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19 Gennaio 2014 - II Domenica del Tempo Ordinario - Anno A

19 Gennaio 2014 - II Domenica del Tempo Ordinario - Anno A


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Andate per tutto il mondo e predicate il vangelo a ogni creatura(Mc 16, 15). Se qualcuno si vergogner di me e delle mie parole, il Figlio dell'uomo si vergogner di lui quando ritorner nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi (Lc 9, 26).

Disegno di Sergio Toppi

Ecco lagnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo Il Dio che viene ad incontrarci nella Bib b ia non regna, indifferente alla sofferenza umana, in una lontananza b eata. un Dio che, al contrario, si prende a cuore tutta questa sofferenza. Lui la conosce (Es 3,7). La notizia di Dio che si fa uomo in Ges non ci lascia di sasso: Dio viene nel cuore della nostra vita, si lascia toccare dalla nostra sofferenza umana, si pone con noi le nostre domande, si compenetra della nostra disperazione: Mio Dio, perch mi hai ab b andonato? (Mc 15,34). Giovanni Battista dice di Ges: Ecco lAgnello di Dio, che toglie il peccato del mondo. Ecco questo Dio che si lascia ferire dalla cattiveria delluomo, che si lascia commuovere dalla sofferenza di questa terra. Egli ha voluto avvicinarsi il pi possib ile a noi, nel seno della nostra vita, con i suoi dolori e le sue contraddizioni, le sue falle e i suoi ab issi. in questo che la nostra fede cristiana si distingue da qualsiasi altra religione. Ges sulla croce - Dio nel mezzo della sofferenza umana: questa notizia per noi unincredib ile consolazione. vicino al mio dolore, egli mi capisce, sa come mi sento. Questa notizia implica allo stesso tempo unesistenza scomoda: impegnati per coloro che, nel nostro mondo, stanno affondando, che naufragano nellanonimato, che sono torturati, che vengono assassinati, che muoiono di fame o deperiscono... Sono tutti tuoi fratelli e tue sorelle!

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+ Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 1,29-34) Ecco lagnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo In quel tempo, Giovanni, vedendo Ges venire verso di lui, disse: Ecco lagnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli colui del quale ho detto: Dopo di me viene un uomo che avanti a me, perch era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nellacqua, perch egli fosse manifestato a Israele. Giovanni testimoni dicendo: Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nellacqua mi disse: Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, lui che battezza nello Spirito Santo. E io ho visto e ho testimoniato che questi il Figlio di Dio.

Dalla Parola del giorno Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! . Ecco l'agnello di Dio Dopo la grandi abbuffate spirituali (e non) del tempo di Natale, la liturgia si rimette nel tempo ordinario. Riprendono gli impegni scolastici e sportivi dei nostri ragazzi, ripartono i percorsi di catechesi, tutte le attivit delle parrocchie e degli oratori si riappropriano dei loro ritmi. Chiss se quella scintilla che brillata nei nostri occhi la notte di Natale ha cambiato il nostro cuore... Chiss se il Cristo Salvatore ha preso vita in noi, se la nostra vita si lasciata impastare da quel lievito di novit... Chiss se quella stella che i magi d'oriente ci hanno invitato a seguire, ha riempito anche i nostri cuori di una grandissima gioia... Chiss... Oggi la liturgia ci riporta nuovamente a confrontarci con Giovanni battista. Il quarto Vangelo non racconta la scena del Battesimo di Ges, ma mette sulle labbra del cugino asceta la rivelazione del Messia: Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Tutti i giorni ascoltiamo nell'Eucarestia questa frase, proviamo a capirla meglio. Innanzitutto bisogna dire che questa presentazione che Giovanni fa di Ges, contiene una novit strabiliante. A differenza della tradizione ebraica, dove l'uomo che si deve offrire a Dio, qui ci viene presentato un Dio che rovescia le parti, che capovolge le logiche del gioco. L'immagine dell'Agnello di Dio sottolinea che Lui stesso che si offre per noi, che si dona e si consegna. Questo capovolgimento una vera rivoluzione perch sposta le priorit del discepolo: non c' nulla da conquistare, non ci sono punti premio da far segnare sulla tessera del buon cristiano, ma tutto un dono da accogliere e da condividere. Interessantissima anche la seconda parte dell'affermazione: "... che toglie il peccato del mondo". L'Evangelista usa il vocabolo al singolare per rivelare un aspetto preciso della missione di Ges che da subito viene messo in luce. In quanto "agnello di Dio" si delinea una missione di espiazione e di liberazione, ma nel mirino di Ges non sono solo i peccati degli uomini - cio le singole mancanze o inosservanze - bens il peccato in quanto tale, cio quella radice di male che ognuno di noi si porta dentro. Il progetto di salvezza di Ges non un rattoppo d'emergenza, ma una ricostruzione radicale e totale del cuore. Coraggio, cari amici, proviamoci. Lasciamo che la potenza dello Spirito di Cristo ci ricostruisca il cuore, doni freschezza alla nostra vita, ci riconsegni all'autenticit della nostra vita da discepoli. Buona Settimana don Rob erto Seregni

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Piet Signore per il mio bisogno di supremazia.

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Piet Signore per il mio bisogno di supremazia. Piet di me presuntuoso e vanitoso. Piet o Dio per tutte quelle volte che ostento di sapere tutto di te. Piet per tutte le immagini sbagliate che ho dato di te. Piet Maestro, di me prepotente e violento. Piet per tutte quelle volte che non sono stato un buon discepolo: mite, umile e mansueto. Piet Ges per tutte quelle volte che la gelosia di te e l'invidia per i doni altrui, non mi hanno permesso di gioire per il bene operato al di fuori di me. Piet Signore per tutte quelle volte che a causa della mia incapacit a collaborare, ho creato divisione nella costruzione del tuo Regno. Piet per tutte le volte che non ho ascoltato e trattato male tutti i "Giovanni" che mi hai inviato.

Ges ci dice: "Voi siete la luce del mondo". Una luce che, per, non procede da noi, ma dono: "Io ti render luce". allora necessario non staccare la spina dalla sorgente luminosa, altrimenti la lampada si spegne, lasciando ampia possibilit alle tenebre di avvolgere ogni cosa seminando paura, scoraggiamento confusione. Non forse quello che costatiamo oggi intorno a noi, e forse anche in noi stessi? "Se la luce che in te tenebra - torna a ripeterci Ges - quanto grandi saranno le tue tenebre". S, prima di piangere sulle rovine della societ, rivediamo il nostro 'essere cristiani'. Non l'abbiamo forse troppo annacquato? Non abbiamo avuto la pretesa di 'vivere di rendita' senza impegnarci ad alimentare la lampada della nostra fede? Se ci sono le tenebre, la colpa non della notte, ma delle sorgenti luminose che abbiamo lasciato spegnere.

Le persone che uniscono insieme fede e umilt sono veramente sicure di avere ab b ondanza di grazia e di camminare con decisione e "progredire un tantino ogni giorno" (APD, 1963, 73).

Disegno di Sergio Toppi

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"In questo percorso dei Magi dOriente simboleggiato il destino di ogni uomo: la nostra vita un camminare, illuminati dalle luci che rischiarano la strada, per trovare la pienezza della verit e dellamore, che noi cristiani riconosciamo in Ges, Luce del mondo. E ogni uomo, come i Magi, ha a disposizione due grandi libri da cui trarre i segni per orientarsi nel pellegrinaggio: il libro della creazione e il libro delle Sacre Scritture. Limportante essere attenti, vigilare, ascoltare Dio che ci parla, sempre ci parla. Come dice il Salmo, riferendosi alla Legge del Signore: Lampada per i miei passi la tua parola, / luce sul mio cammino (Sal 119,105). Specialmente ascoltare il Vangelo, leggerlo, meditarlo e farlo nostro nutrimento spirituale ci consente di incontrare Ges vivo, di fare esperienza di Lui e del suo amore." SANTA MESSA EPIFANIA DEL SIGNORE - Basilica Vaticana - Luned, 6 gennaio 2014

(*) "La divisione dei cristiani porta grave danno alla santa causa della predicazione del Vangelo a tutti gli uomini e chiude a molti l'accesso alla fede... Tutti i b attezzati sono chiamati a radunarsi in un solo gregge e a rendere, cos uniti, testimonianza a Cristo, loro Signore, di fronte alle genti". Decreto conciliare Ad Gentes, 6

Dio poteva presentarsi in tante maniere: come un leone e tutti ne avremmo avuto paura, come una volpe e tutti avremmo saputo quanto era furb o, come un serpente e avremmo saputo che meglio non fidarsi troppo; come un rapace o come un felino e cos avremmo imparato a starcene lontano o a scappare via da lui; e, invece, si presentato come un agnello perch nessuno lo temesse

Uno sfrigolio in punti sparsi. Poi la casa fu buia, la televisione zitta. La voce di Giacomo squill: - Mamma, cos' successo? - Giacomino, deve essere un blackout. - Un... cosa? - Si, insomma, la corrente elettrica saltata. Non funziona pi la luce e neppure gli elettrodomestici vanno. Non avere paura. Quando la mamma lo metteva a letto e poi salutandolo spegneva la luce, gli usciva la paura del buio e faticava a dormire. Ma ora non sentiva paura. Ud rumori ovattati di mani che lo cercavano e si sent sollevare. Stando attenti a non urtare il tavolo e le sedie, si affacciarono alla finestra. Giacomo vide le stelle brillare nella notte silenziosa, come mai aveva veduto. - Vedi quanto sono belle? - chiese la mamma - Un tempo gli uomini le guardavano spesso. Con esse si orientavano, navigando i mari. Le interpellavano per conoscere il proprio destino. Levando gli occhi al cielo molti vi cercavano Dio. - E adesso? - Ora la gente preferisce fare affidamento sulla TV, oppure cercare risposte nei giornali. Non pi scrutate le stelle hanno perso lucentezza. In quel momento un brusio attravers il condominio e quelli vicini. Torn la luce, si riaccesero i televisori. Giacomo vide decine di persone affacciate ai balconi dei palazzi di fronte, tutte con il naso all'ins. Ma la corrente era tornata e le stelle avevano smesso di brillare. Kociss Fava

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