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IL POPOLO VENETO

Fondato nel 1921 n.01/2014 www.ilpopoloveneto.it Direttore: Emanuele Bellato

IL MICROCOSMO KEYNESIANO
La Redazione lieta di ospitare un intervento del blogger Michele Signa Per molti secoli siamo stati convinti che la terra fosse piatta e solo dopo molti anni ci siamo resi conto che era una stupidaggine. Galileo, ai suoi tempi, non era visto tanto di buon occhio; nella migliore delle ipotesi era considerato un visionario, nella peggiore un eretico da bruciare. Luomo fatto cos, ha difficolt ad abbandonare le sue credenze, per quanto assurde esse si siano dimostrate, perch sono delle abitudini, dei modi di vivere, una sorta di dipendenza. Ecco perch la dottrina Keynesiana, viene misconosciuta, pur essendo non solo applicabile, come dimostrato in varie contingenze storiche, a partire dalla crisi del 29 fino allItalia della lira, ma anche estremamente rivoluzionaria, perch permetterebbe alluomo di liberarsi dalla schiavit indotta delleconomia della precariet e della carenza, corollari delleconomia neoliberista oggi dominante. Se, come postula Keynes, i bisogni primari: lavoro, casa, salute, fossero garantiti dallo Stato, saremmo nuovamente in grado di coltivare le caratteristiche migliori della specie umana a discapito delle peggiori che >>

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invece oggi prevalgono: avidit, egoismo, crudelt, invidia. Vi invito a fare una riflessione e un azzardo logico. Cosa ha permesso ad artisti di grandezza assoluta di creare delle opere darte eterne nel corso di pochi secoli nellItalia del Rinascimento. In un brevissimo arco di tempo e in pochissimi chilometri quadrati si sono concentrati artisti, scienziati, geni. Quale stata la causa e il catalizzatore di un tale inspiegabile miracolo? Pensiamo allorganizzazione sociale e politica dellItalia del Rinascimento composta da piccoli e piccolissimi stati con a capo un Principe che nel bene o nel male aveva potere assoluto. Nella Firenze di Lorenzo il Magnifico o nella Roma Papalina e non solo, i sovrani per cultura, tradizione, a volte per genio personale o solo per celebrare la propria grandezza offrivano protezione agli artisti e agli scienziati. Consentivano loro di liberarsi dalle preoccupazioni legate al sostentamento, alla casa, mettevano a loro disposizione i loro palazzi e le loro ricchezze affinch essi potessero dedicarsi esclusivamente allo sviluppo della loro arte. Creavano per loro una sorta di microcosmo Keynesiano, in cui lo Stato provvedeva a soddisfare i loro bisogni primari e in cui lartista o lo scienziato riusciva a dedicarsi completamente allo sviluppo e alla crescita della propria arte, esaltando le doti artistiche, il suo talento e in definitiva la sua umanit. Il Principe vegliava su di lui e lo proteggeva e lartista ormai libero di creare riusciva a farlo in modo eccelso. Provate oggi a dedicarvi allarte, alla letteratura o alla scienza. Siete condannati alla gavetta e alla solitudine e spesso alla povert se non avete sostanze proprie che vi salvaguardino. Non esiste una struttura che incentivi larte e la creativit, che protegga lartista o lo scienziato e il ricercatore di talento. Tutto viene lasciato alliniziativa del singolo che emerge spesso non perch bravo ma perch riuscito a coltivare le amicizie giuste. Il risultato quello che abbiamo sotto gli occhi. LItalia, culla della cultura, terra di artisti, poeti e scienziati ridotta in macerie incapace perfino di conservare e sfruttare le enormi ricchezze accumulate sul suo territorio nei secoli precedenti. La Politica, i Governi hanno distrutto il microcosmo Keynesiano che permetteva alle arti e alla scienza di prosperare, non hanno pi finanziato gli artisti, non li hanno protetti, accuditi e per effetto di questo il popolo, anzich elevare la sua umanit, ha coltivato gli istinti pi deteriori ed diventato barbaro.
Michele Signa, nato a Potenza, quarantasei anni, ingegnere appassionato di economia e letteratura, ha pubblicato di recente il libro "La Favola del Principe e della Moneta"* (Arduino Sacco Editore), una favola scritta per gli adulti che analizza, con toni allegorici e ironici, la crisi economica, le sue cause e i suoi fini. Scrive sul suo blog (http://michelesigna.blogspot.it/) e i suoi articoli sono ripresi da numerose testate online

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IL NUOVO BLOG DE IL POPOLO VENETO

Emanuele Bellato e la Redazione Auspicare il cambiamento e restare immobili un controsenso, anche per questa ragione abbiamo deciso di rinnovare la veste grafica del blog. Lanima no, quella sempre la stessa, cos come la nostra passione nel fare giornalismo, senza scopo di lucro. Passando a spiegare brevemente la nuova veste grafica, possiamo affermare che il blog appare essenziale, senza fronzoli. Nellintestazione abbiamo dato risalto ai nostri colori sociali. Il blu, colore della tradizione per ricordare la nostra lunga storia, iniziata nel 1921 e il rosso, il colore della lotta, per sottolineare il nostro spirito ribelle. Poi, nella descrizione, abbiamo aggiunto alla data di fondazione la dicitura giornale italiano. Spesso in questi anni siamo incorsi in spiacevoli equivoci e dunque si resa necessaria una specificazione che per non vuole essere a sua volta un limite, infatti sarebbe pi corretto dichiarare la nostra appartenenza al mondo intero, senza pi confini. Tra le nuove applicazioni disponibili, nella fascetta rossa, in alto a sinistra, passando con il mouse sopra Magazine si apre una finestrella dove si pu scegliere la modalit di visualizzazione preferita. Mentre, al lato opposto, a destra, passando col mouse compare una barra verticale di color grigio scuro con altre funzioni, tra cui il traduttore, il link allultimo numero del giornale

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e i nostri riferimenti. Nel complesso siamo soddisfatti del lavoro perch vi offriamo un blog pi professionale, dinamico e facile da consultare. Per quanto riguarda i contenuti, essendo in tema di buoni propositi per lanno nuovo, possiamo anticiparvi che il giornale continuer a crescere. Non solo politica, ma anche intrattenimento, spettacoli e sport. Non vogliamo essere un giornale elitario. La cultura non solo quella dei musei o la retorica dei vecchi professori. Anche il teatro cultura, cos come la musica e il cinema. Naturalmente continueremo a dare voce ai senza voce, a chi non si arrende, a chi non china la testa davanti a niente e nessuno, e siccome ci piace il politicamente scorretto, con il nuovo anno promettiamo anche di diventare un po pi cattivi Segui e condividi Il Popolo Veneto anche su Google +, Facebook e Twitter

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TV, DA SESSANTANNI AL NOSTRO FIANCO

di Ivano Maddalena Questa mattina mi sono alzato, dopo la ritualit del mattino, ancora assonnato ho chiesto al mondo di entrare a casa mia e di farmi compagnia, di rompere il silenzio. Come? Ho acceso lei. Un click e immagini e suoni hanno cominciato a fluire. Una notizia dopo laltra in tempo reale, in diretta. Mentre versavo il caff risuonata la notizia di un compleanno. Perbacco, auguri cara! Scusami se mi son dimenticato, ma tu me lhai ricordato. Di chi sto parlando? Ma di lei: la Televisione. Son passati sessantanni da quel 3 gennaio 1954 anno in cui, anche in Italia arriv la Televisione. Da allora, tempo in cui i costi erano proibitivi, ad oggi di strada ne ha fatta molta e credo ci siano pi apparecchi in Italia che italiani, come del resto ci sono pi telefonini che italiani, pi Pc che italiani e si potrebbe continuare. In casa ne abbiamo non solo una, ma due tre e pi, in varie stanze quasi sempre accesa anche se non si guarda. La Televisione non fu accolta da tutti con entusiasmo e non a torto. Alcuni intellettuali erano preoccupati per gli effetti manipolatori che essa avrebbe certamente esercitato sulle coscienze. E ne abbiamo fatto esperienza di tale pericolo, tuttora. A volte entro nelle case e mi rendo conto che a parlare per prima lei, ci si siede a tavola e lei pranza, cena con noi gettandoci addosso il mondo. Tutto dipende sempre dalluso ch se ne fa e qualche volta sarebbe importante riappropriarci del potere e della libert di farla stare in silenzio. Sta di fatto che la Televisione si diffuse rapidissimamente

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nelle case degli italiani, portando a profondi cambiamenti nelle consuetudini di vita di singoli e famiglie. Si pensi che negli anni cinquanta si usciva di casa per vedere la Televisione dove cera. Ci sono persone anziane che ricordano ancora larrivo del primo apparecchio in paese e di come fosse occasione di raduno. Si faceva fil un tempo nelle stalle, si raccontavano storie, si cantava in compagnia allegramente ma arriv lei definita da un mio professore del liceo: la maledetta. Si cominci a far fil con lei e i primi programmi televisivi come ad esempio Lascia o raddoppia? o Il musichiere o Campanile sera. Un certo benessere economico un po alla volta porto le persone privatamente racchiusi nelle proprie quattro mura domestiche portando a un cambiamento repentino della societ italiana. Anche la Televisione ha la sua storia divisibile in due parti. Dal 1954 al 1976 la prima parte, forse la migliore epoca per certi versi. Sono gli anni della RAI di Bernabei in cui la TV diviene strumento di un processo di unificazione culturale e linguistica del Paese senza precedenti. Aldo Grasso ha definito questa televisione il pi formidabile progetto culturale che il mondo cattolico abbia saputo esprimere. Il 1975 lanno che vede la fine dellera Bernabei e lintroduzione delle trasmissioni a colori. La seconda parte prende avvio nel 1976 quando affianco a mamma Rai nascono le prime emittenti commerciali. Gli anni 80 vedono definitivamente il prevalere della funzione di intrattenimento su quella pedagogica, la fine di Carosello e il diffondersi della pubblicit in

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modo incontrollato in ogni parte dei palinsesti. Si diffondono i primi talk show, le sit comedy, programmi entrati nellimmaginario collettivo come La Corrida, Il gioco delle coppie, Ok il prezzo giusto, Drive in, ma anche Chi lha visto? e Telefono giallo che donano protagonismo allitaliano medio, ma mostrano anche il lato peggiore e spesso volgare della nazione. Non si pu non ricordare come uno sia sceso in campo grazie alle sue reti. Era il 1994 quando Berlusconi Silvio entr nelle case degli italiani per difendere i suoi interessi nel senso che un altro governo del Paese avrebbe potuto mettere a rischio limpero Mediaset. Un impero minacciato da un fantomatico nemico comunista. Un impero che poteva cadere a causa delle troppe tasse e lui gi a predicare meno tasse. Esaltazione del privato, dellinteresse personale perseguito anche attraverso al propaganda di Forza Italia. Le campagne elettorali si vincono con le immagini e le parole, i fatti sembrano non contare. La lotta politica passa attraverso lappello a boicottare il messaggio di fine anno (peraltro fallito visto il pi 2,8 %) da parte di chi ha un impero mediatico e di chi della rete sembra aver fatto lunico luogo del (non)confronto politico. Eppure c chi riconosce un pubblico pi adulto e critico e io mi sento tra costoro. Sta di fatto che la tv commerciale ha aiutato questa spinta ad una Italia degli individui, ad un ripiegamento sul privato, alla difesa di piccoli interessi particolari e i motivi del suo successo stanno nella capacit di ridurre la complessit, di costruire miti di successo, di offrire beni di consumo che promettono felicit. Proprio Papa Francesco ci mette in guardia dal grave rischio dellindividualismo, uno che usa i mezzi di comunicazione, ma lo fa in modo decisamente costruttivo e corretto. Papa Francesco non ha conflitti di interesse. Allora auguri cara Televisione. Sessantanni non son pochi. Ti (ci) auguriamo di saperti usare bene. Ah dimenticavo. Mamma Rai, ormai Nonna, ci ricorda il pagamento del Canone (tassa) dovuto alluso e al possesso dellapparecchio. Italiani siamo.
IL POPOLO VENETO. Fondato nel 1921 Anno 93 n. 01 / 2014 www.ilpopoloveneto.blogspot.com www.ilpopoloveneto.it e-mail: ilpopoloveneto@gmail.com Direttore Responsabile: Emanuele Bellato . Vice-direttrice: Francesca Monti. Reg. Tribunale di Rovigo Numero 25/04 . Stampa in proprio (07/01/2014). Giornale gratuito. Non riceve finanziamenti pubblici e privati. Esce come e quando pu.

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LA TELEVISIONE SPEGNE 60 CANDELINE

di Francesca Monti Viva la Rai, che ci fa crescere sani, viva la Rai, cantava Renato Zero a Fantastico nel 1982. Era il 3 gennaio 1954 quando sugli schermi dei pochi apparecchi esistenti comparvero le prime immagini in movimento. Quel giorno nacque la televisione. Alle 11 di mattina Monsignor Giuseppe Leoni inizi la benedizione dello Studio 3 della sede Rai di Corso Sempione a Milano, durante la diretta che inaugur le trasmissioni. La televisione il focolare del nostro tempo, disse il Presidente Rai Cristiano Ridmi. La prima annunciatrice della televisione italiana fu Fulvia Colombo. Dopo la Santa Messa, seguirono una rubrica religiosa intitolata Problemi della famiglia moderna e il primo programma Arrivi e partenze, con Mike Bongiorno e il Quartetto Cetra. Dopo un lungometraggio, fu la volta di Febo Conti con Lorchestra delle quindici e a seguire Pomeriggio sportivo, il film di Mario Soldati Le miserie del Signor Travet e il documentario culturale di Antonio Morassi Le avventure di Giovan Battista Tiepolo. Alle 20,45, Furio Caccia lesse il primo Tg e dopo Teleclub e la commedia di Goldoni Losteria della posta, fu la volta della rubrica musicale Settenote e della prima puntata di La domenica sportiva, che chiuse la prima storica giornata della tv italiana. In questi sessanta anni sono state tantissime le trasmissioni indimenticabili andate in onda, da Un, due tre del 1954 con Raimondo Vianello e Ugo Tognazzi, al Festival di Sanremo (la quinta edizione, nel 1955, vinta da Claudio Villa con Buongiorno Tristezza fu la prima

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trasmessa dalla tv), da Miss Italia al Musichiere di Mario Riva, da Lascia o Raddoppia con Mike Bongiorno al primo eroe a quattro zampe, Rin Tin Tin, nel 1957. E poi ancora Carosello, il contenitore pubblicitario pi importante della nostra tv, in onda dal 2 febbraio 1957 al 1 gennaio del 1977, il variet musicale Lamico del giaguaro con Corrado, Roberto Villa, Gino Bramieri, Marisa Del Frate e Raffaele Pisu, passando per Il Giornalino di Gian Burrasca (1964) con Rita Pavone, La prova del nove, variet condotto da Walter Chiari, con Corrado e le gemelle Kessler, Non mai troppo tardi in cui Alberto Manzi insegn agli italiani analfabeti a leggere e a scrivere. Nel 1966 fece il suo esordio in tv Pippo Baudo con Settevoci, mentre il Colonnello Edmondo Bernacca leggeva le previsioni meteo nel programma Il tempo in Italia (1968). Gli anni Sessanta portarono sugli schermi sceneggiati come La Cittadella (1964) con Alberto Lupo, la Famiglia Benvenuti con Valeria Valeri, I promessi sposi con Nino Castelnuovo e Paola Pitagora, Le inchieste del Commissario Maigret con Gino Cervi. Tra le trasmissioni degli anni Settanta ricordiamo Teatro 10 del 1972 con Alberto Lupo e Mina, con la sigla finale Parole, parole, Canzonissima con Raffaella Carr, Laltra domenica con Renzo Arbore, Andy Luotto e Roberto Benigni, Portobello, lo show di Enzo Tortora, e il variet dei variet Fantastico, con Loretta Goggi, gli sceneggiati Sandokan con Kabir Bedi, Colombo, il tenente interpretato da Peter Falk, Happy Days, uno dei telefilm pi longevi e amati dal pubblico italiano. Nel 1980, Silvio Berlusconi d vita alla rete privata Canale 5, che va a sfidare la tv di stato, proponendo programmi diventati famosi come Il pranzo servito con Corrado, Pregiatissima con Claudio Cecchetto e Amanda Lear, il Maurizio Costanzo Show, andato in onda per la prima volta il 14 settembre 1982, Superflash, il quiz presentato da Mike Buongiorno, Striscia la Notizia (1988) con Ezio Greggio e Gianfranco DAngelo, Drive In, Casa Vianello, con la mitica coppia Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, i cartoni animati, e le serie Dinasty e Dallas. Arriviamo agli anni Novanta e al Nuovo Millennio con Non la

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Rai, il Karaoke di Fiorello, la nascita del Tg5 condotto da Enrico Mentana, Buona Domenica con Marco Columbro e Lorella Cuccarini, Scommettiamo Che con Fabrizio Frizzi e Milly Carlucci, Galagoal su Telemontecarlo con Alba Parietti in occasione dei Mondiali di calcio di Italia 90, Stranamore con Alberto Castagna, Porta a porta con Bruno Vespa, il Festivalbar, Domenica In con Mara Venier, Passaparola presentato da Gerry Scotti, Mai Dire gol, Zelig, C posta per te ideato da Maria De Filippi, lavvento dei reality show come il Grande Fratello condotto da Daria Bignardi, nel 2000, o lIsola dei Famosi nel 2003 con Simona Ventura, i programmi di cucina come La Prova del Cuoco con Antonella Clerici, i quiz come Affari Tuoi, i talent come X Factor e Amici, la satira de Le Iene, le soap opera come Beautiful, le fiction, i programmi di approfondimento culturale, la cronaca, i talk show. In questi sessanta anni la televisione ci ha fatto compagnia, entrata nelle nostre vite, ci ha fatto ridere, sognare e commuovere, ci ha permesso di imparare cose nuove e di venire a conoscenza di luoghi e fatti accaduti in Italia e nel resto del mondo e ancor oggi continua ad accompagnare le nostre giornate. Buon compleanno tv!

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IL 2014 SI APRE CON UNA MAREA DI FICTION

Il 2014 appena iniziato ma sono in arrivo tante interessanti fiction, che riscalderanno linverno e la primavera con storie emozionanti. Si parte il 9 gennaio con un grande ritorno, quello di Don Matteo (questa la nona edizione della serie), interpretato da Terence Hill. Insieme a lui ci saranno Nino Frassica (il maresciallo Cecchini) e Simone Montedoro (il capitano Tommasi). Il 10 gennaio su Canale 5 partir la seconda stagione di Il peccato e la vergogna, con Gabriel Garko (che in primavera vestir i panni anche di Rodolfo Valentino), Manuela Arcuri, Laura Torrisi e Francesco Testi. Sempre a gennaio sulla rete ammiraglia Mediaset vedremo la seconda serie di Il tredicesimo apostolo - La rivelazione, con Claudia Pandolfi e Claudio Gio alle prese con nuovi inquietanti misteri, e I segreti di Borgo Larici, ambientata negli anni 20, che vedr tra i protagonisti Giulio Berruti, Serena Iansiti, Daniela Virgilio, Nathalie Rapti Gomez. RaiUno risponde con Braccialetti Rossi, sei puntate in onda a partire dal 19 gennaio, incentrate sulla storia di amicizia e speranza di sei ragazzi che lottano contro la malattia. Nel cast Giampaolo Morelli, Laura Chiatti, Carlotta Natoli, Michela Cescon, Simonetta Solder. La colonna sonora della serie firmata da grandi artisti come Laura Pausini, Emma Marrone, Tiziano Ferro, Francesco Facchinetti, Niccol Agliardi, Greta Manuzi. A febbraio appuntamento con Un medico in famiglia 9, in cui al fianco di Lino Banfi (Nonno Libero) ritroveremo >>

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Giorgio Marchesi, Margot Sikabonyi, Emanuela Grimalda e tanti nuovi personaggi, tra cui quello del medico Lorenzo, interpretato da Flavio Parenti. Luciana Littizzetto e Fausto Sciarappa saranno i protagonisti della seconda serie di Fuoriclasse, in cui la prof. Isa Passamaglia diventer mamma alla soglia dei 50 anni. Sempre su RaiUno Giuseppe Fiorello dar il volto a Gianni Maddaloni, padre del campione di judo Marco, in Loro di Scampia. Su Canale 5 invece, a febbraio andranno in onda Romeo e Giulietta, miniserie sulla tragedia di William Shakespeare, ambientata in Trentino, con protagonisti Alessandra Mastronardi e Martin Rivas, e Le mani dentro la citt, sei puntate sulle infiltrazioni della ndrangheta a Milano, con Simona Cavallari e Giuseppe Zeno. A marzo Alessandro Preziosi vestir i panni di Giuseppe Diana, parroco ucciso dalla camorra nel 1994, nella fiction Per amore del mio popolo, mentre la grande Virna Lisi torner a vestire la tonaca 14 anni dopo Le ali della Vita, nella serie Il Signore sia con te, in cui interpreter Suor Germana, che dopo 30 anni trascorsi in missione, torner a Roma per indagare su un eccidio compiuto in Africa. Nel cast anche Francesco Salvi e Vanessa Gravina. Giuliana De Sio sar la protagonista di Furore, la storia di una famiglia del Sud emigrata al Nord nel Primo Dopoguerra, >>

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mentre Raoul Bova si trasformer in un angelo nella fiction Angeli-Una storia damore, con Vanessa Incontrada. Su RaiUno andr in onda Una buona stagione, che racconter la storia dei Peruzzi, una famiglia di produttori di vino, e Il Restauratore 2, serie in otto puntate con Lando Buzzanca, mentre su Sky, appuntamento con Gomorra, serial kolossal in dodici puntate tratto dal famoso libro di Roberto Saviano. Giorgio Pasotti e Alexei Guskov saranno i protagonisti di Era Santo, era uomo, film tv che andr in onda su RaiUno il 27 aprile in occasione della canonizzazione del Beato Papa Giovanni Paolo II e che racconta lamicizia tra la guida alpina Lino Zani e Karol Wojtyla. Sempre ad aprile, su Sky invece, Miriam Leone e Stefano Accorsi saranno gli interpreti della serie 1992 che rievoca i fatti di Tangentopoli. Ma non finisce qui perch in estate su Raiuno vedremo A testa alta, con Giorgio Pasotti e Johannes Brandrup, una fiction a ricordo dei Martiri di Fiesole, tre carabinieri della cittadina toscana che il 12 agosto 1944, seguendo lesempio di Salvo DAcquisto, si consegnarono ai tedeschi per salvare 10 ostaggi. In autunno invece torneranno le amatissime serie Squadra Antimafia 6, con Marco Bocci e i Cesaroni 6, con le new entries Luca Capuano e Cristiane Filangieri. Infine Miriam Leone sar Clara, uneroina romantica nella serie Il segreto di San Leonardo, ambientata alla fine dellOttocento. Buon 2014 a tutti e buona visione!

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TRENITARDO, TUTTE LE NOVITA


Riceviamo dagli amici del team "Trenitardo" e pubblichiamo: E' gi passato quasi un mese dallintroduzione del nuovo orario cadenzato e i forti disagi della prima settimana non si sono di certo esauriti. Le vane promesse a seguito della decisione di sopprimere alcuni treni spezzandone la linea, come i celeberrimi Milano-Venezia, ma anche i Padova-Mantova, continuano a lasciare a piedi moltissime persone per il mancato rispetto delle coincidenze. Le tanto proclamate 200 corse in pi della Regione Veneto sono state un facile specchietto per le allodole, poich sono dovute semplicemente allaumento delle tratte, che prima risultavano appartenere alla stessa. Non si trattato quindi di un effettivo aumento di treni disponibili nellarco della giornata per i viaggiatori. Senza contare il drastico taglio nei prefestivi e festivi, dove si passa rispettivamente a 600 e 400 dagli 800 a regime. Spesso il risultato finale stato la riduzione delle carrozze del treni con il conseguente sovraffollamento di quelle restanti. Se si vogliono aumentare le corse mantenendo sostanzialmente lo stesso parco macchine, non ci vuole un genio a capire che succeder! Casi del genere li abbiamo visti ogni mattina a Vicenza, Bassano, Montebelluna, ma la lista lunga. Spetta alla Regione definire la composizione programmata dei treni per evitare che la gente resti in piedi o addirittura non riesca a salire sul treno. Come da copione abbiamo assistito anche ai guasti che sistematicamente si ripetono ogni inverno, aggravati pure da intossicazioni ai passeggeri come accaduto a Feltre. Questo continuer cadenzialmente ad accadere finch non ci sar un investimento regionale serio per il materiale rotabile e per linfrastruttura ferroviaria. Ma passiamo allaccumulo di ritardo, la nostra materia preferita. Trenitalia, come da contratto con la Regione Veneto (contratto Regione Veneto Trenitalia 2009-2014 Art. 10 - Qualit dei servizi - comma 2), si prefigge di arrivare ad avere il 93% di treni su base annua con un ritardo inferiore o uguale a 5 minuti, ma queste percentuali ogni anno vengono sistematicamente disattese e smentite. Le percentuali si abbassano ancora di pi su base mensile, in riferimento ai treni in fasce orarie di punta con un ritardo inferiore o uguale a 5 minuti (90,3% - nel 2012 contro il 91,5% che si da come obiettivo Trenitalia). Per finire con le alte percentuali (98,5%) che Trenitalia si pone come obbiettivo in riferimento ai treni con ritardo entro i 15 minuti. Ci si chiede dunque se veramente c la volont di far arrivare i treni in orario o se pi importante farli arrivare entro il quarto dora di ritardo. I dati da noi raccolti (rilevati sistematicamente ogni giorno su tutti i treni veneti e friulani attraverso viaggitreno.it, il portale di Trenitalia) non sono affatto positivi: il confronto tra le registrazioni del mese precedente al Cadenzato e quelle della prima settimana in cui stato attivato mostrano

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4 punti percentuali in meno sulla puntualit (da 78% a 74%), dove pi di un treno su 4 presenta un ritardo maggiore di 5 minuti. Il miglioramento registrato nelle ultime due settimane (+10% di treni in orario) rappresenta per noi unulteriore nota di demerito, in quanto treni pi puntuali a basso regime di utenza - dovuto alle vacanze natalizie dimostrano linadeguatezza del sistema in regime di utenza ordinaria causato forse da una cattiva programmazione che non tiene conto della presenza di chi usufruisce del servizio. Fatto non trascurabile in una regione, come il Veneto, che presenta uno dei pi grossi nuclei di utenza pendolare in Italia. Tuttavia, anche a regime di utenza ridotto, 1 treno su 6 continua a superare i 5 minuti di ritardo. Per tutti questi motivi, ASU, Il Sindacato degli Studenti, Zoe Lab, Neo Ateneo, Link e Rete della Conoscenza, le associazioni che hanno dato vita al progetto Trenitardo - La banca del tempo perduto, hanno deciso di aumentare la posta in gioco: dal 7 Gennaio tutti i pendolari che viaggiano in Veneto e Friuli, siano essi studenti di qualsiasi livello, lavoratori o semplici viaggiatori occasionali, potranno inviare le proprie segnalazioni, attraverso il sito o lapplicazione, contribuendo a quantificare il disagio sociale provocato dal disservizio ferroviario. Non ci sono pi scuse. Mentre prima il progetto si limitava alle citt universitarie di Padova, Venezia, Udine e Treviso, ora chiunque viaggi ovunque in Veneto e Friuli Venezia Giulia per studio, lavoro o qualsiasi altro motivo, potr unire la propria voce a quella di altre migliaia di persone che subiscono un simile trattamento, amplificandola. Ma Trenitardo non si vuole limitare solo a questo: oltre a raffinare ancor meglio le statistiche - ricordiamo che i dati vengono ricavati direttamente dal portale viaggiatreno.it - viene implementato il concetto di piattaforma che sta alla base del progetto, ovvero la possibilit di mettere in rete tutte le realt, associazioni e comitati, che operano nel settore. Attraverso il sito, quindi, lutente potr interfacciarsi con chi sta seguendo pi da vicino i problemi della propria tratta, oppure acquisire utili informazioni grazie al lavoro dindagine e di proposta di altre associazioni attive. Crediamo che solo con la collaborazione fra tutti ci potranno essere dei cambiamenti reali. Va ricordato poi che la Regione, in collaborazione o contradditorio con Trenitalia, si avvale del contributo dellutenza, in particolare di quella pendolare, per la valutazione dei servizi ferroviari e il miglioramento dei servizi stessi (come riportato allArt.11 dellAllegato A, del DGR n. 1000 del 23 marzo 2010). Gi qualcosa si sta muovendo, labbiamo dimostrato anche con il dossier che lo scorso 6 Dicembre stato inviato alla Regione Veneto, lhanno dimostrato le indiscrezioni sulle modifiche del contratto Regione Veneto-Trenitalia e la possibilit di una nuova gara, ma non basta. Serve una migliore pianificazione e un maggiore finanziamento! Non ci fermeremo: siamo consapevoli che problemi simili vengano vissuti da tanti pendolari (e non) in tutta Italia. Stiamo intessendo una rete di contatti nelle altre Regioni per estendere il progetto in tutto il territorio nazionale, cercando di rispondere alle peculiarit di ognuna. Ovviamente senza dimenticare di dare un nome ai responsabili, siano essi Stato, Regioni, RFI, Trenitalia o altre compagnie di servizio. Questa volta possiamo proprio dire che hanno i minuti contati.
Trenitardo - La Banca del Tempo Perduto Associazione Studenti Universitari Il Sindacato degli Studenti Zoe Lab - Laboratorio studentesco Neo Ateneo Link - Coordinamento Universitario La Rete della Conoscenza

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GIU LE MANI DALLE SEMENTI


L'eurodeputato del Partito democratico Andrea Zanoni critica la proposta della Commissione europea Plant reproductive Material law sulle sementi e presenta una pioggia di emendamenti al Parlamento europeo. Va bene rendere la filiera di settore pi sicura ma non si possono sacrificare i coltivatori biologici, i giardinieri domestici e i produttori su piccola scala. La sicurezza dell'agricoltura europea e il commercio internazionale delle semi non deve andare a scapito della biodiversit e della libert dei piccoli coltivatori europei di crescere e utilizzare le proprie sementi. Lo dice l'eurodeputato Andrea Zanoni, membro della commissione ENVI Ambiente, Sanit Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, che promette: Al Parlamento europeo stiamo dando battaglia per impedire che vincano gli interessi delle grandi multinazionali. Ho gi presentato una quarantina di emendamenti, alcuni dei quali insieme alla collega francese Corinne Lepage, per tutelare le nostre sementi insieme alle associazioni italiane ed europee che lottano per la tutela dei semi locali e dei piccoli produttori anche non registrati. Andrea Zanoni punta il dito contro la proposta di legge Plant reproductive Material law che punterebbe a istituire un organo di controllo, l'agenzia delle variet vegetali europee, per analizzare e approvare ogni pianta e seme coltivati in territorio europeo. Come risultato diretto per i coltivatori di tutto il continente non solo non sar pi possibile scambiarsi tra loro i semi, ma l'intera filiera sar appesantita da oneri amministrativi ed economici come l'iscrizione ad un pubblico registro e il pagamento di una tassa, inoltre sar proibita la conservazione dei semi di un raccolto per la successiva semina. Insomma tutto questo non far anche rendere la vita impossibile ai nostri contadini, attacca Zanoni. Migliorare la sicurezza dell'intera filiera del settore sacrosanto visto che si tratta di un'attivit con un effetto diretto sulla salute dei cittadini europei. Ma non possiamo permettere che a farne le spese siano i coltivatori biologici, i giardinieri domestici e tutti gli operatori attivi su piccola scala, incalza l'eurodeputato. Adesso la proposta della Commissione si trova al Parlamento europeo e verr votata in sessione plenaria probabilmente il prossimo aprile. In commissione Ambiente sto facendo il possibile affinch la voce dei piccoli produttori di semi sia rappresentata e non finisca schiacciata sotto gli interessi delle grandi multinazionali come la Monsanto, conclude Zanoni.

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NUTRIRE IL PIANETA, ENERGIA PER LA VITA

di Francesca Monti E stato presentato a Milano presso la Fiera, nel salone MiCo, lExpo 2015 che avr come tema Nutrire il pianeta, energia per la vita, una tematica che vuole includere tutto ci che riguarda l'alimentazione, dal problema della mancanza di cibo per alcune zone del mondo a quello dell'educazione alimentare, fino alle tematiche legate agli Ogm. Lincontro, presentato dalla giornalista di Sky Ilaria DAmico, ha visto la partecipazione del Cardinale di Milano Angelo Scola, autore del libro Cosa nutre la vita? (Edizioni Centro Ambrosiano, 96 pp), delleditorialista del Corriere della Sera, Massimo Franco, della docente di Politica economica dellUniversit Cattolica, Simona Beretta e del Commissario e ad di Expo, Giuseppe Sala. Il Cardinale Scola, riferendosi ad Expo 2015, parte da una domanda che interessa luomo: Cosa nutre la vita?. La risposta in una frase di SantAgostino riportata sulla copertina del libro: In verit nutre lanima solo ci che la rallegra. Il Cardinale Scola invita a saper resistere alla frammentazione e riduzione dei temi che fanno parte dellExpo: alimentazione, energia del pianeta e vita, frammentazione cui spingono anche i forti interessi settoriali in gioco e a misurarsi su una impostazione unitaria, valorizzare al massimo i loro molti significati, proponendo al mondo una visione culturale e nuovi stili di vita in cui i significati tecnico-scientifici e umanistici, quelli sociopolitici ed etici, quelli culturali e religiosi sappiano convivere efficacemente. >>

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Il Commissario Giuseppe Sala ha spiegato che la mission di Expo 2015 quella di diffondere la conoscenza, di fornire una base affinch ognuno si possa educare, riuscendo a soddisfare i propri bisogni nel rispetto di quelli collettivi. Il Cardinale Scola parla di un possibile Rinascimento milanesefaremo il possibile affinch ci accada. LExpo nasce nel 1851 e per pi di un secolo ha trovato il suo senso nella celebrazione positiva del progresso delluomo. La piccola grande rivoluzione che vogliamo portare aver scelto un tema importante per luomo. Ad Expo 2015 prenderanno parte 141 paesi del mondo e ognuno porter un proprio obiettivo che vuole realizzare: ad esempio la Svizzera ha necessit di consumare il giusto, lAngola vuole mettere la donna al centro dellagricoltura, Israele vuole essere autosufficiente attraverso lutilizzo di strumenti tecnologici, avendo soltanto il 20% di terreni coltivabili. Grazie ad Expo abbiamo creato 800 posti di lavoro e ogni giorno avremo 150 detenuti che svolgeranno servizi di accoglienza e altre mansioni. Massimo Franco, nel suo intervento, ha posto invece laccento sulla questione educativa: Chi aveva il compito di governare in democrazia non lha fatto. C stata una abdicazione sul piano dei valori da parte delle istituzioni politiche. Leducazione un tema che chiama in causa tutti, anche la Chiesa. Non a caso stato scelto un Pontefice argentino. Papa Francesco il primo Papa globale, che arriva da una megalopoli, Buenos Aires, in cui sono presenti problemi come la fame, la violenza, la povert, la criminalit. Il Papa vede questa realt globale come un poliedro con tante sfaccettature, che vanno rispettate. Ecco penso allExpo come ad una Milano poliedrica, che possa dare limpressione di una citt e di una regione inclusive. Certo il problema dellimmigrazione va risolto con lintegrazione. Ha quindi preso la parola la Professoressa Beretta: La dimensione simbolica, immateriale fondamentale per capire le cose concrete e materiali. Insegna davvero chi capace di imparare. Attraverso lExpo ascoltare sar un modo per educare ed educarsi. Nel capitolo

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Questioni scottanti del suo libro, il Cardinale Scola affronta la questione della fame, determinante non solo per capire come abitare il mondo domani, ma anche per capire se domani ci sar ancora un mondo abitabile. Il libro fa riferimento al rapporto FAO, relativo al periodo 2010-2012, e spiega che la crescita economica s necessaria, ma non sufficiente a contrastare fame e malnutrizione. 850 milioni di bambini nel mondo oggi soffrono la fame. La FAO ha promosso per il 2014 lAnno Internazionale dellagricoltura familiare. Allinterno della famiglia, infatti, si imparano pi facilmente le relazioni buone che favoriscono uno sviluppo umano integrale. Cosa nutre la vita? si conclude con il capitolo sui Nuovi stili di vita, che si realizzano perseguendo la vita buona nella duplice dimensione personale e sociale. Secondo il cardinale Scola lExpo 2015 la possibilit di un Rinascimento di una nuova Milano aperta al mondo, in vista del bene comune, attraverso la cultura dellincontro che ha alla base la fede in Dio. La Chiesa sar presente ad Expo 2015 con lo scopo di educare. Se noi concepiamo questo evento solo in termini tecnici, senza affrontare il tema educativo del soggetto allora tutti gli sforzi non saranno valsi a nulla. La libert liberarsi dai propri limiti, costruendo legami forti, affrontando bisogni da uomini con unintelligenza inventiva tesa a finalizzare lesigenza da soddisfare. LEuropa e la Chiesa Europea sono affaticate e stanche, ma Papa Francesco adesso ha riacceso la speranza, dandoci il compito di ripartire da ci che la modernit ci ha lasciato, ha concluso il Cardinale. LExpo 2015 (ufficialmente Esposizione Universale Milano 2015) si terr dal 1 maggio al 31 ottobre 2015, organizzato da Expo 2015 S.p.A., societ costituita dal Governo Italiano, dalla Regione Lombardia, dalla Provincia di Milano, dal Comune di Milano e dalla Camera di Commercio di Milano. Il capoluogo lombardo gi stato sede dellEsposizione Internazionale nel 1906, che aveva come tema i trasporti. La mascotte di Expo 2015, disegnata da Disney Italia, ricorda lo stile del pittore Arcimboldo, si basa su una Famiglia di frutti, ognuno con caratteristiche e personalit diverse che una volta riuniti danno vita al volto dell'Expo, rappresentando la sinergia tra i paesi del mondo chiamati a rispondere alle sfide sull'alimentazione. Il suo nome verr scelto dai bambini che parteciperanno al concorso dedicato, attivo fino al 7 gennaio, collegandosi al sito www.expo2015.org. La mascotte sar accompagnata da undici simpatici personaggi: Banana, Melagrana, Anguria, Mela, Mango, Arancia, Pera, Fico, Rapanello, Mais blu e Aglio.

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CARO AMICO TI SCRIVO

di Ivano Maddalena Tra i doni ricevuti a Natale uno in particolare mi ha colpito, non tanto per loggetto in se stesso, ma per il biglietto che lo accompagnava. Una penna e uno scritto a spiegare il senso del dono. La penna. Una normalissima penna nera da un euro circa, non una costosa penna di marca. Spesso diciamo che conta il pensiero, o il significato e infatti nel biglietto, oltre allaugurio per le festivit, la spiegazione del dono: Impariamo a scrivere, a scriverci, cos da raccontarci e imparare ad ascoltare, cos da scalfire la nostra indifferenza. Di fatto noi viviamo in un tempo in cui la comunicazione immediata e velocissima, ma non detto che sia efficace e tocchi la vita di chi ne raggiunto. Spesso la comunicazione, la conoscenza di fatti belli o brutti ci lasciano nella pi totale indifferenza perch ci raggiungono con una velocit e una immediatezza che non ci sfiora neppure. Stiamo correndo il rischio di assuefarci alle notizie belle o brutte che siano. Molti vivono come se nulla o poco ormai li interpelli o smuova. Si tratta della terribile indifferenza che sta accovacciata alla porta del nostro cuore e che rende insensibili. Anestetizzati ormai a tutto, a non sentire, a non ascoltare, a non prenderci sul serio e a cuore gli altri, a volte neppure noi stessi. Prende sempre pi piede la cultura dellindifferenza che non ci permette di entrare davvero in contatto con gli altri accompagnando tutto questo con le consuete frasi di rito: gi successo, accadr ancora, cosa posso fare io? Niente! Mi ha colpito questo augurio a scrivere, raccontarsi, dirsi e darsi in parole ma con la fatica >>

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della penna e della carta e non di fronte a uno schermo pigiando su una tastiera rapidissimamente lettere, parole, frasi che restano fredde e staccate. Ricordo che un tempo scrivevo molte lettere. Scrivevo e mi piaceva scrivere lettere, quelle vere, con carta e penna biro, dove linchiostro scivolava sul foglio come una linfa vitale, dove le parole assumevano un valore e un significato diverso rispetto a quelle che si digitano da una fredda tastiera di PC. Certo ci voleva un sacco di tempo. Molto pi rapido scrivere una e-mail, un sms. Molto economico. Colpisce come quasi nessuno scriva pi lettere nel senso di corrispondenza epistolare con tanto di francobollo e timbro postale. Ad andare fortissimo sono invece le lettere digitate sulle tecno-tastiere di vario formato. Il prodotto che ne scaturisce si chiama appunto e-mail o sms dove le parole vengono distorte, mutilate , private di consonanti o fonemi, si abbrevia, si economizza sulle parole, spesso sui contenuti, sulla forma. Per millenni le lettere postali hanno segnato la storia e lesistenza degli individui: la digitalizzazione della comunicazione e lavvento delle e-mail hanno cancellato la vitalit e lautenticit di un semplice foglio infilato in una busta affrancata. Ricordo che un tempo persino la carta era importante, il colore, il profumo della carta, la grana fina o grossa, la busta personalizzata...il francobollo... Ci sono parole che solo attraverso una lettera scritta a mano si possono dire, emozioni segrete e paure difficili da condividere in solitudine. Si potrebbe cominciare col riprendere a scrivere, ma scrivere veramente, impugnando una penna con un bel foglio sulla scrivania e pasticciarlo anche, aggiungendo disegnini o altro, correggere e cancellare, aprire e chiudere parentesi e paragrafi...aprire la mente! Ripenso al mio cassetto dove custodisco ancora lettere giovanili. Nostalgia? No non credo, consapevolezza di una verit: ci appartiene al passato, forse. Infatti ultimamente abbiamo scoperto che c chi scrive lettere epistolari, chi prende carta e penna e scrive. A chi scrive? Per esempio al Papa Francesco o al Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano. Due a caso! Un mio carissimo collega ha scritto a Papa Francesco dicendomi di non aspettarsi la risposta, ma intanto ha fatto bene a lui. Papa Francesco, Giorgio Napolitano che fanno? Dedicano tempo a leggere lettere, sembra impossibile, e lo fanno pure in pubblico. Condividono pensieri e richieste. Ne fanno tesoro. A volte rispondono. Ne traggono considerazioni e applicazioni pratiche. Sono riconoscenti e partecipano alle gioie e alle sofferenze di tanti uomini e donne che riscoprono il desiderio di un contatto autentico, sentito e il bisogno di essere ascoltati nel loro vissuto. Allinizio di un nuovo anno, un tempo nuovo da vivere vorrei scrivere parole di incoraggiamento e di speranza. Vorrei scrivere una lettera a un amico, a unamica. Augurare momenti di gioia e soddisfazione, consapevoli che i motivi di sofferenza e angoscia ci sono ancora per tanti troppi uomini nel mondo. Vorrei scrivere e per primo non essere indifferente e svegliare dallindifferenza. Impariamo a scrivere, a scriverci, cos da raccontarci e imparare ad ascoltare, cos da scalfire la nostra indifferenza. Davvero un bellaugurio e un bellimpegno per il nuovo anno. Scriviamo, scriviamoci, raccontiamoci, raccontiamo e ascoltiamoci non facciamo gli indifferenti. Buon Anno nuovo a tutti.

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INTERVISTA CON NATHALIE RAPTI GOMEZ

di Francesca Monti Labbiamo vista recentemente in tv nel ruolo di Louise nella fiction Baciamo le mani Palermo New York 1958, al fianco di Virna Lisi e Sabrina Ferilli, ha preso parte alle serie televisive R.I.S. - Delitti imperfetti, La Provinciale, Medicina Generale, Una madre, Bakhita, Piper e Sangue Caldo, stata protagonista dei film Ultimi della classe diretto da Luca Biglione, che le valso il Globo dOro come migliore attrice esordiente, ed Ex di Fausto Brizzi. Stiamo parlando della bravissima Nathalie Rapti Gomez, che in questa intervista che ci ha gentilmente concesso, ci ha parlato del personaggio che interpreta nella nuova fiction di Canale 5 I Segreti di Borgo Larici, dei suoi hobbies e dei suoi prossimi progetti. L8 gennaio inizia la fiction I segreti di Borgo Larici, che ti vedr tra i protagonisti. Puoi parlarci del personaggio che interpreterai? Il mio personaggio nella nuova fiction di Canale 5, 'I Segreti di Borgo Larici' quello di Claudia Beltrami, sar la moglie del personaggio interpretato da Giulio Berruti. Claudia abituata ad assecondare e compiacere suo padre, ma lo subisce a tal punto che alla fine

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diventa una donna confusa e triste. Nellarco del film lei cercher di trovare se stessa e cosa vuole dalla vita. Quando hai capito che avresti voluto fare lattrice? Ho capito di volere fare l'attrice mentre giravo uno spot pubblicitario in Grecia nel 1998. Fino a quel momento avevo solo posato come modella e fatto delle sfilate, ma quando mi sono trovata ad interagire con la macchina da presa ho pensato, 'Aspetta un attimo... questo molto pi divertente'. Il fattore che mi era piaciuto di pi era la possibilit di potermi esprimere oltre ad uno sguardo ammagliante e tenebroso davanti alla macchina fotografica. L'ho trovato entusiasmante! Hai preso parte a film e fiction di successo: quali sono state le esperienze professionali pi belle? Non c una esperienza lavorativa senza l'altra. Sono state tutte delle grandi lezioni di vita e di mestiere. Quindi non ne ho una preferita. Sono tutte ugualmente importanti per me. C un ruolo che non hai mai interpretato e che ti piacerebbe interpretare? Mi piacerebbe interpretare un ruolo in un film d'azione oppure in un musical. Sei nata in Colombia, cresciuta a Roma e in Grecia, hai vissuto in varie citt del mondo. Qual il posto in cui ti senti a casa? Di base ormai abito in Italia da 10 anni e Roma definitivamente dove mi sento pi a casa. Nonostante tutto quando torno a visitare la Grecia o la Colombia mi rendo conto di tantissimi aspetti che mi fanno sentire legatissima a questi paesi. Tanti aspetti che fanno parte del mio carattere e della mia cultura e che ricordo di avere proprio quando torno e mi confronto con gli altri, i miei parenti, gli amici, le nuove conoscenze e pure gli estranei. E una continua crescita, e il legame con questi due paesi sar sempre molto forte. Nel tempo libero, quali sono i tuoi hobbies? Nel tempo libero mi piace molto leggere, scrivere, la fotografia, viaggiare, ma soprattutto il cinema e la musica.

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In quali progetti ti vedremo in futuro? Prossimamente mi vedrete in tre film. In 'Romeo and Juliet' una coproduzione italo-angloamericana con la regia di Carlo Carlei, 'Presto sar Giorno' di Giuseppe Ferlito e 'L'Estate sta finendo' di Stefano Tummolini. Siamo ancora in attesa delle date precise per la loro uscita in sala ma di sicuro sar nellarco del 2014. Un saluto ai nostri lettori de Il Popolo Veneto Un saluto affettuoso ai lettori de 'Il Popolo Veneto'. Seguitemi! Buone Feste e felice anno nuovo!

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PEDRINI: CHE CI VADO A FARE A LONDRA?


Dal 3 gennaio in rotazione radiofonica Che ci vado a fare a Londra?, primo singolo estratto dall omonimo nuovo album di Omar Pedrini, atteso per fine gennaio (pubblicato da Universal), che arriva a 8 anni dallultimo disco di inediti del cantautore bresciano. Il brano Che ci vado a fare a Londra? nasce dallincontro di Omar Pedrini con Michael Beasley, leader della band di Manchester The Folks (presenti al completo nel brano). I due si sono incontrati negli uffici della Ignition, etichetta management di Noel Gallagher, a Londra, ed insieme a Scott Anderson (The Folks) hanno dato vita a questa ballad rock. Il singolo, registrato tra lItalia e Manchester e masterizzato ai celebri Exchange Studios di Londra da Mike Marsh e Karen Thompson, esiste anche in versione inglese con il titolo London. Omar Pedrini torna cos sulle scene con un disco di inediti di cui ancora una volta autore di musica e testi. Ad impreziosire il progetto discografico sono presenti alcune prestigiose collaborazioni: con il rapper Kiave in Jenny (scendi al fiume), con Ron e Dargen DAmico in Gaia e la balena, con i Modena City Ramblers nel brano strumentale Nonna Quercia folkband. Che ci vado a fare a Londra?, pubblicato da Universal, esce a 8 anni dallultimo disco di inediti Pane, burro e medicine (2006).

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LINNO DELLA SPERANZA DI AGLIARDI


In radio il brano Braccialetti Rossi che presenta lomonima serie tv in 6 episodi in onda dal 19 gennaio in prima serata su Rai1 Dal alcuni giorni in rotazione radiofonica Braccialetti Rossi, il brano scritto e interpretato da Niccol Agliardi che anticipa luscita dellomonimo album (su etichetta e distribuzione Carosello Records) contenente la colonna sonora della serie tv in 6 episodi Braccialetti Rossi (prodotta da RaiFiction e Palomar, in collaborazione con Big Bang Media SL), in onda dal 19 gennaio in prima serata su Rai1. Braccialetti Rossi la fotografia pi sincera e appassionata della mia esperienza allinterno di questa straordinaria e coraggiosa storia - racconta Agliardi - il grido di Leo, uno dei protagonisti, ma anche il mio. E quello di tutti coloro che non hanno nessuna intenzione di arrendersi alla fatica e alle sabbie mobili quel momento in cui, dopo aver pianto, su ciascuno di noi, compare sul viso unespressione disarmata e dolce. E che, per un istante, ci rende anche pi belli. Niccol Agliardi, una delle firme pi prestigiose tra gli autori italiani, il direttore musicale e il compositore, con la sua band The Hills, delle 9 canzoni inedite (Edizioni Curci) della serie tv Braccialetti Rossi, interpretate da Francesco Facchinetti, Ermal Meta, Il Cile, Simone Patrizi, Edwyn Roberts, Greta, Marco Velluti e dallo stesso Agliardi. I brani inediti si alternano a 5 successi gi noti al grande pubblico, il tutto intervallato dalle musiche originali di commento di Stefano Lentini. Tra i numerosi artisti italiani che hanno aderito al progetto affidando a Braccialetti Rossi alcune delle loro pi significative canzoni, ci sono Vasco Rossi, Laura Pausini, Tiziano Ferro, Emis Killa e Emma Marrone. La serie tv Braccialetti Rossi, diretta da Giacomo Campiotti, unisce il grande romanzo di formazione, la commedia agrodolce del quotidiano e le fresche venature del teen drama. una storia di amicizia, valori e vita, piena di coraggio, voglia di sopravvivere e superare se stessi, che ritrae con umorismo e tenerezza la vita di sei ragazzini dagli 11 ai 17 anni, che in ospedale formano un gruppo e diventano inseparabili.
Autore e cantautore, Niccol Agliardi ha pubblicato tre dischi di inediti (1009 giorni, Da Casa A Casa e Non Vale Tutto) e scrive e collabora con grandi artisti italiani e internazionali (Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Zucchero, Elisa, Emma Marrone, Patty Pravo, Damien Rice, Bryan Adams e molti altri). Ha vinto due volte il Premio Lunezia (perDa Casa A Casa e Non Vale Tutto), ha vinto un Ascap Award ed stato nominato ai Latin Grammy Awards per il brano Invece No di Laura Pausini. Ha pubblicato con Alessandro Cattelan il romanzo divenuto best sellerOscar Mondadori Ma la vita unaltra cosaed ha partecipato come giudice a Spit, programma cult di Mtv. A gennaio 2013 ha duettato con il rapper Emis Killa su Soltanto il vero.

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ATTILIO TAVERNA. FORMA, LUCE, QUANTI

Padova, Galleria Cavour, 25 gennaio - 9 marzo 2014. Inaugurazione: venerd 24 gennaio ore 17.30 Padova - LAssessorato alla Cultura del Comune di Padova, nellambito del Format Universi Diversi, presenta la mostra Attilio Taverna. Forma, Luce, Quanti, a cura di Gian Paolo Prandstraller e Maria Luisa Biancotto. Lesposizione si propone di far conoscere anche nel nostro territorio gli esiti originalissimi della ricerca teoretica e pittorica che Attilio Taverna ha sviluppato negli ultimi trentanni, intorno al concetto di forma, in particolare sulla natura formale della luce e la sua possibile rappresentazione; esiti che gli hanno valso importanti riconoscimenti in ambito scientifico internazionale. Sono in mostra, per la prima volta a Padova, quaranta opere pittoriche di grande formato e venticinque disegni che documentano il lavoro speculativo e inventivo del maestro bassanese (1945) e la sua portata innovativa. Attilio Taverna, come sostiene lAssessore alla Cultura Andrea Colasio, arriva a visualizzare la struttura originaria della materia, qual definita dalla fisica moderna, e alcuni degli infiniti modi in cui si produce la realt fenomenica. Sontuosi nella loro siderale bellezza, i suoi quadri aprono un fronte di ricerca ancora pressoch inesplorato nel campo dellarte e della pittura, dagli sviluppi imponderabili. Litinerario di Attilio Taverna prende avvio, nei primi anni 70, nellambito dellastrazione, e approda, dopo alcuni passaggi di impronta costruttivista, percettivista e minimalista, negli ultimi anni

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80, alla raffigurazione di fenomeni fisici essenziali, come quelli indagati dalla meccanica quantistica e dalla teoria del caos, attraverso una ricostruzione della forma basata sui percorsi vettoriali della luce nello spaziotempo. Il risultato sono opere di notevole impatto visivo, fantasmagorici caleidoscopi che insistono di volta in volta sulle asimmetrie, sulle trasparenze e rifrazioni della luce, e ancora sulla complessit e sul caos, inteso come creazione infinitamente mutevole di forme, sulla visualizzazione di algoritmi, sulla luminosit aperiodica Il tutto concepito come esplorazione della natura vettoriale della luce a livello delle particelle elementari e delluniverso non visibile. Fondamentale per la ricerca di Taverna stato, dopo lAccademia di Belle Arti a Venezia, lincontro con il professor Dino Formaggio, allora ordinario di Estetica allUniversit di Padova, che aveva molto apprezzato il suo lavoro. Con lui inizia un percorso teoretico che lo vedr impegnato alcuni anni nellIstituto patavino e poi in quello di Reggio Emilia. Seguir un lungo soggiorno a Parigi, quindi negli Stati Uniti. Dopo le mostre in varie citt del Veneto, dItalia e Germania e la pubblicazione, nell89, di una ricerca teorica sulla forma, Taverna inizia la collaborazione con unimportante Corporation statunitense attiva sul mercato americano dellarte contemporanea. Nel 98 Taverna vince il concorso per la copertina della rivista Trends in Neurosciences dellUniversit di Cambridge (UK) e nel 2004 per la copertina degli Atti del Congresso Internazionale di Matematica e Geometria Frattali 2004 tenutosi a Vancouver. Nello stesso periodo, la rivista scientifica newyorkese internazionale Chaos and Complexity Letters del gruppo editoriale Nova Scientia, NY, USA pubblica un suo articolo La natura della spazialit e il suo enigma, per unesperienza estetica della pittura. Sue interviste teoretiche saranno pubblicate ancora nella rivista ufficiale di Filosofia Estetica dellUniversit del Qubec e del Dipartimento di Filosofia dellUniversit Statale di Milano. Lesperienza di Taverna, incorporata in opere di notevole impegno formale, sostenute da una profonda conoscenza della fisica contemporanea, dellastronomia, dellestetica, della filosofia e della pittura, non solo propone nuovi orizzonti di indagine, ma costituisce anche importante stimolo allelaborazione di inedite categorie estetiche, in un momento particolarmente critico per larte come lattuale.
Orario: da marted a domenica 10.00 -13.00 / 15.00 - 19.00, chiuso il luned. Ingresso libero. Per info: Comune di Padova - Assessorato alla Cultura - Settore Attivit Culturali Tel. 049 8204547 bertolinl@comune.padova.it www.beepworld.it/members/attiliotaverna

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LE MERAVIGLIOSE NIZZA E MONTECARLO

Diario di viaggio, rubrica a cura di Francesca Monti Questo viaggio ha per protagoniste due splendide citt della Costa Azzurra: Montecarlo e Nizza. La nostra visita a Nizza parte dalla Cathdrale Orthodoxe Russe St-Nicolas, dai tratti esotici ed orientali, realizzata nel 1912 seguendo il modello della Cattedrale di San Basilio della Piazza Rossa a Mosca. Proseguiamo in Piazza Massena, una delle piazze pi simboliche della citt, caratterizzata da una fontana centrale con altissimi flussi d'acqua, il monumento >>

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dedicato alla Costa Azzurra e le mattonelle bianche e grigie. Qui si trovano inoltre le opere di arte moderna dello scultore spagnolo Jaume Plensa, che ha realizzato sette statue, simbolo dei continenti, che vanno intese come ununica opera e simboleggiano il dialogo tra i popoli. Quattro sono i palazzi principali di Nizza: Palazzo Lascaris, una costruzione divenuta famosa per il suo interno settecentesco, caratterizzato da arazzi fiamminghi, il soffitto opera del Carlone e una antica farmacia risalente al 18 secolo; il Palazzo di Giustizia (Palais de Justice), un'opera neo-classica di fine Ottocento, situata proprio di fronte all'antica caserma Rusca; il palazzo della Prefettura, in passato utilizzato come dimora per i governatori e i principi di Savoia e la Maison dAdam et Eve con i suoi bassorilievi del 1584. Tra i musei citiamo il Museo di Matisse, che si trova in Villa Arena e ospita alcuni celebri quadri di questo pittore che per molti anni ha vissuto a Nizza; il Museo d'arte contemporanea, con opere di Pop-Art e di artisti neorealisti; il Museo nazionale messaggio Biblico di Marc Chagall, nel quartiere di Cimiez che racchiude le celebri opere di Chagall sulla Bibbia; il Museo d'arte e di storia situato a Palazzo Massena; e il Muse des Beuax Arts, Museo di Belle Arti, che si trova all'interno di un edificio ottocentesco, che conserva alcune opere di Monet e Renoir. Arrivando da Place Massna in direzione Vieux-Nice, ci imbattiamo nel Cours Saleya lungo il quale durante tutto il giorno c il march aux fleurs, ovvero il mercato dei fiori di Nizza, con bellissime bancarelle. Da Cours Saleya, salendo sulla collina, si raggiunge il castello di Nizza dal quale si ha una meravigliosa panoramica della citt. Oggi del castello restano solo le rovine delle fondamenta, ma da questa collina ogni giorno alle ore 12 in punto parte un colpo di cannone. Scendendo dal castello passeggiamo lungo la bellissima Promenade des Anglais, la passeggiata lungomare lunga 5 chilometri, unoasi per ciclisti, pedoni, amanti dei rollerblade, con palme, lampioni e le famosissime chaises bleues, ovvero le sedie blu. Sul lato opposto, al di l della strada, possibile ammirare alcune ville dallo stile antico, oggi utilizzate come hotel rinomati, tra cui il Palais

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de la Mediterrane, Rosale, Insterilire, West End e Negresco. La parte sul mare, invece, suddivisa in spiagge pubbliche e stabilimenti balneari. Dalla Promenade ci si pu spostare verso la citt vecchia. Questa la parte pi caratteristica di Nizza, dallaspetto tipicamente italiano-ligure, con le sue case colorate e le strette viette, come Rue Pairolire, la via pi commerciale della citt vecchia con numerosi negozietti, bar e ristoranti, collegata a Place Saint-Franois (in cui si svolge il mercato del pesce) e Place Garibaldi. Nella Citt Vecchia si trova Place Rossetti, sulla quale si affaccia la Cattedrale di Sainte-Rparate, oltre a ristoranti e bar, tra cui la famosa gelateria Fenocchio. In Costa Azzurra la cucina un mix di tradizione francese ed italiana, vista la vicinanza con la Liguria. Nei ristoranti di Nizza possibile trovare contemporaneamente piatti di pesce e di carne: dalla zuppa di pesce marsigliese chiamata bouillabaisse con gronghi, scorfani, triglie, anguille con zafferano e olio di oliva, alla famosa ratatouille, ovvero lo stufato di cipolle, melanzane, zucchine, pomodori aglio e peperoni, dalla salade nicoise (un insalata preparata con lattuga, fagiolini, pomodori, uova, olive nere e acciughe), alla pissaladire ovvero una pizza con acciughe olive e cipolle, e ancora lo stufato di manzo agnello e montone preparato con il vino rosso (chiamato daube de boeuf), la purea di stoccafisso (la brandade de morue), la torta salata a base di ceci (Socca), la pasta ripiena (Raviolis niois) e i fiori di zucchina ripieni (Beignets de fleurs de courgettes) e la tradizionale baguette. Tra i dolci la regina la crostata con la crema al limone, chiamata tarte au citron. La regione di Nizza famosa per le sue gustose olive, che si possono trovare sia nere che verdi. Tra gli eventi pi importanti che si svolgono nel corso dellanno a Nizza ci sono: il Carnevale di Nizza, con la

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piazza Massena che diventa il centro di manifestazioni, le bande musicali suonano e animano la citt, mentre i carri allegorici sfilano per le vie. Il Carnevale dura tre settimane ed assolutamente un evento imperdibile. La prima edizione del Carnevale datata 1873, da allora ogni anno un evento molto atteso dagli abitanti della citt. La festa si conclude con il rogo del Re Carnevale e con uno spettacolo di fuochi d'artificio. Un altro evento caratteristico la Battaglia dei fiori, lungo la romantica e suggestiva Promenade des Anglais. La prima edizione risale al 1876 e consisteva in piccoli scambi di fiori. La parata dei fiori si svolge su 20 carri decorati, larghi pi di due metri e lunghi pi di sette. Palloni gonfiati a forma di teste vengono lanciati in cielo e grandi dirigibili regalano mimose alla folla che viene ad assistere all'evento. La Festin des Cougourdons di Nizza si tiene invece in primavera e ruota intorno alla zucca decorativa: le zucche pi strane vengono sfoggiate o usate come strumenti a percussione. Le strade si animano con balli e concerti popolari. Tra gli eventi musicali ricordiamo il Jazz Festival che ospita una serie di artisti internazionali, il Festival di musica sacra che si tiene a giugno, il Festival Voucalia della Musica mediterranea che si celebra a luglio, e la rassegna Le notti musicali che viene organizzata nei mesi di luglio e agosto. Dopo il pranzo e una splendida passeggiata in spiaggia, con il mare dinverno e un caldo sole che rende questa giornata ancora pi piacevole, ci spostiamo a Montecarlo, nel Principato di Monaco. Meta tra le pi esclusive al mondo, la citt caratterizzata da un'area urbana densamente popolata che coincide con l'area intera del Principato di Monaco. Gi apprezzato luogo turistico dall'inizio dell'Ottocento, il principato fu oggetto di

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grande sviluppo sotto il regno di Carlo III. Egli commission nel 1858 la realizzazione del Grand Theatre e dell'annesso Casin, nonch della celebre Socit des Bains de Mer, creata nel 1863 per valorizzare le spiagge e il clima particolarmente mite del luogo. Nel 1860, in seguito agli Accordi di Plombires del 1858, la Savoia, i territori circostanti al principato e la stessa Contea di Nizza furono nuovamente annessi alla Francia con il Trattato di Torino, come compenso territoriale per il sostegno militare dato dai francesi al Risorgimento italiano; da allora il Principato di Monaco confina unicamente con la Francia con cui mantiene stretti legami sanciti dal patto stipulato nel 1918. Nel 1911 il Principato revision il suo sistema di governo istituendo la forma di monarchia costituzionale. La trasformazione pi recente e radicale si deve al principe Ranieri III che, salito al trono nel 1949, prosegu nella realizzazione dell'ambizioso progetto di creazione di un polo turistico internazionale di alto livello; tale intento fu agevolato dall'incontro con la celebre attrice americana Grace Kelly, che divenne sua moglie nel 1956. Dal loro matrimonio nacquero tre figli: Caroline, Albert e Stphanie. La principessa Grace Kelly scomparve tragicamente in un incidente stradale il 14 settembre 1982. Dopo la morte del Principe Ranieri, dal 6 aprile 2005, il sovrano del Principato il figlio Alberto II. Oltre al Gran Premio di Monaco di Formula Uno, la citt ospita anche il prestigioso Monte-Carlo Rolex Masters, nota competizione di tennis che si svolge dal 1897 nel mese di aprile. Inoltre, hanno luogo numerosi eventi culturali internazionali tra cui i concerti dei maggiori artisti internazionali, fiere commerciali, mostre d'arte e manifestazioni come il Gran Gal della Croce Rossa di Monaco, Le Festival international du cirque de Monte-Carlo, Le Festival de tlvision de Monte-Carlo, Le Festival du film de Monaco, Imagina, Printemps des Arts; essi si svolgono in prevalenza al Grimaldi Forum, il centro fieristico polifunzionale che sorge in prossimit della spiaggia, >>

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oppure all'esclusivo Sporting Club. Dagli anni novanta la citt stata interessata dalla realizzazione di nuove infrastrutture ricettive e da lavori di ampliamento delle zone pi prossime al mare e dello stesso Port Hrcule, che ora in grado di ospitare anche le pi grandi navi da crociera. Dal 2009, nel quartiere La Rousse - Saint Roman, sta sorgendo la Tour Odon, quello che diventer il grattacielo pi alto del principato e sar completato nel 2014. La nostra visita a questa bellissima citt parte dal Palazzo dei Principi di Monaco. Posto sulla sommit della Rocca, chiamato anche Palazzo Grimaldi, ed la residenza ufficiale del principe. Fondato nel 1191 ha subto innumerevoli modifiche nel corso dei secoli. La facciata principale appare come una terrazza rinascimentale, utilizzata come balconata cerimoniale per le apparizioni ufficiali del principe. Essa fu realizzata per mascherare le precedenti fortificazioni medioevali, tra cui spiccano le numerose torri, quasi tutte ricostruite nel XIX secolo. Gli interni vennero realizzati nel XVI secolo e furono completamente ristrutturati nel corso del XVIII secolo, sul modello di quelli di Versailles, comprendendo anche un'analoga Galleria degli Specchi che conduce alla Sala del Trono e ai relativi appartamenti di stato. Al suo interno sono presenti dipinti di rilievo di Jan Brueghel e Charles Le Brun, nonch preziosissimi mobili francesi del XVIII secolo. La seconda tappa stata la stupenda Cattedrale dell'Immacolata Concezione. La facciata della chiesa composta da blocchi di pietra levigati. Alla base, si aprono tre portali, ognuno decorato da una lunetta scolpita. Sopra il portale centrale, vi una grande trifora con un rosone circolare, sormontata da un bassorilievo raffigurante Cristo Pantocratore fra due angeli. Fra le varie opere d'arte presenti nella chiesa, vi sono la pala daltare >>

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raffigurante San Nicola, realizzata da Louis Bra, e il Trittico di Santa Devota. Il grande organo a canne della cattedrale stato costruito nel 1976 da Jean-Loup Boisseau con quattro tastiere e pedaliera per un totale di 60 registri. Nel 2011, lo strumento stato radicalmente restaurato dalla ditta belga Manufacture dOrgues Andr Thomas e i registri sono stati portati a 72. Allinterno della Cattedrale dellImmacolata Concezione si trovano le tombe dei sovrani del Principato di Monaco, tra cui quelle della Principessa Grace e del Principe Ranieri. Oltre all'ottocentesca cattedrale neoromanica e alla cappella palatina presso Palazzo Grimaldi dedicata a San Giovanni Battista, vi sono altre cinque chiese cattoliche: Chiesa dedicata a Santa Devota, Chiesa del Sacro Cuore, Chiesa di San Carlo, Chiesa di San Martino, Chiesa di San Nicola. Degno di nota il Museo Oceanografico, che si trova nella parte vecchia di Monaco, ospitato in un edificio a picco sul mare vicino al palazzo dei Grimaldi. Voluto dal principe Alberto I, ospita numerose specie di pesci e invertebrati marini. Splendido anche il Giardino Esotico, che conserva molte specie di piante grasse e un roseto dedicato allindimenticata principessa Grace. Al suo interno sono visitabili anche delle spettacolari grotte naturali ricche di stalattiti e stalagmiti. Una particolarit delle grotte il percorso: esso inizia nel punto pi alto del principato e trova la sua massima profondit a diversi metri sotto il livello del mare. A Montecarlo si trovano anche: il Museo dAntropologia Preistorica; il Museo dei Francobolli e delle Monete; il Museo della Vecchia Monaco; il Nuovo Museo Nazionale di Monaco. Se passate da Montecarlo durante il periodo natalizio, come capitato a noi, non potete non visitare il meraviglioso mercatino di Natale, tra giostre, luci, colori, profumi, ottimo cibo e bancarelle dallaspetto fiabesco, che creano quellatmosfera magica tipica del Natale.