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Lineamenti.

Math
Lineamenti.MATH ARANCIONE
COMPOSIZIONE DEL CORSO
Volume 3 ISBN 978-88-538-0527-0
Volume 4 ISBN 978-88-538-0528-7
Complemento C8 - Agraria, agroalimentare e agroindustria ISBN 978-88-538-0538-6
Complemento C9 - Costruzioni, ambiente e territorio ISBN 978-88-538-0539-3
Volume 5 ISBN 978-88-538-0529-4
Per il docente
Strumenti per il docente ISBN 978-88-538-0530-0
Database di esercizi su pen drive USB ISBN 978-88-538-0434-1
P
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Lineamenti.MATH ARANCIONE
Volume 3
Prezzo di vendita al pubblico 28,00
(defiscalizzato 26,92)
P
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3
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9
7
8
-
8
8
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5
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0
G
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t
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e

C
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r
v
i
Questo volume, sprovvisto del tal-
loncino a lato, da considerarsi
copia di SAGGIO-CAMPIONE GRA-
TUITO, fuori commercio (vendita e
altri atti di disposizione vietati: art.
17, c. 2, L. 633/1941). Fuori campo
applicazione I.V.A. (D.P.R. 26/10/72,
n. 633, art. 2, 3 co, lett. d.)
27
3
.Math
Lineamenti
ARANCIONE
3
EDIZIONE
RIFORMA
L
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M
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N
E
Il corso
revisione e semplificazione della teoria
trattazione della goniometria in modo specifico per favorirne luso con gli strumenti topografici
coerenza tra la teoria di base e i Complementi di matematica di indirizzo
esercizi rinnovati nella quantit e nelle tipologie
esercizi di matematica e fisica
schede Matematica e modelli, dedicate allapplicazione di modelli matematici per la risoluzione
dei problemi
On line su www.scuola.com
ZONAMatematica: sito per lerogazione e la valutazione automatica di verifiche (personalizzabili
da parte del docente) e di esercizi interattivi di recupero e potenziamento
nelle risorse web dellopera:
- Laboratorio di matematica con guide ai software ed esercitazioni svolte e proposte (utilizzabili
su computer e sulla LIM)
- English for Math: esercizi guidati in lingua inglese
Paolo Baroncini
Roberto Manfredi
Ilaria Fragni
3
ARANCIONE
Linea MAth_ARANCIO_2_Vol3 22/12/11 10:42 Pagina 1
Simboli utilizzati nel corso
INSIEMI NUMERICI
N insieme dei numeri naturali (zero compreso)
N
+
insieme dei numeri naturali (escluso zero)
Z insieme dei numeri interi
Q insieme dei numeri razionali
R insieme dei numeri reali
R

insieme dei numeri reali positivi


R

insieme dei numeri reali negativi


R

0
insieme dei numeri reali positivi e dello zero
C insieme dei numeri complessi
INSIEMI
appartiene
, non appartiene
[ tale che
esiste
, non esiste
\ per ogni
[ insieme vuoto
_ e` contenuto
e` strettamente contenuto
unione
intersezione
differenza insiemistica
(a ; b) coppia ordinata
prodotto cartesiano
A complementare dellinsieme A
LOGICA
. o, oppure
[ validita` di un predicato
negazione
. e, contemporaneamente
se, allora (implicazione)
se e solo se (doppia implicazione)
== deduzione logica
== condizione necessaria e sufficiente
FUNZIONI
f : A B funzione da A a B
f
1
funzione inversa di f
f g funzione composta di f con g (opera prima la g)
ALGEBRA
= uguale
,= diverso
circa uguale
< minore
maggiore
_ minore o uguale
_ maggiore o uguale
piu` o meno
[x[ valore assoluto di x
X
n
i=1
a
i sommatoria (a
1
a
2
... a
n
)
e numero di Nepero ( 2.718)
pi greco ( 3.14)
i unita` immaginaria (i
2
= 1)
log
a
logaritmo in base a
log logaritmo decimale (log
10
)
ln logaritmo in base e (log
e
)
infinito
INTERVALLI LIMITATI
[a. b[ chiuso
(a. b) aperto
[a. b) chiuso a sinistra e aperto a destra
(a. b[ chiuso a destra e aperto a sinistra
INTERVALLI ILLIMITATI
[a ; ) chiuso a sinistra, illimitato a destra
(a ; ) aperto a sinistra, illimitato a destra
(; a[ chiuso a destra, illimitato a sinistra
(; a) aperto a destra, illimitato a sinistra
GEOMETRIA
// parallelo
l perpendicolare
= coincidente
congruente
=
.
equivalente, equiesteso
- simile
AB misura della lunghezza del segmento AB
v

vettore
TRASFORMAZIONI
o
x
simmetria rispetto allasse x
o
O
simmetria rispetto allorigine
o
P
simmetria rispetto al punto P
o
y
simmetria rispetto allasse y
o
y=x
simmetria rispetto alla bisettrice del primo
e del terzo quadrante
o
r
simmetria rispetto alla retta r
t(a ; b) traslazione di vettore v

(a ; b)
c
h.k
dilatazione di coefficienti h e k
.
o.k
omotetia di rapporto k con centro
nellorigine
r
Cc
rotazione di centro C di un angolo c
TRIGONOMETRIA
rad radianti
senx seno di x
cos x coseno di x
tg x tangente di x
sec x secante di x
csc x cosecante di x
cotg x cotangente di x
arc senx arcoseno di x
arc cos x arcocoseno di x
arc tg x arcotangente di x
ANALISI MATEMATICA
lim
xc
f (x) limite di f (x) per x tendente a c
(finito o infinito)
D[ f (x)[ derivata della funzione f (x)
f
/
(x) (funzione) derivata di f (x)
y
/
derivata della funzione y = f (x)
dy
dx
derivata di y rispetto a x
f
//
(x) derivata seconda di f (x)
f
(n)
(x) derivata di ordine n di f (x)

f (x)dx integrale indefinito di f (x)

b
a
f (x)dx integrale definito da a a b di f (x)
X

n=1
a
n
serie numerica (a
1
a
2
... a
n
...)

b
f (x)dx integrale improprio da b a di f (x)

f (x)dx integrale improprio da a b di f (x)

f (x)dx integrale improprio da a di f (x)


DATI E PREVISIONI
n! fattoriale di n
n
k

coefficiente binomiale n su k
P
n
permutazioni semplici di n elementi distinti
D
n; k
disposizioni semplici di n elementi distinti
di classe k
D
/
n; k
disposizioni con ripetizione di n elementi
distinti di classe k
C
n; k
combinazioni semplici di n elementi
distinti di classe k
C
/
n; k
combinazioni con ripetizione di n
elementi distinti di classe k
A evento contrario dellevento A
o
2
varianza
o deviazione standard

2
indice di contingenza (chi quadrato)
Linea MAth_ARANCIO_2_Vol3 22/12/11 10:42 Pagina 2
ARANCIONE
.Math
Lineamenti
Paolo Baroncini
Roberto Manfredi
3
Linea MA"h_ARANCIO_f!_Vl3 29/11/11 14:34 Pagina 1
Lineamenti.math arancione 3 - Ghisetti e Corvi 2012 De Agostini Scuola S.p.A. - Novara
Propriet letteraria riservata
2012 De Agostini Scuola SpA Novara
1 edizione: gennaio 2012
Printed in Italy
Derive un marchio depositato di Texas Instruments Incorporated
Excel un marchio depositato di Microsoft Corporation
Le fotografie di questo volume sono state fornite da: iStockphoto
LEditore dichiara la propria disponibilit a regolarizzare eventuali omissioni o errori di attribuzione.
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dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dallart. 68, comma 4, della legge 22 aprile 1941
n.633. Le riproduzioni ad uso differente da quello personale potranno avvenire, per un numero di pa-
gine non superiore al 15% del presente volume, solo a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da
AIDRO Corso di Porta Romana, 108 20122 Milano e-mail: segreteria@aidro.org; www.aidro.org
Eventuali segnalazioni di errori, refusi, richieste di chiarimento/funzionamento dei supporti multimediali
o spiegazioni sulle scelte operate dagli autori e dalla Casa Editrice possono essere inviate allindirizzo
di posta elettronica scrivi@scuola.com.
Redattore responsabile: Stefano Parravicini
Tecnico responsabile: Gianluigi Ronchetti
Redazione: Centro Servizi Archeometria srl
Progetto grafico: Daniele Pagliari
Copertina: Daniele Pagliari
Impaginazione: CDC Arti Grafiche
Disegni: La Pulce, CDC Arti Grafiche
Art Director: Nadia Maestri
Si ringraziano il prof. Carlo Bertoni, che ha curato le schede Matematica e modelli,
e il dott. Anteo DAngi, che ha curato le rubriche English for Math.
Stampa: Grafica Veneta S.p.A - Trebaseleghe (PD)
internet: www.ghisettiecorvi.it
e-mail: scrivi@scuola.com
Ristampa:
Anno:
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11
2012 2013 2014 2015 2016 2017
Lineamenti math arancione - Geometri - !ol 3:La"ot 1 29/11/11 11.46 Pagina 1
Lineamenti.math arancione 3 - Ghisetti e Corvi 2012 De Agostini Scuola S.p.A. - Novara
Capitolo 1 Disequazioni algebriche razionali
Nozioni fondamentali sulle disequazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
1 Definizioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
2 Principi di equivalenza. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
Disequazioni di primo e secondo grado intere . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
3 Disequazioni di primo grado . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
4 Disequazioni di secondo grado . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
Disequazioni e regola dei segni. Sistemi di disequazione . . . . . . . . . . . 16
5 Regola dei segni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
6 Sistemi di disequazioni. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
Disequazioni binomie e trinomie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20
7 Disequazioni binomie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20
8 Disequazioni trinomie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21
Esercizi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22
Capitolo 2 Equazioni e disequazioni con valori assoluti
Il concetto di valore assoluto. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 49
1 Definizioni e proprieta` . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 49
2 Risoluzione immediata di casi notevoli. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51
Risoluzione di equazioni e disequazioni con valori assoluti . . . . . . . . . 52
3 Disequazione della forma jfxj < k con k > 0 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 52
4 Disequazione della forma jfxj > k con k > 0 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 52
5 Equazioni e disequazioni con valori assoluti. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 53
Esercizi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 58
Capitolo 3 Disequazioni irrazionali
Disuguaglianze numeriche. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 67
1 Numeri positivi o nulli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 67
2 Numeri di segno qualunque. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 67
Disequazioni irrazionali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 68
3 Dominio di una disequazione irrazionale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 68
4 Risoluzione di una disequazione irrazionale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 69
Disequazioni di tipo

fx
n
p
: gx . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 72
5 Disequazioni di tipo

fx
n
p
: gx con n dispari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 72
6 Disequazioni di tipo

fx
n
p
< gx con n pari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 72
7 Disequazioni di tipo

fx
n
p
> gx con n pari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 73
Disequazioni irrazionali di vario tipo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75
8 Casi generici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75
Esercizi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 77
Capitolo 4 Funzioni
Nozioni fondamentali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 85
1 Definizioni e terminologia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 85
2 Funzioni numeriche e matematiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 86
3 Osservazioni sullespressione analitica di una funzione . . . . . . . . . . . . . . 88
Grafico di una funzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 89
4 Prodotto cartesiano di due insiemi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 89
5 Definizione di grafico di una funzione matematica . . . . . . . . . . . . . . . . . 89
III
Lineamenti.math arancione 3 - Ghisetti e Corvi 2012 De Agostini Scuola S.p.A. - Novara
6 Funzioni pari e dispari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 92
7 Funzioni limitate e periodiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 93
8 Funzioni crescenti e decrescenti in un intervallo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 94
9 Funzioni monoto` ne . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 96
Caratteristiche di una funzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 97
10 Funzioni iniettive, suriettive e biiettive . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 97
11 Funzioni biunivoche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 98
12 Funzioni inverse . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 99
13 Funzioni composte . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 100
Classificazione delle funzioni matematiche. Funzioni algebriche . . . . . 102
14 Funzioni algebriche e trascendenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 102
15 Domini delle funzioni algebriche. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 103
16 Grafici fondamentali di funzioni algebriche. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 104
Esercizi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 105
Esercizi di approfondimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 121
Matematica e modelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 137
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 141
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 143
Capitolo 5 IIll ppiiaannoo ccaarrtteessiiaannoo
Costruzione di un sistema di riferimento. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 147
1 Numeri reali e punti della retta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 147
2 Distanza tra due punti della retta reale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 149
3 Coordinate cartesiane nel piano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 150
4 Quadranti del piano cartesiano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 151
5 Traslazione di un sistema di riferimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 152
6 Distanza tra due punti posti su una parallela a un asse . . . . . . . . . . . . . . 153
7 Misura di un segmento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 155
8 Punto medio di un segmento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 156
9 Baricentro di un triangolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 158
Curve nel piano cartesiano. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 159
10 Equazione cartesiana di un luogo geometrico. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 159
11 Forma implicita ed esplicita dellequazione cartesiana di un luogo . . . . . 161
12 Trasformazione dellequazione cartesiana di un luogo . . . . . . . . . . . . . . 163
13 Intersezioni tra curve. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 164
Esercizi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 166
Capitolo 6 RReettttee nneell ppiiaannoo ccaarrtteessiiaannoo
Rette passanti per lorigine . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 179
1 Equazione in forma esplicita di una retta passante per lorigine . . . . . . . 179
2 Considerazioni sul coefficiente angolare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 181
3 Bisettrici dei quadranti. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 183
4 Coefficienti angolari notevoli. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 183
Rette in posizione generica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 185
5 Equazione in forma esplicita . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 185
IV
Lineamenti.math arancione 3 - Ghisetti e Corvi 2012 De Agostini Scuola S.p.A. - Novara
6 Equazione in forma implicita . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 187
7 Coefficiente angolare della retta passante per due punti . . . . . . . . . . . . 189
Posizione reciproca di due rette . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 191
8 Rette parallele . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 191
9 Rette perpendicolari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 192
10 Posizione reciproca di due rette . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 194
Individuazione di una retta: situazioni notevoli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 195
11 Retta passante per due punti noti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 195
12 Retta passante per un punto con assegnato coefficiente angolare . . . . . 197
13 Distanza di un punto da una retta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 198
Fasci di rette . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 200
14 Fascio improprio di rette . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 200
15 Fascio proprio di rette . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 200
16 Equazione generale di un fascio di rette . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 201
Esercizi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 204
Capitolo 7 Luoghi geometrici notevoli: le coniche
Assi e bisettrici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 229
1 Asse di un segmento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 229
2 Rette bisettrici degli angoli formati da due rette incidenti . . . . . . . . . . . 230
La circonferenza. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 231
3 Circonferenza come luogo geometrico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 231
4 Circonferenza in posizioni particolari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 233
5 Posizione reciproca tra circonferenza e retta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 234
6 Rette tangenti a una conica. Il caso della circonferenza. . . . . . . . . . . . . . 234
7 Determinazione dellequazione di una circonferenza: analisi di alcuni casi 238
La parabola . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 239
8 Parabola come luogo geometrico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 239
9 Parabola di equazione y ax
2
bx c . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 240
10 Parabola con asse parallelo allasse x. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 243
11 Posizione reciproca tra retta e parabola . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 244
12 Determinazione dellequazione di una parabola: analisi di alcuni casi . . . 245
Lellisse. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 248
13 Ellisse come luogo geometrico. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 248
14 Equazione canonica dellellisse con fuochi sullasse x. . . . . . . . . . . . . . . . 249
15 Equazione canonica dellellisse con fuochi sullasse y. . . . . . . . . . . . . . . . 250
16 Eccentricita` dellellisse . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 251
17 Proprieta` dellellisse. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 251
18 Posizione reciproca tra retta ed ellisse. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 253
19 Determinazione dellequazione di unellisse riferita al centro e agli assi . 254
Liperbole . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 255
20 Iperbole come luogo geometrico. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 255
21 Equazione canonica delliperbole con fuochi sullasse x . . . . . . . . . . . . . . 256
22 Proprieta` delliperbole. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 257
23 Equazione canonica delliperbole con fuochi sullasse y . . . . . . . . . . . . . . 260
24 Eccentricita` delliperbole . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 261
Un caso particolare di iperbole . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 262
25 Definizione di iperbole equilatera . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 262
26 Iperbole equilatera riferita al centro e agli assi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 262
27 Iperbole riferita agli asintoti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 264
V
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28 Funzione omografica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 266
29 Determinazione dellequazione di uniperbole riferita al centro e agli assi 267
30 Posizione reciproca tra retta e iperbole . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 267
Sezioni coniche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 270
31 Superficie conica indefinita . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 270
32 Intersezione tra una superficie conica e un piano: le coniche . . . . . . . . . 270
Generalizzazione dellequazione di una conica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 273
33 Formula generale di una conica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 273
34 Numero minimo di coefficienti per lindividuazione di una conica. . . . . . 273
35 Ancora sulle tangenti: le formule di sdoppiamento. . . . . . . . . . . . . . . . . 274
Intersezioni tra coniche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 275
36 Posizioni reciproche tra circonferenze . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 275
Esercizi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 277
Esercizi di approfondimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 323
Matematica e modelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 343
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 348
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 351
Capitolo 8 NNuummeerrii rreeaallii.. PPootteennzzee aa eessppoonneennttee rreeaallee
Definizioni preliminari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 357
1 Approssimazioni di numeri reali. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 357
2 Classi contigue di numeri razionali. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 358
3 Definizione di numero reale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 359
4 Continuita` di R . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 360
Potenze a esponente reale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 361
5 Potenze a esponente razionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 361
6 Teoremi fondamentali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 362
7 Potenze a esponente irrazionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 364
8 Potenze a esponente reale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 365
9 Proprieta` delle potenze a esponente reale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 366
10 Definizione di funzione esponenziale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 366
Esercizi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 368
Capitolo 9 LLaa ffuunnzziioonnee eessppoonneennzziiaallee ee llaa ffuunnzziioonnee llooggaarriittmmiiccaa
Costruzione della curva esponenziale e logaritmica. . . . . . . . . . . . . . . . 375
1 La funzione esponenziale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 375
2 La funzione esponenziale naturale in base e . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 377
3 Il logaritmo di un numero e la funzione logaritmica . . . . . . . . . . . . . . . . 378
4 Proprieta` della funzione logaritmica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 379
5 Applicazioni alla teoria delle funzioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 380
6 Traslazione della curva esponenziale e logaritmica . . . . . . . . . . . . . . . . . 381
Logaritmi e loro proprieta` . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 385
7 Proprieta` fondamentali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 385
8 Logaritmi decimali e logaritmi naturali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 386
9 Logaritmo del prodotto. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 387
VI
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10 Logaritmo del quoziente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 387
11 Logaritmo di una potenza. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 388
12 Cambiamento di base . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 391
Le equazioni fondamentali esponenziale e logaritmica . . . . . . . . . . . . . 393
13 Lequazione esponenziale fondamentale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 393
14 Lequazione logaritmica fondamentale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 395
15 Lequazione logaritmica fondamentale con base incognita . . . . . . . . . . . 396
n Matematica nella storia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 397
Esercizi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 399
Capitolo 10 Equazioni e disequazioni esponenziali e logaritmiche
Equazioni esponenziali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 417
1 Forma canonica dellequazione esponenziale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 417
Disequazioni esponenziali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 421
2 Forma canonica della disequazione esponenziale . . . . . . . . . . . . . . . . . . 421
3 Disequazioni esponenziali risolvibili con i logaritmi . . . . . . . . . . . . . . . . . 424
4 Risoluzione grafica di una disequazione esponenziale . . . . . . . . . . . . . . . 425
Equazioni logaritmiche. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 427
5 Forma canonica dellequazione logaritmica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 427
Disequazioni logaritmiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 430
6 Forma canonica della disequazione logaritmica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 430
Esercizi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 433
Esercizi di approfondimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 453
Matematica e modelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 465
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 469
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 472
Capitolo 11 Goniometria
Angoli e loro misura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 479
1 Angoli orientati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 479
2 Misura di un angolo in gradi e in radianti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 480
Funzioni goniometriche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 482
3 Circonferenza goniometrica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 482
4 Seno e coseno di un angolo. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 484
5 Variazioni e periodicita` del seno e del coseno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 485
6 Definizione di tangente di un angolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 486
7 Variazione e periodicita` della tangente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 487
8 Variabili goniometriche reciproche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 489
9 Angoli notevoli di 45

, 30

e 60

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 489
10 Funzioni goniometriche. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 491
11 Funzioni goniometriche inverse. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 493
12 Relazioni fondamentali tra le funzioni goniometriche. . . . . . . . . . . . . . . 495
13 Valori delle variabili goniometriche, nota una di esse . . . . . . . . . . . . . . . 495
Angoli associati e riduzione al primo quadrante . . . . . . . . . . . . . . . . . . 498
14 Relazioni tra angoli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 498
15 Riduzione al primo quadrante. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 500
VII
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Formule goniometriche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 502
16 Addizione e sottrazione di angoli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 502
17 Formule di duplicazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 506
18 Formule parametriche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 508
19 Formule di bisezione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 508
20 Formule di prostaferesi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 509
21 Formule di Werner . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 511
Equazioni e disequazioni goniometriche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 512
22 Equazioni elementari. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 512
23 Equazioni riducibili a equazioni elementari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 518
24 Equazioni lineari in seno e coseno. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 522
25 Equazioni omogenee di 2 grado in seno e coseno . . . . . . . . . . . . . . . . . 525
26 Disequazioni goniometriche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 527
Esercizi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 534
Capitolo 12 TTrriiggoonnoommeettrriiaa
Relazioni tra lati e angoli di un triangolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 581
1 Oggetto della trigonometria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 581
Triangoli rettangoli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 582
2 Teoremi sul triangolo rettangolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 582
3 Risoluzione di un triangolo rettangolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 584
Applicazioni dei teoremi sul triangolo rettangolo . . . . . . . . . . . . . . . . . 587
4 Area di un triangolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 587
5 Teorema della corda . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 588
Teoremi su triangoli qualsiasi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 589
6 Teorema del coseno o di Carnot . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 589
7 Teorema dei seni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 590
Risoluzione di triangoli qualsiasi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 591
8 Considerazioni generali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 591
9 Risoluzione di un triangolo noti un lato e due angoli . . . . . . . . . . . . . . . 592
10 Risoluzione di un triangolo noti due lati e langolo tra essi compreso . . . . . 592
11 Risoluzione di un triangolo noti due lati e un angolo opposto a uno di essi 593
12 Risoluzione di un triangolo noti i tre lati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 595
13 Problemi di riepilogo. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 596
n Matematica nella storia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 598
Esercizi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 600
Capitolo 13 AApppplliiccaazziioonnii ttrriiggoonnoommeettrriicchhee
Trigonometria e geometria analitica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 627
1 Coefficiente angolare di una retta. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 627
2 Condizioni di parallelismo e di perpendicolarita` tra rette . . . . . . . . . . . . 630
3 Angolo tra due rette incidenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 630
Trigonometria, topografia e geodesia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 632
4 Lunghezza di un segmento verticale con estremo accessibile. . . . . . . . . . 632
5 Lunghezza di un segmento verticale con estremi inaccessibili . . . . . . . . . 633
6 Distanza tra due punti separati da un ostacolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 633
7 Distanza tra due punti entrambi inaccessibili . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 634
VIII
Lineamenti.math arancione 3 - Ghisetti e Corvi 2012 De Agostini Scuola S.p.A. - Novara
Trigonometria e scienze . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 634
8 Calcolo della lunghezza del raggio della Terra . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 634
9 Calcolo della distanza Terra-Luna. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 635
10 Calcolo della distanza Terra-Sole . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 636
Trigonometria e fisica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 637
11 Lavoro di una forza. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 637
12 Moto armonico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 637
13 Risultante di due forze . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 638
14 Condizioni di equilibrio su un piano inclinato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 639
15 Lamina trasparente a facce piane e parallele. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 639
Esercizi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 641
Esercizi di approfondimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 651
Matematica e modelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 664
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 671
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 679
Capitolo 14 Numeri complessi
Numeri immaginari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 687
1 Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 687
2 Unita` immaginaria e numeri immaginari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 687
3 Operazioni con i numeri immaginari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 688
Numeri complessi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 689
4 Definizioni e prime proprieta` . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 689
5 Somma e differenza di numeri complessi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 690
6 Prodotto e quoziente di numeri complessi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 691
7 Equazioni di 2 grado in C. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 692
Rappresentazione geometrica dei numeri complessi . . . . . . . . . . . . . . . 694
8 Piano di Gauss . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 694
9 Rappresentazione vettoriale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 695
10 Vettore associato alla somma di due numeri complessi . . . . . . . . . . . . . . 695
Esercizi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 697
Esercizi di approfondimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 709
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 713
Capitolo 15 Calcolo dei predicati. Principio di induzione
Predicati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 717
1 Enunciato aperto. Predicato. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 717
2 Dominio di un predicato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 717
3 Insieme di verita` di un predicato. Predicati validi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 718
4 Predicati equivalenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 719
Operazioni tra predicati. Formule predicative . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 719
5 Formule predicative . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 719
6 Operazioni logiche e insiemistiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 720
IX
Lineamenti.math arancione 3 - Ghisetti e Corvi 2012 De Agostini Scuola S.p.A. - Novara
7 Implicazione e coimplicazione logica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 721
8 Condizione necessaria e condizione sufficiente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 722
Quantificatori. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 723
9 Quantificatore universale ed esistenziale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 723
10 Negazione di un quantificatore. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 724
Principio di induzione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 724
11 I predicati su N . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 724
Esercizi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 727
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 733
Capitolo 16 SSttaattiissttiiccaa ddeessccrriittttiivvaa
Tabelle semplici, composte, a doppia entrata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 737
1 Richiami . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 737
2 Tabelle semplici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 738
3 Tabelle composte. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 738
4 Tabelle a doppia entrata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 739
Distribuzioni statistiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 739
5 Distribuzioni semplici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 739
6 Distribuzioni congiunte . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 739
7 Distribuzioni condizionate . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 740
8 Distribuzioni marginali. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 740
Regressione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 741
9 Interpolazione matematica e interpolazione statistica . . . . . . . . . . . . . . . 741
10 Il problema della regressione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 742
11 Grado di accostamento. Metodi dei minimi quadrati . . . . . . . . . . . . . . . . 744
12 Regressione lineare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 746
13 Regressione quadratica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 747
14 Regressione esponenziale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 749
Correlazione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 751
15 Il coefficiente di correlazione di Bravais. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 751
Esercizi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 753
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 772
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 775
X
Lineamenti.math arancione 3 - Ghisetti e Corvi 2012 De Agostini Scuola S.p.A. - Novara
XI
Il libro
Far piacere, capire e studiare la matematica ai ragazzi lo scopo
che ci siamo posti quando abbiamo progettato questo corso.
Abbiamo cercato in ogni momento di rendere accessibile il testo
e di favorire la comprensione intuitiva della matematica, senza
rinunciare alla precisione e al rigore che sono necessari per ca-
pire questa materia.
Le schede
Matematica nella storia
Alcune delle tappe pi interessanti della disci-
plina nel corso dei secoli sono raccontate attra-
verso aneddoti, vicende e personaggi.
Entriamo nel testo
La struttura
Il volume organizzato in aree tematiche divise in capitoli. Numerosi box in-
seriti nel testo propongono approfondimenti, errori comuni da evitare o ri-
chiami a conoscenze gi acquisite; altri spiegano letimologia di termini
specifci.
Gli esercizi
Collocati a fne capitolo, seguono lordine degli ar-
gomenti della teoria, elencati in apertura.
La rubrica RICORDIAMO LA TEORIA consente di ri-
passare i concetti fondamentali e avere a portata di
mano le formule pi importanti.
Gli esercizi VERO O FALSO? e i QUESITI A RISPOSTA
MULTIPLA permettono di verifcare padronanza e
comprensione della teoria.
Gli ESERCIZI SVOLTI precedono il passaggio a una
nuova tipologia di esercizio oppure a un livello di
diffcolt ulteriore.
Gli esercizi MATEMATICA E FISICA, MATEMATICA E SITUAZIONI REALI richie-
dono di applicare la matematica a situazioni concrete tratte dalla fsica e
dalla vita quotidiana.
Gli ESERCIZI DI APPROFONDIMENTO, posti alla fne di alcune aree temati-
che, richiedono di padroneggiare i contenuti di tutti i capitoli dellarea. Que-
sti esercizi presentano mediamente un grado di diffcolt superiore.
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Lineamenti.math arancione 3 - Ghisetti e Corvi 2012 De Agostini Scuola S.p.A. - Novara
XII
Entriamo nel testo
English for Math
Linglese applicato sul campo:
in queste pagine sono proposti esercizi
svolti corredati da un glossario.
Laboratorio di matematica
Pagine dedicate allo svolgimento
di esercitazioni con lutilizzo di GeoGebra,
foglio elettronico, Derive.
Risorse on line
Nel sito www.zonamatematica.scuola.com
lo studente dispone di esercizi di recupero
e di potenziamento e di verifche interattive
classifcate per argomento.
Dopo aver concluso la verifca, possibile
controllare lesattezza dei risultati.
Inoltre possibile accedere alle verifche realizzate
appositamente dal docente per la classe.
Laboratorio di matematica
Su www.scuola.com, nellarea dedicata alle risorse
web del testo troverai
guide ai software GeoGebra, foglio elettronico, Derive
esercitazioni svolte
esercizi proposti
English for Math
Ulteriori esercizi svolti oltre a quelli presenti nel testo.
Matematica e modelli - Verso le competenze
Le schede presentano una serie di situazioni e problemi reali
la cui soluzione implica l'utilizzo di conoscenze
e abilit integrate.
Un approccio concreto alla didattica delle competenze
che si affanca ad analoghi esercizi
e problemi presenti nei capitoli del corso.
entriamo arancio_Layout 1 06/12/11 16.22 Pagina 3
Lineamenti.math arancione 3 - Ghisetti e Corvi 2012 De Agostini Scuola S.p.A. - Novara
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Lineamenti.math arancione 3 - Ghisetti e Corvi 2012 De Agostini Scuola S.p.A. - Novara
n
NNoozziioonnii ffoonnddaammeennttaallii ssuullllee ddiisseeqquuaazziioonnii
In questo capitolo rivediamo brevemente le principali definizioni e alcuni concetti fondamentali per lo
studio delle disequazioni algebriche.
1
Definizioni
DEFINIZIONE DISEQUAZIONE
Disuguaglianza tra due espressioni con-
tenenti una o piu` lettere.
Il primo e il secondo membro della disequazio-
ne sono le espressioni che compaiono rispetti-
vamente a sinistra e a destra del simbolo di di-
suguaglianza (>, <, _, _).
Se il primo e il secondo membro sono espressioni algebriche, razionali o irrazionali, parleremo di
disequazioni algebriche.
Le lettere che compaiono in una disequazione possono essere:
v incognite, che rappresentano numeri non determinati. In una disequazione deve comparire alme-
no unincognita;
v parametri, che rappresentano numeri noti, ma il cui valore non e` specificato. Possono non essere
presenti nella disequazione.
Le definizioni e le considerazioni che faremo saranno relative a disequazioni in una sola incognita (di
solito indicata con x).
Se non diremo nulla in contrario, linsieme in cui risolveremo le disequazioni sara` sempre R, cioe` lin-
sieme dei numeri reali.
DEFINIZIONE
Disequazione numerica: non compaiono lettere oltre allincognita.
Disequazione letterale: compare almeno un parametro.
n Nozioni fondamentali sulle disequazioni
n Disequazioni di primo e secondo grado intere
n Disequazioni e regola dei segni. Sistemi di disequazioni
n Disequazioni binomie e trinomie
Capitolo 1
3
Lineamenti.math arancione 3 - Ghisetti e Corvi 2012 De Agostini Scuola S.p.A. - Novara
Disequazione intera: lincognita non compare in alcun denominatore delle frazioni eventual-
mente presenti.
Disequazione frazionaria: lincognita compare al denominatore di almeno una frazione.
Dominio di una disequazione: e` linsieme dei numeri reali che, sostituiti allincognita, tra-
sformano la disequazione in una disuguaglianza che ha significato e che quindi e` o vera o falsa.
Soluzioni di una disequazione: sono i numeri reali che, sostituiti allincognita, trasformano la
disequazione in una disuguaglianza vera.
Indicheremo sempre con S linsieme delle soluzioni di una disequazione e con D il suo dominio; risulta
sempre:
S _ D
In alternativa alla determinazione del dominio di una disequazione e` possibile esprimere le condizioni
di accettabilita` delle soluzioni (C.A.). Nel caso sia S = [, la disequazione e` impossibile.
n Linsieme S delle soluzioni di una disequazione e` , nei casi piu` comuni, un intervallo o ununione di
intervalli. Ricordiamo la classificazione degli intervalli.
intervalli limitati
notazione definizione e rappresentazione grafica
(a; b)
Intervallo aperto di estremi a e b: indica linsieme dei numeri reali maggiori di a e minori di b. La
sua rappresentazione geometrica e` il segmento che ha per estremi i punti che rappresentano i
numeri a e b. Gli estremi a e b non appartengono allintervallo e i punti a essi corrispondenti
non appartengono al segmento che lo rappresenta.
(a; b) = x R[ a < x < b
[a; b[
Intervallo chiuso di estremi a e b: indica linsieme dei numeri reali maggiori o uguali ad a e minori
o uguali a b. La sua rappresentazione geometrica e` il segmento che ha per estremi i punti che
rappresentano i numeri a e b. Gli estremi a e b appartengono allintervallo e i punti a essi
corrispondenti appartengono al segmento che lo rappresenta.
[a; b[ = x R[ a _ x _ b
(a; b[
Intervallo aperto a sinistra e chiuso a destra di estremi a e b: indica linsieme dei numeri reali
maggiori di a e minori o uguali a b. Lestremo a non appartiene allintervallo mentre b vi
appartiene. Il segmento che lo rappresenta contiene lestremo destro, ma non lestremo sinistro.
(a; b[ = x R[ a < x _ b
[a; b)
Intervallo chiuso a sinistra e aperto a destra di estremi a e b: indica linsieme dei numeri reali
maggiori o uguali ad a e minori di b. Lestremo a appartiene allintervallo, mentre b non vi
appartiene. Il segmento che lo rappresenta contiene lestremo sinistro, ma non lestremo destro.
[a; b) = x R[ a _ x < b
4
disequazioni e funzioni
T
E
O
R
I
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Lineamenti.math arancione 3 - Ghisetti e Corvi 2012 De Agostini Scuola S.p.A. - Novara
intervalli illimitati
notazione definizione e rappresentazione grafica
(a ; )
Intervallo illimitato a destra e aperto a sinistra: indica linsieme dei numeri reali maggiori di a.
La sua rappresentazione geometrica e` la semiretta aperta costituita dai punti che seguono il
punto che rappresenta il numero a. Tale punto, origine della semiretta, non appartiene a essa.
(a; ) = x R[ x > a
[a; )
Intervallo illimitato a destra e chiuso a sinistra: indica linsieme dei numeri reali maggiori o
uguali ad a. La sua rappresentazione geometrica e` la semiretta chiusa costituita dai punti che
seguono il punto che rappresenta il numero a. Tale punto, origine della semiretta, appartiene a
essa.
[a; ) = x R[ x _ a
(; a)
Intervallo illimitato a sinistra e aperto a destra: indica linsieme dei numeri reali minori di a. La
sua rappresentazione geometrica e` la semiretta aperta costituita dai punti che precedono il punto
che rappresenta il numero a. Tale punto, origine della semiretta, non appartiene a essa.
(; a) = x R[ x < a
(; a[
Intervallo illimitato a sinistra e chiuso a destra: indica linsieme dei numeri reali minori o uguali
ad a. La sua rappresentazione geometrica e` la semiretta chiusa costituita dai punti che precedono
il punto che rappresenta il numero a. Tale punto, origine della semiretta, appartiene a essa.
(; a[ = x R[ x _ a
(; )
Intervallo illimitato sia a sinistra sia a destra: indica linsieme R dei numeri reali. La sua
rappresentazione geometrica e` lintera retta reale.
(; ) = R
ATTENZIONE!
I simboli e non rappresentano numeri, percio` non avrebbe senso, per esempio, considerare
lintervallo [a; [. La parentesi quadra a destra starebbe a indicare che appartiene allintervallo,
ma cio` non ha significato, perche un intervallo e` un insieme di numeri e il simbolo non rappresenta
un numero.
ESEMPI
1 Classifica le seguenti disequazioni e determinane il dominio.
O
x 2
3

(x 1)
2
4
> x disequazione numerica intera nellincognita x. Il dominio e` R.
O
x 2
x 3
<
1
x
disequazione numerica frazionaria. Il domino e` R 0; 3, cioe` le
condizioni di accettabilita` delle soluzioni sono:
C:A:: x ,= 0 . x ,= 3
O (a 1)x 3a > 1 disequazione letterale intera (x e` lincognita e a il parametro reale).
Il dominio e` R.
5
disequazioni e funzioni
1
.
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O
x m
m5
x < 2m disequazione letterale intera (x e` lincognita e il parametro e` m). In
questo caso per m = 5 la disequazione non ha significato:
C.E.: m ,= 5 (condizione di esistenza della disequazione)
Il dominio della disequazione e` ovviamente R.
O
x 2h
3 k

1
x 2
> 0 disequazione letterale frazionaria dipendente dai parametri reali h
e k. In questo caso avremo:
C.E.: k ,= 3 (condizione di esistenza della disequazione)
C.A.: x ,= 2 (condizione di accettabilita` delle soluzioni della disequazione)
Il dominio della disequazione e` R 2.
2 Determina linsieme delle soluzioni delle seguenti disequazioni.
O x
2
2x 1 > 0
Dopo aver scritto la disequazione nella forma (x 1)
2
> 0, osserviamo che il quadrato di un nu-
mero reale e` sempre positivo, purche il numero non sia zero:
(x 1)
2
> 0 x 1 ,= 0 x ,= 1
La disequazione data e` percio` verificata
per x ,= 1. Linsieme delle soluzioni puo`
essere scritto in una delle seguenti forme:
S = x R[ x ,= 1
S = R 1
S = (; 1) (1; )
O
x
(x 1)
4
_ 0
La disequazione e` frazionaria e la condizione di accettabilita` delle soluzioni e`:
C:A:: x ,= 1
Il denominatore, per x ,= 1, e` sempre positivo e quindi, affinche la frazione sia negativa o nulla, il
numeratore deve essere negativo o nullo. Deve quindi essere x _ 0 ma anche, per la C.A., x ,= 1.
La disequazione data e` quindi verificata per:
x _ 0 . x ,= 1
Linsieme delle soluzioni e`: S = (; 1) (1; 0[.
RICORDA!
Se 2n e` il generico numero pari positivo
(n N
+
) si ha:
x
2n
> 0 x ,= 0
x
2n
_ 0 \x R
x
2n
< 0 nessun valore di x
x
2n
_ 0 x = 0
2
Principi di equivalenza
n Disequazioni equivalenti
Sono disequazioni che hanno lo stesso insieme delle soluzioni S.
n Primo principio di equivalenza delle disequazioni
Se a entrambi i membri si somma o si sottrae uno stesso numero o una stessa espressione
algebrica, sempre definita nel dominio della disequazione data, si ottiene una disequazione
equivalente.
ESEMPI
1 Le disequazioni:
3x
2
7x > x
3
7x 2 e 3x
2
> x
3
2
sono equivalenti. Infatti la seconda si ottiene dalla prima sottraendo a entrambi i membri 7x, che, es-
sendo un monomio, e` definito \x R.
6
disequazioni e funzioni
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Analogamente sono equivalenti le disequa-
zioni:
2x 4 > 3 e 2x > 3 4
sommiamo 4 a entrambi i membri
2 Le disequazioni:
x 1 <
5 x
x
e x 1
5 x
x
< 0
sono equivalenti. Infatti la seconda si ottie-
ne dalla prima sottraendo da entrambi i
membri lespressione
5 x
x
che, nel domi-
nio R 0 della prima disequazione, e`
sempre definita.
Analogamente la disequazione x > 5, di do-
minio R, e` equivalente alla disequazione
x
1
x
2
3
> 5
1
x
2
3
: infatti lespres-
sione
1
x
2
3
e` sempre definita nel dominio
R della prima.
RICORDA!
Come importanti conseguenze del primo
principio di equivalenza delle disequazioni
abbiamo le seguenti regole.
n Se entrambi i membri di una disequa-
zione sono polinomi, e` possibile tra-
sportare un termine da un membro
allaltro, purche gli si cambi il segno.
Infatti cio` equivale a sottrarre da en-
trambi i membri quel termine che, ov-
viamente, puo` essere anche un numero.
n Se entrambi i membri di una disequa-
zione sono polinomi e uno stesso ter-
mine figura in entrambi i membri,
questo puo` essere soppresso.
Infatti cio` equivale a sottrarre quel ter-
mine da entrambi i membri.
ATTENZIONE!
Se lespressione che viene sommata o sottratta a entrambi i membri di una disequazione di dominio D non
e` sempre definita in D, allora il primo principio non e` applicabile. La disequazione che si ottiene puo` percio`
essere oppure non essere equivalente alla data in D.
Per esempio:
v x > 5 e x
1
x 6
> 5
1
x 6
non sono equivalenti
perche x = 6 e` soluzione della prima disequazione ma non della seconda.
v x > 5 e x
1
x 4
> 5
1
x 4
sono equivalenti
come si puo` verificare facilmente.
n Secondo principio di equivalenza delle disequazioni
Moltiplicando o dividendo entrambi i membri per uno stesso numero positivo o per una stessa
espressione algebrica che, nel dominio della disequazione, sia definita e positiva, si ottiene
una disequazione equivalente alla data.
ESEMPIO
Le seguenti coppie di disequazioni sono equivalenti.
x 2
3
<
2x 1
3
e x 2 < 2x 1
abbiamo moltiplicato per 3 entrambi i membri
6(x
2
x) > 8 e 3(x
2
x) > 4
abbiamo diviso per 2 entrambi i membri
7
disequazioni e funzioni
1
.
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x
x
2
1
_
3
2(x
2
1)
e x _
3
2
abbiamo moltiplicato per x
2
1 > 0
entrambi i membri
x
2
(x
4
2) < 4(x
4
2) e x
2
< 4
abbiamo diviso per x
4
2 > 0
entrambi i membri
RICORDA!
Come importanti conseguenze del secondo
principio di equivalenza delle disequazioni
abbiamo le seguenti regole.
n Se in entrambi i membri di una dise-
quazione compare uno stesso fatto-
re numerico positivo, questo puo` es-
sere soppresso.
Infatti cio` equivale a dividere entrambi i
membri per uno stesso numero positivo.
n Se in una disequazione compaiono
coefficienti numerici frazionari, e`
possibile ridurre entrambi i membri
allo stesso denominatore positivo e
sopprimere poi i denominatori.
n Terzo principio di equivalenza delle disequazioni
Moltiplicando o dividendo entrambi i membri per uno stesso numero negativo o per un fattore al-
gebrico, definito e negativo sullo stesso dominio della disequazione, si ottiene una disequazione
equivalente ma con verso di disuguaglianza opposto.
ESEMPIO
Le seguenti coppie di disequazioni sono equiva-
lenti.
1 3x > 5 e 1 3x < 5
abbiamo moltiplicato per 1
entrambi i membri e cambiato
il verso della disequazione
2x 8 < 4x e x 4 > 2x
x
x
2
1
_
1
x
2
1
e x _ 1
abbiamo diviso per 2 entrambi
i membri e cambiato il verso
abbiamo moltiplicato per (x
2
1) < 0
entrambi i membri e cambiato il verso
(x 1)(x
2
4) < 2(x
2
4) e x 1 > 2
abbiamo diviso per (x
2
4) < 0
entrambi i membri e cambiato il verso
RICORDA!
Come conseguenze del terzo principio di equivalenza delle disequazioni si hanno le seguenti regole.
n Si puo` cambiare il segno di entrambi i membri di una disequazione, purche si cambi il verso
del simbolo di disuguaglianza.
Infatti cio` equivale a moltiplicare per 1 entrambi i membri della disequazione.
n Se in entrambi i membri di una disequazione compare uno stesso fattore numerico comune
negativo, questo puo` essere soppresso purche si cambi il verso del simbolo di disugua-
glianza.
Infatti cio` equivale a dividere entrambi i membri della disequazione per un numero negativo.
ATTENZIONE!
Si dice cambiare il verso del simbolo di di-
suguaglianza, ma si dice anche, sia pure
impropriamente, cambiare il verso della
disequazione.
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Le definizioni che seguono si riferiscono al caso di disequazioni algebriche razionali.
n Forma canonica (o normale) di una disequazione intera:
P(x) > 0 P(x) < 0 P(x) _ 0 P(x) _ 0
Il secondo membro deve essere zero e il primo membro deve essere ridotto a un polinomio.
n Forma canonica (o normale) di una disequazione frazionaria:
A(x)
B(x)
> 0
A(x)
B(x)
< 0
A(x)
B(x)
_ 0
A(x)
B(x)
_ 0
Il secondo membro deve essere zero e il primo membro deve essere un rapporto di polinomi, cioe`
una frazione algebrica razionale, con B(x) diverso dal polinomio nullo.
n Grado di una disequazione intera: e` il grado del polinomio P(x) quando la disequazione e` scritta
in forma normale.
n Disequazioni lineari: sono le disequazioni intere di primo grado della forma:
mx q > 0 mx q < 0 mx q _ 0 mx q _ 0 con m ,= 0
n Disequazioni di secondo grado: sono le disequazioni intere di secondo grado della forma:
ax
2
bx c > 0 ax
2
bx c < 0 ax
2
bx c _ 0 ax
2
bx c _ 0 con a ,= 0
OSSERVAZIONE
Se una disequazione non si presenta in forma canonica, la sua riduzione a tale forma si ottiene applicando
opportunamente i principi di equivalenza.
n
DDiisseeqquuaazziioonnii ddii pprriimmoo ee sseeccoonnddoo ggrraaddoo iinntteerree
3
Disequazioni di primo grado
Le disequazioni intere di primo grado, dette anche disequazioni lineari, si possono ricondurre a una
delle seguenti forme:
ax > b ax < b ax _ b ax _ b con a ,= 0
Proponiamo ora, come esempio, lo schema riassuntivo per la risoluzione della disequazione ax > b, al
variare dei parametri a e b in R.
ax > b
a > 0 x >
b
a
S =
b
a
;

a < 0 x <
b
a
S = ;
b
a

a = 0 0 x > b
b < 0 \x R S = R
b = 0 nessuna soluzione S = [
b > 0 nessuna soluzione S = [
Risolviamo ora alcune disequazioni intere, numeriche o letterali.
9
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ESEMPI
1 6 x (x 1)
2
< (3 x)
2
Svolgiamo i calcoli indicati e applichiamo il primo principio di equivalenza:
6 x x
2
2x 1 < 9 6x x
2
x 2x 6x < 9 6 1 9x < 2
Dividiamo entrambi i membri per 9 e cambiamo il verso del simbolo di disuguaglianza (terzo principio):
9x < 2
9x
9
>
2
9
x >
2
9
La disequazione data e` quindi verificata per x >
2
9
.
Linsieme delle soluzioni e` lintervallo S =

2
9
;

.
2
2 x
4

10
3
_
1
3
2x
Riduciamo entrambi i membri al minimo comune denominatore 12 e quindi eliminiamo i denominatori
(secondo principio), svolgendo nel contempo i calcoli indicati nei numeratori:
3(2 x) 4 10
12
_
4 1 12 2x
12
6 3x 40 _ 4 24x
Trasportiamo ora al primo membro i termini contenenti lincognita e al secondo membro i termini noti
(primo principio) e quindi semplifichiamo:
3x 24x _ 4 6 40 21x _ 42
Dividiamo poi entrambi i membri per 21 (secondo principio): x _ 2.
Linsieme delle soluzioni e` quindi S = [2; ).
Potevamo risolvere la disequazione anche moltiplicando subito entrambi i membri per
12 = mcm(4; 3):
12

2 x
4

10
3

_ 12

1
3
2x

3(2 x) 4 10 _ 12
1
3
12 2x
6 3x 40 _ 4 24x
e proseguendo poi come sopra.
3 8(2x 1) 3(2x 3) _ 10(x 1)
Si ha:
16x 8 6x 9 _ 10x 10 16x 6x 10x _ 10 8 9 0 x _ 11
E
`
evidente che, qualunque valore si attribuisca a x, questultima disequazione si trasforma nella disu-
guaglianza 0 _ 11 che e` vera. La disequazione data, equivalente a 0 x _ 11, e` quindi verificata
\x R. Linsieme delle soluzioni e` S = R.
4 (x 2)
3
< x
3
1 6x(x 2)
Si ha:
x
3
6x
2
12x 8 < x
3
1 6x
2
12x 8 < 1
La disequazione data si riduce quindi alla disuguaglianza 8 < 1, che e` falsa indipendentemente dal
valore attribuito alla variabile x. Percio` la disequazione data e` impossibile: S = [.
Si giunge alla stessa conclusione se lultimo passaggio, invece di essere scritto 8 < 1, viene scritto nel-
la forma:
0 x 8 < 1 0 x < 7
5 (a 1)x > 1 con a R
La disequazione data e` letterale e, in questo caso, non possiamo risolvere la disequazione dividendo
subito entrambi i suoi membri per (a 1), cioe` per il coefficiente di x. Infatti tale coefficiente e` une-
spressione letterale contenente il parametro a e tale espressione puo` essere positiva, negativa o nulla
a seconda del valore che assume il parametro a. Occorre quindi distinguere tre casi, cioe` occorre ef-
fettuare una discussione.
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n Primo caso. Se a 1 > 0 a > 1, il coefficiente di x e` positivo e possiamo applicare il secondo
principio di equivalenza:
(a 1)x > 1 x >
1
a 1 secondo principio di equivalenza
n Secondo caso. Se a 1 < 0 a < 1, il coefficiente di x e` negativo e possiamo applicare il terzo
principio di equivalenza:
(a 1)x > 1 x <
1
a 1
terzo principio di equivalenza
cambiamo il verso del simbolo di disuguaglianza
n Terzo caso. Se a 1 = 0 a = 1, il coefficiente di x e` nullo e non e` possibile applicare alcun
principio di equivalenza. Per a = 1 avremo:
(1 1)x > 1 0 x > 1 impossibile
Possiamo cos ` riassumere i risultati ottenuti:
O a > 1 x >
1
a 1
S =

1
a 1
;

O a < 1 x <
1
a 1
S =

;
1
a 1

O a = 1 disequazione impossibile S = [
6 (a
2
1)x > 1 con a R
Contrariamente a quanto visto nel precedente esempio, non e` qui necessaria alcuna discussione. Infatti,
poiche risulta a
2
1 > 0 per qualsiasi a R, possiamo applicare il secondo principio e risolvere subito
la disequazione:
(a
2
1)x > 1 x >
1
a
2
1
, \a R
7
2 x
m5
_ 0 con m R
In questo caso la disequazione, letterale e intera, perde significato per m = 5: la condizione di esisten-
za della disequazione e` quindi:
C:E:: m ,= 5
Per m ,= 5, non conoscendo il segno del denominatore, dobbiamo distinguere due casi.
n Primo caso. Se m5 > 0 m > 5, possiamo applicare il secondo principio di equivalenza:
2 x
m5
_ 0 (m5)
2 x
m5
_ (m5) 0 2 x _ 0 x _ 2
m5>0
n Secondo caso. Se m5 < 0 m < 5, possiamo applicare il terzo principio cambiando il verso
del simbolo di disuguaglianza:
2 x
m5
_ 0 (m5)
2 x
m5
_ (m5) 0 2 x _ 0 x _ 2
m5<0
Riepiloghiamo:
O m = 5 la disequazione perde significato
O m > 5 x _ 2
O m < 5 x _ 2
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x 4
m
2
5
_ 0 con m R
Contrariamente a quanto visto nel precedente esempio, la disequazione esiste \m R: infatti e` sem-
pre m
2
5 > 0. Applicando il secondo principio avremo:
x 4
m5
(m5) _ 0 (m
2
5) x 4 _ 0 x _ 4
La disequazione data e` quindi verificata per x _ 4, qualunque sia il valore del parametro reale m.
4
Disequazioni di secondo grado
n Risoluzione grafica delle disequazioni di secondo grado
Le disequazioni di secondo grado, scritte in forma canonica, si possono risolvere graficamente
rappresentando la parabola di equazione:
y = ax
2
bx c
Per tracciare correttamente la parabola, ai fini della risoluzione della disequazione, si devono de-
terminare gli eventuali punti di intersezione con lasse x, risolvendo lequazione associata:
ax
2
bx c = 0
Si deve ricordare che la parabola, che ha asse di simmetria parallelo allasse y, volge la concavita`
verso lalto o verso il basso a seconda che sia a > 0 o a < 0. Inoltre bisogna tenere presente che se
> 0 la parabola interseca lasse x in due punti distinti, se = 0 la parabola e` tangente allasse x
e se < 0 la parabola non interseca lasse x.
A questo punto:
SAI GIA
`
CHE...
La formula del discriminante di unequazione
di secondo grado e`:
= b
2
4ac
v se nella disequazione compare il simbolo >,
le soluzioni sono le ascisse dei punti della
parabola che si trovano al di sopra dellas-
se x;
v se nella disequazione compare il simbolo <, le soluzioni sono le ascisse dei punti che si trovano al
di sotto dellasse x;
v se il simbolo di disuguaglianza e` _ o _, si considerano anche i punti di intersezione della para-
bola con lasse x.
Lo schema seguente riepiloga i casi.
primo
coeff.
discr.
grafico di
y = ax
2
bx c
ax
2
bx c > 0 ax
2
bx c _ 0 ax
2
bx c < 0 ax
2
bx c _ 0
a > 0
> 0
x < x
1
. x > x
2
x _ x
1
. x _ x
2
x
1
< x < x
2
x
1
_ x _ x
2
= 0
x ,= x
1
= x
2
qualunque
valore di x
nessun
valore di x
x = x
1
= x
2
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primo
coeff.
discr.
grafico di
y = ax
2
bx c
ax
2
bx c > 0 ax
2
bx c _ 0 ax
2
bx c < 0 ax
2
bx c _ 0
< 0
qualunque
valore di x
qualunque
valore di x
nessun
valore di x
nessun
valore di x
a < 0
> 0
x
1
< x < x
2
x
1
_ x _ x
2
x < x
1
. x > x
2
x _ x
1
. x _ x
2
= 0
nessun
valore di x
x = x
1
= x
2
x ,= x
1
= x
2
qualunque
valore di x
< 0
nessun
valore di x
nessun
valore di x
qualunque
valore di x
qualunque
valore di x
Come sai, ci si puo` limitare a considerare il caso a > 0. Infatti, data una disequazione di secondo
grado in forma canonica, il cui coefficiente a sia negativo, si puo` cambiare il segno di entrambi i
membri della disequazione, purche si cambi il verso del simbolo di disuguaglianza: in tal modo si
ottiene una disequazione equivalente in cui vale a > 0.
n Risoluzione algebrica delle disequazioni di secondo grado
Gli stessi risultati dello schema precedente possono essere trovati risolvendo la disequazione con
considerazioni di tipo algebrico.
discriminante
primo coefficiente
e verso del simbolo
di disuguaglianza
ax
2
bx c > 0
ax
2
bx c < 0
ax
2
bx c _ 0
ax
2
bx c _ 0
soluzioni soluzioni
> 0
concordi x < x
1
. x > x
2
x _ x
1
. x _ x
2
discordi x
1
< x < x
2
x
1
_ x _ x
2
= 0
concordi qualunque x ,= x
1
= x
2
qualunque x
discordi nessuna x = x
1
= x
2
< 0
concordi qualunque x qualunque x
discordi nessuna nessuna
v I valori di x tali che x
1
< x < x
2
sono i valori di x interni allintervallo (x
1
; x
2
) delle radici.
v I valori di x tali che x < x
1
. x > x
2
sono quelli esterni allintervallo delle radici.
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n Segno del trinomio di secondo grado f (x) = ax
2
bx c
Possiamo sintetizzare tramite il seguente schema.
v > 0

f (x) ` e concorde con a per x < x


1
. x > x
2
f (x) ` e discorde con a per x
1
< x < x
2
v = 0 f (x) e` concorde con a per x ,= x
1
= x
2
v < 0 f (x) e` concorde con a per qualsiasi x R
ESEMPI
1 Risolvi graficamente la disequazione:
x
2
5x 6 > 0
Dobbiamo determinare i punti della parabola di equazione:
y = x
2
5x 6 1
che si trovano nel semipiano delle ordinate positive (lasse x e`
escluso). Tale parabola incontra lasse x nei punti la cui ascis-
sa si ottiene ponendo y = 0 nellequazione m
h1 :
x
2
5x 6 = 0 x = 6 . x = 1
I punti cercati sono dunque A(6; 0) e B(1; 0); la concavita`
della parabola e` rivolta verso lalto (FIGURA 1).
O
I punti della parabola che si trovano nel semipiano delle ordi-
nate positive sono quelli che hanno ascissa minore di 6 o maggiore di 1, cioe` quelli per cui si ha:
x < 6 . x > 1
Pertanto linsieme delle soluzioni e` lunione di due intervalli aperti e illimitati: S = (; 6) (1; ).
2 Risolvi algebricamente la disequazione:
x
2
3x 2 _ 0
Il discriminante del trinomio x
2
3x 2 e`:
= (3)
2
4 1 2 = 1 > 0
Lequazione associata e` x
2
3x 2 = 0. Risolviamola:
x
2
3x 2 = 0
x
1
= 1
x
2
= 2
In questo caso abbiamo > 0, a = 1 > 0 discorde con il verso del simbolo della disuguaglianza (_).
La disequazione data e` quindi verificata per valori di x interni allintervallo (x
1
; x
2
) delle radici e anche
per i valori x = x
1
e x = x
2
: 1 _ x _ 2.
Linsieme delle soluzioni e` S = [1; 2[.
3 Risolvi le disequazioni:
x
2
6x 9 > 0 x
2
4x 4 _ 0
Osserviamo che ciascuno dei due trinomi di secondo grado al primo membro ha il discriminante nullo.
Nel caso = 0 e` di solito utile ragionare come segue.
n x
2
6x 9 > 0 (x 3)
2
> 0 x 3 ,= 0 x ,= 3
Linsieme delle soluzioni e` quindi S = R 3.
n x
2
4x 4 _ 0 x
2
4x 4 _ 0 (x 2)
2
_ 0 x 2 = 0 x = 2
Linsieme delle soluzioni e` percio` S = 2.
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4 Risolvi le disequazioni:
2x
2
x

11
_
> 0 3x
2
x 4 _ 0
In entrambi i casi si ha < 0. Procediamo per via algebrica:
n 2x
2
x

11
_
> 0 \x R S = R;
< 0; a = 2 > 0 concorde con
il verso del simbolo di disuguaglianza
n 3x
2
x 4 _ 0 nessuna soluzione S = [.
< 0; a = 3 > 0 discorde con
il verso del simbolo di disuguaglianza
La disequazione e` quindi impossibile.
In generale e` bene osservare che se < 0, il trinomio ax
2
bx c non puo` mai assumere, per alcun
valore di x, il valore zero.
5 Risolvi la disequazione letterale:
x
2
3(1 a)x 2a
2
5a 2 > 0 con a R
Con facili calcoli otteniamo:
O = (a 1)
2
e quindi = 0 per a = 1 e > 0 per a ,= 1;
O le radici del trinomio di secondo grado al primo membro sono le seguenti:
a 2 e 2a 1
Confrontiamo le due radici; per esempio, chiediamoci per quali valori di a risulti 2a 1 > a 2. Avremo:
2a 1 > a 2 a > 1
Distinguiamo quindi tre casi.
n Primo caso. a < 1
In questo caso 2a 1 < a 2 e poiche > 0 e il primo coefficiente (1 > 0) e` concorde con il ver-
so del simbolo di disuguaglianza, la disequazione e` verificata per x < 2a 1 . x > a 2.
x
1
x
2
n Secondo caso. a = 1
In questo caso si ha = 0 e x
1
= x
2
= 3 e la disequazione data assume la forma:
x
2
6x 9 > 0 (x 3)
2
> 0 x ,= 3
n Terzo caso. a > 1
In questo caso a 2 < 2a 1 e poiche > 0 e il primo coefficiente e` concorde con il verso del
simbolo di disuguaglianza, la disequazione e` verificata per x < a 2 . x > 2a 1.
x
1
x
2
SAI GIA
`
CHE...
v Se > 0 ax
2
bx c = a(x x
1
)(x x
2
)
dove x
1
e x
2
sono le due radici distinte del trinomio di secondo grado.
v Se = 0 ax
2
bx c = a(x x
1
)
2
dove x
1
e` la radice doppia del trinomio.
v Se < 0# il trinomio ax
2
bx c
e` irriducibile, cioe` non e` scomponibile in fattori di primo grado.
Pertanto una disequazione di secondo grado in forma canonica con = 0 puo` sempre essere
trasformata in una equivalente, sempre in forma canonica, il cui primo membro e` il quadrato
di un binomio.
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n
DDiisseeqquuaazziioonnii ee rreeggoollaa ddeeii sseeggnnii.. SSiisstteemmii ddii
ddiisseeqquuaazziioonnii
5
Regola dei segni
n Risoluzione di una disequazione con la regola dei segni
La regola dei segni del prodotto o del quoziente di due o piu` numeri si applica per risolvere:
v disequazioni intere, in forma normale, cioe` del tipo:
P(x) > 0 P(x) < 0 P(x) _ 0 P(x) _ 0
dove P(x) e` un polinomio di grado superiore al primo, scomponibile in fattori di cui si sappia
studiare il segno;
v disequazioni frazionarie, in forma normale, cioe` del tipo:
A(x)
B(x)
> 0
A(x)
B(x)
< 0
A(x)
B(x)
_ 0
A(x)
B(x)
_ 0
dove A(x) e B(x) sono polinomi di grado superiore o uguale al primo, scomponibili in fattori di
cui si sappia studiare il segno.
OSSERVAZIONE
Se la disequazione e` frazionaria occorre porre le condizioni di accettabilita` delle soluzioni, perche non de-
vono mai essere inclusi tra le soluzioni i valori che annullano il denominatore B(x).
ESEMPI
1
2
x 3
_ 0
La disequazione e` frazionaria (C.A.: x ,= 3) ed e` gia` scritta in forma normale. Osserviamo che la frazio-
ne
2
x 3
non puo` mai essere uguale a 0 per alcun valore di x poiche il suo numeratore, cioe` 2, non
puo` annullarsi. Applichiamo dunque la regola dei segni: poiche la frazione deve risultare positiva e il
numeratore e` sempre negativo, il denominatore deve risultare negativo; avremo quindi:
2
x 3
_ 0
2
x 3
> 0 x 3 < 0 x < 3
2 2 _
3
x 1
La disequazione e` frazionaria (C.A.: x ,= 1) ma non e` scritta in forma canonica. Ricerchiamo quindi la
forma canonica equivalente:
2 _
3
x 1
2
3
x 1
_ 0
2(x 1) 3
x 1
_ 0
2x 2 3
x 1
_ 0

2x 5
x 1
_ 0
Studiamo il segno del numeratore e del denominatore della frazione al primo membro:
O N > 0 2x 5 > 0 x >
5
2
;
O D > 0 x 1 > 0 x > 1.
Dallo schema (FIGURA 2) utilizzato per evi-
denziare lapplicazione della regola dei se-
gni risulta che la disequazione e` verificata
per 1 < x _
5
2
.
16
disequazioni e funzioni
T
E
O
R
I
A
Lineamenti.math arancione 3 - Ghisetti e Corvi 2012 De Agostini Scuola S.p.A. - Novara
Infatti la frazione
2x 5
x 1
e` negativa per 1 < x <
5
2
ed e` uguale a 0 per x =
5
2
. Osserva che per x = 1
la frazione perde significato.
3 x
3
4x
2
x 6 > 0
Detto P(x) il polinomio al primo membro, osserviamo che P(1) = 0 e quindi P(x) e` divisibile, per il
teorema di Ruffini, per (x 1). Eseguendo la divisione si trova che risulta P(x) = (x 1)(x
2
5x 6).
La disequazione data diventa:
(x 1)(x
2
5x 6) > 0
A B
Studiamo il segno dei fattori A e B e ricerchiamo poi i valori di x per i quali vale A B > 0.
O A > 0 x 1 > 0 x > 1;
O B > 0 x
2
5x 6 > 0 x < 2 . x > 3.
x
1
= 2; x
2
= 3
Dallo schema (FIGURA 3) possiamo de-
durre che la disequazione data e` veri-
ficata per:
1 < x < 2 . x > 3

4
(x
2
2x 1)(x 3)
x
2
x 2
< 0
Deve essere x
2
x 2 ,= 0 x ,= 1 . x ,= 2 (C.A.).
Poniamo A = x
2
2x 1, B = x 3, C = x
2
x 2 e, applicando la regola dei segni, ci chiediamo
per quali valori di x risulti
A B
C
< 0.
A > 0 (x 1)
2
> 0 x ,= 1
B > 0 x 3 > 0 x > 3
C > 0 x
2
x 2 > 0 x < 1 . x > 2
Dallo schema (FIGURA 4) deduciamo che la disequazione data e` verificata per:
x < 3 . 1 < x < 1 . 1 < x < 2
Le soluzioni si possono anche esprimere nella forma:
x < 3 . (1 < x < 2 . x ,= 1)
ATTENZIONE!
Come ricorderai, per studiare il segno di un fattore (in questo caso, ciascun termine della fra-
zione) abbiamo convenuto di studiarne sempre la positivita` e cio` indipendentemente dal verso
della disequazione scritta in forma canonica.
17
disequazioni e funzioni
1
.
D
I
S
E
Q
U
A
Z
I
O
N
I
A
L
G
E
B
R
I
C
H
E
R
A
Z
I
O
N
A
L
I
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