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Brachistocrone da spiaggia

Teorema di Snell dimostrato dal principio di Fermat Brachistocrone del bagnino e del bagnante

Matteo Casati
Dipartimento di Fisica G. Occhialini Universit degli Studi di Milano Bicocca

1. Introduzione
Punto primo: sono pigro. Il concetto non si coniuga de se ipso con quello di sedentariet, e particolari ambienti favoriscono in particolar modo lespressione delle mie, peraltro non esaltanti, doti atletiche. Ma il contesto importante, e per tale motivo la spiaggia, e genericamente le localit balneari sono quelle in cui passo la maggior parte della giornata facendo la spola tra letto, poltrona, sdraio, eventualmente lettino o sedia di qualche ristorante e pizzeria. E cos, allo stesso modo in cui lappetito vien mangiando, stando fermi a poltrire non viene voglia di far movimento, e pertanto ci si mette anche dimpegno per faticare il meno possibile. Stavo giusto rimuginando su come potessi evitare di fare uno sforzo superiore al minimo necessario per raggiungere il mio ombrellone, in prima fila sul litorale del Lido di Jesolo, essendo notoriamente la sabbia meno agevole da calcare che non il porfido (o il cemento, dipende dal grado di rifinitura del lungomare), quando mi venne in ente un paragrafo di un vecchio libro di matematica1 che avevo lasciato a casa, dedicato ai problemi di ottimo, come vengono detti quelli comunemente definiti di massimo o di minimo, ed in particolare a quello della brachistocrona, cio la curva congiungente due punti e percorribile nel tempo minimo. Considerando direttamente proporzionale il tempo impiegato e lo sforzo so bene che non cos, e che un conto camminare venti minuti sulla strada ed un altro sulla sabbia, ma ritengo lecita questa approssimazione per i pochi minuti necessari a raggiungere lombrellone dallaccesso al mare ho subito ritenuto di dover cercare qualcosa del genere. La situazione presa in esame dal libro era diversa dalla mia, per il fatto che, in quella, il punto di partenza ad una certa distanza dallinterfaccia che separa i due mezzi percorsi a velocit diversa, mentre nel caso di lungomare e spiaggia il primo pu essere praticamente considerato unidimensionale. Il testo che ho a casa riconduce lo studio della brachistocrona a quello della rifrazione della luce, tramite il principio di Fermat, che vuole che la luce segua da un punto allaltro il percorso con cui compie il minore tempo possibile. I problemi aperti sono, a questo punto, due: - dimostrare che il teorema di Snell per la rifrazione della luce si ricava non solo, canonicamente, dal principio di Hugyens, ma con valore pi universale (nel senso che vale a prescindere dalla natura ondulatoria della luce) dal principio di Fermat, e pu quindi essere applicata a fenomeni non luminosi ma meccanici (come, appunto, un uomo che cammina); - trovare una formula che determini la brachistocrona di mio interesse e stabilire se sia un caso particolare della brachistocrona generale precedentemente presa in esame. Suggestionato dallambientazione balneare, probabilmente imbeccato anche dal paragrafo di quel libro, ho potuto facilmente esemplificare i due casi di brachistocrone individuando la prima come Brachistocrona del bagnino e la seconda come Brachistocrona del bagnante, nomi la cui ragione appare chiara dallenunciato dei problemi di cui sono soluzione.

2. Brachistocrona del bagnino


Un bagnino si trova sulla spiaggia nel punto A, quando vede un bagnante in difficolt nel punto B, in acqua. La linea che li congiunge non normale alla linea di battigia. Individuare il punto C di ingresso del bagnino in acqua affinch il percorso ACB sia svolto nel minore tempo possibile, note le velocit del bagnino sulla A spiaggia ed in acqua. La situazione schematizzata nella figura 2.1
sabbia acqua H B C K

Fig 2.1

Ora, abbastanza intuitivo che converr percorrere una traiettoria pi lunga nel mezzo in cui la velocit maggiore, che senza perdita di generalit ma con notevole guadagno di verosimiglianza possiamo stabilire essere la sabbia (mezzo 1), e meno lunga dove la velocit minore. Dobbiamo, inoltre, evitare qualsiasi tipo di ipotesi circa le reciproche posizioni dei punti A e B. Il libro che, dopo essere tornato a casa, ho ritrovato2, presenta una risoluzione del problema che utilizza gli strumenti della analisi matematica, che ha per pregio la chiarezza ma soffre, a mio avviso, di una sovrabbondanza di calcoli; lo presenter comunque per primo. Nelle settimane trascorse a Jesolo, comunque, ho trovato in un vetusto testo di fisica generale un accenno ad una dimostrazione diversa, che utilizza solo la geometria, e lho sviluppata fino a darle sufficienti coerenza e completezza (qualit che, a mio avviso, era assente in quel libro, dove la parte del leone la faceva lintuito), come esporr successivamente.

2.1 Brachistocrona del bagnino risolta analiticamente


Fissiamo un sistema di assi cartesiani ortogonali avente lasse x coincidente con linterfaccia tra i due mezzi e per asse y la perpendicolare a x passante per il punto A. Confrontando la figura 2.1.1, siano A(0; a) B(b; c) K(b; 0) e x lascissa del punto C da determinare.

Fig 2.1.1

Dobbiamo ottenere una funzione, di cui poi trovare il minimo assoluto, che rappresenti il tempo impiegato per compiere il percorso. Chiamando v1 la velocit sulla sabbia e v2 la velocit nellacqua, si avr 1 1 ( x b )2 + c 2 t ( x) = a2 +x2 + (2.1.1) v1 v2 Come da manuale, consideriamo la derivata prima /x 1 2 1 xb t ( x) = + (2.1.2) v1 2 / a 2 + x 2 v 2 ( x b )2 + c 2 4

Perch la derivata prima si annulli, necessario che i due addendi abbiano segno opposto cio, essendo i denominatori entrambi positivi, che abbiano segno opposto i numeratori x( x b ) < 0 da cui 0< x<b Da ci si deduce che il punto per cui si annulla la derivata prima, come gi era stato intuito, si deve trovare tra i punti O e K. Sia x0 lascissa di tale punto. Dimostriamo che questo punto unico ed di minimo assoluto. Osserviamo la derivata seconda della funzione in esame: 1 a2 1 c2 t ( x) = + (2.1.3) v1 a 2 + x 2 a 2 + x 2 v 2 (x b )2 + c 2 (x b )2 + c 2

che, come si osserva, sempre positiva. Ci significa che (2.1.2) sempre crescente e che quindi, se si annulla, si annulla in un solo punto. Osserviamo, inoltre, i valori della derivata prima agli estremi del segmento OK. Si ha che b b t (0) = t (b) = . b2 + c2 a2 + b2 Per il teorema dellesistenza degli zeri, essendo t(x) continua, x 0 ]0; b[ : t ( x0 ) = 0 . Abbiamo gi dimostrato che questo punto unico e, per la positivit della derivata seconda, di minimo; pertanto il punto di minimo assoluto. Sostituiamo x0 in (2.1.2): x0 b x0 1 1 =0 (2.1.4) 2 v1 a 2 + x 0 v 2 ( x b )2 + c 2
0

da cui

x0 v1 a + x
2 2 0

= v2
x0

b x0

( x 0 b )2 + c 2
= v1 v2

2 a 2 + x0 b x0

( x 0 b )2 + c 2
Dalla figura 2.1.1 abbastanza evidente come x0 sin = e sin = 2 a 2 + x0 da cui segue

b x0

( x 0 b )2 + c 2

sin v1 = sin v 2 Questa , come si vede subito, il teorema di Snell per la rifrazione della luce.

(2.1.5)

Qualora poi uno volesse determinare esattamente il punto C, come poi richiede il problema, dovrebbe risolvere lequazione (2.1.4), od una analoga ottenuta combinando la (2.1.5) con informazioni relative ai punti A e B. Si attendono suggerimenti, perch n io sono riuscito a risolverle n su alcuno dei testi che ho consultato dato il risultato in questa forma, ma tutti si limitano ad arrivare alla legge di Snell.

2.2 Brachistocrona del bagnino risolta geometricamente


La prima parte del ragionamento meno rigorosa di quella svolta nel paragrafo precedente, e serve a rendere verosimile lesistenza di un unico punto di minimo per il tempo necessario alla percorrenza del tragitto tra A e B. Ipotizziamo che il bagnino raggiunga linterfaccia sabbia-acqua normalmente alla stessa, e poi da l vada al punto B. Compie, dunque, il tragitto pi breve possibile sulla sabbia, dove ha una certa velocit v1, e il pi lungo possibile (ci riferiamo a tragitti rettilinei) nellacqua, dove ha una velocit minore v2. Se si sposta verso B prima di entrare in acqua, per farlo in un punto C diverso da H, percorre un tratto pi lungo nel mezzo 1 ed uno pi corto nel mezzo 2. Fino ad un certo punto, laccorciamento del tratto nel mezzo pi lento compenser lallungamento del tratto a velocit maggiore, e quindi il tempo totale di percorrenza diminuir, ma oltre un certo punto C questo non avverr pi. Ipotizziamo sia C il punto richiesto dal problema e riferiamoci alla figura 2.2.1. Se C il punto di minimo assoluto del tempo, allontanandosi da esso sia verso destra che verso sinistra il tempo totale aumenter, cio il tempo perso per lallungamento di uno dei due tratti non sar minore al tempo guadagnato per laccorciamento dellaltro, cio dovremo imporre la condizione t pers t guad (2.2.1) La figura 2.2.1 fa riferimento allo spostamento del punto di passaggio tra sabbia e acqua verso sinistra, fino al punto D. Si viene ad accorciare, quindi, il tratto percorso nel mezzo 1 e ad allungare il tratto percorso nel mezzo 2.

Fig. 2.2.1

Fig 2.2.2

t guad

La figura 2.2.2 rappresenta nel dettaglio la situazione relativa al tratto accorciato nel mezzo 1. Si osserva come il tratto AC e quello AD differiscano per la lunghezza di CE, ottenuta riportando con un arco di circonferenza la lunghezza di AD su AC. Sappiamo inoltre, che D < AD CA D (2.2.2) AD sin CA da cui DE < DE CE > CE (2.2.3) Focalizziamo la nostra attenzione sul triangolo rettangolo DCE. Vediamo subito che E CE = CD sin CD e possiamo anche osservare che langolo CDE complementare, per la regola sulla somma degli angoli interni del triangolo, a DCE, a sua volta complementare ad . Quindi possiamo scrivere la relazione CE CE CD sin = > = (2.2.4) v1 v1 v1

Analogamente, la figura 2.2.3 presenta la situazione del tratto che si allunga nel mezzo 2. Riportiamo sul prolungamento del tratto BC la lunghezza di BD, ottenendo lallungamento del tratto pari a CF. Tracciando, poi, la perpendicolare da D a BC troviamo il punto F. Con ragionamento analogo a quello appena seguito abbiamo che CF > CF F CF = CD sin CD Osserviamo come langolo formato tra CF e la normale allinterfaccia opposto al vertice di e quindi ad esso congruente, complementare di DCF che, per la somma degli angoli interni del triangolo, complementare a CDF. Perci si ha che F . CD Possiamo passare a determinare il tempo perso Figura 2.2.3 nellallungamento del tratto percorso nel mezzo 2, ottenendo cos CF CF CD sin t pers = > = (2.2.5) v2 v2 v2 Sostituendo le relazioni che abbiamo trovato nella condizione (2.2.1) otteniamo CF CD sin CD sin CE t pers = > > = t guad v2 v2 v1 v1 sin sin (2.2.6) v1 v2 La (2.2.6) la condizione che impone come lo spostamento verso sinistra del punto C non comporti un guadagno di tempo. Seguiamo ora esattamente lo stesso procedimento passando alla destra del punto C. Per comodit lasciamo uguale la denominazione dei punti, ed appoggiamoci come di consueto alle figure. Passando per il punto D alla destra di C si allunga il percorso compiuto nel mezzo 1 e si accorcia quello compiuto nel mezzo 2. La figura 2.2.4 illustra la situazione relativa al tratto percorso nel mezzo 1. Il tratto AD pi lungo di quello AC di una quantit pari alla lunghezza del segmento CE, ottenuto conducendo il punto D sul prolungamento di AC. Tracciando la perpendicolare ad AC passante per D otteniamo il punto E', e per le solite considerazioni vediamo come CE < CE , E ) = CD sin CE = CD sin(CD Da cui otteniamo la relazione CE CE CD sin t pers = > = (2.2.7) v1 v1 v1

Fig. 2.2.4

Ancora, la figura 2.2.5 mostra la situazione per il tratto che si accorcia nel mezzo 2. Il nuovo tratto BD pi corto del segmento CF, ottenuto riportando con un arco di circonferenza il punto D su AC. Anche in questo caso, consideriamo inoltre il punto F, che forma il triangolo rettangolo CDF. Ricordiamo ancora, inoltre, che il punto F unottima approssimazione del punto F per un angolo CBD piccolo, ma in ogni caso larco DF maggiore del segmento DF, e si ha CF < CF Dalle consuete considerazioni sullangolo CDF Fig 2.2.5 otteniamo lespressione per il tempo guadagnato grazie allaccorciamento del tratto percorso nel mezzo 2 CF CF CD sin t guad = < = (2.2.8) v2 v2 v2 A questo punto, dobbiamo imporre che il passaggio del bagnino in D piuttosto che in C non costituisca un guadagno di tempo, esattamente come abbiamo fatto per il passaggio sulla sinistra. Si sostituiscono la (2.2.7) e la (2.2.8) nella (2.2.1) ottenendo la condizione CE CD sin CD sin CF t pers = > > = t guad v1 v1 v2 v2 sin sin (2.2.9) v1 v2 A questo punto, uniamo le condizioni (2.2.6) e (2.2.9), cio imponiamo che il tempo non diminuisca passando n a destra n a sinistra. Si ha cos sin sin v v 1 2 , da cui sin sin v v2 1 sin sin = , (2.2.10) v1 v2 la legge di Snell. Anche con questo procedimento, cos, si ottiene la legge di Snell, solitamente espressa nella forma sin v1 = . sin v 2 Da questa relazione non banale ricavare il punto C, oppure il valore del seno di uno dei due angoli, ed attendo validi suggerimenti su come uscire da questa empasse, poich non riesco a risolvere nessuna delle equazioni che ho scritto; esse sono ricavate combinando la legge di Snell con le informazioni sulla posizione reciproca di A e B, come questo esempio uno dei sistemi da risolvere che non riesco ad affrontare mostra. sin v1 sin = v 2 AH tan + BK tan = HK

3. Brachistocrona del bagnante


Un bagnante si trova lungo il marciapiede del lungomare nel punto A, e deve raggiungere il proprio ombrellone, posto sulla spiaggia nel punto B. Trovare il punto C in cui il bagnante deve lasciare il marciapiede per raggiungere lombrellone nel minor tempo possibile, sapendo che la velocit sul marciapiede maggiore di quella nella sabbia.
Rappresentiamo la situazione nella figura 3.1
A C H

B
Fig 3.1

La situazione per molti versi analoga a quella della brachistocrona precedentemente studiata, e pertanto non pu esserne molto diversa la risoluzione. Si pu benissimo, anche in questo caso, procedere sia attraverso una dimostrazione analitica che attraverso la dimostrazione geometrica.

3.1 Brachistocrona del bagnante risolta analiticamente


Utilizziamo il marciapiede del lungomare come asse x, e poniamo lorigine degli assi nel punto A. Siano inoltre C (x;0) H (b;0) B ( b; c )
A(0;0) C(x;0) H(b;0)

B(b;c)
Fig. 3.1.1

Scriviamo la funzione t(x) che rappresenta il tempo impiegato dal bagnante per raggiungere il punto B al variare della posizione di C, chiamando come di consueto v1 la velocit nel primo tratto (e quindi il marciapiede) e v2 la velocit nel secondo (la sabbia) Otteniamo

(x b ) + c 2 x + . v1 v2 Consideriamo la derivata prima della funzione 1 1 xb t ( x) = + v1 v 2 ( x b )2 + c 2


2

t ( x) =

(3.1.1)

(3.1.2)

Come prima cosa, osserviamo che, perch si annulli, essendo il primo addendo sempre positivo, deve essere xb < 0 . x<b Il punto C di nostro interesse il minimo assoluto della funzione t(x). Perch un punto sia di minimo le condizioni sono due: che la derivata prima in quel punto si annulli e che la derivata seconda

calcolata in quel punto sia maggiore di zero. Per prima cosa calcoliamo la derivata seconda della funzione, ed otteniamo 1 c2 (3.1.3) t ( x) = 3 v2 2 2 2 ( x b) + c La (3.1.3) , come si vede, sempre positiva; possiamo leggere questa informazione anche dicendo che la derivata prima sempre crescente. Osserviamo, allora, i valori che questa derivata assume agli estremi del problema, cio nel punto A (x=0) e nel punto H (x=b). 1 b 1 t (0) = t (b) = v1 v 2 b 2 + c 2 v1

Osserviamo che la derivata prima positiva nel punto H. Se nel punto A fosse negativa avremmo, per il teorema dellesistenza degli zeri, un valore x0 che la annulla, ma non lavremo nel caso contrario. Dovremo quindi aggiungere la condizione 1 b 0, v1 v 2 b 2 + c 2 che risolta diventa (confronta per la nomenclatura la figura 3.1.1) v b cos = 2 . (3.1.4) 2 2 v1 b +c Il testo del problema, per, non ci autorizza ad imporre la condizione (3.1.4). Semplicemente, il non verificarsi della stessa implica che non esiste un punto in cui la derivata prima della funzione t(x) si annulla tra i punti A e H; non esiste, cio, un minimo assoluto in quellintervallo per la funzione (3.1.1); osservandola meglio, ci rendiamo conto che questa funzione non rappresenta esattamente il tempo impiegato per andare da A a B secondo un percorso che abbia i vincoli del testo, in quanto procedendo da A verso sinistra risulterebbe per il primo tratto un tempo negativo, cosa ovviamente impossibile. Pertanto, nel caso non sia verificata la condizione (3.1.4) il percorso pi rapido per portarsi da A a B diventa quello pi breve, cio il semplice segmento AB. Ammettiamo adesso, invece, che la (3.1.4) sia verificata. Ne ricaviamo che esiste un punto x0 che annulla la derivata prima della funzione (3.1.1), in particolare verificando b x0 1 = 0, v1 v ( x b )2 + c 2
2 0

che risolta d

b x0

( x 0 b )2 + c 2
cio, confrontando con la figura 3.1.1, sin =

v2 , v1

v2 (3.1.5) v1 A questo punto non per niente difficile ricavare dal seno di il coseno, ed ottenere quindi la lunghezza del tratto CH, facendo v2 CH = c tan = c 2 v1 1 v 2 2 v1 Il punto C posto sul segmento AH che soddisfa lequazione soprascritta il punto richiesto dal problema.

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3.2 Brachistocrona del bagnante risolta geometricamente


Se non stato difficile risolvere il problema con gli strumenti dellanalisi matematica, diventa ancora pi facile utilizzando la geometria piana, soprattutto perch la discussione che ha portato alla condizione (3.1.4) diventa molto pi concreta ed evidente. Il meccanismo della risoluzione lo stesso che stato applicato al problema del bagnino, ipotizzare cio che il punto C sia quello che rende minimo il tempo di percorrenza, richiedendo che passando sia alla sua destra che alla sua sinistra il tempo perso per il tratto che si allunga non sia minore del tempo guadagnato nel tratto accorciato. La figura 3.2.1 raffigura la situazione:
A D C H

B
Fig 3.2.1

Si vede subito come ad un accorciamento del tratto sul marciapiede corrisponda un allungamento di quello sulla strada. Vediamo cosa succede a passare alla sinistra del punto C. Il tratto sul marciapiede si accorcia, banalmente, del tratto CD, quindi CD t guad = (3.2.1) v1 Il tratto BD pi lungo di quello BC, come si pu notare riportando con un arco di circonferenza il punto D sul prolungamento di BC, come riportato in figura 3.2.2, chiamandolo F. Tracciamo, inoltre, la perpendicolare al segmento BF passante per D, e chiamiamo il suo piede F. Vediamo che CF, il tratto di cui si allunga il percorso passando per D, sempre maggiore di CF, bench allavvicinarsi del punto D a C i punti F e F tendano sempre di pi ad avvicinarsi e, quindi, a potersi approssimare. Ricordando che il tratto BD viene percorso alla velocit v2, abbiamo: CF CF t pers = > , Fig. 3.2.2 v2 v2 mentre osservando il triangolo rettangolo DCF dimostriamo che CF = CD sin . Applicando la condizione (2.2.1), gi usata per la brachistocrona del bagnino, otteniamo CF CD sin CD > , v2 v2 v1 da cui v sin 2 (3.2.2) v1 11

Spostandosi, invece, alla destra del punto C, si percorrer sul marciapiede per un tratto pi lungo, e quindi si avr CD , (3.2.3) t pers = v1 ma si dovr affrontare un tratto pi breve a v2. La figura 3.2.3 raffigura nel dettaglio la situazione relativa a questultimo pezzo di tragitto. Si osserva come il tratto BD sia pi corto del tratto Fig. 3.2.3 BC per il segmento CF, ottenuto riportando il punto D su BC con un arco di circonferenza. Il punto F, piede della perpendicolare a BC passante per D, si trova allinterno del segmento BF, e pertanto si ha CF CF t guad = < (3.2.4) v2 v2 La lunghezza del segmento CF facilmente ricavata a partire dalla misura di , poich langolo FDC complementare allo stesso angolo cui complementare . Unendo la (3.2.3), la (3.2.4) a questa informazione ed alla condizione (2.2.1) su ottiene CD CD sin CF > , v1 v2 v2 v (3.2.5) sin 2 . v1 Unendo la (3.2.2) alla (3.2.5) si ottiene la legge che determina langolo tra il tratto nella sabbia ed il marciapiede, v sin = 2 (3.2.6) v1 Questo risultato per incompleto, perch non tiene conto delle posizioni di A e B; poich, in teoria, ogni rapporto tra v1 e v2 lecito, sarebbe plausibile attendersi che ogni angolo possa essere soluzione del problema, a prescindere dalle posizioni di partenza ed arrivo. In realt non cos, perch, come si vede chiaramente dalla figura 3.2.1, B = arcsin AH 0 < HA AB v2 Se il rapporto , comunque minore di 1 come vuole il testo del problema e diverso da zero perch v1 il problema non avrebbe senso se una velocit fosse nulla, maggiore del rapporto tra AH e AB, per ottenere un angolo come quello richiesto dalla (3.2.6) il bagnante dovrebbe allontanarsi da B tornando indietro lungo il marciapiede, per poi affrontare un percorso sulla sabbia comunque pi lungo di quello che affronterebbe per andare direttamente da A a B. Pertanto, la risoluzione completa del problema del bagnino diventa AH v 2 AH > sin = AB v1 AB (3.2.7) sin = v 2 v 2 AH v1 v1 AB Ottenuto il valore di , banale trovare il punto C, perch si vede subito che AC = AH BH tan 12

4. Confronto tra le due brachistocrone


Tra le questioni poste nellintroduzione cera la domanda se la brachistocrona del bagnante fosse o meno un caso particolare della brachistocrona del bagnino. Per come sono posti i problemi sembrerebbe improbabile che non lo sia, bench debba confessare che appena me ne ero accinto allo studio fossi pi propenso ad una risposta negativa, ma soltanto perch avevo compiuto qualche imperdonabile errore di calcolo. Gi la forma delle due leggi quasi la stessa. Abbiamo infatti sin v1 (2.1.5) = sin v 2 e v 1 = 1, (3.1.5) sin v 2 di cui ho proposto linverso per evidenziare maggiormente laffinit. Dal confronto con la figura 2.1.1 riconosciamo che langolo langolo tra la direzione del percorso e la normale allinterfaccia, nel caso della curva esaminata sabbia-acqua. Tale angolo non visibile per la brachistocrona del bagnante, poich la direzione sul marciapiede parallela allinterfaccia. Ma questo significa che perpendicolare alla normale, e quindi abbiamo bagnante = 2 , sin = 1 Pertanto, anche nel caso della brachistocrona del bagnante la legge la (2.1.5), con gi sostituito il valore del seno di . Come gi abbiamo notato per la brachistocrona del bagnino, che espressione del teorema di Snell per la rifrazione della luce, osserviamo anche che la (3.1.5) esprime la condizione limite per la rifrazione totale, purch sia considerato il percorso a ritroso BCA, che comunque richiede lo stesso tempo di quello del nostro bagnante.

5. Questioni aperte
Rimane aperta la questione della determinazione esplicita del punto C nel caso della brachistocrona del bagnino, di cui dopo settimane di lavoro non sono ancora riuscito a venire a capo. Inoltre, possiamo considerare un modello pi realistico di brachistocrona del bagnino, in cui la velocit dalla sabbia allacqua varia non in modo netto, come se saltasse in una piscina, ma con continuit in funzione alla crescente profondit dellacqua stessa. Non ho lavorato molto a questo problema, perch prima mi preme di risolvere quello del punto C, ma ritengo che la forma differenziale della curva si possa costruire applicando la legge di Snell alle variazioni infinitesime di velocit durante il progressivo alzarsi del livello dellacqua. Sar la prossima sfida.
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L. Lamberti, L. Mereu, A. Nanni, Nuovo Matematica due trigonometria, Etas Libri Milano 1992 L. Lamberti, L. Mereu, A. Nanni, Nuovo Matematica tre analisi, Etas Libri Milano 1992

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