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Prefazione

In un periodo di discussione e di confronto, Noi, giovani di Istinto Animale, sempre in continua evoluzione, animati dalla forza delle idee, dallesperienza e dallazione, abbiamo deciso di scrivere questo Manifesto, che riassume la nostra visione della realt, indicandone le caratteristiche, le contraddizioni e le alternative. Non identificandoci nelle varie correnti animaliste-ambientaliste ed in nessun movimento e partito politico, stiamo cercando attraverso un percorso, di far nascere unalternativa concreta al distruttivo nulla del nostro tempo. Il nostro obbiettivo una rivoluzione culturale e come tale compie un movimento molto simile a quello della Terra intorno al Sole, l'idea in continuo movimento. Vogliamo porci in antitesi alla passivit e allimmobilit: con il binomio azione -educazione ci opponiamo ai discorsi degli intellettuali da salotto e alla societ delluomo schiavo del lavoro, degli obblighi autoimposti e delle multinazionali. Vogliamo uscire fuori gli schemi pseudopolitici, dai discorsi alimentati da un divide et impera che alleggia in ogni campo del sociale. Vogliamo essere unavanguardia delle idee e dellazione ed ergerci oltre le discussioni su chi sia pi o meno degno della causa. Abbiamo unideologia politica ben precisa che non si incarna nella visione di destra e di sinistra. Viviamo il presente e per questo analizziamo criticamente la realt contemporanea ed agiamo per trasformarla. Siamo la Resistenza Verde: in netta opposizione al turbocapitalismo, lottiamo per una societ dove luomo sia figlio della natura e non despota di essa, convinti che non possa esserci alcuna liberazione umana senza quella animale ed ambientale. La nostra, non vuole rimanere una delle tante proposte rivoluzionarie-utopistiche, ma vuole essere una meta da raggiungere attraverso la volont, la militanza e la lotta. Una guerra che dichiariamo ai falsi miti del nostro secolo, al Dio unico profitto, alla societ del business che annienta tutto e tutti. Contro ogni discriminazione, sia essa di razza o di sesso, ''Istinto Animale'' aperto a tutti coloro i quali si riconoscono nei nostri principi e vogliono intraprendere un percorso di educazione ed azione. Giovani allassalto, hic et nunc. E tu, da che parte stai?

Introduzione
Da persona ad individuo, da individuo a macchina. La metamorfosi delluguale oggi ormai quasi completa. Nella nostra societ turbocapitalista e globalizzata, tutto diviene massa: la produzione, la cultura, lessere stesso. Nel nome della democrazia, della pace e dellordine (un nuovo ordine), degli spettri dirigono il mondo: chi ha qualcosa da ridire, chi prova ad alzare la voce, pi semplicemente, chi non massa, viene distrutto. Si cancellano le differenze etniche, sociali, religiose, perch il vivere tutti assieme, la mancanza di identit, lessere uguali fanno comodo agli spettri: permettono loro di infiltrarsi ovunque, porsi quel gradino pi alto rispetto alla massa per addomesticarla, controllarla, dominarla. Allinterno di tale sistema infatti, tutto mosso da un solo obiettivo: il profitto. La massa, costituita da macchine prive di identit, etica ed incapaci di veder oltre la propria sopravvivenza, lavora incessantemente per garantire una vita sempre migliore ai suoi costruttori, dominatori, spettri. Nascere, produrre, crepare: per questo la massa stata programmata. L' uomo perde la propria individualit e si riduce a essere un numero di ore di lavoro da mettere a disposizione del proprio padrone, del marchio spettrale che lo controlla. Egli responsabile e vittima di questo sistema, soggiogato dal binomio lavorare per vivere-vivere per lavorare. Se c altro nella vita di queste macchine infatti solo lillusione di vivere. Ogni loro gesto quotidiano non fa che alimentare il sistema dal quale vengono oppressi e di cui sono responsabili: loro creano il mercato, il mercato distrugge loro. Un mercato invaso da prodotti, anche questi inevitabilmente, di massa: i marchi dominano il mondo, i media (marchi anche loro) li rendono sempre pi visibili, le istituzioni (marchi dei marchi) li tutelano. Marchi multinazionali che controllano il mondo. O meglio, lo annientano. Luomo-macchina vive grazie a loro, il resto stato distrutto. O grande e multi o niente. Grazie a loro, gli spettri assumono forma, prendono vita, entrano nel corpo del multi-stato, unico, globale: lo schiavizzano. Gli uomini, o ci che resta della loro essenza, sono gli ingranaggi di questo meccanismo. Gli animali e lambiente le vittime innocenti ed inermi.

Sezione I

I Genesi del turbocapitalismo


Fin dalla sua nascita il capitalismo (inteso come sistema economico e sociale) ha intrapreso un percorso egoistico, verso la societ umana e non solo. Controllato da pochi e controllore di molti, stato sempre capace di mascherare perfettamente le molteplici contraddizioni al suo interno, assecondando i pochi e tenendo a bada i molti. Di sicuro non ha mai raggiunto quelluniversale benessere pronost icato dagli economisti classici, dando vita anzi a disparit ed ingiustizie sempre pi evidenti. Ha annientato sempre pi le piccole propriet, attivit, imprese. Ha agglomerato gli individui in grandi centri industriali, massificandoli, svuotandoli della propria personalit. Ha creato uno stile di vita innaturale, disumanizzato, meccanizzato. Tuttavia gli attacchi, mossi dalle fazioni pi differenti tra loro, fallendo uno dietro laltro, hanno incrementato solamente il suo dominio. Giorno dopo giorno il sistema capitalistico si rafforzato conquistando citt, stati, continenti. Il suo territorio dazione oggi, non pi la fabbrica sovraffollata di Manchester di inizio 800, ma il mondo intero. La sua portata divenuta planetaria: impone quotidianamente il suo credo, massificando tutto il globo, riducendo sempre pi le persone, gli animali e lambiente a pedine da utilizzare a suo piacimento. Viviamo, o meglio sopravviviamo, nellepoca di un capitalismo talmente forte, evoluto e totale da doverlo necessariamente distinguere da quello classico: un Turbocapitalismo che tutto ingloba e niente risparmia. Turbo anche perch caratterizzato da due finti miti: la velocit ed il progresso, strettamente connessi tra loro.

II Veloce meglio?

Oggi siamo nel XXI secolo. Meglio specificarlo, perch essendo la nostra societ spesso pi veloce di noi, qualcuno potrebbe essere disorientato. In questo nuovo millennio, nelle nostre vite, non c un attimo di tregua. Ogni giorno, vediamo migliaia di immagini virtuali scorrerci sotto gli occhi, sentiamo notizie provenienti dallaltra parte del globo, riusciamo a fare pi cose noi rispetto a qualsiasi altro uomo di una qualsiasi altra epoca storica: stiamo andando cos veloce per da esserci scordati il perch lo stiamo facendo. La velocit, che domina la nostra esistenza, ci ha ingabbiato in una vita che paradossalmente pi statica che mai. Siamo veloci solo per compiere pi azioni banali allinterno di un sistema che ci vuole macchina, giorno dopo giorno corriamo in un cerchio sempre pi delineato chiamato routine. Parliamo con gli amici attraverso i social network invece di incontrarli realmente, mangiamo ai fast food per non tornare a casa a pranzo, prendiamo la macchina anche solo per non fare quattro passi. Intanto costantemente spendiamo, acquistiamo, compriamo talmente tanto da non essere pi definibili come consumisti ma direttamente come consumati. La velocit infatti, ci permette di integrarci perfettamente allinterno di un sistema che vuole lannullamento del singolo e lannientamento delle emozioni. larma ideale per trasformare luomo in automa senza che egli se ne accorga, allinterno di una societ disumanizzata, impossibilitata a pensare perch non ne ha il tempo per quanto va veloce. Stiamo sacrificando la nostra libert, con tutto ci che ne consegue, in nome della velocit. Vale la pena correre da schiavi?

III Progresso o regresso?

Se oggi la nostra societ cos veloce per, lo deve ad un altro fenomeno che da pi di quattro secoli risuona ridondantemente quando si parla delloccidente: il progresso. Un progresso che ha permesso alluomo di vivere una vita pi agiata, di scoprire fenomeni incredibili e di inventare oggetti strabilianti. Verrebbe da dire allora, qual il problema? E invece di problemi ce ne sono eccome. Innanzitutto nella societ umana a godere di questo benessere sono veramente in pochi. Come la logica capitalistica ci insegna, il capitalista generalmente inteso come un benefattore perch d lavoro agli operai. Lunione paradisiaca tra i due verrebbe rotta da squilibri accidentali allinterno della societ: oggi i governi nazionali (o ci che ne resta), seguendo ciecamente la logica dei vari centri di potere mondiale dellalta finanza (BCE, FMI), vogliono far ci credere perfettamente questo. Non basta che un lavoratore non riesca ad arrivare a fine mese, no: egli si deve sentire in colpa. Se muore di fame, se la sua famiglia muore di fame, la colpa la sua, perch ha dubitato di politiche criminali che continuano da decenni. Inoltre il mercato mondiale, dominato dallo strapotere delle multinazionali, ha, tra le altre cose, enfatizzato lo squilibrio esistente tra i vari paesi che vi partecipano: per un ragazzino americano che compra un i-phone, ce n un altro asiatico che lavora per fabbricarlo. Tuttavia se vero che il bambino asiatico schiavo anche quello americano non da meno perch, in un sistema dove tutti noi siamo assoggettati dai marchi, egli sta finanziando proprio un marchio, uno spettro. Continuiamo a produrre oggetti, non per soddisfare i nostri desideri ma per accrescere il potere altrui. Consumiamo sempre pi non perch ne abbiamo voglia, ma perch se non lo facessimo, tutto questo meccanismo perverso si bloccherebbe. E a noi in fondo fino a che arriviamo a fine mese, poco ci importa. Per farla breve, il progresso ha dato vita ad una societ spettrale, dove ogni nostra azione collegata a quelle degli altri senza che noi possiamo direttamente rendercene conto; ha alimentato gli squilibri tra ricchi e poveri, distruggendo sempre pi la classe media ed annientando la piccola impresa in favore della multinazionale: se ammettiamo la fine del

capitalismo e lavvento del turbocapitalismo, dobbiamo riconoscere il turbocapitalista come il nuovo capitalista, pi forte e con pi potere che mai. Nel nostro sistema, ovviamente il pi libero di sempre, dove tutti possono essere liberi di comprare o di essere comprati, dove il mercato talmente libero che ha deciso chi ne pu prendere parte o usufruirne e chi no, dove se hai forse sei, se sei probabilmente non hai, questo scenario sembra irreversibile. Ma la stragrande maggioranza degli uomini sul pianeta non lun ica vittima: gi perch il progresso, generalmente inteso, caratterizzato dallo sviluppo della tecnica e dalla produzione di massa, passa sempre pi sopra a tutto, alla Natura nel suo insieme. Monti, fiumi ed Animali sono considerati oggetti nelle mani degli uomini, oggi come mai prima. Si snatura il soggetto in vista della funzionalit delloggetto che sar: lalbero visto come carta, la terra come terreno dove verr edificato un qualche edificio, la mucca come cibo, la pecora come maglione, il leone come spettacolo. il profitto generato dallabitudine e labitudine regolata dalla logica del profitto che generano tutto ci. Non ci sono valori etici in discussione, perch letica oggi, in questa societ non esiste.

IV Lassenza di valori e la devozione al Dio Denaro

Letica tuttavia non lunico valore ad essere stato cancellato dalla contemporaneit. Dove sono andati a finire oggi il bene, il bello, il vero? Dove la spiritualit, la razionalit e le emozioni trovano ancora spazio tra il corpo metallizzato delluomo moderno? Dove, allora, lessere umano rivolto? Verso un unico obiettivo, il profitto. Ha deciso di sacrificare i suoi valori, i suoi sentimenti, la sua ragione, i suoi sogni allunico vero dio odierno: il Dio denaro. Materiale ed onnipresente, di fatto la divinit egoistica del turbocapitalismo che ha inglobato tutti e tutto, volenti o nolenti. Sta diventando lautocoscienza umana, il nostro modo di pensare e di vivere, la nostra condanna. O sacrifichi per lui o verrai te stesso sacrificato. Tutto divenuto merce, tutto offribile in sacrificio. I luoghi di culto sono diventate le banche e le multinazionali: la devozione verso di lui cresce in rapporto a quanto aumenta il loro potere. Alimentate da milioni di fedeli, queste sembrano ora inarrestabili.

E allora nel nome del nuovo Dio, tutto lecito. facile prendersela con i pi deboli. sempre stato facile. Ancora pi facile giustificare tutte le azioni spregevoli, sempre e comunque, fatte contro chi non si pu n difendere n pu condannare queste violenze. Questo siamo noi, esseri umani. Pensiamo di poter controllare tutto, crediamo di essere perfetti, gloriosi, invincibili. Ed invece, stiamo distruggendo un pianeta, abbiamo schiavizzato milioni di specie. Non c nulla n di eroico n di lecito. Le foreste vengono abbattute per far posto a nuove fabbriche, le quali incrementano linquinamento che raggiunge cieli sempre pi alti ed acque sempre pi profonde; nel mentre miliardi di animali ogni anno vengono torturati, schiavizzati, massacrati senza aver di fatto mai vissuto. Continuiamo a farlo, incoscienti per il bene comune, amorali verso il diverso. Giustifichiamo tutto. ora di dire basta.

V Contro luomo macchina


Luomo lartefice di tutto ci. Non importa se ne il mandante, lesecutore, il testimone o il beneficiario. Sar sempre complice, colpevole di essere unameba egoistico che ha deciso di perdere tutto nella societ del nulla. Non sono sufficienti i fenomeni di massificazione e di globalizzazione che lo hanno ridotto macchina, i nuovi centri di potere che lo controllano nella sua quotidianit, la tentazione di un dio materiale e le sue difficolt private a giustificare il suo menefreghismo verso tutto quello che non funzionale al proprio benessere. Se accetter il sistema, lamentandosi ma senza alzare un dito contro le contraddizioni, le ingiustizie presenti al suo interno egli sar un nostro nemico come lo sono tutti quelli che vogliono fare dellambiente, degli animali e delluomo stesso delle merci da produrre, scambiare ed utilizzare a proprio piacimento. Andando al di l del moralismo, del perbenismo e della schiavit (neo)liberale, dobbiamo ritrovare noi stessi in un sistema, che ci vuole cancellare per come siamo. Emancipiamoci dal lavoro che ci domina ma in realt non ci compete, animiamo la monotonia che caratterizza la nostra vita, rallentiamo per non schiantarci nel nome della velocit! Creiamo unalternativa in antitesi a questa societ tanto spettralmente quanto materialmente distruttiva. Proviamo a farlo insieme.

Sezione II

I X: Resistenza Verde

Oggi, in questa societ che tutto ingloba e massifica, siamo invasi da centinaia di partiti, movimenti e gruppi politici che si fanno la guerra tra di loro, promettono cambiamenti ed invocano la rivoluzione. Tuttavia come il presente ci sta insegnando direttamente sulla nostra pelle, le loro sono solo chiacchiere: tutti sono amalgamati allinterno di un sistema che non hanno nessuna intenzione di cambiare. Sono i sottoposti delle banche e delle multinazionali ed i superiori di altre migliaia di persone che ricoprono cariche pi o meno importanti allinterno di uno stato snaturato e privo di qualsiasi senso etico e logico. La loro enfasi rivoluzionaria del periodo antecedente alle elezioni, si placa subito dopo il voto. Non gli rimane allora che sguazzare nella loro piscina piena di oro e vergogna. Mentre loro chiacchierano per, la societ corre, il turbocapitalismo travolge, il pensiero critico viene meno, la resistenza vacilla. Nel frattempo, le formazioni extraparlamentari spesso si concentrano su nemici minori perdendo di vista i veri obiettivi per i quali lottare. Crescono cos le divisioni tra i poveri che continuano a combattere tra di loro, distruggendosi a vicenda. I ricchi, gli spettri, i potenti ammirano questo scenario dallalto della piramide sociale, ridendo ed ingrassando sempre pi. Associazioni e movimenti che si occupano delle cause pi differenti, svolgono un ruolo marginale perch continuano a non capire che stando nel sistema, con le idee e con i metodi prestabiliti da esso, poco potr cambiare. La gente comune intanto continua, ingabbiata mentalmente, a vivere la sua vita di quotidiana follia tra gli squilibri e la paradossalit della societ. E noi? Noi vogliamo essere i lupi di una rivoluzione, intenta a sconfiggere il capitalismo che opprime la Natura nel suo insieme. Non siamo interessati alle battaglie statiche, illusorie, reazionarie del nostro tempo. Non vogliamo riformare il sistema dal suo interno perch lo riteniamo impossibile. Vogliamo rivoluzionarlo e per farlo ne usciremo e costituiremo una realt parallela capace di andare oltre le chiacchiere da salotto, i gloriosi ideali e le tante promesse. Siamo i portatori di una grande X, nuovo simbolo di una resistenza culturale che getter le basi per una nuova societ verde.

Noi siamo la Resistenza Verde. Resistenza perch ci opponiamo al tiranno turbocapitalista che tutto conquista, ingloba, opprime; Verde perch siamo convinti che la liberazione umana non possa prescindere da quella animale ed ambientale. Luomo prima di pensare alla costituzione della societ umana, deve rivalutare la sua posizione allinterno dello spazio-mondo. Lumanit solamente una delle tante specie differenti che abitano la Terra, spesso per gli uomini sembrano scordarsene. Siamo convinti di essere al centro del mondo e che tutto giri intorno a noi. Crediamo di essere superiori a tutti e che gli altri esistano solo per essere nostri strumenti. Cos, ci siamo arrogati il diritto di agire senza il minimo ritegno verso il diverso. Abbiamo distrutto e continuiamo a distruggere in nome del progresso e del Dio denaro. Tra poco per non ci sar pi nulla da distruggere: tutto sar finito, estinto. Invertire la rotta oggi dunque necessario, perch lantropocentrismo ha trasformato luniverso, nel suo insieme, in un grande oggetto, svuotato della propria essenza, nelle nostre fredde mani. Ritrovare la nostra identit, rispettando quella ambientale ed animale, la grande missione che ci spetta.

II Siamo Natura!
Rintanato nella sua casa, dominato dalla tecnologia, ingordo materialista despiritualizzato, lessere umano raramente si rapporta con e nel naturale. La sua societ agglomerata nei grandi centri urbani, caratterizzata dai grandi palazzoni e dalle fumose fabbriche, contro-natura. Mari, monti, campi: inquinati, dissestati, distrutti per far spazio alle macchine. La non-civilt umana si espande, snaturando la vita degli individui: dalle campagne li ha portati nelle citt, poi li ha qui incatenati tra lillusione del benesser e e le promesse progressiste, ora sembra non dargli la possibilit di tornare indietro. Luomo ha preteso di ergersi al di sopra degli altri viventi e di giustificare questa sua superiorit con parole quali civilt e progresso. Non considerandosi pi egli stesso natura, ha perso la connessione con gli alberi, i fiumi ed il suo stesso spirito. Ha definito la Natura come la sua casa, credendo di poterne disporre a suo piacimento: la rispetta solamente fino a che rimane tale, fintanto che gli utile e che lo rende felice. Appena ha la possibilit di sradicare un albero per far posto ad un nuovo edificio, non ci pensa su. Tutto visto nellottica di uno sviluppo continuo e di un progressivo miglioramento. La verit che la societ umana ha perso il controllo: la sua razionale follia, cos possiamo chiamarla, si abbatte quotidianamente non solo su se stessa, ma inevitabilmente su ci che la circonda, distruggendo o meglio uccidendo chi le vive intorno. La nostra, come gi detto, vuole essere prima di tutto una rivoluzione culturale, intenta a minare le basi di una societ che ha ridotto esseri viventi a puri automi.

Per questo, la nostra visione non pu che porsi in antitesi al modello antropocentrico e meccanicistico che la societ occidentale continua a porre come unica verit. Crediamo che luomo sia solamente una delle tanti parti che compo ngono la Natura nel suo insieme. Consideriamo essa, n come un oggetto nelle nostre mani, n come la nostra casa o il nostro ambiente, ma come un grande essere vivente, una madre universale dotata di una vita, fisica e spirituale, alimentata dal rapporto tra gli esseri viventi che la compongono. Questi, che non sono oggetti a nostra disposizione ma soggetti dotati di una propria essenza, sono in connessione uno con laltro: nessuno pu fare a meno di questo legame. Luomo semplicemente uno di questi e non un dominatore di un sistema o un ingranaggio di una grande macchina. Tutto deve essere pensato in connessione: solo attraverso questa unione ogni singola parte pu essere veramente se stessa. Ci che dobbiamo ricercare perci, non lo scontro con il diverso o la sopraffazione del pi debole, ma la connessione con tutto ci che vita e quindi con la Terra, dispensatrice di quellarmonia, prima di tutto spirituale, persa dalluomo nel mondo moderno.

III Animali: soggetti e non oggetti

Lessere umano un animale dotato di ragione. Una ragione che gli ha permesso di andare oltre i suoi istinti primari, costituendo una societ evoluta. Unevoluzione tecnica e materiale per, che possiamo definire inversamente proporzionale a quella spirituale ed etica. Con il passare del tempo, luomo ha sempre pi abusato della sua forza, arrivando definitivamente a non rispettare il diverso. Gli animali, oggi pi che mai, ricoprono il posto pi basso nella piramide sociale degli esseri senzienti; snaturati, sono divenuti gli ingranaggi primari della macchina turbocapitalista, i sudditi inconsapevoli del Dio unico profitto. Sono stati resi schiavi dagli umani. Nellipocrisia generale per, la nostra societ spettrale crede di amare gli animali. Comprando un cane, accudendo un gatto, dando da mangiare ad un pesciolino rosso abbiamo deciso di bendarci davanti agli incalcolabili quotidiani soprusi che la nostra specie mette in atto contro quella animale. La societ del XXI secolo che corre, non dandoci il tempo di pensare, ci fa per nascondere. Infatti, ci evita le urla dei maiali macellati, lagonia di un agnello senza mamma p er tutta la

vita e di un pesce strappato al mare: ci fa nascondere dalla e nella nostra crudelt. Una crudelt che per molti non si manifesta pi con il fucile in mano ma nella routine tavola-supermercato, tanto quotidiana quanto criminale. I paraocchi sono cos saldi da assicurare allignoranza umana una penosa solidit. Ogni ora, ogni giorno, ogni anno, migliaia, milioni, miliardi di animali vengono soppressi nel mondo per diventare cibo. Dopo una vita del tutto innaturale in cattivit, quelli che prima erano esseri senzienti vengono barbaramente uccisi, diventando cadaveri destinati a sfamare lingordigia di molti. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Tutto questo accade infatti, nella totale indifferenza di gran parte della nostra societ: la quotidianit, dominata dalla passivit, ha abituato gli esseri umani ad essere complici di questo massacro, senza fare domande, entusiasti del loro hamburger. Assurdo anche solo pensare che ci si possa tranquillamente arricchire sulla sofferenza e sulla morte altrui. Tuttavia la vita e la libert oggi valgono meno del gusto e del profitto: letica ha lasciato il posto alle insegne luminose di macellerie, pescherie e latterie. Ma non solo. Perch sotto il pretesto di una falsa scienza come la vivisezione, la perversa bramosia umana di pelle e pelliccia, la necessit di un riso malato in un circo o in uno zoo, altri milioni di animali vivono in cattivit, torturati, per poi morire nellanonimato ed essere sepolti nel dimenticatoio. Gli animali non hanno la possibilit di difendersi, noi dobbiamo essere i loro liberatori. Non hanno la possibilit di parlarci ma sappiamo che, essendo esseri senzienti, provano dolore e piacere: quello che la societ umana infligge loro un ciclo di schiavit, sofferenza e morte. Il valore alla vita infatti per tutti intrinseco, appartiene a loro stessi, entra nella propria essenza. Da un punto di vista morale, gli animali sono tutti uguali. Se combattiamo per la libert animale, dobbiamo metterci in testa, che per la prima volta nella storia, stiamo combattendo per chi non ha voce. Noi siamo la loro voce. Immedesimiamoci in loro: riscopriamo e rispettiamo la loro e la nostra animalit. indispensabile che ogni essere umano prenda delle decisioni personali nellambito della sua quotidianit per far cessare questa schiavit: intraprendendo un percorso, deve arrivare a vivere in modo indipendente rispetto agli animali. Non combattiamo per dare maggiori diritti allinterno della societ umana agli animali: lottiamo per la loro liberazione, per liberarli dal controllo e dalla pazzia umana, per renderli autonomi facendoli (ri)diventare soggetti e non oggetti nelle mani degli umani. Ci sentiamo di affermare che non dobbiamo per forza amarli o giocarci assieme, ma dobbiamo prima di tutto ed assolutamente rispettarli. E per rispettarli intendiamo in tutti i sensi: non mangiarli, non impiegarli nei laboratori di alcun genere, non utilizzarli come indumenti, non sfruttarli per sport o divertimento: in breve non possederli perch su loro non abbiamo nessun diritto.

IV Territorio e azione

Lolocausto animale e la distruzione dellambiente sono, allo stesso tempo, delle cause e delle conseguenze del processo autodistruttivo umano. Snaturando noi stessi infatti, perdendoci nella societ delluguale e del business, muoviamo un attacco concreto alla vita delle altre specie animali e della Natura in generale, minando la loro essenza, identit e libert. Il vivere velocemente e la societ massificante hanno portato inevitabilmente al tracollo di ogni sentimento di comunit tra individui della stessa specie: accecati da Mammona siamo capaci di ogni tipo di nefandezza dimenticando la nostra reale natura, ovvero quella di animali sociali e comunitari. Catapultati in agglomerati urbani, veniamo continuamente addomesticati e mutati dai dogmi di una societ che vuole lannullamento del nostro essere, perdendo sempre di pi il rapporto con la nostra terra. Larmoniosa forza vitale della Natura quotidianamente sopraffatta dal disordine delle metropoli, dal rumore delle automobili, dal fumo delle fabbriche: continuando cos non potremo che scontrarci contro il naturale, fino a distruggerlo definitivamente. Per questo necessario un cambiamento, qui ed ora. In un globo cos vario come quello terrestre, ricco di culture, tradizioni e stili di vita differenti, riteniamo sia opportuno occuparci primariamente del territorio nel quale viviamo. Conoscendone le dinamiche infatti, siamo in grado di analizzare meglio i problemi ed apportare soluzioni adeguate nel rispetto del luogo, di chi lo abita e di chi lo abiter. La nostra volont di azione, deriva da unideologia pensata per contrastare le problematiche del XXI secolo nei paesi occidentali ed apportare soluzioni che rappresentino una concreta evoluzione etica, economica e culturale. Molto pi difficile ed utopico, almeno per ora, voler agire con le stesse modalit in luoghi culturalmente ed economicamente diversi dal nostro, in quanto parleremo da estranei rischiando di considerare il mondo come un posto uguale in ogni sua parte ed il nostro pensiero come dominante. Con questo, vogliamo sottolineare lesistenza delle differenze nelle varie parti del globo e la necessit di intraprendere un percorso strutturato attraverso la prassi, il confronto ed il tempo tra le varie culture. Se questo avverr, nel rispetto del diverso, sar lincipit di una rivoluzione globale che porter ad una societ veramente libera, nella quale le tante parti, umane e non umane, che positivamente con le loro caratteristiche abitano il globo, potranno ritrovare larmonia perduta nel grande tutto, ovvero la Natura nel suo insieme.

V Autonomia e liberazione
Proprio per questo, sempre pi persone iniziano a covare una visione pi naturale della vita in delle comunit autogestite da individui e non soggetti di mercato, dove si possa ritrovare la propria identit naturale e culturale, in cui non si sia proiettati verso una prospettiva di guadagno ma di condivisione e di fratellanza tra esseri viventi, umani e nonumani. Alimentati dalla visione del "vivere secondo natura" decidono di distaccarsi dalla societ statale sentendola come una barriera per il proprio flusso vitale e naturale e si aggregano sotto comunit solide, naturalmente non abbandonando la lotta bens cercando di creare una resistenza solida che si opponga allo stato, contrastandolo dal suo esterno, consci dell'utopia di lottare il sistema dall'interno. Lobiettivo della Resistenza Verde esattamente questo: creare una nuova societ allinterno di uno stato logorato, dove luomo possa ritrovare la sua identit, rispettando quella animale ed ambientale. In antitesi al turbocapitalismo crediamo: -Nella nascita di vere e proprie autonomie che rigettino la visione antropocentrica della realt e riqualifichino uno stile di vita in armonia con la Natura nel suo insieme; -Nella necessit di un progresso etico e spirituale per invertire la rotta autodistruttiva del nostro tempo alimentata dallidolatria del Dio denaro; -Nella forza delle differenti parti presenti sul nostro pianeta che attraverso un percorso di consapevolezza, rispetto e scambio costituiranno larmoniosa compresenza nel grande tutto; -Nella bellezza dellazione contro la velocit statica del quotidiano che caratterizza la vita delluomo macchina, le chiacchiere da salotto dei vari intellettualoidi, le false promesse dei rappresentanti di un sistema marcio e criminale.

Conclusione: Svegliati!

Ognuno di noi ha davanti a s una scelta: continuare a sopravvivere in questa marcia realt, privato della propria identit, manipolato, schiavizzato, complice dei disastri che la societ umana provoca quotidianamente o RIBELLARSI, RESISTERE, AGIRE. Alzarsi dalla poltrona per creare unalternativa oggi un dovere etico verso lambiente, gli animali, la societ umana, noi stessi. inutile stare ad aspettare il supereroe, il bravo politico, il rivoluzionario di turno: non arriveranno. Proprio noi infatti siamo il motore di un cambiamento che non solamente possibile, ma necessario. Attiviamoci. Dichiariamo guerra al mondo spettrale della nostra epoca dominato dai marchi, incapace di intraprendere un percorso etico verso natura-animali-uomini, mosso dalla volont di pochi a discapito di molti, talmente grande e multi da non poter essere pi controllato o modificato dal suo interno. Invertiamo la rotta: ritroviamo la nostra identit, riappropriamoci della nostra terra, usciamo dal gioco dei potenti. Riprendiamoci la vita. Ribelliamoci a chi ci vuole macchina, Resistiamo alla societ turbocapitalista, Agiamo per cambiarla. Lalternativa verde. Prendi parte al cambiamento, unisciti a noi.

Struttura interna del movimento

1 Istinto Animale un movimento studentesco e giovanile di resistenza verde. 2 Senza alcuno scopo di lucro ed apartitico, il movimento rifiuta ogni tipo di proselitismo politico all'interno del suddetto essendo fermamente convinto che la lotta per la liberazione animale ed a tutela dellambiente prescinda totalmente da ogni fazione politica. 3 Il movimento non fa distinzione di etnia, sesso o religione dei suoi aderenti; non siamo minimamente interessati a questa logica, la resistenza verde non tiene conto di queste distinzioni. 4 Il modus operandi dell'organizzazione si basa prettamente sul binomio: AZIONE ed EDUCAZIONE. Non potrebbe esistere alcun tipo di azione senza che ci sia sotto un'educazione alla lotta e viceversa l'educazione senza l'azione sarebbe inutile limitandosi a futili discorsi. 5 Nel nostro movimento non esistono capi o dittatori. Ognuno pu esporre la propria idea che per verr monitorata dai militanti pi esperti per motivi di competenza nel campo. Ovviamente questo non prescinder la dignit che e deve essere sempre pari per ogni membro. 6 Il movimento divide i propri aderenti in due sezioni: Militanti e Simpatizzanti. La differenza sta nella volont di presenza dell'aderente. La resistenza verde una lotta attiva e rosicchier molto del vostro tempo, ma gli sforzi non saranno vani se vi sar impegno e determinazione. Nessuno tuttavia obbligher i partecipanti dell'organizzazione alla presenza pressante, ognuno dovr rendere conto solo ed esclusivamente a se stesso. Non esiste una classifica dell'aderente pi bravo o meno. 7 Ogni settimana prevista una riunione per fare il punto della situazione ed organizzare tutte le attivit del gruppo. 8 Con il progetto Educati per Agire vogliamo entrare nelle scuole e nei luoghi generalmente frequentati dai giovani, per portare al loro interno temi raramente discussi dalla nostra societ. Per il resto, ci muoviamo in linea con quanto scritto nellideologia della Resistenza Verde.

Istinto Animale, educati per agire