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Astronomia Valle dellAgno (*)

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Cieli Perduti

Presenta

di Gino Trevisn

Il concetto di Calendario
Il termine tempo deriva dal greco Tmenos e dal latino Temperare, entrambi i termini significano latto con cui qualcosa diviso secondo ordine e misura. Noi diamo per scontato il "meccanismo" del calendario, senza pensare allorigine e ai motivi per cui sia stato scelto un sistema piuttosto che un altro per misurare il tempo. Per migliaia danni il tentativo di misurare il tempo e di creare un calendario valido ha costituito una delle maggiori lotte sostenute dallumanit, un enigma per astronomi, matematici, religiosi, re e per chiunque avesse la necessit di calcolare i giorni fino al raccolto successivo, o di stabilire quando dovessero essere pagate le tasse o essere celebrata la Pasqua. Di contro per la maggior parte della gente comune, lo scorrere del tempo non aveva invece quella grande importanza, contadini, allevatori, marinai non guardavano mai il calendario limitandosi a verificare qualera il tempo giusto per la semina o per prendere il mare. Ancora nel XVII secolo, non era raro trovare nelle campagne europee contadini che non avevano la minima idea dellanno in cui si trovavano o che sapevano a malapena il mese. Questo non toglie tuttavia che il controllo dello scorrere del tempo desse grandi vantaggi ai pochi che riuscivano a calcolarlo in modo esatto e per molti secoli fu prerogativa di una ristretta casta sacerdotale anche a causa dello stretto legame esistente con lastronomia e losservazione del cielo.

L'Anno 2000 6236 per il primo calendario egizio 5760 per il calendario ebraico 5119 nel grande ciclo Maya 2753 per l'antico calendario religioso romano 2544 per il calendario buddista 1716 per il calendario copto 1421 per il calendario islamico 1378 per il calendario persiano E LANNO DEL DRAGONE SECONDO IL CALENDARIO CINESE
Questo schema mostra le ere dinizio di alcuni fra i pi famosi calendari del mondo. Per era si intende il punto dinizio di un calendario. Nonostante siano molti, il calendario Gregoriano di gran lunga il pi utilizzato soprattutto a scopo civile, cio nella vita comune di tutti i giorni, gli altri sopravvivono per lo pi a scopo religioso o rituale. Ma da dove viene questo calendario, dove nato e come si sviluppato nella forma in cui noi lo conosciamo ? Per comprenderne bene la storia dobbiamo prima fare alcune piccole osservazioni di carattere astronomico.

I movimenti della terra


Prendendo in considerazione il moto di rotazione terrestre (quello che la Terra compie attorno al suo asse) e il movimento di rivoluzione (quello che la Terra compie attorno al Sole), si sono create le due principali unit di misura del tempo: il giorno (durata della rotazione) e l'anno (durata della rivoluzione). Va subito precisato che si danno pi definizioni di giorno e di anno. Si definiscono innanzi tutto un giorno sidreo e un giorno solare, a seconda che riferiamo la rotazione terrestre a una stella o al Sole. Giorno sidreo o siderale: l'intervallo di tempo compreso fra due passaggi consecutivi di una stella sullo stesso meridiano; la sua durata, pressoch invariabile, di 23 ore e 56 minuti, e corrisponde al tempo impiegato dalla Terra per compiere un'intera rotazione. Infatti si pu considerare trascurabile lo spostamento che la Terra effettua, nel contempo, lungo la sua orbita intorno al Sole, data l'enorme distanza, dal sistema solare, della stella presa come punto di riferimento. Corrisponde alleffettiva durata di una rotazione completa. Giorno solare: l'intervallo di tempo compreso fra due passaggi consecutivi del Sole sullo stesso meridiano. Esso pi lungo di circa 4 minuti del giorno sidreo, non essendo pi trascurabile lo spostamento che la Terra compie intorno al Sole mentre effettua la sua rotazione, data la vicinanza di quest'ultimo. Il moto rotatorio della Terra subisce un rallentamento regolare, a causa di una trasformazione dell'energia in calore: la durata del giorno si allunga perci di due millesimi di secondo ogni cento anni. Si calcolato che al tempo della sua formazione la terra compiva una rotazione completa in sole 6 ore. Il giorno solare non una misura costante, ma un po pi lungo in inverno (boreale) e un po pi corto in estate, poich varia la velocit del moto di rivoluzione della Terra, questo a causa della forma dellorbita non perfettamente circolare. Giorno solare medio: rappresenta la media aritmetica di tutti i giorni solari di un anno, una misura costante, adatto quindi alle esigenze della vita civile, ed preso come unit base per la misurazione del tempo. La sua durata risulta cos di 24 ore esatte, ognuna delle quali (ora solare media) suddivisa a sua volta in 60 minuti primi, suddivisi anche questi in 60 minuti secondi.

Cos come per il giorno, anche per l'anno si pu distinguere quello sidereo da quello solare. Qui per la differenza non data dalla vicinanza del sole rispetto alle stelle.

L'anno sidereo o siderale: corrisponde all'intervallo di tempo tra due passaggi consecutivi del Sole per uno stesso punto del cielo riferito a una stella. Misura la durata di una completa rivoluzione della Terra, che di 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 10 secondi (in giorni solari medi). L'anno solare o tropico o tropicale: il periodo di tempo compreso fra due passaggi successivi del Sole all'equinozio di primavera (misura dunque il periodo di tempo intercorrente tra l'inizio della primavera e l'inizio della primavera successiva), e ha una durata di 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 45 secondi (in giorni solari medi, nell'anno 2000), risultando cos di circa 20 minuti e 25 secondi pi corto dell'anno sidereo.

Questa differenza deriva all'effetto di un moto secondario compiuto dalla Terra, detto di precessione degli equinozi, causato dall'azione perturbatrice che gli astri vicini esercitano sulla direzione dell'asse terrestre. In pratica lasse terrestre compie un giro completo su se stesso ogni 26.000 anni.

Anno civile: unit di misura del tempo basata su un arrotondamento dell'anno solare per esigenze di praticit. Per questo l'anno civile sempre costituito da un numero intero di giorni, che possono essere 365 (nel caso si tratti di un anno comune) o 366 (nel caso si tratti di un anno bisestile). Fu Ipparco che per primo verific come l'anno tropico differisse dall'anno sidereo proprio a causa della "precessione degli equinozi" e si rese conto della convenienza dell'uso del primo ad uso di calendario civile, in quanto permetteva alle stagioni di mantenervi una posizione fissa Conseguenze della precessione degli equinozi La Precessione degli Equinozi non ha praticamente alcun effetto sul pianeta Terra, in quanto lascia invariata l'inclinazione dell'eclittica, da cui dipende l'ampiezza della variazione stagionale dell'inclinazione dei raggi solari, che scaldano il suolo terrestre. La manifestazione pi evidente della Precessione lo spostamento del Polo Nord Celeste tra le stelle e quindi l'avvicendamento, nel tempo, delle stelle polari, cio delle stelle luminose che, di volta in volta, risultano pi vicine ad esso, in pratica la stella che oggi ci indica il Nord non la stessa che lo indicava qualche migliaio di anni fa, gli antichi popoli avevano altre stelle di riferimento.

Un altro interessante effetto lo sfasamento dello zodiaco con lo spostamento delle date indicate secondo il tradizionale ordine utilizzato in astrologia, e lintroduzione di un nuovo segno zodiacale (lOfiuco) In effetti lattuale simbologia astrologica stata introdotta da Tolomeo nel secondo secolo dopo Cristo e da allora sono passati quasi 2000 anni.

Costellazione Ariete Toro Gemelli Cancro Leone Vergine Bilancia Scorpione Ofiuco Sagittario Capricorno Acquario Pesci

Tabella 1 - Lo Zodiaco attuale Periodo Astrologico Periodo Astronomico 20 marzo 18 Aprile 18 aprile 13 maggio 19 aprile 19 maggio 14 maggio 19 giugno 20 maggio 20 giugno 20 giugno 17 luglio 21 giugno 21 luglio 18 luglio 7 agosto 22 luglio 21 agosto 8 agosto 12 settembre 22 agosto 21 settembre 13 settembre 27 ottobre 22 settembre 22 ottobre 28 ottobre 19 novembre 23 ottobre 21 novembre 20 novembre 27 novembre / 28 novembre 15 dicembre 22 Novembre 20 dicembre 16 dicembre 18 gennaio 21 dicembre 19 gennaio 19 gennaio 16 febbraio 20 gennaio 18 febbraio 17 febbraio 11 marzo 19 febbraio 19 marzo 12 marzo 18 aprile

Primi passi
Circa 13.000 anni fa quando lEuropa era ancora sommersa dai ghiacci, nella tundra che si trovava al posto della tiepida campagna francese un uomo irsuto ricoperto di pelli alzava gli occhi al cielo e osservava il levarsi della luna Questo Galileo dellet della pietra aveva capito che quellastro luminoso, che si alzava ogni notte, cresceva e calava con estrema regolarit e che tenendolo docchio per un po di tempo avrebbe potuto usarlo per calcolare ad esempio il tempo che mancava allarrivo degli uccelli migratori o la partenza delle mandrie per il sud. Cosi questastronomo segno su un osso daquila una serie di tacche in progressione corrispondenti in modo piuttosto rozzo alle varie fasi della luna, questosso ritrovato pochi anni fa nei pressi del villaggio di Le Placard forse la prima testimonianza che abbiamo del tentativo da parte umana di quantificare lo scorrere del tempo.

Il Calendario lunare
La luna in effetti il mezzo pi comodo e veloce per la compilazione di un calendario, e non ci si deve quindi stupire che tutti i principali popoli dellantichit labbiano utilizzata come base di partenza per i loro calcoli. Dagli Ebrei ai Sumeri, dai Babilonesi ai Greci agli scomparsi Anasazi la luna fu elemento base per la compilazione dei loro calendari. Ovunque mentre si passava dallet della pietra al neolitico e i popoli cominciavano a vivere sotto forme di governo pi organizzato, fecero capolino variazioni su questo modello basato su un anno di dodici mesi che per dura solo 354 giorni. La luna compie infatti un giro completo intorno alla terra in circa 29 giorni e mezzo, per farne 12 impiega esattamente 354,3672 giorni mentre lanno solare (tropicale) ne dura in realt 365,2422 Fra i due calendari c una differenza di quasi 11 giorni, e questo provoca alla lunga uno scompenso tra la misurazione del tempo e lo scorrere delle stagioni. Per questa motivazione, quasi tutti questi calendari lunari furono gradualmente trasformati in Calendari Lunisolari.

Il Calendario lunisolare
Per modificare il calendario lunare e adattarlo al sole i popoli antichi svilupparono diversi sistemi tutti tesi per allo stesso obbiettivo, aggiungere al calendario quei giorni che mancavano per avere un regolare flusso delle stagioni. Il calendario giudaico: Derivato dall'antico calendario ebreo, inserisce un mese ogni 3 anni, ma questo obbliga a sua volta a un ulteriore aggiustamento con linserimento di tanto in tanto di un altro mese supplementare. Attualmente il calendario ufficiale dello stato di Israele ed usato dagli ebrei in tutto il mondo come calendario religioso. Il punto di partenza della cronologia ebraica l'anno 3761 a.C., data della creazione del mondo secondo la descrizione dell'Antico Testamento.

Il calendario greco: Anche il calendario greco era lunisolare e prevedeva un meccanismo di compensazione: un ciclo di otto anni composto di cinque anni da 12 mesi lunari (354 giorni) e tre anni da 13 mesi (384 giorni). Nel 264 a.C venne inaugurato il sistema di datazione delle Olimpiadi, iniziando cio a contare dallanno della prima Olimpiade (776 a.C.). I giorni supplementari non venivano per inseriti secondo un programma ben definito ma un po a caso. Il calendario sumerico: Venti secoli prima di Cristo i sumeri elaborarono un anno lunare di 360 giorni arrotondando la durata del mese lunare a 30 giorni. Si presume che scelsero quel numero perch essi utilizzavano un sistema numerico di base 6 e consideravano sacri tutti i numeri che erano esattamente divisibili per 6 Il calendario babilonese: I babilonesi nonostante fossero ottimi astronomi ( e forse proprio per questo) rimasero dalla parte della luna e intorno al 432 avanti Cristo svilupparono un complesso sistema di recupero in cui calcolarono che 7 anni di 13 mesi lunari seguiti da 12 anni di 12 mesi sarebbero equivalsi quasi esattamente a 19 anni solari. Questo ciclo, poi ripreso dagli ebrei che ne fecero la base del loro calendario, divenne noto come ciclo Metonico dal nome dellastronomo greco Metone. Il calendario era tuttavia ancora impreciso (di alcune ore) e di difficile utilizzo.

Calendario Babilonese In questo sigillo mesopotamico illustrato il rito propiziatorio per il nuovo anno. Shamash, il dio del sole, sorge dalla montagna circondato da altri dei ( 2250 a.C.)
Sembra che un importante contributo dei babilonesi sia stata la suddivisione della giornata in 24 ore, 12 di giorno e 12 di notte, anche se altre fonti parlano degli egiziani. Non si sa di preciso da dove sia stato tratto questo numero ma probabile che esso avesse a che fare con il numero di costellazioni dello Zodiaco (12 appunto) e con la sacralit dei numeri divisibili per 6 che avevano ereditato dai sumeri Oltre che il 6 era considerato sacro anche il 60 ed dal prodotto dei due numeri ( 6 x 60 ) che i sumeri prima e i babilonesi poi divisero il cielo in una semisfera di 360 gradi, sistema che usiamo ancora oggi. Le costellazioni dello zodiaco sono dorigine babilonese, copiate poi dai greci e infine dai romani sono arrivate fino a noi modificate magari nel nome e nella forma ma non nel numero. Un fondamentale contributo fu la creazione della settimana di 7 giorni, questa innovazione non dovuta agli ebrei come comunemente si crede, questi ultimi la conobbero probabilmente al tempo della deportazione a Babilonia. Per quanto riguarda lorigine del numero 7 basta guardare ai nomi dei giorni della settimana per capirne il significato, ogni giorno era dedicato a uno degli astri che si muovevano rispetto alle stelle e ogni astro era dedicato a un dio Sole e luna erano considerati degli astri come gli altri, Urano Nettuno e Plutone non erano conosciuti mentre la Terra non era un pianeta ma il centro immobile delluniverso Come nel caso dello zodiaco questo sistema fu poi ripreso da greci e romani e in seguito dagli anglosassoni

Tabella 2 Origine dei nomi dei giorni Pianeta Luna Marte Mercurio Giove Venere Saturno Sole Antiche divinit Pianeti
Babilonesi Sin Nergal Nabu Marduk Ishtar Ninurta Shamash Romane Luna Mars Mercurius Jupiter Venus Saturnus Sol Sassoni Moon Tiw Woden Thor Freya Saturn Sun Italiano Lunedi Martedi

Nomi moderni
Inglese Monday Tuesday Francese Lundi Mardi Mercredi Jeudi Vendredi Samedi Dimanche Spagnolo Lunes Martes Mircoles Jueves Viernes Sabado Domingo

Mercoledi Wednesday Giovedi Venerdi Sabato Domenica Thursday Friday Saturday Sunday

Ai babilonesi risale anche lordine dei giorni della settimana; questo scaturisce dal fatto che essi ritenevano che ogni ora del giorno fosse sottoposta allinflusso di un diverso dio pianeta stabilito secondo un determinato ordine cosmologico. Ad esempio Saturno controllava la prima ora del sabato, nel quale era seguito da Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio e Luna. Nellottava ora il ciclo ricominciava con Saturno, e la progressione proseguiva fino alla ventiquattresima ora, questa spettante a Marte. Poich lora successiva del ciclo, la prima ora del nuovo giorno apparteneva al dio del Sole, il giorno dopo il Sabato venne appunto chiamato giorno del Sole. Gli antichi avevano predisposto un semplice mezzo per per tenere il conto dei giusti nomi delle ore e dei giorni in relazione agli dei pianeti. Usavano una figura di sette lati, in cui ognuno dei vertici era contrassegnato dal nome di un pianeta posto nella corretta posizione. Gli archeologi hanno trovato una di queste figure su un graffito di uno scavo di Pompei:

Attorno al 500 a.C. la cultura babilonese entr in contatto con la cultura greca e le costellazioni dello zodiaco e quelle parazodiacali (Corvo, Serpente, Pesce Australe ed Aquila) mesopotamiche furono esportate ed una volta mescolate con la tradizione greca dettero origine alle mappe del cielo che noi abbiamo ereditato. Laltra tradizione astronomica che i greci avevano adottato era molto antica, con unorigine stimata attorno al 2800 a.C., e le costellazioni che nacquero avevano lo scopo di aiutare i naviganti in mare. Sicuramente questa tradizione si era sviluppata presso qualche popolo nel Mediterraneo ma non facile stabilire esattamente dove, alcuni storici ipotizzano presso la cultura minoica. Le costellazioni che conosciamo noi furono descritte per la prima volta da Eudosso ed Arato alcuni secoli prima di Cristo ma la lista antica opera di Tolomeo in Egitto al tempo occupato dai Romani. L'aspetto definitivo del cielo con i confini delle costellazioni stato convenuto dall'Unione Astronomica Internazionale nel 1930 che ha ufficialmente riconosciuto 88 costellazioni che ricoprono completamente il cielo in entrambi gli emisferi.

Il calendario di Stonehenge: Molto lontano dal fulgore delle pi brillanti civilt del tempo un popolo misterioso costru alcuni secoli dopo un imponente struttura che sembra funzionasse come un enorme calendario. Le pietre di Stonehenge sono infatti allineate con certosina precisione in modo che il giorno del solstizio destate un raggio di sole illumini il viale centrale e colpisca il centro della struttura. Inoltre le pietre disposte intorno alla struttura si allineano col sole sia nei solstizi che negli equinozi. di pochi mesi fa per la notizia del ritrovamento di alcune foto, della seconda met dellOttocento, che dimostrerebbero senza alcun dubbio che in quellepoca furono effettuati notevoli lavori di modifica alla struttura che era in completa rovina, lavori che proseguirono con fasi alterne fino addirittura al 1960. Questo getta unombra di sospetto su questa struttura cosi famosa visitata ogni anno da milioni di persone e fa pensare che forse, oltre che alla genialit degli antichi britanni molto sia dovuto anche alla furbizia dei loro discendenti.

Il calendario solare
Il calendario Egizio: Furono gli Egizi i primi a scegliere il sole per costruire il loro calendario, La prima data conosciuta risale al 4236 a.C. Lanno egizio era di 365 giorni. Il calendario era fatto di 12 mesi di 30 giorni ciascuno, cui si aggiungevano 5 giorni supplementari corrispondenti ai compleanni di Osiride, Iside, Horo, Nefti e Seth. Gi 4000 anni prima di Cristo gli egiziani avevano sviluppato questo calendario calcolando la lunghezza di un anno con una precisione sbalorditiva se si considerano gli strumenti che essi avevano a disposizione.

Particolare dello zodiaco egizio che decora la volta del tempio di Hator a Denderah, risalente al periodo della regina Cleopatra (Museo del Louvre, Parigi). Il toro Apis assiste alla scena del passaggio dalla vita terrena all'aldil. Apis era per gli Egizi segno di terra e di fecondit

Bisogna considerare infatti che essi non furono mai dei rinomati astronomi come i babilonesi, ne avevano la passione per la matematica dei greci, la spiegazione di tutto sta probabilmente nel Nilo. Con le sue periodiche e regolarissime inondazioni annuali il fiume costituiva un perfetto orologio naturale che offriva una facile alternativa alla luna. Tutto ci che un contadino dellantico Egitto doveva fare era piantare lungo una sponda del fiume unalta canna nel fango, intagliare un segno al livello massimo dellinondazione, e poi contare i giorni che passavano sino alla successiva indicazione di acqua alta. Questo sistema estremamente semplice fu definito Nilometro dai primi storici che lo studiarono. Gli astronomi egiziani integrarono il Nilometro con unaltra scoperta, la stella Sirio, la pi splendente del cielo, sorgeva allalba una volta allanno in linea diretta col sole proprio in coincidenza con linondazione del Nilo. Registrando di anno in anno con precisione lapparizione di Sirio gli astronomi egiziani si accorsero che lanno era di circa 6 ore pi lungo di 365 giorni.

Nonostante fossero a conoscenza di tutto questo per i sacerdoti che governavano il tempo consideravano il calendario troppo sacro per essere modificato con laggiunta di un giorno supplementare, questo provoc un lento e continuo spostamento dal reale scorrimento del tempo che fu corretto solo dal sovrano Tolomeo III nel 238 a.C. Tolomeo ordin linserimento di un giorno supplementare ogni quattro anni, i sacerdoti tuttavia opposero resistenza e riuscirono a procrastinare linnovazione fino alla conquista romana dellEgitto avvenuta nel 30 a.C.

Il calendario Romano antico (lunisolare)


Sembra che ai tempi di Romolo, nel primo periodo della vita di Roma (intorno all'VIII secolo a.C.), l'anno civile fosse di 304 giorni, divisi in 10 mesi, dei quali 6 di 30 giorni e 4 di 31. I nomi dei mesi erano quelli attuali, ad eccezione di gennaio e febbraio, che non esistevano, poich l'anno veniva fatto iniziare a marzo, per Luglio e Agosto vedremo poi E' ovvio che i mesi da settembre in poi sono cos chiamati perch inizialmente erano il settimo, l'ottavo, il nono e il decimo mese dell'anno. Una teoria lega la creazione del calendario di dieci mesi al mitico fondatore e primo re di Roma Romolo Si dice che questi era un fanatico di tale numero tanto vero che lo us ripetutamente sia nellorganizzazione dello esercito che del senato romani. Fu lui secondo la teoria che dette il nome ai dieci mesi dellanno e pose le basi per la loro suddivisione, non in settimane, unit di misura ancora non introdotta in Europa, ma in base a tre giorni mensili detti calende.

Il primo calendario Romano Martis Aprilis Maius Junus Quintilis Sextilis September October November December In onore del dio della guerra In riferimento allallevamento dei maiali In onore di una dea italica In onore della regina degli dei romani Quinto mese Sesto mese Settimo mese Ottavo mese Nono mese Decimo mese

Le calende erano poste rispettivamente: Allinizio del mese Al quinto (o settimo) giorno Alla met del mese Kalendal Nonae Idi

Dal termine Kalendal deriva il nome del Calendario Le "calende", primo giorno del mese, rappresentavano il momento in cui si pagavano i conti; quindi a Roma il calendario era il libro della contabilit delle imprese e delle famiglie. Lesigenza di far coincidere il plenilunio con le Idi, distanti sempre otto giorni dalle None, la ragione per cui queste ultime non avevano delle date fisse; solo l'introduzione di mesi con una lunghezza costante port alla loro disposizione in date prestabilite. La maggior parte degli altri giorni non aveva un nome preciso ognuno di essi era numerato allinterno di un complesso sistema in cui si calcolava quanti giorni mancavano alle successive Calende, None, o Idi

Data la complessit di questo sistema sorprendente che esso sia durato fino a tutto il medioevo e inizio del rinascimento. Prime Modifiche: I mesi di gennaio e febbraio furono aggiunti, secondo Tito Livio, da Numa Pompilio (secondo re di Roma), che avrebbe cos portato l'anno a 355 giorni (equivalente press'a poco a un periodo di 12 mesi lunari o lunazioni, detto anche anno lunare, che di 354 giorni, 8 ore, 48 minuti e 26 secondi). Tuttavia la differenza di circa dieci giorni e mezzo fra l'anno solare e quello di Numa Pompilio provoc in breve tempo un notevole distacco tra l'andamento delle stagioni e quello dell'anno civile, per cui si tent di rimediare aggiungendo, ogni due anni, un tredicesimo mese che avrebbe dovuto essere, alternativamente, di 22 e di 23 giorni, il mese era noto come Mercedonio o Intercalare. Il calendario di Numa sub molti aggiustamenti nel corso dei secoli: Febbraio sarebbe stato inizialmente posto dopo Dicembre e solo dal 449AC dopo Gennaio, il primo mese dell'anno continuava a essere Marzo. Lo stile di iniziare l'anno dal 1 Gennaio sarebbe stato introdotto nel 153AC ma codificato in modo definitivo solo da Giulio Cesare nel suo calendario Giuliano I singoli anni erano identificati dal nome dei consoli (la cui carica era appunto di durata annuale); la numerazione (Era) ab Urbe condita (dalla fondazione di Roma) fu introdotta in seguito (circa I sec. AC) e usata soprattutto nella compilazione dei Fasti, raramente dagli storici. Il calendario di Numa sub le conseguenze di abusi ed errori da parte dei sacerdoti che lo gestivano e fin per accumulare un ritardo medio di alcuni mesi rispetto al ciclo delle stagioni, come facile verificare confrontando le date di alcune eclissi riportate dagli storici con quelle calcolate oggi usando un calendario giuliano retrodatato. Importante era poi la questione politica, sin dagli inizi il calendario romano come molti altri costitu un potente strumento di governo dando precise indicazioni sulle festivit religiose, le celebrazioni, i giorni di mercato eccetera Inoltre i primi re romani e in seguito i patrizi della classe nobile introdussero tutta una serie di giorni in cui era fas ossia lecito occuparsi degli affari e del governo, e tutta unaltra serie di giorni in cui ci non si poteva fare. Da questi giorni derivano i moderni termini di giorni fausti o infausti. Naturalmente la classe dirigente utilizzava questo strumento a proprio esclusivo vantaggio, aiutata dal fatto che la composizione del calendario era segreta e solo loro potevano metterci le mani.

Solo nel 304 a.C. Il tribuno della plebe Gneo Flavio riusc a rubare una copia dei codici del calendario e ad esporla nel foro, ma in ogni caso i patrizi mantennero limportante prerogativa di decidere il momento giusto in cui inserire i mesi supplementari, e ne abusarono in modo scandaloso. Abusi ed errori provocarono un grave spostamento nel calendario romano, che aveva ormai accumulato tre interi mesi di differenza rispetto a quello reale.

Il calendario Giuliano
Fu Giulio Cesare che, nel 46 a.C., procedette a una nuova riforma, basata sul calendario egiziano, dietro probabile suggerimento dell'astronomo alessandrino Sosigene, da lui conosciuto durante la sua campagna dEgitto. Dopo aver assegnato la durata di 445 giorni all'anno 708 di Roma (46 a.C.), che defin ultimus annus confusionis, stabil che la durata dell'anno sarebbe stata di 365 giorni, e che ogni quattro anni si sarebbe dovuto intercalare un giorno complementare. Inoltre segn definitivamente Gennaio e Febbraio come primi due mesi dellanno e pose linizio dellanno stesso al primo Gennaio secondo una consuetudine che non era ancora ben radicata. L'anno di 366 giorni fu detto bisestile, perch quel giorno complementare doveva cadere sei giorni prima delle calende di marzo (facendo raddoppiare il 23 febbraio), e chiamarsi cos bis sexto die ante Kalendas Martias (nel doppio sesto giorno prima delle calende di marzo). Con la riforma di Giulio Cesare (che stabil cos la regola del calendario giuliano) l'anno rest diviso in 12 mesi, della durata, alternativamente, di 31 e 30 giorni, con la sola eccezione di febbraio, che era destinato ad avere 29 giorni oppure 30 (negli anni bisestili)

Il calendario da lunisolare divenne in questo modo solare, simile dunque a quello degli Egizi. Subito dopo su proposta del delfino di Cesare, il tribuno Marco Antonio, il senato propose di chiamare Julius il mese in cui era nato il grande dittatore, vale a dire il mese Quintile ora diventato il settimo dellanno. Inutile dire che la proposta fu subito accolta. Purtroppo, gi nel 44 a.C., subito dopo la morte di Cesare, si inizi a commettere degli errori, inserendo un anno bisestile ogni tre anzich ogni quattro anni. A ci si pose rimedio nell'8 a.C., quando Augusto ordin che fossero omessi i successivi tre anni bisestili, rimettendo a posto le cose. In quello stesso periodo intervenne ancora il Senato, questi dette il nome di Augustus al mese di Sextilis, in onore dell'imperatore, in quanto in questo mese Augusto aveva salvato limpero dalla divisione vincendo la battaglia di Assio contro Cleopatra e Marco Antonio. Non limitandosi a ci, stabil anche che questo mese dovesse avere lo stesso numero di giorni del mese che onorava la memoria di Giulio Cesare, ossia Julius. Fu cos che fu tolto un giorno a febbraio, che scese a 28 giorni (29 negli anni bisestili), per darlo ad agosto, mentre fu cambiato il numero dei giorni degli ultimi quattro mesi dell'anno, per evitare che ci fossero tre mesi consecutivi con 31 giorni. In definitiva, da una situazione di mesi alterni di 31 e 30 giorni si pass alla situazione, un po pasticciata, che persiste tutt'oggi.

Anche qualche imperatore successivo cerco di conferire il proprio nome ai mesi dellanno, Nerone ad esempio chiam aprile Neronius, per commemorare il fatto di essere scampato proprio in quel mese a un tentativo di assassinio. Altri mutamenti non ebbero apprezzabile durata, fra questi la sostituzione dei nomi di maggio con Claudius e di giugno con Germanicum. Quando poi il senato cerc di battezzare settembre Tiberius, fu proprio lo schivo imperatore a porre il veto chiedendo: Che cosa farete quando arriverete al tredicesimo cesare ?

Conseguenze dellintroduzione del calendario giuliano Il calendario introdotto da cesare configurava un anno della durata di 365 giorni e 6 ore mentre in realt sappiamo che esso dura 365 giorni, 5 ore e circa 49 minuti. E probabile che gli elaboratori fra cui lo stesso Sosigene ne fossero a conoscenza visto che gi Ipparco aveva calcolato un anno di 365 giorni, 5 ore e 55 minuti, ma questo non disturb pi di tanto Cesare visto oltretutto che fino ad allora si era andati avanti con un calendario molto meno preciso. Sicuramente ne Cesare ne i suoi consiglieri immaginarono sia pur lontanamente quante discussioni e quanti problemi questa piccola differenza avrebbe procurato nei secoli successivi

Costantino e il concilio di Nicea


Si passa cosi a qualche secolo dopo. Allalba del 27 ottobre dellanno 312 d.C., limperatore Costantino che si stava preparando a sostenere una dura battaglia contro il suo rivale Massenzio ordin di dipingere la croce sui vessilli del suo esercito. Costantino ottenne una grande vittoria, ora limpero era nelle sue mani e subito cominci a riorganizzarlo utilizzando a piene mani la religione cristiana. Allinizio del quarto secolo limpero era in profonda crisi, pestilenze, invasioni e continue lotte di potere lo avevano consumato e sembrava ormai essere sul punto di crollare. Costantino cap che il cristianesimo imposto come religione di stato avrebbe potuto essere un formidabile alleato e pose quindi le basi per fondere insieme il potere religioso e quello temporale dichiarandosi regnante per volont di Dio e non degli uomini. Questo mutamento dellantico stato laico romano avrebbe in seguito avuto profonde conseguenze sia nella storia del mondo che in quella pi ristretta del calendario. La leggenda dice che Costantino vide apparire una croce nel cielo con la scritta Se credi in me tu vincerai, in realt Costantino scelse la religione che gli faceva pi comodo, quella che pi si stava diffondendo nellimpero e che gli assicurava un appoggio pi proficuo tanto vero che personalmente non si converti e venne battezzato solo nel 337 d.C. sul letto di morte.

Nel 321 Costantino eman un editto in cui fissava la domenica come primo giorno di una nuova unit di divisione del tempo la Settimana fino ad allora sconosciuta nel calendario romano basato su idi e calende, in questo giorno limperatore ordin di limitare al massimo ogni attivit per dedicarlo alla preghiera. La scelta della domenica non fu priva di controversie, per gli ebrei il giorno sacro era il sabato, ma per i romani questo era un giorno di cattivi auspici, inoltre scegliendo la domenica limperatore si assicur lappoggio degli adoratori del sole per i quali questo era il giorno di riferimento. Nel 325, di fronte al divulgarsi dello scisma di Ario, l'imperatore giudic che fosse venuto il momento di intervenire e convoc a Nicea, in Bitinia, un famoso Concilio Universale che condann solennemente l'arianesimo. Tra le altre decisioni, il Concilio promulg anche la regola generale per stabilire la data in cui celebrare annualmente la festa della Pasqua, che fino ad allora veniva osservata in modo diverso nelle varie regioni cristiane. La regola stabiliva che "Tutte le Chiese celebreranno la Pasqua nella domenica che segue il plenilunio successivo all'equinozio di primavera". E' una regola a carattere calendariale lunisolare e sembra facile, ma non lo e'. Le irregolarit del moti del Sole e della Luna, e le loro reciproche incompatibilit obbligarono a fermare in modo permanente, non del tutto astronomico, il significato di equinozio e di plenilunio. Gli astronomi alessandrini, appositamente interpellati dai padri conciliari, indicarono il 21 marzo come la data in cui a quell'epoca si verificava l'equinozio primaverile; cosi il concilio di Nicea stabili che nella regola della Pasqua per "equinozio" si dovesse intendere il 21 marzo e per "Luna Piena" la Luna che segue di 14 giorni il novilunio. In sostanza il tutto venne interpretato alla luce di un calendario lunisolare ecclesiastico che non necessariamente corrispondeva al calendario astronomico.

E interessante notare che mentre ai tempi di Cesare lequinozio cadeva il giorno 25 di Marzo, ora si era spostato al 21 questo fu dovuto proprio allerrore del calendario giuliano che aggiungeva dei giorni in eccesso, invece di intervenire correggendo il calendario si prefer spostare la data dellequinozio senza per pensare che ora questa era stata fissata in modo definitivo come verit di fede; ci avrebbe avuto pesanti conseguenze future. La storia della scienza nel medioevo sarebbe senzaltro risultata assai diversa se i vescovi di Nicea avessero semplicemente deciso di stabilire nel calendario solare una data fissa per la Pasqua. Le cose andarono invece diversamente, anzi sulla scia del concilio i cristiani svilupparono quella che divenne una equazione complessa per determinare il giorno esatto in cui celebrare la festa, obbligando coloro che erano preposti al calcolo del tempo a ritornare a un elemento che Cesare aveva abbandonato secoli prima: la dipendenza dalla luna. Gli studiosi cattolici moderni hanno sviluppato una formula mediante un algoritmo di 14 gradi, che riesce a stabilire la giusta data con un piccolissimo margine di errore.

a = b = c = d = e = f = g = h = i = k = l = m = Mese di Pasqua = p = Data della Pasqua =

anno%19 / = anno/100 % = anno%100 * = b/4 b%4 (b+8)/25 (b-f+1)/3 (19*a+b-d-g+15)%30 c/4 c%4 (32+2*e+2*i-h-k)%7 (a+11*h+22*4*l)/451 (h+1-7*m+114)/31 [3 = Marzo 4 = Aprile] (h+1-7*m+114)%31 p+1 [data nel mese della Pasqua]

divisione che tralascia il resto divisione che tiene solo il resto moltiplicazione

Unultima eredit di Costantino riguarda la data del giorno di Natale. Nella festivit pre-cristiana e proto-cristiana la data del 25 dicembre corrispondeva come abbiamo visto al solstizio d'inverno, A fissare la data del 25 dicembre per la festivit pagana celebrata presso le genti romane dei primi secoli della nostra era stato Aureliano nel 274 d.C.; si trattava della festa del Dies natalis solis invicti riferita al dio Mithra, divinit solare di origine persiana festeggiata in tutto l'impero romano e nel resto d'Europa. Man mano che il cristianesimo prendeva vigore, cos da divenire in seguito la religione di stato dell'Impero Romano, il culto di Mithra o Mithraismo, l'altra religione di maggior diffusione nella Roma nei primi secoli dopo Cristo, veniva sempre meno tollerato dalla Chiesa protocristiana alla quale apparve, quindi, pi opportuno non tanto opporvisi , quanto "sostituirsi" ad esso sino ad assorbirne diversi caratteri oltre, naturalmente, la data del suo festeggiamento. Sino al 329 d.C., infatti, la nascita di Ges era celebrata dalla Chiesa d'Oriente il 6 Gennaio, cos come avviene ancora oggi nelle aree di fede ortodossa . Fu nel 330 d.C. che, in concomitanza della consacrazione di Costantinopoli come nuova capitale dell'Impero Romano, Costantino decise di porre la ricorrenza del Natale il 25 dicembre, giorno della festa del Sole Invitto, anticipando cos a tale data la festivit che avrebbe dovuto celebrarsi il successivo 6 gennaio del 331; nel 330 quindi, il Natale fu festeggiato due volte.

Dionigi il piccolo e lanno Domini


Intorno al 525 dopo Cristo, caduto limpero romano, la chiesa era diventata lunica autorit in grado di reggere le sorti di una terra in piena crisi qual era lItalia di quegli anni, una terra invasa e sottomessa dove violenze guerre e pestilenze avevano fatto precipitare la civilt indietro di millenni. Tra le altre cose aveva ereditato dallimpero la gestione del calendario. Il Papa Giovanni I era particolarmente irritato perch doveva dipendere dagli astronomi di Alessandria per fissare la data in cui cadeva la Pasqua, questi mantenevano una forte arroganza e trattavano la questione come una sorta di arcano mistero faraonico a cui solo loro avevano accesso. Per questo motivo il Papa chiam alla sua corte uno dei pi valenti astronomi del suo tempo, un monaco sciita di nome Dionigi e lo incaric di stabilire lesatta data della Pasqua per i successivi 100 anni. Dionigi elabor delle tavole basandosi sul ciclo metonico di 19 anni, che allepoca era considerato il sistema pi attendibile per la conversione di date dal calendario solare a quello lunare e viceversa. Questo metodo non era del tutto perfetto, soprattutto perch considerava la fase della luna come un periodo di 30 giorni alternato a un altro di 29 per una media di 29 e mezzo, tuttavia per i suoi tempi era relativamente preciso e resto in uso per tutto il medioevo. Lepatta (dal greco, significa "giorni trascorsi") let della luna (in giorni) allinizio dellanno. Lepatta pu variare ovviamente da zero a 29. Se il ciclo di Metone fosse rigorosamente esatto le epatte si ripeterebbero uguali ad ogni ciclo. Come abbiamo detto ci non accade: si ha un anticipo che corrisponde ad un giorno ogni 310 anni. Il calcolo dellepatta piuttosto complesso (a causa delle perturbazioni), e riportato in apposite tabelle.

In questo tavola moderna vediamo come erano fatte le tavole di Dionigi.

Se Dionigi si fosse limitato a questo forse ora sarebbe quasi dimenticato, ma durante la compilazione delle sue tavole il nostro monaco cominci ad interessarsi ad un problema che lo assillava e che lo spinse alla creazione di quello che sarebbe stata una rivoluzione per il nostro calendario, lanno Domini

Inizia lera Cristiana


La parola era in cronologia si riferisce al computo degli anni, in genere effettuato a partire da un certo evento considerato di importanza fondamentale. Oggi universale nel mondo occidentale l'uso dell'era cristiana, ma molte altre sono le ere usate in passato e anche nel presente, e qui si vede un riepilogo in forma tabellare. Molto usata nel Medioevo insieme allo stile bizantino e in Russia fino al 31 Dic 1699 quando fu abrogata da Pietro il Grande. Inizio del calendario ebraico. Introdotta nel 250AC dallo storico Timeo, consiste nel contare prima di tutto i periodi quadriennali (Olimpiadi) e all'interno di questi gli anni come 1, 2, 3, 4 della data Olimpiade. Fu abrogata da Teodosio nel 395. Usata a Roma antica ma solo nella compilazione dei Fasti. Usata in Spagna e Portogallo fino al XIV sec. Lera cristiana introdotta da Dionigi il Piccolo nel VI secolo e adottata dalla Chiesa a partire dal IX sec, con diversi stili per l'inizio dell'anno. la notazione astronomica dell'era cristiana. Molto usata in Egitto e poi nell'Impero d'Occidente; tuttora usata dal calendario copto. Introdotta nel 640 insieme al calendario omonimo e tuttora usata nei paesi musulmani. Introdotta nel 1793 insieme al calendario della rivoluzione, abrogata il 31 Dic 1805 da Napoleone.

Bizantina Ebraica

Creazione del mondo Creazione del mondo

5508AC 3760AC

delle Olimpiadi

Prima Olimpiade

1 Lug 776 AC

Ab Urbe Condita di Spagna Cristiana Astronomica di Diocleziano o dei martiri Maomettana della Rivoluzione Francese

Fondazione di Roma Conquista romana della Spagna Nascita di Cristo Nascita di Cristo Diocleziano proclamato imperatore Egira Proclamazione della Repubblica

21 Apr 753AC 1 Gen 38AC [1 Gen] 1 1 Gen 0(1AC) 29 Ago 284 16 Lug 622 22 Set 1792

Allinizio della repubblica romana il tempo si contava semplicemente dallentrata in carica di un determinato console, e ogni riferimento temporale veniva effettuato sulla base del periodo in cui era stato in carica. Un altro metodo che si basava sullanno di nascita di Roma si utilizzava solo per poche occasioni particolari e nella compilazione dei fasti. Con laffermarsi dellimpero si cominci a contare gli anni dal momento dellincoronazione di ogni imperatore, ma spesso una forma di computo restava fissa e attraversava senza modifiche vari imperatori successivi. Ai tempi di Dionigi, caduto limpero, era sopravvissuto il metodo di calcolo che faceva riferimento allimperatore Diocleziano. In una lettera indirizzata a un vescovo di cui ignoriamo il nome, Dionigi si lamentava del fatto che le precedenti tavole della Pasqua avevano utilizzato come data di partenza il primo anno di regno dellimperatore Diocleziano che fu un feroce persecutore di cristiani. Per questo motivo nella pubblicazione delle sue tavole egli introdusse un nuovo anno basato sulla nascita di Ges Cristo. Purtroppo, Dionigi commise l'errore di considerare la nascita di Ges come avvenuta nell'anno 753 dalla fondazione di Roma, e stabil dunque come anno 1 quello che iniziava la settimana seguente a questa data (ponendo di fatto l'uguaglianza anno 1 dell'era cristiana = anno 754 dalla fondazione di Roma).

Ma, secondo le notizie storiche deducibili dal Nuovo Testamento, la nascita di Ges deve collocarsi durante il regno di Erode (Matteo, II 1) e prima della sua morte avvenuta, secondo quanto storicamente accertato, nel 4. a.C. Come si pu arrivare a stabilire la data esatta? Un sistema quello che prende spunto dalla stella cometa. Dal vangelo di Matteo sappiamo che alcuni Magi (sacerdoti) vennero da oriente per adorare Ges seguendo una stella nel cielo, ma cosa seguirono in realt ? Grazie a fonti storiche latine e cinesi si danno dettagliate notizie di diverse osservazioni di comete negli ultimi due decenni del I secolo a.C., cos come richiesto dai testi Evangelici in occasione del periodo in cui si colloca la nascita di Cristo. Fonti cinesi riportano avvistamenti di comete nel 4, 5, 10 e 12 a.C., mentre fonti latine registrano in detto periodo passaggi di comete nel 12 e nel 17 a.C. Secondo antiche valutazioni astronomiche la cometa apparsa ai Magi sarebbe quella di Halley le cui prime osservazioni verrebbero riferite all'ottobre del 12 a.C. In realt la prima osservazione della cometa di Halley registrata in Cina nell'agosto dello stesso 12 a.C. e recenti simulazioni al computer confermando tale datazione, indicherebbero anche che la cometa pass al perielio nella sera del 10 Ottobre dell'anno 12 a.C. e pass alla minima distanza dalla Terra il 10 Settembre dello stesso anno. Nell'antica Roma il fenomeno fu ben osservato e messo in relazione con la morte del generale Agrippa. Altre pi recenti considerazioni storiografiche e astronomiche, tuttavia, mettono in dubbio tale datazione. Infatti, sebbene venga nel complesso riconosciuta l'attendibilit della descrizione compiuta da Matteo riguardo la "stella di Betlemme", risulta dubbia la sua attribuzione alla classe delle comete e la stessa chiesa chiarisce che per "stella", come riportata nel Vangelo di Matteo, deve intendersi un "fenomeno luminoso nell'atmosfera terrestre". Nel testo originale greco del primo vangelo greco, per indicare la Stella di Betlemme viene utilizzata la parola "astron". Tale termine significa stella o fenomeno del cielo stellato ma non cometa. Secondo la cultura dell'epoca infatti le comete erano considerate fenomeni metorologici, e non fenomeni del cielo stellato. Nei primi secoli del cristianesimo inoltre le prime rappresentazioni di questastro lo raffiguravano sempre senza chioma La cosa non deve sorprendere: infatti dal tempo dei primi cristiani e fino al 1300, nei mosaici e nei dipinti troviamo sempre una normale stella, un "astron", proprio come dice Matteo.

La tradizione della cometa natalizia prenderebbe origine da una rappresentazione pittorica di Giotto della nativit, nella cappella degli scrovegni di Padova, nell'ambito della quale viene raffigurata una cometa sopra la capanna. Tale rappresentazione risentirebbe della sensazione suscitata nel dicembre di quell'anno (il 1301 d.C.) dallapparizione nei cieli di Firenze della cometa di Halley e la rinomanza e la suggestione suscitate da quella raffigurazione avrebbero in seguito avuto un peso predominante nella tradizione cristiana, radicandosi profondamente nell'immaginario collettivo popolare degli ultimi secoli come evento realmente accaduto in quella lontana notte di duemila anni fa. La sua rappresentazione avrebbe pian piano influenzato i pittori successivi ma l'immagine della Stella continu per almeno un altro secolo a resistere a quella della pi appariscente Cometa Ulteriori ricerche in campo archeoastronomico, ricondurrebbero, invece, il fenomeno luminoso citato da Matteo alla "congiunzione" tra Giove e Saturno verificatasi nel 7 a.C. e registrata anche da fonti cinesi dell'epoca che la confusero, tuttavia, con una "supernova". Il fenomeno di congiunzione di questi pianeti, che si verifica ogni 854 anni, consiste nella sovrapposizione in cielo, per allineamento, della luce dei due corpi celesti che, quando giungono estremamente vicini, appaiono come un'unica stella molto pi luminosa della somma delle singole sorgenti, a causa di fenomeni di diffrazione della luce Poich le simulazioni al computer riconducono il descritto fenomeno di "congiunzione" al 13 novembre del 7 a.C., la data esatta della nascita di Cristo sarebbe, in questo caso, da ricercarsi tra il 6 ed il 7 a.C. A conferma di questa data abbiamo anche una altro importante indizio, Il censimento

il Vangelo di Luca ricorda che: In quel tempo [della Nascita] fu emanato un editto da Cesare Augusto per il censimento di tutto lImpero. Questo indizio fondamentale: infatti alcuni anni fa, ad Ankara, stata trovata una copia del decreto di quel censimento, che fu ordinato nell8 a.C. Considerati i tempi di preparazione, potrebbe benissimo essersi svolto in Giudea tra il 7 e il 6 a.C. Inoltre sappiamo che Erode mor poco tempo dopo la visita dei Magi e dopo uneclisse di Luna. In effetti un'eclisse di Luna visibile in quei luoghi avvenne il 13 marzo del 4 a.C. Per quanto precedentemente detto, deve concludersi che la nascita di Ges Cristo deve collocarsi con molta probabilit in un giorno compreso tra il 6 e l'8 a.C. ed in relazione alla convenzione di conteggio degli anni adottata dal nostro calendario, pone Ges nella imbarazzante e paradossale posizione di essere nato "prima di se stesso". C inoltre unaltra considerazione da fare; Dionigi non conosceva lo zero e non ha considerato un anno zero, chiamando anno uno l'anno che andava iniziando immediatamente dopo la nascita di Ges. Per questa ragione, tenendo presente che un secolo , per definizione, un periodo della durata di cento anni e un millennio un periodo della durata di mille anni, il primo secolo e il primo millennio iniziarono con l'anno 1 e terminarono rispettivamente con gli anni 100 e 1000. Allo stesso modo, dunque, il secondo secolo copr il periodo 101-200, e cos via. Ecco perch, ad esempio, i secoli diciassettesimo e diciottesimo si riferiscono rispettivamente ai periodi 1601-1700 e 1701-1800. Cos il ventesimo secolo, e con esso il secondo millennio dell'era cristiana, termina il 31 dicembre dell'anno 2000, mentre il ventunesimo secolo e il terzo millennio hanno visto la luce solo il 1. gennaio 2001. Questo modo di contare gli anni sempre stato utilizzato dai cronologisti, per i quali dunque l'anno che precede l'anno 1 dopo Cristo viene chiamato 1 avanti Cristo, e la serie storica si presenta come segue: -2, -1, 1, 2, 3 ecc

Esiste una notazione astronomica dellera cristiana introdotta nel 1740 dall'astronomo Jacques Cassini (1677-1756) figlio del pi noto Gian Domenico, che introduce l'anno zero e i numeri negativi per gli anni prima di Cristo. L'anno 1AC diviene l'anno 0, il 2AC diviene l'anno -1, il 3AC diviene il -2 e cos via. In pratica per gli anni dopo Cristo non vi sono differenze, per quelli avanti Cristo la notazione astronomica usa un numero negativo che , in valore assoluto, minore di uno rispetto a quello usato dagli storici. Per evitare confusioni convenzione che gli anni contati astronomicamente siano indicati in modo algebrico e cio con il meno davanti al numero e senza suffissi e gli anni contati in modo tradizionale siano scritti senza il meno ma con il suffisso AC (BC per gli anglofoni). pertanto scorretto e ambiguo scrivere (come purtroppo capita a volte di leggere) cose come -44AC. Perch stata introdotta questa notazione? La cronologia dellera cristiana passando direttamente da 1 a 1 pone problemi seri per i calcoli; se si deve calcolare il numero di anni passati tra due date si devono seguire regole diverse a seconda che gli anni siano entrambi prima o dopo di Cristo, o se siano invece uno prima e uno dopo Cristo. Un altro punto a favore di questa cronologia: se fosse adottata universalmente non ci sarebbe pi motivo di ambiguit e discussioni sull'inizio di secoli e millenni

Argomenti a favore dellanno 2000 Tutta la nostra tecnologia basata sulla matematica, e poich l'insieme dei numeri naturali N = {0,1,2,3,4 ...} comincia da zero non da uno; e dunque i primi dieci numeri naturali sono quelli che vanno da 0 a 9, i primi mille da 0 a 999, i primi duemila da 0 a 1999. Lo stesso discorso vale per gli insiemi numerici usati negli ambienti informatici, interi a 16 bit e a 32 bit ..., salvo il fatto che si usa la numerazione binaria o esadecimale. allora del tutto naturale pensare che secolo e millennio inizino il 1-1-2000. Il XX secolo detto anche il Novecento; e sembra naturale che il Novecento inteso come anno appartenga al Novecento inteso come secolo e non all'Ottocento. (a meno di non intendere che Novecento e XX secolo sono sfalsati di un anno. Dionigi commise degli errori nella composizione del suo calendario, pertanto non ci sarebbe niente di male nel tentare di correggerli sia pure in piccola parte (es. con la notazione astronomica) Il tanto temuto Millennium bug si verific con il passaggio dal 1999 al 2000, mentre per il 1-1-2001 non ci fu alcun problema; la cosa del resto legata alla appena ricordata natura degli insiemi numerici. Insomma se c' una data critica il 1-1-2000.

Argomenti a favore dellanno 2001 La tesi principale di carattere storico, Dionigi fece partire la sua cronologia da 1 e non da 0 e pertanto il primo secolo deve essere quello dall'1 DC al 100 DC e cos via fino al XXI secolo che deve cominciare nel 2001. Quando festeggiamo un nuovo anno diamo per scontato che quellanno stia nascendo, se usassimo la cronologia dello zero invece sarebbe gi passato. I principali organismi mondiali che si occupano della divisione del tempo, a partire dallosservatorio di Greenwich per finire alla stessa chiesa cattolica hanno dichiarato il primo gennaio 2001 come primo giorno del nuovo millennio.

Lanno Domini si diffuse solo dopo molti anni, nel 725, con Beda che inizi una "sua" cronologia storica con questo metodo, che divenne quasi generale in Europa solo verso l'anno 1000 perch faceva comodo. L'Inghilterra lo adott solo nel 1752, la Russia solo nel 1918, la Grecia nel 1932 (in Grecia il calendario = calenda, non mai esistito, tanto vero che i Romani per dire nessun tempo, usavano l'espressione "alle calende greche"). Ma gli stessi Romani (i funzionari delle tasse o i sacerdoti per "convocare" il popolo per pagare le tasse, stabilire le feste, i giuochi o i riti) usavano la voce calendae , per indicare il calendarium, che significa appunto convocare. La nuova era fu diffusa dal clero. I dotti continuarono per ad utilizzare le vecchie date. Un ultimo appunto riguarda lo stile del calendario giuliano: Per stile di un calendario si intende l'uso di iniziare l'anno da un dato giorno del calendario, p.es. dal 1 Gennaio, dal 1 Marzo, dal 1 Settembre... Lo stile moderno, oggi universale nel mondo occidentale, consiste nell'iniziare l'anno il 1 Gennaio, e coincide con quello usato dai Romani nel periodo imperiale e negli ultimi due secoli della Repubblica, la tradizione lo vuole abbinato alla data della circoncisione di Ges Cristo. Tale stile non per l'unico usato, nella storia e soprattutto nel Medio Evo, sono stati usati altri stili che qui ricordiamo sommariamente:

Nome Stile moderno o della circoncisione Stile veneto Stile dell'incarnazione pisana Stile dell'incarnazione fiorentina Stile bizantino

Inizio 1 Gennaio 1 Marzo

Periodo comune con il moderno 1 Gennaio 31 Dicembre 1 Marzo 31 Dicembre 1 Gennaio 24 Marzo 25 Marzo 31 Dicembre 1 Gennaio 31 Agosto 1 Gennaio 24 Dicembre

Commento Usato nella Roma Imperiale e nei tempi moderni. Usato nella Repubblica di Venezia fino al 1797, coincide con l'antico stile della Roma repubblicana. (Calendario di Numa). Usato anche in Russia fino al XII secolo. Anticipato usato a Pisa fino al 1749

25 Marzo

25 Marzo 1 Settembre

Ritardato usato a Firenze fino al 1749 Usato nell'Impero d'Oriente (insieme all'era Bizantina) e dall'XI sec. al 1725 in Russia. Usato nella Roma medioevale, in Germania fino al XVI secolo

Stile della nativit 25 Dicembre

Il tempo nellalto medioevo


Passata lepoca di Dionigi lEuropa precipit sempre pi in un baratro senza fine, pestilenze ed invasioni la tormentarono per molti secoli, la gente presa dalla necessit di sopravvivere si occupava sempre meno del computo del tempo. Molti ritornarono alle condizioni di unepoca di pre alfabetizzazione in cui si misurava il tempo come avevano fatto gli antichi greci, basandosi solo sul ciclo delle stagioni senza badare minimamente a date od orari. Un caso a parte fu quello di Beda (672 735), questo monaco britannico che influ moltissimo sulla diffusione dellanno Domini, scrisse pi di 60 opere letterarie spaziando dalla geografia alla storia, alla letteratura e naturalmente profonde opere di commento della Bibbia. Ma soprattutto scrisse anche molte opere di astronomia in cui illustrava lanno bisestile e mostrava i suoi calcoli sul supposto moto del sole intorno alla terra. Nonostante tutto il cristianesimo si espanse e conquist in breve tempo tutta lEuropa con la conversione dei nuovi re barbari e dei loro popoli che avevano invaso lantico impero romano, con il cristianesimo si diffuse anche il calendario giuliano, anche se come abbiamo visto veniva ormai utilizzato solamente dai dotti e dagli astrologi. Al di l dei domini cristiani, i popoli pagani continuavano a seguire i propri calendari. A Nord i Sassoni e altre trib germaniche usavano un calendario di tipo lunisolare, con i dodici mesi lunari integrati saltuariamente da un mese supplementare. A Est i popoli Slavi usavano un calendario esclusivamente lunare. Nella vita di tutti i giorni, l'esatto computo del tempo non era importante. La cronologia, come successione degli avvenimenti non aveva senso in un mondo rurale come quella del medioevo. I calendari, molto costosi, con tirature ridotte (500 esemplari) riportavano raramente i giorni della settimana. Il primo che introdusse questo abbinamento fu il Venerabile Beda quando compil un martirologio (144 nomi) abbinando ai nomi dei santi il giorno del mese. Servivano anche per gli analfabeti; i giorni normali erano contrassegnati con un triangolo nero, le domeniche con uno rosso e ad esempio la Pasqua con una croce. I contadini si abituarono a non servirsi dei giorni e dei mesi ma dicevano: - il giorno di San Benedetto in luogo del 21 marzo - il giorno di S. Agostino per indicare il 29 agosto. I malviventi li utilizzavano per rincorrere le varie fiere e mercati allo scopo di esercitare la propria professione.

Un appunto sullanno 1000, la tradizione ci insegna che fu visto come lavvento della fine del mondo, in realt non provoc grandi traversie, sia perch lanno domini non era ancora del tutto diffuso, sia perch come abbiamo visto la maggior parte della gente comune non aveva la minima idea dellanno in cui si trovava. Ma se il tempo in Europa si era come fermato cosi non era in altre parti del mondo dove proprio quegli anni videro nascere potenti imperi che influirono sulla storia del calendario e della terra stessa.

Il calendario Maya
I Maya erano addirittura ossessionati dal conteggio del tempo. Quasi tutti gli altari, le stele e le lastre incise dai Maya hanno per oggetto il tempo, tanto che un centro maya una specie di enorme calendario. Come altri popoli, a differenza degli Occidentali, credevano nella ripetizione ciclica e nella circolarit del tempo. Per i Maya i giorni erano dei: ogni giorno aveva un numero e un nome. Il tempo, quasi fosse uno zaino, veniva portato a turno da una schiera di dei: finito il suo periodo, il dio si toglieva il fardello e lo passava a un'altra divinit. All'incirca nei secoli IV e III a.C. il calendario maya raggiunse la sua perfezione. Possiamo valutare l'accuratezza dei calcoli compiuti dai Maya confrontando i valori da essi ottenuti per la durata dell'anno con quelli che stimiamo esatti oggi. Per noi l'anno dura 365,2422 giorni; per i Maya la durata era di 365,2420 giorni. I Maya (seguiti dagli altri popoli antichi dell'America centrale, quali gli Aztechi e i Toltechi) misuravano il tempo mediante tre calendari: accanto al calendario religioso, chiamato Tzolkin, e a quello civile, chiamato Haab, utilizzavano infatti un sistema per il conteggio nel lungo periodo che noi denominiamo Lungo Ciclo Lo Tzolkin Questo calendario si limitava a dare un nome a ogni giorno, creandolo dalla combinazione di un numero (da 1 a 13) con un nome (da un elenco di 20), a sua volta abbinato al numero del giorno (kin) del calendario per il computo degli anni, spiegato di seguito. I 20 nomi erano: 0 Ahau 1 Imix 2 Ik 3 Akbal 4 Kan 5 Chiccan 6 Cimi 7 Manik 8 Lamat 9 Muluc 10 Oc 11 Chuen 12 Eb 13 Ben 14 Ix 15 Men 16 Cib 17 Caban 18 Etznab 19 Caunac

I numeri posti prima del nome corrispondono ai giorni (kin) del calendario di lungo periodo. Combinando i numeri da 1 a 13 con i 20 nomi si otteneva un ciclo di 260 giorni con nomi diversi (13 x 20 =260), come, ad esempio, 1 Etznab, 4 Oc, 10 Akbal. L'associazione tra il numero e il nome rendeva i giorni pi o meno "fortunati".

L'Haab Era il calendario civile, come si detto, ed era formato da 18 mesi di 20 giorni ciascuno, pi 5 giorni detti Uayeb, per un totale di 365 giorni. I giorni di ogni mese erano numerati da 0 a 19; i cinque giorni Uayeb erano considerati particolarmente sfortunati. I nomi dei 18 mesi erano: 1) Pop 10) Yax 2) Uo 11) Zac 3) Zip 12) Ceh 4) Zotz 13) Mac 5) Tzec 14) Kankin 6) Xul 15) Muan 7) Yaxkin 16) Pax 8) Mol 17) Kayab 9) Chen 18) Cumku

Come gia detto i Maya si accorsero che l'anno solare era pi lungo di 365 giorni e che era necessario correggere questo errore periodicamente, con calcoli matematici complicatissimi raggiunsero un livello tale di precisione da sbaragliare il perfino il nostro calendario attuale.

Il lungo ciclo Maya Il minimo comune multiplo fra 260 (durata in giorni del calendario sacro) e 365 (durata in giorni del calendario civile) 18980: ecco perch un periodo di 18980 giorni (circa 52 anni) costituiva per i Maya un ciclo importante, al termine del quale si temeva sempre il rischio di una fine del mondo. Ma per misurare il tempo lungo i secoli occorreva un terzo sistema di datazione, costituito dai seguenti elementi: kin (giorno) unial: 1 unial = 20 kin = 20 giorni tun: 1 tun = 18 unial = 360 giorni katun: 1 katun = 20 tun = 7200 giorni baktun: 1 baktun = 20 katun = 144000 giorni La data era formata da cinque gruppi di cifre, che rappresentavano i cinque elementi come in questo esempio: 7.9.14.12.18 Questa data sta appunto a significare: 7 baktun, 9 katun, 14 tun, 12 unial e 18 kin. I kin, i tun e i katun erano numerati da 0 a 19, mentre gli unial andavano da 0 a 17 e i baktun da 1 a 13. Ci significa che la data presa come esempio corrisponde al giorno n. 1078098 dall'inizio del conteggio: infatti 18 + 12 x 20 + 14 x 18 x 20 + 9 x 20 x 18 x 20 + 7 x 20 x 20 x 18 x 20 = 1078098. Data di partenza considerata il 13.0.0.0.0 (che equivarrebbe allo 0.0.0.0.0, se il baktun cominciasse da 0 anzich da 1), coincidente con quella conclusiva, oltre la quale il ciclo ricomincia. Un ciclo siffatto ha una durata di 1872000 giorni, cio circa 5125 anni (1872000 = 13 x 144000). Anche se non vi certezza assoluta a riguardo, le date pi accreditate a corrispondere a quella di partenza sono l'11 o il 13 agosto 3114 a.C. (del calendario gregoriano), e quindi quella conclusiva del ciclo (corrispondente al 13.0.0.0.0) dovrebbe cadere il 21 o il 23 dicembre 2012. Dunque la data finale coincide, probabilmente in modo non casuale, con un solstizio d'inverno, che i Maya riuscivano a prevedere poich probabilmente conoscevano il fenomeno della precessione degli equinozi.

Il Calendario Incas
Dal momento che gli Incas non possedevano la scrittura, tutte le notizie a loro relative ci sono pervenute tramite le cronache dei conquistadores. Quasi tutti cronisti concordano nel dire che l'anno degli Incas era suddiviso in 12 mesi; per non si sa quale lunghezza avessero. Alcuni ipotizzano un mese sinodico di 29 o 30 giorni, altri un mese solare di 30giorni o un po pi lungo, altri un mese siderale di 27,3 giorni. Quest'ultima ipotesi sembrerebbe la pi probabile, poich 27,3x12=328 giorni e 328 sono proprio gli Huacos, cio luoghi sacri, trovati all'interno della citt di Cuzco, la capitale dell'Impero Incas. Ma se l'anno era composto da 328 giorni, allora mancava pi di un mese per terminare l'anno tropico, cio quello delle stagioni, purtroppo a questo proposito non si sa come facessero. E' accertato che conoscevano i solstizi e gli equinozi, tanto vero che le pi importanti date dell'anno Inca coincidono proprio con queste epoche: la festa dell'Inti Raymi ( del Sole) cadeva al solstizio invernale, in giugno (le stagioni sono invertite nell'emisfero meridionale); la festa dell'Uma Raymi all'equinozio di settembre; la festa del Capac Inti Raymi nel solstizio di dicembre; la festa dell'Inca Raymi all'equinozio di marzo. Molto importanti per gli Incas erano anche altri momenti dell'anno: per esempio quello in cui il Sole si trova allo zenit (il 30 ottobre ed il 13 febbraio) ed anche quello del passaggio dell'astro al nadir (il 18 agosto), giorno in cui veniva celebrata la festa della prima aratura e della preparazione dei campi per la semina del granoturco. L'inizio dell'anno sembra invece legato al sorgere eliaco della costellazione delle Pleiadi.

Il calendario cinese
Il calendario cinese risale all'anno 2637 a.C., il documento cronologicamente pi antico della storia, quando l'imperatore Huan Ti introdusse il primo ciclo di questo zodiaco. Un ciclo completo comprende 60 anni ed composto da cinque cicli semplici di dodici anni ciascuno. A ciascuno dei dodici anni di ogni ciclo stato abbinato un animale seguendo una leggenda. Questi sono: Topo, Bue, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Pecora, Scimmia, Gallo, Cane, Cinghiale. Durante un ciclo completo di 60 anni ognuno dei segni si combina con cinque elementi principali: il Legno, il Fuoco, la Terra, il Metallo o l'Oro, l'Acqua. Questi cinque elementi presentano un polo negativo e uno positivo, che i cinesi denominano Yin e Yang. Rimase in vigore fino al 1911, era di tipo lunisolare e comprendeva anni corti (di 354 o 355 giorni) e lunghi (di 383 o 384 385 giorni). La numerazione degli anni lunari a partire dall'inizio dell'era cinese ancora utilizzata, per cui l'anno 2000 corrisponde al 4698 dell'era cinese. Questo calendario contemporaneamente lunisolare (cio i mesi si sincronizzano con le fasi lunari e, nello stesso tempo, gli anni con le stagioni) e osservazionale (cio basato sul moto reale della luna e del sole, piuttosto che su approssimazioni matematiche). Il risultato un calendario di una complessit enorme. I mesi iniziano sempre con un giorno che contiene la Luna Nuova. La conseguenza che i mesi hanno sempre o 29 o 30 giorni, in un ordine che non perfettamente uniforme. Gli anni hanno o dodici di questi mesi (anni "ordinari") oppure tredici mesi (anni "intercalari").

Il Calendario Islamico
Allinizio del settimo secolo un nuovo avvenimento giunse a modificare la storia del mondo, in una terra lontana chiamata Arabia unaccozzaglia di trib nomadi del deserto si riun intorno a un uomo che predicava una nuova religione, una religione monoteista che si prefissava di portare a compimento la tradizione religiosa del cristianesimo e dellebraismo; questuomo si chiamava Maometto e la religione era lIslam. In un primo momento pochi seguirono Maometto nella sua predicazione, quasi tutti risero di lui obbligandolo ad abbandonare la citt di La Mecca nellanno 622 del calendario di Dionigi. Questo avvenimento divenne poi noto come egira o anno della migrazione e divent il punto di partenza per un nuovo calendario, il calendario musulmano, questo fu sistemato dal califfo Omar attorno al 634 d.C. Maometto concep il suo calendario come lunare per distinguerlo dal calendario solare dei cristiani e da quello lunisolare degli ebrei. Nel campo astronomico e calendaristico gli arabi copiarono le idee greche e indiane, soprattutto per la loro esigenza di pregare 5 volte al giorno in orari prestabiliti e di rivolgersi sempre in direzione di La Mecca. Gli anni del calendario islamico sono indicati con i simboli A.H. dal latino Anno Hegirae e durano solo 354 giorni. Ogni mese del calendario islamico inizia circa due giorni dopo la luna nuova, quando visibile il primo frammento di luna crescente, poich il mese lunare dura circa 29 giorni e mezzo Omar stabil che i dodici mesi dellanno avessero alternativamente la durata di 29 e 30 giorni. Muharram Safar Rabiul-Avval RabiuthThani Jamadiyul-Avval Jamadiyul-Thani Rajab Shaban Ramadan Shavval Dhil-Qadih Dhil-Hijjih 30 29 30 29 30 29 30 29 30 29 30 29

I nomi della maggior parte di questi mesi erano gia affermati prima della diffusione dellIslam, e poich alcuni sembrano richiamare le stagioni probabilmente facevano parte di un vecchio calendario di tipo lunisolare. In effetti trattandosi di mesi lunari non mantengono una posizione fissa allinterno del ciclo stagionale e a lungo andare si spostano completamente rispetto ai nostri, Il nono mese detto Ramadan venne stabilito come il pi sacro e dedicato alla preghiera e alla meditazione. Per adattare questo calendario al vero ciclo della luna gli astronomi arabi crearono un ciclo di 30 anni in cui si aggiunge Un giorno al mese finale (Dhil-Hijjih) nei seguenti anni del ciclo. 2 5 7 10 13 16 18 21 24 26 29 In questo modo crearono un calendario piuttosto preciso con un solo giorno di spostamento ogni 2500 anni. Per ottenere lanno musulmano partendo da quello cristiano si sottrae 622 dallanno in questione si divide il risultato per 32 e lo si somma alla differenza fra lanno Cristiano e 622 Anno Musulmano = Anno Cristiano 622 + [(Anno Cristiano-622)/32] Esempio Anno Musulmano = 2000 - 622 + [(2000-622)/32] = 1421 Per ottenere lanno cristiano partendo da quello musulmano si divide lanno in questione per 33 e lo si sottrae alla somma fra tale anno e 622 Anno Cristiano = Anno Musulmano + 622 - (Anno Musulmano/33)

Esempio Anno Cristiano = 1421 + 622 - (1421/33) = 2000 In seguito il grande astronomo Al Khawarizmi introdusse i numeri moderni che in effetti sarebbero stati chiamati numeri arabi. Fino ad allora in tutta lEuropa e il Medioriente si erano usati i vecchi numeri greci e romani, ma i nuovi rappresentarono una vera rivoluzione specialmente per lintroduzione dello zero e la numerazione cosiddetta posizionale in cui si riconoscono unit, decine, centinaia, eccetera con delle facilitazioni enormi nei calcoli. Gli arabi avevano copiato questo sistema dagli indiani, sembra che il primo ad utilizzarli sia stato il grande matematico Aryabhata vissuto in India fra il quinto e sesto secolo. Qualche anno dopo gli arabi apportarono un nuovo progresso a cui gli indiani non avevano pensato, introdussero i numeri frazionari, finalmente la durata dellanno solare e quella dellanno lunare potevano essere espresse con maggiore precisione. Lastronomo al Khayyami calcol per lanno solare una durata di 365,242198 giorni, in pratica si avvicin moltissimo alla durata reale, egli propose nel 1079 d.C. un calendario solare di 365 giorni con otto anni bisestili ogni 33 anni, un sistema un po farraginoso ma molto preciso, persino di pi dellattuale calendario gregoriano. Gli arabi si avvicinarono di molto alla valutazione precisa di un anno, che essi stessi non utilizzavano nel loro calendario, studiando con rigore una misurazione a cui solo pochi europei del tempo potevano avvicinarsi. Gli europei non si interessavano delle scienze, e anche se lo facevano le affrontavano senza il necessario rigore lottando con dati e arnesi rudimentali in una situazione che allepoca appariva quasi disperata.

I primi risvegli dellEuropa, Ruggero Bacone


Il calendario Giuliano, leggermente pi lungo dellanno reale stava lentamente scivolando lungo lasse del tempo, gi Tolomeo nel secondo secolo dopo Cristo si era accorto di questo problema. La differenza di 11 minuti e 15 secondi del calendario giuliano con l'anno tropico cominci a far sentire i suoi effetti. Come detto in precedenza, c'erano state segnalazioni sulla necessit di una modifica, tuttavia le opposizioni erano fortissime. Il calendario apparteneva a Dio e si presumeva che fosse una tabella immutabile di fede e venerazione, che pochi avevano osato sfidare, senza successo. Il venerabile Beda nel settimo secolo sospettava che lanno giuliano fosse sbagliato ma non avendo a disposizione i necessari strumenti astronomici e soprattutto non conoscendo i numeri frazionari non pot stabilire di quanto. Il problema era tanto pi grave in virt del fatto che le date Cristiane indicanti la Quaresima e la Pasqua erano state legate in modo indelebile allequinozio di primavera dal concilio di Nicea e costituivano una verit di fede. Per un cristiano dellepoca il solo sospetto di celebrare la Pasqua in un giorno sbagliato, o mangiare della carne in un periodo che poteva essere di quaresima costituiva una bestemmia. Purtroppo la chiesa vedeva lo stesso calendario Giuliano come unico e infallibile, e considerava uneresia qualsiasi obiezione alla sua esattezza. Vari studiosi fra cui Notker il balbuziente, Ermanno lo storpio, (CHE NOMI) e Reiner di Paderbon pur conoscendo la verit non osarono affrontare le gerarchie della chiesa. Uno dei pochi che tentarono di fare qualcosa in questo senso fu un frate inglese vissuto nel tredicesimo secolo, Ruggero Bacone Roger Bacon (Ilchester, Somersetshire 1214 - Oxford 1294), filosofo, teologo e scienziato inglese. Studi presso le universit di Oxford e di Parigi, dove insegn per sette anni. Subito dopo il rientro in Inghilterra, intorno al 1250, entr nell'ordine dei francescani e si stabil a Oxford, dedicandosi a studi ed esperimenti di alchimia, ottica e astronomia. Dotato di una mente fervida e di una curiosit insaziabile prese a cuore il problema del calendario, ma le sue insistenze gli valsero solo lodio e il risentimento dei suoi superiori che fecero di tutto per isolarlo e metterlo a tacere. Finche nel 1265 un cardinale francese di nome Guy Le Gros Foulques gli chiese di inviargli le sue opere. Come se ci non bastasse pochi mesi pi tardi Foulques venne eletto Papa con il nome di Clemente IV e mand subito una seconda missiva a Bacone con la richiesta di spedire a Roma un compendio del suo pensiero.

Bacone cominci a stendere un'opera enciclopedica che raccogliesse tutto il sapere del tempo. In esse raccolse molte prove a favore della revisione del calendario, la sua idea era di cancellare un anno bisestile ogni 134 anni. Dopo aver ultimato l'Opus maius, l'Opus minus e l'Opus tertium il progetto s'interruppe a causa della morte del pontefice. Nel 1278 il generale dell'ordine francescano, Girolamo Masci, poi Papa Nicola IV, proib la lettura delle opere di Bacone, che fu arrestato con l'accusa di eresia. Tornato a Oxford, scrisse il Compendium studii theologiae (1292), poco prima di morire. Bacone, pur dando credito a idee del suo tempo, come l'efficacia della pietra filosofale e dell'astrologia, fu autore di originali scoperte nel campo dell'ottica, studiando la rifrazione, la magnitudine apparente degli astri, la grandezza apparente del Sole e della Luna all'orizzonte, e realizzando la polvere da sparo secondo una formula gi nota agli arabi. Il suo metodo univa i principi matematici alla sperimentazione, allo scopo di giungere alla conoscenza della natura. Un tentativo serio di riforma fu fatto dopo il giubileo del 1300. Nel 1309 venne incoronato a Lione un Papa francese che stabil la propria residenza ad Avignone (era il tempo della Divina Commedia). Poi nel 1345 divenne Papa un nobile francese, che prese il nome di Clemente VI (1291-1352), questi decise improvvisamente che il calendario doveva essere riformato, probabilmente fu influenzato dal suo predecessore Clemente IV, francese come lui, tanto vero che prese lo stesso nome. IL 25 di settembre del 1344 invi una lettera a studiosi ed esperti invitandoli a recarsi ad Avignone a spese dei loro vescovi. Questi stilarono un documento datato 1345 dal titolo "Epistola super reformatione antiqui kalendari" contenente la loro soluzione e cio quella di eliminare un giorno ogni 310 anni trascorsi dalla riforma precedente (?). Il conto non era perfettamente esatto ma era comunque un passo avanti. Segnalavano anche le difficolt che si sarebbero incontrate nell'applicazione di un nuovo calendario nel quale venivano rimossi dei giorni. Secondo loro, l'anno migliore per intraprendere la riforma sarebbe stato il 1349, successivo ad un anno bisestile ed anche il primo anno del ciclo di Metone. Pareva vi fossero quindi tutte le condizioni per poter essere effettuata.

Le cose per andarono diversamente perch nel 1347, due anni prima del 1349, candidato come anno della riforma di Clemente VI, navi commerciali genovesi provenienti dalla Crimea sbarcarono a Messina. L'equipaggio aveva contratto la peste. La malattia si diffuse rapidamente in Italia e poi in tutta Europa mietendo circa 30 milioni di persone (peste del Boccaccio). Naturalmente in queste condizioni nessuno si ricord pi od ebbe voglia di intraprendere la riforma. Tutti erano sconcertati dal fenomeno. Il Re di Francia chiese spiegazioni alla facolt di medicina dell'universit di Parigi. I medici addossavano la colpa della peste a un giorno, il 20 marzo 1345, nel quale, essi dicevano, si era verificata una triplice congiunzione di Saturno, Giove e Marte nel quarantesimo grado dell'acquario Lentamente comunque, lEuropa si riprese e cominci ad uscire dal suo lungo sonno, si svilupparono i commerci e si diffusero sempre pi nuove idee, importate soprattutto dai paesi arabi, riguardanti la matematica e l'astronomia.

Il rinascimento
Agli inizi del quattordicesimo secolo, non arriv solo la peste, lentamente ma inesorabilmente cominciarono a diffondersi i primi orologi, molti dei quali collegati a campanili muniti di campane, comunicavano lora a tutto il popolo Questi primi strumenti meccanici, erano ancora profondamente imprecisi, ma ci nonostante diffusero un cambiamento negli usi e costumi della gente, abituata da sempre a regolarsi a malapena col sole e a non dare grande importanza allo scorrere del tempo. A lungo termine luso di questo strumento si diffuse fra i nobili e i commercianti, che si trovavano finalmente per le mani, qualcosa in grado di misurare la giusta quantit di lavoro eseguita dai servi in un certo tempo. Lentamente lEuropa cominci a rinvigorirsi, ripartirono le industrie e i commerci, le esplorazioni e le arti. Con linvenzione della stampa cominciarono a diffondersi anche i calendari, ma nel frattempo il calendario stesso si era spostato di pi di 12 giorni dallepoca di Cesare e di 9 da quella del concilio di Nicea, concilio che ricordiamo aveva fissato la data dellequinozio di primavera per il 21 Marzo.

Una curiosit, il modo di dire secondo cui Santa Lucia (13 Dicembre) il giorno pi corto che ci sia potrebbe essere derivato da un detto medioevale. In quel tempo infatti il calendario era in ritardo di circa 8 giorni sul vero scorrere del tempo ed perci possibile che il solstizio dinverno (21 dicembre) cadesse il 13. Ormai qualsiasi intellettuale sapeva dellerrore del calendario, ma come rimediarvi, e chi doveva modificarlo. Nel corso del quinto concilio laterano (1512-1517), Papa Leone X invit il maggior esperto calendaristico dellepoca, lastronomo e vescovo olandese Paul di Middlenburg a costituire una commissione che studiasse la riforma del calendario. Costui mosse feroci critiche a coloro che intendevano cancellare dei giorni per riportare lequinozio al 21 Marzo e propose di spostarlo invece al 10 di Marzo, inoltre propose per il futuro di continuare con il metodo del calendario Giuliano spostando indietro lequinozio di un giorno ogni 134 anni. Questo numero anchesso errato sia pure di poco derivava da una serie di carte considerate allepoca molto precise, le carte Alfonsine completate nellanno 1272 dagli astronomi della corte castigliana di re Alfonso X. Secondo il Middlenburg la riforma sarebbe dovuta partire nel mese di Dicembre del 1514 e avrebbe dovuto essere applicata in modo retroattivo a partire dal primo Gennaio 1500. Il Papa invi allora molte lettere ai principali sovrani dEuropa chiedendo il loro parere, ma ricevette poche risposte nonostante le continue richieste, e alla fine il progetto naufrag a causa del palese disinteresse dei regnanti europei. Fra i personaggi che ricevettero quelle lettere cera anche uno scienziato polacco di nome Nicolo Copernico che nel 1543 poco prima di morire pubblic il De Revolutionibus trattato in cui si teorizzava il sistema eliocentrico. Copernico sosteneva che prima di mettere mano al calendario si doveva conoscere bene la lunghezza dellanno tropicale e compi una misura assai accurata sbagliando solo di pochi secondi, Ormai i tempi erano maturi per la modifica del calendario.

l calendario gregoriano Il calendario gregoriano


Alla fine del XVI secolo Papa Gregorio XIII, attuando una delibera del Concilio di Trento, incaric una commissione di studiare il problema. A quell'epoca la differenza era di ben 10 giorni e l'equinozio ormai cadeva l'11 di marzo. I principali membri della commissione furono: cosmografo italiano Ignazio Danti (professore di Bologna, costruttore della meridiana in San Petronio, utilizzate per le verifiche, ed ora non pi visibile in quanto sostituita da quella del Cassini) astronomo tedesco Christopher Clavius (1537-1612) (della Compagnia di Ges) medico e astronomo Antonio Lilio altri sette studiosi Il piano che alla base della riforma fu escogitato dal medico astronomo Luigi Lilio, di Ciro, in Calabria il quale present un progetto che venne in seguito riassunto in un libretto di 10 pagine, pubblicato nel 1577. Purtroppo mor prima della composizione della commissione e il suo progetto fu portato a Roma e presentato al Papa dal fratello Antonio pure lui medico e astronomo.

Non si sa molto di Luigi Lilio, dalle scarne notizie di cui siamo a conoscenza sembra che il problema del rinnovo del calendario lo abbia assillato per molti anni, il primo punto da chiarire era quello di stabilire lesatta lunghezza dellanno. Allepoca la scienza dellastronomia era ormai abbastanza avanzata e gli scienziati del tempo si erano accorti che lanno tropicale aveva una durata irregolare, legato ai movimenti della terra. Per questo motivo lo stesso Copernico suggeriva di prendere in considerazione il pi stabile anno siderale, anche se questo avrebbe nel tempo sfalsato il calendario dalle stagioni. Altri studiosi fra cui lo stesso Clavius suggerivano invece di creare un calendario osservazionale, legato cio ai reali movimenti della terra e tenuto aggiornato anno per anno da astronomi professionisti. Lilio al contrario fin col sostenere lidea di un anno medio insistendo sul fatto che la scienza astronomica nonostante i progressi fosse ancora troppo incerta, e che il calendario doveva essere uno strumento semplice, facile da usare e alla portata di tutti.

Alla fine grazie anche al sostegno del matematico spagnolo Pedro Chacon (membro della commissione) questa linea riusc a prevalere, lo stesso Clavius una volta convinto ne divenne un acceso sostenitore. Una volta sistemata questa questione, restava da chiarire quale delle numerose numerazioni dellanno fosse la pi affidabile e la pi vicina alla realt

Anno Presente 141 127 a.C. 45 a.C. 139 d.C. 499 882 Ca. 1100 1252 Ca. 1440 1543 1574-75 1582

La storia dellanno Tropicale Fonte Misurazione Orologio Atomico 365 g 5 h 48m 46s Ipparco 365 g 5 h 55m Giulio Cesare 365 g 6 h Tolomeo 365g 5h 55m 13s Aryabhata 365g 8h 36m 30s Al-Battani 365g 5h 48m 24s Omar Khayym 365g 5h 49m 12s Tavole Alfonsine 365g 5h 49m 16s Ulugh Beg 365g 5h 49m 15s Copernico 365g 5h 49m 29s Ignazio Danti 365g 5h 48m Calendario 365g 5h 48m 20s Gregoriano

Errore Nessuno + 6m 14s + 11m 14s + 6m 27s + 2h 47m 44s - 22s + 26s + 30s + 29s + 43s - 46s - 26s

Il compendio dellopera di Lilio non dice come questi fosse risalito all'esatta durata dell'anno tropico. Le informazioni a sua disposizione e cio le Tavole alfonsine del 1252, il De revolutinibus orbium coelestion di Copernico e le Tavole prussiane del 1551 danno valori di circa 365g 5h 49m e 16s esse differiscono tra di loro di meno di un secondo e sono in eccesso di circa 4 secondi rispetto all'anno gregoriano. Dalle informazioni date dal Clavius sembra che alla fine Lilio decise di usare la misurazione delle tavole Alfonsine, che (oggi lo sappiamo) davano un valore di soli 30 secondi in eccesso rispetto al vero anno tropicale. A questo punto subentrava saltava fuori laltro punto cruciale della riforma, e cio in quale modo si doveva colmare la differenza che esisteva fra lanno Giuliano (365 giorni e un quarto) e lanno scelto come anno vero. Lanno delle tavole alfonsine risultava pi corto di quello giuliano di 10 minuti e 44 secondi, il che significava un giorno intero ogni 134 anni. Lilio speriment parecchie ipotesi per trasformare questa scomoda misurazione in una semplice formula che potesse proseguire il pi possibile la vecchia regola dellanno bisestile. Egli rifiut la vecchia idea di Bacone di togliere semplicemente un giorno ogni 134 anni, finch poco prima di morire allet di 66 anni si accorse che un giorno ogni 134 anni corrispondeva a 3 giorni ogni 402 (134 X 3), arrotond la cifra a 3 giorni ogni 400 anni e propose di considerare non bisestili tutti gli anni secolari che non sono divisibili per 400. In questo modo si eliminano automaticamente 3 anni bisestili (3 giorni) ogni 400 anni. Calendario giuliano 1600, 1700, 1800, 1900 e 2000 bisestili Calendario gregoriano sono bisestili solo il 1600 e il 2000. Questa formula basata su delle tavole che non erano del tutto precise e su un numero di base arrotondato fin col dare luogo a un calendario estremamente preciso. Lo sfasamento di 3 decimillesimi di giorno cio 26 secondi all'anno. E quindi un giorno in meno ogni 3226 anni. Lilio non fu il primo a proporre questa successione di anni bisestili (97 giorni ogni 400 anni), lo stesso piano fu proposto nel 1560 dall'astronomo veronese Pietro Pitati. Non si sa se Lilio conoscesse questa iniziativa

Nel 1577, quando fu accettato il progetto del Lilio, il Pontefice invi copia della riforma a tutti i principi, alle repubbliche e alle accademie, per avere un comune consenso. A differenza dei passati tentativi di riforma come quello del Middelburg stavolta risposero in molti, tra cui Filippo II di Spagna che firm con uno sgargiante El Rey. Era favorevole, ma insisteva per far cadere l'equinozio il 21 marzo per riguardo al concilio di Nicea ma soprattutto allo scopo di non dover far ristampare tutti i libri delle messe e i breviari (spesa ingentissima) Ora era questo il problema, come recuperare i giorni perduti, Lilio nel suo libro aveva proposto due alternative, eliminare 10 anni bisestili in 40 anni, o togliere 10 giorni in un colpo solo. Dopo lunghi dibattimenti si prefer la soluzione pi radicale anche per il timore che passato il furore per il rinnovo del calendario qualche Papa futuro meno deciso di Gregorio potesse annacquare la riforma. Venne inoltre sancito che il giorno supplementare fosse il 29 Febbraio e non pi quello fissato da Giulio Cesare al 23 Febbraio (ante diem sexto kalendas martias). Per quanto riguarda il periodo Clavius propose il mese di Ottobre in quanto era il mese con il minor numero di feste religiose. Su questo punto si opposero i francescani, perch se venivano scelti i primi 10 giorni del mese di ottobre, si sarebbe persa la festa di San Francesco (4 ottobre). Alla fine il rapporto della commissione, decret che i 10 giorni di troppo accumulati dal concilio di Nicea dovevano essere persi a ottobre saltando i giorni seguenti: dal terzo giorno prima delle none al giorno prima delle idi, ovvero dal 4 ottobre 1581 si doveva passare al 15 ottobre mantenendo inalterato il giorno della settimana. Il Papa si dimostr entusiasta del progetto, ma un ultimo rinvio imped lattuazione della riforma che slitt cosi allanno successivo 1582. IL 24 febbraio 1582 il Papa con la bolla "Inter gravissimas" decret la riforma. In questo modo da gioved 4 Ottobre 1582, si pass a venerd 15 Ottobre. La bolla venne affissa in tutta Roma e mandata attraverso i nunzi papali a tutti i Paesi cattolici. Naturalmente ci furono numerose lamentele perch i calendari di quell'anno erano gi stati stampati e dovevano quindi essere corretti o rifatti. Per l'ideatore della riforma era prevista una ricompensa. Nella bolla papale veniva accordato al Lilio (quindi al fratello Antonio) il diritto di pubblicare in esclusiva il nuovo calendario per 10 anni. Venne per revocato quando si comprese che Antonio era del tutto incapace di far fronte alle richieste, il ritardo nelle consegne per poco non fece fallire la riforma. Gli storici hanno premiato lo sforzo del Clavius, dedicandogli un grande cratere sulla Luna, mentre i Lilio furono ingiustamente dimenticati (anche se ora un cratere ce lhanno anche loro). La riforma scaten una serie di vivaci polemiche tra gli scienziati dell'epoca; infatti molti non erano convinti della bont del nuovo sistema. Alcuni dei principali scienziati del Cinquecento, tra cui il matematico francese Francois Viete, Michael Maestlin (professore di Keplero a Tubinga) e Giuseppe Giusto Scaligero divennero acerrimi nemici di Clavius. Brahe e Keplero erano favorevoli (la consideravano corretta e la migliore in circolazione). Secondo loro, per il calendario, non occorreva una precisione eccessiva. La Pasqua era una festa e non un pianeta. Galileo considerava Clavius "degno di fama immortale" e lo perdon per aver rigettato la teoria Copernicana, errore che egli attribu alla sua "et avanzata". La controversia non fu soltanto accademica, ma anche religiosa. Gregorio XIII era un vigoroso sostenitore della "Controriforma", e i popoli di diverso credo religioso, rifiutarono il nuovo calendario ritenendolo come un piano del Pontefice per riportare i cristiani ribelli sotto la giurisdizione di Roma. Clavius rispose alle critiche con un volume di 800 pagine "Explicatio" e siccome la sua prosa era molto contorta, pare che nessuno abbia pi avuto voglia di controbattere. Il salto dell'anno bisestile non provoc nessun problema, anche perch il primo era previsto per il lontano 1700, mentre ci furono problemi per il salto dei giorni: - le servit e le opere dei lavoratori agricoli volevano essere pagate anche per i 10 giorni tolti dal calendario - molti debitori non volevano soddisfare gli impegni scadenti nei giorni soppressi - moltitudini di contadini protestarono con i parroci, convinti che si trattasse di una nuova specie di inganno inventato dai padroni - l'uomo della strada si chiedeva se gli uccelli, nel nuovo calendario, avrebbero saputo quando volare a sud per l'inverno. Dopo un anno o due i parroci dimostrando che i miracoli avvenivano secondo il nuovo calendario, dichiararono che la riforma era stata accettata nelle sfere divine e quindi non ci furono pi polemiche

La riforma fu adottata immediatamente in Italia, Spagna e Portogallo. La Francia attese fino a Dicembre quando il re Enrico III ordin il cambiamento, le Fiandre lo fecero dopo il 21 Dicembre, il che comport la soppressione del Natale, la parte cattolica del sacro romano impero pass al nuovo calendario in ordine sparso suddivisa comera in tanti stati e staterelli. La Svizzera, la Boemia e la Moldavia divennero gregoriani prima della fine del 1584. Restavano le nazioni protestanti, in esse la riforma pur se scientificamente corretta veniva tenacemente avversata perch vista come unimposizione del Papa verso la loro libert, ci vollero parecchi anni e molte polemiche, ma alla fine anche queste cedettero con modalit e tempi diversi. Germania, Danimarca e Norvegia (durante il 1700), Gran Bretagna e colonie (1752), Svezia (1753) La chiesa ortodossa orientale rigett a sua volta la riforma, in principio sembrava che i suoi esponenti volessero collaborare con la commissione per la modifica del calendario, ma la fretta di Papa Gregorio con la pubblicazione unilaterale della sua bolla di modifica fece fallire ogni tentativo di mediazione. Solo nel 1923 un congresso di chiese ortodosse mise allordine del giorno un progetto di riforma. Alcune di queste chiese passarono quindi al calendario gregoriano in anni e tempi diversi, mentre altre rimasero fedeli al loro antico sistema. Ancora oggi in Russia e altre nazioni dellest gli ortodossi celebrano le loro feste religiose in date diverse da quelle del resto del mondo, questo per solo da un punto di vista religioso, gli stati hanno tutti cambiato il calendario civile passando al gregoriano. Un risvolto curioso, la famosa rivoluzione dOttobre che rovesci il regime dello zar e fece nascere lunione sovietica, avvenne in realt in Novembre, solo che allepoca, in Russia, si utilizzava ancora il vecchio calendario che aveva due settimane di ritardo rispetto al nostro. Un po alla volta il calendario gregoriano divenuto il calendario di riferimento anche nel resto del mondo Giappone (1873), Cina (1911), Russia (1918), Romania (1919), Grecia (1923), Turchia (1926) Da quel momento quel calendario introdotto 2000 anni prima da Giulio Cesare e modificato 1600 anni dopo da un modesto Papa diventato il calendario mondiale, un punto di riferimento unico per tutti i popoli della terra.

La modifica del calendario lunare


Per il Papa e le gerarchie cristiane il rinnovo del calendario solare faceva parte di un piano pi vasto teso a trovare la data giusta in cui celebrare la Pasqua. In questo contesto si doveva ora sistemare il calendario lunare utilizzato a tale scopo, per lungo tempo si era utilizzato il ciclo metonico di 19 anni ma in realt i cicli della luna corrono unora e mezzo pi lentamente rispetto al ciclo solare. Lilio calcol che la differenza era di unora e 27 secondi ogni ciclo, al che corrispondeva una differenza di un giorno intero ogni 312,7 anni. Nel 1580 questo errore corrispondeva ormai a quattro interi giorni. Di nuovo Lilio si trov a dover abbinare il numero 312,7 con un anno di 365 giorni, 5 ore 48 minuti e 20 secondi, compito allapparenza assai complicato. Per far quadrare il tutto Lilio propose che fosse eliminato un giorno dal calendario lunare una volta ogni 300 anni per 7 volte, e poi una volta dopo 400. Il totale dava 2500, numero che equivale quasi esattamente a 8 periodi di 312,7 anni. Questa modifica fu introdotta insieme alla modifica del calendario solare.

Il Calendario del giorno Giuliano


Uno dei pi feroci oppositori del calendario gregoriano fu il calvinista francese Giuseppe Scaligero (1540 1609). Questi riteneva che la riforma fosse infarcita di errori, e quando Clavius smonto le sue critiche nel suo libro Explicatio, arriv fino allingiuria definendo il gesuita germanico dal ventre grasso. I presunti errori, non impedirono comunque a Scaligero di utilizzare il calendario gregoriano per il suo pi famoso progetto, quello di creare una cronologia di eventi storici in conformit alle regole dellastronomia. Scaligero invent cosi il suo personale calendario, il calendario del giorno giuliano, si trattava di un ingegnoso e complesso sistema che faceva riferimento a un ciclo di 7980 anni astronomici, senza giorni frazionari, senza anni medi, e senza anni bisestili. Egli ottenne quel numero moltiplicando 3 cicli cronologici, uno solare di 18 anni, uno lunare di 19, e il periodo di 15 anni dellindizione usato dai romani. Tutti e tre i cicli cominciavano contemporaneamente allinizio del suo ciclo giuliano, ma non sarebbero stati nuovamente convergenti fino alla fine. Si trattava di un sistema utile a chiunque cercasse di creare una cronologia uniforme, perch una data di ciascuno dei 3 cicli di base pu essere tradotta in una data degli altri 2. Sembra complicato, ma questo calendario viene ancora oggi usato dagli astronomi perch a loro non serve un anno medio, ma uno che sia esatto da punto di vista astronomico. Per far questo il calendario di Scaligero non misura gli anni, ma i giorni. Il giorno 0 corrisponde al giorno 1 Gennaio dell'anno -4712 (o 4713AC). Il 1-1-2000 il giorno giuliano 2451545. Trattandosi di un calendario per uso astronomico l'inizio del giorno fissato a mezzogiorno invece che a mezzanotte; per indicare le ore si usano poi i decimali di giorno. Cosi il 1-1-2000 alle ore zero corrisponde al GG 2451544.5, a mezzogiorno al GG 2451545, alle sei del pomeriggio al GG 2451545.25. Con questo calendario si pu facilmente misurare il tempo che intercorre per esempio fra due apparizioni della cometa di Halley, o tra due vibrazioni di un quasar.

Il calendario della ragione


La rivoluzione francese promosse uno dei pi grandi tentativi di razionalizzazione della storia umana; il frutto pi noto il sistema metrico decimale che le sopravvissuto e che divenuto quasi universale (i paesi anglosassoni non lo hanno ancora adottato ma lo usano da tempo in campo scientifico). L'analogo tentativo di riformare il calendario introducendone uno completamente nuovo si concluse invece in un fallimento prima ancora del ritorno dei Borboni; introdotto nel 1793 fu infatti abrogato da Napoleone il 31 Dic 1805 (10 Nivose 14). Dal 1 Gen 1806 fu quindi ripristinato il calendario gregoriano. Il calendario progettato da una commissione della quale facevano parte illustri matematici come il Lagrange e il Monge, riprendeva il modello dell'antico calendario egizio tuttora usato dai Copti; dodici mesi di uguale durata (30 giorni) ai quali si aggiungono 5 giorni complementari (6 negli anni bisestili). I nomi dei mesi sono nuovi e ispirati al linguaggio agricolo-meteorologico. Il primo giorno dell'anno per definizione quello nel quale cade l'equinozio di Autunno. Il giorno bisestile (sesto giorno complementare) viene aggiunto in base a questo criterio puramente astronomico, e cio quando l'equinozio slittato di un giorno. La riforma si spinge fino ad abolire la settimana a favore della decade (ogni mese ha esattamente tre decadi) e a introdurre un sistema di ore decimali (ogni giorno ha dieci ore di cento minuti e ogni minuto cento secondi decimali). Insieme al nuovo calendario fu introdotta anche una nuova era, l'era della rivoluzione con inizio al 22 Set 1792., giorno dell'equinozio di autunno dell'anno in cui fu proclamata la repubblica. Alla fine dellanno si contavano solo 360, giorni, gli altri 5 ( o 6 ), venivano aggiunti dopo lultimo mese ed erano riservati alle feste della virt, del genio, del lavoro, dellopinione, e della ricompensa. 1 Vendmiaire 2 Brumaire 3 Frimaire 4 Nivose 5 Pluviose 6 Ventose 7 Germinal 8 Floral 9 Prairial 10 Messidor 11 Thermidor 12 Fructidor 13 Complement. 30 30 30 30 30 30 30 30 30 30 30 30 5o6 Autunno Inverno Primavera Estate

Altri calendari proposti


Il calendario gregoriano nonostante i suoi meriti possiede anche dei difetti minori, fra cui possiamo elencare I giorni della settimana si spostano ogni anno, e a causa dellanno bisestile si ripetono solo dopo 28 anni. anche la posizione della settimana cambia ogni anno allinterno del mese e del quadrimestre Il calendario gregoriano continua a contenere un errore sia pure di soli 26 secondi, dal 1582 questo errore si accumulato in una quantit di 2 ore 59 minuti e 12 secondi, e sar equivalente a un giorno intero nel 4909 Lera che noi utilizziamo. Lanno Domini continua a contenere degli errori fra cui soprattutto la questione dellanno zero La durata dei mesi con 30, 31, 28 o 29 giorni non costante e procura divisioni dellanno di grandezza ineguale, per cui si presenta un problema per chi deve condurre affari, pagare tasse, stilare statistiche eccetera

Un tentativo per risolvere questi problemi fu quello del calendario della ragione che abbiamo appena visto, ma in seguito c ne sono stati anche altri.

Il Calendario del mondo: proposto negli anni 50 del secolo scorso viene anche chiamato calendario universale, in esso i mesi presentavano la sistemazione data da Cesare con lalternanza di 30 e 31 giorni, il primo gennaio cadeva sempre di domenica e anche tutti gli altri giorni dellanno cadevano sempre in un giorno prefissato. Poich il totale di 52 settimane da solo 364 giorni, lultimo il 365 e quello bisestile eventuale, venivano definiti come giorni speciali senza abbinarli a un giorno della settimana, essi venivano dichiarati festivi e chiamati giorni del mondo. Il Calendario della societ delle nazioni: nel 1929 la societ delle nazioni antesignana dellONU non avendo niente di meglio da fare propose un calendario di 13 mesi di 28 giorni ciascuno, in questo modo ogni mese aveva esattamente quattro settimane, poich anche qui il totale d 364, il giorno (o i giorni) supplementari venivano denominati giorni speciali.

Notizie ulteriori
Dal 1972 la misurazione del tempo stata ufficialmente abbinata al numero di oscillazioni atomiche del cesio, che vibra precisamente al ritmo di 9.192.631.770 oscillazioni al secondo. La durata media ufficiale dell'anno dunque di circa 290.091.200.500.000.000 oscillazioni di cesio, equivalenti a 365,242199 giorni. Poich per la Terra non cos precisa nei suoi movimenti, l'orologio pilota dell'Osservatorio navale degli Stati Uniti, che misura il Coordinated Universal Time, deve essere continuamente ricalibrato quasi ogni anno, in genere con l'aggiunta di qualche secondo, per stare per l'appunto al passo degli effettivi (imprecisi) movimenti della Terra.