Sei sulla pagina 1di 16

18/11/2009

I TEMPLARI E LA CONOSCENZA DI TESTI GNOSTICI SEGRETI

di Anonimo

Come abbiamo gi detto altre volte, la maggior parte dei pi importanti studiosi dei templari ritengono che i cavalieri dalla croce rossa sbavata si sarebbero stanziati in Medio Oriente con lo scopo di rinvenire documenti di natura eretica, che danno una visione degli avvenimenti descritti nelle Sacre Scritture completamente contraria ed alternativa a quella che tutti noi conosciamo. Secondo molti accademici, i templari avrebbero usato questi documenti come arma di ricatto verso Papi e regnanti per accumulare ricchezze e privilegi, secondo altri, invece, i cavalieri del Tempio di Salomone volevano trovare con erma di ci! che era gi tramandato da molte amiglie nobili europee,

rancesi, germaniche e scozzesi. Tra questi testi non possiamo non menzionare il "angelo di #iuda che il periodico $ational #eographic Magazine sta pubblicando in tutto il mondo %in &talia sar presente in edicola dal '( aprile), dopo essere stato completamente restaurato. Si tratta di un testo gnostico segreto risalente al *++ d.C. e ritrovato negli anni settanta nel deserto presso ,l Min-a in ,gitto. Cosa del tutto sconvolgente . apprendere, da questo vangelo dimenticato, che #iuda non solo non u un traditore di Cristo ma u il suo discepolo pi edele, in quanto il tradimento da lui operato nei con ronti di #es u l/esecuzione del volere di Cristo stesso. 0uesta visione alternativa con erma, ancora una volta, l1esistenza di una corrente di pensiero contraria e parallela a quella u iciale, presente anche nella storia dei templari, cavalieri della ede ma anche dell1eresia. Molti testi gnostici contraddicono la storia tradizionale del cristianesimo gettando le basi per una rilettura dei atti accaduti. Secondo Padre 2ean $oel 3letti del Ponti icio &stituto 4iblico, i testi gnostici e il "angelo di #iuda in particolare 5... urono il tentativo di gruppi cristiani esoterici di assolvere #iuda6il testo a parte della letteratura esoterica copta % egiziana n.d.r.) di #enizah6 erano testi composti durante il periodo delle persecuzioni contro i cristiani e dunque non dovevano essere divulgati a tutti7. Padre 3letti parla, quindi, di una tradizione non palese, sicuramente esoterica, di usa anche tra i cristiani ma contraria alla dottrina paolina e perci! bollata come eretica e di cui, come riportato nel nostro libro a pagina (**, lo stesso San 4asileo, nel &" secolo, con erm! l1esistenza a ermando che 5 ,siste una tradizione silente e misteriosa67. &noltre, a pagina (*+ del nostro 8ossier, noi diciamo che 59a chiave dei misteri templari, in ogni caso, sta nell1esoterismo religioso che questi cavalieri praticavano..7 e nella pagina seguente proseguiamo, dicendo che 5la gnosi, secondo questa visione eretica, presente tra l1altro nei vangeli apocri i e gnostici, sarebbe stata comunicata e svelata segretamente da #es, in particolar modo attraverso la rivelazione e la trasmissione strettamente orale della dottrina alle donne6Maria, la madre di #es e Maria Maddalena, considerata dalla cultura esoterica:eretica come la sposa di Cristo7. 0uindi, possiamo ben dire che questa dottrina eretica e gnostica, alternativa a quella cristiana paolina, che de inisce #iuda il prediletto di #es, . la stessa che esalta la igura di una 8ea pagana %con ogni probabilit &side che simboleggia la conoscenza e quindi il pensiero gnostico egiziano) che i templari chiamavano $ostra Signora e che . opposta al 8io del "ecchio Testamento. $oi diciamo, in atti, a pagina (*' del 8ossier, che 5...questa dottrina segreta sarebbe la parola perduta vagheggiata da molte societ iniziatiche moderne ed antiche, non esclusi i templari, che ondarono il loro potere magico esoterico proprio su un antico sapere segreto, non conosciuto al popolo pro ano e trasmesso solo agli iniziati67. 3 proposito,

poi, di quei gruppi esoterici di cui parla padre 3letti, citiamo cosa dice lo scrittore cattolico "ittorio Messori; 56gi oltre diciotto secoli a la Chiesa condann! un1eresia gnostica tra tante, quella dei cainiti che, valorizzando in chiave antiebraica la igure negative della Scrittura, ipotizzava un &scariota bene ico, traditore su commissione di #es stesso. 8a (<++ anni sapevamo della condanna dei Padri della Chiesa di questo pseudo:vangelo6.7. 0uella stessa condanna da parte della Chiesa che colp= anche i Catari e i Templari, legati tra loro dalla condivisione di questo segreto di natura eretica. Per quanto riguarda la setta egiziana dei Cainiti, custodi della tradizione della razza rossa di Caino ed eremiti nel deserto del Sahara e della quale inalmente si parla, bisogna spiegare che la sua tradizione si basava sulla venerazione dell1ouroboros rosso % il serpente che si mangia la coda che . simbolo del demonio nel vecchio testamento ma della conoscenza tra gli gnostici e i catari) e sull1esaltazione di tutte quelle igure negative del "ecchio testamento, da Caino a #iuda. Tra l/altro, come ci dicono le Sacre Scritture, da Caino discenderebbero personaggi come Tubal Cain e >iram, esperti e maestri nell1uso dei metalli, del uoco e della geometria, cio. di tutto quel sapere segreto, contemporaneamente gnostico e scienti ico, che con luir nel pensiero dei Catari, dei Templari e della prima Massoneria e la cui chiave di codi ica, come dice il testo del Serpent ?ouge, sta nella Chiesa parigina di San Sulpice e in quella di santa Maria Maddalena di ?ennes 9e Chateau, dove la stazioni della via crucis del martirio di Cristo sono, come la Sindone, leggibili solo al contrario e dove . ortemente presente il culto di una 8onna senza marito, &side o Maddalena.
18:35 Scritto da mikeplato in Tradizione gnostica | Link permanente | Commenti (3) | Trackback ( ) | Segnala | !"#!tizie | $acebook

12/11/2009
L'ANIMA IN VITA E DOPO LA VITA SECONDO LA CABALA

C. De Leiningen (1887)

L'anima

durante

la

vita

@ra tutti i problemi di cui si occupa la iloso ia, quello della nostra essenza, e della sua immortalit, non ha mai cessato di preoccupare l1umanit. 8appertutto e in tutti i tempi, i sistemi e le dottrine su questo soggetto si sono avvicendati, con variet e contraddittoriet, e la parola 3nima . servita a designare i pi svariati concetti di esistenza e le pi svariate s umature di essere. 8i tutte queste dottrine, a volte antagoniste, incontestabilmente la pi antica e la pi vicina al vero . quella della 0abalah. Tramandata oralmente : come rivela il suo nome : essa risale all1origine della specie umana e, perci!, orse, in parte . anche il prodotto di quella intelligenza non ancora o uscata, di quello spirito penetrante verso la verit che, secondo l1antica Tradizione, l1uomo possedeva nel suo stato primordiale.

Per quanto la natura sia un tutto complesso, secondo la 0abalah, vi troviamo comunque tre aspetti apparentemente distinti; il corpo, l1anima e lo spirito Ala massa, l1energia e il noumeno principialeB. ,ssi si di erenziano tra loro come il concreto, il particolare e l1universale, in modo che l1uno . il ri lesso dell1altro e ciascuno, anche in se stesso, o re questa triplice distinzione. &l primo aspetto, il corpo, con la sua triplice modalit, nella 0abalah prende il nome di $epheshC il secondo, l1anima, sede della volont:intelletto, che costituisce propriamente la personalit umana, con la sua triplice espressione, si chiama ?uahC il terzo, lo spirito, con i suoi tre poteri, nella 0abalah prende il nome di $eshamah. Come prima accennavamo, questi tre aspetti dell1uomo non sono completamente distinti e separati, ma sono l1uno dentro l1altro come i colori dello spettro, i quali, sebbene si susseguano, non possono essere distinti completamente perchD usi l1uno nell1altro. 3 partire dal corpo, dal potere pi basso di $ephesh e attraverso l1anima %?uah) risalendo ino al pi alto grado dello spirito %$eshamah) si trovano tutte le gradazioni, come quando si passa dall1ombra alla luce attraverso la penombra. &nversamente, dalle parti pi elevate dello spirito ino a quelle isiche grossolane, si percorrono tutte le s umature di radiazione, come dalla luce si passa all1oscurit attraverso il crepuscolo. , soprattutto, grazie a questa unione interiore, a questa usione degli aspetti, il numero $ove Ala triplice modalit di ogni aspettoB si perde nell1Enit per produrre l1uomo, spirito vitale che unisce in sD i due mondi. Ora, se tentiamo di rappresentare questa dottrina con uno schema, otteniamo la igura che apre questo documento. &l cerchio a indica $ephesh, e i cerchi interni (, ', * sono le sue modalit suddivise; ( corrisponde al corpo, la parte pi bassa e materiale nell1uomoC b . ?uah %l1anima) e i cerchi interni F, G, H sono le sue qualit. &n ine c/. $eshamah %lo Spirito) con i gradi della sua essenza, I,<,J. 0uanto al cerchio esterno (+, questo rappresenta la totalit dell1essere vivente. Consideriamo pi da vicino queste diverse parti ondamentali, cominciando da quella di grado in eriore, $ephesh. 0uesto . il principio della vita, o orma dell1esistenza concreta, e costituisce la parte esteriore dell1uomoC in esso domina la passiva sensibilit per il mondo esterno, mentre troviamo una minore attivit ideale. $ephesh . in diretta relazione con gli esseri concreti. Solo a causa

dell1in luenza di questi, egli produce una mani estazione vitale, per! . ugualmente attivo nel mondo esteriore perchD a emergere dalla sua esistenza materiale nuove orze vitali grazie alla sua potenza creatrice, s= da ridare ci! che riceve. 0uesto grado concreto costituisce un tutto armonico e in esso l1essere umano trova la sua esatta rappresentazione esteriore. Osservato come un tutto unico, questo aspetto vitale comprende, a sua volta, tre gradi che stanno tra loro come il concreto, il particolare e l1universale o come la materia plasmata, l1energia orza plasmante e il principio, e che nello stesso tempo costituiscono gli organi nei quali e per i quali l1aspetto interiore, lo spirito, opera e si mani esta esteriormente. 0uesti tre gradi sono, dunque, sempre pi elevati e interni, e ognuno di essi possiede diverse s umature. 9e tre modalit di $ephesh in questione sono disposte e agiscono nel modo che ra poco esporremo a causa delle tre divisioni di ?uah. 0uesto secondo elemento dell1essere umano, ?uah %l1anima), non . cos= sensibile come $ephesh alle in luenze del mondo esterioreC la passivit e l1attivit si trovano in proporzioni ugualiC esso consiste piuttosto in un essere interno, ideale, nel quale tutto ci! che la vita corporea e concreta mani esta esteriormente come quantitativo e materiale, si ritrova interiormente allo stato virtuale. 0uesto secondo elemento umano luttua dunque tra l1attivit e la passivit o, meglio, l1introversione e l1estroversioneC nelle sue unzioni, esso non appare chiaramente nD come qualcosa di passivo e esteriore nD come qualcosa di attivo e interiore, ma come qualcosa di mutevole che dall1interno all1esterno si mani esta sia attivo che passivo e che, sebbene di natura ricettiva, d. 8a ci! il perchD l1intuizione e il concetto non coincidono esattamente nell1anima, benchD non siano cos= nettamente separati da non con ondersi acilmente l1una con l1altro. 9a modalit esistenziale di ciascun essere dipende esclusivamente dal grado pi o meno elevato della sua coesione con la natura e dalla maggiore o minore attivit o passivit che ne . la conseguenzaC l1appercezione dell1individuo . in proporzione alla sua attivit. Pi egli . attivo interiormente, pi . elevato e pi gli . possibile indagare nelle intime pro ondit dell1essere. 0uesto ?uah, composto di orze che sono alla base dell1essere materiale oggettivo, gode anche della propriet di distinguersi da tutte le altre parti come un individuo speciale, di disporre di se stesso e mani estarsi al di uori con un1azione libera e volontaria. 0uesta anima che rappresenta ugualmente il trono e l1organo dello spirito ., come abbiamo gi detto, anche l1immagine dell1intero uomoC come $ephesh, essa si compone di tre gradi dinamici che stanno, l1uno in rapporto all1altro, come il concreto, il particolare e l1universale o come la materia

azionata, la orza:energia agente e il principio; in modo che esiste un1a init non solo tra il concreto in ?uah, che . il suo grado pi basso e pi esteriore %il cerchio F dello schema), e l1universale in $ephesh, che orma la sua s era pi alta %cerchio *), ma anche tra l1universale in ?uah %cerchio H) e il concreto nello spirito %cerchio I). $ello stesso modo in cui in ?uah e in $ephesh sono compresi tre gradi dinamici, questi hanno i loro tre corrispondenti anche nel mondo esteriore, come apparir pi chiaro col paragone tra Macrocosmo e Microcosmo. Ogni orma particolare di esistenza nell1uomo ha una vita propria nella s era del mondo che le corrisponde, con la quale essa . in rapporto di continui scambi, dando e ricevendo, per mezzo dei suoi sensi e dei suoi organi speciali. &noltre, questo ?uah, a causa della sua parte concreta, ha bisogno di comunicare col concreto che sta sotto di luiC allo stesso modo la parte universale gli con erisce una tendenza verso le parti universali che gli sono superiori. $ephesh non potrebbe congiungersi a ?uah se non ci osse qualche a init tra loro, nD ?uah si congiungerebbe a $ephesh e a $eshamah se tra loro non ci osse qualche a init. Cos=, da una parte, nel concreto che la precede, l1anima attinge la pienezza della sua realt oggettiva, e dall1altra, nell1universale che la domina, attinge l1interiorit pura, l1&dealit che si organizza da sola nella sua attivit indipendente. 8unque ?uah . il legame tra l1Eniversale o Spirituale e il Concreto o Materiale, i quali uniscono nell1uomo il mondo interno intelligibile col mondo grossolano esternoC esso ., nello stesso tempo, il supporto e la sede della personalit umana. 91anima, in questo modo, si, trova in un duplice rapporto coi suoi tre oggetti, cio.; () col concreto che . al di sotto di leiC

') col particolare che risponde alla sua natura e che . al di uori di leiC *) con l1universale che . al di sopra di lei.

&n lei, in due sensi contrari, avviene una c circolazione di tre correnti rammischiate, perchD;

() . eccitata da $ephesh che . al di sotto di lei e a sua volta essa agisce su di lui ispirandoloC ') si comporta anche attivamente e passivamente con l1esterno corrispondente alla sua natura, cio. col particolareC *) tale in luenza che tras orma nel suo seno, dopo averla ricevuta o dal basso o dall1esterno, d a lei il potere di elevarsi su icientemente cos= da stimolare $eshamah nelle regioni superiori. 3ttraverso questa operazione attiva, le acolt superiori eccitate producono un1in luenza vitale pi elevata, pi spirituale, che l1anima, ridivenendo passiva, riceve per trasmetterla all1esterno e al di sotto di lei. Perci! a ?uah, benchD abbia una orma di esistenza particolare, benchD abbia un1esistenza propria, non . a atto vero che il primo impulso della sua attivit vitale gli venga dall1eccitazione del corpo concreto che gli . in eriore. , cos= anche il corpo, per uno scambio di azioni e di reazioni con l1anima, grazie alla sua impressionabilit, . penetrato da lei, mentre essa stessa diviene come partecipante del corpo. &n egual maniera, l1anima, attraverso la sua unione con lo Spirito, ne . riempita e ispirata. 9a terza parte ondamentale dell1essere umano, $eshamah, pu! essere designata con la parola Spirito, nel senso in cui . impiegata nel $uovo Testamento. &n essa la sensibilit passiva verso il mondo esterno non si ritrova piC l1attivit domina la recettivit. 9o Spirito vive di vita propria e soltanto per l1universale, o per il mondo spirituale col quale si trova in rapporto, costante. Tuttavia, come ?uah, $eshamah non soltanto ha bisogno, in ragione della sua natura ideale, dell1Eniversale assoluto o &n inito divino, ma anche, a causa della sua reale e concreta espressione, di qualche relazione col particolare e col concreto che sono al di sotto di lui e se ne sente attratto. 3nche lo Spirito . in doppio rapporto col suo triplice oggetto; verso il basso, verso l1esterno e verso l1altoC in lui avviene dunque, in due sensi contrari, una triplice corrente intrecciata, del tutto simile a quella descritta pi sopra per ?uah. $eshamah . un essere puramente interiore, ma anche passivo e attivo nello stesso tempo, e $ephesh, col suo principio vitale il suo corpo, e ?uah, con le sue orze, rappresentano le sue immagini esteriori. Ci! che c/. di quantitativo in $ephesh e di qualitativo in ?uah viene dallo Spirito : $eshamah : puramente interiore e ideale. Ora, siccome $ephesh e ?uah racchiudono tre gradi diversi di esistenza,

o potenzialit di spiritualizzazione, in modo che ognuno . un1immagine pi piccola dell1intero essere umano %vedere lo schema), cos= la 0abalah distingue ancora tre gradi in $eshamah. K particolarmente a questo elemento superiore che si applica ci! che . stato detto all1inizio, che le diverse orme di esistenza della costituzione umana non sono esseri distinti, isolati, separati, ma, al contrario, sono rammischiati gli uni agli altri perchD tutto qui si spiritualizza sempre pi, sempre pi tende all1unit. 8elle tre orme superiori d1esistenza dell1uomo che sono riunite nella pi larga accezione della parola $eshamah, quella in eriore pu! essere designata come il $eshamah propriamente detto. ,ssa ha ancora qualche a init con gli elementi superiori di ?uahC consiste in una conoscenza interiore e attiva del qualitativo e quantitativo che sono al di sotto di lei. &l secondo potere di $eshamah, che . l1ottavo elemento nell1uomo, . chiamato, dalla 0abalah, ChaLoth. 9a sua essenza consiste nella conoscenza della orza interna superiore, intelligibile, che serve di base all1essere oggettivo mani estato e che, per conseguenza, non pu! essere percepito nD da ?uah nD da $ephesh e non potrebbe essere riconosciuto da $eshamah propriamente detto. &l terzo potere di $eshamah, il nono e il pi elevato elemento nell1uomo, . 2echidad %cio. l1unit in se stessa), la sua propria essenza consiste nell1Enit ondamentale assoluta di tutte le variet, dell1Eno assoluto originario. Ora questo rapporto, segnalato in dall1inizio, di Concreto, di Particolare e di Eniversale che collega $ephesh, ?uah e $eshamah in modo che ciascuno o ra l1immagine del tutto, si ritrova in questo quadro; primo grado di $ephesh, il corpo, il concreto nel concretoC secondo grado, il particolare nel concretoC terzo, l1universale nel concreto. Egualmente in ?uah; primo potere, il concreto nel particolareC secondo, il particolare nel particolareC terzo, l1universale nel particolare. &n ine in $eshamah; primo grado, il concreto nello universaleC secondo grado %ChaLoth), il particolare nell1universaleC terzo %2echidad), l1universale nell1Enit. K cos= che si mani estano le diverse attivit e le virt di ciascuno di questi elementi dell1essere. 91anima %?uah) ha senza dubbio una sua propria esistenza, ma tuttavia essa . incapace di uno sviluppo indipendente senza la partecipazione della vita corporale %$ephesh), e cos= avviene nei con ronti di $eshamah. &noltre ?uah . in un duplice rapporto con $ephesh; in luenzato da questo, . rivolto allo stesso tempo all1esterno per esercitare una libera reazione, in maniera che la concreta vita corporale possa partecipare allo sviluppo dell1anima. 9a stessa cosa avviene per lo Spirito in rapporto all1anima,

ovvero per $eshamah in rapporto a ?uahC attraverso ?uah esso . anche in duplice rapporto con $ephesh. Tuttavia $eshamah ha, inoltre, nella propria costituzione la sorgente della sua azione, mentre le azioni di ?uah e di $ephesh non sono che le emanazioni libere e viventi di $eshamah. Parimenti $eshamah si trova, in una certa misura, nello stesso doppio rapporto con la 8ivinit perchD l1attivit vitale di $eshamah . gi in sD un incitamento per la 8ivinit di intrattenere questo rapporto, di procurargli l1in luenza necessaria alla sua sussistenza. Cos= lo Spirito o $eshamah, quale intermediario, e ?uah con $ephesh vanno ad attingere del tutto involontariamente all1eterna sorgente divina, acendo irradiare continuamente l1opera della loro vita verso l1alto, mentre la 8ivinit penetra costantemente in $eshamah e nella sua s era per dare la vita a lui, a ?uah e a $ephesh. Ora secondo la dottrina della 0abalah, l1uomo, invece di vivere nella 8ivinit e di ricevere costantemente da lei l1in lusso di cui ha bisogno, si . immerso sempre pi nell1amore di se stesso e nel mondo dell1errore, dal momento della sua caduta o subito dopo, cos= da lasciare il suo centro eterno per la peri eria. 0uesta discesa e l1allontanamento sempre maggiore dalla 8ivinit hanno avuto come conseguenza un decadimento dei poteri nella natura umana, e quindi nell1umanit intera. 9a scintilla divina sempre pi si . oscurata nell1uomo, e $eshamah ha perso l1unione intima con 8io. 3llo stesso modo ?uah si . allontanato da $eshamah e $ephesh ha perso la sua intima unione con ?uah. 3 causa di questo decadimento generale e del rilassamento parziale dei legami tra gli elementi, la parte in eriore di $ephesh, che nell1uomo originariamente era un corpo luminoso, . diventata il nostro corpo materialeC perci! l1uomo . stato assoggettato alla dissoluzione nelle tre parti principali della sua costituzione. L'anima nel post-mortem

Secondo la 0abalah, la morte dell1uomo non . che il passaggio a una nuova orma di esistenza. ,gli . chiamato a ritornare inalmente nel seno di 8io, ma questa riunione non gli . possibile allo stato attuale a causa della materialit del suo corpo. 0uesto stato, come gli altri che compongono l1essere umano, deve dunque subire una puri icazione necessaria per raggiungere quel grado di spiritualit richiesto dalla nuova vita. 9a 0abalah distingue due cause che possono portare la morte; la prima consiste nella diminuzione graduale o repentina dell1in luenza continuamente esercitata

dalla 8ivinit su $eshamah e su ?uah in modo che $ephesh, diminuendo la orza con la quale vitalizza il corpo grossolano, ne provoca la morte. $el linguaggio dello Mohar essa potrebbe essere de inita la morte dall1alto o dall1interno all1esterno. &nvece, la seconda causa della morte potrebbe essere denominata la morte dal basso, o dall1esterno all1interno. ,ssa avviene quando il corpo, orma di esistenza in eriore ed esteriore, disorganizzandosi sotto l1in luenza di qualche turbamento o qualche lesione, perde la duplice propriet di ricevere dall1alto e di esercitare l1in luenza necessaria per stimolare $ephesh, ?uah e $eshamah a scendere ino a lui. PoichD ciascuno dei tre gradi di esistenza dell1uomo nel corpo ha la sua sede particolare e la sua s era d1azione corrispondenti al grado della sua spiritualit, ed essendosi trovati tutti e tre legati a questo corpo in periodi diversi della vita, essi abbandonano il cadavere in momenti di erenti e secondo un ordine inverso. $e deriva che il processo della morte si estende per un periodo di tempo molto pi lungo di quanto si pensi comunemente. $eshamah, che ha la sua sede nel cervello e che, nella sua qualit di principio di vita spirituale superiore si e unito per ultimo al corpo materiale : quest1unione ha inizio all1et della pubert : . il primo a lasciare il corpoC solitamente ancora prima del momento che noi indichiamo col nome di morte. ,sso non lascia nella sua MerNavah che un1illuminazione, poichD l1individualit umana, come si dice nell1,sarah Maimoroth, pu! sussistere, anche senza presenza e ettiva di $eshamah. Prima del momento che a noi sembra quello della morte, la coscienza sale al grado pi elevato di ?uah da dove l1individuo scorge ci! che nella vita era nascosto ai suoi occhiC spesso la sua vista penetra lo spazio e pu! distinguere gli amici e i parenti de unti. 3ppena arriva l1istante critico, ?uah si espande in tutte le membra del corpo e prende congedo da loro. Poi tutta l1essenza spirituale dell1uomo si ritira nel cuore e l si mette al riparo dai MasiNim Aentit subconscieB che si precipitano sul cadavere, come una colomba inseguita si ri ugia nel suo nido. 9a separazione di ?uah dal corpo . sentita e ?uah o l1anima vivente luttua, come dice l1,z:ha:Caiim, tra le alte regioni spirituali, in inite %$eshamah) e quelle in eriori corporali, concrete %$ephesh), piegando ora verso l1una, ora

verso l1altra, essa che, in quanto organo della volont, costituisce l1individualit umana. 9a sua sede . nel cuore, questo dunque . come la radice della vita, . il MeleNh, ?e, il punto centrale, la linea che unisce il cervello col egato, e siccome . in tale organo che l1attivit vitale si mani esta all1origine, . anche in questo che inisce. Cos= al momento della morte ?uah s ugge e, secondo l1insegnamento del Talmud, esce dal cuore, attraverso la bocca, con l1ultimo respiro. &l Talmud distingue novecento specie di morti diverse. 9a pi dolce . denominata il bacio, la pi penosa . quella nella quale il morente prova la sensazione di una spessa corda di capelli strappata dalla gola. 3ppena ?uah si . separato, l1uomo sembra mortoC tuttavia $ephesh abita ancora in lui. $ephesh . l1anima della vita elementare nell1uomo e ha la sua sede nel egato. ,sso, in quanto potenza spirituale in eriore, possiede molta attrazione per il corpo separandosene per ultimo, come . stato il primo a unirglisi. Tuttavia, dopo la separazione di ?uah, i MasiNim prendono possesso del cadavere. 0uesta invasione, unita alla decomposizione del corpo, obbliga ben presto $ephesh a ritirarsiC tuttavia esso resta ancora a lungo vicino alla sua spoglia per piangerne la perdita. 8i solito, soltanto quando sopraggiunge la putre azione completa egli si eleva al di sopra della s era terrestre. 9a disintegrazione dell1uomo, conseguente alla morte, non . una separazione completa, perchD ci! che una volta . stato un solo tutto non pu! disgiungersi completamenteC rimane sempre qualche rapporto tra le parti costitutive, di modo che sussiste un certo legame tra $ephesh e il suo stesso corpo gi putre atto. 8opo che questo recipiente materiale esteriore . scomparso con le sue orze vitali isiche, resta ancora qualcosa del principio spirituale di $ephesh, qualcosa di imperituro che discende ino nella tomba, nelle ossa, come dice lo MoharC . ci! che la 0abalah chiama il respiro delle ossa o lo spirito delle ossa. 0uesto principio, imperituro, del corpo materiale che ne conserva completamente la orma e le pieghe %portamento), orma lo >abal di #armin, che possiamo tradurre con il corpo della resurrezione %corpo sottile luminoso). 8opo che le diverse parti costitutive dell1uomo sono state separate dalla morte, ciascuna si reca nella sua s era attirata dalla propria natura e costituzioneC esse sono accompagnate dagli esseri a loro simili che gi circondavano il letto di morte. Siccome nell1Eniverso intero tutto . nel tutto, ci! che nasce, vive e perisce . retto da una sola e identica leggeC cos= il pi piccolo elemento . la riproduzione del pi grande e gli stessi principi reggono ugualmente tutte le creature, dalla

pi bassa alla pi spirituale, dai poteri pi elevati. 91Eniverso intero, che la 0abalah chiama 3ziluth e che comprende tutti i grad=, dalla materia pi grossolana ino alla pura spiritualit : l1Eno :, si divide in tre mondi; 3ssiah, Oetzirah e 4riah, corrispondenti alle tre divisioni ondamentali dell1uomo; $ephesh, ?uah e $eshamah. 3ssiah . il mondo in cui noi ci muoviamo, tuttavia ci! che di questo mondo percepiamo con i nostri sensi . solo la s era in eriore, la pi materiale, per il atto che con gli organi sensoriali non percepiamo che i principi in eriori, i pi materiali dell1uomo, cio. il suo corpo. 9o schema precedentemente proposto, dunque, . uno schema dell1Eniverso e anche dell1uomo, perchD secondo la 0abalah il Microcosmo . del tutto analogo al MacrocosmoC l1uomo . l1immagine di 8io che si mani esta nell1Eniverso. Cos=, dunque il cerchio a rappresenta il mondo 3ssiah, e le s ere (, ', * corrispondono a quelle di $epheshC b rappresenta il mondo Oetzirah analogo a ?uah, e F, G, H ne sono i poteri. &n ine il cerchio c ra igura il mondo 4riah, le cui s ere I, <, J raggiungono, come quelle di $eshamah, il pi alto potere della vita spirituale. &l cerchio (+ . l1immagine del Tutto:3ziluth, e rappresenta anche l1insieme della natura umana. & tre mondi che corrispondono, secondo la loro natura e il grado della loro spiritualit, ai tre principi costitutivi dell1uomo, rappresentano anche i diversi soggiorni di questi principi. &l corpo, guaina pi materiale, rimane nella s era in eriore del mondo 3ssiah, nella tombaC lo spirito delle ossa resta solo sepolto in esso, ormando, come abbiamo detto, lo >abal di #armin. $ella tomba . in uno stato di oscuro letargo che, per il giusto, . un dolce sonnoC molti passi di 8aniele e dei Salmi di &saia vi anno allusione. PoichD lo >abal di #armin conserva nella tomba una sensazione oscura, il riposo di coloro che dormono quest1ultimo sonno pu! essere turbato in tutte le maniere. ,cco perchD presso gli ,brei era vietato sotterrare una accanto all1altra persone che, nella loro vita, erano state nemicheC o collocare un santo vicino a un criminale. 3l contrario si aveva cura di seppellire insieme due persone che si erano amate, perchD nella morte questo attaccamento potesse continuare ancora. &l pi grande turbamento per coloro che dormono nella tomba . l1evocazione,

poichD quando $ephesh lascia la sepoltura, (o spirito delle ossa resta ancora attaccato al cadavere e pu! essere evocatoC ma questa evocazione raggiunge anche $ephesh ?uah e $eshamah. Senza dubbio sono gi in soggiorni distinti ma rimangono anche, sotto certi rapporti, uniti l1uno all1altro, in maniera che uno risente di ci! che provano gli altri. ,cco perchD le Sacre Scritture vietavano di evocare i morti. PoichD i nostri sensi non possono percepire che il cerchio pi basso, la s era in eriore del mondo 3ssiah, solo il corpo grossolano dell1uomo . visibile agli occhi isici, corpo che : anche dopo la morte : resta nel dominio della s era sensibileC le s ere superiori di 3ssiah non sono pi percepibili a noi, e allo stesso modo lo >abal di #armin s ugge gi alla nostra percezioneC anche lo Mohar dice; Se ci! osse permesso ai nostri occhi, potremmo vedere nella notte, quando viene lo Shabath, alla luna nuova o nei giorni di esta, i 8iuNnim %gli spettri) drizzarsi nelle tombe per lodare e glori icare il Signore. 9e s ere superiori del mondo 3ssiah servono da soggiorno a $ephesh. 9o ,z:ha: Chaiim dipinge questo soggiorno come il #an:,den in eriore, che nel mondo 3ssiah si estende a sud del paese Santo al di sopra dell1,quatore. &l secondo principio dell1uomo, ?uah, trova nel mondo Oetzirah un soggiorno appropriato al suo grado di spiritualit. , poichD ?uah, che costituisce l1individualit, . il supporto e la sede della "olont, . in lui che risiede la orza produttiva e creatriceC cos= il mondo Oetzirah ., come lo designa il suo nome, il mundus ormationis, il mondo della ormazione. &n ine, $eshamah risponde al mondo 4riah che lo Mohar chiama il mondo del trono divino, e che comprende il pi alto grado della spiritualit. Come $ephesh, ?uah e $eshamah non sono orme completamente distinte di esistenza, ma al contrario procedono l1una dall1altra elevandosi in spiritualit, cos= le s ere dei vari mondi si incatenano l1una all1altra e si elevano dal cerchio pi basso, pi materiale, del mondo 3ssiah, che . percepibile ai nostri sensi, ino ai poteri pi elevati, pi immateriali del mondo 4riah. 8a ci! si vede chiaramente che, benchD $ephesh, ?uah e $eshamah soggiornino ciascuno nel mondo che loro conviene, essi restano uniti in un tutto unico. Specialmente a causa degli Melem, questi rapporti intimi tra le parti sono resi possibili. Con il nome di Melem la 0abalah intende la igura, l1abito sotto il quale

sussistono i diversi principi dell1uomo e attraverso il quale essi operano. $ephesh, ?uah e $eshamah, anche dopo che la morte ha distrutto il loro involucro corporale esteriore, conservano una certa orma che corrisponde alla sembianza dell1uomo originario. 0uesta orma, per mezzo della quale ogni parte persiste e opera nel suo mondo, . possibile solo grazie allo MelemC cos= . detto nel Salmo PP&P,I; ,ssi sono dunque come nello Melem %il antasma). Secondo 9uria, lo Melem, per analogia con tutta la natura umana, si suddivide in tre parti; una luce interiore spirituale e due MaNi im o luci avvolgenti. Ogni Melem e i suoi MaNi im corrispondono, nella loro natura, al carattere o al grado di spiritualit di ognuno dei principi ai quali essi appartengono. K soltanto attraverso il loro Melem che . possibile a $ephesh, ?uah e $eshamah mani estarsi al di uori. K su di essi che riposa tutta l1esistenza corporale sulla terra, poichD tutto l1in lusso dall1alto sui sentimenti e sui sensi interni dell1uomo avviene per la mediazione di questi Melem, suscettibili d1altronde di essere a ievoliti o rin orzati. &l processo della morte si produce unicamente nei diversi Melem, poichD $ephesh, ?uah e $eshamah non sono modi icati da essa. Cos= la 0abalah dice che trenta giorni prima della morte, i MaNi im si ritirano dapprima da $eshamah, per poi scomparire, successivamente, da ?uah e da $ephesh, in questo senso c/. da comprendere che essi allora cessano di esercitare la loro orzaC tuttavia, nello stesso istante in cui ?uah se ne va, essi si aggrappano, come dice la Mishnath Chasidim, al processo della vita per sentire il gusto della morte. Tuttavia bisogna guardare gli Melem come esseri puramente magiciC ecco perchD lo Melem dello stesso $ephesh non pu! agire direttamente nel mondo della nostra percezione sensibile esterna. Ci! che si o re a noi nell1apparizione di persone morte . il loro >abal di #armin e la sottile materia aerea o eterea del mondo 3ssiah di cui si riveste lo Melem di $ephesh per rendersi percettibile ai nostri sensi. Ci! si applica a qualsiasi specie di apparizione, si tratti di un angelo, di un de unto o di uno spirito in eriore. 3llora non . lo Melem stesso che possiamo vedere e percepire con i nostri occhi, ma solo una sua immagine che, costruita col vapore sottile del mondo esteriore, prende una orma capace di dissolversi immediatamente. Per quante variet o ra la vita degli uomini sulla terra, altrettanto varia . la loro

sorte negli altri mondiC in atti, pi in razioni alla legge divina sono state commesse quaggi, pi bisogna subire puri icazione nell1altro mondo. 9o Mohar dice a questo proposito; 9a bellezza dello Melem dell1uomo pietoso dipende dalle buone opere che ha compiuto quaggi, e pi oltre; &l peccato macchia lo Melem di $ephesh. 9uria dice anche; $ell1uomo pio questi Melem sono puri e chiari, nel peccatore sono torbidi e oscuriQ. ,cco perchD ogni mondo, per ognuno dei principi dell1uomo, ha il suo #an:,den %Paradiso), il suo $ahar: 8inur % iume di uoco per la puri icazione dell1anima) e il suo #ei:>inam, luogo di tormentoC da ci! anche la dottrina cristiana del paradiso, del purgatorio e dell1in erno.