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Relazione: Studio delle caratteristiche di una cella solare

Francesco Dulio Universit degli Studi di Pavia Anno Accademico 2013/2014

Scopo dellesperienza
Una cella solare un dispositivo concepito per sfruttare in maniera ecace e sistematica la fotosensibilit delle giunzioni a semiconduttore allo scopo di produrre enerigia elettrica e di alimentare strumenti elettronici. Lobiettivo dellesperienza analizzare il segnale in tensione-corrente generato da una cella solare soggetta ad illuminazione. Si vuole stimare anche la posizione di un punto di lavoro ottimale per ottenere la massima generazione di potenza da parte del dispositivo. Verranno trattati i seguenti punti: 1. raccolta dati per lanalisi della curva caratteristica della cella solare a disposizione; 2. analisi dei dati raccolti e stima del punto di lavoro ottimale.

Materiale
I dispositivi e i materiali utilizzati sono: 1 cella solare (del tipo usato per lalimentazione delle calcolatrici tascabili); 1 lampada alogena; 1 basetta per disporre gli elementi circuitali; 2 multimetri digitali; alcune resistenze con un ampio spettro di valori (da pochi no a decine di k); alcuni cavi coassiali di connessione.

Procedimento
1. Caratterizzazione della cella solare
La cella solare sfrutta i principi di funzionamento delle giunzioni a semiconduttore e ne eredita le caratteristiche. La curva tensione-corrente, rispettando la teoria e le caratteristiche del dispositivo, quella esponenziale: come quella delle giunzioni p-n con una traslazione verso il basso introdotta dalla presenza di una tensione fotogenerata che dipende dallintensit luminosa incidente. La curva caratteristica completa pu essere visualizzata sperimentalmente soltanto introducendo una tensione di alimentazione esterna che polarizzi la cella solare. Di seguito landamento della curva caratteristica di una cella solare polarizzata: 2

Non interessando per, come scopo dellesperienza, tutta la curva ma solo le caratteristiche di generazione di tensione e corrente, basti considerare il tratto di curva compreso tra le intersezioni con gli assi coordinati. Tali intersezioni rappresentano max che possibile raccogliere ai capi infatti la tensione fotogenerata massima Vph della cella in una congurazione a circuito aperto (I = 0) e la corrente fotogenerata max che scorre tra i capi della cella quanto questi vengono cortocircuitati massima Iph (V = 0). Prendendo in considerazione solo la tensione intrinseca fotogenerata e la corrente da essa prodotta come se la cella solare funzionasse da generatore si ottiene: I

max Iph

V
max Vph

avendo invertito il segno della corrente in modo che corrente e tensione siano concordi. Tale congurazione rende accessiblie zone della curva caratteristica diverse dagli estremi: senza pretese di rigore si pu aermare che la resistenza di valore nito inserita ore una situazione intermedia tra la resistenza innita equivalente ad un circuito aperto e la resistenza idealmente nulla del cortocircuito. Per compiere unanalisi signicativa occorre variare su uno spettro pi ampio possibile il punto di lavoro del dispositivo: sono state utilizzate le diverse resistenze. Esse avevano spettro piuttosto ampio da circa 47 a 25 k. Per aumentare lo spettro, sono state disposte tali resistenze anche in serie o in parallelo in diverse soluzioni per cercare di ottenere punti sperimentali lungo tutta la regione di funzionamento. 3

Per migliorare la risposta della cella solare ed assicurare unilluminazione quanto pi stabile possibile lungo tutta la fase di raccolta dati invece della semplice illuminazione ambientale si utilizzata una lampada alogena puntata direttamente sul circuito. I valori delle grandezze sono state misurate dai due multimetri digitali, usati uno come voltmetro e uno come amperometro. La tabella seguente mostra i prodotti calcolati per i dati sperimentali raccolti: V (mV ) 45.0 97.4 132.0 188.0 246.0 278.0 286.7 373.0 392.0 450.0 508.0 540.0 539.0 564.0 571.0 575.0 I (A) 991.0 965.0 893.0 782.0 667.0 601.0 583.0 418.0 398.0 265.0 151.2 115.1 106.2 56.4 37.3 23.4

1,000 I (A) 800 600 400 200 V (mV ) 200 400 600

Ciascuno dei valori presentati deve ritenersi aetto da incertezza strumentale di lettura pari a met della cifra meno signicativa in eccesso o in difetto.

2. Stima del punto di lavoro ottimale


Considerando la formula che esprime la potenza come: P =VI per tensioni e correnti continue come quelle presenti nellesperienza non ci sono problemi di fase relativa e massimizzare la potenza signica semplicemente massimizzare il prodotto della corrente per la dierenza di potenziale. La tabella seguente mostra i prodotti calcolati per i dati sperimentali raccolti: V (mV ) 45.0 97.4 132.0 188.0 246.0 278.0 286.7 373.0 392.0 450.0 508.0 540.0 539.0 564.0 571.0 575.0 P (mW ) 0.045 0.094 0.118 0.147 0.164 0.167 0.167 0.156 0.156 0.119 0.077 0.062 0.057 0.032 0.021 0.013

Il graco mostra landamento della potenza raccolta in funzione della tensione: P (mW ) 0.15

0.1

5 102 V (mV ) 200 400 600

Ciascuno dei valori presentati deve ritenersi aetto da incertezza strumentale di lettura pari a met della cifra meno signicativa in eccesso o in difetto. 5

Conclusioni
Occorre prestare attenzione a non mettere accidentalmente in ombra la supercie della cella solare mentre si registrano i valori delle grandezze misurate dai due multimetri digitali: esso provoca variazioni sensibili nei valori misurati. I risultati ottenuti non concordano pienamente con le previsioni. Bench landamento generale della curva caratteristica sia ragionevolmente rispettato, la forma funzionale non perfettamente esponenziale e, anzi, il graco si avvicina piuttosto ad una retta con coeciente angolare negativo.Questo comportamento particolarmente evidente nella regione centrale distante dai limiti (I = 0 e V = 0). Il graco della potenza in funzione della tensione mostra un massimo intorno ai 580 mV : landamento simile ad un tipo parabolico (logicamente atteso per due grandezze legate in modo lineare piuttosto che ad una combinazione di funzioni contenente termini esponenziali). Si pu comunque aermare che la regione di lavoro tra 500 mV e 600 mV sembra quella pi promettente per un utilizzo della cella solare come sorgente di potenza. Lo scostamento tra dati e teoria potrebbe essere dovuto a problemi degli strumenti o nelle procedure di misurazione. Unaltra possibilit anche che fosse la cella solare a presentare difetti di fabbricazione o malfunzionamenti. Inne la presenza della lampada alogena da 50 W pu essere stata causa del malfunzionamento della cella, non tanto per la luce assorbita ma per il calore emesso dalla lampada stessa che potrebbe aver danneggato la celletta. In tutti i casi, una seconda e pi curata serie di misurazioni preceduta da un dettagliato controllo della taratura della strumentazione risulterebbe indubbiamente chiaricatrice.