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CAPITOLO CAPITOLO CAPITOLO CAPITOLO 1. .. .

OGGETTO

2 CAPITOLO 1
1 11 1. .. . OGGETTO OGGETTO OGGETTO OGGETTO
Le presenti Norme tecniche per le costruzioni definiscono i principi per il progetto, lesecuzione e il collaudo delle costruzioni,
nei riguardi delle prestazioni loro richieste in termini di requisiti essenziali di resistenza meccanica e stabilit, anche in caso di
incendio, e di durabilit.
Esse forniscono quindi i criteri generali di sicurezza, precisano le azioni che devono essere utilizzate nel progetto, definiscono le
caratteristiche dei materiali e dei prodotti e, pi in generale, trattano gli aspetti attinenti alla sicurezza strutturale delle opere.
Ai fini della presente norma si intendono per costruzioni!, tutte quelle stabilmente collocate sul territorio o che intervengano
con modifiche sostanziali sulle costruzioni esistenti, le quali, per dimensioni, forma e materiali impiegati possono costituire un
pericolo per la pubblica incolumit. "utte le costruzioni cos# intese debbono rispondere alle leggi ed alle norme vigenti, sia per
quanto attiene le disposizioni tecniche di seguito indicate, che per gli adempimenti amministrativi.
$icadono nellapplicazione delle presenti norme e delle procedure amministrative suddette anche le opere geotecniche e le opere
di protezione ambientale, gli interventi di adeguamento e miglioramento delle costruzioni esistenti, e tutti gli eventuali interventi
sullesistente nei quali ulteriori elementi strutturali vengano aggiunti ad una costruzione e connessi in modo permanente a quelli
esistenti, in modo da interagire con questi influenzandone significativamente il comportamento.
%irca le indicazioni applicative per lottenimento delle prescritte prestazioni, per quanto non espressamente specificato nel pre&
sente documento, si pu' fare riferimento a normative di comprovata validit e ad altri documenti tecnici elencati nel %ap. (). *n
particolare quelle fornite dagli Eurocodici con le relative Appendici Nazionali costituiscono indicazioni di comprovata validit e
forniscono il sistematico supporto applicativo delle presenti norme.








CAPITOLO CAPITOLO CAPITOLO CAPITOLO 2. 2. 2. 2.
SICUREZZA E PRESTAZIONI ATTESE

4 CAPITOLO 2
2.1. 2.1. 2.1. 2.1. PRINCIPI FONDAMENTAL PRINCIPI FONDAMENTAL PRINCIPI FONDAMENTAL PRINCIPI FONDAMENTALI I I I
Le opere e le componenti strutturali devono essere progettate, eseguite, collaudate e soggette a manutenzione in modo tale da
consentirne la prevista utilizzazione, in forma economicamente sostenibile e con il livello di sicurezza previsto dalle presenti
norme.
La sicurezza e le prestazioni di unopera o di una parte di essa devono essere valutate in relazione agli stati limite che si possono
verificare durante la vita nominale, di cui al 2.4. Si definisce stato limite una condizione superata la quale lopera non soddisfa
pi le esigenze per le quali stata progettata.
!n particolare, secondo quanto stabilito nei capitoli specifici, le opere e le varie tipologie strutturali devono possedere i seguenti
requisiti"
# sicurezza nei confronti di stati limite ultimi (SLU)" capacit$ di evitare crolli, perdite di equilibrio e dissesti gravi, totali o parziali,
che possano compromettere lincolumit$ delle persone ovvero comportare la perdita di beni, ovvero provocare gravi danni
ambientali e sociali, ovvero mettere fuori servizio lopera%
# sicurezza nei confronti di stati limite di esercizio (SLE): capacit$ di garantire le prestazioni previste per le condizioni di esercizio%
# sicurezza antincendio: capacit$ di garantire le prestazioni strutturali previste in caso dincendio, per un periodo richiesto%
# durabilit: capacit$ della struttura di mantenere, nellarco della popria vita nominale, i livelli prestazionali per i quali stata
progettata, tenuto conto delle caratteristiche ambientali in cui si trova e del livello previsto di manutenzione%
# robustezza: capacit$ di evitare danni sproporzionati rispetto allentit$ di possibili cause innescanti eccezionali quali esplosioni e
urti.
!l superamento di uno stato limite ultimo ha carattere irreversibile e si definisce collasso.
!l superamento di uno stato limite di esercizio pu& avere carattere reversibile o irreversibile.
'er le opere esistenti possibile fare riferimento a livelli di sicurezza diversi da quelli delle nuove opere ed anche possibile con#
siderare solo gli stati limite ultimi. (aggiori dettagli sono dati al )apitolo *.
! materiali ed i prodotti, per poter essere utilizzati nelle opere previste dalle presenti norme, devono essere sottoposti a procedure
e prove sperimentali di accettazione. Le prove e le procedure di accettazione sono definite nelle parti specifiche delle presenti
norme riguardanti i materiali.
La fornitura di componenti, sistemi o prodotti, impiegati per fini strutturali, deve essere accompagnata da un manuale di instal#
lazione e di manutenzione da allegare alla documentazione dellopera. ! componenti, i sistemi e i prodotti, edili od impiantistici,
non facenti parte del complesso strutturale, ma che svolgono funzione statica autonoma, devono essere progettati ed installati nel
rispetto dei livelli di sicurezza e delle prestazioni di seguito prescritti.
Le azioni da prendere in conto devono essere assunte in accordo con quanto stabilito nei relativi capitoli delle presenti norme. !n
mancanza di specifiche indicazioni, si dovr$ fare ricorso ad opportune indagini, eventualmente anche sperimentali, o a documen#
ti, normativi e non, di comprovata validit$.
2.2. 2.2. 2.2. 2.2. REQUISITI DELLE OPER REQUISITI DELLE OPER REQUISITI DELLE OPER REQUISITI DELLE OPERE STRUTTURALI E STRUTTURALI E STRUTTURALI E STRUTTURALI
2.2.1. 2.2.1. 2.2.1. 2.2.1. STATI LIMITE ULTIMI STATI LIMITE ULTIMI STATI LIMITE ULTIMI STATI LIMITE ULTIMI (SLU) (SLU) (SLU) (SLU)
! principali Stati Limite +ltimisono elencati nel seguito"
a) perdita di equilibrio della struttura o di una sua parte, considerati come corpi rigidi%
b) spostamenti o deformazioni eccessive%
c) raggiungimento della massima capacit$ di resistenza di parti di strutture, collegamenti, fondazioni%
d) raggiungimento della massima capacit$ di resistenza della struttura nel suo insieme%
e) raggiungimento di una condizione di cinematismo%
f) raggiungimento di meccanismi di collasso nei terreni%
g) rottura di membrature e collegamenti per fatica%
h) rottura di membrature e collegamenti per altri effetti dipendenti dal tempo%
i) instabilit$ di parti della struttura o del suo insieme%
,ltri stati limite ultimi sono considerati in relazione alle specificit$ delle singole opere% in presenza di azioni sismiche, gli Stati Limite
+ltimi comprendono gli Stati Limite di salvaguardia della -ita .SL-/ e gli Stati Limite di prevenzione del )ollasso .SL)/, come pre#
cisato nel 0.2.1.
2.2.2. 2.2.2. 2.2.2. 2.2.2. STATI LIMITE DI ESER STATI LIMITE DI ESER STATI LIMITE DI ESER STATI LIMITE DI ESERCIZIO (SLE) CIZIO (SLE) CIZIO (SLE) CIZIO (SLE)
! principali Stati Limite di 2sercizio sono elencati nel seguito"
a) danneggiamenti locali .ad es. eccessiva fessurazione del calcestruzzo/ che possano ridurre la durabilit$ della struttura, la sua
efficienza o il suo aspetto%
SICUREZZA E PRESTAZIONI ATTESE 5
b) spostamenti e deformazioni che possano limitare luso della costruzione, la sua efficienza e il suo aspetto%
c) spostamenti e deformazioni che possano compromettere lefficienza e laspetto di elementi non strutturali, impianti, macchi#
nari%
d) vibrazioni che possano compromettere luso della costruzione%
e) danni per fatica che possano compromettere la durabilit$%
f) corrosione e3o eccessivo degrado dei materiali in funzione dellambiente di esposizione.
,ltri stati limite sono considerati in relazione alle specificit$ delle singole opere% in presenza di azioni sismiche, gli Stati Limite di 2#
sercizio comprendono gli Stati Limite di 4perativit$ .SL4/ e gli Stati Limite di 5anno .SL5/, come precisato 0.2.1.
2.2.3. 2.2.3. 2.2.3. 2.2.3. SICUREZZA ANTINCENDIO SICUREZZA ANTINCENDIO SICUREZZA ANTINCENDIO SICUREZZA ANTINCENDIO
6uando necessario, i rischi derivanti dagli incendi devono essere limitati progettando e realizzando le costruzioni in modo tale
da garantire la resistenza e la stabilit$ degli elementi portanti, nonch7 da limitare la propagazione del fuoco e dei fumi.
2.2. 2.2. 2.2. 2.2.4 44 4. .. . DURABILITA DURABILITA DURABILITA DURABILITA
La durabilit$ pu& essere garantita attraverso ladozione di appropriati provvedimenti stabiliti tenendo conto delle previste condi#
zioni ambientali e di manutenzione ed in base alle peculiarit$ del singolo progetto, tra cui"
a) scelta opportuna dei materiali%
b) dimensionamento opportuno delle strutture%
c) scelta opportuna dei dettagli costruttivi%
d) adozione di tipologie strutturali che consentano, ove possibile, lispezionabilit$ delle parti strutturali%
e) pianificazione di misure di protezione e manutenzione% oppure, quando queste non siano previste o possibili, progettazione
rivolta a garantire che il deterioramento della struttura o dei materiali che la compongono non ne causi il collasso durante la
sua vita nominale%
f) impiego di prodotti e componenti chiaramente identificati in termini di caratteristiche meccanico#fisico#chimiche, indispensa#
bili alla valutazione della sicurezza, e dotati di idonea qualificazione, cos8 come specificato al )apitolo 11%
g) applicazione di sostanze o ricoprimenti protettivi dei materiali, soprattutto nei punti non pi visibili o difficilmente ispezio#
nabili ad opera completata%
h) adozione di sistemi di controllo, passivi o attivi, adatti alle azioni e ai fenomeni ai quali lopera pu& essere sottoposta.
2.2. 2.2. 2.2. 2.2.5 55 5. .. . ROBUSTEZZA ROBUSTEZZA ROBUSTEZZA ROBUSTEZZA
6uando necessario, un adeguato livello di robustezza pu& essere garantito facendo ricorso ad una o pi tra le seguenti strategie
di progettazione"
a) progettazione della struttura in grado di resistere ad azioni eccezionali di carattere convenzionale, combinando valori nomi#
nali delle azioni eccezionali alle altre azioni esplicite di progetto%
b) prevenzione degli effetti indotti dalle azioni eccezionali alle quali la struttura pu& essere soggetta o riduzione della loro inten#
sit$%
c) adozione di una forma e tipologia strutturale poco sensibile alle azioni eccezionali considerate%
d) adozione di una forma e tipologia strutturale tale da tollerare il danneggiamento localizzato causato da unazione di carattere
eccezionale, quale, ad esempio, la rimozione di un elemento strutturale o di una parte limitata della struttura%
e) realizzazione di strutture quanto pi ridondanti, resistenti e3o duttili possibile%
f) adozione di sistemi di controllo, passivi o attivi, adatti alle azioni e ai fenomeni ai quali lopera pu& essere sottoposta.
2.2. 2.2. 2.2. 2.2.6 66 6. .. . VER VER VER VERIFICHE IFICHE IFICHE IFICHE
Le opere strutturali devono essere verificate"
a) per gli stati limite ultimi che possono presentarsi%
b) per gli stati limite di esercizio definiti in relazione alle prestazioni attese%
c) quando necessario, nei confronti degli effetti derivanti dalle azioni termiche connesse con lo sviluppo di un incendio.
Le verifiche delle opere strutturali devono essere contenute nei documenti di progetto, con riferimento alle prescritte caratteristi#
che meccaniche dei materiali e alla caratterizzazione geotecnica del terreno, dedotta in base a specifiche indagini. Laddove neces#
sario, la struttura deve essere verificata nelle fasi intermedie, tenuto conto del processo costruttivo previsto% le verifiche per que#
ste situazioni transitorie sono generalmente condotte nei confronti dei soli stati limite ultimi.
'er le opere per le quali nel corso dei lavori si manifestino situazioni significativamente difformi da quelle di progetto occorre effet#
tuare le relative necessarie verifiche.
6 CAPITOLO 2
2.3. 2.3. 2.3. 2.3. VALUTAZIONE DELL VALUTAZIONE DELL VALUTAZIONE DELL VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA A SICUREZZA A SICUREZZA A SICUREZZA
'er la valutazione della sicurezza delle costruzioni si devono adottare criteri probabilistici scientificamente comprovati. 2ssi
comprendono"
a) il metodo di primo livello, basato sulla valutazione della sicurezza per mezzo dei valori caratteristici e3o nominali e dei coeffi#
cienti parziali della resistenza dei materiali e delle azioni%
b) il metodo di secondo livello, basato sulla valutazione della sicurezza per mezzo dei momenti statistici del primo e del secondo
ordine della resistenza dei materiali e delle azioni%
c) il metodo di terzo livello, basato sulla valutazione della sicurezza per mezzo delle distribuzioni di probabilit$ della resistenza
dei materiali e delle azioni.
9el seguito sono riportati i criteri del metodo di primo livello, pi noto come metodo semiprobabilistico agli stati limite, o dei
coefficienti parziali. Lapplicazione deimetodi di secondo e di terzo livello deve essere giustificata mediante documentazione tec#
nica di comprovata validit$.
9el metodo agli stati limite, la sicurezza strutturale nei confronti degli stati limite ultimi deve essere verificata confrontando la
resistenza di progetto :d della struttura o della membratura strutturale, funzione della resistenza dei materiali che la compongo#
no .;d/ e dei valori nominali delle grandezze geometriche interessate .ad/, con il corrispondente valore di progetto degli effetti
delle azioni 2d, funzione dei valori di progetto delle azioni .<d/ e dei valori nominali delle grandezze geometriche della struttura
interessate .ad/.
La verifica della sicurezza nei riguardi degli stati limite ultimi .SL+/ espressa dallequazione formale"
:
d
= 2
d
>2.2.1?
!l valore di progetto della resistenza di un dato materiale ;d , a sua volta, funzione del valore caratteristico della resistenza, defi#
nito come frattile .inferiore/ della distribuzione statistica della grandezza, attraverso lespressione" ;d @ ;A3B(, essendo B( il fatto#
re parziale dal lato della resistenza.
!l valore di progetto di ciascuna delle azioni agenti sulla struttura <d funzione del valore rappresentativo dellazione <rep, otte#
nuto dal suo valore caratteristico <A, inteso come frattile della distribuzione statistica, attraverso lespressione" <d @ B< <rep @ B< <A
, essendo B< il fattore parziale dal lato delle azioni e un opportuno coefficiente di combinazione, 1, che tiene conto della ri#
dotta probabilit$ che pi azioni di diversa origine si attuino simultaneamente con il loro valore caratteristico.
! valori caratteristici dei parametri fisico#meccanici dei materiali sono definiti nel )apitolo 11. 'er la sicurezza delle opere e dei
sistemi geotecnici, i valori caratteristici dei parametri fisico#meccanici dei terreni sono definiti nel C.2.2.
La capacit$ di garantire le prestazioni previste per le condizioni di esercizio .SL2/ deve essere verificata confrontando il valore
limite di progetto associato a ciascun aspetto di funzionalit$ esaminato .)d/, con il corrispondente valore di progetto delleffetto
delle azioni .2d/, attraverso la seguente espressione formale"
)d = 2d >2.2.2?
2.4. 2.4. 2.4. 2.4. VITA NOMINALE CLASS VITA NOMINALE CLASS VITA NOMINALE CLASS VITA NOMINALE CLASSI DUSO E PERIODO DI I DUSO E PERIODO DI I DUSO E PERIODO DI I DUSO E PERIODO DI RIFERIMENTO RIFERIMENTO RIFERIMENTO RIFERIMENTO
2.4.1. 2.4.1. 2.4.1. 2.4.1. VITA NOMINALE VITA NOMINALE VITA NOMINALE VITA NOMINALE
La vita nominale -
9
di unopera il numero di anni nel quale lopera, purch7 soggetta alla manutenzione ordinaria, cos8 come
prevista in sede di progetto, manterr$ i livelli prestazionali per i quali stata progettata.
!l tipo di opera e la sua vita nominale devono essere precisati nei documenti di progetto.
La vita nominale delle opere di nuova realizzazione deve rispettare i limiti riportati nella Dab. 2.4.!a.

Tab. 2.4.Ia Vita nominale -
9
per i diversi tipi di costruzioni di nuova realizzazione

TIPI DI COSTRUZIONI DI NUOVA REALIZZAZIONE
V
9
.anni/
1
)ostruzioni provvisorie, provvisionali e di presidio
= E
2 )ostruzioni ordinarie = EF
0
)ostruzioni di durabilit$ straordinaria
= 1FF
'er unopera di nuova realizzazione la cui fase di costruzione sia prevista in sede di progetto di durata pari a '9, la vita nominale
relativa a tale fase di costruzione dovr$ essere assunta non inferiore a '9 e comunque non inferiore a E anni.
Le verifiche sismiche di opere di tipo 1 o in fase di costruzione possono omettersi quando il progetto preveda che tale condizione
permanga per meno di 2 anni.
La vita nominale delle opere esistenti che siano sottoposte a verifiche di sicurezza o a interventi strutturali e3o geotecnici di ade#
guamento . *.4.1/ o di miglioramento . *.4.2/, deve rispettare i limiti riportati nella Dab. 2.4.!b% diversamente si dovr$ interveni#
re nei modi indicati nel cap. *.
SICUREZZA E PRESTAZIONI ATTESE 7




Tab. 2.4.Ib Vita nominale -
9
per i diversi tipi di costruzioni esistenti

TIPI DI COSTRUZIONI ESISTENTI
V
9
.anni/
1
)ostruzioni provvisorie, provvisionali e di presidio
= 2
2 )ostruzioni ordinarie = 0F
0 )ostruzioni di durabilit$ straordinaria = CF
'er unopera esistente la cui fase di intervento sia prevista in sede di progetto di durata pari a '9, la vita nominale riferita a tale
fase di intervento dovr$ essere assunta non inferiore a '9 e comunque non inferiore a 2 anni.
!n ogni caso non possibile considerare nel progetto fasi di costruzione di durata '9 G 1F anni o fasi di intervento di durata '9 G C
anni.
Le verifiche sismiche di opere di tipo 1 o in fase di intervento possono omettersi quando il progetto preveda che tale condizione
permanga per meno di 1 anno.
,l termine del periodo corrispondente alla vita nominale, le costruzioni di classe !!! e !- definite al 2.4.2, progettate o verificate
mediante la presente normativa, dovranno essere sottoposte a valutazioni di sicurezza qualora siano intevenute, in questo perio#
do, variazioni significative della domanda e3o delle caratteristiche strutturali, ed eventualmente a interventi nei modi indicati nel
cap. *.
2.4.2. 2.4.2. 2.4.2. 2.4.2. CLASSI DUSO CLASSI DUSO CLASSI DUSO CLASSI DUSO
)on riferimento alle conseguenze di una interruzione di operativit$ o di un eventuale collasso, le costruzioni sono suddivise in
classi duso cos8 definite"
Classe : )ostruzioni con presenza solo occasionale di persone, edifici agricoli.
Classe : )ostruzioni il cui uso preveda normali affollamenti, senza contenuti pericolosi per lambiente e senza funzioni pubbli#
che e sociali essenziali. !ndustrie con attivit$ non pericolose per lambiente. 'onti, opere infrastrutturali, reti viarie non
ricadenti in )lasse duso !!! o in )lasse duso !-, reti ferroviarie la cui interruzione non provochi situazioni di emergen#
za. 5ighe il cui collasso non provochi conseguenze rilevanti.
Classe : )ostruzioni il cui uso preveda affollamenti significativi. !ndustrie con attivit$ pericolose per lambiente. :eti viarie e#
Htraurbane non ricadenti in )lasse duso !-. 'onti e reti ferroviarie la cui interruzione provochi situazioni di emergenza.
5ighe rilevanti per le conseguenze di un loro eventuale collasso.
Classe V: )ostruzioni con funzioni pubbliche o strategiche importanti, anche con riferimento alla gestione della protezione civile in
caso di calamit$. !ndustrie con attivit$ particolarmente pericolose per lambiente. :eti viarie di tipo , o I, di cui al 5(
E31132FF1, n. CJK2, L9orme funzionali e geometriche per la costruzione delle stradeM, e di tipo ) quando appartenenti ad i#
tinerari di collegamento tra capoluoghi di provincia non altres8 serviti da strade di tipo , o I. 'onti e reti ferroviarie di
importanza critica per il mantenimento delle vie di comunicazione, particolarmente dopo un evento sismico. 5ighe con#
nesse al funzionamento di acquedotti e a impianti di produzione di energia elettrica.
9el rispetto dei criteri di cui al presente paragrafo, le tipologie di manufatti appartenenti alle classi duso possono essere specifi#
cate e individuate nella pianificazione per il governo del territorio o nella pianificazione per lemergenza, sulla base di analisi
globali dei sistemi funzionali urbani.
2.4.3. 2.4.3. 2.4.3. 2.4.3. PERIODO DI RIFERIMEN PERIODO DI RIFERIMEN PERIODO DI RIFERIMEN PERIODO DI RIFERIMENTO TO TO TO
Le azioni sismiche sulle costruzioni vengono valutate in relazione ad un periodo di riferimento -
:
che si ricava, per ciascun tipo
di costruzione, moltiplicandone la vita nominale -
9
per il coefficiente duso )
+
"
-
:
@ -
9
N )
+
>2.4.1?
!l valore del coefficiente duso )
+
definito, al variare della classe duso, come mostrato in Dab. 2.4.!!.

Tab. 2.4.II ! Valori del coefficiente d"uso )
+

CLASSE DUSO ! !! !!! !-
COEFFICIENTE C
U
F,J 1,F 1,E 2,F

!n assenza di determinazioni della pericolosit$ sisimica pi specifiche ed accurate rispetto a quanto riportato negli ,llegati , e I,
il periodo di ritorno definito negli stessi allegati si assumer$ comunque non inferiore a 1F anni.
8 CAPITOLO 2
'er le costruzioni a servizio di attivit$ a rischio di incidente rilevante si adotteranno valori di )
+
anche superiori a 2, in relazione alle
conseguenze sullOambiente e sulla pubblica incolumit$ determinate dal raggiungimento degli stati limite.
2.5. 2.5. 2.5. 2.5. AZIONI SULLE COSTRUZ AZIONI SULLE COSTRUZ AZIONI SULLE COSTRUZ AZIONI SULLE COSTRUZIONI IONI IONI IONI
2.5.1. 2.5.1. 2.5.1. 2.5.1. CLASSIFICAZIONE DELL CLASSIFICAZIONE DELL CLASSIFICAZIONE DELL CLASSIFICAZIONE DELLE AZIONI E AZIONI E AZIONI E AZIONI
Si definisce azione ogni causa o insieme di cause capace di indurre stati limite in una struttura.
2.5.1.1 CLASSIFICAZIONE DELLE AZIONI IN BASE AL MODO DI ESPLICARSI
a/ dirette"
forze concentrate, carichi distribuiti, fissi o mobili%
b/ indirette"
spostamenti impressi, variazioni di temperatura e di umidit$, ritiro, precompressione, cedimenti di vincoli, ecc.
c/ degrado:
# endogeno" alterazione naturale del materiale di cui composta lopera strutturale%
# esogeno" alterazione delle caratteristiche dei materiali costituenti lopera strutturale, a seguito di agenti esterni.
2.5.1.2 CLASSIFICAZIONE DELLE AZIONI SECONDO LA RISPOSTA STRUTTURALE
a) statiche" azioni applicate alla struttura che non provocano accelerazioni significative della stessa o di alcune sue parti%
b) pseudo statiche" azioni dinamiche rappresentabili mediante unazione statica equivalente%
c) dinamiche" azioni che causano significative accelerazioni della struttura o dei suoi componenti.
2.5.1.3 CLASSIFICAZIONE DELLE AZIONI SECONDO LA VARIAZIONE DELLA LORO INTENSIT NEL TEMPO
a/ permanenti .P/" azioni che agiscono durante tutta la vita nominale della costruzione, la cui variazione di intensit$ nel tempo cos8
piccola e lenta da poterle considerare con sufficiente approssimazione costanti nel tempo"
# peso proprio di tutti gli elementi strutturali% peso proprio del terreno, quando pertinente% forze indotte dal terreno .esclusi
gli effetti di carichi variabili applicati al terreno/% forze risultanti dalla pressione dellacqua .quando si configurino costanti
nel tempo/ .P
1
/%
# peso proprio di tutti gli elementi non strutturali .P
2
/%
# spostamenti e deformazioni imposti, previsti dal progetto e realizzati allatto della costruzione%
# pretensione e precompressione .'/%
# ritiro e viscosit$%
# spostamenti differenziali%
b/ variabili .6/" azioni che agiscono con valori istantanei che possono risultare sensibilmente diversi fra loro nel corso della vita
nominale della struttura"
# carichi imposti%
# azioni del vento%
# azioni della neve%
# azioni della temperatura.
Le azioni variabili sono dette di lunga durata se agiscono con unintensit$ significativa, anche non continuativamente, per un
tempo non trascurabile rispetto alla vita nominale della struttura. Sono dette di breve durata se agiscono per un periodo di
tempo breve rispetto alla vita nominale della struttura., seconda del sito ove sorge la costruzione, una medesima azione cli#
matica pu& essere di lunga o di breve durata.
c/ eccezionali .,/" azioni che si verificano solo eccezionalmente nel corso della vita nominale della struttura%
# incendi%
# esplosioni%
# urti ed impatti%
d/ sismiche .2/: azioni derivanti dai terremoti.
2.5.2. 2.5.2. 2.5.2. 2.5.2. CARATTERIZZAZIONE DE CARATTERIZZAZIONE DE CARATTERIZZAZIONE DE CARATTERIZZAZIONE DELLE AZIONI ELEMENTAR LLE AZIONI ELEMENTAR LLE AZIONI ELEMENTAR LLE AZIONI ELEMENTARI I I I
Salvo i casi caratterizzati da elevata variabilit$, si definisce valore caratteristico PA di unazione permanente, il valore medio della
distribuzione dei valori correnti.
Si definisce valore caratteristico 6
A
di unazione variabile, il valore corrispondente ad un frattile KEQ della popolazione dei mas#
simi, in relazione al periodo di riferimento dellazione variabile stessa.
SICUREZZA E PRESTAZIONI ATTESE 9
9ella definizione delle combinazioni delle azioni che possano agire contemporaneamente, i termini 6
AR
rappresentano le azioni
variabili della combinazione, con 6
A1
azione variabile dominante e 6
A2
, 6
A0
, S azioni variabili che possono agire contemporane#
amente a quella dominante. Le azioni variabili 6
AR
vengono combinate mediante i coefficienti di combinazione
FR
,
1R
e
2R
.
)on riferimento alla durata relativa ai livelli di intensit$ di unazione variabile, si definiscono"
# valore quasi permanente
2R
N 6
AR
" il valore superato per un periodo totale di tempo che rappresenti una grande frazione del pe#
riodo di riferimento. !ndicativamente, esso pu& assumersi uguale alla media della distribuzione temporale dellintensit$%
# valore frequente
1R
N 6
AR
" il valore superato per un periodo totale di tempo che rappresenti una piccola frazione del periodo di
riferimento. !ndicativamente, esso pu& assumersi uguale al frattile KEQ della distribuzione temporale dellintensit$%
# valore di combinazione .o raro/
FR
N 6
AR
" il valore tale che la probabilit$ di superamento degli effetti causati dalla concomitanza
con altre azioni sia circa la stessa di quella dovuta al valore caratteristico di una singola azione.
9el caso in cui la caratterizzazione probabilistica dellazione considerata non sia disponibile, ad essa pu& essere attribuito il valo#
re nominale. 9el seguito sono indicati con pedice A i valori caratteristici% senza pedice A i valori nominali.
La Dab. 2.E.! riporta i coefficienti di combinazione da adottarsi per gli edifici civili e industriali di tipo corrente. 'er i casi non con#
templati in tale tabella, si raccomandano valutazioni specifiche adeguatamente comprovate.

Tab. 2.5.I Valori dei coefficienti di combinazione
Cat!"#$a%A&$"' (a#$ab$)
FR

1R

2R

)ategoria , # ,mbienti ad uso residenziale F,J F,E F,0
)ategoria I # +ffici F,J F,E F,0
)ategoria ) # ,mbienti suscettibili di affollamento F,J F,J F,C
)ategoria 5 # ,mbienti ad uso commerciale F,J F,J F,C
)ategoria 2 T Iiblioteche, archivi, magazzini e ambienti ad uso industriale 1,F F,K F,*
)ategoria < # :imesse e parcheggi .per autoveicoli di peso U 0F A9/ F,J F,J F,C
)ategoria P # :imesse e parcheggi .per autoveicoli di peso G 0F A9/ F,J F,E F,0
)ategoria V # )operture accessibili per sola manutenzione F,F F,F F,F
)ategoria ! T )operture praticabili
da valutarsi caso per
caso
)ategoria W T )operture speciali .impianti, eliporti, .../
-ento F,C F,2 F,F
9eve .a quota U 1FFF m s.l.m./ F,E F,2 F,F
9eve .a quota G 1FFF m s.l.m./ F,J F,E F,2
-ariazioni termiche F,C F,E F,F

2.5.3. 2.5.3. 2.5.3. 2.5.3. COMBINAZIONI DELLE A COMBINAZIONI DELLE A COMBINAZIONI DELLE A COMBINAZIONI DELLE AZIONI ZIONI ZIONI ZIONI
,i fini delle verifiche degli stati limite, si definiscono le seguenti combinazioni delle azioni.
X )ombinazione fondamentale, generalmente impiegata per gli stati limite ultimi .SL+/"
B
P1
N P
1
Y B
P2
N P
2
Y B
'
N' Y B
61
N 6
A1
Y B
62
N
F2
N 6
A2
Y B
60
N
F0
N 6
A0
Y S >2.E.1?
X )ombinazione caratteristica .rara/, generalmente impiegata per gli stati limite di esercizio .SL2/ irreversibili e nelle verifiche
alle tensioni ammissibili di cui al 2.J"
P
1
Y P
2
Y ' Y 6
A1
Y
F2
N 6
A2
Y
F0
N 6
A0
Y S >2.E.2?
X )ombinazione frequente, generalmente impiegata per gli stati limite di esercizio .SL2/ reversibili"
P
1
Y P
2
Y ' Y
11
N 6
A1
Y
22
N 6
A2
Y
20
N 6
A0
Y S >2.E.0?
X )ombinazione quasi permanente .SL2/, generalmente impiegata per gli effetti a lungo termine"
P
1
Y P
2
Y ' Y
21
N 6
A1
Y
22
N 6
A2
Y
20
N 6
A0
Y S >2.E.4?
X )ombinazione sismica, impiegata per gli stati limite ultimi e di esercizio connessi allazione sismica 2"
2 Y P
1
Y P
2
Y ' Y
21
N 6
A1
Y
22
N 6
A2
Y S >2.E.E?
X )ombinazione eccezionale, impiegata per gli stati limite ultimi connessi alle azioni eccezionali ,"
P
1
Y P
2
Y ' Y ,
d
Y
21
N 6
A1
Y
22
N 6
A2
Y S >2.E.C?
Pli effetti dellOazione sismica saranno valutati tenendo conto delle masse associate ai seguenti carichi gravitazionali"
1 2 2 j kj
j
G G Q . + +

[2.E.J]
9elle combinazioni per gli SL2, e per la combinazione sismica ed eccezionale, si intende che vengano omessi i carichi 6
AR
che
danno un contributo favorevole ai fini delle verifiche e, se del caso, i carichi P
2
.
,ltre combinazioni sono da considerare in funzione di specifici aspetti .p. es. fatica, ecc./.
9elle formule sopra riportate il simbolo # vuol dire combinato con.
10 CAPITOLO 2
! valori dei coefficienti di combinazione
FR
,
1R
e
2R
sono dati nella Dab. 2.E.!. ! valori dei coefficienti parziali di sicurezza B
Pi
e B
6R
sono dati nel 2.C.1.
2.6. 2.6. 2.6. 2.6. AZIONI NELLE VERIFIC AZIONI NELLE VERIFIC AZIONI NELLE VERIFIC AZIONI NELLE VERIFICHE A!LI STATI LIMITE HE A!LI STATI LIMITE HE A!LI STATI LIMITE HE A!LI STATI LIMITE
Le verifiche agli stati limite devono essere eseguite per tutte le pi gravose condizioni di carico che possono agire sulla struttura,
valutando gli effetti delle combinazioni definite nel 2.E.0.
2.6.1. 2.6.1. 2.6.1. 2.6.1. STATI LIMITE ULTIMI STATI LIMITE ULTIMI STATI LIMITE ULTIMI STATI LIMITE ULTIMI
9elle verifiche agli stati limite ultimi si distinguono"
X lo stato limite di equilibrio come corpo rigido" E*U
X lo stato limite di resistenza della struttura compresi gli elementi di fondazione" STR
X lo stato limite di resistenza del terreno" +EO
<atte salve tutte le prescizioni fornite nei capitoli successivi delle presenti norme, la Dab. 2.C.! riporta i valori dei coefficienti par#
ziali B
<
da assumersi per la determinazione degli effetti delle azioni nelle verifiche agli stati limite ultimi.
'er le verifiche nei confronti dello stato limite ultimo di equilibrio come corpo rigido .26+/ si utilizzano i coefficienti B
<
riportati
nella colonna 26+ della Dabella 2.C.!.
'er la progettazione di componenti strutturali che non coinvolgano azioni di tipo geotecnico, le verifiche nei confronti degli stati
limite ultimi strutturali .SD:/ si eseguono adottando i coefficienti B
<
riportati nella colonna ,1 della Dabella 2.C.!.
'er la progettazione di elementi strutturali che coinvolgano azioni di tipo geotecnico .plinti, platee, pali, muri di sostegno, .../ le
verifiche nei confronti degli stati limite ultimi strutturali .SD:/ e geotecnici .P24/ si eseguono adottando due possibili approcci
progettuali, fra loro alternativi.
9ell$pproccio %, le verifiche possono essere condotte con due diverse combinazioni di gruppi di coefficienti parziali, rispettivamente
definiti per le azioni .B
<
/, per la resistenza dei materiali .B
(
/ e, eventualmente, per la resistenza globale del sistema .B
:
/. 9ella Com&
binazione % dell$pproccio %, per le azioni si impiegano i coefficienti B
<
riportati nella colonna ,1 della Dabella 2.C.!. 9ella Combinazione
' dell$pproccio %, si impiegano invece i coefficienti B
<
riportati nella colonna ,2. !n tutti i casi, sia nei confronti del dimensionamento
strutturale, sia per quello geotecnico, si deve utilizzare la combinazione pi gravosa fra le due precedenti.
9ell$pproccio ' si impiega ununica combinazione dei gruppi di coefficienti parziali definiti per le ,zioni .B
<
/, per la resistenza
dei materiali .B
(
/ e, eventualmente, per la resistenza globale .B
:
/. !n tale approccio, per le azioni si impiegano i coefficienti B
<
ri#
portati nella colonna ,1.
! coefficienti B
(
e B
:
sono definiti nei capitoli successivi.

Tab. 2.,.I T Coefficienti parziali per le azioni o per l"effetto delle azioni nelle verifiche SLU
C"--$.$'t
/
<

E*U A1 A2
)arichi permanenti P1
<avorevoli
B
P1

F,K 1,F 1,F
Sfavorevoli 1,1 1,0 1,F
)arichi permanenti P2

<avorevoli
B
P2

F,F F,F F,F
Sfavorevoli 1,E 1,E 1,0
,zioni variabili 6
<avorevoli
B
6i

F,F F,F F,F
Sfavorevoli 1,E 1,E 1,0


9ella Dab. 2.C.! il significato dei simboli il seguente"
B
P1
coefficiente parziale dei carichi permanenti P1%
B
P2
coefficiente parziale dei carichi permanenti P2%
B
6i
coefficiente parziale delle azioni variabili 6.
9el caso in cui lazione sia costituita dalla spinta del terreno, per la scelta dei coefficienti parziali di sicurezza valgono le indica#
zioni riportate nel )apitolo C.
!l coefficiente parziale della precompressione si assume pari a B
'
@ 1,F.
,ltri valori di coefficienti parziali sono riportati nei capitoli successivi con riferimento a particolari azioni specifiche.
2.6.2. 2.6.2. 2.6.2. 2.6.2. STATI LIMITE DI ESER STATI LIMITE DI ESER STATI LIMITE DI ESER STATI LIMITE DI ESERCIZIO CIZIO CIZIO CIZIO
Le verifiche agli stati limite di esercizio riguardano le voci riportate al 2.2.2.
SICUREZZA E PRESTAZIONI ATTESE 11
9el )apitolo 4, per le condizioni non sismiche, e nel )apitolo J, per le condizioni sismiche, sono date specifiche indicazioni sulle
verifiche in questione, con riferimento ai diversi materiali strutturali.
2.". 2.". 2.". 2.". VERIFICHE ALLE TENSI VERIFICHE ALLE TENSI VERIFICHE ALLE TENSI VERIFICHE ALLE TENSIONI AMMISSIBILI ONI AMMISSIBILI ONI AMMISSIBILI ONI AMMISSIBILI
LA COMMISSIONE PROPONE DI ELIMINARE LINTERO PARA+RAFO. LA DECISIONE E DEMANDATA ALLESAME
DEL CONSI+LIO SUPERIORE DEI LL.PP. I' .a0" 1$ )$2$'a&$"' )$2$'a# $) #$.3$a2" a) 4 2.5.3
IL CNI5 )ATE $) CTA )ORDIN+6MI CONDIVIDONO LELIMINAZIONE
:elativamente ai metodi di calcolo, dOobbligo il (etodo agli stati limite di cui al 2.C.
Limitatamente alle costruzioni di tipo 1 e 2 e )lasse duso ! e !! .Dab. 2.4.!a e 2.4.!b/, per le quali, agli SL-, agS U F,FJg , nei riguardi
dello Stato Limite di Salvaguardia delle -ita .SL-/ definito al 0.2.1, ammesso il (etodo di verifica alle tensioni ammissibili.
'er tali verifiche si deve fare riferimento alle norme tecniche di cui al 5( LL'' 14 febbraio 1KK2, per le strutture in calcestruzzo e
in acciaio, al 5( LL'' 2F novembre 1K*J, per le strutture in muratura e al 5( LL'' 11 marzo 1K** per le opere e i sistemi geo#
tecnici.
Le norme dette si debbono in tal caso applicare integralmente, salvo per i materiali e i prodotti, le azioni e il collaudo statico, per i
quali valgono le prescrizioni riportate nelle presenti norme tecniche.
Le azioni sismiche debbono essere valutate assumendo pari a E il grado di sismicit$ S, quale definito al I.4 del 5( LL'' 1C
gennaio 1KKC, ed assumendo le modalit$ costruttive e di calcolo di cui al 5( LL'' citato, nonch7 alla )ircolare LL'' 1F aprile
1KKJ, n. CE3,,.PP. e relativi allegati.
12 CAPITOLO 2









CAPITOLO CAPITOLO CAPITOLO CAPITOLO 3. 3. 3. 3.
AZIONI SULLE COSTRUZIONI
14 CAPITOLO 3
3.1. 3.1. 3.1. 3.1. OPERE CIVILI E INDUS OPERE CIVILI E INDUS OPERE CIVILI E INDUS OPERE CIVILI E INDUSTRIALI TRIALI TRIALI TRIALI
3.1.1. 3.1.1. 3.1.1. 3.1.1. GENERALIT GENERALIT GENERALIT GENERALIT
Nel presente paragrafo vengono definiti i carichi, nominali e/o caratteristici, relativi a costruzioni per uso civile o industriale. La
descrizione e la definizione dei carichi devono essere espressamente indicate negli elaborati progettuali.
I carichi sono in genere da considerare come applicati staticamente, salvo casi particolari in cui gli effetti dinamici devono essere
debitamente valutati. Oltre che nella situazione definitiva duso, si devono considerare le azioni agenti in tutte le fasi esecutive
della costruzione.
3.1.2. 3.1.2. 3.1.2. 3.1.2. PESI PROPRI DEI MATE PESI PROPRI DEI MATE PESI PROPRI DEI MATE PESI PROPRI DEI MATERIALI STRUTTURALI RIALI STRUTTURALI RIALI STRUTTURALI RIALI STRUTTURALI
Le azioni permanenti gravitazionali associate ai pesi propri dei materiali strutturali sono derivate dalle dimensioni geometriche e
dai pesi dellunit di volume dei materiali con cui sono realizzate le parti strutturali della costruzione. Per i materiali pi comuni
possono essere assunti i valori dei pesi dellunit di volume riportati nella !ab. ".#.I.

Tab. 3.1.I - Pesi dellunit di volume dei principali materiali
MATERIALI
PESO UNIT DI VOLUME
$%N/m&'
Calcestruzz ce!e"tz e !alte
(alcestruzzo ordinario )*,+
(alcestruzzo armato ,e/o precompresso- ).,+
(alcestruzzi /leggeri01 da determinarsi caso per caso #*,+ 2 )+,+
(alcestruzzi /pesanti01 da determinarsi caso per caso )3,+ 2 .+,+
4alta di calce #3,+
4alta di cemento )#,+
(alce in polvere #+,+
(emento in polvere #*,+
5abbia #6,+
Metall e le#$e
7cciaio 63,.
8hisa 6),.
7lluminio )6,+
Materale la%&e'
!ufo vulcanico #6,+
(alcare compatto )9,+
(alcare tenero )),+
8esso #",+
8ranito )6,+
Laterizio ,pieno- #3,+
Le#"a!
(onifere e pioppo *,+ 2 9,+
Latifoglie ,escluso pioppo- 9,+ 2 3,+
S'sta"ze (are
7c:ua dolce ,chiara- ;,3#
7c:ua di mare ,chiara- #+,#
(arta #+,+
<etro ).,+
Per materiali strutturali non compresi nella !ab. ".#.I si potr far riferimento a specifiche indagini sperimentali o a normative o
documenti di comprovata validit, trattando i valori nominali come valori caratteristici.
3.1.3. 3.1.3. 3.1.3. 3.1.3. CARICHI PERMANENTI N CARICHI PERMANENTI N CARICHI PERMANENTI N CARICHI PERMANENTI NON STRUTTURALI ON STRUTTURALI ON STRUTTURALI ON STRUTTURALI
5ono considerati carichi permanenti non strutturali i carichi presenti sulla costruzione durante il suo normale esercizio, :uali
:uelli relativi a tamponature esterne, divisori interni, massetti, isolamenti, pavimenti e rivestimenti del piano di calpestio, intona=
ci, controsoffitti, impianti ed altro, ancorch> in :ualche caso sia necessario considerare situazioni transitorie in cui essi non siano
presenti.
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 15
Le azioni permanenti gravitazionali associate ai pesi propri dei materiali non strutturali sono derivate dalle dimensioni geometri=
che e dai pesi dellunit di volume dei materiali con cui sono realizzate le parti non strutturali della costruzione. I pesi dellunit
di volume dei materiali non strutturali possono essere ricavati dalla !ab. ".#.I, ovvero da specifiche indagini sperimentali o da
normative o da documenti di comprovata validit, trattando i valori nominali come valori caratteristici.
In linea di massima, in presenza di orizzontamenti anche con orditura unidirezionale ma con capacit di ripartizione trasversale,
i carichi permanenti non strutturali potranno assumersi, per le verifiche dinsieme, come uniformemente ripartiti. In caso contra=
rio, occorre valutarne le effettive distribuzioni.
I tramezzi e gli impianti leggeri degli edifici per abitazioni e per uffici potranno assumersi, in genere, come carichi e:uivalenti
distribuiti, purch> i solai abbiano adeguata capacit di ripartizione trasversale.
Per gli orizzontamenti degli edifici per abitazioni e per uffici, il peso proprio di elementi divisori interni potr essere ragguagliato
ad un carico permanente uniformemente distribuito g
)
, purch> vengano adottate le misure costruttive atte ad assicurare una ade=
guata ripartizione del carico. Il carico uniformemente distribuito g
)
potr essere definito facendo ricorso a normative o a docu=
menti di comprovata validit.
8li elementi divisori interni con peso proprio elevato devono essere considerati in fase di progettazione, tenendo conto del loro
effettivo posizionamento sul solaio.
3.1.4. 3.1.4. 3.1.4. 3.1.4. CARICHI IMPOSTI CARICHI IMPOSTI CARICHI IMPOSTI CARICHI IMPOSTI
I carichi imposti, o sovraccarichi, comprendono i carichi legati alla destinazione duso dellopera? i modelli di tali azioni possono
essere costituiti da1
= carichi verticali uniformemente distribuiti :
%

= carichi verticali concentrati @
%

= carichi orizzontali lineari A
%

I valori nominali e/o caratteristici di :
%
, @
%
ed A
%
sono riportati nella !ab. ".#.II. !ali valori sono comprensivi degli effetti dinamici
ordinari, purch> non vi sia rischio di risonanza delle strutture.

Tab. 3.1.II = Valori dei carichi imposti per le diverse categorie duso delle costruzioni
Cat. A!be"t
)
*

+*N,!
-
.
/
*

+*N.
0
*

+*N,!.
7
A!be"t a& us' res&e"zale


7ree per attivit domestiche e residenziali ,compre=
se le camere e le corsie degli ospedali? le camere, le
cucine e i bagni degli alberghi e degli ostelli-
),++ ),++ #,++
5cale comuni *,++ *,++ #,++
Balconi e ballatoi *,++ ",++ #,++
B
U11c
(at. B# Cffici non aperti al pubblico ),++ ),++ #,++
(at. B) Cffici aperti al pubblico ",++ ),++ #,++
5cale comuni, balconi e ballatoi *,++ *,++ #,++
(
A!be"t suscettbl & a11'lla!e"t'
(at. (# 7ree con tavoli, :uali scuole, caffD, ristoran=
ti, sale per banchetti, lettura e ricevimento
",++ ",++ #,++
(at. () 7ree con posti a sedere fissi, :uali chiese,
teatri, cinema, sale per conferenze e attesa, aule
universitarie e aule magne
*,++ *,++ #,++
(at. (" 7mbienti privi di ostacoli al movimento
delle persone, :uali musei, sale per esposizioni,
aree daccesso a uffici, alberghi e ospedali, atri di
stazioni ferroviarie
.,++ .,++ #,++
(at. (*. 7ree con possibile svolgimento di attivit
fisiche, :uali sale da ballo, palestre, palcoscenici.
.,++ .,++ #,++
(at. (.. 7ree suscettibili di grandi affollamenti,
:uali edifici per eventi pubblici, sale da concerto,
palazzetti per lo sport e relative tribune, gradinate e
piattaforme ferroviarie.
.,++ .,++ ",++
5cale comuni, balconi e ballatoi
5econdo categoria duso, con le se=
guenti limitazioni
E *,++ E *,++ E ),++
F
A!be"t a& us' c'!!ercale
(at. F# Negozi *,++ *,++ #,++
(at. F) (entri commerciali, mercati, grandi magaz=
zini
.,++ .,++ #,++
5cale comuni, balconi e ballatoi 5econdo categoria duso
G Aree %er !!a#azz"a!e"t' e us' c'!!ercale
16 CAPITOLO 3
Cat. A!be"t
)
*

+*N,!
-
.
/
*

+*N.
0
*

+*N,!.
(at. G# 7ree per accumulo di merci e relative aree
daccesso, :uali biblioteche, archivi, magazzini,
depositi, laboratori manifatturieri
E 9,++ 6,++ #,++H
(at. G) 7mbienti ad uso industriale da valutarsi caso per caso
I=8
R!esse e aree %er tra11c' & (ec'l 2esclus
%'"t3

(at. I Jimesse, aree per traffico, parcheggio e sosta
di veicoli leggeri ,peso a pieno carico fino a "+ %N.
),.+ ) K #+,++ #,++HH
(at. 8 7ree per traffico e parcheggio di veicoli me=
di ,peso a pieno carico compreso fra "+ %N e #9+
%N-, :uali rampe daccesso, zone di carico e scarico
merci.
da valutarsi caso per caso
A=I=L
C'%erture
(at. A (operture accessibili per sola manutenzione
e riparazione
+,.+ #,)+ #,++
(at. I (operture praticabili di ambienti di categoria
duso compresa fra 7 e F
secondo categorie di appartenenza
(at. L (operture per usi speciali, :uali impianti,
eliporti.
da valutarsi caso per caso

H non comprende le azioni orizzontali eventualmente esercitate dai materiali immagazzinati.
HH per i soli parapetti o partizioni nelle zone pedonali. Le azioni sulle barriere esercitate dagli automezzi dovranno essere
valutate caso per caso.
I valori riportati nella !ab. ".#.II sono riferiti a condizioni di uso corrente delle rispettive categorie. 7ltri regolamenti potranno
imporre valori superiori, in relazione ad esigenze specifiche.
In presenza di carichi atipici ,:uali macchinari, serbatoi, depositi interni, impianti, ecc.- le intensit devono essere valutate caso
per caso, in funzione dei massimi prevedibili1 tali valori dovranno essere indicati esplicitamente nelle documentazioni di progetto
e di collaudo statico.
3.1.4.1 CARIC0I IMPOSTI VERTICALI UNI5ORMEMENTE DISTRI6UITI
7nalogamente ai carichi permanenti non strutturali definiti al M ".#." ed in linea di massima, in presenza di orizzontamenti anche
con orditura unidirezionale ma con capacit di ripartizione trasversale, i carichi imposti potranno assumersi, per la verifica
dinsieme, come uniformemente ripartiti. In caso contrario, occorre valutarne le effettive distribuzioni.
Per le categorie duso 7, B, (, F, A e I, i carichi imposti verticali che agiscono su di singolo elemento strutturale facente parte di
un orizzontamento ,ad esempio una trave-, possono essere ridotti in base allestensione dellarea di influenza di competenza
dellelemento stesso. 7nalogamente, per le sole categorie duso da 7 a F, potranno essere ridotte le componenti di sollecitazione
indotte dai carichi imposti agenti su membrature verticali, tra i :uali pilastri o setti, facenti parte di edifici multipiano con pi di )
piani. I criteri di riduzione dei carichi imposti e delle sollecitazioni da essi indotte potranno essere definiti facendo ricorso a nor=
mative o a documenti di comprovata validit.
3.1.4.- CARIC0I IMPOSTI VERTICALI CONCENTRATI
I carichi imposti verticali concentrati @
%
riportati nella !ab. ".#.II formano oggetto di verifiche locali distinte e non si combinano
con i carichi verticali ripartiti utilizzati nelle verifiche delledificio nel suo insieme? essi devono essere applicati su impronte di
carico appropriate allutilizzo ed alla forma dellorizzontamento? in assenza di precise indicazioni puN essere considerata una
forma dellimpronta di carico :uadrata pari a .+ K .+ mm, salvo che per le rimesse ed i parcheggi, per i :uali i carichi si applicano
su due impronte di )++ K )++ mm, distanti assialmente #,3+ m.
3.1.4.3 CARIC0I IMPOSTI ORIZZONTALI LINEARI
I carichi imposti orizzontali lineari A
%
riportati nella !ab. ".#.II devono essere utilizzati per verifiche locali e non si combinano con
i carichi verticali ripartiti utilizzati nelle verifiche delledificio nel suo insieme.
I carichi imposti orizzontali lineari devono essere applicati alle pareti alla :uota di #,)+ m dal rispettivo piano di calpestio? devo=
no essere applicati ai parapetti o ai mancorrenti alla :uota del bordo superiore.
Le verifiche locali riguardano, in relazione alle condizioni duso, gli elementi verticali bidimensionali :uali i tramezzi, le pareti, i
tamponamenti esterni, comun:ue realizzati, con lesclusione dei divisori mobili ,che comun:ue devono garantire sufficiente sta=
bilit in esercizio-.
Il soddisfacimento di :uesta prescrizione puN essere documentato anche per via sperimentale, e comun:ue mettendo in conto i
vincoli che il manufatto possiede e tutte le risorse che il tipo costruttivo consente.
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 17
3.2. 3.2. 3.2. 3.2. AZIONE SISMICA AZIONE SISMICA AZIONE SISMICA AZIONE SISMICA
Le azioni sismiche di progetto, in base alle :uali valutare il rispetto dei diversi stati limite considerati, si definiscono a partire dal=
la /pericolosit sismica di base0 del sito di costruzione e sono funzione delle caratteristiche morfologiche e stratigraficheche de=
terminano la risposta sismica locale.
La pericolosit sismica D definita in termini di accelerazione orizzontale massima attesa a
g
in condizioni di campo libero su sito di
riferimento rigido con superficie topografica orizzontale ,di categoria A come definita al M ".).)-, nonch> di ordinate dello spettro
di risposta elastico in accelerazione ad essa corrispondente 5
e
,!-, con riferimento a prefissate probabilit di eccedenza P
<
J

come
definite nel M ".).#, nel periodo di riferimento <
J
, come definito nel M ).*. In alternativa D ammesso luso di accelerogrammi, pur=
ch> correttamente commisurati alla pericolosit sismica locale del sito della costruzione.
7i fini della presente normativa le forme spettrali sono definite, per ciascuna delle probabilit di superamento P
<
J
nel periodo di
riferimento <
J
, a partire dai valori dei seguenti parametri su sito di riferimento rigido orizzontale1
a
g
accelerazione orizzontale massima al sito?
I
o
valore massimo del fattore di amplificazione dello spettro in accelerazione orizzontale?
H
(
! valore di riferimento per la determinazione del periodo di inizio del tratto a velocit costante dello spettro in accelerazione
orizzontale.
In allegato alla presente norma, per tutti i siti considerati, sono forniti i valori di a
g
, I
o
e
*
C
T necessari per la determinazione delle
azioni sismiche.
3.2.1. 3.2.1. 3.2.1. 3.2.1. STATI LIMITE E RELAT STATI LIMITE E RELAT STATI LIMITE E RELAT STATI LIMITE E RELATIVE PROBABILIT DI S IVE PROBABILIT DI S IVE PROBABILIT DI S IVE PROBABILIT DI SUPERAMENTO UPERAMENTO UPERAMENTO UPERAMENTO
Nei confronti delle azioni sismiche gli stati limite, sia di esercizio che ultimi, sono individuati riferendosi alle prestazioni della
costruzione nel suo complesso, includendo gli elementi strutturali, :uelli non strutturali e gli impianti.
8li stati limite di esercizio ,5LG- comprendono1
= Stat' L!te & O%erat(t7 ,5LO-1 a seguito del terremoto la costruzione nel suo complesso, includendo gli elementi struttura=
li, :uelli non strutturali e le apparecchiature rilevanti alla sua funzione, non deve subire danni ed interruzioni dOuso significa=
tivi?
= Stat' L!te & Da""' ,5LF-1 a seguito del terremoto la costruzione nel suo complesso, includendo gli elementi strutturali,
:uelli non strutturali e le apparecchiature rilevanti alla sua funzione, subisce danni tali da non mettere a rischio gli utenti e da
non compromettere significativamente la capacit di resistenza e di rigidezza nei confronti delle azioni verticali ed orizzontali,
mantenendosi immediatamente utilizzabile pur nellinterruzione duso di parte delle apparecchiature.
8li stati limite ultimi ,5LC- comprendono1
= Stat' L!te & sal(a#uar&a &ella Vta ,5L<-1 a seguito del terremoto la costruzione subisce rotture e crolli dei componenti
non strutturali ed impiantistici e significativi danni dei componenti strutturali cui si associa una perdita significativa di rigi=
dezza nei confronti delle azioni orizzontali? la costruzione conserva invece una parte della resistenza e rigidezza per azioni
verticali e un margine di sicurezza nei confronti del collasso per azioni sismiche orizzontali?
= Stat' L!te & %re(e"z'"e &el C'llass' ,5L(-1 a seguito del terremoto la costruzione subisce gravi rotture e crolli dei compo=
nenti non strutturali ed impiantistici e danni molto gravi dei componenti strutturali? la costruzione conserva ancora un margine di
sicurezza per azioni verticali ed un esiguo margine di sicurezza nei confronti del collasso per azioni orizzontali.
Le probabilit di superamento nel periodo di riferimento P
<
J
, cui riferirsi per individuare lazione sismica agente in ciascuno de=
gli stati limite considerati, sono riportate nella !ab. ".).I.
Tab. 3.-.I P Probabilit di superamento P
<
J
in funzione dello stato limite considerato
Stat L!te P
<
J
8 Pr'bablt7 & su%era!e"t' "el %er'&' & r1er!e"t' V
R

5tati limite di esercizio
5LO 3#Q
5LF 9"Q
5tati limite ultimi
5L< #+Q
5L( .Q
@ualora la protezione nei confronti degli stati limite di esercizio sia di prioritaria importanza, i valori di P
<
J
forniti in tabella
devono essere ridotti in funzione del grado di protezione che si vuole raggiungere.
3.2.2 3.2.2 3.2.2 3.2.2 CATEGORIE DI SOTTOSU CATEGORIE DI SOTTOSU CATEGORIE DI SOTTOSU CATEGORIE DI SOTTOSUOLO E CONDIZIONI TOP OLO E CONDIZIONI TOP OLO E CONDIZIONI TOP OLO E CONDIZIONI TOPOGRAFICHE OGRAFICHE OGRAFICHE OGRAFICHE
Categorie di sottosuolo
7i fini della definizione dellazione sismica di progetto, si deve valutare leffetto della risposta sismica locale mediante specifi=
che analisi, da eseguire con le modalit indicate nel M 6.##.". In alternativa si puN fare riferimento a un approccio semplificato
che si basa sulla classificazione del sottosuolo, :ualora le condizioni stratigrafiche e le propriet dei terreni siano chiaramente
riconducibili alle categorie definite in !ab. ".).II.
Iatta salva la necessit della caratterizzazione geotecnica dei terreni nel volume significativo, intesa come la parte di sottosuolo
18 CAPITOLO 3
influenzata, direttamente o indirettamente, dalla costruzione del manufatto e che influenza il manufatto stesso, la misura diretta
della velocit di propagazione delle onde di taglio, <5, D fortemente raccomandata ai fini della classificazione del sottosuolo. @ue=
sta si effettua in base alle condizioni stratigrafiche ed ai valori della velocit e:uivalente di propagazione delle onde di taglio, <5,e:
,in m/s-, definita dallespressione1
S,eq
N
i
S,i
i 1
H
V
h
V
=
=


[".).#]
con1
hi spessore delli=esimo strato?
<5,i velocit delle onde di taglio nelli=esimo strato?
N numero di strati?
A profondit del substrato, definito come :uella formazione costituita da roccia o terreno molto rigido, caratterizzata da <5
non inferiore a 3++ m/s.
Per le fondazioni superficiali, la profondit del substrato D riferita al piano di imposta delle stesse, mentre per le fondazioni su
pali D riferita alla testa dei pali. Nel caso di opere di sostegno di terreni naturali, la profondit D riferita alla testa dellopera. Per
muri di sostegno di terrapieni, la profondit D riferita al piano di imposta della fondazione.
Per depositi con profondit A del substrato superiore a "+ m, la velocit e:uivalente delle onde di taglio <5,"+ D definita dal para=
metro <5,"+, ottenuto ponendo AR"+ m nella precedente espressione e considerando le propriet degli strati di terreno fino a tale
profondit.
Le categorie di sottosuolo che permettono lutilizzo dellapproccio semplificato sono definite in !ab. ".).II.

Tab. 3.-.II 9 Categorie di sottosuolo che permettono lutilizzo dellapproccio semplificato.
Cate#'ra Descrz'"e
A Ammassi rocciosi affioranti o terreni molto rigidi caratterizzati da valori
di velocit delle onde di taglio superiori a 3++ m/s, eventualmente
comprendenti in superficie terreni di caratteristiche meccaniche pi
scadenti con spessore massimo pari a " m.
6 Rocce tenere e depositi di terreni a grana grossa molto addensati o terreni a
grana fina molto consistenti, caratterizzati da un miglioramento delle
propriet meccaniche con la profondit e da valori di velocit e:uiva=
lente compresi tra "9+ m/s e 3++ m/s.
C Depositi di terreni a grana grossa mediamente addensati o terreni a grana fina
mediamente consistenti con profondit del substrato superiori a "+ m, ca=
ratterizzati da un miglioramento delle propriet meccaniche con la pro=
fondit e da valori di velocit e:uivalente compresi tra #3+ m/s e "9+
m/s.
D Depositi di terreni a grana grossa scarsamente addensati o di terreni a grana
fina scarsamente consistenti con profondit del substrato superiori a "+
m, caratterizzati da un miglioramento delle propriet meccaniche con
la profondit e da valori di velocit e:uivalente compresi tra #++ e
#3+ m/s.
E
!erreni con caratteristiche e valori di velocit e"uivalente riconducibili a "uelle
definite per le categorie C o D, con profondit del substrato non superiore
a "+ m.

Per :ueste cin:ue categorie di sottosuolo, le azioni sismiche sono definibili come descritto al M ".)." delle presenti norme.
Per :ualsiasi condizione di sottosuolo non classificabile nelle categorie precedenti, D necessario predisporre specifiche analisi di ri=
sposta locale per la definizione delle azioni sismiche.

Condizioni topografiche
Per condizioni topografiche complesse D necessario predisporre specifiche analisi di risposta sismica locale. Per configurazioni
superficiali semplici si puN adottare la seguente classificazione ,!ab. ".).III-1


Tab. 3.-.III 9 Categorie topografiche
Cate#'ra Caratterstc$e &ella su%er1ce t'%'#ra1ca
!# 5uperficie pianeggiante, pendii e rilievi isolati con inclinazione media i S #.T
!) Pendii con inclinazione media i U #.T
!" Jilievi con larghezza in cresta molto minore che alla base e inclinazione media
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 19
#.T S i S "+T
!*
Jilievi con larghezza in cresta molto minore che alla base e inclinazione media i U
"+T
Le suesposte categorie topografiche si riferiscono a configurazioni geometriche prevalentemente bidimensionali, creste o dorsali
allungate, e devono essere considerate nella definizione dellazione sismica se di altezza maggiore di "+ m.
3.2.3. 3.2.3. 3.2.3. 3.2.3. VALUTAZIONE DELLAZI VALUTAZIONE DELLAZI VALUTAZIONE DELLAZI VALUTAZIONE DELLAZIONE SISMICA ONE SISMICA ONE SISMICA ONE SISMICA
3.-.3.1 DESCRIZIONE DEL MOTO SISMICO IN SUPER5ICIE E SUL PIANO DI 5ONDAZIONE
7i fini delle presenti norme lOazione sismica D caratterizzata da " componenti traslazionali, due orizzontali contrassegnate da V ed
W ed una verticale contrassegnata da X, da considerare tra di loro indipendenti. 5alvo :uanto specificato nel M 6.## per le opere e i
sistemi geotecnici, la componente verticale verr considerata ove espressamente specificato ,v. (ap. 6- e purch> il sito nel :uale
sorge la costruzione sia caratterizzato da unaccelerazione al suolo, cosY come definita nel seguente M".).".), pari ad agZ E +,#.g .
Le componenti possono essere descritte, in funzione del tipo di analisi adottata, mediante una delle seguenti rappresentazioni1
= accelerazione massima in superficie?
= accelerazione massima e relativo spettro di risposta in superficie?
= accelerogramma.
5ulla base di apposite analisi di risposta sismica locale si puN poi passare dai valori in superficie ai valori sui piani di riferimento
definiti nel M ".).)? in assenza di tali analisi lazione in superficie puN essere assunta come agente su tali piani.
Le due componenti ortogonali indipendenti che descrivono il moto orizzontale sono caratterizzate dallo stesso spettro di risposta
o dalle due componenti accelerometriche orizzontali del moto sismico.
La componente che descrive il moto verticale D caratterizzata dal suo spettro di risposta o dalla componente accelerometrica ver=
ticale. In mancanza di documentata informazione specifica, in via semplificata laccelerazione massima e lo spettro di risposta
della componente verticale attesa in superficie possono essere determinati sulla base dellaccelerazione massima e dello spettro di
risposta delle due componenti orizzontali. La componente accelerometrica verticale puN essere correlata alle componenti accele=
rometriche orizzontali del moto sismico.
@uale che sia la probabilit di superamento P
<
J
nel periodo di riferimento <
J
, la definizione degli spettri di risposta elastici, degli
spettri di risposta di progetto e degli accelerogrammi D fornita ai paragrafi successivi
3.-.3.- SPETTRO DI RISPOSTA ELASTICO IN ACCELERAZIONE
Lo spettro di risposta elastico in accelerazione D espresso da una forma spettrale ,spettro normalizzato- riferita ad uno smorza=
mento convenzionale del .Q, moltiplicata per il valore della accelerazione orizzontale massima a
g
su sito di riferimento rigido
orizzontale. 5ia la forma spettrale che il valore di a
g
variano al variare della probabilit di superamento nel periodo di riferimento
P
<
J

,vedi M ).* e M ".).#-.
8li spettri cosY definiti possono essere utilizzati per strutture con periodo fondamentale minore o uguale a *,+ s. Per strutture con
periodi fondamentali superiori lo spettro deve essere definito da apposite analisi ovvero lazione sismica deve essere descritta
mediante accelerogrammi.
3.-.3.-.1 S%ettr' & rs%'sta elastc' " acceleraz'"e &elle c'!%'"e"t 'rzz'"tal
Lo spettro di risposta elastico in accelerazione della componente orizzontale del moto sismico, 5
e
, D definito dalle espressioni se=
guenti1
+ ! [ !
B

(

|
|

\
|


+ =
B o B
o g e
T
T
1
F
1
T
T
F S a ) T ( S

[".).)]
!
B
! [ !
(

o g e
F S a ) T ( S =

!
(
! [ !
F
|

\
|
=
T
T
F S a ) T ( S
C
o g e

!
F
!
|

\
|
=
2
D C
o g e
T
T T
F S a ) T ( S

nelle :uali1
! D il periodo proprio di vibrazione?
5 D il coefficiente che tiene conto della categoria di sottosuolo e delle condizioni topografiche mediante la relazione seguente
5 R5
5
5
!
[".)."]
20 CAPITOLO 3
essendo 5
5
il coefficiente di amplificazione stratigrafica ,vedi !ab. ".).I<- e 5
!
il coefficiente di amplificazione topografica ,vedi
!ab. ".).<-?
\ D il fattore che altera lo spettro elastico per coefficienti di smorzamento viscosi convenzionali ] diversi dal .Q, mediante la
relazione
( ) 10 / 5 0, 55 , = + [".).*]
dove ] ,espresso in percentuale- D valutato sulla base dei materiali, della tipologia strutturale e del terreno di fondazione.
I
o
D il fattore che :uantifica lamplificazione spettrale massima, su sito di riferimento rigido orizzontale, ed ha valore minimo
pari a ),)?
!
(
D il periodo corrispondente allinizio del tratto a velocit costante dello spettro, dato dalla relazione

*
C C C
T C T , = [".)..]
dove1
H
(
! D definito al M ".) e (
(
D un coefficiente funzione della categoria di sottosuolo ,vedi !ab. ".).I<-?
!
B
D il periodo corrispondente allinizio del tratto dello spettro ad accelerazione costante, dato dalla relazione
" / ! !
( B
= [".).9]
!
F
D il periodo corrispondente allinizio del tratto a spostamento costante dello spettro, espresso in secondi mediante la relazione1

. 9 , #
g
a
+ , * !
g
F
+ =
[".).6]
Per categorie speciali di sottosuolo, per determinati sistemi geotecnici o se si intenda aumentare il grado di accuratezza nella
previsione dei fenomeni di amplificazione, le azioni sismiche da considerare nella progettazione possono essere determinate
mediante pi rigorose analisi di risposta sismica locale. @ueste analisi presuppongono unadeguata conoscenza delle propriet
geotecniche dei terreni e, in particolare, delle relazioni sforzi=deformazioni in campo ciclico, da determinare mediante specifiche
indagini e prove.
In mancanza di tali determinazioni, per le componenti orizzontali del moto e per le categorie di sottosuolo di fondazione definite
nel M ".).), la forma spettrale su sottosuolo di categoria A D modificata attraverso il coefficiente stratigrafico 5
5
, il coefficiente to=
pografico 5
!
e il coefficiente (
(
che modifica il valore del periodo !
(
.
Amplificazione stratigrafica
Per sottosuolo di categoria A i coefficienti 5
5
e (
(
valgono #.
Per le categorie di sottosuolo 6, C, D ed E i coefficienti 5
5
e (
(
possono essere calcolati, in funzione dei valori di I
o
e
H
(
! relativi al
sottosuolo di categoria A, mediante le espressioni fornite nella !ab. ".).I<, nelle :uali g R ;,3# m/s
)
D laccelerazione di gravit e
H
(
! D espresso in secondi.


Tab. 3.-.IV 9 #spressioni di $
5
e di C
(

Cate#'ra s'tt'su'l' S
S
C
C

A #,++ #,++
6 )+ , #
g
a
I *+ , + *+ , # ++ , #
g
o

)+ , + H
(
- ! , #+ , #


C .+ , #
g
a
I 9+ , + 6+ , # ++ , #
g
o

"" , + H
(
- ! , +. , #


D 3+ , #
g
a
I .+ , # *+ , ) ;+ , +
g
o

.+ , + H
(
- ! , ). , #


E 9+ , #
g
a
I #+ , # ++ , ) ++ , #
g
o

*+ , + H
(
- ! , #. , #



Amplificazione topografica
Per tener conto delle condizioni topografiche e in assenza di specifiche analisi di risposta sismica locale, si utilizzano i valori del
coefficiente topografico 5
!
riportati nella !ab. ".).<, in funzione delle categorie topografiche definite nel M ".).) e dellubicazione
dellopera o dellintervento.



Tab. 3.-.V 9 Valori massimi del coefficiente di amplificazione topografica 5
!

Cate#'ra t'%'#ra1ca Ubcaz'"e &ell:'%era ' &ell:"ter(e"t' S
T

!# = #,+
!) In corrispondenza della sommit del pendio #,)
!" In corrispondenza della cresta di un rilievo con #,)
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 21
pendenza media minore o uguale di "+T
!* In corrispondenza della cresta di un rilievo con
pendenza media maggiore di "+T
#,*

La variazione spaziale del coefficiente di amplificazione topografica D definita da un decremento lineare con laltezza del pendio
o del rilievo, dalla sommit o dalla cresta, dove 5! assume il valore massimo riportato nella !ab. ".).<, fino alla base, dove 5
!
as=
sume valore unitario.
3.-.3.-.- S%ettr' & rs%'sta elastc' " acceleraz'"e &ella c'!%'"e"te (ertcale
Lo spettro di risposta elastico in accelerazione della componente verticale del moto sismico, 5
ve
, D definito dalle espressioni1
+ ! [ !
B

ve g v
B o B
T 1 T
S (T) a S F 1
T F T
( | |
= +
( |

( \

[".).3]
!
B
! [ !
(
ve g v
S (T) a S F =
!
(
! [ !
F

C
ve g v
T
S (T) a S F
T
| |
=
|
\

!
F
!
C D
ve g v 2
T T
S (T) a S F
T
| |
=
|
\

nelle :uali1
! D il periodo proprio di vibrazione ,in direzione verticale-?
I
v
D il fattore che :uantifica lamplificazione spettrale massima, in termini di accelerazione orizzontale massima del terreno a
g
su
sito di riferimento rigido orizzontale, mediante la relazione1

0,5
g
v o
a
F 1,35 F
g
| |
=
|
\
[".).;]
I valori di a
g
, I
o
, 5, \ sono definiti nel M ".).".).# per le componenti orizzontali del moto sismico? i valori di 5
5
, !
B,
!
(
e !
F
, salvo
pi accurate determinazioni, sono riportati nella !ab. ".).<I.

Tab. 3.-.VI - Valori dei parametri dello spettro di risposta elastico della componente verticale
Cate#'ra & s'tt'su'l' S
S
T
6
T
C
T
D

A; 6; C; D; E #,+ +,+. s +,#. s #,+ s

Per tener conto delle condizioni topografiche, in assenza di specifiche analisi si utilizzano i valori del coefficiente topografico 5!
riportati in !ab. ".).<.
3.-.3.-.3 S%ettr' & rs%'sta elastc' " s%'sta!e"t' &elle c'!%'"e"t 'rzz'"tal
Lo spettro di risposta elastico in spostamento delle componenti orizzontali 5
Fe
,!- si ricava dalla corrispondente risposta in accele=
razione 5
e
,!- mediante la seguente espressione1

)
)
!
K - ! , 5 - ! , 5
e Fe
|

\
|

=
[".).#+]
purch> il periodo proprio di vibrazione ! non ecceda i valori !
G
indicati in !ab. ".).<II.

Tab. 3.-.VII % Valori dei parametri !
G
e !
I

Cate#'ra s'tt'su'l' T
E
+s. T
5
+s.
A *,. #+,+
6 .,+ #+,+
C; D; E 9,+ #+,+

Per periodi di vibrazione eccedenti !
G
, le ordinate dello spettro possono essere ottenute dalle formule seguenti1
( )
E
E F De g C D o o
F e
F De g
T T
T T T S (T) 0, 025 a S T T F 1 F
T T
T T S (T) d
(

< = +
(

(

> =
[".).##]
dove tutti i simboli sono gi stati definiti, ad eccezione di d
g
, definito nel M ".).".".
3.-.3.3 SPOSTAMENTO ORIZZONTALE E VELOCIT ORIZZONTALE DEL TERRENO
I valori dello spostamento orizzontale d
g
e della velocit orizzontale v
g
massimi del terreno sono dati dalle seguenti espressioni1
22 CAPITOLO 3
F ( g g
! ! 5 a +). , + d =
[".).#)]
( g g
! 5 a #9 , + v =
dove a
g
, 5, !
(
, !
F
assumono i valori gi utilizzati al M ".).".).#.
3.-.3.4 SPETTRI DI RISPOSTA DI PRO<ETTO PER LO STATO LIMITE DI OPERATIVIT 2SLO3
Per lo stato limite di operativit lo spettro di risposta di progetto 5
d
,!- da utilizzare, sia per le componenti orizzontali che per la
componente verticale, D lo spettro di risposta elastico corrispondente, riferito alla probabilit di superamento nel periodo di rife=
rimento P
<
J

considerata ,v. MM ).* e ".).#-.
3.-.3.= SPETTRI DI RISPOSTA DI PRO<ETTO PER <LI STATI LIMITE DI DANNO 2SLD3; DI SALVA<UARDIA DELLA VITA 2SLV3 E DI
PREVENZIONE DEL COLLASSO 2SLC3
@ualora le verifiche agli stati limite di danno e di salvaguardia della vita non vengano effettuate tramite luso di opportuni acce=
lerogrammi ed analisi dinamiche al passo, ai fini del progetto o della verifica delle costruzioni le capacit dissipative delle strut=
ture possono essere considerate attraverso una riduzione delle forze elastiche, che tenga conto in modo semplificato della capaci=
t dissipativa anelastica della struttura, della sua sovraresistenza, dellincremento del suo periodo proprio di vibrazione a seguito
delle plasticizzazioni. In tal caso, lo spettro di risposta di progetto 5
d
,!- da utilizzare, sia per le componenti orizzontali, sia per la
componente verticale, D lo spettro di risposta elastico corrispondente riferito alla probabilit di superamento nel periodo di rife=
rimento P
<
J

considerata ,v. MM ).* e ".).#-, con le ordinate ridotte sostituendo nelle formule $".).)' ,per le componenti orizzontali-
e nelle formule $".).3' ,per le componenti verticali- \ con #/:, dove : D il fattore di comportamento definito nel (apitolo 6.
5i assumer comun:ue 5
d
,!- E +,)a
g
.
Il fattore di comportamento par lo stato limite di salvaguardia della vita e per lo stato limite di danno devono essere scelti in mo=
do che le ordinate dello spettro di progetto per lo stato limite di salvaguardia della vita non siano mai inferiori a :uelle dello spet=
tro di progetto per lo stato limite di danno. Le verifiche allo stato limite di prevenzione del collasso ,5L(-, a meno di specifiche
indicazioni, si svolgeranno soltanto in termini di duttilit e solo :ualora le verifiche in duttilit siano richieste ,v.M6.".9.#-, accer=
tando che la capacit in duttilit locale e globale della costruzione sia almeno pari1
a #,. volte la domanda in duttilit valutata in corrispondenza dello 5L<, nel caso si utilizzino modelli lineari,
alla domanda in duttilit allo 5L(, nel caso si utilizzino modelli non lineari.
3.-.3.> IMPIE<O DI ACCELERO<RAMMI
8li stati limite, ultimi e di esercizio, possono essere verificati mediante luso di accelerogrammi artificiali, simulati o naturali. (ia=
scun accelerogramma descrive una componente, orizzontale o verticale, dellazione sismica? linsieme delle tre componenti ,due
orizzontali, tra loro ortogonali, ed una verticale- costituisce un gruppo di accelerogrammi.
La durata degli accelerogrammi artificiali deve essere stabilita sulla base della magnitudo e degli altri parametri fisici che deter=
minano la scelta del valore di a
g
e di 5
5
. In assenza di studi specifici la durata della parte pseudo=stazionaria degli accelerogram=
mi deve essere almeno pari a #+ s? la parte pseudo=stazionaria deve essere preceduta e seguita da tratti di ampiezza crescente da
zero e decrescente a zero, in modo che la durata complessiva dellaccelerogramma sia non inferiore a ). s.
8li accelerogrammi artificiali devono avere uno spettro di risposta elastico coerente con lo spettro di risposta adottato nella pro=
gettazione. La coerenza con lo spettro di risposta elastico D da verificare in base alla media delle ordinate spettrali ottenute con i
diversi accelerogrammi, per un coefficiente di smorzamento viscoso e:uivalente ] del .Q. LOordinata spettrale media non deve
presentare uno scarto in difetto superiore al #+Q, rispetto alla corrispondente componente dello spettro elastico, in alcun punto
del maggiore tra gli intervalli +,#.s 2 ),+s e +,#.s 2 )!, in cui ! D il periodo proprio di vibrazione della struttura in campo elastico,
per le verifiche agli stati limite ultimi, e +,#. s 2 #,. !, per le verifiche agli stati limite di esercizio. Nel caso di costruzioni con iso=
lamento sismico, il limite superiore dellintervallo di coerenza D assunto pari a #,) !
is
, essendo !
is
il periodo e:uivalente della
struttura isolata, valutato per gli spostamenti del sistema disolamento prodotti dallo stato limite in esame.
Luso di accelerogrammi artificiali non D ammesso nelle analisi dinamiche di opere e sistemi geotecnici.
Luso di accelerogrammi generati mediante simulazione del meccanismo di sorgente e della propagazione D ammesso a condi=
zione che siano adeguatamente giustificate le ipotesi relative alle caratteristiche sismogenetiche della sorgente e del mezzo di
propagazione.
Luso di accelerogrammi registrati D ammesso, a condizione che la loro scelta sia rappresentativa della sismicit del sito e sia
adeguatamente giustificata in base alle caratteristiche sismogenetiche della sorgente, alle condizioni del sito di registrazione, alla
magnitudo, alla distanza dalla sorgente e alla massima accelerazione orizzontale attesa al sito.
8li accelerogrammi registrati devono essere selezionati e scalati in modo tale che i relativi spettri di risposta approssimino gli spet=
tri di risposta elastici nel campo dei periodi propri di vibrazione di interesse per il problema in esame. Nello specifico la compatibi=
lit con lo spettro di risposta elastico deve essere verificata in base alla media delle ordinate spettrali ottenute con i diversi accele=
rogrammi, per un coefficiente di smorzamento viscoso e:uivalente ] del .Q. LOordinata spettrale media non deve presentare uno
scarto in difetto superiore al #+Q ed uno scarto in eccesso superiore al "+Q, rispetto alla corrispondente componente dello spettro
elastico in alcun punto dellintervallo dei periodi propri di vibrazione di interesse per lopera in esame per i diversi stati limite. Oc=
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 23
corre comun:ue evitare che gli spettri di risposta relativi ai singoli accelerogrammi registrati si discostino troppo, sia in difetto che
in eccesso, dallo spettro di risposta elastico di riferimento nel campo di periodi propri di vibrazione di interesse per il problema in
esame.
7l fine di soddisfare il re:uisito della spettro=compatibilit sopra citato, gli accelerogrammi registrati possono essere scalati line=
armente in ampiezza. ^ tuttavia necessario limitare il fattore di scala in modo da non alterare eccessivamente i segnali e renderli
incompatibili alla magnitudo e alla distanza epicentrale degli eventi sismici a cui sono riferiti.
3.2. 3.2. 3.2. 3.2.4 44 4. .. . EFFETTI DELLA VARIAB EFFETTI DELLA VARIAB EFFETTI DELLA VARIAB EFFETTI DELLA VARIABILIT SPAZIALE DEL M ILIT SPAZIALE DEL M ILIT SPAZIALE DEL M ILIT SPAZIALE DEL MOTO OTO OTO OTO
3.-.4.1 VARIA6ILIT SPAZIALE DEL MOTO
Nei punti di contatto con il terreno di opere con sviluppo planimetrico significativo, il moto sismico puN avere caratteristiche
differenti, a causa del carattere asincrono del fenomeno di propagazione, delle disomogeneit e delle discontinuit eventualmente
presenti, e della diversa risposta locale del terreno.
Fegli effetti sopra indicati dovr tenersi conto :uando essi possono essere significativi e in ogni caso :uando le condizioni di sotto=
suolo siano cosY variabili lungo lo sviluppo dellopera da richiedere luso di accelerogrammi o di spettri di risposta diversi.
In assenza di modelli fisicamente pi accurati e adeguatamente documentati, un criterio di prima approssimazione per tener con=
to della variabilit spaziale del moto sismico consiste nel sovrapporre agli effetti dinamici, valutati ad esempio con lo spettro di
risposta, gli effetti pseudo=statici indotti dagli spostamenti relativi.
Nel dimensionamento delle strutture in elevazione tali effetti possono essere trascurati :uando il sistema fondazione=terreno sia
sufficientemente rigido da rendere minimi gli spostamenti relativi. Negli edifici ciN avviene, ad esempio, :uando si collegano in
modo opportuno i plinti di fondazione.
8li effetti dinamici possono essere valutati adottando ununica azione sismica, corrispondente alla categoria di sottosuolo che in=
duce le sollecitazioni pi severe.
@ualora lopera sia suddivisa in porzioni, ciascuna fondata su sottosuolo di caratteristiche ragionevolmente omogenee, per cia=
scuna di esse si adotter lappropriata azione sismica.
3.-.4.- SPOSTAMENTO ASSOLUTO E RELATIVO DEL TERRENO
Il valore dello spostamento assoluto orizzontale massimo del suolo ,d
g
- puN ottenersi utilizzando lespressione $".).#)'.
Nel caso in cui sia necessario valutare gli effetti della variabilit spaziale del moto richiamati nel paragrafo precedente, il valore
dello spostamento relativo tra due punti i e _ caratterizzati dalle propriet stratigrafiche del rispettivo sottosuolo ed il cui moto
possa considerarsi indipendente, puN essere stimato secondo lespressione seguente1

)
g_
)
gi maK i_
d d ). , # d + =
[".).#"]
dove d
gi
e d
g_
sono rispettivamente gli spostamenti massimi del suolo nei punti i e _, calcolati con riferimento alle caratteristiche
locali del sottosuolo.
Il moto di due punti del terreno puN considerarsi indipendente per punti posti a distanze notevoli, in relazione al tipo di
sottosuolo? il moto D reso indipendente anche dalla presenza di forti variabilit orografiche tra i punti.
In assenza di forti discontinuit orografiche, lo spostamento relativo tra punti a distanza K ,in m- si puN valutare con
lespressione1

(

+ =

6 , +
s
- v / K , ). , #
+ i_ maK i_ + i_ i_
e # - d d , d - K , d
[".).#*]
dove v
s
D la velocit di propagazione delle onde di taglio in m/s e d
i_+
, spostamento relativo tra due punti a piccola distanza, D da=
to dallespressione

ij0 gi gj
d (x) 1, 25 d d = . [".).#.]
Per punti che ricadano su sottosuoli differenti a distanza inferiore a )+ m, lo spostamento relativo D rappresentato da d
i_+
? se i
punti ricadono su sottosuolo dello stesso tipo, lo spostamento relativo puN essere stimato, anzich> con lespressione $".).#*', con
le espressioni
ijmax
ij
s
d
d (x) 2, 3x
v
=

per sottosuolo tipo F,

[".).#9]
ijmax
ij
s
d
d (x) 3, 0x
v
=

per sottosuolo di tipo diverso da F.

Per la determinazione delle sollecitazioni indotte nei ponti dagli spostamenti relativi del terreno, si potranno utilizzare criteri ri=
portati in documenti di comprovata validit.
24 CAPITOLO 3
3.3. 3.3. 3.3. 3.3. AZIONI DEL VENTO AZIONI DEL VENTO AZIONI DEL VENTO AZIONI DEL VENTO
Il vento, la cui direzione si considera generalmente orizzontale, esercita sulle costruzioni azioni che variano nel tempo e nello
spazio provocando, in generale, effetti dinamici.
Per le costruzioni usuali tali azioni sono convenzionalmente ricondotte alle azioni statiche e:uivalenti definite al M ".".". Per le
costruzioni di forma o tipologia inusuale, oppure di grande altezza o lunghezza, o di rilevante snellezza e leggerezza, o di note=
vole flessibilit e ridotte capacit dissipative, il vento puN dare luogo ad effetti la cui valutazione richiede luso di metodologie di
calcolo e sperimentali adeguate allo stato dellarte.
3.3. 3.3. 3.3. 3.3.1 11 1. .. . VELOCIT VELOCIT VELOCIT VELOCIT BASE BASE BASE BASE DI RIFERIMENTO DI RIFERIMENTO DI RIFERIMENTO DI RIFERIMENTO
La velocit base di riferimento v
b
D il valore medio su #+ minuti, a #+ m di altezza sul suolo su un terreno pianeggiante e omoge=
neo di categoria di esposizione II ,vedi !ab. ".".II-, riferito ad un periodo di ritorno !J R .+ anni.
In mancanza di specifiche ed adeguate indagini statistiche v
b
D data dallespressione1
b b,0 a
v v c =
[".".#]
v
b+
D la velocit base di riferimento al livello del mare, assegnata nella !ab. ".".I in funzione della zona in cui sorge la co=
struzione ,Iig. ".".#-?
c
a
D il coefficiente di altitudine fornito dalla relazione1
a s 0
s
a a 0 s
0
c 1 per a a
a
c 1 k 1 per a a 1500 m
a
=
| |
= + <
|
\
[".".#.b]
dove1
a
+
, %
a
sono parametri forniti nella !ab. ".".I in funzione della zona in cui sorge la costruzione ,Iig. ".".#-?
a
s
D laltitudine sul livello del mare del sito ove sorge la costruzione.
!ale zonazione non tiene conto di aspetti specifici e locali che, se necessario, dovranno essere definiti singolarmente.

Tab. 3.3.I =Valori dei parametri v
b,+
, a
+
, %
a

Z'"a Descrz'"e (
b;?
+!,s. a
?
+!. *
a

#
<alle d7osta, Piemonte, Lombardia, !rentino 7lto 7dige,
<eneto, Iriuli <enezia 8iulia ,con leccezione della pro=
vincia di !rieste-
). #+++ +,*+
) Gmilia Jomagna ). 6.+ +,*.
"
!oscana, 4arche, Cmbria, Lazio, 7bruzzo, 4olise, Puglia,
(ampania, Basilicata, (alabria ,esclusa la provincia di
Jeggio (alabria-
)6 .++ +,"6
* 5icilia e provincia di Jeggio (alabria )3 .++ +,"9
.
5ardegna ,zona a oriente della retta congiungente (apo
!eulada con lIsola di 4addalena-
)3 6.+ +,*+
9
5ardegna ,zona a occidente della retta congiungente (apo
!eulada con lIsola di 4addalena-
)3 .++ +,"9
6 Liguria )3 #+++ +,.*
3 Provincia di !rieste "+ #.++ +,.+
; Isole ,con leccezione di 5icilia e 5ardegna- e mare aperto "# .++ +,")

Per altitudini superiori a #.++ m sul livello del mare, i valori della velocit base di riferimento possono essere ricavati da da
opportuna documentazione o da indagini statistiche adeguatamente comprovate, riferite alle condizioni locali di clima e di
esposizione. Iatte salve tali valutazioni, comun:ue raccomandate in prossimit di vette e crinali, i valori utilizzati non dovranno
essere minori di :uelli previsti per #.++ m di altitudine.
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 25

5#. 3.3.1 = &appa delle zone in cui ' suddiviso il territorio italiano
3.3.2. 3.3.2. 3.3.2. 3.3.2. VELOCIT DI RIFERIME VELOCIT DI RIFERIME VELOCIT DI RIFERIME VELOCIT DI RIFERIMENTO NTO NTO NTO
La velocit di riferimento v
r
D il valore medio su #+ minuti, a #+ m di altezza dal suolo su un terreno pianeggiante e omogeneo di
categoria di esposizione II ,vedi !ab. ".".II-, riferito al periodo di ritorno di progetto !J. !ale velocit D definita dalla relazione1
r b r
v v c =
[".".)]
dove
vb D la velocit base di riferimento, di cui al M ".".#?
cr D il coefficiente di ritorno, funzione del periodo di ritorno di progetto !J.
In mancanza di specifiche e adeguate indagini statistiche, il coefficiente di ritorno D fornito dalla relazione1
r
R
r
R
1
c = 0.75 1- 0.2ln -ln 1- per 5 T 50
T
1
c = 0.65 1- 0.138ln -ln 1- per T 50
T
( | |

( |
( \
( | |

>
( | `
( \ )
R
R

["."."]
dove !J D il periodo di ritorno espresso in anni.
Ove non specificato diversamente, si assumer !J R .+ anni. Per unopera di nuova realizzazione in fase di costruzione per una
durata prevista in sede di progetto non superiore a tre mesi, si assumer !J . anni. Per unopera di nuova realizzazione, in fase
di costruzione per una durata prevista in sede di progetto compresa fra tre mesi ed un anno, si assumer !J #+ anni. Per le co=
struzioni di durabilit straordinaria o per le :uali uninterruzione di operativit o un eventuale collasso comporti gravi conse=
guenze, si assumer !J #++ anni.
3.3.3. 3.3.3. 3.3.3. 3.3.3. AZIONI STATICHE EQUI AZIONI STATICHE EQUI AZIONI STATICHE EQUI AZIONI STATICHE EQUIVALENTI VALENTI VALENTI VALENTI
Le azioni del vento sono costituite da pressioni e depressioni agenti normalmente alle superfici, sia esterne che interne, degli ele=
menti che compongono la costruzione ,M ".".*-.
Lazione del vento sui singoli elementi che compongono la costruzione va determinata considerando la combinazione pi
gravosa delle pressioni agenti sulle due facce di ogni elemento.

Nel caso di costruzioni di grande estensione, si deve inoltre tenere conto delle azioni tangenti esercitate dal vento ,M ".".*-..
Lazione dinsieme esercitata dal vento su una costruzione D data dalla risultante delle azioni sui singoli elementi, considerando
come direzione del vento :uella corrispondente ad uno degli assi principali della pianta della costruzione? in casi particolari, co=
me ad esempio per le torri a base :uadrata o rettangolare, si deve considerare anche lipotesi di vento spirante secondo la dire=
zione di una delle diagonali.
3.3.4. 3.3.4. 3.3.4. 3.3.4. PRESSIONE DEL VENTO PRESSIONE DEL VENTO PRESSIONE DEL VENTO PRESSIONE DEL VENTO
La pressione del vento D data dallespressione1
p R :
r
c
e
c
p
c
d
[".".*]
dove
:
r
D la pressione cinetica di riferimento di cui al M ".".9?
c
e
D il coefficiente di esposizione di cui al M ".".6?
c
p
D il coefficiente di pressione di cui al M ".".3?
26 CAPITOLO 3
c
d
D il coefficiente dinamico di cui al M ".".;.
3.3.5. 3.3.5. 3.3.5. 3.3.5. AZIONE TANGEN AZIONE TANGEN AZIONE TANGEN AZIONE TANGENTE TE TE TE DEL VENTO DEL VENTO DEL VENTO DEL VENTO
Lazione tangente per unit di superficie parallela alla direzione del vento D data dallespressione1
p
f
R :
r
c
e
c
f
["."..]
dove
:
r
D la pressione cinetica di riferimento di cui al M ".".9?
c
e
D il coefficiente di esposizione di cui al M ".".6?
c
f
D il coefficiente dattrito di cui al M ".".3.
3.3.6. 3.3.6. 3.3.6. 3.3.6. PRESSIONE CINETICA D PRESSIONE CINETICA D PRESSIONE CINETICA D PRESSIONE CINETICA DI RIFERIMENTO I RIFERIMENTO I RIFERIMENTO I RIFERIMENTO
La pressione cinetica di riferimento :
r
D data dallespressione1

2
r r
1
q v
2
= [".".9]
dove
v
r
D la velocit di riferimento del vento di cui al M ".".)?
D la densit dellaria assunta convenzionalmente costante e pari a #,). %g/m&.
Gsprimendo in %g/m& e vr in m/s, :r risulta espresso in N/m
)
.
3.3.. 3.3.. 3.3.. 3.3.. COEFFICIENTE DI ESPO COEFFICIENTE DI ESPO COEFFICIENTE DI ESPO COEFFICIENTE DI ESPOSIZIONE SIZIONE SIZIONE SIZIONE
Il coefficiente di esposizione c
e
dipende dallaltezza z sul suolo del punto considerato, dalla topografia del terreno e dalla catego=
ria di esposizione del sito ove sorge la costruzione. In assenza di analisi specifiche che tengano in conto la direzione di prove=
nienza del vento e leffettiva scabrezza e topografia del terreno che circonda la costruzione, per altezze sul suolo non maggiori di
z R )++ m, esso D dato dalla formula1
( ) ( ) ( )
( ) ( )
2
e r t 0 t 0 min
e e min min
c z k c ln z z 7 c ln z z per z z
c z c z per z < z
= + (

=
[".".6]
dove
%
r
, z
+
, z
min
sono assegnati in !ab. ".".II in funzione della categoria di esposizione del sito ove sorge la costruzione?
c
t
D il coefficiente di topografia.

Tab. 3.3.II = Parametri per la definizione del coefficiente di esposizione
Cate#'ra & es%'sz'"e &el st' @
r
z
?
+!. z
!"
+!.
I +,#6 +,+# )
II +,#; +,+. *
III +,)+ +,#+ .
I< +,)) +,"+ 3
< +,)" +,6+ #)

La categoria di esposizione D assegnata nella Iig. ".".) in funzione della posizione geografica del sito ove sorge la costruzione e
della classe di rugosit del terreno definita in !ab. ".".III. Nelle fasce entro *+ %m dalla costa, la categoria di esposizione D indi=
pendente dallaltitudine del sito.
Il coefficiente di topografia c
t
D posto generalmente pari a #, sia per le zone pianeggianti sia per :uelle ondulate, collinose e mon=
tane. In :uesto caso, la Iig. "."." riporta le leggi di variazione di c
e
per le diverse categorie di esposizione.
Nel caso di costruzioni ubicate presso la sommit di colline o pendii isolati, il coefficiente di topografia c
t
puN essere ricavato da dati
suffragati da opportuna documentazione.

Tab. 3.3.III - Classi di rugosit del terreno
Classe & ru#'st7 &el terre"' Descrz'"e
7
7ree urbane in cui almeno il #.Q della superficie sia coperto da
edifici la cui altezza media superi i #. m
B 7ree urbane ,non di classe 7-, suburbane, industriali e boschive
(
7ree con ostacoli diffusi ,alberi, case, muri, recinzioni,....-? aree
con rugosit non riconducibile alle classi 7, B, F
F
a- 4are e relativa fascia costiera ,entro ) %m dalla costa-?
b- Lago ,con larghezza massima pari ad almeno # %m- e relativa
fascia costiera ,entro # %m dalla costa-
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 27
Classe & ru#'st7 &el terre"' Descrz'"e
c- 7ree prive di ostacoli o con al pi rari ostacoli isolati ,aperta
campagna, aeroporti, aree agricole, pascoli, zone paludose o
sabbiose, superfici innevate o ghiacciate, ....-
Lassegnazione della classe di rugosit non dipende dalla conformazione orografica e topografica del ter=
reno. 5i puN assumere che il sito appartenga alla (lasse 7 o B, purch> la costruzione si trovi nellarea rela=
tiva per non meno di # %m e comun:ue per non meno di )+ volte laltezza della costruzione, per tutti i
settori di provenienza del vento ampi almeno "+T. 5i deve assumere che il sito appartenga alla (lasse F,
:ualora la costruzione sorga nelle aree indicate con le lettere a- o b-, oppure entro un raggio di # %m da
essa vi sia un settore ampio "+T, dove il ;+Q del terreno sia del tipo indicato con la lettera c-. Laddove
sussistano dubbi sulla scelta della classe di rugosit, si deve assegnare la classe pi sfavorevole ,lazione
del vento D in genere minima in (lasse 7 e massima in (lasse F-.





5#. 3.3.- = Definizione delle categorie di esposizione

5#. 3.3.3 A Andamento del coefficiente di esposizione c
e
in funzione dellaltezza sul suolo (per c
t
R #)
3.3.!. 3.3.!. 3.3.!. 3.3.!. COEFFICIENT COEFFICIENT COEFFICIENT COEFFICIENTI II I AERODINAMIC AERODINAMIC AERODINAMIC AERODINAMICI II I
Il coefficiente di pressione cp dipende dalla tipologia e dalla geometria della costruzione e dal suo orientamento rispetto alla dire=
zione del vento.
Il coefficiente dattrito cf dipende dalla scabrezza della superficie sulla :uale il vento esercita lazione tangente.
Gntrambi :uesti coefficienti, definiti coefficienti aerodinamici, possono essere ricavati da dati suffragati da opportuna documen=
tazione o da prove sperimentali in galleria del vento.
28 CAPITOLO 3
3.3.". 3.3.". 3.3.". 3.3.". COEFFICIENTE DINAMIC COEFFICIENTE DINAMIC COEFFICIENTE DINAMIC COEFFICIENTE DINAMICO OO O
Il coefficiente dinamico tiene conto degli effetti riduttivi associati alla non contemporaneit delle massime pressioni locali e degli
effetti amplificativi dovuti alla risposta dinamica della struttura. Gsso puN essere ricavato da dati suffragati da opportuna docu=
mentazione, o tramite metodi analitici, numerici e/o sperimentali adeguatamente comprovati.
3.3.1#. 3.3.1#. 3.3.1#. 3.3.1#. AVVERTENZE PROGETTUA AVVERTENZE PROGETTUA AVVERTENZE PROGETTUA AVVERTENZE PROGETTUALI LI LI LI
Le azioni del vento sui ponti lunghi, sugli edifici alti e pi in generale sulle costruzioni di grandi dimensioni o di forma non sim=
metrica, possono dare luogo a forze trasversali alla direzione del vento e a momenti torcenti di notevoli intensit che possono es=
sere ulteriormente amplificati dalla risposta dinamica della struttura.
7gli ultimi piani degli edifici alti, le azioni del vento possono causare oscillazioni ,soprattutto accelerazioni di piano- che spazia=
no, nei riguardi degli occupanti, dalla non percezione sino al fastidio e, in alcuni casi, allintollerabilit fisiologica.
Per strutture o elementi strutturali snelli di forma cilindrica, :uali ciminiere, pali di illuminazione, torri di telecomunicazioni, singoli
elementi di carpenteria si deve tenere conto degli effetti dinamici di risonanza dovuti al distacco alternato dei vortici dal corpo inve=
stito dal vento. !ali effetti possono risultare particolarmente gravosi nei riguardi della fatica.
Per strutture particolarmente deformabili, leggere e poco smorzate, linterazione del vento con la struttura puN dare luogo ad a=
zioni aeroelastiche, i cui effetti modificano le fre:uenze proprie e/o lo smorzamento della struttura sino a causare fenomeni di in=
stabilit, fra i :uali il galoppo, la divergenza torsionale ed il flutter. Il galoppo D tipico di cavi ghiacciati o percorsi da rivoli
dac:ua, elementi di carpenteria e pi in generale elementi strutturali di forma non circolare. La divergenza torsionale D tipica di
cartelloni pubblicitari e pi in generale di lastre molto sottili. Il flutter D tipico di ponti sospesi o strallati o di profili alari.
Per strutture o elementi strutturali ravvicinati e di analoga forma, ad esempio edifici alti, serbatoi, torri di refrigerazione, ponti,
ciminiere, cavi, elementi di carpenteria e tubi, possono manifestarsi fenomeni di interferenza tali da modificare gli effetti che il
vento causerebbe se agisse sulle stesse strutture o elementi strutturali isolati. !ali effetti possono incrementare le azioni statiche,
dinamiche e aeroelastiche del vento in modo estremamente severo.
In tutti i casi sopra citati si raccomanda di fare ricorso a dati suffragati da opportuna documentazione, o ricavati per mezzo di
metodi analitici, numerici e/o sperimentali adeguatamente comprovati.
3.4. 3.4. 3.4. 3.4. AZIONI DELLA NEVE AZIONI DELLA NEVE AZIONI DELLA NEVE AZIONI DELLA NEVE
3.4.1. 3.4.1. 3.4.1. 3.4.1. CARICO CARICO CARICO CARICO D DD DELL ELL ELL ELLA A A A NEVE NEVE NEVE NEVE SULLE COPERTURE SULLE COPERTURE SULLE COPERTURE SULLE COPERTURE
Il carico provocato dalla neve sulle coperture sar valutato mediante la seguente espressione1

s sk i E t
q q C C = [".*.#]
dove1
:
s%
D il valore di riferimento del carico della neve al suolo, di cui al M ".*.)?
`
i
D il coefficiente di forma della copertura, di cui al M ".*."?
(
G
D il coefficiente di esposizione di cui al M ".*.*?
(
t
D il coefficiente termico di cui al M ".*...
5i assume che il carico della neve agisca in direzione verticale e lo si riferisce alla proiezione orizzontale della superficie della co=
pertura.
3.4.2. 3.4.2. 3.4.2. 3.4.2. VALORE VALORE VALORE VALORE DI RIFERIMENTO DI RIFERIMENTO DI RIFERIMENTO DI RIFERIMENTO DEL CARICO DEL CARICO DEL CARICO DEL CARICO D DD DELL ELL ELL ELLA A A A NEVE AL SUOLO NEVE AL SUOLO NEVE AL SUOLO NEVE AL SUOLO
Il carico della neve al suolo dipende dalle condizioni locali di clima e di esposizione, considerata la variabilit delle precipitazioni
nevose da zona a zona.
In mancanza di adeguate indagini statistiche e specifici studi locali, che tengano conto sia dellaltezza del manto nevoso che della
sua densit, il carico di riferimento della neve al suolo, per localit poste a :uota inferiore a #.++ m sul livello del mare, non do=
vr essere assunto minore di :uello calcolato in base alle espressioni riportate nel seguito, cui corrispondono valori associati ad
un periodo di ritorno pari a .+ anni per le varie zone indicate nella Iig. ".*.#. !ale zonazione non tiene conto di aspetti specifici e
locali che, se necessario, dovranno essere definiti singolarmente.
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 29

5#. 3.4.1 % *one di carico della neve

Nelle espressioni seguenti, laltitudine di riferimento a
s
,espressa in m- D la :uota del suolo sul livello del mare nel sito dove D re=
alizzata la costruzione.
Z'"a I A Al%"a
7osta, Belluno, Bergamo, Biella, Bolzano, Brescia, (omo, (uneo, Lecco, Pordenone, 5ondrio, !orino, !rento, Cdine, <erbano=
(usio=Ossola, <ercelli, <icenza1
:
s%
R #,.+ %N/m
)
a
s
S )++ m
$".*.)'
:
s%
R #,"; $# a ,a
s
/6)3-
)
' %N/m
)

a
s
U )++ m

Z'"a I A Me&terra"ea
7lessandria, 7ncona, 7sti, Bologna, (remona, IorlY=(esena, Lodi, 4ilano, 4odena, 4onza Brianza, Novara, Parma, Pavia, Pesa=
ro e Crbino, Piacenza, Javenna, Jeggio Gmilia, Jimini, !reviso, <arese1
:
s%
R #,.+ %N/m
)
a
s
S )++ m
$".*."'
:
s%
R #,". $# a ,a
s
/9+)-b' %N/m
)
a
s
U )++ m
Z'"a II
7rezzo, 7scoli Piceno, Bari, Barletta=7ndria=!rani, (ampobasso, (hieti, Iermo, Ierrara, Iirenze, Ioggia, 8enova, 8orizia, Imperia,
Isernia, La 5pezia, Lucca, 4acerata, 4antova, 4assa (arrara, Padova, Perugia, Pescara, Pistoia, Prato, Jovigo, 5avona, !eramo,
!rieste, <enezia, <erona1
:
s%
R #,++ %N/m
)
a
s
S )++ m
$".*.*'
:
s%
R +,3. $# a ,a
s
/*3#-b' %N/m
)
a
s
U )++ m
Z'"a III
7grigento, 7vellino, Benevento, Brindisi, (agliari, (altanisetta, (arbonia=Iglesias, (aserta, (atania, (atanzaro, (osenza, (rotone,
Gnna, Irosinone, 8rosseto, L7:uila, Latina, Lecce, Livorno, 4atera, 4edio (ampidano, 4essina, Napoli, Nuoro, Ogliastra, Olbia=
!empio, Oristano, Palermo, Pisa, Potenza, Jagusa, Jeggio (alabria, Jieti, Joma, 5alerno, 5assari, 5iena, 5iracusa, !aranto, !erni,
!rapani, <ibo <alentia, <iterbo1
:
s%
R +,9+ %N/m
)
a
s
S )++ m
$".*..'
:
s%
R +,.# $# a ,a
s
/*3#-b' %N/m
)
a
s
U )++ m
Per altitudini superiori a #.++ m sul livello del mare si dovr fare riferimento alle condizioni locali di clima e di esposizione uti=
lizzando comun:ue valori di carico neve non inferiori a :uelli previsti per #.++ m.
30 CAPITOLO 3
3.4. 3.4. 3.4. 3.4.3 33 3. .. . COEFFICIENTE DI FORM COEFFICIENTE DI FORM COEFFICIENTE DI FORM COEFFICIENTE DI FORMA DELLE A DELLE A DELLE A DELLE COPERTURE COPERTURE COPERTURE COPERTURE
3.4.3.1 <ENERALITA:
I coefficienti di forma delle coperture dipendono dalla forma stessa della copertura e dallinclinazione sullorizzontale delle sue
parti componenti e dalle condizioni climatiche locali del sito ove sorge la costruzione.
In assenza di dati suffragati da opportuna documentazione, i valori nominali del coefficiente di forma `
#
delle coperture ad una o
a due falde possono essere ricavati dalla !ab. ".*.II, essendo c, espresso in gradi sessagesimali, langolo formato dalla falda con
lorizzontale.

Tab. 3.4.II 9 Valori del coefficiente di forma
C'e11ce"te & 1'r!a ?BC D C 3?B 3?B E D E >?B D F >?B

#
+,3
"+
- 9+ ,
3 , +

+,+

5i assume che la neve non sia impedita di scivolare. 5e lestremit pi bassa della falda termina con un parapetto, una barriera od
altre ostruzioni, allora il coefficiente di forma non potr essere assunto inferiore a +,3 indipendentemente dallangolo c.
Per coperture a pi falde, per coperture con forme diverse, cosY come per coperture contigue a edifici pi alti o per accumulo di
neve contro parapetti o pi in generale per altre situazioni ritenute significative dal progettista si deve fare riferimento a
normative o documenti di comprovata validit.
3.4.3.- COPERTURA AD UNA 5ALDA
Nel caso delle coperture ad una falda, si deve considerare la condizione di carico riportata in Iig. ".*.).

5#. 3.4.- A Condizioni di carico per coperture ad una falda
3.4.3.3 COPERTURA A DUE 5ALDE
Nel caso delle coperture a due falde, si devono considerare le tre condizioni di carico alternative, denominate Caso +, Caso ++ e Ca-
so +++ in Iig. ".*.".

5#. 3.4.3 A Condizioni di carico per coperture a due falde
3.4.4 3.4.4 3.4.4 3.4.4. .. . COEFFICIENTE DI ESPO COEFFICIENTE DI ESPO COEFFICIENTE DI ESPO COEFFICIENTE DI ESPOSIZIONE SIZIONE SIZIONE SIZIONE
Il coefficiente di esposizione (
G
tiene conto delle caratteristiche specifiche dellarea in cui sorge lopera. <alori consigliati di :ue=
sto coefficiente sono forniti in !ab. ".*.I per diverse classi di esposizione. 5e non diversamente indicato, si assumer (
G
R #.

Tab. 3.4.I % Valori di C
#
per diverse classi di esposizione
T'%'#ra1a Descrz'"e C
E

Battuta dai
venti
7ree pianeggianti non ostruite esposte su tutti i lati, senza costruzioni
o alberi pi alti
+,;
Normale
7ree in cui non D presente una significativa rimozione di neve sulla
costruzione prodotta dal vento, a causa del terreno, altre costruzioni o
alberi
#,+
Jiparata
7ree in cui la costruzione considerata D sensibilmente pi bassa del
circostante terreno o circondata da costruzioni o alberi pi alti
#,#
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 31
3.4. 3.4. 3.4. 3.4.5 55 5. .. . COEFFICIENTE TERMICO COEFFICIENTE TERMICO COEFFICIENTE TERMICO COEFFICIENTE TERMICO
Il coefficiente termico tiene conto della riduzione del carico della neve, a causa dello scioglimento della stessa, causata dalla per=
dita di calore della costruzione. !ale coefficiente dipende dalle propriet di isolamento termico del materiale utilizzato in coper=
tura. In assenza di uno specifico e documentato studio, deve essere posto (
t
R #.
3.5. 3.5. 3.5. 3.5. AZIONI DELLA TEMPERA AZIONI DELLA TEMPERA AZIONI DELLA TEMPERA AZIONI DELLA TEMPERATURA TURA TURA TURA
3.5.1. 3.5.1. 3.5.1. 3.5.1. GENERALIT GENERALIT GENERALIT GENERALIT
<ariazioni giornaliere e stagionali della temperatura esterna, irraggiamento solare e convezione comportano variazioni della di=
stribuzione di temperatura nei singoli elementi strutturali.
La severit delle azioni termiche D in generale influenzata da pi fattori, :uali le condizioni climatiche del sito, lesposizione, la
massa complessiva della struttura e la eventuale presenza di elementi non strutturali isolanti.
3.5.2. 3.5.2. 3.5.2. 3.5.2. TEMPERATURA DELLARI TEMPERATURA DELLARI TEMPERATURA DELLARI TEMPERATURA DELLARIA ESTERNA A ESTERNA A ESTERNA A ESTERNA
La temperatura dellaria esterna, !
est
, puN assumere il valore !
maK
o !
min
, definite rispettivamente come temperatura massima e=
stiva e minima invernale dellaria nel sito della costruzione, con riferimento ad un periodo di ritorno di .+ anni.
In mancanza di adeguate indagini statistiche basate su dati specifici relativi al sito in esame, !
maK
o !
min
dovranno essere calcolati
in base alle espressioni riportate nel seguito, per le varie zone indicate nella Iig. "...#. !ale zonazione non tiene conto di aspetti
specifici e locali che, se necessario, dovranno essere definiti singolarmente.


5#. 3.=.1 % *one della temperatura dellaria esterna.

Nelle espressioni seguenti, !
maK
o !
min
sono espressi in T(? laltitudine di riferimento a
s
,espressa in m- D la :uota del suolo sul li=
vello del mare nel sito dove D realizzata la costruzione.
Z'"a I
<alle d7osta, Piemonte, Lombardia, !rentino=7lto 7dige, <eneto, Iriuli=<enezia 8iulia, Gmilia Jomagna1

min s
T 15 4 a / 1000 = ["...#]

max s
T 42 6 a / 1000 = ["...)]
Z'"a II
Liguria, !oscana, Cmbria, Lazio, 5ardegna, (ampania, Basilicata1

min s
T 8 6 a / 1000 = ["..."]

max s
T 42 2 a / 1000 = ["...*]
Z'"a III
4arche, 7bruzzo, 4olise, Puglia1

min s
T 8 7 a / 1000 = ["....]

max s
T 42 0.3 a / 1000 = ["...9]
Z'"a IV
(alabria, 5icilia1
32 CAPITOLO 3

min s
T 2 9 a / 1000 = ["...6]

max s
T 42 2 a / 1000 = ["...3]
3.5.3. 3.5.3. 3.5.3. 3.5.3. TEMPERATURA DELLARI TEMPERATURA DELLARI TEMPERATURA DELLARI TEMPERATURA DELLARIA INTERNA A INTERNA A INTERNA A INTERNA
In mancanza di pi precise valutazioni, legate alla tipologia della costruzione ed alla sua destinazione duso, la temperatura
dellaria interna, !
int
, puN essere assunta pari a )+ T(.
3.5.4. 3.5.4. 3.5.4. 3.5.4. DISTRIBUZIONE DELLA DISTRIBUZIONE DELLA DISTRIBUZIONE DELLA DISTRIBUZIONE DELLA TEMPERATURA NEGLI EL TEMPERATURA NEGLI EL TEMPERATURA NEGLI EL TEMPERATURA NEGLI ELEMENTI STRUTTURALI EMENTI STRUTTURALI EMENTI STRUTTURALI EMENTI STRUTTURALI
Il campo di temperatura sulla sezione di un elemento strutturale monodimensionale con asse longitudinale K puN essere in
generale descritto mediante1
a) la componente uniforme d!
u
R ! e !
+
pari alla differenza tra la temperatura media attuale ! e :uella iniziale alla data della co=
struzione !
+
?
b) le componenti variabili con legge lineare secondo gli assi principali f e z della sezione, d!
4f
e d!
4z
.
Nel caso di strutture soggette ad elevati gradienti termici si dovr tener conto degli effetti indotti dallandamento non lineare del=
la temperatura allinterno delle sezioni.
La temperatura media attuale ! puN essere valutata come media tra la temperatura della superficie esterna !
sup,est
e :uella della
superficie interna dellelemento considerato, !
sup,int
.
Le temperature della superficie esterna, !
sup,est
, e :uella della superficie interna !
sup,int
, dellelemento considerato vengono valuta=
te a partire dalla temperatura dellaria esterna, !
est
, e di :uella interna, !
int
, tenendo conto del trasferimento di calore per irrag=
giamento e per convezione allinterfaccia aria=costruzione e della eventuale presenza di materiale isolante ,vedi Iig. "...)-.
In mancanza di determinazioni pi precise, la temperatura iniziale puN essere assunta !
+
R#. T(.
Per la valutazione del contributo dellirraggiamento solare si puN fare riferimento alla !ab. "...I.

5#. 3.=.- = Andamento della temperatura allinterno di un elemento strutturale

Tab. 3.=.I = Contributo dellirraggiamento solare
Sta#'"e Natura &ella su%er1ce I"cre!e"t' & Te!%eratura

su%er1c es%'ste a
N'r&AEst
su%er1c es%'ste a Su&AO(est
'& 'rzz'"tal
Gstate 5uperficie riflettente + T( #3 T(
5uperficie chiara ) T( "+ T(
5uperficie scura * T( *) T(
Inverno + T( + T(
3.5.5. 3.5.5. 3.5.5. 3.5.5. AZIONI TERMICHE SUGL AZIONI TERMICHE SUGL AZIONI TERMICHE SUGL AZIONI TERMICHE SUGLI EDIFICI I EDIFICI I EDIFICI I EDIFICI
Nel caso in cui la temperatura non costituisca azione fondamentale per la sicurezza o per la efficienza funzionale della struttura D
consentito tener conto, per gli edifici, della sola componente d!
u
, ricavandola direttamente dalla !ab. "...II.
Nel caso in cui la temperatura costituisca, invece, azione fondamentale per la sicurezza o per la efficienza funzionale della strut=
tura, landamento della temperatura ! nelle sezioni degli elementi strutturali deve essere valutato pi approfonditamente stu=
diando il problema della trasmissione del calore.

Tab. 3.=.II 9 Valori di d!
u
per gli edifici
T%' & struttura GT
u

5trutture in c.a. e c.a.p. esposte g #. T(
5trutture in c.a. e c.a.p. protette g #+ T(
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 33
5trutture in acciaio esposte g ). T(
5trutture in acciaio protette g #. T(
3.5.6. 3.5.6. 3.5.6. 3.5.6. PARTICOLARI PRECAUZI PARTICOLARI PRECAUZI PARTICOLARI PRECAUZI PARTICOLARI PRECAUZIONI NEL PROGETTO DI ONI NEL PROGETTO DI ONI NEL PROGETTO DI ONI NEL PROGETTO DI STRUTTURE SOGGETTE A STRUTTURE SOGGETTE A STRUTTURE SOGGETTE A STRUTTURE SOGGETTE AD AZIONI TERMICHE SP D AZIONI TERMICHE SP D AZIONI TERMICHE SP D AZIONI TERMICHE SPECIALI ECIALI ECIALI ECIALI
5trutture ed elementi strutturali in contatto con li:uidi, aeriformi o solidi a temperature diverse, :uali ciminiere, tubazioni, sili,
serbatoi, torri di raffreddamento, ecc., devono essere progettati tenendo conto delle distribuzioni di temperatura corrispondenti
alle specifiche condizioni di servizio.
3.5.. 3.5.. 3.5.. 3.5.. EFFETTI DELLE AZIONI EFFETTI DELLE AZIONI EFFETTI DELLE AZIONI EFFETTI DELLE AZIONI TERMICHE TERMICHE TERMICHE TERMICHE
Per la valutazione degli effetti delle azioni termiche, si puN fare riferimento ai coefficienti di dilatazione termica a temperatura
ambiente c
!
riportati in !ab. "...III.

Tab. 3.=.III A Coefficienti di dilatazione termica a temperatura ambiente
Materale c
T
+1?
9>
,BC.
7lluminio )*
7cciaio da carpenteria #)
(alcestruzzo strutturale #+
5trutture miste acciaio=calcestruzzo #)
(alcestruzzo alleggerito 6
4uratura 9 2 #+
Per gli elementi strutturali di legno o materiali derivati dal legno, le variazioni dimensionali per effetto termico sono generalmen=
te trascurabili. Le variazioni dimensionali per effetto delle variazioni di umidit dei medesimi materiali non possono mai essere
trascurate. Nel caso di strutture miste o composte con legno e altri materiali, linterazione tra i due materiali dovr essere esplici=
tamente verificata.
3.6. 3.6. 3.6. 3.6. AZIONI ECCEZIONA AZIONI ECCEZIONA AZIONI ECCEZIONA AZIONI ECCEZIONALI LI LI LI
Le azioni eccezionali sono :uelle che si presentano in occasione di eventi :uali incendi, esplosioni ed urti.
G opportuno che le costruzioni possiedano un grado adeguato di robustezza, in funzione delluso previsto della costruzione, in=
dividuando gli scenari di rischio e le azioni eccezionali rilevanti ai fini della sua progettazione, secondo :uanto indicato al M ).)...
Per le costruzioni in cui sia necessario limitare il rischio dincendio per la salvaguardia dellindividuo e della collettivit, nonch>
delle propriet limitrofe e dei beni direttamente esposti al fuoco, saranno eseguite verifiche specifiche del livello di prestazione
strutturale antincendio.
Le strutture devono essere altresY verificate nei confronti delle esplosioni e degli urti per verosimili scenari di rischio o su richie=
sta del committente.
Le azioni eccezionali considerate nel progetto saranno combinate con le altre azioni mediante la regola di combinazione eccezio=
nale di cui al M )...".
3.6.1. 3.6.1. 3.6.1. 3.6.1. INCENDIO INCENDIO INCENDIO INCENDIO
3.>.1.1 DE5INIZIONI
Per incendio si intende la combustione autoalimentata ed incontrollata di materiali combustibili presenti in un compartimento.
7i fini della presente norma si fa riferimento ad un incendio convenzionale di progetto definito attraverso una curva di incendio che
rappresenta landamento, in funzione del tempo, della temperatura dei gas di combustione nellintorno della superficie degli e=
lementi strutturali.
La curva di incendio di progetto puN essere1
nominale1 curva adottata per la classificazione delle costruzioni e per le verifiche di resistenza al fuoco di tipo convenzionale?
naturale1 curva determinata in base a modelli dincendio e a parametri fisici che definiscono le variabili di stato allinterno del
compartimento.
La resistenza al fuoco D la capacit di una costruzione, di una parte di essa o di un elemento costruttivo di mantenere, per un tempo
prefissato, la capacit portante, lisolamento termico e la tenuta alle fiamme, ai fumi e ai gas caldi della combustione nonch> tutte le
altre prestazioni se richieste.
Per compartimento antincendio si intende una parte della costruzione delimitata da elementi costruttivi resistenti al fuoco.
Per carico dincendio specifico si intende il potenziale termico netto che puN essere prodotto nel corso della combustione completa
di tutti i materiali combustibili contenuti in un compartimento, riferito allunit di superficie. I valori del carico dincendio specifico
di progetto ,"
f,d
- sono determinati mediante la relazione1
:
f,d
R :
f
Z h
:#
Z h
:)
Z h
n
[".9.#]
34 CAPITOLO 3
dove1
:f D il valore nominale del carico dincendio $4i/m)'.
h
:#
E #,++ D un fattore che tiene conto del rischio di incendio in relazione
alla superficie del compartimento
h
:)
E +,3+ D un fattore che tiene conto del rischio di incendio in relazione
al tipo di attivit svolta nel compartimento

=
=
#+
# i
ni n
)+ , +
D un fattore che tiene conto delle differenti misure di protezione
dallincendio ,sistemi automatici di estinzione, rivelatori, rete
idranti, s:uadre antincendio, ecc.-

@ualora nel compartimento siano presenti elevate dissimmetrie nella distribuzione dei materiali combustibili il valore nominale
:
f
del carico dincendio D calcolato anche con riferimento alleffettiva distribuzione dello stesso. Per distribuzioni molto concen=
trate del materiale combustibile si puN fare riferimento allincendio localizzato, valutando, in ogni caso, se si hanno le condizioni
per lo sviluppo di un incendio generalizzato. Ctili indicazioni per il calcolo del carico di incendio specifico di progetto sono forni=
te nel decreto del 4inistro dellinterno ; marzo )++6 e s.m.i.
Per incendio localizzato deve intendersi un focolaio dincendio che interessa una zona limitata del compartimento antincendio, con
sviluppo di calore concentrato in prossimit degli elementi strutturali posti superiormente al focolaio o immediatamente adiacen=
ti.
Nel caso di presenza di elementi strutturali lignei D possibili considerare solo una :uota parte del loro contributo alla determina=
zione del carico di incendio, da definire con riferimento a riconosciute normative o documenti di comprovata validit.
3.>.1.- RIC0IESTE DI PRESTAZIONE
Le prestazioni richieste alle strutture di una costruzione, in funzione degli obiettivi definiti al M ).).", sono individuate in termini
di livello nella !ab. "...I<.


Tab. 3.=.IV = ,ivelli di prestazione in caso di incendi
Livello I
Nessun re:uisito specifico di resistenza al fuoco dove le conseguenze del collas=
so delle strutture siano accettabili o dove il rischio di incendio sia trascurabile?
Livello II
4antenimento dei re:uisiti di resistenza al fuoco delle strutture per un periodo
sufficiente a garantire levacuazione degli occupanti in luogo sicuro allesterno
della costruzione?
Livello III
4antenimento dei re:uisiti di resistenza al fuoco delle strutture per un periodo
congruo con la gestione dellemergenza?
Livello I<
Je:uisiti di resistenza al fuoco delle strutture per garantire, dopo la fine
dellincendio, un limitato danneggiamento delle strutture stesse?
Livello <
Je:uisiti di resistenza al fuoco delle strutture per garantire, dopo la fine
dellincendio, il mantenimento della totale funzionalit delle strutture stesse.

I livelli di prestazione comportano classi di resistenza al fuoco, da stabilire per i diversi tipi di costruzioni. In particolare, per le
costruzioni nelle :uali si svolgono attivit soggette al controllo del (orpo Nazionale dei <igili del Iuoco, ovvero disciplinate da
specifiche regole tecniche di prevenzione incendi, i livelli di prestazione e le connesse classi di resistenza al fuoco sono stabiliti
dalle disposizioni emanate dal 4inistero dellInterno ai sensi del F. Lgs. 3 marzo )++9, n. #"; e successive modificazioni e inte=
grazioni.
In genere, i livelli di prestazione e le connesse classi di resistenza al fuoco sono individuati in relazione alla destinazione duso
delledificio, al tipo e al :uantitativo di materiale combustibile in esso presente, alla sua estensione/altezza, al massimo affolla=
mento ipotizzabile e alle misure di protezione antincendio presenti nellopera.
3.>.1.3 CLASSI DI RESISTENZA AL 5UOCO
Le classi di resistenza al fuoco sono1 #., )+, "+, *., 9+, ;+, #)+, #3+, )*+ e "9+? esse esprimono il tempo, in minuti primi, durante il
:uale la resistenza al fuoco deve essere garantita.
Le classi di resistenza al fuoco sono riferite allincendio convenzionale rappresentato dalle curve di incendio nominali.
3.>.1.4 CRITERI DI PRO<ETTAZIONE
La progettazione delle strutture in condizioni di incendio deve garantire il raggiungimento delle prestazioni indicate al M ".9.#.).
La sicurezza del sistema strutturale in caso di incendio si determina sulla base della resistenza al fuoco dei singoli elementi strut=
turali, di porzioni di struttura o dellintero sistema costruttivo.
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 35
3.>.1.= PROCEDURA DI ANALISI DELLA RESISTENZA AL 5UOCO
Lanalisi della resistenza al fuoco puN essere cosY articolata1
= individuazione dellincendio di progetto appropriato alla costruzione in esame?
= analisi della evoluzione della temperatura allinterno degli elementi strutturali?
= analisi del comportamento meccanico delle strutture esposte al fuoco?
= verifiche di sicurezza.
3.>.1.=.1 I"ce"&' & %r'#ett'
5econdo lincendio convenzionale di progetto adottato, landamento delle temperature viene valutato con riferimento a una delle
due seguenti condizioni1
= curva nominale dincendio, di :uelle indicate successivamente, per lintervallo di tempo di esposizione pari alla classe di resi=
stenza al fuoco prevista, senza alcuna fase di raffreddamento,
= curva naturale dincendio, tenendo conto dellintera durata dello stesso, compresa la fase di raffreddamento fino al ritorno alla
temperatura ambiente.
Nel caso di incendio di materiali combustibili prevalentemente di natura cellulosica, la curva di incendio nominale di riferimento
D la curva di incendio nominale standard definita come segue1
[ ] ( - # t 3 , log "*. )+
#+ g
+ + = [".9.)]
dove j
g
D la temperatura dei gas caldi, espressa in T(, e t D il tempo espresso in minuti primi.
Nel caso di incendi di :uantit rilevanti di idrocarburi o altre sostanze con e:uivalente velocit di rilascio termico, la curva di in=
cendio nominale standard puN essere sostituita con la curva nominale degli idrocarburi seguente1
[ ] ( )+ - e 96. , + e "). , + # , #+3+
t . , ) t #96 , +
g
+ =

[".9."]
Nel caso di incendi sviluppatisi allinterno del compartimento, ma che coinvolgono strutture poste allesterno, per :ueste ultime la
curva di incendio nominale standard puN essere sostituita con la curva nominale esterna seguente1
[ ] ( )+ - e "#" , + e 936 , + # , 99+
t 3 , " t ") , +
g
+ =

[".9.*]
8li incendi convenzionali di progetto vengono generalmente applicati ad un compartimento delledificio alla volta.
5ono ammesse altresY specifiche curve nominali, per descrivere particolari scenari di incendio ,tunnel curve, slok heating curve,
ecc.-, purch> di comprovata validit.
3.>.1.=.- A"als &ell:e('luz'"e &ella te!%eratura
Il campo termico allinterno dei componenti della struttura viene valutato risolvendo il corrispondente problema di propagazione
del calore, tenendo conto del trasferimento di calore per irraggiamento e convezione dai gas di combustione alla superficie esterna
degli elementi e considerando leventuale presenza di materiali protettivi.
3.>.1.=.3 A"als &el c'!%'rta!e"t' !ecca"c'
Il comportamento meccanico della struttura viene analizzato tenendo conto della riduzione della resistenza meccanica dei com=
ponenti dovuta al danneggiamento dei materiali per effetto dellaumento di temperatura.
Lanalisi del comportamento meccanico deve essere effettuata per lo stesso periodo di tempo usato nellanalisi dellevoluzione
della temperatura.
5i deve tener conto della presenza delle azioni permanenti e di :uelle azioni variabili che agiscono contemporaneamente allincendio
secondo la combinazione eccezionale.
Non si prende in considerazione la possibilit di concomitanza dellincendio con altre azioni eccezionali e con le azioni sismiche.
5i deve tener conto, ove necessario, degli effetti delle sollecitazioni indirette dovute alle dilatazioni termiche contrastate, ad ecce=
zione dei seguenti casi1
l D riconoscibile a priori che esse sono trascurabili o favorevoli?
l sono implicitamente tenute in conto nei modelli semplificati e conservativi di comportamento strutturale in condizioni di in=
cendio.
Le sollecitazioni indirette, dovute agli elementi strutturali adiacenti a :uello preso in esame, possono essere trascurate :uando i
re:uisiti di sicurezza allincendio sono valutati in riferimento alla curva nominale dincendio e alle classi di resistenza al fuoco.
3.>.1.=.4 Ver1c$e & scurezza
La verifica della resistenza al fuoco viene eseguita controllando che la resistenza meccanica venga mantenuta per il tempo corri=
spondente alla classe di resistenza al fuoco della struttura con riferimento alla curva nominale di incendio.
Nel caso in cui si faccia riferimento a una curva naturale dincendio, le analisi e le verifiche devono essere estese allintera durata
dellincendio, inclusa la fase di raffreddamento.
Iermo restando il rispetto delle disposizioni legislative emanate ai sensi del F.Lgs. #";/)++9, nel caso in cui i re:uisiti di resisten=
36 CAPITOLO 3
za al fuoco delle strutture debbano essere mantenuti per un periodo limitato ,ad esempio, livello di prestazione II di tab. "...I<-,
la verifica della capacit portante delle strutture potr essere limitata a un tempo di esposizione allincendio naturale congruente
con il livello di prestazione scelto.
3.6.2. 3.6.2. 3.6.2. 3.6.2. ESPLOSIONI ESPLOSIONI ESPLOSIONI ESPLOSIONI
3.>.-.1 <ENERALIT
8li effetti delle esplosioni possono essere tenuti in conto nella progettazione di :uelle costruzioni in cui possono presentarsi mi=
scele esplosive di polveri o gas in aria o in cui sono contenuti materiali esplosivi.
5ono escluse da :uesto capitolo le azioni derivanti da esplosioni che si verificano allesterno della costruzione.
3.>.-.- CLASSI5ICAZIONE DELLE AZIONI DOVUTE ALLE ESPLOSIONI
Le azioni di progetto dovute alle esplosioni sono classificate, sulla base degli effetti che possono produrre sulle costruzioni, in tre
categorie, come indicate in !ab. ".9.I.


Tab. 3.>.I - Categorie di azione dovute alle esplosioni
Cate#'ra & az'"e P'ssbl e11ett
# Gffetti trascurabili sulle strutture
) Gffetti localizzati su parte delle strutture
" Gffetti generalizzati sulle strutture
3.>.-.3 MODELLAZIONE DELLE AZIONI DOVUTE ALLE ESPLOSIONI
Le esplosioni esercitano sulle costruzioni onde di pressione. Per le costruzioni usuali, D ammesso che tali onde di pressione siano
convenzionalmente ricondotte a distribuzioni di pressioni statiche e:uivalenti, purch> comprovate da modelli teorici adeguati.
Per esplosioni di (ategoria # non D richiesto alcun tipo di verifica.
Per esplosioni di (ategoria ), ove negli ambienti a rischio di esplosione siano presenti idonei pannelli di sfogo, si puN utilizzare la
pressione statica e:uivalente nominale, espressa in %N/mb, data dal valore maggiore fra :uelli forniti dalle espressioni1

v d
p 3 p + = [".9..a]

2
v v d
) V / A ( / 04 , 0 2 / p 3 p + + = [".9..b]
dove1
p
v
D la pressione statica uniformemente distribuita in corrispondenza della :uale le aperture di sfogo cedono, in %N/m
)

7
v
D larea delle aperture di sfogo, in mb
< D il volume dellambiente, in m&
Il rapporto fra larea dei componenti di sfogo e il volume da proteggere deve soddisfare la relazione1
. m 15 , 0 V / A m 05 , 0
1
V
1
[".9.9]
@ueste espressioni sono valide in ambienti o in zone di edifici il cui volume totale non superi #.+++ m&.
La pressione dovuta allesplosione D intesa agire simultaneamente su tutte le pareti dellambiente o del gruppo di ambienti con=
siderati.
(omun:ue, tutti gli elementi chiave e le loro connessioni devono essere progettati per sopportare una pressione statica e:uiva=
lente con valore di progetto p
d
R )+ %N/mb, applicata da ogni direzione, insieme con la reazione che ci si attende venga trasmessa
direttamente alle membrature dellelemento chiave da ogni elemento costruttivo, ad esso collegato, altresY soggetto alla stessa
pressione.
Per esplosioni di (ategoria " devono essere effettuati studi pi approfonditi.
3.>.-.4 CRITERI DI PRO<ETTAZIONE
5ono considerati accettabili i danneggiamenti localizzati, anche gravi, dovuti ad esplosioni, a condizione che ciN non esponga al
pericolo lintera struttura o che la capacit portante sia mantenuta per un tempo sufficiente affinch> siano prese le necessarie mi=
sure di emergenza.
Possono essere adottate, nella progettazione, opportune misure di protezione :uali1
l la introduzione di superfici in grado di collassare sotto sovrapressioni prestabilite?
l la introduzione di giunti strutturali allo scopo di separare porzioni di edificio a rischio di esplosione da altre?
l la prevenzione di crolli significativi in conseguenza di cedimenti strutturali localizzati.
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 37
3.6.3. 3.6.3. 3.6.3. 3.6.3. URTI URTI URTI URTI
3.>.3.1 <ENERALIT
Nel seguito vengono definite le azioni dovute a1
l collisioni da veicoli?
l collisioni da treni?
l collisioni da imbarcazioni?
l collisioni da aeromobili.
Non vengono prese in esame le azioni eccezionali dovute a fenomeni naturali, come la caduta di rocce, le frane o le valanghe.
3.>.3.- CLASSI5ICAZIONE DELLE AZIONI DOVUTE A<LI URTI
Le azioni di progetto dovute agli urti sono classificate, sulla base degli effetti che possono produrre sulle costruzioni, in tre cate=
gorie, come indicato nella !ab. ".9.II.

Tab. 3.>.II % Categorie di azione
Cate#'ra & az'"e P'ssbl e11ett
# Gffetti trascurabili sulle strutture
) Gffetti localizzati su parte delle strutture
" Gffetti generalizzati sulle strutture

Le azioni dovute agli urti devono essere applicate a :uegli elementi strutturali, o ai loro sistemi di protezione, per i :uali le
relative conseguenze appartengono alle categorie ) e ".
3.>.3.3 URTI DA TRA55ICO VEICOLARE
3.>.3.3.1 Tra11c' (ec'lare s'tt' %'"t ' altre strutture
Le azioni da urto hanno direzione parallela a :uella del moto del veicolo al momento dellimpatto. Nelle verifiche si possono
considerare, non simultaneamente, due azioni nelle direzioni parallela ,I
d,K
- e ortogonale ,I
d,f
- alla direzione di marcia normale,
con

K , d f , d
I .+ , + I = [".9.6]
In assenza di determinazioni pi accurate e trascurando la capacit dissipativa della struttura, si possono adottare le forze
statiche e:uivalenti riportate in !ab. ".9.III.

Tab. 3.>.III % -orze statiche e"uivalenti agli urti di veicoli
T%' & stra&a T%' & (ec'l'
5'rza
I
d,K
$%N'
7utostrade, strade
eKtraurbane
=
#+++
5trade locali = 6.+
5trade urbane = .++
7ree di parcheggio e
autorimesse
7utomobili .+
<eicoli destinati al trasporto di merci, aventi massa
massima superiore a ",. t
#.+

Per urti di automobili su membrature verticali, la forza risultante di collisione I deve essere applicata sulla struttura +,. m al di
sopra della superficie di marcia. Larea di applicazione della forza D pari a +,). m ,in altezza- per il valore pi piccolo tra #,.+ m e
la larghezza della membratura ,in larghezza-.
Per urti sulle membrature verticali, la forza risultante di collisione I deve essere applicata sulla struttura #,). m al di sopra della
superficie di marcia. Larea di applicazione della forza D pari a +,. m ,in altezza- per il valore pi piccolo tra #,.+ m e la larghezza
della membratura ,in larghezza-.
Nel caso di urti su elementi strutturali orizzontali al di sopra della strada, la forza risultante di collisione I da utilizzare per le ve=
rifiche delle:uilibrio statico o della resistenza o della capacit di deformazione degli elementi strutturali D data da1
I R +,.r I
d,K
[".9.3]
dove il fattore r D pari ad #,+ per altezze del sottovia fino a . m, decresce linearmente da #,+ a + per altezze comprese fra . e 9 m
ed D pari a + per altezze superiori a 9 m. La forza I D applicata sulle superfici verticali ,prospetto dellelemento strutturale-.
5ullintradosso dellelemento strutturale si devono considerare gli stessi carichi da urto I di cui sopra, con uninclinazione rispet=
to allorizzontale di #+T verso lalto.
Larea di applicazione della forza D assunta pari a +,). per +,). m.
Nelle costruzioni dove sono presenti con regolarit carrelli elevatori si puN considerare e:uivalente agli urti accidentali unazione
orizzontale statica, applicata allaltezza di +,6. m dal piano di calpestio, pari a
38 CAPITOLO 3
I R . m [".9.;]
essendo m il peso complessivo del carrello elevatore e del massimo carico trasportabile.
3.>.3.3.- Tra11c' (ec'lare s'%ra %'"t
In assenza di specifiche prescrizioni, nel progetto strutturale dei ponti si puN tener conto delle forze causate da collisioni acciden=
tali sugli elementi di sicurezza attraverso una forza orizzontale e:uivalente di collisione pari a #++ %N. Gssa rappresenta leffetto
dellimpatto da trasmettere ai vincoli e deve essere considerata agente trasversalmente ed orizzontalmente #++ mm sotto la som=
mit dellelemento o #,+ m sopra il livello del piano di marcia, a seconda di :uale valore sia pi piccolo.
Le azioni da considerare nelle verifiche locali dellimpalcato dovranno essere definite in accordo al Paragrafo ..#.".#+.
Le forze di collisione da veicoli sugli elementi strutturali eventualmente presenti al disopra del livello di carreggiata sono :uelle
specificate nel Paragrafo ".9.".".#
3.>.3.4 URTI DA TRA55ICO 5ERROVIARIO
7lloccorrenza di un deragliamento puN verificarsi il rischio di collisione fra i veicoli deragliati e le strutture adiacenti la ferrovia.
@ueste ultime dovranno essere progettate in modo da resistere alle azioni conseguenti ad una tale evenienza.
Fette azioni devono determinarsi sulla base di una specifica analisi di rischio, tenendo conto della presenza di eventuali elementi
protettivi o sacrificali ,respingenti- ovvero di condizioni di impianto che possano ridurre il rischio di accadimento dellevento
,marciapiedi, controrotaie, ecc.-. @ueste azioni non si applicano sui sostegni di tettoie o di pensiline di impianti ferroviari.
In mancanza di specifiche analisi di rischio possono assumersi le seguenti azioni statiche e:uivalenti, in funzione della distanza d
degli elementi esposti dallasse del binario1
n per d S . m1
= *+++ %N in direzione parallela alla direzione di marcia dei convogli ferroviari?
= #.++ %N in direzione perpendicolare alla direzione di marcia dei convogli ferroviari?
n per . m [ d S #. m1
= )+++ %N in direzione parallela alla direzione di marcia dei convogli ferroviari?
= 6.+ %N in direzione perpendicolare alla direzione di marcia dei convogli ferroviari?
n per d U #. m pari a zero in entrambe le direzioni.
@ueste forze dovranno essere applicate a #,3+ m dal piano del ferro e non dovranno essere considerate agenti simultaneamente.
3.>.3.= URTI DI IM6ARCAZIONI
8li urti di imbarcazioni contro strutture progettate per sostenere limpatto dovuto a un accosto in condizioni di normale operati=
vit, non rientrano fra gli scopi del presente paragrafo, vanno calcolati secondo la letteratura scientifica consolidata di cui al (ap.
#) e vanno trattati come azioni variabili di cui al M )...#.".
Le azioni eccezionali causate da collisioni dovute ad imbarcazioni devono essere determinate tenendo conto, in particolare, del
tipo di via navigabile, del tipo di imbarcazione e del suo comportamento allatto dellimpatto, del tipo di struttura contro cui av=
viene limpatto e delle sue propriet dissipative.
Nelle verifiche si possono considerare agenti, non simultaneamente, due azioni nelle direzioni parallela ,I
d,K
- e ortogonale ,I
d,f
-
alla direzione del moto dellimbarcazione, con1

K , d f , d
I .+ , + I = [".9.#+]
Lazione tangenziale dovuta allattrito, I
r
, agente simultaneamente alla forza I
d,f
, vale1

f , d r
I *+ , + I = [".9.##]
Il punto di impatto dipende dalla geometria della struttura e dalle dimensioni dellimbarcazione.
Fetta L la lunghezza della imbarcazione, il punto di impatto pi sfavorevole puN essere considerato appartenente allintervallo
compreso fra +,+. L sotto e +,+. L sopra il livello dellac:ua assunto in sede di progetto. Larea di impatto D di +,+. L in verticale
per +,# L in orizzontale, a meno che lelemento strutturale non sia pi piccolo.
Le forze statiche e:uivalenti, Id,K, possono essere ricavate sulla base di studi di comprovata validit. In assenza di determinazioni
pi accurate e trascurando la capacit dissipativa della struttura su cui avviene lurto, le forze statiche e:uivalenti per le
imbarcazioni che navigano in ac:ue interne fluviali o lungo canali possono essere dedotte dalla !ab. ".9.<I.





Tab. 3.>.IV % -orze statiche e"uivalenti agli urti di imbarcazioni
Classe !barcaz'"e Lu"#$ezza +!. Massa a %e"' carc' +t. 5'rza 5
&;H
+*N.
Piccola .+ ".+++ "+.+++
AZIONI SULLE COSTRUZIONI 39
4edia #++ #+.+++ 3+.+++
8rande )++ *+.+++ )*+.+++
4olto grande "++ #++.+++ *9+.+++

<alori relativi ad imbarcazioni di massa diversa possono essere ricavati mediante interpolazione lineare.
Per le imbarcazioni che navigano in ac:ue marittime o nei porti sul mare, le forze di collisione possono essere ridotte del .+Q.
3.>.3.> URTI DI ELICOTTERI
5e in progetto D previsto il possibile atterraggio di elicotteri sulla copertura della costruzione, si deve considerare unazione ecce=
zionale per gli atterraggi di emergenza.
La forza statica verticale e:uivalente di progetto, espressa in %N, D uguale a
m #++ I
d
= [".9.#)]
dove m D la massa, in tonnellate, dellaeromobile.
5i deve considerare che le azioni dellurto possono agire su ogni parte dellarea di atterraggio come anche sulla struttura del tetto
ad almeno una distanza di 6 m dai limiti dellarea di atterraggio. Larea di impatto puN essere assunta pari a ) m o ) m.
40 CAPITOLO 3









CAPITOLO CAPITOLO CAPITOLO CAPITOLO 4. 4. 4. 4.
COSTRUZIONI CIVILI E INDUSTRIALI
42 CAPITOLO 4
4.1. 4.1. 4.1. 4.1. COSTRUZIONI DI CALCE COSTRUZIONI DI CALCE COSTRUZIONI DI CALCE COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO STRUZZO STRUZZO STRUZZO
Formano oggetto delle presenti norme le strutture di:
calcestruzzo armato normale (cemento armato)
calcestruzzo armato precompresso (cemento armato precompresso)
calcestruzzo a assa percentuale di armatura o non armato
con ri!erimento a calcestruzzi di peso normale e con esclusione di "uelle opere per le "uali #ige una regolamentazione apposita a
carattere particolare$
Al % 4$&$&2 sono date inoltre le norme integrati#e per le strutture in calcestruzzo di inerte leggero$
'el seguito si intendono per calcestruzzi ordinari i calcestruzzi con!ormi al presente % 4$& ed al % &&$2( con esclusione dei calce)
struzzi di aggregati leggeri (LC)( di cui al %4$&$&2( e di "uelli Firorin!orzati (F*C)( di cui al %&&$2$&2$
Ai !ini della #alutazione del comportamento e della resistenza delle strutture in calcestruzzo( "uesto #iene titolato ed identi!icato
mediante la classe di resistenza contraddistinta dai #alori caratteristici delle resistenze cilindrica e cuica a compressione unias)
siale( misurate rispetti#amente su pro#ini cilindrici (o prismatici) e cuici( espressa in +Pa (% &&$2)$
Per le classi di resistenza normalizzate per calcestruzzo normale si pu, !are utile ri!erimento a "uanto indicato nelle norme -'I
.' 2/0)&:2//0 e nella -'I &&&/4:2//4$
1ulla ase della denominazione normalizzata #engono de!inite le classi di resistenza della Ta$ 4$&$I$

Tab. 4.1.I Classi di resistenza
Classe di resistenza
C23&/
C&23&4
C&032/
C2/324
C2435/
C5/356
C54344
C4/34/
C44344
C4/30/
C44306
C0/364
C6/324
C2/374
C7/3&/4

Analogamente a "uanto riportato nella -'I &&&/4:2//4 oltre alle classi di resistenza riportate in Ta$ 4$&$I si possono prendere in
considerazione le classi di resistenza gi8 in uso C22354 e C5234/$
I calcestruzzi delle di#erse classi di resistenza tro#ano impiego secondo "uanto riportato nella Ta$ 4$&$II( !atti sal#i i limiti deri)
#anti dal rispetto della durailit8$
Per classi di resistenza superiore a C6/324 si rin#ia al % 4$0$
Per le classi di resistenza superiori a C44344( la resistenza caratteristica e tutte le grandezze meccanic9e e !isic9e c9e 9anno in!lu)
enza sulla resistenza e durailit8 del conglomerato de#ono essere accertate prima dell:inizio dei la#ori tramite un:apposita spe)
rimentazione pre#enti#a e la produzione de#e seguire speci!ic9e procedure per il controllo di "ualit8$

Tab. 4.1.II Impiego delle diverse classi di resistenza
Strutture di destinazione Classe di resistenza inia
Per strutture non armate o a assa percentuale di armatura
(% 4$&$&&)
C23&/
Per strutture semplicemente armate C&032/
Per strutture precompresse C22354
4.1.1. 4.1.1. 4.1.1. 4.1.1. VALUTAZIONE DELLA SI VALUTAZIONE DELLA SI VALUTAZIONE DELLA SI VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA E METODI DI CUREZZA E METODI DI CUREZZA E METODI DI CUREZZA E METODI DI ANALISI ANALISI ANALISI ANALISI
La #alutazione della sicurezza #a condotta secondo i principi !ondamentali ed i metodi precisati al Capitolo 2$
In particolare per l:analisi strutturale( #olta alla #alutazione degli e!!etti delle azioni( si potranno adottare i metodi seguenti:
a) analisi elastica lineare;
b) analisi plastica;
c) analisi non lineare$
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 45
?uando rile#ante( nei di#ersi metodi di analisi sopra citati #anno considerati gli e!!etti del secondo ordine (% 4$&$&$4)$
Le analisi gloali 9anno lo scopo di stailire la distriuzione delle !orze interne( delle tensioni( delle de!ormazioni e degli sposta)
menti nell:intera struttura o in una parte di essa$
Analisi locali possono essere necessarie nelle zone singolari "uali "uelle poste:
in prossimit8 degli appoggi;
in corrispondenza di caric9i concentrati;
alle intersezioni tra#i)colonne;
nelle zone di ancoraggio;
in corrispondenza di #ariazioni della sezione tras#ersale$
4.1.1.1 ANALISI ELASTICA LINEARE
L:analisi elastica lineare pu, essere usata per #alutare gli e!!etti delle azioni sia per gli stati limite di esercizio sia per gli stati limi)
te ultimi$
Per la determinazione degli e!!etti delle azioni( le analisi saranno e!!ettuate assumendo:
sezioni interamente reagenti con rigidezze #alutate ri!erendosi al solo calcestruzzo;
relazioni tensione de!ormazione lineari;
#alori medi del modulo d:elasticit8$
Per la determinazione degli e!!etti delle de!ormazioni termic9e( degli e#entuali cedimenti e del ritiro( le analisi saranno e!!ettuate
assumendo:
per gli stati limite ultimi( rigidezze ridotte #alutate ipotizzando c9e le sezioni siano !essurate (in assenza di #alutazioni pi@
precise la rigidezza delle sezioni !essurate potr8 essere assunta pari alla met8 della rigidezza delle sezioni interamente reagen)
ti);
per gli stati limite di esercizio( rigidezze intermedie tra "uelle delle sezioni interamente reagenti e "uelle delle sezioni !essura)
te$
Per le sole #eri!ic9e agli stati limite ultimi( i risultati dell:analisi elastica possono essere modi!icati con una ridistriuzione dei
momenti( nel rispetto dell:e"uilirio e delle capacit8 di rotazione plastica delle sezioni do#e si localizza la ridistriuzione$ In par)
ticolare la ridistriuzione non A ammessa per i pilastri e per i nodi dei telai( A consentita per le tra#i continue( le tra#i di telai in
cui possono essere trascurati gli e!!etti del secondo ordine e le solette( a condizione c9e le sollecitazioni di !lessione siano pre#a)
lenti ed i rapporti tra le luci di campate contigue siano compresi nell:inter#allo /(4)2(/$
Per le tra#i e le solette c9e soddis!ano le condizioni dette( la ridistriuzione dei momenti !lettenti pu, e!!ettuarsi senza esplicite
#eri!ic9e in merito alla duttilit8 delle memrature( purc9B il rapporto C tra il momento dopo la ridistriuzione ed il momento
prima della ridistriuzione risulti &DCD /(6/$
I #alori di C si rica#ano dalle espressioni:
CD/(44 E&(24 F (/(0E/(//&43G
cu
)H 3 d per !
cI
J 4/ +Pa K4$&$&L
CD/(44 E&(24 F (/(0E/(//&43G
cu
)H 3 d per !
cI
M 4/ +Pa K4$&$2L
do#e H A l:altezza della zona compressa dopo la ridistriuzione( d A l:atezza utile della sezione (Fig$4$&$4) ed G
cu
A de!inita in %
4$&$2$&$2$&$
Per le tra#i continue( le tra#i di telai in cui possono essere trascurati gli e!!etti del secondo ordine e le solette( se non #iene operata
alcuna ridistriuzione( il rapporto H3d nelle sezioni critic9e( non de#e superare il #alore /(44 per !cI J 4/ +Pa e /(54 per !cI M 4/
+Pa$

4.1.1.! ANALISI "LASTICA
L:analisi plastica pu, essere usata per #alutare gli e!!etti di azioni static9e e per i soli stati limite ultimi$
Al materiale si pu, attriuire un diagramma tensioni)de!ormazioni rigido)plastico #eri!icando c9e la duttilit8 delle sezioni do#e
si localizzano le plasticizzazioni sia su!!iciente a garantire la !ormazione del meccanismo pre#isto$
'ell:analisi si trascurano gli e!!etti di precedenti applicazioni del carico e si assume un incremento monotono dell:intensit8 delle
azioni e la costanza del rapporto tra le loro intensit8 cosN da per#enire ad un unico moltiplicatore di collasso$ L:analisi pu, essere
del primo o del secondo ordine$
4.1.1.# ANALISI NON LINEARE
L:analisi non lineare pu, essere usata per #alutare gli e!!etti di azioni static9e e dinamic9e( sia per gli stati limite di esercizio( sia
per gli stati limite ultimi( a condizione c9e siano soddis!atti l:e"uilirio e la congruenza$
44 CAPITOLO 4
Al materiale si pu, attriuire un diagramma tensioni)de!ormazioni c9e ne rappresenti adeguatamente il comportamento reale(
#eri!icando c9e le sezioni do#e si localizzano le plasticizzazioni siano in grado di sopportare allo stato limite ultimo tutte le de)
!ormazioni non elastic9e deri#anti dall:analisi( tenendo in appropriata considerazione le incertezze$
'ell:analisi si trascurano gli e!!etti di precedenti applicazioni del carico e si assume un incremento monotono dell:intensit8 delle
azioni e la costanza del rapporto tra le loro intensit8$ L:analisi pu, essere del primo o del secondo ordine$
4.1.1.4 E$$ETTI DELLE DE$OR%AZIONI
In generale( A possiile e!!ettuare:
l:analisi del primo ordine( imponendo l:e"uilirio sulla con!igurazione iniziale della struttura(
l:analisi del secondo ordine( imponendo l:e"uilirio sulla con!igurazione de!ormata della struttura$
L:analisi gloale pu, condursi con la teoria del primo ordine nei casi in cui possano ritenersi trascuraili gli e!!etti delle de!orma)
zioni sull:entit8 delle sollecitazioni( sui !enomeni di instailit8 e su "ualsiasi altro rile#ante parametro di risposta della struttura$
Oli e!!etti del secondo ordine possono essere trascurati se sono in!eriori al &/P dei corrispondenti e!!etti del primo ordine$
Tale re"uisito si ritiene soddis!atto se sono rispettate le condizioni di cui al % 4$&$2$5$7$2$
4.1.2. 4.1.2. 4.1.2. 4.1.2. VERIFICHE DE VERIFICHE DE VERIFICHE DE VERIFICHE DEGLI STATI LIMITE GLI STATI LIMITE GLI STATI LIMITE GLI STATI LIMITE
4.1.!.1 %ATERIALI
4.1.!.1.1 Resistenze di &ro'etto dei ateriali
4.1.!.1.1.1 Resistenza di progetto a compressione del calcestruzzo
Per il calcestruzzo la resistenza di progetto a compressione( !
cd
( B:
!
cd
QR
cc
!
cI
3 S
c
K4$&$5L
do#e:
R
cc
A il coe!!iciente ridutti#o per le resistenze di lunga durata;
S
c
A il coe!!iciente parziale di sicurezza relati#o al calcestruzzo;
!
cI
A la resistenza caratteristica cilindrica a compressione del calcestruzzo a 22 giorni$
Il coe!!iciente S
c
A pari ad &(4$
Il coe!!iciente R
cc
A pari a /(24$
'el caso di elementi piani (solette( pareti( T) gettati in opera con calcestruzzi ordinari e con spessori minori di 4/ mm( la resi)
stenza di progetto a compressione #a ridotta a /(2/ !
cd
$
Il coe!!iciente S
c
pu, essere ridotto da &(4 a &(4 per produzioni continuati#e di elementi o strutture( soggette a controllo continua)
ti#o del calcestruzzo dal "uale risulti un coe!!iciente di #ariazione (rapporto tra scarto "uadratico medio e #alor medio) della resi)
stenza non superiore al &/P$ Le suddette produzioni de#ono essere inserite in un sistema di "ualit8 di cui al % &&$2$5$
4.1.!.1.1.! Resistenza di progetto a trazione del calcestruzzo
La resistenza di progetto a trazione( !
ctd
( #ale:
!
ctd
Q !
ctI
3 S
c
K4$&$4L
do#e:
S
c
A il coe!!iciente parziale di sicurezza relati#o al calcestruzzo gi8 de!inito al % 4$&$2$&$&$&;
!
ctI
A la resistenza caratteristica a trazione del calcestruzzo (% &&$2$&/$2)$
Il coe!!iciente S
c
assume il #alore &(4$
'el caso di elementi piani (solette( pareti( T) gettati in opera con calcestruzzi ordinari e con spessori minori di 4/ mm( la resi)
stenza di calcolo a trazione #a ridotta a /(2/!
ctd
$
Il coe!!iciente S
c
pu, essere ridotto( da &(4 a &(4 nei casi speci!icati al % 4$&$2$&$&$&$
4.1.!.1.1.# Resistenza di progetto dellacciaio
La resistenza di progetto dell:acciaio !
Ud
A ri!erita alla tensione di sner#amento ed il suo #alore A dato da:
!
Ud
Q !
UI
3 S
s
K4$&$4L
do#e:
S
s
A il coe!!iciente parziale di sicurezza relati#o all:acciaio;
!UI
per armatura ordinaria A la tensione caratteristica di sner#amento dell:acciaio (% &&$5$2)( per armature da precompressione A la
tensione con#enzionale caratteristica di sner#amento data( a seconda del tipo di prodotto( da !
pUI
(arre)( !
p(/(&)I
(!ili)( !
p(&)I
(tre)
!oli e trecce); si #eda in proposito la Ta$ &&$5$=III$
Il coe!!iciente S
s
assume sempre( per tutti i tipi di acciaio( il #alore &(&4$
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 44
4.1.!.1.1.4 Tensione tangenziale di aderenza acciaio-calcestruzzo
La resistenza tangenziale di aderenza di progetto !
d
#ale:

bd bk c
f f / =
K4$&$0L
do#e:

c
A il coe!!iciente parziale di sicurezza relati#o al calcestruzzo( pari a &(4;
!
I
A la resistenza tangenziale caratteristica di aderenza data da:

ctk 2 1 bk
f 25 , 2 f = K4$&$6L
in cui
& Q &(/ in condizioni di uona aderenza;
& Q /(6 in tutti gli altri casi e per arre in elementi strutturali realizzati con casse!orme scorre#oli( a meno c9e non si possa dimo)
strare c9e esistono condizioni di Vuona aderenzaV
2 Q &(/ per arre di diametro W J 52 mm
2 Q (&52 ) W)3&// per arre di diametro superiore
La lung9ezza di ancoraggio di progetto e la lung9ezza di so#rapposizione A in!luenzata dalla !orma delle arre( dal copri!erro(
dallXe!!etto di con!inamento dellXarmatura tras#ersale( dalla presenza di arre tras#ersali saldate( dalla pressione tras#ersale lun)
go la lung9ezza di ancoraggio e dalla percentuale di armatura so#rapposta rispetto allXarmatura totale$ Per le regole di dettaglio
da adottare si potr8 !are utile ri!erimento alla sezione 2 di .' &772)&)&$
4.1.!.1.! Dia'rai di &ro'etto dei ateriali
4.1.!.1.!.1 Diagrammi di progetto tensione-deformazione del calcestruzzo
Per il diagramma tensione)de!ormazione del calcestruzzo A possiile adottare opportuni modelli rappresentati#i del reale com)
portamento del materiale( de!initi in ase alla resistenza di progetto !
cd
e alla de!ormazione ultima di progetto G
cu
.
( a )

c2

f
cd
f

cu

cd
f
( b )

c3

cu

( c )

c4

cd
cu


$i'. 4.1.1 ( Modelli Y-G per il calcestruzzo

In Fig$ 4$&$& sono rappresentati i modelli Y)G per il calcestruzzo:
(a) paraola)rettangolo; () triangolo)rettangolo; (c) rettangolo (stress locI)$
In particolare( per le classi di resistenza pari o in!eriore a C4/30/ si pu, porre:
G
c2
Q /(2/P G
cu
Q /(54P
G
c5
Q /(&64P G
c4
Q /(/6P
Per le classi di resistenza superiore a C4/30/ si pu, porre:
G
c2
Q /(2/P E/(//24P(!
cI
Z4/)
/(45
G
cu
Q /( 20P E5(4P K(7/ Z !
cI
) 3&//L
4

G
c5
Q /(&64P E/( /44P K(!
cI
Z4/)34/ L G
c4
Q /( 2 G
cu

purc9B si adottino opportune limitazioni "uando si usa il modello (c)$
Per sezioni o parti di sezioni soggette a distriuzioni di tensione di compressione approssimati#amente uni!ormi( si assume per
la de!ormazione ultima di progetto il #alore G
c2
anzic9B G
cu
$
Calcestruzzo confinato
Per il diagramma tensione)de!ormazione del calcestruzzo con!inato A possiile adottare opportuni modelli rappresentati#i del
reale comportamento del materiale in stato triassiale$ ?uesti modelli possono essere adottati nel calcolo sia della resistenza ultima
sia della duttilit8 delle sezioni e de#ono essere applicati alle sole zone con!inate della sezione$
Il con!inamento del calcestruzzo A normalmente generato da sta!!e c9iuse e legature interne( c9e possono raggiungere la tensione
di sner#amento a causa della dilatazione laterale del calcestruzzo stesso a cui tendono ad opporsi$ Il con!inamento consente al
calcestruzzo di raggiungere tensioni e de!ormazioni pi@ ele#ate di "uelle proprie del calcestruzzo non con!inato$ Le altre caratte)
ristic9e meccanic9e si possono considerare inalterate$
40 CAPITOLO 4
In assenza di pi@ precise determinazioni asate su modelli analitici di compro#ata #alidit8( A possiile utilizzare la relazione ten)
sione)de!ormazione rappresentata in Fig$ 4$&$2 (do#e le de!ormazioni di compressione sono assunte positi#e)( in cui la resistenza
caratteristica e le de!ormazioni del calcestruzzo con!inato sono #alutate secondo le relazioni seguenti:
( )
ck,c ck 2 ck
f f 1, 0 5, 0 f = + per
2 ck
0, 05f K4$&$2L
( )
ck,c ck 2 ck
f f 1,125 2,5 f = + per
2 ck
0, 05f > K4$&$7L

( )
2
c2,c c2 ck,c ck
f f = K4$&$&/L

cu2,c cu 2 ck
0, 2 f = + K4$&$&&L

cd,c cc ck,c c
f f = K4$&$&2L
essendo
2
la pressione laterale e!!icace di con!inamento allo SLU( mentre
c2
ed
cu
sono #alutate in accordo al % 4$&$2$&$2$&$
Il calcolo della pressione laterale
2
#iene condotto !acendo ri!erimento a !ormulazioni di compro#ata #alidit8$

$i'. 4.1.! ( Modelli Y-G per il calcestruzzo confinato

'ella #alutazione della capacit8 della sezione il contriuto del copri!erro non de#e essere considerato nelle zone esterne al nucleo
con!inato in cui la de!ormazione massima supera la de!ormazione ultima del calcestruzzo non con!inato$
'el caso di utilizzo di rin!orzi appositamente progettati per il con!inamento degli elementi A possiile considerare i modelli di
comportamento riportati in ri!erimenti tecnici di compro#ata #alidit8$
4.1.!.1.!.! Diagrammi di progetto tensione-deformazione dellacciaio
Per il diagramma tensione)de!ormazione dell:acciaio A possiile adottare opportuni modelli rappresentati#i del reale comporta)
mento del materiale( modelli de!initi in ase al #alore di calcolo G
ud
Q /(7G
uI
(G
uI
Q (A
gt
)
I
) della de!ormazione uni!orme ultima( al
#alore di calcolo della tensione di sner#amento !
Ud
ed al rapporto di so#raresistenza I Q (!
t
3 !
U
)
I
(Ta$ &&$5$Ia))$
In Fig$ 4$&$5 sono rappresentati i modelli YZG per l:acciaio:
(a) ilineare !inito con incrudimento; () elastico)per!ettamente plastico inde!inito$

)a* )b*
$i'. 4.1.# ( Modelli Y-G per lacciaio
4.1.!.! STATI LI%ITE DI ESERCIZIO
4.1.!.!.1 +eneralit,
1i de#e #eri!icare il rispetto dei seguenti stati limite:
[ de!ormailit8(
[ #irazione(
[ !essurazione(
[ tensioni di esercizio(
[ !atica per "uanto riguarda e#entuali danni c9e possano compromettere la durailit8( per le "uali sono de!inite le regole speci!i)
c9e nei punti seguenti$
A

cu2,c

c

c2,c

cu

c2
f
ck
f
ck,c
0
A - non confinato
!cd(c
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 46
4.1.!.!.! Stato liite di de-orabilit,
I limiti di de!ormailit8 de#ono essere congruenti con le prestazioni ric9ieste alla struttura anc9e in relazione alla destinazione
d:uso( con ri!erimento alle esigenze static9e( !unzionali ed estetic9e$
I #alori limite de#ono essere commisurati a speci!ic9e esigenze e possono essere dedotti da documentazione tecnica di compro#a)
ta #alidit8$
4.1.!.!.# Stato liite &er .ibrazioni
?uando ric9iesto( de#ono essere indi#iduati limiti per #irazioni:
[ al !ine di assicurare accettaili li#elli di enessere (dal punto di #ista delle sensazioni percepite dagli utenti)(
[ al !ine di pre#enire possiili danni negli elementi secondari e nei componenti non strutturali(
[ al !ine di e#itare possiili danni c9e compromettano il !unzionamento di macc9ine e apparecc9iature$
4.1.!.!.4 Stato liite di -essurazione
In ordine di se#erit8 decrescente( per la cominazione di azioni prescelta( si distinguono i seguenti stati limite:
a) stato limite di decompressione( nel "uale la tensione normale A o#un"ue di compressione ed al pi@ uguale a /;
b) stato limite di !ormazione delle !essure( nel "uale la tensione normale di trazione nella !ira pi@ sollecitata A:

2 ( &
!
ctm
t
= K4$&$&5L
do#e !
ctm
A de!inito nel % &&$2$&/$2;
c) stato limite di apertura delle !essure( nel "uale il #alore limite di apertura della !essura calcolato al li#ello considerato A pari
ad uno dei seguenti #alori nominali:
\
&
Q /(2 mm \
2
Q /(5 mm \
5
Q /(4 mm
Lo stato limite di !essurazione de#e essere !issato in !unzione delle condizioni amientali e della sensiilit8 delle armature alla
corrosione( come descritto nel seguito$
4.1.!.!.4.1 Combinazioni di azioni
1i prendono in considerazione le seguenti cominazioni:
[ cominazioni "uasi permanenti;
[ cominazioni !re"uenti$
4.1.!.!.4.! Condizioni ambientali
Le condizioni amientali( ai !ini della protezione contro la corrosione delle armature metallic9e e ai !ini della protezione contro il
degrado del calcestruzzo( possono essere suddi#ise in ordinarie( aggressi#e e molto aggressi#e in relazione a "uanto indicato nel)
la Ta$ 4$&$III con ri!erimento alle classi di esposizione de!inite nelle Linee uida per il calcestruzzo strutturale emesse dal 1er#izio
Tecnico Centrale del Consiglio 1uperiore dei La#ori Pulici nonc9A nella -'I .' 2/0:2//0 e nella -'I &&&/4:2//4$

Tab. 4.1.III ( !escrizione delle condizioni ambientali
Condizioni abientali Classe di es&osizione
Ordinarie ]/( ]C&( ]C2( ]C5( ]F&
Aggressi#e ]C4( ]>&( ]1&( ]A&( ]A2( ]F2( ]F5
+olto aggressi#e ]>2( ]>5( ]12( ]15( ]A5( ]F4

4.1.!.!.4.# Sensibilit delle armature alla corrosione
Le armature si distinguono in due gruppi:
armature sensiili;
armature poco sensiili$
Appartengono al primo gruppo gli acciai da precompresso$
Appartengono al secondo gruppo gli acciai ordinari$
Per gli acciai zincati e per "uelli inossidaili( si pu, tener conto della loro minor sensiilit8 alla corrosione$
4.1.!.!.4.4 Scelta degli stati limite di fessurazione
'ella Ta$ 4$&$I= sono indicati i criteri di scelta dello stato limite di !essurazione con ri!erimento alle esigenze sopra riportate$
Tab. 4.1.IV / Criteri di scelta dello stato limite di fessurazione
+
r
u
&
&
i

d
i

e
s
i
'
e
n
z
e

Condizioni
abientali
Cobinazione di
azioni
Aratura
Sensibile "o0o sensibile
Stato liite 1
2
Stato liite 1
2

a Ordinarie
!re"uente ap$ !essure J \
2
ap$ !essure J \
5

"uasi permanente ap$ !essure J \
&
ap$ !essure J \
2

42 CAPITOLO 4
Aggressi#e
!re"uente ap$ !essure J \
&
ap$ !essure J \
2

"uasi permanente decompressione ) ap$ !essure J \
&

c
+olto
aggressi#e
!re"uente !ormazione !essure ) ap$ !essure J \
&

"uasi permanente decompressione ) ap$ !essure J \
&


\
&
( \
2
( \
5
sono de!initi al % 4$&$2$2$4( il #alore \
I
A de!inito al % 4$&$2$2$4$4$
4.1.!.!.4.3 Verifica dello stato limite di fessurazione
Stato limite di decompressione e di formazione delle fessure
Le tensioni sono calcolate in ase alle caratteristic9e geometric9e e meccanic9e della sezione omogeneizzata non !essurata$
Stato limite di apertura delle fessure
Il #alore caratteristico di apertura delle !essure (\
I
) non de#e superare i #alori nominali \
&
( \
2
( \
5
secondo "uanto riportato nel)
la Ta$ 4$&$I=$

L:ampiezza caratteristica delle !essure \
I
A calcolata come prodotto della de!ormazione media delle arre d:armatura G
sm
per la
distanza massima tra le !essure ^
maH
:
\
I
Q G
sm
^
maH
K4$&$&4L
Per il calcolo di Gsm e ^maH #anno utilizzati criteri consolidati riportati nella letteratura tecnica$
La #eri!ica dell:ampiezza di !essurazione pu, anc9e essere condotta senza calcolo diretto( limitando la tensione di trazione
nell:armatura( #alutata nella sezione parzializzata per la cominazione di carico pertinente( ad un massimo correlato al diametro
delle arre ed alla loro spaziatura$
4.1.!.!.3 Stato liite di liitazione delle tensioni
=alutate le azioni interne nelle #arie parti della struttura( do#ute alle cominazioni caratteristica e "uasi permanente delle azioni(
si calcolano le massime tensioni sia nel calcestruzzo sia nelle armature; si de#e #eri!icare c9e tali tensioni siano in!eriori ai massi)
mi #alori consentiti di seguito riportati$
4.1.!.!.3.1 Tensione massima di compressione del calcestruzzo nelle condizioni di esercizio
La massima tensione di compressione del calcestruzzo Yc(maH ( de#e rispettare la limitazione seguente:
Y
c
_ /(0/ !
cI
Q Yc(maH per cominazione caratteristica (rara) K4$&$&4L
Y
c
_ /(44 !
cI
Q Yc(maH per cominazione "uasi permanente$ K4$&$&0L
'el caso di elementi piani (solette( pareti( T) gettati in opera con calcestruzzi ordinari e con spessori di calcestruzzo minori di 4/
mm i #alori limite sopra scritti #anno ridotti del 2/P$
4.1.!.!.3.! Tensione massima dellacciaio in condizioni di esercizio
Per l:acciaio a#ente caratteristic9e corrispondenti a "uanto indicato al Capitolo &&( la tensione massima( Y
s(maH
( per e!!etto delle
azioni do#ute alla cominazione caratteristica de#e rispettare la limitazione seguente:
Y
s
_ /(2 !
UI
Q Ys(maH K4$&$&6L
4.1.!.# STATI LI%ITE ULTI%I
4.1.!.#.1 +eneralit,
1i de#e #eri!icare il rispetto dei seguenti stati limite:
[ resistenza(
[ duttilit8$
4.1.!.#.! Stato liite di resistenza
1i de#e #eri!icare il rispetto dei seguenti stati limite:
) resistenza !lessionale in presenza e in assenza di s!orzo assiale(
) resistenza a taglio e punzonamento(
) resistenza a torsione(
) resistenza di elementi tozzi(
) resistenza a !atica(
) stailit8 di elementi snelli$
4.1.!.#.# Stato liite di duttilit,
1i de#e #eri!icare( o#e ric9iesto al al % 6$4 delle presenti norme( il rispetto del seguente stato limite:
) duttilit8 !lessionale in presenza e in assenza di s!orzo assiale$
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 47
4.1.!.#.4 Resistenza -lessionale e duttilit, assia in &resenza e in assenza di s-orzo assiale
4.1.!.#.4.1 Ipotesi di base
Per la #alutazione della resistenza !lessionale in presenza e in assenza di s!orzo assiale delle sezioni di elementi monodimensio)
nali( si adottano le seguenti ipotesi:
conser#azione delle sezioni piane;
per!etta aderenza tra acciaio e calcestruzzo;
de!ormazione iniziale dell:armatura di precompressione considerata nelle relazioni di congruenza della sezione$
resistenza a trazione del calcestruzzo nulla$
4.1.!.#.4.! Verifiche di resistenza e duttilit
Con ri!erimento alla sezione pressoin!lessa( rappresentata in Fig$ 4$&$4( la capacit8( in termini di resistenza e duttilit8( si determi)
na in ase alle ipotesi di calcolo e ai modelli YZG di cui al % 4$&$2$&$2$


$i'. 4.1.4 Sezione pressoinflessa "e#uilibrio delle forze interne corrispondenti al raggiungimento della deformazione ultima nel calcestruzzo)

Le #eri!ic9e si eseguono con!rontando la capacit8( espressa in termini di resistenza e( "uando ric9iesto al % 6$4 delle presenti nor)
me( di duttilit8( con la corrispondente domanda( secondo le relazioni:
+
*d
Q +
*d
('
.d
) D +
.d
K4$&$&2aL

d
Q
d
('
.d
) D
.d
K4$&$&2L
do#e
+
*d
A il #alore di progetto del momento resistente corrispondente a '
.d
;
'
.d
A il #alore di progetto dello s!orzo normale sollecitante;
+
.d
A il #alore di progetto del momento di domanda;

d
A il #alore di progetto della duttilit8 di cur#atura corrispondente a '
.d
;

.d
A la domanda in termini di duttilit8 di cur#atura$
'el caso di pilastri soggetti a compressione assiale( si de#e comun"ue assumere una componente !lettente dello s!orzo +
.d
Q e
'
.d
con eccentricit8 e pari almeno a 935/ e comun"ue non minore di 2/ mm (con 9 altezza della sezione)$
'el caso di presso!lessione de#iata la #eri!ica della sezione pu, essere posta nella !orma
&
+
+
+
+
zd
zd
Ud
Ud
*
.
*
.

|
|

\
|
+
|
|

\
|

K4$&$&7L
do#e
+
.
Ud
( +
.
zd
sono i #alori di progetto delle due componenti di !lessione retta della sollecitazione attorno agli assi U e z;
+
*
Ud
( +
*
zd

sono i #alori di progetto dei momenti resistenti di presso!lessione retta corrispondenti a '
.d
#alutati separatamente
attorno agli assi U e z$
L:esponente R pu, dedursi in !unzione della geometria della sezione e dei parametri
` Q '
.d
3'
*cd
K4$&$2/L
a
t
Q A
t


!
Ud
3'
*cd
K4$&$2&L
con '
*cd
QA
c
F !
cd
$
In mancanza di una speci!ica #alutazione( pu, assumersi:
- per sezioni rettangolari:

'.d3'*cd /(& /(6 &(/
4/ CAPITOLO 4
&(/ &(4 2(/

- per sezioni circolari ed ellittic9e: Q 2$

La capacit8 in termini di !attore di duttilit8 in cur#atura b

pu, essere calcolata( separatamente per le due direzioni principali di


#eri!ica( come rapporto tra la cur#atura cui corrisponde una riduzione del &4P della massima resistenza a !lessione oppure il
raggiungimento della de!ormazione ultima del calcestruzzo e3o dell:acciaio e la cur#atura con#enzionale di prima plasticizza)
zione
yd
espressa dalla relazione seguente:

yd
=
M
Rd
M
yd

yd

do#e:

yd
A la minore tra la cur#atura calcolata in corrispondenza dello sner#amento dell:armatura tesa e la cur#atura calcolata in cor)
rispondenza della de!ormazione di picco (/(2/P) del calcestruzzo compresso;
+*d A il momento resistente della sezione allo 1L-;
+:Ud A il momento corrispondente a
yd
e pu, essere assunto come momento resistente massimo della sezione in campo sostan)
zialmente elastico$
4.1.!.#.3 Resistenza nei 0on-ronti di solle0itazioni ta'lianti
1enza escludere la possiilit8 di speci!ici studi( per la #alutazione delle resistenze ultime di elementi monodimensionali nei con)
!ronti di sollecitazioni taglianti e delle resistenze ultime per punzonamento( si de#e considerare "uanto segue$
4!"#$.! %lementi senza armature tras&ersali resistenti a taglio
1e( sulla ase del calcolo( non A ric9iesta armatura al taglio( A comun"ue necessario disporre un:armatura minima secondo "uanto
pre#isto al punto 4$&$0$&$&$ .: consentito omettere tale armatura minima in elementi "uali solai( piastre e memrature a compor)
tamento analogo( purc9A sia garantita una ripartizione tras#ersale dei caric9i$

La #eri!ica di resistenza (1L-) si pone con
=
*d
D =
.d
K4$&$22L
do#e =
.d
A il #alore di progetto dello s!orzo di taglio agente$
Con ri!erimento all:elemento !essurato da momento !lettente( la resistenza di progetto a taglio si #aluta con
{ }
1/3
1 min
max 0,18 (100 ) / 0,15 ; ( 0,15 )
Rd ck c cp w cp w
V k f b d v b d
(
= + +

K4$&$25L

con
!cI espresso in +Pa
I Q & E (2//3d)
&32
J 2
#
min
Q /(/54I
532

!
cI
&32

e do#e
d A l:altezza utile della sezione (in mm);

&
Q A
sl
3 (
\
F d) A il rapporto geometrico di armatura longitudinale tesa (J /(/2) c9e si estende per non meno di (ld E d) oltre la
sezione considerata( do#e ld A la lung9ezza di ancoraggio;

cp
Q '
.d
3A
c
K+PaL A la tensione media di compressione nella sezione (J /(2 !
cd
);

\
A la larg9ezza minima della sezione (in mm)$
'el caso di elementi in cemento armato precompresso disposti in semplice appoggio( nelle zone non !essurate da momento !let)
tente (con tensioni di trazione non superiori a !
ctd
) la resistenza di progetto pu, #alutarsi4 in #ia sempli!icati#a( con la !ormula:
=
*d
Q /(6

F
\
F d (
2
ctd
f
E Y
cp
F !
ctd
)
c
K4$&$24L
In presenza di signi!icati#i s!orzi di trazione( la resistenza a taglio del calcestruzzo A da considerarsi nulla e( in tal caso( non A pos)
siile adottare elementi spro##isti di armatura tras#ersale$
Le armature longitudinali( oltre ad assorire gli s!orzi conseguenti alle sollecitazioni di !lessione( de#ono assorire "uelli pro#o)
cati dal taglio do#uti all:inclinazione delle !essure rispetto all:asse della tra#e( inclinazione assunta pari a 44d$ In particolare( in
corrispondenza degli appoggi( le armature longitudinali de#ono assorire uno s!orzo pari al taglio sull:appoggio$
4!"#$." %lementi con armature tras&ersali resistenti al taglio
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 4&
La resistenza di progetto a taglio =
*d
di elementi strutturali dotati di speci!ica armatura a taglio de#e essere #alutata sulla ase di
una adeguata sc9ematizzazione a traliccio$ Oli elementi resistenti dell:ideale traliccio sono: le armature tras#ersali( le armature
longitudinali( il corrente compresso di calcestruzzo e i puntoni d:anima inclinati$ L:inclinazione e dei puntoni di calcestruzzo ri)
spetto all:asse della tra#e de#e rispettare i limiti seguenti:
& J ctg eJ 2(4 K4$&$24L
La #eri!ica di resistenza (1L-) si pone con
=
*d
D =
.d
K4$&$20L
do#e =
.d
A il #alore di progetto dello s!orzo di taglio agente$
Con ri!erimento all:armatura tras#ersale4 la resistenza di progetto a ftaglio trazioneg si calcola con:
+ = sin ) ctg (ctg !
s
A
d /(7 =
Ud
s\
*sd
K4$&$26L
Con ri!erimento al calcestruzzo d:anima4 la resistenza di progetto a ftaglio compressioneg si calcola con
=
*cd
Q /(7

F d

F
\
F R
c
F !
cd
(ctgR E ctge)3(& E ctg
2
e) K4$&$22L
La resistenza di progetto a taglio della tra#e A la minore delle due sopra de!inite:
=
*d
Q min (=
*sd
( =
*cd
) K4$&$27L
do#e d(
\
e Y
cp
9anno il signi!icato gi8 #isto in % 4$&$2$5$4$&$ e inoltre si A posto:
A
s\
area dell:armatura tras#ersale;
s interasse tra due armature tras#ersali consecuti#e;
R angolo di inclinazione dell:armatura tras#ersale rispetto all:asse della tra#e;
!
cd
resistenza di progetto a compressione ridotta del calcestruzzo d:anima ( Q /(4);

R
c
coe!!iciente maggiorati#o pari a & per memrature non compresse

& E Y
cp
3!
cd
per / JY
cp
_ /(24 !
cd


&(24 per /(24 !
cd
JY
cp
J/(4 !
cd


2(4(& )Y
cp
3!
cd
) per /(4 !
cd
_ Y
cp
_ !
cd



Le armature longitudinali( dimensionate in ase alle sollecitazioni !lessionali( do#ranno essere prolungate di una misura pari a
a
&
Q/(7

F d F (ctge Z ctgR)32 D / K4$&$5/L
4!"#$# Casi particolari
Componenti tras&ersali
'el caso di elementi ad altezza #ariaile o con ca#i da precompressione inclinati( il taglio di progetto #iene assunto pari a:
=
.d
Q =
d
E =
md
E =
pd
K4$&$5&L
do#e:
=
d
Q #alore di progetto del taglio do#uto ai caric9i esterni;
=
md
Q #alore di progetto della componente di taglio do#uta all:inclinazione dei lemi della memratura;
=
pd
Q #alore di progetto della componente di taglio do#uta alla precompressione$
Carichi in prossimit degli appoggi
Il taglio all:appoggio determinato da caric9i applicati alla distanza a
#
J 2d dall:appoggio stesso si potr8 ridurre del rapporto
a
#
32d( con l:osser#anza delle seguenti prescrizioni:
) nel caso di appoggio di estremit8( l:armatura di trazione necessaria nella sezione o#e A applicato il carico pi@ #icino
all:appoggio sia prolungata e ancorata al di l8 dell:asse teorico di appoggio;
) nel caso di appoggio intermedio l:armatura di trazione all:appoggio sia prolungata sin do#e necessario e comun"ue !ino alla
sezione o#e A applicato il carico pi@ lontano compreso nella zona con a
#
J 2d$
'el caso di elementi con armature tras#ersali resistenti al taglio( si de#e #eri!icare c9e lo s!orzo di taglio =
.d
( calcolato in "uesto
modo( soddis!i la condizione
=
.d
J A
s
F !
Ud
F sinR K4$&$52L
do#e A
s
!
Ud
A la resistenza dell:armatura tras#ersale contenuta nella zona di lung9ezza /(64 a
#
centrata tra carico ed appoggio e
c9e attra#ersa la !essura di taglio inclinata i#i compresa$
Lo s!orzo di taglio =
.d
( calcolato senza la riduzione a
#
32d( de#e comun"ue sempre rispettare la condizione:
42 CAPITOLO 4
=
.d
J /(4
\
d ` !
cd
K4$&$55L
essendo ` Q /(4 un coe!!iciente di riduzione della resistenza del calcestruzzo !essurato per taglio$
Carichi appesi o indiretti
1e per particolari modalit8 di applicazione dei caric9i gli s!orzi degli elementi tesi del traliccio risultano incrementati( le armature
do#ranno essere opportunamente adeguate$

4!"#$4 Verifica al punzonamento
1olette piene( solette ner#ate a sezione piena sopra le colonne( e !ondazioni de#ono essere #eri!icate nei riguardi del punzona)
mento allo stato limite ultimo( in corrispondenza dei pilastri e di caric9i concentrati$

In mancanza di un:armatura tras#ersale appositamente dimensionata( la resistenza al punzonamento de#e essere #alutata( utiliz)
zando !ormule di compro#ata a!!idailit8( sulla ase della resistenza a trazione del calcestruzzo( intendendo la sollecitazione di)
striuita su di un perimetro e!!icace distante 2d dall:impronta caricata( con d altezza utile (media) della soletta$

1e( sulla ase del calcolo( la resistenza a trazione del calcestruzzo sul perimetro e!!icace non A su!!iciente per !ornire la ric9iesta
resistenza al punzonamento( #anno inserite apposite armature al taglio$ ?ueste armature #anno estese !ino al perimetro pi@ e)
sterno sul "uale la resistenza a trazione del calcestruzzo risulta su!!iciente$ La resistenza al punzonamento in presenza di armatu)
ra al taglio de#e essere #alutata utilizzando !ormule di compro#ata a!!idailit8$ Per la #alutazione della resistenza al punzona)
mento si pu, !are utile ri!erimento al % 0$4$4 di .'&772)&)&nel caso di assenza di armature al taglio( al % 0$4$4 di .'&772)&)& nel
caso di presenza di armature al taglio$

'el caso di !ondazioni si adotteranno opportuni adattamenti del modello sopra citato$
4.1.!.#.5 Resistenza nei 0on-ronti di solle0itazioni tor0enti
?ualora l:e"uilirio statico di una struttura dipenda dalla resistenza torsionale degli elementi c9e la compongono( A necessario
condurre la #eri!ica di resistenza nei riguardi delle sollecitazioni torcenti$ ?ualora( in#ece( in strutture iperstatic9e( la torsione
insorga solo per esigenze di congruenza e la sicurezza della struttura non dipenda dalla resistenza torsionale( non sar8 general)
mente necessario condurre le #eri!ic9e$ La #eri!ica di resistenza (1L-) consiste nel controllare c9e
T
*d
D T
.d
K4$&$54L
do#e T
.d
A il #alore di progetto del momento torcente agente$
Per elementi prismatici sottoposti a torsione semplice o cominata con altre sollecitazioni( c9e aiano sezione piena o ca#a( lo
sc9ema resistente A costituito da un traliccio peri!erico in cui gli s!orzi di trazione sono a!!idati alle armature longitudinali e tra)
s#ersali i#i contenute e gli s!orzi di compressione sono a!!idati alle ielle di calcestruzzo$
Con ri!erimento al calcestruzzo la resistenza di progetto si calcola con
T
*cd
Q 2 F A F t F !X
cd
F ctge 3 (& E ctg
2
e) K4$&$54L
do#e t A lo spessore della sezione ca#a; per sezioni piene t Q A
c
3u do#e A
c
A l:area della sezione ed u A il suo perimetro; t de#e es)
sere assunta comun"ue D 2 #olte la distanza !ra il ordo e il centro dell:armatura longitudinale$
Le armature longitudinali e tras#ersali del traliccio resistente de#ono essere poste entro lo spessore t del pro!ilo peri!erico$ Le
arre longitudinali possono essere distriuite lungo detto pro!ilo( ma comun"ue una arra de#e essere presente su tutti i suoi
spigoli$


Con ri!erimento alle sta!!e tras#ersali la resistenza di progetto si calcola con
= ctg !
s
A
A 2 T
Ud
s
*sd
K4$&$50L
Con ri!erimento all:armatura longitudinale la resistenza di progetto si calcola con
=

3ctg !
u
A
A 2 T
Ud
m
&
*ld
K4$&$56L
do#e si A posto
A area racc9iusa dalla !ira media del pro!ilo peri!erico;
A
s
area delle sta!!e;
u
m
perimetro medio del nucleo resistente
s passo delle sta!!e;
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 45
&
A
area complessi#a delle arre longitudinali$
L:inclinazione e delle ielle compresse di calcestruzzo rispetto all:asse della tra#e de#e rispettare i limiti seguenti
&J ctg e J 2(4 K4$&$52L
.ntro "uesti limiti( nel caso di torsione pura( pu, porsi ctg e Q (a
l
3a
s
)
&32

con: a
l
Q
m &
u 3 A
a
s
QA
s
3s
La resistenza di progetto alla torsione della tra#e A la minore delle tre sopra de!inite:
T
*d
Q min (T
*cd
( T
*sd
( T
*ld
) K4$&$57L
'el caso di elementi per i "uali lo sc9ema resistente di traliccio peri!erico non sia applicaile( "uali gli elementi a pareti sottili a
sezione aperta( do#ranno utilizzarsi metodi di calcolo !ondati su ipotesi teoric9e e risultati sperimentali c9iaramente compro#ati$
Sollecitazioni composte
a) Torsione( !lessione e s!orzo normale
Le armature longitudinali calcolate come sopra indicato per la resistenza nei riguardi della sollecitazione torcente de#ono essere
aggiunte a "uelle calcolate nei riguardi delle #eri!ic9e per !lessione$
1i applicano inoltre le seguenti regole:
) nella zona tesa all:armatura longitudinale ric9iesta dalla sollecitazione di !lessione e s!orzo normale( de#e essere aggiunta
l:armatura ric9iesta dalla torsione;
) nella zona compressa( se la tensione di trazione do#uta alla torsione A minore della tensione di compressione nel calcestruzzo
do#uta alla !lessione e allo s!orzo normale( non A necessaria armatura longitudinale aggiunti#a per torsione$
b) Torsione e taglio
Per "uanto riguarda la crisi lato calcestruzzo( la resistenza massima di una memratura soggetta a torsione e taglio A limitata dal)
la resistenza delle ielle compresse di calcestruzzo$ Per non eccedere tale resistenza de#e essere soddis!atta la seguente condizio)
ne:
&
=
=
T
T
*cd
ed
*cd
ed
+ K4$&$4/L
Per l:angolo e delle ielle compresse di conglomerato cementizio de#e essere assunto un unico #alore per le due #eri!ic9e di ta)
glio e torsione$
4.1.!.#.6 Resistenza di eleenti tozzi4 nelle zone di--usi.e e nei nodi
Per gli elementi per cui non #algono i modelli meccanici semplici( le #eri!ic9e di sicurezza possono essere condotte con ri!erimen)
to a sc9ematizzazioni asate sull:indi#iduazione di tiranti e puntoni$
Le #eri!ic9e di sicurezza do#ranno necessariamente essere condotte nei riguardi di:
resistenza dei tiranti costituiti dalle sole armature (*
s
)
resistenza dei puntoni di calcestruzzo compresso (*
c
)
ancoraggio delle armature (*

)
resistenza dei nodi (*
n
)
>e#e risultare la seguente gerarc9ia delle resistenze *
s
$ "*
n
( *

( *
c
)
Per la #alutazione della resistenza dei puntoni di calcestruzzo( si terr8 conto della presenza di stati di s!orzo pluriassiali$
Le armature c9e costituiscono i tiranti de#ono essere adeguatamente ancorate nei nodi$
Le !orze c9e agiscono sui nodi de#ono essere e"uilirate; si de#e tener conto delle !orze tras#ersali perpendicolari al piano del
nodo$
I nodi si localizzano nei punti di applicazione dei caric9i( agli appoggi( nelle zone di ancoraggio do#e si 9a una concentrazione di
armature ordinarie o da precompressione( in corrispondenza delle piegature delle armature( nelle connessioni e negli angoli delle
memrature$
Particolare cautela do#r8 essere usata nel caso di sc9emi iperstatici( c9e presentano meccanismi resistenti in parallelo$
4.1.!.#.7 Resistenza a -ati0a
In presenza di azioni ciclic9e c9e( per numero dei cicli e per ampiezza della #ariazione dello stato tensionale( possono pro#ocare
!enomeni di !atica( le #eri!ic9e di resistenza do#ranno essere condotte secondo a!!idaili modelli tratti da documentazione di
compro#ata #alidit8( #eri!icando separatamente il calcestruzzo e l:acciaio$
4.1.!.#.8 Indi0azioni s&e0i-i09e relati.e a &ilastri e &areti
4.1.!.#.8.1 'ilastri cerchiati
44 CAPITOLO 4
Per elementi pre#alentemente compressi( armati con arre longitudinali disposte lungo una circon!erenza e racc9iuse da una spi)
rale di passo non maggiore di &34 del diametro inscritto dal nucleo cerc9iato( la resistenza allo stato limite ultimo si calcola som)
mando i contriuti della sezione di calcestruzzo con!inato del nucleo e dell:armatura longitudinale( do#e la resistenza del nucleo
di calcestruzzo con!inato pu, esprimersi come somma di "uella del nucleo di calcestruzzo non con!inato pi@ il contriuto di una
armatura !ittizia longitudinale di peso eguale alla spirale$
Il contriuto dell:armatura !ittizia non de#e risultare superiore a "uello dell:armatura longitudinale( mentre la resistenza gloale
cosN #alutata non de#e superare il doppio di "uella del nucleo di calcestruzzo non con!inato$
4.1.!.#.8.! Verifiche di stabilit per elementi snelli
Le #eri!ic9e di stailit8 degli elementi snelli de#ono essere condotte attra#erso un:analisi del secondo ordine c9e tenga conto de)
gli e!!etti !lessionali delle azioni assiali sulla con!igurazione de!ormata degli elementi stessi$
1i de#e tenere adeguatamente conto delle imper!ezioni geometric9e e delle de!ormazioni #iscose per caric9i di lunga durata$
1i de#ono assumere legami !ra azioni interne e de!ormazioni in grado di descri#ere in modo adeguato il comportamento non li)
neare dei materiali e gli e!!etti della !essurazione delle sezioni$ Cautelati#amente il contriuto del calcestruzzo teso pu, essere
trascurato$
Snellezza limite per pilastri singoli
In #ia approssimata gli e!!etti del secondo ordine in pilastri singoli possono essere trascurati se la snellezza h non supera il #alore
limite

lim
25
v
= K4$&$4&L
do#e
` Q '
.d
3 (A
c
F !
cd
) A l:azione assiale adimensionale;
La snellezza A calcolata come rapporto tra la lung9ezza liera di in!lessione( l
/
( ed il raggio d:inerzia( i( della sezione di calce)
struzzo non !essurato:
hQ l
/
3 i K4$&$42L
do#e in particolare l
/
#a de!inita in ase ai #incoli d:estremit8 ed all:interazione con e#entuali elementi contigui$
Per le pareti il calcolo di l/ de#e tenere conto delle condizioni di #incolo sui "uattro lati e del rapporto tra le dimensioni principali
nel piano$

%ffetti globali negli edifici
Oli e!!etti gloali del secondo ordine negli edi!ici possono essere trascurati se A #eri!icata la seguente condizione:

2
c cd
.d
L
) I . (
0 ( & n
n
5& ( / P

+
K4$&$45L
do#e:
P
.d
A il carico #erticale totale (su elementi contro#entati e di contro#ento);
n A il numero di piani;
L A l:altezza totale dell:edi!icio sopra il #incolo ad incastro di ase;
.
cd
A il #alore di progetto del modulo elastico del calcestruzzo de!inito in % 4$&$2$&$7$5;
I
c
A il momento di inerzia della sezione di calcestruzzo degli elementi di contro#ento( ipotizzata interamente reagente$
4.1.!.#.8.# (etodi di &erifica
Per la #eri!ica di stailit8 si calcolano le sollecitazioni sotto le azioni di progetto risol#endo il sistema delle condizioni di e"uili)
rio comprensi#e degli e!!etti del secondo ordine e si #eri!ica la resistenza delle sezioni come precisato ai precedenti punti del
presente % 4$&$2$5$
Per i pilastri compressi di telai a nodi !issi( non altrimenti soggetti ad esplicite azioni !lettenti( #a comun"ue inserito nel modello
di calcolo un di!etto di rettilineit8 pari a &35// della loro altezza$
)nalisi elastica lineare
In #ia sempli!icata si pu, impostare il sistema risol#ente in !orma pseudolineare( utilizzando i coe!!icienti elastici corretti con i
contriuti del 2d ordine e una rigidezza !lessionale delle sezioni data da

c cd
I .
4 ( / &
5 ( /
.I
+
= K4$&$44)
do#e I
c
A il momento d:inerzia della sezione di calcestruzzo interamente reagente( e so#rapponendo gli e!!etti !lessionali a parit8
di s!orzi assiali$
Per i coe!!icienti elastici corretti si possono utilizzare le espressioni linearizzate nella #ariaile '
.d
(s!orzo assiale dell:elemento)$
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 44
)nalisi non lineare
Il sistema risol#ente si imposta assumendo adeguati modelli non lineari di comportamento dei materiali asati sui seguenti pa)
rametri:
!
cI
resistenza caratteristica del calcestruzzo;
.
cd
Q .
cm
3 S
C.
modulo elastico di progetto del calcestruzzo con S
C.
Q &(2;
i coe!!iciente di #iscosit8 del calcestruzzo (% &&$2$&/$6);
!
UI
tensione di sner#amento caratteristica dell:armatura;
.
s
modulo elastico dell:armatura$
Oltre al metodo generale asato sull:integrazione numerica delle cur#ature( si possono utilizzare metodi di elaorazione alge)
rizzati asati sulla concentrazione dell:e"uilirio nelle sezioni critic9e (per esempio il metodo della colonna modello)( per i "uali
si rimanda a documenti di compro#ata #alidit8$
4.1. !.#.1: Veri-i0a dell;an0ora''io delle barre di a00iaio 0on il 0al0estruzzo
L:ancoraggio delle arre( sia tese c9e compresse( de#e essere oggetto di speci!ica #eri!ica$
La #eri!ica di ancoraggio de#e tenere conto( "ualora necessario( dell:e!!etto d:insieme delle arre e della presenza di e#entuali
armature tras#ersali$
L:ancoraggio delle arre pu, essere utilmente migliorato mediante uncini terminali$ 1e presenti( gli uncini do#ranno a#ere raggio
interno adeguato4 tale da e#itare danni all:armatura e( ai !ini dell:aderenza( essi possono essere computati nella e!!etti#a misura
del loro s#iluppo in asse alla arra$ In assenza degli uncini la lung9ezza di ancoraggio de#e essere in ogni caso non minore di 2/
diametri( con un minimo di &4/ mm$
Particolari cautele de#ono essere adottate "uando si possono pre#edere !enomeni di !atica e di sollecitazioni ripetute$
4.1.3. 4.1.3. 4.1.3. 4.1.3. VERIFICHE PER SITUAZ VERIFICHE PER SITUAZ VERIFICHE PER SITUAZ VERIFICHE PER SITUAZIONI TRANSITORIE IONI TRANSITORIE IONI TRANSITORIE IONI TRANSITORIE
Per le situazioni costrutti#e transitorie( come "uelle c9e si 9anno durante le !asi della costruzione( do#ranno adottarsi tecnologie
costrutti#e e programmi di la#oro c9e non possano pro#ocare danni permanenti alla struttura o agli elementi strutturali e c9e
comun"ue non possano ri#ererarsi sulla sicurezza dell:opera$
Le entit8 delle azioni amientali da prendere in conto saranno determinate in relazione al tempo dell:azione transitoria e della
tecnologia esecuti#a$
4.1.4. 4.1.4. 4.1.4. 4.1.4. VERIFICHE PER SITUAZ VERIFICHE PER SITUAZ VERIFICHE PER SITUAZ VERIFICHE PER SITUAZIONI ECCEZIONALI IONI ECCEZIONALI IONI ECCEZIONALI IONI ECCEZIONALI
Le resistenze di progetto dei materiali ri!erite ad una speci!ica situazione di #eri!ica si ottengono con i seguenti coe!!icienti par)
ziali di sicurezza:
calcestruzzo e aderenza con le armature S
C
Q &(/
acciaio d:armatura S
1
Q &(/
4.1.5. 4.1.5. 4.1.5. 4.1.5. VERIFICHE MEDIANTE P VERIFICHE MEDIANTE P VERIFICHE MEDIANTE P VERIFICHE MEDIANTE PROVE SU STRUTTURE CA ROVE SU STRUTTURE CA ROVE SU STRUTTURE CA ROVE SU STRUTTURE CAMPIONE E SU MODELLI MPIONE E SU MODELLI MPIONE E SU MODELLI MPIONE E SU MODELLI
La resistenza e la !unzionalit8 di strutture e elementi strutturali pu, essere misurata attra#erso pro#e su campioni di adeguata
numerosit8$
La procedura di pro#a e di interpretazione delle misure sar8 e!!ettuata secondo norme di compro#ata #alidit8$

4.1.6. 4.1.6. 4.1.6. 4.1.6. DETTAGLI COSTRUTTIVI DETTAGLI COSTRUTTIVI DETTAGLI COSTRUTTIVI DETTAGLI COSTRUTTIVI
4.1.5.1 ELE%ENTI %ONODI%ENSIONALI< TRAVI E "ILASTRI
Con ri!erimento ai dettagli costrutti#i degli elementi strutturali in calcestruzzo #engono !ornite le indicazioni applicati#e necessa)
rie per l:ottenimento delle prescritte prestazioni$
>ette indicazioni si applicano se non sono in contrasto con pi@ restritti#e regole relati#e a costruzioni in zona sismica$
4.1.5.1.1 Aratura delle tra.i
L:area dell:armatura longitudinale in zona tesa non de#e essere in!eriore a

d b
f
f
26 , 0 A
t min s,
yk
ctm
=
e comun"ue non minore di /(//&5 F
t
F d K4$&$44L
do#e:

t
rappresenta la larg9ezza media della zona tesa; per una tra#e a T con piattaanda compressa( nel calcolare il #alore di
t
si
considera solo la larg9ezza dell:anima;
40 CAPITOLO 4
d A l:altezza utile della sezione;
!
ctm
A il #alore medio della resistenza a trazione assiale de!inita nel % &&$2$&/$2;
!
UI
A il #alore caratteristico della resistenza a trazione dell:armatura ordinaria$
'egli appoggi di estremit8 all:intradosso de#e essere disposta un:armatura e!!icacemente ancorata( calcolata applicando la regola
della traslazione della risultante delle trazioni do#ute al momento !lettente in !unzione dell:angolo di inclinazione assunto per le
ielle compresse di calcestruzzo nella #eri!ica al taglio$

Al di !uori delle zone di so#rapposizione( l:area di armatura tesa o compressa non de#e superare indi#idualmente A
s(maH
Q /(/4
A
c
( essendo A
c
l:area della sezione tras#ersale di calcestruzzo$
Le tra#i de#ono pre#edere armatura tras#ersale costituita da sta!!e con sezione complessi#a non in!eriore ad A
st
Q &(4 mmj3m
essendo lo spessore minimo dell:anima in millimetri( con un minimo di tre sta!!e al metro e comun"ue passo non superiore a
/(2 #olte l:altezza utile della sezione$
In ogni caso almeno il 4/P dell:armatura necessaria per il taglio de#e essere costituita da sta!!e$
.#entuali armature longitudinali compresse di diametro prese in conto nei calcoli di resistenza de#ono essere trattenute da
armature tras#ersali con spaziatura non maggiore di &4$

4.1.5.1.! Aratura dei &ilastri
'el caso di elementi sottoposti a pre#alente s!orzo normale( le arre parallele all:asse de#ono a#ere diametro maggiore od uguale
a &2 mm e non potranno a#ere interassi maggiori di 5// mm$ Inoltre la loro area non de#e essere in!eriore a
A
s(min
Q (/(&/ '
.d
3 !
Ud
) e comun"ue non minore di /(//5 A
c
K4$&$40L
do#e:
!
Ud
A la resistenza di progetto dell:armatura (ri!erita allo sner#amento)
'
.d
A la !orza di compressione assiale di progetto
A
c
A l:area di calcestruzzo$
Le armature tras#ersali de#ono essere poste ad interasse non maggiore di &2 #olte il diametro minimo delle arre impiegate per
l:armatura longitudinale( con un massimo di 24/ mm$ Il diametro delle sta!!e non de#e essere minore di 0 mm e di k del diame)
tro massimo delle arre longitudinali$
Al di !uori delle zone di so#rapposizione( l:area di armatura non de#e superare A
s(maH
Q /(/4 A
c
( essendo A
c
l:area della sezione
tras#ersale di calcestruzzo$
4.1.5.1.# Co&ri-erro e inter-erro
L:armatura resistente de#e essere protetta da un adeguato ricoprimento di calcestruzzo$ Oli elementi strutturali de#ono essere
#eri!icati allo stato limite di !essurazione secondo il % 4$&$2$2$4$
Al !ine della protezione delle armature dalla corrosione( lo strato di ricoprimento di calcestruzzo (copri!erro) de#e essere dimen)
sionato in !unzione dell:aggressi#it8 dell:amiente e della sensiilit8 delle armature alla corrosione( tenendo anc9e conto delle
tolleranze di posa delle armature$
Per consentire un omogeneo getto del calcestruzzo( il copri!erro e l:inter!erro delle armature de#ono essere rapportati alla dimen)
sione massima degli inerti impiegati$
Il copri!erro e l:inter!erro delle armature de#ono essere dimensionati anc9e con ri!erimento al necessario s#iluppo delle tensioni
di aderenza con il calcestruzzo$
4.1.5.1.4 An0ora''io delle barre e loro 'iunzioni
Le armature longitudinali de#ono essere interrotte o##ero so#rapposte pre!eriilmente nelle zone compresse o di minore solleci)
tazione$
La continuit8 !ra le arre pu, e!!ettuarsi mediante:
[ so#rapposizione( calcolata in modo da assicurare l:ancoraggio di ciascuna arra$ In ogni caso la lung9ezza di so#rapposizione
nel tratto rettilineo de#e essere non minore di "uanto prescritto al % 4$&$2$5$&/$ La distanza mutua (inter!erro) nella so#rapposi)
zione non de#e superare 4 #olte il diametro( soluzioni di#erse possono essere adottate seguendo normati#e di compro#ata #a)
lidit8;
[ saldature( eseguite in con!ormit8 alle norme in #igore sulle saldature$ >e#ono essere accertate la saldailit8 degli acciai c9e
#engono impiegati( nonc9B la compatiilit8 !ra metallo e metallo di apporto nelle posizioni o condizioni operati#e pre#iste nel
progetto esecuti#o;
[ giunzioni meccanic9e per arre di armatura$ Tali tipi di giunzioni de#ono essere pre#enti#amente #alidati mediante pro#e spe)
rimentali$
Per arre di diametro l M52 mm occorrer8 adottare particolari cautele negli ancoraggi e nelle so#rapposizioni$
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 46
'ellXassemlaggio o unione di due arre o elementi di armatura di acciaio per cemento armato possono essere usate giunzioni
meccanic9e mediante manicotti c9e garantiscano la continuit8$ Le giunzioni meccanic9e possono essere progettate con ri!erimen)
to a normati#e o documenti di compro#ata #alidit8$
4.1.7. 4.1.7. 4.1.7. 4.1.7. ESECUZIONE ESECUZIONE ESECUZIONE ESECUZIONE
Tutti i progetti de#ono contenere la descrizione delle speci!ic9e di esecuzione in !unzione della particolarit8 dell:opera( del clima(
della tecnologia costrutti#a$
In particolare il documento progettuale de#e contenere la descrizione dettagliata delle cautele da adottare per gli impasti( per la
maturazione dei getti( per il disarmo e per la messa in opera degli elementi strutturali$ Analoga attenzione do#r8 essere posta nel)
la progettazione delle armature per "uanto riguarda: la de!inizione delle posizione( le tolleranze di esecuzione e le modalit8 di
piegatura$
1i potr8 a tal !ine !are utile ri!erimento alla norma -'I .' &506/)&:2//& f.secuzione di strutture in calcestruzzo *e"uisiti co)
munig$
4.1.8. 4.1.8. 4.1.8. 4.1.8. NORME ULTERIORI PER NORME ULTERIORI PER NORME ULTERIORI PER NORME ULTERIORI PER IL CALCESTRUZZO ARMA IL CALCESTRUZZO ARMA IL CALCESTRUZZO ARMA IL CALCESTRUZZO ARMATO PRECOMPRESSO TO PRECOMPRESSO TO PRECOMPRESSO TO PRECOMPRESSO
I sistemi di precompressione con armature( pre#isti dalla presente norma( possono essere a ca#i scorre#oli ancorati alle estremit8
(sistemi post)tesi) o a ca#i aderenti (sistemi pre)tesi)$
La condizione di carico conseguente alla precompressione si cominer8 con le altre (peso proprio( caric9i permanenti e #ariai)
liT) al !ine di a#ere le pi@ s!a#ore#oli condizioni di sollecitazione$
'el caso della post)tensione( se le armature di precompressione non sono rese aderenti al conglomerato cementizio dopo la tesa)
tura mediante opportune iniezioni di malta all:interno delle guaine (ca#i non aderenti)( si de#e tenere conto delle conseguenze
dello scorrimento relati#o acciaio)calcestruzzo$
Le presenti norme non danno indicazioni su come trattare i casi di precompressione a ca#i non aderenti per i "uali si potr8 !are
ri!erimento ad -'I .' &772)&)&$
'el caso sia pre#ista la parzializzazione delle sezioni nelle condizioni di esercizio( particolare attenzione de#e essere posta alla
resistenza a !atica dell:acciaio in presenza di sollecitazioni ripetute$
4.1.7.1 VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA / NOR%E DI CALCOLO
4.1.7.1.1 Stati liite ultii

Per la #alutazione della resistenza degli elementi strutturali #ale "uanto stailito al % 4$&$2$5( tenendo presente c9e per la #eri!ica
delle sezioni si assumer8 il #alore di progetto della !orza di precompressione con il coe!!iciente parziale SP Q &( secondo "uanto
pre#isto al punto % 2$0$&$
Per le #eri!ic9e di resistenza locale degli ancoraggi delle armature di precompressione( si assumer8( in#ece( un #alore di progetto
della !orza di precompressione con SP Q &(2$

4.1.7.1.! Stati liite di eser0izio
=ale "uanto stailito al % 4$&$2$2$ Per la #alutazione degli stati di de!ormazione e di tensione si de#ono tenere in conto gli e!!etti
delle cadute di tensione per i !enomeni reologici c9e comportano de!ormazioni di!!erite dei materiali: ritiro e #iscosit8 del calce)
struzzo( rilassamento dell:acciaio$
'ella #alutazione della precompressione nel caso di armatura post)tesa la tensione iniziale #a calcolata deducendo dalla tensione al
martinetto la perdita per rientro degli apparecc9i di ancoraggio e scorrimento dei !ili e le perdite per attrito lungo il ca#o$
'elle strutture ad armatura pre)tesa si de#e considerare la caduta di tensione per de!ormazione elastica$
Per le limitazioni degli stati tensionali nelle condizioni di esercizio( per tutte le strutture precompresse( #algono le prescrizioni
riportate al % 4$&$2$2$4$
4.1.7.1.# Tensioni di eser0izio nel 0al0estruzzo a 0adute a..enute
=ale "uanto stailito al % 4$&$2$2$4$
'on sono ammesse tensioni di trazione ai lemi nelle strutture costruite per conci pre!aricati( "uando non sia possiile dispor)
re l:armatura ordinaria c9e assore lo s!orzo di trazione$
4.1.7.1.4 Tensioni iniziali nel 0al0estruzzo
All:atto della precompressione le tensioni di compressione non deono superare il #alore:
Y
c
_ /(0/ !
cIm
K4$&$46L
42 CAPITOLO 4
essendo !
cIm
la resistenza caratteristica del calcestruzzo all:atto del tiro$
Per elementi con armatura pre)tesa( la tensione del calcestruzzo al momento del tras!erimento della pretensione pu, essere au)
mentata sino al #alore /(6/ !
cIm$

'ella zona di ancoraggio delle armature di precompressione si possono tollerare compressioni locali Y
c
prodotte dagli apparecc9i
di ancoraggio pari a:
Y
c
_ c !
cd
K4$&$42L
do#e
Yc Q S
P
P 3 A/ A la pressione agente sull:impronta caricata di area A/;
P A la !orza iniziale di tesatura nel ca#o (S
P
Q&(2);
!cd Q !cIm 3 Sc A la resistenza cilindrica del calcestruzzo all:atto della precompressione;
c J 5 A un !attore di so#raresistenza c9e dipende da:
il rapporto A/3A& tra l:area caricata e "uella circostante interessata;
la posizione dell:impronta caricata rispetto ai ordi della sezione;
le e#entuali inter!erenze con aree interessate #icine$
Per i #alori di c #anno impiegate !ormule di compro#ata a!!idailit8$
1i raccomanda di disporre idonee armature in grado di e"uilirare le !orze di trazione tras#ersali do#ute all:e!!etto del carico$
?ualora le aree di in!luenza di apparecc9i #icini si so#rappongano( le azioni #anno sommate e ri!erite all:area complessi#a$
4.1.7.1.3 Tensioni liite &er 'li a00iai da &re0o&ressione
Per le tensioni in esercizio a perdite a##enute #ale "uanto stailito al % 4$&$2$2$4$2 o#e si sostituisca !
p(/(&)I
( !
p(&)I
o !
pUI
a !
UI
$
Le tensioni iniziali de#ono rispettare le pi@ restritti#e delle seguenti limitazioni:
Y
spi
_ /(24 !
p(/(&)I
Y
spi
_ /(64 !
ptI
per armatura post)tesa
K4$&$47L
Y
spi
_ /(7/ !
p(/(&)I
Y
spi
_ /(2/ !
ptI
per armatura pre)tesa
o#e si sostituisca !
p(&)I
o !
pUI
a !
p(/(&)I
( se del caso$
In entrami i casi A ammessa una so#ratensione( in misura non superiore a /(/4 !
p(/(&)I
$
4.1.7.! DETTA+LI COSTRUTTIVI "ER IL CE%ENTO AR%ATO "RECO%"RESSO
Con ri!erimento ai dettagli costrutti#i degli elementi strutturali in calcestruzzo armato precompresso( ai punti seguenti del pre)
sente paragra!o #engono !ornite le indicazioni applicati#e necessarie per l:ottenimento delle prescritte prestazioni$
4.1.7.!.1 Aratura lon'itudinale ordinaria
'elle tra#i precompresse con esclusione delle tra#i a conci( anc9e in assenza di tensioni di trazione in cominazione rara( la per)
centuale di armatura longitudinale ordinaria non do#r8 essere in!eriore allo /(&P dell:area complessi#a dell:anima e
dell:e#entuale ringrosso dal lato dei ca#i$
'el caso sia pre#ista la parzializzazione della sezione in esercizio( le arre longitudinali di armatura ordinaria de#ono essere di)
sposte nella zona della sezione c9e risulta parzializzata$
4.1.7.!.! Sta--e
'elle tra#i do#ranno disporsi sta!!e a#enti sezione complessi#a non in!eriore a "uanto prescritto al punto % 4$&$0$&$&$ In prossimi)
t8 di caric9i concentrati o delle zone d:appoggio #algono le prescrizioni di cui al % 4$&$2$5$4$
In presenza di torsione #algono le prescrizioni di cui al % 4$&$2$5$0$
4.1.7.# ESECUZIONE DELLE O"ERE IN CALCESTRUZZO AR%ATO "RECO%"RESSO
Per "uanto riguarda lo strato di ricoprimento di calcestruzzo necessario alla protezione delle armature dalla corrosione( si riman)
da al % 4$&$0$&$5$
'el caso di armature pre)tese( nella testata i tre!oli de#ono essere ricoperti con adeguato materiale protetti#o( o con getto in ope)
ra$
'el caso di armature post)tese( gli apparecc9i d:ancoraggio della testata de#ono essere protetti in modo analogo$
All:atto della messa in tiro si deono misurare contemporaneamente lo s!orzo applicato e l:allungamento conseguito.
La distanza minima netta tra le guaine de#e essere commisurata sia alla massima dimensione dell:aggregato impiegato sia al di)
ametro delle guaine stesse in relazione rispetti#amente ad un omogeneo getto del calcestruzzo !resco ed al necessario s#iluppo
delle tensioni di aderenza con il calcestruzzo$
I risultati conseguiti nelle operazioni di tiro( le letture ai manometri e gli allungamenti misurati( #anno registrati in apposite ta)
elle e con!rontate con le tensioni iniziali delle armature e gli allungamenti teorici pre#isti in progetto$
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 47
La protezione dei ca#i scorre#oli #a eseguita mediante l:iniezione di adeguati materiali atti a pre#enire la corrosione ed a !ornire
la ric9iesta aderenza$
Per la uona esecuzione delle iniezioni A necessario c9e le stesse #engano eseguite secondo apposite procedure di controllo della
"ualit8$
4.1.9. 4.1.9. 4.1.9. 4.1.9. NORME ULTERIORI PER NORME ULTERIORI PER NORME ULTERIORI PER NORME ULTERIORI PER I SOLAI I SOLAI I SOLAI I SOLAI
1i intendono come solai le strutture idimensionali piane caricate ortogonalmente al proprio piano( con pre#alente comporta)
mento resistente monodirezionale$
4.1.8.1 SOLAI %ISTI DI C.A. E C.A.". E =LOCC>I $ORATI IN LATERIZIO O IN CALCESTRUZZO
'ei solai misti in calcestruzzo armato normale e precompresso e locc9i !orati in laterizio o in calcestruzzo( i locc9i in laterizio
9anno !unzione di alleggerimento e di aumento della rigidezza !lessionale del solaio$ .ssi si suddi#idono in locc9i collaoranti e
non collaoranti$
'el caso di locc9i non collaoranti la resistenza allo stato limite ultimo A a!!idata al calcestruzzo ed alle armature ordinarie e3o
di precompressione$ 'el caso di locc9i collaoranti "uesti partecipano alla resistenza in modo solidale con gli altri materiali$
4.1.8.! SOLAI %ISTI DI C.A. E C.A.". E =LOCC>I DIVERSI DAL LATERIZIO
Possono utilizzarsi per realizzare i solai misti di calcestruzzo armato e calcestruzzo armato precompresso anc9e locc9i di#ersi
dal laterizio( con sola !unzione di alleggerimento$
I locc9i in calcestruzzo leggero di argilla espansa( calcestruzzo normale sagomato( polistirolo( materie plastic9e( elementi orga)
nici mineralizzati ecc( de#ono essere dimensionalmente staili e non !ragili( e capaci di seguire le de!ormazioni del solaio$
4.1.8.# SOLAI REALIZZATI CON L;ASSOCIAZIONE DI CO%"ONENTI "RE$A==RICATI IN C.A. E C.A.".
I componenti di "uesti tipi di solai de#ono rispettare le norme di cui al presente % 4$&$
Oltre a "uanto indicato nei precedenti paragra!i relati#amente allo stato limite di de!ormazione( de#ono essere tenute presenti le
seguenti norme complementari$
I componenti de#ono essere pro##isti di opportuni dispositi#i e magisteri c9e assicurino la congruenza delle de!ormazioni tra i
componenti stessi accostati( sia per i caric9i ripartiti c9e per "uelli concentrati$ In assenza di soletta collaorante armata o in di!)
!ormit8 rispetto alle prescrizioni delle speci!ic9e norme tecnic9e europee( l:e!!icacia di tali dispositi#i de#e essere certi!icata me)
diante pro#e sperimentali$
?uando si #oglia realizzare una ridistriuzione tras#ersale dei caric9i A necessario c9e il solaio cosN composto aia dei compo)
nenti strutturali ortogonali alla direzione dell:elemento resistente principale$
?ualora il componente #enga integrato da un getto di completamento all:estradosso( "uesto de#e a#ere uno spessore non in!erio)
re a 4/ mm ed essere dotato di una armatura di ripartizione a maglia incrociata e si de#e #eri!icare la trasmissione delle azioni di
taglio !ra elementi pre!aricati e getto di completamento( tenuto conto degli stati di coazione c9e si creano per le di#erse caratte)
ristic9e reologic9e dei calcestruzzi( del componente e dei getti di completamento$
4.1.10. 4.1.10. 4.1.10. 4.1.10. NORME ULTERIORI PER NORME ULTERIORI PER NORME ULTERIORI PER NORME ULTERIORI PER LE STRUTTURE PREFA LE STRUTTURE PREFA LE STRUTTURE PREFA LE STRUTTURE PREFARICATE RICATE RICATE RICATE
Formano oggetto del presente paragra!oi componenti strutturali pre!aricati in calcestruzzo armato( normale o precompresso
(nel seguito detti componenti) c9e rispondono alle speci!ic9e prescrizioni del presente % 4$&( ai metodi di calcolo di cui ai %% 2$0 e
2$6 e c9e( singolarmente o assemlati tra di loro o##ero con parti costruite in opera( siano utilizzati per la realizzazione di opere
di ingegneria ci#ile$
*ientrano nel campo di applicazione delle presenti norme i componenti prodotti in stailimenti permanenti o in impianti tempo)
ranei allestiti per uno speci!ico cantiere( o##ero realizzati a piB d:opera$
Componenti di serie de#ono intendersi unicamente "uelli prodotti in stailimenti permanenti( con tecnologia ripetiti#a e processi
industrializzati( in tipologie prede!inite per campi dimensionali e tipi di armature$
>i produzione occasionale si intendono i componenti prodotti senza il presupposto della ripetiti#it8 tipologica$
Il componente de#e garantire i li#elli di sicurezza e prestazione sia come componente singolo( nelle !asi transitorie di s!ormatura(
mo#imentazione( stoccaggio( trasporto e montaggio( sia come elemento di un pi@ complesso organismo strutturale una #olta in)
stallato in opera$
I componenti in possesso di attestato di con!ormit8 secondo una speci!ica tecnica europea elaorata ai sensi della diretti#a
273&/03C.. (marcatura C.) ed i cui ri!erimenti sono pulicati sulla Oazzetta -!!iciale dell:-nione .uropea sono intesi a#er con
ci, assolto ogni re"uisito procedurale di cui al deposito ai sensi dell:art$ 7 della legge 4 no#emre &76&( n$ &/20 e alla certi!icazio)
ne di idoneit8 di cui agli art$ & e 6 della legge 2 !eraio &764( n$ 04$ *esta l:oligo del deposito della documentazione tecnica
presso l:u!!icio regionale competente ai sensi della #igente legislazione in materia$
'el caso di prodotti coperti da marcatura C.( de#ono essere comun"ue rispettati( laddo#e applicaili( i %% &&$2$2( &&$2$5$4 e &&$2$4
delle presenti 'orme Tecnic9e$
0/ CAPITOLO 4
4.1.1:.1 "RODOTTI "RE$A==RICATI NON SO++ETTI A %ARCATURA CE
Per gli elementi strutturali pre!aricati "ui disciplinati( "uando non soggetti ad attestato di con!ormit8 o##ero >ic9iarazione di
Prestazione secondo una speci!ica tecnica armonizzata elaorata ai sensi della >iretti#a 273&/03C.. o del *egolamento -.
5/432/&& (marcatura C.) e i cui ri!erimenti sono pulicati sulla Oazzetta -!!iciale dell:-nione .uropea( sono pre#iste due cate)
gorie di produzione:
serie dic9iarata
serie controllata
I componenti per i "uali non sia applicaile la marcatura C.( ai sensi del >P* 240375 di recepimento della >iretti#a 273&/03C..
o##ero del *egolamento -. 5/432/&&( de#ono essere realizzati attra#erso processi sottoposti ad un sistema di controllo della
produzione ed i produttori di componenti in serie dic9iarata ed in serie controllata( de#ono altresN pro##edere alla pre#enti#a
"uali!icazione del sistema di produzione( con le modalit8 indicate nel % &&$2$
4.1.1:.! "RODOTTI "RE$A==RICATI IN SERIE
*ientrano tra i prodotti pre!aricati in serie:
i componenti di serie per i "uali A stato e!!ettuato il deposito ai sensi dell:art$ 7 della legge 4 no#emre &76& n$ &/20;
i componenti per i "uali A stata rilasciata la certi!icazione di idoneit8 ai sensi degli articoli & e 6 della legge 2 !eraio &764 n$
04;
ogni altro componente compreso nella de!inizione di cui al 5d comma del % 4$&$&/$
4.1.1:.!.1 "rodotti &re-abbri0ati in serie di09iarata
*ientrano in serie dic9iarata i componenti di serie c9e( pur appartenendo ad una tipologia prede!inita( #engono progettati di #ol)
ta in #olta su commessa per dimensioni ed armature (serie tipologica)$
Per le tipologie prede!inite il produttore do#r8 pro##edere( nell:amito delle modalit8 di "uali!icazione della produzione di cui al
% &&$2( al deposito della documentazione tecnica relati#a al processo produtti#o ed al progetto tipo presso il +inistero delle In!ra)
strutture 1er#izio Tecnico Centrale$
Per ogni singolo impiego delle serie tipologic9e la speci!ica documentazione tecnica dei componenti prodotti in serie do#r8 esse)
re allegata alla documentazione progettuale depositata presso l:-!!icio regionale competente( ai sensi della #igente legislazione in
materia$
*ientrano altresN in serie dic9iarata i componenti di serie costituiti da un tipo compiutamente determinato( prede!inito in dimen)
sioni ed armature sulla ase di un progetto depositato (serie ripetiti#a)$
Per ogni tipo di componente( o per ogni !amiglia omogenea di tipi( il produttore do#r8 pro##edere( nell:amito delle modalit8 di
"uali!icazione della produzione di cui al % &&$2( al deposito della documentazione tecnica relati#a al processo produtti#o ed al
progetto speci!ico presso il 1er#izio Tecnico Centrale del Consiglio 1uperiore dei La#ori Pulici$
Per ogni singolo impiego delle serie ripetiti#e( sar8 su!!iciente allegare alla documentazione progettuale depositata presso
l:-!!icio regionale competente( ai sensi della #igente legislazione in materia( gli estremi del deposito presso il 1er#izio Tecnico
Centrale$
4.1.1:.!.! "rodotti &re-abbri0ati in serie 0ontrollata
Per serie controllata si intende la produzione di serie c9e( oltre ad a#ere i re"uisiti speci!icati per la serie dic9iarata( sia eseguita
con procedure c9e pre#edono #eri!ic9e sperimentali su prototipo e controllo permanente della produzione( come speci!icato al %
&&$2$
>e#ono essere prodotti in serie controllata:
[ i componenti costituiti da assetti strutturali non consueti;
[ i componenti realizzati con l:impiego di calcestruzzi speciali o di classe M C 44344;
[ i componenti armati o precompressi con spessori( anc9e locali( in!eriori a 4/ mm;
[ i componenti il cui progetto sia redatto su modelli di calcolo non pre#isti dalle presenti 'orme Tecnic9e$
Per i componenti ricadenti in uno dei casi sopra elencati( A oligatorio il rilascio pre#enti#o dell:autorizzazione alla produzione(
secondo le procedure di cui al % &&$2$4$5$
4.1.1:.# RES"ONSA=ILIT? E CO%"ETENZE
Il Progettista e il >irettore tecnico dello stailimento di pre!aricazione( ciascuno per le proprie competenze( sono responsaili
della capacit8 portante e della sicurezza del componente( sia incorporato nell:opera( sia durante le !asi di trasporto !ino a piA
d:opera$
n responsailit8 del progettista e del >irettore dei la#ori del complesso strutturale di cui l:elemento !a parte( ciascuno per le pro)
prie competenze( la #eri!ica del componente durante il montaggio( la messa in opera e l:uso dell:insieme strutturale realizzato$
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 0&
I componenti prodotti negli stailimenti permanenti de#ono essere realizzati sotto la responsailit8 di un >irettore tecnico dello
stailimento( dotato di adeguata ailitazione pro!essionale( c9e assume le responsailit8 proprie del >irettore dei la#ori$
I componenti di produzione occasionale de#ono inoltre essere realizzati sotto la #igilanza del >irettore dei la#ori dell:opera di
destinazione$
I !unzionari del 1er#izio Tecnico Centrale potranno accedere anc9e senza prea##iso agli stailimenti di produzione dei compo)
nenti pre!aricati per l:accertamento del rispetto delle presenti norme$
4.1.1:.4 "ROVE SU CO%"ONENTI
Per #eri!icare le prestazioni di un nuo#o prodotto o di una nuo#a tecnologia produtti#a ed accertare l:a!!idailit8 dei modelli di
calcolo impiegati nelle #eri!ic9e di resistenza( prima di dare inizio alla produzione corrente A necessario eseguire delle pro#e di
carico su di un adeguato numero di prototipi al #ero( portati !ino a rottura$
Tali pro#e sono oligatorie( in aggiunta alle pro#e correnti sui materiali di cui al Capitolo &&( per le produzioni in serie control)
lata$
4.1.1:.3 NOR%E CO%"LE%ENTARI
Le #eri!ic9e del componente #anno !atte con ri!erimento al li#ello di maturazione e di resistenza raggiunto( controllato mediante
pro#e sui materiali di cui al % &&$2$5$& ed e#entuali pro#e su prototipo prima della mo#imentazione del componente e del cimento
statico dello stesso$
I dispositi#i di solle#amento e mo#imentazione deono essere esplicitamente pre#isti nel progetto del componente strutturale e
realizzati con materiali appropriati e dimensionati per le sollecitazioni pre#iste$
Il copri!erro degli elementi pre!aricati de#e rispettare le regole generali di cui al presente % 4$&$
4.1.1:.3.1 A&&o''i
Per i componenti appoggiati in #ia de!initi#a( particolare attenzione #a posta alla posizione e dimensione dell:apparecc9io
d:appoggio( sia rispetto alla geometria dell:elemento di sostegno( sia rispetto alla sezione terminale dell:elemento portato( tenen)
do nel do#uto conto le tolleranze dimensionali e di montaggio e le de!ormazioni per !enomeni reologici e3o termici$
I #incoli pro##isori o de!initi#i de#ono essere progettati con particolare attenzione e( se necessario( #alidati attra#erso pro#e spe)
rimentali$
Oli appoggi scorre#oli de#ono essere dimensionati in modo da consentire gli spostamenti relati#i pre#isti senza perdita della ca)
pacit8 portante$
4.1.1:.3.! Realizzazione delle unioni e dei 0olle'aenti
Le unioni ed i collegamenti !ra elementi pre!aricati de#ono a#ere resistenza e de!ormailit8 coerenti con le ipotesi progettuali e
de#ono essere "uali!icati secondo "uanto pre#isot al pertinente paragra!o del Cap&&$2$
4.1.1:.3.# Tolleranze
Il progetto de#e indicare le tolleranze minime di produzione c9e do#r8 rispettare il componente$ Il componente c9e non rispetta
tali tolleranze( sar8 giudicato non con!orme e "uindi potr8 essere consegnato in cantiere per l:utilizzo nella costruzione solo dopo
pre#enti#a accettazione da parte del >irettore dei la#ori$
Il progetto dell:opera de#e altresN tener conto delle tolleranze di produzione( tracciamento e montaggio assicurando un coerente !un)
zionamento del complesso strutturale$
Il montaggio dei componenti ed il completamento dell:opera de#ono essere con!ormi alle pre#isioni di progetto$ 'el caso si #eri)
!icassero delle non con!ormit8( "ueste de#ono essere analizzate dal >irettore dei la#ori nei riguardi delle e#entuali necessarie mi)
sure corretti#e$
4.1.11. 4.1.11. 4.1.11. 4.1.11. CALCESTRUZZO A ASSA CALCESTRUZZO A ASSA CALCESTRUZZO A ASSA CALCESTRUZZO A ASSA PERCENTUALE DI ARMAT PERCENTUALE DI ARMAT PERCENTUALE DI ARMAT PERCENTUALE DI ARMATURA O NON ARMATO URA O NON ARMATO URA O NON ARMATO URA O NON ARMATO
Il calcestruzzo a assa percentuale di armatura A "uello per il "uale la percentuale di armatura messa in opera A minore di "uella
minima necessaria per il calcestruzzo armato o la "uantit8 media in peso di acciaio per metro cuo di calcestruzzo A in!eriore a
/(5 I'$
1ia il calcestruzzo a assa percentuale di armatura( sia "uello non armato possono essere impiegati solo per elementi secondari o
per strutture massicce o estese$
4.1.11.1 VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA ( NOR%E DI CALCOLO
Per le #eri!ic9e di resistenza delle sezioni sotto s!orzi normali si adottano le competenti ipotesi tratte dal % 4$&$2$5$4$&$ Per una se)
zione rettangolare di lati a e soggetta ad una !orza normale '.d con una eccentricit8 e nella direzione del lato a la #eri!ica di re)
sistenza allo 1L-( con il modello (c) di % 4$&$2$&$2$&( si pone con
'.d J '*d Q !cd H

02 CAPITOLO 4
con H Q a 2e$
La #eri!ica di resistenza della stessa sezione rettangolare di lati a e soggetta anc9e ad un s!orzo di taglio =.d nella direzione del
lato a si pone con
=.d J =*d Q !c#d H 3 &(4
con
!c#d Q (!
2
ctdEc!ctd) per cJclim
!c#d Q ( !
2
ctdEc!ctd)
2
34) per cMclim
do#e
c Q '.d 3 H
Q c ) clim
climQ !cd 2 ( !
2
ctdE!cd !ctd)
4.1.12. 4.1.12. 4.1.12. 4.1.12. CALCESTRUZZO DI AGGR CALCESTRUZZO DI AGGR CALCESTRUZZO DI AGGR CALCESTRUZZO DI AGGREGATI LEGGERI EGATI LEGGERI EGATI LEGGERI EGATI LEGGERI !LC" !LC" !LC" !LC"
Il presente capitolo si applica ai calcestruzzi di aggregati leggeri minerali( arti!iciali o naturali( con esclusione dei calcestruzzi ae)
rati$
Per le classi di densit8 e di resistenza normalizzate pu, !arsi utile ri!erimento a "uanto riportato nella norma -'I .' 2/0)&:2//0$
1ulla ase della denominazione normalizzata come de!inita in % 4$& per il calcestruzzo di peso normale( #engono ammesse classi
di resistenza !ino alla classe LC4430/$
I calcestruzzi delle di#erse classi tro#ano impiego secondo "uanto riportato nella Ta$ 4$&$II$
=algono le speci!ic9e prescrizioni sul controllo della "ualit8 date in % 4$& e in % &&$&$
4.1.1!.1 NOR%E DI CALCOLO
Per il progetto delle strutture in calcestruzzo di aggregati leggeri #algono in genere le norme date nei % 4$& ( con la resistenza a
trazione di progetto pari a
!
ctd
Q/(24 !
ctI
3S
c
K4$&$4/L
In particolare non possono impiegarsi arre di diametro l M52 mm$ Per ogni indicazione applicati#a si potr8 !are utile ri!erimen)
to alla sezione && di -'I .' &772)&)&$
4.1.13. 4.1.13. 4.1.13. 4.1.13. RESISTENZA AL FUOCO RESISTENZA AL FUOCO RESISTENZA AL FUOCO RESISTENZA AL FUOCO
Le #eri!ic9e di resistenza al !uoco potranno eseguirsi con ri!erimento a -'I .' &772)&)2( utilizzando i coe!!icienti S
+
(% 4$&$4) re)
lati#i alle cominazioni eccezionali ed assumendo il coe!!iciente R
cc
pari a &(/$
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 05
4.2. 4.2. 4.2. 4.2. COSTRUZIONI DI ACCIA COSTRUZIONI DI ACCIA COSTRUZIONI DI ACCIA COSTRUZIONI DI ACCIAIO IO IO IO
Le presenti norme de!iniscono i principi e le regole generali per soddis!are i re"uisiti di sicurezza delle costruzioni con struttura
di acciaio e regole speci!ic9e per gli edi!ici$
I re"uisiti per l:esecuzione di strutture di acciaio( al !ine di assicurare un adeguato li#ello di resistenza meccanica e stailit8( di
e!!icienza e di durata de#ono essere con!ormi alle -'I .' &/7/)2:2/&& ) .secuzione di strutture di acciaio e di alluminio ) Parte 2:
*e"uisiti tecnici per strutture di acciaio
4.2.1. 4.2.1. 4.2.1. 4.2.1. MATERIALI MATERIALI MATERIALI MATERIALI
4.!.1.1 ACCIAIO LA%INATO
Oli acciai per impiego strutturale de#ono appartenere ai gradi da 1254 a 140/ e le loro caratteristic9e de#ono essere con!ormi ai
re"uisiti di cui al % &&$5$4 delle presenti norme$
Per le applicazioni nelle zone dissipati#e delle costruzioni soggette ad azioni sismic9e sono ric9iesti ulteriori re"uisiti speci!icati
nel % &&$5$4$7 delle presenti norme$
In sede di progettazione( per gli acciai di cui alle norme europee armonizzate .' &//24( .' &/2&/ ed .' &/2&7)&( si possono as)
sumere nei calcoli i #alori nominali delle tensioni caratteristic9e di sner#amento !
UI
e di rottura !
tI
riportati nelle taelle seguenti$
Tab. 4.!.I Laminati a caldo con profili a sezione aperta
Nore e @ualit, de'li a00iai
S&essore noinale AtB dell;eleento
t C 4: 4: D t C 7:
-
E2
FNG
!
H -
t2
FNG
!
H -
E2
FNGIH -
t2
FNGIH
-'I .' &//24)2
1 254 254 50/ 2&4 50/
1 264 264 45/ 244 4&/
1 544 544 4&/ 554 46/
1 44/ 44/ 44/ 42/ 44/
-'I .' &//24)5
1 264 '3'L 264 57/ 244 56/
1 544 '3'L 544 47/ 554 46/
1 42/ '3'L 42/ 42/ 57/ 42/
1 40/ '3'L 40/ 44/ 45/ 44/
-'I .' &//24)4
1 264 +3+L 264 56/ 244 50/
1 544 +3+L 544 46/ 554 44/
1 42/ +3+L 42/ 42/ 57/ 4//
1 40/ +3+L 40/ 44/ 45/ 45/
-'I .' &//24)4
1 254 o 254 50/ 2&4 54/
1 544 o 544 4&/ 554 47/

Tab. 4.!.II ) Laminati a caldo con profili a sezione cava
Nore e @ualit, de'li a00iai
S&essore noinale AtB dell;eleento
t C 4: 4: D t C 7:
-
E2
FNG
!
H -
t2
FNG
!
H -
E2
FNG
!
H -
t2
FNG
!
H
-'I .' &/2&/)&
1 254 p 254 50/ 2&4 54/
1 264 p 264 45/ 244 4&/
1 544 p 544 4&/ 554 47/
1 264 'p3'Lp 264 57/ 244 56/
1 544 'p3'Lp 544 47/ 554 46/
1 42/ 'p3'Lp 42/ 44/ 57/ 42/
1 40/ 'p3'Lp 40/ 40/ 45/ 44/
-'I .' &/2&7)&
1 254 p 254 50/
1 264 p 264 45/
1 544 p 544 4&/

1 264 'p3'Lp 264 56/
1 544 'p3'Lp 544 46/

04 CAPITOLO 4
1 264 +p3+Lp 264 50/
1 544 +p3+Lp 544 46/

1 42/ +p3+Lp 42/ 4//

140/ +p3+Lp 40/ 45/

4.!.1.! ACCIAIO INOSSIDA=ILE
Oli acciai inossidaili per impieg9i strutturali de#ono essere con!ormi a "uanto pre#isto nel % &&$5$4$2$Per "uanto attiene alla pro)
gettazione strutturale con acciai inossidaili( le indicazioni e le regole indicate nella presente norma de#ono essere integrate da
norme di compro#ata #alidit8( "uali( ad esempio( la -'I .' &775)&)4 f%urocodice &. 'rogettazione delle strutture di acciaio 'arte (-)*
+egole generali - Criteri supplementari per acciai inossidabilig$
4.!.1.# SALDATURE
I procedimenti di saldatura e i materiali di apporto de#ono essere con!ormi ai re"uisiti di cui al % &&$5$4 delle presenti norme$
Per l:omologazione degli elettrodi da impiegare nella saldatura ad arco pu, !arsi utile ri!erimento allanorma -'I .' 240/:2/&/$
Per gli altri procedimenti di saldatura de#ono essere impiegati i !ili( !lussi o gas di cui alle pro#e di "uali!ica del procedimento$
Le caratteristic9e dei materiali di apporto (tensione di sner#amento( tensione di rottura( allungamento a rottura e resilienza) de)
#ono( sal#o casi particolari precisati dal progettista( essere e"ui#alenti osuperiori alle corrispondenti caratteristic9e delle parti
collegate$
4.!.1.4 =ULLONI E C>IODI
I ulloni e i c9iodi per collegamenti di !orza de#ono essere con!ormi ai re"uisiti di cui al % &&$5$4 delle presenti norme$
I #alori della tensione di sner#amento !
U
e della tensione di rottura !
t
dei ulloni( da adottare nelle #eri!ic9e "uali #alori caratte)
ristici sono speci!icati nel % &&$5$4$0 delle presenti norme$
4.2.2. 4.2.2. 4.2.2. 4.2.2. VALUTAZIONE DELLA SI VALUTAZIONE DELLA SI VALUTAZIONE DELLA SI VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA CUREZZA CUREZZA CUREZZA
La #alutazione della sicurezza A condotta secondo i principi !ondamentali illustrati nel Capitolo 2$
I re"uisiti ric9iesti di resistenza( !unzionalit8( durailit8 e roustezza si garantiscono #eri!icando il rispetto degli stati limite ultimi e
degli stati limite di esercizio della struttura( dei componenti strutturali e dei collegamenti descritti nella presente norma$
4.!.!.1 STATI LI%ITE

Oli stati limite ultimi da #eri!icare( o#e necessario( sono:
stato limite di e#uilibrio( al !ine di controllare l:e"uilirio gloale della struttura e delle sue parti durante tutta la #ita nominale
comprese le !asi di costruzione e di riparazione;
stato limite di collasso( corrispondente al raggiungimento della tensione di sner#amento oppure delle de!ormazioni ultime del
materiale e "uindi della crisi o eccessi#a de!ormazione di una sezione( di una memratura o di un collegamento (escludendo
!enomeni di !atica)( o alla !ormazione di un meccanismo di collasso( o all:instaurarsi di !enomeni di instailit8 dell:e"uilirio
negli elementi componenti o nella struttura nel suo insieme( considerando anc9e !enomeni locali d:instailit8 dei "uali si possa
tener conto e#entualmente con riduzione delle aree delle sezioni resistenti$
stato limite di fatica( controllando le #ariazioni tensionali indotte dai caric9i ripetuti in relazione alle caratteristic9e dei dettagli
strutturali interessati$
Per strutture o situazioni particolari( pu, essere necessario considerare altri stati limite ultimi$
Oli stati limite di esercizio da #eri!icare( o#e necessario( sono:
stati limite di deformazione e,o spostamento( al !ine di e#itare de!ormazioni e spostamenti c9e possano compromettere l:uso e!!i)
ciente della costruzione e dei suoi contenuti( nonc9B il suo aspetto estetico;
stato limite di vibrazione( al !ine di assicurare c9e le sensazioni percepite dagli utenti garantiscano accettaili li#elli di com!ort ed il
cui superamento potree essere indice di scarsa roustezza e3o indicatore di possiili danni negli elementi secondari;
stato limite di plasticizzazioni locali( al !ine di scongiurare de!ormazioni plastic9e c9e generino de!ormazioni irre#ersiili ed inac)
cettaili;
stato limite di scorrimento dei collegamenti ad attrito con bulloni ad alta resistenza- nel caso c9e il collegamento sia stato dimensiona)
to a collasso per taglio dei ulloni$
4.2.3. 4.2.3. 4.2.3. 4.2.3. ANALISI STRUTTURALE ANALISI STRUTTURALE ANALISI STRUTTURALE ANALISI STRUTTURALE
Il metodo di analisi de#e essere coerente con le ipotesi di progetto$ L:analisi de#e essere asata su modelli strutturali di calcolo
appropriati( a seconda dello stato limite considerato$
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 04
Le ipotesi scelte ed il modello di calcolo adottato de#ono essere in grado di riprodurre il comportamento gloale della struttura e
"uello locale delle sezioni adottate( degli elementi strutturali( dei collegamenti e degli appoggi$
'ell:analisi gloale della struttura( in "uella dei sistemi di contro#ento e nel calcolo delle memrature si de#e tener conto delle
imper!ezioni geometric9e e strutturali di cui al % 4$2$5$4$
4.!.#.1 CLASSI$ICAZIONE DELLE SEZIONI
La classi!icazione delle sezioni tras#ersali degli elementi strutturali si e!!ettua in !unzione della loro capacit8 di de!ormarsi in
campo plastico$ .: possiile distinguere le seguenti classi di sezioni:classe ( "uando la sezione A in grado di s#i)
luppare una cerniera plastica a#ente la capacit8 rotazionale ric9iesta per l:analisi strutturale condotta con il metodo pla)
stico di cui al % 4$2$5$2 senza suire riduzioni della resistenza$
classe . "uando la sezione A in grado di s#iluppare il proprio momento resistente plastico( ma con capacit8 rotazionale limitata$
classe & "uando nella sezione le tensioni calcolate nelle !ire estreme compresse possono raggiungere la tensione di sner#amento(
ma l:instailit8 locale impedisce lo s#iluppo del momento resistente plastico;
classe ) "uando( per determinarne la resistenza !lettente( tagliante o normale( A necessario tener conto degli e!!etti dell:instailit8
locale in !ase elastica nelle parti compresse c9e compongono la sezione$ In tal caso nel calcolo della resistenza la sezione
geometrica e!!etti#a pu, sostituirsi con una sezione efficace$
Le sezioni di classe & si de!iniscono duttili( "uelle di classe 2 compatte( "uelle di classe 5 semi)compatte e "uelle di classe 4 snelle$
Per i casi pi@ comuni delle !orme delle sezioni e delle modalit8 di sollecitazione( le seguenti Taelle 4$2$III( 4$2$I= e 4$2$= !ornisco)
no indicazioni per la classi!icazione delle sezioni$
La classe di una sezione composta corrisponde al #alore di classe pi@ alto tra "uelli dei suoi elementi componenti$

Tab. 4.!.III / Massimi rapporti larg/ezza spessore per parti compresse
00 CAPITOLO 4
Tab. 4.!.IV / Massimi rapporti larg/ezza spessore per parti compresse

Tab. 4.!.V / Massimi rapporti larg/ezza spessore per parti compresse

4.!.#.! CA"ACIT? RESISTENTE DELLE SEZIONI
La capacit8 resistente delle sezioni de#e essere #alutata nei con!ronti delle sollecitazioni di trazione o compressione( !lessione( ta)
glio e torsione( determinando anc9e gli e!!etti indotti sulla resistenza dalla presenza cominata di pi@ sollecitazioni$
La capacit8 resistente della sezione si determina con uno dei seguenti metodi$
Metodo elastico "%)
1i assume un comportamento elastico lineare del materiale( sino al raggiungimento della condizione di sner#amento$
Il metodo pu, applicarsi a tutte le classi di sezioni( con l:a##ertenza di ri!erirsi al metodo delle sezioni e!!icaci o a metodi e"ui#a)
lenti( nel caso di sezioni di classe 4$
Metodo plastico "')
1i assume la completa plasticizzazione del materiale$ Il metodo pu, applicarsi solo a sezioni di tipo compatto( cioA di classe & e 2$
Metodo elasto-plastico "%')
1i assumono legami costituti#i tensione)de!ormazione del materiale di tipo ilineare o pi@ complessi$
Il metodo pu, applicarsi a "ualsiasi tipo di sezione$
4.!.#.# %ETODI DI ANALISI +LO=ALE
L:analisi gloale della struttura pu, essere condotta con uno dei seguenti metodi:
Metodo elastico "%)
1i #alutano gli e!!etti delle azioni nell:ipotesi c9e il legame tensione)de!ormazione del materiale sia inde!initamente lineare$
Il metodo A applicaile a strutture composte da sezioni di classe "ualsiasi$
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 06
La resistenza delle sezioni pu, essere #alutata con il metodo elastico( plastico o elasto)plastico per le sezioni compatte (classe & o
2)( con il metodo elastico o elasto)plastico per le sezioni snelle (classe 5 o 4)$
Metodo plastico "')
Oli e!!etti delle azioni si #alutano trascurando la de!ormazione elastica degli elementi strutturali e concentrando le de!ormazioni
plastic9e nelle sezioni di !ormazione delle cerniere plastic9e$
Il metodo A applicaile a strutture interamente composte da sezioni di classe &$
Metodo elasto-plastico"%')
Oli e!!etti delle azioni si #alutano introducendo nel modello il legame momento)cur#atura delle sezioni ottenuto considerando un
legame costituti#o tensione)de!ormazione di tipo ilineare o pi@ complesso$
Il metodo A applicaile a strutture composte da sezioni di classe "ualsiasi$
Le possiili alternati#e per i metodi di analisi strutturale e di #alutazione della capacit8 resistente !lessionale delle sezioni sono
riassunte nella seguente Ta$ 4$2$=I$
Tab. 4.!.VI / Metodi di analisi globali e relativi metodi di calcolo delle capacit0 e classi di sezioni ammesse
%etodo di analisi 'lobale
%etodo di 0al0olo della 0a&a0it,
resistente della sezione
Ti&o di sezione
(.) (.) tutte (q)
(.) (P) compatte (classi & e 2)
(.) (.P) tutte (q)
(P) (P) compatte di classe &
(.P) (.P) tutte (q)
(q) per le sezioni di classe 4 la capacit8 resistente pu, essere calcolata con ri!erimento alla sezione e!!icace$
4.!.#.4 E$$ETTI DELLE DE$OR%AZIONI
In generale( A possiile e!!ettuare:
Z l:analisi del primo ordine( imponendo l:e"uilirio sulla con!igurazione iniziale della struttura(
Z l:analisi del secondo ordine( imponendo l:e"uilirio sulla con!igurazione de!ormata della struttura$
L:analisi gloale pu, condursi con la teoria del primo ordine nei casi in cui possano ritenersi trascuraili gli e!!etti delle de!orma)
zioni sull:entit8 delle sollecitazioni( sui !enomeni di instailit8 e su "ualsiasi altro rile#ante parametro di risposta della struttura$
Tale condizione si pu, assumere #eri!icata se risulta soddis!atta la seguente relazione:
10
F
F
Ed
cr
cr
=
per lXanalisi elastica
K4$2$&]
15
F
F
Ed
cr
cr
= per lXanalisi plastica
do#e R
cr
A il moltiplicatore dei caric9i applicati c9e induce l:instailit8 gloale della struttura( F
.d
A il #alore dei caric9i di progetto
e F
cr
A il #alore del carico instailizzante calcolato considerando la rigidezza iniziale elastica della struttura$
4.!.#.3 E$$ETTO DELLE I%"ER$EZIONI
'ell:analisi della struttura( in "uella dei sistemi di contro#ento e nel calcolo delle memrature si de#e tener conto degli e!!etti del)
le imper!ezioni geometric9e e strutturali "uali la mancanza di #erticalit8 o di rettilineit8( la mancanza di accoppiamento e le ine)
#itaili eccentricit8 minori presenti nei collegamenti reali$
A tal !ine possono adottarsi nell:analisi adeguate imper!ezioni geometric9e e"ui#alenti( di #alore tale da simulare i possiili e!!et)
ti delle reali imper!ezioni da esse sostituite( a meno c9e tali e!!etti non siano inclusi implicitamente nel calcolo della resistenza
degli elementi strutturali$
1i de#ono considerare nel calcolo:
Z le imper!ezioni gloali per i telai o per i sistemi di contro#ento;
Z le imper!ezioni locali per i singoli elementi strutturali$
Oli e!!etti delle imper!ezioni gloali per telai sensiili agli e!!etti del secondo ordine possono essere riprodotti introducendo un
errore iniziale di #erticalit8 della struttura ed una cur#atura iniziale degli elementi strutturali costituenti$
L:errore iniziale di #erticalit8 in un telaio pu, essere trascurato "uando:
p
.d
D /(&4 =
.d
K4$2$2]
do#e p.d A la !orza di progetto orizzontale totale e =.d A la !orza di progetto #erticale totale agenti sulla costruzione
'el caso di telai non sensiili agli e!!etti del secondo ordine( nell:e!!ettuazione dell:analisi gloale per il calcolo delle sollecitazioni
da introdurre nelle #eri!ic9e di stailit8 degli elementi strutturali( la cur#atura iniziale degli elementi strutturali pu, essere tra)
scurata$
02 CAPITOLO 4
'ell:analisi dei sistemi di contro#ento c9e de#ono garantire la stailit8 laterale di tra#i in!lesse o elementi compressi( gli e!!etti
delle imper!ezioni gloali de#ono essere riprodotti introducendo( sotto !orma di errore di rettilineit8 iniziale( un:imper!ezione
geometrica e"ui#alente dell:elemento da #incolare$
'ella #eri!ica di singoli elementi strutturali( "uando non occorra tenere conto degli e!!etti del secondo ordine( gli e!!etti delle im)
per!ezioni locali sono da considerarsi inclusi implicitamente nelle !ormule di #eri!ica di stailit8$
4.2.4. 4.2.4. 4.2.4. 4.2.4. VERIFICHE VERIFICHE VERIFICHE VERIFICHE
Le azioni caratteristic9e (caric9i( distorsioni( #ariazioni termic9e( ecc$) de#ono essere de!inite in accordo con "uanto indicato nei
Capitoli 5 e 4 delle presenti norme$
Per costruzioni ci#ili o industriali di tipo corrente e per le "uali non esistano regolamentazioni speci!ic9e( le azioni di progetto si
ottengono( per le #eri!ic9e static9e( secondo "uanto indicato nel Capitolo 2$
Il calcolo de#e condursi con appropriati metodi della meccanica strutturale( secondo i criteri indicati in % 4$2$5$
4.!.4.1 VERI$IC>E A+LI STATI LI%ITE ULTI%I
4.!.4.1.1 Resistenza di &ro'etto
La resistenza di progetto delle memrature *
d
si pone nella !orma:

+
I
d
*
*

=
K4$2$5L
do#e:
*
I
A il #alore caratteristico della resistenza ( trazione( compressione( !lessione( taglio e torsione ) della memratura( determinata
dai #alori caratteristici delle resistenza dei materiali !
UI
e dalle caratteristic9e geometric9e degli elementi strutturali( dipen)
denti dalla classe della sezione$
S
+
A il !attore parziale gloale relati#o al modello di resistenza adottato$
'el caso in cui si aiamo elementi con sezioni di classe 4 pu, !arsi ri!erimento alle caratteristic9e geometric9e fe!!icacig( area
e!!icace A
e!!
( modulo di resistenza e!!icace o
e!!
( modulo di inerzia e!!icace r
e!!
( #alutati seguendo il procedimento indicato in -'I
.'&775)&)4$ 'el caso di elementi strutturali !ormati a !reddo e lamiere sottili( per #alutare le caratteristic9e fe!!icacig si pu, !are
ri!erimento a "uanto indicato in -'I .'&775)&)5$ In alternati#a al metodo delle caratteristic9e geometric9e e!!icaci si potr8 uti)
lizzare il metodo delle tensioni ridotte( indicato in -'I .' &775)&)4$

Per le #eri!ic9e di resistenza delle sezioni delle memrature( con ri!erimento ai modelli di resistenza esposti nella presente nor)
mati#a ed utilizzando acciai dal grado 1 254 al grado 1 40/ di cui al % &&$5( si adottano i !attori parziali S
+/
e S
+2
indicati nella
Ta$ 4$2$=II$ Il coe!!iciente di sicurezza S
+2
( in particolare( de#e essere impiegato "ualora si eseguano #eri!ic9e di elementi tesi
nelle zone di unione delle memrature indeolite dai !ori$
Per #alutare la stailit8 degli elementi strutturali compressi( in!lessi e presso)in!lessi( si utilizza il coe!!iciente parziale di sicurezza
S
+&
$

Tab. 4.!.VII / Coefficienti di sicurezza per la resistenza delle membrature e la stabilit0
*esistenza delle 1ezioni di Classe &)2)5)4 S
+/
Q &(/4
*esistenza all:instailit8 delle memrature S
+&
Q &(/4
*esistenza all:instailit8 delle memrature di ponti stradali e !erro#iari S
+&
Q &(&/
*esistenza( nei riguardi della !rattura( delle sezioni tese (indeolite dai !ori) S
+2
Q &(24
4.!.4.1.! Resistenza delle ebrature
Per la #eri!ica delle tra#i la resistenza di progetto da considerare dipende dalla classi!icazione delle sezioni$
La #eri!ica in campo elastico A ammessa per tutti i tipi di sezione( con l:a##ertenza di tener conto degli e!!etti di instailit8 locale
per le sezioni di classe 4$
Le #eri!ic9e in campo elastico( per gli stati di s!orzo piani tipici delle tra#i( si eseguono con ri!erimento al seguente criterio:
( )
2
0 M yk
2
Ed Ed , x Ed , z
2
Ed , z
2
Ed , x
/ f 3 + + K4$2$4L
do#e:
Y
H(.d
A il #alore di progetto della tensione normale nel punto in esame( agente in direzione parallela all:asse della memratura;
Y
z(.d
A il #alore di progetto della tensione normale nel punto in esame( agente in direzione ortogonale all:asse della memratu)
ra;
s
.d
A il #alore di progetto della tensione tangenziale nel punto in esame( agente nel piano della sezione della memratura$
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 07
La #eri!ica in campo plastico ric9iede c9e si determini una distriuzione di tensioni interne fstaticamente ammissiileg( cioA in
e"uilirio con le sollecitazioni applicate ('( +( T( ecc$) e rispettosa della condizione di plasticit8$
I modelli resistenti esposti nei paragra!i seguenti de!iniscono la resistenza delle sezioni delle memrature nei con!ronti delle sol)
lecitazioni interne( agenti separatamente o contemporaneamente$
Per le sezioni di classe 4( in alternati#a alle !ormule impiegate nel seguito( si possono impiegare altri procedimenti di compro#ata
#alidit8$
4.2.4.1.2.1 Trazione
L:azione assiale di progetto '
.d
de#e rispettare la seguente condizione:

1
,

Rd t
Ed
N
N
K4$2$4L
do#e la resistenza di progetto a trazione '
t(*d
di memrature con sezioni indeolite da !ori per collegamenti ullonati o c9iodati
de#e essere assunta pari al minore dei #alori seguenti:
a) la resistenza plastica di progetto della sezione lorda( A(

/ +
UI
*d ( pl
A!
'

= K4$2$0L
b) la resistenza di progetto a rottura della sezione netta( A
net
( in corrispondenza dei !ori per i collegamenti
$
! A 7 ( /
'
2 +
tI net
*d ( u


= K4$2$6L
?ualora il progetto pre#eda la gerarc9ia delle resistenze( come a##iene in presenza di azioni sismic9e( la di progetto plastica del)
la sezione lorda( '
pl(*d
( de#e risultare minore della resistenza di progetto a rottura delle sezioni indeolite dai !ori per i collega)
menti( '
u(*d
:

*d ( u *d ( pl
' ' K4$2$2L
4.2.4.1.2.2 Compressione
La !orza di compressione di progetto '
.d
de#e rispettare la seguente condizione:

1
N
N
Rd , c
Ed

K4$2$7L
do#e la resistenza di progetto a compressione della sezione '
c(*d
#ale:
/ + UI *d ( c
3 ! A ' = per le sezioni di classe &( 2 e 5(
K4$2$&/L
/ + UI e!! *d ( c
3 ! A ' = per le sezioni di classe 4$
'on A necessario dedurre l:area dei !ori per i collegamenti ullonati o c9iodati( purc9B in tutti i !ori siano presenti gli elementi di
collegamento e non siano presenti !ori so#radimensionati o asolati$
4.2.4.1.2.3 *lessione monoassiale +retta,
Il momento !lettente di progetto +
.d
de#e rispettare la seguente condizione:

1
,

Rd c
Ed
M
M
K4$2$&&L
do#e la resistenza di progetto a !lessione retta della sezione +
c(*d
si #aluta tenendo conto della presenza di e#entuali !ori in zona
tesa per collegamenti ullonati o c9iodati$
La resistenza di progetto a !lessione retta della sezione +
c(*d
#ale:
2; e & classe di sezioni le per
! o
+ +
/ +
UI pl
*d ( pl *d ( c

= = K4$2$&2L
in cuiopl rappresenta il modulo di resistenza plastico della sezione
5; classe di sezioni le per
! o
+ +
/ +
UI min ( el
*d ( el *d ( c

= = K4$2$&5L
4; classe di sezioni le per
! o
+
/ +
UI min ( e!!
*d ( c

= K4$2$&4L
per le sezioni di classe 5( o
el(min
A il modulo resistente elastico minimo della sezione in acciaio; per le sezioni di classe 4( in#ece( il
modulo o
e!!(min
A calcolato eliminando le parti della sezione inatti#e a causa dei !enomeni di instailit8 locali( secondo il procedimen)
to esposto in -'I .'&775)&)4( e scegliendo il minore tra i moduli cosN ottenuti$
Per la !lessione iassiale si #eda oltre$
6/ CAPITOLO 4
'egli elementi in!lessi caratterizzati da giunti strutturali ullonati( la presenza dei !ori nelle piattaande tese dei pro!ili pu, esse)
re trascurata nel calcolo del momento resistente se A #eri!icata la relazione

/ +
UI !
2 +
tI net ( !
! A ! A 7 ( /


K4$2$&4L
do#e A
!
A l:area lorda della piattaanda tesa( A
!(net
A l:area della piattaanda al netto dei !ori e !
t
A la resistenza ultima dell:acciaio$
4.2.4.1.2.4 Taglio
Il #alore di progetto dell:azione tagliante =
.d
de#e rispettare la condizione

1
V
V
Rd , c
Ed

K4$2$&0L
do#e la resistenza di progetto a taglio =
c(*d
( in assenza di torsione( #ale
!


/ +
UI #
*d ( c
5
! A
=

= K4$2$&6L
do#e A
#
A l:area resistente a taglio$ Per pro!ilati ad I e ad p caricati nel piano dell:anima si pu, assumere
( )
! \ ! #
t r 2 t t 2 A A + + = K4$2$&2L
per pro!ilati a C o ad - caricati nel piano dell:anima si pu, assumere
( )
! \ ! #
t r t t 2 A A + + = K4$2$&7L
per pro!ilati ad I e ad p caricati nel piano delle ali si pu, assumere
( )

+ =
\ \ #
t 9 A A K4$2$2/L
per pro!ilati a T caricati nel piano dell:anima si pu, assumere
( )
! #
t A 7 ( / A = K4$2$2&L
per pro!ili rettangolari ca#i fpro!ilati a caldog di spessore uni!orme si pu, assumere
) 9 3( A9 A
#
+ = "uando il carico A parallelo all:altezza del pro!ilo(
K4$2$22]
) 9 3( A A
#
+ = "uando il carico A parallelo alla ase del pro!ilo;
per sezioni circolari ca#e e tui di spessore uni!orme:
= 3 A 2 A
#
K4$2$25L
do#e:
A A l:area lorda della sezione del pro!ilo(
A la larg9ezza delle ali per i pro!ilati e la larg9ezza per le sezioni ca#e(
9
\
A l:altezza dell:anima(
9 A l:altezza delle sezioni ca#e(
r A il raggio di raccordo tra anima ed ala(
t
!
A lo spessore delle ali(
t
\
A lo spessore dell:anima$
In presenza di torsione( la resistenza a taglio del pro!ilo de#e essere opportunamente ridotta$ Per le sezioni ad I o p la resistenza
di progetto a taglio ridotta A data dalla !ormula

) 3 /( f 25 , 1
1 V V
0 M yk
Ed , t
Rd , c red , Rd , c

=
K4$2$24L
do#e s
t(.d
A la tensione tangenziale massima do#uta alla torsione uni!orme$ Per sezioni ca#e( in#ece( la !ormula A

Rd , c
0 M yk
Ed , t
red , Rd , c
V
) 3 /( f
1 V
(
(

=
K4$2$24L
La #eri!ica a taglio della sezione pu, anc9e essere condotta in termini tensionali (#eri!ica elastica) nel punto pi@ sollecitato della se)
zione tras#ersale utilizzando la !ormula

0 , 1
) 3 /( f
0 M yk
Ed , t

K4$2$20L
do#e s
.d
A #alutata in campo elastico lineare$
La #eri!ica all:instailit8 dell:anima della sezione soggetta a taglio e pri#a di irrigidimenti de#e essere condotta in accordo con %
4$2$4$&$5$4 se
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 6&

UI
\
!
254 62
t
9

> K4$2$26L
con t assunto cautelati#amente pari a &(// oppure #alutato secondo "uanto pre#isto in norme di compro#ata #alidit8$
4$2$4$&$2$4 Torsione
Per gli elementi soggetti a torsione( "uando possano essere trascurate le distorsioni della sezione( la sollecitazione torcente di
progetto( T
.d
( de#e soddis!are la relazione
/ ( &
T
T
*d
.d
K4$2$22L
essendo T
*d
A la resistenza torsionale di progetto della sezione tras#ersale$ La torsione agente T
.d
pu, essere considerata come la
somma di due contriuti

.d ( \ .d ( t .d
T T T + = K4$2$27L
do#e T
t(.d
A la torsione uni!orme e T
\(.d
A la torsione per ingoamento impedito$
4$2$4$&$2$0 *lessione e taglio
1e il taglio di progetto =
.d
A in!eriore a met8 della resistenza di progetto a taglio =
c(*d


*d ( c .d
= 4 ( / = K4$2$5/L
si pu, trascurare l:in!luenza del taglio sulla resistenza a !lessione( eccetto nei casi in cui l:instailit8 per taglio riduca la resistenza
a !lessione della sezione$ 1e il taglio di progetto =
.d
A superiore a met8 della resistenza di progetto a taglio =
c(*d
isogna tener
conto dell:in!luenza del taglio sulla resistenza a !lessione$
Posto

2
*d ( c
ed
&
=
= 2
(
(

= K4$2$5&L
la resistenza a !lessione si determina assumendo per l:area resistente a taglio A
#
la tensione di sner#amento ridotta (& ) !
UI
$
Per le sezioni ad I o ad p di classe & e 2 doppiamente simmetric9e( soggette a !lessione e taglio nel piano dell:anima( la corri)
spondente resistenza con#enzionale di progetto a !lessione retta pu, essere #alutata come:

Rd c y
M
yk
w
w
y pl
Rd V y
M
f
t
A
W
M
, ,
0
2
,
, ,
4

(
(

K4$2$52L
in cui A\ rappresenta l:area dell:anima del pro!ilo
4$2$4$&$2$6 'resso o tenso flessione retta
La presso) o tenso)!lessione retta pu, essere trattata con ri!erimento a metodi di compro#ata #alidit8$
Per le sezioni ad I o ad p di classe & e 2 doppiamente simmetric9e( soggette a presso o tenso!lessione nel piano dell:anima( la cor)
rispondente resistenza con#enzionale di progetto a !lessione retta pu, essere #alutata come:

*d ( U ( pl *d ( U ( pl *d ( U ( '
+ ) a 4 ( / & ( 3 ) n & ( + + = = K4$2$55L
Per le sezioni ad I o ad p di classe & e 2 doppiamente simmetric9e( soggette a presso o tenso!lessione nel piano delle ali( la corri)
spondente resistenza con#enzionale di progetto a !lessione retta pu, essere #alutata come:
a n per + +
*d ( z ( pl *d ( z ( '
= K4$2$54L
o
a n per
a 1
a n
1 M M
2
Rd , z , pl Rd , z , N
>
(
(

|
|

\
|

=
K4$2$54L
essendo
+
pl(U(*d
il momento resistente plastico di progetto a !lessione semplice nel piano dell:anima(
+
pl(z(*d
il momento resistente plastico di progetto a !lessione semplice nel piano delle ali(
e posto:
n Q '
.d
3 '
pl$*d
K4$2$50L
a Q ( A 2 t
!
) 3 A J /(4 K4$2$56L
do#e:
A A l:area lorda della sezione(
A la larg9ezza delle ali(
t
!
A lo spessore delle ali$

62 CAPITOLO 4
Per sezioni generic9e di classe & e 2 la #eri!ica si conduce controllando c9e il momento di progetto sia minore del momento pla)
stico di progetto( ridotto per e!!etto dello s!orzo normale di progetto( +
'(U(*d
$
4$2$4$&$2$2 'resso o tenso flessione biassiale
La presso) o tenso)!lessione iassiale pu, essere trattata con ri!erimento a metodi di compro#ata #alidit8$
Per le sezioni ad I o ad p di classe & e 2 doppiamente simmetric9e( soggette a presso o tenso!lessione iassiale( la condizione di
resistenza pu, essere #alutata come:
&
+
+
+
+
n 4
*d ( z ( '
.d ( z
2
*d ( U ( '
.d ( U

|
|

\
|
+
|
|

\
|
K4$2$52L
con n D /(2 essendo n Q '
.d
3 '
pl(*d
$ 'el caso in cui n _ /(2( e comun"ue per sezioni generic9e di classe & e 2( la #eri!ica pu, essere
condotta cautelati#amente controllando c9e:
&
+
+
+
+
*d ( z ( '
.d ( z
*d ( U ( '
.d ( U

|
|

\
|
+
|
|

\
|
K4$2$57L
Per le sezioni di classe 5( in assenza di azioni di taglio( la #eri!ica a presso o tenso)!lessione retta o iassiale A condotta in termini
tensionali utilizzando le #eri!ic9e elastic9e; la tensione agente A calcolata considerando la e#entuale presenza dei !ori$
Per le sezioni di classe 4( le #eri!ic9e de#ono essere condotte con ri!erimento alla resistenza elastica (#eri!ica tensionale); si posso)
no utilizzare le propriet8 geometric9e e!!icaci della sezione tras#ersale considerando la e#entuale presenza dei !ori$
4$2$4$&$2$7 *lessione- taglio e sforzo assiale
'el calcolo del momento !lettente resistente de#ono essere considerati gli e!!etti di s!orzo assiale e taglio( se presenti$
'el caso in cui il taglio sollecitante di progetto( =
.d
( sia in!eriore al 4/P della resistenza di progetto a taglio(=
c(*d
( la resistenza a
!lessione della sezione pu, essere calcolata con le !ormule per la tenso3presso !lessione$ 1e la sollecitazione di progetto a taglio
supera il 4/P della resistenza di progetto a taglio( si assume una tensione di sner#amento ridotta per l:interazione tra !lessione e
taglio: !
U(red
Q(& )) !
UI
do#e:

2
Rd , c
Ed
1
V
V 2
(

=
K4$2$4/L
Per le sezioni di classe 5 e classe 4 le #eri!ic9e de#ono essere condotte con ri!erimento alla resistenza elastica (#eri!ica tensionale);
per le sezioni di classe 4 si possono utilizzare le propriet8 geometric9e e!!icaci della sezione tras#ersale$
4.!.4.1.# Stabilit, delle ebrature
4.!.4.1.#.1 )ste compresse
La #eri!ica di stailit8 di un:asta si e!!ettua nell:ipotesi c9e la sezione tras#ersale sia uni!ormemente compressa$ >e#e essere

1
N
N
Rd , b
Ed

K4$2$4&L
do#e
'
.d
A l:azione di compressione di progetto(
'
(*d
A la resistenza di progetto all:instailit8 nell:asta compressa( data da
5( e 2 &( classe di sezioni le per
A!
'
& +
UI
*d (

= K4$2$42L
e da
4 classe di sezioni le per
! A
'
& +
UI e!!
*d (

= K4$2$45L
I coe!!icienti u dipendono dal tipo di sezione e dal tipo di acciaio impiegato; essi si desumono( in !unzione di appropriati #alori
della snellezza adimensionale ( dalla seguente !ormula

0 . 1

1
2

+
=
K4$2$44L
do#e ( ) [ ] 2 . 0 1 5 . 0 + + = ( R A il !attore di imper!ezione( rica#ato dalla Ta$ 4$2$=III( e la snellezza adimensionale A
pari a

CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 65

cr
UI
'
! A
= per le sezioni di classe &( 2 e 5( e a K4$2$44L


cr
UI e!!
'
! A
= per le sezioni di classe 4$ K4$2$40L

Tab. 4.!.VIII / Curve dinstabilit0 per varie tipologie di sezioni e classi dacciaio- per elementi compressi


'
cr
A il carico critico elastico asato sulle propriet8 della sezione lorda e sulla lung9ezza di liera in!lessione l
/
dell:asta( calcolato
per la modalit8 di collasso per instailit8 appropriata (!lessionale( torsionale o !lesso)torsionale)$
'el caso in cui sia minore di /(2 oppure nel caso in cui la sollecitazione di progetto '
.d
sia in!eriore a /(/4'
cr
( gli e!!etti legati ai
!enomeni di instailit8 per le aste compresse possono essere trascurati$
Limitazioni della snellezza
1i de!inisce lung9ezza d:in!lessione la lung9ezza l
/
Q v l da sostituire nel calcolo del carico critico elastico '
cr
alla lung9ezza l
dell:asta "uale risulta dallo sc9ema strutturale$ Il coe!!iciente v de#e essere #alutato tenendo conto delle e!!etti#e condizioni di
#incolo dell:asta nel piano di in!lessione considerato$
1i de!inisce snellezza di un:asta nel piano di #eri!ica considerato il rapporto
h Q l
/
3 i K4$2$46L
64 CAPITOLO 4
do#e
l
/
A la lung9ezza d:in!lessione nel piano considerato(
i A il raggio d:inerzia relati#o$
n opportuno limitare la snellezza h al #alore di 2// per le memrature principali ed a 24/ per le memrature secondarie$
4.!.4.1.#.! Tra&i inflesse
Le tra#i in!lesse con la piattaanda compressa non su!!icientemente #incolata lateralmente( de#ono essere #eri!icate nei riguardi
dell:instailit8 !lesso torsionale secondo la !ormula
1
M
M
Rd , b
Ed
K4$2$42L
do#e:
+
.d
A il massimo momento !lettente di progetto
+
(*d
A il momento resistente di progetto per l:instailit8$

'el caso di pro!ilo in!lesso secondo l:asse !orte (asse U) il momento resistente di progetto per i !enomeni di instailit8 di una tra#e
lateralmente non #incolata pu, essere assunto pari a

!
o +
& +
UI
U LT *d (

= K4$2$47L
do#e
o
U
A il modulo resistente della sezione( pari al modulo plastico o
pl(U
( per le sezioni di classe & e 2( al modulo elastico o
el(U
( per le
sezioni di classe 5 e c9e pu, essere assunto pari al modulo e!!icace o
e!!(U
( per le sezioni di classe 4$
Il !attore u
LT
A il !attore di riduzione per l:instailit8 !lessotorsionale( dipendente dal tipo di pro!ilo impiegato e pu, essere deter)
minato dalla !ormula
K4$2$4/L
do#e ( ) [ ]
2
0 , 1 5 . 0
LT
LT LT
LT LT
+ + =
Il coe!!iciente di snellezza adimensionale LT A dato dalla !ormula

cr
yk Y
M
f W
LT

= K4$2$4&L
in cui+cr A il momento critico elastico di instailit8 !lesso)torsionale( calcolato considerando la sezione lorda del pro!ilo e tenendo
in conto( le condizioni di carico( la reale distriuzione del momento ed i #incoli torsionali presenti$
'el caso generale( si assume !Q&( Q&( wQ& e 0 , LT Q/(2.
Il !attore di imper!ezione R
LT
A ottenuto dalle indicazione riportate nella Ta$ 4$2$I] (a) in ase alle cur#e di stailit8 de!inita nella
taella $Ta$ 4$2$I] ()

Tab. 4.!.IJ a 1alori raccomandati di L2 per le differenti curve di stabilit0.
Curva di stabilit a b c d
Fattore di imperfezione
LT
0,21 0,34 0,49 0,76


Tab. 4.!.IJ b / !efinizione delle curve dinstabilit0 per le varie tipologie di sezione e per gli elementi inflessi
Sezione tras.ersale Liiti Cur.a di instabilit, da Tab. 4.!.VI
1ezione laminata ad I
93J2
93M2
a

1ezione composta saldata
93J2
93M2
c
d
Altre sezioni tras#ersali ) d

CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 64
Per i pro!ili a I o a p( laminati o composti saldati( il coe!!iciente 0 , LT

non pu, mai essere assunto superiore a /(4( il coe!!iciente v
non pu, mai essere assunto in!eriore a /(64 e il termine w A de!inito come:
|
|

\
|

=
2
1
, 1 min
LT
f
K

K4$2$42L
Il !attore ! considera la reale distriuzione del momento !lettente tra i ritegni torsionali dell:elemento in!lesso ed A de!inito dalla
!ormula
( ) [ ]
2
c
8 , 0 2,0 - 1 ) k - 5(1 0, - 1 f LT = K4$2$45L
in cui il !attore corretti#o Ic assume i #alori riportati in Ta$ 4$2$]$ In particolare nel caso di #ariazione lineare del momento !let)
tente ()&&) rappresenta il rapporto tra il momento in modulo minimo ed il momento in modulo massimo presi entrai con il
loro segno$
Il !attore di imper!ezione R
LT
A ottenuto dalle indicazione riportate nella Ta$ 4$2$I] (a) in ase alle cur#e di stailit8 de!inita nella
taella $Ta$ 4$2$I] (c)



Tab. 4.!.IJ 0 / !efinizione delle curve dinstabilit0 per le varie tipologie di sezione e per gli elementi inflessi laminati o composti saldati

Sezione tras.ersale Liiti Cur.a di instabilit, da Tab. 4.!.VI
1ezione laminata ad I
93J2
93M2

c
1ezione composta saldata
93J2
93M2
c
d

4.!.4.1.#.# (embrature inflesse e compresse
Per elementi strutturali soggetti a compressione e !lessione( si deono studiare i relati#i !enomeni di instailit8 !acendo ri!eri)
mento a normati#e di compro#ata #alidit8$


4.!.4.1.#.4 Stabilit dei pannelli
Oli elementi strutturali in parete sottile (di classe 4) presentano prolemi complessi d:instailit8 locale( per la cui trattazione si
de#e !are ri!erimento a normati#e di compro#ata #alidit8$
4.!.4.1.4 Stato liite di -ati0a
Per le strutture soggette a caric9i ciclici de#e essere #eri!icata la resistenza a !atica imponendo c9e:

Mf R d
/ K4$2$44L
essendo

d
l:escursione di tensione (e!!etti#a o e"ui#alente allo spettro di tensione) prodotta dalle azioni ciclic9e di progetto c9e induco)
no !enomeni di !atica con coe!!icienti parziali +
!
Q &;

*
la resistenza a !atica per la relati#a categoria dei dettagli costrutti#i( come desumiile dalle cur#e 1)' di resistenza a !atica(
per il numero totale di cicli di sollecitazione ' applicati durante la #ita di progetto ric9iesta(

+!
il coe!!iciente parziale de!inito nella Ta$ 4$2$]I$
'el caso degli edi!ici la #eri!ica a !atica delle memrature non A generalmente necessaria( sal#o per "uelle alle "uali sono applica)
ti dispositi#i di solle#amento dei caric9i o macc9ine #iranti$
Tab. 4.!.J / Coefficiente correttivo del momento flettente per la verifica a stabilit0 delle travi inflesse
60 CAPITOLO 4

'el caso dei ponti gli spettri dei caric9i da impiegare per le #eri!ic9e a !atica sono !issati nel Capitolo 4 delle presenti norme$
Per #alutare gli e!!etti della !atica A innanzitutto necessario classi!icare le strutture nei con!ronti della loro sensiilit8 al !enome)
no$
1i de!iniscono le strutture poco sensiili alla rottura per !atica "uelle in cui si #eri!ic9ino tutte le seguenti circostanze:
) dettagli costrutti#i( materiali e li#elli di tensione tali da non essere sensiili alla !atica (ad esempio dimostrando tramite
procedure analitic9e e3o sperimentali c9e le e#entuali lesioni presentino assa #elocit8 di propagazione e signi!icati#a
lung9ezza critica);
) disposizioni costrutti#e c9e permettano la ridistriuzione degli s!orzi (per esempio elementi c9e presentino gradi di i)
perstaticit8 strutturali);
) dettagli idonei ad arrestare la propagazione delle lesioni;
) dettagli !acilmente ispezionaili;
) prestailite procedure di ispezione e di manutenzione atte a rile#are e correggere le e#entuali lesioni$
1i de!iniscono le strutture sensiili alla rottura per !atica "uelle c9e non ricadono nei punti precedenti$
La resistenza a !atica di un dettaglio A indi#iduata nel piano ilogaritmico log())log(') o log())log(')( essendo ' il numero
di cicli a rottura( mediante una cur#a caratteristica( detta cur#a 1)'$ >etta cur#a( A indi#iduata mediante la classe di resistenza a
!atica
C
o
C
( c9e rappresenta la resistenza a !atica del dettaglio( espressa in +Pa( per 'Q2&/
0
cicli$
Le cur#e 1)' per tensioni normali sono caratterizzate( oltre c9e dalla classe
C
( dal limite di !atica ad ampiezza costante
>
(
corrispondente a 'Q4&/
0
cicli e dal limite per i calcoli di !atica(
L
( c9e corrisponde all:intersezione del secondo ramo della cur)
#a con la #erticale per 'Q&/
2
cicli$
L:e"uazione della cur#a 1)' A

1
6
m
6
C
1
6
m 2
6 8
D
8
L
2 10
per N 5 10
N
5 10
per 5 10 <N 10
N
per N>10
+
| |

=
|
|
\
| |

= |
|
\
=
(

K4$2$44L
do#e mQ5( cosicc9B risulta

D C
0, 737 =
;

L
=0,549
D
$

K4$2$40L
Le cur#e 1)' per tensioni normali sono rappresentate in Figura 4$2$&$
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 66

$i'ura 4.!.1 ) Curve S-3 per dettagli,elementi soggetti a tensioni normali

Le cur#e 1)' per tensioni tangenziali sono rappresentate in Figura 4$2$2$
Le cur#e 1)' per tensioni tangenziali sono caratterizzate( oltre c9e dalla classe
C
( dal limite per i calcoli di !atica(
L
( corri)
spondente a 'Q&/
2
cicli$ L:e"uazione della cur#a 1)' A

1
6
m
8
C
8
L
2 10
per N 10
N
per N>10
| |

=
|
|
\
=

K4$2$46L
do#e mQ4( cosicc9B risulta

L C
0, 457 = $

K4$2$42


$i'ura 4.!.! ) Curve S-3 per dettagli,elementi soggetti a tensioni tangenziali

Per indicazioni riguardanti le modalit8 di realizzazione dei dettagli costrutti#i e la loro classi!icazione( con le rispetti#e cur#e 1)'
si pu, !are ri!erimento al documento -'I .'&775)&)7$

Tab. 4.!.JI / Coefficienti di sicurezza da assumere per le verific/e a fatica.
Conse'uenze della rottura
Conse'uenze oderate Conse'uenze si'ni-i0ati.e
62 CAPITOLO 4
1trutture poco sensiili alla rot)
tura per !atica

+!
Q &(//
+!
Q &(&4
1trutture sensiili alla rottura
per !atica

+!
Q &(&4
+!
Q &(54

I metodi di #eri!ica sono tre:
metodo di #eri!ica a #ita illimitata;
metodo di #eri!ica a danneggiamento accettaile$
metodo dei coe!!icienti lamda
Metodo di verifica a vita illimitata.
La #eri!ica a #ita illimitata( o#e ric9iesta per un particolare progetto( si esegue controllando c9e sia:
D Mf d
=
max max,
K4$2$47L
oppure c9e :
L D Mf d
= =
max max,
K4$2$0/L
do#e
d max,
e
d max,
sono( rispetti#amente( i #alori di progetto delle massime escursioni di tensioni normali e di tensioni
tangenziali indotte nel dettaglio considerato dallo spettro di carico( e
D
e
D
i limiti di !atica ad ampiezza costante$
La #eri!ica a #ita illimitata A esclusa per tutti i dettagli le cui cur#e 1)' non presentino limite di !atica ad ampiezza costante (per
es$( i connettori a piolo)$
Metodo di verifica a danneggiamento accettabile
La #eri!ica a danneggiamento accettailesi conduce mediante la !ormula di Palmgren)+iner( attra#erso la de!inizione dell:indice
di danno( >( controllando c9e risulti:
0 , 1 =

i i
i
N
n
D K4$2$0&L
do#e
i
n A il numero dei cicli di ampiezza
d i,
indotti dallo spettro di carico per le #eri!ic9e a danneggiamento nel corso della
#ita pre#ista per il dettaglio e
i
N A il numero di cicli di ampiezza
d i,
a rottura( rica#ato dalla cur#a 1)' caratteristica del det)
taglio$

Metodo di verifica con i coefficienti lambda
Per la #eri!ica con il metodo dei coe!!icienti si de#e !are ri!erimento a normati#e di compro#ata #alidit8$
'el caso di cominazioni di tensioni normali e tangenziali( la #alutazione della resistenza a !atica do#r8 considerare i loro e!!etti
congiunti adottando idonei criteri di cominazione del danno$
'ella #alutazione della resistenza a !atica do#r8 tenersi conto dello spessore del metallo ase nel "uale pu, innescarsi una poten)
ziale lesione$
Le cur#e 1)' reperiili nella letteratura consolidata sono ri!erite ai #alori nominali delle tensioni$
Per i dettagli costrutti#i dei "uali non sia nota la cur#a di resistenza a !atica le escursioni tensionali potranno ri!erirsi alle tensioni
geometric9e o di picco( cioA alle tensioni principali nel metallo ase in prossimit8 della potenziale lesione( secondo le modalit8 e
le limitazioni speci!ic9e del metodo( nell:amito della meccanica della !rattura$
4.!.4.1.3 $ra'ilit, alle basse te&erature
La temperatura minima alla "uale l:acciaio per impiego strutturale pu, essere utilizzato senza pericolo di rottura !ragile( in as)
senza di dati pi@ precisi( de#e essere stimata sulla ase della temperatura T alla "uale per detto acciaio pu, essere garantita la re)
silienza w=- ric9iesta secondo le norme europee applicaili$
Per "uanto riguarda le caratteristic9e di tenacit8( nel caso di strutture non protette( si assumono come temperatura di ri!erimento
T
.d
"uella minima del luogo di installazione della struttura( con un periodo di ritorno di cin"uant:anni T
min
de!inita al %5$4$2( di)
minuita di &/ dC
T
.d
Q T
min
) &/dC K4$2$02L
'el caso di strutture protette #err8 in#ece adottata la temperatura T
min
aumentata di 4 dC
T
.d
Q T
min
E 4 dC K4$2$05L
In assenza di dati statistici locali si potr8 assumere come temperatura di ri!erimento il #alore T
.d
Q )24 dC per strutture non protette e
T
.d
Q )&/ dC per strutture protette$
Per la determinazione dei massimi spessori di utilizzo degli acciai in !unzione
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 67
della temperatura minima di ser#izio(
dei li#elli di sollecitazione di progetto Y
.d
col metodo agli stati limiti(
del tipo e del grado dell:acciaio(
pu, essere utilizzata la Ta$ 2$& di -'I .' &775)&)&/$
Per memrature compresse #algono le prescrizioni della Ta$ 2$& della -'I .' &775)&)&/ con Y
.d
Q/(24 !
U
$
Tale taella A #alida per #elocit8 di de!ormazione non superiori a G
/
Q 4H&/
)4
3s e per materiali c9e non aiano suito incrudimenti
e3o in#ecc9iamenti tali da alterarne le caratteristic9e di tenacit8$
4.!.4.1.5 Resistenza di 0a.i4 barre e -uni
La #eri!ica di ca#i( arre e !uni do#r8 tener conto della speci!icit8 di tali elementi sia per "uanto riguarda le caratteristic9e dei ma)
teriali( sia per i dettagli costrutti#i e potr8 essere condotta con ri!erimento a speci!ic9e indicazioni contenute in normati#e di
compro#ata #alidit8( "uali -'I I1O 24/2( .' &//47:2//4 e .' &//0/:2//4( adottando !attori parziali S
+
c9e garantiscano i li#elli
di sicurezza stailiti nelle presenti norme$
4.!.4.1.6 Resistenza de'li a&&are009i di a&&o''io
Le #eri!ic9e degli apparecc9i di appoggio de#ono essere condotte tenendo conto della speci!icit8 dei materiali impiegati e della
tipologia delle apparecc9iature$
1i pu, !are ri!erimento a modelli di calcolo contenuti in normati#e di compro#ata #alidit8( "uale la -'I .' &556 Appoggi strut)
turali da parte & a parte 2( adottando !attori parziali S
+
c9e garantiscano i li#elli di sicurezza stailiti nelle presenti norme$

4.!.4.! VERI$IC>E A+LI STATI LI%ITE DI ESERCIZIO
4.!.4.!.1 S&ostaenti .erti0ali
Il #alore totale dello spostamento ortogonale all:asse dell:elemento (Fig$ 4$2$5) A de!inito come
C
tot
Q C
&
E C
2
K4$2$04L


$i'. 4.!.# )!efinizione degli spostamenti verticali per le verific/e in esercizio
essendo:
C
C
la monta iniziale della tra#e(
C
&
lo spostamento elastico do#uto ai caric9i permanenti(
C
2
lo spostamento elastico do#uto ai caric9i #ariaili(
C
maH
lo spostamento nello stato !inale( depurato della monta iniziale Q C
tot
) C
C
$
'el caso di coperture( solai e tra#i di edi!ici ordinari( i #alori limite di C
maH
e C
2
( ri!eriti alle cominazioni caratteristic9e delle azio)
ni( sono espressi come !unzione della luce L dell:elemento$
I #alori di tali limiti sono da de!inirsi in !unzione degli e!!etti sugli elementi portati( della "ualit8 del com!ort ric9iesto alla costru)
zione( delle caratteristic9e degli elementi strutturali e non strutturali gra#anti sull:elemento considerato( delle e#entuali implica)
zioni di una eccessi#a de!ormailit8 sul #alore dei caric9i agenti$
In carenza di pi@ precise indicazioni si possono adottare i limiti indicati nella Ta$ 4$2$]II( do#e L A la luce dell:elemento o( nel
caso di mensole( il doppio dello salzo$
4.!.4.!.! S&ostaenti laterali
'egli edi!ici gli spostamenti laterali alla sommit8 delle colonne per le cominazioni caratteristic9e delle azioni de#ono general)
mente limitarsi ad una !razione dell:altezza della colonna e dell:altezza complessi#a dell:edi!icio da #alutarsi in !unzione degli
e!!etti sugli elementi portati( della "ualit8 del com!ort ric9iesto alla costruzione( delle e#entuali implicazioni di una eccessi#a de)
!ormailit8 sul #alore dei caric9i agenti$
In assenza di pi@ precise indicazioni si possono adottare i limiti per gli spostamenti orizzontali indicati in Ta$ 4$2$]III (^ sposta)
mento in sommit8; C spostamento relati#o di piano Fig$ 4$2$4)$

Tab. 4.!.JII / Limiti di deformabilit0 per gli elementi di impalcato delle costruzioni ordinarie
2/ CAPITOLO 4
Eleenti strutturali
Liiti su&eriori &er 'li s&osta/
enti .erti0ali
L
maH


L
2


Coperture in generale
2//
&

24/
&

Coperture praticaili
24/
&

5//
&

1olai in generale
24/
&

5//
&

1olai o coperture c9e reggono intonaco o altro materiale di
!initura !ragile o tramezzi non !lessiili
24/
&

54/
&

1olai c9e supportano colonne
4//
&

4//
&

'ei casi in cui lo spostamento pu, compromettere
l:aspetto dell:edi!icio
24/
&


In caso di specific/e esigenze tecnic/e e,o funzionali tali limiti devono essere opportunamente ridotti.

Tab. 4.!.JIII ) Limiti di deformabilit0 per costruzioni ordinarie soggette ad azioni orizzontali
Ti&olo'ia dell;edi-i0io
Liiti su&eriori &er 'li s&ostaenti orizzontali
9


.di!ici industriali monopiano senza carro)
ponte &4/
&

3
Altri edi!ici monopiano
5//
&

3
.di!ici multipiano
5//
&

4//
&

In caso di specific/e esigenze tecnic/e e,o funzionali tali limiti devono essere opportunamente ridotti.


$i'. 4.!.4 ) !efinizione degli spostamenti orizzontali per le verific/e in esercizio
4.!.4.!.# Stato liite di .ibrazioni
Le #eri!ic9e de#ono essere condotte adottando le cominazioni !re"uenti di progetto e !acendo ri!erimento a normati#e per la mi)
sura e la #alutazione degli e!!etti indotti dalle #irazioni "uali: la -'I 70&4:&77/( la -'I 77&0:2//0 ed altre norme di compro#ata
#alidit8$
4.!.4.!.#.1 %difici
'el caso di solai caricati regolarmente da persone( la !re"uenza naturale pi@ assa della struttura del solaio non de#e in generale
essere minore di 5 pz$
'el caso di solai soggetti a eccitazioni ciclic9e la !re"uenza naturale pi@ assa non de#e in generale essere in!eriore a 4 pz$
In alternati#a a tali limitazioni potr8 condursi un controllo di accettailit8 della percezione delle #irazioni$
4.!.4.!.#.! Strutture di ele&ata flessibilit e soggette a carichi ciclici
I controlli di accettailit8 della percezione de#ono essere condotti seguendo metodologie e limitazioni suggerite da normati#e di
compro#ata #alidit8$
4.!.4.!.#.# .scillazioni prodotte dal &ento
Le strutture di ele#ata !lessiilit8( "uali edi!ici alti e snelli( coperture molto ampie( ecc$( de#ono essere #eri!icate per gli e!!etti in)
dotti dall:azione dinamica del #ento sia per le #irazioni parallele c9e per "uelle perpendicolari all:azione del #ento$
Le #eri!ic9e de#ono condursi per le #irazioni indotte dalle ra!!ic9e e per "uelle indotte dai #ortici( utilizzando dati su!!ragati da
opportuna documentazione( o tramite metodi analitici( numerici e3o sperimentali adeguatamente compro#ati$
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 2&
4.!.4.!.4 Stato liite di &lasti0izzazioni lo0ali
'elle strutture in acciaio A normale c9e la presenza di tensioni residue (do#ute a processi di !aricazione( tolleranze( particolari)
t8 di alcuni dettagli( #ariazioni localizzate della temperatura) produca concentrazioni di tensioni e conseguenti plasticizzazioni
localizzate$ ?ueste non in!luenzano la sicurezza dell:opera nei con!ronti degli stati limite ultimi$ Inoltre i criteri di cui al % 4$2$4$&$5
tengono conto dell:in!luenza di "uesti parametri nei riguardi dell:instailit8 delle memrature$
In presenza di !enomeni di !atica a asso numero di cicli ci si de#e cautelare mediante speci!ic9e #eri!ic9e$
4.2.5. 4.2.5. 4.2.5. 4.2.5. VERIFICHE PER SITUAZ VERIFICHE PER SITUAZ VERIFICHE PER SITUAZ VERIFICHE PER SITUAZIONI PROGETTUALI TRA IONI PROGETTUALI TRA IONI PROGETTUALI TRA IONI PROGETTUALI TRANSITORIE NSITORIE NSITORIE NSITORIE
Per le situazioni costrutti#e transitorie( come "uelle c9e si 9anno durante le !asi della costruzione( do#ranno adottarsi tecnologie
costrutti#e e programmi di la#oro c9e non possano pro#ocare danni permanenti alla struttura o agli elementi strutturali e c9e
comun"ue non possano ri#ererarsi sulla sicurezza dell:opera$
Le entit8 delle azioni amientali da prendere in conto saranno determinate in relazione alla durata nel tempo della situazione
transitoria e della tecnologia esecuti#a$
4.2.6. 4.2.6. 4.2.6. 4.2.6. VERIFICHE PER SITUAZ VERIFICHE PER SITUAZ VERIFICHE PER SITUAZ VERIFICHE PER SITUAZIONI IONI IONI IONI PROGETTUALI ECCEZION PROGETTUALI ECCEZION PROGETTUALI ECCEZION PROGETTUALI ECCEZIONALI ALI ALI ALI
Per situazioni progettuali eccezionali( il progetto do#r8 dimostrare la roustezza della costruzione mediante procedure di scenari
di danno per i "uali i !attori parziali S
+
dei materiali possono essere assunti pari all:unit8$
4.2.7. 4.2.7. 4.2.7. 4.2.7. PROGETTAZIONE INTEGR PROGETTAZIONE INTEGR PROGETTAZIONE INTEGR PROGETTAZIONE INTEGRATA DA PROVE ATA DA PROVE ATA DA PROVE ATA DA PROVE
La resistenza e la !unzionalit8 di strutture e elementi strutturali pu, essere misurata attra#erso pro#e su campioni di adeguata
numerosit8$
I risultati delle pro#e eseguite su opportuni campioni de#ono essere trattati con i metodi dell:analisi statistica( in modo tale da
rica#are parametri signi!icati#i "uali media( de#iazione standard e !attore di asimmetria della distriuzione( sN da caratterizzare
adeguatamente un modello proailistico descrittore delle "uantit8 indagate (#ariaili aleatorie)$
Indicazioni pi@ dettagliate al riguardo e metodi operati#i completi per la progettazione integrata da pro#e possono essere reperiti
in -'I .' &77/( annesso >$
4.2.8. 4.2.8. 4.2.8. 4.2.8. UNIONI UNIONI UNIONI UNIONI
'el presente paragra!o sono considerati sistemi di unione elementari( in "uanto parti costituenti i collegamenti strutturali tra le
memrature in acciaio$ In particolare( sono presentati metodi per calcolare le prestazioni resistenti e le relati#e modalit8 e regole
per la realizzazione dei #ari tipi di unione esaminati$ Le tipologie di unione analizzate sono "uelle realizzate tramite ulloni(
c9iodi( perni e saldature$
Le sollecitazioni agenti nei collegamenti allo stato limite ultimo e allo stato limite di esercizio si de#ono #alutare con i criteri indi)
cati in % 4$2$2$
Le sollecitazioni cosN determinate possono essere distriuite( con criteri elastici oppure plastici( nei singoli elementi costituenti i
collegamenti strutturali tra le memrature a condizione c9e:
le azioni cosN ripartite !ra gli elementi di unione elementari (unioni) del collegamento siano in e"uilirio con "uelle applicate e
soddis!ino la condizione di resistenza imposta per ognuno di essi;
le de!ormazioni deri#anti da tale distriuzione delle sollecitazioni all:interno degli elementi di unione non superino la loro ca)
pacit8 di de!ormazione$
Per il calcolo della resistenza a taglio delle #iti e dei c9iodi( per il ri!ollamento delle piastre collegate e per il precarico dei ulloni(
si adottano i !attori parziali S
+
indicati in Ta$ 4$2$]I=$
Tab. 4.!. JIV / Coefficienti di sicurezza per la verifica delle unioni.
*esistenza dei ulloni
S
+2
Q &(24
*esistenza dei c9iodi
*esistenza delle connessioni a perno
*esistenza delle saldature a parziale penetrazione e a cordone d:angolo
*esistenza dei piatti a contatto
*esistenza a scorrimento: per 1L- S
+5
Q &(24
per 1L. S
+5
Q &(&/
*esistenza delle connessioni a perno allo stato limite di esercizio S
+0(ser
Q &(/
Precarico di ullone ad alta resistenza
con serraggio controllato
con serraggio non controllato


+6 Q &(/
+6 Q &(&/



22 CAPITOLO 4
4.!.7.1 UNIONI CON =ULLONI4 C>IODI E "ERNI SO++ETTI A CARIC>I STATICI
Le unioni realizzate con ulloni si distinguono in fnon precaricateg e fprecaricateg$
Le unioni realizzate con c9iodi si considerano sempre fnon precaricateg e i c9iodi de#ono essere pre!eriilmente impegnati a ta)
glio$
I perni delle cerniere sono sollecitati a taglio e !lessione$
4.!.7.1.1 Unioni 0on bulloni e 09iodi
'ei collegamenti con ulloni fnon precaricatig gli assiemi =ite3>ado3*ondella de#ono essere con!ormi a "uanto speci!icato nel %
&&$5$4$0$&$
'ei collegamenti con ulloni fprecaricatig gli assiemi =ite3>ado3*ondella de#ono essere con!ormi a "uanto speci!icato nel %
&&$5$4$0$2$
'elle unioni con ulloni ad alta resistenza delle classi 2$2 e &/$7( precaricati con serraggio controllato( per giunzioni ad attrito( le
#iti( i dadi e le rondelle de#ono essere !orniti dal medesimo produttore$ Il momento di serraggio + per tali unioni A pari a:
tbk res c p
f A d k F d k M = = 7 , 0
,
K4$2$04L
do#e: d A il diametro nominale della #ite( A
res
A l:area resistente della #ite e !
tI
A la resistenza a rottura del materiale della #ite$
Il #alore del !attore I A indicato sulle targ9ette delle con!ezioni (dei ulloni( oppure delle #iti) per le tre classi !unzionali speci!ica)
te nella seguente Taella 4$2$]=$
Tabella 4.!.JV / Classi funzionali per i bulloni
w/ 'essun re"uisito sul !attore I
w&
Campo di #ariailit8 del !attore I
i
del singolo elemento tra minimo e massimo di)
c9iarati sulla con!ezione
w2
=alore medio I
m
del !attore e suo coe!!iciente di #ariazione =
I
dic9iarati sulla con)
!ezione

'el caso il momento di serraggio non sia riportato sulle targ9ette delle con!ezioni( ma compaia il solo !attore I secondo la classe
!unzionale( si pu, !are ri!erimento alle seguenti Taelle 4$2$]=I e 4$2$]=II( c9e si ri!eriscono rispetti#amente alle #iti di classe 2$2 e
&/$7$
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 25
Tabella 4.!.JVI / Coppie di serraggio per bulloni 4.4
=iti 2$2 +omento di serraggio + K' mL
Vite /01!1 /01!" /01!4 /01!2 *
p-C
3/45 )
res
3mm
"
5
%1! 35.5 57.: 68.# 8:.5 46.! 74.#
%14 8:.! 1:7 1!5 144 54.4 113
%15 141 158 186 !!3 76.8 136
%17 184 !#! !61 #1: 1:7 18!
%!: !64 #!8 #74 4#8 1#6 !43
%!! #6# 447 3!# 386 16: #:#
%!4 464 358 554 638 187 #3#
%!6 584 7## 86! 111: !36 438
%#: 84! 11#1 1#18 13:7 #14 351
%#5 1546 1865 !#:5 !5#3 436 716

Tabella 4.!.JVII Coppie di serraggio per bulloni (5.6
=iti &/$7 +omento di serraggio + K' mL
Vite /01!1 /01!" /01!4 /01!2 *
p-C
3/45 )
res
3mm
"
5
%1! 6:.7 73.: 88.1 11# 38.: 74.#
%14 11# 1#3 137 17: 7:.3 113
%15 165 !11 !45 !71 11: 136
%17 !4! !8: ##8 #76 1#4 18!
%!: #4# 41! 47: 348 16! !43
%!! 456 35: 53# 646 !1! #:#
%!4 38# 61! 7#: 848 !46 #3#
%!6 757 1:41 1!13 1#77 #!1 438
%#: 1167 1414 1548 1773 #8# 351
%#5 !:38 !461 !77! #!84 36! 716

'elle taelle sono riportati: la dimensione della #ite +]]( l:area resistente della #ite A
res
in mm
2
( la !orza di precarico
F
p(C
Q/$6A
res
!
tI
in I' ed i #alori del momento di serraggio + in 'm( corrispondenti a di!!erenti #alori del !attore I$ Poic9B il
momento di serraggio A !unzione lineare del !attore I( la interpolazione per rig9e A immediata$
.: consigliaile utilizzare( per "uanto possiile( lotti di produzione di ulloni omogenei$
24 CAPITOLO 4
'el caso di caric9i dinamici e3o #irazione A opportuno predisporre sistemi antis#itamento reperiili in norme di compro#ata
#alidit8 tecnica$
'el caso dicollegamenti con ulloni fnon precaricatig gli stessi de#ono essere comun"ue serrati in maniera tale da raggiungere
uno stretto contatto( generalmente considerato come associaile alla condizione otteniile mediante l:azione di un uomo con una
c9ia#e di dimensioni normali senza raccio di estensione e pu, essere considerato come il punto in cui una c9ia#e a percussione
inizia a martellare$
Per una ulteriore garanzia di durailit8 del giunto( nel caso di utilizzo di ulloneria con classe !unzionale w& o w2( tutti i ulloni
fnon precaricatig potranno comun"ue essere adeguatamente serrati( come de!inito nella seguente taella:

Tabella 4.!.JVIII - 'reserraggio con metodo combinato

Il serraggio dei ulloni de#e essere eseguito in accordo alla norma -'I .' &/7/:2:2/&&$
'ei giunti con ulloni ad alta resistenza fprecaricatig la resistenza ad attrito dipende dalle modalit8 di preparazione delle super!i)
ci a contatto( dalle modalit8 di esecuzione e dal gioco !oro)ullone$ In #ia sempli!icati#a la resistenza di progetto allo scorrimento
di un ullone ad attrito si calcoler8 assumendo una !orza di precarico pari al 6/P della resistenza ultima a trazione del ullone$ Il
#alore della !orza di fprecaricog da assumere nelle unioni progettate ad attrito( per lo stato limite di ser#izio oppure per lo stato
limite ultimo A pari "uindi a
7 , 0
7
,
M
res tbk
Cd p
A f
F

= K4$2$00L
do#e A
res
A l:area resistente della #ite del ullone
La posizione dei !ori per le unioni ullonate o c9iodate de#e rispettare le limitazioni presentate nella Ta$ 4$2$]I]( c9e !a ri!eri)
mento agli sc9emi di unione riportati nella Fig$ 4$2$4$

Tab. 4.!.JIJ / 'osizione dei fori per unioni bullonate e c/iodate.
Distanze e
interassi
)$i'. 4.!.3*
%inio
%assio
Unioni es&oste a
-enoeni 0orrosi.i o
abientali
Unioni non es&oste a
-enoeni 0orrosi.i o
abientali
Unioni di eleenti in
a00iaio resistente alla 0or/
rosione )EN1::!3/3*
e
&
&(2 d
/
4tE4/ mm ) maH(2t;&2 mm)
e
2
&(2 d
/
4tE4/ mm ) maH(2t;&24 mm)
p
&
2(2 d
/
min(&4t;2// mm) min(&4t;2// mm) min(&4t;&64 mm)
p
&(/
) min(&4t;2// mm) ) )
p
&(i
) min(22t;4// mm) ) )
p
2
2(4 d
/
min(&4t;2// mm) min(&4t;2// mm) min(&4t;&64 mm)
L:instailit8 locale del piatto posto tra i ulloni3c9iodi non de#e essere considerata se (p
&
3t)_K7(2543!U)
/$4
L:
in caso contrario si assumer8 una lung9ezza di liera in!lessione pari a /$0 p
&
$
t A lo spessore minimo degli elementi esterni collegati$


I !ori de#ono a#ere diametro uguale a "uello del ullone maggiorato al massimo di & mm( per ulloni sino a 2/ mm di diametro(
e di &(4 mm per ulloni di diametro maggiore di 2/ mm$ 1i pu, derogare da tali limiti "uando e#entuali assestamenti sotto i cari)
c9i di ser#izio non comportino il superamento dei limiti di de!ormailit8 o di ser#izio$ ?uando necessario( A possiile adottare
faccoppiamenti di precisioneg in cui il gioco !oro)ullone non do#r8 superare /(5 mm per ulloni sino a 2/ mm di diametro e /(4
mm per ulloni di diametro superiore( o altri accorgimenti di riconosciuta #alidit8$
Per !ori asolati o maggiorati de#ono essere utilizzate le indicazioni riportate in -'I .' &775)&)2$
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 24


$i'. 4.!.3 )!isposizione dei fori per le realizzazione di unioni bullonate o c/iodate
6nioni con bulloni o chiodi soggette a taglio e7o a trazione
La resistenza di progetto a taglio dei ulloni e dei c9iodi F
#(*d
( per ogni piano di taglio c9e interessa il gamo dell:elemento di
connessione( pu, essere assunta pari a:
F
#(*d
Q /(0 !
tI
A
res
3 S
+2
( ulloni classe 4$0( 4$0 e 2$2; K4$2$06L
F
#(*d
Q /(4 !
tI
A
res
3 S
+2
( ulloni classe 0$2 e &/$7; K4$2$02L
F
#(*d
Q /(0 !
trI
A
/
3 S
+2
( per i c9iodi$ K4$2$07L
A
res
indica l:area resistente della #ite e si adotta "uando il piano di taglio interessa la parte !ilettata della #ite$ 'ei casi in cui il pi)
ano di taglio interessa il gamo non !ilettato della #ite si 9a
F
#(*d
Q /(0 !
tI
A3S
+2
( ulloni ) tutte le classi di resistenza( K4$2$6/L
do#e A indica l:area nominale del gamo della #ite e !
tI
( in#ece( indica la resistenza a rottura del materiale impiegato per realiz)
zare il ullone$ Con !
trI
A indicata la resistenza caratteristica del materiale utilizzato per i c9iodi( mentre A
/
indica la sezione del
!oro$
La resistenza di progetto a ri!ollamento F
(*d
del piatto dell:unione( ullonata o c9iodata( pu, essere assunta pari a
F
(*d
Q I R !
tI
d t 3 S
+2
( K4$2$6&L
do#e:
d A il diametro nominale del gamo del ullone(
t A lo spessore della piastra collegata(
!
tI
A la resistenza caratteristica a rottura del materiale della piastra collegata(
RQmin xe
&
3(5 d
/
) ; !
tI
3!
tI
; &y per ulloni di ordo nella direzione del carico applicato(
RQmin xp
&
3(5 d
/
) /(24 ; !
tI
3!
tI
; &y per ulloni interni nella direzione del carico applicato(
IQmin x2(2 e
2
3d
/
&(6 ; 2(4y per ulloni di ordo nella direzione perpendicolare al carico applicato(
IQmin x&(4 p
2
3d
/
&(6 ( 2(4y per ulloni interni nella direzione perpendicolare al carico applicato(
essendo e
&
( e
2
( p
&
e p
2
indicati in Fig$ 4$2$5 e d
/
il diametro nominale del !oro di alloggiamento del ullone$
La resistenza di progetto a trazione degli elementi di connessione F
t(*d
pu, essere assunta pari a:
F
t(*d
Q /(7
!tI
A
res
3 S
+2
( per i ulloni; K4$2$62L
F
t(*d
Q /(0 !
trI
A
res
3 S
+2
( per i c9iodi$ K4$2$65L
Inoltre( nelle unioni ullonate soggette a trazione A necessario #eri!icare la piastra a punzonamento; ci, non A ric9iesto per le u)
nioni c9iodate$ La resistenza di progetto a punzonamento del piatto collegato A pari a
z
p(*d
Q /(0 { d
m
t
p
!
tI
3 S
+2
; K4$2$64L
do#e d
m
A il minimo tra il diametro del dado e il diametro medio della testa del ullone; t
p
A lo spessore del piatto e !
tI
A la tensio)
ne di rottura dell:acciaio del piatto$
La resistenza di progetto complessi#a della singola unione a taglio A perci, data da min (F
#(*d
; F
(*d
)( mentre la resistenza di progetto
della singola unione a trazione A ottenuta come min (z
p(*d
; F
t(*d
)$
'el caso di presenza cominata di trazione e taglio si pu, adottare la !ormula di interazione lineare:
&
F 4 ( &
F
F
F
*d ( t
.d ( t
*d ( #
.d ( #
+ K4$2$64L
con la limitazione &
F
F
*d ( t
.d ( t
( do#e con F
#(.d
ed F
t(.d
si sono indicate rispetti#amente le sollecitazioni di taglio e di trazione agenti
sull:unione; per re#it8( le resistenze a taglio ed a trazione dell:unione sono state indicate con F
#(*d
ed F
t(*d
$
20 CAPITOLO 4
'el caso in!ine di unioni con c9iodi ciec9i soggetti a taglio pu, essere necessario #eri!icare la resistenza allo strappo e la resisten)
za a trazione della sezione netta della lamiera collegata
6nioni a taglio per attrito con bulloni ad alta resistenza
La resistenza di progetto allo scorrimento F
s(*d
di un ullone di classe 2$2 o &/$7 precaricato pu, essere assunta pari a:
F
s(*d
Q n b F
p(Cd
3 S
+5
$ K4$2$60L
do#e:
n A il numero delle super!ici di attrito(
b A il coe!!iciente di attrito(
Fp(Cd A la !orza di precarico del ullone data dalla (4$2$00) c9e( in caso di serraggio controllato( pu, essere assunta pari a /(6 !
tI
A)
res
( in#ece c9e pari a /(6 !
tI
A
res
3 S
+6
$
Il coe!!iciente di attrito tra le piastre b a contatto nelle unioni fpre)caricateg A in genere assunto pari a:
= /(4 super!ici saiate meccanicamente o a graniglia( esenti da incrosta)
zioni di ruggine e da #aiolature;
= 0,4 super!ici saiate meccanicamente o a graniglia( e #erniciate a
spruzzo con prodotti a ase di alluminio o di zinco$
super!ici saiate meccanicamente o a graniglia( e #erniciate con sili)
cato di zinco alcalino applicando uno spessore dello strato di 4/)2/
m;
= 0,3 super!ici pulite mediante spazzolatura o alla !iamma( esenti da in)
crostazioni di ruggine;
= 0,2 super!ici non trattate$


'el caso un collegamento ad attrito con ulloni ad alta resistenza precaricati sia soggetto a trazione F
t(.d
(allo stato limite ultimo)
la resistenza di progetto allo scorrimento F
s(*d
si riduce rispetto al #alore sopra indicato e pu, essere assunta pari a:
F
s(*d
Q n b ( F
p(Cd
/(2 F
t(.d
)3 S
+5
K4$2$66L
'el caso di #eri!ica allo scorrimento nello stato limite di esercizio( in modo analogo si pu, assumere:
F
s(*d(eser
Q n b ( F
p(Cd
/(2 F
t(.d(eser
)3 S
+5
K4$2$62L
do#e F
t(.d(eser
A la sollecitazione di progetto ottenuta dalla cominazione dei caric9i per le #eri!ic9e in esercizio$
4.!.7.1.! Colle'aenti 0on &erni
La resistenza di progetto a taglio del perno A pari a

F
#(*d
Q /(0 !
upI
A 3 S
+2
K4$2$67L
do#e A A l:area della sezione del perno ed !
upI
A la tensione a rottura del perno$
La resistenza di progetto a ri!ollamento dell:elemento in acciaio connesso dal perno A pari a
F
(*d
Q &(4 t d !
U
3 S
+/
K4$2$2/L
do#e t A lo spessore dell:elemento( d il diametro del perno !U A la minore tra la tensione di sner#ament del perno (!UpI) e "uella del)
le piastre (!UI)$
'ella concezione delle connessioni con perni si de#e a#er cura di contenere le azioni !lettenti$ La resistenza a !lessione del perno A
data da
+
*d
Q &(4 o
el
!
UpI
3 S
+/
K4$2$2&L
do#e o
el
A il modulo (resistente) elastico della sezione del perno$
?ualora si pre#eda la sostituzione del perno durante la #ita della costruzione( isogna limitare le sollecitazioni di !lessione e ta)
glio sul perno e di compressione sul contorno dei !ori$ Per cui la !orza di taglio ed il momento agenti sul perno in esercizio(
F
(.d(ser
e +
.d(ser
( de#ono essere limitate secondo le seguenti !ormula:
F
(*d(ser
Q /(0 t d !
U
3 S
+0ser
M F
(.d(ser
K4$2$22L
+
*d(ser
Q /(2 o
el
!
UpI
3 S
+0(ser
M +
.d(ser
K4$2$25L
Inoltre( a!!inc9B il perno possa essere sostituito( A necessario limitare le tensioni di contatto( Y
9(.d
( al #alore limite( !
9(.d
Q 2(4 !
U
3
S
+0(ser
$ Le tensioni di contatto possono essere #alutate con la !ormula seguente

K4$2$24L
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 26
do#e con d
/
si A indicato il diametro del !oro di alloggiamento del perno( mentre F
.d(ser
A la !orza di taglio c9e il perno tras!erisce a
ser#izio ed . A il modulo elastico dell:acciaio$
4.!.7.! UNIONI SALDATE
'el presente paragra!o sono considerate unioni saldate a piena penetrazione( a parziale penetrazione( ed unioni realizzate con
cordoni d:angolo$ Per i re"uisiti riguardanti i procedimenti di saldatura( i materiali d:apporto e i controlli idonei e necessari per la
realizzazione di saldature dotate di prestazioni meccanic9e adeguate ai li#elli di sicurezza ric9iesti dalla presente norma( si !accia
ri!erimento al % &&$5$4$4$
4.!.7.!.1 Unioni 0on saldature a &iena &enetrazione
I collegamenti testa a testa( a T e a croce a piena penetrazione sono generalmente realizzati con materiali d:apporto a#enti resi)
stenza uguale o maggiore a "uella degli elementi collegati$ Pertanto la resistenza di progetto dei collegamenti a piena penetrazio)
ne si assume eguale alla resistenza di progetto del pi@ deole tra gli elementi connessi$ -na saldatura a piena penetrazione A ca)
ratterizzata dalla piena !usione del metallo di ase attra#erso tutto lo spessore dell:elemento da unire con il materiale di apporto$
4.!.7.!.! Unioni 0on saldature a &arziale &enetrazione
I collegamenti testa a testa( a T e a croce a parziale penetrazione #engono #eri!icati con gli stessi criteri dei cordoni d:angolo (di
cui al successi#o % 4$2$2$2$4$)$
L:altezza di gola dei cordoni d:angolo da utilizzare nelle #eri!ic9e A "uella teorica( corrispondente alla preparazione adottata e
speci!icata nei disegni di progetto( senza tenere conto della penetrazione e del so#rametallo di saldatura( in con!ormit8 con la
norma -'I .' I1O 7072:&:2//4$
4.!.7.!.# Unioni 0on saldature a 0ordoni d;an'olo
La resistenza di progetto( per unit8 di lung9ezza( dei cordoni d:angolo si determina con ri!erimento all:altezza di gola fag( cioA
all:altezza fag del triangolo iscritto nella sezione tras#ersale del cordone stesso (Fig$ 4$2$0)$

$i'. 4.!.5 )!efinizione dellarea di gola per le saldature a cordone dangolo

La lung9ezza di calcolo L A "uella intera del cordone( purc9B "uesto non aia estremit8 palesemente mancanti o di!ettose$
.#entuali tensioni Y
33
de!inite al paragra!o successi#o agenti nella sezione tras#ersale del cordone( inteso come parte della sezione
resistente della memratura( non de#ono essere prese in considerazione ai !ini della #eri!ica del cordone stesso$
Per il calcolo della resistenza delle saldature con cordoni d:angolo( "ualora si !accia ri!erimento ai modelli di calcolo presentati
nel paragra!o seguente( si adottano i !attori parziali S
+
indicati in Ta$ 4$2$]I=$ n possiile utilizzare modelli contenuti in norma)
ti#e di compro#ata #alidit8( adottando !attori parziali S
+
c9e garantiscano i li#elli di sicurezza stailiti nelle presenti norme$
Ai !ini della durailit8 delle costruzioni( le saldature correnti a cordoni intermittenti( realizzati in modo non continuo lungo i
lemi delle parti da unire( non sono ammesse in strutture non sicuramente protette contro la corrosione$
Per le #eri!ic9e occorre ri!erirsi alternati#amente alla sezione di gola nella e!!etti#a posizione o in posizione rialtata( come indi)
cato nel paragra!o successi#o$
4.!.7.!.4 Resistenza delle saldature a 0ordoni d;an'olo
Allo stato limite ultimo le azioni di progetto sui cordoni d:angolo si distriuiscono uni!ormemente sulla sezione di gola (de!inita
al % 4$2$2$2$5)$
'el seguito si indicano con Y

la tensione normale e con s

la tensione tangenziale perpendicolari all:asse del cordone d:angolo(
agenti nella sezione di gola nella sua posizione e!!etti#a( e con Y
((
la tensione normale e con s
((
la tensione tangenziale parallele
all:asse del cordone d:angolo$ La tensione normale Y
((
non in!luenza la resistenza del cordone$


22 CAPITOLO 4
$i'ura 4.!.6Considerando la sezione di gola nella sua e!!etti#a posizione( si pu, assumere la seguente condizione di resistenza

7 5-6 ft8 , M.


K4$2$24L
do#e:
!tI A la resistenza caratteristica a trazione ultima nominale della pi@ deole delle parti collegate;v Q /(2/ per acciaio 1254; /(24 per
acciaio 1264; /(7/ per acciaio 1544; &(// per acciaio 142/ e 140/$
In alternati#a( detta a l:altezza di gola( si pu, adottare cautelati#amente il criterio sempli!icato
F
\(.d
3F
\(*d
J & K4$2$20L
do#e F
\(.d
A la !orza di progetto c9e sollecita il cordone d:angolo per unit8 di lung9ezza e F
\(*d
A la resistenza di progetto del cor)
done d:angolo per unit8 di lung9ezza
( )
2 + tI *d ( \
5 3 a! F = K4$2$26L
Considerando la sezione di gola in posizione rialtata( si indicano con n

e con t

la tensione normale e la tensione tangenziale


perpendicolari all:asse del cordone$
La #eri!ica dei cordoni d:angolo si e!!ettua controllando c9e siano soddis!atte simultaneamente le due condizioni

K4$2$22L

K4$2$27L
do#e !
UI
A la tensione di sner#amento caratteristica ed i coe!!icienti v& e v2 sono dati( in !unzione del grado di acciaio( in Ta$
4$2$]]$

Tab. 4.!.JJ / 1alori dei coefficienti v
&
e v
2

S!#3 S!63 / S#33 S4!: / S45:
v
&
/(24 /(6/ /(02
v
2
&(/ /(24 /(64
4.!.7.# UNIONI SO++ETTE A CARIC>I DA $ATICA
La resistenza a !atica relati#a ai #ari dettagli dei collegamenti ullonati e saldati( con le relati#e cur#e 1)'( pu, essere reperita in
-'I .' &775)&)7$
In ogni caso si adottano i coe!!icienti parziali indicati in Ta$ 4$2$]I$ In alternati#a si possono utilizzare modelli contenuti in nor)
mati#e di compro#ata #alidit8( adottando !attori parziali S
+
c9e garantiscano i li#elli di sicurezza stailiti nelle presenti norme$
4.!.7.4 UNIONI SO++ETTE A VI=RAZIONI4 URTI EGO INVERSIONI DI CARICO
'ei collegamenti soggetti a taglio e dinamicamente sollecitati( a causa di #irazioni indotte da macc9inari oppure a causa di im)
pro##ise #ariazioni delle sollecitazioni do#ute a urti o altre azioni dinamic9e( de#ono adottarsi apposite soluzioni tecnic9e c9e
impediscano e!!icacemente lo scorrimento$
A tal proposito si consiglia l:utilizzo di giunzioni saldate( oppure( nel caso di unioni ullonate( l:utilizzo di dispositi#i anti)
s#itamento( ulloni precaricati( ulloni in !ori calirati o altri tipi di ulloni idonei a limitare o eliminare lo scorrimento$
4. 4. 4. 4.2.9. 2.9. 2.9. 2.9. RE#UISITI PER LA PRO RE#UISITI PER LA PRO RE#UISITI PER LA PRO RE#UISITI PER LA PROGETTAZIONE E L$ESECU GETTAZIONE E L$ESECU GETTAZIONE E L$ESECU GETTAZIONE E L$ESECUZIONE ZIONE ZIONE ZIONE
L:esecuzione delle strutture in acciaio de#e essere con!orme alla -'I .' &/7/:2:2/&&
4.!.8.1 S"ESSORI LI%ITE
n #ietato l:uso di pro!ilati con spessore t _ 4 mm$
-na deroga a tale norma( !ino ad uno spessore t Q 5 mm( A consentita per opere sicuramente protette contro la corrosione( "uali
per esempio tui c9iusi alle estremit8 e pro!ili zincati( od opere non esposte agli agenti atmos!erici$
Le limitazioni di cui sopra non riguardano elementi e pro!ili sagomati a !reddo$
4.!.8.! ACCIAIO INCRUDITO
n proiito l:impiego di acciaio incrudito in ogni caso in cui si pre#eda la plasticizzazione del materiale (analisi plastica( azioni si)
smic9e o eccezionali( ecc$) o pre#algano i !enomeni di !atica$
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 27
4.!.8.# +IUNTI DI TI"O %ISTO
In uno stesso giunto A #ietato l:impiego di di!!erenti metodi di collegamento di !orza (ad esempio saldatura e ullonatura)( a me)
no c9e uno solo di essi sia in grado di sopportare l:intero s!orzo( o##ero sia dimostrato( per #ia sperimentale o teorica( c9e la di)
sposizione costrutti#a A esente dal pericolo di collasso prematuro a catena$
4.!.8.4 "RO=LE%ATIC>E S"ECI$IC>E
Per tutto "uanto non trattato nelle presenti norme( in relazione a:
Preparazione del materiale
Tolleranze degli elementi strutturali di !aricazione e di montaggio
Impiego dei !erri piatti
=ariazioni di sezione
Intersezioni
Collegamenti a taglio con ulloni normali e c9iodi
Tolleranze !oro)ullone$ Interassi dei ulloni e dei c9iodi$ >istanze dai margini
Collegamenti ad attrito con ulloni ad alta resistenza
Collegamenti saldati
Collegamenti per contatto
si pu, !ar ri!erimento a normati#e di compro#ata #alidit8$
4.!.8.3 A""ARECC>I DI A""O++IO
La concezione strutturale de#e pre#edere !acilit8 di sostituzione degli apparecc9i di appoggio( nel caso in cui "uesti aiano #ita
nominale pi@ re#e di "uella della costruzione alla "uale sono connessi$
4.!.8.5 VERNICIATURA E ZINCATURA
Oli elementi delle strutture in acciaio( a meno c9e siano di compro#ata resistenza alla corrosione( de#ono essere adeguatamente
protetti mediante #erniciatura o zincatura( tenendo conto del tipo di acciaio( della sua posizione nella struttura e dell:amiente
nel "uale A collocato$ >e#ono essere particolarmente protetti i collegamenti ullonati (precaricati e non precaricati)( in modo da
impedire "ualsiasi in!iltrazione all:interno del collegamento$
Anc9e per gli acciai con resistenza alla corrosione migliorata (per i "uali pu, !arsi utile ri!erimento alla norma -'I .' &//24)4)
de#ono pre#edersi( o#e necessario( protezioni mediante #erniciatura$
'el caso di parti inaccessiili( o pro!ili a sezione c9iusa non ermeticamente c9iusi alle estremit8( do#ranno pre#edersi adeguati
so#raspessori$
Oli elementi destinati ad essere incorporati in getti di calcestruzzo non de#ono essere #erniciati: possono essere in#ece zincati a
caldo$
4.2.10. 4.2.10. 4.2.10. 4.2.10. CRITERI DI DURAILIT CRITERI DI DURAILIT CRITERI DI DURAILIT CRITERI DI DURAILIT% % % %
La durailit8 de#e assicurare il mantenimento nel tempo della geometria e delle caratteristic9e dei materiali della struttura( a!!in)
c9B "uesta conser#i inalterate !unzionalit8( aspetto estetico e resistenza$
Al !ine di garantire tale persistenza in !ase di progetto de#ono essere presi in esame i dettagli costrutti#i( la e#entuale necessit8 di
adottare so#raspessori( le misure protetti#e e de#e essere de!inito un piano di manutenzione (ispezioni( operazioni manutenti#e e
programma di attuazione delle stesse)$
4.2.11. 4.2.11. 4.2.11. 4.2.11. RESISTENZA AL FUOCO RESISTENZA AL FUOCO RESISTENZA AL FUOCO RESISTENZA AL FUOCO
Le #eri!ic9e di resistenza al !uoco potranno eseguirsi con ri!erimento a -'I .' &775)&)2( utilizzando i coe!!icienti S
+
( % 4$2$0) re)
lati#i alle cominazioni eccezionali$
4.2.12 4.2.12 4.2.12 4.2.12 PROFILI IN CLASSE 4 PROFILI IN CLASSE 4 PROFILI IN CLASSE 4 PROFILI IN CLASSE 4
La determinazione delle caratteristic9e resistenti e!!icaci di pro!ili in classe 4 de#e essere condotta con ri!erimento ad indicazioni
normati#e di compro#ata #alidit8$
7/ CAPITOLO 4
4.3. 4.3. 4.3. 4.3. COSTRUZIONI COMPOSTE COSTRUZIONI COMPOSTE COSTRUZIONI COMPOSTE COSTRUZIONI COMPOSTE DI ACCIAIO DI ACCIAIO DI ACCIAIO DI ACCIAIO & && & CALCESTRUZZO CALCESTRUZZO CALCESTRUZZO CALCESTRUZZO
Le presenti norme si applicano a costruzioni ci#ili e industriali con strutture composte in acciaio e calcestruzzo per "uanto attiene
ai re"uisiti di resistenza( !unzionalit8( durailit8( roustezza( ed esecuzione$
Le strutture composte sono costituite da parti realizzate in acciaio per carpenteria e da parti realizzate in calcestruzzo armato
(normale o precompresso) rese collaoranti !ra loro con un sistema di connessione appropriatamente dimensionato$
Le presenti norme de!iniscono i principi e le regole generali per soddis!are i re"uisiti di sicurezza delle costruzioni con strutture
composte in acciaio e calcestruzzo e le regole speci!ic9e per gli edi!ici$
Per tutto "uanto non espressamente indicato nel presente capitolo( per la progettazione strutturale( l:esecuzione( i controlli e la
manutenzione de#e !arsi ri!erimento ai precedenti %% 4$& e 4$2 relati#i alle costruzioni di calcestruzzo armato ed alle costruzioni di
acciaio( rispetti#amente$
4.3.1. 4.3.1. 4.3.1. 4.3.1. VALUTAZIONE DELLA SI VALUTAZIONE DELLA SI VALUTAZIONE DELLA SI VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA CUREZZA CUREZZA CUREZZA
La #alutazione della sicurezza A condotta secondo i principi !ondamentali illustrati nel Capitolo 2$
I re"uisiti ric9iesti di resistenza( !unzionalit8( durailit8 e roustezza si garantiscono #eri!icando il rispetto degli stati limite ultimi e
degli stati limite di esercizio della struttura( dei componenti strutturali e dei collegamenti descritti nella presente norma$
In aggiunta a "uanto indicato in %% 4$& e 4$2 do#ranno essere considerati ulteriori stati limite$
4.#.1.1 STATI LI%ITE ULTI%I
Stato limite di resistenza della connessione acciaio-calcestruzzo( al !ine di e#itare la crisi del collegamento tra elementi in acciaio ed e)
lementi in calcestruzzo con la conseguente perdita del !unzionamento composto della sezione$
4.#.1.! STATI LI%ITE DI ESERCIZIO
Stato limite di esercizio della connessione acciaio-calcestruzzo( al !ine di e#itare eccessi#i scorrimenti !ra l:elemento in acciaio e
l:elemento in calcestruzzo durante l:esercizio della costruzione$
4.#.1.# $ASI COSTRUTTIVE
Le !asi costrutti#e( "uando rile#anti( de#ono essere considerate nella progettazione( nell:analisi e nella #eri!ica delle strutture
composte$
4.3.2. 4.3.2. 4.3.2. 4.3.2. ANALISI STRUTTURALE ANALISI STRUTTURALE ANALISI STRUTTURALE ANALISI STRUTTURALE
Il metodo di analisi de#e essere coerente con le ipotesi di progetto$
L:analisi de#e essere asata su modelli strutturali di calcolo appropriati( a seconda dello stato limite considerato$
4.#.!.1 CLASSI$ICAZIONE DELLE SEZIONI
La classi!icazione delle sezioni composte A eseguita secondo lo sc9ema introdotto per le sezioni in acciaio in % 4$2$5$ 'el calcolo si
possono adottare distriuzioni di tensioni plastic9e o elastic9e per le classi & e 2( mentre per le classi 5 e 4 si deono utilizzare
distriuzioni di tensioni elastic9e$
In particolare( per le sezioni di classe & e 2( l:armatura di trazione A
s
in soletta( posta all:interno della larg9ezza collaorante ed
utilizzata per il calcolo del momento plastico( de#e essere realizzata con acciaio z44/C e rispettare la condizione
c s s
A A

sk
ctm
yk
c sk
ctm
yk
s
f
f
f
z h f
f
f
235
3 , 0
) 2 /( 1
1
235
0
+
+
= K4$5$&L
do#e A
s
A l:area collaorante della soletta di calcestruzzo ( !
ctm
A la resistenza media a trazione del calcestruzzo( !
UI
e !
sI
sono la
resistenza caratteristica a sner#amento dell:acciaio da carpenteria e di "uello d:armatura rispetti#amente( 9
c
A lo spessore della
soletta di calcestruzzo( z
/
A la distanza tra il aricentro della soletta di calcestruzzo non !essurata e il aricentro della sezione
composta non !essurata( C A pari ad & per le sezioni in classe 2 e a &(& per le sezioni in classe &$
4.#.!.! %ETODI DI ANALISI +LO=ALE
Oli e!!etti delle azioni possono essere #alutati mediante l:analisi gloale elastica anc9e "uando si consideri la resistenza plastica( o
comun"ue in campo non)lineare delle sezioni tras#ersali$
L:analisi lineare elastica pu, essere utilizzata per le #eri!ic9e agli stati limite di esercizio( introducendo opportune correzioni per
tenere conto degli e!!etti non)lineari "uali la !essurazione del calcestruzzo( e per le #eri!ic9e dello stato limite di !atica$
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 7&
Oli e!!etti del trascinamento da taglio e dell:instailit8 locale de#ono essere tenuti in deito conto "uando "uesti in!luenzino si)
gni!icati#amente l:analisi$
4.#.!.!.1 Analisi lineare elasti0a
In "uesto tipo di analisi si de#ono tenere in conto( "uando rile#anti( i !enomeni "uali la #iscosit8( le de!ormazioni anelastic9e( ad
esempio do#ute alla temperatura( al ritiro e ai cedimenti #incolari( le !asi costrutti#e( la precompressione e la !essurazione$
Per costruzioni poco sensiili ai !enomeni del secondo ordine e "uindi non suscettiili di prolemi di stailit8 gloale( A possiile
tenere in conto la #iscosit8 nelle tra#i di impalcato sostituendo l:area delle porzione in calcestruzzo( A
c
( con aree e"ui#alenti ri)
dotte in ragione del coe!!iciente di omogeneizzazione n( cioA del rapporto tra i moduli elastici dei materiali( calcolato per re#e e
lungo termine$ ?uando le tensioni di lunga durata non siano preponderanti si pu, adottare un unico coe!!iciente di omogeneiz)
zazione assumendo un modulo elastico del calcestruzzo pari alla met8 del modulo elastico istantaneo( sia per le analisi a re#e
termine c9e per "uelle a lungo termine$ Per tenere in conto la !essurazione delle tra#i composte A possiile utilizzare due metodi$
Il primo consiste nell:e!!ettuare una prima analisi fnon !essuratag in cui l:inerzia omogeneizzata di tutte le tra#i A pari a "uella
della sezione interamente reagente( .r
&
$ Indi#iduate( alla conclusione dell:analisi( le sezioni soggette a momento !lettente negati)
#o( nelle "uali si 9anno !enomeni di !essurazione( si esegue una seconda analisi f!essuratag$ In tale analisi la rigidezza .r
&
A asse)
gnata alle porzioni di tra#e soggette a momento !lettente positi#o( mentre la rigidezza !essurata ottenuta trascurando il calce)
struzzo teso( .r
2
( A assegnata alle porzioni di tra#e soggette a momento !lettente negati#o$ La nuo#a distriuzione delle rigidezze
e delle sollecitazioni interne A utilizzata per le #eri!ic9e agli stati limite di ser#izio ed ultimo$
Il secondo metodo( applicaile alle tra#i continue in telai contro#entati in cui le luci delle campate non di!!eriscono tra loro di pi@
del 0/P( considera una estensione della zona !essurata all:estremit8 di ogni campata( caratterizzata da rigidezza .r
2
( pari al &4P
della luce della campata; la rigidezza .r
&
A assegnata a tutte le altre zone$
La rigidezza delle colonne de#e essere assunta pari al #alore indicato in % 4$5$4$2 della presente norma$
Oli e!!etti della temperatura de#ono essere considerati nel calcolo "uando in!luenti$ Tali e!!etti possono solitamente essere trascu)
rati nella #eri!ica allo stato limite ultimo( "uando gli elementi strutturali siano in classe & o 2 e "uando non #i siano pericoli di in)
stailit8 !lesso)torsionale$
Il momento !lettente ottenuto dall:analisi elastica pu, essere ridistriuito in modo da soddis!are ancora l:e"uilirio tenendo in
conto gli e!!etti del comportamento non)lineare dei materiali e tutti i !enomeni di instailit8$
Per le #eri!ic9e allo stato limite ultimo( ad eccezione delle #eri!ic9e a !atica( il momento elastico pu, essere ridistriuito "uando la
tra#e composta A continua o parte di un telaio contro#entato( A di altezza costante( non #i A pericolo di !enomeni di instailit8$
'el caso di tra#i composte parzialmente ri#estite di calcestruzzo( occorre anc9e #eri!icare c9e la capacit8 rotazionale sia su!!icien)
te per e!!ettuare la ridistriuzione( trascurando il contriuto del calcestruzzo a compressione nel calcolo del momento resistente
ridotto nella situazione ridistriuita$
La riduzione del massimo momento negati#o non de#e eccedere le percentuali indicate nella Ta$ 4$5$I$

Tab. 4.#.I ) Limiti della ridistribuzione del momento negativo sugli appoggi
Classe della sezione & 2 5 4
Analisi fnon)!essuratag 4/ 5/ 2/ &/
Analisi f!essuratag 24 &4 &/ /

1e si utilizzano pro!ili di acciaio strutturale di grado 1544 o superiore la ridistriuzione pu, essere !atta solo con sezioni di classe
& e classe 2( e non de#e superare il 5/P per le analisi fnon !essurateg ed il &4P per le fanalisi !essurateg$
4.#.!.!.! Analisi &lasti0a
L:analisi plastica pu, essere utilizzata per eseguire le #eri!ic9e allo stato limite ultimo "uando:
tutti gli elementi sono in acciaio o composti acciaio)calcestruzzo;
"uando i materiali soddis!ano i re"uisiti indicati in % 4$5$5$&;
"uando le sezioni sono di classe &;
"uando i collegamenti tra le memrature sono a completo ripristino di resistenza plastica e sono dotati di adeguata capacit8 di
rotazione o di adeguata so#raresistenza$
Inoltre( nelle zone in cui A supposto lo s#iluppo delle de!ormazioni plastic9e (cerniere plastic9e)( A necessario c9e
i pro!ili in acciaio siano simmetrici rispetto al piano dell:anima(
la piattaanda compressa sia opportunamente #incolata(
la capacit8 rotazionale della cerniera plastica sia su!!iciente$
4.#.!.!.# Analisi non lineare
L:analisi non lineare de#e essere eseguita secondo le indicazioni in % 4$2$5$5$
72 CAPITOLO 4
I materiali de#ono essere modellati considerando tutte le loro non)linearit8 e de#e essere tenuto in conto il comportamento della
connessione a taglio tra gli elementi delle tra#i composte$
L:in!luenza delle de!ormazioni sulle sollecitazioni interne de#e essere tenuta in conto "uando rile#ante$
4.#.!.# LAR+>EZZE E$$ICACI
La distriuzione delle tensioni normali negli elementi composti de#e essere determinata mediante un modello c9e tenga conto
della de!ormailit8 a taglio delle ali della tra#e metallica e della soletta in calcestruzzo$
La larg9ezza e!!icace(
e!!
( di una soletta in calcestruzzo pu, essere determinata mediante l:espressione

e!!
Q
/
E
e(&
E
e(2
( K4$5$2L
do#e
/
A la distanza tra gli assi dei connettori e
e!!(i
Qmin (L
e
32(
i
) A il #alore della larg9ezza collaorante da ciascun lato della
sezione composta (#edi !ig$ 4$5$&)$


$i'. 4.#.1. - !efinizione della larg/ezza efficace b
e!!
e delle ali#uote b
ei


Le indica approssimati#amente la distanza tra due punti di nullo del diagramma dei momenti$ 'el caso di tra#i continue con !les)
sione determinata pre#alentemente da caric9i distriuiti uni!ormi si possono utilizzare le indicazioni di Fig$4$5$2
Per gli appoggi di estremit8 la !ormula di#iene

e!!
Q
/
E v
&

e(&
E v
2
E
e(2
( K4$5$5L
do#e 0 , 1 025 , 0 55 , 0
,
1

|
|

\
|
+ =
i eff
e
b
L
$

$i'. 4.#.! ) Larg/ezza efficace- b
e!!
- e luci e#uivalenti- L
e
- per le travi continue
4.#.!.4 E$$ETTI DELLE DE$OR%AZIONI
In generale( A possiile e!!ettuare:
l:analisi del primo ordine( imponendo l:e"uilirio sulla con!igurazione iniziale della struttura;
l:analisi del secondo ordine( imponendo l:e"uilirio sulla con!igurazione de!ormata della struttura$
Oli e!!etti della geometria de!ormata (e!!etti del secondo ordine) de#ono essere considerati se essi ampli!icano signi!icati#amente
gli e!!etti delle azioni o modi!icano signi!icati#amente il comportamento strutturale$ L:analisi del primo ordine pu, essere utiliz)
zata "uando l:incremento delle sollecitazioni do#uto agli e!!etti del secondo ordine A in!eriore al &/P$ Tale condizione A ritenuta
soddis!atta se
R
cr
D&/ K4$5$4L
do#e R
cr
A il !attore ampli!icati#o dei caric9i di progetto necessario per causare !enomeni di perdita della stailit8 dell:e"uilirio
elastico$
b0
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 75
Per i telai il #alore di R
cr
pu, essere calcolato utilizzando l:espressione #alida per le costruzioni in acciaio di cui al punto % 4$2$5$4$
4.#.!.3 E$$ETTI DELLE I%"ER$EZIONI
'ell:analisi strutturale si de#e tenere conto( per "uanto possiile( degli e!!etti delle imper!ezioni$
A tal !ine possono adottarsi adeguate imper!ezioni geometric9e e"ui#alenti( a meno c9e tali e!!etti non siano inclusi implicita)
mente nel calcolo della resistenza degli elementi strutturali$
1i de#ono considerare nel calcolo:
le imper!ezioni gloali per i telai o per i sistemi di contro#ento;
le imper!ezioni locali per i singoli elementi strutturali$
'ell:amito dell:analisi gloale della struttura( le imper!ezioni degli elementi composti soggetti a compressione possono essere
trascurate durante l:esecuzione dell:analisi del primo ordine$ Le imper!ezioni degli elementi strutturali possono essere trascurate
anc9e nelle analisi al secondo ordine se

Ed
Rk , pl
N
N
5 , 0
K4$5$4L
do#e A la snellezza adimensionale dell:elemento( calcolata in % 4$5$4$2( '
pl(*I
A la resistenza a compressione caratteristica
dell:elemento( o##ero ottenuta considerando tutte le resistenze dei materiali senza coe!!icienti parziali di sicurezza e '
.d
A lo
s!orzo assiale di progetto$
Oli e!!etti delle imper!ezioni gloali de#ono essere tenuti in conto secondo "uanto prescritto per le strutture in acciaio al punto %
4$2$5$4 della presente norma$
Le imper!ezioni( rappresentate da una cur#atura iniziale delle colonne composte e delle memrature composte in genere( sono
gi8 considerate nelle cur#e della Ta$ 4$5$III$ Per le tra#i di impalcato le imper!ezioni sono riportate nella !ormula di #eri!ica nei
riguardi dell:instailit8 !lesso)torsionale$
Per gli elementi in acciaio le imper!ezioni sono gi8 considerate nelle !ormule di #eri!ica per l:instailit8 riportate in % 4$2$4$&$5 del)
la presente norma$
4.3.3. 4.3.3. 4.3.3. 4.3.3. RESISTENZE DI RESISTENZE DI RESISTENZE DI RESISTENZE DI PROGETTO PROGETTO PROGETTO PROGETTO
La resistenza di progetto dei materiali !
d
A de!inita mediante l:espressione:

+
I
d
!
!

= K4$5$0L
do#e !
I
A la resistenza caratteristica del materiale$
In particolare( nelle #eri!ic9e agli stati limite ultimi si assume S
+
pari a :
S
C
(calcestruzzo) Q &(4 ;
S
A
(acciaio da carpenteria) Q &(/4 ;
S
1
(acciaio da armatura) Q &(&4 ;
S
=
(connessioni) Q &(24 $
'elle #eri!ic9e agli stati limite di esercizio si assume S
+
Q &$
'elle #eri!ic9e in situazioni di progetto eccezionali si assume S
+
Q &$
1i assumono per i di!!erenti materiali (acciaio da carpenteria( lamiere grecate( acciaio da armatura( calcestruzzo( ecc$) le resistenze
caratteristic9e !
I
de!inite nel Capitolo && delle presenti norme$ 'ella presente sezione si indicano con !
UI
( !
sI
( !
pI
e !
cI
( rispetti#a)
mente( le resistenze caratteristic9e dell:acciaio strutturale( delle arre d:armatura( della lamiera grecata e del calcestruzzo$
4.#.#.1 %ATERIALI
4.#.#.1.1 A00iaio
Per le caratteristic9e degli acciai (strutturali( da lamiera grecata e da armatura) utilizzati nelle strutture composte di acciaio e cal)
cestruzzo si de#e !are ri!erimento al % &&$5 delle presenti norme$
Le prescrizioni generali relati#e alle saldature( di cui al % &&$5 delle presenti norme( si applicano integralmente$
Per le procedure di saldatura dei connettori ed il relati#o controllo si pu, !are ri!erimento a normati#e consolidate$
'el caso si utilizzino connettori a piolo( l:acciaio de#e rispettare le prescrizioni di cui al % &&$5$4$6$
4.#.#.1.! Cal0estruzzo
Le caratteristic9e meccanic9e del calcestruzzo de#ono risultare da pro#e eseguite in con!ormit8 alle indicazioni delle presenti
norme sulle strutture di cemento armato ordinario o precompresso$
74 CAPITOLO 4
'ei calcoli statici non pu, essere considerata nB una classe di resistenza del calcestruzzo in!eriore a C2/324 nB una classe di resi)
stenza superiore a C0/364; per i calcestruzzi con aggregati leggeri( la cui densit8 non pu, essere in!eriore a &2// Ig3m
5
( le classi
limite sono LC2/322 e LC4430/$
Per classi di resistenza del calcestruzzo superiori a C44344 e LC 4/344 si ric9iede c9e prima dell:inizio dei la#ori #enga eseguito
uno studio adeguato e c9e la produzione segua speci!ic9e procedure per il controllo "ualit8$
?ualora si pre#eda l:utilizzo di calcestruzzi con aggregati leggeri( si de#e considerare c9e i #alori sia del modulo di elasticit8 sia
dei coe!!icienti di #iscosit8( ritiro e dilatazione termica dipendono dalle propriet8 degli aggregati utilizzati; pertanto i #alori da
utilizzare sono scelti in ase alle propriet8 del materiale speci!ico$
'el caso si utilizzino elementi pre!aricati( si rin#ia alle indicazioni speci!ic9e delle presenti norme$
4.3.4. 4.3.4. 4.3.4. 4.3.4. TRAVI CON SOLETTA CO TRAVI CON SOLETTA CO TRAVI CON SOLETTA CO TRAVI CON SOLETTA COLLAORANTE LLAORANTE LLAORANTE LLAORANTE
4.#.4.1 TI"OLO+IA DELLE SEZIONI
Le sezioni resistenti in acciaio delle tra#i composte( Fig$ 4$5$5( si classi!icano secondo i criteri di cui in % 4$2$5$&$
?ualora la tra#e di acciaio sia ri#estita dal calcestruzzo( le anime possono essere trattate come #incolate tras#ersalmente ai !ini
della classi!icazione della sezione purc9B il calcestruzzo sia armato( collegato meccanicamente alla sezione di acciaio e in grado di
pre#enire l:instailit8 dell:anima e di ogni parte della piattaanda compressa nella direzione dell:anima$

$i'. 4.#.# )2ipologie di sezione composte per travi
4.#.4.! RESISTENZA DELLE SEZIONI
Il presente paragra!o tratta sezioni composte realizzate con pro!ili e soletta collaorante$ +etodi e criteri di calcolo per la deter)
minazione delle caratteristic9e resistenti di sezione di tra#i composte ri#estite possono essere tro#ati nel % 0$5 della -'I .'&774)
&)&$

4.#.4.!.1 Resistenza a -lessione
Il momento resistente della sezione composta pu, essere rica#ato utilizzando di!!erenti metodi analogamente a "uanto indicato
per le costruzioni in acciaio$
La larghezza di soletta collaborante da utilizzare per le verifiche di resistenza delle sezioni pu essere determinata secondo le indicazioni del
punto 4.3.2.3
La lamiera grecata utilizzata per la realizzazione dei solai collaoranti e disposta con le grec9e parallelamente all:asse del pro!ilo
in acciaio non de#e essere considerata nel calcolo del momento resistente$
4.#.4.!.1.1 (etodo elastico
Il momento resistente elastico A calcolato sulla ase di una distriuzione elastica delle tensioni nella sezione$ 1i de#e trascurare il
contriuto del calcestruzzo teso$ Il momento resistente elastico( +
el
( A calcolato limitando le de!ormazioni al limite elastico della
resistenza dei materiali: !
cd
per il calcestruzzo( !
Ud
per l:acciaio strutturale e !
sd
per le arre d:armatura$
'el caso di sezioni di classe 4 si pu, utilizzare il metodo elastico adottando una sezione e!!icace ridotta della componente metal)
lica $ Oli e!!etti delle !asi costrutti#e( della #iscosit8 e del ritiro #anno considerati$ Oli e!!etti della #iscosit8 possono essere descritti
tramite un modulo elastico e"ui#alente del calcestruzzo come in 4$5$2$2$&$
4.#.4.!.1.! (etodo plastico
Il momento resistente di progetto( +
pl(*d
( si #aluta assumendo tutti i materiali completamente plasticizzati( una tensione di com)
pressione nel calcestruzzo pari a /(24!cd( e trascurando la resistenza a trazione del calcestruzzo$
4.#.4.!.1.# (etodo elasto-plastico
Il momento resistente della sezione A rica#ato attra#erso una analisi non)lineare in cui sono impiegate le cur#e tensioni)
de!ormazioni dei materiali$ n assunta la conser#azione delle sezioni piane$ Il metodo A applicaile a sezioni di "ualun"ue classe; A
necessario "uindi tenere in conto tutte le non linearit8 presenti( gli e#entuali !enomeni di instailit8 e il grado di connessione a
taglio$
4.#.4.!.! Resistenza a ta'lio
La resistenza a taglio #erticale della memratura A a!!idata interamente alla tra#e metallica( la cui resistenza A calcolata secondo le
!ormule riportate in %4$2$4$&$2$
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 74
4.#.4.# SISTE%I DI CONNESSIONE ACCIAIO/CALCESTRUZZO
'elle strutture composte si de!iniscono sistemi di connessione i dispositi#i atti ad assicurare la trasmissione delle !orze di scorri)
mento tra acciaio e calcestruzzo$
Per le tra#i( sull:intera lung9ezza de#ono essere pre#isti connettori a taglio ed armatura tras#ersale in grado di trasmettere la !or)
za di scorrimento tra soletta e tra#e di acciaio4 trascurando l:e!!etto dell:aderenza tra le due parti$
Il presente paragra!o !ornisce indicazioni generali sui sistemi di connessione tra la tra#e metallica e la soletta in calcestruzzo( e
indicazioni speci!ic9e per il calcolo della connessione con connettori duttili$
Il sistema di connessione si de!inisce duttile se possiede capacit8 de!ormati#a su!!iciente per giusti!icare lXipotesi di comporta)
mento plastico ideale nella struttura considerata; i connettori possono essere classi!icati fduttilig secondo "uanto esposto in %
4$5$4$5$&$
Il concetto di connessione a completo o parziale ripristino si applica solo a tra#i nelle "uali la #eri!ica di resistenza delle sezioni
critic9e A e!!ettuata con il metodo plastico$ -n sistema di connessione si de!inisce a completo ripristino "uando un incremento di
resistenza della connessione non produce un incremento di capacit8 portante della tra#e$ In caso contrario la connessione #iene
de!inita a parziale ripristino$
Il grado di connessione A inteso( perci,( come il rapporto tra il numero dei connettori c9e assicurano il completo s#iluppo del
momento resistente plastico della sezione composta( '!( ed il numero e!!etti#o di connessioni a taglio presenti( '$
?uando le sezioni di solo acciaio sono compatte (classe & e 2( secondo "uanto de!inito ai %% 4$2$5$&$ e 4$5$4$&$) e sono progettate uti)
lizzando il metodo plastico( si pu, utilizzare una connessione a taglio a parziale ripristino di resistenza solo se il carico ultimo di
progetto A minore di "uello c9e potree essere sopportato dallo stesso elemento progettato con connessioni a completo ripristi)
no di resistenza$
Le di#erse tipologie dei connettori possono essere classi!icate secondo le seguenti categorie:
connessioni a taglio;
connessioni a sta!!a;
connessioni composte da connettori a taglio e a sta!!a;
connessioni ad attrito$
'el presente paragra!o sono esposti metodi di calcolo per connessioni a taglio c9e impiegano pioli con testa in cui la trazione a)
gente sul singolo connettore a taglio risulta minore di &3&/ della sua resistenza ultima$
4.#.4.#.1 Connessioni a ta'lio 0on &ioli
4.#.4.#.1.1 Disposizione e limitazioni
I connettori a piolo de#ono essere duttili per consentire l:adozione di un metodo di calcolo plastico della connessione e per appli)
care il calcolo plastico per la de!inizione del momento resistente della tra#e$
Tale re"uisito di duttilit8 della connessione si ritiene soddis!atto se essi 9anno una capacit8 de!ormati#a a taglio superiore a 0
mm( ma tale #alore de#e essere con#alidato da apposite pro#e o comun"ue certi!icato dal produttore dei pioli$ In alternati#a( il
comportamento dei pioli pu, essere assunto come fduttileg sull:intera luce di una tra#e d:impalcato se:
- i pioli 9anno una altezza minima dopo la saldatura pari a 60 mm ed un diametro pari a &7 mm;
- la sezione in acciaio ad I o p A laminata a caldo;
- "uando( nel caso si utilizzino lamiere grecate per il solaio( "ueste siano continue sulla tra#e;
- in ogni greca sia disposto un unico piolo;
- la lamiera grecata soddis!i le limitazioni
/
39
p
2 e 9
p
J 0/ mm (#edi Figure 4$5$4$a e 4$5$4$);
- la !orza agente in soletta sia calcolata utilizzando il metodo per il calcolo del momento plastico$
1otto tali condizioni il grado di connessione ( de!inito al % 4$5$4$5( de#e soddis!are le seguenti limitazioni
( )
m L
m L L
f
e
e e
yk
25 per 1
25 per 4 , 0 ; 04 , 0 0 , 1
355
1 max
>

(
(


|
|

\
|


[4$5$6]

do#e con L
e
si A indicata la distanza( in metri( tra i punti di momento nullo nella parte di tra#e soggetta a momento positi#o$
Alternati#amente possono essere considerati come fduttilig i pioli a#enti altezza non in!eriore a 4 #olte il loro diametro( un dia)
metro compreso tra &0 mm e 24 mm( saldati su un pro!ilo a piattaande uguali( ed un grado di connessione c9e rispetta le se)
guenti limitazioni:
( )
m L
m L L
f
e
e e
yk
25 per 1
25 per 4 , 0 ; 03 , 0 75 , 0
355
1 max
>

(
(


|
|

\
|

[4$5$2]
70 CAPITOLO 4

Per una casistica pi@ generale( si rimanda a normati#e di compro#ata #alidit8$
La spaziatura massima tra i connettori de#e essere pari a
MAX f yk
s 22 t 235 f = per le tra#i collaoranti con solette piene o
solette gettate su lamiere con grec9e parallele all:asse della tra#e;
MAX f yk
s 15 t 235 f = nel caso in cui le grec9e della lamiera
siano ortogonali all:asse della tra#e( do#e con t
!
si A indicato lo spessore della piattaanda del pro!ilo e con !
UI
la tensione di sner)
#amento della piattaanda del pro!ilo$ In ogni caso la spaziatura massima de#e essere in!eriore ad 2// mm$ La spaziatura minima
dei connettori a pioli de#e essere non minore di 4 #olte il diametro del gamo del connettore$ In direzione ortogonale alla !orza di
scorrimento l:interasse dei pioli non de#e essere in!eriore a 2(4 #olte il diametro del gamo per le solette in calcestruzzo piene ed
a 4 #olte il diametro del gamo per tutti gli altri tipi di soletta$
I connettori possono essere disposti uni!ormemente tra i punti di momento massimo e minimo della tra#e solo nel caso di sezioni
di classe & e classe 2 e se il !attore di connessione rispetta le limitazioni sopra indicate$ 1e l:azione composta della connessione A
tale da de!inire una sezione con un momento plastico resistente maggiore di 2(4 #olte "uello della sola sezione in acciaio A neces)
sario eseguire #eri!ic9e supplementari nelle sezioni intermedie tra "uelle di massimo e minimo momento perc9B in tale caso il
sistema di connessione potree a#ere un comportamento non duttile$

4.#.4.#.1.! Resistenza dei connettori
La resistenza di progetto a taglio di un piolo dotato di testa( saldato in modo automatico( con collare di saldatura normale( posto
in una soletta di calcestruzzo piena pu, essere assunta pari al minore dei seguenti #alori
( )
V tk a Rd
d f P / 4 / 8 , 0
2
,
= K4$5$7L
( )
V cm ck c Rd
E f d P / 29 , 0
5 , 0 2
,
= K4$5$&/L
do#e
S
=
A il !attore parziale de!inito al % 4$5$5$
!
tI
A la resistenza caratteristica a rottura dell:acciaio del piolo (comun"ue !
tI
J 4// +Pa )(
!
cI
A la resistenza cilindrica caratteristica del calcestruzzo della soletta(
.
cm
A il #alore medio del modulo elastico secante del calcestruzzo della soletta de!inito al % &&$2$&/$5(
d A il diametro del piolo( compreso tra &0 e 24 mm;
9
sc
A l:altezza del piolo dopo la saldatura;
R Q /(2 (9
sc
3 d E & ) per 5 J 9
sc
3 d J 4( K4$5$&& aL
R Q &(/ per 9
sc
3 d M 4$ K4$5$&& L
'el caso di solette con lamiera grecata la resistenza di progetto dei connettori a piolo( calcolata per la soletta piena( de#e essere
con#enientemente ridotta$ Per lamiera disposta con le grec9e parallelamente all:asse del pro!ilo( la resistenza della connessione a
taglio A moltiplicata per il !attore ridutti#o
I
l
Q /(0
/
(9
sc
Z 9
p
) 3
2
p
9 J &(/( K4$5$&5L
do#e 9
sc
A l:altezza del connettore( non maggiore di 9
p
E64mm( e 9
sc
( 9
p
e
/
sono indicati in Fig$4$5$4(a)$

$i'. 4.#.4(a) ) !isposizione della lamiera grecata rispetto al profilo in acciaio
1e le grec9e sono orientate tras#ersalmente al pro!ilo in acciaio (!ig$ 4$5$4())( il !attore ridutti#o A
I
t
Q /(6
/
(9
sc
Z 9
p
) 3
r
2
p
n 3 9 K4$5$&4L
do#e n
r
A il numero dei pioli posti dentro ogni greca$ La (4$5$&4) pu, essere utilizzata solo se !tI del connettore A in!eriore a 44/
+Pa$ Il #alore di I
t
de#e essere sempre in!eriore ai #alori riportati nella Ta$ 4$5$II; l:espressione di I
t
A #alida se 9
p
J24mm e

/
D9p e con connettori di diametro massimo pari a 2/ mm nel caso di saldatura attra#erso la lamiera e pari a 22 mm nel caso di
lamiera !orata$

Tab. 4.#.II / Limiti superiori del coefficiente 8
t

Nuero di &ioli
&er 're0a
S&essore della
laiera
Connettori 0on J!: e
saldati attra.erso la laiera
Laiera 0on -ori e &ioli saldati
sul &ro-ilo
( diaetro &ioli 18 o !!
NrK1 J&(/ /(24 /(64
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 76
M&(/ &(// /(64
NrK!
J&(/ /(6/ /(0/
M&(/ /(2/ /(0/



$i'. 4.#.4() ) !isposizione della lamiera grecata rispetto al profilo in acciaio
4.#.4.#.! Altri ti&i di 0onnettori
Per altri tipi di connettori( "uali connettori a pressione( uncini e cappi( connettori rigidi nelle solette piene( la resistenza a taglio si
de#e #alutare secondo normati#e di compro#ata #alidit8$
4.#.4.#.# Valutazione delle solle0itazioni di ta'lio a'enti sul sistea di 0onnessione
Ai !ini della progettazione della connessione( la !orza di scorrimento per unit8 di lung9ezza pu, essere calcolata impiegando
l:analisi lineare elastica( l:analisi non lineare o( nel caso di connettori duttili( la teoria plastica$
'el caso di analisi elastica( le #eri!ic9e de#ono essere condotte su ogni singolo connettore$
Per connessioni duttili a completo ripristino( la massima !orza totale di scorrimento di progetto( =
ld
c9e de#e essere contrastata
da connettori distriuiti tra le sezioni critic9e( si determina con e"uazioni di e"uilirio plastico$
1e si utilizza per le sezioni tras#ersali la teoria elastica( anc9e la !orza di scorrimento per unit8 di lung9ezza de#e essere calcolata
utilizzando la teoria elastica$ Le propriet8 static9e della sezione tras#ersale de#ono essere uguali a "uelle utilizzate nel calcolo
delle tensioni normali$
4.#.4.#.4 Detta'li 0ostrutti.i della zona di 0onnessione a ta'lio
Il copri!erro al di sopra dei connettori a piolo de#e essere almeno 2/ mm$ Lo spessore del piatto a cui il connettore A saldato de#e es)
sere su!!iciente per l:esecuzione della saldatura e per una e!!icace trasmissione delle azioni di taglio$ La distanza minima tra il con)
nettore e il ordo della piattaanda cui A collegato de#e essere almeno 2/ mm$
L:altezza complessi#a del piolo dopo la saldatura de#e essere almeno 5 #olte il diametro del gamo del piolo( d$ La testa del piolo
de#e a#ere diametro pari ad almeno &(4 d e spessore pari ad almeno /(4 d$ ?uando i connettori a taglio sono soggetti ad azioni
c9e inducono sollecitazioni di !atica( il diametro del piolo non de#e eccedere &(4 #olte lo spessore del piatto a cui A collegato$
?uando i connettori a piolo sono saldati sull:ala( in corrispondenza dell:anima del pro!ilo in acciaio( il loro diametro non de#e
essere superiore a 2(4 #olte lo spessore dell:ala$
?uando i connettori sono utilizzati con le lamiere grecate per la realizzazione degli impalcati negli edi!ici( l:altezza nominale del
connettore de#e sporgere non meno di 2 #olte il diametro del gamo al di sopra della lamiera grecata$ La larg9ezza minima della
greca c9e pu, essere utilizzata negli edi!ici A di 4/ mm$
4.#.4.#.3 Aratura tras.ersale
L:armatura tras#ersale della soletta de#e essere progettata in modo da pre#enire la rottura prematura per scorrimento o !essura)
zione longitudinale nelle sezioni critic9e della soletta di calcestruzzo a causa delle ele#ate sollecitazioni di taglio create dai con)
nettori$ L:armatura de#e essere dimensionata in modo da assorire le tensioni di scorrimento agenti sulle super!ici fcritic9eg di
potenziale rottura( a)a( )( c)c( d)d( esempli!icate in Fig$ 4$5$4$

$i'. 4.#.3 - 2ipic/e superfici di collasso a taglio nelle piattabande di calcestruzzo

La sollecitazione di taglio agente lungo le super!ici critic9e de#e essere determinata coerentemente con le ipotesi di calcolo assun)
te per la determinazione della resistenza della connessione$
L:area di armatura tras#ersale in una soletta piena non de#e essere minore di /(//2 #olte l:area del calcestruzzo e de#e essere di)
striuita uni!ormemente$ In solette con lamiera grecata a#enti ner#ature parallele o perpendicolari all:asse della tra#e( l:area
72 CAPITOLO 4
dell:armatura tras#ersale non de#e essere minore di /(//2 #olte l:area del calcestruzzo della soletta posta al di sopra
dell:estradosso della lamiera grecata e de#e essere uni!ormemente distriuita$
4.#.4.4 %ODALIT? ESECUTIVE
Le modalit8 esecuti#e de#ono essere con!ormi alle indicazioni di normati#e di compro#ata #alidit8$
4.#.4.3 S"ESSORI %INI%I
Per gli elementi di acciaio della struttura composta #algono le regole stailite al % 4$2$7$&$ delle presenti norme$
'elle tra#i composte da pro!ilati metallici e soletta in c$a$ lo spessore della soletta collaorante non de#e essere in!eriore a 4/ mm
e lo spessore della piattaanda della tra#e di acciaio cui A collegata la soletta non de#e essere in!eriore a 4 mm$
4.3.5. 4.3.5. 4.3.5. 4.3.5. COLONNE COMPOST COLONNE COMPOST COLONNE COMPOST COLONNE COMPOSTE E E E
4.#.3.1 +ENERALIT? E TI"OLO+IE
1i considerano colonne composte soggette a compressione centrata( presso)!lessione e taglio( costituite dall:unione di pro!ili me)
tallici( armature metallic9e e calcestruzzo:
(a) sezioni completamente ri#estite di calcestruzzo;
() sezioni parzialmente ri#estite di calcestruzzo;
(c) sezioni scatolari rettangolari riempite di calcestruzzo;
(d) sezioni circolari ca#e riempite di calcestruzzo$

$i'. 4.#.5 )2ipi di sezioni per colonne composte- trattate nel presente paragrafo .

In generale A possiile concepire "ualun"ue tipo di sezione tras#ersale( in cui gli elementi in acciaio e in calcestruzzo sono assem)
lati in modo da realizzare "ualun"ue tipo di !orma$ Il progetto e le #eri!ic9e di tali elementi strutturali #a eseguito utilizzando
procedure numeric9e a!!idaili c9e tengano in conto le non)linearit8 dei materiali e dei sistemi di connessione( i !enomeni di riti)
ro e #iscosit8( le non linearit8 legate alle imper!ezioni$
'el seguito #engono !ornite indicazioni per #eri!icare le colonne composte pi@ comuni( #edi !ig$ 4$5.0( c9e rispettano i seguenti
re"uisiti:
&$ la sezione A doppiamente simmetrica;
2$ la sezione A costante lungo l:altezza della colonna;
5$ il contriuto meccanico del pro!ilato in acciaio ( de!inito in % 4$5$4$2( A compreso tra /(2 e /(7;
4$ la snellezza adimensionale ( de!inita in % 4$5$4$2( A in!eriore a 2$/;
4$ per le sezioni interamente ri#estite( !ig$ 4$5$0( i copri!erri massimi c9e si possono considerare nel calcolo sono c
U
Q/(4 e c
z
Q/(5
9;
0$ il rapporto tra l:altezza 9
c
e la larg9ezza
c
della sezione de#e essere /(2 J 9
c
3
c
4(/;
6$ l:armatura longitudinale utilizzata nel calcolo non de#e essere maggiore del 0P della sezione in calcestruzzo$

'ei criteri di #eri!ica( inoltre( si de#e distinguere il caso in cui le sollecitazioni siano a!!idate interamente alla struttura composta
dal caso in cui la costruzione #enga realizzata costruendo prima la parte in acciaio e poi completandola con il calcestruzzo$
4.#.3.! RI+IDEZZA $LESSIONALE4 SNELLEZZA E CONTRI=UTO %ECCANICO DELL;ACCIAIO
Il contriuto meccanico del pro!ilato in acciaio A de!inito dalla !ormula

Rd pl A
yk a
N
f A
,
1

K4$5$&4L
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI 77
do#e con A
a
A indicata l:area del pro!ilo in acciaio e con '
pl(*d
la resistenza plastica di progetto a s!orzo normale della sezione
composta( de!inita in % 4$5$4$5$&$
La rigidezza !lessionale e!!icace della sezione composta( .r
e!!
( da utilizzarsi per la de!inizione del carico critico euleriano A data
dalla !ormula

c eff c e s s a a eff
J E k J E J E EJ + + =
,
) ( K4$5$&0L
do#e I
e
A un !attore corretti#o pari a /(0( mentre r
a
( r
s
e r
c
sono i momenti di inerzia rispetti#amente del pro!ilo in acciaio( delle
arre d:armature e del calcestruzzo ed .c(e!! A il modulo elastico e!!icace del calcestruzzo ottenuto tenendo conto degli e!!etti della
#iscosit8 in ase alla relazione$

( ) +
=
Ed Ed , G
cm eff , c
N / N 1
1
E E
K4$5$&6L
do#e
.cm A il modulo elastico istantaneo del calcestruzzo
A il coe!!iciente di #iscosit8 de!inito al punto (&&$2$&/$6)
'.d A la massima azione assiale di progetto
'O(.d A lXali"uota di azione assiale do#uta alle azioni permanenti


La snellezza adimensionale della colonna A de!inita come

cr
*I ( pl
'
'
= K4$5$&2L
do#e '
cr
A il carico critico euleriano de!inito in ase alla rigidezza !lessionale e!!icace della colonna composta e '
pl(*I
A il #alore
caratteristico della resistenza a compressione dato da

sk s ck c yk a Rk , pl
f A f A 85 , 0 f A N + + =
K4$5$&7L
'el calcolo delle sollecitazioni allo stato limite ultimo la rigidezza !lessionale do#ree essere determinata in ase alla relazione
seguente per tenere conto degli e!!etti del secondo ordine:
) r . I r . r . ( I ) .r (
c cm II ( e s s a a / II ( e!!
+ + = K4$5$2/L
do#e I
/
#ale /(7 e I
e(II
A assunto pari a /(4$
?uando una colonna A particolarmente snella( oppure "uando la costruzione ric9iede particolari li#elli di sicurezza( A necessario
considerare anc9e i !enomeni a lungo termine$
4.#.3.# RESISTENZA DELLE SEZIONI
4.#.3.#.1 Resistenza della sezione &er tensioni norali
La resistenza plastica di progetto della sezione composta a s!orzo normale pu, essere #alutata secondo la !ormula

S
sk s
C
ck c
A
yk a
Rd pl
f A f A
f A
N

+

+

=
85 , 0
,
K4$5$2&L
do#e A
a
( A
c
( A
s
sono4 rispetti#amente4 le aree del pro!ilo in acciaio( della parte in calcestruzzo e delle arre d:armatura$ 'el caso
in cui si adottino sezioni riempite (!ig$4$5$0 c(d) A possiile sostituire il coe!!iciente /$24 con il coe!!iciente &$/( (!ig$ 4$5$0 c)$ 'elle
colonne composte riempite realizzate con pro!ili a sezione ca#a di !orma circolare (!ig$4$5$0 d) A possiile tenere in conto( nel cal)
colo della s!orzo normale plastico resistente( degli e!!etti prodotti dal con!inamento c9e il tuo in acciaio esercita sul calcestruzzo$
In particolare( A possiile !are ri!erimento a #ari modelli di con!inamento presenti nelle normati#e e nella documentazione tecni)
co3scienti!ica di compro#ata #alidit8$ In mancanza di pi@ precise analisi e per elementi strutturali del tipo rappresentato nella Fi)
gura)4$5$6 A possiile utilizzare il seguente modello di con!inamento$
La resistenza plastica di progetto della colonna circolare riempita di calcestruzzo( tenendo in conto del con!inamento( assume la
seguente !orma
S
sk s
ck
yk
C
ck c
A
yk a
Rd pl
f A
f
f
d
t f A
f A
N

+
|
|

\
|
+

=
c a ,
1

[4$5$22]
do#e t A lo spessore del tuo di acciaio e d A il diametro esterno della colonna$ Tale !ormula A #alida nel caso in cui 0,5 e
l:eccentricit8 massima del carico(
Ed Ed
e M N = ( sia minore di /(&$ I coe!!icienti
a
ed
c
sono dati dalle seguenti espressioni
&// CAPITOLO 4

( )
( )
( )
a
0, 25 3 2 1,0 e 0
e
0, 25 3 2 10 0, 25 0, 5 0<e d 0,1
d
1, 0 e>0,1

+ =

= + +


[4$5$25]


( )
( )
2
2
c
4,9-18,5 17 0 e 0
e
4,9-18,5 17 1-10 0<e d 0,1
d
0 e>0,1

+ =

| |

= +
|
\


[4$5$24]

$i'ura 4.#.6 / Sezione tipo di colonna composta circolare riempita di calcestruzzo in cui 9 possibile considerare il confinamento del calcestruzzo

Il calcolo del momento resistente di progetto della colonna composta +
*d
in !unzione dello s!orzo normale '
.d
agente si rica#a
dal dominio di interazione +)'( c9e de!inisce la resistenza della sezione tras#ersale$
Per de!inire tale dominio di interazione ')+( A possiile utilizzare metodi presenti nelle normati#e e nella documentazione tecnica
di compro#ata #alidit8 oppure utilizzare apposite procedure e tecnic9e numeric9e asate sull:integrazione dei legami costituti#i ten)
sione)de!ormazione dell:acciaio e del calcestruzzo nella sezione composta$
n possiile( nel caso si utilizzino i tipi di sezione composta presentate nella Figura 4$5$0 e rispettose dei re"uisiti esposti in % 4$5$4$&(
utilizzare un metodo sempli!icato per la de!inizione del dominio di interazione ')+ (#edi Figura 4$5$2)$


$i'ura 4.#.7 / Metodo semplificato per la valutazione del dominio di interazione 3-M per le colonne composte

In tale metodo si assume il modello dello stress)locI per il calcestruzzo( si trascura la resistenza a trazione del conglomerato e si
adotta un metodo di calcolo plastico in cui le arre d:armatura sono assunte completamente sner#ate( cosN come il pro!ilo in ac)
ciaio$ Il dominio non A rappresentato completamente( ma approssimato secondo una poligonale passante per "uattro punti: A( z(
C e >$
I punti A e z corrispondono( rispetti#amente( alle sollecitazioni di !orza normale centrata e !lessione pura$

I punti C e > sono ottenuti !issando lo s!orzo normale al #alore '
pm(*d
e /(4 '
pm(*d
( essendo '
pm(*d
lo s!orzo normale resistente di
progetto della sola porzione di calcestruzzo della sezione composta( o##ero

ck
pm,Rd c
c
f
N 0,85 A =


[4$5$24]
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI &/&
do#e A
c
A l:area complessi#a di calcestruzzo della sezione composta$
>al dominio resistente si rica#a il momento resistente plastico di progetto associato allo s!orzo normale '
.d
della cominazione
di calcolo come

( )
pl,Rd Ed d pl,Rd
M N M =
K4$5$20L
do#e +pl(*d A il momento resistente plastico di progetto e d A un coe!!iciente di progetto a presso)!lessione uniassiale$
'el caso in cui la colonna sia soggetta a sollecitazioni di presso)!lessione de#iata( la #eri!ica della colonna composta A condotta
calcolando i coe!!icienti di progetto
dU
e
dz
indipendentemente per i due piani di !lessione delle colonne( secondo il metodo
presentato nella Figura )4$5$2( e controllando c9e

y,Ed z,Ed
M,y M,z
dy pl,y,Rd dz pl,z,Rd
y,Ed z,Ed
dy pl,y,Rd dz pl,z,Rd
M M

M M
M M
1, 0
M M


+


[4$5$26]
do#e +
pl(U(*d
e +
pl(z(*d
sono i momenti resistenti plastici rispetto ai due piani di !lessione( mentre +
U(.d
ed +
z(.d
sono i momenti
sollecitanti deri#anti dalle analisi strutturali( incrementati per tenere conto dei !enomeni del II ordine( come esposto in % 4$5$4$4$5
oppure calcolati secondo uno sc9ema di calcolo in cui le imper!ezioni dell:elemento sono state considerate utilizzando opportuni
!attori di imper!ezione$ I coe!!icienti +(U e +(z sono "uelli riportati in % 4$5$4$4$5$
4.#.3.#.! Resistenza e ta'lio della sezione
La sollecitazione di taglio di progetto =
.d
agente sulla sezione de#e essere distriuita tra la porzione in acciaio e la porzione in
calcestruzzo in modo da risultare minore o uguale della resistenza di ognuna delle due parti della sezione$ In assenza di analisi
pi@ accurate il taglio pu, essere suddi#iso utilizzando la seguente !ormula
*d ( pl
*d ( a ( pl
.d .d ( a
+
+
= = =
K4$5$22L
.d ( a .d .d ( c
= = = =
do#e
+
pl(*d
A il momento resistente di progetto della sezione composta mentre +
pl(a(*d
A il momento resistente di progetto della sola
sezione in acciaio$ In generale la sollecitazione di taglio di progetto sulla parte in acciaio( =
a
(
.d
( non de#e eccedere il 4/P del ta)
glio resistente di progetto della sola sezione in acciaio( =
a(*d
(% 4$2$4$&$2)( per poterne cosN trascurare l:in!luenza sulla determina)
zione della cur#a di interazione ')+$ In caso contrario A possiile tenerne in conto dell:interazione in ase alle indicazioni del %
4$2$4$&$2$

Per semplicit8 A possiile procedere assegnando tutta l:azione di taglio =
.d
alla sola parte in acciaio$
4.#.3.4 STA=ILIT? DELLE %E%=RATURE
4.#.3.4.1 Colonne 0o&resse
La resistenza di progetto all:instailit8 della colonna composta A data dalla !ormula

K4$5$27L
do#e '
pl(*d
A la resistenza de!inita in % 4$5$4$5$& e u A il coe!!iciente ridutti#o c9e tiene conto dei !enomeni di instailit8( de!inito in
!unzione della snellezza adimensionale dell:elemento con la !ormula

K4$5$5/L
do#e ( )
(

+ + =
2
2 $ / & 4 $ /
e R A il !attore di imper!ezione( rica#ato dalla Ta$ 4$5$III$
4.#.3.4.! Instabilit, lo0ale
I !enomeni di instailit8 locale possono essere trascurati nel calcolo delle colonne se sono rispettate le seguenti disuguaglianze:
U
!
254
7/
t
d

per colonne circolari ca#e riempite; K4$5$5&L
U
!
254
42
t
d

per colonne rettangolari ca#e riempite; K4$5$52L
&/2 CAPITOLO 4
y f
f
235
44
t
b


per sezioni parzialmente ri#estite; K4$5$55L
{ }
0

; mm 4/ maH c
per sezioni completamente ri#estite; K4$5$54L
do#e e t
!
sono rispetti#amente la larg9ezza e lo spessore delle ali del pro!ilo ad I o p; d e t sono in#ece il diametro e lo spessore
della sezione dei pro!ili ca#i; c A il copri!erro esterno delle sezioni interamente ri#estite$

Tab. 4.#.III / Curve di instabilit0 e fattori di imperfezione
Tipo sezione In!lessione
intorno
all:asse
Cur#a di stailit8 Imper!ezione

(a)
U)U a L32//
z)z c L3&4/

()
U)U L32//
z)z c L3&4/

(c)
a
(s_5P)
L35//

(5P_s_0P)
L32//
sQAs3Ac
(As area armature( Ac
area calcestruzzo)

Cur#a di stailit8 a c
Fattore di imper!ezione /(2& /(54 /(47

4.#.3.4.# Colonne &ressoin-lesse
La #eri!ica a presso)!lessione della colonna composta A condotta controllando c9e
+
.d
JR
+
+
pl(*d
('
.d
) K4$5$54L
do#e +
.d
( associato allo s!orzo normale '
.d
( A il massimo #alore del momento !lettente nella colonna( calcolato considerando( se
rile#anti( i di!etti di rettilineit8 della colonna( #edi Ta$ 4$5$ III( e gli e!!etti del secondo ordine e +
pl(*d
('
.d
) il momento resistente
di progetto disponiile( !unzione di '
.d
$
Il coe!!iciente R
+
A assunto pari a /(7 per gli acciai compresi tra le classi 1254 ed 1544( mentre per l:142/ e l:140/ A posto pari a /(2$
Oli e!!etti dei !enomeni del secondo ordine possono essere tenuti in conto incrementando i momenti ottenuti dall:analisi elastica
tramite il coe!!iciente ampli!icati#o
/ ( &
'
'
&
I
cr
.d

= K4$5$50L
in cui '
cr
A il carico euleriano e v A un coe!!iciente c9e dipende dalla distriuzione del momento !lettente lungo l:asse
dell:elemento$
Il coe!!iciente v A assunto pari ad &( "uando l:andamento del momento !lettente A paraolico o triangolare con #alori nulli alle e)
stremit8 della colonna( ed A dato da
44 , 0 44 , 0 66 , 0
max
min
+ =
M
M
K4$5$56L
"uando l:andamento A lineare( con +
maH
e +
min
i momenti alle estremit8 della colonna( concordi se tendono le !ire poste dalla
stessa parte dell:elemento (se + A costante +
maH
Q+
min
e vQ&(&)$
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI &/5
4.#.3.3 TRAS$ERI%ENTO DE+LI S$ORZI TRA CO%"ONENTE IN ACCIAIO E CO%"ONENTE IN CALCESTRUZZO
La lung9ezza di tras!erimento degli s!orzi tra acciaio e calcestruzzo non de#e superare il doppio della dimensione minore della
sezione tras#ersale oppure( se minore( un terzo dell:altezza della colonna$
?ualora( nel tras!erimento degli s!orzi( si !accia a!!idamento sulla resistenza do#uta all:aderenza ed all:attrito( il #alore puntuale del)
la tensione tangenziale pu, calcolarsi mediante un:analisi elastica in !ase non !essurata$ Il #alore puntuale massimo non de#e supe)
rare le tensioni tangenziali limite di aderenza !ornite nel paragra!o successi#o$
1e si realizza un collegamento meccanico( utilizzando connettori duttili di cui al % 4$5$4$5$&( si pu, e!!ettuare una #alutazione in
campo plastico degli s!orzi tras!eriti( ripartendoli in modo uni!orme !ra i connettori$
'elle sezioni parzialmente ri#estite composte con pro!ili metallici a doppio T( il calcestruzzo tra le ali de#e essere collegato
all:anima mediante connettori indi#iduando un c9iaro meccanismo di tras!erimento tra il calcestruzzo e l:anima se #i A !lessione
secondo l:asse deole; inoltre si de#ono inserire sta!!e passanti o saldate se la resistenza a taglio non A attriuita al solo pro!ilo in
acciaio$

4.#.3.3.1 Resistenza allo s0orriento -ra i 0o&onenti
La resistenza allo scorrimento !ra pro!ili in acciaio e calcestruzzo A do#uta alle tensioni di aderenza( all:attrito all:inter!accia accia)
io)calcestruzzo nonc9B al collegamento meccanico; la resistenza de#e essere tale da e#itare scorrimenti rile#anti c9e possano in!i)
ciare i modelli di calcolo considerati$
'ell:amito del metodo di #eri!ica agli stati limiti si pu, assumere una tensione tangenziale di progetto do#uta all:aderenza ed
all:attrito4 !ino ai seguenti limiti:
/(5/ +Pa( per sezioni completamente ri#estite;
/(44 +Pa( per sezioni circolari riempite di calcestruzzo;
/(4/ +Pa( per sezioni rettangolari riempite di calcestruzzo;
/(2/ +Pa( per le ali delle sezioni parzialmente ri#estite;
/ (zero)( per l:anima delle sezioni parzialmente ri#estite$
1e tali limiti #engono superati( l:intero s!orzo #a a!!idato a collegamenti meccanici$ Il collegamento meccanico tra il pro!ilo in ac)
ciaio a doppio T ed il calcestruzzo pu, essere realizzato mediante sta!!e saldate all:anima del pro!ilo oppure passanti; un altro
meccanismo di connessione pu, essere realizzato con pioli a taglio$ In ogni caso A necessario de!inire un sistema di connessione
dal c9iaro !unzionamento meccanico per il tras!erimento delle sollecitazioni$
?ualora #i siano connettori a piolo sull:anima di sezioni in acciaio a doppio T o similari( le ali limitano l:espansione laterale del
calcestruzzo incrementando la resistenza allo scorrimento dei pioli$ ?uesta resistenza aggiunti#a si pu, assumere pari a bP
*d
32(
#edi Fig$ 4$5$)7( su ogni ala per ogni !ila di pioli( essendo P
*d
la resistenza di progetto del singolo connettore$ 1i pu, assumere b
Q/(4$ Tali #alori delle resistenze meccanic9e sono considerati #alidi se la distanza tra le ali rispetta le limitazioni (#edi Fig$ 4$5$7):
5// mm( se A presente un connettore per !ila;
4// mm( se sono presenti due connettori per !ila;
0// mm( se sono presenti tre o pi@ connettori per !ila$


$i'. 4.#.8 )!isposizione dei pioli per la connessione meccanica acciaio-calcestruzzo

4.#.3.5 CO"RI$ERRO E %INI%I DI AR%ATURA
1i de#ono rispettare le seguenti limitazioni:
il copri!erro dell:ala delle colonne completamente ri#estite de#e essere non minore di 4/ mm( nB minore di &30 della larg9ezza
dell:ala;
il copri!erro delle armature de#e essere in accordo con le disposizioni relati#e alle strutture in cemento armato ordinario$
Le armature de#ono essere realizzate rispettando le seguenti indicazioni:
&/4 CAPITOLO 4
l:armatura longitudinale( nel caso c9e #enga considerata nel calcolo( non de#e essere in!eriore allo /(5P della sezione in calce)
struzzo;
l:armatura tras#ersale de#e essere progettata seguendo le regole delle strutture in cemento armato ordinario;
la distanza tra le arre ed il pro!ilo pu, essere in!eriore a "uella tra le arre oppure nulla; in "uesti casi il perimetro e!!icace per
l:aderenza acciaio)calcestruzzo de#e essere ridotto alla met8 o a un "uarto( rispetti#amente (!ig$ 4$5$&/)
le reti elettrosaldate possono essere utilizzate come sta!!e nelle colonne ri#estite ma non possono sostituire l:armatura longitu)
dinale$
'elle sezioni riempite di calcestruzzo generalmente l:armatura non A necessaria$

$i'. 4.#.1:/ 'erimetro efficace delle barre di armatura.
4.3.6. 4.3.6. 4.3.6. 4.3.6. SOLETTE COMPOSTE SOLETTE COMPOSTE SOLETTE COMPOSTE SOLETTE COMPOSTE CON LAMIERA GRECATA CON LAMIERA GRECATA CON LAMIERA GRECATA CON LAMIERA GRECATA
1i de!inisce come composta una soletta in calcestruzzo gettata su una lamiera grecata( in cui "uest:ultima( ad a##enuto induri)
mento del calcestruzzo( partecipa alla resistenza dell:insieme costituendo interamente o in parte l:armatura in!eriore$
La trasmissione delle !orze di scorrimento all:inter!accia !ra lamiera e calcestruzzo non pu, essere a!!idata alla sola aderenza( ma
si de#ono adottare sistemi speci!ici c9e possono essere:
a ingranamento meccanico !ornito dalla de!ormazione del pro!ilo metallico o ingranamento ad attrito nel caso di pro!ili sago)
mati con !orme rientranti( (a) e ()( Fig$ 4$5$&&;
ancoraggi di estremit8 costituiti da pioli saldati o altri tipi di connettori( purc9B cominati a sistemi ad ingranamento (c)( Fig$
4$5$&&;
ancoraggi di estremit8 ottenuti con de!ormazione della lamiera( purc9B cominati con sistemi a ingranamento per attrito( (d)
Fig$ 4$5$&&$
Occorre in ogni caso #eri!icare l:e!!icacia e la sicurezza del collegamento tra lamiera grecata e calcestruzzo$

$i'. 4.#.11 )2ipic/e forme di connessione per ingranamento delle solette composte
4.#.5.1 ANALISI "ER IL CALCOLO DELLE SOLLECITAZIONI
'el caso in cui le solette siano calcolate come tra#i continue si possono utilizzare i seguenti metodi di analisi( gi8 presentati nel
paragra!o % 4$5$2$2:
(a) analisi lineare con o senza ridistriuzione;
() analisi gloale plastica( a condizione c9e( do#e #i sono ric9ieste di rotazione plastica( le sezioni aiano su!!iciente capacit8
rotazionale;
(c) analisi elasto)plastica c9e tenga conto del comportamento non lineare dei materiali$
I metodi lineari di analisi sono idonei sia per gli stati limite ultimi( sia per gli stati limite di esercizio$ I metodi plastici de#ono es)
sere utilizzati solo nello stato limite ultimo$
1i pu, utilizzare( per lo stato limite ultimo( l:analisi plastica senza alcuna #eri!ica diretta della capacit8 rotazionale se si utilizza
acciaio da armatura z44/C (di cui al % &&$5$2$&) e se le campate 9anno luce minore di 5 m$
1e nell:analisi si trascurano gli e!!etti della !essurazione del calcestruzzo( i momenti !lettenti negati#i in corrispondenza degli ap)
poggi interni possono essere ridotti !ino al 5/P( considerando i corrispondenti aumenti dei momenti !lettenti positi#i nelle cam)
pate adiacenti$
-na soletta continua pu, essere progettata come una serie di campate semplicemente appoggiate; in corrispondenza degli ap)
poggi intermedi si raccomanda di disporre armature secondo le indicazioni del successi#o % 4$5$0$5$&$
4.#.5.1.1 Lar'9ezza e--i0a0e &er -orze 0on0entrate o lineari
Forze concentrate o applicate lungo una linea parallela alle ner#ature della lamiera possono essere considerate ripartite su una
larg9ezza
m
operando una di!!usione a 44d sino al lemo superiore della lamiera( #edi Fig$ 4$5$&2( secondo la !ormula

m
Q
p
E 2 (9
c
E 9
!
) K4$5$52L
do#e:
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI &/4

p
A la larg9ezza su cui agisce il carico(
9
c
A lo spessore della soletta sopra la ner#atura e 9
!
A lo spessore delle !initure$ Per stese di carico lineari disposte tras#ersalmente
all:asse della greca si pu, utilizzare la medesima !ormula considerando come
p
l:estensione della linea di carico$ Possono assu)
mersi di!!erenti larg9ezze e!!icaci
m
in presenza di di!!erenti dettagli di armatura nella soletta cosN come indicato in altri ri!eri)
menti tecnici (% cap$ &2)$

$i'. 4.#.1! ) !iffusione del carico concentrato
4.#.5.! VERI$IC>E DI RESISTENZA ALLO STATO LI%ITE ULTI%O
1i considereranno di regola le seguenti #eri!ic9e:
resistenza a !lessione;
resistenza allo scorrimento;
resistenza al punzonamento ed al taglio$
Ai !ini della #eri!ica allo scorrimento occorre conoscere la resistenza a taglio longitudinale di progetto s
u(*d
tipica della lamiera
grecata pre#ista( determinata secondo i criteri di cui al Capitolo && delle presenti norme$
La resistenza di una soletta composta alle sollecitazioni di taglio)punzonamento A di regola #alutata sulla ase di una adeguata
sperimentazione( condotta in modo da riprodurre le e!!etti#e condizioni della super!icie di contatto tra lamiere e getto in calce)
struzzo riscontraili in cantiere$
?ualora si consideri e!!icace la sola lamiera grecata( attriuendo al calcestruzzo esclusi#amente la !unzione di contrasto
all:imozzamento locale( la resistenza pu, essere #eri!icata in accordo con le indicazioni di normati#e di compro#ata #alidit8 sui
pro!ilati sottili di acciaio !ormati a !reddo$
4.#.5.# VERI$IC>E A+LI STATI LI%ITE DI ESERCIZIO
4.#.5.#.1 Veri-i09e a -essurazione
L:ampiezza delle !essure del calcestruzzo nelle regioni di momento negati#o di solette continue de#e essere calcolata in accordo
col % 4$&$2$2$4$
?ualora le solette continue siano progettate come semplicemente appoggiate in accordo con il precedente % 4$5$0$&( la sezione tra)
s#ersale dell:armatura di controllo della !essurazione non de#e essere minore di /(2P dell:area della sezione tras#ersale del calce)
struzzo posta al di sopra delle ner#ature nelle costruzioni non puntellate in !ase di getto( e di /(4P dell:area della sezione tras#er)
sale del calcestruzzo posta al di sopra delle ner#ature per le costruzioni puntellate in !ase di getto$
4.#.5.#.! Veri-i09e di de-orabilit,
L:e!!etto dello scorrimento di estremit8 pu, essere trascurato se nei risultati sperimentali il carico c9e causa uno scorrimento di
/(4 mm A maggiore di &(2 #olte il carico della cominazione caratteristica considerata( oppure se la tensione tangenziale di scor)
rimento all:inter!accia A in!eriore al 5/P della tensione limite di aderenza s
u(*d
$
Il calcolo delle !recce pu, essere omesso se il rapporto tra luce ed altezza non supera i limiti indicati nel precedente % 4$& relati#o
alle strutture di c$a$ e risulta trascuraile l:e!!etto dello scorrimento di estremit8$
4.#.5.4 VERI$IC>E DELLA LA%IERA +RECATA NELLA $ASE DI +ETTO
4.#.5.4.1 Veri-i0a di resistenza
La #eri!ica della lamiera grecata de#e essere s#olta in accordo con le indicazioni della normati#a -'I .'&775)&)5 in materia di
pro!ilati sottili di acciaio !ormati a !reddo$ Oli e!!etti delle dentellature o delle ugnature de#ono essere opportunamente conside)
rati nella #alutazione della resistenza$
&/0 CAPITOLO 4
4.#.5.4.! Veri-i09e a'li stati liite di eser0izio
L:in!lessione della lamiera sotto il peso proprio ed il peso del calcestruzzo !resco( escludendo i caric9i di costruzione( non de#e
essere maggiore di L3&2/ o 2/ mm( essendo L la luce e!!etti#a della campata !ra due appoggi de!initi#i o pro##isori$
Tali limiti possono essere aumentati "ualora in!lessioni maggiori non in!icino la resistenza o l:e!!icienza del solaio e sia considera)
to nella progettazione del solaio e della struttura di supporto il peso addizionale do#uto all:accumulo del calcestruzzo$ 'el caso
in cui l:in!lessione dell:estradosso possa condurre a prolemi legati ai re"uisiti di !unzionalit8 della struttura( i limiti de!ormati#i
deono essere ridotti$
4.#.5.3 DETTA+LI COSTRUTTIVI
4.#.5.3.1 S&essore inio delle laiere 're0ate
Lo spessore delle lamiere grecate impiegate nelle solette composte non de#e essere in!eriore a /(2 mm$ Lo spessore della lamiera
potr8 essere ridotto a /(6 mm "uando in !ase costrutti#a #engano studiati idonei pro##edimenti atti a consentire il transito in si)
curezza di mezzi d:opera e personale$
4.#.5.3.! S&essore della soletta
L:altezza complessi#a 9 del solaio composto non de#e essere minore di 2/ mm$ Lo spessore del calcestruzzo 9
c
al di sopra
dell:estradosso delle ner#ature della lamiera non de#e essere minore di 4/ mm$
1e la soletta realizza con la tra#e una memratura composta( oppure A utilizzata come dia!ramma orizzontale( l:altezza comples)
si#a non de#e essere minore di 7/ mm ed 9
c
non de#e essere minore di 4/ mm$
4.#.5.3.# Inerti
La dimensione nominale dell:inerte dipende dalla pi@ piccola dimensione dell:elemento strutturale nel "uale il calcestruzzo A get)
tato$
4.#.5.3.4 A&&o''i
Le solette composte sostenute da elementi di acciaio o calcestruzzo de#ono a#ere una larg9ezza di appoggio minima di 64 mm(
con una dimensione di appoggio del ordo della lamiera grecata di almeno 4/ mm$
'el caso di solette composte sostenute da elementi in di#erso materiale( tali #alori de#ono essere portati rispetti#amente a &//
mm e 6/ mm$
'el caso di lamiere so#rapposte o continue c9e poggiano su elementi di acciaio o calcestruzzo( l:appoggio minimo de#e essere 64
mm e per elementi in altro materiale &// mm$
I #alori minimi delle larg9ezze di appoggio riportati in precedenza possono essere ridotti( in presenza di adeguate speci!ic9e di
progetto circa tolleranze( caric9i( campate( altezza dell:appoggio e re"uisiti di continuit8 per le armature$
4.3.7. 4.3.7. 4.3.7. 4.3.7. VER VER VER VERIFICHE PER SITUAZION IFICHE PER SITUAZION IFICHE PER SITUAZION IFICHE PER SITUAZIONI TRANSITORIE I TRANSITORIE I TRANSITORIE I TRANSITORIE
Per le situazioni costrutti#e transitorie( come "uelle c9e si 9anno durante le !asi della costruzione( do#ranno adottarsi tecnologie
costrutti#e e programmi di la#oro c9e non possano pro#ocare danni permanenti alla struttura o agli elementi strutturali e c9e
comun"ue non possano ri#ererarsi sulla sicurezza dell:opera$
Le entit8 delle azioni amientali da prendere in conto saranno determinate in relazione alla durata della situazione transitoria e
della tecnologia esecuti#a$
4.3.8. 4.3.8. 4.3.8. 4.3.8. VERIFICHE PER SITUAZ VERIFICHE PER SITUAZ VERIFICHE PER SITUAZ VERIFICHE PER SITUAZIONI ECCEZIONALI IONI ECCEZIONALI IONI ECCEZIONALI IONI ECCEZIONALI
Per situazioni progettuali eccezionali( il progetto do#r8 dimostrare la roustezza della costruzione mediante procedure di scenari
di danno per i "uali i !attori parziali S
+
dei materiali e SO e S? delle azioni possono essere assunti pari ai #alori precisati per il cal)
cestruzzo nel % 4$&$4 e per l:acciaio nel % 4$2$0$
4.3.9. 4.3.9. 4.3.9. 4.3.9. RESISTENZA AL FUOCO RESISTENZA AL FUOCO RESISTENZA AL FUOCO RESISTENZA AL FUOCO
Le #eri!ic9e di resistenza al !uoco potranno eseguirsi con ri!erimento a -'I .' &774)&)2( utilizzando i coe!!icienti S
+
(#edi %
4$5$2) relati#i alle cominazioni eccezionali$
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI &/6
4.4. 4.4. 4.4. 4.4. COSTRUZIONI DI LEGNO COSTRUZIONI DI LEGNO COSTRUZIONI DI LEGNO COSTRUZIONI DI LEGNO
Formano oggetto delle presenti norme le opere costituite da strutture portanti realizzate con elementi di legno strutturale (legno
massiccio( legno strutturale con giunti a dita( legno lamellare incollato) o con prodotti strutturali a ase di legno (pannelli a ase
di legno( altri prodotti deri#ati dal legno per uso strutturale) assemlati con adesi#i oppure con mezzi di unione meccanici( eccet)
tuate "uelle oggetto di una regolamentazione apposita a carattere speci!ico$
I materiali e i prodotti de#ono rispondere ai re"uisiti indicati nel % &&$6$
Tutto il legno per impieg9i strutturali de#e essere classi!icato secondo la resistenza( prima della sua messa in opera$
La presente norma pu, essere usata anc9e per le #eri!ic9e di strutture in legno esistenti purc9B si pro##eda ad una corretta #alu)
tazione delle caratteristic9e del legno e( in particolare( degli e#entuali stati di degrado$
4.4.1. 4.4.1. 4.4.1. 4.4.1. VALUTAZIONE DELLA SI VALUTAZIONE DELLA SI VALUTAZIONE DELLA SI VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA CUREZZA CUREZZA CUREZZA
La #alutazione della sicurezza de#e essere condotta secondo i principi !ondamentali illustrati nel Capitolo 2$
La #alutazione della sicurezza de#e essere s#olta secondo il metodo degli stati limite$
I re"uisiti ric9iesti di resistenza( rigidezza( !unzionalit8 e roustezza si garantiscono #eri!icando gli stati limite ultimi e gli stati
limite di esercizio della struttura( dei singoli componenti strutturali e dei collegamenti$
4.4.2. 4.4.2. 4.4.2. 4.4.2. ANALISI STRUTTURALE ANALISI STRUTTURALE ANALISI STRUTTURALE ANALISI STRUTTURALE
L:analisi della struttura si pu, e!!ettuare assumendo un comportamento elastico lineare dei materiali e dei collegamenti conside)
rando i #alori pertinenti (medi o caratteristici) del modulo elastico dei materiali e della rigidezza delle unioni( in !unzione dello
stato limite e del tipo di #eri!ica considerati$
I calcoli de#ono essere s#olti usando appropriate sc9ematizzazioni e( se necessario( supportati da pro#e$ Lo sc9ema adottato de#e
essere su!!icientemente accurato per simulare con ragione#ole precisione il comportamento strutturale della costruzione( anc9e in
relazione alle modalit8 costrutti#e pre#iste$
'ell:analisi gloale della struttura( in "uella dei sistemi di contro#ento e nel calcolo delle memrature si de#e tener conto delle
imper!ezioni geometric9e e strutturali$
A tal !ine possono adottarsi adeguate imper!ezioni geometric9e e"ui#alenti( il #alore delle "uali pu, essere reperito in normati#e
di compro#ata #alidit8$
Per "uelle tipologie strutturali in grado di ridistriuire le azioni interne( anc9e grazie alla presenza di giunti di adeguata duttilit8(
si pu, !ar uso di metodi di analisi non lineari$
In presenza di giunti meccanici si de#e( di regola( considerare l:in!luenza della de!ormailit8 degli stessi$
Per tutte le strutture( in particolare per "uelle composte da parti con di#erso comportamento reologico( le #eri!ic9e( per gli stati
limite ultimi e di esercizio( de#ono essere e!!ettuate con ri!erimento( oltre c9e alle condizioni iniziali( anc9e alle condizioni !inali
(a tempo in!inito)$
4.4.3. 4.4.3. 4.4.3. 4.4.3. AZIONI E LORO COMIN AZIONI E LORO COMIN AZIONI E LORO COMIN AZIONI E LORO COMINAZIONI AZIONI AZIONI AZIONI
Le azioni caratteristic9e de#ono essere de!inite in accordo con "uanto indicato nei Capitolo 5 e 4 delle presenti norme$
Per costruzioni ci#ili o industriali di tipo corrente e per le "uali non esistano regolamentazioni speci!ic9e( le azioni di progetto si
de#ono determinare secondo "uanto indicato nel Capitolo 2$

n opportuno e#itare( per "uanto possiile( stati di coazione non intenzionali longitudinali o tras#ersali alla !iratura$ In ogni caso
i loro e!!etti do#ranno essere #alutati( caso per caso( ponendo speci!ica attenzione alla e#oluzione nel tempo delle de!ormazioni
del legno$

4.4.4. 4.4.4. 4.4.4. 4.4.4. CLASSI DI DURATA DEL CLASSI DI DURATA DEL CLASSI DI DURATA DEL CLASSI DI DURATA DEL CARICO CARICO CARICO CARICO
Le azioni di progetto de#ono essere assegnate ad una delle classi di durata del carico elencate nella Ta$ 4$4$I$

Tab. 4.4.I - Classi di durata del carico
Classe di durata del 0ari0o Durata del 0ari0o
Permanente pi@ di &/ anni
Lunga durata 0 mesi )&/ anni
+edia durata & settimana 0 mesi
zre#e durata meno di & settimana
Istantaneo ))
&/2 CAPITOLO 4

Le classi di durata del carico si ri!eriscono a un carico costante atti#o per un certo periodo di tempo nella #ita della struttura$ Per
un:azione #ariaile la classe appropriata de#e essere determinata in !unzione dell:interazione !ra la #ariazione temporale tipica
del carico nel tempo e le propriet8 reologic9e dei materiali$
Ai !ini del calcolo in genere si pu, assumere "uanto segue:
il peso proprio e i caric9i non rimo#iili durante il normale esercizio della struttura4 appartengono alla classe di durata per)
manente;
i caric9i permanenti suscettiili di camiamenti durante il normale esercizio della struttura e i caric9i #ariaili relati#i a ma)
gazzini e depositi4 appartengono alla classe di lunga durata;
i caric9i #ariaili degli edi!ici( ad eccezione di "uelli relati#i a magazzini e depositi( appartengono alla classe di media durata;
il so#raccarico da ne#e ri!erito al suolo #sI( calcolato in uno speci!ico sito ad una certa altitudine( A da considerarsi di re#e du)
rata per altitudini di ri!erimento as in!eriori a &/// m( mentre A da considerarsi di media durata per altitudini as superiori o
uguali a &/// m;
l:azione del #ento e le azioni eccezionali in genere4 appartengono alla classe di durata istantanea$
4.4.5. 4.4.5. 4.4.5. 4.4.5. CLASSI DI SERVIZIO CLASSI DI SERVIZIO CLASSI DI SERVIZIO CLASSI DI SERVIZIO
Le strutture (o parti di esse) de#ono essere assegnate ad una delle 5 classi di ser#izio elencate nella Ta$ 4$4$II$
Il sistema delle classi di ser#izio 9a lo scopo di de!inire la dipendenza delle resistenze di progetto e dei moduli elastici del legno e
materiali da esso deri#ati dalle condizioni amientali$ .sempli!icazioni sui criteri di assegnazione saranno !orniti in Circolare$

Tab. 4.4.II / Classi di servizio
Classe di ser#izio &
n caratterizzata da un:umidit8 del materiale in e"uilirio con
l:amiente a una temperatura di 2/ dC e un:umidit8 relati#a dell:aria
circostante c9e non superi il 04P( se non per poc9e settimane
all:anno$
Classe di ser#izio 2
| caratterizzata da un:umidit8 del materiale in e"uilirio con
l:amiente a una temperatura di 2/ dC e un:umidit8 relati#a dell:aria
circostante c9e superi l:24P solo per poc9e settimane all:anno$
Classe di ser#izio 5
n caratterizzata da umidit8 pi@ ele#ata di "uella della classe di ser#i)
zio 2$

4.4.6. 4.4.6. 4.4.6. 4.4.6. RESISTENZA DI PROGET RESISTENZA DI PROGET RESISTENZA DI PROGET RESISTENZA DI PROGETTO TO TO TO
La durata del carico e l:umidit8 del legno in!luiscono sulle propriet8 resistenti del legno$
I #alori di progetto per le propriet8 del materiale a partire dai #alori caratteristici si assegnano "uindi con ri!erimento cominato
alle classi di ser#izio e alle classi di durata del carico$
Il #alore di progetto ]
d
di una propriet8 del materiale (o della resistenza di un collegamento) #iene calcolato mediante la relazio)
ne:

+
I mod
d
] I
]

= K4$4$&L
do#e:
]
I
A il #alore caratteristico della propriet8 del materiale( come speci!icato al % &&$6( o della resistenza del collegamento$ Il #alore
caratteristico ]
I
pu, anc9e essere determinato mediante pro#e sperimentali sulla ase di pro#e s#olte in condizioni de!inite
dalle norme europee applicaili( come riportato nel paragra!o &&$6;

+
A il coe!!iciente parziale di sicurezza relati#o al materiale( i cui #alori sono riportati nella Ta$ 4$4$III;
I
mod
A un coe!!iciente corretti#o c9e tiene conto dell:e!!etto( sui parametri di resistenza( sia della durata del carico sia dell:umidit8
della struttura$ I #alori di I
mod
sono !orniti nella Ta$ 4$4$I=$
1e una cominazione di carico comprende azioni appartenenti a di!!erenti classi di durata del carico si do#r8 scegliere un #alore
di I
mod
c9e corrisponde all:azione di minor durata$

Tab. 4.4.III - Coefficienti parziali S
+
per le propriet0 dei materiali
Stati liite ultii
+

0obinazioni -ondaentali
legno massiccio 1443
legno lamellare incollato 14#3
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI &/7
pannelli di ta#ole incollate a strati incrociati (])Lam) 14#3
pannelli di particelle o di !ire 144:
L=L( compensato( pannelli di scaglie orientate 14#:
unioni 14#3
0obinazioni e00ezionali &(//
Per i materiali non compresi nella Taella si potr8 !are ri!erimento ai pertinenti #alori
riportati nei ri!erimenti tecnici di compro#ata #alidit8 indicati nel Capitolo &2( nel rispet)
to dei li#elli di sicurezza delle presenti norme$
4.4.7. 4.4.7. 4.4.7. 4.4.7. STATI LIMITE DI ESER STATI LIMITE DI ESER STATI LIMITE DI ESER STATI LIMITE DI ESERCIZIO CIZIO CIZIO CIZIO
Le de!ormazioni di una struttura( do#ute agli e!!etti delle azioni applicate( degli stati di coazione( delle #ariazioni di umidit8 e
degli scorrimenti nelle unioni( de#ono essere contenute entro limiti accettaili( sia in relazione ai danni c9e possono essere indotti
ai materiali di ri#estimento( ai pa#imenti( alle tramezzature e( pi@ in generale( alle !initure( sia in relazione ai re"uisiti estetici ed
alla !unzionalit8 dell:opera$
In generale nella #alutazione delle de!ormazioni delle strutture si de#e tener conto della de!ormailit8 dei collegamenti$
Considerando il particolare comportamento reologico del legno e dei materiali deri#ati dal legno( si de#ono #alutare sia la de)
!ormazione istantanea sia la de!ormazione a lungo termine$
La de!ormazione istantanea si calcola usando i #alori medi dei moduli elastici per le memrature e il #alore istantaneo del modu)
lo di scorrimento dei collegamenti$

Tab. 4.4.IV /1alori di I
mod
per legno e prodotti strutturali a base di legno
%ateriale Ri-eriento
Classe di
ser.izio
Classe di durata del 0ari0o
"eranente Lun'a %edia =re.e Istantanea
Legno massiccio
Legno lamellare
incollato (q)
L=L
.' &4/2&)&
.' &4/2/
.' &4564( .' &4267
& /(0/ /(6/ /(2/ /(7/ &(&/
2 /(0/ /(6/ /(2/ /(7/ &(&/
5 /(4/ /(44 /(04 /(6/ /(7/
Compensato .' 050 ::2//4
Parti &( 2( 5 & /(0/ /(6/ /(2/ /(7/ &(&/
Parti 2( 5 2 /(0/ /(6/ /(2/ /(7/ &(&/
Parte 5 5 /(4/ /(44 /(04 /(6/ /(7/
Pannello di sca)
glie orientate
(O1z)
.' 5//:2//0
O1z32 & /(5/ /(44 /(04 /(24 &(&/
O1z35 O1z34 & /(4/ /(4/ /(6/ /(7/ &(&/
2 /(5/ /(4/ /(44 /(6/ /(7/
Pannello di parti)
celle
(truciolare)
.' 5&2 ::2/&/
Parti 4( 4 & /(5/ /(44 /(04 /(24 &(&/
Parte 4 2 /(2/ /(5/ /(44 /(0/ /(2/
Parti 0( 6 & /(4/ /(4/ /(6/ /(7/ &(&/
Parte 6 2 /(5/ /(4/ /(44 /(6/ /(7/
Pannello di !ire(
pannelli duri
.' 022:2::2//4
pz$LA(
pz$pLA & o 2
& /(5/ /(44 /(04 /(24 &(&/
pz$pLA & o 2 2 /(2/ /(5/ /(44 /(0/ /(2/
Pannello di !ire(
pannelli semiduri
.' 022:5::2//4
+zp$LA& o 2 & /(2/ /(4/ /(0/ /(2/ &(&/
+zp$pL1& o 2 & /(2/ /(4/ /(0/ /(2/ &(&/
2 ) ) ) /(44 /(2/
Pannello di !ira
di legno( ottenu)
to per #ia secca
(+>F)
.' 022:4:2/&/
+>F$LA(
+>F$pL1
& /(2/ /(4/ /(0/ /(2/ &(&/
+>F$pL1 2 ) ) ) /(44 /(2/
Per i materiali non compresi nella Taella si potr8 !are ri!erimento ai pertinenti #alori riportati nei ri!e)
rimenti tecnici di compro#ata #alidit8 indicati nel Capitolo &2( nel rispetto dei li#elli di sicurezza delle
presenti norme$
(q) I #alori indicati si possono adottare anc9e per i pannelli di ta#ole incollate a strati incrociati( ma limitata)
mente alle classi di ser#izio & e 2$


La de!ormazione a lungo termine pu, essere calcolata utilizzando i #alori medi dei moduli elastici ridotti opportunamente me)
diante il !attore &3(&E I
de!
)( per le memrature4 e utilizzando un #alore ridotto nello stesso modo del modulo di scorrimento dei
collegamenti$
Il coe!!iciente I
de!
tiene conto dell:aumento di de!ormailit8 con il tempo causato dall:e!!etto cominato della #iscosit8(
dell:umidit8 del materiale e delle sue #ariazioni$ I #alori di I
de!
sono riportati nella Ta$ 4$4$=$
La !reccia (#alore dello spostamento ortogonale all:asse dell:elemento) netta di un elemento in!lesso A data dalla somma della
!reccia do#uta ai soli caric9i permanenti( della !reccia do#uta ai soli caric9i #ariaili( dedotta dalla e#entuale contro!reccia ("ualo)
ra presente)$
'ei casi in cui sia opportuno limitare la !reccia istantanea do#uta ai soli caric9i #ariaili nella cominazione di carico rara( in
&&/ CAPITOLO 4
mancanza di pi@ precise indicazioni( si raccomanda c9e essa sia in!eriore a L 35//( essendo L la luce dell:elemento o( nel caso di
mensole( il doppio dello salzo$
'ei casi in cui sia opportuno limitare la !reccia !inale( in mancanza di pi@ precise indicazioni( si raccomanda c9e essa sia in!eriore
a L 32//( essendo L la luce dell:elemento o( nel caso di mensole( il doppio dello salzo$
Per il calcolo della !reccia !inale ci si do#r8 ri!erire ai documenti di cui al cap$ &2$
I limiti indicati per la !reccia costituiscono solo re"uisiti minimi indicati#i$ Limitazioni pi@ se#ere possono ri#elarsi necessarie in
casi particolari( ad esempio in relazione ad elementi portati non !acenti parte della struttura$ In generale( nel caso di impalcati( si
raccomanda la #eri!ica della compatiilit8 della de!ormazione con la destinazione d:uso$

Tab. 4.4.V /1alori di I
de!
per legno e prodotti strutturali a base di legno
%ateriale Ri-eriento
Classe di ser.izio
1 ! #
Legno massiccio
q
.' &4/2&)& /(0/ /(2/ 2(//
Legno lamellare incollato .' &4/2/ /(0/ /(2/ 2(//
L=L .' &4564( .' &4267 /(0/ /(2/ 2(//
Compensato .' 050 ::2//4
Parte & /(2/ ) )
Parte 2 /(2/ &(// )
Parte 5
/(2/ &(// 2(4/
Pannelli di scaglie orientate (O1z) .' 5//:2//0
O1z32
2(24 ) )
O1z35 O1z34 &(4/ 2(24 )
Pannello di particelle (truciolare) .' 5&2::2/&/
Parte 4
2(24 ) )
Parte 4
2(24 5(// )
Parte 0
&(4/ ) )
Parte 6
&(4/ 2(24 )
Pannello di !ire( pannelli duri .' 022:2::2//4
pz$LA
2(24 ) )
pz$pLA&(
pz$pLA2
2(24 5(// )
Pannello di !ire( pannelli semiduri .' 022:5::2//4
+zp$LA&(
+zp$LA2
5(// ) )
+zp$pL1&(
+zp$pL12
5(// 4(// )
Pannello di !ira di legno( ottenuto per
#ia secca (+>F)
.' 022:4::2/&/
+>F$LA
2(24 ) )
+>F$pL1
2(24 5(// )
Per materiale posto in opera con umidit8 prossima al punto di saturazione( e c9e possa essere soggetto a essicca)
zione sotto carico( il #alore di 8
de!
do#r8( in assenza di idonei pro##edimenti( essere aumentato a seguito di op)
portune #alutazioni( sommando ai termini della taella un #alore comun"ue non in!eriore a 2(/$
Per i materiali non compresi nella Taella si potr8 !are ri!erimento ai pertinenti #alori riportati nei ri!erimenti tec)
nici di compro#ata #alidit8 indicati nel Capitolo &2( nel rispetto dei li#elli di sicurezza delle presenti norme$
q I #alori indicati si possono adottare anc9e per i pannelli di ta#ole incollate a strati incrociati( ma limitatamente
alle classi di ser#izio & e 2$
4.4.8. 4.4.8. 4.4.8. 4.4.8. STATI LIMITE ULTIMI STATI LIMITE ULTIMI STATI LIMITE ULTIMI STATI LIMITE ULTIMI
4.4.7.1 VERI$IC>E DI RESISTENZA
Le tensioni interne si possono calcolare nell:ipotesi di conser#azione delle sezioni piane e di una relazione lineare tra tensioni e
de!ormazioni !ino alla rottura$
Le resistenze di progetto dei materiali ]
d
sono "uelle de!inite al % 4$4$0$
Le prescrizioni del presente paragra!o si ri!eriscono alla #eri!ica di resistenza di elementi strutturali in legno massiccio o di pro)
dotti deri#ati dal legno a#enti direzione della !iratura coincidente sostanzialmente con il proprio asse longitudinale e sezione
tras#ersale costante( soggetti a s!orzi agenti pre#alentemente lungo uno o pi@ assi principali dell:elemento stesso (Fig$ 4$4$&)$
A causa dell:anisotropia del materiale( le #eri!ic9e degli stati tensionali di trazione e compressione si de#ono eseguire tenendo
conto dell:angolo tra direzione della !iratura e direzione della tensione$

CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI &&&

$i'. 4.4.1 - :ssi dellelemento

4.4.7.1.1 Trazione &arallela alla -ibratura
>e#e essere soddis!atta la seguente condizione:
Y
t(/(d
J !
t(/(d
K4$4$2L
do#e:
Y
t(/(d
A la tensione di progetto a trazione parallela alla !iratura #alutata sulla sezione netta;
!
t(/(d
A la corrispondente resistenza di progetto (!ormula 4$4$&)( determinata tenendo conto anc9e delle dimensioni della sezione
tras#ersale mediante il coe!!iciente I
9
( come de!inito al % &&$6$&$&$
'elle giunzioni di estremit8 si do#r8 tener conto dell:e#entuale azione !lettente indotta dall:eccentricit8 dell:azione di trazione
attra#erso il giunto: tali azioni secondarie potranno essere computate( in #ia approssimata( attra#erso una opportuna riduzione
della resistenza di progetto a trazione$
4.4.7.1.! Trazione &er&endi0olare alla -ibratura
'ella #eri!ica degli elementi si do#r8 opportunamente tener conto del #olume e!!etti#amente sollecitato a trazione$ Per tale #eri!i)
ca si do#r8 !ar ri!erimento a normati#e di compro#ata #alidit8$
Particolare attenzione do#r8 essere posta nella #eri!ica degli elementi soggetti a !orze tras#ersali applicate in prossimit8 dei ordi
della sezione in direzione tale da indurre tensione di trazione perpendicolare alla !iratura$
4.4.7.1.# Co&ressione &arallela alla -ibratura
>e#e essere soddis!atta la seguente condizione:
Y
c(/(d
J !
c(/(d
K4$4$5L
do#e:
Y
c(/(d
A la tensione di progetto a compressione parallela alla !iratura;
!
c(/(d
A la corrispondente resistenza di progetto (!ormula 4$4$&)$
>e#e essere inoltre e!!ettuata la #eri!ica di stailit8 per elementi compressi( come de!inita al % 4$4$2$2$2$
4.4.7.1.4 Co&ressione &er&endi0olare alla -ibratura
>e#e essere soddis!atta la seguente condizione:
Y
c(7/(d
J !
c(7/(d
K4$4$4L
do#e:
Y
c(7/(d
A la tensione di progetto a compressione ortogonale alla !iratura;
!
c(7/(d
A la corrispondente resistenza di progetto (!ormula 4$4$&)$
'ella #alutazione di Y
c(7/(d
A possiile tenere conto della ripartizione del carico nella direzione della !iratura lungo l:altezza della
sezione tras#ersale dell:elemento$ n possiile( con ri!erimento a normati#e di compro#ata #alidit8( tener conto di una larg9ezza
e!!icace maggiore di "uella di carico$
4.4.7.1.3 Co&ressione in0linata ris&etto alla -ibratura
'el caso di tensioni di compressione agenti lungo una direzione inclinata rispetto alla !iratura si de#e opportunamente tener
conto della sua in!luenza sulla resistenza( !acendo ri!erimento a normati#e di compro#ata #alidit8$
4.4.7.1.5 $lessione
>e#ono essere soddis!atte entrame le condizioni seguenti:

K4$4$4aL
&&2 CAPITOLO 4

K4$4$4L
do#e:
Y
m(U(d
e Y
m(z(d
sono le tensioni di progetto massime per !lessione rispetti#amente nei piani Hz e HU determinate assumendo una
distriuzione elastico lineare delle tensioni sulla sezione (#edi Fig$ 4$4$&);
!
m(U(d
e !
m(z(d
sono le corrispondenti resistenze di progetto a !lessione(!ormula 4$4$&)( determinate tenendo conto anc9e delle di)
mensioni della sezione tras#ersale mediante il coe!!iciente I
9
( come de!inito al % &&$6$&$&$
I #alori da adottare per il coe!!iciente I
m
( c9e tiene conto con#enzionalmente della ridistriuzione delle tensioni e della disomo)
geneit8 del materiale nella sezione tras#ersale( sono:
I
m
Q /(6 per sezioni tras#ersali rettangolari;
I
m
Q &(/ per altre sezioni tras#ersali$
>e#e essere inoltre e!!ettuata la #eri!ica di stailit8 per elementi in!lessi (s#ergolamento o instailit8 !lesso)torsionale)( come de!i)
nita al % 4$4$2$2$&$
4.4.7.1.6 Tenso-lessione
'el caso di s!orzo normale di trazione accompagnato da sollecitazioni di !lessione attorno ai due assi principali dell:elemento
strutturale( de#ono essere soddis!atte entrame le seguenti condizioni:

K4$4$0aL

K4$4$0L
I #alori di I
m
da utilizzare sono "uelli riportati al % 4$4$2$&$0$
>e#e essere inoltre e!!ettuata la #eri!ica di stailit8 per elementi in!lessi (s#ergolamento o instailit8 !lesso)torsionale)( come de!i)
nita al % 4$4$2$2$&$
4.4.7.1.7 "resso-lessione
'el caso di s!orzo normale di compressione accompagnato da sollecitazioni di !lessione attorno ai due assi principali
dell:elemento strutturale( de#ono essere soddis!atte entrame le seguenti condizioni:

K4$4$6aL

K4$4$6L
I #alori di I
m
da utilizzare sono "uelli riportati al precedente % 4$4$2$&$0$
>e#ono essere inoltre e!!ettuate le #eri!ic9e di stailit8( come de!inite al % 4$4$2$2$
4.4.7.1.8 Ta'lio
>e#e essere soddis!atta la condizione:
s
d
J !
#(d(
K4$4$2L
do#e:
s
d
A la massima tensione tangenziale di progetto( #alutata secondo la teoria di roura\sIi;
!
#(d
A la corrispondente resistenza di progetto a taglio (!ormula 4$4$&)$
Alle estremit8 della tra#e si potr8 e!!ettuare la #eri!ica sopra indicata #alutando in modo con#enzionale s
d
( considerando nullo( ai
!ini del calcolo dello s!orzo di taglio di estremit8( il contriuto di e#entuali !orze agenti all:interno del tratto di lung9ezza pari
all:altezza 9 della tra#e( misurato a partire dal ordo interno dell:appoggio( o all:altezza e!!etti#a ridotta 9
e!!
nel caso di tra#i con
intagli$
Per la #eri!ica di tra#i con intagli o rastremazioni di estremit8 si !ar8 ri!erimento a normati#e di compro#ata #alidit8$
La resistenza a taglio per rotolamento delle !ire (rolling s9ear) si pu, assumere non maggiore di due #olte la resistenza a trazio)
ne in direzione ortogonale alla !iratura$
4.4.7.1.1: Torsione
>e#e essere soddis!atta la condizione:
s
tor(d
J I
s9
!
#(d(
K4$4$7L
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI &&5
do#e:
s
tor(d
A la massima tensione tangenziale di progetto per torsione;
I
s9
A un coe!!iciente c9e tiene conto della !orma della sezione tras#ersale;
!
#(d
A la resistenza di progetto a taglio (!ormula 4$4$&)$
Per il coe!!iciente I
s9
si possono assumere i #alori:
I
s9
Q &(2 per sezioni circolari piene;
I
s9
Q &E /(&4 93 J 2 per sezioni rettangolari piene( di lati e 9( J 9;
I
s9
Q & per altri tipi di sezione$
4.4.7.1.11 Ta'lio e torsione
'el caso di torsione accompagnata da taglio si pu, eseguire una #eri!ica cominata adottando la !ormula di interazione:
&
! ! I
2
d #(
d
d #( s9
d tor(

|
|

\
|

+

K4$4$&/L
o#e il signi!icato dei simoli A "uello riportato nei paragra!i corrispondenti alle #eri!ic9e a taglio e a torsione$
4.4.7.! VERI$IC>E DI STA=ILIT?
Oltre alle #eri!ic9e di resistenza de#ono essere eseguite le #eri!ic9e necessarie ad accertare la sicurezza della struttura o delle sin)
gole memrature nei con!ronti di possiili !enomeni di instailit8( "uali lo s#ergolamento delle tra#i in!lesse (instailit8 !lesso)
torsionale) e lo sandamento laterale degli elementi compressi o pressoin!lessi$
'ella #alutazione della sicurezza all:instailit8 occorre tener conto( per il calcolo delle tensioni per !lessione( anc9e della cur#atu)
ra iniziale dell:elemento( dell:eccentricit8 del carico assiale e delle e#entuali de!ormazioni (!recce o contro!recce) imposte$
Per "ueste #eri!ic9e si de#ono utilizzare i #alori caratteristici al !rattile 4P per i moduli elastici dei materiali$
4.4.7.!.1 Eleenti in-lessi )instabilit, di tra.e*
'el caso di !lessione semplice( con momento !lettente agente attorno all:asse !orte U della sezione (cioA nel piano ortogonale a
"uello di possiile s#ergolamento)( con ri!erimento alla tensione do#uta al massimo momento agente nel tratto di tra#e compreso
tra due successi#i ritegni torsionali( de#e essere soddis!atta la relazione:
&
! I
d ( m m ( crit
d ( m

K4$4$&&L

Y
m(d
tensione di progetto massima per !lessione;
I
crit(m
coe!!iciente ridutti#o di tensione critica per instailit8 di tra#e( per tener conto della riduzione di resistenza do#uta allo
sandamento laterale;
!
m(d
resistenza di progetto a !lessione (!ormula 4$4$&)( determinata tenendo conto anc9e delle dimensioni della sezione tras#er)
sale mediante il coe!!iciente I
9
$
Per tra#i a#enti una de#iazione laterale iniziale rispetto alla rettilineit8 nei limiti di accettailit8 del prodotto( si possono assume)
re i seguenti #alori del coe!!iciente di tensione critica I
crit(m

<
<

=
m rel(
2
m rel(
m rel( m rel(
m rel(
m crit(
&(4 per &3
4 ( & /(64 per 64 ( / 40 ( &
64 ( / per &
I K4$4$&2L

crit m( I m( m rel(
3 ! = snellezza relati#a di tra#e;
!
m(I
resistenza caratteristica a !lessione (paragra!o &&$6$&$&);
Y
m(crit
tensione critica per !lessione calcolata secondo la teoria classica della stailit8( con i #alori dei moduli elastici caratteristi)
ci (!rattile 4P) (paragra!o &&$6$&$&)$
4.4.7.!.! Eleenti 0o&ressi )instabilit, di 0olonna*
'el caso di asta soggetta solo a s!orzo normale de#e essere soddis!atta la condizione:
1

c,0,d crit,c
c,0,d

f k

K4$4$&5L
Y
c(/(d
tensione di compressione di progetto per s!orzo normale;
&&4 CAPITOLO 4
!
c(/(d
resistenza di progetto a compressione;
I
crit(c
coe!!iciente ridutti#o di tensione critica per instailit8 di colonna #alutato per il piano in cui assume il #alore minimo$
Il coe!!iciente ridutti#o I
crit(c
si calcola in !unzione della snellezza relati#a di colonna h
rel(c(
c9e #ale:

05 , 0
k c,0,
c,crit
k c,0,
rel,c
E
f f

= = K4$4$&4L
!
c(/(I
resistenza caratteristica a compressione parallela alla !iratura;
Y
c(crit
tensione critica calcolata secondo la teoria classica della stailit8( con i #alori dei moduli elastici caratteristici (!rattile 4P)
(paragra!o &&$6$&$&);
h snellezza dell:elemento strutturale #alutata per il piano in cui essa assume il #alore massimo$
?uando h
rel(c
J /(5 si de#e porre I
crit(c
Q &( altrimenti

2
c rel(
2
c crit(
I I
&
I
+
=
K4$4$&4L
con
( ) ( )
2
c rel( c rel( c
5 ( / & 4 ( / I + + = K4$4$&0L
v
c
coe!!iciente di imper!ezione( c9e( se gli elementi rientrano nei limiti di rettilineit8 de!initi al % 4$4$&4( pu, assumere i seguenti
#alori:
) per legno massiccio v
c
Q /(2;
) per legno lamellare v
c
Q /(&$
4.4.9. 4.4.9. 4.4.9. 4.4.9. COLLEGAMENTI COLLEGAMENTI COLLEGAMENTI COLLEGAMENTI
I collegamenti tra gli elementi strutturali de#ono essere progettati in numero( posizione( resistenza( rigidezza tali da garantire la
trasmissione delle sollecitazioni di progetto allo stato limite considerato in coerenza ai criteri adottati nello s#olgimento
dell:analisi strutturale$
Le capacit8 portanti e le de!ormailit8 dei mezzi di unione utilizzati nei collegamenti de#ono essere determinate sulla ase di
pro#e meccanic9e( per il cui s#olgimento pu, !arsi utile ri!erimento alle norme -'I .' &/64:2//2( -'I .' &52/:2//7( -'I .'
&52&:2//&( -'I .' 2027&:&77&( -'I .' I1O 276/:2/&/( e alle pertinenti norme europee$
La capacit8 portante e la de!ormailit8 dei mezzi di unione possono essere #alutate con ri!erimento a normati#e di compro#ata
#alidit8$
'el calcolo della capacit8 portante del collegamento realizzato con mezzi di unione del tipo a gamo cilindrico( si do#r8 tener
conto( tra l:altro( della tipologia e della capacit8 portante ultima del singolo mezzo d:unione( del tipo di unione (legno)legno(
pannelli)legno( acciaio)legno)( del numero di sezioni resistenti e( nel caso di collegamento organizzato con pi@ unioni elementari(
dell:allineamento dei singoli mezzi di unione$
n ammesso l:uso di sistemi di unione di tipo speciale purc9B il comportamento degli stessi sia c9iaramente indi#iduato su ase
teorica e3o sperimentale e purc9B sia comun"ue garantito un li#ello di sicurezza non in!eriore a "uanto pre#isto nella presente
norma tecnica$
Oiunti a dita incollati a tutta sezione non possono essere usati in classe di ser#izio 5$
In ogni caso i sistemi di unione de#ono essere #eri!icati nelle reali condizioni di impiego in opera$
4.4.10. 4.4.10. 4.4.10. 4.4.10. ELEMENTI STRUTTURALI ELEMENTI STRUTTURALI ELEMENTI STRUTTURALI ELEMENTI STRUTTURALI
Ogni elemento strutturale( in legno massiccio o in materiali deri#ati dal legno( pre#alentemente compresso( in!lesso( teso o sotto)
posto a cominazioni dei precedenti stati di sollecitazione( pu, essere caratterizzato da un:unica sezione o da una sezione com)
posta da pi@ elementi( incollati o assemlati meccanicamente$
Le #eri!ic9e dell:elemento composto do#ranno tener conto degli scorrimenti nelle unioni$ A tale scopo A ammesso adottare per le
unioni un legame lineare tra s!orzo e scorrimento$
'el caso di elementi strutturali realizzati mediante accoppiamento di elementi a ase di legno o di altro materiale tramite connes)
sioni o incollaggi( la #eri!ica complessi#a dell:elemento composto do#r8 tenere conto dell:e!!etti#o comportamento dell:unione(
de!inito con ri!erimento a normati#a tecnica di compro#ata #alidit8 ed e#entualmente per #ia sperimentale$ In ogni caso le solle)
citazioni nei singoli elementi componenti do#ranno essere con!rontate con "uelle speci!icate ai %% 4$&( 4$2 in relazione a ciascun
singolo materiale$
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI &&4
4.4.11. 4.4.11. 4.4.11. 4.4.11. SISTEMI STRUTTURALI SISTEMI STRUTTURALI SISTEMI STRUTTURALI SISTEMI STRUTTURALI
Le strutture reticolari costituite da elementi lignei assemlati tramite collegamenti metallici( unioni di carpenteria o incollaggio(
do#ranno essere in genere analizzate come sistemi di tra#i( considerando la de!ormailit8 e le e!!etti#e eccentricit8 dei collega)
menti$
La stailit8 delle singole memrature nelle strutture intelaiate de#e essere #eri!icata( in generale( tenendo conto delle e!!etti#e
condizioni dei #incoli nonc9A della de!ormailit8 dei nodi e della presenza di e#entuali sistemi di contro#entamento$
La instailit8 delle strutture intelaiate de#e essere #eri!icata considerando( oltre agli e!!etti instailizzanti dei caric9i #erticali( an)
c9e le imper!ezioni geometric9e e strutturali( in"uadrando le corrispondenti azioni con#enzionali nella stessa classe di durata dei
caric9i c9e le 9anno pro#ocate$
'ei casi in cui la stailit8 laterale A assicurata dal contrasto di contro#entamenti adeguati( la lung9ezza di liera in!lessione dei
piedritti( in mancanza di un:analisi rigorosa( si pu, assumere pari all:altezza d:interpiano$
Per gli arc9i( oltre alle usuali #eri!ic9e( #anno sempre eseguite le #eri!ic9e nei con!ronti dell:instailit8 anc9e al di !uori del piano$
Per gli arc9i( come per tutte le strutture spingenti( i #incoli de#ono essere idonei ad assorire le componenti orizzontali delle rea)
zioni$
Le azioni di progetto sui contro#enti e3o dia!rammi de#ono essere determinate tenendo conto anc9e delle imper!ezioni geometri)
c9e strutturali( nonc9B delle de!ormazioni indotte dai caric9i applicati( se signi!icati#e$
?ualora le strutture dei tetti e dei solai s#olgano anc9e !unzioni di contro#entamento nel loro piano (dia!rammi per tetti e solai)(
la capacit8 di esplicare tale !unzione con un comportamento a lastra de#e essere opportunamente #eri!icata( tenendo conto delle
modalit8 di realizzazione e delle caratteristic9e dei mezzi di unione$
?ualora gli elementi di parete s#olgano anc9e !unzioni di contro#entamento nel loro piano (dia!ramma per pareti)( la capacit8 di
esplicare tale !unzione con un comportamento a mensola #erticale de#e essere opportunamente #eri!icata( tenendo conto delle
modalit8 di realizzazione e delle caratteristic9e dei mezzi di unione$
4.4.12. 4.4.12. 4.4.12. 4.4.12. ROUSTEZZA ROUSTEZZA ROUSTEZZA ROUSTEZZA
I re"uisiti di roustezza strutturale di cui ai %% 2$& e 5$&$& possono essere raggiunti anc9e mediante l:adozione di opportune scelte
progettuali e di adeguati pro##edimenti costrutti#i c9e( per gli elementi lignei( de#ono riguardare almeno:
la protezione della struttura e dei suoi elementi componenti nei con!ronti dell:umidit8;
l:utilizzazione di mezzi di collegamento intrinsecamente duttili o di sistemi di collegamento a comportamento duttile;
l:utilizzazione di elementi composti a comportamento gloalmente duttile;
la limitazione delle zone di materiale legnoso sollecitate a trazione perpendicolarmente alla !iratura( soprattutto nei casi in
cui tali stati di sollecitazione si accompagnino a tensioni tangenziali (come nel caso degli intagli) e( in genere( "uando siano da
pre#edere ele#ati gradienti di umidit8 nell:elemento durante la sua #ita utile$
4.4.13. 4.4.13. 4.4.13. 4.4.13. DURAILIT% DURAILIT% DURAILIT% DURAILIT%
In relazione alla classe di ser#izio della struttura e alle condizioni di carico( do#r8 essere predisposto in sede progettuale un pro)
gramma delle operazioni di manutenzione e di controllo da e!!ettuarsi durante la #ita della struttura$
4.4.14. 4.4.14. 4.4.14. 4.4.14. RESISTENZA AL FUOCO RESISTENZA AL FUOCO RESISTENZA AL FUOCO RESISTENZA AL FUOCO
Le #eri!ic9e di resistenza al !uoco potranno eseguirsi con ri!erimento a -'I .' &774)&)2( utilizzando i coe!!icienti S
+
(#edi %
4$4$0( Ta$ 4$4$III) relati#i alle cominazioni eccezionali$
4.4.15. 4.4.15. 4.4.15. 4.4.15. REGOLE PER L$ESECUZI REGOLE PER L$ESECUZI REGOLE PER L$ESECUZI REGOLE PER L$ESECUZIONE ONE ONE ONE
In assenza di speci!ic9e prescrizioni contenute nelle pertinenti norme di prodotto( le tolleranze di la#orazione cosN come "uelle di
esecuzione de#ono essere de!inite in !ase progettuale$
In assenza di speci!ic9e prescrizioni contenute nelle pertinenti norme di prodotto( al !ine di limitare la #ariazione dell:umidit8 del
materiale e dei suoi e!!etti sul comportamento strutturale( le condizioni di stoccaggio( montaggio e le !asi di carico parziali( de#o)
no essere de!inite in !ase progettuale$
Per tutte le memrature per le "uali sia signi!icati#o il prolema della instailit8( lo scostamento dalla con!igurazione geometrica
teorica non do#r8 superare &34// della distanza tra due #incoli successi#i( nel caso di elementi lamellari incollati( e &35// della
medesima distanza( nel caso di elementi di legno massiccio$
Il legno( i componenti deri#ati dal legno e gli elementi strutturali non do#ranno di regola essere esposti a condizioni atmos!eric9e
pi@ se#ere di "uelle pre#iste per la struttura !inita e c9e comun"ue producano e!!etti c9e ne compromettano l:e!!icienza struttura)
le$
Prima della costruzione o comun"ue prima della messa in carico( il legno do#r8 essere portato ad una umidit8 il pi@ #icino possi)
ile a "uella appropriata alle condizioni amientali in cui si tro#er8 nell:opera !inita$
&&0 CAPITOLO 4
?ualora si operi con elementi lignei per i "uali assumano importanza trascuraile gli e!!etti del ritiro( o comun"ue della #ariazio)
ne della umidit8( si potr8 accettare durante la posa in opera una maggiore umidit8 del materiale( purc9B sia assicurata al legno la
possiilit8 di un successi#o asciugamento( !ino a raggiungere l:umidit8 pre#ista in !ase progettuale senza c9e ne #enga compro)
messa l:e!!icienza strutturale$
I sistemi di collegamento non de#ono presentare distorsioni permanenti in opera$

4.4.16. 4.4.16. 4.4.16. 4.4.16. VERIFICHE PER SITUAZ VERIFICHE PER SITUAZ VERIFICHE PER SITUAZ VERIFICHE PER SITUAZIONI TRANSITORIE' CO IONI TRANSITORIE' CO IONI TRANSITORIE' CO IONI TRANSITORIE' CONTROLLI E PROVE DI C NTROLLI E PROVE DI C NTROLLI E PROVE DI C NTROLLI E PROVE DI CARICO ARICO ARICO ARICO
Per situazioni costrutti#e transitorie( come "uelle c9e si 9anno durante le !asi della costruzione( do#ranno adottarsi tecnologie
costrutti#e e programmi di la#oro c9e non possono pro#ocare danni permanenti alla struttura o agli elementi strutturali e c9e
comun"ue non possano ri#ererarsi sulla sicurezza dell:opera$
Le entit8 delle azioni amientali da prendere in conto saranno determinate in relazione alla durata della situazione transitoria e
della tecnologia esecuti#a$
L:assegnazione delle azioni di calcolo ad una delle classi di durata del carico e delle classi di ser#izio do#r8 essere congruente con
la e!!etti#a durata della situazione transitoria in esame$
In aggiunta a "uanto pre#isto al Capitolo 7( l:esecuzione delle pro#e di carico per le strutture con elementi portanti di legno o con
materiali deri#ati dal legno( do#r8 tener conto della temperatura amientale e dell:umidit8 del materiale$
L:applicazione del carico do#r8 essere in grado di e#idenziare la dipendenza del comportamento del materiale dalla durata e dal)
la #elocit8 di applicazione del carico$
A tal !ine( si possono adottare metodi e protocolli di pro#a riportati in normati#e di compro#ata #alidit8$
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI &&6
4.5. 4.5. 4.5. 4.5. COSTRUZIONI DI MURAT COSTRUZIONI DI MURAT COSTRUZIONI DI MURAT COSTRUZIONI DI MURATURA URA URA URA
4.5.1. 4.5.1. 4.5.1. 4.5.1. DEFINIZIONI DEFINIZIONI DEFINIZIONI DEFINIZIONI
Formano oggetto delle presenti norme le costruzioni con struttura portante #erticale realizzata con sistemi di muratura in grado
di sopportare azioni #erticali ed orizzontali4 collegati tra di loro da strutture di impalcato( orizzontali ai piani ed e#entualmente
inclinate in copertura( e da opere di !ondazione$
4.5.2. 4.5.2. 4.5.2. 4.5.2. MATERIALI E CARATTER MATERIALI E CARATTER MATERIALI E CARATTER MATERIALI E CARATTERISTICHE TIPOLOGICHE ISTICHE TIPOLOGICHE ISTICHE TIPOLOGICHE ISTICHE TIPOLOGICHE
4.3.!.1 %ALTE
Le prescrizioni riguardanti le malte per muratura sono contenute nel % &&$&/$2$
4.3.!.! ELE%ENTI RESISTENTI IN %URATURA
4.3.!.!.1 Eleenti arti-i0iali
Per gli elementi resistenti arti!iciali da impiegare con !unzione resistente si applicano le prescrizioni riportate al % &&$&/$&$
Oli elementi resistenti arti!iciali possono essere dotati di !ori in direzione normale al piano di posa (!oratura #erticale) oppure in
direzione parallela (!oratura orizzontale) con caratteristic9e di cui al % &&$&/$ Oli elementi possono essere retti!icati sulla super!icie
di posa$
Per l:impiego nelle opere trattate dalla presente norma( gli elementi sono classi!icati in ase alla percentuale di !oratura i ed
all:area media della sezione normale di ogni singolo !oro !$
I !ori sono di regola distriuiti pressoc9B uni!ormemente sulla !accia dell:elemento$
La percentuale di !oratura A espressa dalla relazione i Q&// F3A do#e:
F A l:area complessi#a dei !ori passanti e pro!ondi non passanti;
A A l:area lorda della !accia dell:elemento di muratura delimitata dal suo perimetro$
'el caso dei locc9i in laterizio estrusi la percentuale di !oratura i coincide con la percentuale in #olume dei #uoti come de!inita
dalla norma -'I .' 662)7:2//6$
Le Ta$ 4$4$Ia) riportano la classi!icazione per gli elementi in laterizio e calcestruzzo rispetti#amente$
Tab. 4.3.Ia / Classificazione elementi in laterizio
Eleenti "er0entuale di -oratura i Area - della sezione norale del -oro
Pieni iJ&4P ! J7 cmj
1emipieni &4P _ iJ 44P ! J&2 cmj
Forati 44P _ iJ 44P ! J&4 cmj
Oli elementi possono a#ere inca#i di limitata pro!ondit8 destinati ad essere riempiti dal letto di malta$
.lementi di laterizio di area lorda A maggiore di 5// cmj possono essere dotati di un !oro di presa di area massima pari a 54 cmj( da
computare nella percentuale complessi#a della !oratura( a#ente lo scopo di age#olare la presa manuale; per A superiore a 42/ cmj
sono ammessi due !ori( ciascuno di area massima pari a 54 cmj( oppure un !oro di presa o per l:e#entuale alloggiamento della arma)
tura la cui area non superi 6/ cmj$

Tab. 4.3.Ib / Classificazione elementi in calcestruzzo
Eleenti "er0entuale di -oratura i
Area - della sezione norale del -oro
) J 8:: 0I ) 8 8:: 0I
Pieni iJ &4P ! J /(&/ A ! J /(&4 A
1emipieni &4P _ iJ 44P ! J /(&/ A ! J /(&4 A
Forati 44P _ iJ 44P ! J /(&/ A ! J /(&4 A

'on sono soggetti a limitazione i !ori degli elementi in laterizio e calcestruzzo destinati ad essere riempiti di calcestruzzo o malta$
Lo spessore minimo dei setti interni (distanza minima tra due !ori) A il seguente:
elementi in laterizio e di silicato di calcio: 6 mm;
elementi in calcestruzzo: &2 mm;
1pessore minimo dei setti esterni (distanza minima dal ordo esterno al !oro pi@ #icino al netto dell:e#entuale rigatura) A il se)
guente:
elementi in laterizio e di silicato di calcio: &/ mm;
elementi in calcestruzzo: &2 mm;
Per i #alori di adesi#it8 malta3elemento resistente si pu, !are ri!erimento a indicazioni di normati#e di riconosciuta #alidit8$
&&2 CAPITOLO 4
4.3.!.!.! Eleenti naturali
Oli elementi naturali sono rica#ati da materiale lapideo non !riaile o s!aldaile( e resistente al gelo; essi non de#ono contenere in
misura sensiile sostanze soluili( o residui organici e de#ono essere integri( senza zone alterate o rimo#iili$
Oli elementi de#ono possedere i re"uisiti di resistenza meccanica ed adesi#it8 alle malte determinati secondo le modalit8 descrit)
te nel % &&$&/$5$
4.3.!.# %URATURE
Le murature costituite dall:assemlaggio organizzato ed e!!icace di elementi e malta possono essere a singolo paramento( se la pa)
rete A senza ca#it8 o giunti #erticali continui nel suo piano( o a paramento doppio$ In "uesto ultimo caso si !ar8 ri!erimento agli .u)
rocodici -'I .' &770)&)& oppure a "uanto indicato al % 4$0$
'el caso di elementi naturali( le pietre di geometria pressoc9B parallelepipeda( poste in opera in strati regolari( !ormano le mura)
ture di pietra s#uadrata$ L:impiego di materiale di ca#a grossolanamente la#orato A consentito per le nuo#e costruzioni( purc9B
posto in opera in strati pressoc9B regolari: in tal caso si parla di muratura di pietra non s#uadrata; se la muratura in pietra non
s"uadrata A intercalata( ad interasse non superiore a &(0 m e per tutta la lung9ezza e lo spessore del muro( da !asce di calcestruzzo
semplice o armato oppure da ricorsi orizzontali costituiti da almeno due !ilari di laterizio pieno( si parla di muratura listata$
L:uso di giunti di malta sottili (spessore compreso tra /$4 mm e 5 mm) e3o di giunti #erticali a secco #a limitato ad edi!ici con nu)
mero di piani !uori terra non superiore a 5 ed altezza interpiano massima di 5$4 m(
4.5.3. 4.5.3. 4.5.3. 4.5.3. CARATTERISTICHE MECC CARATTERISTICHE MECC CARATTERISTICHE MECC CARATTERISTICHE MECCANICHE DELLE MURATUR ANICHE DELLE MURATUR ANICHE DELLE MURATUR ANICHE DELLE MURATURE E E E
Le propriet8 !ondamentali in ase alle "uali si classi!ica una muratura sono la resistenza caratteristica a compressione !
I
( la resi)
stenza caratteristica a taglio in assenza di azione assiale !
#I/
( il modulo di elasticit8 normale secante .( il modulo di elasticit8 tan)
genziale secante O$
Le resistenze caratteristic9e !
I
e !
#I/
sono determinate o per #ia sperimentale su campioni di muro o( con alcune limitazioni( in
!unzione delle propriet8 dei componenti$ Le modalit8 per determinare le resistenze caratteristic9e sono indicate nel % &&$&/$5( do)
#e sono anc9e riportate le modalit8 per la #alutazione dei moduli di elasticit8$
In ogni caso i #alori delle caratteristic9e meccanic9e utilizzate per le #eri!ic9e de#ono essere indicati nel progetto delle opere$
In ogni caso( "uando A ric9iesto un #alore di !
I
maggiore o uguale a 2 +Pa si de#e controllare il #alore di !
I
( mediante pro#e spe)
rimentali come indicato nel % &&$&/$
4.5.4. 4.5.4. 4.5.4. 4.5.4. ORGANIZZAZIONE STRUT ORGANIZZAZIONE STRUT ORGANIZZAZIONE STRUT ORGANIZZAZIONE STRUTTURALE TURALE TURALE TURALE
L:edi!icio a muratura portante de#e essere concepito come una struttura tridimensionale$ I sistemi resistenti di pareti di muratu)
ra( gli orizzontamenti e le !ondazioni de#ono essere collegati tra di loro in modo da resistere alle azioni #erticali ed orizzontali$
I pannelli murari( di muratura non armata( sono considerati resistenti anc9e alle azioni orizzontali "uando 9anno una lung9ezza
non in!eriore a /(5 #olte l:altezza di interpiano; i pannelli murari s#olgono !unzione portante( "uando sono sollecitati pre#alen)
temente da azioni #erticali( e s#olgono !unzione di contro#ento( "uando sollecitati pre#alentemente da azioni orizzontali$ Ai !ini
di un adeguato comportamento statico e dinamico dell:edi!icio( tutti le pareti de#ono assol#ere( per "uanto possiile( sia la !un)
zione portante sia la !unzione di contro#entamento$
Oli orizzontamenti sono generalmente solai piani( o con !alde inclinate in copertura( c9e de#ono assicurare( per resistenza e rigi)
dezza( la ripartizione delle azioni orizzontali !ra i muri di contro#entamento$
L:organizzazione dell:intera struttura e l:interazione ed il collegamento tra le sue parti de#ono essere tali da assicurare appropria)
ta resistenza e stailit8( ed un comportamento d:insieme fscatolareg$
Per garantire un comportamento scatolare( muri ed orizzontamenti de#ono essere opportunamente collegati !ra loro$ Tutte le pa)
reti de#ono essere collegate al li#ello dei solai mediante cordoli di piano di calcestruzzo armato e( tra di loro( mediante ammor)
samenti lungo le intersezioni #erticali$ I cordoli di piano de#ono a#ere adeguata sezione ed armatura$
>e#ono inoltre essere pre#isti opportuni incatenamenti al li#ello dei solai( a#enti lo scopo di collegare tra loro i muri paralleli del)
la scatola muraria$ Tali incatenamenti de#ono essere realizzati per mezzo di armature metallic9e o altro materiale resistente a tra)
zione( le cui estremit8 de#ono essere e!!icacemente ancorate ai cordoli$ Per il collegamento nella direzione di tessitura del solaio
possono essere omessi gli incatenamenti "uando il collegamento A assicurato dal solaio stesso$ Per il collegamento in direzione
normale alla tessitura del solaio( si possono adottare opportuni accorgimenti c9e sostituiscano e!!icacemente gli incatenamenti
costituiti da tiranti estranei al solaio$
Il collegamento !ra la !ondazione e la struttura in ele#azione A generalmente realizzato mediante cordolo in calcestruzzo armato
disposto alla ase di tutte le murature #erticali resistenti$ n possiile realizzare la prima ele#azione con pareti di calcestruzzo ar)
mato; in tal caso la disposizione delle !ondazioni e delle murature so#rastanti de#e essere tale da garantire un adeguato centrag)
gio dei caric9i trasmessi alle pareti della prima ele#azione ed alla !ondazione$
Lo spessore dei muri portanti non pu, essere in!eriore ai seguenti #alori:
muratura in elementi resistenti arti!iciali pieni &4/ mm
muratura in elementi resistenti arti!iciali semipieni 2// mm
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI &&7
muratura in elementi resistenti arti!iciali !orati 24/ mm
muratura di pietra s"uadrata 24/ mm
muratura di pietra listata 4// mm
muratura di pietra non s"uadrata 4// mm
I !enomeni del secondo ordine possono essere controllati mediante la snellezza convenzionale della parete( de!inita dal rapporto:
h Q 9
/
3 t K4$4$&L
do#e 9
/
A la lung9ezza liera di in!lessione della parete #alutata in ase alle condizioni di #incolo ai ordi espresse dalla K4$4$0L e t
A lo spessore della parete$
Il #alore della snellezza h non de#e risultare superiore a 2/$
4.5. 4.5. 4.5. 4.5.5. 5. 5. 5. ANALISI STRUTTURALE ANALISI STRUTTURALE ANALISI STRUTTURALE ANALISI STRUTTURALE
La risposta strutturale A calcolata usando:
analisi sempli!icate$
analisi lineari( assumendo i #alori secanti dei moduli di elasticit8
analisi non lineari
Per la #alutazione di e!!etti locali A consentito l:impiego di modelli di calcolo relati#i a parti isolate della struttura$
Per il calcolo dei caric9i trasmessi dai solai alle pareti e per la #alutazione su "ueste ultime degli e!!etti delle azioni !uori dal pia)
no( A consentito l:impiego di modelli sempli!icati( asati sullo sc9ema dell:articolazione completa alle estremit8 degli elementi
strutturali$
4.5.6. 4.5.6. 4.5.6. 4.5.6. VERIFICHE VERIFICHE VERIFICHE VERIFICHE
Le #eri!ic9e sono condotte con l:ipotesi di conser#azione delle sezioni piane e trascurando la resistenza a trazione per !lessione
della muratura$
Oltre alle #eri!ic9e sulle pareti portanti( si de#e eseguire anc9e la #eri!ica di tra#i di accoppiamento in muratura ordinaria( "uan)
do prese in considerazione dal modello della struttura$ Tali #eri!ic9e si eseguono in analogia a "uanto pre#isto per i pannelli mu)
rari #erticali$
4.3.5.1 RESISTENZE DI "RO+ETTO
Le resistenze di progetto da impiegare4 rispetti#amente4 per le #eri!ic9e a compressione( presso!lessione e a caric9i concentrati
(!
d
)4 e a taglio (!
#d
) #algono:
!
d
Q !
I
3S
+
K4$4$2L
!
#d
Q !
#I
3 S
+
K4$4$5L
do#e
!
I
A la resistenza caratteristica a compressione della muratura;
!
#I
A la resistenza caratteristica a taglio della muratura in presenza delle e!!etti#e tensioni di compressione( #alutata secondo
"uanto indicato al %&&$&/$5$5( in cui S
+
A il coe!!iciente parziale di sicurezza sulla resistenza a compressione della muratura(
comprensi#o delle incertezze di modello e di geometria( !ornito dalla Ta$ 4$4$II( in !unzione delle classi di esecuzione pi@ a)
#anti precisate( e a seconda c9e gli elementi resistenti utilizzati siano di categoria I o di categoria II (#edi % &&$&/$&)$

Tab. 4.3.II. 1alori del coefficiente S
+
in funzione della classe di esecuzione e della categoria degli elementi resistenti
%ateriale
Classe di ese0uzione
1 !
+uratura con elementi resistenti di categoria I( malta a prestazione
garantita
2(/ 2(4
+uratura con elementi resistenti di categoria I( malta a composizione
prescritta
2(2 2(6
+uratura con elementi resistenti di categoria II( ogni tipo di malta 2(4 5(/

L:attriuzione delle Classi di esecuzione & e 2 #iene e!!ettuata adottando "uanto di seguito indicato$
In ogni caso occorre (Classe 2):
disponiilit8 di speci!ico personale "uali!icato e con esperienza( dipendente dell:impresa esecutrice( per la super#isione del
la#oro (capocantiere);
disponiilit8 di speci!ico personale "uali!icato e con esperienza( indipendente dall:impresa esecutrice( per il controllo ispetti#o
del la#oro (direttore dei la#ori)$
La Classe & A attriuita "ualora siano pre#isti( oltre ai controlli di cui sopra( le seguenti operazioni di controllo:
&2/ CAPITOLO 4
controllo e #alutazione in loco delle propriet8 della malta e del calcestruzzo;
dosaggio dei componenti della malta fa #olumeg con l:uso di opportuni contenitori di misura e controllo delle operazioni di
miscelazione o uso di malta premiscelata certi!icata dal produttore$
4.3.5.! VERI$IC>E A+LI STATI LI%ITE ULTI%I
Oli stati limite ultimi da #eri!icare sono:
presso !lessione per caric9i laterali (resistenza e stailit8 !uori dal piano);
presso !lessione nel piano del muro;
taglio per azioni nel piano del muro;
caric9i concentrati;
!lessione e taglio di tra#i di accoppiamento$
Le #eri!ic9e #anno condotte con ri!erimento a normati#e di compro#ata #alidit8$
Per la #eri!ica a presso !lessione per caric9i laterali( nel caso di adozione dell:ipotesi di articolazione completa delle estremit8 del)
la parete (#edi % 4$4$4)( A consentito !ar ri!erimento al metodo sempli!icato di seguito riportato$
La resistenza unitaria di progetto ridotta !
d(rid
ri!erita all:elemento strutturale si assume pari a

d rid ( d
! ! = K4$4$4L
in cui W A il coe!!iciente di riduzione della resistenza del materiale( riportato in Ta$ 4$4$III in !unzione della snellezza con#enzio)
nale h e del coe!!iciente di eccentricit8 m de!inito pi@ a#anti Ke"uazione 4$4$0L$
Per #alori non contemplati in taella A ammessa l:interpolazione lineare; in nessun caso sono ammesse estrapolazioni$

Tab. 4.3.III -1alori del coefficiente W con lipotesi della articolazione "a cerniera)
Snellezza Coe--i0iente di e00entri0it, K 5 eGt
: :43 14: 143 !4:
: &(// /(64 /(47 /(44 /(55
3 /(76 /(6& /(44 /(57 /(26
1: /(20 /(0& /(44 /(26 /(&0
13 /(07 /(42 /(52 /(&6
!: /(45 /(50 /(25

Per la #alutazione della snellezza con#enzionale h della parete secondo l:espressione K4$4$&L la lung9ezza liera d:in!lessione del
muro 9
/
A data dalla relazione
9
/
Q }9 K4$4$4L
in cui il !attore } tiene conto dell:e!!icacia del #incolo !ornito dai muri ortogonali e 9 A l:altezza interna di piano; } assume il #alo)
re & per muro isolato( e i #alori indicati nella Ta$ 4$4$I=( "uando il muro non 9a aperture ed A irrigidito con e!!icace #incolo da
due muri tras#ersali di spessore non in!eriore a 2// mm( e di lung9ezza l non in!eriore a &34 9( posti ad interasse a$

Tab. 4.3.IV - <attore laterale di vincolo
9Ga
93a J /(4 &
/(4 _ 93a J &(/ 532 93a
&(/ _ 93a &3K&E(93a)
2
L

1e un muro tras#ersale 9a aperture( si ritiene con#enzionalmente c9e la sua !unzione di irrigidimento possa essere espletata
"uando lo stipite delle aperture disti dalla super!icie del muro irrigidito almeno &34 dell:altezza del muro stesso; in caso contrario
si assume } Q &$
'ella lung9ezza l del muro di irrigidimento si intende compresa anc9e met8 dello spessore del muro irrigidito$ Il coefficiente di
eccentricit0 m A de!inito dalla relazione:
m Q 0 e3t K4$4$0L
essendo e l:eccentricit8 totale e t lo spessore del muro$ Le eccentricit8 dei caric9i #erticali sullo spessore della muratura sono do)
#ute alle eccentricit8 totali dei caric9i #erticali( alle tolleranze di esecuzione ed alle azioni orizzontali$ .sse possono essere deter)
minate con#enzionalmente con i criteri c9e seguono$
a) eccentricit8 totale dei caric9i #erticali:

+
=
+
=
2 &
2 2
2 s
2 &
& &
& s
' '
d '
e ;
' '
d '
e K4$4$6L
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI &2&
do#e:
e
s&
eccentricit8 della risultante dei caric9i trasmessi dai muri dei piani superiori rispetto al piano medio del muro da #eri!ica)
re;
e
s2
eccentricit8 delle reazioni di appoggio dei solai soprastanti la sezione di #eri!ica;
'
&
carico trasmesso dal muro so#rastante supposto centrato rispetto al muro stesso;
'
2
reazione di appoggio dei solai so#rastanti il muro da #eri!icare;
d
&
eccentricit8 di '
&
rispetto al piano medio del muro da #eri!icare;
d
2
eccentricit8 di '
2
rispetto al piano medio del muro da #eri!icare;
tali eccentricit8 possono essere positi#e o negati#e;
b) eccentricit8 do#uta a tolleranze di esecuzione( e
a
$
Considerate le tolleranze mor!ologic9e e dimensionali connesse alle tecnologie di esecuzione degli edi!ici in muratura si de#e
tener conto di una eccentricit0 e
a
c/e 9 assunta almeno uguale a e
a
Q 932// K4$4$2L
con 9 altezza interna di piano$
c) eccentricit8 e
#
do#uta alle azioni orizzontali considerate agenti in direzione normale al piano della muratura(
e
#
Q +
#
3' K4$4$7L
do#e +
#
ed ' sono( rispetti#amente( il massimo momento !lettente do#uto alle azioni orizzontali e lo s!orzo normale nella re)
lati#a sezione di #eri!ica$ Il muro A supposto incernierato al li#ello dei piani e( in mancanza di aperture( anc9e in corrispon)
denza dei muri tras#ersali( se "uesti 9anno interasse minore di 0 m$
Le eccentricit8 e
s
( e
a
e e
#
#anno con#enzionalmente cominate tra di loro secondo le due espressioni:

#
&
2 a s &
e
2
e
e ; e e e + = + = K4$4$&/L
Il #alore di eQe
&
A adottato per la #eri!ica dei muri nelle loro sezioni di estremit8; il #alore di eQe
2
A adottato per la #eri!ica della
sezione o#e A massimo il #alore di +
#
$ L:eccentricit8 di calcolo e non pu, comun"ue essere assunta in!eriore ad e
a
$
In ogni caso do#e risultare:
t 55 $ / e ; t 55 $ / e
2 &
K4$4$&&L
4.3.5.# VERI$IC>E A+LI STATI LI%ITE DI ESERCIZIO
'on A generalmente necessario eseguire #eri!ic9e nei con!ronti di stati limite di esercizio di strutture di muratura4 "uando siano
soddis!atte le #eri!ic9e nei con!ronti degli stati limite ultimi$
'el caso della muratura armata( e per particolari situazioni della muratura non armata( si !ar8 ri!erimento a norme tecnic9e di
compro#ata #alidit8$
4.3.5.4 EDI$ICI SE%"LICI
Per edi!ici semplici A consentito eseguire le #eri!ic9e( in #ia sempli!icati#a( adottando le azioni pre#iste nelle presenti 'orme Tec)
nic9e( con resistenza del materiale di cui al % 4$4$0$&( ponendo il coe!!iciente S
+
Q 4(2 ed utilizzando il dimensionamento sempli!i)
cato di seguito riportato con le corrispondenti limitazioni:
a) le pareti strutturali della costruzione siano continue dalle !ondazioni alla sommit8;
b) nessuna altezza interpiano sia superiore a 5(4 m;
c) il numero di piani in muratura non sia superiore a 5 (entro e !uori terra) per costruzioni in muratura ordinaria ed a 4 per co)
struzioni in muratura armata;
d) la planimetria dell:edi!icio sia inscri#iile in un rettangolo con rapporti !ra lato minore e lato maggiore non in!eriore a &35;
e) la snellezza della muratura( secondo l:espressione K4$4$&L( non sia in nessun caso superiore a &2;
f) il carico #ariaile per i solai non sia superiore a 5(// I'3mj$
g) de#ono essere rispettate le percentuali minime( calcolate coperta rispetto alla super!icie totale in pianta dell:edi!icio( di sezio)
ne resistente delle pareti( calcolate nelle due direzioni ortogonali( speci!icate in Ta$ 6$2$II$
La #eri!ica si intende soddis!atta se risulta:
Y Q '3( /(04 A) J !
I
3S
+
K4$4$&2L
in cui ' A il carico #erticale totale alla ase di ciascun piano dell:edi!icio corrispondente alla somma dei caric9i permanenti e #a)
riaili (#alutati ponendo S
O
QS
?
Q&) della cominazione caratteristica e A A l:area totale dei muri portanti allo stesso piano$
4.5.7. 4.5.7. 4.5.7. 4.5.7. MURATURA ARMATA MURATURA ARMATA MURATURA ARMATA MURATURA ARMATA
La muratura armata A costituita da elementi resistenti arti!iciali pieni e semipieni idonei alla realizzazione di pareti murarie in)
corporanti apposite armature metallic9e #erticali e orizzontali( annegate nella malta o nel conglomerato cementizio$
&22 CAPITOLO 4
Le arre di armatura possono essere costituite da acciaio al caronio( o da acciaio inossidaile o da acciaio con ri#estimento spe)
ciale( con!ormi alle pertinenti indicazioni di cui al % &&$5$
n ammesso( per le armature orizzontali( l:impiego di armature a traliccio elettrosaldato o l:impiego di altre armature con!ormate
in modo da garantire adeguata aderenza ed ancoraggio( nel rispetto delle pertinenti normati#e di compro#ata #alidit8$
In ogni caso do#r8 essere garantita una adeguata protezione dell:armatura nei con!ronti della corrosione$
Le arre di armatura de#ono a#ere un diametro minimo di 4 mm$ 'elle pareti c9e incorporano armatura nei letti di malta al !ine
di !ornire un aumento della resistenza ai caric9i !uori piano( per contriuire al controllo della !essurazione o per !ornire duttilit8(
l:area totale dell:armatura non de#e essere minore dello /(/5P dell:area lorda della sezione tras#ersale della parete (cioA /(/&4P
per ogni !accia nel caso della resistenza !uori piano)$
?ualora l:armatura sia utilizzata negli elementi di muratura armata per aumentare la resistenza nel piano( o "uando sia ric9iesta
armatura a taglio( la percentuale di armatura orizzontale( calcolata rispetto all:area lorda della muratura( non potr8 essere in!erio)
re allo /(/4P nB superiore allo /(4P( e non potr8 a#ere interasse superiore a 0/ cm$ La percentuale di armatura #erticale( calcolata
rispetto all:area lorda della muratura( non potr8 essere in!eriore allo /(/4P( nB superiore allo &(/P$ In tal caso( armature #erticali
con sezione complessi#a non in!eriore a 2 cmj do#ranno essere collocate a ciascuna estremit8 di ogni parete portante( ad ogni in)
tersezione tra pareti portanti( in corrispondenza di ogni apertura e comun"ue ad interasse non superiore a 4 m$
La lung9ezza d:ancoraggio( idonea a garantire la trasmissione degli s!orzi alla malta o al calcestruzzo di riempimento( de#e in
ogni caso essere in grado di e#itare la !essurazione longitudinale o lo s!aldamento della muratura$ L:ancoraggio de#e essere otte)
nuto mediante una arra rettilinea( mediante ganci( piegature o !orcelle o( in alternati#a( mediante opportuni dispositi#i meccani)
ci di compro#ata e!!icacia$
La lung9ezza di ancoraggio ric9iesta per arre dritte pu, essere calcolata in analogia a "uanto usualmente !atto per le strutture di
calcestruzzo armato$
L:ancoraggio dell:armatura a taglio( sta!!e incluse( de#e essere ottenuto mediante ganci o piegature( con una arra d:armatura
longitudinale inserita nel gancio o nella piegatura$ Le so#rapposizioni de#ono garantire la continuit8 nella trasmissione degli
s!orzi di trazione( in modo c9e lo sner#amento dell:armatura aia luogo prima c9e #enga meno la resistenza della giunzione$ In
mancanza di dati sperimentali relati#i alla tecnologia usata( la lung9ezza di so#rapposizione de#e essere di almeno 0/ diametri$
La malta o il conglomerato di riempimento dei #ani o degli alloggi delle armature de#e a##olgere completamente l:armatura$ Lo
spessore di ricoprimento de#e essere tale da garantire la trasmissione degli s!orzi tra la muratura e l:armatura e tale da costituire
un idoneo copri!erro ai !ini della durailit8 degli acciai$ L:armatura #erticale do#r8 essere collocata in apposite ca#it8 o recessi( di
dimensioni tali c9e in ciascuno di essi risulti inscri#iile un cilindro di almeno 0 cm di diametro$
La resistenza a compressione minima ric9iesta per la malta A di &/ +Pa( mentre la classe minima ric9iesta per il conglomerato
cementizio A C&23&4$ Per i #alori di resistenza di aderenza caratteristica dell:armatura si pu, !are ri!erimento a risultati di pro#e
sperimentali o a indicazioni normati#e di compro#ata #alidit8$
La resistenza di progetto della muratura da impiegare per le #eri!ic9e a taglio (!
#d
)( pu, essere calcolata ignorando il contriuto di
"ualsiasi armatura a taglio incorporata nell:elemento( "ualora non sia !ornita l:area minima di armatura sopra speci!icata per e)
lementi di muratura armata atti ad aumentare la resistenza nel piano( oppure prendendo in considerazione il contriuto
dell:armatura a taglio( "ualora sia presente almeno l:area minima pre#ista( secondo "uanto riportato in normati#e di riconosciuta
#alidit8$
Le #eri!ic9e di sicurezza #anno condotte assumendo per l:acciaio S
s
Q &(&4$
4.5. 4.5. 4.5. 4.5.8 88 8. .. . MURATURA CO MURATURA CO MURATURA CO MURATURA CONFINATA NFINATA NFINATA NFINATA

La muratura con!inata A un muratura costituita da elementi resistenti arti!iciali pieni e semipieni( dotta di elementi di con!ina)
mento in calcestruzzo armato o muratura armata$ Il progetto della muratura con!inata pu, essere s#olto applicando integralmen)
te "uanto pre#isto negli .urocodici strutturali ed in particolare nelle norme della serie .' &770 e .' &772 con le relati#e appen)
dici nazionali$
4.5. 4.5. 4.5. 4.5.9 99 9. .. . VERIFICHE PER SITUAZ VERIFICHE PER SITUAZ VERIFICHE PER SITUAZ VERIFICHE PER SITUAZIONI TRANSITORIE IONI TRANSITORIE IONI TRANSITORIE IONI TRANSITORIE
Per le situazioni costrutti#e transitorie( come "uelle c9e si 9anno durante le !asi della costruzione( do#ranno adottarsi tecnologie
costrutti#e e programmi di la#oro c9e non possano pro#ocare danni permanenti alla struttura o agli elementi strutturali e c9e
comun"ue non possano ri#ererarsi sulla sicurezza dell:opera$
Le entit8 delle azioni amientali da prendere in conto saranno determinate in relazione al tempo della situazione transitoria e del)
la tecnologia esecuti#a$
4.5. 4.5. 4.5. 4.5.10 10 10 10. .. . VERIFICHE PER SITUAZ VERIFICHE PER SITUAZ VERIFICHE PER SITUAZ VERIFICHE PER SITUAZIONI ECCEZIONALI IONI ECCEZIONALI IONI ECCEZIONALI IONI ECCEZIONALI
Per situazioni progettuali eccezionali( il progetto do#r8 dimostrare la roustezza della costruzione mediante procedure di scenari
di danno per i "uali i !attori parziali S
+
dei materiali possono essere assunti pari a c di "uelli delle situazioni ordinarie (#edi Ta$
4$4$II)$
CO1T*-<IO'I CI=ILI . I'>-1T*IALI &25
4.5. 4.5. 4.5. 4.5.11 11 11 11. .. . RESISTENZA AL F RESISTENZA AL F RESISTENZA AL F RESISTENZA AL FUOCO UOCO UOCO UOCO
Le #eri!ic9e di resistenza al !uoco potranno eseguirsi con ri!erimento a -'I .' &770)&)2( utilizzando i coe!!icienti S
+
(#edi % 4$4$)
&/) relati#i alle cominazioni eccezionali$

&24 CAPITOLO 4
4.6. 4.6. 4.6. 4.6. COSTRUZIONI COSTRUZIONI COSTRUZIONI COSTRUZIONI DI ALTRI MATERIALI DI ALTRI MATERIALI DI ALTRI MATERIALI DI ALTRI MATERIALI
I sistemi costrutti#i o gli elementi strutturali non trattati nelle presenti norme tecnic9e( c9e prioritariamente assicurano e3o con)
triuiscono alla sicurezza strutturale e3o geotecnica delle opere( possono essere utilizzati nel rispetto delle seguenti condizioni:
) i materiali o prodotti strutturali utilizzati de#ono essere con!ormi ai re"uisiti di cui al Cap$&& delle presenti norme;
) le regole di progettazione ed esecuzione de#ono essere tali da garantire un li#ello di sicurezza compatiile con le presenti nor)
me tecnic9e per le costruzioni e de#ono essere ad esse riconduciili( o##ero( "uando disponiili e3o applicaili( con i ri!erimenti
tecnici ed i documenti di compro#ata #alidit8 di cui al Capitolo &2 delle presenti 'orme Tecnic9e$
'el caso in cui la prima delle due condizioni di cui sopra non sia rispettata( si applicano le pertinenti procedure di cui al punto
&&$&$
'el caso in cui la seconda delle due condizioni di cui sopra non sia rispettata( l:idoneit8 all:uso del sistema costrutti#o e
dell:elemento strutturale do#r8 essere compro#ata da una >ic9iarazione rilasciata dal Presidente del Consiglio 1uperiore dei
LL$PP$( ai sensi dell:articolo 42( comma 2( del >P* 52/32//&$
Per singoli casi speci!ici e "ualora lo ritengano necessario( le amministrazioni territorialmente competenti alla #eri!ica
dell:applicazione delle presenti norme tecnic9e ai sensi del >P* 52/32//& o le Amministrazioni committenti( al !ine di #eri!icare
la sussistenza delle condizioni sopra indicate( potranno a##alersi dell:atti#it8 consulti#a( di carattere !acoltati#o ai sensi
dell:articolo 2( comma &( lettera )( del >$P$*$ 2/432//0( del Consiglio 1uperiore dei La#ori Pulici( c9e si esprime pre#ia istrutto)
ria del 1er#izio Tecnico Centrale$










CAPITOLO CAPITOLO CAPITOLO CAPITOLO 5.

PONTI
126 CAPITOLO 5
5.1. PONTI STRADALI
5.1.1. OGGETTO
Le norme contengono i criteri generali e le indicazioni tecniche per la progettazione e lesecuzione dei ponti stradali.
Nel seguito col termine ponti si intendono anche tutte quelle opere che, in relazione alle loro diverse destinazioni, vengono nor-
malmente indicate con nomi particolari, quali: viadotti, sottovia o cavalcavia, sovrappassi, sottopassi, strade sopraelevate, ecc.
Le presenti norme, per quanto applicabili, riguardano anche i ponti mobili.
5.1.2. PRESCRIZIONI GENERALI
5.1.2.1 Premesse
In sede di progetto vanno deinite le caratteristiche generali del ponte, ovvero la sua localizzazione, la destinazione e la tipologia,
le dimensioni principali, il tipo e le caratteristiche dei materiali strutturali impiegati ed il tipo delle azioni considerate ai ini del
suo dimensionamento.
In sede di realizzazione si accerter! che le modalit! tecnico esecutive adottate nellesecuzione dellopera siano rispondenti alle
assunzioni ed alle prescrizioni di "rogetto ed alle speciiche di #apitolato.
5.1.2.2 Geometria della sede stradale
$i ini della presente normativa, per larghezza della sede stradale del ponte si intende la distanza misurata ortogonalmente
allasse stradale tra i punti pi% esterni dellimpalcato.
La sede stradale sul ponte & composta dalla piattaorma, eventualmente divisa da uno spartitraico e composta dalle corsie e dal-
le banchine, dai cordoli e laddove previsti dai marciapiedi, secondo limportanza, la unzione e le caratteristiche della strada.
La supericie carrabile del ponte & composta dalla piattaorma e da eventuali marciapiedi sormontabili, ovvero di altezza inerio-
re a '( cm e non protetti da barriere di sicurezza stradale o da altri dispositivi di ritenuta.
5.1.2.3 Altezza libera
Nel caso di un ponte che scavalchi una strada ordinaria, laltezza libera al di sotto del ponte non deve essere in alcun punto mi-
nore di ( m, tenendo conto anche delle pendenze della strada sottostante.
Nei casi di strada a traico selezionato & ammesso, per motivi validi e comprovati, derogare da quanto sopra, purch) laltezza
minima non sia minore di * m.
+ccezionalmente, ove lesistenza di vincoli non eliminabili imponesse di scendere al di sotto di tale valore, si potr! adottare
unaltezza minima, in ogni caso non ineriore a ,,-. m. /ale deroga & vincolata al parere avorevole dei #omandi 0ilitare e dei
1igili del 2uoco competenti per territorio.
I ponti sui corsi dacqua classiicati navigabili dovranno avere il tirante corrispondente alla classe dei natanti previsti.
"er tutti i casi in deroga allaltezza minima prescritta di ( m, si debbono adottare opportuni dispositivi segnaletici di sicurezza
3ad es. controsagome4, collocati a conveniente distanza dallimbocco dellopera.
Nel caso di sottopassaggi pedonali laltezza libera non deve essere ineriore a -,(. m.
5.1.2.4 Comatibilit! idra"li#a
5uando il ponte interessa un corso dacqua naturale o artiiciale, il progetto dovr! essere corredato da uno studio di compatibilit!
idraulica costituito da una relazione idrologica e da una relazione idraulica riguardante le scelte progettuali, la costruzione e
lesercizio del ponte.
6i norma il manuatto non dovr! interessare con spalle, pile e rilevati il corso dacqua attivo e, se arginato, i corpi arginali. Limi-
tatamente ai corsi dacqua caratterizzati da bacini idrograici di estensione superiore a '.. 7m
-
nella sezione

di attraversamento,
qualora osse necessario realizzare pile in alveo, la luce minima tra pile contigue non dovr! essere ineriore a *. m. 8oluzioni con
luci ineriori potranno essere autorizzate dall$utorit! competente, previo parere del #onsiglio 8uperiore dei Lavori "ubblici. Il
presente capoverso non si applica per la progettazione di interventi di potenziamento di inrastrutture esistenti con la costruzione
di nuovi ponti in adiacenza a ponti esistenti.
Nel caso di pile e9o spalle in alveo cura particolare & da dedicare al problema delle escavazioni in corrispondenza delle ondazio-
ni e alla protezione delle ondazioni delle pile e delle spalle.
Lo studio di compatibilit! idraulica dovr! are rierimento ad una piena di progetto rierita ad un periodo di ritorno non ineriore
a -.. anni.
Il ranco di sottotrave e la distanza tra il ondo alveo e la quota di sottotrave dovranno essere assunte tenendo conto del trasporto
solido di ondo e del trasporto di materiale galleggiante.
Il ranco idraulico necessario non pu: essere ottenuto con il sollevamento del ponte durante la piena.
PONTI 127
Le azioni idrodinamiche associate al livello idrico medio annuale devono essere combinate con le altre azioni adottando

,
1

2
unitari.
Lo scalzamento e le azioni idrodinamiche associati allevento di piena con periodo di ritorno duecentennale devono essere com-
binate esclusivamente con le altre azioni variabili da traico, adottando per queste ultime i coeicienti di combinazione
1
.
5.1.3. AZIONI SUI PONTI STRADALI
Le azioni da considerare nella progettazione dei ponti stradali sono:
; le azioni permanenti<
; distorsioni e deormazioni impresse<
; le azioni variabili da traico<
; le azioni variabili 3variazioni termiche, spinte idrodinamiche, vento, neve e le azioni sui parapetti4<
; le resistenze passive dei vincoli<
; gli urti sulle barriere di sicurezza stradale di veicoli in svio<
; le azioni sismiche<
; le azioni eccezionali.

5.1.3.1 Azio$i erma$e$ti
'. "eso proprio degli elementi strutturali: g
'

-. #arichi permanenti portati: g
-
3pavimentazione stradale, marciapiedi, barriere acustiche, barriere di sicurezza stradale, para-
petti, initure, sistema di smaltimento acque, attrezzature stradali, rinianchi e simili4.
,. $ltre azioni permanenti: g
,
3spinta delle terre, spinte idrauliche, ecc.4.
5.1.3.2 Distorsio$i e de%ormazio$i imresse
'. 6istorsioni e presollecitazioni di progetto: =
'
.
$i ini delle veriiche si devono considerare gli eetti delle distorsioni e delle presollecitazioni eventualmente previste in pro-
getto.
-. +etti reologici: ritiro =
-
e viscosit! =
,
<
Il calcolo degli eetti del ritiro del calcestruzzo e della viscosit! deve essere eettuato in accordo al carattere ed allintensit! di
tali distorsioni deiniti nelle relative sezioni delle presenti Norme /ecniche.
,. #edimenti vincolari: =
*

6ovranno considerarsi gli eetti di cedimenti vincolari quando, sulla base delle indagini e delle valutazioni geotecniche, que-
sti risultino signiicativi per le strutture.
5.1.3.3 Azio$i &ariabili da tra%%i#o. Cari#'i &erti#ali( Q1
5.1.3.3.1 Premessa
I carichi verticali da traico sono deiniti dagli 8chemi di #arico descritti nel > (.'.,.,.,, disposti su corsie convenzionali.
5.1.3.3.2 Definizione delle corsie convenzionali
Le larghezze ?
l
delle corsie convenzionali sulla supericie carrabile ed il massimo numero 3intero4 possibile di tali corsie su di es-
sa sono indicati nel prospetto seguente 32ig. (.'.' e /ab. (.'.I4.
8e non diversamente speciicato, qualora la piattaorma di un impalcato da ponte sia divisa in due parti separate da una zona
spartitraico centrale, si distinguono i casi seguenti:
a) se le parti sono separate da una barriera di sicurezza issa, ciascuna parte, incluse tutte le corsie di emergenza e le banchine, &
autonomamente divisa in corsie convenzionali.
b) se le parti sono separate da barriere di sicurezza mobili o da altro dispositivo di ritenuta, lintera carreggiata, inclusa la zona
spartitraico centrale, & divisa in corsie convenzionali.

Fig. 5.1.1 - Esempio di numerazione delle corsie

Tab. 5.1.I - Numero e larghezza delle corsie
128 CAPITOLO 5
Larghezza della superfi-
cie carrabile w
Numer di crsie c!-
"e!zi!ali
Larghezza di u!a crsia
c!"e!zi!ale #m$
Larghezza della z!a
rima!e!%e #m$
? @ (,*. m n
l
A ' ,,.. 3?-,,..4
(,* B ? @ C,. m n
l
A - ?9- .
C,. m B ? n
l
A Int3?9,4 ,,.. ? - 3,,.. x n
l
4

La disposizione e la numerazione delle corsie va determinata in modo da indurre le pi% savorevoli condizioni di progetto. "er
ogni singola veriica il numero di corsie da considerare caricate, la loro disposizione sulla supericie carrabile e la loro numera-
zione vanno scelte in modo che gli eetti della disposizione dei carichi risultino i pi% savorevoli. La corsia che, caricata, d!
leetto pi% savorevole & numerata come corsia Numero '< la corsia che d! il successivo eetto pi% savorevole & numerata come
corsia Numero -, ecc.
5uando la supericie carrabile & costituita da due parti separate portate da uno stesso impalcato, le corsie sono numerate conside-
rando lintera supericie carrabile, cosicch) vi & solo una corsia ', solo una corsia - ecc., che possono appartenere alternativamen-
te ad una delle due parti.
5uando la supericie carrabile consiste di due parti separate portate da due impalcati indipendenti, per il progetto di ciascun im-
palcato si adottano numerazioni indipendenti. 5uando, invece, gli impalcati indipendenti sono portati da una singola pila o da
una singola spalla, per il progetto della pila o della spalla si adotta ununica numerazione per le due parti.
"er ciascuna singola veriica e per ciascuna corsia convenzionale, si applicano gli 8chemi di #arico deiniti nel seguito per una
lunghezza e per una disposizione longitudinale, tali da ottenere leetto pi% savorevole.
5.1.3.3.3 Schemi di Carico
Le azioni variabili del traico, comprensive degli eetti dinamici, sono deinite dai seguenti 8chemi di #arico:
Schema di Carico 1: & costituito da carichi concentrati su due assi in tandem, applicati su impronte di pneumatico di orma
quadrata e lato .,*. m, e da carichi uniormemente distribuiti come mostrato in 2ig. (.'.-. 5uesto
schema & da assumere a rierimento sia per le veriiche globali, sia per le veriiche locali, considerando
un solo carico tandem per corsia, disposto in asse alla corsia stessa. Il carico tandem, se presente, va
considerato per intero.
Schema di Carico 2: & costituito da un singolo asse applicato su speciiche impronte di pneumatico di orma rettangolare,
di larghezza .,C. m ed altezza .,,( m, come mostrato in 2ig. (.'.-. 5uesto schema va considerato auto-
nomamente con asse longitudinale nella posizione pi% gravosa ed & da assumere a rierimento solo per
veriiche locali. 5ualora sia pi% gravoso si considerer! il peso di una singola ruota di -.. 7N.
Schema di Carico 3: & costituito da un carico isolato da '(. 7N con impronta quadrata di lato .,*. m. 8i utilizza per verii-
che locali su marciapiedi non protetti da sicurvia.
Schema di Carico 4: & costituito da un carico isolato da '. 7N con impronta quadrata di lato .,'. m. 8i utilizza per veriiche
locali su marciapiedi protetti da sicurvia e sulle passerelle pedonali.
Schema di Carico 5: costituito dalla olla compatta, agente con intensit! nominale, comprensiva degli eetti dinamici, di (,.
7N9mD. Il valore di combinazione & invece di -,( 7N9mD. Il carico olla deve essere applicato su tutte le
zone signiicative della supericie di inluenza, inclusa larea dello spartitraico centrale, ove rilevante.
Schemi di Carico 6.a, b, c: In assenza di studi speciici ed in alternativa al modello di carico principale, generalmente cautelativo,
per opere di luce maggiore di ,.. m, ai ini della statica complessiva del ponte, si pu: ar rierimento
ai seguenti carichi q
L,a
, q
L,b
e q
L,c

| |
=
|
\
.,-(
,
'
'-E,F( GHN9mI
L a
q
L

G(.'.'I
| |
=
|
\
.,,E
,
'
EE,J' GHN9mI
L b
q
L

G(.'.-I
| |
=
|
\
.,,E
,
'
JJ,'- GHN9mI
L c
q
L

G(.'.,I
essendo L la lunghezza della zona caricata in m.
5.1.3.3.4 Categorie Stradali
8ulla base dei carichi mobili ammessi al transito, i ponti stradali si suddividono nelle due seguenti categorie:
ponti per il transito dei carichi mobili sopra indicati con il loro intero valore<
ponti per il transito dei soli carichi associati allo 8chema ( 3ponti pedonali4.
Laccesso ai ponti pedonali di carichi diversi da quelli di progetto deve essere materialmente impedito.
PONTI 129
Il transito di carichi eccezionali il cui peso, sia totale che per asse, ecceda quelli previsti per la relativa categoria o classe, dovr! essere
autorizzato secondo le vigenti norme sulla disciplina della circolazione stradale. 8e necessario, il progetto potr! speciicatamente
considerare uno o pi% veicoli speciali rappresentativi, per geometria e carichi-asse, dei veicoli eccezionali previsti sul ponte. 6etti
veicoli speciali e le relative regole di combinazione possono essere appositamente speciicati caso per caso o dedotti da normative di
comprovata validit!.
5.1.3.3.5 Disposizione dei carichi mobili per realizzare le condizioni di carico pi gravose
Il numero delle colonne di carichi mobili da considerare nel calcolo & quello massimo compatibile con la larghezza della supericie
carrabile, tenuto conto che la larghezza di ingombro convenzionale & stabilita per ciascuna corsia in ,,.. m.

Fig. 5.1.& - Schemi di carico 1 5 (dimensioni in m)
In ogni caso il numero delle corsie non deve essere ineriore a -, a meno che la larghezza della supericie carrabile sia ineriore a
(,*. m.
La disposizione dei carichi ed il numero delle corsie sulla supericie carrabile saranno volta per volta quelli che determinano le
condizioni pi% savorevoli di sollecitazione per la struttura, membratura o sezione considerata.
8i devono considerare, compatibilmente con le larghezze precedentemente deinite, le seguenti intensit! dei carichi 3/ab. (.'.II4:

Tab. 5.1.II - Intensit dei carichi 5
i7
e q
i7
per le di!erse corsie
Psizi!e 'aric asse (
i)
#)N$
*
i)
#)N+m,$
#orsia Numero ' ,.. F,..
#orsia Numero - -.. -,(.
#orsia Numero , '.. -,(.
$ltre corsie .,.. -,(.

"er i ponti pedonali si considera il carico associato allo 8chema ( 3olla compatta4 applicato con la disposizione pi% gravosa per le
singole veriiche.
$i ini della veriiche globali di opere singole di luce maggiore di ,.. m, in assenza di studi speciici ed in alternativa al modello
di carico principale, si disporr! sulla corsia n. ' un carico q
L,a
, sulla corsia n. - un carico q
L,b
, sulla corsia n. , un carico q
L,c
e sulle
altre corsie e sullarea rimanente un carico distribuito di intensit! -,( 7N9mD.
130 CAPITOLO 5
I carichi q
L,a
, q
L,b
e q
L,c
si dispongono in asse alle rispettive corsie convenzionali.
5.1.3.3. Str!tt!re secondarie di impalcato
Diffusione dei carichi locali
I carichi concentrati da considerarsi ai ini delle veriiche locali ed associati agli 8chemi di #arico ', -, , e * si assumono unior-
memente distribuiti sulla supericie della rispettiva impronta. La diusione attraverso la pavimentazione e lo spessore della so-
letta si considera avvenire secondo un angolo di *(K, ino al piano medio della struttura della soletta sottostante 32ig. (.'.,.a4. Nel
caso di piastra ortotropa la diusione va considerata ino al piano medio della lamiera superiore dimpalcato 32ig. (.'.,.b4.
Calcolo delle strutture secondarie di impalcato
$i ini del calcolo delle strutture secondarie dellimpalcato 3solette, marciapiedi, traversi, ecc.4 si devono prendere in considera-
zione i carichi gi! deiniti in precedenza, nelle posizioni di volta in volta pi% gravose per lelemento considerato. In alternativa si
considera, se pi% gravoso, il carico associato allo 8chema -, disposto nel modo pi% savorevole e supposto viaggiante in direzione
longitudinale.
"er i marciapiedi non protetti da sicurvia si considera il carico associato allo 8chema ,.
"er i marciapiedi protetti da sicurvia e per i ponti pedonali si considera il carico associato allo 8chema *.
Nella determinazione delle combinazioni di carico si indica come carico q
'
la disposizione dei carichi mobili che, caso per caso,
risulta pi% gravosa ai ini delle veriiche.

Fig. 5.1.-a - "i##usione dei carichi concentrati nelle
solette
Fig. 5.1.-b - "i##usione dei carichi
concentrati negli impalcati a piastra
ortotropa
5.1.3.4 "#$%&$ '"($")$*$ D" +(",,$C%. $&C(-.-&+% D$&".$C% "DD$#$%&"*- $& P(-S-&#" D$ D$SC%&+$&/$+0 S+(/++/("*$1 2
2

I carichi mobili includono gli eetti dinamici per pavimentazioni di media rugosit!. In casi particolari, come ad esempio, in pros-
simit! dei giunti di dilatazione, pu: essere necessario considerare un coeiciente dinamico addizionale q
-
, da valutare in rieri-
mento alla speciica situazione considerata.
5.1.3.5 "#$%&$ '"($")$*$ D" +(",,$C%. "#$%&- *%&3$+/D$&"*- D$ ,(-&".-&+% % D$ "CC-*-("#$%&-1 2
3

La orza di renamento o di accelerazione q
,
& unzione del carico verticale totale agente sulla corsia convenzionale n. ' ed & ugua-
le a
'E. 7N B q
,
A .,C 3-5
'7
4 L .,'.q
'7
M ?
'
M L B F.. 7N G(.'.*I
essendo ?
l
la larghezza della corsia e L la lunghezza della zona caricata. La orza, applicata a livello della pavimentazione ed a-
gente lungo lasse della corsia, & assunta uniormemente distribuita sulla lunghezza caricata e include gli eetti di interazione.
5.1.3. "#$%&$ '"($")$*$ D" +(",,$C%. "#$%&- C-&+($,/3": 2
4

Nei ponti con asse curvo di raggio N 3in metri4 lazione centriuga corrispondente ad ogni colonna di carico si valuta convenzio-
nalmente come indicato in /ab. (.'.III, essendo 5
v
A O
i
-5
i7
il carico totale dovuto agli assi tandem dello schema di carico ' agenti
sul ponte.
Il carico concentrato q
*
, applicato a livello della pavimentazione, agisce in direzione normale allasse del ponte.
Tab. 5.1.III - $alori caratteristici delle #orze centri#ughe
.aggi di cur"a%ura #m$ *
/
#)N$
N @ -.. .,- 5
v

-.. B N B '(.. *. 5
v
9N
'(.. B N .

5.1.3.4 "#$%&$ D$ &-'- - D$ '-&+%1 2
5

"er le azioni da neve e vento vale quanto speciicato al #apitolo ,.
Lazione del vento pu: essere convenzionalmente assimilata ad un sistema di carichi statici, la cui componente principale & oriz-
zontale e diretta ortogonalmente allasse del ponte e9o diretta nelle direzioni pi% savorevoli per alcuni dei suoi elementi 3ad es. le
pile4. /ale componente principale si considera agente sulla proiezione nel piano verticale delle superici direttamente investite, ivi
PONTI 131
compresi i parapetti, le barriere di sicurezza stradale e le barriere acustiche, ove previsti. Lazione del vento pu: essere valutata
come azione dinamica mediante una analisi dellinterazione vento-struttura.
La supericie dei carichi transitanti sul ponte esposta al vento si assimila ad una parete rettangolare continua dellaltezza di , m a par-
tire dal piano stradale.
Lazione del vento si pu: valutare come sopra speciicato nei casi in cui essa non possa destare enomeni dinamici nelle strutture
del ponte o quando lorograia non possa dar luogo ad azioni anomale del vento.
"er i ponti particolarmente sensibili alleccitazione dinamica del vento si deve procedere alla valutazione della risposta struttura-
le in galleria del vento e, se necessario, alla ormulazione di un modello matematico dellazione del vento dedotto da misure spe-
rimentali.
Il carico di neve si considera non concomitante con i carichi da traico, salvo che per ponti coperti.
5.1.3.5 "#$%&$ $D(%D$&".$C6-1 2


Le azioni idrodinamiche sulle pile poste nellalveo dei iumi andranno calcolate secondo le prescrizioni del > (.'.-.* tenendo con-
to, oltre che dellorientamento e della orma della pila, anche degli eetti di modiicazioni locali dellalveo, dovute, per esempio,
allo scalzamento.
5.1.3.7 "#$%&$ D-**" +-.P-("+/("1 2
4

Il calcolo degli eetti delle variazioni termiche deve essere eettuato in accordo al carattere ed allintensit! di tali variazioni
deinite nel #apitolo ,.
5.1.3.18 "#$%&$ S/$ P"("P-++$ - /(+% D$ '-$C%*% $& S'$%1 2
5

Laltezza dei parapetti non potr! essere ineriore a ','. m. I parapetti devono essere calcolati in base ad unazione orizzontale di
',( 7N9m applicata al corrimano.
Le barriere di sicurezza stradali e gli elementi strutturali ai quali sono collegati devono essere dimensionati in unzione della clas-
se di contenimento richiesta per limpiego speciico 3vedi 60 LL. "". -' giugno -..* n. -,CJ e s.m.i.4.
Nel progetto dellimpalcato deve essere considerata una combinazione di carico nella quale al sistema di orze orizzontali, equi-
valenti alleetto dellazione durto sulla barriera di sicurezza stradale, si associa un carico verticale isolato sulla sede stradale co-
stituito dal 8econdo 8chema di #arico, posizionato in adiacenza alla barriera stessa e disposto nella posizione pi% gravosa.
/ale sistema di orze orizzontali potr! essere valutato dal progettista, alternativamente, sulla base:
delle risultanze sperimentali ottenute nel corso di prove durto al vero, su barriere della stessa tipologia e della classe di
contenimento previste in progetto, mediante lutilizzo di strumentazione idonea a registrare levoluzione degli eetti
dinamici<
del riconoscimento di equivalenza tra il sistema di orze e le azioni trasmesse alla struttura, a causa di urti su barriere
della stessa tipologia e della classe di contenimento previste in progetto, laddove tale equivalenza risulti da valutazioni
teoriche e9o modellazioni numerico-sperimentali<
In assenza delle suddette valutazioni, il sistema di orze orizzontali potr! essere determinato con rierimento alla resistenza carat-
teristica degli elementi strutturali principali coinvolti nel meccanismo dinsieme della barriera e dovr! essere applicato ad una
quota h, misurata dal piano viario, pari alla minore delle dimensioni h', h-, dove h' A 3altezza della barriera - .,'.m4 e h- A ',..
m. Nel dimensionamento degli elementi strutturali ai quali & collegata la barriera si dovr! tener conto della eventuale sovrappo-
sizione delle zone di diusione di tale sistema di orze, in unzione della geometria della barriera e delle sue condizioni di vinco-
lo. Le orze orizzontali cosP determinate saranno ampliicate di un attore pari a ',-(.
Il coeiciente parziale di sicurezza per la combinazione di carico agli 8LQ per lurto di veicolo in svio deve essere assunto unita-
rio.
5.1.3.11 (-S$S+-&#- P"SS$'- D-$ '$&C%*$1 2
7

Nel calcolo delle pile, delle spalle, delle ondazioni, degli stessi apparecchi di appoggio e, se del caso, dellimpalcato, si devono
considerare le orze che derivano dalle resistenze parassite dei vincoli.
Nel caso di appoggi in gomma dette orze andranno valutate sulla base delle caratteristiche dellappoggio e degli spostamenti
previsti.
Le resistenze passive dei vincoli devono essere considerate associate a quelle azioni per le quali danno eetto.
Il coeiciente parziale di sicurezza per le combinazioni di carico agli 8LQ deve essere assunto come per le azioni variabili.
5.1.3.12 "#$%&$ S$S.$C6-1 -
"er le azioni sismiche si devono rispettare le prescrizioni di cui ai >> -.(., e ,.-.
Nelle espressioni [-.(.(] e [-.(.J] si assumer! di regola, per i carichi dovuti al transito dei mezzi
-R
A .,..
Sve necessario, per esempio per ponti in zona urbana di intenso traico, si assumer! per i carichi dovuti al transito dei mezzi
-R
A
.,-, quando rilevante, sia nella combinazione delle azioni sia per la deinizione delleetto dellazione sismica.

132 CAPITOLO 5
5.1.3.13 "#$%&$ -CC-#$%&"*$1 "
Le azioni eccezionali da considerare nel progetto saranno valutate sulla base delle indicazioni contenute nel > ,.C in generale e al >
,.C., in particolare.
#on rierimento al > ,.C.,.' si puntualizza che le azioni durto agenti sugli elementi strutturali orizzontali al disopra della strada, so-
no da impiegarsi per la veriica di sicurezza globale dellimpalcato nel suo insieme inteso come corpo rigido 3sollevamen-
to9ribaltamento4< alloccorrenza di tali eventi sono ammessi danni localizzati agli elementi strutturali che non comportino il collasso
dellimpalcato.
I piedritti dei ponti ubicati a distanza B(,. m dalla sede stradale, dovranno essere protetti contro il pericolo di urti di veicoli stradali,
mediante adeguate opere chiaramente destinate alla protezione dei piedritti stessi.
5.1.3.14 C%.)$&"#$%&$ D$ C"($C%
Le combinazioni di carico da considerare ai ini delle veriiche devono essere stabilite in modo da garantire la sicurezza in con-
ormit! a quanto prescritto al #ap. -.
$i ini della determinazione dei valori caratteristici delle azioni dovute al traico, si dovranno considerare, generalmente, le
combinazioni riportate in /ab. (.'.I1.

Tab. 5.1.I0 1 $alori caratteristici delle azioni do!ute al tra##ico

'arichi sulla superficie carrabile
'arichi su
marciapiedi e
pis%e ciclabili
!! srm!-
%abili
Carichi verticali Carichi oriontali
Carichi verti!
cali
Truppo di
azioni
0odello
principale
3schemi di
carico ', -, ,,
* e C4
1eicoli spe-
ciali
2olla 38che-
ma di carico
(4
2renatura
2orza centri-
uga
#arico unior-
memente di-
stribuito
'
1alore carat-
teristico

8chema di ca-
rico ( con valo-
re di combina-
zione
-,(HN9m
-

-K
1alore re-
quente

1alore carat-
teristico

-b
1alore re-
quente

1alore carat-
teristico

, 3U4
8chema di ca-
rico ( con valo-
re caratteristico
(,.HN9m
-

* 3UU4
8chema di
carico ( con
valore carat-
teristico
(,.HN9m
-


8chema di ca-
rico ( con valo-
re caratteristico
(,.HN9m
-

( 3UUU4
6a deinirsi
per il singo-
lo progetto
1alore carat-
teristico o
nominale

3U4 "onti pedonali
3UU4 6a considerare solo se richiesto dal particolare progetto 3ad es. ponti in zona urbana4
3UUU4 6a considerare solo se si considerano veicoli speciali

La /ab. (.'.1, con rierimento al > -.C.', ornisce i valori dei coeicienti parziali delle azioni da assumere nellanalisi per la deter-
minazione degli eetti delle azioni nelle veriiche agli stati limite ultimi.
$ltri valori di coeicienti parziali sono riportati nel #ap. * con rierimento a particolari azioni speciiche dei diversi materiali.
I valori dei coeicienti di combinazione
.R
,
'R
e
-R
per le diverse categorie di azioni sono riportati nella /ab. (.'.1I.

Tab. 5.1.0 1 %oe##icienti parziali di sicurezza per le combinazioni di carico agli SL&
'efficie!%e 2(3
415
61 6&
PONTI 133
$zioni permanenti g
'
e g
,

avorevoli
savorevoli
V
T'
e V
T,

.,F.
','.
',..
',,(
',..
',..
$zioni permanenti non
strutturali
3-4
g
-

avorevoli
savorevoli
V
T-

.,..
',(.
.,..
',(.
.,..
',,.
$zioni variabili da traico
avorevoli
savorevoli
V
5

.,..
',,(
.,..
',,(
.,..
','(
$zioni variabili
avorevoli
savorevoli
V
5i

.,..
',(.
.,..
',(.
.,..
',,.
6istorsioni e presollecita-
zioni di progetto
avorevoli
savorevoli
V
='

.,F.
',..
3,4

',..
',..
3*4

',..
',..
Nitiro e viscosit!, #edimenti
vincolari
avorevoli
savorevoli
V
=-
, V
=,
, V
=*

.,..
',-.
.,..
',-.
.,..
',..

3'4

+quilibrio che non coinvolga i parametri di deormabilit! e resistenza del terreno< altrimenti si applicano i valori della colonna $-.
3-4

Nel caso in cui le azioni permanenti non strutturali 3ad es. carichi permanenti portati4 siano compiutamente deiniti si potranno adottare gli stessi coeicienti validi per le
azioni permanenti.
3,4

',,. per instabilit! in strutture con precompressione esterna
3*4

',-. per eetti locali

Tab. 5.1.0I - %oe##icienti per le azioni !ariabili per ponti stradali e pedonali
6zi!i 7rupp di azi!i
4Tab. 5.1.I05
'efficie!%e

8
di cmbi-
!azi!e
'efficie!%e

1
4"alri
fre*ue!%i5
'efficie!%e
&

4"alri *uasi
perma!e!%i5
8chema ' 3carichi tandem4 .,J( .,J( .,.
8chemi ', ( e C 3carichi distribuiti .,*. .,*. .,.
$zioni da
traico
3/ab. (.'.I14
8chemi , e * 3carichi concentrati4 .,*. .,*. .,.
8chema - .,. .,J( .,.
- .,. .,. .,.
, .,. .,. .,.
* 3olla4 -- .,J( .,.
( .,. .,. .,.
a ponte scarico
8LQ e 8L+
.,C .,- .,.
1ento in esecuzione .,E .,. .,.
a ponte carico
8LQ e 8L+
.,C .,. .,.

Neve
8LQ e 8L+ .,. .,. .,.
in esecuzione .,E .,C .,(
/emperatura 8LQ e 8L+ .,C .,C .,(

"er le opere di luce maggiore di ,.. m & possibile modiicare i coeicienti indicati in tabella previa autorizzazione del 8ervizio /ecni-
co #entrale del 0inistero delle Inrastrutture, sentito il #onsiglio 8uperiore dei lavori pubblici.
5.1.4. VERIFICHE DI SICUREZZA
Le veriiche di sicurezza sulle varie parti dellopera devono essere eettuate sulla base dei criteri deiniti dalle presenti norme
tecniche.
In particolare devono essere eettuate le veriiche allo stato limite ultimo, ivi compresa la veriica allo stato limite di atica, ed a-
gli stati limite di servizio riguardanti gli stati di essurazione e di deormazione.
Le combinazioni di carico da considerare ai ini delle veriiche devono essere stabilite in modo da garantire la sicurezza secondo
quanto deinito nei criteri generali enunciati al #apitolo - delle presenti norme tecniche.

134 CAPITOLO 5
5.1.4.1 )eri%i#'e a*li Stati Limite +ltimi
8i dovr! veriicare che sia: +
d
B N
d
, dove +
d
& il valore di progetto degli eetti delle azioni ed N
d
& la corrispondente resistenza di
progetto.
5.1.4.2 Stati Limite di ,ser#izio
"er gli 8tati Limite di +sercizio si dovr! veriicare che sia: +
d
B #
d
, dove #
d
& un valore nominale o una unzione di certe proprie-
t! materiali legate agli eetti progettuali delle azioni considerate, +
d
& il valore di progetto delleetto dellazione determinato
sulla base delle combinazioni di carico.
5.1.4.3 )eri%i#'e allo stato limite di %ati#a
"er strutture, elementi strutturali e dettagli sensibili a enomeni di atica vanno eseguite opportune veriiche.
Le veriiche saranno condotte considerando spettri di carico dierenziati, a seconda che si conduca una veriica per vita illimitata,
una veriica a danneggiamento equivalente 3metodo dei coeicienti 4 o una veriica a danneggiamento accettabile.
In assenza di studi speciici, volti alla determinazione delleettivo spettro di carico che interessa il ponte, si potr! ar rierimento
ai modelli descritti nel seguito.
0erifiche per "i%a illimi%a%a
Le veriiche a atica per vita illimitata potranno essere condotte, per dettagli caratterizzati da limite di atica ad ampiezza costan-
te, controllando che il massimo delta di tensione WX
maY
A3X
maY
-X
min
4 indotto nel dettaglio stesso dallo spettro di carico signiicativo
risulti minore del limite di atica del dettaglio stesso. $i ini del calcolo del WX
maY
si possono impiegare, in alternativa, i modelli di
carico di atica ' e -, disposti sul ponte nelle due conigurazioni che determinano la tensione massima e minima, rispettivamente,
nel dettaglio considerato.
La veriica a vita illimitata & esclusa per tutti i dettagli le cui curve 8-N non presentino limite di atica ad ampiezza costante 3es.
connettori a piolo o barre darmatura per c.a.4

'odello di carico 1
Il modello di carico di atica ' si ottiene dallo 8chema di #arico ' considerando il J.Z dei carichi concentrati ed il ,.Z di quelli
distribuiti 3vedi ig. (.'.*4.
"er veriiche locali si deve considerare, se pi% gravoso, il modello costituito dallasse singolo dello schema di carico -, isolato e
con carico al J.Z 3vedi ig.(.'.*4.
I carichi dovranno essere posizionati al centro della relativa corsia convenzionale.

Fig. 5.1./ - 'odello di carico di #atica n( 1

'odello di carico )
5uando siano necessarie valutazioni pi% precise, in alternativa al modello sempliicato n. ', derivato dal modello di carico prin-
cipale, si pu: impiegare il modello di carico a atica n. -, rappresentato nella /ab. (.'.1II, applicato al centro della corsia di marcia
lenta.
Il modello di carico - non considera gli eetti di pi% corsie caricate sullimpalcato in esame. Nel caso in cui siano da prevedere
signiicativi eetti di interazione tra veicoli, per lapplicazione di questo modello si dovr! disporre di dati supplementari, reperi-
bili o da letteratura tecnica consolidata o a seguito di studi speciici.
9agma del "eicl
:is%a!za %ra
gli assi 3m4
'aric fre*ue!%e
per asse 37N4
Tip di ru%a
3/ab. (.'.I[4



*,(.

F.
'F.

$
\


*,-.

E.

$
PONTI 135

',,. '*.
'*.
\
\


,,-.
(,-.
',,.
',,.
F.
'E.
'-.
'-.
'-.
$
\
#
#
#


,,*.
C,..
',E.
F.
'F.
'*.
'*.
$
\
\
\


*,E.
,,C.
*,*.
',,.
F.
'E.
'-.
''.
''.
$
\
#
#
#
Tab. 5.1.0II - 'odello di carico di #atica n( ) !eicoli #requenti
0erifiche a da!!eggiame!% e*ui"ale!%e 4me%d dei cefficie!%i 5
Le veriiche saranno condotte considerando il delta di tensione
p
indotto nel dettaglio dal modello di carico a atica n. ,, ripor-
tato in 2ig. (.'.(, costituito da un veicolo di atica simmetrico a * assi, ciascuno di peso '-. 7N.
Il modello di carico a atica n. , dovr! essere posizionato al centro della corsia di marcia lenta.


Fig. 5.1.5 - 'odello di carico a #atica n( *

8i pu: deinire uno spettro di tensione equivalente, ad ampiezza costante
E,d
, in grado di produrre in -Y'.
C
cicli lo stesso
danneggiamento prodotto dallo spettro di tensione di progetto.
Lampiezza del delta di tensione equivalente pu: essere ricavata in modo convenzionale secondo al relazione:

E,d
=
1
x
2
x
3
x
4
.......x
i
. x
p
= x
p
con
max;
in cui ,
max
e

sono attori, opportunamente calibrati, che tengono conto dalla orma e dalla lunghezza della supericie di inlu-
enza del dettaglio considerato, della severit! dello spettro di carico, della vita nominale dellopera e9o della vita prevista per il
dettaglio, dellinterazione tra eventi ecc.
"er la determinazione dei coeicienti & necessario ar ricorso a normative di comprovata validit!.
0erifiche a da!!eggiame!% acce%%abile
Le veriiche a danneggiamento consistono nel veriicare che nel dettaglio considerato lo spettro di carico produca un danneggia-
mento 6 B '.
Il danneggiamento 6 sar! valutato mediante la legge di "almgren-0iner, considerando la curva 8-N caratteristica del dettaglio e
la vita nominale dellopera.
Le veriiche saranno condotte considerando lo spettro indotto dal modello di atica n. *, riportato in /ab. (.'.1III, ove & rappre-
sentata anche la percentuale di veicoli da considerare, in unzione del traico interessante la strada servita dal ponte.
Il modello di carico a atica n. * dovr! essere posizionato al centro della corsia di marcia lenta.
I tipi di pneumatico da considerare per i diversi veicoli e le dimensioni delle relative impronte sono riportati nella /ab. (.'.I[.
In assenza di studi speciici, per veriiche di danneggiamento, si considerer! sulla corsia di marcia lenta il lusso annuo di veicoli
superiori a '.. 7N, rilevanti ai ini della veriica a atica dedotto dalla /ab. (.'.[.
Il modello di carico * non considera gli eetti di pi% corsie caricate sullimpalcato in esame. Nel caso in cui siano da prevedere
signiicativi eetti di interazione tra veicoli, per lapplicazione di questo modello si dovr! disporre di dati supplementari, reperi-
bili o da letteratura tecnica consolidata o a seguito di studi speciici.
136 CAPITOLO 5


Tab. 5.1.0III - 'odello di carico di #atica n( + !eicoli equi!alenti
'O;PO9I<ION2 :2L T.6FFI'O
9agma del "eicl
T
i
p


d
i

p
!
e
u
m
a
%
i
c


4
T
a
b
.
5
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1
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5

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'(,. '(,. (,.



$
\
#
#
#



*,E.
,,C.
*,*.
',,.

J.
',.
F.
E.
E.
'.,. (,. (,.



Tab. 5.1.I= - "imensioni degli assi e delle impronte per i !eicoli equi!alenti
Tip di
p!euma%ic
:ime!si!i dell>asse e delle impr!%e
$

\

PONTI 137
#



Tab. 5.1.= ,lusso annuo di !eicoli pesanti sulla corsia di marcia lenta
'a%egrie di %raffic
Fluss a!!u di "eicli di
pes superire a 188 )N sulla
crsia di marcia le!%a
' - 8trade ed autostrade con - o pi% corsie per senso di mar-
cia, caratterizzate da intenso traico pesante
-,.Y'.
C

- - 8trade ed autostrade caratterizzate da traico pesante di
media intensit!
.,(Y'.
C

, - 8trade principali caratterizzate da traico pesante di mo-
desta intensit!
.,'-(Y'.
C

* - 8trade locali caratterizzate da traico pesante di intensit!
molto ridotta
.,.(Y'.
C

5.1.4.4 )eri%i#'e allo stato limite di %ess"razio$e
"er assicurare la unzionalit! e la durata delle strutture viene preissato uno stato limite di essurazione, commisurato alle condi-
zioni ambientali e di sollecitazione, nonch) alla sensibilit! delle armature alla corrosione.
Strutture in calcestruzzo armato ordinario
"er le strutture in calcestruzzo armato ordinario, devono essere rispettate le limitazioni di cui alla /ab. *.'.I1 per armatura poco
sensibile.
Strutture in calcestruzzo armato precompresso
1algono le limitazioni della /ab. *.'.I1per armature sensibili.
5.1.4.5 )eri%i#'e allo stato limite di de%ormazio$e
Lassetto di una struttura, da valutarsi in base alle combinazioni di carico precedentemente indicate, deve risultare compatibile
con la geometria della struttura stessa in relazione alle esigenze del traico, nonch) con i vincoli ed i dispositivi di giunto previsti
in progetto.
Le deormazioni della struttura non devono arrecare disturbo al transito dei carichi mobili alle velocit! di progetto della strada.
5.1.4.- )eri%i#'e delle azio$i sismi#'e
Le veriiche nei riguardi delle azioni sismiche vanno svolte secondo i criteri ed i metodi esposti nelle relative sezioni delle presen-
ti Norme.
5.1.4.. )eri%i#'e i$ %ase di #ostr"zio$e
Le veriiche di sicurezza vanno svolte anche per le singole asi di costruzione dellopera, tenendo conto dellevoluzione dello
schema statico e dellinluenza degli eetti dieriti nel tempo.
1anno veriicate anche le eventuali centine e le altre attrezzature provvisionali previste per la realizzazione dellopera.
5.1.4./ )eri%i#'e alle te$sio$i ammissibili
"er i ponti stradali non & ammesso il metodo di veriica alle tensioni ammissibili.
5.1.5. STRUTTURE PORTANTI
5.1.5.1 Imal#ato
5.1.5.1.1 Spessori minimi
Tli spessori minimi delle diverse parti costituenti limpalcato devono tener conto dellinluenza dei attori ambientali sulla dura-
bilit! dellopera e rispettare le prescrizioni delle norme relative ai singoli elementi strutturali.
5.1.5.1.2 Str!tt!re ad elementi prefabbricati
Nelle strutture costruite in tutto o in parte con elementi preabbricati, al ine di evitare sovratensioni, distorsioni o danneggia-
menti dovuti a dietti esecutivi o di montaggio, deve essere assicurata la compatibilit! geometrica tra le diverse parti assemblate,
tenendo anche conto delle tolleranze costruttive.
138 CAPITOLO 5
Tli elementi di connessione tra le parti collegate devono essere conormati in modo da garantire la corretta trasmissione degli
sorzi.
Nel caso di elementi in cemento armato normale e precompresso e di strutture miste acciaio-calcestruzzo vanno considerate le
redistribuzioni di sorzo dierite nel tempo che si maniestano tra parti realizzate o sottoposte a carico in tempi successivi e le
analoghe redistribuzioni che derivano da variazioni dei vincoli.
5.1.5.2 Pile
5.1.5.2.1 Spessori minimi
1ale quanto gi! indicato al comma precedente per le strutture dellimpalcato.
5.1.5.2.2 Schematizzazione e calcolo
Nella veriica delle pile snelle, particolare attenzione deve essere rivolta alla valutazione delle eettive condizioni di vincolo, spe-
cialmente riguardo linterazione con le opere di ondazione.
Le sommit! delle pile deve essere veriicata nei conronti degli eetti locali derivanti dalle azioni concentrate trasmesse dagli ap-
parecchi di appoggio.
8i deve veriicare che gli spostamenti consentiti dagli apparecchi di appoggio siano compatibili con gli spostamenti massimi alla
sommit! delle pile, provocati dalle combinazioni delle azioni pi% savorevoli e, nelle pile alte, dalla dierenza di temperatura tra
le acce delle pile stesse.
5.1.6. VINCOLI
I dispositivi di vincolo dellimpalcato alle sottostrutture 3pile, spalle, ondazioni4 devono possedere le caratteristiche previste dal-
lo schema statico e cinematico assunto in sede di progetto, sia con rierimento alle azioni, sia con rierimento alle distorsioni.
"er strutture realizzate in pi% asi, i vincoli devono assicurare un corretto comportamento statico e cinematico in ogni ase
dellevoluzione dello schema strutturale, adeguandosi, se del caso, ai cambiamenti di schema.
Le singole parti del dispositivo di vincolo ed i relativi ancoraggi devono essere dimensionati in base alle orze vincolari trasmes-
se.
I dispositivi di vincolo devono essere tali da consentire tutti gli spostamenti previsti con un margine di sicurezza maggiore rispet-
to a quello assunto per gli altri elementi strutturali.
"articolare attenzione va rivolta al unzionamento dei vincoli in direzione trasversale rispetto allasse longitudinale
dellimpalcato, la cui conigurazione deve corrispondere ad uno schema statico e cinematico ben deinito.
La scelta e la disposizione dei vincoli nei ponti a pianta speciale 3ponti in curva, ponti in obliquo, ponti con geometria in pianta irre-
golare4 devono derivare da un adeguato studio di capacit! statica e di compatibilit! cinematica.
5.1.-.1 Protezio$e dei &i$#oli
Le varie parti dei dispositivi di vincolo devono essere adeguatamente protette, al ine di garantirne il regolare unzionamento per
il periodo di esercizio previsto.
5.1.-.2 Co$trollo0 ma$"te$zio$e e sostit"zio$e
I vincoli del ponte devono essere accessibili al ine di consentirne il controllo, la manutenzione e leventuale sostituzione senza
eccessiva diicolt!.
5.1.-.3 )i$#oli i$ zo$a sismi#a
"er i ponti in zona sismica, i vincoli devono essere progettati in modo che, tenendo conto del comportamento dinamico
dellopera, risultino idonei:
- a trasmettere le orze conseguenti alle azioni sismiche
- ad evitare sconnessioni tra gli elementi componenti il dispositivo di vincolo
- ad evitare la uoriuscita dei vincoli dalle loro sedi.
5.1.7. OPERE ACCESSORIE
Le opere di impermeabilizzazione e di pavimentazione, i giunti e tutte le opere accessorie, devono essere eseguiti con materiali di
qualit! e con cura esecutiva tali da garantire la massima durata e tali da ridurre interventi di manutenzione e riacimenti.
5.1...1 Imermeabilizzazio$e
Le opere di impermeabilizzazione devono essere tali da evitare che iniltrazioni dacqua possano arrecare danno alle strutture
portanti.
5.1...2 Pa&ime$tazio$i
PONTI 139
La pavimentazione stradale deve essere tale da sottrarre allusura ed alla diretta azione del traico lestradosso del ponte e gli
strati di impermeabilizzazione che proteggono le strutture portanti.
5.1...3 Gi"$ti
In corrispondenza delle interruzioni strutturali si devono adottare dispositivi di giunto atti ad assicurare la continuit! del piano
viabile. Le caratteristiche dei giunti e le modalit! del loro collegamento alla struttura devono essere tali da ridurre il pi% possibile
le sovrasollecitazioni di natura dinamica dovute ad irregolarit! locali e da assicurare la migliore qualit! dei transiti.
In corrispondenza dei giunti si deve impedire la percolazione delle acque meteoriche o di lavaggio attraverso i giunti stessi. Nel
caso di giunti che consentano il passaggio delle acque, queste devono conluire in appositi dispositivi di raccolta, collocati imme-
diatamente sotto il giunto, e devono essere convogliate a scaricarsi senza possibilit! di ristagni o dilavamenti che interessino le
strutture.
5.1...4 Smaltime$to dei li1"idi ro&e$ie$ti dall2imal#ato
Lo smaltimento dei liquidi provenienti dallimpalcato deve eettuarsi in modo da non arrecare danni o pregiudizio allopera
stessa, alla sicurezza del traico e ad eventuali opere ed esercizi sottostanti il ponte. $ tale scopo il progetto del ponte deve essere
corredato dallo schema delle opere di convogliamento e di scarico. "er opere di particolare importanza, o per la natura dellopera
stessa o per la natura dellambiente circostante, si deve prevedere la realizzazione di un apposito impianto di depurazione e9o di
decantazione.
5.1...5 Disositi&i er l2isezio$abilit! e la ma$"te$zio$e delle oere
In sede di progettazione e di esecuzione devono essere previste opere di camminamento 3piattaorme, scale, passi duomo, ecc.4
commisurate allimportanza del ponte e tali da consentire laccesso alle parti pi% importanti sia ai ini ispettivi, sia ai ini manu-
tentivi. Le zone nellintorno di parti destinate alla sostituzione periodica, quali ad esempio gli appoggi, devono essere corredate
di punti di orza, chiaramente individuabili e tali da consentire le operazioni di sollevamento e di vincolamento provvisorio.
5.1...- )a$i er #o$dotte e #a&idotti
La struttura del ponte dovr! comunque prevedere la possibilit! di passaggio di cavi e di una condotta di acquedotto< le dimen-
sioni dei vani dovranno essere rapportate alle prevedibili esigenze da valutare con rierimento a quanto presente in prossimit!
del ponte.
140 CAPITOLO 5
5.2. PONTI 3,RRO)IARI
Le presenti norme si applicano per la progettazione e lesecuzione dei nuovi ponti erroviari.
Il Testore dellInrastruttura in base alle caratteristiche unzionali e strategiche delle diverse inrastrutture erroviarie stabilisce i
parametri indicati al #ap. -: vita nominale, classe duso.
5.2.1. PRINCIPALI CRITERI PROGETTUALI E MANUTENTIVI
La progettazione dei manuatti sotto binario deve essere eseguita in modo da conseguire il migliore risultato globale dal punto di
vista tecnico-economico, con particolare riguardo alla durabilit! dellopera stessa.
5.2.1.1 Isezio$abilit! e ma$"te$zio$e
2in dalla ase di progettazione deve essere posta la massima cura nella concezione generale dellopera e nella deinizione delle
geometrie e dei particolari costruttivi in modo da rendere possibile laccessibilit! e lispezionabilit!, nel rispetto delle norme di
sicurezza, di tutti gli elementi strutturali. 6eve essere garantita la piena ispezionabilit! degli apparecchi dappoggio e degli even-
tuali organi di ritegno. 6eve inoltre essere prevista la possibilit! di sostituire questi elementi con la minima intererenza con
lesercizio erroviario< a tale scopo i disegni di progetto devono ornire tutte le indicazioni al riguardo 3numero, posizione e porta-
ta dei martinetti per il sollevamento degli impalcati, procedure da seguire anche per la sostituzione degli stessi apparecchi, ecc.4.
5.2.1.2 Comatibilit! idra"li#a
8i rimanda integralmente al paragrao (.'.-.*
5.2.1.3 Altezza libera
8i rimanda integralmente al paragrao (.'.-.,.
5.2.2. AZIONI SULLE OPERE
Nellambito della presente norma sono indicate tutte le azioni che devono essere considerate nella progettazione dei ponti erro-
viari, secondo le combinazioni indicate nei successivi paragrai.
Le azioni deinite in questo documento si applicano alle linee erroviarie a scartamento normale e ridotto.
5.2.2.1 Azio$i Perma$e$ti
Le azioni permanenti che andranno considerate sono: pesi propri, carichi permanenti portati, spinta delle terre, spinte idrauliche,
ecc.
5.2.2.1.1 Carichi permanenti portati
Sve non si eseguano valutazioni pi% dettagliate, la determinazione dei carichi permanenti portati relativi al peso della massiccia-
ta, dellarmamento e della impermeabilizzazione 3inclusa la protezione4 potr! eettuarsi assumendo, convenzionalmente, per li-
nea in rettiilo, un peso di volume pari a 'E,. 7N9m]

applicato su tutta la larghezza media compresa ra i muretti paraballast, per
una altezza media ra piano del erro 3".2.4 ed estradosso impalcato pari a .,E. m. "er ponti su linee in curva, oltre al peso con-
venzionale sopraindicato va aggiunto il peso di tutte le parti di massicciata necessarie per realizzare il sovralzo, valutato con la
sua reale distribuzione geometrica e con un peso di volume pari a -. 7N9m].
Nel caso di armamento senza massicciata andranno valutati i pesi dei singoli componenti e le relative distribuzioni.
Nella progettazione di nuovi ponti erroviari dovranno essere sempre considerati i pesi, le azioni e gli ingombri associati
allintroduzione delle barriere antirumore, anche nei casi in cui non sia originariamente prevista la realizzazione di questo genere
di elementi.
8ono da annoverare nei carichi permanenti portati anche il peso delle eventuali initure, il sistema di smaltimento acque, etc..
5.2.2.2 Azio$i &ariabili &erti#ali
5.2.2.2.1 .odelli di carico
I carichi verticali associati al transito dei convogli erroviari sono deiniti per mezzo di diversi modelli di carico rappresentativi delle
diverse tipologie di traico erroviario: normale e pesante.
I valori dei suddetti carichi dovranno essere moltiplicati per un coeiciente di adattamento ?, variabile in ragione della tipolo-
gia dellInrastruttura 3errovie ordinarie, errovie leggere, metropolitane, ecc.4. "er le errovie ordinarie il valore del coeiciente
di adattamento da adottarsi per i diversi modelli di carico & deinito nei relativi paragrai< per le errovie leggere, metropoli-
tane, ecc., il valore del coeiciente & deinito dal Testore dellInrastruttura in unzione della speciicit! dellinrastruttura
stessa. 8ono considerate tre tipologie di carico i cui valori caratteristici sono deiniti nei successivi paragai. Nel seguito, i rieri-
menti ai modelli di carico L0 J', 8^9. e 8^9- ed alle loro componenti si intendono, in eetti, pari al prodotto dei coeicienti _
per i carichi indicati nelle 2ig. (.-.' e 2ig. (.-.-.
PONTI 141
5.2.2.2.1.1 .odello di carico *. 41
5uesto modello di carico schematizza gli eetti statici prodotti dal traico erroviario normale come mostrato nella 2ig. (.-.' e
risulta costituito da:


Fig. 5.&.1 - -reno di carico L'.1
- quattro assi da -(. 7N disposti ad interasse di ',C. m<
- carico distribuito di E. 7N9m in entrambe le direzioni, a partire da .,E m dagli assi destremit! e per una lunghezza illimitata.
"er questo modello di carico & prevista una eccentricit! del carico rispetto allasse del binario, dipendente dallo scartamento s, per
tenere conto dello spostamento dei carichi< pertanto, essa & indipendente dal tipo di struttura e di armamento. /ale eccentricit! &
calcolata sulla base del rapporto massimo ra i carichi aerenti a due ruote appartenenti al medesimo asse
5
1-
95
1'
A',-( G(.-.'I
essendo 5
1'
e 5
1-
i carichi verticali delle ruote di un medesimo asse, e risulta quindi pari a s9'E con sA '*,( mm< questa eccentri-
cit! deve essere considerata nella direzione pi% savorevole.
Il carico distribuito presente alle estremit! del treno tipo L0 J' deve segmentarsi al di sopra dellopera andando a caricare solo
quelle parti che orniscono un incremento del contributo ai ini della veriica dellelemento per leetto considerato. 5uesta ope-
razione di segmentazione non va eettuata per i successivi modelli di carico 8^ che devono essere considerati sempre agenti per
tutta la loro estensione. Il valore del coeiciente di adattamento da adottarsi per il modello di carico L0J' nella progettazio-
ne di errovie ordinarie & pari a ','.
5.2.2.2.1.2 Modelli di carico SW


Fig. 5.&.& -'odelli di carico S/
Il modello di carico 8^ & illustrato in 2ig. (.-.-< per tale modello di carico, sono considerate due distinte conigurazioni denomi-
nate 8^9. ed 8^9-..
Il modello di carico 8^9. schematizza gli eetti statici prodotti dal traico erroviario normale per travi continue 3esso andr! uti-
lizzato solo per le travi continue qualora pi% savorevole dellL0J'4.
Il modello di carico 8^9- schematizza gli eetti statici prodotti dal traico erroviario pesante.
Le caratterizzazioni di entrambe queste conigurazioni sono indicate in /ab. (.-.I.

Tab. 5.&.I - %aratteristiche -reni di %arico S/
Tip di 'aric *
")
#)N+m$ a #m$ c #m$
9@+8 ',, '(,. (,,
9@+& '(. -(,. J,.

Il valore del coeiciente di adattamento da adottarsi nella progettazione delle errovie ordinarie & pari, rispettivamente, a ','
per il modello di caricoo 8^9. ed a ',. per il modello di carico 8^9-.
5.2.2.2.1.3 Treno scarico
"er alcune particolari veriiche & previsto un ulteriori particolare modello di carico denominato /reno 8carico rappresentato da
un carico uniormemente distribuito pari a '.,. 7N9m.
5.2.2.2.1.4 (ipartizione locale dei carichi.
Distribuzione longitudinale del carico per mezzo del binario
Qn carico assiale 5
vi
pu: essere distribuito su tre traverse consecutive poste ad interasse uniorme a, ripartendolo ra la traver-
sa che la precede, quella su cui insiste e quella successiva, nelle seguenti proporzioni -(Z, (.Z, -(Z 32ig. (.-.,4.

142 CAPITOLO 5

Fig. 5.&.- - "istribuzione longitudinale dei carichi assiali

"istribuzione longitudinale del carico per mezzo delle tra!erse e del ballast
In generale, i carichi assiali del modello di carico L0J' possono essere distribuiti uniormemente nel senso longitudinale.


Fig. 5.&./ - "istribuzione longitudinale dei carichi attra!erso il ballast

/uttavia, per il progetto di particolari elementi strutturali quali le solette degli impalcati da ponte, la distribuzione longitudinale
del carico assiale al di sotto delle traverse & indicata in 2ig. (.-.* ove, per supericie di rierimento & da intendersi la supericie di
appoggio del ballast.
"er la ripartizione nella struttura sottostante valgono gli usuali criteri progettuali.
In particolare, per le solette, salvo diverse e pi% accurate determinazioni, potr! considerarsi una ripartizione a *(K dalla supericie
di estradosso ino al piano medio delle stesse.
"istribuzione tras!ersale delle azioni per mezzo delle tra!erse e del ballast
8alvo pi% accurate determinazioni, per ponti con armamento su ballast in rettiilo, le azioni possono distribuirsi trasversalmente
secondo lo schema di 2ig. (.-.(.

Fig. 5.&.5 - "istribuzione tras!ersale in retti#ilo delle azioni per mezzo delle tra!erse e del ballast( In #igura0 1h rappresenta la #orza centri#uga de#inita al successi!o
25()()(*(1

"er ponti con armamento su ballast in curva, con sovralzo u, le azioni possono distribuirsi trasversalmente secondo lo schema
di 2ig. (.-.C.
PONTI 143

Fig. 5.&.A - "istribuzione tras!ersale in cur!a delle azioni per mezzo delle tra!erse e del ballast( In #igura0 1h rappresenta la #orza centri#uga de#inita al successi!o
25()()(*(1

5.2.2.2.1.5 Distribuzione dei carichi verticali per i rilevati a tergo delle spalle
In assenza di calcoli pi% accurati, il carico verticale a livello del piano di regolamento 3posto a circa .,J. m al di sotto del piano del
erro4 su rilevato a tergo della spalla pu: essere assunto uniormemente distribuito su una larghezza di ,,. m.
"er questo tipo di carico distribuito non deve applicarsi lincremento dinamico.
5.2.2.2.2 Carichi s!i marciapiedi
I marciapiedi non aperti al pubblico sono utilizzati solo dal personale autorizzato.
I carichi accidentali sono schematizzati da un carico uniormemente ripartito del valore di '. 7N9mD. 5uesto carico non deve con-
siderarsi contemporaneo al transito dei convogli erroviari e deve essere applicato sopra i marciapiedi in modo da dare luogo agli
eetti locali pi% savorevoli.
"er questo tipo di carico distribuito non deve applicarsi lincremento dinamico.
5.2.2.2.3 -ffetti dinamici
Le sollecitazioni e gli spostamenti determinati sulle strutture del ponte dallapplicazione statica dei treni di carico debbono essere
incrementati per tenere conto della natura dinamica del transito dei convogli.
Nella progettazione dei ponti erroviari gli eetti di ampliicazione dinamica dovranno valutarsi nel modo seguente:
- per le usuali tipologie di ponti e per velocit! di percorrenza non superiore a -.. 7m9h, quando la requenza propria della strut-
tura ricade allinterno del uso indicato in 2ig. (.-.J, & suiciente utilizzare i coeicienti dinamici ` deiniti nel presente para-
grao<
- per le usuali tipologie di ponti, ove la velocit! di percorrenza sia superiore a -.. 7m9h e quando la requenza propria della
struttura non ricade allinterno del uso indicato in 2ig. (.-.J e comunque per le tipologie non convenzionali 3ponti strallati,
ponti sospesi, ponti di grande luce, ponti metallici diormi dalle tipologie in uso in ambito erroviario, ecc.4 dovr! eettuarsi
una analisi dinamica adottando convogli reali e parametri di controllo speciici dellinrastruttura e del tipo di traico ivi
previsto.

Fig. 5.&.B - Limiti delle #requenze proprie n
o
in 3z in #unzione della luce della campata
In 2ig. (.-.J il uso & caratterizzato da:
un limite superiore pari a: n
o
A F*,JC M L
-.,J*E
G(.-.-I
144 CAPITOLO 5
un limite ineriore pari a: n
o
A E.9L per * m B L B -. m G(.-.,I
n
o
A -,,(E M L
-.,(F-
per -. m B L B '.. m G(.-.*I
"er una trave semplicemente appoggiata, sottoposta a lessione, la prima requenza lessionale pu: valutarsi con la ormula:
n
o
A
o
75 , 17

GazI G(.-.(I
dove: b
.
rappresenta la reccia, espressa in mm, valutata in mezzeria e dovuta alle azioni permanenti.
"er ponti in calcestruzzo b
.
deve calcolarsi impiegando il modulo elastico secante, in accordo con la breve durata del passaggio
del treno.
"er travi continue, salvo pi% precise determinazioni, L & da assumersi pari alla L
c
deinita come di seguito.
I coeicienti di incremento dinamico ` che aumentano lintensit! dei modelli di carico deiniti in (.-.-.-.' si assumono pari a `
-
o
`
,
, in dipendenza del livello di manutenzione della linea. In particolare, si assumer!:
3a4 per linee con elevato standard manutentivo:

82 , 0
2 , 0 L
44 , 1
2
+

con la limitazione ',.. B `


-
B ',CJ G(.-.CI
3b4 per linee con ridotto standard manutentivo:

73 , 0
2 , 0 L
16 , 2
3
+

con la limitazione ',.. B `


,
B -,.. G(.-.JI
dove:
L
c
rappresenta la lunghezza caratteristica in metri, cosP come deinita in /ab. (.-.II.

Tab. 5.&.II - Lunghezza caratteristica L
c

'as 2leme!% s%ru%%urale
Lu!ghezza L
C

I;P6L'6TO :I PONT2 IN 6''I6IO 'ON D6LL69T 4L69T.6 O.TOT.OP6 O 9T.3TT3.6 2(3I06L2NT25
1
Pias%ra c! !er"a%ure l!gi%udi!ali e %ras"ersaliE
sl l!gi%udi!aliF

1.1 "iastra 3in entrambe le direzioni4 , volte linterasse delle travi trasversali
1.& Nervature longitudinali 3comprese mensole
ino a .,(. m4
34
<
, volte linterasse delle travi trasversali
1.- /ravi trasversali: intermedie e di estremit! - volte la luce delle travi trasversali
&
Pias%re c! sle !er"a%ure %ras"ersali
&.1 "iastra 3per entrambe le direzioni4 - volte linterasse delle travi trasversali L , m
&.& /ravi trasversali intermedie - volte la luce delle travi trasversali
&.- /ravi trasversali destremit! luce della trave trasversale
I;P6L'6TO :I PONT2 IN 6''I6IO 92N<6 D6LL69T 4P2. T2N9IONI LO'6LI5
-
-.1 8ostegni per rotaie 3Longherine4
- come elemento di un grigliato , volte linterasse delle travi trasversali
- come elemento semplicemente appoggiato distanza ra le travi trasversali L , m
-.& 8ostegni per rotaie a mensola 3longherine a
mensola4 per travi trasversali di estremit!
`
,
A -,., ove non meglio speciicato
-.- /ravi trasversali intermedie - volte la luce delle travi trasversali
-./ /ravi trasversali destremit! luce della trave trasversale
I;P6L'6TO :I PONT2 IN 'L9 'ON D6LL69T 4P2. IL '6L'OLO :27LI 2FF2TTI LO'6LI 2 T.6902.96LI5
/
/.1 8olette superiori e tra!ersi di impalcati a sezione
scatolare o a graticcio di travi

- nella direzione trasversale alle travi principali , volte la luce della soletta
- nella direzione longitudinale , volte la luce della soletta dimpalcato o, se
minore, la lunghezza caratteristica della trave
principale
- mensole trasversali supportanti carichi errovia-
ri: se ed.,(. m, essendo e la distanza ra lasse
della rotaia pi% esterna e il ilo esterno
dellanima pi% esterna della struttura principale
longitudinale, occorre uno studio speciico.
, volte la distanza ra le anime della struttura
principale longitudinale
/.& 8oletta continua su travi trasversali 3nella dire-
zione delle travi principali4
- volte linterasse delle travi trasversali
/.- 8olette per ponti a via ineriore:
- ordite perpendicolarmente alle travi principali - volte la luce della soletta
- ordite parallelamente alle travi principali - volte la luce della soletta o, se minore, la
lunghezza caratteristica delle travi principali<
/./ Impalcati a travi incorporate tessute ortogonal-
mente allasse del binario
- volte la lunghezza caratteristica in direzione
longitudinale
/.5 0ensole longitudinali supportanti carichi erro-
viari 3per le azioni in direzione longitudinale4
se eB.,(: m `
-
A',CJ< per ed.,( m v.3*.'4

T.60I P.IN'IP6LI
PONTI 145
5
5.1 /ravi e solette semplicemente appoggiate
3compresi i solettoni a travi incorporate4
Luce nella direzione delle travi principali
5.& /ravi e solette continue su n luci, indicando
con:
L
m
A'9n
.
3L'LL-L.....LLn4
L
c
A 7L
m
dove:
n A - -, -* -e (
7 A ',- -',, -',* -',(
5.- "ortali:
- a luce singola da considerare come trave continua a tre luci
3usando la (.- considerando le altezze dei
piedritti e la lunghezza del traverso4
- a luci multiple da considerare come trave continua a pi% luci
3usando la (.- considerando le altezze dei
piedritti terminali e la lunghezza di tutti i
traversi4
5./ 8olette ed altri elementi di scatolari per uno o
pi% binari 3sottovia di altezza libera B (,. m e
luce libera B E,. m4.
"er gli scatolari che non rispettano i precedenti
limiti vale il punto (.,, trascurando la presen-
za della soletta ineriore e considerando un
coeiciente riduttivo del ` pari a .,F, da ap-
plicare al coeiciente `
`
-
A ',-.< `
,
A ',,(
5.5 /ravi ad asse curvilineo, archi a spinta elimina-
ta, archi senza riempimento.
met! della luce libera
5.A $rchi e serie di archi con riempimento due volte la luce libera
5.B 8trutture di sospensione 3di collegamento a
travi di irrigidimento4
* volte la distanza longitudinale ra le struttu-
re di sospensione
93PPO.TI 9T.3TT3.6LI
A
A.1 "ile con snellezza fd,. 8omma delle lunghezze delle campate adia-
centi la pila
A.& $ppoggi, calcolo delle tensioni di contatto al di
sotto degli stessi e tiranti di sospensione
Lunghezza degli elementi sostenuti

I coeicienti di incremento dinamico sono stabiliti con rierimento a travi semplicemente appoggiate. La lunghezza L
c
permette
di estendere luso di questi coeicienti anche ad altre tipologie strutturali.
Sve le sollecitazioni agenti in un elemento strutturale dipendessero da diversi termini ciascuno dei quali aerente a componenti
strutturali distinti, ognuno di questi termini dovr! calcolarsi utilizzando la lunghezza caratteristica L
c
appropriata.
5uesto coeiciente dinamico ` non dovr! essere usato con i seguenti carichi:
treno scarico<
treni reali<
"er i ponti metallici con armamento diretto occorrer! considerare un ulteriore coeiciente di adattamento dellincremento dina-
mico g 3inserito per tener conto del maggiore incremento dinamico dovuto al particolare tipo di armamento4, variabile esclusi-
vamente in unzione della lunghezza caratteristica L
c
dellelemento, dato da:
gA ',. per L
c
BE m ed L
c
d F. m
gA ',' per E m @ L
c
BF. m
Nei casi di ponti ad arco o scatolari, con o senza solettone di ondo, aventi copertura h maggiore di ',. m, il coeiciente dina-
mico pu: essere ridotto nella seguente maniera:

=
',..
',.
'.
rid
h

G(.-.EI
dove h, in metri, & laltezza della copertura dallestradosso della struttura alla accia superiore delle traverse.
"er le strutture dotate di una copertura maggiore di -,(. m pu: assumersi un coeiciente di incremento dinamico unitario.
"ile con snellezza f B ,., spalle, ondazioni, muri di sostegno e spinte del terreno possono essere calcolate assumendo coeicienti
dinamici unitari.
5ualora debbano eseguirsi veriiche con treni reali, agli stessi dovranno essere associati coeicienti dinamici reali.
5.2.2.3 Azio$i &ariabili orizzo$tali
5.2.2.3.1 ,orza centrif!ga
Nei ponti erroviari al di sopra dei quali il binario presenta un tracciato in curva deve essere considerata la orza centriuga agen-
te su tutta lestensione del tratto in curva.
La orza centriuga si considera agente verso lesterno della curva, in direzione orizzontale ed applicata alla quota di ',E. m al di
sopra del ".2..
146 CAPITOLO 5
I calcoli si basano sulla massima velocit! compatibile con il tracciato della linea. Sve siano considerati gli eetti dei modelli di
carico 8^, si assumer! una velocit! di '.. 7m9h.
Il valore caratteristico della orza centriuga si determiner! in accordo con la seguente espressione:
( ) ( ) = =


- -
'-J
t4 !4 !4
! $
1 # 1 # 1
g r r
G(.-.F.aI
( ) ( ) = =


- -
'-J
t4 !4 !4
! $
q # q # q
g r r
G(.-.F.bI
dove:
5
t7
-q
t7
A valore caratteristico della orza centriuga G7N -7N9mI<
5
v7
-q
v7
A valore caratteristico dei carichi verticali G7N -7N9mI<
_ A coeiciente di adattamento<
v A velocit! di progetto espressa in m9s<
1 A velocit! di progetto espressa in 7m9h<
A attore di riduzione 3deinito in seguito nella (.-.'.4<
g A accelerazione di gravit! in m9sD<
r A & il raggio di curvatura in m.
Nel caso di curva policentrica come valore del raggio r dovr! essere assunto un opportuno valore medio ra i raggi di curvatura
che interessano la campata in esame.
La orza centriuga sar! sempre combinata con i carichi verticali supposti agenti nella generica conigurazione di carico, e non
sar! incrementata dai coeicienti dinamici.
& un attore di riduzione dato in unzione della velocit! 1 e della lunghezza L

di binario carico.
( | |
| |
( | = +
|
| (
\
\
'-. E'* -,EE
' ',J( '
'...
#
$
#
$ L
G(.-.'.I
dove:
L

A lunghezza di inluenza, in metri, della parte curva di binario carico sul ponte, che & la pi% savorevole per il progetto del ge-
nerico elemento strutturale<
A ' per 1 B '-. 7m9h o L

B -,EE m<
@ ' per '-. B 1 B ,.. 7m9h e L

d -,EE m<
314 A 3,..4 per 1 d ,.. 7m9h.
"er il modello di carico L0 J' e per velocit! di progetto superiori ai '-. 7m9h, saranno considerati due casi:
3a4 0odello di carico L0 J' e orza centriuga per 1 A '-. 7m9h in accordo con le ormule precedenti dove A '<
3b4 0odello di carico L0 J' e orza centriuga calcolata secondo le precedenti espressioni per la massima velocit! di progetto.
Inoltre, per ponti situati in curva, dovr! essere considerato anche il caso di assenza di orza centriuga 3convogli ermi4.
"er i modelli di carico L0J' e 8^9. lazione centriuga si dovr! determinare partendo dalle equazioni G(.-.FI e
G(.-.'.Iconsiderando i valori di 1, _, e deiniti nella seguente /ab. (.- II.
PONTI 147

5.2.2.3.2 "zione laterale 9Serpeggio:
La orza laterale indotta dal serpeggio si considera come una orza concentrata agente orizzontalmente, applicata alla sommit!
della rotaia pi% alta, perpendicolarmente allasse del binario. /ale azione si applicher! sia in rettiilo che in curva.
Il valore caratteristico di tale orza sar! assunto pari a 5
s7
A '.. 7N. /ale valore deve essere moltiplicato per _, 3se _d'4, ma non
per il coeiciente `.
5uesta orza laterale deve essere sempre combinata con i carichi verticali.
5.2.2.3.3 "zioni di avviamento e frenat!ra
Le orze di renatura e di avviamento agiscono sulla sommit! del binario, nella direzione longitudinale dello stesso. 6ette orze
sono da considerarsi uniormemente distribuite su una lunghezza di binario L determinata per ottenere leetto pi% gravoso
sullelemento strutturale considerato.
I valori caratteristici da considerare sono i seguenti:
avviamento: 5
la,7
A ,, G7N9mI M LGmI B '... 7N per modelli di carico L0 J', 8^9.,
8^9-
renatura: 5
lb,7
A -. G7N9mI M LGmI B C... 7N per modelli di carico L0 J', 8^9.
5
lb,7
A ,( G7N9mI M LGmI per modelli di carico 8^9-
5uesti valori caratteristici sono applicabili a tutti i tipi di binario, sia con rotaie saldate che con rotaie giuntate, con o senza dispo-
sitivi di espansione.
Le azioni di renatura ed avviamento saranno combinate con i relativi carichi verticali 3per modelli di carico 8^9. e 8^9- saranno
tenute in conto solo le parti di struttura che sono caricate in accordo con la 2ig (.-.- e con la /ab. (.-.I4.
5uando la rotaia & continua ad una o ad entrambe le estremit! del ponte solo una parte delle orze di renatura ed avviamento &
traserita, attraverso limpalcato, agli apparecchi di appoggio, la parte rimanente di queste orze & trasmessa, attraverso le rotaie,
ai rilevati a tergo delle spalle. La percentuale di orze traserite attraverso limpalcato agli apparecchi di appoggio & valutabile con
le modalit! riportate nel paragrao relativo agli eetti di interazione statica.
Nel caso di ponti a doppio binario si devono considerare due treni in transito in versi opposti, uno in ase di avviamento, laltro
in ase di renatura.
Nel caso di ponti a pi% di due binari, si deve considerare:
- un primo binario con la massima orza di renatura<
- un secondo binario con la massima orza di avviamento nello stesso verso della orza di renatura<
- un terzo ed un quarto binario con il (.Z della orza di renatura, concorde con le precedenti<
- altri eventuali binari privi di orze orizzontali.
"er il treno scarico la renatura e lavviamento possono essere trascurate.
"er lunghezze di carico superiori a ,.. m dovranno essere eseguiti appositi studi per valutare i requisiti aggiuntivi da tenere in
conto ai ini degli eetti di renatura ed avviamento.
"er la determinazione delle azioni di renatura e avviamento relative a errovie diverse da quelle ordinarie 3errovie leggere, me-
tropolitane, a scartamento ridotto, ecc.4 dovranno essere eseguiti appositi studi in relazione alla singola tipologia di inrastruttu-
ra.
Tab. 5.&.II - 5arametri per determinazione della #orza centri#uga
0alre di ?
;assima "el-
ci%G della li!ea
#Hm+h$
6zi!e ce!%rifuga basa%a suF 'aric "er%icale
asscia%
0 ? f

8^9-

e '..
'.. ' ' ' Y ' Y 8^9-

Y ' Y 8^9-
@ '.. 1 ' ' ' Y ' Y 8^9-

L0J' e
8^9.

d '-.
1 '
' Y Y
3L0J'L8^9.4
x ' x ' x
3L0J'L8^9.4
'-. _ '
_ Y ' Y
3L0J'L8^9.4

Y _ Y ' Y
3L0J'L8^9.4 B '-. 1 _ '
_ Y ' Y
3L0J'L8^9.4

148 CAPITOLO 5
I valori caratteristici dellazione di renatura e di quella di avviamento devono essere moltiplicati per _ e non devono essere mol-
tiplicati per .
5.2.2.4 Azio$i &ariabili ambie$tali
5.2.2.4.1 "zione del vento
Le azioni del vento sono deinite al > ,., delle presenti Norme /ecniche.
Nelle stesse norme sono individuate le metodologie per valutare leetto dellazione sia come eetto statico che dinamico. Le
strutture andranno progettate e veriicate nel rispetto di queste azioni.
Nei casi ordinari il treno viene individuato come una supericie piana continua convenzionalmente alta * m dal ".2.E indipenden-
temente dal numero dei convogli presenti sul ponte.
Nel caso in cui si consideri il ponte scarico, lazione del vento dovr! considerarsi agente sulle barriere antirumore presenti, cosP da
individuare la situazione pi% gravosa.
5.2.2.4.2 +emperat!ra
Le azioni della temperatura sono deinite al > ,.( delle presenti Norme /ecniche.
Nelle stesse norme sono individuate le metodologie per valutare leetto dellazione. Le strutture andranno progettate e veriica-
te nel rispetto di queste azioni.
5ualora non si reputi di eseguire uno studio termodinamico degli eetti della temperatura, in via approssimata, essenzialmente
per la valutazione delle deormazioni e9o degli stati tensionali delle strutture correnti, possono assumersi i seguenti campi di va-
riazione termica per la struttura.
a) !ariazione termica uni#orme !olumetrica
Le variazioni termiche uniormi da considerare per le opere direttamente esposte alle azioni atmoseriche, rispetto alla tempera-
tura media dal sito, in mancanza di studi approonditi sono da assumersi pari a:
h Impalcato in calcestruzzo, c.a. e c.a.p. W/ A i '(K#
h Impalcato in struttura mista acciaio-calcestruzzo W/ A i '(K#
h Impalcato con strutture in acciaio ed armamento su ballast W/ A i -.K#
h Impalcato con strutture in acciaio ed armamento diretto W/ A i -(K#
h 8trutture in calcestruzzo W/ A i '(K#
+sclusivamente per il calcolo delle escursioni dei giunti e degli apparecchi dappoggio la variazione di temperatura di cui al pre-
cedente capoverso dovr! essere incrementata del (. Z per tutte le tipologie di impalcato.
b) !ariazione termica non uni#orme
In aggiunta alla variazione termica uniorme, andr! considerato un gradiente di temperatura di ( K# ra estradosso ed intradosso
di impalcato con verso da determinare caso per caso.
Nel caso di impalcati a cassone in calcestruzzo, andr! considerata una dierenza di temperatura di ( K# con andamento lineare
nello spessore delle pareti e nei due casi di temperatura interna maggiore9minore dellesterna.
Nei ponti a struttura mista acciaio-calcestruzzo, andr! considerata anche una dierenza di temperatura di ( K# tra la soletta in
calcestruzzo e la trave in acciaio.
$nche per le pile si dovr! tenere conto degli eetti dovuti ai enomeni termici e di ritiro dierenziale.
"er le usuali tipologie di pile cave, salvo pi% accurate determinazioni, si potranno adottare le ipotesi approssimate di seguito de-
scritte:
- dierenza di temperatura tra interno ed esterno pari a '. K# 3con interno pi% caldo dellesterno o viceversa4, considerando un
modulo elastico + non ridotto<
- variazione termica uniorme tra usto, pila e zattera interrata pari a ( K# 3zattera pi% redda della pila e viceversa4 con varia-
zione lineare tra lestradosso zattera di ondazione ed una altezza da assumersi, in mancanza di determinazioni pi% precise,
pari a ( volte lo spessore della parete della pila.
"er la veriica delle deormazioni orizzontali e verticali degli impalcati, con lesclusione delle analisi di comort, dovranno consi-
derarsi delle dierenze di temperatura ra estradosso ed intradosso e ra le superici laterali pi% esterne degli impalcati di '. K#.
"er tali dierenze di temperatura potr! assumersi un andamento lineare ra i detti estremi, considerando gli stessi gradienti ter-
mici diretti sia in un verso che nellaltro.
"er il calcolo degli eetti di interazione statica binario-struttura, si potranno considerare i seguenti eetti termici sul binario:
- in assenza di apparecchi di dilatazione del binario, si potr! considerare nulla la variazione termica nel binario, essendo essa
ininluente ai ini della valutazione delle reazioni nei vincoli issi e delle tensioni aggiuntive nelle rotaie e non generando essa
scorrimenti relativi binario impalcato<
- in presenza di apparecchi di dilatazione del binario, si assumeranno variazioni termiche del binario pari a L,. K# e -*. K# ri-
spetto alla temperatura di regolazione del binario stesso. Nel caso di impalcato in acciaio esse dovranno essere applicate con-
temporaneamente alle variazioni termiche dellimpalcato e con lo stesso segno. Nel caso di impalcati in c.a.p. o misti in acciaio-
PONTI 149
calcestruzzo, occorrer! considerare, tra le due seguenti, la condizione pi% savorevole nella combinazione con le altre azioni:
nella prima & nulla la variazione termica nellimpalcato e massima 3positiva o negativa4 quella nella rotaia, nella seconda & nul-
la la variazione termica nella rotaia e massima 3positiva o negativa4 quella nellimpalcato.
$i ini delle veriiche di interazione, le massime variazioni termiche dellimpalcato rispetto alla temperatura dello stesso allatto
della regolazione del binario, possono essere assunte pari a quelle indicate in precedenza, in unzione dei materiali costituenti
lopera e della tipologia di armamento. \eninteso, quanto innanzi esplicitato trova applicazione quando la regolazione del binario
viene eseguita nei periodi stagionali nei quali il ponte viene a trovarsi approssimativamente in condizioni di temperatura media.
In generale si possono ritenere trascurabili, e comunque in avore di sicurezza, gli eetti del gradiente termico lungo laltezza
dellimpalcato.
5.2.2.5 ,%%etti di i$terazio$e stati#a Tre$o45i$ario4Str"tt"ra
Nei casi in cui si abbia continuit! delle rotaie tra il ponte ed il rilevato a tergo delle spalle ad una o ad entrambe le estremit! del
ponte 3ipotesi di assenza, ad uno o ad entrambi gli estremi del ponte, di apparecchi di dilatazione del binario4 si dovr! tenere
conto degli eetti di interazione tra binario e struttura che inducono orze longitudinali nella rotaia e nella sottostruttura del pon-
te 3sistemi ondazione-pila-apparecchio di appoggio, ondazione-spalla-apparecchio di appoggio4 e scorrimenti longitudinali tra
binario e impalcato che interessano il mezzo di collegamento 3ballast e9o attacco4.
Le suddette azioni dovranno essere portate in conto nel progetto di tutti gli elementi della struttura 3impalcati, apparecchi
dappoggio, pile, spalle, ondazioniE ecc.4 e dovranno essere tali da non compromettere le condizioni di servizio del binario 3ten-
sioni nella rotaia, scorrimenti binarioimpalcato4.
6evono essere considerati gli eetti di interazione binario-struttura prodotti da:
- renatura ed avviamento dei treni<
- variazioni termiche della struttura e del binario<
- deormazioni dovute ai carichi verticali.
Tli eetti di interazione prodotti da viscosit! e ritiro nelle strutture in c.a. e c.a.p. dovranno essere presi in conto, ove rilevanti.
La rigidezza del sistema appoggio9pile9ondazioni, da considerare per la valutazione degli eetti delle interazioni statiche, dovr!
essere calcolata trascurando lo scalzamento nel caso di pile in alveo.
$l ine di garantire la sicurezza del binario rispetto a enomeni di instabilit! per compressione e rottura per trazione della rotaia,
nonch) rispetto ad eccessivi scorrimenti nel ballast, causa di un suo rapido deterioramento, occorre che vengano rispettati i limiti
sullincremento delle tensioni nel binario e sugli spostamenti relativi tra binario ed estradosso dellimpalcato o del rilevato orniti
dal Testore dellinrastruttura che speciicher! modalit! e parametri di controllo in unzione delle caratteristiche
dellinrastruttura e della tipologia di armamento 3rotaie, traverse, attacchi4 e della presenza o meno del ballast.
La veriica di sicurezza del binario andr! condotta considerando la combinazione caratteristica 38L+4, adottando per le azioni
termiche coeicienti
oi
A',..
5.2.2.- ,%%etti aerodi$ami#i asso#iati al assa**io dei #o$&o*li %erro&iari
Il passaggio dei convogli erroviari induce sulle superici situate in prossimit! della linea erroviaria 3per esempio barriere anti-
rumore4 onde di pressione e depressione secondo gli schemi riportati nel seguito.
Le azioni possono essere schematizzate mediante carichi equivalenti agenti nelle zone prossime alla testa ed alla coda del treno
nei casi in cui, in ragione della velocit! della linea, non si instaurino ampliicazioni dinamiche signiicative per il comportamento
degli elementi strutturali investiti dalle azioni aerodinamiche. +sse dovranno essere utilizzate per il progetto delle barriere e delle
relative strutture di sostegno 3cordoli, solette, ondazioni, ecc.4.
I carichi equivalenti sono considerati valori caratteristici delle azioni.
In ogni caso le azioni aerodinamiche dovranno essere cumulate con lazione del vento come indicato al punto (.-.,.,.-.
5.2.2..1 S!perfici verticali parallele al binario
I valori caratteristici dellazione i q
'7
relativi a superici verticali parallele al binario sono orniti in 2ig. (.-.E in unzione della di-
stanza a
g
dallasse del binario pi% vicino.
150 CAPITOLO 5

I suddetti valori sono relativi a treni con orme aerodinamiche savorevoli< per i casi di orme aerodinamiche avorevoli, questi
valori dovranno essere corretti per mezzo del attore 7
'
, ove:
7
'
A .,E( per convogli ormati da carrozze con sagoma arrotondata<
7
'
A .,C. per treni aerodinamici.
8e laltezza di un elemento strutturale 3o parte della sua supericie di inluenza4 & B',. m o se la larghezza & B-,(. m, lazione q
'7
deve
essere incrementata del attore 7
-
A',,.
5.2.2..2 S!perfici orizzontali al di sopra del binario
I valori caratteristici dellazione i q
-7,
relativi a superici orizzontali al di sopra del binario, sono orniti in 2ig. (.-.F in unzione
della distanza hg della supericie ineriore della struttura dal "2.
La larghezza dapplicazione del carico per gli elementi strutturali da considerare si estende sino a '. m da ciascun lato a partire
dalla mezzeria del binario.
"er convogli transitanti in due direzioni opposte le azioni saranno sommate. Nel caso di presenza di pi% binari andranno consi-
derati solo due binari.
$nche lazione q
-7
andr! ridotta del attore 7
'
, in accordo a quanto previsto nel precedente > (.-.-.C.'.
Le azioni agenti sul bordo di elementi nastriormi che attraversano i binari, come ad esempio le passerelle, possono essere ridotte
con un attore pari a .,J( per una larghezza ino a ',(. m.
5.2.2.6.3 Superfici orizzontali adiacenti il binario I valori caratteristici dellazione i q
,7
, relativi a superici orizzontali adiacenti il bi-
nario, sono orniti in 2ig. (.-.'. e si applicano indipendentemente dalla orma aerodinamica del treno.
"er tutte le posizioni lungo le superici da progettare, q
,7
si determiner! come una unzione della distanza a
g
dallasse del binario
pi% vicino. Le azioni saranno sommate, se ci sono binari su entrambi i lati dellelemento strutturale da calcolare.
8e la distanza h
g
supera i ,,E. m lazione q
,7
pu: essere ridotta del attore 7
,
:
( )
7 , 3
h 5 , 7
k
g
3

= per ,,E m @ h
g
@ J,( m<
7
,
A . per h
g
e J,( m
dove h
g
rappresenta la distanza dal ".2. alla supericie ineriore della struttura.











Fig. 5.&.I - $alori caratteristici delle azioni q
14
per super#ici !erticali parallele al binario
PONTI 151





5.2.2..4 Str!tt!re con s!perfici m!ltiple a fianco del binario sia verticali che orizzontali o inclinate
I valori caratteristici dellazione i q
*7
, sono orniti in 2ig. (.-.'' e si applicano ortogonalmente alla supericie considerata. Le azio-
ni sono determinate secondo quanto detto nel precedente > (.-.-.C.' adottando una distanza ittizia dal binario pari a
aj
g
A .,C min a
g
L .,* maY a
g G(.-.'.I

Le distanze min a
g
, maY a
g
sono indicate in 2ig. (.-.''.
Nei casi in cui maY a
g
d C m si adotter! maY a
g
A C,. m
I coeicienti 7
'
e 7
-
sono gli stessi deiniti al precedente > (.-.-.C.'.



Fig. 5.&.J - $alori caratteristici delle azioni q
)4
per super#ici orizzontali al di sopra del binario

Fig. 5.&.18 - $alori caratteristici delle azioni q
*4
per super#ici orizzontali adiacenti il binario
152 CAPITOLO 5

5.2.2..5 S!perfici che circondano integralmente il binario per l!nghezze inferiori a 28 m
In questo caso, tutte le azioni si applicheranno indipendentemente dalla orma aerodinamica del treno nel modo seguente:.
- sulle superici verticali i 7
*
M q
'7
, per tutta laltezza dellelemento, con q
'7
determinato in accordo con il punto (.-.-.C.' e 7
*
A -<
- sulla supericie orizzontale i 7
(
M q
-7
, con:
q
-7
determinato in accordo con il punto (.-.-.C.-<
7
(
A -,( se la struttura racchiude un solo binario<
7
(
A ,,( se la struttura racchiude due binari.
5.2.2.. Azio$i idrodi$ami#'e
Le azioni idrauliche sulle pile poste nellalveo dei iumi andranno calcolate secondo le prescrizioni del > (.-.'.- tenendo conto,
oltre che dellorientamento e della orma della pila, anche degli eetti di modiicazioni locali dellalveo dovute, per esempio, allo
scalzamento.
5.2.2./ Azio$i sismi#'e
"er le azioni sismiche si devono rispettare le prescrizioni di cui al > ,.-. e al > J.F.
"er la determinazione degli eetti di tali azioni si ar! di regola rierimento alle sole masse corrispondenti ai pesi propri ed ai ca-
richi permanenti e considerando con un coeiciente - A .,- il valore quasi permanente delle masse corrispondenti ai carichi da
traico erroviario.
5.2.2.6 Azio$i e##ezio$ali
Le azioni eccezionali da considerare nel progetto saranno valutate sulla base delle indicazioni contenute nel > ,.C in generale e al >
,.C.,.' in particolare.
#on rierimento al > ,.C.,.' si puntualizza che le azioni durto agenti sugli elementi strutturali orizzontali al disopra della strada, so-
no da impiegarsi per la veriica di sicurezza globale dellimpalcato nel suo insieme inteso come corpo rigido 3sollevamen-
to9ribaltamento4< alloccorrenza di tali eventi sono ammessi danni localizzati agli elementi strutturali che non comportino il collasso
dellimpalcato.
8empre nellambito delle azioni eccezionali devono essere considerate quelle riportate nei seguenti paragrai.
5.2.2.7.1 (ott!ra della catenaria
8i dovr! considerare leventualit! che si veriichi la rottura della catenaria nel punto pi% savorevole per la struttura del ponte. La
orza trasmessa alla struttura in conseguenza di un simile evento si considerer! come una orza di natura statica agente in dire-
zione parallela allasse dei binari, di intensit! pari a i -. 7N e applicata sui sostegni alla quota del ilo.
In unzione del numero di binari presenti sullopera si assumer! la rottura simultanea di:
' catenaria per ponti con un binario<
- catenarie per ponti con un numero di binari compreso ra - e C<
, catenarie per ponti con pi% di sei binari.
Nelle veriiche saranno considerate rotte le catenarie che determinano leetto pi% savorevole.




Fig. 5.&.11 - "e#inizione della distanza ma6 a
g
e min a
g
dall7asse del binario
PONTI 153
5.2.2.7.2 Deragliamento al di sopra del ponte
Sltre a considerare i modelli di carico verticale da traico erroviario, ai ini della veriica della struttura si dovr! tenere conto
della possibilit! alternativa che un locomotore o un carro pesante deragli, esaminando separatamente le due seguenti situazioni
di progetto:
'as 1:
8i considerano due carichi verticali lineari q
$'d
A C. 7N9m 3comprensivo delleetto dinamico4 ciascuno.
/rasversalmente i carichi distano ra loro di 8 3scartamento del binario4 e possono assumere tutte le posizioni comprese entro i
limiti indicati in 2ig. (.-.'-.
"er questa condizione sono tollerati danni locali, purch) possano essere acilmente riparati, mentre sono da evitare danneggia-
menti delle strutture portanti principali.

'as &:
8i considera un unico carico lineare q
$-d
AE. 7N9m
.
',* esteso per -. m e disposto con una eccentricit! massima, lato esterno, di ',(
s rispetto allasse del binario 32ig. (.-.',4. "er questa condizione convenzionale di carico andr! veriicata la stabilit! globale
dellopera, come il ribaltamento dimpalcato, il collasso della soletta, ecc.
"er impalcati metallici con armamento diretto, il caso - dovr! essere considerato solo per le veriiche globali.

5.2.2.7.3 Deragliamento al di sotto del ponte
Nel posizionamento degli elementi strutturali in adiacenza della errovia, ad eccezione delle gallerie artiiciali a parete continua,
occorre tenere conto che per una zona di larghezza di ,,( m misurata perpendicolarmente dallasse del binario pi% vicino, vige il
divieto di ediicabilit!.
$ distanze superiori di *,(. m & consentita la realizzazione di pilastri isolati. "er distanze intermedie dovranno essere previsti e-
lementi strutturali aventi rigidezza via via crescenti con il diminuire della distanza dal binario.
Le azioni prodotte dal treno deragliato sugli elementi verticali di sostegno adiacenti la sede erroviaria sono indicate al > ,.C.,.*.
5.2.2.17 Azio$i i$dirette
5.2.2.18.1 Distorsioni
Le distorsioni, quali ad esempio i cedimenti vincolari artiicialmente provocati e non, sono da considerarsi azioni permanenti. Nei
ponti in c.a., c.a.p. e a struttura mista i loro eetti vanno valutati tenendo conto dei enomeni di viscosit!.
5.2.2.18.2 (itiro e viscosit;
I coeicienti di ritiro e viscosit! inali, salvo sperimentazione diretta, sono quelli indicati nel > ''.'.
5ualora si debba provvedere al calcolo dellampiezza dei giunti e della corsa degli apparecchi di appoggio, gli eetti del ritiro e
della viscosit! dovranno essere valutati incrementando del (.Z i valori di cui al precedente capoverso.

Fig. 5.&.1- - %aso )


Fig. 5.&.1& - %aso 1
154 CAPITOLO 5
Nella progettazione delle pile di un viadotto erroviario deve considerarsi il ritiro dierenziale usto-ondazione 3usto-pulvino4,
considerando un plinto 3pulvino4 parzialmente stagionato, che non ha, quindi, ancora esaurito la relativa deormazione da ritiro.
#onseguentemente a tale situazione si potr! considerare un valore di ritiro dierenziale pari al (.Z di quello a lungo termine,
considerando un valore convenzionale del modulo di elasticit! del calcestruzzo pari ad '9, di quello misurato.
5.2.2.18.3 (esistenze parassite nei vincoli
Nel calcolo delle pile, delle spalle, delle ondazioni, degli stessi apparecchi dappoggio e, se del caso, dellimpalcato, si devono
considerare le orze che derivano dalle resistenze parassite dei vincoli. Le orze indotte dalla resistenza parassita nei vincoli sa-
ranno da esprimere in unzione del tipo di appoggio e del sistema di vincolo dellimpalcato.
5.2.3. PARTICOLARI PRESCRIZIONI PER LE VERIFICHE
5.2.3.1 Combi$azio$e dei tre$i di #ari#o e delle azio$i da essi deri&ate er i8 bi$ari
5.2.3.1.1 &!mero di binari
8alvo diversa prescrizione progettuale ciascun ponte dovr! essere progettato per il maggior numero di binari geometricamente
compatibile con la larghezza dellimpalcato, a prescindere dal numero di binari eettivamente presenti.
5.2.3.1.2 &!mero di treni contemporanei
Nella progettazione dei ponti andr! considerata leventuale contemporaneit! di pi% treni, secondo quanto previsto nella /ab.
(.-.III. #onsiderando, in genere, sia il traico normale che il traico pesante.


"er strutture con , o pi% binari dovranno considerarsi due distinte condizioni: la prima che prevede caricati solo due binari 3pri-
mo e secondo4 considerando gli eetti pi% gravosi tra il caso a ed il traico pesante< la seconda che prevede tutti i binari carica-
ti con lentit! del carico corrispondente a quello issato nel caso b.
#ome primo binario si intende quello su cui disporre il treno pi% pesante per avere i massimi eetti sulla struttura. "er secondo
binario si intende quello su cui viene disposto il secondo treno per avere, congiuntamente con il primo, i massimi eetti sulla struttu-
ra< pertanto, il primo e il secondo binario possono anche non essere contigui nel caso di ponti con , o pi% binari.
5ualora la presenza del secondo treno o, eventualmente, dei successivi, riduca leetto in esame, essi non vanno considerati pre-
senti.
/utti gli eetti delle azioni dovranno determinarsi con i carichi e le orze disposti nelle posizioni pi% savorevoli. $zioni che pro-
ducano eetti avorevoli saranno trascurate 3ad eccezione dei casi in cui si considerino i treni di carico 8^ i quali debbono consi-
derarsi applicati per lintera estensione del carico4.
5.2.3.1.3 Sim!ltaneit; delle azioni da traffico < valori caratteristici delle azioni combinate in gr!ppi di carichi
Tli eetti dei carichi verticali dovuti alla presenza dei convogli vanno sempre combinati con le altre azioni derivanti dal traico
erroviario, adottando i coeicienti indicati in /ab. (.-.I1.
Il carico verticale, nel caso di ponti con pi% binari, & quello che si ottiene con i treni speciicati nella /ab. (.-.III.
Nella valutazione degli eetti di interazione, alle azioni conseguenti allapplicazione dei carichi da traico erroviario si adotte-
ranno gli stessi coeicienti parziali dei carichi che li generano.
I valori ra parentesi indicati nella /ab. (.-.I1 vanno assunti quando lazione risulta avorevole nei riguardi della veriica che si
sta svolgendo.
Tab. 5.&.III - %arichi mobili in #unzione del numero di binari presenti sul ponte
Numer Di!ari Traffic !rmale
Traffic pesa!%e
3-4

di bi!ari 'arichi cas a
3'4
cas b
3'4

1 "rimo ',. 3L0 J'L8^9.4 - ',. 8^9-
"rimo ',. 3L0 J'L8^9.4 - ',. 8^9-
& secondo ',. 3L0 J'L8^9.4 - ',. 3L0 J'L8^9.4
"rimo ',. 3L0 J'L8^9.4 .,J( 3L0 J'L8^9.4 ',. 8^9-
e-
secondo ',. 3L0 J'L8^9.4 .,J( 3L0 J'L8^9.4 ',. 3L0 J'L8^9.4
$ltri - .,J( 3L0 J'L8^9.4 -
3' 4
L0J' L 8^9. signiica considerare il pi% savorevole ra i treni L0 J', 8^9.
3- 4
8alvo i casi in cui sia esplicitamente escluso
PONTI 155


Il gruppo * & da considerarsi esclusivamente per le veriiche a essurazione. I valori indicati ra parentesi si assumeranno pari a:
3.,C4 per impalcati con - binari caricati e 3.,*4 per impalcati con tre o pi% binari caricati.
5.2.3.1.4 'alori rari e fre2!enti delle azioni da traffico ferroviario
Le azioni derivanti da ciascuno dei gruppi di carico deiniti nella /ab. (.-.I1 sono da intendersi come ununica azione caratteristi-
ca da utilizzarsi nella deinizione dei valori rari e requenti.
5.2.3.1.5 'alori 2!asi<permanenti delle azioni da traffico ferroviario
I valori quasi permanenti delle azioni da traico erroviario possono assumersi uguali a zero ad eccezione delle combinazioni si-
smiche.
5.2.3.1. "zioni da traffico ferroviario in sit!azioni transitorie
Nelle veriiche di progetto per situazioni transitorie dovute alla manutenzione dei binari o del ponte, i valori caratteristici delle
azioni da traico, caso per caso, sono da concordarsi con lautorit! erroviaria.
5.2.3.2 )eri%i#'e alle te$sio$i ammissibili
"er i ponti erroviari non & ammesso il metodo di veriica alle tensioni ammissibili di cui al > -.J.
5.2.3.3 )eri%i#'e a*li SL+ e SL,
5.2.3.3.1 (e2!isiti concernenti gli S*/
"er le veriiche agli stati limite ultimi si adottano i valori dei coeicienti parziali in /ab. (.-.1 e i coeicienti di combinazione
in /ab. (.-.1I.
















Tab. 5.&.I0 -$alutazione dei carichi da tra##ico
TIPO DI
CARIC
O
Azioni verticali Azioni orizzontali
Commenti
Gruppi
di carico
Carico
verticale
(1)
Treno
scarico
Frenatura
e avvia-
mento
Centriu!a "erpe!!io
Gruppo
1
(#)
1$% - %$& (%$%) 1$% (%$%) 1$% (%$%)
massima azione
verticale e laterale
Gruppo
#
(#)
- 1$% %$% 1$% (%$%) 1$% (%$%) sta'ilit( laterale
Gruppo
)
(#)
1$% (%$&) - 1$% %$& (%$%) %$& (%$%)
massima azione
lon!itudinale
Gruppo
*
%$+
(%$,-%$*)
- %$+ (%$,-%$*) %$+ (%$,-%$*) %$+ (%$,-%$*) essurazione
3'4 Includendo tutti i valori 32< a< etc..4
3-4 La simultaneit! di due o tre valori caratteristici interi 3assunzione di diversi coeicienti pari ad '..4, sebbene improbabile,
156 CAPITOLO 5



Nella /ab. (.-.1 il signiicato dei simboli & il seguente:
V
T'
coeiciente parziale del peso proprio della struttura, del terreno e dellacqua, quando pertinente<
V
T-
coeiciente parziale dei pesi propri degli elementi non strutturali<
V
\
coeiciente parziale del peso proprio del ballast<
V
5
coeiciente parziale delle azioni variabili da traico<
V
5i
coeiciente parziale delle azioni variabili
V
"
coeiciente parziale delle azioni di precompressione
V
#ed
coeiciente parziale delle azioni di ritiro, viscosit! e cedimenti non imposti appositamente.








Tab. 5.&.0I - %oe##icienti di combinazione 8 delle azioni
6zi!i =
8
4"alri rari5
=
1
4"alri
fre*ue!%i5
=
&
4"alri
*uasi per-
ma!e!%i5
$zioni singole #arico sul rilevato a tergo delle
spalle
.,E. .,(. .,.
da traico $zioni aerodinamiche generate
dal transito dei convogli
.,E. .,(. .,.
gr
'
.,E.
3-4
.,E.
3'4
.,.
Truppi di gr
-
.,E.
3-4
.,E.
3'4
-
carico gr
,
.,E.
3-4
.,E.
3'4
.,.
gr
*
',.. ',..
3'4
.,.
$zioni del ven-
to
2
^7
.,C. .,(. .,.
$zioni da in ase di esecuzione .,E. .,. .,.
neve 8LQ e 8L+ .,. .,. .,.
$zioni termiche /
7
.,C. .,C. .,(.
3'4
.,E. se & carico solo un binario, .,C. se sono carichi due binari e .,*. se sono carichi tre o pi% binari.
3-4
5uando come azione di base venga assunta quella del vento, i coeicienti k
.
relativi ai gruppi di carico
delle azioni da traico vanno assunti pari a .,..
Tab. 5.&.0 - %oe##icienti parziali di sicurezza per le combinazioni di carico agli SL&
'efficie!%e 2(3
415
61 6&
$zioni permanenti avorevoli
savorevoli
V
T'
.,F.
','.
',..
',,(
',..
',..
$zioni permanenti non strut-
turali
3-4

avorevoli
savorevoli
V
T-
.,..
',(.
.,..
',(.
.,..
',,.
\allast
3,4
avorevoli
savorevoli
V
\
.,F.
',(.
',..
',(.
',..
',,.
$zioni variabili da traico
3*4
avorevoli
savorevoli
V
5
.,..
',*(
.,..
',*(
.,..
',-(
$zioni variabili avorevoli
savorevoli
V
5i
.,..
',(.
.,..
',(.
.,..
',,.
"recompressione avorevole
savorevole
V
"
.,F.
',..
3(4

',..
',..
3C4

',..
',..
Nitiro, viscosit! e cedimenti
non imposti appositamente
avorevole
savorevole
V
#ed
.,..
',-.


.,..
',-.
.,..
',..
3'4

+quilibrio che non coinvolga i parametri di deormabilit! e resistenza del terreno< altri-
menti si applicano i valori della colonna $-.
3-4

Nel caso in cui le azioni permanenti non strutturali 3ad es. carichi permanenti portati4 siano
compiutamente deiniti si potranno adottare gli stessi coeicienti validi per le azioni per-
manenti.
3,4

5uando si prevedano variazioni signiicative del carico dovuto al ballast, se ne dovr!
tener conto esplicitamente nelle veriiche.
3*4

Le componenti delle azioni da traico sono introdotte in combinazione considerando
uno dei gruppi di carico gr della /ab. (.-.I1.
3(4

',,. per instabilit! in strutture con precompressione esterna
3C4

',-. per eetti locali
PONTI 157


5.2.3.3.2 (e2!isiti concernenti gli S*-
Lassetto di una struttura, da valutarsi in base alle combinazioni di carico previste dalla presente norma, deve risultare compati-
bile con la geometria della struttura stessa in relazione alle esigenze dei convogli erroviari.
"er le veriiche agli stati limite desercizio si adottano i valori dei coeicienti parziali in /ab. (.-.1I.
Sve necessario in luogo dei gruppi delle azioni da traico erroviario deiniti in /ab. (.-.I1 possono considerarsi le singole azioni
con i coeicienti di combinazione indicati in /ab. (.-.1II.


"er la valutazione degli eetti dellinterazione si usano gli stessi coeicienti adottati per le azioni che provocano dette intera-
zioni e cio&: temperatura, carichi verticali da traico erroviario, renatura.
In ogni caso le azioni aerodinamiche devono essere cumulate con lazione del vento. Lazione risultante dovr! essere maggiore di
un valore minimo, unzione della velocit! della linea e comunque di ',( 7N9m
D

sia nella veriica agli 8L+ 3combinazione caratteri-
stica4 sia nella veriica agli 8LQ con V
5
A ',.. e V
5i
A',...
5.2.3.3.2.1 Stati limite di esercizio per la sicurezza del traffico ferroviario
9ccelerazioni !erticali dell7impalcato
5uesta veriica & richiesta per opere sulle quali la velocit! di esercizio & superiore ai -.. 7m9h o quando la requenza propria del-
la struttura non & compresa nei limiti indicati nella 2ig. (.-.J. La veriica, quando necessaria, dovr! essere condotta considerando
convogli reali.
In mancanza di ulteriori speciicazioni, per ponti con armamento su ballast, non devono registrarsi accelerazioni verticali supe-
riori a ,,( m9s
-

nel campo di requenze da . a -. az.
"e#ormazioni torsionali dell7impalcato
La torsione dellimpalcato del ponte & calcolata considerando il treno di carico L0 J' incrementato con il corrispondente coei-
ciente dinamico.

Il massimo sghembo, misurato su una lunghezza di , m e considerando le rotaie solidali allimpalcato 32ig. (.-.'*4, non deve ec-
cedere i seguenti valori:
per 1 B '-. 7m9h< t B *,( mm9,m
per '-. @ 1 B -.. 7m9h< t B ,,. mm9,m
per 1 d -.. 7m9h< t B ',( mm9,m
"er velocit! 1 d -.. 7m9h si deve inoltre veriicare che per convogli reali, moltiplicati per il relativo incremento dinamico, risulti
t B ',- mm9,m.

Fig. 5.&.1/ - Sghembo ammissibile
Tab. 5.&.0II - &lteriori coe##icienti di combinazione delle azioni
6zi!i
=
8
4"alri rari5
=
1
4"alri
fre*ue!%i5
=
&
4"alri *uasi
perma!e!%i5
$zioni singole
da traico
/reno di carico L0 J' .,E.
3,4

3'4

.,.
/reno di carico 8^ 9. .,E.
3,4
.,E. .,.
/reno di carico 8^9-
.,..
3,4

.,E. .,.
/reno scarico
',..
3,4

- -
#entriuga
3-4 3,4

3-4

3-4

$zione laterale 3serpeggio4 ',..
3,4
.,E. .,.
3'4
.,E. se & carico solo un binario, .,C. se sono carichi due binari e .,*. se sono carichi tre o pi% binari.
3-4
8i usano gli stessi coeicienti adottati per i carichi che provocano dette azioni.
3,4
5uando come azione di base venga assunta quella del vento, i coeicienti
.
relativi ai gruppi di carico delle
azioni da traico vanno assunti pari a .,..
158 CAPITOLO 5
In mancanza di ulteriori speciiche, lo sghembo complessivo dovuto alla geometria del binario 3curve di transizione4 e quello do-
vuto alla deormazione dellimpalcato, non deve comunque eccedere i C mm9, m.
In#lessione nel piano orizzontale dell7impalcato
#onsiderando la presenza del treno di carico L0 J', incrementato con il corrispondente coeiciente dinamico, lazione del vento,
la orza laterale 3serpeggio4, la orza centriuga e gli eetti della variazione di temperatura lineare ra i due lati dellimpalcato sta-
bilita al > (.-.-.*, linlessione nel piano orizzontale dellimpalcato non deve produrre:
- una variazione angolare maggiore di quella ornita nella successiva /ab. (.-.1III<
- un raggio di curvatura orizzontale minore dei valori di cui alla citata tabella.















Il raggio di curvatura, nel caso di impalcati a semplice appoggio, & dato dalla seguente espressione:
=

-
E
h
L
: G(.-.''I
dove b
h
rappresenta la reccia orizzontale.
La reccia orizzontale deve includere anche leetto della deormazione della sottostruttura del ponte 3pile, spalle e ondazio-
ni4, qualora esso sia savorevole alla veriica.
5.2.3.3.3 'erifiche allo stato limite di fatica
"er strutture e elementi strutturali che presentano dettagli sensibili a enomeni di atica vanno eettuate opportune veriiche nei
conronti di questo enomeno.
Le veriiche saranno condotte considerando idonei spettri di carico. La determinazione delleettivo spettro di carico da conside-
rare nella veriica del ponte dovr! essere eettuata in base alle caratteristiche unzionali e duso della inrastruttura erroviaria
cui lopera appartiene.
5.2.3.3.4 'erifiche allo stato limite di fess!razione
"er assicurare la unzionalit! e la durabilit! delle strutture viene preissato uno stato limite di essurazione commisurato alle
condizioni ambientali, di sollecitazione e di ispezionabilit!, nonch) alla sensibilit! delle armature. /ali veriiche vengono condot-
te per le azioni da traico gruppo * /ab. (.-.I1.



Tab. 5.&.0III - 'assima !ariazione angolare e minimo raggio di cur!atura
0elci%G
#)m+h$
0ariazi!e
6!glare massima
.aggi mi!im di cur"a%ura
9i!gla campa%a PiK campa%e
1 B '-. .,..,( rd 'J.. m ,(.. m
'-. @ 1 B -.. .,..-. rd C... m F(.. m
-.. @ 1 .,..'( rd '*... m 'J(.. m










CAPITOLO CAPITOLO CAPITOLO CAPITOLO 6. 6. 6. 6.
PROGETTAZIONE GEOTECNICA

160 CAPITOLO 6
6.1. 6.1. 6.1. 6.1. DISPOSIZIONI GENERAL DISPOSIZIONI GENERAL DISPOSIZIONI GENERAL DISPOSIZIONI GENERALI II I
6.1.1. 6.1.1. 6.1.1. 6.1.1. OGGETTO DELLE NORME OGGETTO DELLE NORME OGGETTO DELLE NORME OGGETTO DELLE NORME
Il presente capitolo riguarda gli aspetti geotecnici della progettazione e della esecuzione di opere ed interventi che interagiscono
con il terreno ed in particolare tratta di :

opere di fondazione;
opere di sostegno;
opere in sotterraneo;
opere e manufatti di materiali sciolti naturali;
fronti di scavo;
miglioramento e rinforzo dei terreni e degli ammassi rocciosi;
consolidamento di opere esistenti,
nonch della sicurezza dei pendii naturali e della fattibilit di interventi che hanno riflessi su grandi aree.
6.1.2. 6.1.2. 6.1.2. 6.1.2. PRESCRIZIONI GENERAL PRESCRIZIONI GENERAL PRESCRIZIONI GENERAL PRESCRIZIONI GENERALI I I I
Le scelte progettuali devono tener conto delle prestazioni attese delle opere, dei caratteri geologici del sito e delle condizioni am-
bientali. I risultati dello studio rivolto alla caratterizzazione e modellazione geologica, di cui al !.".# devono essere esposti in
una specifica relazione geologica.
Le analisi di progetto devono essere basate su modelli geotecnici dedotti da specifiche indagini e prove che il progettista deve de-
finire in base alla tipologia dell$opera o dell$intervento e alle previste modalit esecutive.
Le scelte progettuali, il programma e i risultati delle indagini, la caratterizzazione e la modellazione geotecnica, unitamente alle
analisi per il dimensionamento geotecnico delle opere e alla descrizione delle fasi e modalit costruttive devono essere illustrati
in una specifica relazione geotecnica.

6.2. 6.2. 6.2. 6.2. ARTICOLAZIONE DEL PR ARTICOLAZIONE DEL PR ARTICOLAZIONE DEL PR ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO OGETTO OGETTO OGETTO
La progettazione geotecnica delle opere e degli interventi richiede preliminarmente la conoscenza delle caratteristiche geologiche
generali del sito e si articola pertanto in:
#. scelta del tipo di opera e di intervento e programmazione delle indagini geotecniche;
". caratterizzazione fisico-meccanica dei materiali presenti nel volume significativo e definizione dei modelli geotecnici di sotto-
suolo %cfr. &."."';
&. definizione delle fasi e delle modalit costruttive;
(. verifiche della sicurezza e delle prestazioni
). programmazione delle attivit di controllo e monitoraggio.
6.2.1. 6.2.1. 6.2.1. 6.2.1. CARATTERIZZAZIONE E CARATTERIZZAZIONE E CARATTERIZZAZIONE E CARATTERIZZAZIONE E MODELLAZIONE GEOLOGI MODELLAZIONE GEOLOGI MODELLAZIONE GEOLOGI MODELLAZIONE GEOLOGICA DEL SITO CA DEL SITO CA DEL SITO CA DEL SITO
Il modello geologico di riferimento * la ricostruzione concettuale di un insieme geologico capace di descrivere compiutamente le
caratteristiche geologiche del sottosuolo, le correlazioni tra i diversi elementi ed i loro processi evolutivi e di descrivere le
interrelazioni tra l+insieme geologico e le opere in progetto. La caratterizzazione e la modellazione geologica del sito deve
comprendere la ricostruzione dei caratteri litologici, stratigrafici, strutturali, idrogeologici, geomorfologici e, pi, in generale, di
pericolosit geologica del territorio, descritti e sintetizzati dal modello geologico di riferimento.
In funzione della complessit del contesto geologico nel -uale si inserisce l$opera, specifiche indagini di tipo geologico saranno
finalizzate alla documentata ricostruzione del modello geologico.
Il modello geologico deve essere sviluppato in modo da costituire utile elemento di riferimento per il progettista per in-uadrare i
problemi geotecnici e per definire il programma delle indagini geotecniche
La caratterizzazione e la modellazione geologica del sito devono essere esaurientemente esposte e commentate in una relazione
geologica, da redigere in conformit a -uanto previsto all$art. "! del ./0 "123"1#1 e che * parte integrante del progetto.
6.2.2. 6.2.2. 6.2.2. 6.2.2. INDAGINI, CARATTERIZ INDAGINI, CARATTERIZ INDAGINI, CARATTERIZ INDAGINI, CARATTERIZZAZIONE E MODELLAZIO ZAZIONE E MODELLAZIO ZAZIONE E MODELLAZIO ZAZIONE E MODELLAZIONE GEOTECNICA NE GEOTECNICA NE GEOTECNICA NE GEOTECNICA
Le indagini geotecniche devono essere programmate in funzione del tipo di opera e3o di intervento e devono riguardare il volu-
me significativo di cui al &."."; le indagini devono permettere la definizione dei modelli geotecnici di sottosuolo necessari alla
progettazione. .ella definizione del piano delle indagini, della caratterizzazione e della modellazione geotecnica * responsabile il
progettista.
4i fini dell$analisi -uantitativa di uno specifico problema, per modello geotecnico di sottosuolo si intende uno schema rappresen-
tativo del volume significativo di terreno %vedi nota # del &."."', suddiviso in unit omogenee sotto il profilo fisico-meccanico,
che devono essere caratterizzate con riferimento allo specifico problema geotecnico, e dove sia definito il regime delle pressioni
PROGETTAZIONE GEOTECNICA 161
interstiziali. La definizione del modello geotecnico implica la scelta dei valori caratteristici dei parametri geotecnici che devono
essere coerenti con il problema geotecnico da analizzare.
/er valore caratteristico di un parametro geotecnico deve intendersi una stima ragionata e cautelativa del valore del parametro
per ogni stato limite considerato. I valori caratteristici delle propriet fisiche e meccaniche da attribuire ai terreni devono essere
dedotti dall$interpretazione dei risultati di specifiche prove di laboratorio su campioni rappresentativi di terreno e di prove e mi-
sure in sito.
La valutazione dei parametri geotecnici caratteristici con metodi statistici * consentita -uando * disponibile una base di dati spe-
rimentali sufficientemente ampia.
/er gli ammassi rocciosi e per i terreni a struttura complessa, nella valutazione della resistenza caratteristica occorre tener conto
della natura e delle caratteristiche geometriche e di resistenza delle discontinuit. .eve inoltre essere specificato se la resistenza
caratteristica si riferisce alle discontinuit o all$ammasso roccioso.
5uota e configurazione del piano campagna, profondit degli scavi e dimensioni dell$opera,. costituiscono i dati geometrici del
problema; i loro valori caratteristici coincidono con i rispettivi valori nominali.
/er la verifica delle condizioni di sicurezza e delle prestazioni di cui al successivo !.".(, la scelta dei valori caratteristici delle
-uote piezometriche e delle pressioni interstiziali deve tenere conto della loro variabilit sia spaziale che temporale.
Le indagini, il prelievo di campioni e le prove in sito ed in laboratorio, sulle terre e sulle rocce, devono essere eseguite e certificate
dai laboratori di prova di cui all$art. )6 del ./0 ! giugno "11#, n. &71. I laboratori su indicati fanno parte dell$elenco depositato
presso il 8ervizio 9ecnico :entrale del :onsiglio 8uperiore dei Lavori /ubblici.
;el caso di costruzioni o di interventi di modesta rilevanza, che ricadano in zone ben conosciute dal punto di vista geologico e
geotecnico, la progettazione pu< essere basata sull$esperienza e sulle conoscenze disponibili, ferma restando la piena responsabi-
lit del progettista su ipotesi e scelte progettuali.
6.2.3 6.2.3 6.2.3 6.2.3. .. . FASI E MODALITA COS FASI E MODALITA COS FASI E MODALITA COS FASI E MODALITA COSTRUTTIVE TRUTTIVE TRUTTIVE TRUTTIVE
;el progetto devono essere individuate le diverse fasi esecutive per definire eventuali specifiche condizioni geotecniche anche a
carattere temporaneo che possono verificarsi nel corso dei lavori. 5ueste fasi dovranno essere oggetto di specifiche analisi da
condurre con i criteri e le procedure riportati nelle presenti norme.
6.2.4 6.2.4 6.2.4 6.2.4. .. . VERIFICHE DELLA SICU VERIFICHE DELLA SICU VERIFICHE DELLA SICU VERIFICHE DELLA SICUREZZA E DELLE PRESTA REZZA E DELLE PRESTA REZZA E DELLE PRESTA REZZA E DELLE PRESTAZIONI ZIONI ZIONI ZIONI
Le verifiche di sicurezza relative agli stati limite ultimi %8L=' e le analisi relative alle condizioni di esercizio %8L>' devono essere
effettuate nel rispetto dei principi e delle procedure indicate al ".! .
6.2.4.1 VERIFICHE NEI CONFRONTI DEGLI STATI LIMITE ULTIMI (SLU)
/er ogni stato limite per perdita di e-uilibrio %>5=', come definito al ".!.#, deve essere rispettata la condizione:
>
inst,d
? >
stb,d

dove >
inst,d
* il valore di progetto dell$azione instabilizzante, >
stb,d
* il valore di progetto dell$azione stabilizzante; -uest$ultima
pu< includere anche una componente dovuta alla resistenza del terreno.
La verifica della suddetta condizione va eseguita impiegando come fattori parziali i valori @ relativi alla colonna >5= della tabel-
la !.".I per le azioni. /er il calcolo della componente dovuta alla resistenza del terreno si adottano i valori A relativi alla colonna
A" della tabella !.".II per i parametri geotecnici e gli opportuni valori 0 relativi alla colonna 0" delle successive tabelle !.(.I,
!.(.II, !.(.BI, !.).I e dalla tabella !.!.I, per le resistenze.
/er ogni stato limite ultimo che preveda il superamento della resistenza di un elemento strutturale %890' o del terreno %C>D',
come definiti al ".!.#, deve essere rispettata la condizione:
>
d
? 0
d
E!.".#F

essendo >
d
il valore di progetto dell$azione o dell$effetto dell$azione, definito dalle relazioni E!."."aF o E!."."bF


E!."."aF


E!."."bF
e 0
d
* il valore di progetto della resistenza del sistema geotecnico definito in E!.".&F.

E!.".&F
162 CAPITOLO 6
>ffetto delle azioni e resistenza di progetto sono espresse nelle E!."."aF e E!.".&F rispettivamente in funzione delle azioni di
progetto G
@
@
H
, dei parametri geotecnici di progetto I
H
3G
A
e dei parametri geometrici di progetto a
d
. Il coefficiente parziale di
sicurezza G
0
opera direttamente sulla resistenza del sistema. L$effetto delle azioni di progetto pu< anche essere valutato diret-
tamente con i valori caratteristici delle azioni come indicato dalla E!."."bF ponendo G
>
J G
@
.
In accordo a -uanto stabilito al ".!.#, la verifica della condizione !.".# deve essere effettuata impiegando diverse combinazioni di
gruppi di coefficienti parziali, rispettivamente definiti per le azioni %4# e 4"', per i parametri geotecnici %A# e A"' e per le resi-
stenze %0#, 0" e 0&'.
I diversi gruppi di coefficienti di sicurezza parziali sono scelti nell$ambito di due approcci progettuali distinti e alternativi.
;el primo approccio progettuale %4pproccio #' le verifiche si eseguono con due diverse combinazioni di gruppi di coefficienti
ognuna delle -uali pu< essere critica per differenti aspetti dello stesso progetto.
;el secondo approccio progettuale %4pproccio "' le verifiche si eseguono con un$unica combinazione di gruppi di coefficienti.
/er le verifiche nei confronti di stati limite ultimi non espressamente trattati nei successivi paragrafi, da !.& a !.## si utilizza
l$4pproccio # con le due combinazioni %4#KA#K0#' e %4"KA"K0"'. I fattori parziali per il gruppo 0# sono sempre unitari; -uelli
del gruppo 0" possono essere maggiori o uguali all+unit ed in assenza di indicazioni specifiche per lo stato limite ultimo consi-
derato, vanno scelti dal progettista in relazione alle incertezze dei procedimenti adottati.
6.2.4.1.1 Azioni
I coefficienti parziali G
@
relativi alle azioni sono indicati nella 9ab. !.".I. 4d essi deve essere fatto riferimento con le precisazioni
riportate nel ".!.#. 8i deve comun-ue intendere che il terreno e l$ac-ua costituiscono carichi permanenti %strutturali' -uando,
nella modellazione utilizzata, contribuiscono al comportamento dell$opera con le loro caratteristiche di peso, resistenza e rigidez-
za.
;ella valutazione della combinazione delle azioni i coefficienti di combinazione
iL
devono essere assunti come specificato nel
:apitolo ".




T!. 6.2.I M Coefficienti parziali per le azioni o per leffetto delle azioni
C"i#$i E%%&''o
Co&%%i#i&n'& P"zi(&
)
@
(o )
>
)
E*U (A1) (A2)
/ermanenti @avorevole
G
C#

1,6 #,1 #,1
8favorevole #,# #,& #,1
/ermanenti non struttura-
li
%#'

@avorevole
G
C"

1,1 1,1 1,1
8favorevole #,) #,) #,&
Bariabili @avorevole
G
5i

1,1 1,1 1,1
8favorevole #,) #,) #,&

%#'
;el caso in cui i carichi permanenti non strutturali %ad es. i carichi permanenti portati' siano compiutamente definiti, si potranno adottare gli stessi coefficienti validi
per le azioni permanenti.
6.2.4.1.2 R&+i+'&nz&
Il valore di progetto della resistenza 0
d
pu< essere determinato:
a) in modo analitico, con riferimento al valore caratteristico dei parametri geotecnici del terreno, diviso per il valore del coeffi-
ciente parziale G
A
specificato nella successiva 9ab. !.".II e tenendo conto, ove necessario, dei coefficienti parziali G
0
specificati
nei paragrafi relativi a ciascun tipo di opera;
b) in modo analitico, con riferimento a correlazioni con i risultati di prove in sito, tenendo conto dei coefficienti parziali G
0
ri-
portati nelle tabelle contenute nei paragrafi relativi a ciascun tipo di opera;
c) sulla base di misure dirette su prototipi, tenendo conto dei coefficienti parziali G
0
riportati nelle tabelle contenute nei para-
grafi relativi a ciascun tipo di opera.

T!. 6.2.II M Coefficienti parziali per i parametri geotecnici del terreno
P",&'"o
G"n-&zz (( ./(&
00(i#"& i( #o&%%i#i&n'& 0"zi(&
Co&%%i#i&n'&
0"zi(& G
A

(M1) (M2)
9angente dell$angolo di resi-
stenza al taglio
tan NO
H
G
NO
#,1 #,")
:oesione efficace cO
H
G
cO
#,1 #,")
0esistenza non drenata c
uH
G
cu
#,1 #,(
/eso dell$unit di volume GG G
G
#,1 #,1

PROGETTAZIONE GEOTECNICA 163
Il valore di progetto della resistenza degli ammassi rocciosi o dei terreni a struttura complessa si ottiene, per il caso %a', applican-
do al valore caratteristico della resistenza unitaria al taglio 0 un coefficiente parziale G

0 J#,1 %A#' e G

0J#,") %A"' ovvero proce-


dendo come previsto ai punti b' e c' di cui sopra.
6.2.4.1.3.Parametri geometrici di progetto
I valori di progetto dei parametri geometrici sono assunti coincidenti con i rispettivi valori caratteristici, salvo diversamente spe-
cificato nel seguito.
6.2.4.1.4 . V&"i%i#$& +'"/''/"(i #on (1n(i+i -i in'&"zion& '&""&no2+'"/''/"
Le analisi finalizzate al dimensionamento strutturale nelle -uali si consideri l$interazione terreno-struttura si eseguono con i valo-
ri caratteristici dei parametri geotecnici.
6.2.4.2 VERIFICHE NEI CONFRONTI DEGLI STATI LIMITE ULTIMI IDRAULICI
Nei casi in cui interferiscano con la circolazione delle acque nel sottosuolo le opere geotecniche devono essere verificate nei
confronti dei possibili stati limite di sollevamento o di sifonamento.
4 tal fine, nella valutazione delle pressioni interstiziali e delle -uote piezometriche caratteristiche, si devono assumere le
condizioni pi, sfavorevoli, considerando i possibili effetti dell$assetto stratigrafico sul regime idraulico del sottosuolo.
Si deve comunque verificare che le quote piezometriche di progetto, risultanti dallapplicazione dei fattori parziali di cui alle
successive tabelle 6.2.III e 6.2.IV, non conducano a situazioni idrauliche fisicamente non ammissibili.

/er la stabilit al sollevamento deve risultare che il valore di progetto dell$azione instabilizzante B
inst,d
, ovverosia della risultante
delle pressioni idrauliche ottenuta considerando separatamente la parte permanente %C
inst,d
' e -uella variabile %5
inst,d
', sia non
maggiore della combinazione dei valori di progetto delle azioni stabilizzanti %C
stb,d
' e delle resistenze %0
d
':
B
inst,d
? C
stb,d
K 0
d
E!.".(F
dove B
inst,d
J C
inst,d
K 5
inst,d
E!.".)F
/er le verifiche di stabilit al sollevamento, i relativi coefficienti parziali sulle azioni sono indicati nella 9ab. !.".III. 4l fine del cal-
colo della resistenza di progetto 0d, tali coefficienti devono essere combinati in modo opportuno con -uelli relativi ai parametri
geotecnici %A"'. Dve necessario, il calcolo della resistenza va eseguito in accordo a -uanto indicato nei successivi paragrafi per le
fondazioni su pali e per gli ancoraggi, come appropriato.

T!. 6.2.III M Coefficienti parziali sulle azioni per le verifiche nei confronti di stati limite di sollevamento
C"i#$i E%%&''o
Co&%%i#i&n'& P"zi(&
)
@
(o )
>
)
So((&3,&n'o (UPL)
/ermanenti
@avorevole
G
C#

1,6
8favorevole #,#
/ermanenti non strut-
turali
%#'

@avorevole
G
C"

1,1
8favorevole #,)
Bariabili
@avorevole
G
5i

1,1
8favorevole #,)

%#' ;el caso in cui i carichi permanenti non strutturali %ad es. i carichi permanenti portati' siano compiutamente definiti, si potranno adottare gli stessi coeffi-
cienti validi per le azioni permanenti.

Il controllo della stabilit al sifonamento si esegue verificando che il valore di progetto della pressione interstiziale instabilizzante
%u
inst,d
', ottenuto considerando separatamente la componente permanente e -uella variabile delle pressioni interstiziali, risulti
non superiore al valore di progetto della tensione totale stabilizzante %P
stb,d
', tenendo conto dei coefficienti parziali della 9ab.
!.".IB:
u
inst,d
? P
stb,d
E!.".!F
.

T!. 6.2.IV M Coefficienti parziali sulle azioni per le verifiche nei confronti di stati limite di sifonamento
C"i#$i E%%&''o
Co&%%i#i&n'& 0"zi(&
)
@
(o )
>
)
Si%on,&n'o
(H4D)
/ermanenti
@avorevole
G
C#

1,6
8favorevole #,&
/ermanenti non strutturali
%#'

@avorevole
G
C"

1,1
8favorevole #,)
Bariabili @avorevole G
5i
1,1
164 CAPITOLO 6
8favorevole #,)

%#'
;el caso in cui i carichi permanenti non strutturali %ad es. i carichi permanenti portati' siano compiutamente definiti, si potranno adottare gli stessi coefficienti validi
per le azioni permanenti.
6.2.4.5 VERIFICHE NEI CONFRONTI DEGLI STATI LIMITE DI ESERCIZIO (SLE)
Le opere e i sistemi geotecnici di cui al !.#.# devono essere verificati nei confronti degli stati limite di esercizio. 4 tale scopo, il
progetto deve esplicitare le prescrizioni relative agli spostamenti compatibili e le prestazioni attese per l+opera stessa.
La verifica agli stati limite di servizio implica l$analisi del problema di interazione terreno-struttura. Il grado di approfondimento
dell$analisi di interazione terreno-struttura * funzione dell$importanza dell$opera in fase di esercizio e nel tempo secondo -uanto
disposto al paragrafo ".".". .
/er ciascun stato limite di esercizio deve essere rispettata la condizione:
>
d
? :
d
E!.".2F
dove >
d
* il valore di progetto dell$effetto delle azioni nelle combinazioni di carico per gli 8L> specificate al ".).& e :
d
* il pre-
scritto valore limite dell$effetto delle azioni. 5uest$ultimo deve essere stabilito in funzione del comportamento della struttura in
elevazione e di tutte le costruzioni che interagiscono con le opere geotecniche in progetto, tenendo conto della durata dei carichi
applicati.

6.2
6.2.5 6.2.5 6.2.5 6.2.5. .. . IMPIEGO DEL METODO O IMPIEGO DEL METODO O IMPIEGO DEL METODO O IMPIEGO DEL METODO OSSERV SSERV SSERV SSERVAZIONALE AZIONALE AZIONALE AZIONALE

;ei casi in cui a causa della particolare complessit della situazione geologica e geotecnica e dell$importanza e impegno dell$opera,
dopo estese ed approfondite indagini, anche attraverso l$analisi costo-benefici, permangano documentate ragioni di incertezza risol-
vibili solo in fase costruttiva, la progettazione pu< essere basata sul metodo osservazionale.
;ell$applicazione di tale metodo si deve seguire il seguente procedimento:
devono essere stabiliti i limiti di accettabilit dei valori di alcune grandezze rappresentative del comportamento del complesso
manufatto-terreno;
si deve dimostrare che la soluzione prescelta * accettabile in rapporto a tali limiti;
devono essere previste soluzioni alternative, congruenti con il progetto, e definiti i relativi oneri economici;
deve essere istituito un adeguato sistema di monitoraggio in corso d$opera, con i relativi piani di controllo, tale da consentire
tempestivamente l$adozione di una delle soluzioni alternative previste, -ualora i limiti indicati siano raggiunti.
6.2. 6.2. 6.2. 6.2.6 66 6. .. . MONITORAGGIO DEL COM MONITORAGGIO DEL COM MONITORAGGIO DEL COM MONITORAGGIO DEL COMPLESSO OPERA PLESSO OPERA PLESSO OPERA PLESSO OPERA- -- -TERRENO TERRENO TERRENO TERRENO
Il monitoraggio del complesso opera-terreno e degli interventi consiste nella installazione di un$appropriata strumentazione e
nella misura di grandezze fisiche significative - -uali spostamenti, tensioni, forze e pressioni interstiziali - prima, durante e3o do-
po la costruzione del manufatto.
Il monitoraggio ha lo scopo di verificare la corrispondenza tra le ipotesi progettuali e i comportamenti osservati e di controllare la
funzionalit dei manufatti nel tempo. ;ell$ambito del metodo osservazionale, il monitoraggio ha lo scopo di confermare la validi-
t della soluzione progettuale adottata o, in caso contrario, di individuare la pi, idonea tra le altre soluzioni previste in progetto.
8e previsto, il programma di monitoraggio deve essere definito e illustrato nella relazione geotecnica.
6.3. 6.3. 6.3. 6.3. STABILIT DEI PENDII STABILIT DEI PENDII STABILIT DEI PENDII STABILIT DEI PENDII NATURALI NATURALI NATURALI NATURALI
Le presenti norme si applicano allo studio delle condizioni di stabilit dei pendii naturali, anche in presenza di azioni sismiche %
2.##.&.)' e al progetto, alla esecuzione e al controllo degli interventi di stabilizzazione.
6.3.1. 6.3.1. 6.3.1. 6.3.1. PRESCRIZIONI GENERAL PRESCRIZIONI GENERAL PRESCRIZIONI GENERAL PRESCRIZIONI GENERALI I I I
Lo studio della stabilit dei pendii naturali richiede osservazioni e rilievi di superficie, raccolta di notizie storiche sull$evoluzione del-
lo stato del pendio e su eventuali danni subiti dalle strutture o infrastrutture esistenti, la constatazione di movimenti eventualmente
in atto e dei loro caratteri geometrici e cinematici, la raccolta dei dati sulle precipitazioni meteoriche, sui caratteri idrogeologici della
zona e sui precedenti interventi di consolidamento. Le verifiche di sicurezza, anche in relazione alle opere da eseguire, devono essere
basate su dati ac-uisiti con specifiche indagini geotecniche, da predisporre tenendo conto del modello geologico di riferimento.
6.3.2. 6.3.2. 6.3.2. 6.3.2. MODELLAZIONE GEOLOGI MODELLAZIONE GEOLOGI MODELLAZIONE GEOLOGI MODELLAZIONE GEOLOGICA DEL PENDIO CA DEL PENDIO CA DEL PENDIO CA DEL PENDIO
PROGETTAZIONE GEOTECNICA 165
Il modello geologico di riferimento deve rappresentare le caratteristiche geologiche, geomorfologiche, geologico strutturali e idroge-
ologiche, con particolare riguardo alla genesi delle forme e dei processi, dei diversi litotipi, dell$ambiente deposizionale, del meta-
morfismo delle rocce, degli stili tettonici e geologico-strutturali dell$area.
Il modello geologico di riferimento deve riconoscere e descrivere le criticit di natura geologica in relazione ai possibili processi di
instabilit e ai cinematismi.
Le tecniche di studio, i rilievi e le indagini sono commisurati all$estensione dell$area, alle finalit progettuali e alle peculiarit dello
scenario territoriale ed ambientale in cui si opera.
6.3.3. 6.3.3. 6.3.3. 6.3.3. MODELLAZIONE GEOTECN MODELLAZIONE GEOTECN MODELLAZIONE GEOTECN MODELLAZIONE GEOTECNICA DEL PENDIO ICA DEL PENDIO ICA DEL PENDIO ICA DEL PENDIO
9enendo conto del modello geologico ed evolutivo del versante, devono essere programmate specifiche indagini per la caratte-
rizzazione geotecnica dei terreni e dell$ammasso roccioso, finalizzate alla definizione del modello geotecnico sulla base del -uale
effettuare lo studio delle condizioni di stabilit nonch al progetto di eventuali interventi di stabilizzazione.
Le indagini devono effettuarsi secondo i seguenti criteri:
la superficie del pendio deve essere definita attraverso un rilievo plano-altimetrico in scala adeguata ed esteso ad una zona
sufficientemente ampia a monte e valle del pendio stesso;
lo studio geotecnico deve definire la successione stratigrafica e le caratteristiche fisico-meccaniche dei terreni e degli ammassi
rocciosi, l$entit e la distribuzione delle pressioni interstiziali nel terreno e nelle discontinuit, degli eventuali spostamenti pla-
no-altimetrici di punti in superficie e in profondit.
La scelta delle tipologie di indagine e misura, dell$ubicazione del numero di verticali da esplorare, della posizione e del numero
dei campioni di terreno da prelevare e sottoporre a prove di laboratorio dipende dall$estensione dell$area, dalla disponibilit di
informazioni provenienti da precedenti indagini e dalla complessit delle condizioni idrogeologiche e stratigrafiche del sito in
esame.
Il numero minimo di verticali di indagine e misura deve essere tale da permettere una descrizione accurata della successione strati-
grafica dei terreni interessati da cinematismi di collasso effettivi e potenziali e, in caso di pendii in frana, deve consentire di accertare
forma e posizione della superficie o delle superfici di scorrimento esistenti e definire i caratteri cinematici della frana.
La profondit e l$estensione delle indagini devono essere fissate in relazione alle caratteristiche geometriche del pendio, ai risultati
dei rilievi di superficie nonch alla pi, probabile posizione della eventuale superficie di scorrimento.
9utti gli elementi raccolti devono permettere la definizione di un modello geotecnico di sottosuolo %vedi !."."' che tenga conto
della complessit geologica, della situazione stratigrafica e geotecnica, della presenza di discontinuit e dell$evidenza di movi-
menti pregressi e al -uale fare riferimento per le verifiche di stabilit e per il progetto degli eventuali interventi di stabilizzazione.
6.3.4. 6.3.4. 6.3.4. 6.3.4. VERIFICHE DI SICUREZ VERIFICHE DI SICUREZ VERIFICHE DI SICUREZ VERIFICHE DI SICUREZZA ZA ZA ZA
Le verifiche di sicurezza devono essere effettuate con metodi che tengano conto della forma e posizione della superficie di scor-
rimento, dell$assetto strutturale, dei parametri geotecnici e del regime delle pressioni interstiziali.
;el caso di pendii in frana le verifiche di sicurezza devono essere eseguite lungo le superfici di scorrimento che meglio appros-
simano -uella3e riconosciuta3e con le indagini.
;egli altri casi, la verifica di sicurezza deve essere eseguita lungo superfici di scorrimento cinematicamente possibili, in numero
sufficiente per ricercare la superficie critica alla -uale corrisponde il grado di sicurezza pi, basso.
5uando sussistano condizioni tali da non consentire una agevole valutazione delle pressioni interstiziali, le verifiche di sicurezza
devono essere eseguite assumendo le condizioni pi, sfavorevoli che ragionevolmente si possono prevedere.
. La valutazione del margine di sicurezza dei pendii naturali deve essere eseguita impiegando parametri geotecnici congruenti
con i caratteri del cinematismo atteso o accertato, presi con il loro valore caratteristico.
L$adeguatezza del margine di sicurezza ritenuto accettabile dal progettista deve comun-ue essere giustificata sulla base del livello
di conoscenze raggiunto, dell$affidabilit dei dati disponibili e del modello di calcolo adottato in relazione alla complessit geologica
e geotecnica, nonch sulla base delle conseguenze di un$eventuale frana.
6.3.5. 6.3.5. 6.3.5. 6.3.5. INTERVENTI DI STABIL INTERVENTI DI STABIL INTERVENTI DI STABIL INTERVENTI DI STABILIZZAZIONE IZZAZIONE IZZAZIONE IZZAZIONE
Il progetto degli interventi di stabilizzazione deve comprendere la descrizione completa dell$intervento, l$influenza delle modali-
t costruttive sulle condizioni di stabilit, il piano di monitoraggio e un significativo piano di gestione e controllo nel tempo della
funzionalit e dell$efficacia dei provvedimenti adottati. In ogni caso devono essere definiti l$entit del miglioramento delle condi-
zioni di sicurezza del pendio e i criteri per verificarne il raggiungimento.
La scelta delle pi, idonee tipologie degli interventi di stabilizzazione deve tener conto del meccanismo di collasso ipotizzato o in
atto, dei suoi caratteri cinematici e del regime delle pressioni interstiziali nel sottosuolo. Il progetto degli interventi deve essere
basato su specifici modelli geotecnici di sottosuolo.
Il margine di sicurezza raggiunto per effetto degli interventi di stabilizzazione deve essere giustificato dal progettista.
Dltre alla valutazione dell$incremento di sicurezza indotto dagli interventi di stabilizzazione nei confronti del meccanismo di col-
lasso pi, critico, * necessario verificare le condizioni di sicurezza connesse con altri, diversi, meccanismi di collasso, compatibili
con gli interventi ipotizzati.
166 CAPITOLO 6
6.3.6. 6.3.6. 6.3.6. 6.3.6. CONTROLLI E MONITORA CONTROLLI E MONITORA CONTROLLI E MONITORA CONTROLLI E MONITORAGGIO GGIO GGIO GGIO
Il monitoraggio di un pendio o di una frana interessa le diverse fasi che vanno dallo studio al progetto, alla realizzazione e gestione
delle opere di stabilizzazione e al controllo della loro funzionalit e durabilit. >sso * riferito principalmente agli spostamenti di pun-
ti significativi del pendio, in superficie e3o in profondit, al controllo di eventuali manufatti presenti e alla misura delle pressioni in-
terstiziali, da effettuare con periodicit e durata tali da consentire di definirne le variazioni periodiche e stagionali.
Il controllo dell$efficacia degli interventi di stabilizzazione deve comprendere la definizione delle soglie di attenzione e di allarme
e dei provvedimenti da assumere in caso del relativo superamento.
6.4. 6.4. 6.4. 6.4. OPERE DI FONDAZIONE OPERE DI FONDAZIONE OPERE DI FONDAZIONE OPERE DI FONDAZIONE
6.4.1. 6.4.1. 6.4.1. 6.4.1. CRITERI GENERALI DI CRITERI GENERALI DI CRITERI GENERALI DI CRITERI GENERALI DI PROGETTO PROGETTO PROGETTO PROGETTO
Le scelte progettuali per le opere di fondazione devono essere effettuate contestualmente e congruentemente con -uelle delle
strutture in elevazione.
Le strutture di fondazione devono rispettare le verifiche agli stati limite ultimi e di esercizio e le verifiche di durabilit, sotto a-
zioni statiche, dinamiche ed in particolare di carattere sismico con i criteri indicati al 2.##.).
;el caso di opere situate su pendii o in prossimit di pendii naturali o artificiali deve essere verificata anche la stabilit globale del
pendio in assenza e in presenza dell$opera e di eventuali scavi, riporti o interventi di altra natura, necessari alla sua realizzazione.
.evono essere valutati gli effetti della costruzione dell$opera su manufatti attigui e sull$ambiente circostante.
;el caso di fondazioni su pali, le indagini devono essere dirette anche ad accertare la fattibilit e l$idoneit del tipo di palo in re-
lazione alle caratteristiche dei terreni e al regime delle pressioni interstiziali.
6.4.2. 6.4.2. 6.4.2. 6.4.2. FONDAZIONI SUPERFICI FONDAZIONI SUPERFICI FONDAZIONI SUPERFICI FONDAZIONI SUPERFICIALI ALI ALI ALI
La profondit del piano di posa della fondazione deve essere scelta e giustificata in relazione alle caratteristiche e alle prestazioni
della struttura in elevazione, alle caratteristiche del sottosuolo e alle condizioni ambientali.
Il piano di fondazione deve essere situato sotto la coltre di terreno vegetale nonch sotto lo strato interessato dal gelo e da signifi-
cative variazioni stagionali del contenuto d$ac-ua.
In situazioni nelle -uali sono possibili fenomeni di erosione o di scalzamento da parte di ac-ue di scorrimento superficiale, le
fondazioni devono essere poste a profondit tale da non risentire di -uesti fenomeni o devono essere adeguatamente difese.
In presenza di azioni sismiche, oltre a -uanto previsto nel presente paragrafo, le fondazioni superficiali devono rispettare i criteri
di verifica di cui al successivo 2.##.).&.#
6.4.2.1. VERIFICHE AGLI STATI LIMITE ULTIMI (SLU)
;elle verifiche di sicurezza devono essere presi in considerazione tutti i meccanismi di stato limite ultimo, sia a breve sia a lungo
termine.
Cli stati limite ultimi delle fondazioni superficiali si riferiscono allo sviluppo di meccanismi di collasso determinati dalla mobili-
tazione della resistenza del terreno e al raggiungimento della resistenza degli elementi strutturali che compongono la fondazione
stessa.
;el caso di fondazioni posizionate su o in prossimit di pendii naturali o artificiali deve essere effettuata la verifica anche con ri-
ferimento alle condizioni di stabilit globale del pendio includendo nelle verifiche le azioni trasmesse dalle fondazioni.
Le verifiche devono essere effettuate almeno nei confronti dei seguenti stati limite:
Q SLU di tipo geotecnico (GEO)
collasso per carico limite dell$insieme fondazione-terreno;
collasso per scorrimento sul piano di posa;
stabilit globale.
Q SLU di tipo strutturale (S!)
raggiungimento della resistenza negli elementi strutturali, accertando che la condizione E!.".#F sia soddisfatta per ogni stato li-
mite considerato.
La verifica di stabilit globale deve essere effettuata secondo la :ombinazione " %4"KA"K0"' dell$4pproccio #, tenendo conto dei
coefficienti parziali riportati nelle 9abelle !.".I e !.".II per le azioni e i parametri geotecnici e nella 9ab. !.7.I per le resistenze glo-
bali.
Le rimanenti verifiche devono essere effettuate applicando la combinazione %4#KA#K0&' di coefficienti parziali prevista
dall$4pproccio ", tenendo conto dei valori dei coefficienti parziali riportati nelle 9abelle !.".I, !.".II e !.(.I.
;elle verifiche finalizzate al dimensionamento strutturale, il coefficiente G
R
non deve essere portato in conto.


T!. 6.4.I - Coefficienti parziali G
!
per le verifiche agli stati limite ultimi di fondazioni superficiali
PROGETTAZIONE GEOTECNICA 167
V&"i%i# Co&%%i#i&n'&
0"zi(&
Co&%%i#i&n'&
0"zi(&
Co&%%i#i&n'&
0"zi(&
(R1) (R2) (R5)
:apacit portante G
0
J #,1 G
0
J #,7 G
0
J ",&
8corrimento G
0
J #,1 G
0
J #,# G
0
J #,#

6.4.2.2 VERIFICHE AGLI STATI LIMITE DI ESERCIZIO (SLE)
4l fine di assicurare che le fondazioni risultino compatibili con i re-uisiti prestazionali della struttura in elevazione % "."." e
".!."', si deve verificare il rispetto della condizione E!.".2F, calcolando i valori degli spostamenti e delle distorsioni nelle combina-
zioni di carico per gli 8L> specificate al ".).&, tenendo conto anche dell$effetto della durata delle azioni.
4nalogamente, forma, dimensioni e rigidezza della struttura di fondazione devono essere stabilite nel rispetto dei summenziona-
ti re-uisiti prestazionali, tenendo presente che le verifiche agli stati limite di esercizio possono risultare pi, restrittive di -uelle
agli stati limite ultimi.
6.4.3. 6.4.3. 6.4.3. 6.4.3. FONDAZIONI SU PALI FONDAZIONI SU PALI FONDAZIONI SU PALI FONDAZIONI SU PALI
Il progetto di una fondazione su pali deve comprendere la scelta del tipo di palo e delle relative tecnologie e modalit di esecu-
zione, il dimensionamento dei pali e delle relative strutture di collegamento, tenendo conto degli effetti di gruppo tanto nelle ve-
rifiche 8L= -uanto nelle verifiche 8L>.
Le indagini geotecniche, oltre a soddisfare i re-uisiti riportati al !.".", devono essere dirette anche ad accertare l$ effettiva rea-
lizzabilit e l$idoneit del tipo di palo in relazione alle caratteristiche dei terreni e del regime delle pressioni interstiziali.
In generale, le verifiche dovrebbero essere condotte a partire dai risultati di analisi di interazione tra il terreno e la fondazione co-
stituita dai pali e dalla struttura di collegamento %fondazione mista a platea su pali' che porti alla determinazione dell$ali-uota
dell$azione di progetto trasferita al terreno direttamente dalla struttura di collegamento e di -uella trasmessa dai pali.
;ei casi in cui l$interazione sia considerata non significativa o, comun-ue, si ometta la relativa analisi, le verifiche 8L= e 8L>,
condotte con riferimento ai soli pali, dovranno soddisfare -uanto riportato ai !.(.&.# e !.(.&.".
;ei casi in cui si consideri significativa tale interazione e si svolga la relativa analisi, le verifiche 8L= e 8L>, condotte con riferi-
mento alla fondazione mista, dovranno soddisfare -uanto riportato ai !.(.&.& e !.(.&.(.
In ogni caso, in aggiunta a -uanto riportato ai !.".(.#.# e !.".(.#.", fra le azioni permanenti deve essere incluso il peso proprio
del palo e l$effetto dell$attrito negativo, -uest$ultimo valutato con i coefficienti G
A
del caso A# della 9ab. !.".II.
In presenza di azioni sismiche, oltre a -uanto previsto nel presente paragrafo , le fondazioni su pali devono rispettare i criteri di
verifica di cui al successivo 2.##.).&."

6.4.5.1 VERIFICHE AGLI STATI LIMITE ULTIMI (SLU)
;elle verifiche di sicurezza devono essere presi in considerazione tutti i meccanismi di stato limite ultimo, sia a breve sia a lungo
termine.
Cli stati limite ultimi delle fondazioni su pali si riferiscono allo sviluppo di meccanismi di collasso determinati dalla mobilitazio-
ne della resistenza del terreno e al raggiungimento della resistenza degli elementi strutturali che compongono la fondazione stes-
sa.
;el caso di fondazioni posizionate su o in prossimit di pendii naturali o artificiali deve essere effettuata la verifica con riferimen-
to alle condizioni di stabilit globale del pendio includendo nelle verifiche le azioni trasmesse dalle fondazioni.
Le verifiche delle fondazioni su pali devono essere effettuate con riferimento almeno ai seguenti stati limite, -uando pertinenti:
Q SLU di tipo geotecnico (GEO)
collasso per carico limite della palificata nei riguardi dei carichi assiali;
collasso per carico limite della palificata nei riguardi dei carichi trasversali;
collasso per carico limite di sfilamento nei riguardi dei carichi assiali di trazione;
stabilit globale;
Q SLU di tipo strutturale (S!)
raggiungimento della resistenza dei pali;
raggiungimento della resistenza della struttura di collegamento dei pali, accertando che la condizione E!.".#F sia soddisfatta
per ogni stato limite considerato.
La verifica di stabilit globale deve essere effettuata secondo la :ombinazione " %4"KA"K0"' dell$4pproccio # tenendo conto dei
coefficienti parziali riportati nelle 9abelle !.".I e !.".II per le azioni e i parametri geotecnici, e nella 9ab. !.7.I per le resistenze glo-
bali.
Le rimanenti verifiche devono essere effettuate applicando la combinazione dei fattori parziali %4#KA#K0&' prevista
dall$4pproccio ", tenendo conto dei valori dei coefficienti parziali riportati nelle 9abelle !.".I, !.".II e !.(.II,
;elle verifiche finalizzate al dimensionamento strutturale il coefficiente G
0
non deve essere portato in conto.
168 CAPITOLO 6
6.4.5.1.1 R&+i+'&nz& -i 0(i +o66&''i #"i#$i ++i(i
Il valore di progetto 0
d
della resistenza si ottiene a partire dal valore caratteristico 0
H
applicando i coefficienti parziali G
0
della
9ab. !.(.II.


T!. 6.4.II M Coefficienti parziali G
0
da applicare alle resistenze caratteristiche a carico verticale dei pali

R&+i+'&nz Si,!o(o P(i in%i++i P(i '"i3&(('i P(i - &(i# #on'i2
n/

G
R
(R1) (R2) (R5) (R1) (R2) (R5) (R1) (R2) (R5)
Rase G
b
#,1 #,() #,#) #,1 #,2 #,&) #,1 #,! #,&
Laterale in com-
pressione
G
s
#,1 #,() #,#) #,1 #,() #,#) #,1 #,() #,#)
9otale
%S'
G #,1 #,() #,#) #,1 #,! #,&1 #,1 #,)) #,")
Laterale in trazione G
st
#,1 #,! #,") #,1 #,! #,") #,1 #,! #,")

%S'

da applicare alle resistenze caratteristiche dedotte dai risultati di prove di carico di progetto.

La resistenza caratteristica 0
H
del palo singolo pu< essere dedotta da:
a) risultati di prove di carico statico di progetto su pali pilota % !.(.&.2.#';
b) metodi di calcolo analitici, dove 0
H
* calcolata a partire dai valori caratteristici dei parametri geotecnici, oppure con l$impiego
di relazioni empiriche che utilizzino direttamente i risultati di prove in sito %prove penetrometriche, pressiometriche, ecc.';
c) risultati di prove dinamiche di progetto, ad alto livello di deformazione, eseguite su pali pilota % !.(.&.2.#'.
d' analisi dei dati di penetrazione di pali pilota infissi staticamente o dinamicamente


%a' 8e il valore caratteristico della resistenza a compressione del palo, 0
c,H
, o a trazione, 0
t,H
, * dedotto dai corrispondenti valori
0
c,m
o 0
t,m
, ottenuti elaborando i risultati di una o pi, prove di carico di progetto, il valore caratteristico della resistenza a
compressione e a trazione * pari al minore dei valori ottenuti applicando i fattori di correlazione T riportati nella 9ab. !.(.III,
in funzione del numero n di prove di carico su pali pilota:


E!.(.#F



E!.(."F

T!. 6.4.III - "attori di correlazione T per la determinazione della resistenza caratteristica a partire dai risultati di prove di carico statico su pali pilota
N/,&"o -i 0"o3& -i #"i#o 1 2 5 4 7 8
T
#
#,(1 #,&1 #,"1 #,#1 #,1
T
"
#,(1 #,"1 #,1) #,11 #,1

%b' :on riferimento alle procedure analitiche che prevedano l$utilizzo dei parametri geotecnici o dei risultati di prove in sito, il valo-
re caratteristico della resistenza 0
c,H
%o 0
t,H
' * dato dal minore dei valori ottenuti applicando alle resistenze calcolate 0
c,cal
%0
t,cal
' i
fattori di correlazione T riportati nella 9ab. !.(.IB, in funzione del numero n di verticali di indagine:


E!.(.&F


E!.(.(F

T!. 6.4.IV - "attori di correlazione T per la determinazione della resistenza caratteristica in funzione del numero di verticali indagate
N/,&"o -i 3&"'i#(i in-6'& 1 2 5 4 8 9 7 1:
T
&
#,21 #,!) #,!1 #,)) #,)1 #,() #,(1
T
(
#,21 #,)) #,(7 #,(" #,&( #,"7 #,"#

@atta salva la necessit di almeno una verticale di indagine per ciascun sistema di fondazione, ai fini del conteggio delle verticali
di indagine per la scelta dei coefficienti T in 9ab. !.(.IB si devono prendere solo le verticali che si possono riferire ad un contesto
PROGETTAZIONE GEOTECNICA 169
geotecnico omogeneo e lungo le -uali, la singola indagine %sondaggio con prelievo di campioni indisturbati, prove penetrometri-
che, ecc.', sia stata spinta ad una profondit superiore alla lunghezza dei pali, in grado di consentire una completa identificazio-
ne del modello geotecnico di sottosuolo.
%c' 8e il valore caratteristico della resistenza 0
c,H
* dedotto dal valore 0
c,m
ottenuto elaborando i risultati di una o pi, prove di-
namiche di progetto ad alto livello di deformazione, il valore caratteristico della resistenza a compressione * pari al minore
dei valori ottenuti applicando i fattori di correlazione T riportati nella 9ab. !.(.B, in funzione del numero n di prove dinami-
che eseguite su pali pilota:


E!.(.)F

T!. 6.4.V - "attori di correlazione T per la determinazione della resistenza caratteristica a partire dai risultati di prove dinamiche su pali pilota
N/,&"o -i 0"o3& -i #"i#o 7 2 7 8 7 1: 7 18 7 2:
T
)
#,!1 #,)1 #,() #,(" #,(1
T
!
#,)1 #,&) #,&1 #,") #,")

(-) 8e il valore caratteristico della resistenza 0
c,H
* dedotto attraverso l$analisi dei dati di penetrazione di pali infissi staticamente o
dinamicamente, il valore caratteristico della resistenza a compressione dovr essere ricavato in base alla E!.".#"F maggiorando
i fattori di correlazione della tabella !.(.B con un fattore pari a #,"

6.4.3.1.1.1 Resistenza a carico assiale di una palificata
/er una palificata, la verifica della condizione E!.".#F dovr essere fatta in base alla resistenza caratteristica che risulta dalla som-
ma delle resistenze caratteristiche dei pali che la costituiscono. 8ar comun-ue necessario valutare possibili riduzioni della resi-
stenza disponibile per effetto gruppo, tenendo conto della tipologia dei pali, della natura dei terreni interessati e della configura-
zione geometrica della palificata.
6.4.5.1.2 R&+i+'&nz& -i 0(i +o66&''i #"i#$i '"+3&"+(i
/er la determinazione del valore di progetto 0
tr,d
della resistenza di pali soggetti a carichi trasversali valgono le indicazioni del
!.(.&.#.#, applicando i coefficienti parziali G
9
della 9ab. !.(.BI.

T!. 6.4.VI 2Coefficienti parziali G
9
per le verifiche agli stati limite ultimi di pali soggetti a carichi trasversali
Co&%%i#i&n'& 0"zi(& (R1) Co&%%i#i&n'& 0"zi(& (R2) Co&%%i#i&n'& 0"zi(& (R5)
G
9
J #,1 G
9
J #,! G
9
J #,&

;el caso in cui la resistenza caratteristica 0
tr,H
sia valutata a partire dalla resistenza 0
tr,m
misurata nel corso di una o pi, prove di cari-
co statico su pali pilota, * necessario che la prova sia eseguita riproducendo intensit e retta di azione delle azioni di progetto.
;el caso in cui la resistenza caratteristica sia valutata con metodi di calcolo analitici, i coefficienti riportati nella 9ab. !.(.IB devono
essere scelti assumendo come verticali indagate solo -uelle che consentano una completa identificazione del modello geotecnico di
sottosuolo nell$ambito delle profondit interessate dal meccanismo di rottura.
La resistenza sotto carichi trasversali dell$intera fondazione su pali deve essere valutata tenendo conto delle condizioni di vincolo
alla testa dei pali determinate dalla struttura di collegamento.
6.4.5.2 VERIFICHE AGLI STATI LIMITE DI ESERCIZIO (SLE)
.evono essere presi in considerazione almeno i seguenti stati limite di servizio, -uando pertinenti:
eccessivi cedimenti o sollevamenti;
eccessivi spostamenti trasversali.
8pecificamente, si devono calcolare i valori degli spostamenti e delle distorsioni nelle combinazioni caratteristiche previste per gli
stati limite di esercizio al ".).&, per verificarne la compatibilit con i re-uisiti prestazionali della struttura in elevazione, come
prescritto dalla condizione E!.".2F. La geometria della fondazione %numero, lunghezza, diametro e interasse dei pali' deve essere
stabilita nel rispetto dei summenzionati re-uisiti prestazionali, tenendo opportunamente conto degli effetti di interazione tra i
pali e considerando i diversi meccanismi di mobilitazione della resistenza laterale rispetto alla resistenza alla base, soprattutto in
presenza di pali di grande diametro.
6.4.5.5 VERIFICHE AGLI STATI LIMITE ULTIMI (SLU) DELLE FONDAZIONI MISTE
;el caso in cui il soddisfacimento della condizione E!.".#F sia garantito dalla sola struttura di collegamento posta a contatto con il
terreno secondo -uanto indicato al !.(.".#, ai pali pu< essere assegnata la sola funzione di riduzione e regolazione degli sposta-
170 CAPITOLO 6
menti. In -uesto caso il dimensionamento dei pali deve garantire il solo soddisfacimento delle verifiche 8L> secondo -uanto ri-
portato al paragrafo successivo.
;el caso in cui, invece, il soddisfacimento della condizione E!.".#F sia garantito con il contributo anche dei pali, la verifica deve
essere condotta con l$4pproccio " del !.(.".# prendendo in considerazione tutti i meccanismi di stato limite ultimo, sia a breve
sia a lungo termine.
Cli stati limite ultimi delle fondazioni miste si riferiscono allo sviluppo di meccanismi di collasso determinati dalla mobilitazione
della resistenza del terreno e al raggiungimento della resistenza degli elementi strutturali che compongono la fondazione stessa.
;el caso di fondazioni posizionate su o in prossimit di pendii naturali o artificiali deve essere effettuata la verifica con riferimen-
to alle condizioni di stabilit globale del pendio includendo nelle verifiche le azioni trasmesse dalle fondazioni.
Le verifiche delle fondazioni miste devono essere effettuate con riferimento almeno ai seguenti stati limite, -uando pertinenti:
Q SLU di tipo geotecnico (GEO)
collasso per carico limite della fondazione mista nei riguardi dei carichi assiali;
collasso per carico limite della fondazione mista nei riguardi dei carichi trasversali;
stabilit globale;
Q SLU di tipo strutturale (S!)
raggiungimento della resistenza dei pali;
raggiungimento della resistenza della struttura di collegamento dei pali,
accertando che la condizione E!.".#F sia soddisfatta per ogni stato limite considerato.
;elle verifiche SLU di tipo geotecnico, la resistenza di progetto 0
d
della fondazione mista si potr ottenere attraverso opportune
analisi di interazione, con parametri geotecnici caratteristici o sommando le rispettive resistenze caratteristiche e applicando alla
resistenza totale il coefficiente parziale di capacit portante %0&' riportato nella 9ab. !.(.I.
6.4.5.4 VERIFICHE AGLI STATI LIMITE DI ESERCIZIO (SLE) DELLE FONDAZIONI MISTE
L$analisi di interazione tra il terreno e la fondazione mista deve garantire che i valori degli spostamenti e delle distorsioni siano
compatibili con i re-uisiti prestazionali della struttura in elevazione % "."." e ".!."', nel rispetto della condizione E!.".2F.
La geometria della fondazione %numero, lunghezza, diametro e interasse dei pali' deve essere stabilita nel rispetto dei summenziona-
ti re-uisiti prestazionali, tenendo opportunamente conto dei diversi meccanismi di mobilitazione della resistenza laterale rispetto
alla resistenza alla base, soprattutto in presenza di pali di grande diametro.
6.4.5.8 ASPETTI COSTRUTTIVI
;el progetto si deve tenere conto dei vari aspetti che possono influire sull$integrit strutturale, sulla durabilit e sul comporta-
mento dei pali, -uali la distanza relativa, la se-uenza di installazione, i problemi di refluimento e sifonamento nel caso di pali tri-
vellati, l$addensamento del terreno con pali infissi, gli effetti della falda o di sostanze chimiche presenti nell$ac-ua o nel terreno
sul conglomerato dei pali gettati in opera, la connessione dei pali alla struttura di collegamento. La durabilit dei pali di fonda-
zione deve essere valutata in relazione ai materiali posti in opera ed alle specifiche condizioni ambientali del sito di progetto.
6.4.5.6 CONTROLLI D1INTEGRIT; DEI PALI
In tutti i casi in cui la -ualit dei pali dipenda in misura significativa dai procedimenti esecutivi e dalle caratteristiche geotecniche
dei terreni di fondazione, devono essere effettuati controlli di integrit.
Il controllo dell$integrit, da effettuarsi con prove dirette o indirette di comprovata validit, deve interessare almeno il )U dei pali
della fondazione con un minimo di " pali.
;el caso di gruppi di pali di grande diametro %dV71 cm', il controllo dell$integrit deve essere effettuato su tutti i pali di ciascun
gruppo se i pali del gruppo sono in numero inferiore o uguale a (.
6.4.5.9 PROVE DI CARICO
6.4.5.9.1 P"o3& -i 0"o6&''o +/ 0(i 0i(o'
Le prove per la determinazione della resistenza del singolo palo %prove di progetto' devono essere eseguite su pali appositamente
realizzati %pali pilota' identici, per geometria e tecnologia esecutiva, a -uelli da realizzare e ad essi sufficientemente vicini.
L$intervallo di tempo intercorrente tra la costruzione del palo pilota e l$inizio della prova di carico deve essere sufficiente a garan-
tire che il materiale di cui * costituito il palo sviluppi la resistenza richiesta e che le pressioni interstiziali nel terreno si riportino ai
valori iniziali.
8e si esegue una sola prova di carico statica di progetto, -uesta deve essere ubicata dove le condizioni del terreno sono pi, sfavo-
revoli.
Le prove di progetto devono essere spinte fino a valori del carico assiale tali da portare a rottura il complesso palo-terreno o co-
mun-ue tali da consentire di ricavare significativi diagrammi dei cedimenti della testa del palo in funzione dei carichi e dei tem-
pi.
PROGETTAZIONE GEOTECNICA 171
Il sistema di vincolo deve essere dimensionato per consentire un valore del carico di prova non inferiore a ",) volte l$azione di
progetto utilizzata per le verifiche agli 8L>.
La resistenza del complesso palo-terreno * assunta pari al valore del carico applicato corrispondente ad un cedimento della testa
pari al #1U del diametro nel caso di pali di piccolo e medio diametro %d W 71 cm', non inferiori al )U del diametro nel caso di pali
di grande diametro %d V 71 cm'.
8e tali valori di cedimento non sono raggiunti nel corso della prova, * possibile procedere all$estrapolazione della curva speri-
mentale a patto che essa evidenzi un comportamento del complesso palo-terreno marcatamente non lineare.
/er i pali di grande diametro si pu< ricorrere a prove statiche eseguite su pali aventi la stessa lunghezza dei pali da realizzare, ma
diametro inferiore, purch tali prove siano adeguatamente motivate ed interpretate al fine di fornire indicazioni utili per i pali da
realizzare. In ogni caso, la riduzione del diametro non pu< essere superiore al )1U e tale da restituire un palo ancora di grande
diametro (d 80 cm); il palo di prova deve essere opportunamente strumentato per consentire il rilievo separato delle curve di
mobilitazione della resistenza laterale e della resistenza alla base.
:ome prove di progetto possono essere eseguite prove dinamiche ad alto livello di deformazione, purch adeguatamente interpreta-
te al fine di fornire indicazioni comparabili con -uelle derivanti da una corrispondente prova di carico statica di progetto.
6.4.5.9.2 P"o3& -i ##&''zion& in #o"+o -1o0&"
8ui pali di fondazione, ad esclusione di -uelli sollecitati prevalentemente da azioni orizzontali, devono essere eseguite prove di
carico statiche di accettazione per controllarne principalmente la corretta esecuzione e il comportamento sotto le azioni di proget-
to. 9ali prove devono pertanto essere spinte ad un carico assiale pari a #,) volte l$azione di progetto utilizzata per le verifiche 8L>.
In presenza di pali strumentati per il rilievo separato delle curve di mobilitazione delle resistenze lungo la superficie e alla base, il
massimo carico assiale di prova pu< essere posto pari a #," volte l$azione di progetto utilizzata per le verifiche 8L>.
Il numero e l$ubicazione delle prove di accettazione devono essere stabiliti dal .irettore dei Lavori sentito il :ollaudatore statico
se presente, in base all$importanza dell$opera e al grado di omogeneit del terreno di fondazione. In ogni caso il numero di prove
non deve essere inferiore a:
" se il numero di pali * compreso tra "# e )1,
& se il numero di pali * compreso tra )# e #11,
( se il numero di pali * compreso tra #1# e "11,
) se il numero di pali * compreso tra "1# e )11,
il numero intero pi, prossimo al valore ) K n3)11, se il numero n di pali * superiore a )11.
Il numero di prove di carico di accettazione pu< essere ridotto della met %o al numero intero pi, prossimo' se sono effettuati
controlli non distruttivi su almeno il )1U dei pali, con esito positivo.
8e il numero dei pali * inferiore o uguale a "1, deve essere eseguita almeno una prova di carico. In alternativa devono essere ese-
guite prove di tipo non distruttivo su tutti i pali di fondazione per verificarne lunghezza e integrit strutturale.
;el caso di pali infissi, il numero di prove di accettazione pu< essere ridotto al )1U rispetto a -uanto sopra indicato %o al numero
intero pi, prossimo' se durante la loro installazione sono stati raccolti i dati di penetrazione di tutti i pali e, attraverso adeguati
studi, dimostrata la corrispondenza degli stessi con i comportamenti ottenuti dalle prove di accettazione eseguite.
;el caso di pali prefabbricati, il numero di prove di carico di verifica pu< essere ridotto al &&U rispetto a -uanto sopra indicato %o
al numero intero pi, prossimo'. 8ar comun-ue necessario eseguire almeno una prova di carico.
6.5. 6.5. 6.5. 6.5. OPERE D OPERE D OPERE D OPERE DI SOSTEGNO I SOSTEGNO I SOSTEGNO I SOSTEGNO
Le presenti norme si applicano a tutte le costruzioni e agli interventi atti a sostenere in sicurezza un corpo di terreno o di materia-
le con comportamento simile. In particolare :
muri, per i -uali la funzione di sostegno * affidata al peso proprio del muro e a -uello del terreno direttamente agente su di
esso %ad esempio muri a gravit, muri a mensola, muri a contrafforti';
paratie, per le -uali la funzione di sostegno * assicurata principalmente dalla resistenza del volume di terreno posto innanzi
l$opera e da eventuali ancoraggi e puntoni;
strutture miste, che esplicano la funzione di sostegno anche per effetto di trattamenti di miglioramento e per la presenza di parti-
colari elementi di rinforzo e collegamento.
6.5.1 6.5.1 6.5.1 6.5.1 CRITERI GENERALI DI CRITERI GENERALI DI CRITERI GENERALI DI CRITERI GENERALI DI PROGETTO PROGETTO PROGETTO PROGETTO
La scelta del tipo di opera di sostegno deve essere effettuata in base alle dimensioni e alle esigenze di funzionamento dell$opera,
alle caratteristiche meccaniche dei terreni in sede e di riporto, al regime delle pressioni interstiziali, all$interazione con i manufatti
circostanti, alle condizioni generali di stabilit del sito. .eve inoltre tener conto dell$incidenza sulla sicurezza di dispositivi com-
plementari %-uali rinforzi, drenaggi, tiranti e ancoraggi' e delle fasi costruttive.
;ei muri di sostegno, il terreno di riempimento a tergo del muro deve essere posto in opera con opportuna tecnica di costipa-
mento ed avere granulometria tale da consentire un drenaggio efficace nel tempo. 8i pu< ricorrere all$uso di geotessili, con fun-
172 CAPITOLO 6
zione di separazione e filtrazione, da interporre fra il terreno in sede e -uello di riempimento. Il drenaggio deve essere progettato
in modo da risultare efficace in tutto il volume significativo a tergo del muro.
.evono essere valutati gli effetti derivanti da parziale perdita di efficacia di dispositivi particolari -uali sistemi di drenaggio su-
perficiali e profondi, tiranti ed ancoraggi. /er tutti -uesti interventi deve essere predisposto un dettagliato piano di controllo e
monitoraggio nei casi in cui la loro perdita di efficacia configuri scenari di rischio.
In presenza di costruzioni preesistenti, il comportamento dell$opera di sostegno deve garantirne i previsti livelli di funzionalit e
stabilit. In particolare, devono essere valutati gli spostamenti del terreno a tergo dell$opera e verificata la loro compatibilit con
le condizioni di sicurezza e funzionalit delle costruzioni preesistenti. Inoltre, nel caso in cui in fase costruttiva o a seguito della
adozione di sistemi di drenaggio si determini una modifica delle pressioni interstiziali nel sottosuolo se ne devono valutare gli
effetti, anche in termini di stabilit e funzionalit delle costruzioni preesistenti.
Le indagini geotecniche devono avere estensione tale da consentire la verifica delle condizioni di stabilit locale e globale del
complesso opera-terreno, tenuto conto anche di eventuali moti di filtrazione.
.evono essere prescritte le caratteristiche fisiche e meccaniche dei materiali di riempimento.
6.5.2 6.5.2 6.5.2 6.5.2 AZIONI AZIONI AZIONI AZIONI
8i considerano azioni sull$opera di sostegno -uelle dovute al peso proprio del terreno e del materiale di riempimento, ai sovraccari-
chi, all$ac-ua, ad eventuali ancoraggi presollecitati, al moto ondoso, ad urti e collisioni, alle variazioni di temperatura e al ghiaccio.
6.8.2.1 SOVRACCARICHI
;el valutare il sovraccarico a tergo di un$opera di sostegno si deve tener conto della eventuale presenza di costruzioni, di deposi-
ti di materiale, di veicoli in transito, di apparecchi di sollevamento.
6.8.2.2 MODELLO GEOMETRICO DI RIFERIMENTO
Il modello geometrico deve tenere conto delle possibili variazioni del profilo del terreno a monte e a valle del paramento rispetto ai
valori nominali.
;el caso in cui la funzione di sostegno * affidata alla resistenza del volume di terreno a valle dell$opera, la -uota di valle dove
essere diminuita di una -uantit pari al minore dei seguenti valori:
- #1U dell$altezza di terreno da sostenere con opere a sbalzo;
- #1 U della distanza fra l$ancoraggio a -uota inferiore e la sommit del terreno a valle nel caso di opere ancorate;
- 1,) m.
Il livello della superficie libera dell$ac-ua o della falda freatica deve essere scelto sulla base di misure e sulla possibile evoluzione del
regime delle pressioni interstiziali anche legati a eventi di carattere eccezionale e a possibili malfunzionamenti dei sistemi di dre-
naggio. In assenza di particolari sistemi di drenaggio, nelle verifiche allo stato limite ultimo, si deve sempre ipotizzare che la superfi-
cie libera della falda non sia inferiore a -uella del livello di sommit dei terreni con bassa permeabilit %H W #1
-!
m3s'.
6.5.3 6.5.3 6.5.3 6.5.3 VERIFICHE AGLI STATI VERIFICHE AGLI STATI VERIFICHE AGLI STATI VERIFICHE AGLI STATI LIMITE LIMITE LIMITE LIMITE
Le verifiche eseguite mediante analisi di interazione terreno-struttura o con metodi semplificati devono sempre rispettare le con-
dizioni di e-uilibrio e congruenza e la compatibilit con i criteri di resistenza del terreno. X necessario inoltre portare in conto la
dipendenza della spinta dei terreni dallo spostamento dell$opera.
6.8.5.1 VERIFICHE DI SICUREZZA ( SLU)
;elle verifiche di sicurezza devono essere presi in considerazione tutti i meccanismi di stato limite ultimo, sia a breve sia a lungo
termine. Cli stati limite ultimi delle opere di sostegno si riferiscono allo sviluppo di meccanismi di collasso determinati dalla mo-
bilitazione della resistenza del terreno, e al raggiungimento della resistenza degli elementi strutturali che compongono le opere
stesse.
6.8.5.1.1 M/"i -i +o+'&6no
/er i muri di sostegno o per altre strutture miste ad essi assimilabili devono essere effettuate le verifiche con riferimento almeno
ai seguenti stati limite
Q SLU di tipo geotecnico (GEO) e di e#uilibrio di corpo rigido (E$U)
stabilit globale del complesso opera di sostegno-terreno;
scorrimento sul piano di posa;
collasso per carico limite dell$insieme fondazione-terreno;
ribaltamento;
Q SLU di tipo strutturale (S!)
raggiungimento della resistenza negli elementi strutturali,
accertando che la condizione E!.".#F sia soddisfatta per ogni stato limite considerato.
PROGETTAZIONE GEOTECNICA 173
La verifica di stabilit globale del complesso opera di sostegno-terreno deve essere effettuata secondo la :ombinazione "
%4"KA"K0"' dell$4pproccio #, tenendo conto dei coefficienti parziali riportati nelle 9abelle !.".I e !.".II per le azioni e i parametri
geotecnici e nella 9ab. !.7.I per le verifiche di sicurezza di opere di materiali sciolti e fronti di scavo.
Le rimanenti verifiche devono essere effettuate secondo l$4pproccio ", con la combinazione di coefficienti %4#KA#K0&', tenendo
conto dei valori dei coefficienti parziali riportati nelle 9abelle !.".I, !.".II e !.).I.
Lo stato limite di ribaltamento non prevede la mobilitazione della resistenza del terreno di fondazione e deve essere trattato come
uno stato limite di e-uilibrio come corpo rigido, utilizzando i coefficienti parziali sulle azioni indicati nella 9ab. !.".I per il caso
%>5=' e adoperando i coefficienti parziali del gruppo %A"' per il calcolo delle spinte.

T!. 6.8.I 2 Coefficienti parziali %
!
per le verifiche agli stati limite ultimi S! e GEO di muri di sostegno
V&"i%i#
Co&%%i#i&n'&
0"zi(&
(R1)
Co&%%i#i&n'&
0"zi(&
(R2)
Co&%%i#i&n'&
0"zi(&
(R5)
:apacit portante della fondazione G
0
J #,1 G
0
J #,1 G
0
J #,(
8corrimento G
0
J #,1 G
0
J #,1 G
0
J #,#
0esistenza del terreno a valle G
0
J #,1 G
0
J #,1 G
0
J #,(

In generale, le ipotesi di calcolo delle spinte devono essere giustificate sulla base dei prevedibili spostamenti relativi manufatto-
terreno, ovvero determinate con un$analisi dell$interazione terreno-struttura. Le spinte devono tenere conto del sovraccarico e
dell$inclinazione del piano campagna, dell$inclinazione del paramento rispetto alla verticale, delle pressioni interstiziali e degli effetti
della filtrazione nel terreno. ;el calcolo della spinta si pu< tenere conto dell$attrito che si sviluppa fra parete e terreno. I valori assun-
ti per il relativo coefficiente di attrito devono essere giustificati in base alla natura dei materiali a contatto e all$effettivo grado di mo-
bilitazione.
4i fini della verifica alla traslazione sul piano di posa di muri di sostegno con fondazioni superficiali, non si deve in generale
considerare il contributo della resistenza passiva del terreno antistante il muro. In casi particolari, da giustificare con considera-
zioni relative alle caratteristiche meccaniche dei terreni e alle modalit costruttive, la presa in conto di un$ali-uota %comun-ue
non superiore al )1U' di tale resistenza * subordinata all$assunzione di effettiva permanenza di tale contributo, nonch alla veri-
fica che gli spostamenti necessari alla mobilitazione di tale ali-uota siano compatibili con le prestazioni attese dell$opera.
;el caso di strutture miste o composite, le verifiche di stabilit globale devono essere accompagnate da verifiche di stabilit locale
e di funzionalit e durabilit degli elementi singoli.
6.8.5.1.2 P"'i&
/er le paratie si devono considerare almeno i seguenti stati limite ultimi:
Q SLU di tipo geotecnico (GEO) e di tipo idraulico (U&L e '())
collasso per rotazione intorno a un punto dell$opera %atto di moto rigido';
collasso per carico limite verticale;
sfilamento di uno o pi, ancoraggi;
instabilit del fondo scavo in terreni a grana fine in condizioni non drenate;
instabilit del fondo scavo per sollevamento;
sifonamento del fondo scavo;
instabilit globale dell$insieme terreno-opera;
Q SLU di tipo strutturale (S!)
raggiungimento della resistenza in uno o pi, ancoraggi;
raggiungimento della resistenza in uno o pi, puntoni o di sistemi di contrasto;
raggiungimento della resistenza strutturale della paratia,
accertando che la condizione E!.".#F sia soddisfatta per ogni stato limite considerato.
La verifica di stabilit globale dell$insieme terreno-opera deve essere effettuata secondo la :ombinazione " %4"KA"K0"'
dell$4pproccio #, tenendo conto dei coefficienti parziali riportati nelle 9abelle !.".I e !.".II e !.7.I.
Le rimanenti verifiche devono essere effettuate secondo l$4pproccio # considerando le due combinazioni di coefficienti:
:ombinazione #: %4#KA#K0#'
:ombinazione ": %4"KA"K0#'
tenendo conto dei valori dei coefficienti parziali riportati nelle 9abelle !.".I, !.".II e !.).I.
/er le paratie, i calcoli di progetto devono comprendere la verifica degli eventuali ancoraggi, puntoni o strutture di controventa-
mento.
@ermo restando -uanto specificato nel !.).&.#.# per il calcolo delle spinte, per valori dell$angolo d$attrito tra terreno e parete Y Z
N$3", ai fini della valutazione della resistenza passiva * necessario tener conto della non planarit delle superfici di scorrimento.

174 CAPITOLO 6
6.8.5.2 VERIFICHE DI ESERCIZIO (SLE)
In tutti i casi, nelle condizioni di esercizio, gli spostamenti dell$opera di sostegno e del terreno circostante devono essere valutati
per verificarne la compatibilit con la funzionalit dell$opera e con la sicurezza e funzionalit e di manufatti adiacenti, anche a
seguito di modifiche indotte sul regime delle ac-ue sotterranee.
In presenza di manufatti particolarmente sensibili agli spostamenti dell$opera di sostegno, deve essere sviluppata una specifica
analisi dell$interazione tra opere e terreno, tenendo conto della se-uenza delle fasi costruttive.
6.6. 6.6. 6.6. 6.6. TIRANTI DI ANCORAGGI TIRANTI DI ANCORAGGI TIRANTI DI ANCORAGGI TIRANTI DI ANCORAGGIO O O O
I tiranti di ancoraggio sono elementi strutturali opportunamente collegati al terreno, in grado di sostenere forze di trazione.
6.6.1. 6.6.1. 6.6.1. 6.6.1. CRITERI DI PROGETTO CRITERI DI PROGETTO CRITERI DI PROGETTO CRITERI DI PROGETTO
4i fini del progetto, gli ancoraggi si distinguono in provvisori e permanenti.
Cli ancoraggi possono essere ulteriormente suddivisi in attivi o presollecitati, -uando nell$armatura viene indotta una forza di
tesatura iniziale, e passivi o non presollecitati.
;ella scelta del tipo di ancoraggio si deve tenere conto delle sollecitazioni prevedibili, delle caratteristiche del sottosuolo,
dell$aggressivit ambientale.
;el progetto devono indicarsi l$orientazione, la lunghezza e il numero degli ancoraggi; la tecnica e le tolleranze di esecuzione; la
resistenza di progetto 0
ad
e l$eventuale programma di tesatura.
;el caso di ancoraggi attivi impiegati per una funzione permanente, devono essere adottati tutti gli accorgimenti costruttivi ne-
cessari a garantire la durabilit e l$efficienza del sistema di testata dei tiranti, soprattutto per -uelli a trefoli, in particolare nei ri-
guardi della corrosione, per tutta la vita nominale della struttura. Inoltre si devono prevedere efficaci dispositivi di contenimento
locale dell$armatura nei confronti del possibile tranciamento in corso di esercizio.

;el progetto deve essere definito un programma di manutenzione ordinaria che pu< comprendere anche successivi interventi di
regolazione e3o sostituzione dei dispositivi di ancoraggio. .eve inoltre essere predisposto un piano di monitoraggio per verifica-
re il comportamento dell$ancoraggio nel tempo.
8e la funzione di ancoraggio * esercitata da piastre, da pali accostati o simili, * necessario evitare ogni sovrapposizione tra la zona
passiva di pertinenza dell$ancoraggio e -uella attiva a tergo dell$opera di sostegno.
/er la valutazione della resistenza a sfilamento di un ancoraggio si pu< procedere in prima approssimazione con formule teori-
che o con correlazioni empiriche. La conferma sperimentale con prove di trazione in sito nelle fasi di progetto e di accettazione *
sempre necessaria.
6.6.2. 6.6.2. 6.6.2. 6.6.2. VERIFICHE DI SICUREZ VERIFICHE DI SICUREZ VERIFICHE DI SICUREZ VERIFICHE DI SICUREZZA !SLU" ZA !SLU" ZA !SLU" ZA !SLU"
;elle verifiche di sicurezza devono essere presi in considerazione tutti i meccanismi di stato limite ultimo, sia a breve sia a lungo
termine.
Cli stati limite ultimi dei tiranti di ancoraggio si riferiscono allo sviluppo di meccanismi di collasso determinati dalla mobilitazio-
ne della resistenza del terreno e al raggiungimento della resistenza degli elementi strutturali che li compongono.
/er il dimensionamento geotecnico, deve risultare rispettata la condizione E!.".#F con specifico riferimento ad uno stato limite di
sfilamento della fondazione dell$ancoraggio. La verifica di tale condizione pu< essere effettuata con riferimento alla combinazio-
ne 4#KA#K0&, tenendo conto dei coefficienti parziali riportati nelle 9abelle !.".I, !.".II e !.!.I.
La verifica a sfilamento della fondazione dell$ancoraggio si esegue confrontando la massima azione di progetto /
d
, considerando
tutti i possibili stati limite ultimi %8L=' e di esercizio %8L>', con la resistenza di progetto 0
ad
, determinata applicando alla resi-
stenza caratteristica 0
aH
i fattori parziali G
0
riportati nella 9ab. !.!.I.

T!. 6.6.I 2 Coefficienti parziali per la resistenza di ancoraggi
Si,!o(o G
R
Co&%%i#i&n'& 0"zi(&
9emporanei G
0a,t
#,#
/ermanenti G
0a,p
#,"

Il valore caratteristico della resistenza allo sfilamento dell$ancoraggio 0
aH
si pu< determinare:
a) dai risultati di prove di progetto su ancoraggi di prova;
b) con metodi di calcolo analitici, dai valori caratteristici dei parametri geotecnici dedotti dai risultati di prove in sito e3o di labo-
ratorio.
;el caso %a', il valore della resistenza caratteristica 0
aH
* il minore dei valori derivanti dall$applicazione dei fattori di correlazione
T
a#
e T
a"
riportati nella 9abella !.!.II rispettivamente al valor medio e al valor minimo delle resistenze 0
a,m
misurate nel corso delle
prove:
PROGETTAZIONE GEOTECNICA 175

( ) ( )


=
2 a
min
m , a
1 a
medio
m , a
ak
R
;
R
Min R
E!.!.#F
;el caso %b', il valore della resistenza caratteristica 0
aH
* il minore dei valori derivanti dall$applicazione dei fattori di correlazione
T
a&
e T
a(
riportati nella 9abella !.!.III rispettivamente al valor medio e al valor minimo delle resistenze 0
a,c
ottenute dal calcolo.
/er la valutazione dei fattori T
a&
e T
a(
, si deve tenere conto che i profili di indagine sono solo -uelli che consentono la completa
identificazione del modello geotecnico di sottosuolo per il terreno di fondazione dell$ancoraggio.



E!.!."F
;ella valutazione analitica della resistenza allo sfilamento degli ancoraggi non si applicano coefficienti parziali di sicurezza sui
valori caratteristici della resistenza del terreno; si fa -uindi riferimento ai coefficienti parziali di sicurezza A#.

T!. 6.6.II 2 "attori di correlazione per derivare la resistenza caratteristica da prove di progetto* in funzione del numero degli ancoraggi di prova
N/,&"o -&6(i n#o"66i -i 0"o3 1 2 < 2
T
a#
#,) #,( #,&
T
a"
#,) #,& #,"

T!. 6.6.III 2 "attori di correlazione per derivare la resistenza caratteristica dalle prove geotecniche* in funzione del numero n di profili di indagine
N/,&"o -i 0"o%i(i -i in-6in& 1 2 5 4 7 8
T
a&

#,71 #,2) #,21 #,!) #,!1
T
a(

#,71 #,21 #,!) #,!1 #,))

;ei tiranti il cui tratto libero * realizzato con trefoli o barre di acciaio armonico, nel rispetto del criterio della progettazione in ca-
pacit si deve verificare che la resistenza caratteristica al limite di snervamento del tratto libero sia sempre maggiore del valore
massimo della resistenza a sfilamento della fondazione dell$ancoraggio ottenuto sulla base di prove di progetto %0a,m' o con me-
todi di calcolo analitici %0a,c'.

;ei tiranti di prova, l$armatura a trefoli dell$acciaio armonico del tratto libero deve essere dimensionata in modo che la resistenza
caratteristica al limite di snervamento del tratto libero sia sempre maggiore del tiro massimo di prova.
6.6.3. 6.6.3. 6.6.3. 6.6.3. ASPETTI COSTRUTTIVI ASPETTI COSTRUTTIVI ASPETTI COSTRUTTIVI ASPETTI COSTRUTTIVI
/er la realizzazione di ancoraggi di tipo attivo si devono impiegare sistemi -ualificati, come previsto al ##.).".. La durabilit e la
compatibilit con i terreni dei materiali impiegati per la costruzione dei tiranti, nonch i sistemi di protezione dalla corrosione, devo-
no essere documentati.
Il diametro dei fori non deve essere inferiore ai diametri nominali previsti in progetto.
La tesatura dei tiranti deve essere effettuata in conformit al programma di progetto. In ogni caso, la tesatura pu< avere inizio
non prima che siano praticamente esauriti i fenomeni di presa ed indurimento del materiale costituente la fondazione
dell$ancoraggio.
6.6.4. 6.6.4. 6.6.4. 6.6.4. PROVE DI CARICO PROVE DI CARICO PROVE DI CARICO PROVE DI CARICO
6.6.4.1. PROVE DI PROGETTO SU ANCORAGGI PRELIMINARI
Cli ancoraggi preliminari di prova %ancoraggi di progetto' - sottoposti a sollecitazioni pi, severe di -uelle di verifica e non utiliz-
zabili per l$impiego successivo - devono essere realizzati con lo stesso sistema costruttivo di -uelli definitivi, nello stesso sito e
nelle stesse condizioni ambientali.
Cli ancoraggi preliminari di prova devono essere realizzati dopo l$esecuzione di -uelle operazioni, -uali scavi e riporti, che pos-
sano influire sulla capacit portante della fondazione.
;elle valutazioni si terr conto della variazione della resistenza allo sfilamento nel tempo, per effetto del comportamento viscoso
del terreno e dei materiali che costituiscono l$ancoraggio.
Il numero di prove di progetto non deve essere inferiore a:
# se il numero degli ancoraggi * inferiore a &1,
" se il numero degli ancoraggi * compreso tra &# e )1,
& se il numero degli ancoraggi * compreso tra )# e #11,
2 se il numero degli ancoraggi * compreso tra #1# e "11,
7 se il numero degli ancoraggi * compreso tra "1# e )11,
#1 se il numero degli ancoraggi * superiore a )11.
6.6.4.2. PROVE DI ACCETTAZIONE DEGLI ANCORAGGI
176 CAPITOLO 6
Le prove di accettazione devono essere effettuate su tutti gli ancoraggi. La prova consiste nell$applicazione di un ciclo semplice di
carico e scarico; in -uesto ciclo il tirante viene sottoposto ad una forza pari a #," l$azione di progetto /d utilizzate per le verifiche
8L>, verificando che gli allungamenti misurati siano nei limiti previsti e3o compatibili con le misure sugli ancoraggi preliminari
di prova.
6.#. 6.#. 6.#. 6.#. OPERE IN SOTTERRANEO OPERE IN SOTTERRANEO OPERE IN SOTTERRANEO OPERE IN SOTTERRANEO
Le presenti norme definiscono le procedure tecniche per il progetto e la costruzione delle opere in sotterraneo -uali le gallerie, le
caverne ed i pozzi, che sono costruiti totalmente nel sottosuolo mediante operazioni coordinate di asportazione del terreno e3o
della roccia in posto e l$esecuzione di eventuali interventi necessari alla stabilizzazione della cavit a breve e a lungo termine,
nonch del rivestimento finale.
6.#.1. 6.#.1. 6.#.1. 6.#.1. PRESCRIZIONI GENERAL PRESCRIZIONI GENERAL PRESCRIZIONI GENERAL PRESCRIZIONI GENERALI I I I
Il progetto delle opere in sotterraneo, per la loro peculiarit, deve svilupparsi ponendo particolare cura nella definizione del mo-
dello geologico e del modello geotecnico di riferimento.
L$approccio progettuale adottato deve prevedere l$impiego di metodi atti a prevenire o controllare, nelle fasi esecutive, gli effetti
legati alla variazione dello stato tensionale preesistente nel terreno e3o nell$ammasso roccioso e del regime idraulico del sottosuo-
lo nell$intorno della cavit conseguenti alle operazioni di scavo. .eve in particolare essere dimostrato il raggiungimento di con-
dizioni di stabilit della stessa cavit ad opera ultimata, in relazione alle condizioni e alle caratteristiche del sito, nonch alle con-
seguenze che si possono comun-ue produrre nell$ambiente circostante. 4 tale scopo, in stretta dipendenza dai risultati delle
indagini geologiche e geotecniche, nel progetto devono essere specificati e adeguatamente giustificati:
geometria, ubicazione %per le opere puntuali -uali le caverne ed i pozzi' e tracciato dell$opera %per le opere a sviluppo lineare
-uali le gallerie';
metodi e tecniche di scavo, di tipo tradizionale o meccanizzato;
eventuali interventi di stabilizzazione %compresi il miglioramento e il rinforzo dei terreni e dell$ammasso roccioso' da adotta-
re sul fronte e sulle pareti di scavo;
modalit e metodi per l$intercettazione delle ac-ue sotterranee ed il controllo del regime delle pressioni interstiziali
- provvedimenti per prevenire l$innesco e3o la riattivazione di eventuali fenomeni franosi, soprattutto per le gallerie a bassa co-
pertura e nelle zone di imbocco;
elementi utili a definire accorgimenti nei metodi e nelle tecniche di scavo, interventi, piani e norme di sicurezza, anche con
riferimento a particolari situazioni di pericolo per presenza di gas tossici o esplosivi, di cavit %naturali e antropiche' o di ve-
nute improvvise di ac-ua;
problemi relativi alla messa a dimora dei materiali di risulta dagli scavi, compresa la individuazione degli eventuali interventi
di inertizzazione che si rendessero necessari, in relazione alla natura degli stessi materiali.
6.#.2. 6.#.2. 6.#.2. 6.#.2. CARATTERIZZAZIONE GE CARATTERIZZAZIONE GE CARATTERIZZAZIONE GE CARATTERIZZAZIONE GEOLOGICA OLOGICA OLOGICA OLOGICA
L$ampiezza e l$approfondimento degli studi e delle indagini di carattere geologico devono essere commisurati alla complessit
geologica, alla vulnerabilit ambientale del sito, alla posizione e alle dimensioni dell$opera.
Il modello geologico di riferimento deve descrivere le caratteristiche geologiche generali dei terreni e dell$ammasso roccioso inte-
ressato dagli scavi indicando natura e distribuzione geometrica dei litotipi e caratteri strutturali, ponendo particolare attenzione
al riconoscimento del contatto fra formazione di base e copertura, dei contatti stratigrafici, delle faglie in corrispondenza o in
prossimit dell$opera e delle altre discontinuit .evono essere accertate le caratteristiche sismotettoniche e la franosit della zona
interessata dal progetto, particolarmente rilevante per gallerie parietali e per le zone di imbocco, e deve essere segnalata
l$eventuale presenza di cavit carsiche.
Cli accertamenti devono riguardare inoltre le condizioni idrogeologiche e i caratteri degli ac-uiferi presenti nell$area, nonch i
rischi di natura ambientale dovuti alla presenza di gas tossici ed esplosivi e di minerali nocivi.


6.#.3 6.#.3 6.#.3 6.#.3. .. . CARATTERIZZAZIONE E CARATTERIZZAZIONE E CARATTERIZZAZIONE E CARATTERIZZAZIONE E MODELLAZIONE GEOTECN MODELLAZIONE GEOTECN MODELLAZIONE GEOTECN MODELLAZIONE GEOTECNICA ICA ICA ICA
8pecifiche indagini, in sito e in laboratorio, devono permettere la caratterizzazione fisico-meccanica dei terreni e delle rocce sia
alla scala dell$elemento di volume sia alla scala dell$ammasso. Dve necessario la caratterizzazione deve essere rivolta a valutare
potenzialit spingenti e3o rigonfianti e le caratteristiche meccaniche lungo le discontinuit. .eve inoltre essere accertato il regime
delle pressioni interstiziali e l$eventuale presenza di moti di filtrazione.
Il modello geotecnico di sottosuolo deve permettere di eseguire le analisi di progetto e le verifiche di sicurezza di cui al successi-
vo !.2.) . 4 tal fine, deve evidenziare le zone omogenee dal punto di vista fisico-meccanico e rappresentare il regime idraulico
del sottosuolo interessato dallo scavo. Inoltre, la caratterizzazione fisico-meccanica dei materiali deve essere adeguata ai proce-
dimenti analitici e3o numerici previsti.
PROGETTAZIONE GEOTECNICA 177
;el caso in cui la progettazione faccia riferimento al [metodo osservazionale\, indagini e prove integrative possono essere svolte
in corso d$opera purch previste per la valutazione dei parametri critici per la scelta fra le soluzioni alternative gi individuate in
progetto.
6.#.4. 6.#.4. 6.#.4. 6.#.4. CRITERI DI PROGETTO CRITERI DI PROGETTO CRITERI DI PROGETTO CRITERI DI PROGETTO
8ulla base del modello geotecnico del sottosuolo, il progetto deve comprendere la previsione -uantitativa degli effetti direttamen-
te indotti dagli scavi al contorno della cavit e in superficie, con riferimento in particolare a scavi e gallerie poco profonde in am-
bienti urbanizzati, da cui deve derivare la scelta del metodo e delle tecniche di scavo e degli eventuali interventi di miglioramen-
to e rinforzo in fase di avanzamento. .evono essere dimensionati i rivestimenti, di prima fase e definitivi, e -uando appropriato,
le opere di protezione agli imbocchi. Infine, nel caso di opere che ricadono in zona di versante, devono essere valutate le condi-
zioni di stabilit globale dei pendii con cui l$opera interagisce, sia in corso di realizzazione sia in esercizio.
L$adozione di interventi di miglioramento e rinforzo dei terreni e dell$ammasso roccioso per garantire o migliorare la stabilit
globale e locale dell$opera deve essere adeguatamente motivata, cos] come deve essere giustificato e illustrato il dimensionamen-
to di tali interventi.
6.#.5. 6.#.5. 6.#.5. 6.#.5. ANALISI PROG ANALISI PROG ANALISI PROG ANALISI PROGET ET ET ETTUALI E VERIFICHE TUALI E VERIFICHE TUALI E VERIFICHE TUALI E VERIFICHE DI DI DI DI SICUREZZA SICUREZZA SICUREZZA SICUREZZA
/er lo svolgimento delle analisi progettuali si deve ricorrere ad uno o pi, dei seguenti procedimenti:
a) metodi analitici;
b) metodi numerici, per simulare il comportamento del sistema opera-terreno, nelle diverse fasi di scavo e costruzione, nonch
in condizioni di esercizio.
Le verifiche devono essere svolte con riferimento a stati limite ultimi %8L=' e a stati limite di esercizio %8L>'.
8i devono considerare gli stati limite ultimi per raggiungimento della resistenza del terreno o dell$ammasso roccioso interessato
dallo scavo %C>D' e stati limite ultimi per raggiungimento della resistenza degli elementi strutturali che costituiscono gli inter-
venti di stabilizzazione e di rivestimento, sia di prima fase sia definitivi %890'. .evono essere inoltre valutati -uantitativamente
gli effetti indotti sui manufatti e sulle costruzioni esistenti con cui l$opera in sotterraneo interagisce. .evono essere considerati i
possibili stati limite ultimi di tipo idraulico prodotti sia dalle spinte idrauliche al fronte e al contorno dello scavo in fase di avan-
zamento %=/L' sia da elevati gradienti idraulici nel caso di attraversamento di terreni suscettibili al sifonamento %^_.'.
Le verifiche di stabilit globale dei versanti con cui l$opera interagisce e dei fronti di scavo agli imbocchi devono essere eseguite
con i criteri indicati ai !.& e !.7 rispettivamente per i pendii naturali e per i fronti di scavo.
Le verifiche agli stati limite ultimi %890 o C>D' devono essere eseguite con l$4pproccio #, considerando le due combinazioni di
coefficienti
:ombinazione #: %4#KA#K0#'
:ombinazione ": %4"KA"K0"'
/er gli interventi di stabilizzazione e per le strutture di rivestimento con funzione definitiva, per le opere di protezione degli im-
bocchi, -ueste ultime sia con funzione provvisoria sia definitiva, i valori dei coefficienti parziali sono -uelli riportati nelle 9abelle
!.".I, !.".II mentre i coefficienti 0# e 0" sono sempre unitari.
/er le verifiche che si riferiscono agli interventi di miglioramento e rinforzo in fase di avanzamento e alle strutture di rivestimen-
to con funzione provvisoria, i coefficienti parziali sulle azioni o sui loro effetti sono -uelli della 9abella !.".I; -uelli sui parametri
geotecnici e sulle resistenze sono sempre unitari.
Le verifiche agli stati limite ultimi %890 e C>D' eseguite tenendo conto dell$interazione degli elementi strutturali con il terreno o
l$ammasso roccioso, devono essere eseguite con i criteri gi indicati al !.".(.#.(, assumendo i fattori parziali come specificato nel
presente paragrafo, rispettivamente per gli interventi di rinforzo in fase di avanzamento, per il rivestimento di prima fase e per
-uello definitivo.

Le verifiche =/L e ^_. devono essere eseguite con i criteri indicati al !.".(.".

;el caso di progettazione basata sul [metodo osservazionale\, le analisi devono permettere la valutazione -uantitativa del com-
portamento dell$opera nelle diverse fasi di scavo e costruzione, in modo da poter formulare previsioni sui valori delle grandezze
rappresentative del comportamento della cavit, con particolare riguardo ai valori di convergenza radiale, della deformazione
longitudinale del fronte e, se pertinenti, degli spostamenti di superficie, per consentire il confronto delle previsioni con i valori
misurati delle medesime grandezze.
6.#.6. 6.#.6. 6.#.6. 6.#.6. CONTROLLO E MONITORA CONTROLLO E MONITORA CONTROLLO E MONITORA CONTROLLO E MONITORAGGIO GGIO GGIO GGIO
Il monitoraggio deve permettere di verificare la validit delle previsioni progettuali in relazione al comportamento dell$opera in
fase di costruzione ed in esercizio, per il periodo di tempo indicato in progetto. >sso deve essere predisposto in modo da permet-
tere la valutazione del comportamento del terreno o dell$ammasso roccioso interessato, delle strutture di rivestimento per ogni
fase di scavo e costruzione e a opera ultimata, nonch del comportamento dei manufatti esistenti. In presenza di fenomeni frano-
si, potenziali o in atto, il monitoraggio deve riguardare le grandezze significative %tensioni, spostamenti, regime delle pressioni
interstiziali' e gli effetti sulle opere per il controllo del fenomeno.
178 CAPITOLO 6
;el caso di applicazione del metodo osservazionale, il monitoraggio deve essere specificamente progettato per consentire il con-
trollo delle grandezze rappresentative del comportamento del complesso opera-terreno ai fini della scelta fra le soluzioni alterna-
tive previste.
6.$. 6.$. 6.$. 6.$. OPERE DI MATERIALI S OPERE DI MATERIALI S OPERE DI MATERIALI S OPERE DI MATERIALI SCIOLTI E FRONTI DI CIOLTI E FRONTI DI CIOLTI E FRONTI DI CIOLTI E FRONTI DI SCAVO SCAVO SCAVO SCAVO
Le presenti norme si applicano ai manufatti di materiali sciolti, -uali rilevati, argini di difesa per fiumi, canali e litorali, rinfianchi,
rinterri, terrapieni e colmate, scavi per la formazione di piazzali trincee. Le norme si applicano, inoltre, alle opere e alle parti di ope-
re di materiali sciolti con specifiche funzioni di drenaggio, filtro, transizione, fondazione, tenuta, protezione ed altre. Cli sbarramenti
di ritenuta idraulica di materiali sciolti sono oggetto di normativa specifica.
6.$.1. 6.$.1. 6.$.1. 6.$.1. CRITERI GENERALI DI CRITERI GENERALI DI CRITERI GENERALI DI CRITERI GENERALI DI PROGETTO PROGETTO PROGETTO PROGETTO
Il progetto di un manufatto di materiali sciolti deve tenere conto dei re-uisiti prestazionali richiesti e delle caratteristiche dei ter-
reni di fondazione. >sso deve comprendere la scelta dei materiali da costruzione, sia naturali che di provenienza diversa, e la loro
modalit di posa in opera.
I criteri per la scelta dei materiali naturali devono essere definiti in relazione alle funzioni dell$opera, tenendo presenti i problemi
di selezione, coltivazione delle cave, trasporto, trattamento e posa in opera..
/er i materiali di provenienza diversa, i criteri di selezione e impiego dovranno essere definiti di volta in volta, compatibilmente
con i vincoli di natura ambientale.
;el progetto devono essere indicate le prescrizioni relative alla -ualificazione dei materiali e alla posa in opera precisando tempi
e modalit di costruzione, in particolare lo spessore massimo degli strati in funzione dei materiali. 8ono altres] da precisare i con-
trolli da eseguire durante la costruzione e i limiti di accettabilit dei materiali, del grado di compattazione da raggiungere e della
deformabilit degli strati.
6.$.2. 6.$.2. 6.$.2. 6.$.2. VERIFICHE DI SICUREZ VERIFICHE DI SICUREZ VERIFICHE DI SICUREZ VERIFICHE DI SICUREZZA !SLU" ZA !SLU" ZA !SLU" ZA !SLU"
.eve risultare rispettata la condizione E!.".#F, verificando che non si raggiunga una condizione di stato limite ultimo con i valori
di progetto delle azioni e dei parametri geotecnici.
Le verifiche devono essere effettuate secondo la :ombinazione " %4"KA"K0"' dell$4pproccio #, tenendo conto dei valori dei coef-
ficienti parziali riportati nelle 9abelle !.".I, !.".II e !.7.I.



T!. 6.=.I - Coefficienti parziali per le verifiche di sicurezza di opere di materiali sciolti e di fronti di scavo
Co&%%i#i&n'& R2
G
0
#.#

La stabilit globale dell$insieme manufatto-terreno di fondazione deve essere studiata nelle condizioni corrispondenti alle diverse
fasi costruttive, al termine della costruzione e in esercizio.
Le verifiche locali devono essere estese agli elementi artificiali di rinforzo eventualmente presenti all$interno ed alla base del ma-
nufatto, con riferimento anche ai problemi di durabilit. ;el caso di manufatti su pendii si deve esaminare l$influenza dell$opera
in terra sulle condizioni generali di sicurezza del pendio, anche in relazione alle variazioni indotte nel regime idraulico del sotto-
suolo.
8e l$opera ha funzioni di ritenuta idraulica, lo stato limite ultimo * da verificarsi con riferimento alla stabilit dei paramenti, in
tutte le possibili condizioni di esercizio. 8i deve porre particolare attenzione alle problematiche relative al sifonamento ed
all$erosione, in relazione alle caratteristiche dei terreni di fondazione dei materiali con i -uali * realizzata l$opera, tenendo conto
di -uanto indicato al !.".(."
6.$.3. 6.$.3. 6.$.3. 6.$.3. VERIFICHE IN CONDIZI VERIFICHE IN CONDIZI VERIFICHE IN CONDIZI VERIFICHE IN CONDIZIONI DI ESERCIZIO !SL ONI DI ESERCIZIO !SL ONI DI ESERCIZIO !SL ONI DI ESERCIZIO !SLE" E" E" E"
8i deve verificare che i cedimenti del manufatto, dovuti alla deformazione dei terreni di fondazione e dell$opera, siano compatibi-
li con la sua funzionalit.
8pecifiche analisi devono inoltre essere sviluppate per valutare l$influenza del manufatto sulla sicurezza e sulla funzionalit delle
costruzioni in adiacenza e per individuare gli eventuali interventi al fine di limitarne gli effetti sfavorevoli.
6.$. 6.$. 6.$. 6.$.4. 4. 4. 4. ASPETTI COSTRUTTIVI ASPETTI COSTRUTTIVI ASPETTI COSTRUTTIVI ASPETTI COSTRUTTIVI
I materiali costituenti il manufatto devono essere posti in opera in strati con metodologie idonee a garantire il raggiungimento
delle propriet fisiche e meccaniche richieste in progetto.
Le caratteristiche dei componenti artificiali, -uali i materiali geosintetici, devono essere specificate e certificate in conformit alle
relative norme europee armonizzate e verificate sulla base di risultati di prove sperimentali da eseguire nelle fasi di accettazione
e di verifica delle prestazioni attese.
PROGETTAZIONE GEOTECNICA 179
6.$.5. 6.$.5. 6.$.5. 6.$.5. CONTROLLI E MONITORA CONTROLLI E MONITORA CONTROLLI E MONITORA CONTROLLI E MONITORAGGIO GGIO GGIO GGIO
.urante la costruzione devono essere eseguite prove di controllo secondo un programma di prove e fre-uenze commisurato alla
tipologia ed importanza del manufatto, in modo da assicurare un congruo numero di misure significative. :on il monitoraggio si
deve accertare che i valori delle grandezze misurate, -uali ad esempio spostamenti e pressioni interstiziali, siano compatibili con i
re-uisiti di sicurezza e funzionalit del manufatto e di -uelli delle costruzioni contigue.
6.$.6. 6.$.6. 6.$.6. 6.$.6. FRONTI DI SCAVO FRONTI DI SCAVO FRONTI DI SCAVO FRONTI DI SCAVO
6.=.6.1 INDAGINI GEOTECNICHE E CARATTERIZZAZIONE GEOTECNICA
@erme restando le prescrizioni di carattere generale di cui al !.".", le indagini geotecniche devono inoltre tener conto della pro-
fondit, dell$ampiezza, della destinazione e del carattere permanente o provvisorio dello scavo.
6.=.6.2 CRITERI GENERALI DI PROGETTO E VERIFICHE DI SICUREZZA
Il progetto deve definire un profilo di scavo tale che risultino rispettate le prescrizioni di cui al !.".( e la verifica di sicurezza
deve essere condotta con modalit analoga a -uella indicata per i manufatti di materiali sciolti.
;el caso di scavi realizzati su pendio, deve essere verificata l$influenza dello scavo sulle condizioni di stabilit generale del pen-
dio stesso.
Il progetto deve tener conto dell$esistenza di opere e sovraccarichi in prossimit dello scavo, deve esaminare l$influenza dello
scavo sul regime delle ac-ue superficiali e deve garantire la stabilit e la funzionalit delle costruzioni preesistenti nell$area inte-
ressata dallo scavo.
/er scavi in trincea a fronte verticale di altezza superiore ai " m, nei -uali sia prevista la permanenza di operai, e per scavi che ri-
cadano in prossimit di manufatti esistenti, deve essere prevista una armatura di sostegno delle pareti di scavo. Le verifiche de-
vono essere svolte nei confronti degli stati limite ultimi %8L=' e nei confronti degli stati limite di servizio %8L>', -uando pertinen-
ti.
Le azioni dovute al terreno, all$ac-ua e ai sovraccarichi anche transitori devono essere calcolate in modo da pervenire, di volta in
volta, alle condizioni pi, sfavorevoli.
Le ipotesi per il calcolo delle azioni del terreno e dell$armatura devono essere giustificate portando in conto la deformabilit rela-
tiva del terreno e dell$armatura, le modalit esecutive dell$armatura e dello scavo, le caratteristiche meccaniche del terreno e il
tempo di permanenza dello scavo.
6.%. 6.%. 6.%. 6.%. MIGLIORAMENTO E RINF MIGLIORAMENTO E RINF MIGLIORAMENTO E RINF MIGLIORAMENTO E RINFORZO DEI TERRENI E ORZO DEI TERRENI E ORZO DEI TERRENI E ORZO DEI TERRENI E DEGLI AMMASSI ROCCIO DEGLI AMMASSI ROCCIO DEGLI AMMASSI ROCCIO DEGLI AMMASSI ROCCIOSI SI SI SI
Le presenti norme riguardano la progettazione, la costruzione e il controllo degli interventi di miglioramento e rinforzo dei terre-
ni e degli ammassi rocciosi, realizzati per diverse finalit applicative.
6.%.1. 6.%.1. 6.%.1. 6.%.1. SCELTA SCELTA SCELTA SCELTA DEL TIPO DI INTERVEN DEL TIPO DI INTERVEN DEL TIPO DI INTERVEN DEL TIPO DI INTERVENTO E CRITERI GENERAL TO E CRITERI GENERAL TO E CRITERI GENERAL TO E CRITERI GENERALI DI PROGETTO I DI PROGETTO I DI PROGETTO I DI PROGETTO
La scelta del tipo di intervento deve derivare da una caratterizzazione geotecnica dei terreni e degli ammassi rocciosi da trattare e
da un$analisi dei fattori tecnici, organizzativi e ambientali.
Cli interventi devono essere giustificati, indicando i fattori geotecnici che ci si propone di modificare e fornendo valutazioni
-uantitative degli effetti meccanici attesi.
Le indagini geotecniche devono riguardare anche l$accertamento dei risultati conseguiti, avvalendosi di misure e di appositi
campi prova
;el progetto devono essere definiti il dimensionamento degli interventi, le caratteristiche degli eventuali elementi strutturali e
dei materiali di apporto, le tecniche necessarie e le se-uenze operative.
Il progetto deve indicare le modalit di accertamento dei risultati, specificando le misure e le indagini sperimentali pi, opportune
in relazione alla tipologia ed agli obiettivi dell$intervento di miglioramento e3o rinforzo. ;egli interventi di particolare importan-
za il progetto deve prevedere una fase preliminare di verifica sperimentale e messa a punto delle modalit esecutive
dell$intervento %campo prove'.

6.%.2. 6.%.2. 6.%.2. 6.%.2. MONITORAGGIO MONITORAGGIO MONITORAGGIO MONITORAGGIO
Il monitoraggio ha lo scopo di valutare l$efficacia degli interventi e di verificare la rispondenza dei risultati ottenuti con le ipotesi
progettuali. ^a inoltre lo scopo di controllare il comportamento nel tempo del complesso opera-terreno trattato.
Il monitoraggio deve essere previsto nei casi in cui gli interventi di miglioramento e di rinforzo possano condizionare la sicurezza
e la funzionalit dell$opera in progetto o di opere circostanti.
180 CAPITOLO 6
6.1&. 6.1&. 6.1&. 6.1&. CONSOLIDAMENTO GEOTE CONSOLIDAMENTO GEOTE CONSOLIDAMENTO GEOTE CONSOLIDAMENTO GEOTECNI CNI CNI CNICO DI OPERE ESISTENT CO DI OPERE ESISTENT CO DI OPERE ESISTENT CO DI OPERE ESISTENTI I I I
Le presenti norme riguardano l$insieme dei provvedimenti tecnici con i -uali si interviene sul sistema manufatto-terreno per eli-
minare o mitigare difetti di comportamento di un$opera esistente dovuti a problematiche geotecniche.
6. 6. 6. 6.1&.1. 1&.1. 1&.1. 1&.1. CRITERI GENERALI DI CRITERI GENERALI DI CRITERI GENERALI DI CRITERI GENERALI DI PROGETTO PROGETTO PROGETTO PROGETTO
Il progetto degli interventi di consolidamento deve derivare dalla individuazione delle cause che hanno prodotto il comporta-
mento anomalo dell$opera. 9ali cause possono riguardare singolarmente o congiuntamente la sovrastruttura, le strutture di fon-
dazione, il terreno di fondazione.
In particolare, devono essere ricercate le cause di anomali spostamenti del terreno conseguenti al mutato stato tensionale indotto
da modifiche del manufatto, da variazioni del regime delle pressioni interstiziali, dalla costruzione di altri manufatti in adiacen-
za, da modifiche del profilo topografico del terreno per cause antropiche o per movimenti di massa, oppure le cause alle -uali *
riconducibile il deterioramento dei materiali costituenti le strutture in elevazione e le strutture di fondazione.
Il progetto del consolidamento geotecnico deve essere sviluppato unitariamente con -uello strutturale, ovvero gli interventi che
si reputano necessari per migliorare il terreno o per rinforzare le fondazioni devono essere concepiti congiuntamente al risana-
mento della struttura in elevazione.
La descrizione delle modalit esecutive dell$intervento e delle opere provvisionali sono parte integrante del progetto. /er situa-
zioni geotecniche, nelle -uali sia documentata la complessit del sottosuolo e comprovata l$impossibilit di svolgere indagini e-
saustive, * possibile il ricorso al metodo osservazionale.
6.1&.2. 6.1&.2. 6.1&.2. 6.1&.2. INDAGINI GEOTECNICHE INDAGINI GEOTECNICHE INDAGINI GEOTECNICHE INDAGINI GEOTECNICHE E CARATTERIZZAZIONE E CARATTERIZZAZIONE E CARATTERIZZAZIONE E CARATTERIZZAZIONE GEOTECNICA GEOTECNICA GEOTECNICA GEOTECNICA
Il progetto degli interventi di consolidamento deve essere basato su risultati di indagini sul terreno e sulle fondazioni esistenti,
programmate dopo aver consultato tutta la documentazione eventualmente disponibile, relativa al manufatto da consolidare e al
terreno.
In presenza di manufatti particolarmente sensibili agli spostamenti del terreno di fondazione, nell$ubicazione e nella scelta delle
attrezzature e delle tecniche esecutive delle indagini si devono valutare le conseguenze di ogni disturbo che potrebbe indursi nel
manufatto.
Le indagini devono anche comprendere la misura di grandezze significative per individuare i caratteri cinematici dei movimenti
in atto e devono riguardare la variazione nel tempo di grandezze geotecniche come le pressioni interstiziali e gli spostamenti del
terreno all$interno del volume ritenuto significativo. 8e * presumibile il carattere periodico dei fenomeni osservati, legato ad e-
venti stagionali, le misure devono essere adeguatamente protratte nel tempo.
6.1&.3. 6.1&.3. 6.1&.3. 6.1&.3. TIPI DI CONSOLIDAMEN TIPI DI CONSOLIDAMEN TIPI DI CONSOLIDAMEN TIPI DI CONSOLIDAMENTO GEOTECNICO TO GEOTECNICO TO GEOTECNICO TO GEOTECNICO
I principali metodi per il consolidamento geotecnico fanno in generale capo a uno o pi, dei seguenti criteri:
miglioramento e rinforzo dei terreni di fondazione;
miglioramento e rinforzo dei materiali costituenti la fondazione;
ampliamento della base di appoggio al terreno;
trasferimento del carico a strati pi, profondi;
introduzione di sostegni laterali;
rettifica degli spostamenti del piano di posa.
;ella scelta del metodo di consolidamento si deve tener conto della circostanza che i terreni di fondazione del manufatto siano
stati da tempo sottoposti all$azione di carichi permanenti e ad altre azioni eccezionali. 8i devono valutare gli effetti di
un$eventuale ridistribuzione delle sollecitazioni nel terreno per effetto dell$intervento sulla risposta meccanica dell$intero manu-
fatto, sia a breve che a lungo termine.
Interventi a carattere provvisorio o definitivo che comportino variazioni di volume, -uali il congelamento, le iniezioni, la getti-
niezione, e modifiche del regime delle pressioni interstiziali, richiedono particolari cautele e possono essere adottati solo dopo
averne valutato gli effetti sul comportamento del manufatto stesso e di -uelli adiacenti.
Le funzioni dell$intervento di consolidamento devono essere chiaramente identificate e definite in progetto.
6.1&.4. 6.1&.4. 6.1&.4. 6.1&.4. CONTROLLI E MONITORA CONTROLLI E MONITORA CONTROLLI E MONITORA CONTROLLI E MONITORAGGIO GGIO GGIO GGIO
Il controllo dell$efficacia del consolidamento geotecnico * obbligatorio -uando agli interventi consegue una ridistribuzione delle sol-
lecitazioni al contatto terreno-manufatto. I controlli assumono diversa ampiezza e si eseguono con strumentazioni e modalit diverse
in relazione all$importanza dell$opera, al tipo di difetto del manufatto e ai possibili danni per le persone e le cose.
Il monitoraggio degli interventi di consolidamento deve essere previsto in progetto e descritto in dettaglio M indicando le gran-
dezze da misurare, gli strumenti impiegati e la cadenza temporale delle misure M nel caso di ricorso al metodo osservazionale. Cli
esiti delle misure e dei controlli possono costituire elemento di collaudo dei singoli interventi.
PROGETTAZIONE GEOTECNICA 181
6.11. 6.11. 6.11. 6.11. DISCARICHE CONTROLLA DISCARICHE CONTROLLA DISCARICHE CONTROLLA DISCARICHE CONTROLLATE DI RIFIUTI E DEPO TE DI RIFIUTI E DEPO TE DI RIFIUTI E DEPO TE DI RIFIUTI E DEPOSITI DI INERTI SITI DI INERTI SITI DI INERTI SITI DI INERTI
6.11.1. 6.11.1. 6.11.1. 6.11.1. DISCARICHE CONTROLLA DISCARICHE CONTROLLA DISCARICHE CONTROLLA DISCARICHE CONTROLLATE TE TE TE
6.11.1.1 CRITERI DI PROGETTO
Dltre a -uanto stabilito nelle specifiche norme vigenti, il progetto delle discariche deve essere basato sulla caratterizzazione del
sito, con una chiara definizione delle modalit costruttive e di controllo dei diversi dispositivi di barriera, tenendo conto della na-
tura dei rifiuti, della vulnerabilit ambientale del territorio e dei rischi connessi con eventuali malfunzionamenti.
6.11.1.2 CARATTERIZZAZIONE DEL SITO
La caratterizzazione geologica e geotecnica deve essere finalizzata alla identificazione della natura dei terreni e delle rocce pre-
senti nell$area e dello schema di circolazione idrica del sottosuolo, nonch alla valutazione di tutte le grandezze fisico-meccaniche
che contribuiscono alla scelta della localizzazione dell$opera %comprensiva delle aree di deposito, di servizio e di -uelle di rispet-
to', alla sua progettazione e al suo esercizio. X in particolare necessario il preventivo accertamento della presenza di falde ac-ui-
fere, di zone di protezione naturale, del rischio sismico e di inondazione, del rischio di frane o di valanghe e di fenomeni di sub-
sidenza.
6.11.1.5 MODALIT; COSTRUTTIVE E DI CONTROLLO DEI DISPOSITIVI DI >ARRIERA
Il progetto dovr definire in dettaglio le modalit costruttive e di controllo delle barriere previste dalla specifica normativa di set-
tore. In particolare, devono essere definite le prove di -ualificazione del materiale impiegato e le modalit costruttive in termini
di spessore degli strati da porre in opera e metodi di compattazione. Il progetto deve inoltre definire il numero e la fre-uenza del-
le prove di controllo da eseguire in sito e in laboratorio durante la costruzione delle barriere. In ogni caso, sulla barriera finita do-
vranno essere previste specifiche prove di controllo della permeabilit, in numero adeguato da consentire la valutazione del rag-
giungimento o meno dei re-uisiti richiesti dalla specifica normativa di settore.
6.11.1.4 VERIFICHE DI SICUREZZA
La stabilit del manufatto e dei terreni di fondazione deve essere valutata mediante specifiche analisi geotecniche, riferite alle di-
verse fasi della vita dell$opera. In particolare deve essere verificata la stabilit e la deformabilit del fondo, per garantire nel tem-
po l$efficacia e la funzionalit del sistema di raccolta del percolato, la stabilit globale e la stabilit delle pareti laterali.
In particolare, nel caso di barriere composite, devono essere valutate le condizioni di stabilit lungo superfici di scorrimento che
comprendano anche le interfacce tra i diversi materiali utilizzati.
;elle verifiche che interessano il corpo della discarica, si devono attribuire ai materiali di rifiuto parametri che tengano conto del-
la composizione del rifiuto medesimo e dei metodi di pretrattamento e costipamento adottati nonch dei risultati di specifiche
prove in sito o di laboratorio.
6.11.1.8 MONITORAGGIO
Il monitoraggio geotecnico del complesso discarica-terreno deve in generale comprendere la misura di grandezze significative M
-uali, ad esempio, assestamenti, pressioni interstiziali, caratteristiche del percolato e di eventuale biogas.
6.11.2. 6.11.2. 6.11.2. 6.11.2. DE DE DE DEPOSITI DI INERTI POSITI DI INERTI POSITI DI INERTI POSITI DI INERTI
6.11.2.1 CRITERI DI PROGETTO
Il progetto deve definire modalit e caratteristiche del deposito in modo che risultino rispettate le prescrizioni di cui al !.".( e la
verifica di sicurezza deve essere condotta con modalit analoga a -uella indicata al !.7 per i manufatti di materiali sciolti.
;elle verifiche che interessano il corpo del deposito, si devono attribuire parametri che tengano conto della natura e delle moda-
lit di compattazione del materiale nonch dei risultati di specifiche prove in sito o di laboratorio.
/er i bacini di decantazione a servizio di attivit estrattive consistenti in invasi delimitati almeno da un lato da argini di terra in
cui i solidi sono separati dai li-uidi, devono essere determinate le caratteristiche del materiale di decantazione per varie possibili
situazioni di consolidazione.
4l fine di garantire condizioni adeguate di stabilit, devono essere previsti dispositivi per la raccolta e l$allontanamento dal de-
posito delle ac-ue di ruscellamento superficiale e dispositivi per l$abbattimento ed il controllo del regime delle pressioni intersti-
ziali all$interno del materiale del deposito. X da prevedersi un dispositivo per evitare comun-ue la tracimazione.
;el progetto devono essere definite le modalit di posa in opera dei materiali e i provvedimenti per evitare dissesti del materiale
del deposito.
6.11.2.2 MONITORAGGIO
Il monitoraggio geotecnico del complesso deposito-terreno consiste nella installazione di appropriata strumentazione e nella mi-
sura di grandezze significative M -uali, ad esempio, spostamenti e pressioni interstiziali.
182 CAPITOLO 6
.eve essere altres] effettuato un controllo delle ac-ue di ruscellamento superficiale al fine di limitarne la penetrazione nel corpo
del deposito.
6.12. 6.12. 6.12. 6.12. FATTIBILIT D FATTIBILIT D FATTIBILIT D FATTIBILIT DI OPERE SU GRANDI AR I OPERE SU GRANDI AR I OPERE SU GRANDI AR I OPERE SU GRANDI AREE EE EE EE
Le presenti norme definiscono i criteri di carattere geologico e geotecnico da adottare nell$elaborazione di piani urbanistici e nel
progetto di insiemi di manufatti e interventi che interessano ampie superfici, -uali:
a) nuovi insediamenti urbani civili o industriali;
b) ristrutturazione di insediamenti esistenti, reti idriche e fognarie urbane e reti di sottoservizi di -ualsiasi tipo;
c) strade, ferrovie ed idrovie;
d) opere marittime e difese costiere;
e) aeroporti;
f) bacini idrici artificiali e sistemi di derivazione da corsi d$ac-ua;
g) sistemi di impianti per l$estrazione di li-uidi o gas dal sottosuolo;
h) bonifiche e sistemazione del territorio;
i) attivit estrattive di materiali da costruzione.
6.12.1. 6.12.1. 6.12.1. 6.12.1. INDAGINI SP INDAGINI SP INDAGINI SP INDAGINI SPECIFICHE ECIFICHE ECIFICHE ECIFICHE
Cli studi geologici e la caratterizzazione geotecnica devono essere estesi a tutta la zona di possibile influenza degli interventi pre-
visti, al fine di accertare destinazioni d$uso compatibile del territorio in esame.
In particolare, le indagini e gli studi devono caratterizzare la zona di interesse in termini di pericolosit geologica intrinseca, per
processi geodinamici interni %sismicit, vulcanismo,...' ed esterni %stabilit dei pendii, erosione, subsidenza,`' e devono consenti-
re di individuare gli eventuali limiti imposti al progetto di insiemi di manufatti e interventi %ad esempio: modifiche del regime
delle ac-ue superficiali e sotterranee, subsidenza per emungimento di fluido dal sottosuolo'.















CAPITOLO CAPITOLO CAPITOLO CAPITOLO 7. 7. 7. 7.

PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE

184 CAPITOLO 7


Il presente capitolo disciplina la progettazione e la costruzione delle nuove opere soggette anche allazione sismica. Le sue
indicazioni sono da considerarsi aggiuntive e non sostitutive di quelle riportate nei Capitoli 4, 5 e 6; si deve inoltre far sempre
riferimento a quanto indicato nel Capitolo , per la valutazione della sicurezza, e nel Capitolo !, per la valutazione dellazione
sismica.
Le costruzioni caratterizzate, nei confronti dello SLV, da ag"#$,$%5g possono essere progettate e verificate come segue&
' si considera la com(inazione di azioni definita nel ) !..4, applicando, in due direzioni ortogonali, il sistema di forze
orizzontali definito dallespressione *%.!.%+ e assumendo ,
h
- $,.$ /

per tutte le tipologie;
' si richiede la sola verifica nei confronti dello SLV;
' si utilizza in generale una 0progettazione non dissipativa1, quale definita nel ) %..; qualora si scelga una
0progettazione dissipativa1, quale definita nel ) %.., si possono impiegare, in classe di duttilit2 C3041, valori unitari
per i coefficienti 5d di cui alla 6a(. %..I;
' nel caso di edifici fino a due piani, considerati al di sopra della fondazione o della struttura scatolare rigida di cui al )
%..., non 7 richiesto il rispetto dei requisiti di rigidezza e resistenza degli orizzontamenti di cui al ) %...
7.1. 7.1. 7.1. 7.1. REQUISITI REQUISITI REQUISITI REQUISITI DELLE COSTRUZIONI DELLE COSTRUZIONI DELLE COSTRUZIONI DELLE COSTRUZIONI NEI CONFRONTI DEGLI NEI CONFRONTI DEGLI NEI CONFRONTI DEGLI NEI CONFRONTI DEGLI STATI LIMITE STATI LIMITE STATI LIMITE STATI LIMITE
"intende per&
' costruzione& linsieme di struttura, elementi non strutturali e impianti;
' capacit2 di un elemento strutturale o di una struttura& linsieme delle caratteristiche di rigidezza, resistenza e duttilit2 da
essi manifestate, quando soggetti ad un prefissato insieme di azioni;
' domanda su un elemento strutturale o su una struttura& linsieme delle caratteristiche di rigidezza, resistenza e duttilit2
ad essi richieste da un prefissato insieme di azioni.
"otto leffetto delle azioni definite nel ) !., deve essere garantito il rispetto degli stati limite ultimi e di esercizio, quali definiti al
) !... e individuati riferendosi alle prestazioni della costruzione nel suo complesso includendo, oltre agli elementi strutturali,
agli elementi non strutturali e agli impianti, il volume significativo di terreno
.
e le strutture di fondazione.
In mancanza di espresse indicazioni in merito il rispetto dei vari stati limite, valutato confrontando capacit2 e domanda, si
considera conseguito quando sono soddisfatti i requisiti di rigidezza, resistenza e duttilit2, per gli elementi strutturali, e di
sta(ilit2 e funzionalit2, per gli elementi non strutturali e gli impianti, secondo quanto indicato al ) %.!.6.
8er tutti gli stati limite, le strutture di fondazione devono resistere agli effetti risultanti dalla risposta del terreno e delle strutture
sovrastanti, senza spostamenti permanenti incompati(ili con lo stato limite di riferimento. 9l riguardo, deve essere valutata la
risposta sismica e la sta(ilit2 del sito, secondo quanto indicato nel ) %....5.
7.2. 7.2. 7.2. 7.2. CRITERI GENERALI DI CRITERI GENERALI DI CRITERI GENERALI DI CRITERI GENERALI DI PROGETTAZIONE E MODE PROGETTAZIONE E MODE PROGETTAZIONE E MODE PROGETTAZIONE E MODELLAZIONE LLAZIONE LLAZIONE LLAZIONE
7.2.1. 7.2.1. 7.2.1. 7.2.1. CARATTERISTICHE GENE CARATTERISTICHE GENE CARATTERISTICHE GENE CARATTERISTICHE GENERALI DELLE COSTRUZIO RALI DELLE COSTRUZIO RALI DELLE COSTRUZIO RALI DELLE COSTRUZIONI NI NI NI
REGOLARIT
Le costruzioni devono avere, quanto pi: possi(ile, struttura iperstatica caratterizzata da regolarit2 in pianta e in altezza. "e
necessario, ci; pu; essere conseguito suddividendo la struttura, mediante giunti, in unit2 tra loro dinamicamente indipendenti.
8er quanto riguarda gli edifici, una costruzione 7 regolare in pianta se tutte le seguenti condizioni sono rispettate&
a< la configurazione in pianta 7 compatta =ogni orizzontamento 7 delimitato da una linea convessa poligonale< e, in relazione
alla distri(uzione di masse e rigidezze, approssimativamente simmetrica rispetto a due direzioni ortogonali;
(< il rapporto tra i lati di un rettangolo in cui la costruzione risulta inscritta 7 inferiore a 4;
c< eventuali rientranze in pianta =angoli rientranti o rientranze ai (ordi< non influenzano significativamente la rigidezza in
pianta dellorizzontamento e, per ogni rientranza, larea compresa tra il perimetro dellorizzontamento e una linea poligonale
convessa che racchiude lorizzontamento non supera il 5> dellarea dellorizzontamento;.
d< ciascun orizzontamento ha una rigidezza nel proprio piano tanto maggiore della corrispondente rigidezza degli elementi
strutturali verticali da potersi assumere che la sua deformazione in pianta influenzi in modo trascura(ile la distri(uzione
delle azioni sismiche tra questi ultimi e ha resistenza sufficiente a garantire lefficacia di tale distri(uzione.
"empre riferendosi agli edifici, una costruzione 7 regolare in altezza se tutte le seguenti condizioni sono rispettate&
e) tutti i sistemi resistenti alle azioni orizzontali si estendono per tutta laltezza della costruzione o, se sono presenti parti aventi

.
8er volume significativo di terreno si intende la parte di sottosuolo influenzata, direttamente o indirettamente, dalla costruzione del manufatto e che influenza il
manufatto stesso.
PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE 185
185

differenti altezze, fino alla sommit2 della rispettiva parte delledificio;
f) massa e rigidezza rimangono costanti o variano gradualmente, senza (ruschi cam(iamenti, dalla (ase alla sommit2 della
costruzione =le variazioni di massa da un orizzontamento allaltro non superano il 5>, la rigidezza non si riduce da un
orizzontamento a quello sovrastante pi: del !$> e non aumenta pi: del .$><; ai fini della rigidezza si possono considerare
regolari in altezza strutture dotate di pareti o nuclei in c.a. o pareti e nuclei in muratura di sezione costante sullaltezza o di
telai controventati in acciaio, ai quali sia affidato almeno il 5$> dellazione sismica alla (ase;
g) nelle strutture intelaiate, il rapporto tra la capacit2 e la domanda allo SLV non 7 significativamente diverso, in termini di
resistenza, per orizzontamenti diversi =tale rapporto, calcolato per un generico orizzontamento, non deve differire pi: del
!$> dallanalogo rapporto calcolato per lorizzontamento adiacente<; pu; fare eccezione lultimo orizzontamento di strutture
intelaiate di almeno tre orizzontamenti;
h) eventuali restringimenti della sezione orizzontale della costruzione avvengono in modo graduale da un orizzontamento al
successivo, rispettando i seguenti limiti& ad ogni orizzontamento il rientro non supera il !$> della dimensione corrispondente
al primo orizzontamento, n? il .$> della dimensione corrispondente allorizzontamento immediatamente sottostante. ,a
eccezione lultimo orizzontamento di costruzioni di almeno quattro piani, per il quale non sono previste limitazioni di
restringimento.
@ualora, immediatamente al di sopra della fondazione, sia presente una struttura scatolare rigida, purch? progettata con
comportamento non dissipativo, i controlli sulla regolarit2 in altezza possono essere riferiti alla sola struttura soprastante la
scatolare, a condizione che questultima a((ia rigidezza rispetto alle azioni orizzontali significativamente maggiore di quella
della struttura ad essa soprastante. 6ale condizione si pu; ritenere soddisfatta se gli spostamenti della struttura soprastante la
scatolare, valutati su un modello con incastri al piede, e gli spostamenti della struttura soprastante, valutati tenendo conto anche
della deforma(ilit2 della struttura scatolare, sono sostanzialmente coincidenti.
8er i ponti le condizioni di regolarit2 sono definite nel ) %.A....
DISTANZA TRA COSTRUZIONI CONTIGUE
La distanza tra costruzioni contigue deve essere tale da evitare fenomeni di martellamento e comunque non pu; essere inferiore
alla somma degli spostamenti massimi determinati per lo SLV, calcolati per ciascuna costruzione secondo il ) %.!.! =analisi
lineare< o il ) %.!.4 =analisi non lineare< e tenendo conto, laddove significativo, dello spostamento relativo delle fondazioni delle
due parti adiacenti, secondo quanto indicato ai )) !..5.., !..5. e %.!.5;
La distanza tra due punti di costruzioni che si fronteggiano non potr2 in ogni caso essere inferiore a .B.$$ della quota dei punti
considerati, misurata al di sopra della fondazione o della struttura scatolare rigida di cui al ) %..., moltiplicata per a
g
"B$,5g # ..
@ualora non si eseguano calcoli specifici, lo spostamento massimo di una costruzione non isolata alla (ase pu; essere stimato in
.B.$$ della sua altezza, misurata come sopra, moltiplicata per a
g
"B$,5g e pertanto, in questo caso, la distanza tra costruzioni
contigue non potr2 essere inferiore a .B.$$ della quota dei punti considerati, misurata come sopra, moltiplicata per a
g
"Bg. Il
presente capoverso non si applica ai ponti.
"e le costruzioni hanno dispositivi disolamento sismico eBo dissipazione, particolare attenzione va posta al dimensionamento dei
distacchi eBo giunti, tenendo in conto le indicazioni riportate nel ) %..$.4 e nel ) %..$.6.
ALTEZZA MASSIMA DEI NUOVI EDIFICI
Laltezza massima degli edifici deve essere opportunamente limitata, in funzione della loro capacit2 in rigidezza, resistenza e
duttilit2, in aggiunta ai limiti imposti dalle normative ur(anistiche locali.
LIMITAZIONE DELLALTEZZA IN FUNZIONE DELLA LARGHEZZA STRADALE
I regolamenti e le norme di attuazione degli strumenti ur(anistici possono introdurre limitazioni allaltezza degli edifici in
funzione della larghezza stradale.
8er ciascun fronte delledificio verso strada, i regolamenti e le norme definiranno la distanza minima tra la proiezione in pianta del
fronte stesso ed il ciglio opposto della strada. "intende per strada larea di uso pu((lico aperta alla circolazione dei pedoni e dei
veicoli, e lo spazio inedifica(ile non cintato aperto alla circolazione pedonale.
7.2. 7.2. 7.2. 7.2.2 22 2. .. . CRITERI GENERALI DI CRITERI GENERALI DI CRITERI GENERALI DI CRITERI GENERALI DI PROGETTAZIONE PROGETTAZIONE PROGETTAZIONE PROGETTAZIONE DEI SISTEMI STRUTTUR DEI SISTEMI STRUTTUR DEI SISTEMI STRUTTUR DEI SISTEMI STRUTTURALI ALI ALI ALI
Le costruzioni devono essere dotate di sistemi strutturali che garantiscano rigidezza, resistenza e duttilit2 nei confronti delle due
componenti orizzontali delle azioni sismiche, tra loro ortogonali.
I sistemi strutturali sono composti di elementi strutturali primari ed eventuali elementi strutturali secondari. 9gli elementi strutturali
primari 7 affidata lintera capacit2 antisismica del sistema; gli elementi strutturali secondari sono progettati per resistere ai soli carichi
verticali =v. ) %..!<.
La componente verticale deve essere considerata, in aggiunta a quanto indicato al ) !..!.., anche in presenza di elementi pressoch?
orizzontali con luce superiore a $ m, elementi precompressi =con lesclusione dei solai di luce inferiore a C m<, elementi a mensola di
luce superiore a 4 m, strutture di tipo spingente, pilastri in falso, edifici con piani sospesi, ponti, e costruzioni con isolamento nei casi
specificati in ) %..$.5.!..
186 CAPITOLO 7


Dei casi precisati in ) !..5.. si deve inoltre tener conto della varia(ilit2 spaziale del moto sismico.
Eli orizzontamenti, ove presenti, devono essere dotati di rigidezza e resistenza tali da consentire la ridistri(uzione delle forze
orizzontali tra i diversi sistemi resistenti a sviluppo verticale.
Il sistema di fondazione deve essere dotato di elevata rigidezza estensionale nel piano orizzontale e di adeguata rigidezza
flessionale. 3eve essere adottata ununica tipologia di fondazione per una data struttura in elevazione, salvo che questa non
consista di unit2 indipendenti. In particolare, nella stessa struttura, deve essere evitato luso contestuale di fondazioni su pali e di
fondazioni dirette o miste, salvo che uno studio specifico non ne dimostri laccetta(ilit2.
COMPORTAMENTO STRUTTURALE
Le costruzioni soggette allazione sismica, non dotate di appositi dispositivi disolamento eBo dissipativi, devono essere
progettate in accordo con uno dei seguenti comportamenti strutturali&
a) comportamento strutturale non dissipativo, oppure;
b) comportamento strutturale dissipativo.
Del comportamento strutturale non dissipativo, tutte le mem(rature e i collegamenti rimangono in campo elastico o
sostanzialmente elastico; la domanda derivante dallFazione sismica e dalle altre azioni 7 calcolata, in funzione dello stato limite
cui ci si riferisce, indipendentemente dalla tipologia strutturale, senza tener conto delle non linearit2 di materiale e, se non
significative, di quelle geometriche.
Del comportamento strutturale dissipativo, un numero consistente di mem(rature eBo collegamenti entra in campo plastico,
mentre le rimanenti rimangono in campo elastico o sostanzialmente elastico; la domanda derivante dallFazione sismica e dalle
altre azioni 7 calcolata, in funzione dello stato limite cui ci si riferisce e della tipologia strutturale, tenendo conto delle non
linearit2 di materiale e, se significative, di quelle geometriche.
CLASSI DI DUTTILIT
Gna costruzione a comportamento strutturale dissipativo deve essere progettata per conseguire una delle due Classi di 3uttilit2
=C3<&
' Classe di 3uttilit2 9lta =C3191<, a elevata capacit2 dissipativa, oppure;
' Classe di 3uttilit2 Hedia =C3141<, a media capacit2 dissipativa.
La differenza tra le due classi risiede nellentit2 delle plasticizzazioni previste, in fase di progettazione, sia a livello locale sia a
livello glo(ale.
PROGETTAZIONE IN CAPACIT E FATTORI DI SOVRARESISTENZA
"ia per la C3191 sia per la C3141, simpiegano i procedimenti tipici della progettazione in capacit2. Delle sole costruzioni di
muratura, essi simpiegano dove esplicitamente specificato.
@uesta progettazione ha lo scopo di assicurare alla struttura dissipativa un comportamento duttile ed opera come segue&
- distingue gli elementi e i meccanismi, sia locali sia glo(ali, in duttili e fragili;
- mira ad evitare le rotture fragili locali e lattivazione di meccanismi glo(ali fragili o insta(ili;
- mira a localizzare le dissipazioni di energia per isteresi in zone degli elementi duttili a tal fine individuate e progettate, dette
0dissipative1 o 0duttili1, coerenti con lo schema strutturale adottato.
6ali fini possono ritenersi conseguiti progettando la capacit2 allo SLV degli elementiBmeccanismi fragili, locali e glo(ali, in modo che
sia maggiore di quella degli elementiBmeccanismi duttili ad essi alternativi. 8er assicurare il rispetto di tale diseguaglianza, a livello sia
locale sia glo(ale, lFeffettiva capacit2 degli elementiBmeccanismi duttili 7 incrementata mediante un opportuno coefficiente I5d, detto
0fattore di sovraresistenza1; a partire da tale capacit2 maggiorata si dimensiona la capacit2 degli elementiBmeccanismi fragili
indesiderati, alternativi ai duttili.
8er ogni tipologia strutturale i fattori di sovraresistenza I5d da utilizzare nella progettazione in capacit2, per i diversi elementi
strutturali e le singole verifiche, sono riassunti nella ta(ella seguente,&

Tab. 7.2.I - Fattori di sovraresistenza I5d (fra parentesi quadre indicato il numero dellequazione corrispondente)
Ti!"!#ia $%&'%%'&a"( E"()(*%i $%&'%%'&a"i P&!#(%%a+i!*( i* ,aa,i%-
.
R/

CD0A0 CD010
C.a. gettata in opera
6ravi =) %.4.4....< 6aglio .,$ .,.$
8ilastri =) %.4.4...<
8ressoflessione *%.4.4+ .,!$ .,!$
6aglio *%.4.5+ .,!$ .,.$
PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE 187
187

Dodi trave'pilastro
=) %.4.4.!..<
6aglio *%.4.6'%, %.4...'.+ .,$ .,.$
8areti =) %.4.4.5..< 6aglio *%.4..!'.4+ .,$ '
8refa((ricata
a struttura intelaiata
Collegamenti di tipo a<
=) %.4.5...<
,lessione e taglio .,$ .,.$
Collegamenti di tipo (<
=) %.4.5...<
,lessione e taglio .,!5 .,$
8refa((ricata
con pilastri incastrati alla
(ase e orizzontamenti
incernierati
Collegamenti di tipo fisso
=) %.4.5...<
6aglio .,!5 .,$
9cciaio
"i impiega il fattore di sovraresistenza I
ov
definito al ) %.5..
Colonne =) %.5.4.< 8ressoflessione *%.5..$+ .,!$ .,!$
Composta
acciaio'calcestruzzo
"i impiega il fattore di sovraresistenza I
ov
definito al ) %.5..
Colonne =) %.6.6.< 8ressoflessione *%.6.%+ .,!$ .,!$
Legno Collegamenti .,!$'.,6$ .,.$'.,!$
Huratura armata con
progettazione in capacit2
8annelli murari =) %.C...%< 6aglio ' .,5$
8onti "i impiegano i fattori di sovraresistenza definiti al ) %.A.5

In nessun caso la domanda valutata con i criteri della progettazione in capacit2 pu; superare la domanda valutata per il caso di
comportamento strutturale non dissipativo.
Le strutture di fondazione e i relativi elementi strutturali devono essere dimensionati sulla (ase della domanda ad essi trasmessa
dalla struttura sovrastante =v. ) %..5< ed avere comportamento strutturale non dissipativo, indipendentemente dal
comportamento attri(uito alla struttura su di essi gravante.
I collegamenti realizzati con dispositivi di vincolo temporaneo, di cui al ) ...A, devono sostenere la domanda allo SLV =vedi ) %.!<
maggiorata di un coefficiente I
5d
sempre pari a .,5.
SPOSTAMENTI RELATIVI IN APPOGGI MO1ILI
Eli appoggi mo(ili devono essere dimensionati per consentire, sotto lazione sismica corrispondente allo SLC, uno spostamento
relativo nella direzione dinteresse tra le due parti della struttura che essi collegano, valutato come&
= d
Es
+d
Eg


dove&
d
Js
7 lo spostamento relativo tra le due parti della struttura, valutato come radice quadrata della somma dei quadrati dei
massimi spostamenti orizzontali nella direzione dinteresse delle due parti; tali massimi spostamenti sono calcolati, nel caso
di analisi lineare, secondo il ) %.!.!.! o, nel caso di analisi non lineare, secondo il ) %.!.4; per i ponti, lo spostamento relativo
cosK ottenuto deve essere moltiplicato per .,5,
d
Jg
7 lo spostamento relativo tra il terreno alla (ase delle due parti della struttura collegate dallappoggio mo(ile, calcolato
come indicato al ) !..5..
8er la trasmissione di forze orizzontali tra parti della struttura non 7 mai consentito confidare sullattrito conseguente ai carichi
gravitazionali, salvo per dispositivi espressamente progettati per tale scopo.
ZONE DISSIPATIVE E RELATIVI DETTAGLI COSTRUTTIVI
8oich? il comportamento sismico non lineare della struttura 7 largamente dipendente dal comportamento delle sue zone
dissipative, esse devono formarsi ove previsto e mantenere, in presenza di azioni cicliche, la capacit2 di trasmettere le necessarie
sollecitazioni e di dissipare energia, garantendo la capacit2 in duttilit2 relativa alla classe di duttilit2 scelta.
I dettagli costruttivi delle zone dissipative e delle connessioni tra queste zone e le restanti parti della struttura, nonch? dei diversi
elementi strutturali tra loro, sono fondamentali per un corretto comportamento sismico e devono essere esaurientemente
specificati negli ela(orati di progetto.
7.2.3. 7.2.3. 7.2.3. 7.2.3. CRITERI DI PROGETTAZ CRITERI DI PROGETTAZ CRITERI DI PROGETTAZ CRITERI DI PROGETTAZIONE DI ELEMENTI STR IONE DI ELEMENTI STR IONE DI ELEMENTI STR IONE DI ELEMENTI STRUTTURALI SECONDARI UTTURALI SECONDARI UTTURALI SECONDARI UTTURALI SECONDARI ED ELEMENTI ED ELEMENTI ED ELEMENTI ED ELEMENTI COSTRUTTIVI COSTRUTTIVI COSTRUTTIVI COSTRUTTIVI NON NON NON NON
STRUTTURALI STRUTTURALI STRUTTURALI STRUTTURALI
ELEMENTI SECONDARI
9lcuni elementi strutturali possono essere considerati 0secondari1; nellanalisi della risposta sismica, la rigidezza e la resistenza
alle azioni orizzontali di tali elementi possono essere trascurate. 6ali elementi sono progettati per resistere ai soli carichi verticali
e per assecondare gli spostamenti dalla struttura senza perdere capacit2 portante. Eli elementi secondari e i loro collegamenti
188 CAPITOLO 7


devono quindi essere progettati e dotati di dettagli costruttivi per sostenere i carichi gravitazionali, quando soggetti a
spostamenti causati dalla pi: sfavorevole delle condizioni sismiche di progetto allo SLC, valutati come al ) %.!.!.!.
In nessun caso la scelta degli elementi da considerare secondari pu; determinare il passaggio da struttura 0irregolare1 a struttura
0regolare1 come definite al ) %..., n? il contri(uto totale alla rigidezza ed alla resistenza sotto azioni orizzontali degli elementi
secondari pu; superare il .5> dellanaloga rigidezza degli elementi primari.
ELEMENTI COSTRUTTIVI NON STRUTTURALI
8er elementi costruttivi non strutturali sintendono, ad esempio, quelli citati in 6a(. %..II. 6ra questi si distinguono gli elementi
con rigidezza, resistenza e massa tali da influenzare in maniera significativa la risposta strutturale e quelli che, pur non
influenzando la risposta strutturale, sono ugualmente significativi ai fini della sicurezza eBo dellincolumit2 delle persone.
La capacit2 degli elementi non strutturali, compresi gli eventuali elementi strutturali che li sostengono e collegano, tra loro e alla
struttura principale, deve essere maggiore della domanda sismica corrispondente a ciascuno degli stati limite da considerare =v. )
%.!.6<. @uando lelemento non strutturale 7 costruito in cantiere, 7 compito del progettista della struttura individuare la domanda
e progettarne la capacit2 in accordo a formulazioni di comprovata validit2 ed 7 compito del direttore dei lavori verificarne la
corretta esecuzione; quando invece lelemento non strutturale 7 assem(lato in cantiere, 7 compito del progettista della struttura
individuare la domanda, mentre 7 compito del fornitore eBo dellinstallatore fornire elementi e sistemi di collegamento di capacit2
adeguata.
"e la distri(uzione degli elementi non strutturali 7 fortemente irregolare in pianta, gli effetti di tale irregolarit2 de((ono essere
valutati e tenuti in conto. @uesto requisito si intende soddisfatto qualora si incrementi di un fattore leccentricit2 accidentale di
cui al ) %..6.
"e la distri(uzione degli elementi non strutturali, 7 fortemente irregolare in altezza, deve essere considerata la possi(ilit2 di forti
concentrazioni di danno ai livelli caratterizzati da significative riduzioni degli elementi non strutturali rispetto ai livelli adiacenti.
@uesto requisito sintende soddisfatto qualora si incrementi di un fattore .,4 la domanda sismica sugli elementi verticali =pilastri
e pareti< dei livelli con significativa riduzione degli elementi non strutturali.
La domanda sismica sugli elementi non strutturali pu; essere determinata applicando loro una forza orizzontale ,
a
definita
come segue&
( )
a a a a
F S W /q = *%...+
dove
,
a
7 la forza sismica orizzontale distri(uita o agente nel centro di massa dellelemento non strutturale, nella direzione pi:
sfavorevole, risultante delle forze distri(uite proporzionali alla massa;
"
a
7 laccelerazione massima, adimensionalizzata rispetto a quella di gravit2, che lelemento strutturale su(isce durante il sisma
e corrisponde allo stato limite in esame =v. ) !...<;
/
a
7 il peso dellelemento;
q
a
7 il fattore di comportamento dellelemento.
In assenza di specifiche determinazioni, per q
a
si possono assumere i valori riportati in 6a(. %..II.
In mancanza di analisi pi: accurate "
a
pu; essere calcolato nel seguente modo&
( )
(

+
+
= 0.5
) /T T (1 1
Z/H 1 3
S S
2
1 a
a
*%..+
dove&
L 7 il rapporto tra accelerazione massima del terreno a
g
su sottosuolo tipo 9 per lo stato limite in esame =vedi ) !...< e
laccelerazione di gravit2 g;
" 7 il coefficiente che tiene conto della categoria di sottosuolo e delle condizioni topografiche secondo quanto riportato nel )
!..!...;
Z 7 la quota del (aricentro dellelemento non strutturale misurata a partire dal piano di fondazione =vedi ) !..<;
M 7 laltezza della costruzione misurata a partire dal piano di fondazione;
6
a
7 il periodo fondamentale di vi(razione dellelemento non strutturale;
6
.
7 il periodo fondamentale di vi(razione della costruzione nella direzione considerata.
8er le strutture con isolamento sismico si assume sempre N-$.
Il valore del coefficiente sismico "
a
non pu; essere assunto minore di L".
Tab. 7.2.II O Valori di q
a
per elementi non strutturali
Elemento non strutturale q
a

PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE 189
189

Parapetti o decorazioni aggettanti
1,0
Pavimenti galleggianti
Insegne e pannelli pubblicitari
Ciminiere, antenne e serbatoi su supporti funzionanti come mensole senza
controventi per pi di met della loro altezza
Pareti interne ed esterne
2.0
Tramezzature e facciate
Ciminiere, antenne e serbatoi su supporti funzionanti come mensole non
controventate per meno di met della loro altezza o connesse alla struttura
in corrispondenza o al di sopra del loro centro di massa
Elementi di ancoraggio di armadi e librerie permanenti direttamente
poggianti sul pavimento
Controsoffitti, dispositivi di contenimento e sostegno dei corpi illuminanti
7.2.4. 7.2.4. 7.2.4. 7.2.4. CRITERI DI PROGETTAZ CRITERI DI PROGETTAZ CRITERI DI PROGETTAZ CRITERI DI PROGETTAZIONE DEGLI IMPIANTI IONE DEGLI IMPIANTI IONE DEGLI IMPIANTI IONE DEGLI IMPIANTI
Il presente paragrafo fornisce indicazioni utili per la progettazione e linstallazione antisismica degli impianti, intesi come
insieme di& impianto vero e proprio, dispositivi di alimentazione dellimpianto, collegamenti tra gli impianti e la struttura
principale. 9 meno di contrarie indicazioni delle norme nazionali di riferimento, della progettazione antisismica degli impianti 7
responsa(ile il produttore, della progettazione antisismica degli elementi di alimentazione e collegamento 7 responsa(ile
linstallatore, della progettazione antisismica degli orizzontamenti, delle tamponature e dei tramezzi a cui si ancorano gli
impianti 7 responsa(ile il progettista strutturale.
La capacit2 dei diversi elementi funzionali costituenti limpianto, compresi gli elementi strutturali che li sostengono e collegano,
tra loro e alla struttura principale, deve essere maggiore della domanda sismica corrispondente a ciascuno degli stati limite da
considerare =v. ) %.!.6<. P compito del progettista della struttura individuare la domanda, mentre 7 compito del fornitore eBo
dellinstallatore fornire impianti e sistemi di collegamento di capacit2 adeguata.
Don ricadono nelle prescrizioni successive e richiedono uno specifico studio gli impianti che eccedano il !$> del carico
permanente totale del campo di solaio su cui sono collocati o del pannello di tamponatura o di tramezzatura a cui sono appesi o
il .$> del carico permanente totale dellintera struttura.
In assenza di pi: accurate valutazioni, la domanda sismica agente per la presenza di un impianto sul campo di solaio su cui
limpianto 7 collocato o sul pannello di tamponatura o di tramezzatura a cui limpianto 7 appeso si pu; assimilare ad un carico
uniformemente distri(uito di intensit2 ,aB", dove ,a 7 la forza di competenza di ciascuno degli elementi funzionali componenti
limpianto applicata al (aricentro dellelemento e calcolata utilizzando le equazioni *%...+ e *%..+ e " 7 la superficie del campo di
solaio o del pannello di tamponatura o di tramezzatura. 6ale carico distri(uito deve intendersi agente sia ortogonalmente sia
tangenzialmente al piano medio del campo o del pannello.
In accordo con i criteri della progettazione in capacit2 gli eventuali componenti fragili devono avere capacit2 doppia di quella
degli eventuali elementi duttili ad essi contigui, ma non superiore a quella richiesta da unanalisi eseguita con fattore di
comportamento q pari ad . perch?, in nessun caso, la domanda valutata con i criteri della progettazione in capacit2 pu; superare
la domanda valutata per il caso di comportamento strutturale non dissipativo.
Eli impianti non possono essere vincolati alla costruzione contando sulleffetto dellattrito, (ensK devono essere collegati ad essa
con dispositivi di vincolo rigidi o flessi(ili; gli impianti a dispositivi di vincolo flessi(ili sono quelli che hanno periodo di
vi(razione 6 Q $,.s. "e si adottano dispositivi di vincolo flessi(ili, i collegamenti di servizio dellimpianto devono essere flessi(ili
e non possono far parte del meccanismo di vincolo.
3eve essere limitato il rischio di fuoriuscite incontrollate di gas o fluidi, particolarmente in prossimit2 di utenze elettriche e
materiali infiamma(ili, anche mediante lutilizzo di dispositivi dinterruzione automatica della distri(uzione. I tu(i per la
fornitura di gas o fluidi, al passaggio dal terreno alla costruzione, devono essere progettati per sopportare senza rotture i massimi
spostamenti relativi costruzione'terreno dovuti allazione sismica corrispondente a ciascuno degli stati limite considerati =v. )
%.!.6<.
7.2.5. 7.2.5. 7.2.5. 7.2.5. REQU REQU REQU REQUISITI STRUTTURALI DE ISITI STRUTTURALI DE ISITI STRUTTURALI DE ISITI STRUTTURALI DEGLI ELEMENTI DI FOND GLI ELEMENTI DI FOND GLI ELEMENTI DI FOND GLI ELEMENTI DI FONDAZIONE AZIONE AZIONE AZIONE
Le azioni trasmesse in fondazione derivano dallanalisi del comportamento dellintera opera, in genere condotta esaminando la
sola struttura in elevazione alla quale sono applicate le pertinenti com(inazioni delle azioni di cui al ) .5.!.
"ia per C3091 sia per C3041 il dimensionamento delle strutture di fondazione e la verifica di sicurezza del complesso
fondazione'terreno devono essere eseguiti assumendo come azione in fondazione, trasmessa da ciascun elemento soprastante, la
minore tra&
' la domanda derivante dalla capacit2 di flessione dellelemento stesso =calcolata per la forza assiale derivante dalla
com(inazione delle azioni di cui al ) !..4< e amplificata con un I5d pari a .,$ in C3091 e .,$$ in C3041, congiuntamente al
taglio determinato da considerazioni di equili(rio;
' la domanda derivante dallanalisi strutturale eseguita in campo lineare con comportamento non dissipativo =v. ) %.!<;
' la domanda derivante dallanalisi strutturale eseguita in campo non lineare, nel caso si adotti tale modellazione.
190 CAPITOLO 7


FONDAZIONI SUPERFICIALI
Le strutture delle fondazioni superficiali devono essere progettate per in modo da avere un comportamento non dissipativo. Don
sono quindi necessarie armature specifiche per ottenere un comportamento duttile.
Le platee di fondazione in calcestruzzo armato devono avere, secondo due direzioni ortogonali e per lintera estensione, armature
longitudinali in percentuale non inferiore allo $,> dellarea della sezione trasversale della platea, sia inferiormente sia
superiormente.
Le travi di fondazione in cemento armato devono avere, per lintera lunghezza, armature longitudinali in percentuale non
inferiore allo $,> dellarea della sezione trasversale della trave, sia inferiormente sia superiormente.
FONDAZIONI SU PALI
I pali in calcestruzzo devono essere armati, per tutta la lunghezza, con una armatura longitudinale in percentuale non inferiore allo
$,!> dellarea della sezione trasversale del palo e unarmatura trasversale costituita da staffe o da spirali di diametro non inferiore
a C mm, passo non superiore a C volte il diametro delle (arre longitudinali e dettagli come descritti al ) %.4.6..
Le zone dissipative sono localizzate, a partire dalla testa del palo, per uno sviluppo di almeno .$ diametri, e lungo il palo, in
corrispondenza di eventuali discontinuit2 stratigrafiche, per uno sviluppo di almeno ! diametri. In esse, lRarmatura longitudinale
deve avere area non inferiore all.> dellarea della sezione trasversale del palo, mentre larmatura trasversale deve essere costituita
da staffe singole di passo non superiore a 6 volte il diametro delle (arre longitudinali.
Luso di pali inclinati deve essere esplicitamente giustificato. Il dimensionamento di questi pali deve derivare, con un adeguato
margine di sicurezza, da una specifica analisi dinterazione del complesso fondazione'terreno in condizioni sismiche.
COLLEGAMENTI ORIZZONTALI TRA FONDAZIONI
"i deve tenere conto della presenza di spostamenti relativi del terreno sul piano di fondazione, calcolati come specificato nel )
!..5. e applicati alla fondazione, e dei possi(ili effetti da essi indotti nella struttura sovrastante.
6ali spostamenti relativi possono essere trascurati se le strutture di fondazione sono collegate tra loro da un reticolo di travi, o da
una piastra dimensionata in modo adeguato, in grado di assor(ire le forze assiali conseguenti. In assenza di valutazioni pi:
accurate, si possono prudenzialmente assumere le seguenti azioni assiali&
S $,! D
sd
a
maT
Bg per il profilo stratigrafico di tipo 4
S $,4 D
sd
a
maT
Bg per il profilo stratigrafico di tipo C
S $,6 D
sd
a
maT
Bg per il profilo stratigrafico di tipo 3
dove D
sd
7 il valore medio delle forze verticali agenti sugli elementi collegati, e a
maT
7 laccelerazione orizzontale massima
attesa al sito.
In assenza di analisi specifiche della risposta sismica locale laccelerazione massima attesa al sito pu; essere valutata con la
relazione& a
maT
- a
g
" in cui " 7 il coefficiente che comprende leffetto dellamplificazione stratigrafica ="
"
< e dellamplificazione
topografica ="
6
<, di cui al ) !..!., e a
g
7 laccelerazione orizzontale massima su sito di riferimento rigido.
9i fini dellapplicazione delle precedenti relazioni, il profilo stratigrafico di tipo J 7 assimilato a quello di tipo C se i terreni posti
sul su(strato di riferimento sono mediamente addensati =terreni a grana grossa< o mediamente consistenti =terreni a grana fina< e a
quello di tipo 3 se i terreni posti su su(strato di riferimento sono scarsamente addensati =terreni a grana grossa< o scarsamente
consistenti =terreni a grana fine<.
Il collegamento tra le strutture di fondazione non 7 necessario per profili stratigrafici di tipo 9, per costruzioni caratterizzate, nei
confronti dello SLV, da ag"#$,$%5g e per le gallerie artificiali.
6ravi o piastre di piano e travi porta pannello possono essere assimilate a elementi di collegamento solo se realizzate ad una
distanza # .,$$ m dallestradosso delle fondazioni dirette o del plinto di collegamento dei pali.
7.2.6. 7.2.6. 7.2.6. 7.2.6. CRITERI DI MODELLAZI CRITERI DI MODELLAZI CRITERI DI MODELLAZI CRITERI DI MODELLAZIONE DELLA STRUTTURA ONE DELLA STRUTTURA ONE DELLA STRUTTURA ONE DELLA STRUTTURA E E E E DELL DELL DELL DELLAZIONE SISMICA AZIONE SISMICA AZIONE SISMICA AZIONE SISMICA
MODELLAZIONE DELLA STRUTTURA
Il modello della struttura deve essere tridimensionale e rappresentare in modo adeguato le effettive distri(uzioni spaziali di massa,
rigidezza e resistenza, con particolare attenzione alle situazioni nelle quali componenti orizzontali dellazione sismica possono
produrre forze dinerzia verticali =travi di grande luce, s(alzi significativi, ecc.<.
Del caso di comportamento strutturale non dissipativo si adottano unicamente i modelli lineari.
Del caso di comportamento strutturale dissipativo si possono adottare sia modelli lineari sia modelli non lineari. Il legame
costitutivo utilizzato per modellare il comportamento non lineare della struttura, dovuto alla non linearit2 di materiale, deve
essere giustificato, anche in relazione alla corretta rappresentazione dellenergia dissipata nei cicli di isteresi.
8er rappresentare la rigidezza degli elementi strutturali si possono adottare modelli lineari, che trascurano le non linearit2 di
materiale e geometriche, e modelli non lineari, che le considerano; in am(o i casi si deve tener conto della fessurazione dei
materiali fragili. In caso non siano effettuate analisi specifiche, la rigidezza flessionale e a taglio di elementi in muratura, cemento
PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE 191
191

armato, acciaio'calcestruzzo, pu; essere ridotta sino al 5$> della rigidezza dei corrispondenti elementi non fessurati, tenendo
de(itamente conto dello stato limite considerato e dellinfluenza della sollecitazione assiale permanente.
9 meno di specifiche valutazioni, gli orizzontamenti possono essere considerati infinitamente rigidi nel loro piano, a condizione
che siano realizzati in cemento armato, oppure in latero'cemento con soletta in cemento armato di almeno 4$ mm di spessore, o
in struttura mista con soletta in cemento armato di almeno 5$ mm di spessore collegata da connettori a taglio, opportunamente
dimensionati, agli elementi strutturali in acciaio o in legno e purch? le aperture presenti non ne riducano significativamente la
rigidezza.
Della definizione del modello, gli elementi non strutturali =quali tamponature e tramezzi< possono essere rappresentati unicamente
in termini di massa, considerando il loro contri(uto alla rigidezza e alla resistenza del sistema strutturale solo qualora tale contri(uto
modifichi significativamente il comportamento del modello.
MODELLAZIONE DELLAZIONE SISMICA
Le azioni conseguenti al moto sismico sono modellate sia direttamente, attraverso forze statiche equivalenti o spettri di risposta,
sia indirettamente, attraverso accelerogrammi opportunamente selezionati.
Della definizione dellazione sismica sulla struttura, si possono considerare la deforma(ilit2 del complesso fondazione'terreno e
la sua capacit2 dissipativa. Il rapporto tra il taglio =o lo sforzo assiale, per la direzione verticale< allestradosso della fondazione,
valutato con un modello a vincoli fissi, e il taglio =o lo sforzo assiale, per la direzione verticale< valutato con un modello
comprensivo dellinterazione inerziale, non dovr2 superare il minore tra .,5$ e il coefficiente di amplificazione stratigrafica "" di
cui al ) !..!. 3eforma(ilit2 e capacit2 dissipativa possono essere modellate con vincoli viscoelatici secondo le indicazioni di cui
al ) %.A.!...
8er le fondazioni miste, come specificato al ) 6.4.!, linterazione fra terreno, pali e struttura di collegamento deve essere studiata
con appropriate modellazioni, allo scopo di pervenire alla determinazione dellaliquota dellazione di progetto trasferita al
terreno direttamente dalla struttura di collegamento e dellaliquota trasmessa ai pali.
8er tenere conto della varia(ilit2 spaziale del moto sismico, nonch? di eventuali incertezze, deve essere attri(uita al centro di
massa uneccentricit2 accidentale rispetto alla sua posizione quale deriva dal calcolo. 8er i soli edifici e in assenza di pi: accurate
determinazioni, leccentricit2 accidentale in ogni direzione non pu; essere considerata inferiore a $,$5 volte la dimensione
delledificio misurata perpendicolarmente alla direzione di applicazione dellazione sismica. 3etta eccentricit2 7 assunta costante,
per entit2 e direzione, su tutti gli orizzontamenti.
7.3. 7.3. 7.3. 7.3. METODI DI ANALISI E METODI DI ANALISI E METODI DI ANALISI E METODI DI ANALISI E CRITERI DI VERIFICA CRITERI DI VERIFICA CRITERI DI VERIFICA CRITERI DI VERIFICA
Lentit2 della domanda con la quale confrontare la capacit2 della struttura, secondo i criteri definiti al ) %.!.6, pu; essere valutata
utilizzando una delle modellazioni descritte in precedenza ed adottando uno fra i metodi di analisi illustrati nel seguito.
I metodi di analisi si articolano in lineari e non lineari. Le analisi non lineari si applicano alle strutture a comportamento
dissipativo =) %..<; le analisi lineari si applicano alle strutture a comportamento sia non dissipativo sia dissipativo =) %..<. In
questultimo caso =analisi lineare di strutture a comportamento dissipativo<, la domanda sismica 7 ridotta utilizzando un
opportuno fattore di comportamento q.
Il valore del fattore q 7 specificato, per tutte le tipologie strutturali, nel ) %.!.., particolarizzandolo poi, per i diversi materiali,
negli specifici paragrafi. Le strutture possono essere classificate come appartenenti ad una tipologia in una direzione orizzontale
e ad unaltra tipologia nella direzione orizzontale ortogonale alla precedente, utilizzando per ciascuna direzione il fattore di
comportamento corrispondente.
8er ciascuno degli stati limite e dei metodi di analisi considerati, nella ta(ella successiva sono riportati&
' per lanalisi lineare, i valori da attri(uire al fattore di comportamento q;
' per lanalisi non lineare, le modalit2 di modellazione dellazione sismica.

Tab. 7.2.I O Valori di q

e modalit di modellazione dellazione sismica
"696I LIHI6J
Li*(a&( 3Di*a)i,a ( S%a%i,a4 N!* Li*(a&( 3Di$$ia%i5!4
Di$$ia%i5! N!* Di$$ia%i5! Di*a)i,a S%a%i,a
SLE
SLO
=U<

=U<

) %.!.4.. ) %.!.4.
SLD q # .,5
=UU<
q # .,5
=UU<

SLU
SLV q Q .,5
=UU<
q # .,5
=UUU<

SLC ''' '''
(*)
=v. ) !..!.4<,

(**)
=v. ) !..!.5; per i ponti si pu; avere q Q .,$<,

(***)
=v. ) !..!.5 e la ta(ella %.!.II<

192 CAPITOLO 7


7.3.1. 7.3.1. 7.3.1. 7.3.1. ANALISI LINEARE O NO ANALISI LINEARE O NO ANALISI LINEARE O NO ANALISI LINEARE O NON L N L N L N LINEARE INEARE INEARE INEARE
Lanalisi delle strutture soggette ad azione sismica pu; essere lineare o non lineare.
ANALISI LINEARE
Lanalisi lineare pu; essere utilizzata per calcolare la domanda sismica nel caso di comportamento strutturale sia non dissipativo sia
dissipativo =) %..<. In entram(i i casi, la domanda sismica 7 calcolata, quale che sia la modellazione utilizzata per lazione
sismica, riferendosi allo spettro di progetto =) !..!.4 e ) !..!.5< ottenuto assumendo per il fattore di comportamento q i valori
riportati nella ta(ella %.!.I.
Valore del fattore di comportamento
Del caso di comportamento strutturale dissipativo =) %..<, il valore del fattore di comportamento q, da utilizzare nella direzione
considerata per lazione sismica, dipende dalla tipologia strutturale, dal suo grado di iperstaticit2 e dai criteri di progettazione
adottati e tiene conto delle non linearit2 di materiale. Jsso pu; essere calcolato tramite la seguente espressione&

R 0
K q q = *%.!..a+
dove&
q
$
7 il valore (ase del fattore di comportamento, i cui massimi valori sono riportati in ta(ella %.!.II in dipendenza della Classe di
3uttilit2, della tipologia strutturale, del coefficiente V di cui al ) %.A... e del rapporto L
u
BL
.
tra il valore dellazione sismica
per il quale si verifica la formazione di un numero di cerniere plastiche tali da rendere la struttura un meccanismo e quello
per il quale il primo elemento strutturale raggiunge la plasticizzazione a flessione; la scelta di q
$
deve essere adeguatamente
giustificata;
W
5
7 un fattore che dipende dalle caratteristiche di regolarit2 in altezza della costruzione, con valore pari ad . per costruzioni
regolari in altezza e pari a $,C per costruzioni non regolari in altezza.

Tab. 7.2.II O Valori massimi del valore di base q$

del fattore di comportamento
per diverse tecniche costruttive ed in funzione della tipologia strutturale e della classe di duttilit C!
q$
6ipologia strutturale C3191 C3141
C!$%&'+i!*i /i ,a",($%&'++! 36 7.7.2.24
"trutture a telaio, a pareti accoppiate, miste =v. ) %.4.!..< 4,5
u
/
1
!,$
u
/
1

"trutture a pareti non accoppiate =v. ) %.4.!..< 4,$
u
/
1
!,$
"trutture deforma(ili torsionalmente =v. ) %.4.!..< !,$ ,$
"trutture a pendolo inverso =v. ) %.4.!..< ,$ .,5
"trutture a pendolo inverso intelaiate monopiano =v. ) %.4.!..< !,5 ,5
C!$%&'+i!*i ,!* $%&'%%'&a &(8abb&i,a%a 36 7.7.9.:4
"trutture a pannelli 4,$ L
u
BL
.
!,$
"trutture monolitiche a cella !,$ ,$
"trutture con pilastri incastrati e orizzontamenti incernierati !,5 ,5
C!$%&'+i!*i /a,,iai! 36 7.9.2.24 ( ,!)!$%( /i a,,iai!-,a",($%&'++! 36 7.;.2.24
"trutture intelaiate
"trutture con controventi eccentrici
5,$ L
u
BL
.

4,$
"trutture con controventi concentrici a diagonale tesa attiva
"trutture con controventi concentrici a X
4,$
,5
4,$
,$
"trutture a mensola o a pendolo inverso ,$ L
u
BL
.
,$
"trutture intelaiate con controventi concentrici 4,$ L
u
BL
.
4,$
"trutture intelaiate con tamponature in murature ,$ ,$
C!$%&'+i!*i /i "(#*! 36 7.7.24
8annelli di parete a telaio leggero chiodati con diaframmi incollati, collegati
mediante chiodi, viti e (ulloni
"trutture reticolari iperstatiche con giunti chiodati
,$Y!,$ '
8ortali iperstatici con mezzi di unione a gam(o cilindrico =se sono rispettate le
prescrizioni contenute nel ) %.%.!..<
,$Y4,$ '
8annelli di parete a telaio leggero chiodati con diaframmi chiodati, collegati
mediante chiodi, viti e (ulloni.
,$Y5,$ '
8annelli di parete incollati a strati incrociati, collegati mediante chiodi, viti, (ulloni
"trutture reticolari con collegamenti a mezzo di chiodi, viti, (ulloni o spinotti
"trutture cosiddette miste, ovvero con intelaiatura =sismo'resistente< in legno e
tamponature non portanti
' ,$Y,5
8ortali iperstatici con mezzi di unione a gam(o cilindrico =valori ridotti se sono ' ,$Y,5
PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE 193
193

rispettate le prescrizioni minime contenute nel ) %.%.!..<
"trutture isostatiche in genere, compresi portali isostatici con mezzi di unione a
gam(o cilindrico, e altre tipologie strutturali
.,5Y,5
C!$%&'+i!*i /i )'&a%'&a 36 7.<.:.24
Costruzioni di muratura ordinaria '
.,%5 L
u
BL
.

Costruzioni di muratura armata '
,5 L
u
BL
.

Costruzioni di muratura armata con progettazione in capacit2 '
!,$ L
u
BL
.

Costruzioni di muratura confinata '
,$ L
u
BL
.

Costruzioni di muratura confinata con progettazione in capacit2 '
!,$ L
u
BL
.

P!*%i 36 7.=.2.:4
Pi"( i* ,()(*%! a&)a%!
8ile verticali inflesse
Jlementi di sostegno inclinati inflessi
!,5 V
,. V
.,5
.,
Pi"( i* a,,iai!>
8ile verticali inflesse
Jlementi di sostegno inclinati inflessi
8ile con controventi concentrici
8ile con controventi eccentrici

!,5
,$
,5
!,5

.,5
.,
.,5
'
Sa""(
In genere
"e si muovono col terreno

.,5
.,$

.,5
.,$
A&,?i ,$ .,

8er le costruzioni regolari in pianta, qualora non si proceda a unanalisi non lineare finalizzata alla valutazione del rapporto
L
u
BL
.
, per esso possono essere adottati i valori indicati nei paragrafi successivi per le diverse tipologie costruttive.
8er le costruzioni non regolari in pianta, si possono adottare valori di L
u
BL
.
pari alla media tra .,$ e i valori di volta in volta
forniti per le diverse tipologie costruttive.
@ualora nella costruzione siano presenti pareti di calcestruzzo armato, per prevenirne il collasso fragile, i valori di q
$
devono
essere ridotti mediante il fattore Z
[
, con&
( )

[
$
.,$$ per strutture a telaio e miste equivalenti a telai
Z
$,5 . L B! . per strutture a pareti, miste equivalenti a pareti, torsionalmente deforma(ili

dove L
$
7 il valore assunto in prevalenza dal rapporto tra altezza totale =dalle fondazioni o dalla struttura scatolare rigida di (ase
di cui al ) %..., fino alla sommit2< e lunghezza delle pareti; nel caso in cui gli L
$
delle pareti non differiscano significativamente
tra di loro, il valore di L
$
per linsieme delle pareti pu; essere calcolato assumendo, come altezza, la somma delle altezze delle
singole pareti, come lunghezza, la somma delle lunghezze.
8er valori elevati del fattore di comportamento q, la domanda in resistenza allo SLV potre((e risultare inferiore alla domanda in
resistenza allo SL!. In questi casi, qualora si scelga di progettare la capacit2 in resistenza sulla (ase della domanda allo SL!,
invece che allo SLV, va opportunamente rivalutato il fattore di comportamento q. @uesto sar2 impiegato nelle verifiche di
duttilit2 e per la determinazione della classe di duttilit2 di appartenenza. Il valore di q utilizzato per la componente verticale
dellazione sismica, a meno di adeguate analisi giustificative, 7 q - .,5 per qualunque tipologia strutturale e di materiale, tranne
che per i ponti per i quali 7 q - ..
8er le strutture a comportamento strutturale non dissipativo si adotta un fattore di comportamento qD3, ridotto rispetto al valore
minimo relativo alla C3141 =6a(. %.!.II< secondo lespressione&

ND CD"B"
2
1 q q 1,5
3
= *%.!..(+
Effetti delle non linearit geometriche
Le non linearit2 geometriche sono prese in conto attraverso il fattore \ che, in assenza di pi: accurate determinazioni, pu; essere
definito come&

h V
d P

Er

=
*%.!.+
dove&
8 7 il carico verticale totale dovuto allorizzontamento in esame e alla struttura ad esso sovrastante;
194 CAPITOLO 7


d
Jr
7 lo spostamento orizzontale medio dinterpiano allo SLV, ottenuto come differenza tra lo spostamento orizzontale
dellorizzontamento considerato e lo spostamento orizzontale dellorizzontamento immediatamente sottostante, entram(i
valutati come indicato al ) %.!.!.!;
X 7 la forza orizzontale totale in corrispondenza dellorizzontamento in esame, derivante dallanalisi lineare con fattore di
comportamento q;
h 7 la distanza tra lorizzontamento in esame e quello immediatamente sottostante.
Eli effetti delle non linearit2 geometriche&
possono essere trascurati, quando \ 7 minore di $,.;
possono essere presi in conto incrementando gli effetti dellazione sismica orizzontale di un fattore pari a .B=.]\<, quando \
7 compreso tra $,. e $,;
devono essere valutati attraverso unanalisi non lineare, quando \ 7 compreso tra $, e $,!.
Il fattore \ non pu; comunque superare il valore $,!.
ANALISI NON LINEARE
Lanalisi non lineare si utilizza per sistemi strutturali a comportamento dissipativo =) %..< e tiene conto delle non linearit2 di
materiale e geometriche; queste ultime possono essere trascurate nei casi precedentemente precisati. I legami costitutivi utilizzati
devono includere la perdita di resistenza e la resistenza residua, se significative.
7.3.2. 7.3.2. 7.3.2. 7.3.2. ANALISI DINAMICA ANALISI DINAMICA ANALISI DINAMICA ANALISI DINAMICA O STATICA O STATICA O STATICA O STATICA
^ltre che in relazione al fatto che lanalisi sia lineare o non lineare, i metodi danalisi sono articolati anche in relazione al fatto che
lequili(rio sia trattato dinamicamente o staticamente.
Il metodo danalisi lineare di riferimento per determinare gli effetti dellazione sismica, per comportamenti strutturali sia
dissipativi sia non dissipativi, 7 lanalisi modale con spettro di risposta o 0analisi lineare dinamica1. In essa lequili(rio 7 trattato
dinamicamente e lazione sismica 7 modellata direttamente attraverso lo spettro di progetto definito al ) !..!.5. In alternativa
allanalisi modale si pu; adottare unintegrazione al passo, modellando lazione sismica attraverso accelerogrammi, ma in tal
caso la struttura deve avere comportamento strutturale elastico lineare.
8er le sole costruzioni la cui risposta sismica, in ogni direzione principale, non dipenda significativamente dai modi di vi(rare
superiori, 7 possi(ile utilizzare, per comportamenti strutturali sia dissipativi sia non dissipativi, il metodo delle forze laterali o
0analisi lineare statica1. In essa lequili(rio 7 trattato staticamente, lanalisi della struttura 7 lineare e lazione sismica 7 modellata
direttamente attraverso lo spettro di progetto definito al ) !..!.5.
Infine, per determinare gli effetti dellazione sismica per comportamenti strutturali dissipativi, si possono eseguire analisi non
lineari; in esse lequili(rio 7 trattato, alternativamente&
a< dinamicamente =0analisi non lineare dinamica1<, modellando lazione sismica indirettamente, mediante accelerogrammi;
(< staticamente =0analisi non lineare statica1<, modellando lazione sismica direttamente, mediante forze statiche fatte crescere
monotonamente.
7.3.3. 7.3.3. 7.3.3. 7.3.3. ANALISI LINEARE DINA ANALISI LINEARE DINA ANALISI LINEARE DINA ANALISI LINEARE DINAMICA O STATICA MICA O STATICA MICA O STATICA MICA O STATICA
"ia per analisi lineare dinamica, sia per analisi lineare statica, si deve tenere conto delleccentricit2 accidentale del centro di
massa.
8er gli edifici, gli effetti di tale eccentricit2 possono essere determinati mediante lapplicazione di carichi statici costituiti da
momenti torcenti di valore pari alla risultante orizzontale della forza agente al piano, determinata come in ) %.!.!., moltiplicata
per leccentricit2 accidentale del (aricentro delle masse rispetto alla sua posizione di calcolo, determinata come in ) %..6.
7.2.2.: ANALISI LINEARE DINAMICA
Lanalisi dinamica lineare consiste&
' nella determinazione dei modi di vi(rare della costruzione =analisi modale<;
' nel calcolo degli effetti dellazione sismica, rappresentata dallo spettro di risposta di progetto, per ciascuno dei modi di vi(rare
individuati;
' nella com(inazione di questi effetti.
3evono essere considerati tutti i modi con massa partecipante significativa. P opportuno a tal riguardo considerare tutti i modi
con massa partecipante superiore al 5> e comunque un numero di modi la cui massa partecipante totale sia superiore al A$>. "e i
requisiti detti non possono essere soddisfatti =per esempio in edifici caratterizzati da un comportamento significativamente
influenzato da modi torsionali<, si raccomanda che il numero minimo Z di modi da prendere in considerazione soddisfi entram(e
le seguenti condizioni&
n 3 k e 0,2s T
k

*%.!.!+
PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE 195
195

dove&
_ Z 7 il numero di modi considerati;
_ n 7 il numero di piani sopra la fondazione o sopra la sommit2 di un (asamento rigido;
_ 6Z 7 il periodo di vi(razione del Z'esimo modo.
8er la com(inazione degli effetti relativi ai singoli modi deve essere utilizzata una com(inazione quadratica completa degli effetti
relativi a ciascun modo, quale quella indicata nellespressione *%.!.4+&
( )
1/2
j i
j i ij
E E E

= *%.!.4+
con&
J
`
valore delleffetto relativo al modo `;
a
i`
coefficiente di correlazione tra il modo i e il modo `, calcolato con formule di comprovata validit2 quale&
( )
( ) ( ) ( )
3/2
i j ij i j ij
2
2 2 2 2 2
ij i j ij ij i j ij
8 +
1- +4 1+ +4 +
ij


=


*%.!.5a+

che, nel caso di uguale smorzamento dei modi i e `, si esprime come&
( ) ( ) ] 4 1 [ 1
8

ij
2 2
ij ij
3/2
ij
2
ij
+ +
= *%.!.5(+

bi,` smorzamento viscoso dei modi i e `;
c
i`
7 il rapporto tra linverso dei periodi di ciascuna coppia i'` di modi =c
i`
- 6
`
B6
i
<.
In alternativa, nel caso in cui la struttura sia non dissipativa, si pu; effettuare unanalisi con integrazione al passo, modellando
lazione sismica attraverso accelerogrammi.
7.2.2.2 ANALISI LINEARE STATICA
Lanalisi statica lineare consiste nellapplicazione di forze statiche equivalenti alle forze dinerzia indotte dallazione sismica e
pu; essere effettuata per costruzioni che rispettino i requisiti specifici riportati nei paragrafi successivi, a condizione che il
periodo del modo di vi(rare principale nella direzione in esame =6
.
< non superi ,5 6
C
o 6
3
e che la costruzione sia regolare in
altezza.
8er costruzioni civili o industriali che non superino i 4$ m di altezza e la cui massa sia approssimativamente uniformemente
distri(uita lungo laltezza, 6. =in secondi< pu; essere stimato, in assenza di calcoli pi: dettagliati che comunque sono consigliati
per evitare una sovrastima dellazione, utilizzando la formula seguente&
3/4
1 1
H C T =
*%.!.6a+
dove& M 7 laltezza della costruzione, in metri, dal piano di fondazione o dalla sommit2 delleventuale struttura scatolare rigida
progettata con comportamento non dissipativo =v. ) %...< e Cl vale $,$C5 per costruzioni con struttura a telaio in acciaio, $,$%5 per
costruzioni con struttura a telaio in calcestruzzo armato e $,$5$ per costruzioni con qualsiasi altro tipo di struttura.
8er strutture a pareti, in calcestruzzo armato o muratura, il valore di C
l
pu; essere stimato in relazione allarea 9c delle pareti al
primo livello della costruzione, come&
C
1
= 0, 075 A
c
con A
c
= A
i
(0, 2+(l
wi
/ H))
2

*%.!.6(+
dove 9i 7 larea della parete i nella direzione considerata al primo livello della costruzione, espresso in m

, M 7 definita come
sopra, e l[i 7 la lunghezza della parete i al primo livello della costruzione nella direzione considerata, espresso in metri, con la
limitazione che l[iBM $,A.
In alternativa, una stima pi: accurata di 6. pu; essere ottenuta mediante la seguente espressione&
d 2 T
1
= *%.!.6c+
dove d 7 lo spostamento laterale elastico del punto pi: alto dellRedificio, espresso in metri, dovuto ai carichi gravitazionali
applicati nella direzione orizzontale.
Lentit2 delle forze si ottiene dallordinata dello spettro di progetto corrispondente al periodo 6
.
e la loro distri(uzione sulla
struttura segue la forma del modo di vi(rare principale nella direzione in esame, valutata in modo approssimato.
196 CAPITOLO 7


La forza da applicare a ciascuna massa della costruzione 7 data dalla formula seguente&

=
j
j j i i h i
W z / W z F F
*%.!.%+
dove&
,
h
- "
d
=6
.
< / VBg
,
i
7 la forza da applicare alla massa i'esima;
/
i
e /
`
sono i pesi, rispettivamente, della massa i e della massa `;
z
i
e z
`
sono le quote, rispetto al piano di fondazione =v. ) !..!..<, delle masse i e `;
"
d
=6
.
< 7 lordinata dello spettro di risposta di progetto definito al ) !..!.5;
/ 7 il peso complessivo della costruzione;
V 7 un coefficiente pari a $,C5 se la costruzione ha almeno tre orizzontamenti e se 6
.
d 6
C
, pari a .,$ in tutti gli altri casi;
g 7 laccelerazione di gravit2.
7.2.2.2 VALUTAZIONE DEGLI SPOSTAMENTI DELLA STRUTTURA
Eli spostamenti d
J
sotto lazione sismica di progetto relativa allo SLV si ottengono moltiplicando per il fattore di duttilit2 in
spostamento e
d
i valori d
Je
ottenuti dallanalisi lineare, dinamica o statica, secondo lespressione seguente&
Ee d E
d d = *%.!.C+
dove
( )
C 1
1
C
d
C 1 d
T T se
T
T
1 q 1
T T se q
< + =
=
*%.!.A+
In ogni caso e
d
# 5q O 4.
I valori di q, per ogni stato limite, sono quelli riportati in 6a(. %.!.I, con il valore dei fattori di (ase q
$
riportati in 6a(. %.!.II.
Eli spostamenti allo SLC si possono ottenere, in assenza di pi: accurate valutazioni che considerino leffettivo rapporto delle
ordinate spettrali in spostamento, moltiplicando per .,5 gli spostamenti allo SLV.
7.3.4. 7.3.4. 7.3.4. 7.3.4. ANALISI NON LINEARE ANALISI NON LINEARE ANALISI NON LINEARE ANALISI NON LINEARE DINAMICA O DINAMICA O DINAMICA O DINAMICA O STATICA STATICA STATICA STATICA
Lanalisi non lineare, dinamica o statica, si utilizza per gli scopi e nei casi seguenti&
' valutare gli spostamenti relativi allo SL di interesse;
' eseguire le verifiche di duttilit2 relative allo SLC;
' individuare la distri(uzione della domanda inelastica nelle costruzioni progettate con il fattore di comportamento q;
' valutare i rapporti di sovraresistenza L
u
BL
.
di cui ai )) %.4.!., %.4.5.., %.5.., %.6.., %.%.!, %.C...! e %.A...;
' come metodo di progetto per gli edifici di nuova costruzione, in alternativa ai metodi di analisi lineare;
' come metodo per la valutazione della capacit2 di edifici esistenti.
7.2.7.: ANALISI NON LINEARE DINAMICA
Lanalisi non lineare dinamica consiste nel calcolo della risposta sismica della struttura mediante integrazione delle equazioni del
moto, utilizzando un modello non lineare della struttura e gli accelerogrammi definiti al ) !..!.6. Jssa ha lo scopo di valutare il
comportamento dinamico della struttura in campo non lineare, consentendo il confronto tra duttilit2 richiesta e duttilit2
disponi(ile allo SLC e le relative verifiche, nonch? di verificare lintegrit2 degli elementi strutturali nei confronti di possi(ili
comportamenti fragili.
Lanalisi dinamica non lineare deve essere confrontata con unanalisi modale con spettro di risposta di progetto, al fine di
controllare le differenze in termini di sollecitazioni glo(ali alla (ase della struttura.
Del caso delle costruzioni con isolamento alla (ase lanalisi dinamica non lineare 7 o((ligatoria quando il sistema disolamento
non pu; essere rappresentato da un modello lineare equivalente, come sta(ilito nel ) %..$.5.. Eli effetti torsionali sul sistema
disolamento sono valutati come precisato nel ) %..$.5.!.., adottando valori delle rigidezze equivalenti coerenti con gli spostamenti
risultanti dallanalisi. In proposito si pu; fare riferimento a documenti di comprovata validit2.
7.2.7.2 ANALISI NON LINEARE STATICA
Lanalisi non lineare statica consiste nellapplicare alla struttura i carichi gravitazionali e, per la direzione considerata dellazione
sismica, un sistema di forze orizzontali distri(uite, ad ogni livello della costruzione, proporzionalmente alle forze dinerzia ed
PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE 197
197

aventi risultante =taglio alla (ase< ,
(
. 6ali forze sono scalate in modo da far crescere monotonamente, sia in direzione positiva che
negativa e fino al raggiungimento delle condizioni di collasso locale o glo(ale, lo spostamento orizzontale d
c
di un punto di
controllo coincidente con il centro di massa dellultimo livello della costruzione =sono esclusi eventuali torrini<. Il diagramma ,
(
'
d
c
rappresenta la curva di capacit2 della struttura.
Lanalisi richiede che al sistema strutturale reale sia associato un sistema strutturale equivalente, ad un grado di li(ert2.
"i devono considerare almeno due distri(uzioni di forze dinerzia, ricadenti luna nelle distri(uzioni principali =Eruppo .< e
laltra nelle distri(uzioni secondarie =Eruppo < appresso illustrate.
Gruppo 1 - Distribuzioni principali:
' se il modo di vi(rare fondamentale nella direzione considerata ha una partecipazione di massa non inferiore al %5> si applica
una delle due distri(uzioni seguenti&
distri(uzione proporzionale alle forze statiche di cui al ) %.!.!., utilizzando come seconda distri(uzione la a< del
Eruppo ,
distri(uzione corrispondente a un andamento di accelerazioni proporzionale alla forma del modo fondamentale di
vi(rare nella direzione considerata;
' in tutti i casi pu; essere utilizzata la distri(uzione corrispondente allandamento dei tagli di piano calcolati in unanalisi
dinamica lineare, includendo nella direzione considerata un numero di modi con partecipazione di massa complessiva non
inferiore al A$> =se il periodo fondamentale della struttura 7 superiore a .,! 6
C
deve essere utilizzata necessariamente questa
distri(uzione<.
Gruppo 2 - Distribuzioni secondarie:
a) distri(uzione uniforme di forze, da intendersi come derivata da un andamento uniforme di accelerazioni lungo laltezza della
costruzione;
b) distri(uzione adattiva, che cam(ia al crescere dello spostamento del punto di controllo in funzione della plasticizzazione della
struttura;
c) distri(uzione multimodale, considerando almeno sei modi.
7.3.5. 7.3.5. 7.3.5. 7.3.5. RISPOS RISPOS RISPOS RISPOSTA ALLE DIVERSE COMP TA ALLE DIVERSE COMP TA ALLE DIVERSE COMP TA ALLE DIVERSE COMPONENTI DELLAZIONE S ONENTI DELLAZIONE S ONENTI DELLAZIONE S ONENTI DELLAZIONE SISMICA ED ALLA VARIA ISMICA ED ALLA VARIA ISMICA ED ALLA VARIA ISMICA ED ALLA VARIA!ILIT" SPAZIALE DEL !ILIT" SPAZIALE DEL !ILIT" SPAZIALE DEL !ILIT" SPAZIALE DEL MOTO MOTO MOTO MOTO
ANALISI, LINEARE O NON LINEARE, DINAMICA O STATICA
"e la risposta 7 valutata mediante analisi, lineare o non lineare, dinamica o statica, essa pu; essere calcolata&
_ separatamente per ciascuna delle tre componenti, per ricavare poi gli effetti complessivi pi: gravosi sulla struttura
=sollecitazioni, deformazioni, spostamenti, ecc.< com(inando gli effetti delle tre componenti =JT, Jf, Jz< mediante la "5"",
secondo l espressione&
2
z
2
y
2
x
E E E + + *%.!..$a+
_ oppure, in alternativa, unitariamente per le tre componenti, applicando lFespressione&
1, 00 E 0, 30 E 0, 30 E
x y z
+ + *%.!..$(+

In questultimo caso, gli effetti pi: gravosi si ricavano dal confronto tra le tre com(inazioni ottenute permutando circolarmente i
coefficienti moltiplicativi.
"ia che si adotti la *%.!..$a+ sia che si adotti la *%.!..$(+&
_ la componente verticale deve essere tenuta in conto unicamente nei casi previsti al ) %....
_ la risposta deve essere com(inata con gli effetti pseudo'statici indotti dagli spostamenti relativi prodotti dalla varia(ilit2
spaziale del moto unicamente nei casi previsti al ) !..5.., utilizzando, salvo per quanto indicato al ) %.. in merito agli
appoggi mo(ili, la radice quadrata della somma dei quadrati ="5""<.
ANALISI, LINEARE O NON LINEARE, DINAMICA CON INTEGRAZIONE AL PASSO
"e la risposta 7 valutata mediante analisi, lineare o non lineare, dinamica con integrazione al passo, le due componenti
accelerometriche orizzontali =e quella verticale, ove necessario< sono applicate simultaneamente a formare un gruppo di
accelerogrammi e gli effetti sulla struttura sono rappresentati dai valori medi degli effetti pi: sfavorevoli ottenuti dalle analisi, se
si utilizzano almeno % diversi gruppi di accelerogrammi, dai valori pi: sfavorevoli degli effetti, in caso contrario. In nessun caso
si possono adottare meno di ! gruppi di accelerogrammi.
Del caso in cui sia necessario valutare gli effetti della varia(ilit2 spaziale del moto, lanalisi pu; essere eseguita imponendo alla
(ase della costruzione storie temporali del moto sismico differenziate, ma coerenti tra loro e generate in accordo con lo spettro di
198 CAPITOLO 7


risposta appropriato per ciascun vincolo. In alternativa, si potranno eseguire analisi dinamiche con moto sincrono tenendo in
dovuto conto gli effetti pseudo'statici di cui al ) !..5.
7.3.6. 7.3.6. 7.3.6. 7.3.6. RISPETTO DEI REQUISI RISPETTO DEI REQUISI RISPETTO DEI REQUISI RISPETTO DEI REQUISITI NEI CONFRONTI TI NEI CONFRONTI TI NEI CONFRONTI TI NEI CONFRONTI DE DE DE DEGLI STATI LIMITE GLI STATI LIMITE GLI STATI LIMITE GLI STATI LIMITE
8er tutti gli elementi strutturali primari e secondari, gli elementi non strutturali e gli impianti si deve verificare che il valore di
ciascuna domanda di progetto, definito dalla ta(ella %.!.III per ciascuno degli stati limite richiesti, sia inferiore al corrispondente
valore della capacit2 di progetto.
Le verifiche degli elementi strutturali primari ="6< si eseguono, come sintetizzato nella ta(ella %.!.III, in dipendenza della Classe
dUso =CU<&
- nel caso di comportamento strutturale non dissipativo, in termini di rigidezza =5IE< e di resistenza =5J"<, senza applicare le
regole specifiche dei dettagli costruttivi e della progettazione in capacit2;
- nel caso di comportamento strutturale dissipativo, in termini di rigidezza =5IE<, di resistenza =5J"< e di duttilit2 =3G6< =nei
casi esplicitamente indicati dalla Dorma<, applicando le regole specifiche dei dettagli costruttivi e della progettazione in
capacit2.
Le verifiche degli elementi strutturali secondari si effettuano solo in termini di duttilit2.
Le verifiche degli elementi non strutturali =D"< e degli impianti =IH< si effettuano in termini di funzionamento =,GD< e sta(ilit2
="69<, come sintetizzato nella ta(ella %.!.III, in dipendenza della Classe dGso =CG<.
Dellesecuzione delle verifiche, particolare attenzione deve essere dedicata alleffettiva contemporaneit2 delle diverse
caratteristiche di sollecitazione agenti sulla singola sezione, per evitare di prendere in conto situazioni inutilmente onerose.

Tab. 7.2.III O Stati limite di elementi strutturali primari" elementi non strutturali e impianti
"696I LIHI6J
CG I CG II CG III e IX
"6 "6 D" IH "6 D" IH
=U<

"LJ
"L^ 5IE ,GD
"L3 5IE 5IE
"LG
"LX 5J" 5J" "69 "69 5J" "69 "69
"LC 3G6
=UU<
3G6
=UU<

=U<
8er le sole CG III e IX, nella categoria Impianti ricadono anche gli arredi.
=UU<
Dei casi esplicitamente indicati dalla Dorma.
7.2.;.: ELEMENTI STRUTTURALI 3ST4
VERIFICHE DI RIGIDEZZA 3RIG4
La condizione in termini di rigidezza sulla struttura si ritiene soddisfatta qualora la conseguente deformazione degli elementi
strutturali non produca sugli elementi non strutturali danni tali da rendere la costruzione temporaneamente inagi(ile
4
.
Del caso delle costruzioni civili e industriali, qualora la temporanea inagi(ilit2 sia dovuta a spostamenti di interpiano eccessivi,
questa condizione si pu; ritenere soddisfatta quando gli spostamenti di interpiano ottenuti dallanalisi in presenza dellazione
sismica di progetto corrispondente allo SL e alla CG considerati siano inferiori ai limiti indicati nel seguito.
8er le CG I e II ci si riferisce allo SL! =v. 6a(. %.!.III< e deve essere&
a) per tamponamenti collegati rigidamente alla struttura, che interferiscono con la deforma(ilit2 della stessa&
d 0, 0050 h per tamponamenti fragili
r


*%.!...a+
d 0, 0075 h per tamponamenti duttili
r


*%.!...(+
b) per tamponamenti progettati in modo da non su(ire danni a seguito di spostamenti dinterpiano d
rp
, per effetto della loro
deforma(ilit2 intrinseca ovvero dei collegamenti alla struttura&
r rp
d d 0, 0100 h *%.!..+
c) per costruzioni con struttura portante di muratura ordinaria
r
d 0, 0020 h < *%.!..!+
d) per costruzioni con struttura portante di muratura armata

4
@uesta verifica ha lo scopo di contenere i danni agli elementi non strutturali ma, per consuetudine consolidata, consegue tale risultato attraverso condizioni imposte
alla struttura invece che agli elementi non strutturali.
PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE 199
199

r
d 0, 0030 h < *%.!..4+
e) per costruzioni con struttura portante di muratura confinata
r
d 0, 0025 h < *%.!..5+
dove&
d
r
7 lo spostamento di interpiano, ovvero la differenza tra gli spostamenti del solaio superiore e del solaio inferiore, calcolati, nel
caso di analisi lineare, secondo il ) %.!.!.! o, nel caso di analisi non lineare, secondo il ) %.!.4, sul modello di calcolo non
comprensivo dei tamponamenti,
h 7 laltezza del piano.
8er le CG III e IX ci si riferisce allo SL# =v. 6a(. %.!.III< e gli spostamenti dinterpiano devono essere inferiori ai B! dei limiti in
precedenza indicati.
In caso di coesistenza di diversi tipi di tamponamento o struttura portante nel medesimo piano della costruzione, deve essere
assunto il limite di spostamento pi: restrittivo. @ualora gli spostamenti di interpiano siano superiori a $,$$5 h =caso (<, le
verifiche della capacit2 di spostamento degli elementi non strutturali vanno estese a tutti i tamponamenti, alle tramezzature
interne ed agli impianti.
VERIFICHE DI RESISTENZA 3RES4
"i deve verificare che i singoli elementi strutturali e la struttura nel suo insieme possiedano una capacit2 in resistenza sufficiente
a soddisfare la domanda allo SLV.
La capacit2 in resistenza delle mem(rature e dei collegamenti 7 valutata in accordo con le regole contenute nei capitoli
precedenti, integrate dalle regole di progettazione definite di volta in volta nei successivi paragrafi.
8er le strutture a comportamento dissipativo, la capacit2 delle mem(rature 7 calcolata con riferimento al loro comportamento
ultimo, come definito di volta in volta nei successivi paragrafi.
8er le strutture a comportamento non dissipativo, la capacit2 delle mem(rature 7 calcolata con riferimento al loro
comportamento elastico o sostanzialmente elastico, come definito di volta in volta nei successivi paragrafi.
La resistenza dei materiali pu; essere ridotta =< per tener conto del degrado per deformazioni cicliche, giustificandolo sulla (ase
di apposite prove sperimentali. In tal caso, ai coefficienti parziali di sicurezza sui materiali I
H
si attri(uiscono i valori precisati
nel Cap. 4 per le situazioni eccezionali.
VERIFICHE DI DUTTILIT 3DUT4
Le verifiche di duttilit2 si applicano alle strutture di elevazione degli edifici di calcestruzzo armato, di acciaio e a struttura
prefa((ricata, laddove possa essere esclusa linterazione con gli elementi non strutturali, e ai ponti.
"i deve verificare che i singoli elementi strutturali e la struttura nel suo insieme possiedano una capacit2 in duttilit2&
_ nel caso di analisi lineare, coerente con il fattore di comportamento q adottato e i relativi spostamenti, quali definiti in
%.!.!.!;
_ nel caso di analisi non lineare, sufficiente a soddisfare la domanda in duttilit2 evidenziata dallanalisi.
Del caso di analisi lineare la verifica di duttilit2 si pu; ritenere soddisfatta applicando a tutti gli elementi strutturali, sia primari
sia secondari, le regole specifiche dei dettagli costruttivi precisate nel presente capitolo per le diverse tipologie costruttive; tali
regole sono da considerarsi aggiuntive rispetto a quanto previsto nel cap. 4 e a quanto imposto dalle regole della progettazione in
capacit2, il cui rispetto 7 comunque o((ligatorio per gli elementi strutturali primari delle strutture a comportamento dissipativo.
@ualora non siano rispettate le regole specifiche dei dettagli costruttivi, quali precisate nel presente capitolo, occorrer2 procedere
a verifiche di duttilit2.
8er le sezioni allo spiccato dalle fondazioni o dalla struttura scatolare rigida di (ase di cui al ) %... degli elementi strutturali
verticali primari la verifica di duttilit2, indipendentemente dai particolari costruttivi adottati, 7 necessaria qualora non
diversamente specificato nei paragrafi successivi relativi alle diverse tipologie costruttive.
7.2.;.2 ELEMENTI NON STRUTTURALI 3NS4
VERIFICHE DI STA1ILIT 3STA4
8er gli elementi non strutturali devono essere adottati magisteri atti ad evitare la possi(ile espulsione sotto lazione della ,
a
=v. )
%..!< corrispondente allo SL e alla CG considerati.
200 CAPITOLO 7


7.2.;.2 IMPIANTI 3IM4
VERIFICHE DI FUNZIONAMENTO 3FUN4
8er tutti gli impianti, si deve verificare che gli spostamenti strutturali o le accelerazioni =a seconda che gli impianti siano pi:
vulnera(ili alleffetto dei primi o delle seconde< prodotti dalle azioni relative allo SL e alla CG considerati non siano tali da
produrre interruzioni duso degli impianti stessi.
VERIFICHE DI STA1ILIT 3STA4
8er ciascuno degli impianti principali, i diversi elementi funzionali costituenti limpianto, compresi gli elementi strutturali che li
sostengono e collegano, tra loro e alla struttura principale, devono avere capacit2 sufficiente a sostenere la domanda
corrispondente allo SL e alla CG considerati.
7.4. 7.4. 7.4. 7.4. COSTRUZIONI DI CALCE COSTRUZIONI DI CALCE COSTRUZIONI DI CALCE COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO STRUZZO STRUZZO STRUZZO
7.4.1. 7.4.1. 7.4.1. 7.4.1. GENERALIT" GENERALIT" GENERALIT" GENERALIT"
Del caso di comportamento strutturale non dissipativo, la capacit2 delle mem(rature deve essere valutata in accordo con le
regole di cui al ) 4.., senza nessun requisito aggiuntivo, a condizione che in nessuna sezione si superi il momento resistente
massimo in campo sostanzialmente elastico, come definito al ) 4....!.4.. 8er i nodi trave'pilastro di strutture a comportamento
non dissipativo si devono applicare le regole di progetto relative alla C3 041 contenute nel ) %.4.4.!. 8er le strutture prefa((ricate
a comportamento non dissipativo si devono applicare anche le regole generali contenute nel ) %.4.5.
Del caso di comportamento strutturale dissipativo, la struttura deve essere concepita e dimensionata in modo tale che, sotto
lazione sismica relativa allo SLV, essa dia luogo alla formazione di un meccanismo dissipativo sta(ile fino allo SLC, nel quale la
dissipazione sia limitata alle zone preposte. La capacit2 delle mem(rature e dei collegamenti deve essere valutata in accordo con
le regole di cui dal ) %.. al ) %.!, integrate dalle regole di progettazione e di dettaglio fornite dal ) %.4.4 al ) %.4.6.
Del valutare la capacit2, si pu; tener conto delleffetto del confinamento =v. ) 4.......<, purch? si consideri la perdita dei
copriferri al raggiungimento, in essi, della deformazione ultima di compressione del calcestruzzo non confinato =$,!5><.
9l riguardo, nel valutare la capacit2 degli elementi strutturali, si prefigurano tre possi(ili strategie di progettazione&
.< si trascura leffetto del confinamento;
< si considera leffetto del confinamento per tutti gli elementi strutturali;
!< si considera leffetto del confinamento per tutti gli elementi verticali secondari e per le zone dissipative allo spiccato degli
elementi primari verticali =pilastri e pareti<.
La strategia .< 7 di pi: semplice applicazione, ma pi: conservativa; la strategia < richiede verifiche pi: onerose perch?, di
necessit2, iterative, ma consente un migliore utilizzo dei materiali; la strategia !< rappresenta un compromesso tra le prime due.
Le strutture devono essere progettate in maniera tale che i fenomeni di degrado e riduzione di rigidezza che si manifestano nelle
zone dissipative non pregiudichino la sta(ilit2 glo(ale della struttura.
Eli elementi non dissipativi delle strutture dissipative e i collegamenti tra le parti dissipative ed il resto della struttura devono
possedere una capacit2 sufficiente a consentire lo sviluppo della plasticizzazione ciclica delle parti dissipative.
"e tamponamenti di muratura appositamente progettati come colla(oranti costituiscono parte del sistema strutturale resistente al
sisma, si raccomanda che la loro progettazione e realizzazione siano eseguite in accordo con documenti di comprovata validit2.
7.4. 7.4. 7.4. 7.4.2 22 2. .. . CARATTERISTICHE DEI CARATTERISTICHE DEI CARATTERISTICHE DEI CARATTERISTICHE DEI MATERIALI MATERIALI MATERIALI MATERIALI
7.7.2.: CONGLOMERATO
Don 7 ammesso luso di conglomerati di classe inferiore a C$B5 =v. ) 4..< o LC$B.
7.7.2.2 ACCIAIO
8er le strutture si deve utilizzare acciaio 445$C =v. ) ...!...<.
"i consente lutilizzo di acciai di tipo 445$9, con diametri compresi tra 5 e .$ mm, per le reti e i tralicci nonch? per le staffe per
strutture in C3041 e per strutture a comportamento non dissipativo.
7.4.3. 7.4.3. 7.4.3. 7.4.3. TIPOLOGIE STRUTTURAL TIPOLOGIE STRUTTURAL TIPOLOGIE STRUTTURAL TIPOLOGIE STRUTTURALI E I E I E I E FATTORI DI COMPORTAM FATTORI DI COMPORTAM FATTORI DI COMPORTAM FATTORI DI COMPORTAMENTO ENTO ENTO ENTO
7.7.2.: TIPOLOGIE STRUTTURALI
Le strutture sismo'resistenti in cemento armato previste dalle presenti norme possono essere classificate nelle seguenti tipologie&
_ $%&'%%'&( a %("ai!, nelle quali la resistenza alle azioni sia verticali che orizzontali 7 affidata principalmente a telai spaziali,
aventi resistenza a taglio alla (ase Q 65> della resistenza a taglio totale;
PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE 201
201

_ $%&'%%'&( a a&(%i, nelle quali la resistenza alle azioni sia verticali che orizzontali 7 affidata principalmente a pareti =v. )
%.4.4.5<, aventi resistenza a taglio alla (ase Q 65> della resistenza a taglio totale; le pareti, a seconda della forma in pianta, si
definiscono semplici o composte =v. ) %.4.4.5<, a seconda della assenza o presenza di opportune 0travi di accoppiamento1
duttili distri(uite in modo regolare lungo laltezza, si definiscono singole o accoppiate;
_ $%&'%%'&( )i$%( %("ai!-a&(%i, nelle quali la resistenza alle azioni verticali 7 affidata prevalentemente ai telai, la resistenza alle
azioni orizzontali 7 affidata in parte ai telai ed in parte alle pareti, singole o accoppiate; se pi: del 5$> dellazione
orizzontale 7 assor(ita dai telai si parla di $%&'%%'&( )i$%( (@'i5a"(*%i a %("ai, altrimenti si parla di $%&'%%'&( )i$%(
(@'i5a"(*%i a a&(%i;
_ $%&'%%'&( a (*/!"! i*5(&$!, nelle quali almeno il 5$> della massa 7 nel terzo superiore dellaltezza della costruzione e nelle
quali la dissipazione denergia avviene alla (ase di un singolo elemento strutturale;
_ $%&'%%'&( a (*/!"! i*5(&$! i*%("aia%( )!*!ia*!, nelle quali almeno il 5$> della massa 7 nel terzo superiore dellaltezza
della costruzione, in cui i pilastri sono incastrati in sommit2 alle travi lungo entram(e le direzioni principali delledificio e
nei quali la forza assiale non eccede il !$> della resistenza a compressione della sola sezione di calcestruzzo;
_ $%&'%%'&( /(8!&)abi"i %!&$i!*a")(*%(, composte da telai eBo pareti, la cui rigidezza torsionale non soddisfa ad ogni piano la
condizione r

Bl
s

Q ., nella quale&
r

- raggio torsionale al quadrato 7, per ciascun piano, il rapporto tra la rigidezza torsionale rispetto al centro di rigidezza
laterale e la maggiore tra le rigidezze laterali, tenendo conto dei soli elementi strutturali primari
6
,
ls

- per ogni piano, 7 il rapporto fra il momento dinerzia polare della massa del piano rispetto ad un asse verticale
passante per il centro di massa del piano e la massa stessa del piano; nel caso di piano a pianta rettangolare ls

- =L

g 4

<B.,
essendo L e 4 le dimensioni in pianta del piano.
Gna struttura a pareti, nei termini sopra definiti, 7 da considerarsi come $%&'%%'&a a a&(%i ($%($( /(b!")(*%( a&)a%(
%
se le pareti
sono caratterizzate da unestensione a (uona parte del perimetro della pianta strutturale e sono dotate di idonei provvedimenti
per garantire la continuit2 strutturale cosK da produrre un efficace comportamento scatolare. Inoltre, nella direzione orizzontale
dinteresse, la struttura deve avere un periodo fondamentale, in condizioni non fessurate e calcolato nellipotesi di assenza di
rotazioni alla (ase, non superiore a 6
C
.
7.7.2.2 FATTORI DI COMPORTAMENTO
Il fattore di comportamento q da utilizzare per ciascuna direzione dellazione sismica orizzontale 7 calcolato come riportato nel )
%.!.. e nella ta(ella %.!.II.
9i fini della determinazione del fattore di comportamento q, una struttura si considera a a&(%i a,,!ia%( quando 7 verificata la
condizione che il momento totale alla (ase, prodotto dalle azioni orizzontali, 7 equili(rato, per almeno il $>, dalla coppia
prodotta dagli sforzi verticali indotti nelle pareti dallazione sismica.
Le strutture a pareti possono essere progettate sia in C3191 sia in C3141, mentre le strutture a pareti estese de(olmente armate
solo in C3 041.
Le strutture aventi i telai resistenti allazione sismica realizzati, anche in una sola delle direzioni principali, con travi a spessore
devono essere progettate in C3 141 salvo che tali travi non si possano considerare elementi strutturali 0secondari1.
8er strutture regolari in pianta, possono essere adottati i seguenti valori di L
u
BL
.
&
a) "trutture a telaio o miste equivalenti a telai
' strutture a telaio di un piano L
u
BL
.
- .,.
' strutture a telaio con pi: piani ed una sola campata L
u
BL
.
- .,
' strutture a telaio con pi: piani e pi: campate L
u
BL
.
- .,!
b) "trutture a pareti o miste equivalenti a pareti
' strutture con solo due pareti non accoppiate per direzione orizzontale L
u
BL
.
- .,$
' altre strutture a pareti non accoppiate L
u
BL
.
- .,.
' strutture a pareti accoppiate o miste equivalenti a pareti L
u
BL
.
- .,
8er tipologie strutturali diverse da quelle sopra definite, ove sintenda adottare un valore q h .,5 il valore adottato deve essere
adeguatamente giustificato dal progettista mediante limpiego di analisi non lineari.
7.4.4 7.4.4 7.4.4 7.4.4 DIMENSIONAMENTO E VE DIMENSIONAMENTO E VE DIMENSIONAMENTO E VE DIMENSIONAMENTO E VERIFICA DEGLI ELEMENT RIFICA DEGLI ELEMENT RIFICA DEGLI ELEMENT RIFICA DEGLI ELEMENTI STRUTTURALI I STRUTTURALI I STRUTTURALI I STRUTTURALI PRIMARI E SECONDARI PRIMARI E SECONDARI PRIMARI E SECONDARI PRIMARI E SECONDARI
Le indicazioni successive si applicano solo agli elementi strutturali primari delle strutture in elevazione. 8er essi si eseguono
verifiche di resistenza e di duttilit2 nei modi indicati nel ) %.!.6...
I fattori di sovraresistenza I5d da utilizzare nelle singole verifiche, secondo le regole della progettazione in capacit2, sono
riportati nella 6a(. %..I.

6
8er strutture a telaio o a pareti =purch? snelle e a deformazione prevalentemente flessionale<, r

pu; essere valutato, per ogni piano, riferendosi ai momenti dinerzia


flessionali delle sezioni degli elementi verticali primari.
%
8er le pareti estese de(olmente armate un utile riferimento possono essere le Linee Euida del Consiglio "uperiore dei Lavori 8u((lici.
202 CAPITOLO 7


8er le strutture di fondazione vale quanto indicato nel ) %..5.
8er gli elementi strutturali secondari delle strutture in elevazione vale quanto indicato nel ) %..!.
8er le strutture, o parti di esse, progettate con comportamento strutturale non dissipativo, la capacit2 delle mem(rature soggette
a flessione o pressoflessione deve essere calcolata, a livello di sezione, al raggiungimento della curvatura di prima
plasticizzazione fd di cui al ) %.4.4....
7.7.7.: TRAVI
7.7.7.:.: V(&i8i,?( /i &($i$%(*+a 3RES4
In ogni sezione la capacit2 deve essere superiore o uguale alla corrispondente domanda.
Flessione
La domanda a flessione 7 quella ottenuta dallanalisi glo(ale della struttura per le com(inazioni di carico di cui al ) !..4.
La capacit2 a flessione deve essere valutata come indicato nel ) 4...... sulla (ase delle armature flessionali effettivamente
presenti, compreso il contri(uto di quelle poste allinterno della larghezza colla(orante di eventuali solette piene, se ancorate al di
fuori della campata in esame =vedi ,ig. %.4..<.

Fi#. 7.7.: A Larghezza collaborante delle travi
La larghezza colla(orante 7 da assumersi uguale alla larghezza del pilastro (
c
=vedi ,ig. %.4..a< su cui la trave confluisce, pi:&
' due volte laltezza della soletta da ciascun lato, nel caso di travi confluenti in pilastri interni =vedi ,ig. %.4..(<;
' due o quattro volte laltezza della soletta da ciascun lato in cui 7 presente una trave trasversale di altezza simile, nel caso di
travi confluenti rispettivamente in pilastri esterni o interni =vedi ,ig. %.4..c e %.4..d<.
Del caso di travi perimetrali si considera unicamente la soletta colla(orante dal lato interno.
Taglio
La domanda a taglio, per ciascuna direzione e ciascun verso di applicazione delle azioni sismiche, si ottiene dalla condizione di
equili(rio della trave, considerata incernierata agli estremi, soggetta ai carichi gravitazionali e allazione della capacit2 flessionale
di calcolo nelle due sezioni di plasticizzazione =generalmente quelle di estremit2< determinati come indicato in ) 4...... e
amplificati del fattore di sovraresistenza I
5d
di cui alla 6a(. %..I.
La domanda a taglio, nei casi in cui le cerniere plastiche non si formino nella trave ma negli elementi che la sostengono, 7
calcolata sulla (ase della capacit2 flessionale di calcolo di tali elementi.
8er le strutture in C3141, la capacit2 a taglio 7 valutata come indicato nel ) 4......!.
8er le strutture in C3191, vale quanto segue&
' la capacit2 a taglio si valuta come indicato in ) 4....!, assumendo nelle zone dissipative ctg\ -.;
' se nelle zone dissipative il rapporto tra le domande a taglio, minima e massima, risulta inferiore a '$,5, e se il maggiore tra i
valori assoluti delle due domande supera il valore&
d b f
V
V
2 V
w ctd
max Ed,
min Ed,
R1

|
|

\
|
= *%.4..+
dove b
$
7 la larghezza dellanima della trave e d 7 laltezza utile della sua sezione, allora nel piano verticale di inflessione
della trave devono essere disposti due ordini di armature diagonali, luno inclinato di g45i e laltro di '45i rispetto allasse
della trave. In tal caso, la capacit2 a taglio deve essere affidata per met2 alle staffe e per met2 ai due ordini di armature
inclinate, per le quali deve risultare&
2
f A
V
yd s
max Ed,

*%.4.+
PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE 203
203

dove 9
s
7 larea di ciascuno dei due ordini di armature inclinate.
7.7.7.:.2 V(&i8i,?( /i /'%%i"i%- 3DUT4
La duttilit2 si quantifica mediante il fattore di duttilit2 che, per ciascuno dei parametri a(itualmente considerati =curvatura,
spostamento<, 7 il rapporto tra il valore massimo raggiunto dal parametro in esame e il valore del parametro stesso allatto della
prima plasticizzazione.
@ualora sia necessario verificare =ai sensi del ) %.!.6..< che la struttura possieda una capacit2 in duttilit2, locale e glo(ale,
superiore alla corrispondente domanda si deve operare come segue, riferendosi alla duttilit2 in curvatura =locale< e alla duttilit2
in spostamento =glo(ale<.
La domanda in duttilit2 di curvatura allo SLC nelle zone dissipative, espressa mediante il fattore di duttilit2 in curvatura e
,

qualora non si proceda ad una determinazione diretta mediante analisi non lineare, pu; essere valutata in via approssimata
come&

1 C
C
1 C
1
1,5 (2q 1) per T T
T
1,5 1 2(q 1) per T T
T

= | |

+ <
|

\
*%.4.!+
dove 6
.
7 il periodo proprio fondamentale della struttura.
C

La capacit2 in duttilit2 di curvatura

pu; essere calcolata come indicato al ) 4....!.4..
6ra il fattore di duttilit2 in spostamento e
d
=v. ) %.!.!.!< e il fattore di duttilit2 in curvatura e

sussiste la relazione e

- e
d
'.
=usualmente conservativa per le strutture in c.a.<, mentre tra il fattore di duttilit2 in spostamento e
d
e il fattore di comportamento
q sussistono le relazioni *%.!.A+ =v. ) %.!.!.!<.
7.7.7.2 PILASTRI
7.7.7.2.: V(&i8i,?( /i &($i$%(*+a 3RES4
In ogni sezione la capacit2 deve essere superiore o uguale alla corrispondente domanda.
resso-flessione
8er le strutture in C3 091 e in C3 041 la domanda a compressione non deve eccedere, rispettivamente, il 55> e il 65> della
capacit2 massima a compressione della sezione di solo calcestruzzo, per tutte le com(inazioni considerate.
9i fini della progettazione in capacit2, per ciascuna direzione e ciascun verso di applicazione delle azioni sismiche, per ogni nodo
trave'pilastro =ad eccezione dei nodi in corrispondenza della sommit2 dei pilastri dellultimo piano<, la capacit2 a flessione
complessiva dei pilastri deve essere maggiore della capacit2 a flessione complessiva delle travi amplificata del coefficiente I
5d
,
in accordo con la formula&



Rd b, Rd Rd c,
M M
*%.4.4+
dove&
per il valore di I
5d
si veda la 6a(. %..I;
H
c,5d
7 la capacit2 a flessione del pilastro convergente nel nodo, calcolata per i livelli di sollecitazione assiale presenti nelle
com(inazioni sismiche delle azioni;
H
(,5d
7 la capacit2 a flessione della trave convergente nel nodo.


8
@ualora lirregolarit2 della costruzione sia cosK spiccata da far ritenere necessaria una maggiore cautelativit2 nella stima della domanda in duttilit2 di curvatura,
nelle *%.4.!+ si pu; sostituire il valore di q$ al valore di q.
204 CAPITOLO 7


Fi#. 7.7.2 A %rogettazione in capacit dei pilastri

Della *%.4.4+ si assume il nodo in equili(rio ed i momenti, sia nei pilastri sia nelle travi, tra loro concordi. Del caso in cui i
momenti nel pilastro al di sopra e al di sotto del nodo siano tra loro discordi, al primo mem(ro della formula *%.4.4+ va posto il
momento maggiore in valore assoluto, mentre il minore va sommato ai momenti resistenti delle travi =v. fig. %.4.<.
8er la sezione di (ase dei pilastri del piano terreno si adotta come domanda a flessione il maggiore tra il momento risultante
dallanalisi e la capacit2 a flessione H
c,5d
della sezione di sommit2 del pilastro.
Il confronto capacit2'domanda a presso'flessione pu; essere condotto in maniera semplificata eseguendo, per ciascuna direzione
di applicazione del sisma, una verifica a presso'flessione retta con la capacit2 a flessione del pilastro ridotta del !$>.
Del caso in cui si sia adottato il modello elastico incrudente di fig. 4....a, le capacit2 a flessione H
c,5d
e H
(,5d
si determinano
come specificato nel ) 4.......
Taglio
9i fini della progettazione in capacit2, per ciascuna direzione di applicazione del sisma la domanda a taglio XJd si ottiene
imponendo lequili(rio con i momenti delle sezioni di estremit2 =superiore e inferiore< del pilastro
s
i,d
M
i
i,d
M , determinate come
appresso indicato ed amplificate del fattore di sovraresistenza I
5d
, secondo lespressione&
( )
s i
Ed p Rd i,d i,d
V l M M = + *%.4.5+
dove&
per il valore di I
5d
si veda la 6a(. %..I;
b,Rd
i,d c,Rd
c,Rd
M
M M min(1, )
M
=


7 il momento nella sezione di estremit2 =superiore o inferiore< in corrispondenza della
formazione delle cerniere nelle travi, dove i valori in sommatoria sono quelli impiegati nella
*%.4.4+;

c,Rd
M

7 la capacit2 a flessione nella sezione di estremit2 =superiore o inferiore<;

l
p
7 la lunghezza del pilastro.
Del caso in cui i tamponamenti non si estendano per lintera altezza dei pilastri adiacenti, la domanda a taglio da considerare per
la parte del pilastro priva di tamponamento 7 valutata utilizzando la relazione *%.4.5+, dove laltezza l
p
7 assunta pari
allestensione della parte di pilastro priva di tamponamento.
La capacit2 a taglio delle sezioni dei pilastri 7 calcolata come indicato nel ) 4......!.
7.7.7.2.2 V(&i8i,?( /i /'%%i"i%- 3DUT4
Xale quanto enunciato al ) %.4.4....
7.7.7.2 NODI TRAVE-PILASTRO
"i definisce nodo la zona del pilastro che si sovrappone alle travi in esso concorrenti.
"i distinguono due tipi di nodi&
_ interamente confinati: quando in ognuna delle quattro facce verticali si innesta una trave; il confinamento si considera
realizzato quando, su ogni faccia del nodo, la sezione della trave copre per almeno i !B4 la larghezza del pilastro e, su entram(e
le coppie di facce opposte del nodo, le sezioni delle travi si ricoprono per almeno i !B4 dellaltezza;
_ non interamente confinati& quando non appartenenti alla categoria precedente.
7.7.7.2.: V(&i8i,?( /i &($i$%(*+a 3RES4
Il nodo deve essere progettato in maniera tale da evitare una sua rottura anticipata rispetto alle zone delle travi e dei pilastri in
esso concorrenti.
In ogni nodo la capacit2 a taglio deve essere superiore o uguale alla corrispondente domanda.
La domanda a taglio in direzione orizzontale deve essere calcolata tenendo conto delle sollecitazioni pi: gravose che, per effetto
dellazione sismica, si possono verificare negli elementi che vi confluiscono. In assenza di pi: accurate valutazioni, la domanda a
taglio agente nel nucleo di calcestruzzo del nodo pu; essere calcolata, per ciascuna direzione dellazione sismica, come&
( )
esterni nodi per V f A V
interni nodi per V f A A V
C yd S1 Rd jbd
C yd S2 S1 Rd jbd
=
+ =

*%.4.6+
*%.4.%+
in cui per il valore di I
5d
si veda la 6a(. %..I, 9
s.
ed 9
s
sono rispettivamente larea dellarmatura superiore ed inferiore della
trave e X
C
7 la forza di taglio nel pilastro al di sopra del nodo, derivante dallanalisi in condizioni sismiche.
PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE 205
205

La capacit2 a taglio del nodo 7 fornita da un meccanismo a traliccio che, a seguito della fessurazione diagonale, vede operare
contemporaneamente un meccanismo di taglio compressione ed un meccanismo di taglio trazione. "i devono pertanto soddisfare
requisiti atti a garantire lefficacia dei due meccanismi.
La compressione nel puntone diagonale indotta dal meccanismo a traliccio non deve eccedere la resistenza a compressione del
calcestruzzo. In assenza di modelli pi: accurati, il requisito pu; ritenersi soddisfatto se&

1 h b f V
d
jc j cd jbd
*%.4.C+
in cui
MPa in espresso f con
250
f
1
ck
ck
j
|

\
|
= *%.4.A+
ed L
`
7 un coefficiente che vale $,6 per nodi interni e $,4C per nodi esterni, j
d
7 la forza assiale nel pilastro al di sopra del nodo,
normalizzata rispetto alla resistenza a compressione della sezione di solo calcestruzzo, h
`c
7 la distanza tra le giaciture pi: esterne
delle armature del pilastro, (
`
7 la larghezza effettiva del nodo. @uestultima 7 assunta pari alla minore tra&
a) la maggiore tra le larghezze della sezione del pilastro e della sezione della trave;
b) la minore tra le larghezze della sezione del pilastro e della sezione della trave, am(edue aumentate di met2 altezza della
sezione del pilastro.
8er evitare che la massima trazione diagonale del calcestruzzo ecceda la fctd deve essere previsto un adeguato confinamento. In
assenza di modelli pi: accurati, si possono disporre nel nodo staffe orizzontali di diametro non inferiore a 6 mm, in modo che&

( ) [ ]
ctd
cd d ctd
2
jc j jbd
jw j
ywd sh
f
f f
h b / V
h b
f A

*%.4..$+
in cui i sim(oli gi2 utilizzati hanno il significato in precedenza illustrato, 9
sh
7 larea totale della sezione delle staffe e h
`[
7 la
distanza tra le giaciture di armature superiori e inferiori della trave.
In alternativa, lintegrit2 del nodo a seguito della fessurazione diagonale pu; essere garantita integralmente dalle staffe
orizzontali se&

( ) ( )
( )
sh ywd Rd s1 s2 yd d
sh ywd Rd s2 yd d
A f A +A f 1-0,8 per nodi interni

A f A f 1-0,8 per nodi esterni



*%.4...+
*%.4..+

dove per il valore di I
5d
si veda la 6a(. %..I, 9
s.
ed 9
s
hanno il valore visto in precedenza, j
d
7 la forza assiale normalizzata
agente al di sopra del nodo, per i nodi interni, al di sotto del nodo, per i nodi esterni.
7.7.7.7 DIAFRAMMI ORIZZONTALI
7.7.7.7.: V(&i8i,?( /i &($i$%(*+a 3RES4
Eli orizzontamenti devono essere in grado di trasmettere le forze ottenute dallanalisi, aumentate del !$>.
7.7.7.9 PARETI
"i definisce parete un elemento strutturale di supporto per altri elementi che a((ia una sezione trasversale rettangolare o ad essa
assimila(ile, anche per tratti, caratterizzata in ciascun tratto da un rapporto tra dimensione massima l[ e dimensione minima ([
in pianta l[B([ h 4 =v. fig. %.4.!<. Le pareti possono avere sezione orizzontale composta da uno =parete semplice< o pi: =parete
composta< segmenti rettangolari. "i raccomanda che pareti composte da pi: segmenti rettangolari collegati o che si intersecano
=sezioni a L, 6, G o simili< siano considerate unit2 intere, che consistono di una o pi: anime parallele, o approssimativamente
parallele, alla direzione della forza di taglio sismica agente e di una o pi: flange normali o approssimativamente normali ad essa.
7.7.7.9.: V(&i8i,?( /i &($i$%(*+a 3RES4
La capacit2 deve essere superiore o uguale alla corrispondente domanda.
Del caso di pareti semplici, la verifica di resistenza si esegue con riferimento al rettangolo di (ase avente dimensione maggiore l[
e dimensione minore ([; le pareti si definiscono snelle se il rapporto h[Bl[ h , tozze in caso contrario, essendo h[ laltezza totale
della parete =v. fig. %.4.!< misurata a partire dalla sua (ase
A
.


9
4ase della parete 7 lestradosso del suo piano di fondazione o la sommit2 della struttura scatolare interrata avente diaframmi rigidi e pareti perimetrali. In questultimo
caso la verifica della struttura scatolare di (ase 7 comunque necessaria.
206 CAPITOLO 7




Fi#. 7.7.2 A Sezioni resistenti delle pareti semplici e composte (la freccia indica la direzione del sisma)

Del caso di pareti composte, la verifica di resistenza si esegue considerando la parte di sezione costituita dalle anime parallele, o
approssimativamente parallele, alla direzione dellazione sismica considerata ed assumendo che la larghezza efficace della
flangia su ciascun lato dellanima considerata si estenda, dalla faccia dellanima, del valore minimo tra =v. fig. %.4.!<&
a< la larghezza reale =lf< della flangia;
(< il 5> dellaltezza totale della parete =h[< al di sopra del livello considerato;
c< la met2 della distanza =d< tra anime adiacenti.
6ra pareti sismiche primarie =v. )%..!< 7 permessa, per la singola parete, una ridistri(uzione degli effetti dellRazione sismica fino
al !$>, purch? non si verifichi una riduzione della domanda totale di resistenza delle pareti. "i raccomanda che le forze di taglio
siano ridistri(uite insieme con i momenti flettenti, in modo tale che nelle singole pareti il rapporto tra i momenti flettenti e le
forze di taglio non vari in maniera apprezza(ile. Delle pareti soggette a grandi variazioni dellazione assiale, come per esempio
nelle pareti accoppiate, si raccomanda che i momenti e i tagli siano ridistri(uiti dalle pareti soggette a modesta compressione o a
trazione semplice a quelle soggette a unelevata compressione assiale.
6ra travi di collegamento su piani differenti di pareti accoppiate 7 permessa, per la singola trave, una ridistri(uzione degli effetti
dellazione sismica fino al $>, purch? non vari lazione assiale sismica alla (ase di ogni singola parete.
In mancanza di analisi pi: accurate, la domanda di calcolo nelle pareti pu; essere determinata mediante le procedure
semplificate illustrate nel seguito.
resso-flessione
8er le sole pareti snelle, sia in C3191 sia in C3141, la domanda in termini di momenti flettenti lungo laltezza della parete =linea , di
fig. %.4.4< 7 ottenuta per traslazione verso lalto dellinviluppo del diagramma dei momenti =linea b di fig. %.4.4< derivante dai
momenti forniti dallanalisi =linea a di fig. %.4.4<; linviluppo pu; essere assunto lineare se la struttura non presenta significative
discontinuit2 in termini di massa, rigidezza e resistenza lungo laltezza.
La traslazione deve essere in accordo con linclinazione degli elementi compressi nel meccanismo resistente a taglio e pu; essere
assunta pari ad h
cr
=altezza della zona inelastica dissipativa di (ase<.
PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE 207
207


Fi#. 7.7.7 A &raslazione del diagramma dei momenti flettenti per strutture a pareti e strutture miste

In assenza di analisi pi: accurate, si pu; assumere che laltezza della zona dissipativa hcr al di sopra della (ase della parete, possa
essere valutata rispettando le condizioni seguenti&
h
cr
= max l
w
,h
w
/6
( )
purch h
cr

2 l
w
h
s
per n 6 piani
2 h
s
per n 7 piani


*%.4..!+


dove l[ e h[ hanno il significato mostrato in fig. %.4.!, n 7 il numero di piani della costruzione, hs 7 laltezza li(era di piano.
8er tutte le pareti, la domanda in forza normale di compressione non deve eccedere rispettivamente il !5> in C3191 e il 4$> in
C3141 della capacit2 massima a compressione della sezione di solo calcestruzzo, per tutte le com(inazioni considerate.
Le verifiche devono essere condotte nel modo indicato per i pilastri nel ) %.4.4... tenendo conto, nella determinazione della
capacit2, di tutte le armature longitudinali presenti nella parete.
8er le pareti estese debolmente armate" occorre limitare le tensioni di compressione nel calcestruzzo per prevenire linsta(ilit2
fuori dal piano, secondo quanto indicato nel ) 4....!.A. per i pilastri singoli. "e il fattore di comportamento q 7 superiore a , si
deve tener conto della domanda in forza assiale dinamica aggiuntiva che si genera nelle pareti per effetto dellapertura e chiusura
di fessure orizzontali e del sollevamento dal suolo. In assenza di pi: accurate analisi essa pu; essere assunta pari al S5$> della
domanda in forza assiale dovuta ai carichi gravitazionali relativi alla com(inazione sismica di progetto.
Taglio
8er le pareti si deve tener conto del possi(ile incremento delle forze di taglio a seguito della formazione della cerniera plastica
alla (ase della parete. 9 tal fine, la domanda di taglio di calcolo deve essere incrementata del fattore&
snelle pareti per q
) (T S
) (T S
0,1
M
M
q

q 1,5
1 e
C e
2
Ed
Rd rd

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