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Emilio

un testo scritto nel 1762 La prima traduzione italiana fatta da Vizzotto nel 1887 Il testo anticipa alcuni temi tipici del Romanticismo (sentimento-intuizione) un testo di carattere teorico-ideale in cui si propongono le linee fondamentali delleducazione naturale L' "Emilio" la grande teoria pedagogica E' un romanzo pedagogico composto da Rousseau a partire dal 1753-54 ed strettamente legato ad altre opere rousseauiane, quali il "Contratto sociale" e la "Nuova Eloisa". Il tema fondamentale dell' "Emilio" consiste nella teorizzazione di un'educazione dell'uomo attraverso un suo "ritorno alla natura". Ovvero Rousseau mette in evidenza i bisogni pi profondi del bambino valorizzando le caratteristiche specifiche dell'infanzia. Per lui il bambino al centro della riflessione pedagogica. Inoltre, alla base di questo romanzo ,Rousseau, attua una critica nei confronti dei Gesuiti e dei collegi sostenendo che le tecniche educative da loro attuate sono artificiali e trascurano i veri bisogni dell'essere umano. L'opera di Rousseau immagina di seguire la crescita e la formazione di un fanciullo dalla nascita al matrimonio. Emilio un bambino orfano e nobile che verr condotto in una campagna dove maturer sotto la giuda vigile ed attenta del precettore. Il ruolo dell'educatore quello di ritardare l'apprendimento delle discipline per far vivere al fanciullo la propria infanzia felice. La formazione dell'uomo naturale si compie attraverso cinque tappe che Rousseau affronta nei cinque libri della sua opera: 1. l'et infantile; 2. puerizia (3 12 anni); l'obbiettivo dell'educazione qui deve essere quello di fortificare il corpo e usare bene i sensi. 3. l'et utile (et pre adolescenziale) studio di nozioni limitate apprendere dall'esperienza; 4. adolescenza insegna storia, morale, religione, Emilio dotato di passione e di ragione; 5. storia d'amore tra Emilio e Sofia: la prima parte sull'educazione della donna e la seconda parte sull'educazione sociale e politica di Emilio con viaggi e studio degli altri popoli. Rosseau parla di educazione: positiva quella di Emilio; in diretta ogni apprendimento deve avvenire a contatto con le cose, l'uomo viene educato dalla natura, dalle cose e dagli uomini; negativa tenere il fanciullo isolato e al riparo dalla societ corrotta, correggendolo con gli esempi. Non bisogna cercare di accelerare lo sviluppo; l'educazione deve essere centrata sulle caratteristiche e modalit della sua et. I Libro Si apre con l'enunciazione del gran principio della bont originaria dell'uomo e della sua degenerazione nei rapporti sociali. Ma Rousseau sostiene che la crescita del bambino dipende dall'educazione. Tutto ci che abbiamo quando nasciamo ci viene fornito dall'educazione, impartita da "tre maestri": la natura, gli uomini e le cose. La natura provvede allo sviluppo interno delle nostre facolt e dei nostri organi; gli uomini all'uso che ne facciamo; le cose all'acquisizione dell'esperienza e degli oggetti. Se i contributi di queste tre educazioni si contraddicono, l'alunno sar educato male. Rousseau poi, elenca una serie di errori pratici nell'educazione tradizionale, come l'uso delle fasce che limitano la libert di movimento, le cure e le precauzioni eccessive, le lusinghe e le minacce. Il primo allevamento e il nutrimento del bambino sar responsabilit esclusiva della madre, il cui compito viene esaltato da Rousseau come apportatore di armonia e felice sviluppo del neonato. Tuttavia egli verr presto sottratto alla madre per affidarlo alle cure di un precettore. Secondo Rousseau, poi, l'educazione naturale va condotta in mezzo alla natura, dove l'ambiente rinvigorisce il corpo e l'anima, e la societ non pu esercitare il suo effetto corruttore. L'educatore, inoltre, deve provvedere affinch Emilio non contragga abitudini che lo rendano schiavo e lo devino

dai suoi bisogni naturali. Inoltre, nel I libro, Rousseau d ampio spazio al tema dell'apprendimento del linguaggio e ci dice che gli adulti devono rispettare i tempi di questo sviluppo e devono cominciare col fornire gradualmente pochi termini, ben distinti, ben pronunciati e collegabili ad oggetti sensibili nell'esperienza del bambino. II Libro (3-12 anni) Nella seconda et evolutiva, Emilio impara innanzitutto a muoversi e a parlare, a conquistare coscienza di s e autonomia. Poich la sua esperienza ancora incentrata sulle emozioni del piacere e del dolore, a partire da esse che si dovr organizzare la sua educazione. Emilio sar libero di muoversi e di agire: le piccole cadute lo aiuteranno a conoscere e dominare il dolore; la vita all'aria aperta e il libero esercizio del corpo nel gioco e in piccoli lavori manuali lo renderanno pi sano e vigoroso. Poich egli non capace di ragionare in astratto, non si pretender questo da lui; l'esperienza delle cose e gli esempi saranno sufficienti: la sua ragione sensitiva basata sul concreto sar in grado di trarre le conseguenze. Inoltre, il precettore dovr fare in modo che egli otterr quello che chiede solo se ne ha effettivamente bisogno. Rousseau sostiene che bisogna rispettare la legge di natura e permettere che Emilio assuma conoscenze, abitudini e norme dalla legge stessa delle cose in quanto la natura non insegna mai il male. Il metodo del precettore sar, dunque, inattivo, la sua educazione negativa: consister nel togliere le cattive influenze, non nel fornire precetti. Inoltre, l'attivit educativa del precettore sar indiretta, cio il maestro far tutto senza far nulla, dando ad Emilio l'impressione che le sue esperienze siano casuali.

III Libro (12-15 anni) Rousseau chiama questo periodo l' " et dell'utile" e a suo parere il pi prezioso dell'esistenza e, data la sua estrema brevit, deve essere attentamente amministrato dal punto di vista educativo. In questa fascia d'et, il tempo cos breve che l'attivit educativa deve scegliere cosa fornire all'allievo senza la pretesa di poterlo rendere sapiente. All'attivit del corpo subentra quella dello spirito che cerca di istruirsi. Emilio curioso di tutto e l'insegnante deve indirizzare bene questa curiosit. Il passaggio dalle conoscenze sensibili a quelle intellettuali avverr attraverso l'esperienza diretta incentrata sull'esplorazione dell'ambiente. Il suo maestro allener Emilio a cercare in s stesso i mezzi di indagine e a non ricorrere ad altri se non dopo aver riconosciuto la propria insufficienza . L'errore non verr corretto dall'adulto, ma dalla scoperta di Emilio stesso: fondamentale che egli non sappia nulla perch gli stato detto, ma solo perch lo ha compreso da s. Nella terza et educativa, dunque, l'istruzione di Emilio continuer per forma indiretta, sar incentrata sull'utilit, sull'interesse e sullo sforzo. La lettura non verr particolarmente incoraggiata; una sola lettura viene consigliata: "Robinson Crusoe" che rispecchia l'autosufficienza del fanciullo. Rousseau esamina, inoltre, il valore formativo del lavoro manuale. Emilio verr indirizzato a fare il falegname, il quale un lavoro pulito, utile che mantiene il corpo in esercizio. Emilio dovr comprendere il valore profondamente umano ed educativo del lavoro.

IV Libro (15-20 anni) In questa fase, Emilio impara a ragionare in modo astratto, dunque il suo percorso educativo dovr avvenire secondo modalit differenti, ma ancora una volta dovr fondarsi sulla natura. Inoltre, il precettore sar molto attento a non favorire in Emilio l'insorgere precoce e incontrollato delle passioni. Ci comporter la necessit di un'educazione sessuale anche se Rousseau ritiene che su alcuni argomenti il giovane dovrebbe essere ancora lasciato nella totale ignoranza. Tuttavia, poich la sua curiosit verr sicuramente destata dall'esperienza, conviene che apprenda presto ci che non si potr negargli a lungo. A tal proposito Rousseau afferma che se l'educatore non sicuro di poter far ignorare fino ai 16 anni la differenza fra i sessi, faccia in modo che l'alunno l'apprenda prima dei 10 anni. L'educazione sessuale consister nel chiamare le cose con il loro nome; si parler ad Emilio in modo semplice di tutto, cos che in lui non nasca il sospetto che si voglia nascondergli qualcosa. Poi, Rousseau espone il tema della religione e a tal proposito, sostiene che le diverse religioni non sono altro che variazioni del Credo fondamentale; Emilio, quindi, non verr educato ad una religione specifica, ma sar messo

nelle condizioni di poter scegliere con l'uso della ragione la propria religione. V Libro Emilio verr finalmente avviato all'incontro con Sofia e al matrimonio. Ma Sofia dovr essere, a sua volta, educata nel modo opportuno per giungere a questo passo. L'educazione femminile sar indirizzata al matrimonio e alla procreazione. Sofia verr, innanzitutto, preparata alle conoscenze pratiche utili al governo della casa. Verr anche avviata ad una certa cultura, al buon gusto, alla formazione morale e religiosa. Emilio trover Sofia dopo un lungo viaggio a piedi, a diretto contatto con la natura e in compagnia del precettore. Rousseau ritiene che il viaggiare sia fonte di istruzione che permette all'individuo di conoscere l'indole dei vari popoli. Il romanzo termina con il matrimonio e la nascita di una nuova famiglia fra Emilio e Sofia. A questo punto, il precettore rinuncia alla sua autorit su Emilio; lo lascer con la certezza di aver trasformato, a sua volta, in educatore l'alunno di un tempo. Seguono nel romanzo acute osservazioni sul PIANTO: " I primi pianti del bambino sono preghiere; se non vi si fa attenzione essi diventeranno ben presto ordini; essi cominciano col farsi assistere e finiscono col farsi servire". Preziose osservazioni sono fatte poi sul LINGUAGGIO: non bisogna frastornare il bimbo di parole ma avviarlo al linguaggio facendogli udire articolazioni facili, distinte, ripetute spesso e riferite a oggetti sensibili, in modo che il piccolo le adotti per imitazione ben sapendo il loro significato. Rousseau sottolinea pure che l'intervento frequente dell'adulto induce il bambino a diventare capriccioso, aumentando i suoi bisogni. Critica pure il principio di Locke, secondo il quale, bisogna "ragionare" coi fanciulli. La ragione, secondo R, si sviluppa pi tardi, al termine del processo educativo, quindi non ci si pu servire di essa per educare le altre facolt.

Tutto bene quando esce dalle mani dellAutore delle cose, tutto degenera fra le mani delluomo. (p. 53) Ma subito aggiunge: Leducazione un arte, quasi impossibile che riesca [] tutto ci che si pu fare a forza di cure di avvicinarsi pi o meno allo scopo, ma per raggiungerlo bisogna essere fortunati. (p. 53). Tutto ci che abbiamo alla nascita e di cui abbiamo bisogno da grandi, ci dato dalleducazione e questa educazione ci viene dalla Natura, o dagli uomini o dalle cose. (p. 52). Quella della natura non dipende da noi, quella delle cose dipende da noi solo sotto certi aspetti. Quella degli uomini la sola di cui siamo padroni. (p. 53). la natura esercita continuamente i fanciulli, ne tempra il carattere con prove di ogni genere, insegna ben presto loro cosa sia pena e dolore (p. 62). Noi nasciamo capaci dimparare, ma non sapendo nulla, non conoscendo nulla.ciascuno progredisce pi o meno secondo il suo genio, il suo gusto, i suoi bisogni, i suoi talenti, il suo zelo e le occasioni che ha di dedicarvisi(p. 74). non si tratta di guadagnare tempo, ma perderne.(p. 106). Riflessione personale: Lemilio, secondo me uno scritto basato su delle giuste osservazione, infatti, ritengo giusto ci che Rousseau afferma e cio che il bambino non deve essere influenzato dalla societ, ma laffermare che il fanciullo debba essere portato via dalla madre quasi subito e debba essere lasciato crescere nella natura mi sembra una cosa un po azzardata e soprattutto tutto ci mi riporta al periodo in cui Rousseau ha affermato ci. A mio parere al tempo doggi quello che R. sosteneva non possibile. Un bambino deve crescere accanto alla donna che lha messo al mondo e deve essere educato da egli, magari con lo stesso metodo del precettore, per, deve essere il ruolo della madre a farlo crescere. Ritengo, inoltre, che il metodo di far apprendere il fanciullo tramite le sperienza sia un metodo ottimo proprio perch cosi accrescono anche le sue capacit e leducatore non visto come insegnante ma come guida che indirizza semplicemente il ragazzo ma poi sta a lui procedere. Nellultimo libro, dove la prima parte dedicata alleducazione di Sofia, la futura sposa di Emilio, non mi ha colpito particolarmente, ma ha suscitato in me una riflessione sul ruolo della donna nellantichit.

Emilio
Emilio uno scritto di Jean-Jacques Rousseau del 1762. L'Emilio un romanzo pedagogico che verte su un concetto fondamentale per Rousseau: L'uomo buono per natura, quindi il fine dell'educazione impedire che il fanciullo subisca l'influenza negativa della societ. Secondo Rousseau, l'educazione si deve svolgere in ambiente neutro, preferibilmente in campagna, dove il futuro cittadino non sar sottoposto agli stimoli della citt. Non ricever una vera e propria educazione (nel senso di conoscenze imposte dall'alto), ma sar lasciato libero di sviluppare le proprie facolt, con stimoli ridotti da parte del maestro, in modo da non essere influenzato in maniera eccessiva e artificiale dalle conoscenze altrui. Il primo allevamento e nutrimento del bambino sono responsabilit della MADRE, la quale porta armonia domestica e felicit allo sviluppo del neonato. Il bambino viene poi verr poi sottratto alla madre per essere affidato a un precettore. Tuttavia difficile trovare un buon precettore, ben preparato e disponibile a dedicare tutta la vita al suo alunno. In questo caso la nutr ice sar la madre e lunico vero precettore sar il padre. Si tratta di un romanzo pedagogico diviso in cinque parti, corrispondenti alle fasi fondamentali della vita del giovane considerate da Rousseau. 1. l'et infantile; 2. puerizia (3 12 anni); l'obbiettivo dell'educazione qui deve essere quello di fortificare il corpo e usare bene i sensi. 3. l'et utile (et pre adolescenziale) studio di nozioni limitate apprendere dall'esperienza; 4. adolescenza insegna storia, morale, religione, Emilio dotato di passione e di ragione; 5. storia d'amore tra Emilio e Sofia: la prima parte sull'educazione della donna e la seconda parte sull'educazione sociale e politica di Emilio con viaggi e studio degli altri popoli.

La prima fase va dalla nascita fino a quando il bambino in grado di parlare. Durante questa fase il fanciullo fa le prime esperienze con le realt esterne. La seconda fase arriva fino ai dodici anni. Ci che maggiormente colpisce il giovane in questa fase della vita sono le esperienze sensorali; il criterio in base a cui valutare tali esperienze costituito dal piacere e dal dolore. La terza fase, dai dodici ai quattordici anni, quella in cui il ragazzo riceve la sua educazione morale e religiosa. Secondo Rousseau questa l'et migliore, perch prima non sarebbe in grado di comprendere il valore degli insegnamenti fornitigli in materia. In questa fase Rousseau sostiene che gli errori di Emilio devono essere corretti da Emilio stesso e non dalleducatore. La quarta fase quella in cui Emilio impara a ragionare in modo astratto, il suo percorso educativo dovr fondarsi ancora una volta sulla natura. Il precettore in questa fase avr il compito di non favorire in Emilio linsorgere precoce delle passioni, evitando le occasioni che potrebbero causarlo. Nel caso in cui leducatore crede di non essere in grado di poter far ignorare fino ai 16 anni la differenza tra i sessi opportuno che faccia in modo che lalunno lapprenda prima dei 10 anni. La quinta ed ultima fase quella in cui ormai pronto ad entrare nella societ e ricerca la donna della sua vita, Sofia, educata in maniera da essere la compagna ideale di Emilio. Sofia viene preparata alle conoscenze pratiche utili per la casa. Emilio trover Sofia dopo un lungo viaggio a piedi, in compagnia del precettore. Per Rousseau il viaggio fonte distruzione. LEmilio termina con il matrimonio tra Emilio e Sofia. Citazioni: Di regola non sostituite mai il segno alla cosa, tranne se vi impossibile mostrarla, poich il segno assorbe lattenzione del fanciullo e gli fa dimenticare la cosa rappresentata (J.J. Rousseau, Emilio, cit., p. 215). Trasformiamo pure le nostre sensazioni in idee, ma non saltiamo di colpo dagli oggetti sensibili a quelli puramente mentali. mediante i primi che dobbiamo giungere ai secondi. Nelle sue prime operazioni, la mente sia sempre guidata dai sensi: non

abbia altro libro che il mondo, n altra fonte distruzione che i fatti. Il fanciullo che legge non pensa: si limita a leggere; e non sistruisce, ma impara parole. (J.J. Rousseau, Emilio, cit., pp. 212-13). forse il caso che io passi ora a parlare di scrittura? No, ho vergogna di gingillarmi con inezie del genere in un trattato di educazione. (J.J. Rousseau, Emilio, cit., p.133). Odio i libri; insegnano solo a parlare di quello che non si sa. [] Uno ne esiste che costituisce il pi felice trattato di educazione naturale. Questo libro sar il primo che Emilio legger. (J.J. Rousseau, Emilio, cit., p.236-37). Riflessione: Credo che Lemilio di Rousseau sia uno scritto basato su vere e proprie teorie, non concordo con R. in tutte le sue riflessioni: leducazione naturale del fanciullo senza alcuna influenza da parte della societ la ritengo giusta cos come ritengo giusto che il bambino debba capire i propri errori da solo senza laiuto di nessuno. Ma, penso che educare un bambino lontano dalla propria famiglia non sia giusto, per non far crescere il bambino viziato, Rousseau poteva pensare a far crescere il bambino con i genitori nella natura, ma i genitori dovevano svolgere il ruolo del precettore cosi che il fanciullo cresceva con laiu to e la presenza della sua famiglia, diveniva autonomo e non veniva influenzato dalla societ.