraccia con uno sguardo (emianopsia#, vi possono essere altri sintomi ancora come la maldestrezza, l4assenza di e*uilibrio e le vertigini (sempre associate ad altri disturbi: una crisi vertiginosa isolata difficilmente $ causata da un ictus#, le emorragie pi gravi, soprattutto l4emorragia subaracnoidea, si annunciano con un improvviso mal di testa (cefalea#, molto pi forte di *uello sperimentato in passato, che viene assimilato ad un colpo di pugnale inferto alla nuca.

Cosa succede dopo un ictus( L4ictus $ una malattia grave. "lcuni, meno fortunati perch+ hanno lesioni pi estese o un decorso aggravato da complicanze, non superano la fase acuta della malattia e muoiono durante le prime settimane. Ler altri, una volta superata la fase acuta, si assiste ad un miglioramento R fatto che offre motivi di speranza. Quando si verifica un ictus alcune cellule cerebralivengono lesionate in modo reversibile, altre muoiono. Le cellule che non muoiono possono riprendere a funzionare. !noltre nelle fasi acute dell4ictus, intorno alle aree lese il cervello si gonfia per effetto dell4edema. Quando l4edema si riduce il funzionamento delle aree sane del cervello riprende regolarmente. !nfine altre aree sane del cervello possono sostituire le funzioni di *uelle lesionate. 5vviamente le possibilit di recupero variano in relazione all4estensione della lesione e alla particolarit della zona colpita. 2li effetti dell4ictus variano molto nelle diverse persone: alcune sperimentano solo disturbi lievi, che con il tempo divengono *uasi trascurabili, altri, invece, portano gravi segni della malattia per mesi o per anni. .omplessivamente delle persone che sopravvivono ad un ictus, il )'( viene ricoverato in reparti di lungodegenza? il /'( presenta una grave invalidit e una marcata limitazione nelle attivit della vita *uotidiana? il %8( necessita di assistenza per la deambulazione? il 78( non riprende la precedente occupazione. Lotrebbero capitare anche piccole forme di perdite di memoria temporanee e chi $ affetto da *uesta malattia potrebbe riprendere l'uso della parola e non capire la sua situazione. Diagnosi di ictus "ll4ingresso in ospedale vengono di regola effettuati i seguenti esami: radiografia del torace, elettrocardiogramma, esami ematochimici (esame emocromocitometrico con piastrine,glicemia, elettroliti sierici, creatininemia, azoto ureico , bilirubina, transaminasi, tempo di protrombina, "L #. Le diagnosi di !" e di ictus sono diagnosi cliniche. uttavia una tomografia computerizzata (T # o una risonanza magnetica (!"I# sono utili per riconoscere altre malattie che possono essere confuse con *uesta e permettono di documentare la presenza di una lesione, la natura ischemica di *uesta, la sua sede ed estensione, la congruit con la sintomatologia clinica. La R6K presenta vantaggi rispetto alla ". nell'identificazione di lesioni di piccole dimensioni e per *uelle localizzate in fossa cranica posteriore. Quando si sospetta una stenosi carotidea si effettua uno studio eco<Joppler dei tronchi sovra<aortici soprattutto ai fini della scelta terapeutica in senso chirurgico, eventualmente completando la valutazione con altre tecniche non invasive di neuroimmagine (angio<R6K? angio< ".#. Lo studio eco<Joppler permette inoltre un migliore in*uadramento eziopatogenetico. )rincipi di terapia L'ictus $ un'urgenza medica che richiede un ricovero immediato in ospedale. !l paziente con ictus va sempre ricoverato perch+ $ solo con gli accertamenti eseguibili in regime di ricovero che si puM rapidamente

diagnosticare sede, natura ed origine del danno cerebrale, oltre che evidenziare e curare eventuali complicanze cardiache, respiratorie e metaboliche. La terapia specifica nelle prime ore si basa sulla disponibilit di strutture e di personale dedicati alla cura dell4ictus (stro@e unit# e nel caso dell4ictus ischemico, sulla possibilit di sciogliere il coagulo nelle prime tre ore (trombolisi# e di contrastare la formazione di ulteriori trombi attraverso farmaci che prevengono l4aggregazione delle piastrine (antiaggreganti, in primo luogo, l4aspirina#. Unit* specializzate LuM esistere negli istituti ospedalieri un reparto dedicato agli accidenti cerebrovascolari, chiamato anche stroke unit. Jall'analisi dei dati di %8 studi selezionati risulta che nelle stro@e unit si previene una morte ogni /% casi trattati, che un paziente in pi torna a vivere a casa ogni )0 trattati e che un caso in pi ogni )= recupera l'indipendenza.Ssenza fonteT

Trombolisi 2li studi clinici di trombolisi hanno portato ad accumulare dati su un notevole numero di pazienti, cosU da consentire una valutazione delle possibilit offerte da tale trattamento. !l farmaco (r<tL": recombinant tissue plasminogen activator# deve essere somministrato per via endovenosa nelle prime tre ore. L'efficacia del trattamento diminuisce progressivamente dopo le / ore. ! dati infatti indicano che per ogni ).888 pazienti trattati, '7 di *uelli trattati entro 0 ore e )&8 di *uelli trattati entro / ore evitano morte o dipendenza a / mesi, malgrado la comparsa di emorragia secondaria sintomatica in 77 pazienti in pi (non fatale in &= casi, fatale in %; casi# *uando trattati entro 0 ore. La trombolisi va effettuata in centri esperti, dotati di caratteristiche organizzative che consentano di minimizzare l'intervallo di tempo fra arrivo del paziente e inizio del trattamento, e che assicurino una monitorizzazione accurata dello stato neurologico e della pressione arteriosa per le %& ore successive al trattamento. La selezione dei pazienti candidati alla trombolisi deve essere accurata, secondo criteri di esclusione atti ad ottimizzare il rapporto rischi1benefici del trattamento. Kei centri con provata esperienza di neuroradiologia interventistica, nel caso di occlusione dei tronchi arteriosi maggiori (carotide interna, tronco principale dell'arteria cerebrale media, arteria basilare# con elevato rischio di morte o gravi esiti funzionali possono essere utilizzate tecniche avanzate con l4uso di farmaci trombolitici per via arteriosa, associate o meno a manovre meccaniche (angioplastica, tromboaspirazioni, recupero del trombo#. Antiaggreganti ed anticoagulanti L' aspirina (antiaggregante piastrinico# viene prescritta in fase acuta (ad un dosaggio consigliato di /88 mg# in tutti i pazienti ad esclusione di *uelli candidati al trattamento trombolitico(nei *uali puM essere iniziato dopo %& ore# o con indicazione al trattamento anticoagulante. !n alternativa (per i pazienti gi in trattamento con aspirina prima dell4ictus e per *uelli che hanno controindicazioni all'uso dell'aspirina# si utilizzano ticlopidina, clopidogrel o dipiridamolo. ! pazienti con fibrillazione atriale non valvolare vengono trattati con terapia anticoagulante orale come pure i pazienti con altra eziologia cardioembolica che hanno un elevato rischio direcidiva precoce (valvulopatie con o senza fibrillazione atriale#, o fra %,' e /,' (protesi valvolari meccaniche#. Kei casi con patologia aterotrombotica dei vasi arteriosi eBtracranici che, malgrado adeguata terapia antiaggregante, presentano ripetute recidive, $ indicata la terapia anticoagulante orale. #morragia cerebrale !n caso di emorragia intracerebrale spontanea non vi $ alcuna superiorit in termini di beneficio del trattamento neurochirurgico precoce rispetto al trattamento inizialmente conservativo. !l trattamento chirurgico dell'emorragia cerebrale $ tuttavia indicato in alcuni casi (emorragie cerebellari di diametro superiore a / cm? emorragie lobari di grandi o medie dimensioni in rapido deterioramento? emorragie intracerebrali associate ad aneurismi o a malformazioni artero<venose se accessibili chirurgicamente#. 3ono in sperimentazione farmaci che permettono di contrastare l4espansione dell4emorragia. !l trattamento generale coincide con *uello dell4ictus ischemico. Trattamento generale Kelle prime &= ore dall'esordio di un ictus vengono sorvegliate le funzioni vitali (ritmo cardiaco e fre*uenza cardiaca, pressione arteriosa, saturazione dell4ossigeno nel sangue e temperatura# e lo stato neurologico (monitoraggio#. Vanno prevenute le infezioni urinarie (evitando, per esempio il catetere vescicale# e polmonari e va posta particolare attenzione allo stato nutrizionale del paziente, tenendo presente che $ importante riconoscere la presenza di un disturbo della deglutizione (disfagia#. Vanno prevenute anche le trombosi venose profonde in pazienti a rischio elevato. Vanno trattate le eventuali crisi epilettiche e

l4edema cerebrale. Ji particolare importanza $ la mobilizzazione precoce, ossia la possibilit di far muovere il paziente, gi nelle prime ore dopo l4ictus. Le esigenze globali del paziente che ha subito un ictus possono essere cosU sintetizzate: minimizzare il rischio di morte del paziente per cause cerebrali, cardiocircolatorie, respiratorie, infettive, metaboliche? contenere gli esiti della malattia limitando il danno cerebrale e le sue conseguenze? evitare le recidive di danno vascolare dell'encefalo? limitare la comorbosit conseguente al danno neurologico, alle condizioni cardiocircolatorie ed all4immobilit? favorire il recupero delle abilit compromesse dall'ictus allo scopo di promuovere il reinserimento sociale e di utilizzare le capacit operative residue? definire la prognosi del *uadro clinico osservato ed i bisogni a *uesto correlati, al fine di agevolare la riorganizzazione precoce dell'attivit del paziente e soddisfare la sua richiesta di assistenza.

+iabilitazione !l recupero funzionale dell4arto superiore e la rieducazione del controllo posturale e della deambulazione rappresentano obiettivi a breve e medio termine del progetto riabilitativo. !l trattamento dei disturbi del linguaggio (afasia# richiede preliminarmente una dettagliata valutazione da parte di operatori competenti ed il coinvolgimento di un terapista del linguaggio (logopedista# ed $ mirato a recuperare la capacit di comunicazione globale, di comunicazione linguistica, di lettura, di scrittura e di calcolo oltre che a promuovere strategie di compenso atte a superare i disordini di comunicazione e ad addestrare i familiari alle modalit pi valide di comunicazione. Jopo la fase acuta, la cura puM proseguire in strutture specializzate per la riabilitazione, tenendo conto delle esigenze a lungo termine del soggetto colpito. Le attivit assistenziali a fini riabilitativi dopo un ictus hanno caratteristiche distinte a seconda dell4epoca di intervento e richiedono il contributo di operatori diversi, a seconda degli obiettivi consentiti dalle condizioni cliniche, ambientali e delle risorse assistenziali disponibili. !l progetto riabilitativo dovrebbe essere il prodotto dell4interazione tra il paziente e la sua famiglia ed un team interprofessionale (infermieri, fisiatri, neurologi, fisioterapisti, terapisti occupazionali, riabilitatori delle funzioni superiori e del linguaggio#, coordinato da un esperto nella riabilitazione dell4ictus. !l team si riunisce periodicamente per identificare i problemi attivi, definire gli obiettivi riabilitativi pi appropriati, monitorare i progressi e pianificare la dimissione. ! dati attualmente disponibili non consentono di documentare una maggiore efficacia di alcune metodiche rieducative rispetto ad altre. Kel contesto di un progetto riabilitativo comprendente tecniche volte a compensare i deficit, si prevede talvolta la possibilit di utilizzare presidi *uali ortesi ed ausili. utile che i familiari del soggetto colpito da ictus vengano informati, in maniera chiara, sulle conseguenze dell4ictus, soprattutto in termini di deterioramento cognitivo, incontinenza sfinterica e disturbi psichici, oltre che sulle strutture locali e nazionali fruibili per l4assistenza al soggetto malato. 2li operatori sociali, al fine di organizzare e supportare le risorse disponibili, ma anche di contenere lo stress dei familiari del soggetto colpito da ictus. "nche i pazienti pi anziani possono essere riabilitati: $ importante che in *uesti casi la riabilitazione sia guidata da un processo di valutazione multidimensionale geriatrica. 5gni paziente, ancora disabile a distanza di sei mesi o pi da un ictus andrebbe ri<valutato al fine di definire le ulteriori esigenze riabilitative, da realizzare se appropriate. .irca un terzo dei pazienti colpiti da ictus va incontro a depressione. Questi pazienti lamentano molti segni fisici di depressione (stanchezza, disturbi del sonno, di concentrazione, dell4appetito, etc.#. La depressione post<ictus aumenta il rischio di mortalit sia a breve sia a lungo termine dopo l4evento ictale? rappresenta un fattore prognostico sfavorevole sullo stato funzionale del paziente sia a breve sia a lungo termine? aumenta il rischio di cadute del paziente e ne peggiora la *ualit di vita. !n *uesti casi $ opportuno iniziare precocemente un trattamento antidepressivo, anche per ridurne l4impatto sfavorevole sull4attivit riabilitativa. La malattia cerebrovascolare comporta un aumento del rischio di decadimento cognitivo e la demenza vascolare rappresenta la seconda pi fre*uente forma di decadimento cognitivo cronico. .irca il %8(<%'( dei casi di demenza $ infatti dovuto alle malattie cerebrovascolari.