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la Repubblica

DOMENICA 19 GENNAIO 2014

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LA DOMENICA

Lincontro
Bravi ragazzi

Raphael Gualazzi

Da bambino collezionava francobolli e non guardava la tv, poi ha incontrato il diavolo e il blues e non ha pi smesso di suonare. Ovunque: in cima ai monti, nelle gelaterie, in metr, fino allexploit di Sanremo Ora che ha trentadue anni non ha perduto la sua aria da secchione generoso: Non mi piace parlare se non ho niente da dire Preferisco casomai fare un brano in pi
il pugile prima di diventare qualcuno. Compresi i miracoli che la musica pu fare. E capii che la matrice di tutta la musica moderna era l dentro. Cos iniziai a documentarmi, a contaminare e portare quei suoni nelle mie canzoni dandogli un sound pi moderno. Il soul divertimento, emozione e anima. una visione che non si pone il problema delloriginalit n della coerenza. La coerenza non esiste in musica. Devi essere solo coerente con lamore che hai per lei. Macinare chilometri ogni giorno senza preoccuparti dei clich, abbattere le barriere tra i generi senza puzza sotto il naso. La bellezza sta proprio nellaffluire a diversi generi musicali: perch precludersi delle possibilit? La musica una luce che sprigiona tutta la sua energia attraverso i colori, ma tutti in un disco non ci stanno: ogni canzone per ha una sfumatura diversa. Bisogna tenere tutte le porte aperte. Tutto quello di cui abbiamo bisogno labbiamo gi. Libert e tradizione: loriginalit gi insita in questi due elementi. La composizione confidenza e scioltezza: ci si deve liberare da qualsiasi struttura e far confluire la propria interpretazione della realt, rispettando e celebrando la tradizione. Se non conosci la tradizione, non sai dove andare. Un musicista suona per se stesso, per larte e per il pubblico. Fattore estetico, personale e commerciale devono dunque armonizzarsi: se non riesci a combinare questi tre aspetti, allora devi cambiare direzione e sperimentare altro. Il messaggio se arriva, arriva anche attraverso la leggerezza. Se vuoi condividerlo col maggior numero di persone possibile, non puoi rivolgerlo solo a una nicchia. Il primo brano che incise, a ventun anni, si chiamava Sweet FuckinBlues (Quando cominciai a prendermi sul serio) e prima di esibirsi and in chiesa a chieder perdono per quella deriva peccaminosa. Il blues la musica del diavolo, si narra che Robert Johnson andasse ad attendere il demonio di notte in un crocicchio di campagna. Come diceva un mio amico, io in campagna di notte ci sono andato, ma ho beccato solo i carabinieri. Il rapporto tra il blues e il Male si annulla nella musica, che la lingua universale del futuro. E per questo ne sono innamorato e voglio scoprirla ogni giorno. Il bene e il male non esistono: esiste il bello. Dal 2005 inizia a girare per festival jazz e nel 2009 Caterina Caselli lo vuole nella sua scuderia, la Sugar. Il primo colpo che piazza la musica per uno spot della Eni, una cover di Dont Stop dei Fleetwood Mac. Poi arriva il cosiddetto successo sanremese, nel 2011 con Follia damore che vince la sezione giovani e fa man bassa di premi della critica e lanno scorso con Sai (Ci basta un sogno). La sua Reality and Fantasy remixata da Gilles Peterson sfonda le classifiche. La sua Rainbows il motivetto-jingle che Fazio ha scelto per questa edizione di Che tempo che fa. E arrivano anche i soldi, grazie ai quali andato a vivere in affitto a Londra per motivi artistici, non fiscali. Lunico lusso che mi sono concesso un pianoforte C3 Yamaha da ventimila sterline e una vacanza in America dopo Natale, non ero mai stato a New Orleans. Non si fa musica per i soldi, tantomeno ora che, rispetto a dieci o ventanni fa, in proporzione butta malissimo. Finch non sfondi un muro, vai solo a perdere. Ma non me ne importa niente, finch la salute mi regge e ho la forza di suonare sono luomo pi ricco del mondo. I pi grandi musicisti che ho conosciuto erano fatti solo di musica. E snocciola, anche qui, teorie di nomi che a un profano dicono ben poco, con gli occhi illuminati di un bambino che recita la formazione della Juve. Se gli chiedi con chi sogna di duettare, mica ti dice Bono o Tom Waits. Risponde Kurt Elling, Camilla, Esperanza Spalding. Le collaborazioni migliori nascono quando lasci la fase del controllo e vai libero. Bisogna essere aperti, non devi essere geloso nel donare ci che hai appreso. Londra un crocevia di culture musicali unico, la frontiera dove sincontrano il mondo afroamericano e quello europeo. Quando sono l vado a sentire concerti nei localini, partecipo alle jam session, incontro artisti. Peccato che in due anni a Londra ci sar stato s e no un mese. Ogni giorno che il Dio della musica manda in terra, Gualazzi suona quattro o cinque ore. Se in tour, al concerto aggiunge unora di prove e un paio di composizione in albergo o in camerino. Ha una fidanzata che fa taekwondo, unico spiraglio che lascia aperto sul privato sentimentale. E sul comodino sempre biografie di musicisti, per dalla tasca del cappotto estrae un libretto che gli hanno appena donato: Larte di insultare di Schopenauer. Lo maneggia con lieve imbarazzo e curiosit, ordigno attraente per lui che gi fatica a parlare, figuriamoci a insultare. Apposta glielavranno regalato. Sul palco di solito non spiccica parola: larghi sorrisi impacciati e qualche grazie. E se invece proprio in vena, qualche spiritosaggine da sagrestia. Qualche volta mi piace scherzare, ma mai parlare a vuoto. tutto tempo tolto allo spettacolo, preferisco semmai fare un brano in pi. un obbligo morale dare attenzione solo alla musica. Casomai non si fosse capito.
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EMILIO MARRESE

mmaginate, nella galassia dello show business, il punto pi lontano da Amici, X-Factor e compagnia. Bene: per arrivare sul pianeta Gualazzi, siete solo a met strada. Avessero voluto costruirlo apposta in laboratorio, un personaggio cos antitetico al talentismo televisivo imperante, non sarebbe venuto cos. un incrocio tra Yoghi e Superpippo, un boy scout del jazz, ha il fascino dannato del secchione che passava i compiti a scuola. Ma i suoi concerti sono di unallegria travolgente e contagiosa, il suo ritmo irresistibile fa zompare in platea nonni, zie, mamme e ragazzini. Virtuoso al pianoforte e sofisticatissimo nel miscelare swing, soul, blues, rag time, mambo, gospel, country o folk sviscerandone il cuore pop, il suo suono quello solare del pianista che strimpella gobbo nel saloon o nel bordello o nella villa di Gatsby, sperando di essere invisibile. La musica nasce da due esigenze principali: una di natura mistico-spirituale e laltra di intrattenimento. Lo scopo dunque trasmettere divertimento e spirito. Niente a che vedere neanche con lo stereotipo del jazzista snob, tormentato ed esistenzialista: la paillard di pollo ai ferri nel suo piatto, nella trattoria romana dove lo incontriamo, emblematica. Niente vino, niente caff, niente tabacco. Era un bambino che collezionava francobolli, ecco tutto. Oggi colleziona bustine di t e d lidea che, spente le luci della scena, riaccompagnerebbe a casa gli spettatori pi anziani uno a uno con la sua macchina. Raphael Gualazzi, trentadue anni da

ROMA

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Urbino, ha segnato come il passaggio di un Ufo gli ultimi due Festival di Sanremo (dove torner ora in coppia col dj techno The Bloody Beetroots) e da due anni vive praticamente in tourne riempiendo i teatri italiani, francesi, tedeschi, canadesi o giapponesi. Porta la sua musica in giro, con lostinazione gioviale di un missionario, anche nelle stazioni della metro parigina, sotto la Tour Eiffel, in cima al Monte Rosa, al Louvre, ovunque ci sia un piano. capace di suonare allalba a Rimini e a Nantes la sera stessa. In questo, non cambiato dai tempi del suo primo concerto a un raduno open, bastava iscriversi, sullAppenino romagnolo: Scivolammo un po in l con la scaletta: salimmo sul palco alle tre e mezza di notte, un freddo bestia, senza nemmeno il conforto dellalcol perch davano uno di quei rossi imbevibili che fanno lo schiumone nella bottiglia... Ho suonato dappertutto, anche in una gelateria: ci andammo perch il sassofonista aveva un interesse per una commessa, lo capii dopo. Figlio di due impiegati statali, il padre Velio fond negli anni Sessanta con Ivan Graziani gli Anonima Sound. Ivan mi sent cantare che avevo otto o nove anni e disse che avevo qualcosa di particolare. Cosaltro poteva dire al figlio di un amico? A quellet ebbi il mio primo pianoforte elettronico, regalo per la prima comunione: era mostruoso. A quattordici il primo acustico, unaltra ciofeca. Mio padre me li ha fatti sudare. Cerano altri compagni che avevano il pianoforte a coda al secondo anno di conservatorio, io ho avuto il primo verticale Yamaha usato alluniversit, quando frequentavo Conservazione dei beni mobili e artistici. Era uno di quei bambini che, non solo sognava un Gronchi rosa, ma nemmeno vedeva la televisione (e continua a non possederla). Mi ricordo gli Aristogatti, Bianca e Bernie o La carica dei 101 perch ce li facevano vedere a scuola. In camera non aveva poster alle pareti ma una maglietta di Bob Marley che mi port una zia. Giocava a basket, finch lussarsi un dito non divent incompatibile con gli studi da pianista. Ascoltava i Led Zeppelin, poi incontr il blues. La zona del pesarese era stata ribattezzata il Delta del Metauro, facendo il verso al Delta del Mississippi, culla del blues. Cominciai ad ascoltare di tutto e a leggere le biografie dei grandi bluesman, gente che raccoglieva il cotone o faceva

In musica la coerenza non esiste

Devi essere coerente solo con lamore che hai per lei Perch precludersi delle possibilit?