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L'INSTALLAZIONE "HE" IN OCCASIONE DELLO YAP MAXXI 2013.

ASPETTI STRUTTURALI: IL RUOLO DEL PRE-TENSIONAMENTO NELLE TENSOSTRUTTURE

THE ART INSTALLATION "HE" FOR THE YAP MAXXI 2013. STRUCTURAL ASPECTS: THE ROLE OF PRE-TENSIONING ON TENSILE STRUCTURES

Antonello De Luca, Giuseppe Lucibello, Giuseppe Cioffi, Universit Federico II, Napoli, Italia

BAM!, Torino, Italia, info@bamstudio.it Davide Enrione ENDACO Ingegneria Ivrea (To), Italia

Pippo Ciorra, Margherita Guccione, Silvia La Pergola, Fondazione MAXXI, Roma, Italia

ABSTRACT The paper deals with the art installation called "He" that has been built recently at the MAXXI museum in Rome in occasion of the international award "YAP" 2013. Even though the installation is not challenging from the structural point of view, the desire to have a tensile structure with plane surfaces constitutes a totally new problem in the field of tensile architectures. The interaction between engineers, architects and craftsmen with different skills, in addition to the adoption of permeable materials and monitoring systems, allowed to find a solution. The paper, together with the project evolution, illustrates the structural behavior of textile architectures in order to understand how the main governing parameters: displacements and pretensioning affect the design. In particular, the influence of tension of cables and membranes on the global nonlinear behavior has been investigated. SOMMARIO Nell'articolo presentata l'installazione "He" realizzata presso il museo MAXXI di Roma in occasione del premio internazionale "YAP" 2013. L'opera, pur non presentando particolari criticit da un punto di vista strutturale, presenta invece una caratteristica atipica per le tensostrutture e cio la volont da parte degli architetti di avere delle superfici piane. La risoluzione di tale problematica ha richiesto, oltre alla stretta collaborazione tra architetti, ingegneri e maestranze provenienti da differenti ambiti professionali anche l'adozione di materiali con particolare trasparenza al vento, nonche un monitoraggio delle condizioni atmosferiche che ha determinato la modifica delle condizioni di vincolo al raggiungimento di velocita critiche del vanto. Nel lavoro vengono brevemente trattati, in seguito ad una panoramica sull'evoluzione del progetto, gli aspetti strutturali salienti delle textile architectures. In particolare, sono stati studiati gli effetti che il pretiro iniziale delle

funi e delle membrane hanno sul comportamento delle tensostrutture, unitamente alle velocita del vento che consentono di tenere tiri particolarmente bassi ovvero comportamenti fortemente nonlineari. 1 INTRODUZIONE "He" un'installazione realizzata presso il museo MAXXI di Roma, esito di YAP, concorso internazionale indetto tra Dicembre 2012 e Gennaio 2013. YAP un programma che vede coinvolte alcune sedi di musei di archittettura contemporanea quali, MOMA PSY di New York, MAXXI di Roma, Istanbul Modern ad Istanbul e CONSTRUCTO a Santiago del Cile. Il programma intende promuovere i giovani progettisti emergenti, ma soprattutto esplorare nuovi ambiti progettuali, con l'obiettivo di realizzare delle installazioni temporanee che abbiano un forte carattere di sperimentazione e di spettacolarit. Nello specifico, le richieste del bando per il MAXXI, richiedevano: acqua, ombra e sedute, e un'organizzazione flessibile dello spazio in modo da ospitare gli eventi del palinsesto estivo del museo.

a) b) Fig. 1: Viste dell'installazione "He" completa

2 IL PROGETTO ARCHITETTONICO La proposta progettuale consiste in un giardino architettonico composto da un prato e una grande pedana su cui sospeso un volume di grandi dimensioni, che si fa protagonista della scena. Il volume sospeso accoglie i luoghi di sosta e genera un'interazione con gli spazi esterni del museo attraverso la sua dimensione, il colore, l'uso ludico dell'acqua e l'ombra. L'intenzione chiara quella di stupire gli spettatori usando soprattutto la dimensione, che in architettura da sempre, al di l di ogni valutazione qualitativa, strumento per rappresentare e costituire l'eccezionale. La trasparenza e lapparente assenza di peso dellinstallazione gene-

rano un dialogo e un contrasto stimolante con la massa imponente del museo e le sue forme sinuose. Il grande volume asseconda il movimento del vento valorizzando la leggerezza dei materiali che lo compongono. Il colore e la trasparenza del materiale, in contrasto con la matericita delle pareti in cemento arm del museo, regalano sorprendenti riflessi cromatici che variano al variare dell'incidenza della luce sul volume, permettendo ad He di mutare aspetto nel corso della giornata. La sera, il volume si trasforma in una grande lanterna sospesa che valorizza il suo carattere di landmark nel contesto urbano.

a)

b)

c) Fig. 2: a) Il plastico, b) I renders e c) La struttura realizzata

Sul giardino al di sotto del grande volume tessile si articola una pedana e un prato che si rialza definendo una sponda che realizza una seduta informale. Tutto il sistema di sedute rispecchia un'ottica improntata sull'ergonomia e il comfort della sosta. Sulla pedana si collocano tre

grossi oggetti di forma tronco piramidale, dove grandi schienali si alternano a sedute semplici, costituiscono delle sedute informali e degli elementi ludici. Sulla pedana, l'acqua percola dal volume tessile creando delle cortine che definiscono lo spazio sottostante il volume, rinfrescando i visitatori. La sera le pedane diventano palcoscenico degli eventi Yap, ricreando una nuova centralit nel piazzale, rivolgendosi tanto verso il museo, tanto verso il quartiere. 3 CRITICITA STRUTTURALI: IL PERCORSO VERSO LA SOLUZIONE Come indicato in precedenza i principali requisiti architettonici erano: la leggerezza, la dimensione che garantisse la spettacolarita, la necessita di forme e superfici piane. Tali aspetti erano stati tradotti, al livello preliminare di sviluppo del progetto in fase di gara, nella utilizzazione di una struttura tessile aerea che volasse nellaria spinta dallelio e mantenuta dalle strutture del MAXXI. Tale idea si rivelo ben presto di difficile praticbilita per la complessita di realizzazione della forma parallelepipeda (si pensi alle mongolfiere od ai dirigibili, da sempre caratterizzate da superfici curve), ma anche dalla difficolta di tali strutture di poter volare allinterno di spazi urbani confinati da strutture ed alberature che vincolavano la liberta di movimento. Il budget a disposizione molto ristretto e la difficolta di reperimento dellelio, costrinsero progettisti e consulenti a valutare soluzioni diverse che pero rispettassero innanzitutto la esigenza di avere un volume aereo e poi i requisiti di , leggerezza, dimensione, e superfici piane. Le criticita strutturali conseguenti tali requisiti derivavano dalla necessita di adottare una struttura tessile a cavi (che quindi rispettasse la leggerezza) ma che non doveva avere superfici curve e non poteva avere tiri eccessivi. La soluzione finale e ovviamente passata attraverso varie ipotesi che qui, per brevita si indicano solo negli aspetti essenziali. Soluzione strallata con telai rigidi e controventati; soluzione con due anelli rigidi superiore ed inferiore; soluzione con solo cavi e senza ancoraggi a terra. La soluzione finale ha invece previsto lutilizzo di soli cavi nellanello superiore che viene fissato nei quattro vertici grazie ad una coppia di stralli in ciascun vertice. Per garantire la forma vengono poi previsti stralletti di fissaggio a terra. I teli interni alla struttura per conferire leggerezza e garantire lombreggiamento vengono lasciati liberi di librarsi al vento. Tale soluzione e stata possibile solo grazie allutilizzo di tecnologie e materiali provenienti da altre discipline. I cavi a terra infatti vengono fissati con dei dissipatori stopper, usati in alpinismo che consentono di liberare la struttura al superamento di soglie critiche del vento. Un ulteriore garanzia di sicurezza viene data dal monitoraggio in continua che fissa le velocita critiche del vento al di sopra delle quali i fissaggi inferiori vengono completamente liberati lasciando la struttura libera al vento e quindi senza reazioni agli ancoraggi. Lutilizzo infine di tessuti particolarmente traforati, provenienti dal mondo dellagricoltura, ha permesso di tenere le pressioni del vanto particolarmente basse consentendo quindi, anche con tiri bassi di tenere una certa planarita delle superfici. La struttura finale e quindi una tensostruttura con cavi portanti cui vengono appoggiate delle tele che filtrano il vento. 4 IL COMPORTAMENTO STRUTTURALE DELLE TEXTILE ARCHITECTURES E' ben noto come l'elemento che sta alla base delle tensostrutture sia la fune; le tensostrutture sono infatti costituite da funi, o reti di funi, che interagiscono con membrane il cui comportamento pu ricondursi a quello di una fune traslata nello spazio a formare una superficie. La fune un elemento strutturale al quale, convenzionalmente, si attribuisce una rigidezza flessionale nulla: conseguenza di ci che essa priva di una sua geometria ma si dispone secondo la funicolare dei carichi agenti annullando le sollecitazioni flessionali. Una perturbazione dei carichi applicati provoca la variazione di geometria della fune (che si dispone secondo la nuova curva funicolare) e, conseguentemente, del tiro, dando luogo ad un problema fisico-matematico caratterizzato da una forte non-linearit.

Dualmente, lasciando inalterati i carichi, variando il tiro, si ha una deformazione che avr una componente elastica ed una geometrica (legata all'incremento/riduzione della freccia) entrambe non lineari.
250,000 200,000 E* [MPa]

q f L dL

H+dH

150,000 100,000 50,000

E*

0
0% 20% 40% 60% 80%

!/!y [-]
100%

Fig. 3: a) Fune soggetta ad una variazione del tiro, b) Andamento del modulo elastico fittizio (E*) per un cavo con L=40m in funzione della pre-tensione normalizzata alla tensione di snervamento (!/!y)

Il caso della fune sollecitata da un tiro variabile e caricata dal solo peso proprio (strallo) un tema molto ricorrente nella statica dei ponti strallati, ed in generale delle strutture sorrette da cavi. A tal proposito, risulta di fondamentale importanza il concetto di "modulo elastico fittizio" (E*; detto anche di "Ernst" o "Dishinger") mediante il quale possibile trattare lo strallo come un tirante rettilineo caratterizzato da un modulo elastico ridotto la cui espressione : E*=E/(1+("2L2E)/(12!3)) (1)

Dove: E il modulo elastico del materiale base, " il peso specifico del materiale base, L la componente orizzontale della lunghezza dello strallo, ! la pre-tensione. Dall'espressione di E* si evince come, a parit di L e di ", una fune con una bassa pretensione presenta una rigidezza fittizia inferiore rispetto ad una fune con pretensione pi elevata. Come risulta chiaro dal grafico in Fig.3b per valori di !#0.4!y lo strallo possiede un modulo elastico E* prossimo a quello del materiale base (comportamento a tirante rettilineo). 5 L'INFLUENZA DEL PRETENSIONAMENTO SUL COMPORTAMENTO STRUTTURALE Mediante una serie di analisi parametriche condotte su diversi modelli di calcolo stata studiata l'influenza che il pre-tiro dei cavi e delle membrane hanno sul comportamento strutturale globale. Le analisi sono state svolte impiegando il software ForTen, appositamente sviluppato per l'analisi di tensostrutture, ed il software SAP2000 che, trattandosi di un software general purpose, stato sostanzialmente adottato come strumento di controllo dei risultati. I risultati ottenuti in merito all'influenza del tiro dei cavi e delle membrane, in quanto ottenuti dall'analisi di modelli differenti, sono presentati qui di seguito in due differenti sottoparagrafi. 5.1 L'influenza del tiro dei cavi Il modello considerato per lo studio dell'influenza del pre-tiro dei cavi sostanzialmente corrispondente al modello strutturale della soluzione con soli cavi (doppio anello di cavi $12 superiore ed inferiore, ciascun anello con quattro cavi di ancoraggio). Le analisi sono state condotte considerando il tiro del cavo di riferimento C (Fig.4) pari a: 1, 5, 10, 15, 45, 60, 85kN; per ciascuno dei valori del tiro sono state svolte analisi considerando una pressione da vento (w) applicata alla faccia DCD'C' pari a 0.1, 0.3, 0.5 e 0.7 kPa.

B1
6,85

D1

A1 A D B C

B1 C1

B A
43

A1

15,45

39
12

11,8

Nel grafico di Fig.5 sono riportati i risultati delle analisi; in particolare, sull'asse delle ascisse riportata la pressione da vento (w) mentre sull'asse delle ordinate il valore del tiro (F) nel cavo di riferimento. Le curve tracciate descrivono dunque l'andamento del tiro nel cavo C in funzione della pressione da vento e del pretiro (Fi); si noti che il valore in corrispondenza di w=0 kPa corrisponde proprio al tiro nel cavo per effetto della pretensione e del peso proprio. Per bassi valori di Fi e di w, l'andamento del tiro caratterizzato da una evidente nonlinearit. Incrementando tali parametri si nota come le curve tendano a disporsi lungo rette parallele: i valori del tiro crescono quindi proporzionalmente alla pressione da vento.
140 120 100 80 60 40 20 0 0 0.1 0.2 0.3 0.4 0.5 0.6 0.7 w [kPa] F [kN] Fi=1kN Fi=5kN Fi=10kN Fi=15kN Fi=45kN Fi=60kN Fi=85kN

Fig. 5: Tiro nel cavo di riferimento C in funzione della pressione da vento (w) e del pretiro (Fi)

In Fig.6 sono riportati i grafici che illustrano in funzione della pretensione (!i/!y) (normalizzata alla tensione di snervamento convenzionale dell'acciaio) ed in funzione della pressione da vento (w) la differenza (%F) tra il valore del tiro calcolato mediante le analisi non lineari (FNL) ed il tiro calcolato considerando una struttura reticolare equivalente (analisi statica lineare). Il valore di %F e %F/FNL forniscono una chiara idea dell'influenza della non linearit sui risultati dell'analisi e, contemporaneamente, un'idea dell'errore che si commetterebbe se si usasse l'analisi statica lineare. Nella Fig.6b) si nota come, gi per valori della pretensione prossimi a 0.4!y, lo scarto tra la soluzione ottenuta dall' analisi non lineare e quella dell'analisi statica lineare sia al massimo pari al 10%. Il problema, per valori di !y superiori a 0.4!y diventa lineare, cos come risulta evidente anche osservando il grafico di Fig.3b dal quale si nota come il modulo E* per !y>0.35!y assuma valore pressoch costante E*=E.

C
15,0 2

A'2
17

A' D'

D
3

B' C'

B'2

C1 10m

D'2

01 3

D1

C'2

a) b) Fig. 4: a) Vista in pianta, b) vista prospettica della struttura analizzata

40
35 30 25

!F [kN]

20
15 10 5

0
-5 0% 10% 20% 30% 40%

100% !F/FNL [-] 90% w=0.1kPa 80% w=0.3kPa 70% w=0.5kPa 60% w=0.7kPa 50% 40% 30% 20% 10% "i/"y [-] 0% 50% 60% 70% -10% 0% 10% 20%

w=0.1kPa
w=0.3kPa w=0.5kPa

w=0.7kPa

"i/"y [-]
30% 40% 50% 60% 70%

Fig. 6: a) Differenza (%F) e b) Scarto percentuale (%F/FNL) tra i risultati dell'analisi non-lineare ed i risultati ottenuti dall'equilibrio della struttura reticolare equivalente

5.2 Influenza del tiro delle membrane Nel seguito vengono riportati i valori delle deformazioni al variare dei tiri e delle pressioni da vento. Il grafico di Fig.7a) mostra le deformazioni massime (al centro della membrana) al variare del pre-tiro della membrana (fi) e per diversi valori della pressione da vento e del pretiro nei cavi (Fi).
2.5 !max [m]
Fi=45kN, w=0.1kPa Fi=45kN, w=0.6kPa Fi=85kN, w=0.1kPa Fi=85kN, w=0.6kPa

100% 90% 80% 70%

Aesp/A0 [-]

A0 Aesp
Fi=45kN Fi=85kN

1.5

60% 50%

40% 30%

0.5
fi [kN/m]

20% 10% 0% 0 0.2 0.4 0.6 0.8 1


fi [kN/m]

0.2

0.4

0.6

0.8

a) b) Fig. 7: a) Deformazioni (!max) delle membrane in funzione del pretiro (fi) e della pressione da vento (w), b) Variazione percentuale della superficie esposta al vento (Aesp/A0) in funzione del pretiro dei cavi (Fi) e della membrana (fi)

Pur incrementando notevolmente (da 0 a 1kN/m) il tiro nelle membrane, le deformazioni rimangono nell'ordine di 1.5m e di 0.5m con una pressione da vento rispettivamente pari a 0.6 e 0.1kPa. E' inoltre evidente la scarsa influenza del pre-tiro nei cavi. In Fig.7b) invece mostrato come, all'aumentare del pre-tiro della membrana, a causa della deformazione della superficie rettangolare originaria si abbia una riduzione dell'area esposta al vento; per fi=1kN/m ed Fi=45kN la distorsione tale da avere un'area esposta al vento pari al 72% dell'area indeformata iniziale. Come indicato al paragrafo 3, la soluzione finale ha fatto uso di reti con particolare permeabilita al vento e teli interni liberi di fluttuare. Nel grafico di Fig.7a le curve in grigio rappresentano le deformazioni calcolate considerando, al posto delle membrane, una superficie tra-

forata con un coefficiente di permeabilit pari a 0.2; si nota come, qualunque sia il valore del pretiro fi, le deformazioni siano, in ogni caso, almeno dimezzate. Nel caso specifico dell'installazione "He" le membrane sono state sostituite quindi con reti antigrandine usate in agricoltura che sono state messe in opera da un artigiano velaio impiegando tecnologie pi proprie del settore nautico. 6 CONCLUSIONI

In conclusione possibile riconoscere come l'installazione "He" rappresenti una realizzazione assolutamente unica nell'ambito della tensile architecture. Per arrivare alla soluzione finale il MAXXI ha costituito un gruppo per la progettazione e realizzazione sono con figure provenienti dagli ambiti professionali pi disparati: ingegneria strutturale, ingegneria del vento, architettura, nautica, alpinismo, agricoltura. E opinione degli scriventi che il successo della realizzazione deriva comunque dalla robustezza della idea originaria dei progettisti di avere una struttura aerea oltre che dalla integrazione di discipline diverse in una applicazione di interesse nella architettura tessile per le sue peculiarita. 7 CREDITI E RINGRAZIAMENTI Si riportano qui di seguito tutti coloro che hanno contribuito alla progettazione della struttura:
Fondazione MAXXI Prof. Arch. Pippo Ciorra (pippo.ciorra@gmail.com) Arch. Margherita Guccione Arch. Silvia La Pergola Senior Curator Architettura Direttore - Architettura Ufficio Mostre Consulenza progetto strutturale Progetto Architettonico Progettazione strutturale preliminare Ing. Davide Enrione (davide.enrione@endaco.com) Progettazione strutturale Progettazione torri di ancoraggio Mantello Tessile Sistemi di Cavi

Prof. Ing. Antonello De Luca (adeluca@unina.it) Bottega di Architettura Metropolitana, BAM! (info@bamstudio.it) Ing. Luca Giacosa Endaco Ingegneria Ing. Vittorio Calomeni Realizzazione Tessile SpecchioPiuma Paolo Severi Studio Giorgis Arch Giorgio Giorgis Arch. Alberto Bottero Arch. Valeria Bruni Arch. Simona Della Rocca Arch. Fabio Vignolo

8 BIBLIOGRAFIA [1] [2] [3] [4] [5] [6] Frei O., Trostel R., Schleyer F.K., Tensile structures: design, structure, and calculation of buildings of cables, nets, and membranes, MIT press, Cambridge, MA, USA, 1973 SAP 2000. Linear and Nonlinear Static and Dynamic Analysis and Design of ThreeDimensional StructuresManual, Computers and Structures Inc., Berkeley, USA, 2006 Manuale ixForten 4000, T.S.I. s.r.l., Caltanissetta, Italia, 2012 Troitsky M.S., Cable-stayed bridges, Van Nostrand Reinhold Company, NY, 1977 Irvine M., Cable Structures, MIT press, Cambridge, MA, USA, 1981 Schek H.J., The force density method for form finding and computation of general networks, Comp. Meth. in App. Mech. and Eng., Vol. 3, pp.115-134, 1974

9 PAROLE CHIAVE Architettura tessile, Tensostrutture, Cavi, Pretiro, Non linearit