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Anatomia di una pialla a spessore


(a cura di Ennio Fiorio (Abram) Era un po che mi interessavo a una pialla a spessore da banco, roba piccola, sufficiente per non interrompere altre lavorazioni alla combinata in caso di necessit. Mi aveva sempre trattenuto la scarsa considerazione per le macchine di questo tipo made in PRC e leccessivo costo delle corrispondenti di produzione occidentale. Qualche settimana fa mi ha incuriosito il fatto di trovare in negozio la stessa macchina in due configurazioni e cos, grazie anche alla disponibilit del negoziante, ho portato a casa la versione pi recente, la Nutool BT130W con motore da 1500 W. E rimasta nel mio laboratorio poche ore, il tempo di togliere i carter ed stata sostituita dalla versione con motore da 1250 W. Non che questa sia esente da problemi, tuttaltro, ma quanto meno non si ha subito limpressione di giocare con una mina pronta ad esplodere. Loggetto della recensione sar perci il vecchio modello e mi scuso anticipatamente se non ho disponibili tutte le immagini per i diversi problemi. Capirete che a volte si pi attenti al problema che a documentarlo fotograficamente e per certi aggiustaggi non me la sono proprio sentita di disassemblare la parte. DATI TECNICI:

*La rilevazione fonometrica stata eseguita secondo specifiche standard, cio a distanza non inferiore a 1,5 metri da ostacoli riflettenti (muri, ad esempio) e con fonometro al livello dellapparato uditivo dellutilizzatore. A titolo informativo diciamo subito che le due versioni si differenziano non solo nellaspetto esteriore, ad esempio per la manovella laterale di questa rispetto alla manovella superiore dellaltra o dei bracci dei rullini completamente ridisegnati, ma soprattutto per la discreta economia di materiale che interessa il nuovo modello da 1500 W. Possiamo dire che lunico miglioramento apportato al nuovo modello un aumento di potenza del motore di 250 W. Tutto il resto sensibilmente peggiorato, sia in qualit dei materiali che nella quantit degli stessi. Come dire che
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AssociazioneCulturaleIllegno www.illegno.it linvarianza del prezzo tutta a favore del produttore. Ma vedremo pi in dettaglio le differenze nel corso della trattazione. La macchina viene consegnata inserita in un sacchetto di cellophane, con due gusci protettivi in polistirolo espanso e imballata in scatola di cartone. E presente un sacchetto di sali contro la formazione interna di umidit e conseguentemente di ruggine. Oltre alla macchina, di cui lunica parte da montare la manovella, sono contenuti nellimballo il manuale (che stranamente la definisce Pialla Filo Spessore), le chiavi di servizio, 2 dime per la regolazione e laffilatura dei coltelli, 1 cinghia di trascinamento del tamburo, 1 coppia di spazzole motore. Piuttosto singolare la cinghia, dentata su una faccia e PoliV sullaltra. Poich quella che lavora la faccia PoliV resta il dubbio se la dentatura esterna sia per luso su altre macchine o per ridurre lo sfregamento sulla fusione portante. Il manuale, in 6 lingue, piuttosto sintetico anche se sufficientemente chiaro grazie anche alle 19 immagini fotografiche illustranti la macchina e la sua manutenzione ordinaria.

La dotazione della macchina.

La macchina si presenta nella classica colorazione del brand, nera e grigia con manopole gialle. Solo il piano in lamierino inox a copertura della fusione dalluminio di base.

La macchina in recensione (vecchio modello). A sinistra vista dal lato entrata pezzo, a destra dal lato duscita con la manovella di regolazione della profondit. Il cavo termina con lormai usuale spina shuko e lho prontamente sostituito con uno provvisorio con spina italiana che avevo recuperato da un ferro da stiro. La prima differenza che si nota tra le due macchine la posizione della manovella della regolazione della profondit. Nel nuovo modello questa sporge dal carter superiore, nella parte destra dellimmagine di sinistra ed ha una manopola tonda a due gusci che sincastrano a pressione. Essendo vuoti allinterno, e di plastica piuttosto sottile, la loro unione non molto solida. Il cambio di dislocazione dovuto al fatto che nel nuovo modello le coppie coniche di rinvio del moto sono ora posizionate sotto la base, anzich sotto il carter superiore come in questa. La scelta, al di l del

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AssociazioneCulturaleIllegno www.illegno.it cambio dei materiali degli ingranaggi che nel nuovo modello sono in plastica anzich in metallo, ha comportato la creazione di un canale sotto la base con conseguente eliminazione delle nervature. I due bracci di sostegno dei rulli per il materiale inoltre, per fare spazio alle coppie coniche, sono stati accorciati oltre la spina di perno e resi indipendenti sui due lati di modo che, invece di avere due bracci a U continuo, sono diventati quattro listelli singoli collegati allesterno solo dal rullo e in posizione mediana da un lamierino. Potete capire che, con la proverbiale precisione cinese, linsieme si muove come un pupo siciliano. Il rullo inoltre non pi regolabile dalla piastrina ma ogni singolo braccio regolabile da una vite che preme contro una battuta del braccio sotto lasse del perno. Capirete che la regolazione estremamente complicata perch un minimo spostamento della vite determina un importante spostamento del rullo a causa della moltiplicazione del braccio di leva.

La BT130W nuova versione. A sinistra la manovella e a destra la scala graduata. Si vede in lontananza la vite di regolazione dellaltezza del braccio del rullino.

Nella vecchia versione invece la U decisamente solida al punto che regolandola su un lato assume la regolazione anche sullaltro. Il braccio lungo oltre la spina permette inoltre una regolazione pi fine proprio per la maggior distanza tra vite di regolazione e fulcro del braccio. In aggiunta, il rullo montato su due piastrine con fori asolati avvitate al braccio. Fatta la regolazione del braccio quindi ancora possibile recuperare eventuali piccole differenze agendo sulle piastrine. Lunico handicap del sistema che il braccio interno, ripiegando il gruppo, sporge sotto la base sollevando la macchina. Sar quindi necessario dotare la macchina di un paio di zoccoli alti 45 mm.. Anche la scala graduata stata ridotta dal vecchio lamierino di alluminio serigrafato fissato con viti, a una striscia adesiva mentre lindice passato da metallo verniciato a un rettangolino in
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A sinistra uno dei rullini. Sostenuto da un lato solo evidente la perdita di allineamento al panetto. A destra la coppia conica, ora in plastica, sotto la base che ha comportato la necessit di ridurre le nervature a livelli inconsistenti.

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AssociazioneCulturaleIllegno www.illegno.it policarbonato. Se il parallasse della vecchia versione era in qualche modo eliminabile, nella nuova non c niente da fare se non sostituire o la scala o il pezzo in policarbonato.

Nellimmagine si vede un braccio di sostegno del rullo. E in posizione di riposo, ripiegato verso la macchina. Si noti il lungo braccio sotto la spina, braccio su cui agisce la vite di regolazione dellaltezza che si intravede dentro la macchina. In alto si vede la piastrina che permette unulteriore piccola regolazione del rullo. Lo spostamento della manovella nella nuova versione ha comportato la riprogettazione dei carter con scadimento della robustezza. Il carter superiore, a parte piccole variazioni come il foro della manovella, rimasto sostanzialmente invariato ma i due carter laterali, ottenuti per stampaggio bombato nella precedente versione, nella successiva sono stati sostituiti da due semplici lamiere piegate e fissate lateralmente alla base e al carter superiore con autofilettanti. Nella versione in esame, inoltre, questi sono fissati alla base mediante bulloni tcei M6 e al carter superiore sempre mediante autofilettanti ma solo dopo inserimento dei carter laterali nel carter superiore stesso. Sempre di lamiera si tratta, ma sappiamo tutti come le nervature abbiano nel suo stampaggio una funzione determinante. Per ultimo, la copertura dei rulli di trascinamento passata dal Vulkolan della vecchia versione e una anonima gomma della nuova.

A sinistra la nuova versione dei carter, a destra il vecchio modello con il fissaggio alla base del carter laterale. Notare lottenimento per stampaggio della lamiera con doppia nervatura perimetrale mentre, nella nuova, come si muove la lamiera (e la scala incollata) svitando solo due delle viti di fissaggio.

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AssociazioneCulturaleIllegno www.illegno.it Vediamo ora la trasmissione. Dal motore il moto viene trasmesso al tamburo mediante la gi citata cinghia PoliV. Questo avviene sul lato destro guardando la macchina dallentrata pezzo. Il tamburo quindi rinvia, mediante ruote dentate e catene, posizionate sul lato sinistro, il moto ai due rulli trascinatori. Non presente alcun meccanismo di arresto del moto dei rulli separatamente da quello del tamburo. Ne consegue che, in caso di eccessiva asportazione, sar necessario spegnere la macchina o intervenire tempestivamente sollevando la testa con la manovella della profondit.

La trasmissione del moto: nella foto di sinistra la cinghia , in quella di destra le catene. Nelle immagini si vedono chiaramente le due coppie coniche che mandano in rotazione le viti di movimentazione verticale della testa. In teoria la macchina in condizioni di lavorare appena tolta dalla scatola, previo montaggio della manovella e fissaggio a qualcosa di solido mediante 4 viti del 10. I risultati per, com logico aspettarsi dalla produzione cinese, sono ben distanti dallottimale. Dopo aver provveduto alla regolazione dellaltezza dei rulli di sostegno del pezzo ho provato a piallare di costa unassicella di abete con questo risultato:

Nonostante la bassa incidenza sul tamburo di una larghezza di soli due cm., alluscita il pezzo stato richiamato dalle lame riportando, negli ultimi 5 cm. di lunghezza, una scalinatura di 1,7 mm. Al momento dellentrata del pezzo sotto il primo rullo trascinatore ho avuto anche limpressione che la testa si alzasse sul lato opposto alla manovella. Ho quindi scollegato la macchina e lho scarterata per esaminarla rilevando che: 1) sulla colonna secondaria, tirando la testa verso lalto, cera gioco; 2) Il rullo di uscita era quanto meno livellato con le lame del tamburo se non addirittura pi alto; 3) La lamiera inox del panetto di appoggio del pezzo non appoggiava uniformemente sulla sottostante base in fusione dalluminio. Sono perci intervenuto per verificare se questi difetti fossero rimuovibili e, nel caso, con quale difficolt. Per prima cosa mi sono focalizzato sulla copertura del pianetto. Questa copertura trattenuta in
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Alluscita il pezzo viene intaccato pesantemente

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AssociazioneCulturaleIllegno www.illegno.it posizione da due linguette che sincastrano in fessure ricavate nelle guide laterali del pezzo. Ho rilevato che le fessure delle guide premevano eccessivamente le linguette provocando un inarcamento della lamiera nella parte centrale e uno svergolamento diagonale. Sono perci intervenuto di lima ad ago ritoccando la parte superiore delle fessure, poco alla volta, finch le linguette sono entrate senza forzare.

Il pianetto. Si notano lateralmente le due guide per i fianchi del pezzo in cui sincastrano le linguette del lamierino di copertura del pianetto.

La parte superiore della vite secondaria di regolazione dellaltezza testa. Il gioco l rilevato era dovuto probabilmente alla mancanza di una rondella. Per comparazione a destra si vede la testa superiore della vite secondaria del nuovo modello. L il problema delleventuale mancanza della rondella non si pone. Manca del tutto un sistema di opposizione al gioco.

La strana misura di questo gioco enorme per una pialla, 1.6 mm, mi ha fatto pensare subito a una rondella anche perch la vite primaria non ne aveva assolutamente. Tolto il grasso stato immediato verificare che la supposizione poteva essere fondata visto che era presente solamente uno spessore in C70. Immagino che pi correttamente avrebbe dovuto esserci un cuscinetto reggispinta, ma razionalmente, considerando le irrilevanti velocit di rotazione degli ingranaggi, ritengo che la scelta del costruttore sia accettabile. Ho quindi tolto il ponte superiore scoprendo che le boccole degli alberi erano decisamente ben fatte
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Una volta verificato che il lamierino appoggiasse uniformemente al sottostante piano (fresato), per maggior sicurezza ho steso una copertura di biadesivo e ho rimesso a posto il lamierino. Ho quindi rivolto la mia attenzione al difetto della testa che si sollevava. Ho rilevato che a sollevarsi era tutta la vite, segno che lappoggio superiore aveva gioco. Qui stato necessario smontare il ponte superiore di tenuta della vite, cosa che ho fatto dopo aver marcato la posizione degli ingranaggi conici per non perdere la regolazione simmetrica.

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AssociazioneCulturaleIllegno www.illegno.it al punto che, per sollevarlo quanto bastava per inserire la rondella mancante stato necessario sollevare anche il ponte della vite primaria, nonostante si trovasse a oltre 30 cm. di distanza. Risolto anche questo problema sono passato a quello del rullo duscita. Non nascondo che ero molto dubbioso circa la possibilit di risolverlo ma, una volta individuato il problema mi sono fatto quattro risate tanto il difetto era stupido. Guardate le immagini:

Qui si vede il blocchetto del rullo duscita dopo la rimozione del cavallotto di fermo. Il rullo tenuto in posizione da due morsetti di cui uno visibile in basso a destra.Si vede chiaramente che anche questo rullo dotato di molle di pressione. Abbiamo detto che il rullo duscita era quanto meno allineato alle lame del tamburo. Ora, un rullo traente, e anche quello duscita lo tant che collegato allaltro dalla sua brava catena, se non appoggia con una certa pressione sul pezzo non pu certo svolgere alcun trascinamento per mancanza di attrito. Ma come fa a far pressione sul pezzo se la sua discesa massima alla stessa altezza delle lame del tamburo e quindi del pezzo che da l esce piallato? Probabilmente nessuno ha spiegato al povero operaio cinese addetto al montaggio che il pezzo quando piallato di spessore inferiore di prima della piallatura. Il problema a questo punto era: come permettere al blocchetto di abbassarsi quei 2-2,5 mm.
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La macchina nello stato in cui era originariamente.A sinistra vi vede il blocchetto del rullo dingresso con i pendoli antiritorno. Al centro la puleggia del tamburo e a destra il blocchetto del rullo duscita. I cavallotti a forma di U servono ad evitare la caduta del blocchetto. Come si pu notare, il blocchetto del rullo dingresso distanziato dalla fusione della testa e sintravede la molla di pressione. Laltro invece a pacco contro la fusione. Notare nel modello nuovo che le molle di sostegno della testa sono scomparse e i rulli sono ora in gomma. Anche in questa comunque il problema del cavalletto a pacco era tale e quale.

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AssociazioneCulturaleIllegno www.illegno.it sufficienti per ripristinare una corretta pressione? Purtroppo lo spazio esistente tra le viti e il blocchetto era minimo, come si pu vedere dalle immagini precedenti e dalla seguente.

I cavallotti ferma blocchetti porta rulli. In quello in alto sintravede uno dei fori delle viti di fissaggio. Per rimuovere le viti, considerato il poco spazio tra testa e piano, stato necessario utilizzare un inserto con chiave a cricchetto. Dopo aver scartato lidea di tornire 8 distanziali mi sono accorto che le rondelle spezzate erano sufficientemente strette da non interferire con il blocchetto. Ho quindi reinserito le viti nei cavallotti e su ogni bulloncino, allinterno del cavalletto, ho infilato due rondelle spezzate. Lavoro da certosino non esente da litanie. Alla fine anche il rullo duscita ha acquistato la necessaria mobilit.

Per completare lopera ho apportato due piccole modifiche, rispettivamente alla cuffia lanciatrucioli e alla scala graduata della profondit. La cuffia lanciatrucioli ha una bocchetta da 34 mm.interni e 40 esterni, adatta a un aspirapolvere. Dovendovi per collegare un aspiratrucioli con tubo da 100 ho semplicemente ricavato un tondo di legno da 96 mm. con foro passante da 40 e lho infilato in uno spezzone di tubo da 100 del tipo usato per gli scarichi idrici. Poich laspiratore tendeva a cavitazionare ho praticato nel legno unaltra serie di fori per agevolare il flusso daria.

Il blocchetto del rullo duscita ora libero di scendere sotto la pressione della molla.

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La scala graduata costituita da una lamina millimetrata in alluminio di spessore molto sottile. Essendo avvitata nella parte superiore al carter e nella parte inferiore alla base, non coassiale alla corsa della testa sulla quale fissata la tacca di lettura. La tacca inoltre distava circa 4 mm. dalla scala con evidente possibilit di errori di parallasse. Ho quindi staccato la scala e lho semplicemente incollata su una lista di compensato recuperando in tal modo il parallasse, garantendo una buona solidit alla scala stessa e ottenendo materiale per asolare i fori di fissaggio in modo da ottenere la possibilit di una regolazione adeguata allaltezza effettiva di passata. Le modifiche apportate hanno permesso di poter disporre di una macchina adeguata a lavorazioni non particolarmente impegnative ma che in diverse occasioni possono evitare di dover disattrezzare la combinata a causa di errori di previsione, dimenticanze o sopravvenienze. Succede infatti abbastanza spesso che, a macchina attrezzata, arrivi qualche amico che ha bisogno di piccoli interventi e quasi sempre ha una fretta del diavolo. Per la verifica della funzionalit ho eseguito una serie di piallature a spessore, sia su assi alte e strette che su basse e larghe. Per la precisione ho piallato un listello di abete da 700x100x20 mm., con nodo iniziale vivo, e una tavoletta da 1000 x 230 x 17 di larice russo. I risultati possono considerarsi soddisfacenti sia per la buona qualit della piallatura, sia perch il problema della scavatura in uscita sparito. Rimane una minima scalinatura iniziale che un classico delle pialle a spessore e una differenza di parallelismo risolvibile mediante opportuna taratura della dima di montaggio dei coltelli. Per inciso sottolineo che nel nuovo modello non fornita una dima per la regolazione esterna dei coltelli ma un semplice semicerchio in alluminio. Ne deriva che sar ben difficile modificare lallineamento dei coltelli in caso di disassamento tra tamburo e panetto. Tengo a precisare che la tavola in larice stata piallata su entrambe le facce inserendola sempre dalla stessa testa in modo da evidenziare maggiormente eventuali inconvenienti.

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Ladattatore della bocchetta della cuffia lanciatrucioli. Nella foto di destra si pu notare, dalla scarsa presenza di trucioli sul banco, che la funzionalit della modifica soddisfacente.

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CONCLUSIONE La pialla a spessore Nutool BT130W, nella versione a manovella laterale, una pialla a spessore da banco che, per il costo di circa 200 , pu tornare utile a chi, senza troppe pretese, ha la necessit di un attrezzo per piccole piallature. Per il peso contenuto della macchina e la sua robustezza non penso proprio sia possibile lavorare pezzi a tutta luce e magari di lunghezza rilevante, a meno di fissarla stabilmente su un piano di notevoli dimensioni e stabilit e dotato di opportune rulliere. Come abbiamo visto, a fronte di una struttura sostanzialmente ben dimensionata, presenta una regolazione di fabbrica non adeguata a un lavoro soddisfacente con pecche per certi versi incomprensibili. Richiede quindi un adeguato intervento di messa a punto non proponibile a chi non abbia adeguate conoscenze di meccanica e/o mezzi strumentali. Non , in definitiva, una macchina plug and play e di questo dovr tenerne conto chi si appresta allacquisto. Nel caso invece che lacquirente o un suo amico abbia discrete conoscenze di meccanica, pu essere una buona compagna in un laboratorio hobbistico entry level. Vale forse la pena di notare che questo tipo di macchine, avendo il piano fisso, non richiedono una continua regolazione in altezza delle eventuali rulliere (indispensabili per pezzi un po tosti) man mano che procede lo spessoramento del materiale. Richiede di contro un preventivo scandagliamento dello spessore massimo del pezzo da passare stante che non presente alcuna leva di interruzione del moto.

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A sinistra si vede chiaramente che il listello non presenta pi il difetto di scavatura perch il rullo duscita lo mantiene ora premuto correttamente. A destra le differenze di spessore su una tavola di larghezza quasi uguale al massimo accettato dalla macchina. A parte la differenza dei primi cm., dovuti alla forzatura della prova, la differenza di spessore si attesta sui 0,35 mm., misura non certo accettabile ma facilmente risolvibile montando adeguatamente i coltelli.

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