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LE NOVITA IN MATERIA DI IMU E TARES PER IL 2013

Valderice (TP), 09 ottobre 2013 Christian AMADEO (Responsabile Servizio Tributi del Comune di Venaria Reale (TO) - Componente Giunta Esecutiva e Docente A.N.U.T.E.L.)

IMU Imposta Municipale Propria

IMU: le novit apportate per il 2013


NORMATIVE CHE HANNO APPORTATO MODIFICHE DI RILIEVO PER LIMU 2013 D.L. 174 del 10/10/2012, convertito in L. 213/2012: Enti non commerciali L. 228 del 24/12/2012 (Legge di Stabilit 2013): modifica destinazione gettito tra Comune e Stato, FSC al posto del FSR, contributo Ifel. D.L. 35 del 08/04/2013, convertito in L. 64/2013: dichiarazioni, versamenti, accertamenti fabbricati D, riserva statale non applicabile a fabbricati rurale strumentali in comuni montani o parzialmente montani D.L. 54 del 21/05/2013, convertito in L. 85/2013: sospensione prima rata 2013 D.L. 102 del 31/08/2013, in attesa di conversione: abolizione prima rata 2013, nuovi casi di assimilazione ed esenzione, disposizioni per abitazioni forze armate

Legge n. 228 del 24/12/2012 (Legge di Stabilit 2013)


NOVITA APPORTATE DALLA LEGGE DI STABILITA: soppressione riserva statale in vigore per lanno 2012 e istituzione nuova riserva statale sul gettito dei fabbricati accatastati in categoria D, ad aliquota standard; tutto il restante gettito IMU spettante al Comune; istituzione del fondo di solidariet comunale; soppressione del fondo sperimentale di riequilibrio; differimento al 30/06/2013 del termine di approvazione del Bilancio 2013; misura del contributo Ifel.

Legge n. 228 del 24/12/2012 (Legge di Stabilit 2013)


FONDO DI RISERVA STATALE
Soppressa riserva statale di cui al comma 11 dellart. 13 del D.L. 201/2011. Tale riserva, vigente per lanno 2012, era prevista per gettito di tutti gli immobili ad eccezione di: abitazioni principali pertinenze Assimilazioni allabitazione principale (per legge o regolamento) fabbricati rurali ad uso strumentale abitazioni assegnate da cooperative a propriet indivisa alloggi assegnati da ex Iacp

Calcolato sulla met dellaliquota di base (0,76% : 2 = 0,38%)

Legge n. 228 del 24/12/2012 (Legge di Stabilit 2013)


FONDO DI RISERVA STATALE
Istituzione di riserva statale sul gettito IMU per la seguente tipologia e nella misura di seguito riportata: TIPOLOGIA: immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D MISURA: calcolato ad aliquota standard dello 0,76%

Possibilit per i Comuni di aumentare sino a 0,3 punti percentuali laliquota standard dello 0,76% prevista per gli immobili classificati nel gruppo catastale D, In tal caso leccedenza di gettito rispetto allaliquota standard riservato al Comune.

Legge n. 228 del 24/12/2012 (Legge di Stabilit 2013)


RIPARTO IMU 2012
DESTINATARIO OGGETTO DEL GETTITO
Abitazione principale e assimilazioni Pertinenze Fabbricati rurali ad uso strumentale Abitazioni cooperative a propriet indivisa ed ex Iacp Eccedenza della met dellaliquota di base per tutti gli altri immobili Met dellaliquota standard (0,38%) per tutti gli immobili ad eccezione di abitazione principale, pertinenze, assimilazioni, fabbricati rurali ad uso strumentale, abitazioni assegnate da cooperative a propriet indivisa ed ex-Iacp

Comune

Stato

Legge n. 228 del 24/12/2012 (Legge di Stabilit 2013)


RIPARTO IMU 2013
DESTINATARIO OGGETTO DEL GETTITO Tutti gli immobili Fabbricati D: solo leventuale maggiore aliquota rispetto a quella standard (0,76%) spettante allo Stato Aliquota standard per fabbricati produttivi D (0,76%)

Comune

Stato

Legge n. 228 del 24/12/2012 (Legge di Stabilit 2013)


FONDO DI SOLIDARIETA COMUNALE
Istituzione: Istituzione Fondo di Solidariet Comunale, alimentato con una quota dellIMU Soppressione: Soppressione Fondo sperimentale di riequilibrio (art. 2, D.Lgs 23/2011) Trasferimenti erariali a favore dei comuni delle Regioni Sicilia e Sardegna, limitatamente alle tipologie di trasferimenti fiscalizzati Finalit: Consentire la perequazione tra i Comuni che registrano un incremento di gettito e quelli che subiscono una diminuzione del gettito per effetto delle novit introdotte per il 2013.

D.L. 35 del 08/04/2013, convertito con modificazioni in L. 64 del 06/06/2013


NOVITA INTRODOTTE:
Dichiarazioni: da presentare entro il 30 giugno dellanno successivo (non pi entro 90 giorni dalla variazione); Attivit di accertamento per fabbricati produttivi in categoria D a cura dei Comuni a cui spettano tutte le maggiori somme. La riserva dello Stato non si applica ai fabbricati rurali a uso strumentale ubicati nei comuni montani o parzialmente montani di cui allelenco Istat. Differimento al 30/09/2013 del termine di approvazione del bilancio Sostituito il comma 13 bis dellart. 13 del D.L. 201/2011: versamenti in acconto effettuati su aliquote e detrazioni dei 12 mesi dellanno precedente, mentre il saldo eseguito con eventuale conguaglio sulla base dei dati pubblicati dai Comuni sul Portale del Federalismo Fiscale entro il 28 ottobre (invio del Comune entro 21 ottobre).

Termine di approvazione del bilancio di previsione


LE NORME CHE NE HANNO DIFFERITO IL TERMINE Art. 1, comma 381, L. 228/2012: Differimento al 30/06/2013

Art. 10, comma 4-quater, lettera b), punto 1, del DL. 35/2013, convertito in L. 64/2013: Differimento al 30/09/2013

Art. 8, comma 1, D.L. 102/2013 in attesa di conversione: Ulteriore differimento al 30/11/2013

Delibere tariffe e regolamenti: termini di approvazione


ALIQUOTE/TARIFFE/REGOLAMENTI ORDINARIO
Art. 53, comma 16, della Legge n. 388 del 23/12/2000 (Legge Finanziaria 2001, come sostituito da Art. 27, comma 8 della Legge n. 448 del 28/12/2001 (Legge Finanziaria 2002)) Il termine per deliberare le aliquote e le tariffe dei tributi locali, compresa l'aliquota dell'addizionale comunale all'IRPEF [], e le tariffe dei servizi pubblici locali, nonch per approvare i regolamenti relativi alle entrate degli enti locali, stabilito entro la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione. I regolamenti sulle entrate, anche se approvati successivamente all'inizio dell'esercizio purch entro il termine di cui sopra, hanno effetto dal 1 gennaio dell'anno di riferimento.

Delibere tariffe e regolamenti: termini di approvazione


ALIQUOTE/TARIFFE
Art. 1, comma 169, della Legge n. 296 del 27/12/2006 (Legge Finanziaria 2007)

Gli enti locali deliberano le tariffe e le aliquote relative ai tributi di loro competenza entro la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione. Dette deliberazioni, anche se approvate successivamente all'inizio dell'esercizio purch entro il termine innanzi indicato, hanno effetto dal 1 gennaio dell'anno di riferimento. In caso di mancata approvazione entro il suddetto termine, le tariffe e le aliquote si intendono prorogate di anno in anno.

INVIO DELIBERE DI APPROVAZIONE REGOLAMENTI E TARIFFE

D.L. 201/2011, convertito, con modificazioni, dalla L. 214/2011. Comma 15 dellart. 13


A decorrere dall'anno d'imposta 2012, tutte le deliberazioni regolamentari e tariffarie relative alle entrate tributarie degli enti locali devono essere inviate al Ministero dell'economia e delle finanze, Dipartimento delle finanze, entro il termine di cui all'articolo 52, comma 2, del decreto legislativo n. 446 del 1997 (entro 30 giorni dallesecutivit), e comunque entro trenta giorni dalla data di scadenza del termine previsto per l'approvazione del bilancio di previsione. Il mancato invio delle predette deliberazioni nei termini previsti dal primo periodo sanzionato, previa diffida da parte del Ministero dell'interno, con il blocco, sino all'adempimento dell'obbligo dell'invio, delle risorse a qualsiasi titolo dovute agli enti inadempienti.
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INVIO DELIBERE DI APPROVAZIONE REGOLAMENTI E TARIFFE

D.L. 201/2011, convertito, con modificazioni, dalla L. 214/2011. Comma 15 dellart. 13


Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dell'interno, di natura non regolamentare sono stabilite le modalit di attuazione, anche graduale, delle disposizioni di cui ai primi due periodi del presente comma. Il Ministero dell'economia e delle finanze pubblica, sul proprio sito informatico, le deliberazioni inviate dai comuni. Tale pubblicazione sostituisce l'avviso in Gazzetta Ufficiale previsto dall'articolo 52, comma 2, terzo periodo, del decreto legislativo n. 446 del 1997.

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Delibere aliquote: pubblicazione e decorrenza (a regime)


Comma 13-bis dellart. 13 del D.L. 201/2011 come sostituito da art. 10, comma 4, lettera b) del D.L. 35/2013 convertito in L.64/2013.

MODALITA:
A decorrere dall'anno di imposta 2013, le deliberazioni di approvazione delle aliquote e delle detrazioni nonch i regolamenti dell'imposta municipale propria devono essere inviati: esclusivamente per via telematica, mediante inserimento del testo degli stessi nell'apposita sezione del Portale del federalismo fiscale, I comuni sono, altres, tenuti ad inserire nella suddetta sezione gli elementi risultanti dalle delibere, secondo le indicazioni stabilite dal Ministero dell'economia e delle finanze Dipartimento delle finanze, sentita l'Associazione nazionale dei comuni italiani.

INDICAZIONI MEF:
Il MEF ha fornito le indicazioni per la pubblicazione delle delibere delle aliquote nonch dei regolamenti IMU con nota del 06/04/2012

Circolare Ministero dellEconomia e delle Finanze, Dipartimento delle Finanze, Direzione Federalismo Fiscale del 6/4/2012, Prot. N. 5343/2012
La Circolare in oggetto ha definito la procedura di trasmissione telematica dei regolamenti e delle delibere di approvazione delle aliquote concernenti lImposta Municipale Propria, estendendo lapplicazione anche agli altri tributi, tra cui la Tarsu e la Tia. Procedure in sintesi: sito internet: www.portalefederalismofiscale.gov.it; utilizzo delle stesse credenziali gi assegnate per laccesso al portale Siatel 2.0 PuntoFisco; formato pdf per i file da inviare; linserimento degli atti con tale procedura sostituisce ogni altra modalit di invio precedentemente indicata (disattivata la casella mail dpf.federalismofiscale@finanze.it) ; la trasmissione telematica in oggetto da ritenersi valida ai fini delladempimento dellobbligo di cui allart. 52, comma 2 del D.Lgs. n. 446/1997.
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Delibere tariffe: pubblicazione e decorrenza (a regime)


Comma 13-bis dellart. 13 del D.L. 201/2011 come sostituito da art. 10, comma 4, lettera b) del D.L. 35/2013 convertito in L.64/2013.

EFFICACIA:
L'efficacia delle deliberazioni e dei regolamenti decorre dalla data di pubblicazione degli stessi nel predetto sito informatico (Portale del Federalismo Fiscale).

EFFETTI SU VERSAMENTI:
PRIMA RATA: sulla base dell'aliquota e delle detrazioni dei dodici mesi dell'anno precedente. SECONDA RATA: a saldo dell'imposta dovuta per l'intero anno, con eventuale conguaglio sulla prima rata versata, sulla base degli atti pubblicati nel predetto sito alla data del 28 ottobre di ciascun anno di imposta; a tal fine il comune tenuto a effettuare l'invio di cui al primo periodo entro il 21 ottobre dello stesso anno. In caso di mancata pubblicazione entro il termine del 28 ottobre, si applicano gli atti adottati per l'anno precedente

Delibere tariffe: pubblicazione e decorrenza (solo per anno 2013)


Art. 8, comma 2, D.L. 102/2013 in attesa di conversione.

Per l'anno 2013, in deroga a quanto previsto dall'articolo 13, comma 13-bis, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214: le deliberazioni di approvazione delle aliquote e delle detrazioni i regolamenti dell'imposta municipale propria

acquistano efficacia a decorrere dalla data di pubblicazione nel sito istituzionale di ciascun comune.

Enti non commerciali


Art. 91 bis, D.L. 1/2012 convertito in L. 27/2012, integrato da art. 9, comma 6 del D.L. 174/2012, convertito in L. 213/2012

E stato riscritto lart. 7, lettera i, del D.Lgs. 504/1992: Sono esenti da ICI gli immobili utilizzati dai soggetti di cui allart. 87, c. 1, let c) del TUIR, destinati esclusivamente allo svolgimento di attivit assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonch delle attivit di cui allart. 16, let. a), della L. 222/85 svolte con modalit non commerciali

Dal 2014 aggiunta attivit di ricerca scientifica (art. 2 del D.L. 102/2013 in attesa di conversione)

Enti non commerciali


Art. 91 bis, D.L. 1/2012 convertito in L. 27/2012, integrato da art. 9, comma 6 del D.L. 174/2012, convertito in L. 213/2012

SOGGETTI ART. 87 TUIR:


Enti pubblici o privati Diversi dalle societ Residenti nel territorio dello Stato Aventi per oggetto esclusivo o principale unattivit non commerciale

AD ESCLUSIONE delle Fondazioni Bancarie (art. 9, comma 6-quinquies de D.L. 174/2012 convertito in L. 213/2012

Enti non commerciali


Art. 91 bis, D.L. 1/2012 convertito in L. 27/2012, integrato da art. 9, c. 6 del D.L. 174/2012, convertito in L. 213/2012
Per utilizzazione mista, regola generale: Frazione di unit in cui si svolge attivit di natura non commerciale: esenzione; Restante parte: imponibilit, in quanto dotata di autonomia funzionale e reddituale permanente, in base alla variazione presentata in Catasto o accertata in base ad art. 1, comma 336 della L. 311/2004; In caso di impossibilit a presentare variazione catastale: l'esenzione si applica in proporzione all'utilizzazione non commerciale dell'immobile quale risulta da apposita dichiarazione. Le modalit e le procedure relative a tale dichiarazione, gli elementi rilevanti ai fini dellindividuazione del rapporto proporzionale e i requisiti generali e di settore per qualificare le attivit indicate nella lettera i) dellart. 7, comma 1, del D.Lgs. 504/1992, come svolte con modalit non commerciali, sono stabiliti con Decreto del Mef Effetti fiscali: in ogni caso dal 1 gennaio 2013, solo per lutilizzazione mista.

Enti non commerciali


Decreto del Ministero dellEconomia e delle Finanze n. 200 del 19/11/2012 REQUISITI GENERALI PER ATTIVITA SVOLTE CON MODALITA NON COMMERCIALI:
divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonch fondi, riserve o capitale durante la vita dell'ente, in favore di amministratori, soci, partecipanti, lavoratori o collaboratori, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge, ovvero siano effettuate a favore di enti che per legge, statuto o regolamento, fanno parte della medesima e unitaria struttura e svolgono la stessa attivit ovvero altre attivit istituzionali direttamente e specificamente previste dalla normativa vigente; l'obbligo di reinvestire gli eventuali utili e avanzi di gestione esclusivamente per lo sviluppo delle attivit funzionali al perseguimento dello scopo istituzionale di solidariet sociale; l'obbligo di devolvere il patrimonio dell'ente non commerciale in caso di suo scioglimento per qualunque causa, Decreto del 19 novembre 2012 n. 200 Min. Economia e Finanze ad altro ente non commerciale che svolga un'analoga attivit istituzionale, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Enti non commerciali


Decreto del Ministero dellEconomia e delle Finanze n. 200 del 19/11/2012 REQUISITI SPECIFICI PER TIPOLOGIA DI ATTIVITA: Attivit assistenziali e sanitarie: sono accreditate e contrattualizzate o convenzionate con lo Stato, le Regioni e gli enti locali e sono svolte, in ciascun ambito territoriale e secondo la normativa ivi vigente, in maniera complementare o integrativa rispetto al servizio pubblico, e prestano a favore dell'utenza, alle condizioni previste dal diritto dell'Unione europea e nazionale, servizi sanitari e assistenziali gratuiti, salvo eventuali importi di partecipazione alla spesa previsti dall'ordinamento per la copertura del servizio universale; se non accreditate e contrattualizzate o convenzionate con lo Stato, le Regioni e gli enti locali, sono svolte a titolo gratuito ovvero dietro versamento di corrispettivi di importo simbolico e, comunque, non superiore alla met dei corrispettivi medi previsti per analoghe attivit svolte con modalit concorrenziali nello stesso ambito territoriale, tenuto anche conto dell'assenza di relazione con il costo effettivo del servizio.

Enti non commerciali


Decreto del Ministero dellEconomia e delle Finanze n. 200 del 19/11/2012 REQUISITI SPECIFICI PER TIPOLOGIA DI ATTIVITA: Attivit didattiche: l'attivit paritaria rispetto a quella statale e la scuola adotta un regolamento che garantisce la non discriminazione in fase di accettazione degli alunni; sono comunque osservati gli obblighi di accoglienza di alunni portatori di handicap, di applicazione della contrattazione collettiva al personale docente e non docente, di adeguatezza delle strutture agli standard previsti, di pubblicit del bilancio; l'attivit e' svolta a titolo gratuito, ovvero dietro versamento di corrispettivi di importo simbolico e tali da coprire solamente una frazione del costo effettivo del servizio, tenuto anche conto dell'assenza di relazione con lo stesso.

Enti non commerciali


Decreto del Ministero dellEconomia e delle Finanze n. 200 del 19/11/2012
REQUISITI SPECIFICI PER TIPOLOGIA DI ATTIVITA: Attivit ricettive: svolte: a titolo gratuito ovvero dietro versamento di corrispettivi di importo simbolico e, comunque, non superiore alla met dei corrispettivi medi previsti per analoghe attivit svolte con modalit concorrenziali nello stesso ambito territoriale, tenuto anche conto dell'assenza di relazione con il costo effettivo del servizio.

Enti non commerciali


Decreto del Ministero dellEconomia e delle Finanze n. 200 del 19/11/2012 REQUISITI SPECIFICI PER TIPOLOGIA DI ATTIVITA: Attivit culturali e ricreative: svolte: a titolo gratuito ovvero dietro versamento di un corrispettivo simbolico e, comunque, non superiore alla met dei corrispettivi medi previsti per analoghe attivit svolte con modalit concorrenziali nello stesso ambito territoriale, tenuto anche conto dell'assenza di relazione con il costo effettivo del servizio

Enti non commerciali


Decreto del Ministero dellEconomia e delle Finanze n. 200 del 19/11/2012 REQUISITI SPECIFICI PER TIPOLOGIA DI ATTIVITA: Attivit sportive: svolte: a titolo gratuito, ovvero dietro versamento di un corrispettivo simbolico e, comunque, non superiore alla meta' dei corrispettivi medi previsti per analoghe attivita' svolte con modalita' concorrenziali nello stesso ambito territoriale, tenuto anche conto dell'assenza di relazione con il costo effettivo del servizio.

Enti non commerciali


Decreto del Ministero dellEconomia e delle Finanze n. 200 del 19/11/2012 INDIVIDUAZIONE RAPPORTO PROPORZIONALE Riferimento a: spazio: superficie dellattivit per destinazione commerciale e non commerciale rispetto alla superficie totale dellimmobile; numero dei soggetti nei confronti dei quali vengono svolte le attivit con modalit commerciali o non commerciali: numero dei soggetti nei confronti dei quali le attivit sono svolte con modalit commerciali rapportato al numero complessivo dei soggetti nei confronti dei quali svolta lattivit; tempo: giorni durante i quali limmobile utilizzato per lo svolgimento delle attivit diverse da quelle non commerciali e per le attivit commerciali. Le relative percentuali si applicano alla rendita catastale

Enti non commerciali


Decreto del Ministero dellEconomia e delle Finanze n. 200 del 19/11/2012

DICHIARAZIONE Gli enti non commerciali presentano dichiarazione, anche per immobili per i quali viene determinata la proporzionalit. Il relativo Decreto non stato ancora emanato.

Enti non commerciali


Decreto del Ministero dellEconomia e delle Finanze n. 200 del 19/11/2012

ALTRI OBBLIGHI Gli enti non commerciali: Entro il 31 dicembre 2012, predispongono o adeguano il proprio statuto, a quanto previsto nei requisiti generali; tengono a disposizione dei comuni la documentazione utile al fine dello svolgimento dell'attivit di accertamento e controllo, dalla quale risultano gli elementi rilevanti ai fini della individuazione dei rapporti percentuali che derivano dall'applicazione del presente regolamento.

Enti non commerciali


RISOLUZIONE N. 3/DF DEL 4/3/2013 DEL MEF
TERMINE ADEGUAMENTO STATUTO il termine del 31/12/2012 di cui allart. 7 del Regolamento di cui al Decreto n. 200/2012, in base al quale gli Enti interessati devono adeguare il proprio Statuto entro tale data, non deve considerarsi perentorio.

Motivazione: tempi lunghi per adeguare statuto non sono previste sanzioni in caso di inosservanza delladempimento

Enti non commerciali


RISOLUZIONE N. 4/DF DEL 4/3/2013 DEL MEF
ESTENSIONE AGEVOLAZIONE PER IMMOBILI CONCESSI IN COMODATO Esenti ai sensi del comma 1, lettera i), dellart. 7, del D.Lgs. n. 504/1992 anche: per immobile posseduto da un ente non commerciale che viene concesso in comodato a un altro ente non commerciale per lo svolgimento di una delle attivit meritevoli di cui al comma 1, lettera i) dellart. 7 del D.Lgs. n. 504/1992; per immobile concesso in comodato ad un altro ente non commerciale appartenente alla stessa struttura dellente concedente, per lo svolgimento di una delle attivit meritevoli di cui al comma 1, lettera i) dellart. 7 del D.Lgs. n. 504/1992.

Enti non commerciali


RISOLUZIONE N. 4/DF DEL 4/3/2013 DEL MEF
La Risoluzione Mef, laddove riconosce lestensione dellesenzione anche per immobile concesso in comodato ad altro ente non commerciale, appare in contrasto: con un principio ormai consolidato dalla Corte di Cassazione (ultima, ordinanza n. 3843/2013): lesenzione prevista per gli enti non commerciali esige identit soggettiva tra possessore (soggetto passivo ICI/IMU) e lutilizzatore. Corte di Cassazione n. 21329 del 7/8/2008 (ribadito n. 21330/2008, 22201-22202-22203/2008): lesenzione non spetta nel caso di immobile posseduto da un ente non commerciale e utilizzato da altro ente non commerciale: dovendosi escludere lesenzione per i beni immobili non direttamente utilizzati per lo scopo istituzionale, indipendentemente dalla natura, gratuita od onerosa, con la quale ne risultasse ceduto ad altri lutilizzo.

Enti non commerciali


RISOLUZIONE N. 4/DF DEL 4/3/2013 DEL MEF

Corte di Cassazione n. 2821/2012 e 4502/2012: necessaria coincidenza tra ente rientrante nella categoria dellart. 73, comma 1, del Tuir nella sua veste di proprietario (o titolare di diritto reale) ed ente che utilizza limmobile stesso. Tale requisito pacifico e non pi disputabile Corte Costituzionale n. 429/06 e 19/07: condizione per lesenzione che gli immobili siano, oltre che posseduti, anche utilizzati direttamente dagli enti;

Enti non commerciali


LA QUESTIONE DEGLI IMMOBILI POSSEDUTI DA EX IACP
Gli istituti sostengono lesenzione per i propri immobili, in quanto rientranti nella tipologia di enti non commerciali. In realt la debenza dellimposta sostenuta da varie sentenze della Corte di Cassazione, tra cui: Corte di Cassazione n. 13896 del 31/05/2013: richiama la Sentenza di Cassazione n. 28160/2008: agli immobili degli IACP non spetta lesenzione prevista dal Decreto Legislativo n. 504 del 1992, articolo 7, comma 1, lettera i) la quale esige la duplice condizione, insussistente per questa speciale categoria di immobili, dellutilizzazione diretta degli immobili da parte dellente possessore e dellesclusiva loro destinazione ed attivit peculiari che non siano produttive di reddito. Le disposizioni in materia di IMU che, ad eccezione della prima rata 2013 (non dovuta), prevedono lapplicazione dellaliquota stabilita dal Comune e la detrazione (confermata da D.L. 102/2013)

Enti non commerciali


RISOLUZIONE N. 7/DF DEL 5/6/2013 DEL MEF
VERSAMENTO IMU ENTI NON COMMERCIALI CON UTILIZZO MISTO: ANNO 2013: sulla base dellimporto stimato ANNO 2014: conguaglio su annualit 2013 in base ai dati definitivi al 31/12/2013

Fabbricati categoria D
RISERVA STATALE E FACOLTA DEI COMUNI
ISTITUZIONE RISERVA STATALE 2013 Su gettito IMU derivante da immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D, calcolato ad aliquota standard dello 0,76% FACOLTA PER I COMUNI Aumentare sino a 0,3 punti percentuali laliquota standard dello 0,76% prevista per gli immobili classificati nel gruppo catastale D.

NUOVO COEFFICIENTE MOLTIPLICATORE Nella scelta sarebbe opportuno che i Comuni tengano in considerazione che dal 1 gennaio 2013 il moltiplicatore applicabile per determinare la base imponibile dei fabbricati classificati in categoria D, esclusi quelli della categoria D5, elevato a 65 (nel 2012 era 60).

Fabbricati categoria D (elenco)


D/1 Opifici D/2 - Alberghi e pensioni (con fine di lucro) D/3 - Teatri, cinematografi, sale per concerti e spettacoli e simili (con fine di lucro) D/4 - Case di cura ed ospedali (con fine di lucro) D/5 - Istituto di credito, cambio e assicurazione (con fine di lucro) D/6 - Fabbricati e locali per esercizi sportivi (con fine di lucro) D/7 - Fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un'attivit industriale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni. D/8 - Fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un'attivit commerciale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni. D/9 - Edifici galleggianti o sospesi assicurati a punti fissi del suolo, ponti privati soggetti a pedaggio. D/10 -Fabbricati per funzioni produttive connesse alle attivit agricole

Fabbricati categoria D
CASI IN CUI NON SI APPLICA LA RISERVA STATALE
Art. 10, comma 4-quater D.L. 35/2013 convertito in L.64/2013 ha integrato il comma 380 lettera f) dellart. 1 della L. 228/2012

Immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D posseduti dai comuni e che insistono sul rispettivo territorio. Fabbricati rurali ad uso strumentale ubicati nei comuni classificati montani o parzialmente montani di cui all'elenco dei comuni italiani predisposto dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), assoggettati dalle province autonome di Trento e di Bolzano all'imposta municipale propria ai sensi dell'articolo 9, comma 8, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e successive modificazioni

Fabbricati categoria D
ACCERTAMENTO, RISCOSSIONE, RIMBORSI, SANZIONI, INTERESSI, CONTENZIOSO
Art. 10, comma 4-quater D.L. 35/2013 convertito in L.64/2013 ha aggiunto, al comma 380 lettera f) dellart. 1 della L. 228/2012, le seguenti disposizioni

Applicazione delle disposizioni vigenti in materia di IMU per: Accertamento Riscossione Rimborsi Sanzioni Interessi Contenzioso

La disposizione inserita nel paragrafo che tratta i fabbricati di categoria D e ricalca quanto gi indicato in via generale per lattivit IMU indicata nellart, 9, comma 7, del D.Lgs. 23/2011.

Fabbricati categoria D
ACCERTAMENTO, RISCOSSIONE, RIMBORSI, SANZIONI, INTERESSI, CONTENZIOSO
Art. 10, comma 4-quater D.L. 35/2013 convertito in L.64/2013 ha aggiunto, al comma 380 lettera f) dellart. 1 della L. 228/2012, le seguenti parole:

Le attivit di accertamento e riscossione relative agli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D sono svolte dai comuni ai quali spettano le maggiori somme derivanti dallo svolgimento delle suddette attivit a titolo di imposta, interessi e sanzioni. La disposizione in oggetto va a sanare il vuoto normativo verificatosi a seguito dallabrogazione dellart. 13, comma 11 del D.L. 201/2011 ad opera dellart. 1, comma 380 della L. 228/2012, anche se permane tale vuoto per lattivit legata allannualit 2012.

Fabbricati categoria D
ACCERTAMENTO, RISCOSSIONE, RIMBORSI, SANZIONI, INTERESSI, CONTENZIOSO
Art. 10, comma 4-quater D.L. 35/2013 convertito in L.64/2013 ha aggiunto, al comma 380 lettera f) dellart. 1 della L. 228/2012

RIMBORSI Permane la problematica riguardante i rimborsi della quota statale Imu 2012, considerato che non sono state ancora impartite le istruzioni annunciate con la Risoluzione del Mef n. 2/DF del 13/12/2012

La stessa problematica si pone anche per il 2013, limitatamente alla quota riservata allo Stato del gettito derivante dai fabbricati in categoria D ad aliquota standard

Fabbricati categoria D
FACOLTA INTERDETTE AI COMUNI PER IL 2013
La nuova riserva statale calcolata sul gettito derivante dallapplicazione dellaliquota standard dello 0,76% sugli immobili di categoria D, impedisce di fatto ai Comuni di applicare per tali immobili: facolt di riduzione dellaliquota fino a 0,3 punti percentuali Applicazione dellagevolazione di cui allart. 13, comma 9 del D.L. 201/2011, in base al quale poteva essere ridotta laliquota fino allo 0,40% per: immobili non produttivi di reddito fondiario ai sensi dell'articolo 43 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986; immobili posseduti dai soggetti passivi dell'imposta sul reddito delle societ; immobili locati. Resta salva, ovviamente, la possibilit di ridurre laliquota per gli immobili di cui sopra censiti in categorie catastali diverse dalla D.

Fabbricati categoria D
FABBRICATI RURALI AD USO STRUMENTALE
Se classificati nella categoria D: MISURA: aliquota dello 0,2 per cento RIDUZIONE allo 0,1 per cento: Impossibilit per i Comuni di applicare la facolt dellart. 13, comma 8, sostenuta dal Mef con Risoluzione 5/DF del 28/03/2013 DESTINAZIONE GETTITO: allo Stato, anche i fabbricati rurali con aliquota 0,2% (Mef con Risoluzione 5/DF del 28/03/2013) Se classificati in categorie diverse dalla D: MISURA: aliquota dello 0,2 per cento RIDUZIONE allo 0,1 per cento: possibilit dei Comuni di applicare la facolt dellart. 13, comma 8, confermata dal Mef con Risoluzione 5/DF del 28/03/2013 DESTINAZIONE GETTITO: al Comune, anche per fabbricati rurali (Mef con Risoluzione 5/DF del 28/03/2013)

Fabbricati categoria D
CODICI TRIBUTO PER VERSAMENTI DEI FABBRICATI CLASSIFICATI IN CATEGORIA D Con Risoluzione n. 33/E dellAgenzia delle Entrate sono stati istituiti i nuovi codici tributo: Modello F24: 3925 denominato IMU imposta municipale propria per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D STATO 3930 denominato IMU imposta municipale propria per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D INCREMENTO COMUNE Modello F24EP: 359E denominato IMU imposta municipale propria per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D STATO 360E denominato IMU imposta municipale propria per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D INCREMENTO COMUNE

Realizzazione di impianto fotovoltaico su lastrico solare


RISOLUZIONE: Ministero Economia e Finanze n. 8/DF del 22/07/2013

lIMU non dovuta sul lastrico solare e sulle unit collabenti e fabbricati in corso di costruzione. Risposta fornita a parere con il quale un Comune chiedeva se in caso di utilizzazione di un lastrico solare per la realizzazione di impianto fotovoltaico da asservire ad efficientamento energetico di un immobile, tale lastrico, durante la fase di costruzione dellimpianto stesso, possa essere considerato area edificabile ai fini dellIMU. Risposta negativa del Ministero: richiamo alla circolare 9/T dellAgenzia del Territorio; il lastrico solare associato ad edificio; potenzialit edificatorie gi espresse con lattuale costruzione e quindi non si deve tener conto delle potenzialit previste dagli strumenti urbanistici in vigore; lastrici considerati quali parti integranti delledificio e concorrono alla determinazione complessiva della rendita catastale; richiamo sentenza Corte di Cassazione n. 10735 del 08/05/2013. Per estensione, non dovuta lIMU oltre che sui lastrici solari (F5), anche su altre categorie fittizie (F1 area urbana, F2 unit collabenti, F3 unit in corso di costruzione, F4 unit in corso di definizione).

Realizzazione di impianto fotovoltaico su lastrico solare


RISOLUZIONE: Ministero Economia e Finanze n. 8/DF del 22/07/2013

CIRCOLARE DELLAGENZIA DEL TERITORIO N. 9/T DEL 26/11/2011, RICHIAMATA DALLA RISOLUZIONE: Sono indicate le categorie fittizie F1, F2, F3, F4, F5 alle quali non associabile una rendita catastale, per poter permettere la presentazione in Catasto di unit particolari.

Realizzazione di impianto fotovoltaico su lastrico solare


RISOLUZIONE: Ministero Economia e Finanze n. 8/DF del 22/07/2013 SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE N. 10735 DEL 08/05/2013, RICHIAMATA DALLA RISOLUZIONE:
Si esclude la qualificazione del lastrico solare quale area edificabile durante la fase di costruzione dellimpianto fotovoltaico. La nozione di fabbricato, di cui al D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 2, rispetto allarea su cui esso insiste, unitaria, nel senso che, una volta che larea edificabile sia comunque utilizzata, il valore della base imponibile ai fini dellimposta si trasferisce dallarea stessa allintera costruzione realizzata. Per lapplicazione dellimposta sul fabbricato di nuova costruzione, infatti, la norma individua due soli criteri alternativi: la data di ultimazione dei lavori, ovvero, se antecedente, quella di utilizzazione, senza alcun riferimento alla divisione del fabbricato in piani o porzioni (Cass. N. 22808 del 2006).
Continua

Realizzazione di impianto fotovoltaico su lastrico solare


RISOLUZIONE: Ministero Economia e Finanze n. 8/DF del 22/07/2013 SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE N. 10735 DEL 08/05/2013, RICHIAMATA DALLA RISOLUZIONE:
continua

Per la determinazione della base imponibile di un appartamento in costruzione al primo piano delledificio, quindi, non trova applicazione il D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 5, comma 6, che disciplina lutilizzazione edificatoria dellarea (individuando come base imponibile il valore dellarea stessa), [] di tal che, nella specie, non essendosi realizzato alcuno dei due presupposti, il comune non poteva assoggettare ad ICI larea su cui si sviluppava la cubatura in relazione alla quale era stata conseguita la concessione edilizia per lappartamento al primo piano, non essendovi altra area fabbricabile che quella su cui insisteva lappartamento a suo tempo realizzato al piano terreno (Cass. N. 23347 del 2004).

Realizzazione di impianto fotovoltaico su lastrico solare


RISOLUZIONE: Ministero Economia e Finanze n. 8/DF del 22/07/2013 CONTRASTO CON PRECEDENTI PRONUNCE GIURISPRUDENZIALI
Corte di Cassazione n. 5166 del 1/3/13: le unit collabenti (cat. A/2), in particolari condizioni, sono tassate ai fini ICI e IMU in base al valore dellarea fabbricabile su cui insistono. Principio valido anche per unit in corso di definizione (A/4). La possibilit edificatoria dimostrata dal fatto che insistono sullarea immobili precedentemente edificati, a prescindere dalle loro condizioni di manutenzione o dello stato di conservazione. Linserimento nella categoria F ha natura transitoria, come dichiarato lAgenzia del Territorio con circolari n. 4 del 29/10/2009 e n. 15232 del 21/2/02. Commissione tributaria di Arezzo, sentenza n. 164 del 8/11/2001: ai fini Ici, un edificio in rovina, dichiarato collabente dallUfficio tecnico erariale non pu essere qualificato come fabbricato inagibile, bens come area fabbricabile.

Fabbricati collabenti
CARATTERISTICHE PER ATTRIBUZIONE CATEGORIA F/2: Disposizioni: Decreto Ministero delle Finanze n. 28 del 02/01/1998 Nota Agenzia delle Entrate n. 29440 del 30/07/2013. Caratteristiche: degrado tale da non produrre reddito mancanza di collegamenti gas, luce, acqua privi della copertura e della struttura portante iscrizione in catasto senza attribuzione di rendita presentazione di autocertificazione del tecnico sullo stato di fatto e documentazione fotografica

Contributo Ifel
ANNO MISURA NORMA D.L. 16/2012, art. 4, c. 3 Attuazione: provvedimento Direttore Agenzia Entrate del 22/05/2012 IMPONIBILE Quota IMU spettante ai Comuni, versata per immobili diversi da abitazione principale e pertinenze

2012

0,8 per mille

2013 2014

0,6 per mille

L. 228 del 24/12/2012 (Stabilit 2013), art. 1, comma 386

Gettito comunale per immobili diversi da abitazione principale e pertinenze

Il contributo viene attribuito direttamente allIfel da parte della Struttura di Gestione, trattenendolo dai versamenti effettuati dai contribuenti (Provvedimento Direttore Agenzia delle Entrate del 22/05/2012).

Dichiarazioni
TERMINE DI PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE IMU
Lart. 10, comma 4, lettera a), del D.L. 35 del 08/04/2013, convertito in L. 64 del 06/06/2013 ha modificato il comma 12-ter dellart. 13 del D.L 201/2011 12-ter.

DISPOSIZIONE VIGENTE I soggetti passivi devono presentare la dichiarazione entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell'imposta, utilizzando il modello approvato con il decreto di cui all'articolo 9, comma 6, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 (D.M. 30/102012) DISPOSIZIONE ORIGINARIA Entro 90 giorni dalla variazione. FABBRICATI CATEGORIA D CON VALORE CONTABILE Il termine del 30 giugno riferito allanno successivo a quello in cui si riferisce il calcolo dellIMU (Risoluzione Mef n. 6/DF del 28/03/2013)

D.L 54 DEL 21/05/2013 CONVERTITO IN L. 85 DEL 18/07/2013


INTERVENTI URGENTI IN TEMA DI SOSPENSIONE DELLIMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA Art. 1: Sospensione pagamento prima rata IMU per: abitazioni principali e pertinenze, escluse categorie A1, A8, A9 e assimilazioni (abitazioni anziani e disabili ricoverati in modo permanente in istituti e non locate, nonch unit immobiliari di residenti estero, non locate) e le assimilazioni per legge (assegnazione ex casa coniugale) alloggi assegnati e pertinenze delle Cooperative a propriet indivisa alloggi assegnati ex Iacp ed Enti di edilizia residenziale pubblica terreni agricoli e fabbricati rurali

D.L 54 DEL 21/05/2013 CONVERTITO IN L. 85 DEL 18/07/2013


MOTIVAZIONE SOSPENSIONE:

Nelle more di una complessiva riforma della disciplina dell'imposizione fiscale sul patrimonio immobiliare, ivi compresa la disciplina del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, volta, in particolare, a riconsiderare l'articolazione della potest impositiva a livello statale e locale, e la deducibilit ai fini della determinazione del reddito di impresa dell'imposta municipale propria relativa agli immobili utilizzati per attivit produttive.

D.L 54 DEL 21/05/2013 CONVERTITO IN L. 85 DEL 18/07/2013


CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA PER LA SOSPENSIONE DELLA PRIMA RATA IMU 2013:
In caso di mancata adozione della riforma della disciplina dellimposizione fiscale sul patrimonio immobiliare, ivi compresa la disciplina del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi entro la data del 31 agosto 2013, continua ad applicarsi la disciplina vigente e il termine di versamento della prima rata dell'imposta municipale propria degli immobili di cui al medesimo articolo 1 e' fissato al 16 settembre 2013.

D.L 54 DEL 21/05/2013 CONVERTITO IN L. 85 DEL 18/07/2013


COMPENSAZIONE AI COMUNI PER ONERI SOSTENUTI PER INTERESSI DERIVANTI DA MAGGIORI ANTICIPAZIONI DI TESORERIA:
Limite massimo di ricorso allanticipazione di tesoreria ulteriormente incrementato fino al 30/09/2013 di un importo, come risultante per ciascun Comune nellallegato del D.L. 54/2013, pari al 50%: Del gettito IMU 2012 ad aliquota base o maggiorata dai Comuni relativo ad abitazione principale e pertinenze Del gettito IMU 2012 compreso delle variazioni di aliquota stabilite dai Comuni, per tutti gli altri immobili Gli oneri per interessi a carico dei comuni per l'attivazione delle maggiori anticipazioni di tesoreria sono rimborsati a ciascun comune dal Ministero dell'interno, con modalit e termini fissati con decreto del Ministero dell'interno, da adottare entro 20 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

D.L 54 DEL 21/05/2013 CONVERTITO IN L. 85 DEL 18/07/2013


COMPENSAZIONI AI COMUNI
Decreti emanati il 06/06/2013 e 10/09/2013, con i quali sono stati stabiliti termini e modalit di invio delle certificazioni. Emanata inoltre Circolare della Finanza Locale del 17/09/2013. Comuni interessati: solo quelli che hanno sostenuto dal 16/06/13 al 30/09/13 oneri per interessi relativi allattivazione delle maggiori anticipazioni di tesoreria Termine presentazione certificazione: 30/10/2013. Il termine perentorio e leventuale ritardo comporta la mancata partecipazione definitiva dellattribuzione del contributo Modalit invio: telematica sul sito della direzione centrale della fiscalit locale Sottoscrizione del responsabile del servizio finanziario e del segretario comunale, con firma digitale

D.L. 102 DEL 31/08/2013 Artt. 1 e 2


TIPOLOGIA INTERVENTO DECORRENZA

-abitazione principale e pertinenze (esclusi A1, A8, A9) -terreni e fabbricati agricoli -alloggi regolarmente assegnati e pertinenze delle Cooperative edilizie a propriet indivisa -alloggi assegnati da ex Iacp Fabbricati costruiti e destinati dallimpresa costruttrice alla vendita, invenduti e sfitti Alloggi e pertinenze assegnati ai soci delle cooperative edilizie a propriet indivisa Alloggi assegnati da ex Iacp

Imposta non dovuta

Acconto 2013

Esenzione

Seconda rata 2013 e dal gennaio 2014 Non esplicitato

Equiparazione ad abitazione principale Aliquota stabilita dal Comune e detrazione 200

Saldo 2013

D.L. 102 DEL 31/08/2013 Artt. 1 e 2


TIPOLOGIA Fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come da Decreto Ministro Infrastrutture del 22/04/2008 Immobili posseduti (non locati) dal personale: -forze armate (esercito, marina, aeronautica) e forze di polizia ad ordinamento militare (carabinieri, guardia di finanza) -forze di polizia ad ordinamento civile (polizia di stato, polizia penitenziaria, forestale) -vigili del fuoco -carriera prefettizia Immobili utilizzati per la ricerca scientifica INTERVENTO Equiparazione allabitazione principale al fine del riconoscimento quale abitazione principale e pertinenze non sono pi richieste condizioni di dimora abituale e residenza anagrafica esenzione DECORRENZA

1 gennaio 2014

Non esplicitato

1 gennaio 2014

D.L. 102 DEL 31/08/2013


ABOLIZIONE PRIMA RATA
Art. 1 Per lanno 2013 non dovuta la prima rata IMU per: abitazione principale e pertinenze (esclusi A1, A8, A9), comprese le assimilazioni effettuate dai Comuni (abitazioni anziani e disabili ricoverati in modo permanente in istituti e non locate, nonch unit immobiliari di residenti estero, non locate) e le assimilazioni per legge (assegnazione ex casa coniugale) terreni e fabbricati agricoli alloggi regolarmente assegnati e pertinenze delle Cooperative edilizie a propriet indivisa alloggi assegnati da ex Iacp

Trattasi delle medesime tipologie per le quali era stata prevista la sospensione del pagamento con art. 1 del D.L. 54/2013 convertito in L. 85/2013

D.L. 102 DEL 31/08/2013


NUOVI CASI DI EQUIPARAZIONE ALLABITAZIONE PRINCIPALE
Art. 2

Cooperative edilizie a propriet indivisa (art. 2, comma 4, primo periodo): Ai fini dell'applicazione della disciplina in materia di IMU, le unit immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a propriet indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, sono equiparate all'abitazione principale. EFFICACIA: non esplicitato se concerne tutto il secondo semestre 2013 (seconda rata) o se dallentrata in vigore del Decreto (31/08/2013) Pertanto: Prima rata 2013: imposta non dovuta Seconda rata 2013: equiparata ad abitazione principale, con dubbi sullinizio dellefficacia (tutto secondo semestre 2013 o dal 31/08/2013)

D.L. 102 DEL 31/08/2013


NUOVI CASI DI EQUIPARAZIONE ALLABITAZIONE PRINCIPALE
Art. 2

Alloggi sociali (art. 2, comma 4, secondo periodo):


Sono equiparati all'abitazione principale i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture, di concerto con il Ministro della solidariet sociale, il Ministro delle politiche per la famiglia e il Ministro per le politiche giovanili e le attivita' sportive del 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2008. EFFICACIA: dal 1gennaio 2014 Definizione DM 22/04/2008: E' definito alloggio sociale l'unit immobiliare adibita ad uso residenziale in locazione permanente che svolge la funzione di interesse generale, nella salvaguardia della coesione sociale, di ridurre il disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati, che non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato.

D.L. 102 DEL 31/08/2013


NUOVI CASI DI ESENZIONE
Art. 2 comma 3 Immobili destinati ad attivit di ricerca scientifica: Immobili utilizzati dai soggetti di cui art. 7, comma 1, lettera c) del TUIR approvato con DPR 917/1986, destinati esclusivamente allo svolgimento di attivit di ricerca scientifica: EFFICACIA: esenzione dal 01/01/2014 Nuova versione dellart. 7, lettera i, del D.Lgs. 504/1992, dal 01/01/2014: Sono esenti da ICI gli immobili utilizzati dai soggetti di cui allart. 87, c. 1, let c) del TUIR, destinati esclusivamente allo svolgimento di attivit assistenziali, previdenziali, sanitarie, ricerca scientifica, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonch delle attivit di cui allart. 16, let. a), della L. 222/85 svolte con modalit non commerciali

D.L. 102 DEL 31/08/2013


NUOVI CASI DI ESENZIONE Art. 2 commi 1 e 2 Fabbricati costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso Locati EFFICACIA: - Non dovuta seconda rata IMU 2013 (art. 2, comma 1) - Esenzione dal 01/01/2014 (art. 2, comma 2)

Fabbricati costruiti destinati alla vendita


Fino alla prima rata IMU 2013
Art. 56, comma 1, D.L. 1/2012 convertito in L. 27/2012 Imposta comunque dovuta e possibilit per i Comuni di ridurre alla met laliquota di base (quindi al 0,38 per cento) per i fabbricati costruiti e destinati alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati, e comunque per un periodo non superiore a tre anni).

Dalla seconda rata IMU 2013


Art. 2, comma 1, D.L. 102/2013 in attesa di conversione Seconda rata 2013 non dovuta ed esenzione dal 2014 per i fabbricati costruiti e destinati dallimpresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati

D.L. 102 DEL 31/08/2013


ALTRI CASI PARTICOLARI

Alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalit degli IACP, istituiti in attuazione dell'articolo 93 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616: Rata di acconto 2013: prima sospesa e poi non dovuta (art. 1) Dal saldo 2013: si applica laliquota deliberata dal Comune, con applicazione della detrazione di 200 euro per ogni alloggio (art. 2, comma 2, lettera b).

D.L. 102 DEL 31/08/2013


ALTRI CASI PARTICOLARI Art. 2 ABITAZIONI MILITARI E SIMILI TIPOLOGIA IMMOBILE: unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unit immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione SOGGETTO PASSIVO. Personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonch dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia. AGEVOLAZIONE PREVISTA: Non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica ai fini dell'applicazione della disciplina in materia di IMU concernente l'abitazione principale e le relative pertinenze dal personale in servizio

D.L. 102 DEL 31/08/2013


CONTRIBUTO AI COMUNI PER MODIFICHE INTRODOTTE Art. 3

Al fine di assicurare ai comuni delle Regioni a statuto ordinario e delle Regioni Siciliana e Sardegna il ristoro del minor gettito dell'imposta municipale propria derivante dalle disposizioni recate dagli articoli precedenti, attribuito ai medesimi comuni un contributo di: 2.327.340.486,20 euro per l'anno 2013 75.706.718,47 euro a decorrere dall'anno 2014.

Da ripartirsi tra i comuni interessati con decreto del Ministero dellInterno di concerto con il Ministero dellEconomia e delle Finanze, entro 30 giorni dallentrata in vigore del presente Decreto in proporzione alle stime di gettito da imposta municipale allo scopo comunicate dal Dipartimento delle finanze del Ministero dell'economia e delle finanze.

D.L. 102 DEL 31/08/2013


ULTERIORE ANTICIPO FONDO DI SOLIDARIETA COMUNALE
Art. 7

Nelle more della definizione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all'articolo 1, comma 380, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, il Ministero dell'interno eroga, entro il 5 settembre 2013, ai comuni delle Regioni a statuto ordinario ed ai comuni della Regione Siciliana e della Regione Sardegna un importo di 2.500 milioni di euro, quale ulteriore anticipo su quanto spettante per l'anno 2013 a titolo di Fondo di solidariet comunale. L'importo dell'attribuzione, per ciascun comune, quello riportato nell'allegato 1.

La TARES Tributo Comunale sui Rifiuti e sui Servizi

72

La TARES Norma istitutiva e modifiche introdotte


TARES (Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi)
NORMA ISTITUTIVA Art. 14 del Decreto Legge n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito con modificazioni in Legge n. 214 del 22 dicembre 2011

MODIFICHE E INTEGRAZIONI art. 25 del D.L. n. 1/2012 art. 6 del D.L. n. 16/2012 art. 1 comma 387 della Legge Stabilit 2013 (n. 228 del 24/12/2012) art. 1-bis del D.L. n. 1/2013 art. 10, commi 2 e 3 del D.L. n. 35/2013 art. 5 del D.L. n. 102/2013.

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Le norme applicabili in materia di TARES


(dirette o di rimando)
Art. 14 del Decreto Legge n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito con modificazioni in Legge n. 214 del 22 dicembre 2011, modificato e integrato con art. 25 del D.L. n. 1/2012, art. 6 del D.L. n. 16/2012, art. 1 comma 387 della Legge Stabilit 2013 (n. 228 del 24/12/2012), art. 1-bis del D.L. n. 1/2013 e art. 10, commi 2-3 del D.L. n. 35/2013, art. 5 del D.L. 102/2013 (istituzione); D.P.R. n. 158 del 27/04/1999 (metodo normalizzato); Art. 1, commi da 161 a 170 della Legge n. 296/2006 (termini e contenuto degli accertamenti, notifica titolo esecutivo, rimborsi, misura interessi, arrotondamento, compensazione, importi minimi, termine approvazione tariffe/aliquote, comunicazione dati al Mef); Art. 52 del D.Lgs. n. 446/1997 (potest regolamentare); D.Lgs. n. 471 e 472 del 18/12/1997 (riforma e disposizioni in materia di sanzioni tributarie);

74

Continua

Le norme applicabili in materia di TARES


(dirette o di rimando)
D.Lgs. n. 546 del 31/12/1992 (processo tributario); D. Lgs. N. 218 del 19/06/1997 (accertamento con adesione e conciliazione giudiziale); L. n. 212 del 27/07/2000 (Statuto del contribuente); D.L. n. 203 del 30/09/2005, art. 3 (disposizioni in materia di servizio nazionale della riscossione); D.L. n. 70 del 13/5/2011, art. 7 (cessazione Equitalia poi prorogata) L. n. 228 del 24/12/2012, art. 1, comma 544 (riscossione coattiva importi fino a 1.000 euro) Regio Decreto n. 639 del 14/04/1910 (ingiunzione fiscale); D.P.R. n. 602 del 29/09/1973 (riscossione).

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Istituzione della TARES (comma 1)


DECORRENZA: 1gennaio 2013 AMBITO TERRITORIALE: in tutti i comuni del territorio nazionale NATURA: tributo comunale, salvo ipotesi applicazione misurazione puntale dei rifiuti di cui al comma 29. (Vengono nettamente distinti i due prelievi: tributo e corrispettivo, nel tentativo di risolvere le problematiche legate alla natura del prelievo, come da sentenza n. 238 del 24/7/2009 della Corte Costituzionale e il relativo problema dei rimborsi dell'Iva sulla Tia) COPERTURA: costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, svolto in regime di privativa pubblica ai sensi della vigente normativa ambientale; Costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni

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Soppressione precedenti prelievi sui rifiuti e abrogazione norme sui rifiuti (commi 46 e 47)
A decorrere dal 1gennaio 2013 sono soppressi e/o abro gate/i:
tutti i vigenti prelievi relativi alla gestione dei rifiuti urbani, sia di natura patrimoniale sia di natura tributaria (Tarsu, Tia1, Tia2), l'addizionale per l'integrazione dei bilanci degli enti comunali di assistenza (ex ECA). le disposizioni riguardanti la tariffa speciale prevista per i rifiuti assimilati agli urbani, di cui all'articolo 195, comma 2, lettera e), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (non sono assimilabili i rifiuti delle aree produttive, dei magazzini e delle strutture di vendita con superficie ampia: superiori a mq. 450 per Comuni sotto i 10.000 abitanti e superiori a mq. 750 per Comuni sopra i 10.000 abitanti); l'art. 14, comma 7, del D.Lgs. n. 23/2011: Sino alla revisione della disciplina relativa ai prelievi relativi alla gestione dei rifiuti solidi urbani, continuano ad applicarsi i regolamenti comunali adottati in base alla normativa concernente la tassa sui rifiuti solidi urbani e la tariffa di igiene ambientale. Resta ferma la possibilit per i comuni di adottare la tariffa 77 integrata ambientale.

DEFINIZIONE DI RIFIUTO Art. 183, comma 1, D.Lgs. N. 152/2006

Si definisce rifiuto qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore: -si disfi -abbia lintenzione di disfarsi -abbia lobbligo di disfarsi.

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RIFIUTI URBANI Art. 184, comma 2, D.Lgs. N. 152/2006


Sono rifiuti URBANI: a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione; b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a) del presente comma, assimilati dal comune ai rifiuti urbani; c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade; d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua; e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali; f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonch gli altri rifiuti provenienti da attivit cimiteriale diversi da quelli di cui alle lettere b), e) ed e) del presente comma.

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RIFIUTI SPECIALI Art. 184, comma 3, D.Lgs. N. 152/2006


Sono rifiuti SPECIALI: a) i rifiuti da attivit agricole e agro-industriali, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 2135 c.c.; b) i rifiuti derivanti dalle attivit di demolizione, costruzione, nonch i rifiuti che derivano dalle attivit di scavo; c) i rifiuti da lavorazioni industriali; d) i rifiuti da lavorazioni artigianali; e) i rifiuti da attivit commerciali; f) i rifiuti da attivit di servizio; g) i rifiuti derivanti dalla attivit di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi; h) i rifiuti derivanti da attivit sanitarie.
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RIFIUTI ASSIMILATI AGLI URBANI LE NORME ATTUALI


Il Comune pu assimilare, per quantit e qualit, i rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani, ai sensi del combinato disposto degli artt.7 co. 1 lett.b) (potere Stato) e 21 co.2 lett.g) del D.Lgs. n.22/1997 ( p o t e r e Comuni). Il potere di assimilazione stato ripristinato dalla Legge n. 128/1998, dopo che lart. 39 della Legge n. 146/1994 aveva disposto lassimilazione per legge. Tale potere permane considerando che non stato approvato il decreto per la determinazione dei criteri di assimilazione di cui al D.Lgs. n. 152/2006 (art. 1, comma 184, lettera b) della Legge n. 296/2006: in materia di assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani, continuano ad applicarsi le disposizioni degli articoli 18, comma 2, lettera d), e 57, comma 1, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22.). Lassimilazione deve essere fatta in base ai criteri e allelenco di cui alla delibera interministeriale del 27/7/1984, punto 1.1.1 .
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Deliberazione 27 luglio 1984 Disposizioni per la prima applicazione dell'articolo 4 del Dpr 10 settembre 1982, n. 915, concernente lo smaltimento dei rifiuti - Punto 1.1.1
imballaggi in genere (di carta, cartone, plastica, legno, metallo e simili); contenitori vuoti (fusti, vuoti di vetro, plastica e metallo, latte o lattine e simili); sacchi e sacchetti di carta o plastica; fogli di carta, plastica, cellophane, cassette, pallet; accoppiati quali carta plastificata, carta metallizzata, carta adesiva, carta catramata, fogli di plastica metallizzati e simili; frammenti e manufatti di vimini e di sughero; paglia e prodotti di paglia; scarti di legno provenienti da falegnameria e carpenteria, trucioli e segatura; fibra di legno e pasta di legno anche umida, purch palabile; ritagli e scarti di tessuto di fibra naturale e sintetica, stracci e juta; feltri e tessuti non tessuti; pelle e similpelle; gomma e caucci (polvere e ritagli) e manufatti composti prevalentemente da tali materiali, come camere d'aria e copertoni; resine termoplastiche e termoindurenti in genere allo stato solido e manufatti composti da tali materiali; Continua
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Deliberazione 27 luglio 1984 Disposizioni per la prima applicazione dell'articolo 4 del Dpr 10 settembre 1982, n. 915, concernente lo smaltimento dei rifiuti - Punto 1.1.1
rifiuti ingombranti analoghi a quelli di cui al punto 2) del terzo comma dell'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 915 del 1982; imbottiture, isolanti termici ed acustici costituiti da sostanze naturali e sintetiche, quali lane di vetro e di roccia, espansi plastici e minerali, e simili; moquette, linoleum, tappezzerie, pavimenti e rivestimenti in genere; materiali vari in pannelli (di legno, gesso, plastica e simili); frammenti e manufatti di stucco e di gesso essiccati; manufatti di ferro tipo paglietta metallica, filo di ferro, spugna di ferro e simili; nastri abrasivi; cavi e materiale elettrico in genere; pellicole e lastre fotografiche e radiografiche sviluppate; scarti in genere della produzione di alimentari, purch non allo stato liquido, quali ad esempio scarti di caff, scarti dell'industria molitoria e della pastificazione, partite di alimenti deteriorati, anche inscatolati o comunque imballati, scarti derivanti dalla lavorazione di frutta e ortaggi, caseina, sanse esauste e simili; scarti vegetali in genere (erbe, fiori, piante, verdure, ecc.), anche derivanti da lavorazioni basate su processi meccanici (bucce, baccelli, pula, scarti di sgranatura e di trebbiatura, e simili); residui animali e vegetali provenienti dall'estrazione di princpi attivi.
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RIFIUTI ASSIMILATI AGLI URBANI Prodotti dalle strutture sanitarie pubbliche e private Art. 2, lett. g) del D.P.R. 254 del 15/07/2003
Il Comune pu altres assimilare ai rifiuti urbani, per quantit e qualit, i seguenti rifiuti speciali non pericolosi prodotti da strutture sanitarie pubbliche e private: - rifiuti delle cucine; - rifiuti da ristorazione dei reparti di degenza non infettivi; - vetro, carta, cartone, plastica, metalli, imballaggi, - rifiuti ingombranti - spazzatura e altri rifiuti non pericolosi assimilati agli urbani; - indumenti e lenzuola monouso; - gessi ortopedici e bende, assorbenti igienici, non dei degenti infettivi - pannolini pediatrici e i pannoloni, - contenitori e sacche delle urine; - rifiuti verdi.
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SOSTANZE ESCLUSE DALLA NORMATIVA SUI RIFIUTI Art. 185 del D.Lgs. N. 152/2006
a) le emissioni costituite da effluenti gassosi emessi nell'atmosfera e il biossido di carbonio catturato e trasportato ai fini dello stoccaggio geologico e stoccato in formazioni geologiche prive di scambio di fluidi con altre formazioni a norma del decreto legislativo di recepimento della direttiva 2009/31/CE in materia di stoccaggio geologico di biossido di carbonio; b) il terreno (in situ), inclusi il suolo contaminato non scavato e gli edifici collegati permanentemente al terreno, c) il suolo non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso di attivit di costruzione, ove sia certo che esso verr riutilizzato a fini di costruzione allo stato naturale e nello stesso sito in cui stato escavato; d) i rifiuti radioattivi; e) i materiali esplosivi in disuso; f) le materie fecali, se non contemplate dal comma 2, lettera b), paglia, sfalci e potature, nonch altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso utilizzati in agricoltura, nella selvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa mediante processi o metodi che non danneggiano lambiente n mettono in pericolo la salute umana. g) i sedimenti spostati allinterno di acque superficiali ai fini della gestione delle acque e dei corsi dacqua o della prevenzione di inondazioni o della riduzione degli effetti di inondazioni o siccit o ripristino dei suoli se provato che i sedimenti non sono pericolosi ai sensi della decisione 2000/532/CE della Commissione del 3 maggio 2000, e successive modificazioni.
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SOSTANZE ESCLUSE DALLA NORMATIVA SUI RIFIUTI


Normative comunitarie
a) le acque di scarico; b) i sottoprodotti di origine animale, compresi i prodotti trasformati, contemplati dal regolamento (CE) n. 1774/2002, eccetto quelli destinati allincenerimento, allo smaltimento in discarica o allutilizzo in un impianto di produzione di biogas o di compostaggio; c) le carcasse di animali morti per cause diverse dalla macellazione, compresi gli animali abbattuti per eradicare epizoozie, e smaltite in conformit del regolamento (CE) n. 1774/2002; d) i rifiuti risultanti dalla prospezione, dall'estrazione, dal trattamento, dall'ammasso di risorse minerali o dallo sfruttamento delle cave, di cui al Decreto Legislativo 30 maggio 2008, n. 117.

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Il soggetto attivo (comma 2)


SOGGETTO ATTIVO: Il Comune

Il soggetto attivo nei precedenti prelievi


TARSU TIA1 TIA2 Autorit dambito territoriale /Comune per opzione DL 208/2008

SOGGETTO ATTIVO

Comune

Comune

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Lambito territoriale (comma 2)


AMBITO TERRITORIALE: territorio del Comune in cui insiste, interamente o prevalentemente, la superficie degli immobili assoggettabili al tributo.
Nota Mef su Prototipo Regolamento Tares: ai fini della prevalenza si considera lintera superficie dellimmobile, anche se parte di essa sia esclusa o esente dal tributo.

Ambito territoriale per i precedenti prelievi


TARSU AMBITO TERRITORIALE locali e aree esistenti sul territorio comunale
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TIA1

TIA2

locali o aree Locali o aree scoperte esistenti scoperte esistenti nelle zone del nelle zone del territorio territorio comunale comunale

Il soggetto passivo, presupposto impositivo, casi particolari (comma 3)

SOGGETTO PASSIVO E PRESUPPOSTO IMPOSITIVO TARES Il tributo dovuto da chiunque: possieda occupi detenga

a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani.

Il comma 4 dellart. 14 del D.L. 201/2011 specifica che sono soggette a tassazione le aree scoperte operative.

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Il soggetto passivo, presupposto impositivo, casi particolari (comma 3)


SOGGETTO PASSIVO E PRESUPPOSTO IMPOSITIVO CONFRONTO TARES / PRECEDENTI PRELIEVI

TARSU TITOLO Occupazione Detenzione

TIA1 Occupazione Conduzione

TIA2 Possesso Detenzione

TARES Possesso Occupazione Detenzione

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Il soggetto passivo, presupposto impositivo, casi particolari (commi 3-5-6-7-14)


POSSESSO Art. 1140 del Codice Civile: 1. Il possesso il potere sulla cosa che si manifesta in un'attivit corrispondente all'esercizio della propriet o di altro diritto reale. 2. Si pu possedere direttamente o per mezzo di altra persona, che ha la detenzione della cosa. DETENZIONE In diritto la detenzione rappresenta la materiale disponibilit di una cosa, diversa dal possesso. OCCUPAZIONE Presa di possesso, pi spesso temporanea, di un posto, con mezzi legittimi o con la forza. Disponibilit dell'immobile CONDUZIONE Sinonimo di affitto, locazione. Disponibilit dell'immobile.
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PRINCIPIO DI UTILIZZABILITA E UTILIZZO DEI LOCALI

Sentenza Corte di Cassazione n. 25012 del 10/12/2010: Non sono soggetti alla tassa i locali e le aree che risultino in obbiettive condizioni di non utilizzabilit, sottraendo ad imposizione gli immobili oggettivamente inutilizzabili e non gi quelli lasciati in concreto inutilizzati, per qualsiasi ragione, dai titolari della relativa disponibilit.

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EFFETTIVO UTILIZZO DEL SERVIZIO DI RACCOLTA RIFIUTI


Sentenza Corte di Cassazione n. 21508 del 7/11/2005: Per i servizi relativi allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani i Comuni devono istituire una apposita tassa annuale su base tariffaria che viene a gravare su chiunque occupi o conduca locali, a qualsiasi uso adibiti, esistenti nelle zone del territorio comunale in cui i servizi sono istituiti. La giurisprudenza di legittimit ha da tempo chiarito in base a tali disposizioni che la tassa dovuta indipendentemente dal fatto che l'utente utilizzi il servizio, salva l'autorizzazione dell'ente impositore allo smaltimento dei rifiuti secondo altre modalit. Una parte prevalente delle decisioni di questa Corte (Cassazione V sezione civile, 23.6.2003 n. 9920, Cassazione V sezione civile 8.7.2000 n. 9943, Cassazione I sezione civile 19.1.1999 n. 12863 e Cassazione civile n. 9524 dal 29.9.1997, n. 10853 del 3.11.1993, n. 461 dell'11.4.1992 nonch Cassazione I sezione civile 10.2.1996 n. 1042) identifica il presupposto impositivo del tributo con l'istituzione del servizio mentre altre pronunce meno recenti (Cassazione I sezione civile, 4.2.1987 n. 995, Cassazione civile n. 2482/1982, 220/1975, 1430/1974, 132/1970, 1026/1969) specificano che, se pure indifferente che l'utente utilizzi o meno il servizio, deve per sussistere la possibilit dell'utilizzazione. Quest'ultima affermazione pu essere condivisa solo in astratto nel senso che l'istituzione del servizio la condizione che consente di individuare i suoi potenziali utenti. Essa non pu essere spinta sino a far ritenere che, per ogni esercizio di imposizione annuale, la tassa dovuta solo se il servizio sia stato esercitato in modo regolare cos da consentire al singolo di utente di usufruirne pienamente.
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EFFETTIVO UTILIZZO DEL SERVIZIO DI RACCOLTA RIFIUTI


Sentenza Corte di Cassazione n. 1172 del 22/01/2010: Il presupposto dell'imposizione sarebbe l'obiettiva possibilit di usufruire del servizio, a prescindere dalla effettiva fruizione dello stesso da parte del produttore dei rifiuti Sentenza Corte di Cassazione n. 3721 del 17/02/2010: Conforme alla valutazione appena formulata l'orientamento espresso da questa Sezione sentenza 4 luglio 2003, n. 10608, secondo cui, "il Comune, a meno che non si tratti di rifiuti speciali, ha l'obbligo di provvedere alla raccolta ed al trasporto esterni, civili d industriali, con diritto di privativa, e per la prestazione del servizio sussiste, a carico del cittadino, l'obbligo del pagamento di un tributo, che va qualificato tassa alla stregua dell'indicazione della stessa legge nonch della sua natura, con la conseguenza che dovuto, indipendentemente dal fatto che l'utente utilizzi il servizio, purch ne abbia la possibilit, e salvo che sia autorizzato dall'ente allo smaltimento con altre modalit. Pertanto, l'indagine sull'esistenza della denuncia dei cespiti soggetti alla tassazione irrilevante in ordine all'an, assumendo importanza solo in riferimento alla quantificazione della tassa, in proporzione alla superficie cui essa afferisce.
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Il soggetto passivo, presupposto impositivo, casi particolari (commi 3-5-6-7-14)


VINCOLO DI SOLIDARIETA (comma 5) Il tributo dovuto da coloro che occupano o detengono i locali o le aree scoperte di cui ai commi 3 e 4 con vincolo di solidariet tra i componenti del nucleo familiare o tra coloro che usano in comune i locali le aree stesse.

UTILIZZO TEMPORANEO (comma 6) Durata utilizzo temporaneo: non superiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare Soggetto passivo: possessore dei locali e delle aree a titolo di propriet, usufrutto, uso, abitazione, superficie NOTA: con questa disposizione si scopre il motivo per il quale il comma 3 identifica anche nel possessore il soggetto passivo del tributo.
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Il soggetto passivo, presupposto impositivo, casi particolari (commi 3-5-6-7-14)


MULTIPROPRIETA E CENTRI COMMERCIALI INTEGRATI (comma 7) Casi: locali in multipropriet e di centri commerciali integrati. Responsabile del versamento del tributo per i locali ed aree scoperte di uso comune e per i locali ed aree scoperte in uso esclusivo ai singoli occupanti o detentori: soggetto che gestisce i servizi comuni Singoli occupanti o detentori di locali e aree scoperte in uso esclusivo: restano a loro carico altri obblighi o diritti derivanti dal rapporto tributario

Testo comma 7: Nel caso di locali in multipropriet e di centri commerciali integrati il soggetto che gestisce i servizi comuni responsabile del versamento del tributo dovuto per i locali ed aree scoperte di uso comune e per i locali ed aree scoperte in uso esclusivo ai singoli occupanti o detentori, fermi restando nei confronti di questi ultimi, gli altri obblighi o diritti derivanti dal rapporto tributario riguardante i locali le aree in uso esclusivo.
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Il soggetto passivo, presupposto impositivo, casi particolari (commi 3-5-6-7-14)


ISTITUZIONI SCOLASTICHE STATALI (comma 14) Resta ferma la disciplina del tributo dovuto per il servizio di gestione dei rifiuti delle istituzioni scolastiche, di cui ll'articolo 33-bis, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, in base al quale, a decorrere dallanno 2008: le istituzioni scolastiche statali non sono pi tenute a corrispondere ai comuni il Corrispettivo del servizio di raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti solidi urbani; il Ministero della Pubblica Istruzione provvede a corrispondere direttamente ai Comuni le somme dovute per lo svolgimento nei confronti delle istituzioni scolastiche statali, del servizio di raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, calcolate in proporzione alla consistenza della popolazione scolastica. Copertura costo: il costo relativo alla gestione dei rifiuti delle istituzioni scolastiche sottratto dal costo che deve essere coperto con il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi. Nelle linee guida del Ministero tale costo viene identificato nellimporto del contributo, da inserire in deduzione dai costi comuni diversi (CCD). Maggiorazione a copertura servizi indivisibili: non si applica, in quanto tassazione non rapportata a mq.
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Superfici imponibili - (comma 9)


VERSIONE ORIGINARIA DISPOSIZIONI ABROGATE DALLA LEGGE DI STABILITA 2013
UNITA IMMOBILIARI A DESTINAZIONE ORDINARIA ISCRITTE O ISCRIVIBILI NEL CATASTO EDILIZIO URBANO (categorie catastali A-B-C) SUPERFICIE IMPONIBILE: pari all'80 per cento della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138. MODIFICA SUPERFICIE DUFFICIO. Per gli immobili gi denunciati, i comuni: modificano d'ufficio, dandone comunicazione agli interessati, le superfici che risultano inferiori alla predetta percentuale, a seguito di incrocio dei dati comunali, comprensivi della toponomastica, con quelli dell'Agenzia del territorio, secondo modalit di interscambio stabilite con provvedimento del Direttore della predetta Agenzia, sentita la Conferenza Stato-citt ed autonomie locali (Provvedimento n. 39724/2013 del 29/03/2013).
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Superfici imponibili - (comma 9)


VERSIONE ORIGINARIA DISPOSIZIONI ABROGATE DALLA LEGGE DI STABILITA 2013 IN ASSENZA DATI SUPERFICI CATASTALI: REGOLA GENERALE: Nel caso in cui manchino, negli atti catastali, gli elementi necessari per effettuare la determinazione della superficie catastale, gli intestatari catastali provvedono: a richiesta del comune, a presentare all'ufficio provinciale dell'Agenzia del territorio la planimetria catastale del relativo immobile, secondo le modalit stabilite dal regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701 (Docfa), per l'eventuale conseguente modifica, presso il comune, della consistenza di riferimento.

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Superfici imponibili - (comma 9)


VERSIONE ORIGINARIA DISPOSIZIONI ABROGATE DALLA LEGGE DI STABILITA 2013
IN ASSENZA DATI SUPERFICI CATASTALI: IN SEDE DI PRIMA APPLICAZIONE: per le unit immobiliari urbane a destinazione ordinaria, prive di planimetria catastale: nelle more della presentazione delle planimetrie catastali, l'Agenzia del territorio procede alla determinazione di una superficie convenzionale, sulla base degli elementi in proprio possesso. Il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi corrispondente corrisposto a titolo di acconto e salvo conguaglio. SUPERFICIE IMPONIBILE PER IMMOBILI CON RENDITA PRESUNTA: Le medesime disposizioni di cui al presente comma, si applicano alle unit immobiliari per le quali stata attribuita la rendita presunta ai sensi dell'articolo 19, comma 10, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, come integrato dall'articolo 2, comma 5-bis del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10 (fabbricati fantasma)
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Superfici imponibili
D.P.R. 138 DEL 23/03/1998
Regolamento recante norme per la revisione generale delle zone censuarie, delle tariffe destimo delle unit immobiliari urbane e dei relativi criteri nonch delle commissioni censuarie in esecuzione dellarticolo 3, commi 154 e 155, della Legge 23 dicembre 1996, n. 662 Criteri generali 1. Nella determinazione della superficie catastale delle unit immobiliari a destinazione ordinaria, i muri interni e quelli perimetrali esterni vengono computati per intero fino ad uno spessore massimo di 50 cm, mentre i muri in comunione nella misura del 50 per cento fino ad uno spessore massimo di 25 cm. 2. La superficie dei locali principali e degli accessori, ovvero loro porzioni, aventi altezza utile inferiore a 1,50 m, non entra nel computo della superficie catastale. 3. La superficie degli elementi di collegamento verticale, quali scale, rampe, ascensori e simili, interni alle unit immobiliari sono computati in misura pari alla loro proiezione orizzontale, indipendentemente dal numero di piani collegati. 4. La superficie catastale, determinata secondo i criteri esposti di seguito, viene arrotondata al metro quadrato.

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Criteri per abitazioni e box


TIPOLOGIA
superficie dei vani principali e dei vani accessori a servizio diretto di quelli principali quali bagni, ripostigli, ingressi, corridoi e simili; vani accessori a servizio indiretto dei vani principali, quali soffitte, cantine e simili comunicanti con i vani principali vani accessori a servizio indiretto dei vani principali, quali soffitte, cantine e simili NON comunicanti con i vani principali balconi, terrazze e simili, di pertinenza esclusiva nella singola unit immobiliare, comunicanti con i vani principali balconi, terrazze e simili, di pertinenza esclusiva nella singola unit immobiliare, NON comunicanti con i vani principali area scoperta o a questa assimilabile, che costituisce pertinenza esclusiva della singola unit immobiliare parchi, giardini, corti e simili, che costituiscono pertinenze di unit immobiliari di categoria R/2 (A7 e A8) vani accessori a servizio diretto dei box
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PERCENTUALE
100%

50%

25%

30 % fino a 25 mq. 10 % per la quota eccedente 15 % fino a 25 mq. 5 % per la quota eccedente 10 % fino alla superficie dei vani principali 2 % per eccedenza 10 % su quota eccedente il quintuplo della superficie dei vani principali 2 % per eccedenza u quota eccedente il quintuplo della superficie dei vani principali 50%

DETERMINAZIONE 9 agosto 2005 Determinazione del direttore dell'Agenzia del territorio Modalit d'interscambio incrocio e allineamento dati.
Per quanto concerne la superficie, essa calcolata sulla base delle norme tecniche per la determinazione della superficie catastale delle unit immobiliari a destinazione ordinaria (Gruppi R, P, T) di cui all'allegato C di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138 e dei criteri operativi contenuti nell'allegato A al presente provvedimento, tenuto conto dell'art. 62, comma 1, del decreto legislativo del 15 novembre 1993, n. 507 e successive modificazioni, nonch della necessit di stabilire la corrispondenza tra le vigenti categorie e quelle di cui al suddetto decreto del Presidente della Repubblica. Per quanto concerne i dati metrici, essi riguardano la superficie dei singoli ambienti, ad esclusione delle aree scoperte delle unit immobiliari a destinazione residenziale; dette superfici sono calcolate senza tener conto dei coefficienti di ragguaglio previsti dal citato decreto del Presidente della Repubblica.
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Il criterio dell'80% della superficie catastale era gi stato previsto da una precedente norma, che lo identificava quale superficie minima dichiarabile ai fini della Tarsu
Previsione di cui all'art. 70, comma 3 del D.Lgs. 507/1993 (come modificato dal comma 134 dellart.1 della Legge n, 311/2004)
A decorrere dal 1 gennaio 2005, per le unita' immobiliari di propriet privata a destinazione ordinaria censite nel catasto edilizio urbano, la superficie di riferimento non pu in ogni caso essere inferiore all'80 per cento della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138; per gli immobili gi denunciati, i comuni modificano d'ufficio, dandone comunicazione agli interessati, le superfici che risultano inferiori alla predetta percentuale a seguito di incrocio dei dati comunali, comprensivi della toponomastica, con quelli dell'Agenzia del territorio, secondo modalit di interscambio stabilite con provvedimento del direttore della predetta Agenzia, sentita la Conferenza Stato-citt ed autonomie locali. Nel caso in cui manchino, negli atti catastali, gli elementi necessari per effettuare la determinazione della superficie catastale, i soggetti privati intestatari catastali, provvedono, a richiesta del comune, a presentare all'ufficio provinciale dell'Agenzia del territorio la planimetria catastale del relativo immobile, secondo le modalit stabilite dal regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701, per l'eventuale conseguente modifica, presso il comune, della consistenza di riferimento. Con l'art. 1, comma 183 della Legge n. 296/2006 tale disposizione era stata estesa anche alla Tia1. Commento: tale norma da interpretarsi riferita ai criteri di accertamento, quale superficie minima al di sotto del quale scattava laccertamento, anche 104 se ha suscitato interpretazioni diverse.

Superfici imponibili - (comma 9)


VERSIONE ATTUALE - COME SOSTITUITO DA ART. 1, COMMA 387, LETTERE B E C DELLA LEGGE DI STABILITA 2013
UNITA IMMOBILIARI A DESTINAZIONE ORDINARIA ISCRITTE O ISCRIVIBILI NEL CATASTO EDILIZIO URBANO (categorie catastali A-B-C) - FINO ALLA REVISIONE DEL CATASTO SUPERFICIE IMPONIBILE: - Superficie CALPESTABILE dei locali o delle aree suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati; superfici dichiarate o accertate ai fini della Tarsu, Tia 1 o Tia 2; ATTIVITA DI ACCERTAMENTO: Il Comune PUO considerare superficie assoggettabile a tributo quella pari all80% della superficie catastale determinata ai sensi del D.P.R. n. 138/1998;

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Superfici imponibili - (comma 9-bis) AGGIUNTO DA ART. 1, COMMA 387, LETTERA C DELLA LEGGE N. 228 DEL 24/12/2012 (LEGGE DI STABILITA 2013)
COOPERAZIONE TRA COMUNI E AGENZIA DEL TERRITORIO PER LA REVISIONE DEL CATASTO

DATI CATASTALI DELLE UNITA A DESTINAZIONE ORDINARIA (CAT. A-B-C)

Allineamento

TOPONOMASTICA

NUMERAZIONE CIVICA INTERNA/ESTERNA

Obiettivo

DETERMINAZIONE SUPERFICIE ASSOGGETTABILE A TRIBUTO, PARI ALL80% DELLA SUPERFICIE CATASTALE (D.P.R. 138/1998)

106

Superfici imponibili - (comma 9-bis)


MODALITA DI INTERSCAMBIO TRA AGENZIA E COMUNI DEI DATI INERENTI LA SUPERFICIE DELLE UNITA IMMOBILIARI A DESTINAZIONE ORDINARIA PROVVEDIMENTO DEL DIRETTORE DELLAGENZIA DELLE ENTRATE 39724/2013 DEL 29 MARZO 2013

LAgenzia delle Entrate rende disponibili ai Comuni: i dati relativi alla superficie catastale, determinati ai sensi del D.P.R. 138/1998, corredate di planimetria; i dati relativi alla superficie determinata scorporando, per le sole abitazioni, le superfici di balconi, terrazzi e aree scoperte pertinenziali e accessorie, comunicanti e non comunicanti; tali dati vengono forniti ai fini dellattivit di accertamento di cui allart. 14, comma 9, del D.L. 201/2011; I Comuni: segnalano gli scostamenti significativi della superficie resa disponibile rispetto ai dati in loro possesso; le segnalazioni avvengono tramite il Portale dei Comuni e il Sistema di Interscambio
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Criticit utilizzo superficie catastale ai fini Tares


Quale superficie deve essere presa in considerazione: la superficie catastale di cui al DPR 138/1998 o la superficie catastale di cui alla Determinazione Agenzia del Territorio 9/8/2005 (dati metrici)? Sarebbe opportuno un intervento legislativo di dettaglio; Situazione dati metrici con molti casi in cui non valorizzata la superficie catastale; Diversit di trattamento rispetto alle unit immobiliari a destinazione non ordinaria e aree scoperte determinate in base alla superficie calpestabile;

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Altre unit immobiliari (categorie catastali D-E-aree scoperte)


SUPERFICIE IMPONIBILE: la superficie assoggettabile al tributo costituita da quella calpestabile La disposizione non stata modificata dalla Legge di Stabilit 2013.

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La Tariffa: commisurazione, composizione e copertura costi (commi 8-9-11)


COMMISURAZIONE. La tariffa commisurata: ad anno solare, cui corrisponde un'autonoma obbligazione tributaria. alle quantit e qualit medie ordinarie di rifiuti prodotti per unit di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attivit svolte, sulla base dei criteri determinati con il regolamento di cui al D.P.R. n. 158 del 27 aprile 1999. NOTA: il primo punto incide sull'applicabilit anno per anno della sanzione per omessa denuncia. COMPOSIZIONE La tariffa composta: da una quota determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio di gestione dei rifiuti, riferite in particolare agli investimenti per le opere ed ai relativi ammortamenti, da una quota rapportata alle quantit di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all'entit dei costi di gestione. COPERTURA COSTI Deve essere assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio, compresi i costi di cui all'articolo 15 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 (costi della discarica).
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Copertura dei costi nei precedenti prelievi

TIPO DI PRELIEVO Tarsu Tia1 Tia2

COPERTURA Dal 50% al 100% 100% 100%

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Approvazione tariffe (comma 23)


ORGANO COMPETENTE: Il Consiglio Comunale (Per la Tarsu e la Tia la competenza era della Giunta Comunale, ai sensi del D.Lgs. n. 267/2000). TERMINE DI APPROVAZIONE: entro il termine fissato da norme statali per l'approvazione del bilancio di previsione. CONFORMITA: al piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani, redatto dal soggetto che svolge il servizio stesso ed approvato dall'autorit competente. IN CASO DI MANCATA APPROVAZIONE ENTRO IL TERMINE (dal secondo anno): si intendono prorogate quelle dellanno precedente.

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Approvazione tariffe (comma 23)


ORGANO COMPETENTE contrasto norme Larticolo 34, comma 23, del D.L. n. 179/2012, ha aggiunto il comma 1-bis allart. 3bis del D.L. n. 138/2011: Le funzioni di organizzazione dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica, compresi quelli appartenenti al settore dei rifiuti urbani, di scelta della forma di gestione, di determinazione delle tariffe allutenza per quanto di competenza, di affidamento della gestione e relativo controllo sono esercitate unicamente dagli enti di governo degli ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei istituiti o designati ai sensi del comma 1 del presente articolo. INTERPRETAZIONE MEF Nel prototipo di Regolamento, il Mef identifica nel Consiglio Comunale lorgano competente allapprovazione delle tariffe. TAR PIEMONTE - N. 928 DEL 24/07/2013 La competenza a determinare tariffe e a regolamentare in materia di Tares sono in capo al Comune, per effetto delle disposizioni del D.L. 201/2011 e del D.L. 35/2013
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Regolamento Ministero per criteri di individuazione dei costi del servizio e determinazione della tariffa (comma 12) ABROGATO DA ART. 1, COMMA 387, LETTERA D, LEGGE DI STABILITA 2013 (N. 228/2012)
Con regolamento da emanarsi entro il 31 ottobre 2012, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza Stato-citt ed autonomie locali, sono stabiliti i criteri per: l'individuazione del costo del servizio di gestione dei rifiuti la determinazione della tariffa. Il regolamento emanato ai sensi del primo periodo del presente comma si applica a decorrere dall'anno successivo alla data della sua entrata in vigore. Si applicano comunque in via transitoria, a decorrere dal 1gennaio 2013 e fino alla data da cui decorre del regolamento di cui al primo periodo del presente comma, le disposizioni di cui al 114 decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158.

IL METODO NORMALIZZATO Decreto Presidente della Repubblica 27/4/1999 n. 158


Regolamento recante norme per la elaborazione del metodo normalizzato per definire la tariffa del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani DEFINISCE: componenti di costo da coprirsi con le entrate tariffarie; la determinazione della tariffa di riferimento relativa alla gestione dei rifiuti urbani; TARIFFA DI RIFERIMENTO: rappresenta l'insieme dei criteri e delle condizioni che devono essere rispettati per la determinazione della tariffa da parte degli enti locali; deve coprire tutti i costi afferenti al servizio di gestione dei rifiuti urbani sulla base della tariffa di riferimento di cui all'articolo 2, gli enti locali individuano il costo complessivo del servizio e determinano la tariffa, anche in relazione al piano finanziario degli interventi relativi al servizio e tenuto conto degli obiettivi di miglioramento della produttivit e della qualit del servizio fornito e del tasso di inflazione programmato

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IL METODO NORMALIZZATO Decreto Presidente della Repubblica 27/4/1999 n. 158

COMPOSIZIONE TARIFFA: una parte fissa, determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per le opere e dai relativi ammortamenti; una parte variabile, rapportata alle quantit di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all'entit dei costi di gestione.

ARTICOLAZIONE TARIFFA: utenza domestica; utenza non domestica. L'ente locale ripartisce tra le categorie di utenza domestica e non domestica l'insieme dei costi da coprire attraverso la tariffa secondo criteri razionali, assicurando l'agevolazione per l'utenza domestica.
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IL METODO NORMALIZZATO Decreto Presidente della Repubblica 27/4/1999 n. 158


CALCOLO TARIFFA PER UTENZE DOMESTICHE
Parte fissa Stabilito, ai sensi dell'articolo 4, comma 2, l'importo complessivo dovuto a titolo di parte fissa dalla categoria delle utenze domestiche, la quota fissa da attribuire alla singola utenza domestica viene determinata secondo quanto specificato nel punto 4.1 dell'allegato 1 al presente decreto, in modo da privilegiare i nuclei familiari pi numerosi e le minori dimensioni dei locali. La quota fissa della tariffa per le utenze domestiche si ottiene come prodotto della quota unitaria (/mq.) per la superficie dell'utenza (mq.) corretta per un coefficiente di adattamento (Ka) secondo la seguente espressione: TFd(n, S) = Quf x S x Ka(n)
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IL METODO NORMALIZZATO Decreto Presidente della Repubblica 27/4/1999 n. 158 Coefficienti Ka per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze domestiche, per Comuni con popolazione > 5.000 abitanti: Numero componenti del Ka Coefficiente di adattamento per superficie e numero di nucleo componenti del nucleo familiare familiare Nord Centro Sud 1 0,80 0,86 0,81 2 0,94 0,94 0,94 3 1,05 1,02 1,02 4 1,14 1,10 1,09 5 1,23 1,17 1,10 6 o pi 1,30 1,23 1,06 118

IL METODO NORMALIZZATO Decreto Presidente della Repubblica 27/4/1999 n. 158


Coefficienti Ka per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze domestiche, per Comuni con popolazione < 5.000 abitanti:

Numero componenti del nucleo familiare 1 2 3 4 5 6 o pi

Ka Coefficiente di adattamento per superficie e numero di componenti del nucleo familiare Nord 0,84 0,98 1,08 1,16 1,24 1,30 Centro 0,82 0,92 1,03 1,10 1,17 1,21 Sud 0,75 0,88 1,00 1,08 1,11 1,10

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IL METODO NORMALIZZATO Decreto Presidente della Repubblica 27/4/1999 n. 158


CALCOLO TARIFFA PER UTENZE DOMESTICHE
Parte variabile La parte variabile della tariffa rapportata alla quantit di rifiuti indifferenziati e differenziati, specificata per kg, prodotta da ciascuna utenza. Gli enti locali che non abbiano validamente sperimentato tecniche di calibratura individuale degli apporti possono applicare un sistema presuntivo, prendendo a riferimento la produzione media comunale procapite, desumibile da tabelle che saranno predisposte annualmente sulla base dei dati elaborati dalla Sezione nazionale del Catasto dei rifiuti La quota variabile della tariffa per le utenze domestiche si ottiene come prodotto della quota unitaria per un coefficiente di adattamento (Kb) per il costo unitario (/kg) secondo la seguente espressione: TVd = Quv x Kb(n) x Cu
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IL METODO NORMALIZZATO Decreto Presidente della Repubblica 27/4/1999 n. 158

Coefficienti Kb per l'attribuzione della parte variabile della tariffa alle utenze domestiche, per tutti i Comuni

Numero Kb Coefficiente proporzionale di produttivit per numero componenti del di componenti del nucleo familiare nucleo familiare minimo massimo medio 1 0,6 1 0,8 2 1,4 1,8 1,6 3 1,8 2,3 2 4 2,2 3 2,6 5 2,9 3,6 3,2 6 o pi 3,4 4,1 3,7
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IL METODO NORMALIZZATO Decreto Presidente della Repubblica 27/4/1999 n. 158


CALCOLO TARIFFA PER UTENZE NON DOMESTICHE
Parte fissa Per le comunit, per le attivit commerciali, industriali, professionali e per le attivit produttive in genere, la parte fissa della tariffa attribuita alla singola utenza sulla base di un coefficiente relativo alla potenziale produzione di rifiuti connessa alla tipologia di attivit per unit di superficie assoggettabile a tariffa e determinato dal comune nell'ambito degli intervalli indicati nel punto 4.3 dell'allegato 1 al presente decreto. La quota fissa della tariffa per le utenze non domestiche si ottiene come prodotto della quota unitaria (/m2) per la superficie dell'utenza (m2) per il coefficiente potenziale di produzione Kc secondo la seguente espressione: TFnd(ap, Sap) = Qapf x Sap (ap) x Kc(ap)
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D.P.R. 27/4/1999 n. 158 Coefficienti Kc per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze non domestiche
Attivit per comuni > 5000 abitanti
Kc Coefficiente potenziale produzione Nord Centro Sud min max min max min max 0,40 0,67 0,43 0,61 0,45 0,63 0,30 0,43 0,39 0,46 0,33 0,47 0,51 0,60 0,43 0,52 0,36 0,44 0,76 0,88 0,74 0,81 0,63 0,74 0,38 0,64 0,45 0,67 0,35 0,59 0,34 0,51 0,33 0,56 0,34 0,57 1,20 1,64 1,08 1,59 1,01 1,41 0,95 1,08 0,85 1,19 0,85 1,08 1,00 1,25 0,89 1,47 0,90 1,09 1,07 1,29 0,82 1,70 0,86 1,43 1,07 1,52 0,97 1,47 0,90 1,17 0,55 0,61 0,51 0,86 0,48 0,79 0,99 1,41 0,92 1,22 0,85 1,13 1,11 1,80 0,96 1,44 1,01 1,50 0,60 0,83 0,72 0,86 0,56 0,91 1,09 1,78 1,08 1,59 1,19 1,67 1,09 1,48 0,98 1,12 1,19 1,50 0,82 1,03 0,74 0,99 0,77 1,04 1,09 1,41 0,87 1,26 0,91 1,38 0,38 0,92 0,32 0,89 0,33 0,94 0,55 1,09 0,43 0,88 0,45 0,92 5,57 9,63 3,25 9,84 3,40 10,28 4,85 7,63 2,67 4,33 2,55 6,33 3,96 6,29 2,45 7,04 2,56 7,36 2,02 2,76 1,49 2,34 1,56 2,44 1,54 2,61 1,49 2,34 1,56 2,45 7,17 11,29 4,23 10,76 4,42 11,24 1,56 2,74 1,47 1,98 1,65 2,73 3,50 6,92 3,48 6,58 3,35 8,24 1,04 1,91 0,74 1,83 0,77 1,91

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30

Musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto Cinematografi e teatri Autorimesse e magazzini senza alcuna vendita diretta Campeggi, distributori carburanti, impianti sportivi Stabilimenti balneari Esposizioni, autosaloni Alberghi con ristorante Alberghi senza ristorante Case di cura e riposo Ospedali Uffici, agenzie, studi professionali Banche ed istituti di credito Negozi abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta e altri beni durevoli Edicola, farmacia, tabaccaio, plurilicenze Negozi particolari quali filatelia, tende e tessuti, tappeti, cappelli e ombrelli, antiquariato Banchi di mercato beni durevoli Attivit artigianali tipo botteghe: parrucchiere, barbiere, estetista Attivit artigianali tipo botteghe: falegname, idraulico, fabbro, elettricista Carrozzeria, autofficina, elettrauto Attivit industriali con capannoni di produzione Attivit artigianali di produzione beni specifici Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub Mense, birrerie, amburgherie Bar, caff, pasticceria Supermercato, pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi, generi alimentari Plurilicenze alimentari e/o miste Ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio Ipermercati di generi misti Banchi di mercato genere alimentari Discoteche, night club
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D.P.R. 27/4/1999 n. 158 Coefficienti Kc per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze non domestiche

Attivit per comuni fino a 5000 abitanti

Kc Coefficiente potenziale produzione Nord min max 0,32 0,51 0,67 0,80 0,38 0,63 0,30 0,43 1,07 1,33 0,80 0,91 0,95 1,00 1,00 1,13 0,55 0,58 Centro Sud min max min max 0,34 0,66 0,29 0,52 0,70 0,85 0,44 0,74 0,43 0,62 0,66 0,75 0,23 0,49 0,34 0,52 1,02 1,49 1,01 1,55 0,65 0,85 0,85 0,99 0,93 0,96 0,89 1,20 0,76 1,09 0,90 1,05 0,48 0,53 0,44 0,63 0,94 1,02 0,78 0,91 0,41 0,67 5,54 4,38 0,57 2,14 0,341 1,02 1,16 1,52 1,06 1,45 0,86 0,95 8,18 6,32 2,80 3,02 0,88 1,75

Musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto Campeggi, distributori carburanti Stabilimenti balneari Esposizioni, autosaloni Alberghi con ristorante Alberghi senza ristorante Case di cura e riposo Uffici, agenzie, studi professionali Banche ed istituti di credito Negozi abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta, e altri beni 10 durevoli 11 Edicola, farmacia, tabaccaio, plurilicenze Attivit artigianali tipo botteghe (falegname, idraulico, fabbro, elettricista, 12 parrucchiere) 13 Carrozzeria, autofficina, elettrauto 14 Attivit industriali con capannoni di produzione 15 Attivit artigianali di produzione beni specifici 16 Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie 17 Bar, caff, pasticceria, 18 supermercato, pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi, generi alimentari 19 Plurilicenze alimentari e/o miste 20 Ortofrutta, pescherie, fiori e piante 21 Discoteche, night club
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1 2 3 4 5 6 7 8 9

0,87 1,11 0,86 1,10 1,07 1,52 0,86 1,20 0,72 1,04 0,68 1,00 0,92 0,43 0,55 4,84 3,,64 1,76 1,54 6,06 1,04 1,16 0,91 1,09 7,42 6,28 2,38 2,61 10,44 1,64 0,92 0,42 0,53 5,01 3,83 1,91 1,13 6,58 1,00 1,19 0,88 1,00 9,29 7,23 2,66 2,39 10,89 1,58

D.P.R. 27/4/1999 n. 158


CALCOLO TARIFFA PER UTENZE NON DOMESTICHE
Parte variabile Per l'attribuzione della parte variabile della tariffa gli enti locali organizzano e strutturano sistemi di misurazione delle quantit di rifiuti effettivamente conferiti dalle singole utenze. Gli enti locali non ancora organizzati applicano un sistema presuntivo, prendendo a riferimento per singola tipologia di attivit la produzione annua per mq ritenuta congrua nell'ambito degli intervalli indicati nel punto 4.4 dell'allegato 1. La quota variabile della tariffa per le utenze non domestiche si ottiene come prodotto del costo unitario (/kg) per la superficie dell'utenza per il coefficiente di produzione (Kd) secondo la seguente espressione: TVnd(ap,Sap) = Cu x Sap(ap) x Kd(ap)
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D.P.R. 27/4/1999 n. 158 Coefficienti Kd per l'attribuzione della parte variabile della tariffa alle utenze non domestiche
Attivit per comuni > 5000 abitanti
Kd coefficiente di produzione kg/m2 anno Nord Centro Sud min max min max min max 3,28 5,50 3,98 5,65 4,00 5,50 2,50 3,50 3,60 4,25 2,90 4,12 4,20 4,90 4,00 4,80 3,20 3,90 6,25 7,21 6,78 7,45 5,53 6,55 3,10 5,22 4,11 6,18 3,10 5,20 2,82 4,22 3,02 5,12 3,03 5,04 9,85 13,45 9,95 14,67 8,92 12,45 7,76 8,88 7,80 10,98 7,50 9,50 8,20 10,22 8,21 13,55 7,90 9,62 8,81 10,5 57,5 515,6 77,55 12,60 8,78 12,45 8,90 13,55 7,90 10,30 4,50 5,03 4,68 7,89 4,20 6,93 8,15 11,55 8,45 11,26 7,50 9,90 9,08 14,78 8,85 13,21 8,88 13,22 4,92 6,81 6,66 7,90 4,90 8,00 8,90 14,58 9,90 14,63 10,45 14,69 8,95 12,12 9,00 10,32 10,45 13,21 6,76 8,48 6,80 9,10 6,80 9,11 8,95 11,55 8,02 11,58 8,02 12,10 3,13 7,53 2,93 8,20 2,90 8,25 4,50 8,91 4,00 8,10 4,00 8,11 45,67 78,97 29,93 90,55 29,93 90,50 39,78 62,55 24,60 39,80 22,40 55,70 32,44 51,55 22,55 64,77 22,50 64,76 16,55 22,67 13,72 21,55 13,70 21,50 12,60 21,40 13,70 21,50 13,77 21,55 58,76 92,56 38,90 98,96 38,93 98,90 12,82 22,45 13,51 18,20 14,53 23,98 28,70 56,78 32,00 60,50 29,50 72,55 8,56 15,68 6,80 16,83 6,80 16,80

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30

Musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto Cinematografi e teatri Autorimesse e magazzini senza alcuna vendita diretta Campeggi, distributori carburanti, impianti sportivi Stabilimenti balneari Esposizioni, autosaloni Alberghi con ristorante Alberghi senza ristorante Case di cura e riposo Ospedali Uffici, agenzie, studi professionali Banche ed istituti di credito Negozi abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta e altri beni durevoli Edicola, farmacia, tabaccaio, plurilicenze Negozi particolari quali filatelia, tende e tessuti, tappeti, cappelli e ombrelli, antiquariato Banchi di mercato beni durevoli Attivit artigianali tipo botteghe: parrucchiere, barbiere, estetista Attivit artigianali tipo botteghe: falegname, idraulico, fabbro, elettricista Carrozzeria, autofficina, elettrauto Attivit industriali con capannoni di produzione Attivit artigianali di produzione beni specifici Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub Mense, birrerie, amburgherie Bar, caff, pasticceria Supermercato, pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi, generi alimentari Plurilicenze alimentari e/o miste Ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio Ipermercati di generi misti Banchi di mercato genere alimentari Discoteche, night club
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D.P.R. 27/4/1999 n. 158 Coefficienti Kd per l'attribuzione della parte variabile della tariffa alle utenze non domestiche

Attivit per comuni fino a 5000 abitanti


Musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto Campeggi, distributori carburanti Stabilimenti balneari Esposizioni, autosaloni Alberghi con ristorante Alberghi senza ristorante Case di cura e riposo Uffici, agenzie, studi professionali Banche ed istituti di credito Negozi abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta, e altri beni 10 durevoli 11 Edicola, farmacia, tabaccaio, plurilicenze Attivit artigianali tipo botteghe (falegname, idraulico, fabbro, elettricista, 12 parrucchiere) 13 Carrozzeria, autofficina, elettrauto 14 Attivit industriali con capannoni di produzione 15 Attivit artigianali di produzione beni specifici 16 Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie 17 Bar, caff, pasticceria Supermercato, pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi, generi 18 alimentari 19 Plurilicenze alimentari e/o miste 20 Ortofrutta, pescherie, fiori e piante 21 Discoteche, night club
127

1 2 3 4 5 6 7 8 9

Kd Coefficiente di produzione kg/m2 anno Nord Centro Sud min max min max min max 2,60 4,20 2,93 5,62 2,54 4,55 5,51 6,55 5,95 7,20 3,83 6,50 3,11 5,20 3,65 5,31 5,80 6,64 2,50 3,55 1,95 4,16 2,97 4,55 8,79 10,93 8,66 12,65 8,91 13,64 6,55 7,49 5,52 7,23 7,51 8,70 7,82 8,19 7,88 8,20 7,80 10,54 8,21 9,30 6,48 9,25 7,89 9,26 4,50 4,78 4,10 4,52 3,90 5,51 7,11 9,12 7,28 9,38 8,24 8,98 6,85 10,21 13,34 9,34

8,80 12,45 7,31 10,19 5,90 7,55 3,50 4,50 39,67 29,82 8,50 9,48 7,50 8,92 60,88 51,47 5,75 7,82 3,57 4,47 42,56 32,52 8,54

10,10 7,98 12,75 7,50 3,62 7,53 8,52 5,91 8,34 78,9 348,74 71,99 62,31 38,50 55,61 5,00 24,68 26,55 95,75 15,43

14,43 19,55 16,20 22,57

12,59 21,41 9,60 20,35 18,80 49,72 85,60 55,94 92,55 3,00 8,56 13,45 8,51 13,42 8,95

Nota del Mef in merito alle categorie delle utenze non domestiche
Sebbene il metodo proponga per le utenze non domestiche una tassonomia parzialmente diversa in relazione alla popolazione del comune, non sembrano esistere ostacoli a introdurre, anche per comuni sino a 5.000 abitanti, categorie di utenza previste solo per i comuni al di sopra di tale livello laddove presenti sul territorio dellente, come ad es. cinematografi e teatri, ospedali, magazzini senza vendita diretta, insieme ai corrispondenti coefficienti di produttivit. Sembra altres potersi ritenere che, nel caso di servizi gestiti a livello sovracomunale ed erogati in maniera omogenea, si possano applicare a tutti gli enti locali, anche se taluni di essi risultino inferiori a 5.000 abitanti, le categorie ed i coefficienti relativi ai comuni aventi popolazione maggiore di 5.000 abitanti.

128

D.P.R. 158/1999
Agevolazioni e riduzioni Utenze domestiche: abbattimento parte variabile della tariffa in base ai risultati raggiunti per la raccolta differenziata; Utenze non domestiche: coefficiente di riduzione della parte variabile della tariffa, proporzionale alle quantit di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato a recupero mediante attestazione rilasciata dal soggetto che effettua l'attivit di recupero dei rifiuti stessi.

129

D.P.R. 158/1999 Piano Finanziario


Approvato dal soggetto gestore del ciclo dei rifiuti o dal Comune Deve prevedere e contenere: a) il programma degli interventi necessari; b) il piano finanziario degli investimenti; c) la specifica dei beni, delle strutture e dei servizi disponibili, nonch il ricorso eventuale all'utilizzo di beni e strutture di terzi, o all'affidamento di servizi a terzi; d) le risorse finanziarie necessarie; e) relativamente alla fase transitoria, il grado attuale di copertura dei costi afferenti alla tariffa rispetto alla preesistente tassa sui rifiuti f) relazione nella quale sono indicati i seguenti elementi: 1) il modello gestionale ed organizzativo; 2) i livelli di qualit del servizio ai quali deve essere commisurata la tariffa; 3) la ricognizione degli impianti esistenti; 4) con riferimento al piano dell'anno precedente, l'indicazione degli scostamenti che si siano eventualmente verificati e le relative motivazioni. Sulla base del piano finanziario l'ente locale determina la tariffa, fissa la percentuale di crescita annua della tariffa ed i tempi di raggiungimento del pieno grado di copertura dei costi nell'arco della fase transitoria; nel rispetto dei criteri di cui all'articolo 12, determina l'articolazione tariffaria. Entro il mese di giugno copia del piano finanziario e della relazione devono essere trasmettesse all'Osservatorio nazionale sui rifiuti.
130

D.P.R. 158/1999
Riscossione della tariffa Il soggetto gestore provvede alla riscossione della tariffa, ai sensi dell'articolo 49, commi 13 e 15, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22.

Copertura costi La tariffa di riferimento a regime deve coprire tutti i costi afferenti al servizio di gestione dei rifiuti urbani e deve rispettare la seguente equivalenza: S Tn = (CG + CC)n-1 (1 + IPn - Xn) + CKn S Tn = totale delle entrate tariffarie di riferimento CGn-1 = costi di gestione del ciclo dei servizi attinenti i rifiuti solidi urbani dell'anno precedente CCn-1 = costi comuni imputabili alle attivit relative ai rifiuti urbani dell'anno precedente IPn = inflazione programmata per l'anno di riferimento Xn = recupero di produttivit per l'anno di riferimento CKn = costi d'uso del capitale relativi all'anno di riferimento
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D.P.R. 158/1999
CG - Costi operativi di gestione:
Costi indifferenziata: CSL: Costi Spazzamento e Lavaggio strade e piazze pubbliche CRT: Costi di Raccolta e Trasporto RSU CTS: Costi di Trattamento e Smaltimento RSU AC: Altri costi Costi raccolta differenziata: CRD: Costi di Raccolta Differenziata per materiale CTR: Costi di Trattamento e Riciclo

CC - Costi Comuni:
CARC: Costi Amministrativi dell'Accertamento, della Riscossione e del Contenzioso CGG: Costi Generali di Gestione CCD: Costi Comuni Diversi

CK Costi duso del capitale: CKn = Ammn + Accn + Rn


Ammortamenti (Amm.) Accantonamenti (Acc.) 132 Remunerazione del capitale investito (R)

COSTI/RICAVI DEL PIANO FINANZIARIO Alcuni esempi citati dalle Linee guida del Ministero
IVA: LIva pagata dal Comune per il servizio di gestione dei rifiuti viene considerata parte integrante del costo e quindi deve essere conteggiata tra i costi da coprire con la Tares. SGOMBERO NEVE: richiamo art. 183, comma 1, lett. oo) del D.Lgs. N. 152/2006 che nella definizione dello Spazzamento delle strade esplicitamente ESCLUDE le operazioni di sgombero della neve. RECUPERO EVASIONE: le entrate effettivamente conseguite nellattivit di recupero costituiscono una componente da sottrarre ai costi comuni nellanno in cui lentrata materialmente conseguita. CREDITI DI DUBBIA ESIGIBILITA: prevedere accantonamenti per rischio insoluti, tra i costi CC (Costi Comuni) o CK (Costi del capitale), nel limite complessivo del 5% del valore nominale. CREDITI INESIGIBILI: diventano costo quando risultano da elementi certi e precisi. 133

D.P.R. 158/1999
Suddivisione della tariffa in parte fissa e parte variabile La Tariffa si compone di due parti: S T = S TF + S TV

La parte fissa S TF deve coprire i costi indicati nella seguente equivalenza: S TF = CSL + CARC + CGG + CCD + AC + CK La parte variabile S TV deve coprire i costi indicati nella seguente equivalenza: S TV = CRT + CTS + CRD + CTR

134

Riepilogo fasi per lelaborazione del piano finanziario ai fini della determinazione delle tariffe:
Individuazione e classificazione dei costi di servizio; Suddivisione tra costi fissi e costi variabili; Attribuzione dei costi fissi e costi variabili tra utenze domestiche e non domestiche; vari metodi possibili, purch razionali: in base agli importi dellultimo ruolo, alle superfici iscritte a ruolo, al numero delle utenze, alla misurazione puntale della raccolta, ecc.; Determinazione dei coefficienti Kb, Kc e Kd tra i minimi e massimi previsti dal D.P.R. 158/1999; Calcolo delle tariffe per singola utenza
135

Maggiorazione a copertura dei servizi indivisibili (comma 13)


APPLICAZIONE: Alla tariffa determinata in base alle disposizioni di cui ai commi da 8 a 12 MISURA DI BASE: 0,30 euro per metro quadrato (imponibili, come confermato dal Mef nel prototipo di Regolamento Tares) MISURA MODIFICABILE DAL COMUNE: con deliberazione del consiglio comunale possibile modificare in aumento la misura della maggiorazione fino a 0,40 euro, anche graduandola in ragione della tipologia dell'immobile e della zona ove ubicato. COPERTURA: costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni. Servizi indivisibili: polizia locale, illuminazione pubblica, manutenzione strade, ecc. AGEVOLAZIONI: tutte le agevolazioni previste dai commi da 15 a 20 si applicano anche alla maggiorazione RISCOSSIONE: viene sempre riscossa dal Comune. Non rientra nella facolt speciale prevista per il 2013 dalle modifiche apportate con Legge di Stabilit (vedi paragrafo della riscossione del tributo) EFFETTI SU FSR E FP: l'applicazione della maggiorazione di base incide sulla riduzione del Fondo Sperimentale di riequilibrio e sul fondo perequativo. 136

Fondo sperimentale di riequilibrio e fondo perequativo (comma 13 bis)


A decorrere dall'anno 2013: il fondo sperimentale di riequilibrio, come determinato ai sensi dell'articolo 2 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e il fondo perequativo, come determinato ai sensi dell'articolo 13 del medesimo decreto legislativo n. 23 del 2011, ed i trasferimenti erariali dovuti ai comuni della Regione Siciliana e della Regione Sardegna, sono ridotti in misura corrispondente al gettito derivante dalla maggiorazione standard di cui al comma 13 del presente articolo (0,30 euro per mq.). In caso di incapienza ciascun comune versa all'entrata del bilancio dello Stato le somme residue. Con le procedure previste dall'articolo 27 della legge 5 maggio 2009, n. 42, le regioni Friuli -Venezia Giulia e Valle d'Aosta, nonch le Province autonome di Trento e di Bolzano, assicurano il recupero al bilancio statale del predetto maggior gettito dei comuni ricadenti nel proprio territorio. Fino all'emanazione delle norme di attuazione di cui allo stesso articolo 27, a valere sulle quote di compartecipazione ai tributi erariali, accantonato un importo pari al maggior gettito di cui al precedente periodo.

137

Dichiarazione (commi 33-34)


PRESENTAZIONE DICHIARAZIONE I soggetti passivi del tributo presentano la dichiarazione entro il termine stabilito dal comune nel regolamento, fissato in relazione alla data di inizio del possesso, dell'occupazione o della detenzione dei locali e delle aree assoggettabili a tributo. Nel caso di occupazione in comune di un fabbricato, la dichiarazione pu essere presentata anche da uno solo degli occupanti.
N.B.: vedere paragrafo Regolamento comunale, relativo al comma 22. Nel regolamento occorre specificare, oltre ai termini di presentazione della dichiarazione, anche decorrenza tassazione/detassazione, modalit presentazione, soggetti obbligati in solido, contenuto dichiarazione (dati catastali, titolo di occupazione, destinazione duso, numero componenti nucleo familiare). Prevedere esclusione obbligo dichiarazione per variazione di componenti nucleo familiare.

138

Dichiarazione (commi 33-34)


CONTENUTO OBBLIGATORIO DICHIARAZIONE
Dati catastali Numero civico di ubicazione dellimmobile Numero dellinterno dellimmobile, ove esistente

EFFETTI DICHIARAZIONE
La dichiarazione, redatta su modello messo a disposizione dal comune, ha effetto anche per gli anni successivi semprech non si verifichino modificazioni dei dati dichiarati da cui consegua un diverso ammontare del tributo; in tal caso, la dichiarazione va presentata entro il termine stabilito dal comune nel regolamento.

139

Esclusioni, riduzioni (commi 4-10-15-16-17-18-19-20-21)


SUPERFICI ESCLUSE
(comma 4)

Sono escluse dalla tassazione: le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili (*)
(*) lart. 10, c. 3, del D.L. 35/2013 ha riscritto il comma 4, sostituendo le parole civili abitazioni con locali tassabili

le aree comuni condominiali di cui all'articolo 1117 del codice civile che non siano detenute o occupate in via esclusiva. (**)
(**) Art.117 del Codice Civile Parti comuni delledificio: Sono oggetto di propriet comune dei proprietari dei diversi piani o porzioni di piani di un edificio, se il contrario non risulta dal titolo: 1) il suolo su cui sorge l'edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari , le scale, i portoni d'ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e in genere tutte le parti dell'edificio necessarie all'uso comune; 2) i locali per la portineria e l'alloggio del portiere (solo se non occupato), per la lavanderia, per il riscaldamento centrale, per gli stenditoi e per altri simili servizi in comune; 3) le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere che servono all'uso e al godimento comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli acquedotti e inoltre le fognature e i canali di scarico, gli impianti per l'acqua, per il gas, per l'energia elettrica, per il riscaldamento e simili, fino al punto di diramazione degli impianti ai locali di propriet esclusiva dei singoli condomini.
140

RIFIUTI SPECIALI (commi 10 e 22 lettera d)


Nella determinazione della superficie assoggettabile al tributo non si tiene conto di quella parte di essa ove si formano di regola rifiuti speciali, a condizione che il produttore ne dimostri l'avvenuto trattamento in conformit alla normativa vigente. Con regolamento da adottarsi ai sensi dell'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, il consiglio comunale determina la disciplina per l'applicazione del tributo, concernente tra l'altro: l'individuazione di categorie di attivit produttive di rifiuti speciali alle quali applicare, nell'obiettiva difficolt di delimitare le superfici ove tali rifiuti si formano, percentuali di riduzione rispetto all'intera superficie su cui l'attivit viene svolta.

141

RIDUZIONI DI LEGGE
RIDUZIONE TARIFFARIA PER ZONE IN CUI NON E EFFETTUATA LA RACCOLTA RIFIUTI (comma 16)
Nelle zone in cui non effettuata la raccolta, il tributo dovuto in misura non superiore al quaranta per cento della tariffa da determinare, anche in maniera graduale, in relazione alla distanza dal pi vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata o di fatto servita.

RIDUZIONE PER MANCATO SVOLGIMENTO SERVIZIO RIFIUTI (comma 20)


Il tributo dovuto nella misura massima del 20 per cento della tariffa, in caso di: mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonch di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall'autorit sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all'ambiente.
142

RIDUZIONI DI LEGGE
RIDUZIONI PER RACCOLTA DIFFERENZIATA UTENZE DOMESTICHE (comma 17)
Nella modulazione della tariffa sono assicurate riduzioni per la raccolta differenziata riferibile alle utenze domestiche. Disposizione che si collega all'art 7, comma 1 del D.P.R. n. 158/1999: Gli enti locali assicurano le agevolazioni per la raccolta differenziata attraverso labbattimento della parte variabile della tariffa per una quota, determinata dai medesimi enti, proporzionale ai risultati, singoli o collettivi, raggiunti dalle utenze in materia di conferimento a raccolta differenziata.

RIDUZIONE PER RECUPERO RIFIUTI (comma 18)


Alla tariffa applicato un coefficiente di riduzione proporzionale alle quantit di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero. Disposizione che si collega all'art 7, comma 2 del D.P.R. n. 158/1999: Per le utenze non domestiche, sulla parte variabile della tariffa, applicato un coefficiente di riduzione, da determinarsi dallente locale, proporzionale alle quantit di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato a recupero mediante attestazione rilasciata dal soggetto che effettua lattivit di recupero

143

RIDUZIONI CON REGOLAMENTO


RIDUZIONI TARIFFARIE (comma 15)
Il comune con regolamento pu prevedere riduzioni tariffarie, nella misura massima del trenta per cento, nel caso di: a) b) abitazioni con unico occupante; abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo; locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente; abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per pi di sei mesi all'anno, all'estero; fabbricati rurali ad uso abitativo.
144

c)

d)

e)

RIDUZIONI CON REGOLAMENTO


RIDUZIONI ED ESENZIONI FACOLTATIVE PER COMUNE (comma 19) - ABROGATO da art.5, comma 1, lett. d) del D.L. 102/2013 Il consiglio comunale pu deliberare ulteriori riduzioni ed esenzioni. Tali agevolazioni sono iscritte in bilancio come autorizzazioni di spesa e la relativa copertura assicurata da risorse diverse dai proventi del tributo di competenza dell'esercizio al quale si riferisce l'iscrizione stessa.

APPLICAZIONE AGEVOLAZIONI ALLA MAGGIORAZIONE (comma 21)


Le agevolazioni di cui ai commi da 15 a 20 si applicano anche alla maggiorazione di cui al comma 13.

145

RIDUZIONI CON REGOLAMENTO


CRITICITA APPLICAZIONE RIDUZIONI La percentuale di riduzione stabilita dal Comune si applica: - Solo sulla parte variabile? - Sia sulla parte fissa sia sulla parte variabile? In entrambi i casi sorgono problematiche: - Applicazione solo sulla parte variabile: come si applica la riduzione sulla maggiorazione? - Applicazione su parte fissa e variabile: cambia il peso delle riduzioni rispetto agli anni precedenti per i Comuni in regime di Tia, che devono anche adeguare la banca dati. Suggerimenti del Mef nelle linee guida Tares: applicare le riduzioni sia sulla parte fissa sia sulla variabile, per poterle calcolare anche sulla maggiorazione.
146

Regolamento comunale (commi 22-44)


Si ricordano in primo luogo i limiti alla potest regolamentare di cui all'art. 52 del D.Lgs 446/97, esplicitamente richiamato dall'art.14, c. 45, D.L. 201/2011: Individuazione fattispecie imponibili Soggetti passivi Aliquota massima

147

GLI ASPETTI DA DISCIPLINARE CON REGOLAMENTO COMUNALE


Il consiglio comunale determina la disciplina per l'applicazione del tributo, concernente tra l'altro: a) b) c) d) la classificazione delle categorie di attivit con omogenea potenzialit di produzione di rifiuti; la disciplina delle riduzioni tariffarie; la disciplina delle eventuali riduzioni ed esenzioni; l'individuazione di categorie di attivit produttive di rifiuti speciali alle quali applicare, nell'obiettiva difficolt di delimitare le superfici ove tali rifiuti si formano, percentuali di riduzione rispetto all'intera superficie su cui l'attivit viene svolta; i termini di presentazione della dichiarazione e di versamento del tributo.

e)

NOTA PER LETTERA A): Prevedere, inoltre, nel regolamento: Di norma, la prevalenza dellattivit nella determinazione della categoria di competenza, in caso di destinazioni diverse dei locali e valutare inserimento di eventuali eccezioni; nel caso in cui nellelenco delle categorie del DPR 158/1999 non siano presenti voci strettamente attinenti allattivit esercitata viene assegnata una categorie similare.

FACOLTA COMUNE PER CIRCOSTANZE ATTENUANTI O ESIMENTI Resta salva la facolt del comune di deliberare con il regolamento circostanze attenuanti o esimenti nel rispetto dei principi stabiliti dalla normativa statale.
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Tariffa giornaliera (commi 24-25-26-27)


MODALITA DI APPLICAZIONE: Per il servizio di gestione dei rifiuti assimilati prodotti da soggetti che occupano o detengono temporaneamente, con o senza autorizzazione, locali od aree pubbliche o di uso pubblico, i comuni stabiliscono con il regolamento le modalit di applicazione del tributo, in base a tariffa giornaliera.

TARIFFA TEMPORANEA: L'occupazione o detenzione temporanea quando si protrae per periodi inferiori a 183 giorni nel corso dello stesso anno solare.

MISURA DELLA TARIFFA: La misura tariffaria determinata in base alla tariffa annuale del tributo, rapportata a giorno, maggiorata di un importo percentuale non superiore al 100 per cento. (Nella Tarsu non si poteva superare limporto massimo era del 50%, nessuna previsione per Tia1 e Tia2).
149

Tariffa giornaliera (commi 24-25-26-27)


DICHIARAZIONE: L'obbligo di presentazione della dichiarazione assolto con il pagamento del tributo da effettuarsi con le modalit e nei termini previsti per la tassa di occupazione temporanea di spazi ed aree pubbliche ovvero per l'imposta municipale secondaria di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, a partire dalla data di entrata in vigore della stessa. RIMANDO NORME: Per tutto quanto non previsto dai commi da 24 a 26, si applicano in quanto compatibili le disposizioni relative al tributo annuale, compresa la maggiorazione di cui al comma 13.

150

Tributo provinciale (comma 28)


E' fatta salva l'applicazione del tributo provinciale per l'esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene dell'ambiente di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504. Il tributo provinciale, commisurato alla superficie dei locali ed aree assoggettabili a tributo, applicato nella misura percentuale deliberata dalla provincia sull'importo del tributo, esclusa la maggiorazione di cui al comma 13.

151

Natura corrispettiva per raccolta rifiuti puntuale (commi 29-30-31-32)


NATURA CORRISPETTIVA PER RACCOLTA RIFIUTI PUNTUALE I comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantit di rifiuti conferiti al servizio pubblico possono, con regolamento, prevedere l'applicazione di una tariffa avente natura corrispettiva, in luogo del tributo. DETERMINAZIONE COSTO DEL SERVIZIO Il costo del servizio da coprire con la tariffa di cui al comma 29 determinato sulla base dei criteri stabiliti nel regolamento previsto dal comma 12 (Abrogato e non disposto nulla in merito. Implicitamente si ricava il ricorso al D.P.R. 158/1999). RISCOSSIONE TARIFFA La tariffa di cui al comma 29 applicata e riscossa dal soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti urbani. MAGGIORAZIONE PER COMUNI CON RACCOLTA RIFIUTI PUNTUALE I comuni di cui al comma 29 applicano il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi limitatamente alla componente diretta alla copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni determinata ai sensi del comma 13.
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Versamenti del Tributo


(comma 35)
A CHI VA VERSATO IL TRIBUTO SU RIFIUTI E SERVIZI

REGOLA GENERALE
Il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, in deroga all'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, versato esclusivamente al comune.

DISPOSIZIONE SPECIALE PER ANNO 2013


Facolt, per i Comuni, in deroga ad art. 52 del D.Lgs. N. 446/1997, di affidare la GESTIONE del tributo o della tariffa ai soggetti che alla data del 31/12/2012 svolgono, anche disgiuntamente: - Servizio di gestione dei rifiuti - Servizio di accertamento e riscossione Tarsu, Tia 1 o Tia 2 I comuni possono continuare ad avvalersi per la riscossione del tributo dei soggetti affidatari del servizio di gestione dei rifiuti urbani

153

Versamenti del Tributo/Corrispettivo e Maggiorazione (comma 35)


MODALITA DI VERSAMENTO
In deroga allart. 52 del D.Lgs. N. 446/1997, mediante: modello di pagamento unificato (F24) codici tributo istituiti con Risoluzione Agenzia Entrate n. 37/E/2013 bollettino di conto corrente postale (con modalit pagamento unificato medesime F24, modello approvato con Decreto Mef del 14/05/2013) altre modalit di pagamento offerte dai servizi elettronici di incasso e di pagamento interbancari

DECRETO DA EMANARE (Direttore Generale del MEF di concerto con direttore


Agenzia delle Entrate, sentita Anci), con il quale verranno: Stabilite le modalit di versamento Assicurata la massima semplificazione degli adempimenti da parte dei soggetti interessati Forme che rendano possibile la previa compilazione dei modelli di pagamento
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Versamenti del Tributo


(comma 35)
TERMINI DI PAGAMENTO REGOLA GENERALE:
Il versamento del tributo comunale per l'anno di riferimento effettuato, in quattro rate trimestrali, scadenti nei mesi di: gennaio aprile luglio ottobre Soluzione unica: entro il mese di giugno di ciascun anno.

FACOLTA DEI COMUNI:


I Comuni possono variare: - Scadenza - Numero di rate
155

Versamenti del Tributo


NORMA SPECIALE SOLO PER ANNO 2013
STABILITA DALLART. 10, COMMA 2, DEL D.L. 35/2013, IN DEROGA A QUANTO PREVISTO DALLART. 14 DEL D.L. 201/2011:

Determinazione scadenze e numero rate


la scadenza e il numero delle rate di versamento del tributo sono stabilite dal comune con propria deliberazione adottata, anche nelle more della regolamentazione comunale del nuovo tributo, e pubblicata, anche sul sito web istituzionale, almeno trenta giorni prima della data di versamento;

Modalit di calcolo e pagamento


ai fini del versamento delle prime due rate del tributo, e comunque ad eccezione dell'ultima rata dello stesso, i comuni possono inviare ai contribuenti i modelli di pagamento precompilati gi predisposti per il Pagamento della TARSU o della TIA 1 o della TIA 2, ovvero indicare le altre modalit di pagamento gi in uso per gli stessi prelievi. I pagamenti di cui al periodo precedente, sono scomputati ai fini della determinazione dell'ultima rata dovuta, a titolo di TARES, per l'anno 2013;
156

Versamenti del Tributo


DETERMINAZIONE NUMERO E SCADENZA RATE INTERPRETAZIONI MINISTERIALI
Nota del 09/08/2013, Prot. 17179: La maggiorazione statale deve essere versata entro il 2013 ai fini dellesatta quantificazione della stessa e poter di conseguenza determinare le dotazioni del fondo di solidariet comunale, del fondo perequativo e trasferimenti erariali ai comuni di Sicilia e Sardegna Valutare implicazioni contabili nella scelta dei Comuni di stabilire scadenze nel 2014 delle rate Tares 2013 (richiamo dellart. 179 del D.Lgs. 267/2000 accertamento contabile per i tributi a seguito di emissione ruoli o altre forme stabilite dalla legge)

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Versamenti del Tributo


DETERMINAZIONE NUMERO E SCADENZA RATE INTERPRETAZIONI MINISTERIALI Risoluzione del 09/09/2013, N. 9/DF:
Deve essere assicurato allerario entro lanno in corso il gettito della maggiorazione standard Per lultima rata il comune predispone e invia ai contribuenti il modello precompilato, costituito esclusivamente da F24 o bollettino di ccp di cui al D.M. 14/05/13 Termine di versamento entro il 16 del mese di scadenza delle rate Lintervento del D.L. 102 del 31/08/2013 consente la posticipazione al 2014 della scadenza di pagamento delle rate della Tares, fermo restando lobbligo di pagamento della maggiorazione nellanno 2013 e fermo restando laccertamento contabile nellesercizio 2013.

Motivazioni espresse dalla Risoluzione: - Assicurare che il relativo gettito venga contabilizzato nel Bilancio dello Stato nellesercizio 2013; - Determinare, sulla base del gettito introitato, la dotazione del fondo di solidariet comunale e lentit delle misure compensative per comuni delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Valle dAosta e per Province autonome di Trento e Bolzano.
158

Versamenti del Tributo


DETERMINAZIONE NUMERO E SCADENZA RATE INTERPRETAZIONI MINISTERIALI - CONTRASTO CON NORME Le interpretazioni ministeriali risultano in contrasto con le normative vigenti: Maggiorazione da versare entro lanno 2013: lart. 10, comma 2, del D.L. 35/2013 stabilisce, limitatamente al 2013: la maggiorazione standard pari a 0,30 euro per metro quadrato riservata allo Stato ed versata in unica soluzione unitamente allultima rata del tributo e pertanto non viene indicato dalla norma un limite temporale per la maggiorazione al 2013. Termine scadenza rate al 16 del mese: la normativa vigente prevede che il Comune stabilisca il numero di rate e la scadenza delle stesse e nessuna disposizione in materia di Tares impone il termine del 16 del mese. NOTA DI APPROFONDIMENTO IFEL DEL 30/09/2013 Ifel ritiene NON condivisibile la tesi del Mef circa le due questioni sopra esposte.
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Versamenti della Maggiorazione


NORMA SPECIALE SOLO PER ANNO 2013
STABILITA DALLART. 10, COMMA 2, DEL D.L. 35/2013, IN DEROGA A QUANTO PREVISTO DALLART. 14 DEL D.L. 201/2011:

Destinatario
La maggiorazione standard pari a 0,30 euro per metro quadrato riservata allo Stato

Modalit di versamento
E' versata in unica soluzione unitamente all'ultima rata del tributo, secondo le disposizioni di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, nonch utilizzando apposito bollettino di conto corrente postale di cui al comma 35 dell'articolo 14 del decreto-legge n. 201, del 2011

160

Versamenti della Maggiorazione


NORMA SPECIALE SOLO PER ANNO 2013
STABILITA DALLART. 10, COMMA 2, DEL D.L. 35/2013, IN DEROGA A QUANTO PREVISTO DALLART. 14 DEL D.L. 201/2011:

Divieto di aumento per i Comuni


I comuni non possono aumentare la maggiorazione standard di cui alla lettera c);

Fondo sperimentale di riequilibrio, fondo perequativo e fondo di solidariet


non trova applicazione la riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio e del fondo perequativo di cui al comma 13-bis del citato articolo 14 del decreto-legge n. 201 del 2011; lincremento del fondo di solidariet di cui alla lettera c) del comma 380 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, aumenta da 890,5 milioni di euro a 1.833,5 milioni di euro;
161

Riscossione Soggetti che riscuotono la Tares e quelli che riscuotevano i precedenti prelievi
TARSU Diretta da parte del Comune; Tramite ruolo a cura del concessionario della riscossione Soggetto esterno identificato ricorrendo alla potest regolamentare

TIA 1 Diretta da parte del Comune Soggetti gestori dei rifiuti

TIA 2 Applicata e riscossa dai soggetti affidatari del servizio di gestione integrata

162

Riscossione Soggetti che riscuotono la Tares e quelli che riscuotevano i precedenti prelievi
TARES Prelievo sui rifiuti:
In via generale: riscossa direttamente dal comune Comuni con sistema di misurazione puntuale: riscossa dal soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti urbani

Maggiorazione a copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni:


riscossa in ogni caso da parte degli stessi Comuni

Tia giornaliera:
riscossa dallo stesso soggetto che riscuote il tributo o la tariffa corrispettiva. Si desume dal comma 27, il quale prevede che si applicano in quanto compatibili le disposizioni relative al tributo annuale
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Riscossione coattiva
MODALITA DI GESTIONE: Diretta da parte del Comune (anche in forma associata), mediante ingiunzione fiscale rafforzata in base alle disposizioni del titolo II del D.P.R. n. 602/1973; Soggetti iscritti allalbo di cui allart. 53, comma 1 del D.Lgs. n. 446/1997; Societ a capitale interamente pubblico di cui allart. 113, comma 5, lettera c) del D.Lgs. 267/2000 (in house, strumentali);Societ di cui allart. 113, comma 5, lettera b) del D.Lgs. 267/2000, iscritta allalbo di cui allart. 53, comma 1, del D.Lgs. 446/1997 (miste); Operatori degli Stati membri dellUnione Europea; Importante innovazione apportata in caso di affidamento a soggetti esterni dallart. 7, comma 2, lettera gg-septies) del D.L. n. 70/2011 La riscossione delle entrate viene effettuata mediante l'apertura di uno o pi conti correnti di riscossione, postali o bancari, intestati al soggetto affidatario e dedicati alla riscossione delle entrate dell'ente affidante, sui quali devono affluire tutte le somme riscosse. Il riversamento dai conti correnti di riscossione sul conto corrente di tesoreria dell'ente delle somme riscosse, al netto dell'aggio e delle spese anticipate dal soggetto affidatario, deve avvenire entro la prima decade di ogni mese con riferimento alle somme accreditate sui conti correnti di riscossione nel mese precedente;
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Funzionario responsabile
(comma 36)
Il comune designa il funzionario responsabile a cui sono attribuiti: tutti i poteri per l'esercizio di ogni attivit organizzativa e gestionale, compreso quello di sottoscrivere i provvedimenti afferenti a tali attivit la rappresentanza in giudizio per le controversie relative al tributo stesso.
Norme di richiamo: deroga al Processo Tributario, art. 11, comma 3, del D.Lgs. n. 546 del 31/12/1992: L'ente locale nei cui confronti proposto il ricorso pu stare in giudizio anche mediante il dirigente dell'ufficio tributi, ovvero, per gli enti locali privi di figura dirigenziale, mediante il titolare della posizione organizzativa in cui collocato detto ufficio; Nomina da parte della Giunta Comunale ai fini IMU: lart. 9, comma 7, del D.Lgs. n. 23/2011 (richiamato da art. 13, comma 13, del D.L. n. 201/2011), ha stabilito che si applicano, tra le altre, le disposizioni di cui allart. 11, comma 4, del D.Lgs. n. 504/1992 che testualmente recita: Con delibera della Giunta Comunale designato un Funzionario cui sono conferiti le funzioni e i poteri per l'esercizio di ogni attivit organizzativa e gestionale dell'imposta; il predetto Funzionario sottoscrive anche le richieste, gli avvisi e i provvedimenti, appone il visto di esecutivit sui ruoli e dispone i rimborsi; In base al combinato disposto dei seguenti articoli del D.Lgs. n. 267/2000: Art. 42: il Consiglio ha competenza in ordine allistituzione e allordinamento dei tributi con esclusione della determinazione delle relative aliquote; Art. 48 del D.Lgs. n. 267/2000: la Giunta compie tutti gli atti che non siano riservati dalla legge al Consiglio,
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Attivit di verifica e accertamento, sanzioni (commi 37-38-39-40-41-42-43)


ATTIVITA DI VERIFICA/ACCERTAMENTO Ai fini della verifica del corretto assolvimento degli obblighi tributari, il funzionario responsabile pu: inviare questionari al contribuente richiedere dati e notizie a uffici pubblici ovvero a enti di gestione di servizi pubblici,in esenzione da spese e diritti disporre l'accesso ai locali ed aree assoggettabili a tributo, mediante personale debitamente autorizzato e con preavviso di almeno sette giorni In caso di mancata collaborazione del contribuente od altro impedimento alla diretta rilevazione, l'accertamento pu essere effettuato in base a presunzioni semplici di cui all'articolo 2729 del codice civile.

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SANZIONE OMESSO / INSUFFICIENTE VERSAMENTO (comma 39)


TIPO VIOLAZIONE: omesso o insufficiente versamento del tributo risultante dalla dichiarazione. MISURA: 30% dellimporto non versato RICHIAMO NORMA: articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471. (*) (*) Il comma 31 dellart. 23 del D.L. n. 98/2011 ha modificato lart. 13 del D.Lgs. n. 471/97, aggiungendo che Per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a quindici giorni, la sanzione di cui al primo periodo, oltre a quanto previsto dalla lettera a) del comma 1 dell'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 (ravvedimento operoso, riduzione ad 1/10 del 30% per regolarizzazioni entro i 30 giorni), ulteriormente ridotta ad un importo pari ad un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo. In sintesi: per i primi 14 giorni di ritardo, il versamento pu essere sanato con una sanzione pari allo 0,2% per ciascun giorno di ritardo. RIDUZIONE SANZIONE: prevista esclusivamente per ravvedimento operoso e pagamento non superiore a quindici giorni.
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SANZIONE OMESSO / INSUFFICIENTE VERSAMENTO (comma 39)


CONFRONTO CON PRECEDENTI PRELIEVI: Tarsu: come nuova Tares (ad eccezione della riscossione a mezzo ruolo); Tia1 e Tia2: non previste le sanzioni nelle norme istitutive. Possibilit di applicazione sanzioni per violazione norme regolamentari. Per la Tia1 alcuni Comuni hanno applicato per similitudine le medesime sanzioni previste per la Tarsu a seguito dellattribuzione della natura tributaria da parte della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione. (*)

(*) La Corte Costituzionale, nella sentenza n. 238/2009 ha sostenuto, tra laltro: nulla osta a che, per le sanzioni ed interessi relativi all'omesso o ritardato pagamento della TIA, possano applicarsi le norme generali in tema di sanzioni amministrative tributarie.

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SANZIONE OMESSA DICHIARAZIONE


(commi 40-43)
TIPO VIOLAZIONE: omessa presentazione della dichiarazione MISURA: dal 100 per cento al 200 per cento del tributo non versato, con un minimo di 50 euro RIDUZIONE SANZIONE: La sanzione ridotta ad un terzo se, entro il termine per la proposizione del ricorso, interviene acquiescenza del contribuente, con pagamento del tributo, se dovuto, della sanzione e degli interessi.

CONFRONTO CON PRECEDENTI PRELIEVI: Tarsu: dal 100 al 200 per cento della tassa o della maggiore tassa dovuta. Tia1 e Tia2: non previste le sanzioni nelle norme istitutive. Possibilit di applicazione sanzioni per violazione norme regolamentari (art. 7 bis del D.Lgs. n. 267/2000). Per la Tia1 alcuni Comuni hanno applicato per similitudine le medesime sanzioni previste per la Tarsu a seguito dellattribuzione della natura tributaria da parte della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione. (*)
(*) La Corte Costituzionale, nella sentenza n. 238/2009 ha sostenuto, tra laltro: nulla osta a che, per le sanzioni ed interessi relativi all'omesso o ritardato pagamento della TIA, possano applicarsi le norme generali in tema di sanzioni amministrative tributarie.
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SANZIONE INFEDELE DICHIARAZIONE (commi 41-43)


TIPO VIOLAZIONE: infedele dichiarazione. MISURA: dal 50 per cento al 100 per cento del tributo non versato, con un minimo di 50 euro. RIDUZIONE SANZIONE: La sanzione ridotta ad un terzo se, entro il termine per la proposizione del ricorso, interviene acquiescenza del contribuente, con pagamento del tributo, se dovuto, della sanzione e degli interessi. CONFRONTO CON PRECEDENTI PRELIEVI: Tarsu: dal 50 al 100 per cento della maggiore tassa dovuta. Tia1 e Tia2: non previste le sanzioni nelle norme istitutive. Possibilit di applicazione sanzioni per violazione norme regolamentari (art. 7 bis del D.Lgs. n. 267/2000). Per la Tia1 alcuni Comuni hanno applicato per similitudine le medesime sanzioni previste per la Tarsu a seguito dellattribuzione della natura tributaria da parte della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione. (*)
(*) La Corte Costituzionale, nella sentenza n. 238/2009 ha sostenuto, tra laltro: nulla osta a che, per le sanzioni ed interessi relativi all'omesso o ritardato pagamento della TIA, possano applicarsi le norme generali in tema di sanzioni amministrative tributarie. 170

SANZIONE MANCATA/INCOMPLETA/INFEDELE RISPOSTA QUESTIONARIO


(comma 42)
TIPO VIOLAZIONE: mancata, incompleta o infedele risposta al questionario di cui al comma 37, entro il termine di sessanta giorni dalla notifica dello stesso. MISURA: da euro 100 a euro 500 RIDUZIONE SANZIONE: non prevista.

CONFRONTO CON PRECEDENTI PRELIEVI: Tarsu: da euro 51 a euro 258. Tia1 e Tia2: non previste le sanzioni nelle norme istitutive. Possibilit di applicazione sanzioni per violazione norme regolamentari (art. 7 bis del D.Lgs. n. 267/2000). Per la Tia1 alcuni Comuni hanno applicato per similitudine le medesime sanzioni previste per la Tarsu a seguito dellattribuzione della natura tributaria da parte della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione. (*)
(*) La Corte Costituzionale, nella sentenza n. 238/2009 ha sostenuto, tra laltro: nulla osta a che, per le sanzioni ed interessi relativi all'omesso o ritardato pagamento della TIA, possano applicarsi le norme generali in tema di sanzioni amministrative tributarie.
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RINVIO NORME
(comma 45) Per tutto quanto non previsto dalle disposizioni dellart. 14 del D.L. 201/2011 concernenti il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi: si applicano le disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 161 a 170, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 resta ferma l'applicazione dell'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (Potest regolamentare generale).
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Art. 1, commi da 161 a 170 della Legge del 27 dicembre 2006 n. 296 (Legge Finanziaria 2007) VALIDI SIA PER IMU SIA PER TARES
ATTIVITA DI CONTROLLO (comma 161) Gli enti locali, relativamente ai tributi di propria competenza, procedono alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonch all'accertamento d'ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato. Gli avvisi di accertamento in rettifica e d'ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Entro gli stessi termini devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie, a norma degli articoli 16 e 17 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, e successive modificazioni.
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Art. 1, commi da 161 a 170 della Legge del 27 dicembre 2006 n. 296 (Legge Finanziaria 2007) VALIDI SIA PER IMU SIA PER TARES
MOTIVAZIONE E CONTENUTO AVVISI DI ACCERTAMENTO (comma 162) Gli avvisi di accertamento in rettifica e d'ufficio devono essere motivati in relazione ai presupposti di fatto ed alle ragioni giuridiche che li hanno determinati; se la motivazione fa riferimento ad un altro atto non conosciuto ne ricevuto dal contribuente, questo deve essere allegato all'atto che lo richiama, salvo che quest'ultimo non ne riproduca il contenuto essenziale. Gli avvisi devono contenere, altres, l'indicazione dell'ufficio presso il quale possibile ottenere informazioni complete in merito all'atto notificato, del responsabile del procedimento, dell'organo o dell' autorit amministrativa presso i quali possibile promuovere un riesame anche nel merito dell'atto in sede di autotutela, delle modalit, del termine e dell'organo giurisdizionale cui possibile ricorrere, nonch il termine di sessanta giorni entro cui effettuare il relativo pagamento. Gli avvisi sono sottoscritti dalfunzionario designato dall'ente locale per la gestione del tributo.
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Art. 1, commi da 161 a 170 della Legge del 27 dicembre 2006 n. 296 (Legge Finanziaria 2007)
VALIDI SIA PER IMU SIA PER TARES
RISCOSSIONE COATTIVA, TERMINI (comma 163) Nel caso di riscossione coattiva dei tributi locali il relativo titolo esecutivo deve essere notificato al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l'accertamento e' divenuto definitivo. RIMBORSI (comma 164) Il rimborso delle somme versate e non dovute deve essere richiesto dal contribuente entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui stato accertato il diritto alla restituzione. L'ente locale provvede ad effettuare il rimborso entro centottanta giorni dalla data di presentazione dell'istanza.

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Art. 1, commi da 161 a 170 della Legge del 27 dicembre 2006 n. 296 (Legge Finanziaria 2007)
VALIDI SIA PER IMU SIA PER TARES
INTERESSI (comma 165) La misura annua degli interessi determinata, da ciascun ente impositore, nei limiti di tre punti percentuali di differenza rispetto al tasso di interesse legale. Gli interessi sono calcolati con maturazione giorno per giorno con decorrenza dal giorno in cui sono divenuti esigibili. Interessi nella stessa misura spettano al contribuente per le somme ad esso dovute a decorrere dalla data dell'eseguito versamento. ARROTONDAMENTO (comma 166) Il pagamento dei tributi locali deve essere effettuato con arrotondamento all'euro per difetto se la frazione inferiore a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo.

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Art. 1, commi da 161 a 170 della Legge del 27 dicembre 2006 n. 296 (Legge Finanziaria 2007)
VALIDI SIA PER IMU SIA PER TARES
COMPENSAZIONE (comma 167) Gli enti locali disciplinano le modalit con le quali i contribuenti possono compensare le somme a credito con quelle dovute al comune a titolo di tributi locali. IMPORTI MINIMI (comma 168) Gli enti locali, nel rispetto dei principi posti dall' articolo 25 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, stabiliscono per ciascun tributo di propria competenza gli importi fino a concorrenza dei quali i versamenti non sono dovuti o non sono effettuati i rimborsi. In caso di inottemperanza, si applica la disciplina prevista dal medesimo articolo 25 della legge n. 289 del 2002.
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Art. 1, commi da 161 a 170 della Legge del 27 dicembre 2006 n. 296 (Legge Finanziaria 2007)
VALIDI SIA PER IMU SIA PER TARES

APPROVAZIONE TARIFFE E ALIQUOTE (comma 169) Gli enti locali deliberano le tariffe e le aliquote relative ai tributi di loro competenza entro la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione. Dette deliberazioni, anche se approvate successivamente all'inizio dell'esercizio purch entro il termine innanzi indicato, hanno effetto dal 1 gennaio dell'anno di riferimento. In caso di mancata approvazione entro il suddetto termine, le tariffe e le aliquote si intendono prorogate di anno in anno.

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Art. 1, commi da 161 a 170 della Legge del 27 dicembre 2006 n. 296 (Legge Finanziaria 2007)
VALIDI SIA PER IMU SIA PER TARES
COMUNICAZIONE DATI AL MINISTERO (comma 170) Ai fini del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario ed in attuazione dell'articolo 117, secondo comma, lettera r), della Costituzione, gli enti locali e regionali comunicano al Ministero dell'economia e delle finanze i dati relativi al gettito delle entrate tributarie e patrimoniali, di rispettiva competenza. Per l'inosservanza di detti adempimenti si applicano le disposizioni di cui all'articolo 161, comma 3, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni. Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dell'interno, sono stabiliti il sistema di comunicazione, le modalit ed i termini per l'effettuazione della trasmissione dei dati

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Le ultime novit apportate dallart. 5 del D.L. 102 del 31/08/2013


FACOLTA FACOLTA PER I COMUNI IN MERITO AI CRITERI APPLICABILI ALLA TARES (comma 1)
a) commisurazione della tariffa sulla base delle quantit e qualit medie ordinarie di rifiuti prodotti per unit di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia delle attivit svolte nonch al costo del servizio sui rifiuti; b) determinazione delle tariffe per ogni categoria o sottocategoria omogenea moltiplicando il costo del servizio per unit di superficie imponibile accertata, previsto per l'anno successivo, per uno o pi coefficienti di produttivit quantitativa e qualitativa di rifiuti; c) commisurazione della tariffa tenendo conto, altres, dei criteri determinati con il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158; d) introduzione di ulteriori riduzioni ed esenzioni, diverse da quelle previste dai commi da 15 a 18 dell'articolo 14 del decreto-legge n. 201 del 2011. In ogni caso deve essere rispettato il principio CHI INQUINA PAGA, sancito dalla Direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti.

Le ultime novit apportate dallart. 5 del D.L. 102 del 31/08/2013


ALTRE DISPOSIZIONI IN MERITO ALLA TARES (comma 2)
abrogato il comma 19 dell'articolo 14 del decreto-legge n. 201 del 2011. Testo del comma abrogato: Il consiglio comunale pu deliberare ulteriori riduzioni ed esenzioni. Tali agevolazioni sono iscritte in bilancio come autorizzazioni di spesa e la relativa copertura e' assicurata da risorse diverse dai proventi del tributo di competenza dell'esercizio al quale si riferisce l'iscrizione stessa. Effetti sulla maggiorazione: le ulteriori riduzioni/esenzioni stabilite dal Comune in base al comma 1, lettera d) dellart. 5 del D.L. 102/2012 non si applicano alla maggiorazione, stante labrogazione del comma 19 (comma 13 dellart. 14 del D.L. 201/2011: tutte le agevolazioni previste dai commi da 15 a 20 si applicano anche alla maggiorazione).

Le ultime novit apportate dallart. 5 del D.L. 102 del 31/08/2013


ALTRE DISPOSIZIONI IN MERITO ALLA TARES (comma 3)
In ogni caso deve essere assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio relativi al servizio, ricomprendendo anche i costi di cui all'articolo 15 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36.

I costi di cui allart. 15 del D.Lgs. 36/2003 sono quelli relativi allo smaltimento in discarica e precisamente:
costi di realizzazione e di esercizio dell'impianto costi sostenuti per la prestazione della garanzia finanziaria costi stimati di chiusura costi di gestione successiva alla chiusura

Le ultime novit apportate dallart. 5 del D.L. 102 del 31/08/2013


ALTRE DISPOSIZIONI IN MERITO ALLA TARES (comma 4)
Il comune predispone e invia ai contribuenti il modello di pagamento dell'ultima rata del tributo sulla base delle disposizioni regolamentari e tariffarie di cui ai commi precedenti.

Le azioni da intraprendere per la gestione della Tares (alcune non sono previste per i Comuni che applicano la tariffa corrispettiva)
Scelta tra tributo e corrispettivo; Gestione amministrativa (sportello, attivit di accertamento, contenzioso, ecc.) Riscossione: invio avvisi di pagamento precompilati, rendicontazione, ecc.; Nomina del Funzionario Responsabile; Approvazione Regolamento con delibera di Consiglio Comunale;

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Le azioni da intraprendere per la gestione della Tares (alcune non sono previste per i Comuni che applicano la tariffa corrispettiva)
Incrocio tra i dati del software di gestione della Tarsu e lanagrafe comunale per la determinazione del numero di componenti del nucleo familiare (operazione gi eseguita per i Comuni che hanno adottato la Tia, anche in forma sperimentale seguendo le regole del D.P.R. 158/1999), stabilendo altres i criteri per i soggetti non residenti; Aggiornamento della banca dati Tarsu delle utenze non domestiche in base alle categorie previste dal DPR 158/1999 o in base alla facolt regolamentare dettata dal comma 22 del D.L. 201/2011; vedi delibere di allineamento tra codici Ateco e categorie Tia; Approvazione del Piano Finanziario Approvazione tariffe con delibera di Consiglio Comunale, sulla base del Piano Finanziario.
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Problematica finale: che ne sar della Tares?


Il Decreto Legge n. 54/2013 che ha sospeso il pagamento della rata di acconto IMU per alcune tipologie impositive, ha stabilito che: Nelle more di una complessa riforma della disciplina dellimposizione fiscale sul patrimonio immobiliare, ivi compresa la disciplina del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, volta, in particolare, a riconsiderare larticolazione della potest impositiva a livello statale e locale. Ossia: la TARES potrebbe essere vigente per il solo anno 2013 ed essere sostituita nel 2014 dalla nuova service tax

La Service Tax
Il Governo ha ipotizzato lentrata in vigore della Service Tax che secondo le prime ipotesi potrebbe essere cos strutturata: TARI: a copertura dei costi di gestione dei rifiuti urbani, con aliquote commisurate alla superficie, rispetto del principio chi inquina paga, copertura integrale dei costi del servizio, tassa dovuta da chi occupa, a qualunque titolo, locali o aree suscettibili di produrre rifiuti urbani; TASI: a copertura dei servizi indivisibili il comune sceglie criterio (superficie o rendita catastale), dovuta sia dal proprietario (beni e servizi pubblici locali concorrono al valore dellimmobile) sia dalloccupante (fruitore dei beni e servizi locali).

Facendo salva la generale potest regolamentare dei Comuni, ad eccezione dellaliquota massima.