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In Europa commessi gli stessi errori degli anni 30.

Paul De Grauwe
24 dicembre 2013 | Autore Luciano Lago | Stampa articolo

Nulla irreversibile in Intervista di Alessandro Bianchi

economia,

nemmeno

leuro.

Possibile

fine

politica.

Professore di Politica economica alla London School of Economics. Ha ricoperto importanti incarichi allinterno del FMI e della Bce. Autore di Economia dellUnione Monetaria -In un suo studio recente, ha dimostrato come lUnione monetaria europea non sia riuscita ad uniformare le cosiddette dinamiche di espansione e arresto boom and busts anzi la sua presenza ha di fatto amplificato gli effetti negativi per i singoli paesi membri. Ci pu spiegare meglio le ragioni? Ripeto spesso come la zona euro, al momento della sua creazione, appariva come una bella villa in cui tutti gli europei volevano entrare. Ma era una villa che non aveva un tetto. Quindi, fino a quando il tempo stato buono, abbiamo continuato a voler restare tutti al suo interno, ma ora che il tempo pessimo cresce la voglia di scappare. In quello studio, in particolare, prendevo a riferimento uno dei fallimenti di progettazione, riguardante le dinamiche endogene interne allUnione delle espansioni boom ed arresti busts dimostrando come la partecipazione alla zona euro abbia reso gli Stati nudi dalle vecchie protezioni ed in balia di effetti molto pi ampi dei normali cicli tipici di tutti i sistemi capitalistici. Nella zona euro le politiche monetarie sono centralizzate, ma il resto delle misure macroeconomiche rimangono nelle mani dei governi nazionali, producendo dinamiche peculiari e senza costrizioni per lesistenza di una moneta unica. Come risultato, la dinamica dei booms and bust non pu convergere a livello della zona euro, ma, al contrario, lesistenza di ununione monetaria ne amplifica lampiezza a livello nazionale, perch il tasso dinteresse uguale per tutti i paesi membri. Ed un tasso troppo basso per i paesi che registrano lespansione e troppo alto per i paesi in recessione: quando Spagna, Irlanda e Grecia hanno incominciato a registrare alti tassi di crescita, anche linflazione ha chiaramente seguito il passo. Tuttavia, restando lo stesso il tasso dinteresse nominale dec iso dalla Bce, il tasso dinteresse reale era, per quei paesi, eccessivamente basso, aggravando larresto e le conseguenze dellesplosione della bolla creditizia alimentata dallafflusso dei capitali dal nord Europa. Lopposto accaduto per i paesi con ba ssa crescita o in recessione. LUnione monetaria ed un solo tasso dinteresse, quindi, amplificano questi effetti distorsivi per le economie nazionali. -Professore in diversi suoi scritti aveva anticipato come lausterit imposta ad i paesi europei avrebbe peggiorato e non certo migliorato landamento del rapporto debito/Pil. Esattamente quello che successo. Ed ora la zona euro anche molto vicina ad entrare in una pericolosissima spirale deflattiva. Si pu dire che le autorit siano riuscite nellimpre sa di commettere esattamente gli stessi errori degli anni 30? Dobbiamo essere molto precisi a proposito e differenziare la situazione americana da quella europea. Negli anni30, gli errori erano stati commessi sia dalle autorit governative che hanno appl icato politiche di austerit in una fase depressiva in cui era necessario dare stimolo alla domanda interna; ed anche da quelle monetarie, che hanno frenato laccesso al credito alleconomia reale, producendo un drammatico circolo vizioso deflattivo. Oggi, abbiamo governi che nella fase recessiva o di ripresa stagnante hanno deciso di commettere lo stesso errore con politiche di austerit, ma la Fed, ben conscia degli insegnamenti della Grande Depressione, negli Stati Uniti ha agito con misure straordinarie, efficaci nel

ridare ossigeno alleconomia e porre un freno a quegli stessi rischi di deflazione. Al contrario, la Banca centrale europea continua a non rifornire leconomia del credito necessario. La Bce dovrebbe intervenire pesantemente per comprare i titoli governativi a rischio e gli asset tossici in mano alle banche per alleviare la situazione deflattiva ormai presente nei paesi del sud. Ma non lo sta facendo e quindi si, per lEuropa, possiamo affermare che tutte le autorit, governative e monetarie, stanno commettendo gli stessi errori che sono stati fatti negli anni 30. -Dopo aver sbagliato tutte le previsioni negli ultimi cinque anni, quelli che Paul Krugman definisce austerici continuano a guidare il dibattito economico e le loro scelte, come il caso del ministro delleconomia italiano Saccomanni, ad influire sulla vita di milioni di cittadini. Come lo ritiene possibile? Anche io me lo domando spesso e non riesco proprio a comprendere come, ancora oggi, la voce degli austerici continui ad essere cos forte nel dibattito. Individuo due ragioni principali che penso possano aiutare a costruire una risposta: da un lato c lidea molto radicata in un gran numero di persone che tutto ci che collegabile allazione di governo sia cattivo per defi nizione, in particolar modo per quel che riguarda il debito: nessun paese, secondo questa visione, dovrebbe averne uno e tutti dovrebbero impegnarsi ad eliminarlo il prima possibile. Per chi conosce e studia leconomia si tratta chiaramente di unimpostazione molto stravagante, ma lopinione di un numero ampio di politici, dalle cui scelte dipendono la vita di milioni di cittadini. In secondo luogo, vi latteggiamento delle nazioni creditrici, in particolare nellEuropa settentrionale, che hanno chiarito che rivogliono indietro i loro soldi dalle banche dei paesi dellEuropa meridionale, dove hanno massicciamente investito, nel minor tempo possibile. Questi paesi, la Germania in primis, hanno il potere politico dalla loro, hanno imposto il modello econom ico dellausterit e si stanno battendo per la loro prosecuzione. -Il suo libro sulla politica monetaria europea tra i pi studiati nelle universit di tutto il mondo e nessuno pi di Lei ci pu aiutare a capire meglio lazione attuale della Bce nel cont esto della crisi. Giudica, in particolare, il programma Omt sufficiente ad arginare il rischio di implosione della zona euro e ritiene corrette le argomentazioni di coloro che chiedono lavvio immediato di misure straordinarie come il Quantitative Easing? Penso che la decisione del programma OMT dello scorso anno con cui la Bce si impegnata allacquisto dei titoli obbligazionari a rischio e si di fatto trasformata in prestatore di ultima istanza sia stata corretta, perch ha eliminato la paura esistente nei mercati ed ha impedito il collasso delleuro, allora possibile. LOMT ha aiutato a ricreare la stabilit nei mercati, che avevano iniziato a scommettere pesantemente sul fallimento di alcuni paesi dellarea euro ed ha permesso di abbassare lo spre ad, anche in Italia. Una buona scelta, ma, il semplice annuncio del programma un risultato non sufficiente, considerando soprattutto anche la serie di vincoli non necessari imposti al suo interno, con i beneficiari che vengono obbligati ad un impegno allausterit. Questi paesi stanno gi applicando tagli deleteri e la Bce dovrebbe intervenire nei mercati senza alcuna condizione, proprio per compensare le misure fiscali restrittive imposte dalla Germania. La Bce dovrebbe applicare certamente misure straordinarie come lacquisto incondizionato dei titoli del debito pubblico a rischio e degli asset tossici in mano alle banche per alleviare la situazione della crisi. Se non ora quando. La decisione del Governatore della Banca centrale della Svezia, al contrario, di alzare i tassi dinteresse per prevenire immaginifiche spirali inflattive un non senso economico in un periodo a rischio deflattivo per lEuropa, ma purtroppo rappresenta un punta di vista molto forte anche nel board della Bce. Quindi politiche fiscali e monetarie sbagliate allinterno di unarchitettura complessiva che amplifica a livello nazionale le distorsioni. Il risultato una situazione, soprattutto per quel che riguarda i paesi del sud, socialmente esplosiva. Si pu far ancora cambiare il punto di vista a Berlino o la situazione secondo Lei irrimediabilmente compromessa? Le possibilit di intervento esistono, ma il tempo si sta assottigliando e dobbiamo smettere questo inutile esercizio di moralit. Le responsabilit per il disastro attuale sono esattamente le stesse: per ogni debitore in difficolt, infatti, c dietro un creditore imprudente. Se ci pensiamo bene, non cos difficile far cambiare atteggiamento a Berlino. Basterebbe che i paesi dellEuropa meridionale con lIrlanda, quindi la maggioranza nelle votazioni nei vari consessi decisionali, formassero unalleanza politica e dicessero chiaramente che non sono in grado di proseguire con queste misure di politica economica. Dovrebbero poi chiarire che non sono disposti a seguire pi il Diktat del Nord Europa. Hanno i voti per rendere efficaci le loro indicazioni ed urgenze. Si pu fermare lausterit oggi stesso ed isolare la Germania, ma solo se tutti questi paesi decidono di agire insieme ed in modo coordinato. Fino ad ora per questo non accaduto. Prendiamo a riferimento il caso specifico dellItalia. Qual secondo Lei la migliore strategia di politica economica percorribile oggi per il nostro paese? Non una risposta facile perch lItalia un caso particolare allinterno della zona euro a differenza della Spagna e dellIrlanda, ad esempio, non ha registrato un boom dal lato del

credito, ma entrata in crisi nel momento in cui crollata la fiducia dei mercati sul suo alto debito pubblico. Di fronte ad una Germania ed agli altri paesi del nord che impediscono politiche monetarie e fiscali espansive in grado di rilanciare le prospettive di crescita del paese, lItalia dovrebbe in primis cercare unalleanza con i paesi dellEuropa meridionale, ma, da subito, deve chiarire che non pi disposta a proseguire con lausterit e non pu accettare di entrare in deflazione. Al contrario, il tema dominante resta quello delle riforme strutturali. Pu essere un aspetto vero, ma bisogna sempre ricordarsi come le riforme strutturali possono aumentare la produttivit di un paese e quindi influire positivamente sulla crescita solo nel lungo periodo. Al contrario, non aiutano in nessun modo a risolvere i problemi drammatici che lItalia deve affrontare nel breve periodo, in particolare il crescente tasso di disoccupazione. -A parte lausterit e le scelte della Bce, chiaro oggi come le distorsioni macroeconomiche create per la partecipazione ad ununica moneta non siano pi, soprattutto per lEuropa meridionale, sostenibili. Giudica leuro irreversibile come ha recentemente dichiarato Draghi o ritiene possibile la sua fine nel breve periodo? Non mai facile parlare del futuro e fare previsioni. Ogni cosa certamente sempre possibile ed anche la fine della zona euro uno scenario da tenere sempre in considerazione. La mia opinione personale che oggi non siano alte le probabilit di un collasso della zona euro, ma assolutamente imprudente dire che la moneta unica sia irreversibile. Tutti i scenari devono essere considerati e studiati per essere poi pronti alle conseguenze. Il maggiore rischio oggi per la sopravvivenza della zona euro lo smantellamento del Welfare figlio dellausterit e della spirale deflattiva che produrr proteste sociali sempre maggiori in grado di destabilizzare politicamente un numero crescente di paesi. Mentre la Bce con il programma Omt, agendo come prestatore di ultima istanza, ha ridotto la possibilit di unimplosione finanziaria della moneta unica, questo rischio stato sostituto da uno nuovo: unimplosione politica. Senza un cambiamento di rotta immediato e deciso in grado di dare una risposta concreta soprattutto al livello insostenibile di disoccupazione, le possibilit di una dissoluzione potrebbero aumentare rapidamente. http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=6508 Nota Pubblichiamo questa intervista per dimostrare la sconfessione pubblica che viene fatta da economisti di primissimo livello delle politiche seguite dalla BCE e dallEurocrazia di Bruxelles e Francoforte e la risibilit delle affermazioni fatte da Mario Dr aghi, quanto a irreversibilit delleuro. Quanto allItalia ci permettiamo per di aggiungere una nostra valutazione che non si pu certo trovare nellanalisi del De Grauwe: le politiche di austerit e di conseguente ulteriore indebitamento pubblico, che si stanno attuando in Italia da alcuni anni, politiche recessive che hanno causato la chiusura di migliaia di aziende ed un livello di disoccupazione arrivato a livelli intollerabili, non sono casuali o semplicemente dovute ad errori di strategia economica e monetaria da parte della BCE e della Commissione Europea ma hanno una diversa spiegazione. Secondo noi si tratta di politiche precise che mirano a raggiungere un forte indebitamento dello Stato (inevitabile per effetto della contrazione di consumi) con la conseguenza di un livello sempre pi alto dei tassi di interesse da corrispondere alle grandi banche internazionali, questo andr a determinare, a breve scadenza, la conseguente necessit di ricorrere alle amorevoli cure del FMI e della BCE con commissariamento totale del governo (gi in avanzata fase di attuazione), la decisione (gi predisposta dal governo)di provvedere alla cessione di buona parte del patrimonio pubblico, a cui seguir una fase di privatizzazioni dei servizi pubblici, mentre a questo si accompagner ad una totale perdita dei diritti ai tagli ulteriori dei servizi sociali ed un impoverimento generale della societ italiana. Provate ad indovinare chi si andr ad avvantaggiare dellannientamento del sistema industriale ed economico dellItalia, anzi meglio ancora provate a chiederlo a quelli che sono i fiduciari di questa elite finanziaria e che stanno conducendo il paese nel baratro: nellordine si pu trasmettere linterrogativo al senatore Mario Monti, al presidente Napolitano, al presidente Letta, al ministro Saccomanni ed agli altri componenti della compagine governativa che mantiene la responsabilit (apparente) delle scelte economiche di questo paese. http://www.controinformazione.info/in-europa-commessi-gli-stessi-errori-degli-anni-30-paul-de-grauwe/