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OGNI TESTO UN ATLANTE E OGNI ATLANTE UN TESTO

(Farinelli)

Lunica considerazione possibile che ogni testo un atlante e viceversa; la sola differenza lesistenza di un doppio sistema di simboli: alfabetico e lineare - geometrico. La funzione principale delle carte conservare la memoria del dato. Il potere non solo un concetto astratto, infatti non esiste la produzione sociale dello spazio ma la produzione spaziale della societ. La globalizzazione sottintende che non possiamo pi contare n sul tempo n sullo spazio, o meglio che tempo e spazio non hanno pi valore per spiegare il funzionamento del mondo. Ci ci costringe a rivedere la cultura occidentale che prevede che si ritorni alla realt del mondo, modello che la cultura occidentale non ha voluto esaminare fino in fondo. Occorre tenere in primo piano la struttura della carta e in particolare 3 elementi: la scala, il layout e la relazione biunivoca al suo interno. Quindi necessario compiere 2 operazioni: decidere che il disegno vada rappresentato su una tavola e poi decidere a che scala rappresentare il disegno della faccia della terra. Latlante fondamentale per capire la genesi della modernit, infatti lo stato moderno la copia dellatlante e non viceversa: a scuola hanno sempre insegnato che la mappa la copia della terra, invece lopposto. Uno Stato moderno per funzionare deve avere 3 essenziali caratteristiche: la continuit, lomogeneit e lisomorfismo, tutto fatto dalla stessa sostanza e tutte le parti seguire ununica direzione. La globalizzazione e il concetto di rete implicano 2 conseguenze: i soggetti diventano mobili e la vista non basta pi a conoscere le cose. La corrispondenza fra testo e atlante lelemento fondamentale: anche il testo un atlante perch c un layout. Sulla mappa non esistono metafore perch essa lunica e prima metafora concepibile; la relazione biunivoca una particolarit fondante del linguaggio cartografico. LA GEOGRAFIA FRA I BANCHI DI SCUOLA Bandini

Lo studio dellinsegnamento delle varie discipline, in particolare geografia e storia, ha stretti legami con la societ e le sue aspettative; molti esperti si interessano a discutere della problematica del libro di testo per affrontarla oltre i confini disciplinari. Il libro scolastico come sussidio indispensabile per linsegnamento si inserisce nella crescita di una specifica editoria: spesso sono gli stessi maestri a scrivere i libri e capire la loro diffusione aiuta a capirne luso. Lanalisi delle edizioni fornisce ottime indicazioni. La prima questione rilevante il rapporto in discussione tra la cultura accademica e quella scolastica; le forme della scrittura didattica mutano nel tempo e nello spazio: nellinsegnamento della geografia il passaggio pi marcato quello che accompagna linserimento della cartografia e la sua presenza sempre pi rilevante, fino a divenire centrale nella didattica della materia. Il rapporto fra libri di testo e valori sociali di riferimento sono oggetto di continua discussione e indagine storica. SU E GIU PER IL MONDO Grottanelli de Santi

Il turismo nel mondo in una nuova fase: c stato il tempo della scoperta quando il viaggio portava a conoscere nuovi luoghi e poi il momento delle democratizzazione del viaggio che ha tolto alle elite il privilegio della vacanza. La ricerca della verit diventa impellente quando si fa il reporter in paesi e situazioni in cui la guerra domina la quotidianit della gente. Il viaggio ha avuto nel corso della storia dellumanit innumerevoli significati. La libert diventa la molla per un viaggio di scoperta che insito in ogni percorso culturale, in tutti i viaggi si colloca il desiderio di tornare a casa e in ciascun itinerario culturale esiste una Itaca: lisola da cercare e la ricerca di ci che noi stessi siamo. Si pu viaggiare per fede o per studio o per una sfida e arricchimento culturale ma anche per imitazione e per seguire le mode e il consumismo. Gli spazi vuoti non esistono pi, le grandi paure primitive del viaggiare sono mutate in paure logistiche, come la paure di perdere laereo o le coincidenze. Lapporto culturale del viaggio si traduce nellesaltazione di un feticismo degli oggetti- ricordo, delle fotografie scattate, dei filmati da proiettare La libert uno dei pi forti richiami, uno dei principali motivi per cui si decide di partire, soprattutto per i giovani. La prima libert da conquistare dunque quella di poter partire, sentendosi capaci di rinunciare a quelle

comodit e abitudini, che se da una parte soffocano, dallaltra danno sicurezza. Parlando di educazione alla libert obbligatorio un riferimento alle gite scolastiche o ai viaggi distruzione, presupponendo motivazioni culturali e didattiche alla base; in realt gli studenti italiani fanno almeno una gita allanno e perci c un mondo economico che vive su questo evento. Spesso andare in gita o in una citt o in unaltra non cambia perch per i ragazzi importante andare; dunque necessario che gli alunni medesimi siano forniti di tutti gli elementi conoscitivi e didattici idonei a documentarli sul contenuto delle iniziative stesse. Importanti citazioni relative al viaggio: KAPUSCINSKI: sostenitore di un giornalismo fatto con la suola delle scarpe, ritenendo che viaggiare volesse dire soprattutto calarsi il pi possibile nella realt cui si va incontro. Nel libro In viaggio con Erodoto, Erodoto viene visto come il primo vero reporter della storia, mosso dal bisogno di viaggiare: tocca con mano, raccoglie dati, li confronta, esplora CONTROMAPPE E CONTROPOTERE Perch si traccia una mappa? possibile realizzare una mappa per conquistare il territorio, quando essa al sostegno di un sapere militare per il quale serve segnare i punti di debolezza del territorio per poterli ferire e mutilare. La mappa un reticolo cartesiano allinterno del quale nessuna preda pu sfuggire; viene redatta allo scopo di imparare a imprimere nel territorio i segni del potere. Il mappatore invece il rapace/cacciatore, mentre lo spazio la rappresentazione diretta del potere e mappare lo spazio significa tracciare le coordinate delle future espansioni del dominio. Se si deve scappare occorrer segnarne i punti di debolezza, diventando cos un esercizio di sottrazione dalla claustrofobia indotta dal potere. In questo caso il territorio inteso come nuova possibilit di rapporto uomo/natura da riconquistare, dove anche il tempo viene coinvolto in questa nuova mappatura del territorio in opposizione a quella fatta dai dominatori. Una volta liberati dal potere si pu tracciare mappe per il piacere di abitare dove bisogner segnare i punti di debolezza del territorio per poterli lasciar stare e per rispettarli. Il territorio sar allora concepito come altro da s e il mappatore non sar pi il dominatore del mondo stesso; il territorio torner alla sua wilderness che sempre stata descritta come desolazione ma che proprio nella sua indifferenza alluomo recupera la sua libert. Coloro che invece devono realizzare le mappe delluniverso si trovano di fronte a queste estraneit, poich non possono possedere luniverso e nemmeno addomesticarlo ma possiamo al massimo accontentarci di descriverlo. IL TURISMO SCOLASTICO NEL TOURING E IL DISCORCO GEOPOLITICO Bagnoli Mantegazza

Le escursioni di studio e i viaggi di istruzione da sempre rappresentano uno strumento didattico tra i pi diffusi.olitica popolare nel periodo interbellico e del secondo dopoguerra. La Sorgente (rivista mensile per leducazione) esplicita che il Touring ( il Touring Club Italiano che ha ricoperto unimportanza fondamentale per il turismo scolastico, cerca di unirle lutile al dilettevole) si fa interprete delle esigenze della popolazione italiana, di conoscere il suo paese funzionalmente alla politica; cos nel 1913 il Touring costituisce un Comitato nazionale di turismo scolastico, con lo scopo di coordinare le diverse commissioni provinciali e locali. Analizzare le mete e le attivit proposte dai comitati nazionali si rivela interessante poich, anche quando lo sguardo si rivolge ai continenti extraeuropei, il tono e il contenuto risentono fortemente di pregiudizi funzionali alla politica; lintenzione del Touring di concorrere a fondare una nuova religione civile della Patria. Nel 1926 viene promulgata la legge fascistissima cui segue la soppressione di numerose associazioni, risentendone anche il turismo e proponendo una politica marcatamente nazionalista; durante il conflitto, le escursioni si svolgono sulle alpi o sugli appennini in date significative per la storia nazionale. Conclusosi il Fascismo, inizia un lungo processo di ricostruzione fisica, morale e intellettuale, e il turismo si presta al fine di rifare gli italiani. Anche il servizio di

turismo scolastico del Touring conferma questa tendenza che lungi dal sottolineare una funzione pedagogica. Nasce perci la rivista Marco Polo; dalla lettura dellannata 1960 di tale rivista sembra essere lanno del turismo scolastico mentre avviene una crisi di esso. Con il 68 inizia una nuova fase del turismo per le nuove generazioni, non pi scolastico ma semplicemente giovane, quella che il Touring stesso chiama dei sacchi a pelo, tuttora avente la funzione di far viaggiare i giovani. NOI E LORO Balducci

La scuola contribuisce alla diffusione del senso comune, come frutto di precise scelte ideologiche del sistema sociale in cui inserita; gli insegnanti restano coinvolti divenendo gli strumenti primari nella trasmissione di preconcetti nel rapporto di ci che lAltro come concepito dallideologia politica dominante. Il peso dellideologia riuscito a contrastare linnovazione pedagogica, rappresentante dello svecchiamento della scuola e perci vissuta come soverchiamento pericoloso dellordine costituito; anche la geografia ha elementi innovativi che si contrappongono ad altri conservatori. Linteressamento delle forze al potere di ispirazione cattolica nel secondo dopoguerra fece si che i programmi del 45 venissero sostituiti da nuovi programmi: la lingua divenne elemento di separazione non valorizzando il patrimonio culturale ma assorbendolo nella lingua nazionale; nella geografia previsto un approccio parzialmente attivo che parte dallo studio del comune fino a quello dello Stato italiano. Solo dopo 30 anni ci furono i nuovi programmi, in cui la geografia non pi scienza descrittiva dei fenomeni ma interpretativa delle dinamiche di interazione fra umanit e ambiente; essa diventava disciplina capace di cogliere i cambiamenti nel tempo e nello spazio. I programmi erano orientati allacquisizione di un atteggiamento critico, della determinazione della consapevolezza del s in rapporto con lAltro, oltre i confini politici ed unottica statica della realt. Nel 2004 la riforma Moratti d un approccio didattico di tipo attivo: la geografia diventa tematica e problematica mediante una continua azione di ricerca, dove la conoscenza della realt territoriale costituisce occasione di confronto con altre realt territoriali. Nel 2007 il ministro Fioroni avvia un biennio sperimentale nella scuola dellinfanzia e primaria: dalla lettura del documento emergono affermazioni contraddittorie in cui si insinua lidea del binomio cultura propria/altrui, in cui la prima dominante e non condivisibile nei valori fondanti assumendo un ruolo assimilatorio: anche lapproccio interculturale sempre vincolato alla prospettiva della nostra tradizione. In tale organizzazione disciplinare la geografia esce ridotta e per certi aspetti banalizzata nella sua portata formativa ed epistemologica. Il ritorno ad un approccio allo studio della geografia di tipo descrittivo e deterministico d un ruolo prioritario alla conoscenza secondo il proprio punto di vista: in tale concezione lAltro non solo il diverso ma un pericolo per la propria identit culturale che luomo sociale si creato come limite invalicabile e che la scuola chiamata a diffondere ed amplificare. CONCLUSIONI: i programmi ministeriali sono amplificatori potenti dellideologia politica dominante e determinano nella scuola la diffusione dellegemonia e del senso comune che determina a sua volta la percezione dellaltro. importante dunque analizzare ci che viene comunicato sia ai maestri che ai bambini per far si che entrambi siano divulgatrici di simile concezione. Nella pratica didattica appare fondamentale la conoscenza critica dei programmi scolastici e un approccio critico alla geografia, perch sia reso esplicito che la conoscenza del mondo non solo legata agli strumenti di conoscenza utilizzati, ma comunque legata a un punto di vista soggettivo o sociale.

LIMMAGINE DELLITALIA NEI CORSI DI LINGUA PER STRANIERI

Simone Betti

Lo studio della lingua e della cultura italiana da parte di studenti stranieri una costante attrazione, specie per motivi culturali e turistici; i manuali di lingua sono principalmente di 2 tipi: quelli che si rivolgono a studenti stranieri in Italia per turismo e quelli per studenti stranieri trasferitisi stabilmente in Italia. Entrambi i tipi

rispondono alle nuove direttive europee sulla formazione permanente stabilito dal Consiglio europeo di Lisbona nel 2000; in particolare si fa riferimento alle seguenti competenze: comunicativa in lingua straniera, matematica e in ambito scientifico-tecnologico, sociali e civiche, senso di iniziativa e imprenditorialit, consapevolezza ed espressione culturale. Ad ogni singolo Paese richiesto di sviluppare una strategia per sostenere gli studenti pi giovani che presentano carenze educative per motivi personali, economici, e per offrire loro loccasione di sviluppare le proprie potenzialit; oltre a questi obiettivi generali, ci sono altre competenze, di cui alcune di carattere geografico. Un corso di lingua straniera che sviluppi tali competenze offre una lezione in cui si evidenzia il collegamento tra la padronanza linguistica e linserimento in un contesto socio-culturale; le disposizioni europee consentono di focalizzare obiettivi di ogni tipo e descrivere risultati raggiunti a partire dai diversi bisogni, caratteristiche e risorse degli apprendimenti. I 18 testi analizzati hanno una sezione pi corposa circa le tematiche geografiche e hanno in comune un apparato cartografico: in tutti i testi si trova una carta politica dItalia con relativa suddivisione in regioni e indicazione dei capoluoghi di provincia; laspetto che colpisce che gli elementi topografici, cartografici e antropici sono funzionali allapprendimento di strutture grammaticali e comunicative. Altro aspetto da considerare il materiale scelto, che deve essere autentico per non alimentare gli stereotipi anche se la loro presenza appare minima, non mancano elementi di richiamo conosciuti allestero usati solo allinizio per attivare le conoscenze pregresse. Linsegnante dovr presentare anche il mosaico regionale e non solo la ricchezza della regione in cui si lavora per non sminuire la variet della cultura italiana, come frutto del meticciamento di varie componenti territoriali; nel presentare la situazione italiana in questi testi, si tende a dare unimmagine positiva del Paese. I manuali dedicati agli stranieri che vivono in Italia sono pi orientati allintegrazione e quindi esemplificano situazioni concrete che si possono verificare, dando una visone superficiale dellItalia. Lanalisi dei manuali di italiano per stranieri ha permesso di individuare la presenza, la persistenza, la modificazione, la sostituzione e la rimozione di stereotipi culturali nei corsi per stranieri che, oltre a fornire nozioni linguistiche, cercano di avvicinare gli studenti al territorio, alla cultura e allo stile di vita italiano. PESCI BIANCHI E PESCI NERI Borghi, Camuffo

Recenti episodi di cronaca hanno portato lopinione pubblica ad interrogarsi sul tema degli immigrati di seconda generazione. LIntercultura a scuola e linsegnamento delle materie scolastiche in ottica interculturale trattata nelle scienze sociali. Laggettivo multiculturale descrive le caratteristiche sociali e i problemi di scelte governative; multiculturalismo invece indica le strategie e le linee politiche per gestire la diversit. Il fallimento delle politiche multiculturali ha portato ad un ripensamento, perci ci inizi a parlare di interculturalit. Laggettivo interculturale non riguarda le differenze culturali portate avanti dal discorso istituzionale, ma si tratta di una questione riguardante le esperienze che si vivono qui ed ora; la criticit del concetto di cultura risiede nel suo legame indissociabile con quello di identit: questo discorso legittima lidea che esistano identit fisse da cui dipendono alcuni valori morali ed elementi che caratterizzano certe culture. In un mondo caotico le culture e le identit rimarcano il posto giusto di ciascun individuo nel mappamondo mondiale; nel messaggio interculturale possiamo individuare dei temi ricorrenti che guidano la produzione di letteratura per ragazzi: 1. La visione cartografica del mondo: quasi tutti i libri si aprono con un mappamondo e le prime due pagine sono spesso occupate da una carta che riproduce il mondo secondo la visione cartografica classica). 2. Il determinismo ambientale: lambiente visto come il referente per la diversit culturale, per la formazione delle caratteristiche culturali dei popoli e di quegli specifici tratti somatici indispensabili allimmediato riconoscimento dellAltro; da ci la convinzione che ogni cultura coincida con un territorio e che possa finire o cominciare laddove c un confine. La razza, come stato dimostrato, non qualcosa di scientifico, ma una costruzione politica e sociale. 3. Lingua e politica: quello che accompagna la geopolitica veicolata dai media e dalla letteratura interculturale; come dimostrato, la razza non una categoria scientifica ma una costruzione politica e sociale, perci produrre libri con cui i bambini imparino a catalogare le persone e a riconoscerle dai tratti somatici unoperazione lontana dal qualsivoglia supposta neutralit. Un corpus teorico usato come strumento per leducazione interculturale di questo tipo dovr essere rigorosamente analizzato poich potrebbe diventare dispositivo di controllo sociale e di

formazione del consenso, un consenso che porta lopinione pubblica a legittimare pratiche e politiche riflettenti un determinato progetto di societ. LUSO DELLE CARTE GEOPOLITICHE NELLA DIDATTICA Boria

Una carta geografica un genere molto specifico di rappresentazione spaziale che la cultura occidentale ha sviluppato nellet moderna per rispondere a precise esigenze politiche. Nel 900 col superamento del paradigma cartesiano si diffusero pi forme di rappresentazione spaziale meno rigorose, una la carta geopolitica poich le carte tradizionali risultavano inadeguate nel rappresentare la realt politica Una carta tradizionale descrive una situazione formale, non fornisce nessun contributo per comprendere la situazione politica e quindi inadeguata a rappresentare leffettiva realt. La carta geopolitica ha una modalit comunicativa meno specialistica, alcuni caratteri sono: stile grafico essenziale e sintetico; stilizzazione delle forme geografiche, presenza di simboli dinamici e meno astratti Elementi in comuni sono lautonomia di linguaggio rispetto ad un testo scritto, codice comunicativo simbolico, funzione persuasiva (condurre il fruitore a condividere il contenuto comunicato). Le conseguenze si riflettono poi specialmente sui contenuti del messaggio trasmesso al lettore. Diversit sulle modalit tecniche hanno profonde differenze tra tradizionali e geopolitiche: la tradizionale raffigura la superficie terrestre ma in crisi sulla visualizzazione di oggetti culturali (identit) o ideologici (valori), cio entit invisibili, mentre la geopolitica raffigura lesito spaziale di unanalisi geopolitica; nella tradizionale domina un apparato segnico razionale con prevalenza di simboli per imporre al lettore un codice predefinito che rimanda a significati predeterminati, mentre nella geopolitica c preferenza per le icone che rimandano a significati variabili in rapporto alle culture; le geopolitiche intendono il territorio come realt a 2 dimensioni (spazio e tempo), le tradizionali solo la dimensione spaziale. Ragioni che giustificano luso di carte geopolitiche nella didattica Lutilit nella didattica risiede nella natura multidisciplinare dellinsegnamento geografico, che attinge a una pluralit di saperi disciplinari per connettere fenomeni economici, politici, storici; permette allo studente di sviluppare capacit di: acquisire strumenti intellettuali della teoria geografica ; ridurre situazioni complesse in figure pi elementari; connettere fenomeni di natura diversa; sviluppare senso critico; approfondire temi attuali; conoscere le tensioni territoriali che sono una costante della politica internazionale. La carta geopolitica riscontra per dei limiti: per sua natura incline a ricercare leggi tendenziali e regolarit che possono alimentare visioni preconcette; la produzione corrente di cartografia geopolitica risente dellinflusso dei media e polarizzano lattenzione su vicende al centro dei media. A livello didattico si dovrebbe preferire una carta geopolitica perch consente di cogliere pi efficacemente le dinamiche spaziali delle relazioni tra saperi esistenti. Concludendo si pu dire che ci che manca oggi, non sono i contenuti o i modelli ma la capacit di individuarli nellabbondanza di codici comunicativi che la nostra societ produce. Il peggior nemico della conoscenza geografica lomologazione degli strumenti didattici; occorre valorizzare la ricchezza del linguaggio cartografico, riscoprendo la variet di rappresentazioni spaziali disponibili. NATURA E AMBIENTE NELLAPPRENDIMENTO SCOLASTICO Calandra

Le modalit con cui i libri di testo presentano la natura e lambiente tradiscono una visione unilaterale sulle risorse naturali e ambientali mondiali, che fa passare come oggettiva quella che in realt una rappresentazione ambientale funzionale al discorso politico-economico e ideologico occidentale; sono proiezioni effettuate da un solo punto di vista che tenta in maniera semplicistica di recuperare lAltro e lAltrove. Bisogna distinguere a livello teorico il concetto di natura come sistema fisico-spaziale e il concetto di natura come sistema di rappresentazioni sociali (cio in quanto ambiente); distinguere chiaramente natura/ambiente consente lelaborazione di percorsi formativi e dapprendimento aperti al riconoscimento dellAltro e dellAltrove. Quando gli uomini parlano di natura quello che fanno parlare di unidea di natura tra le tante possibili e si riferiscono a un puro dato della spazialit e fisicit terrestre. Quando si riferiscono allambiente parlano di un contesto naturale interpretato da un

gruppo umano in funzione di determinate finalit pratiche e di specifici bisogni sociali. Altra considerazione a livello formativo la scarsa rilevanza della distinzione che si fa tra naturale e antropico, perch il confine fra natura e natura antropizzata non cos evidente e ci che pu apparire naturale, dopo unattenta analisi, si rivela frutto di un intervento umano. Nella prospettiva di allargare lo sguardo sullAltro e sullAltrove fondamentale considerare la dimensione cognitivo - simbolica perch da essa si pu far emergere la complessit e la ricchezza di connotazioni sociali che contraddistinguono un contesto naturale; si tratta di orientare la riflessione sul fatto che nessun elemento costituisce una risorsa in senso assoluto perch i vari elementi della natura si specificano come risorse solo in riferimento a un preciso contesto umano, a specifici bisogni e progetti. Ci pu contribuire a livello didattico per sviluppare un atteggiamento critico. Altra importante distinzione quella tra: MATERIA PRIMA: elemento cos come si trova in natura; RISORSA: concetto dinamico nel tempo e nello spazio. Una materia prima diventa risorsa quando luomo comincia a farne uso; Nel tempo una materia prima pu diventare una risorsa e una risorsa una materia prima. RISERVA: risorse di cui si conoscono ubicazione e identit.

LIBRI DI TESTO E COMPETENZE

Di Palma

Il problema del libro di testo complesso perch la scuola un sistema dapprendimento solo in apparenza semplice poich lapprendimento un meccanismo delicato; vogliamo che gli alunni diventino competenti e imparino a pensare da soli. La parola competenza non ha un solo significato: nel cognitivismo un comportamento osservabile e misurabile, una procedura rigida e funzionale a compiti circoscritti; nel comportamentismo costruttivista il patrimonio flessibile del soggetto, sviluppato attraverso diverse esperienze e che lo abilita creativamente in varie attivit. Ci vuole un libro aperto per menti aperte, i manuali pi diffusi non praticano una didattica per problemi ma una trasmissione di contenuti formulata in modo intelligente ma che non garantisce lesercizio dellintelligenza dei ragazzi; Per le nuove generazioni la trasmissione dei contenuti culturali avviene principalmente fuori dalla scuola. La questione far si che i ragazzi diventino competenti nelluso degli strumenti multimediali e il libro di testo in quanto portatore di una parte del nostro pensiero non pu essere eliminato perch fonda il secondo curricolo e serve a contrastare il primo curricolo che quello televisivo e dei new media. La definizione di libro di testo nasce nel 1869 (Tommaseo definisce il libro di testo libro che serve nelle scuole per aiuto agli scolari e in soccorso allignoranza e imperizia degli insegnanti), periodo in cui la mente del fanciullo era considerata tabula rasa su cui imprimere nozioni fino a ottenere la forma mentis desiderata: i pi dovevano imparare a leggere, scrivere e far di conto, il libro di testo andava memorizzato e linsegnante controllava che ci avvenisse. Il libro di testo deve essere mediato, spiegato e linsegnante deve essere mediatore dei contenuti e anche del linguaggio; nella societ dellinformazione ciascuno deve costruire il proprio apprendimento. Per mantenere aperte le menti ed evitare che i libri di testo di geografia siano costruttori di senso comune si deve fare unoperazione di cittadinanza, quindi discutere su quali devono essere i contenuti che la geografia scolastica deve trattare per formare cittadini consapevoli, autonomi e critici. Il libro non deve essere unenciclopedia ma uno strumento utilizzato per la costruzione di un sapere frutto di condivisione e ricerca. LA FOTOGRAFIA COME DOCUMENTO GEOGRAFICO Giorda

Negli ultimi anni la quantit di fotografie nei manuali scolastici aumentata, le fotografie sono passate da corredo esplicativo del testo a un ruolo importante in cui il testo spiega la fotografia. Le fotografie utilizzate come documento geografico non possono considerarsi oggetti neutri ma devono assumere un ruolo didattico rilevante come testimonianze di idee, simboli e significati che permettono di esaminare pi punti di vista e valori assegnati dalle comunit umane a luoghi e paesaggi. Negli studi sulla percezione visiva, Arnheim dice che vedere un atto creativo: ci che vediamo non la conseguenza meccanica di una percezione ma un atto di attribuzione di significato, unelaborazione di senso, lassegnazione di strutture e significati. Quando necessitiamo di chiarezza e semplicit nella configurazione per percepire valori spaziali, ricorriamo al disegno perch evita i dettagli inutili, mentre la fotografia ci riporta allabbondanza della realt e quindi non si adatta a modelli astratti. Scattare, scegliere o interpretare una fotografia non un atto neutro; utilizzare una foto significa sporcarsi le mani con la realt e presuppone un cambiamento di visione e il riconoscimento culturale della disciplina; il geografo che scatta una foto non rileva una realt fissa attorno a lui ma da un senso alla realt. Fino a met 900 lobiettivo del geografo era di dare ordine alla molteplicit di aspetti della realt geografica, individuando stereotipi generali in grado di controllare la complessit del mondo. Laccesso e lo scambio di cos tante fotografie comporta una serie di importanti corollari epistemologici: la fotografia ha assunto una caratteristica liquida (cio trasferibile, immateriale, modificabile, plurale nelle sue interpretazioni) e una densa (stratificata di possibili significati, di letture razionali ed emozionali), quindi passata dalla univocit e linearit ad assumere caratteri di ipertestualit e ipermedialit. Si spostata lattenzione dalla costruzione di stereotipi alla valorizzazione dei punti di vista. Continua a prevalere lidea che la fotografia geografica sia la riproduzione, se non della realt, della descrizione della realt che ne fanno i geografi; si lontani dallidea di poter cogliere i legami fra limmagine e lintenzione di chi la produce e di sviluppare una tecnica di lettura da applicare al paesaggio raffigurato nella fotografia. Luso delle fotografie nella didattica della geografia si configura come una relazione necessitante di riflessioni e sperimentazioni, ricca di potenzialit tuttora scarsamente indagate. EDUCAZIONE ALLA COMPLESSITA NELLA SCUOLA PRIMARIA (Stefano Malatesta)

Leducazione allambiente, nelle varie forme che assume nella scuola di base, ha recentemente raggiunto una piena legittimit curricolare. E stata messa in evidenza , la problematicit nel dialogo tra questa forma di educazione e i campi disciplinari i campi disciplinari deputati allo studio delle relazioni tra sistema antropico e ambiente nella scuola primaria. Il punto centrale di questo rapporto, risiede nel considerare le buone pratiche come la caduta operativa dellapprendimento che avvalora la verit scientifica ponendola come base per un comportamento responsabile, in contrasto con comportamenti insostenibili e irresponsabili. La critica a questo rapporto riguarda soprattutto la trasformazione di questa verit in un pensiero omologante, che viene diffuso tramite la scuola, i media e le agenzie educative che si occupano di educazione ambientale. E proprio in questo punto che gioca un ruolo fondamentale il corpo docente e la volont delle agenzie esterne di comunicare le teorie scientifiche che interpretano la crisi ambientale . Un altro aspetto interessante della relazione tra agenzie educative e discorso riguarda la possibilit, attraverso i materiali usati nelle scuole , di promuovere alcuni tratti fondamentali del proprio indirizzo politico. Ad esempio, le istituzioni politiche locali hanno la tendenza a promuovere i luoghi simbolo del patrimonio culturale e naturale presenti sul territorio provinciale e gestite e tutelate dalle stesse istituzioni. I percorsi di Pegaso Le proposte didattiche incluse nel progetto Pegaso hanno permesso di rilevare alcuni elementi significativi che legano educazione ambientale e i materiali usati dal corpo docente. Dall anno scolastico 2005 in poi c stata una tendenza a presentare la questione ambientale come una grande crisi catastrofica. Cos si cercato di porre maggior attenzione per la risoluzione della crisi, non sulla scienza e sulla tecnologia, ma sulleducazione alla sostenibilit, applicazione pi concreta e tangibile. ORIENTALISMI Immagini nei libri di testo della scuola primaria (Fiammetta Martegani)

Lo strumento pi usato nella scuola primaria per lo studio delle discipline il sussidiario, che nonostante ci dia una spiegazione esaustiva dei vari argomenti, ripropone una seria di stereotipi. Quelli pi frequenti, allinterno delle sezioni specifiche di geografia sono di tipo paesaggistico, razziale e di genere. Le fotografie che troviamo tra le pagine del libro di testo, non ci danno una descrizione oggettiva di ci che viene fotografato, ma un punto di vista soggettivo, e quindi storicamente e culturalmente situato; ci fanno confondere il mondo con quello che invece sono delle rappresentazioni di esso. Una lettura delle immagini andrebbe svolta non soltanto per capire cosa ci stanno dicendo ma anche comequesto qualcosa ci viene detto. Il criterio della scelta delle immagini da parte dei sussidiari sempre quello di privilegiare tutto ci che nel senso comune considerato bello. Molto rivelante anche la retorica paesaggistica, relativa da una sorta di ruralizzazione di tutti quei paesi in via di sviluppo, dove deserti, capanne, foreste pluviali sembrano lunico paesaggio immaginabile. Anche la grammatica usata nei sussidiari volta a costruire una sorta di alfabeto del mondo intero, con luso di alcuni termini ,come arretrato, per indicare in Paesi del terzo mondo. Un altro aspetto interessante riguardo questi stereotipi date dalle fotografie, la dicotomizzazione delle professioni svolte dai due generi: gli uomini vengono rappresentati come geografi, architetti, professori, mentre le donne come impiegate o artigiane. Luomo visto come esploratore e quindi come soggetto, la donna come oggetto da osservare. Questo lavoro di analisi ci ha permesso di capire come questi stereotipi non siano ancora scomparsi e come rischino di essere trasmesse alle generazioni future, tramite i sussidiari in uso nella scuola primaria. Quindi necessario che a scuola le insegnanti aiutino i bambini ad avere un approccio pi critico nei confronti delle immagini, per ampliare il loro sguardo sul mondo. LA MITTELEUROPEA SCOMPARSA (Marco Mastronunzio)

Il termine Mitteleuropea molto ambiguo e ha una moltitudine di significati, spesso discordanti. Prima della conferenza di Yalta, con questo termine sindicava tutta la cultura dellEuropa centrale e aveva come simbolo il Danubio. Cercando una nuova definizione allo scopo di superare le divisioni politiche della regione, cercando di orientandosi verso ovest. Il dibattito si concentr soprattutto sul ruolo della Germania dentro o fuori della Mitteleuropea, influenzandone la politica estera nella met degli anni 80. Dopo l89 il dibattito perse popolarit e si riaffacci il concetto di Central Europe che escludeva la Germania.Unaltra tesi interessante quella che identifica larea culturale mitteleuropea con il territorio in cui diffuso il culto di Giovanni Nepomuceno, zona in cui questo santo venerato. Il concetto di mitteleurope risulta pressoch ignorato nei libri di testo di geografia economica e del turismo adottati dalla scuola secondaria di secondo grado, presentando Est e orientale come regione mentale, culturale e metafora spaziale contrapposto allovest. Nei testi di geografia fisica invece viene presentata decisamente come centrale delimitata dai confini naturali, come luogo dei caff storici, della tradizione musicale e dei musei. RISCRIVERE LA STORIA Bosnia Erzegovina

Il conflitto bellico degli anni 90 ha modificato notevolmente la morfologia demografica del territorio della Bosnia Erzegovina; pi di met della popolazione ha cambiato luogo di residenza durante gli anni della guerra e nellimmediato dopoguerra. Lo studio della geografia era ritenuto di particolare importanza nel sistema scolastico dellex Jugoslavia, la struttura scolastica e le modalit dinsegnamento non sono cambiate molto dallora. Viene insegnata a partire dalla quinta elementare, iniziando con la spiegazione delle nozioni di base, nella sesta sinsegna la geografia europea, nella settima la geografia mondiale. Dallanalisi dei manuali utilizzati in Jugoslavia, emerge la contrapposizione dei due progetti di state-building: da un lato si promuove la una versione unitaria della Bosnia, dall altro la sua politica separatistica. Significativa la scelta di non affrontare la storia recente, nonostante le Indicazioni del ministero dellistruzione suggerissero di affrontare largomento.

VIAGGIARE INSEGNANDO LA GEOGRAFIA

Francesca Zanutto

Attualmente il viaggio distruzione in Italia disciplinato da diverse circolari che ne identificano con precisione ogni aspetto. A livello normativo si distingue in realt in cinque diverse tipologie di viaggio: viaggi dintegrazione culturale (con lo scopo di promuovere una migliore conoscenza dellItalia nei suoi aspetti paesaggistici, monumentali ecc); viaggi dintegrazione della preparazione dindirizzo (finalizzati allacquisizione di esperienze tecnicoscientifiche); viaggi e visite nei parchi e nelle riserve naturali; visite guidate (presso musei, aziende ecc); viaggi connessi ad attivit sportiva.

Da ci possiamo comprendere come a livello normativo non ci sia alcun legame tra viaggio e geografia, il viaggio distruzione non viene riconosciuto come viaggio desplorazione. Il viaggio distruzione viene visto maggiormente come premio dato dallinsegnante che spesso propone come destinazioni le citt italiane, come Firenze e Roma, e le capitali europee. La visita distruzione, organizzata e gestita come vera e propria escursione scientifica, dovrebbe essere il momento deccellenza per studiare la geografia, per capire le reali distanze e differenze tra citt e paesi; lesperienza diretta favorisce la costruzione delle carte mentali , quei disegni mentali, spesso incompleti e distorti , basati su esperienze personali e di spazio vissuto. Dal punto di vista formativo il viaggio ha un ruolo fondamentale nel processo di apprendimento, perch permette di prendere confidenza nei confronti dello spazio, delle distanze e del proprio posizionamento rispetto agli altri.