Sei sulla pagina 1di 34

NELLO BARILE

Introduzione ai media e sociologia dei processi culturali


Corso di Laurea in Relazioni pubbliche e comunicazione dimpresa Libera Universit di Lingue e comunicazione IULM Anno Accademico 2013/2014

Obiettivi del Corso


Ricosturire le tappe evolutive dellindustria culturale dallo sviluppo dei media tradizionali a quelli digitali, attraverso lanalisi dei principali modelli teorici e delle innovazioni tecno-comunicative.

Modalit didattica
Il Corso si svolger principalmente sotto forma di lezioni frontali che saranno completate dall'attivit seminariale, svolta da testimoni aziendali, e dalle presentazioni di nuove uscite editoriali inerenti alle tematiche affrontate in aula.

Modalit desame
La verifica si basa su un colloquio con il docente sui temi del corso e sui libri di testo obbligatori.

Articolazione della didattica (1)


La prima parte del Corso introdurr allo studio delle teorie classiche sulla comunicazione di massa e delle riflessioni eterodosse che hanno offerto uno sguardo alternativo sulla comunicazione. Nella seconda fase saranno prese in esame questioni pi mirate come: 1)! il passaggio dai vecchi media ai nuovi media; 2)! Il rapporto tra la moda e le altre espressioni della comunicazione.

Articolazione della didattica (2): discussione dei libri di testo rispetto allorganizzazione del calendario accademico

Testo in italiano

Testi obbligatori 1) N. Barile, T. Vagni, Comunicazione come consumo. Teorie, modelli e pratiche nello studio dei media. Milano, Bevivino Editore 2012. 2) L. Rainie e B. Wellman, Networked. Il nuovo sistema operativo sociale, Milano, Guerini, 2012. 3) M. Pireddu, M. Serra (a cura di). Mediologie. Una disciplina attraverso i suoi classici, Napoli, Liguori, 2012. 4) N. Barile, Sistema moda. Oggetti strategie e simboli: dalliperlusso alla societ low cost, Milano, Egea, 2011. Testi consigliati A. Abruzzese, Forme estetiche e societ di massa, Marsilio, Venezia, 1973 J. Baudrillard, Il delitto perfetto. La televisione ha ucciso la realt?, Milano, Raffaello Cortina, 1996 P. Breton, Lutopia della comunicazione: il mito del villaggio planetario, Torino, UTET libreria, 1996 F. Capra, Il punto di svolta. Scienza, societ e cultura emergente, Milano, Feltrinelli, 1984 E. Fiorani, La nuova condizione di vita. Lavoro, corpo, territorio, Lupetti, Milano 2003 C. Formenti, a cura, Aut Aut, Web 2.0. Un nuovo racconto e i suoi dispositivi, n. 347, luglio-settembre 2010 M. Foucault, La volont di sapere. Storia della sessualit 1, Milano, Feltrinelli, 1978 H. Jenkins, Cultura convergente, Milano, Apogeo, 2007 V. Mayer-Schnberger, Delete. Il diritto alloblio nellera digitale, Milano, Egea, 2010 L. Manovich, Software culture, Milano, Olivares, 2010

Le cinque dicotomie che descrivono il cambiamento


Categoria Ambito di pertinenza (tendenziale) Struttura (Processi produttivi e organizzativi) Sovrastruttura (Processi culturali e comunicativi) Geopolitica e nuove forme di potere Cibernetica, interazione uomo/macchina e biotecnologie

1) Industriale/Postindustriale 2) Fordismo/Postfordismo (Macchina -> Sistema) 3) Moderno/Postmoderno (Societ e comunicazioni di massa -> Societ delle reti) 4) Globale/Glocale (Universalismo -> relativismo culturale) 5) Umano/Postumano (Antropocentrismo -> ?)

1) Industriale vs Postindustriale

La Rivoluzione industriale innescata nel1785 dallinvenzione del telaio meccanico da pare di Edmund Cartwright.

La societ industriale

La metropoli e le grandi Esposizioni universali

Le esposizioni universali sono luoghi di pellegrinaggio al feticcio della merce (W. Benjamin)

Genesi e sviluppo della societ industriale

La fine del XIX secolo un periodo che corona un secolo di prodigiosi sforzi scientifici ed economici, una nuova era di cui i sapienti e i filosofi profetizzano la grandezza , nella quale la realt superer i nostri sogni e fantasie (Atti preparatori dell'Esposizione universale del 1900)

Il rapporto produzione/consumo secondo K. Marx

Nellintroduzione ai Lineamenti fondamentali della critica delleconomia politica 1857-1858 detti sinteticamente Grundrisse, sono presenti tre linee interpretative che consentono allo studioso di analizzare o addirittura prevedere lo sviluppo del sistema capitalistico: 1) Quello gerarchico tra i due livelli, al vertice della quale sta la produzione mentre alla base collocato il consumo (Industriale). 2) la produzione una forma di consumo e, viceversa, il consumo una forma di produzione (il che a ben vedere anticipa alcuni aspetti del Postfordismo). 3) Il Finish del consumo che conferisce significato alla produzione come ultimo anello della catena del valore e come momento che conferisce alla produzione un aspetto umano e creativo (che potrebbe essere assimilato al concetto di Prosumer)

Il finish del consumatore


(Senza consumo)!la produzione sarebbe priva di scopo (zwecklos). In un doppio senso il consumo produce la produzione, 1) in quanto solo nel consumo il prodotto effettivamente se stesso, ad es., un abito diviene effettivamente un abito, quando viene indossato; una casa, che non sia abitata, di fatto non per nulla effettivamente una casa. Il consumo d al prodotto - in quanto lo dissolve - il tocco finale [!]. Il consumo produce la spinta (Trieb) alla produzione; esso fornisce anche la materia che attiva nella produzione, in quanto ne determina lo scopo. Il consumo fornisce le materie alla produzione in una forma ancora soggettiva. Senza bisogno, nessuna produzione. Ma il consumo riproduce il bisogno. [...] Il materiale artistico - cos come ogni altro prodotto - costruisce un senso artistico ed un pubblico capace di godimento artistico.

La societ industriale e il fordismo-taylorismo


Societ industriale

FordismoTaylorismo

Il fordismo-taylorismo come modello organizzativo caratteristico della societ industriale

Il fordismo-taylorismo come modello organizzativo caratteristico della societ industriale

Il successo del taylorismo e delle industrie automobilistiche segn lapice della societ industriale: quella societ centrata sulla produzione in serie di beni materiali, che era stata preparata nel seicento da Bacone, Cartesio e Newton, e che era maturata durante tutto lOttocento sotto la spinta delle idee illuministiche, delle rivoluzioni borghesi, del colonialismo, del progresso tecnologico. La societ industriale fondava il proprio sistema su principi come: -! -! -! -! il razionalismo, la standardizzazione dei prodotti e dei processi la sincronizzazione dei tempi di lavoro e di vita, lefficienza, laccentramento piramidale dei poteri, leconomia di scala.

La produzione avveniva principalmente nelle unit di luogo e di tempo della fabbrica industriale dove proprietari e proletari coesistevano e si scontravano (Domenico De Masi 2003).

Il fordismo-taylorismo come modello organizzativo caratteristico della societ industriale

1 Il nostro primo passo scrive Taylor la selezione scientifica dei lavoratori (ivi. p. 40). Egli partiva dalla granitica convinzione che ogni lavoratore abbia propensione a una particolare attivit, e la direzione illuminata della fabbrica deve essere in grado di saperla individuare per il bene dellimpresa e dello stesso lavoratore. 2 Il secondo precetto era basato sullanalisi scientifica dellinterazione delluomo con la macchina, al fine di ridurre il tempo di lavoro e rendere pi efficiente il ciclo produttivo. Bisognava quindi individuare una one best way che permettesse di evitare inutili sprechi di tempo. 3 Il terzo ed ultimo precetto di Taylor era rivolto alla direzione che doveva abbandonare il procedimento empirico nellanalisi del lavoro, per fare ricorso invece a solide basi scientifiche.

Il fordismo-taylorismo come modello organizzativo caratteristico della societ industriale

Gli americani possono acquistare qualsiasi modello di auto, purch si tratti di una Ford modello T, nera Henry Ford

Lingegneria sociale del consumo di E. E. Calkins


Consumer engenering means shaping a product to fit more exactly consumers' needs!or anyplans which stimulates the consumption of goods

Lepoca della Diffusione: il modello piramidale

La societ postindustriale e lorganizzazione postfordista

Societ postindustriale

Postfordismo/ Toyotismo

Postfordismo come Toyotismo


!Toyoda, colpito dallo spreco provocato dai danni prodotti all'intero scampolo di tessuto se solo una delle spole del telaio funziona in modo difettoso, progett dei telai muniti di dispositivi che permettevano l'arresto automatico della macchina in caso danomalie (in pratica l'incidente pi corrente era la rottura del filo).[...] Si tratta di un elemento destrema importanza poich si tratter sia di dispositivi automatici introdotti nel cuore delle macchine che di dispositivi organizzativi legati all'esecuzione del lavoro umano. Questi ultimi saranno allora definiti come delle procedure di autoattivazione (B. Coriat, Ripensare lorganizzaizone del lavoro, 1993).

Toyota founder - Kiichiro Toyoda

Ancora negli anni Ottanta, alcuni studi di economisti e sociologi giapponesi tradotti in inglese passarono pressoch inosservati[21]. Per parte sua, il libro del massimo ideatore e propagatore del verbo toyotista, Tai'ichi Ohno[22], stato tradotto e diffuso in Occidente solo alla vigilia di questo decennio, quando il mondo industriale giapponese diventava uno dei terreni privilegiati di riflessione sulla produttivit industriale.

F. Gambino (1997) riferito allopera di B. Coriat

Postfordismo come Toyotismo

Toyota founder - Kiichiro Toyoda

Postfordismo come Toyotismo

Toyota founder - Kiichiro Toyoda

Ohno definisce il sistema americano:

La societ Postindustriale
Daniel Bell nel celebreThe Coming of Postindustrialization society (1973), annunciava lavvento di un tipo nuovo di societ segnata da: 1) la terziarizzazione delloccupazione ovvero il passaggio dalla produzione di beni al primato delleconomia dei servizi; 2) la progressiva crescita del terziario superiore a carattere collettivo: trasporti, acqua, gas, commercio, banche, assicurazioni, salute, istruzione, ambiente, pubblica amministrazione; 3) la preminenza della classe dei professionisti e dei tecnici e di attivit professionali centrate sulla conoscenza e sullinformazione; 4) la centralit del sapere teorico, generatore dellinnovazione 5) la gestione dello sviluppo tecnico e il controllo normativo della tecnologia; 6) la modifica radicale delle strutture di classe (declino classe operaia), dei valori (centralit dei valori sociali, dellequit) e dei sistemi di gestione.

Sistema vs Macchina

1) Modello scientifico dominante; 2) Consenso di una comunit scientifica (Scienza rivoluzionaria vs scienza normale in Kuhn); 3) Puzzle solving. Non vi pu essere alcun dubbio che gli spazi interplanetari e interstellari non siano vuoti ma occupati da una sostanza o corpo materiale che certamente il pi vasto e probabilmente il pi uniforme di cui abbiamo una qualche conoscenza... (J. C. Maxwell Enciclopedia Britannica vol. 8, 1878)

Sistema vs Macchina

Sistema vs Macchina

Sistema vs Macchina

Femminile versus maschile

Sistema versus Macchina

Sistema vs Macchina
Caratteristiche del sistema
1) complessit; 2) totalit; 3) apertura; 4) immanenza; 5) ubiquit (EPR); 6) interdipendenza (connettivit, reticolarit); 7) omeostasi (auto-organizzazione); 8) complementarit (Principio dindeterminazione); 9) isomorfismo;

Dal concetto di sistema al concetto di rete

2) Moderno/Postmoderno

Modernit=Storia=Realt(=identit)
Una certa lentezza (cio una certa velocit, ma non troppo) una certa distanza, ma non troppo, una certa liberazione (energia di rottura e di cambiamento), ma non troppo, sono necessarie perch si produca quella sorta di condensazione, di cristallizzazione significativa degli eventi che prende il nome di storia, quella sorta di dispiegamento coerente delle cause e degli effetti che chiamiamo il reale(Baudrillard 1993:9-10).

2) Moderno/Postmoderno

La modernit dal punto di vista della mediologia

La galassia Gutenberg

Esplosiva, lineare, centrifuga, frammentaria

La stampa produce: l'individualismo, il nazionalismo, la quantificazione, la meccanizzazione, l'omogeneizzazione. In altri termini la tecnologia che ha reso possibile l' era moderna. Villaggio globale

Galassia elettronica

Implosiva, circolare, centripeta, inclusiva

2) Moderno/Postmoderno

Utopie

Eterotopie

Distopie

3) Moderno/Postmoderno

Utopia: ou, "non", e tpos, "luogo oppure l'eu-tpos, il luogo della felicit

Le utopie sono spazi privi di luogo reale. Sono luoghi che intrattengono con lo spazio reale della societ un rapporto danalogia diretta o rovesciata. Si tratta della societ stessa perfezionata, oppure del contrario della societ stessa ma, in ogni caso, queste utopie costituiscono degli spazi fondamentali ed essenzialmente ideali. Le eterotopie di crisi oggi scompaiono e sono sostituite da eterotopie che si potrebbero chiamare di deviazione: quelle nelle quali vengono collocati quegli individui il cui comportamento appare deviante in rapporto alla media delle norme imposte. Si tratta delle case di riposo, delle cliniche psichiatriche e si tratta, anche, ben inteso, delle prigioni e bisognerebbe senzaltro aggiungere i ricoveri per anziani che sono in qualche misura al limite tra leterotopia di M. Foucault, Eterotopie, in Mimesis 1994, p. 13. crisi e leterotopia di deviazione.

2) Moderno/Postmoderno

Utopie

Eterotopie

Distopie

Dimensione

Immaginaria

Reale

Immaginaria

Valore

Positivo

Negativo

Negativo

Funzione

Unificazione

Differenziazione

Differenziazione