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Numero 6 - Giugno 2009

Rivista mensile fondata da Aldo Capitini nel 1964


06
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Bapu e Allodola,
due spiriti senza confini
verso la luce della verità
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Foto di Antonella Iovino
Storia della spiritualità

Un’amicizia senza confine:


Gandhi (Bapu) e sorella Maria (Allodola)
sette sorelle, umili, incolte, soltanto alcune
di Enrico Peyretti* colte, due di loro non cattoliche. Maria ri-
struttura quel convento, fa abbattere una
chiesa barocca in disarmonia con il resto.

N ella storia della spiritualità del Novecen-


to sta emergendo una singolare figura di
donna, sorella Maria dell’eremo di Campel-
Attorno alla comunità si forma una cerchia
di fratelli e sorelle “non conviventi”, alcuni
dei quali sono protestanti o non credenti, e
lo (antico convento francescano tra Spoleto continue visite di ospiti, «amici o contrari»,
e Foligno). La sua vita, i suoi dialoghi, le sue in cerca di pace. Maria, malata alla vista, det-
ampie importanti relazioni vengono un po’ ta le lettere ad Agnese. Dal 1928 al 1947 ha
alla volta scoperte, studiate e documentate, una corrispondenza con Gandhi (17 lettere
al di là della cerchia delle conoscenze dirette. di Maria, 10 di Gandhi, più altre tra perso-
Una preziosa pubblicazione recente è la sua ne delle due rispettive comunità, pubblicate
corrispondenza con don Primo Mazzolari, il pro manuscripto presso l’eremo nel 1991). Il
prete scrittore e predicatore determinante gandhiano Lanza del Vasto visita l’eremo e vi
nel fermento cattolico che sfociò nel concilio. manda discepoli. Tra i tanti corrispondenti
Mariangela Maraviglia, l’attenta curatrice di dell’eremo, oltre Mazzolari, sono Aldo Capiti-
questo carteggio (L’ineffabile fraternità, Ed. ni, Giovanni Vannucci, David Turoldo, Miche-
Qiqaion, Bose 2007, pp. 377, € 23,00) ha parla- le Do, Ernesto Buonaiuti, Albert Schweitzer,
to di sorella Maria a St. Jacques il 17 agosto, don Orione, Ambrogio Donini (comunista,
invitata dalla Baita Albese e dagli amici che senatore, storico del cristianesimo, di cui
vi frequentavano don Michele Do, fino alla Maria ha grande stima). La sorella si prende
sua morte nel 2005, spirito ardente che fu in cura di giovani preti inquieti e sensibili, tra
intensa comunicazione con l’eremita Maria. cui Michele Do e altri che invece lasceranno
Riferisco brevi note (con piccole aggiunte la chiesa. Fu eremita, Maria, ma tutt’altro che
mie) dalla lezione di Mariangela Maraviglia, solitaria, tessitrice di una ricca tela di «ami-
che la pubblicherà in un più ampio studio. cizie senza confini», e di correnti vivissime.
Valeria Pignetti (1875-1961) nasceva a Tori- Ogni fermento di vivacità spirituale, di in-
no in ambiente liberale mazziniano. Il padre, teriorità e intelligenza, di senso storico, di
non credente, le trasmise grande sensibilità apertura ai tempi, nella chiesa cattolica ca-
morale. Valeria amava la natura più che la deva allora sotto la condanna del “moderni-
preghiera in chiesa. Ascoltò padre Semeria. smo” (enciclica Pascendi, 1906). Questa cap-
Si fece suora tra le Francescane missionarie, pa pesò sulla chiesa fino agli anni ’20-’40 del
ma a 44 anni ne uscì per costruire una libera Novecento. Il protestantesimo era il nemico
fraternità cristiana, di vita semplice, senza della verità cristiana. I protestanti potevano
alcuna istituzione né regola (come avrebbero “ritornare” alla vera chiesa, ma i cattolici non
voluto anche Francesco e Chiara). Non rego- potevano avere dialogo con loro (enciclica
le, ma «consuetudini disciplinate» servivano Mortalium animos, 1928). Censure, scomuni-
all’armonia del piccolo gruppo, per realizzare che, durissimi ostracismi personali schiac-
il «sacrum facere», cioè per rendere sacro ogni ciavano ogni movimento. L’eremo di Campel-
gesto e azione della vita quotidiana comune: lo vive in questo clima. Il vescovo locale vieta * del Mir-
Movimento
pregare, memorizzare brani e salmi, fare il di accedervi e proibisce che vi si celebri la Nonviolento e
pane, filare e ricamare, camminare in fila (me- messa. Il divieto viene tolto nel 1950 dal nuo- Centro Sereno
tafora del cammino comune della vita), am- vo vescovo Radossi. Regis di Torino.
(già pubblicato in
mirare la natura nelle sue stagioni, vivere con Gli scritti di sorella Maria sono soltanto let- Lo Straniero, n.
tenerezza la compagnia degli animali, leggere tere, più due fascicoli di detti, raccolti da una 105, marzo 2009)
insieme a veglia, tenere la corrispondenza. sorella. Maria non elabora teorie. Le sue let-
Fu una piccola realtà, «minore»: non più di tere sono sapienza per frammenti: parla del- ››› 3
››› la vita quotidiana, con intuizioni di grande tutto. Percepisce una comunione universale,
intensità. La sua spiritualità è ecumenica, con un senso dell’infinito, oltre l’umanità, per
nelle chiese, oltre le chiese. Scrive, in una lun- ogni vita animale e vegetale, per il cosmo. Non
ga franca lettera a Pio XII, il 21 giugno 1942: si tratta di vaghezza, perché il suo orizzonte
«Ho bisogno di più largo respiro». Si dice è chiaramente cristocentrico. Risponde ad un
“pancristiana” (termine condannato dall’en- inquisitore: «Nel Cristo è tutto, egli penetra
ciclica del 1928). In una lettera del 1924 dice tutto, omnia in ipso facta sunt». Le creature
che la chiesa è la comunione di chiunque cre- rivelano Cristo, sono un raggio della sua bel-
de, spera, ama. Si è tanto più cristiani quanto lezza. Questo “panismo” è definibile come un
più uniti a tutti, quindi veramente “cattolici” «cristocentrismo con irradiazione universale».
(universali). Ha un rispetto particolare per la Da qui l’esigenza di purificazione della chie-
chiesa di Roma, la “chiesa madre”, in quanto sa, di ecumenismo, di libertà e primato del-
«presiede all’amore» (Ignazio di Antiochia): la coscienza. Nella lettera a Pio XII racconta
in essa è l’elemento sostanziale, che è l’ama- che, nel 1927, trovandosi malata in pericolo
re di più, perciò non può non essere in comu- di vita, il confessore le impose di abiura-
nione con tutti i cercatori di Cristo, «un solo re la sua grande amicizia con Buonaiuti, lo
pane con i fratelli che cercano Cristo», «ma scomunicato da evitare come un appestato.
anche con il fratello israelita, o pagano, che Maria gli rispose: «Ho sempre cercato di non
crede, spera, ama». tradire la mia coscienza. Non potrei farlo in
Scriveva a Gandhi nel 1928 e1932: «Io sono quest’ora estrema». E aggiunge che il prete le
creatura selvatica e libera in Cristo, e voglio diede ugualmente l’assoluzione.
con Lui, con te, con voi, con ogni fratello cer- Spicca, secondo me, tra le lettere a Mazzo-
catore di Dio, camminare per i sentieri della lari, quella del 13 dicembre 1949, in cui gli
verità». «Io sono riconoscente e in venerazio- rimprovera l’accento polemico usato in una
ne per la Chiesa della mia nascita e della mia discussione con Quasimodo; riguardo a un
famiglia, ma la chiesa del mio cuore è l’in- prete “smarrito” afferma il dovere di rispetta-
visibile chiesa che sale alle stelle. Che non è re la coscienza che «crede di trovare nell’ere-
divisa da diversità di culti, ma è formata da sia un maggior lume di vero», tanto più che
tutti i cercatori della verità». Gandhi, per lei è dovrebbe bastare per fare umili noi cattolici
«pietra miliare verso la vastità del Regno». «il tremendo fardello di assurdità costituita
Sorella Maria ha la «religiosità del cuore, dal Vaticano, che è l’insieme di tutti i nostri
l’unica che vale». Impara da tutte le grandi gravami di stoltizia demoniaca».
tradizioni religiose. Si definisce “panica”, nel Oltre tutte le gerarchie, i dissensi, le istitu-
senso di partecipe del tutto, vicina a tutti, a zioni e le dottrine, Maria cerca la «pura sem-

4
Storia della spiritualità

plicità» e pensa che «nell’ora del vespro bril- aspettano dei cuori fraterni. Se verrai, come
lerà una luce, e tutto sarà chiarito». ho fede e speranza, non dimenticare noi, pic-
Questi squarci su cuori umani semplici, illu- cole abitatrici dell’Eremo, che siamo pronte».
minati, puri e nascosti, in cui vive lo Spirito di Così si avvia la corrispondenza, lo scambio di
Dio che riempie tutta la terra e rinnova tutte affetto e di preghiere, e anche il dono di pic-
le cose, rendono piccine e ridicole le beghe e coli pezzi di stoffa, tessuti e lavorati a mano
pretese ecclesiastiche. Noi ne riceviamo un nelle rispettive comunità. Nel 1931, passan-
soffio di speranza nelle forze di vita che scor- do in Italia, di ritorno da Londra all’India,
rono nel cuore della terra, come falde vitali in- Gandhi si ricorda di telegrafare all’Eremo e
visibili, e resistono alle ondate di violenza, di così Maria con due sorelle può incontrarlo a
dominio, di cecità che infieriscono anche oggi Roma, il 13 dicembre. Conversano seduti a ter-
sul corpo dell’umanità, fino a che brilli una ra insieme per mezz’ora, mentre Gandhi fila. Il
luce di giustizia, di misericordia e salvezza. giorno stesso Maria scrive ad una sorella, in
una breve relazione (ma racconterà nuovamen-
L’epistolario tra Maria e Gandhi è stato pub- te in seguito l’incontro): «Gandhi è un fanciul-
blicato nel 1991, come semplice pro-mano- lo! Filava, s’intende, ma si è divertito molto a
scritto, col titolo Frammenti di un’amici- guardare la tovaglietta, il pane, e soprattutto a
zia senza confini. Gandhi e Sorella Maria, leggere da sé, compitando, in italiano, mie pa-
dall’Eremo di Campello (un vecchio convento
francescano isolato tra Spoleto e Foligno), a
cui sorella Maria appartenne. L’opuscolo, di
64 pagine, di cui sono reperibili ormai poche
copie (sarebbe desiderabile oggi una riedi-
zione critica), contiene sedici lettere scritte
direttamente da Maria e dieci di Gandhi, più
diverse altre scambiate tra membri delle due
rispettive comunità, per un totale di cinquan-
ta documenti. Si trova anche nella biblioteca
specializzata del Centro Studi Sereno Regis
(via Garibaldi 13, 10122 Torino, tel 011-53 28
24; www.serenoregis.org ).
Maria scrive a Gandhi la prima volta il 24
agosto 1928, presentando se stessa e la vita
nell’eremo con le sue compagne: preghiera,
povertà, semplicità, ospitalità, silenzio. Ha
sentito parlare di lui da un’amica e sorella in-
glese, miss Turton (chiamata sorella Amata).
A quella data, in Italia, Gandhi era conosciuto
assai poco e in maniera vaga (cfr. Gianni So-
fri, Gandhi in Italia, Il Mulino 1988, p. 111 e
ss.). Sorella Maria contribuirà al suo ascolto
in Italia, per esempio facendolo conoscere a
don Primo Mazzolari, il quale fu, nel mondo
cattolico, fra i primi a scoprire, comprende-
re, abbracciare e diffondere la nonviolenza
gandhiana (cfr Mariangela Maraviglia, Primo
Mazzolari nella storia del Novecento, Ed. Stu-
dium 2000, p. 72. Di Mazzolari si veda la tra-
vagliata storia del suo libro Tu non uccidere,
in varie edizioni di La Locusta di Vicenza, fino
all’ultima nelle edizioni San Paolo 2002).
Maria scrive nella prima lettera a Gandhi: «Io
sono creatura selvatica e libera in Cristo, e
voglio con Lui, con te, con voi, con ogni fratel-
lo cercatore di Dio, camminare per i sentieri
della verità». Conclude così: «Il Signore Gesù
venga verso di te, verso l’Oriente, verso l’In-
dia amata! E ti dia aiuto per venire tu stesso,
pellegrino d’Oriente, verso l’Occidente, ove ti
5
››› role!». Nell’accurato libro di Sofri citato sopra sempre più, con umile e fermo cuore, la tua
non c’è notizia di questo incontro. piccola amica Maria» (22 ottobre 1932). Gli
Le lettere seguenti di Maria assicurano a assicura di pregare per l’India, per tutti i
Bapu (papà, titolo usato dai compagni e di- suoi cari e amici, per l’Oriente e l’Occidente,
scepoli) pensieri, preghiera, speranza, amore per il suo ashram (13 dicembre 1932, ricor-
per l’India. È noto che Gandhi recitava testi dando l’incontro di Roma di un anno prima).
Note delle varie religioni nella preghiera serale «La tua saviezza è lampada che rischiara. Tu
1. La versione quotidiana con i collaboratori. Quando, po- sei veramente un Savio per la grazia di Dio»
italiana usata
chi giorni prima di venire ucciso, interruppe (17 aprile 1933). Gandhi usa volentieri il ter-
all’Eremo è
questa: «O cara il digiuno ad oltranza, perché aveva ottenuto mine affettuoso e umile “Allodole” con cui si
luce, guidami di far cessare le violenze a Delhi, la preghie- chiamavano le sorelle dell’Eremo: «Mie care
tu nell’oscurità ra cristiana fu l’inno “Quando contemplo la Allodole, com’è bello ricevere la vostra affet-
del cammino! La mirabile croce” (cfr . Gandhi, Teoria e pratica tuosa lettera proprio quando sto per entrare
notte è buia, ed della nonviolenza, Einaudi 1996, p. 351). Ora, nei miei 21 giorni di digiuno. So che avrò la
è forse ancora
l’8 giugno 1932 il pastore anglicano Elwin vostra spirituale cooperazione che mi soster-
così lontana la
dimora della Verrier, che vive in India vicino a Gandhi, rà» (7 maggio 1933). Maria: «Di tutto ti bene-
pace! Sostieni scrive a Maria che il Mahatma (in quel perio- dico e ti ringrazio, e soprattutto di ciò che
il mio cuore do in prigione), ha accettato il suggerimen- insegni con la tua vita. Possa tu essere sor-
vacillante! to di cantare, in unità spirituale con tutti i retto dallo Spirito Superno, e aiutare l’India
Non chiedo di suoi amici sparsi dovunque, al tramonto del cara e noi tutti a raggiungere purificazione!»
vedere oltre:
venerdì, l’inno di Newman “O cara luce” nel- (22 luglio 1933).
solo passo per
passo guidami la versione gujarati1. Maria scrive a Gandhi, Dalle lettere confidenziali appaiono anche
tu! Un tempo nella lunga lettera dell’11 luglio, che è felice stanchezze, debolezze e fatiche interiori di
volevo scegliere di poter condividere fedelmente con lui que- Gandhi. Mira (Mirabehn), la discepola più
da me la via. Oh sta preghiera, mentre gli descrive la compo- vicina al Mahatma, scrive: «Mie care sorel-
svanisca l’errore sizione, il lavoro e le abitudini del suo Eremo. le, …vi mando un articolo che ho appena
del mio passato!
Il tuo potere
Gli comunica che due delle sorelle dell’Eremo finito di scrivere e che vi dà un’idea di ciò
misterioso che sono anglicane e di sé dice; «Io sono ricono- che Bapu ha attraversato. Ora la sua salute
ormai io conosco, scente e in venerazione per la Chiesa della è migliorata, ma lo stress mentale è grande»
mi guidi fino mia nascita e della mia famiglia, ma la chie- (30 agosto 1933). Maria a Mira: «… Trasmetti
all’estremo, fra sa del mio cuore è l’invisibile chiesa che sale tutto a Bapu, ti prego. Io voglio che egli ci
lande e paludi, alle stelle. Che non è divisa da diversità di senta presenti attorno a lui, pellegrine in-
fra torrenti e
scogli, finché
culti, ma è formata da tutti i cercatori della sieme a lui, verso la celestiale dimora della
passata la notte, verità». Verità e pronte indefettibilmente a lavorare
allo spuntare Gandhi risponde personalmente dalla pri- per la non violenza fino all’estremo respi-
dell’alba eterna gione il 10 agosto: «Mentre leggevo la descri- ro» (30 ottobre 1933). Il 13 dicembre Maria
mi sorrideranno zione delle vostre attività, mi sembrava di scrive a Bapu ricordando l’incontro a Roma
i volti angelici avere rubato a voi il nostro modo di vivere a di due anni prima, chiedendogli di benedir-
che avevo visto
scomparire e che Saharmati, o voi a me! È meraviglioso come la, e, nell’avvicinarsi del Natale, gli dice: «Io
amai un tempo diversità di clima e d’ambiente non fa diver- chiedo a Gesù di venire verso di te insieme a
e amerò per sità per le cose di valore permanente. Ora che Rama e a tutti i Grandi e agli Innocenti, e di
sempre». Verrier ci ha avvicinati di più e ha creato tra illuminarti la via». Rama è uno dei nomi in-
noi un legame vivente, stabilendo una pre- duisti della divinità, il più positivo, e Gandhi,
ghiera in comune ogni venerdì fra quelli di negli anni seguenti, dirà che lo invoca con-
affinità d’anima, voi dovreste scrivermi spes- tinuamente, anche nel sonno. Come fa ogni
so e parlarmi delle vostre attività». buon indù in punto di morte, egli invoca que-
Infatti, così fa Maria nel seguito della corri- sto nome mentre muore ucciso: «Eh Ram».
spondenza. Gandhi la ricambia: racconta che Dunque, Maria prega Rama insieme a Gesù
sta riprendendo forze dopo il digiuno (4 ot- perché venga su Gandhi.
tobre 1932). Maria parla di Gandhi anche in Mira si rammarica di non riuscire, in un viag-
lettere ad altre sorelle: «Oh, se penso a Bapu gio di ritorno dall’Europa in India, a passare
in questo suo sforzo supremo per vincere la per l’Eremo, come avrebbe voluto (8 novem-
durezza dei cuori! Dio, come si vorrebbe far- bre 1934). Gandhi scrive a Maria: «Cara Allo-
gli sentire affetto, riverenza, partecipazio- dola, … apprezzo molto la vostra preghiera
ne, amicizia indefettibile!…» (20 settembre in questo periodo in cui ne ho veramente bi-
1932). Maria a Gandhi, riferendosi al suo di- sogno. Non posso dimenticare le Allodole e
giuno: «Caro Bapu, … Ti ho seguito nel tuo do sempre loro la mia benedizione per quan-
sacrificio. Quanto io ti sia umilmente vicina, to sta in me» (9 novembre 1934).
6 potrai sapere solo nella vita eterna. … Sono Nel suo diario, sorella Jacopa annota il 16
Storia della spiritualità

agosto 1935 che per sorella Maria «il solo senza collaboratori, in un vicino villaggio per
Gandhi ha preso alla lettera il comando della realizzarvi il suo ideale di ricostruzione rura-
non violenza» che è nel vangelo: «Se uno vuo- le: «Io prego soltanto che possa sopportare le
le il tuo mantello dagli anche la tunica, se ti condizioni primitive della nostra campagna. È
percuote una guancia porgi l’altra, se vuole certo che ha nervi d’acciaio e una costituzione
obbligarti a fare un miglio, fanne due». Men- di ferro, ma è avanzato negli anni e questo dà
tre questo vangelo è solitamente interpretato pensiero a molti di noi. Ma Dio lo custodirà».
come invito alla mitezza paziente e passiva, è Forse con un riferimento sottinteso alla visita
interessante che sorella Maria lo intenda col- a Roma del ’31, Mira scrive: «Era una statua,
legato alla nonviolenza gandhiana, che già non una pittura di Cristo che piaceva tanto
allora si qualificava come attiva, nonviolenza a Bapu. Mi ricordo anche il posto dov’era».
del forte e non del debole. Una esegesi recente Sappiamo dal citato libro di Sofri (p. 66) che
crede di potere riconoscere precise tecniche Gandhi si commosse molto, come ricorderà
nonviolente ante litteram nei tre esempi fatti più volte, davanti al crocifisso (che sarebbe la
da Gesù (cfr Walter Wink, Rigenerare i pote- “statua”) nella Cappella Sistina, e che Mira era
ri, discernimento e resistenza in un mondo con lui a Roma.
di dominio, edizioni EMI, Bologna 2003, ri- Mahhadev Desai, il segretario di Gandhi, scri-
assunto nella mia nota Gesù non era scemo, ve il 14 agosto 1936 una breve lettera da cui
in “il foglio” n. 313, giugno-luglio 2004, www. colgo questa frase: «Ciò che voi scrivete circa
ilfoglio.info ). il vostro accordo sui pensieri di Bapu sulla
Quasi ogni anno, all’approssimarsi del 2 ot- “conversion” è profondamente commovente».
tobre, compleanno di Gandhi (nato nel 1869), Sappiamo che Gandhi era contrario a ogni
Maria gli manda gli auguri. «Caro Bapu, … proselitismo. Ammetteva in linea di princi-
che il tuo nuovo anno di vita sia benedetto, e pio la conversione come approdo autonomo
ti porti innanzi nel cammino verso la Verità di una profonda ricerca spirituale personale,
eterna. Che tu possa durante il tuo cammino però riteneva che per avvicinarsi il più pos-
illuminare e sorreggere altri viandanti, e ri- sibile alla verità bastava che ciascuno appro-
cevere del loro pane. Ieri venerdì, pensando fondisse la propria fede, per giungere infine a
a te, all’India cara, e cantando con le sorel- quel centro comune di tutte le fedi, senza bi-
le “Oh, cara luce”, interrogavo l’anima mia: sogno di conversioni. Ora, dal cenno di Desai,
sono io fedele all’amicizia per Bapu? Non sembra di capire che sorella Maria, cattolica
gli scrivo, non faccio nulla per lui. E l’anima «senza confini», e le sue compagne abbiano
mia rispondeva: sì, sei fedele, perché tu pure condiviso questa idea.
vivi, soffri, lavori, gioisci, ami, per la purezza Ora Maria scrive a Gandhi una volta all’anno,
o per la purificazione, per la non violenza e per il suo compleanno: «Tu sei sempre per me
per la dolcezza matura, per la ricerca umile e per quelli che ti intendono e ti amano, una
e appassionata della verità. Così, mio gran- “lucerna sul monte”, come dice Gesù. Grazie
de Amico, io ti offro il mio fedele mazzetto a Dio di averti creato, grazie a te fratello che
di amore, di venerazione e di riconoscenza» porti il carico della vita con animo incorrotto»
(14 settembre 1935). Gandhi ringrazia, anche (2 ottobre 1936). Gandhi risponde, «scrivendo
perché le allodole, come altri amici, scrivono sul treno in moto», «riconoscente dell’affetto
raramente e brevemente: questa è una grazia, di tutte le Allodole» (24 ottobre 1936).
perché «se mi scriveste di più, io dovrei im- Di nuovo per gli auguri scrive Maria il 7 set-
piegare molto più del mio tempo a scrivere», tembre 1937: «Che il tuo nuovo anno di vita
mentre dice di avere «poco tempo da dedicare sia un cammino sempre più diritto e illumi-
alla mia sempre crescente corrispondenza» nato dalla luce dell’Eterno». Gli manda una
(4 ottobre 1935). immagine della testa del Cristo, «che io con-
Mirabehn scrive ad Amata, un’altra sorella (23 templo pensosa e trovo singolarmente bella»,
aprile 1936): «Vinoba è uno dei più puri espo- di un grande pittore italiano (non dice chi).
nenti del Vangelo di Bapu, se non il più puro». Ricordando di nuovo, in una lettera ad un
Vinoba Bhave (1895-1982) è il più grande, diverso amico, l’incontro del ’31, Maria dice
fedele e colto dei discepoli e continuatori di di Gandhi: «Nell’espressione del viso e nei
Gandhi. Di lui si può leggere ora Discorsi sulla modi e nelle parole, rivela una semplicità e
Bhagavadgita. I principi spirituali dell’azio- una fermezza e dirittura assolute. Ride come
ne nonviolenta, Libreria Editrice Fiorentina un fanciullo. Io gli sarò sempre, come posso
2006. Prosegue la lettera di Mira: «Sarà attra- nella mia pochezza, una piccola amica fedele.
verso rappresentanti come questo che vivrà il Gli portai del nostro pane scuro, e della tela
lavoro di Bapu». Poi aggiunge che Gandhi sta filata e tessuta da noi (io filo). Egli scrisse poi
per ritirarsi qualche tempo solo con la moglie, nel periodico Harijan (= Gli intoccabili), or-
››› 7
››› gano della sua parola e della sua attività, che 1939: «Caro Bapu, oggi comincia per te un
quella mezz’ora passata con le “Allodole di nuovo anno di vita. Che grande dono, che ter-
San Francesco” rimaneva in lui come uno dei ribile responsabilità ogni anno della nostra
suoi ricordi più cari. E anche per noi, quanto! vita, specie verso il tramonto, e ogni nuovo
Immacolatella ed io gli chiedemmo di bene- giorno! Io vi penso con te! La mia amicizia
dirci» (lettera del 21 febbraio 1938). verso di te è indefettibile e sacra. Ti amerò e
Si apprende da lettere seguenti che le sorel- benedirò la tua personalità e la tua missio-
le sono abbonate a Harijan (quanti poteva- ne anche oltre la terra». «Stamattina mentre
no essere allora in Italia?) e procurano altri pregavo per voi (io prego quanto amo e quan-
abbonati. to respiro) ed ero vicina ad una sacra imma-
Contravvenendo al desiderio di Gandhi di ri- gine che esprime il culto dell’amicizia, è ve-
cevere lettere brevi, Maria scrive a lungo il nuta a posarsi lì una colomba bianchissima,
24 ottobre 1938. «Caro Bapu, vorrei sempre e mi è sembrata un segno di pace in quest’ora
fare penitenza e purificarmi prima di scri- oscura e terribile. Ti prego ricordare sempre
vere a te, prima di avvicinarmi all’uomo di le piccole sorelle italiane che ti sono fedeli, e
Dio. Tale io ti credo. E tu fa di essere come venerano la tua missione sulla terra in servi-
sei creduto, e avrai sempre più potere di zio della verità, della purezza e della pace. E
benedizione su noi che ti amiamo, su tut- donami la tua benedizione per sempre».
ti quelli che soffrono, sull’India cara e sul La guerra è cominciata il 1° settembre. In
mondo. Così sia». Quindi gli racconta che la quel periodo Mira si occupa della corrispon-
sera precedente leggevano insieme, nella ve- denza e scrive: «Bapuji, e ne sono così grata,
glia della comunità, il numero di settembre sta magnificamente bene. In questi giorni è
1924 dell’Harijan. «Quanto mi ha fatto bene nell’estremo nord dell’India a spiegare l’ar-
la parola con cui chiudi il tuo articolo: “Sia te della nonviolenza ai Pamans che sono dei
fatta la volontà di Dio”». Questa parola cri- guerrieri. (…) Durante questi giorni di ansie-
stiana è stata spesso deformata in senso di tà e di discorsi di guerra, siete state in modo
rassegnazione anche al male, come se fosse particolare nel mio pensiero. Bapuji ha scrit-
voluto da Dio. Per Maria, questa parola, det- to due begli articoli sulla situazione europea,
ta da Gandhi, non poteva significare altro in Harijan. Spero li riceverete bene» (16 otto-
che attiva volontà di bene e di amore, anche bre 1939).
col coraggio della sofferenza. Prosegue Ma- Poche righe di Maria a Gandhi per il comple-
ria: «Ho anche raccolto molto della nota sul
silenzio. Io pure considero il silenzio una
delle più grandi forze del mondo, e le ore del
silenzio nella nostra giornata mi sono sacre.
… Voglio, aiutata dal tuo esempio, essere
più devota al Silenzio, alla Verità e alla Pace.
Immancabilmente ogni giorno verso il tra-
monto io ti vengo vicina con la mia piccola
oblazione di pace. Ti sarò sempre fedele, nel
cammino sulla terra e oltre la terra». «Che
Dio ti conservi in salute, e rinnovi le tue for-
ze, e accresca sempre più il vigore del tuo
spirito. Che Dio benedica ognuno dei tuoi
operai. E tu benedici noi piccole sorelle ita-
liane coi nostri fratelli e amici, con la nostra
Patria, con i nostri Sacri Poveri». Maria chie-
de a Gandhi preghiera per la patria Italia,
nel 1938, non per le sue presunte grandezze
di quel momento, ma come un tutt’uno in-
sieme ai “nostri sacri poveri”, e scrive con la
maiuscola questi come quella.
Mahhadev Desai, il segretario di Gandhi,
scrive a una sorella dell’Eremo, il 16 luglio
1939: «È una benedizione pensare che nella
lontana Italia ci sono dei cuori che battono
all’unisono e pregano Dio perché ci guidi in
questo nostro difficile periodo».
8 Maria scrive di nuovo, il 2 ottobre di quel
Storia della spiritualità

anno del 1940: «Caro Bapu, ti mando il mio 1942: «Certo la ritroveremo nella vita senza
fedele augurio, e benedico Iddio di averti cre- fine». «Spesso accendo la mia piccola lucerna
ato e tuo Padre e tua Madre per averti gene- alla vostra lampada. Per esempio raccoglievo
rato. Io ho fede in te, e so che il tuo cammi- da una relazione su voi questa parola: “Quan-
no sarà diritto fino all’estremo, perché Dio ti do dormo meno la notte è perché non ho
guida». pregato abbastanza durante la giornata”. Io
Durante i seguenti anni di guerra non ci pure cerco di non venire meno alla preghiera,
sono lettere. Sorella Maria parla di Gandhi anche se ho molto compito e poche forze: ma
scrivendo ad una amica il 20 agosto 1946, e il pensiero della vostra fede sempre mi aiuta.
riferisce qualcosa che egli scriveva, prima Siate benedetto». Un’altra parola di Gandhi
della guerra, «con la sua abituale e assoluta che Maria ha sentito riferire è che accette-
sincerità» alla cerchia degli amici. Sembra, rebbe di vivere fino a 125 anni pur di servire
questa, una confessione diretta di Gandhi ancora all’India. «Voi servirete finché vivrete
raccolta da Maria. «Aveva avuto un periodo sulla terra e oltre: perché anche quando sare-
di esaurimento grave, in cui non trovava pace te andato avanti, molti, e non solo dell’India,
né spirituale né fisica, nonostante la forza di continueranno a sentire la vostra voce, e a ri-
carattere che tutti ammiravamo in lui. Eb- cevere un raggio di luce attraverso voi».
bene, egli chiamava quel suo periodo “il suo Gandhi viene ucciso il 30 gennaio 1948. So-
fallimento”. Diceva: “Credevo che la mia fede rella Maria apprende la notizia della morte
(ha una religiosità profonda) potesse sosten- da sorella Jacopa nel pomeriggio del 7 feb-
tarmi nelle ore più disperate. Credevo che il braio, ma soltanto il 9 sa che è morto ucci-
pensiero dei miei cari e dei miei discepoli so. Nella preghiera vespertina del giorno 8
dovesse aiutarmi a dominare me stesso, per e quella della mattina del 9, Maria dice che
non accrescere a loro stupore e turbamento. «il pellegrino le gira attorno come avesse una
Invece è stato tutt’altro. Da questa malattia cosa da dirmi, una cosa che devo sapere». Ha
non ho imparato se non a conoscere qualco- come una visione interiore di lui, «non con gli
sa di ciò che sono: un debole, un uomo sog- occhi del corpo». Chiama Gandhi “il pellegri-
getto alla nervosità, e allo scoraggiamento no” perché preferisce di lui quella immagine,
assoluto, incapace di dominio, di pazienza e diffusa anche oggi, che lo mostra di spalle, in
di volontà” Se Gandhi ha potuto parlare così cammino, e perché così le è rimasto nel ricor-
del suo fallimento, che dovremo dire noi?…», do quando lo vide uscire dalla stanza dell’in-
conclude Maria. contro romano del 1931. La sera dell’8 in me-
L’ultima lettera di Maria è nell’ultimo com- moria di lui nell’eremo fu suonata l’Eroica.
pleanno di Gandhi, il 2 ottobre 1947. In Negli appunti di sorella Maria, in data 20
agosto è stata proclamata l’indipendenza febbraio 1955, si trovano due elenchi paral-
dell’India, ma anche la divisione dal Paki- leli degli undici voti che venivano ripetuti
stan. Gandhi non partecipa ai festeggiamen- ogni sera, alla fine della preghiera, dai disce-
ti e dice: «Siamo liberi dal giogo inglese, ma poli di Gandhi, e degli undici obiettivi a cui
l’India è smembrata, è una giornata di gioia l’Ashram dell’Eremo voleva dare «dedizione
ma anche di lutto». Nella lettera, Maria gli intrepida», molto simili a quei voti.
si rivolge in modo singolare, inusuale: «Caro Sorella Maria, che non risulta incline a im-
Mahatma Gandhi», ma subito torna all’ap- maginazioni o fantasie misticheggianti, pen-
pellativo più caro: «o meglio caro Bapu, per- sa sinceramente di avere una specie di rap-
ché io sono una vostra piccola vecchia amica porto misterioso o di telepatia con lo spirito
fedele». Ricordatagli la visita a Roma del 13 di Gandhi, come abbiamo sentito dalle lette-
dicembre 1931, scrive: «Immancabilmente re. Scrive ad un’amica, il 27 settembre 1960
ogni sera verso il tramonto, mentre andiamo (Maria morirà nel 1961), comunicandole un
in fila lungo le arcate del chiostro e do la pace vivo ricordo del 30 gennaio 1948, quando
a tutti i presenti e ai cari assenti, chiamo voi Gandhi fu ucciso, un fatto che sembra rea-
pure, con profondo rispetto e fedeltà. Dico: lizzare gli auspici espressi al tramonto di al-
la pace al grande Amico Gandhi». «Tutti i no- tre giornate (p. es., 2 ottobre 1939 e 2 ottobre
stri amici conoscono il vostro nome, e sanno 1947). Scrive Maria: «In quello stesso giorno,
qualcosa di voi, e ricevono un raggio di luce Jacopa, Agnese ed io, guardando il cielo giù
dal vostro esempio e dalla vostra personalità da Santa Fina all’ora del crepuscolo, vedem-
rara: io direi unica». Gli comunica che miss mo una meravigliosa luce spandersi su tutto
Turton, che l’ha messa in contatto con lui nel l’orizzonte. Non potremmo mai dimenticare
1928, è «andata vanti» – cioè, è morta, secon- quel fenomeno. Poi sapemmo che Gandhi in
do l’espressione usata da sorella Maria – nel quel momento veniva immolato».
9
L'educazione nella pace
per l'intelligenza, contro la stupidità
Leggiamo Rousseau, il padre della pedago-
di Antonio Vigilante* gia moderna: «Fate esattamente il contrario
del vostro allievo – scrive nell’Emilio –: la-
Note
1. J.-J. Rousseau,
Emilio, tr. it.,
C hi legge e studia gli scritti di Gandhi, di
Capitini, di don Milani – dei maestri della
nonviolenza che sono stati anche grandi edu-
sciategli sempre credere di essere lui il pa-
drone, ma siate sempre voi ad avere le redini
in pugno. Non v’è soggezione tanto perfetta
Mondadori, quanto quella che conserva l’apparenza della
catori – può restare sorpreso dalla assenza in
Milano 2008,
p. 137. essi di quella che oggi si chiama educazione libertà: la sua stessa volontà viene ad essere
alla pace. Non che manchi, naturalmente, la così nelle vostre mani. Il povero fanciullo che
consapevolezza dell’importanza dell’educa- niente sa, che niente può, che niente conosce,
zione per creare una civiltà pacifica, che è non è interamente in vostro potere?».1
anzi il centro stesso della loro riflessione pe- Padrone, redini, soggezione. La relazione edu-
dagogica; manca invece un percorso specifico cativa è una relazione di potere. L’obiettivo è
all’interno della più ampia impresa educati- lo stesso della peggiore pedagogia nera, ma
va. In altri termini, l’educazione alla pace è lo strumento è più raffinato. Non va molto di-
l’educazione tout court. Solo educando, vale versamente nelle nostre scuole e nelle nostre
a dire lavorando e lottando perché le persone famiglie. Il docente, il genitore hanno una
possano sviluppare pienamente, liberamen- certa idea di dove vogliono portare l’alunno,
te, senza paura sé stessi, si superano la vio- il figlio; hanno richieste, solo soddisfacendo
lenza, il dominio, la guerra. L’educazione alla le quali si diventa bravi alunni e bravi figli;
pace è una educazione settoriale, si affianca ed hanno un sistema di punizioni, di discon-
alla educazione alle democrazia, alla legali- ferme, di umiliazioni per quei figli e quegli
tà, alla affettività eccetera, come se si trat- alunni che non sono come loro desiderano.
tasse di completare con dei dettagli (anche se Non meraviglia che le scuole e le famiglie
con dettagli decisivi) il piano formativo ge- siano spesso luoghi senza pace. La scuola,
nerale. Di più: il rischio è quello di mirare ad in particolare, funziona secondo una logica
adeguare, attraverso l’educazione, un certo di selezione/espulsione che è intrinsecamen-
modello umano, considerato desiderabile, di te violenta. È difficile negare che espellere
pervenire ad una sorta di personalità pacifi- qualcuno da un gruppo umano sia una forma
ca o nonviolenta. Una tale progetto pedago- di violenza. Si obietterà che è una violenza
gico, che sulle prime appare assolutamente necessaria ed ineliminabile. Ne convengo;
condivisibile, è in realtà viziato alla radice ma con una precisazione: in questo contesto.
da una impostazione violenta, poiché c’è vio- Vale a dire, nelle società capitalistiche, la cui
lenza ogni volta che si cerca di plasmare il legge è la competizione sfrenata, appena con-
libero divenire di un essere umano secondo trastata dalla retorica sulla democrazia e i
un modello prestabilito. diritti umani.
Non si rifletterà mai abbastanza sul rapporto Anche educare alla pace, dunque, può esse-
* Dopo la laurea
tra educazione e violenza. Non mi riferisco re una cosa violenta, se si cerca di fare degli
in Pedagogia, si alla violenza più evidente, quella fisica, che studenti di una classe, o dei propri figli, un
è perfezionato in pure è stata massicciamente presente nelle certo tipo di persona, sia pure una persona
Bioetica. Collabora
a diverse riviste,
istituzioni educative, e non è affatto scom- pacifica, mite, tollerante. Cosa diversa è edu-
svolgendo ricerche parsa dai contesti familiari. Non mi riferisco care nella pace. In questo caso l’enfasi non è
che privilegiano nemmeno alla violenza di concezioni educa- sul fine futuro dell’educazione, sul modello
il pensiero
etico-politico
tive oppressive e totalizzanti, quali quelle pensato dall’educatore che lo studente o il
contemporaneo. documentate (e denunciate) da Alice Miller. figlio devono realizzare. Educare nella pace
Vive a Foggia. Mi riferisco alla violenza sempre in agguato vuol dire far sì che le situazioni educative,
nel pensare, nel tentare la prassi educativa, qui ed ora, siano pacifiche. Perché ciò accada,
anche quando questo pensare, questo tentare occorre che che vi sia simmetria nelle rela-
10 sono mossi dalle migliori intenzioni. zioni, una comunicazione piena, una accetta-
Educazione alla pace

zione reciproca, una esperienza autentica ed gruppo di ricerca costituito da lui ed i suoi 2. A. Capitini, Il
aperta al nuovo. studenti. Inoltre, non comunica null’altro al fanciullo nella
liberazione
È opinione diffusa tra i pedagogisti e gli edu- di fuori del proprio sapere. La sua umanità
dell’uomo, Nistri
catori che ogni relazione educativa non possa resta fuori dalla scena. Ciò fa parte della giu- Lischi, Pisa 1953.
che essere asimmetrica, riguardare cioè per- sta distanza. Comunicare il proprio sapere Per una analisi
sone che sono su piani differenti. Se così non non è comunicarsi. Questo è possibile solo illuminante
è, si dice, viene a mancare per l’educando la tra persone impegnate in un cammino comu- della relazione
guida di cui ha bisogno. È il caso di quei geni- ne, in una ricerca aperta, nella quale ognu- educativa in
Capitini, si veda
tori o docenti che si pongono come amici dei no può portare qualcosa di essenziale. Nella
G. Falcicchio, I
loro figli o studenti, di fatto, si dice, abdican- relazione educativa asimmetrica l’educando figli della festa.
do al loro ruolo. Affinché vi sia educazione è segnato solo dalla negatività e dalla man- Educazione e
occorre che vi sia una giusta distanza. Que- canza. Quando se ne afferma la centralità, lo liberazione in
sta opinione è legata a doppio filo alla conce- si fa in modo retorico; in sostanza, è il do- Capitini, Levante,
zione della educazione come imposizione di cente – il genitore – colui che è in possesso di Bari 2009, pp. 64
segg.
un modello umano. L’educatore rappresenta ogni positività (cultura, valori, competenze,
colui che incarna il modello e lo trasmette, eccetera). Non c’è comunicazione autentica,
l’educando colui che prende forma progres- se non c’è ascolto, e non c’è ascolto, se non
sivamente secondo quel modello. L’educatore si ritiene che la persona che parla possa dire
è il punto terminale della tensione dell’edu- qualcosa di importante per noi. Nel pensiero
cazione, che è appunto un processo che va pedagogico di Capitini, il maestro porta nel-
dall’educando all’educatore – dal figlio al la relazione educativa il senso doloroso del
genitore, dallo studente al docente. I primi limite e la consapevolezza dei valori, il fan-
diventano come i secondi; i secondi fanno da ciullo porta l’apertura ad una realtà libera-
modelli per i primi. Ora, la caratteristica di ta2. Entrambi contribuiscono all’incontro – il
chi fa da modello è quella di restare immo- più straordinario incontro che sia possibile
bile. Il docente e il genitore impegnati in una tra esseri umani – con qualcosa di essenzia-
relazione educativa asimmetrica sono fissi, le. Entrambi hanno qualcosa da comunicare.
fermi nella loro presunta perfezione. Abbia- Comunicando profondamente, essi mettono
mo qui una doppia violenza. Da una parte, in comune quello che sono. La comunicazio-
l’educando è vittima di violenza perché non ne si fa comunione, accettazione e riconosci-
può esplorarsi liberamente, ma è chiamato a mento reciproco.
conformarsi ad un modello pensato da altri; L’educazione è pace – cioè educazione pie-
dall’altra, l’educatore è vittima di violenza na – quando la nozione si fa esperienza, e
perché è costretto a fissarsi nel ruolo del mo- l’esperienza si fa intelligenza. Il primo passo
dello educativo, e per farlo deve nascondere è la conoscenza ricevuta, la nozione, il dato
le sue fragilità, le incertezze, i segni della sua trasmesso attraverso la lezione disciplinare
umanità necessariamente imperfetta. In una del docente o quella di vita del genitore. È un
relazione educativa simmetrica l’educatore primo passo assolutamente insufficiente, an-
non è un modello fisso, né l’educando tende che se in molte realtà che si pretendono edu-
verso di lui. Entrambi tendono verso qualco- cative non si tentano passi ulteriori. Oltre il
sa di ulteriore. Sono entrambi in ricerca del dato e la nozione procede l’esperienza. «Di-
vero, del bene, del bello, del giusto. Queste cam enim tibi, Catule, non tam doctus quam,
cose non sono possesso sicuro del docente o id quod est maius, expertus», scrive Cice-
del genitore; anche lui è alla ricerca. Educa- rone (De Oratore, lib. II, XVII, 72). Esperto,
tore ed educando stanno facendo lo stesso che è più che dotto. Mille nozioni non fanno
cammino, e nessuno dei due conosce la de- un’esperienza. L’esperto è colui che ha messo
stinazione. alla prova le nozioni, e ciò facendo ha messo
Solo in una relazione simmetrica è possibi- alla prova anche sé stesso. Il dotto è al sicu-
le una comunicazione profonda. Un modello ro, confortato dal sistema del sapere, inserito
non comunica: trasmette. Il processo è uni- in un mondo ordinato di conoscenze. Chi fa
direzionale. Il dialogo, quando c’è, è fittizio. esperienza si sporge verso il nuovo, rischia,
Il docente fa domande di cui già conosce la si espone alla possibilità dell’errore, dello
risposta. Non c’è ricerca comune, non sono scacco, della sofferenza. Il dotto ha ricevuto
possibili risposte alternative. Comunicare un patrimonio che attraverso di lui giunge-
vuol dire mettere in comune. Il docente-mo- rà intatto a quelli che verranno dopo di lui,
dello comunica, mette in comune il suo sape- l’esperto cerca di accumulare patrimoni di-
re, senza però ammettere che quello stesso versi, e facendo ciò rischia di perdere ciò che
sapere può essere scomposto, rielaborato, già ha. Il dotto ha di fronte a sé un mondo pa-
arricchito, magari anche messo in crisi in un cificato dalla conoscenza, reso stabile e cer-
››› 11
››› to, ordinato e prevedibile. Chi fa esperienza prendere quella cosa, maneggiarla, modifi-
fronteggia la realtà, si cimenta con essa; così carla, nutrirla, prendercene cura. Stiamo fa-
facendo, interrompe la ripetizione e fonda la cendo esperienza di quella cosa. Essa ci è ora
possibilità della novità. Ma il suo orizzonte infinitamente più vicina. Ma la esploriamo
resta quello di un dominio, di un disciplina- per trarne vantaggio, per farla rientrare nel
mento della realtà da parte del soggetto. Edu- sistema universale delle cose utili, che fun-
care all’esperienza vuol dire favorire il sor- zionano, che appagano. Può succedere, però,
gere di una umanità in tensione costante con che quella cosa cessi di significare per noi in
la realtà, aperta e protesa verso il nuovo, in base alla sua usabilità. Che ci colpisca per
3. Amos Oz, Fima, grado di realizzare un umanesimo nel quale sé stessa, che ci interpelli, che richieda tut-
tr. it, Feltrinelli, molto contano la scienza e la tecnica. Questo ta la nostra attenzione. Quando ciò accade,
Milano 2007 è molto, ma non è tutto. Per usare la termi- siamo oltre l’esperienza: siamo entrati nel
(2 ed.), p. 76.
nologia di Capitini, siamo nella dimensione campo dell’intelligenza. Possiamo limitarci
dell’amministrazione del mondo. C’è una di- ad osservare per qualche istante, tornando
mensione ulteriore, un passo oltre l’umane- poi ad una considerazione utilitaristica, op-
simo. Capitini parla di religione, dando alla pure possiamo lasciarci condurre fino al fon-
parola un significato che nulla ha a che fare do della cosa. Fima Numberg, il protagonista
con le chiese, le fedi, i dogmi, perfino con il di un bel romanzo di Amos Oz, si sorprende
credere o non credere in Dio. Religione è fare ad osservare uno scarafaggio. «Fima osser-
i conti con la realtà, portare l’esperienza fino vò le piccole antenne che fremevano produ-
al punto in cui ci apre al contatto con le cose cendo pigri semicerchi. Ebbe modo di nota-
stesse e con ciò che noi stessi siamo. Non c’è re una massa di minuscole, rigide setole, in
più il fronteggiarsi dell’esperienza umanisti- forma di baffi. Scrutò le zampe filiformi, che
ca. Religio indicava latinamente non solo la gli parevano piene di articolazioni. Scoprì la
fede e la devozione, ma anche la scrupolosità. delicata struttura delle ali affusolate. E si ri-
Religioso era colui che seguiva il proprio do- empì di un timor sacro di fronte all’esile e
vere, che si faceva scrupoli. Che faceva atten- accurata costituzione di questa creatura, che
zione. Ogni esperienza, seguita scrupolosa- ormai non gli faceva più schifo, anzi gli pa-
mente, condotta coerentemente fino all’estre- reva incredibilmente sofisticata... »3. Questa è
mo, porta alla intelligenza. Si consideri una intelligenza. La visione che Fima ha di uno
cosa qualsiasi. All’inizio, di quella cosa sap- scarafaggio è radicalmente diversa da quel-
piamo ciò che abbiamo imparato a scuola o la corrente. L’attenzione lo porta a vedere la
abbiamo letto su un libro. È il primo livello, meravigliosità di una creatura oggetto del
12 quello della nozione. Possiamo andare oltre, disprezzo universale. L’intelligenza, che vede
Educazione alla pace

Verona, San Zeno

s
(a sinistra).
Firenze, il Duomo
(a destra): luoghi
della spiritualità e
della pace
(Foto A. Iovino)

fino al fondo, sa cos’è il rispetto – guarda ogni cosa, ogni persona come un mistero, un
meglio ciò che uno sguardo distratto ha fis- assoluto che non trova il proprio significato
sato in una nozione, in un giudizio. in un sistema di significati, di rimandi, di
L’intelligenza, che è una sorta di fenomenolo- usi, una presenza che dev’essere interrogata
gico andare alle cose stesse, riguarda anche per rivelare il suo vero nome («Inteligencia,
sé stessi. L’attenzione assoluta con cui Fima dame/ el nombre exacto de las cosas», scri-
osserva lo scarafaggio può essere applicata veva Jiménez in Eterninades). Tuttavia l’arte
all’atto stesso di guardare, non all’oggetto, stessa spesso diventa nozione, quando non
ma al soggetto stesso. Ciò accade raramente. mercato. L’opera d’arte viene osservata con
La maggior parte delle nostre azioni avven- lo sguardo del conosciuto, che come quel-
gono inconsapevolmente, in modo sostan- lo della Medusa tramuta in pietra ciò che è
zialmente automatico. Non siamo presenti vivo, sistema, ordina e tacita ciò che parla,
nelle nostre azioni. L’intelligenza di sé – che è interpella, provoca.
quella che chiamiamo meditazione, e che al- L’educazione è una lotta per l’intelligenza,
trove chiamano bhavana, coltivarsi – ricon- contro la stupidità. In questo senso essa è
cilia con sé stesso un soggetto disperso nel pace. Perché la violenza, il contrario della
mondo delle sensazioni e dei processi men- pace, è sempre stupida. La violenza è la de-
tali, restituisce densità alla sua temporalità, bolezza propria di chi non regge l’affronto
verità alle sue azioni. Un uomo intelligente è della realtà, di chi resta stordito, più che stu-
infinitamente aperto alle cose e pienamente pito da essa. I suoi sensi sono ottusi, le fonti
consapevole di sé stesso, abbandona la posi- della bellezza sono per lui aride, perché non
zione violenta del soggetto che ha da domi- ha la pazienza di attendere che esse sgorghi-
nare il mondo attraverso la conoscenza e la no dalle crepe aperte nel sistema dei nomi e
prassi e si pone in osservazione, in ascolto, in delle idee.
contemplazione delle cose, dei viventi, degli Se si dicesse che il fine dell’educazione è svi-
altri uomini – e di sé stesso. luppare l’intelligenza così intesa, si cadreb-
Tra la pace e la violenza passa la stessa dif- be nell’errore di cui si parlava all’inizio. Il
ferenza che c’è tra lo stupore e la stupidità. Il momento dell’intelligenza è il momento pre-
bambino guarda il mondo con una attenzio- sente. C’è educazione quando l’intelligenza
ne amorevole, stupita, gioiosa. Con gli anni, accade. Il compito degli educatori è quello
la sua apertura al mondo lascia il posto alla di favorire, non in un futuro più o meno lon-
conoscenza, al sistema dei nomi e dei con- tano, ma qui ed ora, questa rivelazione della
cetti, alle nozioni. L’artista riesce a recupera- bellezza.
re quello sguardo, ad osservare nuovamente 13
A Narges Mohammadi (Iran)
il premio internazionale
Alexander Langer 2009
re la sua attenzione anche sulla situazione
A cura della Redazione dei detenuti, in particolare di quelli per reati
d’opinione, reclusi in carcere, citando le sue
Il Comitato scientifico e di garanzia della parole,in violazione dei “più elementari prin-
Fondazione ha deciso di attribuire il premio cipi del diritto, incarcerando illegalmente,
internazionale Alexander Langer 2009, mes- senza precisare l’accusa, senza prove, senza
so a disposizione dalla Fondazione Cassa di condanna, senza che gli avvocati difensori
Risparmio di Bolzano, a Narges Mohamma- possano aver accesso ai fascicoli dei propri
di, iraniana, giornalista, vicepresidente e clienti.” Per queste sue affermazioni è stata
portavoce del Centro dei difensori dei diritti incarcerata altre due volte, traendone nuova
umani e presidente del comitato esecutivo forza ed esperienza per assistere i dissidenti
del Consiglio Nazionale della pace. imprigionati e le loro famiglie.
Oggi è anche stretta collaboratrice di Shirin
Nata nel 1972 a Zanjan, ingegnere di profes- Ebadi, Premio Nobel per la Pace nel 2003, e
sione, si è laureata in fisica all’Università In- vicepresidente e portavoce del Centro dei
ternazionale Imam Khomeini. Nel periodo de- difensori dei diritti umani. Dopo l’illegale
gli studi universitari ha organizzato una for- chiusura del centro, il 21 dicembre 2008, la
mazione universitaria di nome Roshangaran stampa internazionale ha riportato le sue de-
(gli intellettuali) e scritto articoli per giornali nunce e dichiarazioni di protesta.
indipendenti a favore del rispetto dei diritti Il 7 settembre 2008 Narges Mohammadi è
delle donne e degli studenti. Per questo suo stata eletta presidente del comitato esecutivo
impegno è stata due volte arrestata nel corso del Consiglio Nazionale della pace in Iran,
di riunioni all’università. una vasta coalizione contro lo scontro mi-
Divenuta giornalista, ha scritto articoli su litare e di promozione dei diritti umani. Ne
diverse riviste riformiste, tra le quali Payam fanno parte scrittori, artisti, giuristi, attivisti
e Hajar. Questa pubblicazione è poi stata sociali, donne, studenti, sindacalisti, rappre-
messa al bando, perché si batteva per l’ugua- sentanti delle minoranze etniche e gruppi po-
glianza delle donne e per i diritti di tutti i litici che si oppongono principalmente a ogni
cittadini indipendentemente dal genere, dal- logica militare o terroristica, ma si dichiara-
le opinioni politiche o religiose. È anche au- no anche contrari ad azioni armate preven-
trice di saggi politici, tra cui, in persiano, Le tive contro l’Iran, che non risolverebbero la
riforme, la strategia e la tattica. crisi nucleare e potrebbero invece destabi-
Appassionata di montagna, ha organizzato e lizzare la già fragile situazione nella regione
partecipato alla scalata delle cime più impor- del Golfo Persico e aggravare ulteriormente
tanti in Iran, ma in seguito, a causa della sua la situazione dei diritti umani.
attività politica, le è stato negato permesso Il “National Peace Council” vuole far conosce-
di far parte di cordate ufficiali e spedizioni. re al mondo l’esistenza di “un altro Iran” che
Nel 2001 ha sposato Taghi Rahmani che ave- si oppone a ogni azione violenta e s’impegna
va conosciuto come docente all’università, per la costruzione della pace, sicurezza, sta-
dove teneva lezioni molto seguite sulla socie- bilità e benessere, attraverso rapporti carat-
tà civile. Ora hanno due bambini, gemelli. Su- terizzati da tolleranza e amicizia.
bito dopo il matrimonio, Rahmani fu arresta- Narges Mohammadi è convinta che la società
to e passò due anni in detenzione preventiva iraniana desideri profondi cambiamenti ver-
prima di sapere quali accuse gli erano state so la democrazia e il pieno rispetto dei diritti
mosse. Per i suoi scritti e per le critiche al umani: “La società iraniana sta rivendicando
regime teocratico ha passato in prigione un con forza il proprio diritto alla democrazia.
terzo della vita. I ripetuti arresti del marito Studenti, lavoratori, insegnanti, donne, gio-
14 hanno spinto Narges Mohammadi a punta- vani avanzano richieste precise e il Governo
Premio Alexander Langer

dovrà dare loro una risposta. Una risposta la Fondazione Alexander Langer Stiftung.
soddisfacente. Non è un problema di un’élite,
è il problema di un’intera nazione”. Il Comitato scientifico della Fondazione è
composto da Fabio Levi (presidente), Anna
Notizie in: Maria Gentili (vicepresidente), Andrea Lol-
Iran: National Peace Council–A Broad Coa- lini, Anna Bravo, Bettina Foa, Edi Rabini,
lition Opposing Military Confrontation and Francesco Palermo, Gianni Tamino, Giovanni
Supporting Human Rights, http://www.ihrv. Damiani, Grazia Barbiero, Helmuth Moroder,
org/inf/?p=817 Ingrid Facchinelli, Liliana Cori, Mao Valpiana,
www.humanrights-ir.org Marco Onida, Margit Pieber, Marianella Scla-
http://www.iranhumanrights.org/ vi, Marijana Grandits, Pinuccia Montanari.
http://milionedifirme.blogspot.com/
FONDAZIONE ALEXANDER LANGER
Il premio, dotato di 10.000 euro, messo a di- STIFTUNG – Onlus
sposizione dalla Fondazione Cassa di Rispar- Via Latemar Straße 3, I
mio di Bolzano, verrà consegnato a Bolzano 39100 BOLZANO/BOZEN
il 2 luglio 2009 nell’ambito dell’annuale in- Tel.e Fax. +39 0471 977691 – info@alexander-
contro “Euromediterranea” organizzato dal- langer.org, www.alexanderlanger.org

Euromediterranea 2009 – programma


Il premio internazionale Alexander dell’Accademia Europea di Bolza- collaboratori Maurizio Zulian e
Langer è stato destinato per il 2009 no, dove avrà modo di presentare Giorgio Ceriani che racconteranno
a Narges Mohammadi, una donna più approfonditamente le ragioni di Shiraz, Persepolis, Isfahn, Jiroft.
che s’impegna con coraggio e tena- del suo impegno, dialogando con la E con una lezione del prof. Gianro-
cia a sostenere il ruolo della società giornalista del Manifesto Giuliana berto Scarcia sull’attualità e l’in-
civile e il rispetto dei diritti fonda- Sgrena, autrice di numerose inchie- fluenza del grande poeta medievale
mentali, delle donne ma non solo. ste sulle lotte delle donne, a partire Afez. E nel pomeriggio, dalle 17.30,
Dal 2 al 5 luglio Narges Mohamma- dall’Algeria di Khalida Messaoudi. con una performance della studio-
di sarà a Bolzano all’interno dell’or- sa veneziana Anna Vanzan ispirata
mai tradizionale incontro “eurome- Alle 17.30 di venerdì 3 luglio è in al suo recente libro Scheherazade,
diterraneo” che vedrà quel paese al programma una tavola rotonda su con lettura di testi e poesie.
centro di molteplici iniziative di ca- vari aspetti dell’attualità iraniana,
rattere informativo e culturale. con interventi introduttivi di Taghi Si chiude domenica 5 luglio con un
Rahmani, il marito di Narges, un incontro al Museo delle Donne di
Anna Bravo, storica e componente docente universitario più volte in- Merano (che con Shirin Ebadi ha av-
il Comitato scientifico della Fon- carcerato, Anna Maria Gentili vice- viato dal 2008 un rapporto di colla-
dazione, presenterà mercoledì 1 presidente del Comitato scientifico borazione), e con una visita ai giar-
luglio alle 20.30, nella sede dell’Ar- della Fondazione, lo scrittore ira- dini di Schloss Trauttmandsdorff.
chivio delle Donne, il suo recente niano Bijan Zarmandili con il suo Nella ricorrenza dei 10 anni di età
libro “A colpi di cuore. Storie del recente “L’incubatore” Feltrinelli della Fondazione verrà presentata
sessantotto” ed. Laterza, che ha ed., il docente di Klagenfurt Diet- una mostra dei premi assegnati.
non pochi punti in comune con le mar Larcher che in Iran ha svolto Durante la settimana euromediter-
questioni che la società civile ira- periodi di insegnamento, il prof. ranea il café Plural propone alcuni
niana pure ha affrontato a partire Gianroberto Scarcia studioso della piatti tipici della cucina iraniana.
da quegli anni così influenti. civiltà arabo-islamica.

Alle 17.30 di giovedì 2 luglio è pre- È dedicata alla Persia antica e alla Il programma dettagliato e aggior-
vista la cerimonia di assegnazione letteratura femminile la giornata di nato della manifestazione si può tro-
del premio a Narges Mohammadi, sabato 4 luglio. Alle ore 9.345, con vare in: www.alexanderlanger.org.
con la lettura delle motivazioni e la documentazione (messa a dispo- Informazioni possono essere richie-
una piccola festa con cibo iraniano sizione del Museo civico di Rovere- ste a:
al Café Plural. Dalle 9.45 del vener- to e della sua rassegna del Cinema info@alexanderlanger.org
dì 3 luglio, la premiata sarà ospite archeologico), illustrati dai suoi tel. 0471 977691.
15
Israele – Palestina

Un Campo Internazionale
“PONTI, NON MURI”
di Enrico Bartolomei, Virginia Fiume*

S i è concluso a Beit Sahour (Territori Palesti-


nesi Occupati) il primo Middle East Politi-
cal Camp “Ponti, non muri” promosso dall’or-
ganizzazione israelo-palestinese Alternative
Information Center (www.alternativenews.
org). 20 persone, in maggioranza studenti e
persone attive nell’ambito dei diritti umani,
hanno partecipato alla fitta settimana di in-
contri, visite e conferenze che ha avuto luogo
dal 10 al 17 aprile. contraddizioni nella società israeliana. Si è
cercato di incontrare diverse componenti del-
Attraverso un intenso programma l’Alternati- la società palestinese, dai membri del Consi-
ve Information Center ha cercato di fornire ai glio Legislativo Nazionale ai responsabili dei
partecipanti i punti di riferimento essenziali comitati popolari di resistenza nonviolenta,
per comprendere, in una prospettiva di lungo come nel caso di Al-Masara. Le discrimina-
periodo e con un approccio multi disciplina- zioni dei palestinesi cittadini di Israele sono
re, la realtà del conflitto israeliano palesti- state illustrate durante le visite alle città
nese e le violazioni dei diritti umani, sia nei israeliane di Haifa e Nazareth. Si sono incon-
Territori Palestinesi Occupati sia all’interno trati politici locali, rappresentati di istituzio-
di Israele. Nei primi giorni, al fine di intro- ni sociali e organizzazioni per i diritti umani
durre i partecipanti al contesto geo-politico, come l’Arab Association for Human Rights.
l’attenzione si è concentrata sul problema de- Il campo si è concluso nella sede di Beit Sa-
gli insediamenti illegali israeliani in Cisgior- hour dell’Alternative Information Center con
dania (emblematiche le visite a Hebron, alla un concerto del gruppo palestinese di musica
città vecchia di Gerusalemme e nelle colonie tradizionale Jaddal Group.
Har Homa e Beitar Illit, a sud di Gerusalem-
me), strumento di controllo del territorio e Nel corso del campo è stata ribadita più volte
delle risorse palestinesi e uno dei principali dagli organizzatori l’importanza di costruire
ostacoli alla pace. Si è affrontata la questione “ponti invece che muri”: la necessità di creare
dei rifugiati palestinesi, associando lezioni legami e aumentare la consapevolezza tra chi,
a visite dei campi profughi nell’area di Bet- a livello locale e internazionale, si batte per
lemme. Sono stati approfonditi anche i temi una pace giusta in Medio Oriente che ricono-
dell’economia dell’occupazione, della dipen- sca i diritti del popolo palestinese, promuoven-
denza dei palestinesi dagli aiuti umanitari, do una conoscenza critica dei vari aspetti del
dei piani futuri di costruzione di zone indu- conflitto (politici, economici, sociali, culturali).
striali che rafforzeranno la dipendenza colo- Questo è lo scopo del campo. Nassar Ibrahim,
niale dei palestinesi nei confronti degli isra- direttore dell’ufficio dell’Alternative Informa-
eliani. Di grande importanza gli incontri con tion Center a Beit Sahour, ha sottolineato che
Stop the Wall Campaign, sulla mobilitazione iniziative come il Middle East International
* Caschi per lo smantellamento del Muro dell’Apar- Camp, “rompono i pregiudizi che presentano
Bianchi presso
l’Alternative
theid e la restituzione delle terre confiscate, il conflitto come contro tra civiltà occidenta-
Information Addammeer, sulle violazioni dei diritti uma- le e inciviltà orientale, e insegnano il rispetto
Center ni dei prigionieri politici palestinesi nelle tra le culture basato sulla conoscenza e l’ac-
carceri israeliane e la questione delle deten- cettazione dell’altro, condizioni necessarie per
zioni amministrative, l’Alternative Informa- la convivenza pacifica”. Dal 17 al 23 luglio si
16 tion Center, sulla storia del sionismo e sulle svolgerà il secondo campo internazionale.
Nucleare? No, grazie

Il nucleare è impossibile,
lo dicono i dati di fatto
stallata in un luogo in cui ci sia abbondan-
di Giorgio Nebbia* te acqua di raffreddamento per i macchi-
nari, un flusso di acqua di 70 metri cubi al
secondo, quattro volte la portata dell’Ofan-

I l governo può fare tutti i decreti che vuole,


può coprire col segreto le decisioni relative
alla costruzione delle centrali nucleari, ma
to, il principale fiume pugliese, che ritorna
nell’ambiente riscaldata di alcune diecine di
gradi. Nessun fiume d’Italia può assicurare
non c’è nessun posto in Italia in cui loca- un tale flusso di acqua di raffreddamento e
lizzarle. Il libro scritto insieme al geografo non resterebbe che una localizzazione in riva
Virginio Bettini, “Nucleare impossibile”, ap- al mare, su quelle coste già così martoriate
pena uscito da UTET, racconta la storia dei per insediamenti ed erosione e sfruttate per
tentativi falliti di localizzare le centrali nu- fini turistici. L’eventuale sito di una centrale
cleari negli anni ottanta. Sono stati provati deve essere stabile dal punto di vista sismi-
tutti i possibili siti: Carovigno, Avetrana, San co, e non so dove se ne potrebbe trovare uno
Pietro Vernotico in Puglia, Viadana e dintorni in un paese come l’Italia in cui i problemi
nel Mantovano, Trino Vercellese dove esiste- dei terremoti sono tanto rilevanti. Il geogra-
va già una delle piccole centrali degli anni fo Mauro Borromeo ha di recente scritto un
sessanta, Montalto di Castro, l’unico posto articolo a questo proposito nel sito Internet
in cui è stata avviata la costruzione di una http://it.groups.yahoo.com/group/ecologia-
centrale nucleare poi fermata non solo per il politica/message/2775 . Una eventuale cen-
referendum del 1987, ma perché le indagini trale nucleare dovrebbe essere insediata in
territoriali avevano mostrato la inadeguatez- un posto lontano almeno una quindicina di
za della scelta. chilometri da paesi e villaggi, da strade di
Adesso naturalmente i sostenitori della re- grande comunicazione, da linee ferroviarie,
surrezione del nucleare in Italia proporranno da aeroporti, da impianti industriali, da de-
una serie di nuovi siti per le eventuali quat- positi di esplosivi e munizioni.
tro grosse centrali nucleari che il governo Inoltre deve essere un posto geologicamen-
dice di voler costruire insieme ai francesi, le te stabile e non esposto a frane e alluvioni:
centrali “di terza generazione” simili a quelle vogliamo ricordare che la centrale nucleare
in costruzione in Finlandia e in Francia. Per di Caorso, ormai chiusa da anni, è stata inse-
quanto il governo intenda riservarsi di fare diata nella golena del Po, con problemi di in-
uscire all’ultimo momento le scelte, i siti in- filtrazioni di acqua ? Una eventuale centrale
dicati dovranno ben essere sottoposti ad un dovrebbe comunque disporre di un porto; la
controllo geografico e territoriale e le popo- centrale finlandese deve far venire per mare
lazioni avranno ben la possibilità di essere alcuni pezzi del reattore dal Giappone, l’uni-
informate. Non potranno protestare perché co paese in cui vengono fatte delle saldature
sono state varate delle leggi illiberali che resistenti a possibili incidenti nucleari. La
prevedono l’intervento della forza pubblica costruzione dell’eventuale centrale compor-
contro eventuali contestazioni, ma le perso- terebbe inoltre la movimentazione di circa un
ne che vedranno tutto intorno, al lavoro per milione di tonnellate di acciaio e cemento.
alcuni anni, le ruspe e i macchinari non po- Ma non si tratta soltanto di difficoltà di lo-
tranno fare a meno di dire la loro, se non al- calizzazione; il nucleare è “impossibile” in
tro per problemi di espropri e di piani rego- Italia anche per i problemi di sistemazione
latori. Forse il governo tenterà di proporre la delle scorie radioattive; i lettori ricorderan-
localizzazione delle eventuali centrali nelle * Professore
no la commedia di quando il governo voleva emerito di
zone demaniali come quelle in cui si trova- seppellire quelle già esistenti in un giaci- merceologia,
no i poligoni di tiro e le servitù militari, ma mento sotterraneo di sale a Scanzano Jonico Università di Bari
anche in questo caso dovrà fare i conti con i in Basilicata. E il governo vuole continuare
vincoli posti dalla natura. a produrre altre scorie costruendo altre cen-
Una eventuale centrale dovrebbe essere in- trali nucleari? 17
Alla ricerca del femminile,
del virile, e del dialogo
fra le culture
Avevo appena terminato la maturità, ho in-
Intervista a Stefano De Santis*
terrotto gli studi e mi sono trasferito presso
a cura di Wilma Massucco
queste sedi di Madre Teresa per tre mesi. È
da lì che è iniziato il mio percorso di scoper-
In gioventù ha trascorso molto tempo con ta vera della spiritualità e dell’India. Dopo
Madre Teresa di Calcutta: cosa ci vuole rac- questa esperienza, ho girato ancora un po’
contare di quella esperienza? per l’India e quando sono rientrato in Italia,
Ho incontrato Madre Teresa a Roma, nel ’72, un anno dopo, non volevo tornare a vivere in
all’età di quindici anni, quando ho iniziato a un ambiente borghese e perbenista, non mi
prestare azione di volontariato presso le “Mis- attiravano i valori della famiglia e della si-
sionarie della Carità”, organizzazione fonda- curezza economica. Sono andato a vivere per
ta appunto da Madre Teresa. Le Missionarie conto mio e per sostenermi ho iniziato a la-
vivevano insieme ai poveri in baracche, di- vorare in teatro. A venti anni, dopo il Servizio
slocate in due zone, una all’Acquedotto Feli- Civile, mi sono iscritto all’Istituto di Lingue
ce – quartiere abusivo accanto alla Via Appia Orientali di Napoli, dove mi sono laureato in
* Stefano De – e l’altra in Via Prenestina. La loro missione Lingua e letteratura Indiana. Subito dopo ho
Santis è nato consisteva nel fornire assistenza a chi viveva vinto una borsa di studio finalizzata all’ap-
e cresciuto a
Roma, dove è nelle baracche e io davo il mio contributo an- profondimento del “Teatro rituale indiano”, e
stato a lungo dando all’asilo, a suonare la chitarra, a canta- con questa sono ritornato in India, dove di
in contatto con re e a giocare con i bambini. I miei compagni fatto sono rimasto a vivere per oltre 10 anni
Madre Teresa di
Calcutta. Da anni
di classe mi prendevano in giro... invece che – e dove vivo tuttora, a fasi alterne.
vive in India, andare alle feste andavo nelle baracche.
sposato con una Con Madre Teresa ho scoperto che il volon- Cosa pensa del modello educativo dei bam-
donna indiana –
Vrinda Dar – da
tariato non era una forma di aiuto, ma era bini in India, al confronto con il modello
cui ha avuto tre servire Cristo come una forma di realizzazio- educativo tipicamente occidentale?
figli. Laureato in ne di sé. Si trattava di vivere non per i pove- Rahul, il mio terzo figlio, ha sei anni, è nato
Lingue orientali,
PHD in filosofia
ri, ma con i poveri, perché era attraverso il e cresciuto in India e pochi mesi fa si è tra-
indiana, docente povero che si poteva entrare maggiormente sferito in Italia, dove ha iniziato ad andare a
di italiano alla in contatto con Gesù. In sostanza, quindi, si scuola. Conosce l’hindi e l’inglese e, da qual-
Benares Hindu
University e
considerava la povertà non come una condi- che mese, anche l’italiano. I suoi insegnan-
consulente zione di disagio ma come una condizione di ti mi dicono che è l’allievo “ideale”: educato,
per progetti privilegio, sì che noi volontari andavamo ad non picchia gli altri bambini, è molto gentile
internazionali
di cooperazione
imparare dal povero, senza nessun atteggia- con le bambine. Questo è un modello di com-
e sviluppo, mento da “poverino” nei suoi confronti. portamento molto apprezzato in India, dove i
ha fondato a Madre Teresa era molto delicata e nello stes- bambini – di età diversa – crescono nel villag-
Varanasi, insieme
alla moglie, una
so tempo trasmetteva una grande energia. gio, interagendo continuamente tra di loro:
ONG finalizzata Dava molto spazio alla mia ricerca spiritua- si gestiscono da soli, si proteggono, si gerar-
al dialogo le: io mi interrogavo sul servizio, sul senso di chizzano, si auto immunizzano. È un’educa-
interculturale una vocazione, sulla spiritualità, sulla pos- zione fatta dai bambini ai bambini, dove i più
(www.
kautilyasociety. sibilità di dialogo tra le religioni... e Madre piccoli imparano dai più grandi.
com). Lo Teresa mi ascoltava, parlava, mi dava tem- In occidente, al contrario, i bambini vengono
intervistiamo a po. Questo dialogo è durato qualche anno, e gestiti dagli adulti: è l’adulto che ne control-
Roma, in una
Traversa di Via ad un certo punto – nel suo andare e venire la la socializzazione, di solito mettendolo in
Prenestina. dall’Italia – mi ha invitato a fare un’espe- relazione con altri bambini della stessa età, e
rienza in India, a Calcutta, nel suo lebbrosa- poi stando continuamente al suo fianco. Così
rio di Barakpur e nella Casa per moribondi facendo, si provoca una doppia castrazione
18 di Premdan. psicologica: i bambini non si responsabiliz-
Palestra delle idee

zano e gli adulti, continuamente al loro ser- nile, e non c’è un unico modo di esprimerla.
vizio, perdono autorità. C’è comunque una caratteristica che la con-
traddistingue, ed è la capacità di compren-
Quali ripercussioni può avere, in età adulta, dere e apprezzare la virilità, e contribuire
il modello educativo seguito nell’infanzia? alla piena manifestazione di essa. Il che è un
Il bambino ha bisogno di un modello verso aspetto essenziale nel rapporto di coppia: se
cui auto-educarsi, di un punto chiaro da rag- c’è competizione tra femminilità e virilità, se
giungere. L’educazione è innanzitutto auto- la donna reprime la virilità dell’uomo, quella
educazione: il bambino non è creta amorfa; coppia non può funzionare. Questa capaci-
deve essere lui a voler crescere, e non l’adul- tà comporta, a monte, la necessità di essere
to che gli impone di crescere, e per fare que- autentici, non stereotipati. Significa vivere la
sto al bambino occorre un modello verso cui propria natura, assumendosi il rischio di es-
tendere. Negando ai bambini il mondo dei sere quello che si è.
bambini, il primo problema è che il loro uni-
co punto di riferimento restano gli adulti. Se Come definirebbe una donna autentica?
poi gli adulti vivono al servizio del bambino, È una donna vera a se stessa. Sa coltivare
perdendo in autorità e in autorevolezza, allo- la propria attrattività, senza perdere in pu-
ra il bambino finisce per perdere quell’unico rezza. Non è inquinata né volgare, mantiene
modello di riferimento verso cui tendere: non un atteggiamento nobile. Non ha bisogno di
vedendo né carisma né autorevolezza, non mostrare a tutti la spada che possiede, per
vede più nessuna meta da raggiungere. sentirsi armata, eppure – nel momento in cui
In sostanza, quindi, il modello educativo ti- vuole colpire – colpisce a morte, e non rispar-
picamente occidentale nega sia la strada che mia quando vuole uccidere. Se vuole penetra-
la meta, e questo fatto ha notevoli ripercus- re un cuore, lo penetra – mentre lei non si
sioni in età adulta, soprattutto in merito allo fa penetrare da nessuno che non voglia. Ma
sviluppo della Femminilità e della Virilità in- quando vuole, sa farsi penetrare fino in fon-
dividuali. do. È fedele a ciò che ama, e non compromette
i propri amori per altri tipi di vantaggi. Non
Cioè? cerca di essere amata da chi non la ama, solo
In Occidente Femminilità e Virilità sono fat- per sentirsi più sicura. Non elemosina.
tori derivanti da aspetti materiali, ormona-
li, appartengono al corpo. In Oriente, inve- Parliamo anche di sessualità: c’è una possi-
ce, Femminilità e Virilità sono un percorso, bilità di dialogo tra Oriente e Occidente?
una meta da conseguire, appartengono allo In occidente la religione cattolica ha con-
spirito. Vengono definite le “virtù fondamen- tribuito fortemente a demonizzare il sesso,
tali”, da cui discendono tutte le altre virtù. concependo un ideale di donna che è vergine
Secondo la visione orientale, non si diventa e madre, e non amante, e un ideale di uomo
femminili o virili così come si diventa vecchi. che non indulge nella ricerca del piacere vi-
Si diventa femminili o virili tramite un pro- rile. Si tratta di un’etica spiritualizzata, che
cesso di cura e di governo di sé, che apprendo attribuisce gli elementi sessuali solo al cor-
osservando fuori. po, e poiché il corpo non è un fatto spirituale,
Ti faccio un esempio. Osserva una bambina il sesso – di conseguenza – è da reprimere.
afgana di cinque anni: è più donna di una Ora, come è noto dalla teoria psicanalitica,
ragazza ventenne di qui. Lo vedi dal cari- i repressi diventano a loro volta carnefici:
sma, dall’autorevolezza, dalla presenza: è già questo spiega perché questa dinamica – di
un’anima forte e matura (a dispetto dell’età), virilità castrata – ha portato al sessismo. La
ha la capacità di aiutare gli altri, di accor- donna è stata vista come tentatrice, da ad-
gersi se c’è bisogno del suo aiuto. In quanto domesticare e da controllare, e l’uomo come
figlia, sa valorizzare il padre e ha la consape- essere a lei superiore. Succede così quando
volezza di voler crescere. c’è una repressione.
Questo per dirti che il modello è davvero im- Sebbene oggi in occidente si tenda ad un
portante: frequentare o rapportarmi a indi- processo di recupero del corpo, dell’indivi-
vidui in carne e ossa, espressione di grande dualismo, della primitività e dell’animalità,
femminilità, o di grande virilità, mi permette ancora il sesso è visto come qualcosa di “dia-
di sviluppare il desiderio di diventare nello bolico”, di non spirituale.
stesso modo. In Oriente la sessualità è vissuta molto di-
versamente, è una caratteristica dell’anima,
Per lei cos’è la Femminilità? è quella che porta alla piena espressione di
La femminilità è la natura dell’essere femmi- Femminilità e Virilità.
››› 19
Palestra delle idee

››› Quale relazione tra sentimento e sessualità? Lei da 22 anni è felicemente sposato con
Innanzitutto bisogna mettersi d’accordo su una donna indiana, di cultura indù, da cui
cosa si intende per sentimento. Per me il sen- ha avuto tre figli: quanto è difficile instau-
timento ha a che fare con la capacità di sen- rare un dialogo interculturale?
tire se stessi, di sentirsi. Nel momento in cui Vrinda, che ho incontrato all’Università di
mi sento incompleto, nasce in me un bisogno Benares, era di famiglia hindu e suo padre –
di completezza, che posso colmare ad esem- bramino – non voleva che sua figlia si sposas-
pio entrando in relazione con l’Anima uni- se con uno straniero. Pertanto ci siamo spo-
versale – se sono un mistico – oppure entran- sati in forma Divya, una sorta di “matrimonio
do in relazione con una donna – se prevale la segreto” che non richiede la presenza del pa-
mia componente virile. Quando entro in una dre (più tardi dopo aver “corteggiato il padre”
relazione, è importante sentire se questa re- abbiamo anche fatto un matrimonio con il
lazione arricchisce il sentimento che io ho di rito vedico, celebrato dalla famiglia della ra-
me – e allora è un bene – oppure no. gazza). In genere presso gli hindu usa il “ma-
In occidente quando si parla di sentimento si trimonio combinato” dalla famiglia, mentre
tende a parlare di innamoramento. In realtà, la possibilità che gli sposi si scelgano da se
l’innamoramento è solo una fase del rapporto medesimi è molto meno frequente. Vrinda ha
di coppia e, perchè una coppia duri nel tem- comunque fatto questa scelta... e oggi, dopo
po, occorre la consapevolezza che i momenti 22 anni di matrimonio con lei, posso dire che
romantici si alternano a momenti non ro- instaurare e mantenere vivo un dialogo inter-
mantici. In occidente, invece, quando manca culturale non è facile. Si tratta di una conti-
la componente romantica ci si chiede subito: nua ricerca dei tuoi valori e dei valori dell’al-
cosa c’è che non va? Il punto è che il rapporto tro, e questo è difficile, perché noi non siamo
di coppia ha un’evoluzione, così come il fiore capaci di dialogare neppure all’interno della
si trasforma in frutto, e poi in seme per rige- nostra cultura (non è attraverso l’imitazione
nerare di nuovo il fiore. È un ciclo, e se non di uno standard che tu comprendi la tua cul-
sono capace di accettarlo, se vincolo l’amore tura). Per contro, sono convinto che chi è ve-
alla fase del fiore, allora – non appena il fiore ramente aperto alla propria cultura è capace
naturalmente si trasformerà in frutto – io in- di aprirsi anche ad un’altra cultura. È come
comincerò a cercare un altro fiore. per l’arte: se sei un artista, un artista vero (e
In oriente il romanticismo è solo una fase del non un imitatore), puoi comprendere l’arte in
processo di relazione di una coppia, e può generale, anche quando è diversa dalla tua
esserci come no. Quello che conta è la mia specifica forma artistica.
disponibilità ad incontrare la donna, qua-
lunque tipo di donna. È un po’ come avere Kautilya è il nome della ONG che avete fon-
un figlio: non è che lo accetti solo se ha certe dato a Benares, finalizzata al dialogo inter-
caratteristiche, lo accetti e basta, senza sce- culturale…
glierlo. È lo stesso per l’amante: il punto è Mia moglie ed io volevamo condividere e al-
rendersi disponibili all’Amore, cioè occorre largare le nostre esperienze di dialogo inter-
una psicologia dell’incontro. In questi termi- culturale, e per questo abbiamo comprato una
ni parlare di sessualità assume un significato casa a Benares, resa poi la sede di questa ONG,
molto profondo: l’atto sessuale è il momento dove si può mangiare-dormire-incontrarsi-
in cui si mette in luce ed emerge un’animali- scambiare esperienze. È una casa in riva al
tà e una spiritualità che sono il manifestarsi Gange, si affaccia su uno dei tanti ghat su cui
dell’uomo originale e della donna origina- al mattino i credenti vanno a svolgere i loro
le. Insieme evocano il loro essere maschile rituali mistici e a fare le loro abluzioni.
e femminile, dove il modo di essere di uno è Abbiamo scelto Benares come sede di Kau-
compatibile con il modo di sentire dell’altro. tilya perché Benares è tradizionalmente una
L’erotismo è una ricerca spirituale, è la ricer- città sacra e una città di studi, molto dedi-
ca della propria natura erotica fondamenta- cata alla religione e all’approfondimento del
le, e ha a che fare con la capacità di aprirsi rapporto vita-morte, una città dove la gente
a Verità profonde, non a quelle precostituite solitamente viene a dedicare l’ultima parte
dalle mie aspettative. della propria vita.

20
Casa per la pace di Ghilarza

“Piccole donne” in azione per il bene comune,


legato alla loro terra e alla loro quotidianità
liare di una coppia di erboristi, disponibili a
di Claudia Bernacchi* far conoscere il territorio e la loro passione
per le piante. Non aggiungo altro come noti-

S ono tornata da poco dalla Sardegna, dalla


Casa per la Pace di Ghilarza, uno dei Centri
del Movimento Nonviolento. È stata un’occa-
zie pratiche perché lascio alla curiosità del
lettore di trovare altre informazioni su tutte
le “case amiche”, reperibili in due fonti: nel
sione non prevista e quindi ancora più gra- sito www.domusamigas.it e in un testo di-
dita che ha consentito, a me e a mio marito, sponibile in libreria di Mariacarla Castagna
Alberto Trevisan, di poter godere di un itine- “In Sardegna tra mare e miniere, 22 giorni a
rario di pace fra le bellezze primaverili della piedi nel più spettacolare parco geominera-
Sardegna. Altre volte ci siamo trovati a per- rio d’Italia, 2008, ed. Terre di Mezzo, Milano
correre itinerari di pace, a volte legati alla – tel. 02 83242426, www.terre.it/libri. Il libro,
visita di luoghi della “memoria”, cioè a po- che riporta notizie molto belle su quella terra
sti dove hanno vissuto “testimoni di pace” e e sulla realtà di Domus Amigas, non a caso in
dove ora riposano: da don Milani, a Balducci, sottocopertina, riporta una citazione di Erri
La Pira, Alex Langer, Dossetti, solo per fare De Luca che così recita “Alla domenica erano
qualche esempio. aperti, i loro occhi, e le camicie in piazza le
Abbiamo voluto “proseguire il cammino”, più bianche”.
verso nuove realtà di nonviolenza, avvicina- Questa realtà nata nel 1999 da un gruppo
te l’anno scorso grazie al Seminario svoltosi di donne “partite dai bisogni, dalle esigen-
alla Casa per la Pace di Ghilarza (vedasi arti- ze dell’ambiente e delle persone del luogo….
colo in Azione nonviolenta n. 10/2008, pagg. per uno sviluppo che migliorasse da subito
22–25, “L’estate nonviolenta alla Casa per la la vita” è stato promosso da Teresa Piras,
pace di Ghilarza”), promosso da Agata e Ma- allieva di Capitini all’Università di Cagliari
rino con grande tenacia e convinzione. nel tempo in cui lui svolgeva la sua attività
Abbiamo voluto conoscere in diretta la realtà didattica. A Teresa, tante altre donne si sono
di “Domus Amigas” che si definisce un “Cen- aggiunte nel tempo e tutte con un ruolo at-
tro di Sperimentazione di Autosviluppo” del tivo secondo i “propri talenti”: io ho avuto
sud-ovest della Sardegna, nato con l’intento la gioia di essere invitata in uno dei loro in-
di “promuovere un turismo responsabile, eco- contri settimanali ed avere la possibilità di
logico, leggero e a basso impatto ambientale”. “gustare” cosa vuol dire essere “cittadini at-
tivi”. Teresa, Paola, Monika e tante altre con
E allora con questo breve scritto vorrei contri- le loro famiglie e i loro mariti lo fanno nella
buire a far conoscere, a chi non avesse anco- loro quotidianità e diventano “seminatrici di
ra avuto modo di farlo, la realtà delle Domus speranza” in una terra che Primo Levi ha de-
Amigas (le “Piccole donne” appunto, parafra- scritto come: “Quella era una terra di roccia
sando il titolo di un romanzo di altri tempi e di vento, che mi piacque subito; l’aria era
come quello di Luisa Alcott). Con questo breve piena di odori d’erba amari e selvaggi e la
contributo penso di fare un dono a chi è alla gente sembrava forte e semplice”.
ricerca di poter concedersi dei giorni di “ripo- Dal 3 al 5 luglio 2009 proprio in quella terra
so” alimentandosi dello spirito offerto dall’as- del Sulcis si svolgerà una importante inizia- * Assistente
sociale, docente
sociazione con la “disponibilità ad accogliere tiva per valutare l’impatto delle politiche e di “Metodologia
lo straniero, su strangiu, offrendogli le cose degli investimenti pubblici sulle economie dei servizi sociali
più saporite, più tenere e speciali”. locali. e sanitari”,
aderente al
Di questi luoghi, noi abbiamo usufruito Questo percorso di pace, è uno dei tanti frutti Movimento
dell’accoglienza di due posti collocati in am- che la Casa per la Pace di Ghilarza ha fatto Nonviolento di
bienti diversi: la Casa Joanni-Caboni a Ma- maturare grazie alla sua attività che anche Padova
sainas e il B&B Le Ginestre a Gonnesa. La per il 2009 si presenta interessante e densa
prima è un’azienda familiare a coltivazione di “piccole” ma “grandi” iniziative, dal “globa-
biologica, la seconda è un’abitazione fami- le” al “locale” e viceversa. 21
Bassano

Memoria della Liberazione


con la nonviolenza
I cittadini di Bassano non hanno la stessa
di Bassiano Moro* opinione sull’eccidio e sulla Resistenza. Ci
sono persone e gruppi non definiti che osteg-
giano la Memoria. Comunque queste cele-

L a bandiera della Nonviolenza, simbolo del


Movimento Nonviolento, è sfilata insieme a
labari e gagliardetti nella commemorazione
brazioni sono, come al solito, traboccanti di
atteggiamenti militari e spesso con picchetto
militare o fanfara d’onore; l’Amministrazio-
del 25 Aprile a Bassano del Grappa (foto). ne Comunale e il sacerdote officiante vi si
La bandiera, raffigurante il fucile spezzato con adeguano sempre volentieri.
la scritta Nonviolenza, sopra lo sfondo dei co- Lo scorso anno, in Maggio, si è svolta l’81
lori della pace, è stata ben accolta (sembra) o esima adunata Alpini, la quale ha avuto un
tollerata tra le ordinate file dei rappresentanti successo strabiliante. Chi non era d’accordo
d’arma, nonostante qualche apprensione. ha dovuto mugugnare in privato.
Credo che questa presenza, “infiltratasi” per la Solo il Movimento Nonviolento manifestò
prima volta nella celebrazione del 25 Aprile a pubblicamente dissenso e preoccupazione
Bassano del Grappa, sia un necessario riferi- verso tale orgogliosa e militaristica manife-
mento per dare un giusto significato di pace stazione. Da quella data ad oggi il militari-
ad una commemorazione ancora oggi divisa smo addobbato di solidarietà civile ha rice-
su diversi schieramenti di colori politici. vuto altri consistenti consensi (adunate, mo-
Bassano è custode della Memoria dell’Ecci- numenti, celebrazioni, mostre).
dio del Grappa (il monte Grappa) avvenuto il Quest’anno, al 25 Aprile, la bandiera della
26 Settembre del 1944 per mano di aguzzi- Nonviolenza con il fucile spezzato è compar-
ni nazi-fascisti. A Bassano furono impiccati sa improvvisamente nella celebrazione già
decine di giovani partigiani ed esiste quindi descritta. È stato necessario questo inusitato
il viale dei Martiri dove ogni anno vengono intervento per avviare una stagione di rifles-
fatte le commemorazioni ufficiali. L’evento sione su tanto militarismo dilagante, anche
storico è molto importante a Bassano per cui sul piano della repressione, a cui la cittadi-
è commemorato sia al 26 Settembre, sia al nanza è ormai assuefatta.
25 Aprile con la stessa prassi; questa ultima Accettare la Nonviolenza, incominciando ad
* del Movimento
Nonviolento data riguarda la “liberazione” e viene ricor- accettare la sua bandiera in una cerimonia
di Bassano data ufficialmente in tutta Italia. civile di forte connotato militare, è un auspi-
cio per avviare il pensiero, la cultura verso i
principi della Nonviolenza; e di questo non
si pretende se ne facciano carico gli anzia-
ni, bensì i giovani. È quindi auspicabile che i
giovani percepiscano il significato di un nuo-
vo elemento fondamentale, quale è la Nonvio-
lenza, inserito nella manifestazione della Me-
moria nazionale, affinché la Memoria stessa
mantenga il suo vero significato nel futuro,
che è per la vera Pace.
L’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani
d’Italia) di Bassano ha un nuovo presidente
ed egli ha manifestato interesse per la non-
violenza. Può succedere che un proficuo la-
voro d’intesa tra il Movimento Nonviolento
e l’ANPI di Bassano, per la sua specifica fun-
zione, induca le autorità consuete ad accet-
tare ed includere l’elemento “Nonviolenza”
22 nelle manifestazioni cittadine.
Agnone

Donare un libro
ho ricevuto l’invito per partecipare alla pre-
sentazione del libro, l’ho accettato davvero
volentieri e con la curiosità di vedere final-

è atto d’amore
mente il luogo delle Edizioni dell’Amicizia.
Ed è questo spirito, questo stesso paesaggio,
questo stesso piacere della contemplazione
che ho sentito in quei giorni nelle parole di
Remo mentre mi raccontava la storia di Agno-
ne. C’entra molto la bellezza. Penso che ‘bel-
di Mao Valpiana lezza’ sia uno dei possibili nomi della non-
violenza. Un altro, naturalmente, è ‘amore’.
Non l’amore generico che sta sugli altari, ma
“Non per profitto o vanità ma per amore”. È l’amore vissuto, l’amore che si sporca le mani,
questo il motto inciso nel logo delle Edizio- l’amore che si mescola anche con la terra, con
ni dell’Amicizia, la piccola casa editrice di le cose brutte del mondo, con la violenza, con
Agnone (Alto Molise), che rifiuta la proprietà le guerre, che vuole entrarci dentro, per solle-
letteraria e dona le sue pubblicazioni. Nella vare un po’, per uscirne. Amore è l’altro nome
quarta di copertina dei volumi, curati con gu- della nonviolenza. Bellezza e Amore. Nel libro
sto e precisione, al posto del prezzo c’è stam- questo viene descritto molto chiaramente: è
pata la parola “dono”. Si badi bene, non “gra- un testo nel quale Remo riesce con sapienza a
tis” o “omaggio”, ma proprio “dono”, cioè un fare una sintesi densa, a regalarci quasi delle
regalo fatto con amore. Basterebbe questo per pillole di saggezza di un’idea e una pratica
farne un caso unico nel panorama dell’edito- che viene da lontanissimo, che viene da mil-
ria (vedi Azione nonviolenta, dicembre 2007 lenni prima di noi. La nonviolenza non l’ha
pag. 22). Significative le Collane delle Edizioni inventata Gandhi. Lui stesso dice: “La non-
dell’Amicizia: poesia, esperienze nonviolente, violenza è antica come le montagne”. Il lavo-
gratitudine, contemplazione, altomolisana. ro importante di Remo è stato di raccogliere
Remo de Ciocchis è l’instancabile animato- tutta questa ricchezza e cercare di sistema-
re delle Edizioni dell’Amicizia e del Centro tizzarla. È quindi importante che Remo si sia
di spiritualità nonviolenta ad esse collegato; fatto strumento, anche umile, anche semplice,
persona mite, di grande sensibilità e cultura; per giungere alla sistematizzazione di queste
amico della nonviolenza, tenace, generoso, idee di nonviolenza. Egli è per una nonviolen-
stimatissimo, contemplativo. za radicale: va alle radici della nonviolenza,
Tempo fa sono stato ad Agnone su invito di nel profondo, ed è intransigente, anche se nei
Remo de Chiocchis, in occasione della pre- suoi scritti traspare la commozione anche per
sentazione del suo libro “Il volto della non- la religione tradizionale, un’insopprimibile
violenza”. Piccolo comune in provincia di valenza mistica verticale, che l’ha portato a
Isernia, Agnone è noto in tutto il mondo per scrivere libri di preghiere.
la fabbricazione della campane (nell’anti- Da poco è uscito un volumetto che racco-
chissima fonderia Martinelli), che possono glie gli “Atti della presentazione del libro Il
fregiarsi dello stemma pontificio. Visitare volto della nonviolenza” (con gli interventi
Agnone con la prestigiosa guida di de Chioc- di Nicola Terracciano “I limiti del dibattito
chis (che tra l’altro è Ispettore Onorario per sulla nonviolenza nel mondo politico italia-
i Beni Archeologici) è stato un privilegio: si no e un libro chiarificatore”, Mario D’Aloi-
entra nelle affascinanti storie dei culti di San se “L’amore nonviolento, via di santità e di
Cristanzio e Sant’Emidio e della Chiesa di salvezza in Dio”, Franco Mazziotta “Un libro
Sant’Antonio Abate, San Marco, San Nicola, sull’amore nell’ottica del dono”, Mao Valpia-
San Pietro Apostolo; un patrimonio artistico na “La nonviolenza sociale e politica di Aldo
inestimabile, immerso in una natura rigo- Capitini e la nonviolenza integrale di Remo
gliosa e panorami mozzafiato: Agnone è una de Ciocchis”; precedono i saluti del Sindaco
perla rara e Remo de Ciocchis ti trasmette e dell’Assessore alla cultura; seguono le con-
tutto il suo amore per quella terra. clusioni di Remo de Ciocchis).
Non avevo ancora vent’anni (cioè più di
trent’anni fa) e già su Azione nonviolenta leg-
gevo il nome di Remo de Ciocchis, che inter- Edizioni dell’Amicizia
veniva nei dibattiti e scriveva lettere da Agno- Corso Vittorio Emanuele, 45
ne, per cui questo paese per me era quasi un 86081 Agone (Isernia)
luogo mitico, lontano e immaginario. Quando rdeciocchis@yahoo.it 23
Ci
ne a
m

A cura di Enrico Pompeo


È innegabile che le nostre esistenze siano sempre più potersi muovere senza problemi in questi settori e non
determinate da una presenza massiccia di strumenti essere più oggetto facile di passività, dovuta ad ignoranza.
di comunicazione. Dai telefonini alle tv a pagamento, a Tre pellicole per riflettere insieme sui rischi che corria-
internet ognuno di noi passa una considerevole mole mo a lasciarci cuocere nella mancanza di conoscenza:
di tempo personale nell'interazione con una macchina
per ascoltare e ricevere notizie, scambiarsi opinioni, svi- 'QUARTO POTERE' (USA, 1941)
luppare e confrontare idee. Non è questa la sede op- di Orson Welles con: Orson Welles, Joseph Cotten
portuna per entrare nell'infinita discussione su quanto
questa liberazione e partecipazione alla possibilità di Considerato da schiere di critici il 'film più bello della
condivisione sia elemento positivo oppure da valuta- storia del cinema', è sicuramente un capolavoro inne-
re negativamente data la spersonalizzante dinamica gabile. Attraverso la storia di Charles Foster Keane,
dovuta ad un rapporto con le macchine, più che con questo lungometraggio ci conduce alla scoperta delle
gli individui. È una questione aperta e probabilmente tecniche di seduzione e di perfidia che il potere riesce
solo il tempo consentirà di esprimere una valutazione a inventare costantemente per fornire una verità che
corretta del dilemma. Probabilmente, allo stato attuale, appare manipolata ma convince larghe fette di popo-
entrambe le due accezioni hanno ragion d'essere e lazione.
sono specchio fedele di una realtà caotica, sempre più Memorabili alcuni passaggi: ma su tutto è l'atmosfera
refrattaria ad interpretazioni univoche e sempre più generale a lasciare senza fiato, questa continua ricerca
interpretabile con chiavi di lettura e punti di vista ap- del modo migliore per piacere e convincere, anche a
parentemente opposti, ma adatti a raccontare la com- costo di distruggere la propria vita.
plessità di ciò che accade nel contemporaneo. Incredibilmente moderno e così aderente alla contem-
È però evidente che, data questa proliferazione appa- poraneità di chi lo guarda da più di 60 anni.
rentemente senza possibilità di saturazione dei mezzi
di comunicazione, determina l'obbligatorietà della cono- TALK RADIO (USA, 1998)
scenza degli strumenti sempre più nuovi e così attrattivi, di Oliver Stone con Eric Bogosian, Alec Baldwin
se lo scopo vuole essere quello di riuscire a comunicare
con una fetta sempre più ampia di popolazione. Amara e cruda analisi dei meccanismi che determina-
Credo che la posizione del rifiuto categorico, sia no la capacità degli esseri umani di esprimere i propri
nell'utilizzo, ma soprattutto nella necessità di studio e lati oscuri solo attraverso una voce esterna pronta a
approfondimento di queste nostri compagni di strada riceverli, proteggendoli nell'anonimato, dietro la rassi-
sia legittima, ma non utile se si vuole mescolarsi agli curante corazza di un microfono che garantisce una
altri e partecipare. In questo ambito, come purtrop- riconoscibilità tutta esteriore.
po spesso accade, il nostro paese è indietro in modo Straordinaria la scelta di ambientare quasi tutto que-
scandaloso: nelle scuole, sia quelle dell'obbligo che in sto film dentro le claustofobriche pareti di uno studio
ambito universitario, non esistono – o sono in mino- radiofonico, dal quale solo una voce arrabbiata, ma
ranza assoluta – corsi di acquisizione e conoscenza dei drammaticamente sola, sembra riuscire a scappare via.
meccanismi che governano questi strumenti ed è ov-
vio che chi li conosce e sa come usarli, ha un potere LA SECONDA GUERRA CIVILE AMERICANA
enorme nelle proprie mani, in quanto può orientare (USA, 1997), di Joe Dante con Beau Bridges, James
il senso delle informazioni, delineare l'orientamento Earl Jones
della comunicazione, che rimane oggetto multiforme,
orizzontale e perciò refrattario al completo ingabbia- Sono i tempi televisivi che determinano il ritmo di suc-
mento, ma permeabile alle possibili deformazioni. cessione degli eventi e addirittura l'audience può de-
È esperienza comune quella di notare come chi riesce terminare lo scoppio di una tragedia dalle conseguenze
a parlare, scrivere in un certo modo, riesca ad otte- inimmaginabili. Farsa tragica, ma paradossalmente mol-
nere dall'uditorio un'attenzione e un seguito maggiori to più lontana dall'irrealtà di quanto, probabilmente,
di un altro che ha, magari, idee più profonde, ma anca era anche nelle intenzioni dell'autore. La politica è un
degli strumenti più adeguati per diffonderle. genere televisivo: niente di più, niente di meno.
Certo, c'è chi è portato e chi no; ma la democratizzazio- Brividi da realtà?
ne delle tecniche di utilizzo consentirebbe a ciascuno di

24 cinema
Per

es
emp
io

A cura di Maria G. Di Rienzo


"Dapprima non volevo guardare il viso di Hasib Hussain so, ma la realtà è che nessun livello di odio, per quanto
ma infine l'ho fatto... e quel che ho visto era semplice- alto sia, mi riporterà mio figlio. L'attentatore è morto,
mente un giovane uomo", dice Marie Fatayi-Williams e Dio onnipotente lo giudicherà. In effetti, provo solo
a proposito di chi ha ucciso suo figlio. Anthony Fatayi- tristezza per chi ha compiuto gli attentati e per chi atti-
Williams (foto) morì infatti sull'autobus n. 30 durante vamente va in cerca di menti svuotate in cui imprimere
l'attentato terroristico a Londra del 7 luglio 2005. Allo- negatività e rancore. A volte penso ad Hasib Hussain
ra, l'accorata richiesta di sua madre affinché la violenza e mi chiedo: avrà avuto un solo attimo di dubbio? Vo-
avesse fine guadagnò le prime pagine dei giornali. leva davvero far saltare in aria l'autobus o ad un certo
"Quando dissi quelle cose, cinque giorni dopo la mor- punto le cose gli sono sfuggite di mano? Se ha avuto
te di Anthony, non avevo il totale controllo su ciò che un attimo di dubbio, di paura, di incertezza, allora c'è
usciva dalla mia bocca. Tutto quel che sentivo era la speranza. Significa che se qualcuno gli avesse chiesto
vicinanza di Dio e dello spirito di mio figlio. Sentivo per quale causa era disposto a morire, non sarebbe
di dovermi appellare a coloro che avevano agito e a stato in grado di articolare con chiarezza una risposta,
coloro che avevano progettato il disastro. Volevo dir di giustificare un'azione così estrema.
loro: non vedete quanto profondamente mi avete feri- Che ispirazione può dare un massacro crudele? Ab-
ta? Non riuscite a capire cos'avete fatto a me e a tutti biamo bisogno di domandarci perché succede. Solo
quelli nelle mie stesse condizioni? Quale buona causa allora saremo in grado di dare inizio al dialogo che
può essere perseguita in tal modo? creerà la pace. Se mai potessi incontrare un terrorista
La gente si meraviglia per il fatto che non provo davve- gli direi: Per favore, possiamo parlare? Sto cercando
ro odio. Forse mi sono costretta a non provarlo, non lo una ragione. Se non so cosa fa ammalare le persone
come posso essere d'aiuto nel guarirle?
L'Islam non predica: "Uccidi, e Dio ti benedirà", e chi lo
dice sta dissacrando le parole del Corano. Ma anche
in questo caso, invece di limitarci a condannare, non
dovremmo chiederci da dove viene questa attitudine,
perché queste persone pensano così?
Io non avrei mai creduto che sarei stata vittima del ter-
rorismo. Anthony era un giovane uomo che amava la
pace, che aveva solo tenerezza nel suo cuore. Era con-
trario alla guerra in tutte le sue forme. Questo è il moti-
vo per cui ho creato una Fondazione a suo nome. Non
riesco a pensare a nessun altro modo per darmi un po'
di sollievo e per darne a chi sta soffrendo come me.
Ma per raggiungere la pace bisogna lavorare, lavorare
duro. Non ti arriva su un piatto fatto di buone inten-
zioni. E non puoi dare quel che non hai. Perciò la pace
dobbiamo costruirla, averla in noi stessi e offrirla agli
altri. L'unico modo in cui posso sopravvivere, e far sa-
pere alle due figlie che mi restano che la morte non è
la fine nè il fine, è dimostrare che non si può ottenere
alcunché con la violenza. Se riesco a fermare un solo
potenziale attentatore, se costui riesce a provare pena
per il dolore inflitto alla mamma di Anthony, se riesco
a fargli capire che uccidere innocenti non è servire Dio
in alcun modo, allora benedirò costui per il resto della
mia vita, e la morte di Anthony non sarà stata vana."
La Fondazione internazionale Anthony Fatayi-Williams
promuove la pace e la risoluzione nonviolenta dei con-
flitti. Marie, di origine nigeriana, è cattolica e suo marito
è musulmano.

per esempio 25
Ed u
caz o n
i
e

A cura di Pasquale Pugliese


Questo articolo nasce da un grande dolore, dovuto Detto questo per onestà intellettuale, credo che il TdO
alla scomparsa del creatore del Teatro dell’Oppresso, poggi comunque su alcuni fondamenti della nonviolen-
il brasiliano Augusto Boal, connazionale di Paulo Freire, za, per cui rimando a miei precedenti articoli, anche su
morti il 2 maggio a distanza di 12 anni uno dall’altro. questa stessa rivista2.
Boal era diventato nel 1956 vice-direttore del Teatro Venendo al tema educativo, è da ricordare che Boal è
Arena di San Paolo, portandovi la novità del metodo vissuto nel Brasile con Freire, ha respirato la stessa aria
Stanislavskij per la formazione dell’attore e un preciso metodologica della coscientizzazione freiriana.
impegno a favore degli ultimi e per un teatro popolare. Non a caso i due primi libri di entrambi ricordano an-
Dopo il golpe del 1964 continua a operare anche che nel titolo “gli oppressi” (3).
clandestinamente finché viene arrestato, torturato per In una concezione larga di educazione come crescita di
alcuni mesi ed espulso in Argentina nel 1971. Fino al coscienza del proprio essere-nel-mondo, non da soli,
1976 gira in Sudamerica, affinando il nuovo metodo di non impotenti, non in competizione perenne, la con-
teatro “politico ma non ideologico” che chiama “Teatro cezione che aveva Freire, una concezione politica nel
degli oppressi” (Boal, Augusto, Il poliziotto e la masche- senso greco della parola, ovvero nella gestione della
ra. Giochi esercizi e tecniche del teatro dell'oppresso1, polis, della comunità, ci sta anche il TdO di Boal.
Molfetta-Bari, La Meridiana, 1993 (2° ed. 1996, 3° ed. L’atteggiamento di fondo è il medesimo: nessuno libera
2001). Dopo 3 anni a Lisbona si trasferisce a Parigi nessuno, nessuno si libera da solo, ci si libera assieme
dove fonda un centro TdO (Boal, Augusto, L'arcoba- in solidarietà…
leno del desiderio, Molfetta, La Meridiana, 1994) e nel
1986 torna in Brasile, fonda il CTO di Rio de Janeiro Operativamente in campo educativo ci sono vari per-
e sviluppa l’esperienza del Teatro-Legislativo (Boal, Au- corsi possibili di tipo socio-educativo, che possono es-
gusto, Dal desiderio alla legge. Manuale del teatro di sere attivati col TdO, su svariati temi; tra i più battuti:
cittadinanza, Molfetta, La Meridiana ed., 2002), ovve- - percorsi interculturali
ro un approccio partecipativo alla creazione di leggi - percorsi di prevenzione della violenza e del bullismo
dal basso. Nel marzo 2009 è nominato ambasciatore - percorsi di educazione alla pace e alla gestione
mondiale per il teatro, dall’Unesco. dei conflitti
In suo onore espongo alcune idee sul rapporto tra il - percorsi sulla prevenzione degli stili di vita erronei
suo lavoro e l’educazione nonviolenta. (abuso di tabacco, alcol; alimentazione erronea, ecc.)
Molti anni fa, su questa stessa rivista, sostenevo che - percorsi per la creazione del gruppo educativo o
il Teatro dell’Oppresso (TdO) è un metodo nonvio- classe.
lento intrinsecamente, per vari motivi che confermo a Tra le tecniche predilette ci sono senz’altro i gioche-
distanza di tempo. sercizi, il Teatro-Immagine e il Teatro-Forum.
Premetto che Boal non è mai stato nonviolento con- Per approfondimenti vi invitiamo a consultare il nostro
vinto; a una mia precisa domanda rispose che siamo sito e a contattarci.
nonviolenti finché possiamo esserlo, ma quando il po-
tere ci schiaccia dobbiamo reagire. * Vice-presidente della cooperativa sociale Giolli
Lui aveva molta paura della passività delle persone op- (www.giollicoop.it)
presse e non aveva probabilmente conosciuto bene le
strategie nonviolente o il pensiero di Gandhi. Sostene- Roberto Mazzini
va che la nonviolenza è la strada maestra quando c’è
democrazia, ma sotto la dittatura come si può usare?


2
Boal, Augusto, Il teatro degli oppressi. Teoria e pratica del
1
Mazzini, Roberto, Teatro dell'oppresso e educazione alla teatro latinoamericano, Milano, Feltrinelli, 1977. Freire,
pace, in “Azione nonviolenta” Nov.1989, n.11, pp.17-19 Paulo, La pedagogia degli oppressi, Milano, A. Mondadori,
1971 (ristampato da EGA libri alcuni anni fa).

26 educazione
E con

omia
A cura di Paolo Macina
Quanti figli si sono dimostrati capaci di sostenere il stati effettuati 272 sopralluoghi per verificare la possi-
peso della fama dei loro genitori? Jacopo Fo (foto), uni- bilità di installazione, che hanno portato a 38 impianti
co figlio del premio Nobel Dario Fo e della celebre fotovoltaici installati e 104 avviati. Il gruppo d’acquisto
attrice Franca Rame, è sicuramente tra questi. Partito sulla telefonia fissa ha invece già coinvolto più di 700
come disegnatore e fumettista (Linus,Tango, Cuore, Re persone.
Nudo), Jacopo ha intrapreso una carriera da scrittore Ora il gruppo ci riprova cercando di sfruttare le op-
pubblicando libri con titoli impertinenti e maliziosi, ma portunità offerte da una delle famose leggi Bersani,
soprattutto ha fondato, nell’ormai lontano 1980, la Li- quella che ha liberalizzato il mercato dell’energia elet-
bera Università di Alcatraz. trica. È possibile aderire al gruppo d’acquisto scari-
Situato nell’aulico territorio di Gubbio, il vasto terri- cando i documenti direttamente dal sito, dopodiché
torio della comunità (3 milioni di mq solo di boschi) saranno gli “Alcatraziani” a completare le procedure
ospita un campeggio ed alcune case per un’accoglienza burocratiche e farvi risparmiare il 2% sul normale con-
complessiva di un centinaio di persone, mentre i resi- tratto Enel: hanno già aderito più di 400 famiglie. Va
denti fissi sono una decina (per anni lo scrittore Angese detto che questa proposta ha perso un po’ del suo
e l’attore Pirovano). Nel corso dell’anno e soprattutto effetto dirompente da quando l’Autorità per l’Energia
in estate vengono proposti corsi per le discipline più ha costruito il programma per trovare le migliori of-
disparate, frutto dell’attività di studio di Jacopo e dei ferte disponibili sul territorio (www.autorita.energia.it/
suoi dinamici genitori: yoga demenziale, teatroterapia, trovaofferte.htm), imponendo in pratica ai fornitori un
scrittura creativa, uaz (si, si scrive proprio così) sono livellamento verso l’offerta più bassa. Ma è anche vero
solo alcuni esempi. In 25 anni di attività, più di 50 mila che per molto tempo il sito è stato preso d’assalto dai
persone hanno seguito il migliaio di corsi attivati, ma consumatori critici, interessati anche a rifornirsi presso
la Libera Università si caratterizza anche per un altro produttori di energie rinnovabili.
interessante tipo di impegno civile. Alcatraz prende il nome dal famoso carcere situato
È dagli anni ’80 che Jacopo cerca di realizzare almeno sull’isola della baia di San Francisco, e vuole ricordare le
parte delle idee germogliate a partire dal movimen- famose vie di fuga dalla prigione, oggetto anche di famo-
to della contestazione del ’68: prima proponendole se pellicole cinematografiche, per sottolineare gli effetti
in linea teorica all’interno dei suoi libri, poi cercando positivi dell’evasione da ogni tipo di prigionia, soprattutto
di praticarle in prima persona all’interno della sua quella mentale. Sembra quindi assai naturale che l’ultima
comunità, contando sulla semplicità delle proposte e battaglia intrapresa dalla Libera Università sia quella per
sull’adesione di massa che permetterebbe significati- fondare una televisione indipendente: sono state realiz-
vi risparmi sui costi. Il sito internet della combriccola zate 180 puntate di trasmissioni della durata di un’ora
(www.alcatraz.it) è un florilegio di proposte per ren- l’una, condotte da Beppe Grillo, Lella Costa, Paolo Rossi,
dere minimo l’impatto ecologico della nostra esistenza: i Guzzanti ecc. che, su canali satellitari o locali, hanno
riduttori di flusso (150 mila venduti in tutta Italia, 2.300 già raccolto milioni di spettatori (www.atlantide.tv). Se
solo a Bagnacavallo!), lampadine a risparmio energeti- il gruppo d’acquisto arriva a 50 mila partecipanti, si co-
co, detersivi ecologici ma, soprattutto… gruppi d’ac- mincia. Allora che facciamo, partiamo?
quisto collettivo di beni e servizi.
La comunità ha iniziato anni fa proponendo sconti par-
ticolari per le assicurazioni sottoscritte con CAES e
per i prestiti con Banca Etica. Sono seguite le offerte
di autovetture ad aria compressa, quelle sulle stufe ad
alto rendimento, i prodotti del commercio equo e così
via. Poi si è arrivati a proporre l’acquisto e l’installa-
zione di pannelli fotovoltaici presso la stessa azienda,
in modo da strappare prezzi di favore (sono in grado
di offrire impianti intorno ai 3 kWp già a partire da
6.200/6.400 euro Iva esclusa). A fine 2008, a fronte
di 1.300 richieste del primo studio di fattibilità, sono

economia 27
Li

b ri

A cura di Sergio Albesano

Marc Augé, Il bello della bicicletta, Bollati Boringhieri,To- dola all’automobile; qui stiamo parlando di un libro.
rino 2009, pagg. 65, € 8,00. Augé, già famoso per la teoria dei non luoghi, propo-
ne un testo difficile e filosofico sulla bicicletta come
strumento che ha la possibilità di cambiare il mondo.
Per Gandhi l’oggetto simbolico della sua scelta di non- Se mancava un testo di cultura alta come manuale di
violenza e di autoproduzione era l’arcolaio; nel nostro riferimento per coloro che ogni mattina inforcano la
mondo occidentale, il corrispondente dell’arcolaio bicicletta per andare al lavoro e la usano come mezzo
gandhiano, simbolo di scelte nonviolente ed ecologi- di trasporto e non solo come strumento ludico per le
che, è la bicicletta. Frutto di una decisione di semplicità passeggiate domenicali, adesso c’è.
volontaria, mezzo di trasporto rispettoso dell’ambien- Vale la pena di dare un saggio del suo modo di scri-
te, oggetto nonviolento che non permette comporta- vere, riferendo la proposizione finale del volume: “Il
menti criminali neppure colposi (la maleducazione di solo fatto che l’uso della bicicletta offra una dimen-
alcuni ciclisti che sfrecciano sui marciapiedi è niente al sione concreta al sogno di un mondo utopico in cui
confronto dei novemila morti che gli incidenti stradali la gioia di vivere sia finalmente prioritaria per ognuno
causano solo in Italia), elemento che introduce nella e assicuri il rispetto di tutti ci dà una ragione per spe-
nostra vita ritmi più lenti al confronto dei tempi fre- rare: ritorno all’utopia e ritorno al reale coincidono. In
netici della produzione capitalista (ma la frenesia indu- bicicletta, per cambiare la vita! Il ciclismo come forma
striale si volge verso se stessa, perché, se tutti usano di umanesimo.”
automobili per andare più veloci, le strade si intasano e Insomma, un libro non per tutti, neanche per tutti quel-
alla fine viaggiano più veloci i ciclisti), mezzo per rimet- li che usano la bicicletta quotidianamente, senza accor-
tere in moto il nostro corpo atrofizzato. gersi di far parte di un nuovo umanesimo.
Ma qui non dobbiamo recensire la bicicletta, preferen-

libri
di Christoph Baker

Il bluff della modernità


Sono decenni ormai che viviamo nel mito della modernità. Fra scoperte spaziali, cure
mediche e aggeggi elettronici reali e virtuali, la nostra forma mentis è stata colonizzata da
un idea che tutto questo bendiddio materiale sia per forza un progresso. L’esempio dei
telefoni cellulari è emblematico: oggi mamme e papà iper-premurosi stanno equipaggiando
i propri figli con un telefonino già all’età di 8 anni. Mentre ci sono ricerche scientifiche
in Gran Bretagna che indicano che l’uso del cellulare è molto rischioso per il sistema
neurologico dei bambini da 8 a 15 anni. Questo dunque sarebbe un bene?

Mentre riempiamo la nostra vita di gadget e medicine, l’uomo continua come dalla notte
dei tempi a distruggere, stuprare, uccidere e fregare il prossimo. Su questo fronte, niente
progresso, niente di nuovo all’orizzonte, niente modernità.
La vera modernità sarebbe l’abbandono della legge del più forte, dell’avidità, della sete di

Il calice
potere. Sarebbe sposare la dolcezza e la lentezza, e andare incontro
al prossimo senza difese e senza pretese. Sarebbe vivere in armonia
con la Terra.

Sarebbe non dovere più usare il condizionale…

28
Let
ter
e

scrivere a redazione@nonviolenti.org

Egregio Signor Sindaco, dormire è stato già abbandonato da tutti ed è stato


già scacciato da ogni luogo, è arrabbiato e non ha più
qualche tempo fa, sono uscita da teatro dopo mez- nulla da perdere, niente ha ricevuto e tutto gli è sta-
zanotte e mi sono diretta a recuperare la macchina to portato via. Cosa gli può impedire di esplodere in
parcheggiata dalle parti di ponte Pietra, attraversando una rabbia cieca, di diventare violento come una bestia
così una piccola area verde vicino all'argine, deserta e ferita, prendendosela, ovviamente, con chi gli sembra
male illuminata. ancora più debole e vulnerabile di lui?
Mi sono imbattuta così in qualcosa che non avrei mai Ecco perché, malgrado lei cerchi di rassicurarmi dicen-
voluto vedere. domi che le ronde mi proteggeranno, da quando ho
Per la prima volta ho visto le nostre vecchie, larghe e visto quelle panchine io so di essere in pericolo. Ve-
lunghe panchine di legno modificate in un modo di cui dendo quell'uomo dormire a terra, ho capito in pochi
stentavo a capire il senso: come mai, proprio al centro attimi tutta l'inutilità della repressione, del controllo os-
del sedile, era stato piazzato un enorme bracciolo di sessivo del territorio, della difesa civica ecc. ecc. Sono
metallo che divide il pianale praticamente a metà? Ho tra coloro che credono, con Etty Hillesum (la quale,
guardato le altre panchine lì attorno: erano tutte così. le ricordo, ha detto queste cose poco prima di mo-
Mentre fissavo attonita lo strano panorama, ho scorto rire in un campo di concentramento): "ogni atomo di
il corpo infagottato di un vecchio che dormiva un po' odio rende il mondo più inospitale" e quindi chi semina
più in là, gettato come un sacco sull'erba ghiacciata. diffidenza e intolleranza è destinato inevitabilmente a
Ho finalmente collegato l'uomo a terra e la panchina raccogliere violenza e odio.
"a dorso d'asino" (così si chiamano, mi hanno spiegato Perciò le chiedo, Signor Sindaco, di togliere quei vergo-
poi), e quando ho capito a cosa servivano quegli strani gnosi dorsi d'asino dalle nostre panchine per offrirle,
braccioli, ho sentito una vergogna repentina, oscura e se almeno non sappiamo fare di meglio, a coloro ai
cieca salirmi alla testa. quali non diamo un vero letto. Questo sarebbe già un
Non è difficile spiegarle perché ho provato vergogna. piccolo antidoto contro la violenza che sta invadendo
Verona non è mai stata una città particolarmente acco- le nostre strade; se ne potrebbero, ovviamente, trovare
gliente. Mia madre, una "terrona" arrivata qui all'inizio altri e molto più efficaci.
degli anni '60, me l'ha più volte confermato, e anche Inoltre le faccio secondariamente notare che su que-
lei si è dovuta fare alcune notti sulle panchine, quando sto nuovo modello di panchina risulta impossibile ba-
non aveva un soldo e nessuno le dava una mano, mal- ciarsi ed abbracciarsi, ostacolati in tutto e per tutto
grado fosse sola al mondo e nemmeno maggiorenne. dalla sbarra di metallo. Come lei ben sa, ogni veronese
Mi vergogno, come cittadina veronese, di abitare in una di entrambi i sessi ha trascorso almeno una tappa del-
città che in più di quarant'anni non ha saputo far nulla la sua vita amorosa sulle panchine di quella che nel
per se stessa, e la invito a riflettere sul fatto che da mondo, paradossalmente, è conosciuta come "la città
quando lei è sindaco non è stata affatto ribadita l'idea dell'amore".
che saper accogliere e soccorrere la povertà è indice Monica Benedetti
di civiltà e signoria, ma anche di saggezza e di lungimi- Verona
ranza politiche.
Tiro in ballo la lungimiranza per spiegarle il perché,
subito dopo la vergogna, sono stata invasa da una sen-
sazione di intensa paura. Se le confessassi che avevo
paura dell'uomo addormentato o del fatto di trovarmi
in un parco da sola di notte, lei certo mi potrebbe ca-
pire molto bene; in realtà, strano a dirsi, io avevo paura
della panchina. Come mai?
Signor Sindaco, lei che ci parla di sicurezza e di ronde,
dovrebbe riflettere invece più a fondo su una cruda
e chiara realtà: nessuna norma e nessun dispositivo –
per quanto ingegnoso – hanno il potere di eliminare il
bisogno che hanno gli esseri umani di avere un luogo
in cui ripararsi. Chi ha bisogno di una panchina per

30
lettere
Scritti di Aldo Capitini Libri di e su Don Lorenzo Milani Muller J. Marie, Il principio nonviolenza, € 15,00
Il messaggio di Aldo Capitini, € 15,50 Lettera a una professoressa, edizione 40° anniversario, Patfoort Pat, Difendersi senza aggredire, € 24,00
Tecniche della nonviolenza, € 7,75 Martinelli Edoardo, € 14,00 Peyretti Enrico, Il diritto di non uccidere € 14,00
Elementi di un’esperienza religiosa, € 9,80 Don Milani nella scrittura collettiva, F. Gesualdi, JL Peyretti Enrico, Esperimenti con la verità. Saggezza e
Italia nonviolenta, € 6,20 Corzo Toral, € 9,30 politica di Gandhi, € 10,00
Il potere di tutti, € 13,90 La parola fa eguali, € 12,00 Pontara Giuliano, L’antibarbarie, € 22,00
Vita religiosa, € 5,00 Documento sui processi contro Don Milani, C.F.R. Sharp Gene, Politica dell’azione nonviolenta. Vol.1-2-3,
Le ragioni della nonviolenza, € 16,00 Don Milani e Scuola Barbiana € 5,00 € 36,10
Scritti filosofici e religiosi, € 25,00 Lorenzo Milani, gli anni del privilegio, Borghini Fa- Semelin Jacques, Per uscire dalla violenza, € 6,20
L’educazione è aperta: antologia degli scritti pedago- brizio, € 8,00 Semelin Jacques, Senz’armi di fronte a Hitler, € 16,50
cici a cura di Gabriella Falcicchio, € 18,00 Don Lorenzo Milani, Lazzarin Piero, € 7,50 Semelin Jacques, La non violenza spiegata ai giovani,
Don Lorenzo Milani, Martinelli Edoardo, € 14,00 € 6,20
La ricreazione, Milani Don Lorenzo € 6,00 Trevisan Alberto, Ho spezzato il mio fucile, € 11,70
Libri su Aldo Capitini Lorenzo Milani, maestro cristiano, Lago Marsini Vigilante Antonio, Il pensiero nonviolento. Una intro-
Aldo Capitini, Truini Fabrizio, € 9,30 Sandro, € 8,00 duzione, € 15,00
Aldo Capitini: la sua vita il suo pensiero, Zanga Fà strada ai poveri senza farti strada, G. Pecorini e A. Vinoba Bhave, I valori democratici, € 14,50
Giacomo, € 13,45 Zanotelli, € 16,00 (Libro + DVD) Vinoba Bhave, Discorsi sulla Bhagavadgita, € 16,00
Elementi dell’esperienza religiosa contemporanea, Dalla parte dell’ultimo, Neera Fallaci, € 11,00 Von Suttner Berta, Giù le armi, € 8,50
Fondazione “Centro Studi Aldo Capitini”, € 6,20 Riflessioni e Testimonianze, a cura degli ex allievi di Weil Simone, Sui conflitti e sulle guerre, € 2,60
La rivoluzione nonviolenta, Altieri Rocco, € 16,00 S. Donato a Calenzano, € 10,00
La realtà liberata, Vigilante Antonio, € 15,50 L’obbedienza non è più una virtù, € 3,00
Il pensiero disarmato, Catarci Marco, € 18,00 Edizioni del Movimento Nonviolento
Vivere la nonviolenza, Federica Curzi, € 16,00 Quaderni di Azione Nonviolenta - prezzo unitario: € 3,00
Libri di e su Alexander Langer 1) Difesa armata o difesa popolare nonviolenta?,
Entro il limite, la resistenza mite in Alex Langer, Salio Giovanni
Scritti di M. K. Gandhi Dall’Olio Roberto, € 11,35 2) Il satyagraha, Pontara Giuliano
Villaggio e autonomia, € 7,25 Scritti sul Sudtirolo, Alexander Langer, € 14,98 3) La resistenza contro l’occupazione tedesca, Bennet

Materiale Disponibile
Civiltà occidentale e rinascita dell’India, € 6,20 Fare la pace, Alexander Langer, € 11,50 Jeremy
La forza della verità, € 31,10 Più lenti, più dolci, più profondi, omaggio 4) L’obbedienza non è più una virtù, Milani don
Teoria e pratica della nonviolenza, € 15,20 La scelta della convivenza, Alexander Langer, € 6,19 Lorenzo
La forza della nonviolenza, € 7,50 Lettere dall’Italia, Alexander Langer, € 5,00 5) Resistenza nonviolenta in Norvegia sotto l’occu-
La mia vita per la libertà, € 7,50 Il viaggiatore leggero, Alexander Langer, € 12,00 pazione tedesca, Skodvin Magne
Una guerra senza violenza, € 14,00 6) Teoria della nonviolenza, Capitini Aldo
La resistenza nonviolenta, € 9,77 7) Significato della nonviolenza, Muller J.Marie
La prova del fuoco, nonviolenza e vita animale, € 13,00 Libri di e su Abbé Pierre 8) Momenti e metodi dell’azione nonviolenta,
Lui è il mio prossimo, € 6,20 Muller j.marie
Una terra per gli uomini, € 9,30 9) Manuale per l’azione diretta nonviolenta, Walker
Libri su M. K. Gandhi Avrei voluto fare il marinaio, il missionario o il Charles
L’insegnamento di Gandhi per un futuro equo e brigante, € 16,50 10) Paghiamo per la pace anziché per la guerra,
sostenibile, AA.VV., € 5,15 Campagna OSM
Gandhi, Yogesh Chadha, € 8,25 11) Dal dovere di obbedienza al diritto di resistenza,
Come Gandhi, Jurgensmeyer Mark, € 16,00 Libri di e su Franz Jägerstätter Gallo Domenico
Mohandas K. Gandhi, De Santis Sergio, € 6,00 Franz Jagërstätter, una testimonianza per l’oggi, Gi- 12) I cristiani e la pace, Basilissi don Leonardo
Una forza che dà vita, Manara Fulvio Cesare, € 18,00 rardi Giampiero, € 7,00 13) Una introduzione alla nonviolenza, Patfoort Pat
Franz Jagërstätter. Un contadino contro Hitler, Putz 14) Lettera dal carcere di Birmingham, Luther King
Erna, € 13,00 Martin
Libri di e su Martin Luther King Franz Jagërstätter, il testimone solitario, Zahn 15) La legge della violenza e la legge dell’amore,
Il sogno e la storia, a cura di Paolo Naso, € 15,00 Gordon, € 13,00 Tolstoj Lev, € 6,00
La forza di amare, € 10,00 Scrivo con le mani legate, € 13,00 16) Elementi di economia nonviolenta, Salio Giovanni
Il sogno della nonviolenza, € 6,00 17) Dieci parole della nonviolenza, aa.vv.
Lettera dal carcere di Birmingham, € 3,00 18) Un secolo fa, il futuro, AA. VV.
Altri autori
Bergamaschi Paolo, Area di crisi, guerra e pace ai Una nonviolenza politica, M.A.N., € 5,15
Libri di e su Lev Tolstoj confini d’Europa, €15,00 La mia obbiezione di coscienza, Pinna Pietro, € 5,15
Tolstoj, il profeta, a cura degli Amici di Tolstoj, € 13,45 Centro nuovo modello di Sviluppo, Guida al consumo Nonviolenza in cammino, A cura del M.N., € 10,30
Scritti politici, € 7,00 critico, € 15,00 Convertirsi alla nonviolenza?, Autori Vari, € 14,00
Perché vivo, € 12,80 Centro nuovo modello di Sviluppo, Guida al vestire Energia nucleare: cos’è e i rischi a cui ci espone,
Il regno di Dio è in voi, € 11,00 critico, € 15,00 Franco Gesualdi, € 6,50
La legge della violenza e la legge dell’amore, € 6,00 Cozzo Andrea, Conflittualità nonviolenta, € 18,00
La vera vita, € 10,00 Cozzo Andrea, Gestione creativa e nonviolenta delle I nostri Video, i nostri CD
Sulla follia, scritti sulla crisi del mondo moderno, € 9,00 situazioni di tensione, manuale di formazione per le Ascoltare Alexander Langer, CD audio, 70 min., € 7,70
forze dell’ordine, € 16,00 Una forza più potente, DVD, 172 min, libero contributo,
Croce Achille, I mezzi della Pace, € 12,00 € 15,00
Scritti di e su G. G. Lanza Del Vasto Drago Antonino, Difesa popolare nonviolenta, € 22,00 Lanza del Vasto, il pellegrino, DVD, 62 min, libero
La filosofia di Lanza del Vasto, a cura di Antonino Drago Antonino, Atti di vita interiore, € 13,00 contributo, € 10,00
Drago e Paolo Trianni, € 18,00 Ebert Theodor, La difesa popolare nonviolenta, € 6,20 Mattoni di Pace, Comitato italiano per il decennio
L’arca aveva una vigna per vela, € 14,45 Eknath Easwaran, Badshan Khan. Il Gandhi musul- della nonviolenza, € 10,00
Pellegrinaggio alle sorgenti, € 10,35 mano, € 10,00
Lanza del Vasto, Anne Fougère- Claude-Henri Galtung Johan, Pace con mezzi pacifici, € 31,00 Bandiera della nonviolenza, € 6,00
Rocquet, € 16,00 Krippendorf Ekkeart, Lo Stato e la guerra, € 30,00 Spilla del Movimento Nonviolento, due mani che
Vinoba o il nuovo pellegrinaggio, € 9,30 L’Abate Alberto e Porta Lorenzo, L’Europa e i conflitti spezzano il fucile, € 2,00
armati. Prevenzione, difesa nonviolenta, corpi civili di Adesivi della nonviolenza (soggetti vari), € 0,50
Libri di e su Danilo Dolci pace, € 22,50 Cartolina della nonviolenza, € 0,50
La forza della nonviolenza, Giuseppe Barone, € 12,00 L’Abate Alberto, Per un futuro senza guerre, € 32,00 Spille obiezione spese militari, € 0,75
Danilo Dolci, una rivoluzione nonviolenta, Barone L’Abate Alberto, Giovani e pace, € 19,00
Giuseppe € 10,00 Lopez Beppe, La casta dei giornali, € 10,00
Muller J. Marie, Strategia della nonviolenza, € 6,20

Il materiale può essere richiesto alla redazione di Azione nonviolenta: per posta (via Spagna 8, 37123 Verona),
telefono (045/8009803), fax (045/8009212), e-mail (amministrazione@nonviolenti.org).

I libri richiesti vengono inviati in contrassegno con pagamento al postino all’atto del ricevimento.
Per quantità consistenti è anche possibile chiedere i libri in “conto vendita”.
Nota bene: all’importo del materiale richiesto andranno aggiunte le spese di spedizione
(€ 2,90 per il pacco normale).
L’ultima di Biani...

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In caso di mancato recapito, restituire all’Ufficio di VR CMP per la consegna al mittente che si impegna a pagare la tassa dovuta. Azione Nonviolenta, via Spagna 8, 37123 Verona.