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DECRIPTARE LA BIBBIA...
NUMERI NEI VANGELI E NELL'APOCALISSE, ANNUNCI DEL MESSIA
di Alessandro Conti Puorger per Edicolaweb

Nella mia ricerca per pervenire a "Decriptare le lettere parlanti delle sacre scritture ebraiche" di cui ho gi parlato diffusamente, col metodo di "Parlano le lettere" ho cercato tracce che manifestassero un occhio particolari degli autori del Nuovo Testamento nei riguardi del valore delle singole lettere ebraiche, che sono lelemento base indivisibile della decriptazione essendo trasformabili in concetti. In tale ambito, infatti, in special modo nel Vangelo di Matteo, ritenuto dagli studiosi di questioni bibliche destinato ai primi fedeli provenienti dal ceppo ebraico, e nei testi che la tradizione attribuisce allapostolo Giovanni - il IV Vangelo e lApocalisse -, si trovano spaccati ed approcci di tipo particolare propri del tempo che fanno trapelare, ad esempio, luso della "gimatria", che poi tanto sviluppo ebbe con la cabbalah nel Medioevo. Questa consiste nella prassi antica della cultura ebraica di dare valore alle espressive lettere del loro alfabeto, associando a ciascuna di esse un numero e traendo conseguenze e suggerimenti per parole sottese dallo stesso complessivo valore numerico, sia pure con lettere diverse, in quanto ritenuto collegabile da un sottile e sapiente substrato daffinit. Tale uso fatto dagli autori sacri specie quando riguardano la rivelazione o apocalisse, indipendentemente dove si trovino, cio gli annunci che riguardano lavvento delle cose ultime, quindi il tempo del Messia; con ci creavano tensione particolare nei cultori della parola del tempo usi a decriptare testi. LE GENEALOGIE Per entrare nel vivo dellargomento prendo ad esempio linizio del Vangelo di Matteo che riporta una "Genealogia di Ges Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo." (Mt. 1,1) Il re Davide il personaggio della storia della salvezza che in questa genealogia complessivamente nominato tre volte, e la seconda volta con il titolo di "re"; infatti, tale Vangelo successivamente recita: 1,2-6a - Abramo gener Isacco, ... gener Iesse, ... gener il re Davide. 1,6b-11 - Davide gener Salomone ... gener ... Giosia gener Ieconia e i suoi fratelli al tempo della deportazione in Babilonia. Davide in ebraico si scrive con tre consonanti e per la gimatria, tenuto conto che in ebraico ciascuna lettera anche un numerale (come in latino alle lettere I, V, X, D, C, L, M associato un numero) si ha: =( =4 ) + ( = 6) + ( = 4) = 14 Proprio questo numero 14 richiamato in quel brano per ben tre volte come per tre volte stato richiamato il nome Davide; infatti, lultimo versetto di quel Capitolo1 di Matteo recita: Mt. 1,17 La somma di tutte le generazioni - da Abramo a Davide di 14 (somma 14);

- da Davide alla deportazione di Babilonia di 14 (somma 28);

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- dalla deportazione di Babilonia a Cristo

di 14 (somma 42).

Si evidenzia cos, subito, dalla prima pagina di quel Vangelo come a quei tempi la cultura ebraica fosse densa di pensieri collegati alla gimatria, e che, appunto, sin dallinizio il Vangelo di Matteo si qualifica destinato a fedeli allebraismo (infatti, Eusebio ed altri antichi riferiscono duna primitiva edizione in ebraico) ed in particolare a cultori delle sacre Scritture. Questo versetto (Mt. 1,17) fornisce una traccia al lettore e lo guida verso la somma di tutte le generazioni. Proviamo perci a seguire questa traccia verificando i numeri associabili ai risultati dognuno di quei tre periodi. Cosi operando, essendo David il risultato del primo periodo di 14 generazioni, sono da verificare quelli degli altri due periodi che dovrebbero fornire i risultati di (14+14)=28 e di (14+14+14)=42. Il risultato del secondo periodo preannunciato dallo stesso vangelo deportazione di Babilonia, in ebraico: "galut Baboelah"

= ( = 3) + ( 400) =( 5) = 2) + (

= 30) + ( = 6) + (

16 *

= 2) + (

= 30) + (

12 *

Totale:

28 *

I numeri con (*) si ottengono sommando le cifre, non considerando gli zeri. Il risultato del terzo ed ultimo periodo il Cristo e sappiamo che la somma con i criteri di cui sopra 42; questo il risultato a cui tende tutto il discorso. Matteo riporta, perci, la genealogia, con intento qualitativo quale occasione per indicare gli antenati di Ges, onde ricordare gli eventi fondamentali della storia della salvezza, ma soprattutto per affermare agli Ebrei dellepoca, in ogni modo, perci anche con i numeri, che Ges il Cristo, infatti: "Dopo la deportazione di Babilonia, Ieconia gener Salatiel, ... gener Giacobbe, Giacobbe gener Giuseppe, lo sposo di Maria dalla quale nato Ges chiamato il Cristo." (Mt. 1,12-16) Proviamo con Ges il Cristo "Ges il Cristo"

= ( = 10) + ( 70) = ( = 10) + ( =(

= 5) + ( = 6) + (

= 300) + (

22 *

= 300) = 300) + ( = 10) + ( = 8) Totale:

4* 16 * 42 *

= 40) + (

Il numero 14 su cui appesa tutta la genealogia nasconde, poi, con lo stesso criterio le parole Figlio di Dio .

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"Figlio di Dio"

= ( = 50) + ( = ( 30)

= 2) = 1) + ( =

7*

= 30) + (

7*

Totale:

14 *

quindi anche un avviso inserito sin dallinizio del Vangelo al lettore ebreo perch vi cerchi i messaggi segreti. La genealogia inserita nel Vangelo di Luca (3,23-38) perviene anchessa a concludere che Ges "Figlio di Dio" per un totale di 76 generazioni, delle quali 56 da Abramo a Ges contro le 42 di Matteo. Le genealogie tra Matteo e Luca non quadrano tra loro, perch Matteo vuol far venire sempre le 14 generazioni, pure per gli estesi periodi dopo Davide. Il confronto numerico delle generazioni tra Matteo e Luca fornisce: Generazioni da Adamo ad Abramo da Abramo a Davide da Davide a Neri (Lc) a Ieconia (Mt) da Neri (Lc) o da Ieconia (Mt) a Ges Totale: 14 14 14 (Mt) (Lc) (20) 14 20

22

42

56+(20)

Di fatto per Matteo non importante che la genealogia sia precisa, ma che questa, renda palese allattenzione che Ges, era re, era figlio di Davide, che Figlio di Dio, che il Messia e che aveva tra i suoi antenati personaggi chiave della storia della salvezza. Per il giudaismo, al tempo di Ges, il periodo del regno di Davide era let delloro ed il suo trono era simbolo duna sovranit imperitura. Ci prese forza dal patto eterno che Dio stipul con Davide (I Cronache 17,11-14): "Quando i tuoi giorni saranno finiti e te ne andrai con i tuoi padri, susciter un discendente dopo di te, uno dei tuoi figli e gli render saldo il regno. Costui mi costruir una casa e io gli assicurer il trono per sempre. Io sar per lui un padre e lui sar per me un figli ... il suo trono sar sempre stabile." (2 Sam. 7,12-16) Un figlio di Davide, Salomone, in effetti, costru il Tempio al Signore, ma il suo trono non rimase stabile; ma, siccome la parola di Dio si attua, dopo la caduta del regno di Giuda (586 a.C.), sinstaur lattesa messianica dellaffermarsi di questo regno eterno. Il popolo, perci, attendeva il Messia dalla casa reale di Giuda, che sidentifica con "la casa di Davide": E per la promessa "Io sar per lui un padre e lui sar per me un figlio." Era importante che fosse discendente legale della casa di Davide come d'altronde riferisce Matteo con la figura di "Giuseppe, lo sposo di Maria dalla quale nato Ges chiamato il Cristo" (Mt. 1,16b).

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I Vangeli, infatti, evidenziano questattesa messianica quando, allentrata di Ges in Gerusalemme, prima della sua passione, la folla grida: "Osanna al figlio di Davide." (Mt. 21,9; vedi anche Mt. 9,27; 12,22s; 22,42) SULLA RIVA DEL MARE IN FRONTIERA CONTRO IL MALE Dio, per creare luomo libero, ha scelto di portarlo dalla non esistenza gradualmente alla statura di figlio, facendolo crescere lottando contro il "non essere". La venuta del Messia, che impersona lattesa ebraica "dellAdam Kadom", conferma lattuarsi di questo disegno. Alla personificazione del non essere, al negativo, cio al male, Dio per ha posto una frontiera, un limite. Nel libro di Giobbe chiaro il pensiero (38,8-11): "Chi ha chiuso tra le due porte il mare, quando erompeva uscendo dal seno materno...? Poi gli ho fissato un limite e gli ho messo chiavistello e porte e ho detto: Fin qui giungerai e non oltre e qui si infranger l'orgoglio delle tue onde." Chi ostacola le forze del male su quella linea lui stesso e ne ferma le onde sulla riva. In prima linea l'uomo non solo: su questa riva c', infatti, sempre Lui stesso; luomo, per, non sempre se naccorge. La parola "riva" in ebraico si dice SPT, e Lui sta con un fuoco l pronto con una colonna di fuoco acceso, come allapertura del Mar Rosso, che rappresenta la risurrezione e dir la parola fine allesistenza del male nelle vicende delluomo. Fu sulla riva del mare, infatti, che Lui come colonna di fuoco apparve e apr il mare e distrusse il nemico: "... il Signore che offr una strada nel mare ed un sentiero in mezzo ad acque possenti che fece uscire carri e cavalli, esercito ed eroi insieme; essi giacciono morti, mai pi si rialzeranno..." (Is. 43,16b-17a) Vediamo alcuni aspetti di questa idea come ha trovato sviluppo nel Nuovo Testamento. PESCARE 153 GROSSI PESCI Con questo pensiero andiamo al Capitolo 21 del Vangelo di Giovanni, quando dopo la risurrezione di Ges, la scena si sposta sulle rive del mare di Galilea. Qui Ges incontra sette apostoli - con lui 8 in tutto - segno profetico dell'ottavo giorno escatologico e degli otto salvati dallarca con a capo No (No i 3 figli e le 4 mogli), il cui nome in ebraico viene dal radicale "guidare"; perci Ges l a guidarli. Seguiamo attentamente la descrizione che si riempie di pesci: 21,1 - "Dopo questi fatti, Ges si manifest di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberiade." 21,4a - "Quando gi era l'alba Ges si present sulla riva" SPT ... (ebraico) 21,6 - "Allora disse loro: gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete. La gettarono non potevano tirarla su per la gran quantit di pesci." 21,7 - "Simone ... si gett in mare." Simone Cefa, un cefalus, un pesce; il particolare di Pietro che si rovescia in mare serve per mettere in evidenza che anche questi da contare tra i pesci. La lettera ebraica che indica rovesciare, per la gimatria d il numero 100; cio con Pietro come se si rovesciassero in mare 100 pesci (anche in greco). 21,9 - "Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra e del pane. Fuoco - Pesce fetta di pane ; SPT nei geroglifici egiziani indica "pesce";

in questi c una pietra P, sopra un rettangolo lungo, S, che uno specchio dacqua che riflette la luce, segno del fuoco con cui si cucineranno i pesci, e c il pane T ed il determinativo del geroglifico, un pesce. 21,11 - "Allora Simon Pietro sal sulla barca e trasse a terra la rete piena di 153 grossi pesci ..." Con il Signore risorto l presente non era certo il caso di perdere tempo e contare i pesci; perci da ritener che quel numero fosse voluto per sottendere qualche discorso a fini allora chiari, che a noi oggi sfuggono, ma che vogliamo ricercare. evidente che con quel numero 153 c la volont di indicare qualcosa di particolare. Poi non sono pesci normali sono "grossi" pesci e non sapremo mai se per grossi voleva usare

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la parola ebraica o , ma propendo per il secondo modo per due motivi, e e richiama alla mente il rendere proseliti una grande precisamente perch al plurale fa quantit di personaggi importanti "rabbini", sia perch fa venire alla mente anche la parola raab, mostro primigenio che abita nelle acque, figura col pescarlo, duna vittoria escatologica. Cio si strappano schiavi appartenuti al nemico. Per la gimatria gli apostoli =100 =50 =3 in ebraico e potrebbe dire leggendo le singole lettere: "versa in cammino ";

In effetti questo il senso del successivo colloquio con Pietro, con la richiesta per ben tre volte di "Pasci le mie pecorelle" (Gv. 21,17) cio dandare in missione e fare il pastore, prima pescare poi pascolare, e i pesci sono uomini schiavi del nemico. Si pu fare anche un altro ragionamento: proviamo ad immaginare che quanto cercato non sia il significato di quel numero di 153, ma che questo numero sia quanto necessario da sommare per ottenere il risultato del numero complessivo di pesci in quella pagina di Vangelo che sottiene della seguente somma: - Pietro, compie latto di buttarsi dalla barca, in altre parole anche lui da considerare tra i pesci in quanto Cefalus (capo dei pesci), si rovesci (in mare); per la gimatria ne sono entrati - numero di volte nel racconto della parola pesce - pesci pescati Totale: Associando i numeri alle lettere, secondo la gimatria 258 corrisponde a: = "mangiare raab" = ( =2) + ( =5) + ( =200) + ( =30) + ( =20) + ( =1) = 258 da aprire una parentesi pensando alla geografia del Giordano, che immissario ed emissario del lago di Tiberiade, e poi prosegue fino al Mar Morto, che non ha emissari. Il Mar Morto ove i pesci non possono vivere rappresenta il regno del demonio, mentre il lago di Tiberiade quello di Dio. Trovo una conferma (in "Le Dieci Parole" di Marc-Alain Ouaknin): "Il lago di Tiberiade il lago della vita perch accoglie il Giordano, si riempie della sua acqua e pi gi, la lascia andare. Prende e d. Al contrario, il mar Morto riceve il Giordano, prende la sua acqua ma non d nulla." Nell'Apocalisse, infatti, si dice: Gv. 12,4 - "Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire..." Gv. 12,5 - "Essa partor un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro (il Messia) e il figlio fu rapito verso Dio." Gv. 12,6 - "La donna invece fugg nel deserto, ove Dio le aveva un rifugio perch fosse nutrita per 1260 (3 anni e mezzo di 360 giorni) giorni." Attorno al Mar Morto c il deserto di Giuda, il monte delle tentazioni di Ges, la sede dei monaci Esseni e, poco prima dellinnesto del Giordano nel Mar Morto, il punto in cui fu battezzato Ges e dove il Giordano sapr per lasciar passare larca con Giosu. (Per i 1260 giorni, 3 anni e mezzo, vedi i paragrafi successivi "Cristo Re e i 144.000" e "Il 666 dell'Apocalisse".) Gv. 12,7 - "Scoppi una guerra nel cielo, Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago ..." Gv. 12,13 - "Ora quando il drago si vide precipitato sulla terra, si avvent contro la donna che = = 5 153 258

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aveva partorito il figlio maschio." Gv. 12,17 - "Allora il drago sinfuri contro la donna e se nand a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Ges. E si ferm sulla spiaggia del mare." Sembra che cos siamo su una buona strada! MANGIARE IL PESCE L'idea che le acque, in senso figurato sono il ricettacolo della bestia che raffigura il male; infatti, lacqua del mare, con linstabilit che gli propria e con i profondi abissi, fa presente alluomo i propri limiti evocandogli tutte le paure legate alla precariet della propria esistenza, e la prima precariet ed origine di tutte quella della morte. L nel mare, perci, ove sono i mostri marini, pi paurosi degli altri perch nascosti, immaginato risiedere il nemico. Questi, in occasione del diluvio non ebbe altro scampo che rifugiarvisi; vi s adattato ed ora la sua sede naturale. Le acque del mare, le acque di sotto, sono quanto visibile e rappresentabile concretamente delle acque di sopra, dalle quali furono divise nel secondo giorno del Capitolo 1 del Genesi. Per la cabbalah (teoria di Luria) il creato, voluto da Dio, esiste per un delicato equilibrio di forze che creano un confine tra Dio e il non-dio. Per contro, ci fu la distruzione di Sodoma e Gomorra che stavano sul bordo della valle che divent la riva dellattuale Mar Morto; ci avvenne con una pioggia di fuoco e di zolfo come se fosse precipitato un drago sulla terra. In quel mondo abita il nemico di Dio, il leviatan, raab, da cui in modo allegorico provengono gli attacchi; perci occorre picchettare le sponde, le rive ed i bordi (e sulla spiaggia occidentale del Mar Morto c Qumran sede degli esseni a cui ben calzava questa attivit davanguardia allegorica). La parola ebraica "riva" , s cos profilata quale parola d'ordine ed come dire "stare in prima linea", "andare a combattere il nemico" e "liberare gli imprigionati del male". I pesci sono la dimostrazione dell'avvenuta vittoria, perch sono strappati dal dominio del nemico. Il mangiare il pesce diviene l'anticipo del pasto messianico in cui si manger il leviatano e tutte le sue manifestazioni, il "behamot" e "raab", il coccodrillo che la personificazione dellorgoglio, figura dellEgitto (vedi Gb. 29,12; Ez. 29,3; Ez. 32,2; Is. 30,7; Is. 51,9b). In Egitto, per chi abitava l era "il posto" per antonomasia; si pu indicare con un solo segno egiziano la B , gamba, luogo dove si posa il piede. L, in Egitto abita Ra, l vi sono le acque di Ra (vedi "La risurrezione dei primogeniti") che per gli ebrei il male , da ci + = ed in memoria della vittoria di Dio sul mondo degli dei Egiziani e dellapertura delle acque del mare, che appunto lambisce lEgitto, lo stesso Isaia (51,9b) dice: "Non hai tu fatto a pezzi raab, non hai trafitto il drago?" Da a il passo breve, basta aprirle la parola molto, grande , inserendovi un' e il gioco fatto; ecco , quindi Raab! Oppure da RA"-B con le lettere ebraiche "padre cattivo" in quanto in egiziano a AB = "il popolo usc stare; cio "stare in Egitto" e quindi per luscita dallEgitto si trasforma in da dentro". (Quel "padre cattivo" fa pensare al versetto Mt. 7,11: "Se voi che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto pi il Padre vostro che nei cieli dar cose buone a quelli che gliele domandano!") Dice Isaia: "Vano ed inutile l'aiuto dell'Egitto; per questo lo chiamo Raab l'ozioso." (Is. e la Bibbia di Gerusalemme osserva nella nota "rahab 30,7) che scritto hemshebet incomprensibile", ma ricorrendo alle lettere si ha "dai corpi uscir il bestiale ( ) per la risurrezione dentro alla fine " ed anche "il corpo entrer del ( ) nel fuoco (arrostito) dentro per tutti ". bestiale Sotto laspetto egiziano uno scherzo dIsaia con riferimento a Raab che stato aperto, quindi ha lh ( ) aperta ed allora gli apre anche lh ( ) accanto di , che se chiusa sarebbe stato , ma quelle consonanti MH in egiziano avrebbero indicato servo il cui geroglifico completo un bastone ed un uomo seduto e da ci Raab un servo che si riposa, cio ozioso.

Questo del fatto che stato aperto il preavviso che alla fine nella cena escatologica del Messia sar mangiato a pezzi dalle moltitudini dei risorti; infatti, nell'Apocalisse (19,18)

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detto: "Venite, radunatevi al grande banchetto di Dio. Mangiate le carni dei re, le carni di capitani, le carni degli eroi, le carni dei cavalli e dei cavalieri e le carni di tutti gli uomini liberi e schiavi piccoli e grandi." E secondo la tradizione ebraica: - "Il Santo Benedetto far, nel tempo a venire, un banchetto per i giusti con la carne del leviatano e una Sukk (capanna) con la sua pelle." (Talmd Bba Btra 75a) - "Il giorno in cui i giusti seguiranno il Messia in un nuovo ordine del mondo - olam haba - in cui sar distrutta linclinazione cattiva yetzer ha-ra sar distrutta linclinazione cattiva; i giusti festeggeranno mangiando la carne del behamoth, del leviatano e dello ziz e berranno il vino messo da parte nei 6 giorni della creazione." (Diz. Unterman) Una profezia sul behamot che sar mangiato si trova in Ger. 15,3 che letto con i segni al paragrafo "Cristo Re e i 144.000". "Mangiare raab" "Inizi cio: "Inizi il popolo retto del Potente ad uscire dal proprio sito!" In pratica dopo la venuta dello Spirito Santo (Gv. 20,22), questo del Capitolo 21 di Giovanni il primo sviluppo, cio lesplicitazione della Pentecoste secondo Giovanni che da porre in parallelo con quella degli Atti (3.14-41), l Pietro parla e pesca i primi convertiti, qui Pietro pesca i 153 grossi pesci e riceve il mandato: "Pietro Pasci i miei agnelli." In pratica il "via libera" alla missione degli apostoli. Questo anche l'inizio della torre di Babele alla rovescia; il nuovo dono delle lingue. Il pesce arrostito lo segnala pure Luca (24,41): "... per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: avete qui qualcosa da mangiare? Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese lo mangi davanti loro." Per questo segno si ipotizzato che il Vangelo intendesse avvicinare la figura allegorica del "pesce" a Ges per lacronimo che gli si riferisce che si ricava dalla parola pesce, in greco cio "Ges Cristo di Dio figlio Salvatore" Ges, per, era ebreo, i suoi apostoli erano tutti ebrei, e Lui faceva segni che dovevano essere immediati per i suoi apostoli. Che Ges nel Vangelo di Luca mangi da solo pu lasciare perplessi, ma in quello di Giovanni, ove esplicitamente lo fa con gli apostoli ci apre il significato che sta prefigurando cos il pasto messianico finale e sta indicando che nell'evangelizzazione, cio nella massima espressione della lotta contro il male, sar presente in trincea: "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo." (Mt. 28,20b) Interpretato cos il segno illumina anche i miracoli della moltiplicazione dei pani e dei pesci; altrimenti, perch i pesci? Entrambi sono segni dello stesso evento, pasquale e messianici, del definitivo ritorno. Il primo, il pane, il segno della manna data da Dio nel deserto dopo il passaggio del Mar Rosso ed il secondo, i pesci, sono segno della vittoria sul male in figura degli egiziani nemici morti sulla riva di quel mare quando Dio richiuse le acque dopo il passaggio degli Ebrei. Nello stesso tempo erano segni profetici; il pane la parola che spezzeranno gli apostoli ed i pesci sono i salvati che diverranno altri discepoli; in definitiva, Lui Iahwh. (Gamaliele, grande Rabbi contemporaneo di Ges, paragonava i diversi discepoli a quattro specie di pesci, puri o impuri, pesci d'acqua dolce o di mare, a seconda che possedessero o no capacit di giudizio e risposta pronta. - Abot di Rabbi Nathan) Il pasto puro col pesce dell'iconografia dei primi secoli non rito eucaristico, ma un sacramentale dinizio e/o fine missione. L'evangelizzazione non opera di proselitismo per portare le persone nel proprio ambito di religiosit ed alla propria morale, ma atto damore per gli uomini, che costretti ad ascoltare la catechesi del demonio, sono dei miseri, sempre tristi ed arrabbiati, qualunque sia la condizione sociale e questa constatazione valida in tutti i tempi. Tornando alla parola "riva", le consonanti SPT "cecit" in egiziano con il determinativo di occhio il retto del Potente con i segni fornisce il messaggio: popolo ad uscire da casa ";

in quanto SP "essere cieco, fare il cieco"; inoltre SPT con lo stesso

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geroglifico con il pesce (pu anche usarsi questa variante ) indica "arrabbiato, irato"; inoltre, SPY-I'B "come un pesce essere dentro, triste uomo, uomo scontento". Per i geroglifici il concetto di guarire i ciechi vicino a quello di pescare e sono impiegati entrambi ad iosa in tutti e quattro i Vangeli; Ges guarisce i ciechi, cio si cura degli uomini, e i discepoli pescano pesci, cio fanno in figura quello che dovranno poi fare, cio evangelizzare, come dice Ges: "Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare, poich erano pescatori. E disse loro: Seguitemi vi far pescatori di uomini." (Mt. 5,18s) Quando Ges tramite Anania guar San Paolo, gli Atti parlano di cecit e di scaglie che cadono dagli occhi come squame di pesce: "... Anania ... mi ha mandato a te il Signore Ges ... perch tu riacquisti la vista e sia colmo di Spirito Santo. E ... gli caddero dagli occhi come delle squame e ricuper la vista; fu subito battezzato ... Rimase alcuni giorni ... a Damasco e subito nelle sinagoghe proclamava Ges Figlio di Dio." (At. 9,17-20) Il pescare fa presente l'evangelizzazione ed il battesimo; cio, lo stesso accostamento fatto prima. San Paolo - pescato = evangelizzato - da pesce = scontento - diventava un uomo felice in Cristo; ed essendogli cadute le squame non era pi cieco, cio non aveva pi "veli" nel leggere le Scritture; infatti: "Fino ad oggi, quando si legge Mos, un velo steso sul loro cuore; ma quando ci sar la conversione al Signore, quel velo sar tolto." (2Cor. 3,15s) In figura il pescare toglie i pesci dalla schiavit del Lieviatan; infatti, in occasione del diluvio gli unici animali che No non pot salvare furono i pesci che erano gi in acqua ove si rifugi il principe demoniaco del mondo e rimasero schiavi di quello. L'evangelizzazione libera luomo dalla schiavit del proprio Faraone personale ed entrambi le azioni - pescare e convertire - comportano un cambiamento totale dambiente, tanto che il soggetto totalmente liberato morto rispetto al vecchio stato. Come la morte libera dai peccati, cos il battesimo, che morire in Cristo e risorgere con Lui, provoca un cambiamento con la morte delluomo vecchio (Rm. 6,6; 1Cor. 5,7; Ef. 4,2; Cl. 3,9) e con la natura di figli adottivi di Dio. GLI INDEMONIATI Collegabili ai discorsi precedenti sulla liberazione dal male sono i vari episodi dei Vangeli di Ges con indemoniati, cio con persone in cui lazione demoniaca particolarmente evidente; infatti figure del genere sono esemplificative della presenza del male in tutti gli uomini. Sono catechesi battesimali, come lepisodio (Mt. 8,28-34; Mc. 5,1-20; Lc. 8,36-39) del Geraseno indemoniato dal quale per la grazia che emana da Ges fuoriescono i demoni che si precipitano nei porci. Questi, precipitatisi nel mare, vi affogano e galleggiarono nei pressi della riva mentre l'indemoniato, rinato, annuncia il Regno. L'evangelizzazione come il diluvio, cade una pioggia di grazia, ai demoni non resta che rifugiarsi nelle acque, ma ora nellacqua c Cristo che ha vinto la morte, vi entrato, morto ed risorto, cos l'uomo vecchio affoga (se ne trovano i resti sulla spiaggia) e l'uomo nuovo sorge dalle acque. Da dove ha origine e si pu trarre l'idea che vi sia un potere demoniaco che prende possesso delle persone? Muniti del nuovo strumento per scrutare portiamoci alla Genesi, ove si raffigura la creazione del primo uomo, che Dio impast nel fango e in cui soffi lalito vitale. Nello scritto in ebraico notiamo che balzano in evidenza i due volti di Dio (1) e delluomo (2), faccia a faccia e, alluomo ancora inerte, Dio: "soffi nelle sue narici un alito di vita" (Gen. 2,6b)

Le decripto con i criteri del mio metodo.

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"Port Iahveh la bocca , per chiudere dentro lorigine ) (dellesistenza rec lenergia ) che accese nelluomo ." Riporto di seguito le due letture:

soffi . La colomba ( la vita ; fu un vivente

A) Port Iahwh la bocca, per chiudere dentro lorigine soffi. Dellesistenza rec lenergia che accese nelluomo la vita; fu un vivente. B) Port Iahwh la bocca, chiuse dentro lorigine nella bocca. La colomba accese nelluomo la vita; fu un vivente. Ecco qui nella forma B) di lettura lAdam Kadom in quanto con la colomba gli Ebrei hanno colto linvio nelluomo dello Spirito dellAdam Kadmon, origine della ricerca della cabbalah. Passiamo ora al capitolo 4 della Genesi che il parallelo rovesciato della creazione del Capitolo 2. Alla creazione del figlio dell'uomo - figlio di Dio del Capitolo 2, nel Capitolo 4 si sviluppa l'opera iniziata dal demonio nel Capitolo 3 nell'episodio della tentazione portata a buon fine. Qui il demonio - la scimmia di Dio - cerca di scimmiottare Dio e lo stesso soffio (in Gen. 4,6b) avviene dal serpente su Caino: E perch abbattuto il tuo volto?

Per decriptazione sottiene: l'emanazione spengere ( dalla bocca (1) il serpente port alla bocca (2) invi per lesistenza

) (esistenza piatta).

Il maligno prova a far concludere la vicenda della creazione delluomo trasformandone lo spirito per renderlo "figlio del serpente"; risultato visivo di tali operazioni sono gli indemoniati. riportato nella Bibbia che Elia ed Eliseo, ciascuno nel corso del proprio ministero, contribuirono a far risorgere un bambino. Quanto accaduto con Eliseo particolarmente calzante con quanto si va dicendo; vediamo se si comprende di pi con i segni: 2Re 4,34 "Quindi sal, si distese sul ragazzo; pose la ...

"Porta

l'Essere

azione far uscire

potente la forza

ed

a riaccendere

il vaso

da dentro . Dal Nome

si vede ...

del serpente

con la potenza

della malattia

... bocca sulla bocca di lui, gli occhi sugli occhi di lui, le ...

... alla bocca dellesistenza riportata

portata

azione e

, il potente si vede

soffio

recato . La portata agire ; dell'Essere

azione l'energia

emette

forza

con potenza

... mani nelle mani di lui e si curv su di lui.

cos

, per il soffi ed

che stato

recato fuori

in azione

, il serpente . Dall'alto

del vaso l'esistenza

alla si

bocca si porta riporta ...

fatto camminare

dal corpo

Il corpo del bambino riprese calore."

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... e

l'Essere .

racchiude

la vita

dentro

(ri)accende

il corpo

che esce

(ri)generato

Raggruppando si legge: "Porta l'Essere azione potente, ed a riaccendere il vaso; da dentro si vede del serpente far uscire la forza con la potenza della malattia. Dal Nome alla bocca portata azione, il potente soffio recato. La portata azione dell'esistenza emette forza e si vede con potenza agire; dell'Essere l'energia riportata. E cos, per il soffi che stato recato in azione, il serpente del vaso alla bocca si porta ed fatto camminare fuori dal corpo. Dall'alto l'esistenza si riporta e l'Essere racchiude la vita dentro; riaccende il corpo che esce rigenerato." evidente l'elaborazione dell'autore che ha preso a riferimento la creazione dell'uomo della Genesi e spiega come pu avvenire la rigenerazione. Il versetto successivo poi contiene un numero sette (7) che senzaltro forzato: "Quindi (Eliseo) si alz e gir qua e l per la casa; torn a curvarsi su di lui, il ragazzo starnut sette volte, poi apr gli occhi." (2Re 4,35) Strano, no? Con quanto detto ora evidente che indica i sette spiriti maligni usciti dopo che era uscito il capo, come indica Ges: "Quando lo spirito immondo esce da un uomo, se ne va per luoghi aridi cercando sollievo, ma non ne trova. Allora dice, ritorner ... si prende sette altri spiriti peggiori ed entra a prendervi dimora ... " (Mt. 12,43-45) Vale a dire, quel ragazzo fu guarito da Eliseo completamente, sia nel corpo sia nellanima, in quanto il soffio portato fece uscire anche ci che allinterno lo ammalava, quindi, il demonio con i suoi sette compagni, che potrebbero essere i sette peccati capitali del catechismo. Ges nei Vangeli ripete i gesti della creazione di Dio Padre, infatti: - A un cieco "Rispose Ges ... Finch sono nel mondo sono la luce del mondo. Detto questo sput per terra fece del fango con la saliva, spalm il fango sugli occhi del cieco e gli disse: v ... " (Gv. 9,5) - a un sordomuto Ges: "gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli tocc la lingua (faccia a faccia, bocca a bocca) guardando quindi verso il cielo (verso il Nome), emise un sospiro (soffi) e disse Effat, cio apriti..." (Mt 7,33b.34) (Peccato che non abbiamo quel Vangelo in ebraico altrimenti vedremmo i p ( ) di Effet di jtp ( ) che vuol dire anche " liberalo") Da qui ha origine il rito dellesorcismo con il soffio dello Spirito - l'"Effet" ne espressione sintomatica, atti sacramentali di trasmissione duna nuova filiazione, bocca a bocca come per tornare alle origini. CRISTO RE E I 144.000 Il titolo di Cristo Re si trova nel Vangelo di Luca: "cominciarono ad accusarlo: ... sobillava il nostro popolo ... impediva di dare tributi a Cesare e affermava di essere il Cristo Re." (Lc. 23,2) Appare la grandopposizione tra Ges e Cesare che rappresentano due mondi; il primo uomo nuovo, il primogenito duna nuova generazione, e il secondo il pi potente, "il pi astuto", tra gli uomini di quei tempi, che si fa venerare come divinit ed incarna lorgoglio. Vi sono gli elementi estremi della primigenia opposizione che ci fu tra langelo ribelle e Dio a causa delluomo. Il maligno lantiuomo, cio soppone alluomo come lanticristo, incarnazione del capo dei demoni, soppone a Cristo. In questa vicenda del Vangelo la legge umana oppone a Cristo limperatore Cesare, questi perci in quel momento lanticristo. Tutti gli Evangelisti raccontano il processo a Ges. Di seguito riporto i versetti della "passione" dei quattro Vangeli in cui c la parola "re" o titoli

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per Ges. Matteo - Capitolo 27: Re dei Giudei - Re dIsraele 27,11 - Ges intanto comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrog dicendo: Sei tu il re dei Giudei? Ges rispose: Tu lo dici. 27,29b - ...mentre singinocchiavano davanti, lo schernivano: Salve re dei Giudei. 27,37 - Al disopra del suo capo, posero la motivazione scritta della sua condanna: Questi Ges il re dei Giudei. 27,42b - ... il re dIsraele, scenda ora dalla croce e gli crederemo. Marco - Capitolo 15: Re dei Giudei - Re dIsraele - Cristo - Figlio di Dio 15,2 - Allora Pilato prese ad interrogarlo: Sei tu il re dei Giudei? Ed egli rispose: Tu lo dici. 15,9 - Allora Pilato rispose loro: Volete che vi rilasci il re dei Giudei? 15,12 - Pilato replic: Che far dunque di quello che chiamate il re dei Giudei? 15,18 - cominciarono poi a salutarlo: Salve re dei Giudei! 15,26 - E liscrizione con il motivo della condanna diceva Il re dei Giudei. 15,32 - Il Cristo, il re dIsraele, scenda ora dalla croce, perch vediamo ... 15,39 ...Veramente questuomo era Figlio di Dio! Luca - Capitolo 23: Re dei Giudei - Cristo Re - e cominciarono ad accusarlo: ...sobillava il nostro popolo ... impediva di dare tributi a Cesare e affermava di essere il Cristo Re. 23,3 - Pilato lo interrog: Sei tu il re dei Giudei? Ed egli rispose: Tu lo dici. 23,37 - Se tu sei il re dei Giudei salva te stesso. 23,38 - Cera anche una scritta sopra il suo capo: Questi il re dei Giudei. Giovanni - Capitoli 18 e 19: Ges il Nazareno, il re dei Giudei 18,33 - Pilato ... gli disse: Tu sei il re dei Giudei? 18,37 - Allora Pilato gli disse: Dunque tu sei re? Rispose Ges: Tu lo dici: Io sono re ... 18,39b - ...volete dunque che io vi liberi il re dei Giudei? 19,3 - Salve, re dei Giudei! E gli davano schiaffi. 19,12 - ...Se liberi costui non sei amico di Cesare. Chiunque si fa re si mette contro Cesare. 19,14 ...Pilato disse ai Giudei: Ecco il vostro re! 19,15b - Disse loro Pilato: Metter in croce il vostro re? Risposero i sommi sacerdoti: non abbiamo altro re allinfuori di Cesare. 19,19 - Pilato compose anche liscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto Ges il Nazareno, il re dei Giudei. 19,21 - I sommi sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: Non scrivere: il re dei Giudei ma che egli ha detto: Io sono il re dei Giudei. Matteo e Luca citano per 4 volte la parola Re, Marco 6 volte e viaggiunge il titolo di Cristo e di Figlio di Dio per un totale complessivo di 8 titoli, Giovanni ben 12 volte, di cui una in concomitanza proprio alla citazione del nome di Ges. In armonia col fatto che il numero di titoli onorifici che costituivano il nome di un Faraone erano al minimo 4, Matteo (che si rivolge agli Ebrei lo indica re dei Giudei, cio lunto, il Messia, il novello promesso Davide) cita 4 volte la parola re e questa attenzione ripetuta da Luca (che per gli d il titolo pi vasto di Cristo Re); questo criterio raddoppiato da Marco (parla ai pagani, in quanto Ges re dei Giudei e dei pagani), ed esaltato da Giovanni con la pienezza di 3x4 =12 titoli. Nel Vangelo di Giovanni sulla parola Re c una maggiore tensione e questo titolo lo pone in contrapposizione a Cesare tre volte (come ho sottolineato). Esaminiamo ora il "titulus" sulla croce: Matteo: Questi Ges il re dei Giudei (27,37) Marco: Il re dei Giudei (15,26) Luca: Questi il re dei Giudei (23,38) Giovanni: Ges il Nazareno, il re dei Giudei (19,19) Giovanni precisa un particolare da testimone oculare: "Molti Giudei lessero questa iscrizione perch il luogo dove fu crocifisso Ges era vicino alla citt; era scritto in ebraico, in latino e in greco." (Gv. 19,25) (Il titulus in legno nella basilica di S. Croce in Gerusalemme di Roma, che la tradizione indica quale originale portato con la Santa Croce ed altre reliquie da S.Elena - madre dellimperatore Costantino - risponde a tutti i requisiti delliscrizione di Giovanni.)

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Per Giovanni, il Cristo Re dellintera creazione, infatti il "titulus" scritto con le pi importanti lingue del mondo allora conosciuto. Il titolo sulla Croce profezia della vittoria sulla morte dopo la discesa agli inferi con glorificazione dalla risurrezione, dellascensione e della seconda venuta nella gloria che sanciranno lintronizzazione negli inferi, in cielo e in terra (3 regni x 4 titoli). Trovo una conferma in San Paolo, nella lettera ai Filippesi (2,9-11) quando dice: "Per questo Dio lo ha esaltato e gli ha dato il nome che al disopra di ogni altro nome; perch nel nome di Ges ogni ginocchio si pieghi, nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Ges Cristo il Signore a gloria di Dio Padre." San Paolo anche qui ripete 3 volte la parola nome, 2 volte la parola Dio, 2 volte Ges, 1 volta Cristo, 1 volta Signore e infine i 3 attributi - le corone che sono del Padre e che ha dato a Ges - i regni: sotto terra, in terra ed in cielo. Si possono vedere raggruppati a 4 titoli, per 3 volte, cos: Ges, Dio, Nome, sotto terra; Ges, Dio, Nome, terra; Cristo, Signore, Nome, cielo; perci, 3 x 4 = 12 attributo pieno della divinit. Leggiamo quei segni del titolus: Ges Nazareno il Re dei Giudei

Fornisco due letture simili; la prima pone laccento sulla Madre che stava sotto la Croce, come evidenzia Giovanni nel suo Vangelo, e laltra sugli apostoli. 1) Da Ges nel cammino 2) Da Ges parola ( da dentro , del serpente da casa ); del maligno un germoglio sar gli apostoli dalla Croce ( usc con la Madre nel mondo uscirono nel mondo . . con la che, la perversit ( ) a sbarrare dai confini ) sbarreranno

agli stranieri

la perversit

1) Da Ges da dentro un germoglio dalla Croce usc con la Madre che, nel cammino, del serpente sar la perversit a sbarrare nel mondo. 2) Da Ges da casa gli apostoli agli stranieri dai confini uscirono con la parola; del maligno la perversit sbarreranno nel mondo. Giovanni e la sua scuola usano con abilit la gimetria e con i giochi di numeri e parole hanno dimestichezza; si pensi ai 153 grossi pesci, al 666 della bestia, ai 144.000 dellApocalisse. Vediamo il numero che si pu associare al titolo sulla croce: =( =( = 2) =( = 20) + ( = 5) + ( = 30) + ( = 40) + ( = 5) = 5) + ( = = 70) + ( = 300) + ( = 6) + ( = 10) = 200) + ( = 7) + ( = 50) + ( 386

= 400) + (

659

95

=( 10) + ( = 30)

= 4) + ( = 6) + (

60

Totale:

1200

Giovanni gli annette perci una pienezza particolare perch il titolo sottende il numero 12x100=1200 ed ha preparato bene il tutto in quei versetti ripetendo 12 volte il titolo di re. Questo 1200 equivale a:

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"Questi figlio di Dio" =( =( =( = 5) + ( = 7) = 300) + ( = 10) = 200) + ( ( = 1) + ( = 2) = 5) + ( = 30) + ( 12 310 202

= 600) + ( = 10) + (

= 30) Totale:

676

1200

Il messaggio quindi: Ges Nazareno il Re dei Giudei: questi figlio di Dio! Dal fatto che, quando Pilato domand a Ges (Gv. 18,37) "... Dunque tu sei re? Rispose Ges: Tu lo dici: Io sono re ... sono venuto nel mondo per rendere testimonianza alla Verit ...", avendo Lui dichiarato che re, ed avendo ammesso dessere testimone della Verit, se ne deduce che Cesare, il re posto in antitesi a Ges, di fatto, figura dellanticristo! Interessante questo numero, perch moltiplicato per i 120 che erano i discepoli della Chiesa nascente di Atti 2 (che sono corrispondenti ai componenti della Grande Congregazione cio del sinedrio), si ha il 144.000 dellApocalisse che definisce la nuova Chiesa nellinterezza, infatti: - "Poi udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: 144.000, segnati da ogni trib dIsraele: dalla trib di Giuda 12.000; dalla trib di Ruben 12.000; dalla trib di Gad 12.000; dalla trib di Aser 12.000; dalla trib di Nftali 12.000; dalla trib di Mansse 12.000; dalla trib di Simeone 12.000; dalla trib di Levi 12.000; dalla trib di Issacar12.000; dalla trib di Zbulon 12.000; dalla trib di Giuseppe 12.000; dalla trib di Beniamino 12.000;" (Ap. 7,4) "Poi guardai ed ecco lAgnello ritto sul monte Sion e insieme 144.000 persone che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo." (Ap. 14,1) Nella Chiesa, i 120 (di At. 1,15) sono tutti "figli di Dio" rappresentato dal numero "1200", cio 120 x 1.200 = 144.000. Che questi sono segnati sulla fronte dal suo nome e il nome del Padre suo una riprova, in quanto il numero 1200 sottende entrambi questi nomi: Ges Nazareno il Re dei Giudei: (il suo nome, del Figlio) questi figlio di Dio! (Dio il nome del Padre) IL 666 DELL'APOCALISSE Giovanni, come ho fatto notare, aveva citato tre volte il titolo di Cesare; con ci indicava una presenza demoniaca, un re incompleto, non avendo la pienezza regolare del titolo che comporta il numero 4. 19,12 - "... Se liberi costui non sei amico di Cesare. Chiunque si fa re si mette contro Cesare." 19,15b -"Disse loro Pilato: Metter in croce il vostro re? Risposero i sommi sacerdoti: non abbiamo altro re allinfuori di Cesare."

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NellApocalisse (che si rif alla stessa scuola dellautore del 4 Vangelo, e la tradizione dal II sec. d. C. con San Giustino, lo considera dello stesso autore, nelle varie visioni presenta il male in due livelli di raffigurazioni. Lanticristo collegato al secondo livello, mentre al primo troviamo il drago, la bestia. Quelle visioni dellApocalisse si ricollegano a quelle dei Capitoli 7 ed 8 di Daniele, delle bestie, del montone, del capro e del Figlio dellUomo che erano entrate nellimmaginario collettivo ed avevano mosso tanti scritti di carattere apocalittico. 1a) Il drago Drago = gli angeli langelo ribelle con tutti gli altri angeli che lhanno seguito sulla terra; cio: "tutti (ribelli)".

LApocalisse, cos lo descrive (Ap. 12,3 e Ap. 12,17s): - "Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava gi un terzo (1/3, prepara il 666) delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra." - "Allora il drago sinfuri contro la donna e se nand a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Ges. E si ferm sulla spiaggia del mare." 1b) La bestia o nel bestiale Nella quale il male sincarna il behamot "da dentro esce la morte ,o con i segni dice: nel mondo dei morti ."

", oppure "abita

Espressione del bestiale sono infatti il behamot, raab, il leviatano, personificazione del Nilo, le cui teste erano i sette rami del delta con cui sbocca o sboccava nel Mediterraneo; questi si trova in tutto ci dumano che tende al bestiale ed a quanto di tale istinto luomo voglia intellettualizzare e nobilitare, ma pur sempre ha quella tendenza ed estrazione. Ap. 13,1-10 - "Vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo ... simile a una pantera, con le zampe come quelle dun orso e la bocca come quella del leone... Una delle sue teste sembr colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita. ... fu data una bocca per proferire parole dorgoglio e bestemmie, con il potere dagire per 42 mesi...(tre anni e mezzo) Le fu permesso di combattere contro i santi e di vincerli; le fu dato potere sopra ogni stirpe, popolo, lingua e nazione. Lo adorarono tutti gli abitanti della terra, il cui nome non scritto... nel libro dellAgnello immolato. Chi ha orecchi ascolti... Colui che deve andare in prigionia, andr in prigionia; colui che deve essere ucciso di spada, di spada sia ucciso." Vediamo di capire qualcosa di pi su questa "grande bestia" di cui lApocalisse ci fornisce alcune tracce. Abbiamo su questa bestia dallApocalisse due elementi: A) La citazione dei 42 mesi. Questo tempo di 42 mesi profetico, in quanto sta ad indicare la durata convenzionale di persecuzione che Dio consente e si rif alla durata di 3 anni e 6 mesi al tempo dElia (1Re 17,1) quando da Dio fu permessa la siccit ed il Vangelo di Luca la ricorda al 4,25. NellApocalisse quel riferimento dei 42 mesi si rif, anche con le parole, come ho sottolineato, alla durata del regno dAntioco Epifane che tenne in pugno Gerusalemme per 3,5 anni e che il profeta Daniele riporta: "... proferir insulti contro lAltissimo e distrugger i santi dellAltissimo; penser di mutare i tempi e la legge; i santi gli saranno dati in mano per un tempo, pi (due) tempi e la met di un tempo." (Dn. 7,25) Flavio Giuseppe in Guerra Giudaica su Antioco cos scrive (17 Intr.): "Racconter come Antioco detto Epifane dopo aver espugnato Gerusalemme ed averla tenuta per tre anni e sei mesi (3x12 + 6 =42) fu espulso per opera dei figli di Asmodeo ..." (padre di Mattatia e nonno dei 5 Maccabei). Antioco Epifane sal sul trono di Siria nel 176 a. C. e tent dellenizzare lebraismo e minare le basi del monoteismo. Arriv perfino a nominare sommi sacerdoti grecizzanti, si che trascuravano il servizio nel Tempio per i giochi nei ginnasi che Antioco aveva fatto costruire a Gerusalemme. Visto che non bastava, obblig gli Ebrei ad abiurare, pena la morte; proib la circoncisione

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nonch losservanza del sabato e concluse facendo sacrificare maiali nel Tempio. Come raccontano i libri dei Maccabei ... il 15 di Casleu il re innalz sullaltare un idolo ... (1Mac. 1,54): Giuda Maccabeo con i suoi partigiani riusc a liberare Gerusalemme, entr nel Tempio, demol laltare profanato, ne costru uno nuovo ed il 25 del mese di Casleu (dicembre) ebbe luogo la riedificazione (Levento origin la festa della Hannukkah) ... B) Un avviso Chi ha orecchi ascolti: "Colui che deve andare in prigionia, andr in prigionia; colui che deve essere ucciso di spada, di spada sia ucciso". Lautore dellApocalisse sta citando Geremia al versetto 15,2. Un segnale del genere Chi ha orecchi ascolti, indica che c del nascosto da investigare e da scrutare e, col metodo dei segni, strumento antico ritrovato, prover fiducioso su questa scrittura che riporto: "Se ti domanderanno - Dove andremo? - Dirai loro: Cos dice il Signore. Chi destinato alla peste, alla peste, chi alla spada alla spada, chi alla fame, alla fame, chi alla schiavit alla schiavit." (Ger. 15,2)

(Se si guarda uno scritto in rabbino quadrato si noter che nessuna lettera tende a superare verso lalto il proprio rigo se non la lettera lamed; quindi, in questa c il senso dandare oltre, di potente, fuori del normale, ma anche di voler prevaricare, dinnalzarsi). Ecco allora che guardando le lettere escono le corna; queste sono le punte delle ma alcune di queste non sono vicino a titoli blasfemi. ebraiche,

Questa lettera ebraica , ha origine da una testa , con una energia sulla fronte (un diadema); cio come un Faraone col diadema del serpente ureo, che pare appunto un corno. Spezzo ora quel versetto col metodo. "E dal mondo fu ad uscire la retta esistenza ! Fu ad iniziare dalle acque un corpo . Si port il primo serpente a stare in un vaso . Inizi ad emettere un primo inviato . Si alz il primo portato originato da una matrice , in un corpo completamente . Il primo serpente fu ad entrare in un vivente . Cos per il mondo il primo essere ribelle ( ) fu una calamit ; inizi ad ardere in un corpo la potenza , ai viventi rec la croce , il serpente la morte alle menti/teste con la potenza a chiudere . In un corpo inizi la luce serpente si chiuse per moltiplicarsi ; dentro ( ) ed iniziare a Ra ad accendere la casa con la potenza del male il serpente rec , dentro il (altri) corpi

port . Inizi

principi potenti ad accendere ; della casa furono del Faraone/serpente schiavi ." (Le acque di Ra erano un ramo del delta del Nilo; perci confermato che il Faraone fu la prima concreta incarnazione del male conosciuta dagli Ebrei.) in pratica il racconto della nascita dun re del male primigenio, che esce dalle acque del Nilo, il primo dei potenti, un dio, il progenitore dei Faraoni, fondatore delle dinastie che replicano la personificazione del nemico: il riferimento alle acque di Ra chiaro. La citazione di Geremia nellApocalisse contratta e si ferma a "per ucciderli" che si trova nel versetto successivo a quello che ho spezzato; ci sta ad indicare che le teste con i titoli blasfemi si trovano anche in quel versetto: "Io mander contro di loro quattro specie di mali - parola del Signore -; la spada per

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ucciderli, i cani per sbranarli, gli uccelli dellaria e le bestie selvatiche per divorarli e ucciderli." (Ger. 15,3)

Ecco che arriva la bestia il behamot Spezziamo anche questo versetto: "Porta al vacillamento ( = dei viventi . Insidia i popoli riverranno la rivenuta della prigionia verr risurrezione , i viventi dai morti serpente uscir dalle tombe rettitudine

. ) la religione , schiavi i corpi . una divinit forte li porta tutti . Oracolo dal serpente a vivere . Del serpente nel mondo del Signore e per il cerchio

da dentro

uccisi

nei cuori

risaranno

a finire . In azione si porter il Verbo che aprir la risaranno in vita e verranno ( ) da dentro ad uscire in terra . Di vivere ( ; il serpente ) finir ." a divorare si porter , il

, riusciranno bruciato

Per comodit riporto di seguito il testo decriptato dei due versetti Ger. 15,2 e 3 senza segni ebraici onde facilitare la visione complessiva. Ger. 15,2 "E dal mondo fu ad uscire la retta esistenza! Fu ad iniziare dalle acque un corpo. Si port il primo serpente a stare in un vaso. Inizi ad emettere un primo inviato. Si alz il primo portato originato da una matrice in un corpo completamente. Il primo serpente fu ad entrare in un vivente. Cos per il mondo il primo essere ribelle fu una calamit. Inizi cos ad ardere in un corpo la potenza, ai viventi rec la croce, il serpente la morte rec, inizi la luce delle menti con la potenza a chiudere. In un corpo dentro il serpente si chiuse per moltiplicarsi ed iniziare ad accendere altri corpi con la potenza del male. Dentro il serpente a Ra la casa port. (Le acque di Ra erano quelle del Nilo nei pressi dello sbocco; indica lEgitto.) Inizi principi potenti ad accendere; della casa furono del Faraone schiavi." Ger. 15,3 "Porta al vacillamento la religione. una divinit forte nel mondo dei viventi. Insidia i popoli, schiavi li porta tutti. Oracolo del Signore: riverranno dalle tombe i corpi da dentro dal serpente uccisi e per la rivenuta rettitudine nei cuori risaranno a vivere. Del serpente il cerchio della prigionia verr a finire. In azione si porter il Verbo che aprir la risurrezione. I viventi risaranno in vita e verranno da dentro fuori dai morti. Riusciranno in terra. Il serpente a divorare si porter. Il serpente uscir bruciato, di vivere finir." Il testo che se ne ricava chiarifica esaurientemente la formidabile potenza del metodo. Concludiamo ora il ragionamento per individuare le 7 teste per i titoli blasfemi e le 10 corna. Anche nel versetto Ger. 15,13 ci sono molte . Quelle nel versetto precedente pur essendo 10 non erano tutte quelle giuste; lApocalisse, infatti, indirizza affermando che ci sono 10 corna e 7 teste, sulle corna 10 diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo, perci alcune teste hanno pi di un corno e ci debbono essere allora tre teste con due corna e in ogni modo, ogni testa ha un titolo blasfemo. Occorre perci guardare i titoli; solo le relative sono da contare.

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Nel versetto Ger. 15,2 c due volte in ebraico peste, ma una delle due volte quelle lettere, senza vocalizzazioni, come ho fatto nella traduzione del criptato, si possono leggere morte; abbiamo cosi due titoli blasfemi: - morte e peste, precedute da una - fame ; quindi 2 teste e 2 corna. ; cio 2 corna. ; quindi 1 ripetuta; perci un titolo = una testa e due

- spada , anche questa ripetuta due volte; perci un titolo =una testa e due testa e 2 corna. - schiavit e 2 corna. , pure lei ripetuta due volte; perci un titolo = una testa e due

; quindi 1 testa

Gli altri titoli li troviamo nel versetto Ger. 15,3: - fossa con davanti; 1 titolo, 1 testa, 1 corno; con davanti; 1 titolo,1 testa,1corno. - uccisione uccidere,

Cos possiamo riassumere le sette teste con i sette titoli blasfemi e con le 10 corna del Behamot, cio la "bestia" o l"essenza del bestiale" immaginato dallautore dellApocalisse: morte peste spada fame schiavit fossa uccisioni con 1 con 1 ripetuto, 2 ripetuto, 2 ripetuto, 2 con 1 con 1 davanti davanti davanti davanti davanti davanti davanti diademi

sommano 7 teste con i 7 titoli e 10 Passiamo ora a cercare il secondo livello del regno del male:

2) Lanticristo: figurato da unaltra bestia; mentre la prima esce dal mare, questa esce dalla terra. Ap. 13,11 - Vidi poi salire dalla terra unaltra bestia, che aveva due corna come quelle dun agnello (ariete), ma parlava come un drago. Ap. 13,12 - Essa esercita il potere della prima bestia ... costringe in terra a adorare la prima bestia, la cui ferita mortale era guarita. Ap. 13,13 - ...fa scendere fuoco dal cielo ... Ap. 13,14 - ...sedusse gli abitanti della terra dicendo loro di erigere una statua alla bestia ... Ap. 13,15 - ...fa mettere a morte tutti coloro che non adorassero la statua ... Ap. 13,16s - Faceva s che tutti ... ricevessero un marchio ... e nessuno ... comprare e vendere senza ... marchio. Ap. 13,18 - Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il nome della bestia; essa rappresenta; essa rappresenta un nome duomo. E tale cifra 666. Anche qui c lavviso "Chi ha intelligenza calcoli" per chi scruta con linvito a cimentarsi. Alcuni (es. "Bibbia di Gerusalemme" alla nota Ap. 13,18) ritengono che il nome sia Cesare Nerone, ma i conti non tornano.

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C la traccia delle 2 corna e, per quanto abbiamo ormai assodato, possiamo cercare un nome che nel suo duomo con 2 ; Nerone non lha, ma tra i Cesari di Roma c Caligola nome appunto ha 2 . La verifica numerica del nome poi torna con il titolo: "Il Cesare di Roma Caligola" =( =( 30) =( 10) + ( = 5) + ( = 20) Totale: = 30) + ( = 6) + ( = 3) + ( = = 200) + ( = 1) + ( = 60) + ( = 20) + ( = 5) = 200) + ( = 285

= 40) + ( = 6) + (

277

= 30) + (

104

666

(Il fatto che Roma ai tempi dellApocalisse si scrivesse con l finale, e non con l finale, lho visto con i miei occhi; quel nome cos scritto era su un orcio che aveva si pu leggere: "In superbia contenuto rotoli provenienti dalle grotte di Qumran. Roma ( ) primeggia .") Vediamo ora se la descrizione dellApocalisse calza con Gaio Cesare Caligola di cui Flavio Giuseppe, cos scrive su questimperatore romano nella Guerra Giudaica: Gaio Cesare fu cos intemperante verso la fortuna, di voler essere considerato e chiamato dio, da privare la patria del fior fiore della sua nobilt e da estendere la sua empiet anche fino alla Giudea. Infatti invi Petronio con un esercito a Gerusalemme per collocare le sue statue (la sua, di Drusilla e di Iside) nel Tempio, dandogli ordine, se i giudei non le avessero volute introdurre duccidere chi avesse opposto resistenza e di ridurre in schiavit il resto della popolazione. (II 10,1.2) Corrado Barbagallo ("Storia Universale Roma Antica" Vol. II Lib. V Cap. II) su Caligola dice: "Era circondato di domestici egizi... aveva voluto che la dea egizia Iside ... fosse onorata di culto ufficiale ... tenta di istaurare in Italia, sulla riva del Tevere, un regime simile a quello che fino a 70 anni prima aveva dominato sulle rive del Nilo. Egli vuole inculcare ad ogni costo in Roma il concetto che il principe e tutti i componenti della sua famiglia sono di origine divina ... " La patria vera, la patria ideale del giovane principe non lItalia, ma lEgitto e lAsia. Svetonio nella "Vita dei Cesari" al IV libro su Caligola dice: Finora ho parlato pi o meno del principe; mi resta ora parlare del mostro ... Diede incarico di portare dalla Grecia i simulacri degli dei, noti per la loro importanza religiosa e artistica, e tra questi la statua di Zeus Olimpio e fece sostituire la testa di queste statue con la riproduzione della propria ... (n 22) Aveva abitualmente rapporti incestuosi con tutte le sue sorelle e in pieno banchetto a turno ne faceva sdraiare una alla sua destra, mentre teneva a fianco, dallaltro lato la moglie ... Spesso fece prostituire le sorelle con i suoi amasi. Rub la sorella Giulia Drusilla al marito e, secondo gli usi orientali, la spos, la fece erede dellimpero, la mise sugli altari. (n 24) Vediamo ora quanto dur il suo comando. Tiberio, che mor il 16.3. del 37 d. C. in un testamento proponeva al Senato la co-reggenza dellimpero tra Tiberio Gemello figlio di suo figlio Druso (della famiglia Claudia), ed il pronipote Gaio, figlio di Germanico detto Caligola (della famiglia Giulia dAugusto). Questi, ebbe linvestitura ufficiale del Senato il 18.3.38 d. C. e fu assassinato il 24.1 del 41 d. C.; fu, perci imperatore a pieno titolo per 35 mesi; nel 39 d. C. ordin che fosse eretta una sua

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statua nel Tempio di Gerusalemme, ma da Agrippa I e Petronio operarono in modo da perdere tempo; questultimo, infatti, comunic lordine di Caligola, ma gli fu risposto che avrebbe dovuto prima sacrificare tutto il popolo giudaico. Sembra che allora Petronio scrivesse a Caligola, a pericolo della propria vita, certo che questi gli avrebbe ordinato duccidersi, ma arriv invece la notizia che Caligola era stato ucciso. A questevento si riferisce la citazione Ap. 13,14: "...sedusse gli abitanti della terra dicendo loro di erigere una statua alla bestia ..." (dicendo, ma non attuando). Flavio Giuseppe nella sua Guerra Giudaica scrive che la durata del regno di Gaio Cesare Caligola fu di 44 mesi: "Essendo stato assassinato Gaio dopo aver regnato tre anni ed otto mesi ...(44 mesi)." (II-111) Caligola fu assassinato 46 mesi dopo la morte di Tiberio; se ne ricava quindi che gi dopo due mesi Gaio cominci ad ingerirsi a Roma nei fatti dellimpero, senza essere in pienezza imperatore, ed a Gerusalemme lo subirono per 42 mesi. Questa seconda bestia sembra infatti un replicante di quella incarnatasi in Antioco Epifane, in quanto anche questa fece sentire il suo influsso per i tre anni e mezzo. In definitiva Caligola coincide con la descrizione dellApocalisse (13,12) sulla bestia della terra: "Essa esercita il potere della prima bestia ... costringe in terra a adorare la prima bestia, la cui ferita mortale era guarita." "Adorare la prima bestia" da intendere che costrinse in terra di adorare gli idoli dei Faraoni, cio della prima bestia che fu la prima personificazione del male che gli Ebrei conobbero e che, in occasione del miracolo dellapertura del Mar Rosso, sub una grande sconfitta, la cui ferita mortale era guarita. LA CHIESA A ROMA Torniamo a: "Il Cesare di Roma Caligola" Ne fornisco tre letture pensando a Caligola: 1) Entra sul trono ( ) con il corpo il serpente a Roma con Caligola . (Cio Caligola incarnazione della bestia = il serpente) 2) Esce la rettitudine per il ribelle ( serpente che per superbia entra . da tutti ad ( ) primeggia ; del maligno lorgoglio ( langelo ribelle per orgoglio) 3) Nel mondo cos il ribelle ) con la potenza innalza

del serpente

; inizia

essere il gioire fuori . ( empio, adora il maligno e porta la tristezza) C anche una lettura positiva: 4) Entrer cammino sul trono ( ) la testa del Potente . a Roma , tutti sar nel a condurre. , Il serpente uscir

"La testa del Potente" fa venire a mente Cefalus, Cefa, Pietro ed allora la profezia prende consistenza. "Entrer sul trono Pietro a Roma. Tutti sar nel cammino a condurre. Il serpente uscir." Questa profezia esplica la tensione di costituire a Roma la sede della Chiesa di Cristo, segno della vittoria sul serpente, rappresentato allora da Caligola che abitava a Roma, primo di tutti gli imperatori che poi gli succedettero con le grandi persecuzioni. Quella era la riva del mare, la trincea, la punta avanzata del combattimento contro il male rappresentato dalla gran prostituta dellApocalisse, il via allevangelizzazione per della vittoria che sirradier a tutte le genti. Si rendeva concreta cos la profezia dIsaia (765-701 a.C.) che non poteva certo pensare a

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Roma in quei tempi (Is. 2,2): "Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sar eretto sulla cima dei monti e sar pi alto dei colli; ad esso affluiranno tutte le genti."

"Si porta al mondo la forza che usc dalla croce ad uscire . Fu ai viventi

da dentro lUnigenito . Dal Principe fu dalla destra della rettitudine a portare

lenergia che sar lesistenza a rigenerare ( ). Dentro sono segnati dal , ricreati , illuminati escono per il mondo . Un corpo/Chiesa Signore dallacqua . Portano gli apostoli , illuminati dallUnigenito , i viventi in cammino ; dentro portato a vedere a tutti portano nel mondo segni , e (altri) inviati ." generano ( ). E Dio alle genti

"Si porta al mondo la forza che usc da dentro lUnigenito. Dal Principe fu dalla croce ad uscire. Fu ai viventi dalla (sua) destra della rettitudine a portare lenergia che sar lesistenza a rigenerare. Dentro sono segnati dal Signore, ricreati, illuminati escono per il mondo. Un corpo/Chiesa dallacqua. Portano gli apostoli, illuminati dallUnigenito, i viventi in cammino; dentro a vedere portano segni, e (altri) inviati generano. E Dio portato a tutti nel mondo alle genti." Le ultime parole del versetto sono un anagramma di: Sar a Roma (= ) a portarsi Caligola !

Cio avranno interpretato, quegli eventi degli ultimi tempi di cui parla il profeta Isaia si effettueranno con inizio dal tempo in cui Sar a Roma a portarsi Caligola! Lo strano che quanto era nascosto nel criptato s di fatto verificato. Negli anni in cui regnava a Roma Caligola (37-41d. C.) la Chiesa in Palestina era in crescita e nel 37 d. C. accadde che "ad Antiochia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani." (At. 11,26b) Quel richiamo nellApocalisse (12,6) del rifugiarsi della donna nel deserto, "ove Dio le aveva preparato un rifugio" (proprio per 3 anni e mezzo) letta anche come indicazione geografica fa andare la mente che in quegli anni 37-41 d.C. colonne e seguaci della Chiesa si siano rifugiati nella zona del monastero Esseno di Qumran, ove recenti scoperte hanno fatto trovare traccia di Vangeli qualche tenue traccia e dove sapienti ebrei convertiti possono aver aperto le profezie alla Chiesa nascente. Quando S. Paolo si port a Roma, nel 61 d. C., trov gi una comunit cristiana; di questa alcuni fratelli gli andarono incontro, come riferiscono gli Atti degli Apostoli. (At. 28,15) Il Cristo, a seguito dello stabilirsi della Chiesa a Roma pu fregiarsi dei titoli apocalittici - Allora Pilato gli disse: Dunque tu sei re? Rispose Ges: Tu lo dici: Io sono re ... (18,37) - si avverato il titulus sulla croce, Lui il Re, non Cesare; ora, a pieno titolo: "Ges, lAgnello, Cesare". Vi saranno colpi di coda del male per riprendersi il potere, ma la vittoria finale assicurata dal ritorno glorioso dellAgnello sgozzato. LAutore della storia ha risposto a Pilato. Questo titolo ha la stessa pienezza del titulus sulla croce; infatti: "Ges, lAgnello, Cesare"

Ges

=(

= 70) + (

= 300) + ( = 10)

380

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lAgnello =(

=(

= 200) + (

= 20) + (

= 5)

225 310

= 300) + ( = 2) =( = 200) + ( = 60) + ( = 20) + ( =

Cesare 50)

285

Totale: In definitiva il titulus una bandiera su cui scritto: Ges Nazareno il re dei Giudei, ma per la gimatria equivale a: "Questi Figlio di Dio" come vedemmo, ma anche: "Ges, lAgnello, Cesare" Ci sono infine tre letture che profetizzano una festa particolare: 1) - * Rientrer riporter con la rettitudine , da tutti la pienezza laffliggere ( nei corpi ) portato

1200

, la potenza dal serpente

nei corpi uscir .

si

delle origini

profezia della redenzione finale Messianica. 2) - * Usciranno i bicchieri ( ); del corpo nella gioia del serpente ad entrare . si sazieranno ( )i viventi, lo mangeranno , saranno

profezia del banchetto messianico. 3) - * Entrata con la rettitudine ( tutti saranno nel gioire ad entrare profezia della domenica eterna. In un anno giubilare, tra Pasqua e Pentecoste, avverr la risurrezione, la santa cena e la partenza per il seno del Padre col Cristo che avr definitivamente vinto il male. Il Talmud afferma: Il Messia verr da Roma. Il Talmud (Tehillim 95,7; Talmud Sanhedrn 98a e Rshi 1.cit.) racconta che rav Yehosha ben Lev chiese una volta al profeta Elia: Quando verr il Messia? Elia rispose: Vai a chiederglielo, lo troverai seduto tra i malati poveri alle porte di Roma... Rav Yehosha and dal Messia e gli chiese: Quando verrai? Il Messia rispose: Oggi. Rav Yehosha il giorno dopo and da Elia e si lament del Messia perch ieri: Egli ha detto che sarebbe venuto oggi, ma non affatto venuto. Elia spieg che il Messia intendeva: Oggi se ascolterete la sua voce! In "Ntzach Isral" - cap. 28, Maharl spiega: Andare dal Messia indica occorre elevarsi nel livello spirituale; Porte di Roma rappresenta il confine dellimpero di Edom, il confine del male; cio il Messia l. Il Messia siede tra i poveri e i malati che sono separati e rifiutati dal mondo come lui lo . Il Messia sarebbe venuto a Roma, perch l cera la frontiera della lotta contro il male; si legge, infatti, nella prima lettera di Pietro (1Pt. 5,13): "Vi saluta la comunit che stata eletta come voi e dimora in Babilonia", cio in Roma. a.contipuorger@tin.it ) con i corpi . potenti in alto dallUnico

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