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EIKASMOS XIV (2003)

Naupav ktia ~ `Argou' " nauphgiv a


Fra i poemi epici greci pervenuti in frammenti, interesse notevole riveste lopera
arcaica nota in antico come Nouaoxtio, ovvero Nouaoxtixo o Nouaoxtioxo, nome
in talune edizioni tradotto in latino con Carmen Naupactium o Naupactia
1
. Le fonti
che ne conservano squarci pi o meno puntuali in nessuna occasione riferiscono il
nome delloscuro poeta, costantemente indicato mediante perifrasi quali o to
Nouaoxtixo aoipoo o consimili
2
. Sulla paternit del poema, tuttavia, si sofferma in
via estemporanea Pausania, riportando due pareri distinti (X 38,11 = Naup. test. 1 B.):
to or r ap to Nouao xtio o vooo rvo u ao ~Ep vmv o voi r oaoiou oiv oi aooi
Mipoim Xomv or o Hu0rm poiv outo aoipooi Nouaoxtiov Koxivov. raor0o
or xoi p ri tp tou Aooxpvou oo p ti vo yo xoi o yov r oi o v r aroiv
o voo Mipoi ou araoipr voi r yuvoi xo tr0p voi oioiv o voo Nouao xtio;
Secondo la maggioranza il poema andava ascritto a un Milesio; secondo Carone
di Lampsaco invece la paternit spettava al naupattio Carcino (FGrHist 262 F 4),
opinione sottoscritta anche dal Periegeta, perplesso in merito al nome Naupaktia as-
segnato a un poema composto da un autore milesio r yuvoixo, espressione che
pare implicare per lopera una struttura genealogica in linea femminile, simile a quella
alla base del Catalogo delle donne esiodeo
3
. Nonostante la critica, in assenza di ulte-
1
Il materiale raccolto nelle moderne edizioni di A. Bernab, Poetarum Epicorum Graecorum
Testimonia et Fragmenta, I, Leipzig 1987, 123-126 (B.), cui si far principalmente riferimento;
M. Davies, Epicorum Graecorum Fragmenta, Gttingen 1988, 145-149 (D.); M.L. West, Greek Epic
Fragments. From the Seventh to the Fifth Centuries BC, Cambridge (Mass.)-London 2003, 274-283;
cf. anche G. Kinkel, Epicorum Graecorum Fragmenta, I, Leipzig 1877, 198-202. Naup. test. 1; frr.
9, 11 (II), 12 B.: Nouao xtio (talora preceduto o seguito da r ap); frr. 1-6, 8, 10: Nouaoxtixo; fr. 11
(I) B.: Nouaoxtioxo. Cf. E. Diehl, Naupav ktia e[ph, in RE XVI/2 (1935), 1975-1979.
2
Naup. fr. 1 B. o tm v Nouaoxtixm v aoiptp , frr. 2-3, 11 (II) B. o to Nouaoxtixo /
Nouaoxtio ao(i)poo, fr. 6 B., o to Nouaoxtixo araoipxm, frr. 8, 10, 11 (I) B. o to Nouaoxti(o)xo
(ouy)yo o.
3
Cf., in rapporto al Catalogo, Paus. I 3,1 (r aro to r to yuvoi xo) e IX 31,5 (r yuvoi xo
o oo rvo), nonch IV 21, dove i Naupaktia (fr. 12 B.) sono citati insieme alle Eee (fr. 251b M.-
W.) e alle opere genealogiche di Cinetone (fr. 5 B.) ed Asio (fr. 12 B.): vd. M.L. West, The
Hesiodic Catalogue of Women. Its Nature, Structure and Origins, Oxford 1985, 4s. Tale struttura
pare di fatto sottesa a Naup. fr. 1 B.: vd. V.J. Matthews, Naupaktia and Argonautika, Phoenix
XXXI (1977) 189-207, in part. 189-200. Fragile la teoria di M. Hadas, The Tradition of a Feeble
92 DEBIASI
riori elementi, si sia spesso adeguata in varia misura a tali dati isolati, nessuna delle
due attribuzioni in Pausania sembra fondata su fattori concreti, dettati da una reale
cognizione di causa: si piuttosto in presenza di asserzioni induttive, volte a giusti-
ficare in un caso, con la presunta matrice milesia, gli insistiti scenari pontici caratte-
rizzanti il poema
4
, nellaltro come denuncia lo stesso Pausania con il suo argomen-
tare un titolo divenuto scarsamente perspicuo, al punto da ingenerare varianti
5
: una
volta individuato un raoaoio di Naupatto, Carcino, la sua associazione coi cosiddetti
Naupaktia doveva infatti riuscire meccanica e nel contempo economica
6
.
Per quanto calzanti, di sussidio assai relativo sono i parallelismi spesso
invocati a favore dellascrizione a Carcino costituiti dai titoli mxoi e Ku aio
(o Kuaioxo , con oscillazione onomastica del tutto consimile a quella Nouao xtio /
Nouaoxtixo ), poemi rispettivamente assegnati al focese Testoride e al cipriota
Stasino
7
. Medesimo infatti il sospetto di una giustapposizione fittizia; sospetto
accresciuto, nel caso della Foceide, dal contesto assai romanzesco in cui lattribu-
zione a Testoride (peraltro contestata) inserita
8
; cos, per quanto concerne i Kypria,
la pretesa paternit da parte di Stasino, oltre a non essere univoca
9
, si rivela seriore
Jason, CPh XXXI (1936) 166-168, secondo cui lespressione rifletterebbe una caratterizzazio-
ne ironica conferita dallautore dei Naupaktia a eroi deboli, paurosi, quasi femminei.
4
Su tali basi, ad esempio, tra i moderni inclina per lattribuzione milesia G.L. Huxley,
Greek Epic Poetry from Eumelos to Panyassis, London 1969, 69, che pensa piuttosto a Naupatto
quale luogo della performance; cf. P. Friedlnder, Kritische Untersuchungen zur Geschichte der
Heldensage, RhM LXIX (1914) 299-341 = Studien zur antiken Literatur und Kunst, Berlin
1969, 19-53, in part. 32.
5
Laddove, rispetto a Nouao xtio, le forme Nouaoxtixo e Nouaoxtioxo paiono recenziori,
modellate per analogia con titoli quali `Ayovoutixo o Koiv0ioxo : vd. Diehl, o.c. 1975.
6
Proprio il principio di economia rende lattribuzione a Carcino, quantunque facilior, do-
tata di una sua forza persuasiva: vd. tra gli altri, a favore, Matthews, o.c. 189. un fatto comun-
que, come nota R. Janko, Homer, Hesiod and the Hymns. Diachronic Development in Epic
Diction, Cambridge 1982, 273 n. 163, che the argument Pausanias uses to support this case is
a priori, and indicates that he is as much in the dark as we; osservazione di fatto estendibile
anche a Carone di Lampsaco, la cui opinione Pausania ricalca; n si pu escludere come ha
rilevato F. Jacoby, FGrHist, IIIa. Kommentar (Text), Leiden 1943, 10 che la teoria di Carone
possa esser stata dettata da una certa avversione dello storico verso Mileto.
7
Cf. la perentoria nota di West, The Hesiodic Catalogue of Women cit. 5 n. 19: The name
Naupactia ought to refer to the poems place of origin; compare the Cypria (ascribed to Stasinus
of Cyprus among others) and the Phocais (ascribed to Thestorides of Phocaea); cf. Id., Greek
Epic Fragments cit. 33.
8
[Hdt.] Vit. Hom. 16 (9,30-10,8 Wilamowitz = 202,202-210 Allen) = Phoc. test. 1 B.:
Testoride rub la Foceide e gli altri poemi di Omero, ospite presso di lui a Focea, e fuggito
altrove li spacci come propri. Seri dubbi sullattribuzione solleva F. Cssola, De Phocaide
carmine, quod Homero tribui solet, commentatio, SIFC XXVI (1952) 141-148 = Scritti di
storia antica. Istituzioni e politica, I. Grecia, Napoli 1993, 1-8 (con utili considerazioni relative
ai Kypria e ai Naupaktia).
9
Ben radicata fu in un primo tempo la tesi della paternit omerica dei Kypria (testt. 1-3,
93 Nouao xtio ~ `Ayou vouapyi o
rispetto alle indicazioni, ben pi numerose, quali ancora una volta strettissima
lanalogia coi Naupaktia o to Ku aio aoip oo e affini
10
.
A rendere ulteriormente enigmatico il nome Naupaktia contribuisce tra laltro
la constatazione oggettiva che in quanto rimane dellopera non figura alcunch di
riferibile, in forma esplicita o implicita, alla realt di Naupatto
11
o della Locride
Ozolia
12
. Per quanto parziale, la panoramica offerta dai frammenti superstiti si
rivela difatti paradigmatica: da essa emerge con forza un interesse spiccato per la
saga argonautica, caratterizzante la maggior parte delle informazioni relative ai
Naupaktia
13
. I quali narravano limpresa della nave Argo e degli eroi su di essa
7 B.), contestata soltanto a partire da Hdt. II 117 = test. 4 B. Fermo restando che la maggior parte
delle citazioni non riportano il nome del presunto autore, laddove questo vi sia esso spesso
difforme: oltre a Stasino di Cipro (testt. 3, 7-9, 16 B.), le fonti conoscono infatti anche un Egesino
(test. 7 B.) e un Egesia (test. 8 B.), un Ku aio ti (test. 9 B.), e un Kuai o di Alicarnasso (testt.
7-8 B.: lettura corretta sarebbe non to Ku aio [n. pl.], bens to Kuai o [gen. sing.] = i canti
di Cipria); disamina puntuale dellintera questione in A. Severyns, Recherches sur la Chrestomathie
de Proclos, II. Le Codex 239 de Photius: texte, traduction, commentaire, Paris 1938, 92-98. In
merito allattribuzione a Kuaio, di estremo rilievo lepigrafe di recente scoperta ad Alicarnasso,
dove alla l. 46 celebrato come autore di Iliak un poeta locale di nome appunto Kuai o:
S. Isager, The Pride of Halikarnassos. Editio Princeps of an Inscription from Salmakis, ZPE
CXXIII (1998) 1-23, in part. 16-17; H. Lloyd-Jones, The Pride of Halicarnassus, ZPE CXXIV
(1999) 1-14, in part. 11; cf. J.S. Burgess, The Non-Homeric Cypria, TAPhA CXXVI (1996) 77-
99, il quale, non ancora pubblicata lepigrafe, ha sostenuto per i Kypria una materia non solo
preiliadica, ma altres iliadica e postiliadica (fino alla presa di Troia), cui bene si attaglia la
definizione Iliak.
10
Cos ad esempio Aristot. Poet. 23 1459a = Cypr. test. 5 B.; numerosissimi i casi analoghi:
vd. Severyns, o.c. II 94. significativo che le attribuzioni dei Kypria a Stasino (cos come ad altri
autori specifici) si trovino tutte in fonti di et romana. Anche la tradizione che vuole il poema
composto da Omero, il quale lo cedette a Stasino, suo genero, come dote per la propria figlia,
rappresenta con ogni probabilit una tarda elaborazione (quantunque Aelian. VH IX 15 = test. 2
B. la faccia risalire gi a Pindaro [fr. 265 M.], di cui tuttavia non preserva il dettato): vd. M. Davies,
Prolegomena and Paralegomena to a New Edition (with Commentary) of the Fragments of Early
Greek Epic, NAWG (1986) 91-111, in part. 99s.; Id., The Epic Cycle, Bristol 1989, 33.
11
Lo stesso Pausania, dovendo ricorrere alla teoria della patria del poeta, non sembra in
grado di connettere il titolo a unevenutale matrice naupattia a livello dei contenuti, caratterizzati
soltanto quali r yuvoi xo.
12
Un implicito riferimento alla Locride Opunzia di interesse assai relativo in rapporto a
Naupatto vi sarebbe accettando linterpretazione di Huxley, o.c. 70, che nel soggetto perduto
del fr. 1 B. ravvisa Oileo (ma vd. comunque la tesi recisa espressa ibid. 68: This was not a story
about Naupaktos, which is not named in the extant fragments, but a tale recited at a festival at
that place); senonch, come ha dimostrato Matthews, o.c. 190s., tutto induce a presumere come
soggetto una figura femminile (Periclimene o Climene). Parimenti nei Kypria, a prescindere dalla
loro attribuzione a Stasino, deboli pi di quanto generalmente si ammetta sono i contatti con
Cipro: vd. in proposito le giuste riserve di Janko, o.c. 176 (anchegli propenso a ricondurre il
titolo al solo luogo della performance).
13
Rispetto al complesso rappresentato da Naup. frr. 1-12 B., episodi specifici della saga
94 DEBIASI
imbarcati, spaziando dalle avventure del viaggio di andata, come risulta dallepiso-
dio inerente alle Arpie inseguite ed uccise (fr. 3 B.), fino a un epilogo in cui
Giasone muove da Iolco alla volta di Corcira, ove sopravvisse a suo figlio Mermero,
ucciso da una leonessa nella terraferma antistante (fr. 9 B.). Incorniciata tra tali
vicende la sosta fatidica in Colchide: qui Giasone, su esortazione di Idmone,
insieme ad altri compagni affront con successo la prova dei tori (frr. 4s. B.); qui
conquist ad un tempo Medea e il vello doro, sottratto di notte dalla reggia di Eeta
anche grazie al provvidenziale intervento di Afrodite, che, infondendo nel re un
desiderio improvviso di unirsi alla moglie Eurilite, ne vanific il tentativo di dar
fuoco ad Argo e di eliminare gli eroi durante un banchetto (frr. 6-8 B.).
Largomento argonautico e le proiezioni nel Ponto stabiliscono numerosi con-
tatti tra i Naupaktia e i Korinqiaka , in precedenza composti dal bacchiade Eumelo
a maggior gloria della propria citt
14
; in particolar modo si ha la fondata impressio-
ne che a tratti i Naupaktia si pongano sulla scia del poema di Eumelo, assimilando
o variandone i temi
15
. Nei Korinthiak tuttavia la vicenda argonautica, sapientemente
calata in una trama pi vasta, svolge un ruolo ben definito e coerente rispetto a
Corinto e alle sue tradizioni, dove Medea figurava da antichissima data con carat-
teri ctonii marcati, tali da agevolarne lassimilazione con lomonima maga e alchi-
mista del mito argonautico
16
. Il che non ha alcun parallelo nella storia, nellimma-
ginario e nei culti della citt di Naupatto e del suo territorio
17
.
Cos stando le cose, lecito ricercare per il nome Naupaktia una spiegazione
diversa da quella unicamente fondata sul nesso Nouao xtio-Nou aoxto. Ferma
restando la parentela palese tra i due nomi propri, si pu forse tentare un approccio
pi articolato, volto a sondarne in profondit gli elementi di base, ricavando dalletimo
indicazioni preziose
18
. Ora, questultimo in entrambi i casi riconducibile alle
argonautica contengono i frr. 3-9. Significativo comunque che nella genealogia del fr. 1 figuri
Admeto, anchegli Argonauta (cf. Ap. Rh. I 49); ad Admeto poi pare si debba legare, come da
tradizione, la vicenda di Asclepio e della sua morte accennata nei frr. 10s.; cos nel fr. 2 luomo
ricco di armenti e di mandrie stanziatosi presso la riva del mare afferisce con tutta probabilit alla
saga argonautica (tra le ipotesi: Giasone, Mermero, Admeto, Ferete, Esone, Pelia); quanto al fr.
12, esso contiene soltanto uninformazione negativa (i Naupaktia difettano di notizie concernenti
i figli di Policaone e Messene). Lettura integrata di tutti i frammenti in chiave argonautica
offrono Huxley, o.c. 68-73 e Matthews, o.c. 189-207.
14
Cf. da ultimo M.L. West, Eumelos: a Corinthian Epic Cycle?, JHS CXXII (2002)
109-133.
15
Cf. Huxley, o.c. 60-79, dove la produzione di Eumelo e i Naupaktia sono significativa-
mente trattati nello stesso capitolo (Eumelos, the Early Argonautika and Related Epics); nonch
F. Vian, Apollonios de Rhodes. Argonautiques, I. (Chants I-II), Paris 1974, XXX n. 2.
16
. Will, Korinthiaka. Recherches sur lhistoire et la civilisation de Corinthe des origines
aux guerres mdiques, Paris 1955, 118-124.
17
Cf. L. Lerat, Les Locriens de lOuest, II. Histoire, Institutions, Prosopographie, Paris
1952, 3.
18
Un approccio consimile, volto a illustrare il rapporto strettissimo tra etimo, specie di
95 Nouao xtio ~ `Ayou vouapyi o
radici voj- + aoy- (ion. apy-), rispettivamente implicanti le nozioni di nave (vou )
e di connessione, costruzione (cf. ap yvui). Di ci eran coscienti gli antichi, che
nel toponimo Nou aoxto ravvisavano il significato di cantiere navale, arsenale
(vouap yiov), derivandolo o ao tp vouapyi o, dalla costruzione di navi: sia che
questa fosse come per lo pi tramandato quella operata dagli Eraclidi, che ivi
allestirono la flotta impiegata per poi passare nel Peloponneso, sia che fosse piut-
tosto come invece intendeva Eforo quella ancor prima attuata in loco dagli
stessi Locresi
19
. Tale valenza evidentemente sottesa anche al nome Nouao xtio,
sebbene la forma aggettivale tradisca una derivazione diretta da Nou aoxto. Que-
sta derivazione tuttavia pu essere forse il portato di uno sviluppo razionalizzatore,
a partire da un titolo corradicale divenuto ormai oscuro (e.g. *Nouaoxti o / ion.
*Nouapxti p
20
~ att. Nouapyi o), cos come Nouaoxtixo e Nouaoxtioxo costitui-
scono evoluzioni ulteriori rispetto a Nouao xtio. In tal caso, si verrebbe ad avere
per il poema un titolo (forse in origine soltanto un accenno) allusivo, prima o
piuttosto che a Naupatto, a una costruzione di nave.
Ma quale nave? La risposta si impone, giusta tale lettura, pressoch obbligata:
la nave Argo, protagonista, col suo eroico equipaggio, delle avventure narrate in
quanto rimane del poema Naupaktia. Il quale in tal modo risulterebbe coerente tanto
nel titolo che nel contenuto. Argo (`Aym ) daltronde fu per lo pi ritenuta in antico
la nave per antonomasia, la prima, secondo una tradizione ben radicata, ad aver preso
il mare
21
. Cos latto stesso della creazione di Argo, realizzata con legno del monte
Pelio da Argo (Ayo), figlio di Frisso, e da Giasone sotto la direzione di Hera e
soprattutto di Atena, rivestiva nella saga argonautica un ruolo di primissimo piano
22
;
nomi propri, ed epica arcaica ampiamente applicato da G. Nagy, The Best of the Achaeans.
Concepts of the Hero in Archaic Greek Poetry, Baltimore-London 1979, passim; vd. anche i
rilievi metodologici in Id., Homeric Questions, Austin 1996, 9-10; cf. infra, n. 24. Sulla coscien-
za etimologica interna allepos cf. G. Arrighetti, Poeti, eruditi e biografi. Momenti della rifles-
sione dei Greci sulla letteratura, Pisa 1987, 13-52.
19
Strab. IX 4,7 (426s. Casaubon) p Nou aoxto ... m vo ootoi o` o ao tp vouapyi o tp
r xri yrvor vp, ri tr tm v ~Hoxriom v r xri vouapypoor vmv to v oto ov, ri 0` m poiv
Eoo (FGrHist 70 F 121)

Aoxm v r ti ao trov aoooxruooo vtmv. Cf. Paus. X 38,10;
Apollod. II 8,2; Steph. Byz. 470,16 Meineke e Et. M. 598,26 Gaisford s.v. Nou aoxto. Discus-
sione circostanziata, con ulteriori segnalazioni, in M.L. Trowbridge-W.A. Oldfather, Naupaktos,
in RE XVI/2 (1935) 1979s.
20
Per un passaggio da parossitona a proparossitona cf. il caso, in qualche misura affine,
Kuai o > Ku aio, gi argomentato in antico: vd. supra, n. 9.
21
Cf. tra gli altri Eratosth. Cat. 35; Catull. 64,11; Hyg. Astr. II 37. Vd. O. Jessen, Argo, in
RE II/1 (1895) 722 (schlechthin das erste Schiff); L. Casson, Ships and Seamanship in the
Ancient World, Princeton 1971, 350s. (`Aym : unico nome proprio di nave registrato nelle fonti
fino a quasi la fine del secolo V); cf. Id., Ancient Mariners, New York 1959, 58-65; nonch ora
J. Jackson, Argo: the First Ship?, RhM CXL (1997) 249-257; P. Drger, War die Argo das
erste Schiff?, RhM CXLII (1999) 419-422.
22
Jessen, o.c. 721s., con segnalazione di fonti.
96 DEBIASI
la costruzione, in particolare, sarebbe avvenuta a Pagase (Hoyoooi), il porto nei
pressi di Iolco, donde Argo salp alla volta della lontana Colchide
23
. Ora, sussiste
presso gli antichi una (par)etimologia
24
peculiare applicata al toponimo Hoyoooi,
che, a partire dalla radice aoy- (ion. apy-), ne inferisce lorigine oao tp vouapyio
tp `Ayou, dalla costruzione della nave Argo
25
. questa, nel segno della vouapyio,
la stessa identica derivazione pi fondatamente addotta per Nouaoxto
26
: analogia
sorprendente, che denota un legame, sia pur sotterraneo, tra le due realt
27
e che
acquista ulteriore pregnanza alla luce della lettura proposta relativa ai Naupaktia, con
riferimento mirato alla stessa creazione della prima e pi celebre nave, Argo; episo-
dio narrato con ogni probabilit nella parte iniziale dellopera, vera e propria vetrina
di ogni poema
28
. A favore di siffatta esegesi contribuisce un notevole brano di Diogene
Laerzio dedicato a Epimenide
29
, il teologo e profeta cretese la cui vicenda reale o
23
Aristid. Or. 46,29 conserva una tradizione alternativa, secondo cui Argo fu fabbricata a
Corinto, ad un tempo luogo da cui trasse avvio e in cui si concluse il viaggio della celeberrima
nave. Si tratta di una versione facilmente riconducibile ad Eumelo secondo A. Barigazzi, Nuovi
frammenti dei Corinthiaca di Eumelo, RFIC XCIV (1966) 129-148, in part. 142. Ancora una
volta vi sarebbe corrispondenza tra i Korinthiak e i Naupaktia; nondimeno probabile che, qui
come altrove, i Naupaktia si siano discostati, almeno in parte, dai Korinthiak, narrando la
costruzione di Argo secondo la localizzazione canonica a Pagase (a meno che non si voglia
pensare, in via del tutto ipotetica, a uneccezionale ambientazione a Naupatto: cf. infra, n. 27).
24
Sul rapporto etimologia-paretimologia, e sulle sue implicazioni nello studio dellepos, cf.
G. Nagy, The Name of Achilles: Questions of Etymology and Folk Etymology, ICS XIX
(1994) 3-9.
25
Strab. IX 5,15 (436 C.) o ao or tp vouapyi o tp `Ayou xoi Hoyooo r yro0oi
u0ru ouoiv to v to aov. Cf. schol. Ap. Rh. I 238 W.; Hyg. Astr. II 37 (~ Callim. fr. 18,12-13 Pf.);
Et. M. s.v. Hoyoooi o: vd. Jessen, o.c. 722.
26
Cf. R. Baladi, Strabon. Gographie, VI. (Livre IX), Paris 1996, 167 n. 3.
27
In questa prospettiva non si pu escludere a priori leventualit, seppure remota, di un
nesso diretto tra la citt di Naupatto e la costruzione di Argo; del resto gi Eforo connetteva
Naupatto con una vouapyi o antecedente a quella ivi operata dagli Eraclidi: vd. supra, n. 19.
28
Che unopera intera traesse il nome dallepisodio iniziale in essa narrato era tuttaltro che
inusuale presso gli antichi: emblematico il caso della cosiddetta Kuv rou aj nav basi" senofontea,
dove la vera e propria spedizione verso linterno di Ciro trattata nel primo dei sette libri, i
seguenti narrando piuttosto la xoto ooi, la ritirata dei Diecimila guidati da Senofonte; cf. in
generale E. Nachmanson, Der griechische Buchtitel. Einige Beobachtungen, Gteborg 1941.
Significativo che, allinizio delle Argonautiche, Apollonio Rodio intenzionalmente non si soffermi
sulla costruzione di Argo, in questo contrapponendosi a cantori di un tempo (I 18-20 vp o r v
ou v oi ao o0rv r ti xri ouoiv o oiooi / Ayov `A0pvoi p xor riv u ao0poou vp oi. / vu v o`
o v r ym xt.).
29
Testimonianze e frammenti in H. Diels-W. Kranz, Die Fragmente der Vorsokratiker, I,
Berlin 1952
6
, 27-37 (nr. 3), e F. Jacoby, FGrHist, IIIB, Leiden 1950, 384-394 (nr. 457), ora
rimpiazzato in parte da R.L. Fowler, Early Greek Mythography, I. (Texts), Oxford 2000, 79-101.
Cf. anche Kinkel, o.c. 230-237; G. Colli, La sapienza greca, II. Epimenide, Ferecide, Talete,
Anassimandro, Onomacrito, Milano 1978, 44-75 e 263-273 (nr. 8).
97 Nouao xtio ~ `Ayou vouapyi o
fittizia che sia si inquadra in larga misura ad Atene intorno al 600
30
. Nel fornire un
elenco copioso di opere attribuite a Epimenide, Diogene infatti precisa che egli com-
pose tra laltro la costruzione della nave Argo ed il viaggio di Giasone verso i
Colchi, in 6500 versi: raoipor ... `Ayou vouapyiov tr xoi `Iooovo ri Koou
oaoaouv rap roxioiio arvtoxooio
31
.
Esisteva pertanto nellantichit un poema argonautico di vasto respiro, dotato
di quelle specifiche coordinate illustrate per i Naupaktia, in rapporto tanto alla
trama quanto al criterio sia pure generico di designazione
32
. L`Ayou vouapyi o
doveva quindi aver connotato in modo sensibile lopera, che a partire da tale epi-
sodio, verisimilmente descritto in dettaglio
33
, avr preso le mosse per dipanarsi, in
un rapporto di naturale continuit, nella narrazione del `Iooovo ri Koou oaoaou
ed annesso ritorno
34
. I Naupaktia e il componimento argonautico evocato nella
pagina di Diogene sembrerebbero dunque poemi gemelli, afferenti a unidentica
tradizione poetica, affini sia nella forma che nella sostanza
35
. A meno che non si
voglia pensare, in modo pi radicale, ad un solo poema, nellantichit variamente
30
Su Epimenide e sulla sua cronologia: H. Diels, ber Epimenides von Kreta, SPAW
(1891) 387-403 = Kleine Schriften zur Geschichte der antiken Philosophie, hrsgg. v. W. Burkert,
Darmstadt 1969, 36-52; O. Kern, Epimenides (2), in RE VI/1 (1907) 173-178; F. Jacoby, FGrHist,
IIIb. Kommentar (Text), Leiden 1955, 308-330; S. Mazzarino, Il pensiero storico classico, I,
Roma-Bari 1965, 25-33, 46-52, 539-540; G. Pugliese Carratelli, Epimenide, in Antichit cretesi.
Studi in onore di D. Levi, II, Catania 1978, 9-15 = Tra Cadmo e Orfeo. Contributi alla storia
civile e religiosa dei Greci dOccidente, Bologna 1990, 365-377; M.L. West, I poemi orfici, trad.
it. Napoli 1993 (Oxford 1983), 57-64; e ora la ricca raccolta di studi in Epimenide Cretese, a cura
di E. Federico e A. Visconti, Napoli 2002.
31
Diog. Laert. I 111 = Epimen. 3 A 1 D.-K. = FGrHist 457 T 1. Sulla sequenza diogeniana
cf. M. Gigante, Il Bios laerziano di Epimenide, in Epimenide Cretese cit. 7-24.
32
Sul valore altamente rappresentativo della definizione dellopera (difficilmente titolo
originale, se mai ve ne fu uno) in Diogene Laerzio, cf. Huxley, o.c. 80.
33
Cf. Huxley, o.c. 80s., dove in via prudenziale ricondotta a Epimenide la tradizione
argonautica raccolta in Hdt. IV 179: vi si narra come Argo, non appena fu costruita alle falde
del Pelio, prese il largo alla volta di Delfi, carica di unecatombe e di un tripode bronzeo, mai
giunto a destinazione, allorch allaltezza del capo Malea la nave fu trascinata in Libia (impli-
cando una rotta via Creta); qui il tripode, in cambio dellaiuto prestato, venne ceduto da Giasone
al nume Tritone, che profetizz per i discendenti degli Argonauti che lo avessero ritrovato un
futuro coloniale fiorente nellarea. Limplicita polemica antidelfica avrebbe un parallelo in Epimen.
3 B 11 D.-K. = FGrHist 457 T 6, segmento rapportato a sua volta al contesto argonautico di Pind.
P. 4,74 da B.K. Braswell, A Commentary on the Fourth Pythian Ode of Pindar, Berlin-New York
1988, 12 n. 51.
34
Cf. A. Mele, Il corpus epimenideo, in Epimenide Cretese cit. 227-278, in part. 270-274, dove
la componente argonautica in Epimenide inquadrata in un contesto di interessi cretesi ed argolici.
35
Estremamente feconda, ai fini della nostra lettura, lassociazione Naupaktia/epos attribuito
a Epimenide instaurata tra gli altri, in rapporto ad Ap. Rh. I 18s. (costruzione di Argo cantata da
antichi poeti: cf. supra, n. 28), da H. Frnkel, Noten zu den Argonautika des Apollonios, Mnchen
1968, 39 n. 32, e Vian, o.c. I 51 n. 2.
98 DEBIASI
diffuso e additato; ipotesi alla quale non osta la pretesa attribuzione a Epimenide,
essendo gli scritti circolanti sotto il suo nome, come stato accertato, in larga
misura pseudoepigrafi; il che parso tanto pi vero per tale poema specifico, al
punto che si potuto autorevolmente affermare che quando si arriva agli Argonautica,
Epimenide sembra essere diventato niente altro che un nome in vendita
36
.
Su queste basi, di estremo interesse si rivela lesame di quelle notizie, desunte
dal magro corpus di frammenti assegnati a Epimenide, riconducibili a questopera
di tema argonautico
37
. Da uno scolio alle Argonautiche di Apollonio Rodio appren-
diamo, ad esempio, che Epimenide trattava dei figli di Frisso, aggiungendone un
quinto (Presbone) ai quattro ricordati dal poeta ellenistico e forse gi prima da
Esiodo (Argo, Frontis, Melas, Citisoro)
38
. Senonch anche nei Naupaktia spazio
notevole doveva venire assegnato ai prodromi della vicenda argonautica, incentrati
sulle figure di Frisso e dei suoi figli, come si potuto efficacemente ricostruire
sulla scorta di alcuni brani di Erodoro, autore, al pari di Ferecide, dipendente in
modo cospicuo in contesti argonautici dal dettato poetico dei Naupaktia
39
. Il tutto
peraltro risulta coerente col tema dell`Ayou vouapyi o, in cui Ayo, figlio di
Frisso, svolse un ruolo essenziale
40
.
Un altro scolio allopera di Apollonio informa che in Epimenide Eeta era
corinzio di stirpe e sua madre era Efira
41
. Si tratta di una variazione mirata di un
36
West, I poemi cit. 64.
37
Per lo pi invece, nelle edizioni correnti, tali notizie vengono rubricate sotto le voci
Teogonia o Oracoli, altri titoli di opere ascritte a Epimenide. Il loro palese contenuto argonautico
esclude leventualit che la notizia di questo poema sia un falso integrale operato dal disinvolto
Lobone di Argo (autore citato di sguito in Diog. Laert. I 112: cf. Jacoby, FGrHist, IIIb. Kommentar
316): vd. Huxley, o.c. 80; Mele, in Epimenide Cretese cit. 231 e n. 25. Difficile daltro canto
accettare lipotesi di L. Breglia Pulci Doria, Osservazioni sulla Teogonia di Epimenide, ibid. 279-
311, in part. 289 e 307 che il poema argonautico (di 6500 versi!) ricordato da Diogene fosse in
realt una sezione della Teogonia.
38
Schol. Ap. Rh. II 1122 W. = Epimen. 3 B 12 D.-K. = FGrHist 457 F 12 xoi ou to [scil.
Ap. Rh. II 1155s. vel Hes. fr. 255 M.-W.] r v poiv ou tou tr oooo Ayov, o vtiv,
Mr ovo, Kuti omov. `Eairvi op or ar atov aooti 0poi Hr omvo.
39
Vd. Matthews, o.c. 203-205. Informazione preziosa fornisce di nuovo lo schol. Ap. Rh.
II 1122 W. (cf. supra, n. 38), per cui in Erodoro (FGrHist 31 F 39) a generare i figli di Frisso
fu la figlia di Eeta Calciope, diversamente da Acusilao (FGrHist 2 F 38) ed Esiodo (fr. 255 M.-
W.) dove la figlia di Eeta in questione era invece Iofossa; vd. Matthews, o.c. 203: Hence the
most likely source for the name Chalkiope would be Eumelos or the Naupaktia, and in view of
Herodoros reliance on the latter, especially for events at Aietescourt, it is possible that the
source was the Naupaktia. Cf. Naup. fr. 6 B., dove la moglie di Eeta Eurilite, in contrapposizione
con Hes. Th. 958-960, dove la stessa ha invece nome Iduia.
40
Cf. anche schol. Ap. Rh. I 4 W. = Pherec. FGrHist 3 F 106 o r v `Aaom vio xori
tp v `Aym o ao Ayou tou xotooxruo oovto rrxu op or o ao Ayou tou i ou ui ou .
41
Schol. Ap. Rh. III 242 W. = Epimen. 3 B 13 D.-K. = FGrHist 457 F 11 `Eairvi op or
poi Koi v0iov tm yr vri to v Ai p tpv, ptr o or ou tou `Eu ov poi .
99 Nouao xtio ~ `Ayou vouapyi o
tema centrale trattato nel poema di Eumelo, i Korinthiak
42
, dove Eeta era pure
corinzio di stirpe (e in un primo tempo sovrano dello stesso centro dellIstmo), ma
figlio dellAsopide Antiope e di Elio, cui Efira prima abitante ed eponima della
citt dovette cedere il regno
43
. questo un processo che ha un parallelo marcato
nella tendenza, gi rilevata, da parte dellautore dei Naupaktia a variare motivi
precipui dei Korinthiak
44
.
Fonte importante per la trasmissione di alcuni luoghi assegnati a Epimenide,
cos come ad altri epici arcaici, il De pietate di Filodemo, quale ci noto da alcuni
preziosi papiri ercolanesi
45
. In uno di questi si rammenta, come per Epimenide, le
Arpie, oltre a risultare custodi degli aurei pomi, versione adottata anche da Acusilao,
combaciassero con le entit occidentali per antonomasia, le Esperidi
46
. Queste com-
paiono inoltre in un altro frammento assai lacunoso di Filodemo, che ne ricorda
linseguimento aereo e forse la soppressione da parte degli Argonauti figli di Borea,
episodio tradizionalmente inserito nellitinerario di andata dellimpresa argonautica
47
;
n pare un caso che immediatamente di sguito, dopo una lacuna insanabile, sia
menzionato Epimenide, gi noto per avere calato le Arpie in occidente ed avere
trattato del `Io oovo ri Ko ou o ao aou: sicch estremamente probabile che
egli sia stato invocato in rapporto allo stesso contesto
48
.
42
Jacoby, FGrHist, IIIb. Kommentar 328; cf. Huxley, o.c. 83s.
43
Eumel. frr. 1 e 3 B., con la ricostruzione di P. de Fidio, Un modello di mythistore. Asopia
ed Efirea nei Korinthiak di Eumelo, in Geografia storica della Grecia antica, a cura di F. Pron-
tera, Roma-Bari 1991, 233-263, in part. 237-243; cf. Barigazzi, o.c. 135 n. 3; West, JHS cit.
120 e n. 55.
44
Per un ulteriore, calzante parallelismo cum variatione tra Eumelo ed Epimenide: Eumel.
fr. 15 B. (Arcade figlio di Callisto) ~ Epimen. 3 B 16 D.-K. = FGrHist 457 F 9 (Pan e Arcade
figli di Callisto).
45
Vd. in generale A. Henrichs, Philodems De Pietate als mythographische Quelle, CErc
V (1975) 5-38.
46
Philodem. Piet. (P.Herc. 1088 VII 24-27, p. 43 Gomperz) = Epimen. 3 B 9 D.-K. =
FGrHist 457 F 6b to ~Aauio to p[o ]uottriv `Axo[uoi]oo (FGrHist 2 F 10), `Eairviop
or xoi tou to xoi to ou to ri voi toi ~Eoari oiv.
47
Cf. la pi celebre formulazione in Ap. Rh. II 178-310; nonch Hes. frr. 150-156 M.-W.
48
Philodem. Piet. (P.Herc. 247 V
b
7-23, p. 18 Gomperz) = Epimen. 3 B 7 D.-K. = FGrHist
457 F 6a: il testo del Diels, accolto anche da Jacoby, attribuisce in forma dubitativa a Epimenide
la narrazione della fine delle Arpie progenie di Oceano e della Terra nei pressi di Reggio: to
~Aa[ui o 0ro ] ou oo u a[o tm v Bor ou aoi ]omv * * * `Eai]rvi op[ yo `Oxro]vou xoi I[p
yrvvp o]t` ri voi, a[ri or ~Pp ]yiov (?) ou [to ovru0p ]voi (?) [poiv]. Pi fantasiosa la lettura
di A. Schober, Philodemi De pietate pars prior, diss. Knigsberg 1923 = CErc XVIII (1988)
67-125, in part. 79, ora accolta da Fowler, o.c. I 96, e in sostanza (in base a D. Obbink) anche
da A. Bernab, La Teogonia di Epimenide. Saggio di ricostruzione, in Epimenide Cretese cit.
195-216, in part. 208-210: `Eai]rvi op[ o` `Oxro]vou xoi I[p yrvvp o]t` ri voi, H[mtr o or
o ]yiov ou [toi aotr oou ]voi [poiv]: le figlie di Oceano e della Terra, cui Proteo fornisce un
responso profetico, sarebbero le Sirene, il cui nome ipotizzato, senza nessun appiglio concreto,
per la lacuna antecedente la menzione di Epimenide.
100 DEBIASI
Subito prima, nello stesso papiro, figurano alcuni nomi di autori che avevano
evidentemente toccato tale argomento: Eschilo, Ibico, Teleste, nonch Ferecide e
un autore, che tutto induce a pensare si tratti del poeta dei Naupaktia
49
; il quale in
effetti informa uno scolio aveva narrato la fuga acrobatica delle Arpie, in
accordo con Ferecide
50
nellindicare in un antro di Creta, ai piedi del colle Argi-
nunte, il luogo nel quale le Arpie si ritrassero
51
. Questultimo particolare assume
inoltre rilevanza speciale qualora si abbracci lipotesi di unidentit sostanziale tra
i cosiddetti Naupaktia e il poema attribuito a Epimenide
52
; il quale, secondo la
tradizione, era non solo nativo di Creta, ma a Creta in una caverna fu altres colto
da un lunghissimo sonno, da cui si svegli dopo quaranta o cinquantasette anni
53
.
49
Philodem. Piet. (P.Herc. 247 V
b
1-6, p. 18 Gomperz) yr yo]rv o [to Nouao xtio]
aop oo[ xoi rrxu ]op o `A[0pvoi o. Ai o]u o o` [r v ivri ] xoi Ei [uxo xoi Tr]r otp
[aoiou oiv] (segue testo cit. supra, n. 48). Lintegrazione del Gomperz o [to Nouao xtio] aop oo[,
in linea con le citazioni da tale poema (cf. lo stesso Philodem. Piet. [P.Herc. 247 IV
b
16s., p. 17
Gomperz] = Naup. fr. 11 [II] B. o t[o Nou]ao xtio aop [oo]), pare migliore di quella di Dietze
e Schober o [to Ku aio] aop oo[, riferentesi alla vicenda di Castore, verisimilmente poco prima
narrata nel De pietate (P.Herc. 242 V
a
27-30, p. 7 Gomperz; cf. Cypr. fr. 15 B.): il or indica
infatti per Eschilo (fr. 260 R.
2
), Ibico (PMGF 292) e Teleste (PMG 812) una variante e non un
mutamento rispetto al tema trattato da Ferecide e dallaltro autore; daltronde per Ferecide si sa
per certo che tratt delle Arpie e della loro fuga, in termini analoghi a quelli dei Naupaktia (vd.
infra, n. 51), mentre nulla si sa di un suo interesse per Castore. Cf. F. Jacoby, FGrHist, I, Berlin
1923, 101 e 428 (ad Pherec. FGrHist 3 F 165 = Philodem. Piet. [P.Herc. 247 V
b
1-9, p. 18
Gomperz]), e Davies, Epicorum Graecorum Fragmenta cit. 147, dove il passo di Filodemo con
lintegrazione del Gomperz figura quale Naup. fr. 3
B
D.
50
Cf. anche Pherec. FGrHist 3 F 24 ~ Naup. fr. 1 B.; Diehl, o.c. 1976.
51
Schol. Ap. Rh. II 299 W. = Naup. fr. 3 B. xoio oo tp Kp tp xotr ouoov ... o or
to Nouaoxtixo aoip oo xoi rrxu op r v (FGrHist 3 F 29) ooi v ri to oar o ou to
uyri v tp Kp tp to u ao tm o m tm `Ayivou vti. Vd. Matthews, o.c. 193s., secondo cui i
Naupaktia e Ferecide prevedevano comunque luccisione delle Arpie, in questo divergendo da
Esiodo, Antimaco ed Apollonio (cf. schol. Ap. Rh. II 296s. W.); ad entrambi, inoltre, si atta-
glierebbe lambientazione dellinseguimento oio tou Ai yoi ou ao vtou xoi tou Eixrixou so-
stenuta soltanto per Ferecide da schol. Ap. Rh. II 271 W. = Pherec. FGrHist 3 F 28;
ambientazione di fatto non in distonia con il teatro della morte delle Arpie ari ~Pp yiov ipo-
tizzato per Epimenide (cf. supra, n. 48), le acque del mare Eixrixo , secondo le incerte cate-
gorie degli antichi, venendo ad intersecarsi col mare `Io vio proprio allaltezza di Reggio: cf.
A. Ronconi, Per lonomastica antica dei mari, SIFC IX (1931) 193-242 e 257-331, in part.
285-289.
52
La duplice menzione nellopera di Filodemo dello to Nouaoxtio aopoo e di `Eairviop,
in rapporto allo stesso contesto, non di alcun impedimento allipotesi; si sa infatti per certo che
Filodemo per le sue citazioni disponeva di informazioni di seconda mano, talora disomogenee:
vd. da ultimo D. Obbink, Philodemus. On Piety, I, Oxford 1996, 82 e 613.
53
Paus. I 14,4 = Epimen. 3 A 8 D.-K. = FGrHist 457 T 4d; Diog. Laert. I 109 = Epimen.
3 A 1 D.-K. = FGrHist 457 T 1. Cf. P. Scarpi, Il grande sonno di Epimenide ovvero vivere sulla
linea di confine, in Epimenide Cretese cit. 25-35.
101 Nouao xtio ~ `Ayou vouapyi o
Alla luce di un simile nesso, peraltro non isolato
54
, il nome in vendita di Epimenide
si prestava senza difficolt a venire applicato ad unopera intrisa di fascino arcano,
sulla paternit della quale circolavano molte illazioni e nessuna certezza
55
.
Padova A N D R E A D E B I A S I
54
Cf., in relazione allo stesso dato biografico, schol. Ap. Rh. IV 57 W. = Epimen. 3 B 14
D.-K. = FGrHist 457 F 10: Endimione, intrattenendosi presso gli di, si innamor di Hera;
essendosi Zeus adirato per questo, egli implor di cadere in un sonno privo di interruzioni: cf.
Jacoby, FGrHist, IIIb. Kommentar 328; Huxley, o.c. 82s.
55
Il criterio alla base di un tale processo attributivo in nulla difforme da quello sotteso
allantica opinione che, certamente in virt delle ambientazioni nel Ponto, pretendeva i Naupaktia
composti da un poeta milesio.